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Posts Tagged ‘assicurazione’

Il Gruppo AXA Italia ridisegna il futuro dell’assicurazione

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2019

Oltre 100 studenti universitari sono stati selezionati per ridisegnare l’assicurazione del futuro insieme al Gruppo assicurativo AXA Italia, grazie alla nuova edizione dell’#AXAChallenge con l’Università Bocconi.Protagonisti della challenge saranno gli studenti del corso di Laurea Magistrale in Technology and Innovation Strategy dell’Università Bocconi, iscritti al corso – presieduto dal Rettore Gianmario Verona – sull’importanza della tecnologia e dell’innovazione per posizionarsi come Direttori Business Development del prossimo futuro.
Parte integrante del corso sarà la competition su cui gli studenti si sfideranno e per la quale AXA, storico partner dell’Università dal 2011, offrirà ispirazione strategica, case history, tutoring e inserimento in stage.Dieci squadre si sfideranno per tre mesi nella stesura di un business plan che riguarderà due ambiti chiave per la strategia di AXA Italia, ovvero la customer journey, cioè come migliorare la digital customer experience dei clienti AXA e la Inclusive Insurance, ovvero come rispondere a bisogni di target storicamente lontani dai bisogni assicurativi tradizionali, come ad esempio i giovani.Ad aprire il corso e a lanciare la challenge, insieme al Rettore Gianmario Verona, sarà Patrick Cohen, CEO del Gruppo AXA Italia, che ha ispirato gli studenti con una lectio dedicata alle nuove frontiere dell’insurance e dei servizi Beyond insurance, raccontando la strategia del Gruppo e dell’Italia e portando studi ed esperienze internazionali che stimoleranno la creatività dei ragazzi, invitandoli a ridisegnare il paradigma assicurativo per rispondere alle reali esigenze dei clienti di domani.“Trovarmi di fronte a questi giovani talenti, che saranno i manager di domani, è per me una grande occasione di arricchimento e sono certo che saranno in grado di stupirci, facendo leva sulla eccellenza del percorso formativo che hanno intrapreso e sulla loro creatività. Per noi di AXA è un onore rinnovare la storica partnership con Bocconi e contribuire ad un progetto che unisce formazione e tecnologia, due degli ingredienti che considero essenziali per guardare al futuro con fiducia”, ha dichiarato Patrick Cohen, CEO del Gruppo AXA Italia.

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RBM Assicurazione Salute: Giù le mani dalla sanità integrativa

Posted by fidest press agency su sabato, 2 febbraio 2019

“Nel nostro Paese, pur in presenza di un Sistema Sanitario pubblico di tipo universalistico, l’incidenza delle cure che i cittadini sono chiamati a dover pagare di tasca propria nel momento del bisogno è più che doppia rispetto a quella registrata negli Stati Uniti, che da sempre si caratterizzano per un Sistema Sanitario di natura prevalente natura privata. In Europa (EU14) una finanziamento diretto da parte dei pazienti delle prestazioni sanitarie così elevato si riscontra solo in Grecia, Portogallo e Spagna (dati OCSE). Il motivo è presto spiegato: l’Italia non è ancora riuscita ad affiancare al Servizio Sanitario Nazionale un Secondo Pilastro Sanitario in grado di assicurare a tutti i cittadini l’accesso anche a quelle cure che per diversi motivi non possono essere effettuate presso Ospedali e ASL. In questo contesto non stupisce che la quota di persone che dichiarano di aver rinunciato/differito cure di cui avevano bisogno in Italia è quasi il doppio della media europea (dati Eurostat)”.È quanto afferma Marco Vecchietti – Amministratore Delegato di RBM Assicurazione Salute – che prosegue: “Alla luce di questa situazione non si può che rimanere sconcertati dalle gravi affermazioni contenute nel Report sulla Sanità Integrativa diffuso nei giorni scorsi da GIMBE che, senza alcuna fonte riscontrabile e supporto numerico attendibile, cercano di accreditare un insieme contraddittorio di pregiudizi ideologici, luoghi comuni ed errori macroscopici nel tentativo irresponsabile di delegittimare agli occhi dell’opinione pubblica il ruolo sociale ed il supporto economico garantiti dai Fondi Integrativi e dalle Polizze Sanitarie. Credo che chiunque abbia davvero a cuore il Diritto alla Salute consacrato dalla nostra Costituzione non possa accettare una mistificazione di questo tipo che, in cambio di un po’ di celebrità, invita demagogicamente a cancellare con un colpo di spugna le tutele costruite dalla Contrattazione Collettiva, con costi a proprio esclusivo carico (la Sanità Integrativa, infatti, è alimentata dalle aziende e dalle retribuzioni dei lavoratori), in favore di milioni di lavoratori (oggi oltre 10 milioni) e delle loro famiglie per assicurare un’integrazione concreta dei livelli assistenziali effettivamente garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale. E’ per questo motivo che abbiamo ritenuto opportuno divulgare pubblicamente in questi giorni un confronto comparativo tra il Report Gimbe ed i dati ufficiali del settore” (cfr. tabella allegata).
Nel 2018 la Spesa Sanitaria Privata ha “sfondato” quota 40 miliardi, con un costo medio pro capite di 655 Euro; nell’ultimo anno sono stati 2 cittadini su 3 (44 milioni di persine circa) a spendere soldi di tasca propria per pagare prestazioni sanitarie di cui avevano bisogno. Se si pensa che, soltanto due anni fa, erano 36 milioni ci si rende conto della rapida crescita del fenomeno (+8 milioni, aumento del 22%).
In termini economici si stima che un’estensione della Sanità Integrativa a tutta la popolazione, in affiancamento al Servizio Sanitario Nazionale, potrebbe consentire di dimezzare la spesa sanitaria privata delle famiglie di circa 20 miliardi di Euro (più del 50%), con una riduzione dei costi medi pro capite attualmente finanziati “di tasca propria” di quasi 340 Euro (fonte VIII Rapporto RBM – Censis).“Siamo profondamente convinti – conclude Vecchietti – che un Secondo Pilastro Sanitario, incentrato sugli stessi principi di universalismo ed uguaglianza sui quali poggia il suo fratello maggiore Pubblico, rappresenti ora ed in prospettiva uno strumento imprescindibile per garantire agli italiani un Diritto alla Salute effettivamente esigibile per tutti, ed in primis, per i cittadini più fragili. In questa prospettiva ci rendiamo sin da ora disponibili a mettere a disposizione di tutte le Istituzioni interessate informazioni corrette, complete e verificabili sulla Sanità Integrativa e a svolgere un confronto pubblico – anche con Gimbe – con l’obiettivo di rappresentare in modo oggettivo il contributo che può essere assicurato dalla Sanità Integrativa al Sistema Sanitario del nostro Paese”.

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2,8 milioni di auto circolano senza assicurazione e tariffe Rc auto

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 dicembre 2018

Non sempre il segno negativo è foriero di brutte notizie. È il caso delle tariffe Rc Auto. Dalle anticipazioni dei dati Ivass relativi all’indagine trimestrale emerge infatti che il trend di riduzione continua, anche se in maniera meno netta rispetto al passato.Nel terzo trimestre dell’anno, il prezzo medio effettivamente pagato per la garanzia Rc Auto è pari a 419 euro, ma il 50% degli assicurati paga meno di 376 euro. La variazione del prezzo medio su base annua è lievemente negativa (-0,3%). Il prezzo medio associato ai contratti stipulati dagli assicurati con età inferiore a 25 anni (l’1,4% del campione) è particolarmente elevato con 745 euro.Sui prezzi continua a incidere la geografia. In Campania il prezzo medio è di 539 euro, mentre in Valle d’Aosta si scende a 303 euro. In compenso si registra un -1% su base annua per il differenziale tra la provincia con i prezzi medi più elevati e quella con i prezzi medi più bassi, rispettivamente Napoli e Oristano.Dai dati Ivass emerge anche che il 20,6% dei contratti prevede clausole di riduzione del premio legate alla presenza della scatola nera, la cui diffusione è molto eterogenea su base territoriale.“La diminuzione del prezzo medio Rc Auto è senza dubbio una buona notizia – commenta il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – anche se parliamo di decimali. Si potrebbe ottenere una riduzione più importante se solo si riuscisse a rafforzare i controlli sulle auto che circolano senza assicurazione. Se, infatti, i dati dell’Ivass sul calo del prezzo medio sono positivi – sottolinea Giacomelli – quelli dell’Ania, secondo cui oltre 2,8 milioni di veicoli che circolano sulle strade italiane sono privi di assicurazione, sono allarmanti. Parliamo di quasi il 7% del totale. Un dato enorme, che va diminuito, come il prezzo medio Rc Auto”.

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Reddito Di Salute, la proposta di RBM Assicurazione Salute al Governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

“Governance pubblica e strumenti privati, questa la soluzione per la sostenibilità sociale e finanziaria dei principali sistemi sanitari europei – spiega Marco Vecchietti, CEO e Direttore Generale di RBM Assicurazione Salute – in quanto, sottoscrivere una Polizza Sanitaria o aderire ad un Fondo Integrativo è più conveniente che continuare a pagare di tasca propria le cure private – che sempre più spesso costringono gli italiani a ricorrere ai propri risparmi o a indebitarsi (lo scorso anno sono stati ben 11 milioni). Per cogliere al meglio questa opportunità, già utilizzata da oltre il 20% degli italiani, tuttavia è indispensabile che il Governo non abbandoni i cittadini e sostenga questo cambiamento culturale che peraltro garantirebbe di mettere concretamente un freno alle disuguaglianze crescenti e all’impoverimento delle famiglie (è di questi giorni l’allarme dell’ISTAT sugli oltre 5 milioni di poveri nel nostro Paese)”. “Ridurre le diseguaglianze sociali è uno dei punti cardine del contratto di Governo tra M5S e LEGA – prosegue Vecchietti -. In particolare l’ambizioso progetto del Reddito di Cittadinanza è una sfida fondamentale per il nuovo Esecutivo che inevitabilmente richiede di identificare un’adeguata compatibilità in termini di sostenibilità economica. In questo contesto, un’importante valore aggiunto potrebbe essere assicurato dall’inserimento di un sostegno specifico ai cittadini in merito ai costi sostenuti per le cure private. Sempre più spesso gli italiani sono costretti ad indebitarsi per pagare le cure private di cui hanno bisogno. Si potrebbe introdurre un “Reddito di Salute”, magari come componente strutturale del Reddito di Cittadinanza o assegnando un voucher, con il quale finanziare un’Assicurazione Sociale Integrativa per tutti coloro che ancora non dispongono di una Polizza Sanitaria o di un Fondo Integrativo. Pagare di tasca propria le cure private, infatti, non solo non è equo ma oltretutto non è mai conveniente per il cittadino. Basta fare alcuni semplici calcoli: il costo aggiuntivo sostenuto da ciascuno di noi per le cure private è, al netto dei benefici fiscali, in media di 530 Euro (655 Euro – 125 Euro di detrazione). L’accesso alle cure private mediante una Polizza Sanitaria o un Fondo Integrativo garantiscono al cittadino un risparmio medio di quasi 245 Euro (considerando il differenziale medio tra costo della Polizza/Fondo, rimborsato dalla Polizza/Fondo e deduzione IRPEF). Ma allora perché non consentire a tutti di risolvere il problema delle cure private utilizzando un sistema che dove applicato ha già dimostrato di funzionare bene? Con il Reddito di Salute si potrebbe garantire a tutti i cittadini non ancora assicurati un Secondo Pilastro Sanitario da affiancare al Servizio Sanitario Nazionale”.
Dalla teoria alla pratica il passo è breve per il numero uno di RBM Assicurazione Salute che spiega:” Lo Stato da tempo riconosce una meritorietà alla spesa privata dei cittadini in sanità. In quest’ottica una parte delle tasse pagate da tutti noi sono impiegate per riconoscere agevolazioni fiscali ai cittadini (circa 18 milioni di persone nel 2018) che dichiarano di aver effettuato cure private. Si tratta di un meccanismo costoso che genera oneri per la finanza pubblica di quasi 3,4 miliardi di Euro (Dati MEF 2016) e produce degli effetti decisamente negativi sia dal punto di vista redistributivo che sociale, amplificando anche il divario tra il Nord e il Mezzogiorno (solo il 20% delle detrazioni riguarda Sud e Isole). Infatti, le detrazioni per spese sanitarie sono più rare per chi dichiara redditi più bassi e molto diffuse tra chi ha redditi elevati, basti pensare che l’80% va a beneficio di cittadini con redditi superiori a 60.000 Euro (oltre il 50% per i cittadini con redditi superiori a 100.000 Euro). Peraltro le detrazioni sanitarie risultano, in ragione dell’incidenza percentuale sulla spesa sostenuta, particolarmente inefficaci anche sul fronte del contrasto all’elusione/evasione fiscale che in questo campo ha un’incidenza assolutamente significativa (le stime più accreditate oscillano tra 6 ed 8 miliardi di Euro di base imponibile sottratta ad imposizione). Se l’obiettivo è quello di sostenere il reddito dei cittadini di fronte all’incidenza delle cure private, queste risorse potrebbero essere impiegate con maggiore efficacia, garantendo il Reddito di Salute a chi ancora non beneficia di una Polizza Sanitaria o di un Fondo Integrativo”.“Bisogna poi considerare – prosegue Vecchietti – che una Sanità Integrativa per tutti consentirebbe di contenere anche i gap assistenziali sempre più evidenti tra le diverse Regioni sia in termini demografici (speranza di vita alla nascita, indice di sopravvivenza ed incidenza delle malattie croniche) che di outcome clinici. In quest’ottica, preso atto della frattura che attualmente separa il nostro Paese tra Nord e Mezzogiorno, si potrebbe lavorare anche ad una riprogrammazione dei fondi europei per il Sud recuperando una dotazione aggiuntiva per il Reddito di Salute compresa tra 7 e 10 miliardi di Euro da finalizzare ai cittadini più penalizzati dalle ridotte capacità assistenziali dei propri Sistemi Sanitari Regionali. Nello specifico si potrebbero armonizzare i contenuti dei Programmi Regionali FESR/FSE, PON nazionali per il Sud, Programmi Complementari POC, eventuale predisposizione di nuovi PON nazionali, obiettivi di servizio, premialità ed erogare dei voucher ai cittadini del Mezzogiorno per rendere disponibile una Forma di Sanità Integrativa anche in quei territori che, pur a fronte di un maggior bisogno di integrazione, attualmente beneficiano solo marginalmente di Polizze Sanitarie e Fondi Integrativi a causa della ridotta presenza di insediamenti aziendali nel proprio territorio”.

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RBM Assicurazione Salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 Mag 2018

Roma 6 giugno 2018 presso Palazzo Colonna, Piazza SS. Apostoli, 66 conferenza su RBM Assicurazione Salute, prima assicurazione in Italia nel ramo della salute (inizio alle ore 9, chiusura dei lavori prevista per le 15.45) alla quale prenderanno parte anche esponenti del mondo dei sindacati e della politica. È, infatti, prevista la partecipazione del Sen. Tommaso Nannicini (PD), del Sen. Adolfo Urso (FdI), del leader del MoVimento 5 Stelle On. Luigi Di Maio e del Sen. Armando Siri (Lega).
RBM Assicurazione Salute S.p.A. è la più grande Compagnia specializzata nell’assicurazione sanitaria per raccolta premi e per numero di assicurati. Si prende cura ogni giorno degli assistiti delle più Grandi Aziende Italiane, dei principali Fondi Sanitari Integrativi Contrattuali, delle Casse Assistenziali, degli Enti Pubblici, delle Casse Professionali e di tutti i Cittadini che l’hanno scelta per prendersi cura della loro salute. È la Compagnia che dispone del più ampio network di strutture sanitarie convenzionate gestito secondo gli standard della Certificazione ISO 9001 per garantire sempre ai propri assicurati cure di qualità. Con RBM Assicurazione Salute la persona è sempre al centro perché prima delle spese sanitarie la nostra mission è assicurare la Salute. È per questo che RBM Assicurazione Salute è l’unica Compagnia a garantire ai propri assicurati la possibilità di costruire un piano sanitario su misura (www.tuttosalute.it) e ad investire sulla loro salute promuovendo gratuitamente visite e controlli a loro favore presso i tanti Centri Autorizzati presenti sul territorio nazionale (www.alwaysalute.it). RBM Assicurazione Salute è Main Sponsor della squadra di basket Campione d’Italia 2016-2017 (serie A1 maschile) Umana Reyer Venezia. Nel 2017 RBM Assicurazione Salute è stata premiata come Miglior Compagnia per la Sanità Integrativa, in continuità con il riconoscimento avuto nel 2016 per il secondo anno consecutivo come Miglior Compagnia Salute nello Sviluppo delle Polizze Malattia (IPF). Nello stesso anno ha ricevuto anche il premio come Miglior Campagna Prodotto con RBMTuttosalute!2.0 (MF-Milano Finanza), nel 2015 come Eccellenza dell’Anno nell’Assicurazione Salute (Premio Internazionale Le Fonti) e come Top Investor nel Ramo Salute (MF-Milano Finanza).

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Usb: i vigili del fuoco morti a Catania non avevano assicurazione INAIL, come tutti i pompieri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2018

Sgomento, rabbia, amarezza questi sono i sentimenti che si sono mescolati durante tutta una notte passata tra le macerie di una esplosione e i telefoni che impazzivano. Due colleghi distesi per terra e due portati di corsa in ospedale. Siamo rimasti tutti senza respiro! Sono uscite foto, tra le nostre chat, frammenti di corsi ed emergenze passate dove ognuno di noi ricordava Dario e Giorgio nella propria esperienza personale. Questa mattina tutti abbiamo aperto subito il sito ufficiale del corpo nazionale: nessuna notizia ancora! Poi sale la rabbia: siamo gli unici lavoratori senza copertura INAIL! Come Unione Sindacale di Base chiediamo da tempo, troppo, di godere di questa copertura. Ma il governo – i governi – hanno altro da fare e un nostro diritto sacrosanto rimane negato, nonostante in questi momenti, in tutti i momenti della giornata di lavoro, ci darebbe quella tutela necessaria a chi come noi di mestiere “salva le vite”.È necessario, è indispensabile che anche i vigili del fuoco abbiano la copertura INAIL. Non possiamo più accettare di essere l’unica categoria non tutelata quando ci facciamo male o, come nel caso di Catania, piangiamo un dolore estremo!Noi, vigili del fuoco, con un solo secondo di lavoro guadagniamo una intera vita di stipendio. Ma oggi non vogliamo fare polemica sul salario, 1350€ non giustificheranno mai la vita che facciamo. La copertura INAIL però la pretendiamo per rispetto verso tutti i vigili del fuoco che ogni giorno rischiano la propria vita senza chiedere mai nulla in cambio. Il telefono squilla e noi partiamo ma poi cosa succede? Come Usb chiediamo che il governo convochi urgentemente le parti affinché si lavori immediatamente sull’acquisizione del diritto INAIL per tutti i vigili del fuoco. Chiediamo ai cittadini di unirsi al nostro dolore ma anche di sostenerci in questa battaglia affinché la perdita di due nostri colleghi non rimanga un freddo articolo di cronaca. (fonte: Coordinamento nazionale Vigili del Fuoco Unione Sindacale di Base)

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Terza età: Contro la solitudine ci si può assicurare

Posted by fidest press agency su sabato, 11 novembre 2017

anziani-come-risorsaSara Assicurazioni, Compagnia ufficiale dell’ACI, propone la polizza SerenEtà, che associa la protezione assicurativa in caso di truffe e infortuni a una serie di servizi che hanno l’intento di combattere la solitudine degli anziani. In Italia, nella fascia di età compresa fra 65 e 85 anni, ci sono 13,5 milioni di donne e uomini. SerenEtà è una novità assoluta nel panorama assicurativo.Un call center dedicato sarà in ascolto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19. Ricercherà medici, veterinari e artigiani. Prenoterà ristoranti, spettacoli, trasporti, visite guidate, viaggi, palestre. Proporrà corsi di guida sicura mirati e di aggiornamento sul Codice della Strada. Sara Assicurazioni collaborerà con la Federazione Ginnastica del CONI per far partecipare gli anziani assicurati al programma non agonistico “Salute e Fitness”. Ha inoltre preso accordi con l’Autodromo di Vallelunga e con “Il Cenacolo dei Viaggiatori”.
Infine Sara Assicurazioni ha contattato Beghelli, brand protagonista e di grande esperienza nel settore della teleassistenza e del telesoccorso, con il quale ha iniziato l’esame di un’intesa che prevederà la concessione di uno sconto esclusivo per gli assicurati che acquisteranno dispositivi e servizi di telesoccorso. Entro il prossimo mese verranno concordate anche le modalità operative.
Il call Center di SerenEtà ricorderà scadenze e compleanni, suggerirà occasioni di attività culturali e di socializzazione. Informerà sull’uso del computer e sui vantaggi dell’e-commerce.
Giappone, Spagna e Italia sono i Paesi con la maggiore percentuale di anziani. In Italia la speranza di vita per gli uomini è salita a 80,1 anni e a 84,7 anni per le donne. Il 48,7% delle famiglie composte da una sola persona è formato da over 65 e man mano che cresce l’età, le donne sole diventano quasi il doppio degli uomini. Si stima che il 10% degli anziani in Italia soffra della cosiddetta “solitudine maligna” che compromette la salute fisica ed emotiva.Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha voluto aprire ad anziani e disabili, il 29 settembre scorso a Castel Porziano ha dichiarato che: “Gli anziani arricchiscono la nostra società”. Gli ha fatto eco la vice direttrice dell’OMS, Flavia Bustreo: ” Dobbiamo apprezzare l’importanza dell’invecchiamento, ma è necessario garantire che questi anni in più siano vissuti in salute e in modo dignitoso”.
“SerenEtà è un bundle che coniuga la copertura assicurativa a un pacchetto di servizi a valore, sviluppato secondo la logica di una conciergerie in grado di assistere il cliente su una serie di servizi. E’ quindi una polizza che va oltre la polizza. E’ una soluzione unica: nessuno oggi in Italia offre un prodotto assicurativo dedicato alla fascia di età 65/85 a cui viene associata una componente di servizio particolarmente interessante, a un prezzo assolutamente accessibile. In sintesi – ha concluso Tosti – un prodotto che ben si colloca nell’ambito della nostra strategia di diversificazione dall’auto con modalità innovative anche in ambito sociale, contando sulla professionalità della nostra rete di agenti che si conferma il nostro prezioso canale di intermediazione con la clientela”.La continua crescita delle truffe (+ 19%) e la diffusione delle cadute (sono il 50 % degli incidenti domestici, con le fratture come conseguenza più frequente) hanno generato l’esigenza di offrire una copertura mirata per gli eventi tipici di questo target. A questo si aggiunge un pacchetto di servizi di valore, con una specie di “maggiordomo” a disposizione del cliente per aiutarlo a soddisfare le sue esigenze quotidiane ricreative e di socializzazione, o semplicemente offrendo compagnia nei momenti di solitudine.

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Pensioni? Abolirle?

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

pensionatiSi, proprio così, ma solo con una variante. La vera riforma delle pensioni sta proprio nella loro abolizione per sostituirla con un meccanismo assicurativo. Lo studio di fattibilità è stato condotto già anni fa dai Centri studi della Fidest. Risulta l’unico e più efficace sistema per disinnescare questa sorta di bomba a orologeria ereditata dai nostri antenati. La ricetta è semplice.
Ogni dieci anni di contributi assicurativi e previdenziali si può erogare una rendita pari al 20% della media delle retribuzioni percepite durante tale periodo.
Un meccanismo che potrebbe ripetersi allo scadere di ogni decennio senza soluzione di continuità ma offrendo al tempo stesso la possibilità ai lavoratori di scegliere, nel corso d’opera, il lavoro che gli risulta più congeniale. In altri termini se un giovane (come un giocatore di calcio) può affrontare un lavoro idoneo per la sua età si deve pur ritenere che con il prosieguo degli anni altre scelte lavorative possono essere più adatte al suo status fisico.
Non solo. Si possono contemperare corsi di formazione professionale per cambiare lavoro e adattarsi a quello nuovo e anche scegliere la possibilità, dopo i trenta anni di contributi assicurativi, di svolgere un’attività all’estero presso quelle che sono state chiamate “cittadelle del sapere” dove le proprie conoscenze possono essere trasmesse ai giovani secondo un programma di studio predefinito. Ciò per consentire nelle aree poco o nulla sviluppare una presenza qualificata di esperti che possono fare da tutor o anche da insegnanti ai giovani autoctoni per avviarli a mestieri e professioni qualificate.
Questa, a mio avviso, è una riforma rivoluzionaria poiché cancella dalla nostra visuale un modello di società che fissa uno spartiacque, al raggiungimento di una certa età, in altre parole l’immagine del pensionato condannato a scaldare le panchine dei giardini pubblici. Finché si ha vita si può lavorare, sentirsi utili, continuare a impegnarsi per qualcosa fosse anche un hobby lasciato dormire nel cassetto del proprio comodino in età giovnile. (Riccardo Alfonso)

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RC professionale avvocati

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

toga avvocatoSono oltre 300.000 gli avvocati in Italia che, entro il prossimo 11 ottobre, dovranno obbligatoriamente dotarsi di una polizza RC professionale, così come stabilito dal Decreto del Ministero della Giustizia del 22 settembre 2016. Per far fronte alle direttive, le compagnie di assicurazione hanno messo a punto diverse soluzioni, creando un mercato che, per la sola copertura RC professionale ed escludendo quella di infortunio – anch’essa resa obbligatoria dal decreto – secondo le stime di Facile.it ha un valore potenziale di oltre 64 milioni di euro.
Il costo dell’RC professionale per avvocati, in media poco più di 200 euro annui, varia notevolmente in base ad alcuni fattori: in primis il fatturato dichiarato dal professionista, ma anche il massimale e le garanzie accessorie scelte. La polizza deve prevedere la copertura dell’avvocato per tutti i danni che dovesse causare a terzi nello svolgimento dell’attività professionale (ad esclusione però di collaboratori e familiari dell’assicurato).L’assicurazione, obbligatoria per tutti gli avvocati, sia i singoli professionisti sia i soci o collaboratori di studi associati, deve includere non solo la responsabilità per qualsiasi tipo di danno causato nello svolgimento della propria attività (patrimoniale, non patrimoniale, indiretto, permanente, temporaneo, futuro), ma anche quella derivante dalla custodia di documenti, denaro, titoli e valori ricevuti in deposito dai clienti o dalle controparti di questi ultimi. Resta valida, inoltre, la possibilità di estendere la copertura ad ogni altra attività che l’avvocato è abilitato a svolgere. In caso di responsabilità congiunta dell’avvocato con altri soggetti (ad esempio un consulente tecnico di parte), la polizza dovrà garantire una copertura dell’intero danno, fatto salvo il diritto dell’assicurato di rivalersi nei confronti degli altri soggetti corresponsabili.
Il titolare dello studio è anche tenuto a rispondere, in sede civile, di danni cagionati da comportamenti colposi o dolosi di collaboratori, praticanti, dipendenti e sostituti processuali.
La polizza, oltre a tutelare il professionista mentre è in attività, garantisce anche i suoi familiari che possono contare su una retroattività illimitata e un’ultrattività almeno decennale per gli avvocati che cessano di esercitare l’attività nel periodo di validità della polizza.
Un’ulteriore tutela per i clienti, prevista nel decreto, è l’obbligo da parte del professionista di comunicare all’assistito tutti gli estremi della polizza assicurativa, che saranno disponibili anche sui siti internet dell’Ordine di appartenenza del singolo avvocato e del Consiglio nazionale forense.
La mancata osservanza dell’obbligo assicurativo comporta la cancellazione dall’albo per l’assenza di uno dei requisiti essenziali previsti per l’esercizio della professione.
Secondo le ultime statistiche ufficiali, in Italia sono iscritti all’Ordine 312.644 avvocati. In termini di distribuzione territoriale, le regioni che contano più avvocati sono la Campania (52.685), il Lazio (43.492), la Lombardia (36.866) e la Sicilia (32.537). Guardando invece al numero di avvocati per abitante, la regione d’Italia con la più alta densità è la Calabria (con 9,7 avvocati per ogni mille abitanti); seguono la Campania (9 ogni mille abitanti) e il Lazio (7,4 ogni mille abitanti).

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Assicurazioni vita e infortuni: costano in media 415 euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

Doctor is holding payment terminal in hands. Paying for health care.115 euro annui per tutelarsi contro gli infortuni di lieve entità, fra i 300 ed i 350 per coprire anche il caso di invalidità permanente o decesso. Sono questi i costi che si devono affrontare in Italia per sottoscrivere una polizza infortuni e una polizza vita secondo i calcoli fatti da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-vita.html), il più importate sito italiano di confronto dedicato ai prodotti assicurativi, che ha compiuto una simulazione relativa al profilo del richiedente tipo (40 anni, somma assicurata 100.000 euro, durata polizza 15 anni) rilevando i dati risultanti dalle migliori offerte disponibili in piattaforma.
I costi sono tutt’altro che eccessivi, ma possono variare notevolmente a seconda del profilo del richiedente; tutte le compagnie considerate per il confronto – ad esempio – nel caso della polizza vita arrivano quasi a raddoppiare il premio annuo richiesto se chi firma la polizza è un fumatore, anche occasionale.
«Spesso si fa molta confusione in merito alle assicurazioni legate alla salute.», ha dichiarato Giordano Gala, BU manager di Facile.it, «È molto importante distinguere fra le polizze infortuni – che coprono solo eventi meno gravi, ma includono anche i rimborsi di diaria per ingessature o ricoveri in Italia e all’estero, e quelle vita che, al contrario, tutelano per gli eventi più gravi, fino al decesso.»
I vantaggi derivanti da una copertura di questo tipo sono talmente evidenti che oggi sempre più spesso le aziende si fanno carico della polizza assicurativa offrendola come benefit al dipendente, tanto singolarmente quanto per il suo intero nucleo familiare, favorendone in questo modo anche il ricorso alle strutture sanitarie private.
Nel corso del 2016, si legge ancora nell’analisi di Facile.it, la regione italiana che ha dimostrato il maggiore interesse per questo tipo di copertura è il Lazio, seguito dalla Lombardia. Al terzo posto, nel caso delle assicurazioni infortuni si trova il Piemonte mentre, per quelle vita, la medaglia di bronzo è ad appannaggio della Liguria. In entrambi i casi il Sud sembra non cogliere ancora i vantaggi derivanti da queste coperture e sono tutte meridionali le regioni agli ultimi posti della classifica.
Guardando invece all’età di chi si informa online in merito a questi prodotti, la fascia più rappresentata è quella tra i 25 ed i 34 anni per gli infortuni (30% del campione), mentre si sale di un pochino e si arriva a quella 35 – 44 anni (31% del campione) per la polizza vita. (foto: assicurazione medica)

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Convegno “L’Innovazione nell’Assicurazione Salute”

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 ottobre 2016

Milano. Si svolgerà il prossimo 12 ottobre, a partire dalle ore 9.00, presso l’Hotel Principe di Savoia, il convegno “L’Innovazione nell’Assicurazione Salute”, organizzato da RBM Assicurazione Salute S.p.A. in occasione della 4a edizione dell’Health Insurance Summit. I lavori si apriranno con la presentazione del volume “L’Innovazione nell’Assicurazione Salute” realizzato dal Team di ricerca dell’Osservatorio sui Consumi Privati di SDA Bocconi che approfondisce le linee evolutive dell’Assicurazione Sanitaria nei principali Paesi europei anche in una logica di sussidiarietà all’interno dei sistemi di sicurezza sociale.
La mattinata proseguirà con l’intervento di Marco Vecchietti, Consigliere Delegato di RBM Assicurazione Salute, sui temi “Il Secondo Pilastro Sanitario aperto nella riforma dei Livelli Essenziali di Assistenza” e “IoT, A.I. & Data Science: Strategie avanzate per la gestione dell’Assicurazione Salute”. Seguirà tavola rotonda sui programmi di WellBeing e sui percorsi di rewarding per la promozione di stili di vita attivi a favore degli Assicurati con alcuni partner del progetto di RBM Assicurazione Salute “Sempre in Forma, Sempre in Salute, Sempre Protetti”. La giornata si concluderà con un confronto sulle tematiche distributive anche alla luce dei trend innovativi nel settore della sanità integrativa illustrati in mattinata “Distribuire Piani Sanitari Individuali: la Nuova Sfida per il Mercato”.

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L’Italia è ancora dentro la bolla immobiliare

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Mag 2016

Francesco SquegliaPer il 70% degli italiani la casa costituisce la principale voce di spesa, sottraendo liquidità all’economia domestica. Se il suolo fosse considerato un bene comune, al pari dell’acqua, come in Germania, i costi di locazione abitativa, che intaccano oggi il 65% della busta paga degli italiani, potrebbero scendere in modo esponenziale. Dal 1963 fino al 1985 il costo per una locazione o per una rata di mutuo in Italia incideva solo per il 20% su uno stipendio medio.Che la casa sia ancora oggi tra i primi desideri dei giovani italiani è confermato da una recente ricerca dell’Istituto Ixè che evidenzia come un italiano su 4 tra i 18 e 34 anni abbia il sogno di acquistare una casa. Però lo studio mette anche in risalto che in Italia il 75% dei giovani tra i 16 e i 34 anni vive con i genitori e 2 terzi di questi (51%) non lo fa per libera scelta, ma perché non può permettersi un alloggio.L’analisi di Francesco Maria Esposito, urbanista e architetto, founder partner di World – Law, Economics & Architecture, autore del Libro “Edificabilità bene comune” (Cacucci Editore, Bari), sarà presentata al Festival dell’Economia di Trento “I luoghi della crescita”.
Lo studio dell’autore propone, per uscire dalla crisi italiana, un’economia immobiliare libera da speculazioni e la realizzazione di un piano abitativo pluriennale nazionale, a costo zero per lo Stato, con un consumo di suolo quasi nullo, in grado di assicurare 480mila alloggi in 10 anni a prezzi convenzionati. (foto: Francesco Squeglia)

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Al via la quarta edizione di “Diciamocelo chiaramente”

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2015

zurichMilano. Come proteggere la propria casa e famiglia dagli imprevisti? In cosa consiste la copertura assicurativa della casa e quali aspetti valutare nelle garanzie sui danni? Qual è il grado di consapevolezza del valore dei propri beni e quanto è importante proteggerli in maniera adeguata? Queste sono solo alcune delle domande a cui gli Agenti Zurich, insieme a comici di Zelig rispondono nel corso del tour dell’iniziativa Zurich “DICIAMOCELO CHIARAMENTE, che ha appena preso il via e toccherà 17 città italiane.Dopo il grande successo degli scorsi anni, la quarta edizione dell’iniziativa si concentra sul tema della protezione casa e prevede spettacoli condotti da alcuni comici di Zelig e Colorado – Giovanni D’Angella, Michelangelo Pulci, Antonio D’Ausilio e Andrea Di Marco – e noti personaggi televisivi in veste di presentatori – Cristiano Militello e Andrea Pellizzari. Insieme a loro, oltre al rappresentante dell’ Agenzia locale di Zurich nei panni del padrone di casa, ci sarà un consulente IRSA (Istituto per la Ricerca e lo Sviluppo delle Assicurazioni) in qualità di esperto. Una formula che ha avuto grande successo: oltre 50 le città visitate e quasi 14mila le persone coinvolte in quattro anni. Un traguardo raggiunto grazie ad un linguaggio che attraverso comicità e battute riesce a trasmettere in modo semplice al pubblico messaggi tecnici. Alida Galimberti, Chief Marketing Officer di Zurich in Italia commenta: “Grazie all’impegno di Zurich e dei suoi Agenti, anche quest’anno diamo il via all’iniziativa “DICIAMOCELO CHIARAMENTE” che affronta il delicato e importante tema della protezione di casa e famiglia. Proteggere la propria casa significa prendersi cura dei propri affetti e grazie ad un format innovativo e divertente, Zurich si impegna ad avvicinare il pubblico per far acquisire maggiore consapevolezza e sensibilità sui temi della sicurezza di casa e famiglia“.
Zurich Insurance Group (Zurich), leader nei servizi assicurativi, è operativa sia nel ramo danni che nel ramo vita, servendo i propri clienti a livello globale e su singoli mercati locali grazie ad oltre 55.000 collaboratori. Tra i clienti di Zurich vi sono privati, piccole e medie imprese e grandi società, comprese aziende multinazionali, in oltre 170 paesi. Fondato nel 1872, il Gruppo ha la propria sede centrale a Zurigo, in Svizzera. La società holding Zurich Insurance Group Ltd (ZURN), quotata alla SIX Swiss Exchange, è presente sul mercato statunitense mediante un programma American Depositary Receipt di Livello I (ZURVY) negoziato fuori borsa su OTCQX.
Zurich in Italia. Zurich è presente in Italia dal 1902 ed opera attraverso una rete di circa 600 Agenzie e accordi di distribuzione con banche e reti di promotori finanziari, nell’area della protezione assicurativa, del risparmio e della previdenza. (foto: zurich)

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Assicurazione viaggio

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2015

viaggiatoriItaliani con la valigia in mano, sempre più pronti a partire ma con la cautela di una polizza che garantisca protezione e tranquillità. Si avvicina il periodo vacanziero per eccellenza e, in base all’acquisto di polizze per il viaggio, Europ Assistance, la Compagnia di Assistenza del Gruppo Generali, segnala verso quali destinazioni vengono acquistate più polizze anche in confronto allo stesso periodo dello scorso anno.A influenzare la speciale classifica è evidentemente il timore – in caso di necessità – di affrontare costi altissimi della sanità privata o malfunzionamenti della sanità pubblica locale. Timore che, grazie alla sottoscrizione di una polizza viaggi, che garantisce assistenza sanitaria h24 e copertura delle spese mediche in caso di infortunio o malattia viene superato.
Infatti, ben il 22% degli Italiani, in leggero aumento rispetto al dato dello scorso anno che si aggirava intorno al 20%, stipula una polizza per un viaggio negli Stati Uniti d’America dove, si sa, a causa di una gestione della Sanità completamente affidata ai privati, anche un piccolo problema di carattere sanitario può generare un considerevole esborso di denaro.Mentre evidentemente la crisi greca genera più di qualche dubbio che la vacanza in terra Ellenica – a cui comunque non si rinuncia nonostante l’attuale crisi finanziaria – possa essere rovinata da disservizi o mancanze. Se confrontato con lo stesso periodo del 2014 sono infatti più che raddoppiate le polizze viaggio stipulate dagli italiani portando la percentuale sul totale dal 3,16 al 7,94% e facendo della Grecia il secondo Paese al mondo per assicurazioni in viaggio stipulate online con Europ Assistance.A perdere il secondo posto in classifica scendendo in terza posizione tra i Paesi verso cui ci si assicura di più è la Thailandia, luogo dai paesaggi mozzafiato ma del quale evidentemente si diffida, soprattutto per la qualità delle sue strutture sanitarie.Dall’analisi fatta sembra dunque che a preoccupare i viaggiatori italiani siano più i potenziali costi o le inefficienze dei vari sistemi sanitari locali che gli altri possibili imprevisti in viaggio.D’altra parte il Barometro Vacanze 2015 Ipsos-Europ Assistance aveva già evidenziato come la maggior preoccupazione, per più di un Italiano su due (53%), sia proprio un problema di salute durante il viaggio per sé o per un familiare.

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Ottimi risultati semestrali per Assicura e Bcc Fvg

Posted by fidest press agency su domenica, 22 settembre 2013

Crescita complessiva media del 97 per cento per le polizze assicurative Assicura distribuite dalle Banche di Credito Cooperativo, da Confartigianato e Confcooperative nel primo semestre del 2013, rispetto al 2012. Un ottimo risultato con il segno più davanti alla variazione produttiva di quasi tutti i comparti. «I dati sulla bancassicurazione – aggiunge Giuseppe Graffi Brunoro, presidente della Federazione regionale delle Bcc – rappresentano un segnale incoraggiante, in un contesto ancora molto problematico, con l’incremento significativo dei crediti deteriorati, che in questa congiuntura colpisce più del solito le banche del territorio». Per quanto riguarda l’operatività delle 15 Bcc del Fvg, la crescita è guidata dal comparto vita (+181 per cento), seguita dalle assicurazioni sulla casa (+60 per cento) e da quelle sull’auto (+ 23 per cento). Il comparto vita cresce anche in percentuale interna e rappresenta, nel primo semestre 2013, il 68 per cento della raccolta complessiva contro il 46 per cento del giugno 2012. Complessivamente, al 30 giugno 2013, sono stati stipulati 2.056 contratti di copertura danni per la casa (erano 1.453 nel 2012) e 1.747 assicurazioni auto (1.245, l’anno scorso). Assicura ha complessivamente registrato, in sei mesi, 11.292 nuove polizze per un valore della produzione pari a 18,331 mln di euro. Nel dettaglio sono state 4.549 le nuove polizze vita e finanziarie (per 15,135 mln di euro); 6.743 le polizze danni (per 3,196 mln di euro).
Assicura Group è la holding dell’intermediazione assicurativa a servizio dei soci e dei clienti delle Bcc, degli artigiani di Confartigianato e delle imprese aderenti a Confcooperative. Un gruppo assicurativo con un patrimonio di 7,5 mln di euro, una cinquantina di dipendenti divisi tra due società operative e una raccolta nuovi premi che, al 31 agosto, ha superato i 60 milioni di euro.

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Rc auto: calano i prezzi?

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 marzo 2012

Banche, assicurazioni, lobby di potere: il Decreto legge sulle liberalizzazioni in discussione in questi giorni promette cambiamenti e vantaggi per i cittadini. Ma quanto ne sappiamo? Facile.it (www.facile.it), il comparatore di RC, prestiti, mutui e conti correnti, ha chiesto ad un panel di oltre 300 italiani alle prese col rinnovo della polizza auto se e quanto siano a conoscenza di come queste direttive incideranno sulla loro vita da automobilisti. I risultati rivelano il bisogno di capirne di più: il 51% del campione ritiene, infatti, di non essere informato abbastanza. Addirittura, il 35% ammette di non saperne nulla.Visto che le decisioni prese in questi giorni porteranno, nelle intenzioni del legislatore, significativi cambiamenti ai costi dell’RC auto, la voglia di saperne dì più c’è; ma muoversi tra le novità resta, per gli automobilisti alle prese con i rincari delle tariffe, piuttosto difficile.Per quanto riguarda il giudizio sugli interventi previsti, gli italiani sembrano apprezzare maggiormente quelli che promettono una riduzione immediata dei costi, rispetto a quelli volti a ridurre le truffe (con conseguenze di lungo periodo sull’abbattimento delle tariffe).L’innovazione più gradita è la possibilità di installare una “scatola nera” che registri i dati dei sinistri, a fronte di uno sconto sul premio RC auto: il 36% del campione ritiene che porterà i vantaggi maggiori. Segue, con il 28%, l’obbligo per gli assicuratori di presentare più preventivi a chi deve sottoscrivere la polizza, al fine di valutare offerte diverse. L’invito a rivolgersi a carrozzerie e meccanici autorizzati dalla compagnia assicuratrice è apprezzato dal 25% del campione, mentre il cambiamento meno gradito sembra essere l’abolizione del risarcimento per le microlesioni, come il celebre colpo di frusta, se non certificate da personale medico (solo per l’11% porterà dei vantaggi concreti e ridurrà le frodi alle compagnie). In mancanza di informazioni, a prevalere è il pessimismo: solo il 9% del campione intervistato pensa che, grazie a queste novità, i prezzi dell’ RC auto scenderanno realmente. Molti di più gli scettici: per il 56% i costi scenderanno solo se le compagnie non troveranno altri escamotage per rincarare ugualmente i premi. Pessimista senza appello il 34% del campione censito, per cui questi interventi non serviranno a nulla. Capitolo privacy. Da più parti sono giunte proteste in merito alla violazione della privacy che l’introduzione della famigerata scatola nera potrebbe comportare: se l’assicurato acconsente all’installazione di meccanismi elettronici che registrino l’attività del veicolo, accetta automaticamente che la sua vita in auto possa essere controllata. Ebbene, ben il 66% degli italiani è disposto a subire questa lesione pur di risparmiare. Solo per il 34% si tratta di un’intrusione immotivata che non si è disposti ad accettare.

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Ticket codice bianco: iniquo, inefficace e costoso

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Pronto Soccorso - 9

Image by cinemich via Flickr

L’imposizione del balzello per il pronto soccorso per i codici bianchi è iniqua e inefficace, e costosa. Vediamo il perchè.
Inefficace: basterebbe analizzare i dati delle regioni (es. Emilia Romagna, Lazio) che avevano già imposto la tassa. L’esperienza insegna che dopo un primo periodo di diminuzione, la quantità dei codici bianchi torna ai valori precedenti all’imposizione della tassa anche perchè i codici bianchi vengono trasformati in verdi per evitare problemi legali ai medici.
Iniqua: i “ricchi” hanno un’assicurazione sanitaria che consente l’intervento di un medico 24 ore su 24. Per una influenza il “ricco” chiama il servizio assicurativo di assistenza che esamina il problema e, se del caso, invia un medico. Sono invece i “poveri” che devono ricorrere al pronto soccorso, anche per un codice bianco che, tra l’altro, non può che essere certificato dal personale sanitario. Il medico di base, al quale si dovrebbe rivolgere il “povero”, in molti casi non è disponibile per una visita domiciliare, per cui non rimane che recarsi al pronto soccorso.
Costosa: occorre predisporre le strutture per far pagare il balzello (macchine, personale, ecc.).
A nessuno piace frequentare un pronto soccorso e, se ci si reca, si presuppone che se ne valuti la necessità. Ovvio che i pronto soccorso dovrebbero esaminare i casi, appunto, da pronto soccorso. Si tratta allora di attivare dei filtri intermedi, quali i medici di base e la guardia medica. Un tempo il medico di base (di famiglia) divideva la giornata tra visite domiciliari e studio. Oggi non e’ piu’ cosi’. Occorre tornare al passato per guardare al futuro!
In Germania i medici di base vengono penalizzati economicamente se i propri assistiti ricorrono al pronto soccorso per un codice bianco. In Italia, invece, si preferisce penalizzare i pazienti bisognosi. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Casellario centrale infortuni dell’INAIL

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

L’Inail ha pubblicato sul sito istituzionale il rapporto statistico 2010 del casellario centrale infortuni che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” riporta. Il Rapporto Statistico contempla, nel periodo di osservazione i danni alla persona derivanti dagli eventi infortunistici accaduti sia in ambito professionale sia extraprofessionale, con particolare riferimento a quelli tutelati dalla assicurazione RC Auto. La Banca Dati effettua una rilevazione degli eventi che hanno causato postumi di invalidità permanente e che sono effettivamente riconosciuti e/o indennizzati dagli enti assicuratori pubblici e privati. Il Casellario si propone di fornire al sistema istituzionale, all’utenza pubblica e privata, agli enti di ricerca, agli addetti ai lavori, uno strumento utile sopratutto per le politiche pubbliche in materia di prevenzione degli eventi monitorati. Infatti grazie al Casellario è possibile controllare se la persona interessata era già stata registrata e, in caso affermativo, per quale tipo di lesione: una verifica di grande utilità sia in caso di eventuali attività antifrode sia per analisi più strettamente medico-sanitarie proponendo una lettura di un fenomeno di grande allarme sociale. Secondo l’Inail una crescita costante nel tempo. Al 31 dicembre scorso nella banca dati erano presenti quasi 8 milioni e 700mila (8.639.887 per l’esattezza) nominativi di infortunati/tecnopatici. Di grande rilievo è la crescita costante del dato (mediamente quasi 500mila l’anno, un incremento rappresentato – per la maggior parte – da casi INAIL o Rc auto gestiti dalle società assicuratrici): basti pensare che il totale delle anagrafiche presenti nel 2005 era di poco superiore ai 6 milioni e 150mila unità.
Dal 2009 al 2010 raddoppio delle consultazioni. Aspetto ancora più qualificante della attività istituzionale del Casellario – proprio perché rappresenta un parametro immediato per valutare l’utilità diretta della banca dati – è quello relativo alla sua consultazione. La ricerca dei precedenti con accesso diretto online ha fatto registrare, infatti, nel corso degli ultimi anni una crescita molto forte, al punto che nel corso del 2010 le ricerche complessive sono quasi raddoppiate rispetto al 2009, passando da 141.076 a 279.937. L’incremento è dovuto per lo più alle ricerche effettuate dalle imprese assicuratrici. Si presume, inoltre, che questo andamento è destinato a essere ampiamente confermato anche in futuro, considerato che – con il rilascio della nuova banca dati reingegnerizzata – è stata anche migliorata la navigabilità, resa più intuitiva ed agevole. Dal 1992 il data base nazionale di tutti gli infortunati assicurati. Funzione primaria del Casellario è fornire i precedenti infortunistici di tutti coloro che sono coperti da una forma di polizza e, oltre agli Enti che gestiscono assicurazioni obbligatorie, tutte le imprese assicurative hanno l’obbligo per legge di comunicare i nominativi degli infortunati (insieme ad altre notizie relative alle modalità dell’incidente considerato). Istituito nel 1922 come prima forma di archiviazione degli infortuni sul lavoro con postumi permanenti, il Casellario venne trasferito in gestione presso l’INAIL nel 1945 e, nel corso del tempo, ha progressivamente ampliato il proprio bacino informativo fino a diventare il data base nazionale di tutti gli infortunati assicurati (e non più, dunque, solo di quelli sul lavoro). Uno strumento essenziale per le verifiche antifrode e sanitarie. Fondamentali le attività che questo strumento permette di gestire.

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L’assicurazione di Berlusconi: Niki Vendola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2010

The Italian politician Nichi Vendola at the Na...

Image via Wikipedia

“Singolare che Nichi Vendola parli in tv, riferendosi polemicamente ad Enrico Letta, di ceti produttivi e costruzione dell’alternativa a Berlusconi. Singolare soprattutto se si tiene conto che proprio lui, che oggi pensa di potersi permettere di dare lezioni al PD, rappresenta in fondo, con tutti i suoi no (ad alleanze con il centro come pure alla tessitura di un rapporto concreto e riformista con il mondo dell’impresa e del lavoro), la migliore assicurazione sulla vita di Silvio Berlusconi”. Lo afferma, sul sito e sul gruppo facebook di TrecentoSessanta, Guglielmo Vaccaro, deputato PD tra i fondatori dell’Associazione di Enrico Letta.

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Assicurazione in caso di incidenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2010

In Italia nel 2009 gli utenti del gas naturale sono stati 20.700.000 e quelli del GPL 7.700.000. In totale 28.400.000 utenze domestiche sono risultate interessate all’utilizzo di gas combustibili per il riscaldamento, per la produzione di acqua calda sanitaria e per la cottura di cibi.
Il tema della sicurezza è sempre di attualità e le statistiche degli incidenti dimostrano come non si possa abbassare la guardia su questo tema. Tali statistiche hanno infatti registrato nel 2009 un incremento nei valori assoluti rispetto all’anno precedente: per quanto riguarda il gas distribuito per canalizzazioni gli incidenti sono stati 201 dei quali 19 mortali con 28 decessi; i soggetti infortunati in conseguenza di tali incidenti sono stati 415; i numeri del gas di petrolio liquefatto (GPL) distribuito in bombole indicano 143 incidenti dei quali 21 mortali con 24 decessi; i soggetti infortunati in conseguenza di tali incidenti sono stati 160. L’utilizzo del gas in ambiti domestici, richiede il rispetto delle norme e delle leggi vigenti ma soprattutto buonsenso e responsabilità da parte degli utenti.
Quando si esce di casa, anche per brevi periodi, è consigliabile chiudere la valvola del contatore o quella di ingresso della tubazione di alimentazione del gas nei locali di abitazione o quella della bombola, quando non si utilizzano gli apparecchi.
Acquistare piani di cottura provvisti del dispositivo di sicurezza (la cosiddetta termocoppia)
Non allontanarsi dalla cucina lasciando cibi in cottura sul fuoco
Evitare di riempire troppo le pentole. La fuoriuscita di liquidi in ebollizione, infatti, può causare lo spegnimento della fiamma ed originare gravi incidenti.
Per accendere un bruciatore del piano di cottura è consigliata la procedura seguente:
1) accendere il fiammifero;
2) accostare il fiammifero acceso al bruciatore;
3) aprire il rubinetto del gas.
Se, infatti, si eseguono le operazioni in ordine inverso, è possibile che, dopo aver aperto il rubinetto, intervenga qualche elemento di distrazione (es. squilla il telefono o suonano alla porta), cosicché la successiva accensione del fiammifero può produrre gravi conseguenze.
L’impiego di un rilevatore di gas può contribuire, con funzioni aggiuntive ma non sostitutive, alla sicurezza di impiego del gas combustibile, mediante una funzione di rivelamento e segnalazione ottica/acustica della presenza di gas. Tutti gli apparecchi devono essere dotati di dispositivi di sorveglianza di fiamma per bloccare la fuoriuscita del gas in caso di spegnimento della stessa. Per i piani di cottura non esiste ancora l’obbligo ma il CIG consiglia l’acquisto di impianti dotati del dispositivo.
In caso di incidente riconducibile all’uso di gas, occorre ricordare che esiste un’assicurazione di cui si è beneficiari, in via automatica, solo per il fatto  di essere utenti di gas distribuito a mezzo reti.
La polizza assicurativa è stata istituita su delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il gas e stipulata dal CIG – Comitato Italiano Gas, ente federato all’Uni – Ente Nazionale Italiano di Unificazione. Da questo mese è attiva la nuova assicurazione per gli incidenti provocati da fughe di gas. La nuova polizza rafforza ed amplia le tutele a favore dei clienti domestici grazie, tra l’altro all’attivazione di un call center di pronto intervento 800 713742. La rafforzata copertura prevista dall’Autorità comporterà un costo per i clienti finali di gas di soli 70 centesimi di euro all’anno per i prossimi tre anni. Informazioni generali sull’assicurazione possono essere richieste al numero verde dello “Sportello per il consumatore”, 800 166 654.

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