Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘assistenziale’

Percorsi di continuità assistenziale

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

ospedale-bergamo-papaBergamo Martedì 19 settembre 2017, ore 8.30 – 13.00 Centro congressi Giovanni XXIII, viale Papa Giovanni XXIII 106, presentazione di uno studio sulle persone affette da malattie croniche in Lombardia sono 3,5 milioni, pari a circa il 30% della popolazione. Tra queste, 600mila sono in condizione di cronicità sociosanitaria. La presa in carico di tali situazioni è cruciale. Per questo, le Direzioni Sanitaria e Sociosanitaria di ATS Bergamo, ASST Papa Giovanni XXIII, Bergamo Est e Bergamo Ovest, organizzano la mattinata di studi «Percorsi di Continuità assistenziale. Territorio – Ospedale – Territorio: riflessioni su un dialogo tra modelli», in programma martedì 19 settembre dalle ore 8.30 alle 13.00 presso il Centro Congressi Giovanni XXIII in viale Papa Giovanni XXIII a Bergamo.
Obiettivo: condividere metodi e strumenti adottati da diversi sistemi regionali per garantire ai pazienti la continuità nelle cure, nel pieno rispetto della dignità delle persone, della centralità del ruolo della famiglia e dell’equità di accesso ai servizi socio sanitari. In particolare, saranno presentati, oltre al modello dell’ASST della provincia di Bergamo, i casi dell’Azienda USL Toscana Centro con Monica della Fonte e Cecilia Pollini e dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n.2 Bassa Friulana Isontina con Mara Pellizzari.A commentare sfide e prospettive di tali modelli: Giorgio Barbaglio, Direttore Sanitario ATS Bergamo, Paola Obbia, Azienda Sanitaria Locale CN1 e Associazione Infermieri di Famiglia e di Comunità e Gavino Maciocco, Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università degli Studi di Firenze.«Le malattie croniche nella provincia di Bergamo incidono per più del 70% sulla spesa sanitaria globale Per questo abbiamo adottato un provvedimento quadro che prevede la segnalazione precoce dei pazienti fragili e l’attivazione di percorsi protetti per persone che necessitano di una presa in carico e di un accompagnamento, con l’istituzione di un servizio dedicato in ogni struttura. Ma non solo, abbiamo approfondito alcune attività connesse alla continuità assistenziale ospedale – territorio con l’intento di elaborare e condividere con tutti i soggetti accreditati e contrattualizzati un percorso di dimissioni protette e di presa in carico integrata. Attività che illustreremo nel corso della mattinata, riflettendo anche sulle pratiche attivate in altri territori, attraverso una logica partecipativa» – anticipa la dott.ssa Mara AZZI, Direttore Generale ATS Bergamo, che aprirà i lavori del convegno.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Medici di continuità assistenziale

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2016

doctor man

C’è contesa tra Fimmg e Smi sul futuro dei medici di continuità assistenziale dopo che l’Atto d’Indirizzo per la convenzione ventila la sostituzione con il 118 del servizio tra le 24 e le 8. Pina Onotri segretario del Sindacato Medici Italiani non esclude né tagli alle postazioni né rischi occupazionali, specie tra chi rinnova la convenzione a tempo determinato ogni 6 mesi od ogni anno, e sarebbe il 40% dei 12 mila medici di continuità assistenziale. Smi ha bocciato l’atto ed ha aperto una petizione su change.org che ha già raccolto 3 mila firme, anche di comuni cittadini.Il segretario Fimmg Continuità Assistenziale Tommasa Maio replica con un comunicato sul sito http://www.fimmg.org: nessuno perderà il posto, «i medici di CA entreranno con i colleghi di assistenza primaria nel ruolo unico della medicina generale, uscendo dall’isolamento logistico organizzativo e informativo in cui operano, chiamati troppo spesso e impropriamente a supplire alle carenze assistenziali di altri sistemi». Maio ricorda il contesto di insicurezza che ha portato Fimmg a documentare 60 aggressioni di cui 50 negli ultimi 10 anni, 3 omicidi e 7 violenze sessuali. E ricorda che l’aggancio alla medicina primaria è fortemente voluto dai medici “di guardia”: al 71°congresso Fimmg lo scorso ottobre da un sondaggio interno su medici di continuità assistenziale (65%) e assistenza primaria (32%) era emerso che l’obiettivo di tutti è proprio lavorare a stretto contatto. L’86% dei medici di CA non ha mai partecipato a progetti che prevedevano scambi di informazioni online con i medici di assistenza primaria, ma ci tiene. Al punto che il 78% dei campioni attribuisce un valore tra 8 e 10 alla qualità della relazione tra medici nell’Aft. E in tre casi su quattro preferirebbe svolgere nell’Aft compiti di risk management (86%), audit (73%); piacciono meno dimissioni protette (65%) assistenza domiciliare (62%) diagnostica (64%) prestazioni di particolare impegno (62%). Onotri si mette dalla parte del cittadino. «La gente deve sapere che la medicina generale di notte e festivi incide per 0,75 centesimi di euro annui – 0,3% della spesa sanitaria totale – assicurando una copertura per prestazioni che evitano altrettanti passaggi al pronto soccorso o interventi delle ambulanze del 118, le quali devono occuparsi anche delle emergenze stradali (e se de medicalizzate costano il doppio dell’auto medica). Mi chiedo perché lo stato dovrebbe pagare più medici per svolgere compiti nella stessa fascia oraria. Inoltre in convenzione è già prevista l’integrazione oraria dei medici di CA ma non si è fatta per assenza di risorse aggiuntive. Mi chiedo anche, nei paesini della Calabria o della Gallura chi interverrà la notte, da dove, in quali tempi? E chi coordinerà gli interventi in fascia diurna? Se sarà il coordinatore delle Aft i pazienti assistiti da medici fuori bacino non avranno gli stessi diritti degli altri. A proposito di coordinatori, se si prevede una convenzione a isorisorse in cui però questi “primari” avranno un quantum in più, da qualche parte si dovrà tagliare. Noi non vogliamo che paghino i pazienti».Ribatte Fiorenzo Corti responsabile comunicazione Fimmg che è errato ragionare come se le ore oggi lavorate tra le 24 e le 8 fossero o soppresse o distolte per svolgere di giorno gli stessi compiti fissati dal 1978 ad oggi per i medici di assistenza primaria. «Con la riforma del Ssn si pose fine alle doppie occupazioni dei medici ospedalieri che facevano i mutualisti al pomeriggio, le visite ambulatoriali sul territorio divennero appannaggio del medico di famiglia, e visitavamo i “sani fino a prova contraria”. Trentotto anni dopo, moltissimi di questi sani sono malati cronici e vanno assistiti diversamente con carichi di lavoro molto aumentati che richiedono coordinamento di professionalità e di medici del territorio. La medicina proattiva ha bisogno di tutte quelle ore di giorno: senza i colleghi di continuità assistenziale il cambiamento non si può fare, e magari si apre la strada a infermieri professionali e strutture private accreditate. Non ci sono soldi? Le disponibilità seguono l’attività, dove ci sono cose da fare poi arrivano». (Mauro Miserendino – Doctor33) (foto doctor)

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Manifesto sulla criticità assistenziale

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

Un manifesto ad hoc che raccoglie le principali criticità relative al servizio di Continuità Assistenziale (ex guardia medica). L’iniziativa è stata lanciata dal Sindacato dei Medici Italiani (Smi), attraverso una raccolta firme per la sottoscrizione di un manifesto programmatico. Il progetto, che parte dalla Regione Lazio, è rivolto sia ai medici che ai cittadini. La procedura di adesione è molto semplice: basta collegarsi al sito http://www.smilazio.org e seguire le indicazioni relative alla sottoscrizione del manifesto. Tra i punti salienti del programma: la sicurezza delle sedi e dei medici che vi operano. «Ancora una volta – afferma Pina Onotri, responsabile nazionale del servizio di Continuità Assistenziale e sindacalista dello Smi-Lazio –  il Sindacato rimarca la necessità di permettere ai medici addetti alla Continuità Assistenziale di lavorare in sicurezza, considerando che nulla è cambiato neanche dopo le numerose denunce fatte in passato, a seguito delle aggressioni subite dai camici bianchi (di cui il 50% sono donne). Si tratta di medici che svolgono un lavoro notturno usurante e che lavorano almeno 96 notti in un anno  – sottolinea ancora sindacalista – Ma, nonostante questa attività abbia tutte le caratteristiche di “lavoro notturno usurante”, i medici di Continuità Assistenziale sono stati dimenticati dal recente Ddl approvato con la “Mille Proroghe”. Infatti la condizione di “lavoro notturno usurante”, è stata riconosciuta solo per tutti i dipendenti del pubblico impiego, medici compresi, ma non per i medici convenzionati (ex guardia medica, appunto) . Riteniamo che, tale estromissione, sia un fatto gravissimo per una categoria già fortemente svilita; basti pensare che questi professionisti non hanno alcun diritto ad assenze per malattia, ferie o maternità. Altro punto saliente del manifesto è la salvaguardia e la difesa dei giovani medici e dei precari che, più di tutti, stanno pagando sulla propria pelle i tagli alla sanità dettati dai vari piani di rientro. Un precariato che si traduce, in primis, in minor garanzia di assistenza per la popolazione. In un momento storico in cui si mortificano le professionalità, in cui si cerca di trasformare il medico in burocrate, in cui l’attività amministrativa diventa preminente su quella assistenziale e in cui le scelte politiche perseguono logiche punitive nei confronti della categoria, piuttosto che di valorizzazione di un patrimonio come quello della cultura medica, che tutto il mondo ci invidia, lo Smi-Lazio dice basta. Il manifesto è, pertanto, la sintesi del disagio di un’intera categoria di medici e, in particolare, di coloro che lavorano per la Continuità Assistenziale. Il nostro obiettivo – conclude Pina Onotri – è quello di raccogliere il maggior numero di sottoscrizioni, per dare forza a delle legittime istanze, che sottoporremo al ministro della Salute, Ferruccio Fazio».

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Conduzione educativa assistenziale

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Sono in questa comunità di servizio e terapeutica “Casa del Giovane“ da tempo ormai, e mi accorgo che c’è sempre qualcosa da imparare, da rielaborare e tenere ben a mente.  Anche quando i percorsi, i metodi, le dinamiche sono tutte al loro posto, c’è un lampo che attraversa il nostro passo, e ci obbliga a fermarci per riflettere.  Molti sono i giovani accolti in queste strutture, e molti sono coloro che accompagnano i loro passi, con attenzione e capacità  intuitive, che a volte “servono“ più delle competenze acquisite con lo studio delle tecniche educative. Certo è  difficile comprendere il disagio che li avvolge, ancor più  esplicare metodi educativi risolutivi, perché  ogni persona è un mondo a sé, allora intervenire diventa “scienza della mente e del cuore, scienza del non ancora, ma che avverrà”, e non sempre è facile riuscire dove la vita non è stata ancora vissuta, ma è stata incredibilmente lacerata fin dal suo sorgere. Le storie che incontro sono pezzi di vita che sbarrano la strada, bussano alla porta della ragione per tentare di sfiorare finalmente un senso, quel senso che i giovanissimi prendono a calci, per reazione all’indifferenza o all’incapacità dell’altro di farsi carico delle sofferenze che sono state loro imposte da un mercato che disconosce il povero e annichilisce il ricco. La nostra è una società che etichetta, che ingabbia, che modella a proprio uso e consumo, per poi gettare via l’involucro usato o avariato. E’ una società che allunga il passo, che ha memoria corta, una società che recita, sì, il Padre Nostro, ma lo fa meccanicamente, per non sentire l’importanza di quelle parole, né gli impegni assunti con quella preghiera. Qualcuno ha detto che, finchè i bambini non saranno intesi come figli di tutti, essi saranno destinati a scontrarsi, e soccombere, con gli interrogativi di questa esistenza.  Forse non sarebbe male osservare a quanto siamo tutti bravi a fare i dottorandi di filosofie comportamentali astratte, a tal punto da ingabbiarci in una serie di mancanze, che hanno prodotto  l’otturazione delle intercapedini ove stanno in embrione i mondi futuri.  Riflettendo con onestà intellettuale, si potrebbe sostenere che le negatività  messe in atto dai ragazzi,  non sono altro che l’esplicitazione di una superficialità verso la propria persona e i propri sentimenti: frutto di un modello genitoriale per lo meno inadeguato. Ecco allora la paura, la sfiducia in se stessi e negli altri, la convinzione di non valere qualcosa, né di poter fare cose significative per il proprio futuro, e questa percezione genera diffidenza, disimpegno, alimentando solo l’attenzione al “tutto e subito, qui e ora “.Penso che si diventi responsabili se e quando si esercitano responsabilità  reali, seppure appropriate all’età, non certamente attraverso una conduzione educativa assistenziale, fatta di cose date gratis, e di un po’ di regole infagottate con l’elastico, perché in questa ottica verrebbe a mancare la vera responsabilizzazione, quella basata sulla fiducia, sulla tecnica dialettica che non consente agli interlocutori di barare.Questo è il solo modo per andare incontro alle solitudini che devastano il mondo giovanile, alle incapacità  di trasformare relazioni interpersonali conflittuali, in relazioni vere, che servano ad elevare anima e cervello, quindi a costruire nuove convivenze e comunità. (Vincenzo Andraous)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Prenditi cura di me

Posted by fidest press agency su sabato, 8 maggio 2010

(Centro Maderna) E’ questo il titolo con cui Francesco Recami, lo scrittore fiorentino già vincitore del premio Campiello e del riconoscimento “Scrittore toscano dell’anno 2009”, torna alla ribalta parlando di anziani, e in modo particolare di rapporti difficili tra genitori e figli, con un romanzo molto duro sulla realtà di un figlio quarantenne sognatore e separato dalla moglie che si trova a doversi prendere cura della madre anziana quando questa viene colpita da un ictus. L’uomo dovrà assumersi una serie di nuove responsabilità che sembrano schiacciarlo, affrontando tutte le problematiche del caso, dalle difficoltà burocratiche con il sistema sanitario e assistenziale, ad una solidarietà ambigua fino poi a giungere alla soluzione più moderna e diffusa, quella della badante, la figura di transizione (paragonata nel romanzo ad una posteggia trice abusiva) a cui le nuove generazioni affidano la cura dei propri anziani. Con un’oggettività inquietante Recami traccia il ritratto di una generazione impegnata solo a cercare il profitto (a volte anche inutilmente, come capita al protagonista)  che non ha tempo da perdere per la cura dei propri cari. Francesco Recami, Prenditi Cura di Me, Sellerio Editore, 2010

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I “Riuniti” per le cure palliative

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2010

Bergamo. Gli Ospedali Riuniti sono stati individuati dalla Regione Lombardia come centro di riferimento regionale per lo sviluppo di una rete per le cure palliative pediatriche in Lombardia, in virtù dell’esperienza praticamente unica in Italia che l’Ospedale di Bergamo ha maturato in questo settore.  Il progetto recentemente approvato dalla Regione Lombardia si pone l’obiettivo di assicurare su tutto il territorio regionale un sistema di cure palliative pediatriche qualificato e in grado di fornire continuità assistenziale. Per realizzarlo, la Regione ha recepito un documento tecnico e un documento di indirizzo per la formazione: il primo definisce percorsi organizzativi differenziati per assicurare una risposta integrata e globale ai bisogni dei pazienti, il secondo fornisce linee di indirizzo per la crescita delle conoscenze e delle competenze necessarie alla gestione dei bambini con malattie croniche inguaribili. Entrambi sono il frutto del lavoro del Gruppo di Approfondimento Tecnico per le cure palliative pediatriche, di cui Gianbattista Cossolini, primario del reparto di Cure Palliative degli Ospedali Riuniti, fa parte e in cui ha portato la sua pluriennale esperienza in questo settore.  L’ospedalizzazione domiciliare per gli adulti è realtà a Bergamo da oltre un anno, quando, alla fine del 2008, in alternativa al ricovero in Hospice, il paziente può usufruire al proprio domicilio dell’assistenza dell’équipe dell’Unità di Cure Palliative degli Ospedali Riuniti, reperibile 24 ore su 24.  Accanto ai Riuniti la Regione Lombardia ha nominato altri 7 centri di riferimento in altrettanti ospedali lombardi. Gli Spedali Civili di Brescia, gli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano, il San Gerardo di Monza, l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, l’Istituto Neurologico Besta di Milano, il San Matteo di Pavia e l’Istituto “Eugenio Medea” di Bosisio Parini. Tre i compiti fondamentali affidati agli otto centri di riferimento: assicurare una presa in carico multidisciplinare del bambino, modulata in base alla patologia e all’età, prediligere l’assistenza domiciliare del ricovero e, se non è possibile, prevedere il ricovero in ambienti dedicati e protetti, valorizzare tutte le figure professionali coinvolte, prevedendo anche una formazione specifica.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »