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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘assistiti’

Alzheimer: La diagnosi precose è decisiva per l’assistito e i familiari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

E’ risaputo che la malattia di Alzheimer non coinvolge solo il singolo ma anche il nucleo famigliare poiché il malato di Alzheimer, specie nelle fasi avanzate, necessita di una continua assistenza. Sono circa 8 famiglie su 10 in Italia che preferiscono sostenere personalmente l’ammalato assumendosi integralmente i costi dei trattamenti e dedicandogli all’incirca 7 ore di assistenza diretta, ossia di pura cura, e 11 ore di sorveglianza ossia di tempo trascorso con il malato. Per alleviare il loro peso la diagnosi precoce è decisiva: l’Irccs Fatebenefratelli di Brescia è un punto di riferimento nazionale in questo campo. «La diagnosi precoce deve avere la finalità di accogliere malato e famigliari nel solco di programmi di cura ed assistenza che consentano loro di sentirsi meno soli di fronte alla malattia – spiega il primario del reparto Alzheimer del Centro San Giovanni Di Dio, Orazio Zanetti -. L’enfasi sull’importanza della diagnosi è fondata anche sulla disponibilità di procedure diagnostiche che oggi sono molto affidabili e sicure. Proprio negli ultimi 10-15 anni sono stati fatti passi da gigante in questa direzione che ci consentono oggi di diagnosticare la malattia di Alzheimer alle prime avvisaglie quando ancora la persona è in possesso delle proprie facoltà, prima che la malattia sia sfociata in una demenza conclamata».Nella maggioranza dei casi, infatti, la diagnosi di questa patologia si fonda su una procedura molto semplice e poco costosa effettuabile nell’ambulatorio dello specialista geriatra, neurologo o più raramente psichiatra. Essa consiste in: 1) raccolta attenta della storia recente dell’ammalato (modalità d’esordio dei sintomi e loro evoluzione); 2) valutazione del livello di autonomia; 3) valutazione di alterazioni della sfera comportamentale (depressione, apatia, perdita di interessi); 4) esame fisico e neurologico; 5) esami del sangue e tomografia assiale computerizzata del capo. Grazie a questa “semplice” procedura è possibile porre una diagnosi corretta nel 90% dei casi. È importante eseguire una tomografia computerizzata (TAC) (oppure una risonanza magnetica cerebrale) che possono aiutare in una migliore definizione diagnostica. Alcuni esami del sangue servono inoltre ad escludere malattie curabili (es. un cattivo funzionamento della tiroide o la carenza di vitamine). Sono fondamentali per una corretta diagnosi le informazioni – fornite abitualmente dai famigliari – su comparsa ed evoluzione dei sintomi. nonché un accurato esame del paziente. «Più precoce è la diagnosi più si alzano le probabilità di guarigione; infatti non tutti i disturbi cognitivi sono il preludio dell’Alzheimer. Una volta comprovata la presenza di malattia, si potrà dare avvio a un trattamento farmacologico con l’intento di rallentare il processo degenerativo di uno, due o tre anni» osserva Zanetti. Nel rimanente 10% delle persone con problemi di memoria, essendo i sintomi molto sfumati, possono essere necessarie indagini diagnostiche più complesse e sofisticate, anch’esse disponibili presso l’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia (nel cosidetto Ambulatorio Traslazionale per la Memoria). Queste consistono nell’effettuare indagini radiologiche del cervello (Risonanza ad alta risoluzione) che vengono poi processate al computer per quantificare la presenza di eventuale atrofia, ossia riduzione della massa cerebrale funzionante, oppure nel verificare quanto zucchero il cervello è in grado di consumare (quello normale lo consuma in modo omogeneo). Il prelievo di liquido cerebrospinale (cosiddetta lombare) consente di misurare la quantità di alcune proteine (beta-amiloide oppure tau) coinvolte nella comparsa della malattia di Alzheimer. Da poco tempo è possibile “quantificare” la presenza di beta amiloide nel cervello anche con una semplice PET cerebrale. Nell’arco degli ultimi tre anni, presso l’Ambulatorio Traslazionale per la Memoria dell’ IRCCS Fatebenefratelli, sono stati valutati 556 pazienti. Al termine del percorso diagnostico 131 pazienti (23%) hanno ricevuto la diagnosi di Malattia di Alzheimer e sono stati posti in terapia con i farmaci disponibili (anticolinesterasici e memantina). Inoltre, alla maggior parte dei pazienti (92%) è stata proposta la partecipazione ad almeno un progetto di ricerca per la valutazione dell’efficacia di terapie innovative farmacologiche (es. anticorpi anti beta amiloide) e non farmacologiche (es. stimolazione elettrica).

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Guardando dall’alto

Posted by fidest press agency su domenica, 24 aprile 2011

Roma. Rom a San Paolo, in chiesa sono 100 ma nell’omelia sono stati “dimenticati”  Da (Il Messaggero del 24 Aprile, Pasqua di Resurrezione 2011) E Rosario Amco Roxas commenta: “Quello che questo Vaticano si rifiuta di capire è che le Chiese, intese come edifici, appartengono ai fedeli e non a chi pretende governarle dall’alto, molto alto, tanto da non vedere ciò che accade.vLe parole, poi, suonano come offesa alle intelligenze; in mondovisione si predica l’accoglienza solidale, ma nel particolare si sbarrano le porte. Accadde anche con Piergiorgio Welby, o meglio, con la salma di Piergiorgio Welby, quando venne sbarrata la porta della Chiesa di San Giovanni Bosco per impedirne l’ingresso. Però viene contestualizzata la bestemmia di Berlusconi; gli viene riconosciuto il diritto a prendere la comunione pur se pluridivorziato, abortista, con un ritmo blasfemo di vita. Il popolo di Roma ha manifestato i suoi sentimenti di Fede, moltiplicando il pane e i pesci per questi derelitti che anche Hitler perseguitò, mentre il pontefice recitava la sua omelia urbi et orbi. Oggi si celebrala S. Pasqua di Resurrezione, che vorrebbe simboleggiarela Resurrezione dell’Uomo dal peccato, l’esordio della Nuova ed Eterna Alleanza, vivificata dal prezioso sangue di Cristo, nel nome di una Pace universale e dell’amore tra i popoli; sembra che, invece, la persecuzione contro “gli ultimi” continua, da parte di quanti  sono erroneamente convinti  di essere “i primi”. “Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno i primi  (Mat. 19,30)” (Rosario Amico Roxas) (n.r. I rom che in questi giorni hanno trovato riparo nel chiostro della Basilica di San Paolo – assistiti dalla Caritas diocesana di Roma – da questa sera saranno trasferiti presso una struttura di accoglienza individuata dalla Caritas e gestita dalla cooperativa sociale Domus. Inizieranno tra pochi minuti le operazioni di trasferimento con dei pullman.)

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Rinviata firma medici famiglia

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2010

È stata rinviata la firma all’accordo sulla convenzione di medici di famiglia per il secondo biennio economico 2008-2009, attesa per ieri. La chiusura dell’accordo arriverà probabilmente martedì prossimo, data in cui è stato riconvocato il tavolo di trattativa A ‘frenare’ l’accordo il nodo del ‘patient summary’, una sorta di scheda informatica che riassume i dati del paziente che la Sisac, inizialmente, avrebbe voluto fosse compilata obbligatoriamente dai medici per tutti i pazienti, mentre i sindacati chiedevano un periodo di sperimentazione su un numero limitato di assistiti. Alla fine si è arrivati alla mediazione. «La parte pubblica – spiega all’AndKronos salute Mauro Martini, responsabile della medicina generale del Sumai – ha accettato l’idea della sperimentazione.  Giacomo Milillo, segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), ha confermato che: «Pur registrando importanti progressi nella formulazione dell’accordo, che ha tenuto conto delle proposte fatte dal nostro sindacato – spiega – non ci sono ancora le condizioni per arrivare alla firma». Due in particolare i punti critici: alcuni «aspetti del ‘patient summary’ e della quantificazione delle risorse da destinare agli accordi regionali». Su questi punti, «a fronte della ferma posizione assunta dalla Fimmg – precisa Milillo – la Sisac ha proposto alle parti una pausa di riflessione ed una convocazione a tempi strettissimi del tavolo di trattativa». E la Fimmg «ha ritenuto doveroso, per l’impegno assunto con la categoria, di accettare anche questa ultima possibilità», conclude.

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Snami, l’influenza si batte con la chiarezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2009

Serve una maggiore precisione da parte degli organismi competenti “sui problemi legati alle eventuali interazioni tra vaccino per l’influenza stagionale e quello per l’A/H1N1 e soprattutto a che distanza di tempo devono essere effettuate”. Lo chiede il vicesegretario nazionale del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), Pasquale Orlando, convinto che in tema di pandemia siano utili alcune misure organizzative e di comunicazione semplici e chiare. Sulla nuova influenza, inoltre, continua Orlando, “credo occorra prevedere una rete, presente nel nostro progetto ‘Me.Di.Co’, di medici della Continuità assistenziale che possano coadiuvare il medico di famiglia nelle visite domiciliari, qualora si presentasse la necessità”. Serve, poi, “un maggiore coordinamento tra le regioni, con un’organizzazione che possa essere simile. Utile infine un decalogo da esporre negli studi per iniziare a informare i pazienti sui comportamenti preventivi da seguire”. “La nostra proposta sindacale – conclude Orlando – è quella di ottimizzare le informazioni e di rendere semplici le procedure di vaccinazione onde evitare confusioni nella comunicazione che possano ingenerare errate interpretazioni nei nostri assistiti”.

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