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Posts Tagged ‘assolvimento’

Giustizia civile. E le spese di registrazione della sentenza?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 settembre 2013

Vi è per caso capitato negli ultimi mesi di ricevere un avviso di liquidazione per mancato pagamento delle spese di registrazione di una sentenza civile? No? Leggete comunque questo comunicato, da quanto ci consta non è escluso che possiate riceverlo in futuro. Naturalmente se negli ultimi anni siete stati parti di un processo civile. La nostra seppur piccola esperienza ci mostra infatti che negli ultimi mesi stiano pervenendo da parte dell’Agenzia delle Entrate avvisi di liquidazione per mancato pagamento delle spese di registrazione “errati”. Errati, in quanto il pagamento è avvenuto, ma all’Agenzia non risulta, oppure errati, perchè il pagamento non è avvenuto, ma non è dovuto. Certamente nessuno vi impedirà di pagare comunque. Ma se doveste decidere di no, potrebbero esservi utili le parole seguenti. Innanzitutto sarà opportuno parlarne con l’avvocato che vi ha patrocinato nella causa.
Nel primo caso, è bene che abbiate tenuto con voi la ricevuta del pagamento; farete poi la vostra fila all’Agenzia delle Entrate dove depositerete un’istanza di cancellazione in autotutela del provvedimento di liquidazione allegando copia della ricevuta e chiedendo un provvedimento espresso. Il tutto entro i 60 giorni utili per impugnare l’avviso. Nel secondo caso la questione è un po’ più complessa, e diciamo che sarebbe più semplice se se ne occupasse il vostro avvocato di fiducia: alle volte le spese per la registrazione non sono dovute, come per es. se vi è ammissione al gratuito patrocinio. Anche in questi casi può succedere che l’avviso di liquidazione, con annessi interessi, parta comunque. In tal caso, sempre entro i 60 giorni, il cittadino o chi per lui (l’avvocato?) dovrà aprire una piccola “istruttoria” per capire dove si è inceppato il meccanismo burocratico, farlo ripartire e anche qui fare un’istanza di cancellazione del provvedimento in autotutela diretta all’Agenzia. E’ bene procurarsi l’annullamento o, più facilmente, il solo estratto di avvenuta registrazione -entro i 60 giorni dalla notifica, tempo utile per ricorrere contro il provvedimento e quindi sollevare la questione eventualmente non risolta d’avanti alla Commissione Tributaria. Ma è decisamente opportuno fare il possibile per risolvere la questione in via di autotutela, dato il valore esiguo della controversia e la tendenza, più attuale che mai, che vuole addossare al cittadino, anche vittorioso, le spese di giudizio (compensandole) o quelle di mediazione tributaria (non riconoscendo dovuti gli onorari del professionista a cui il cittadino si rivolge). All’Agenzia delle Entrate chiediamo maggiore attenzione nell’assolvimento delle proprie funzioni.(Valentina Papanice, legale Aduc)

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Auguri al generale Rossi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 agosto 2010

“Rivolgiamo i nostri più sinceri auguri al generale Domenico Rossi per la prestigiosa carica alla quale è stato nominato e cogliamo l’occasione per invitarlo a lasciare gli incarichi di presidente del Cocer Esercito ed Interforze per evitare che i già limitati poteri degli organismi rappresentativi possano essere ulteriormente esposti da possibili condizionamenti che inevitabilmente ne deriverebbero dall’assolvimento dell’incarico di sottocapo di Stato maggiore dell’Esercito. Lo dichiarano il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), e Luca Marco Comellini segretario del Pdm. (On. Maurizio Turco, deputato radicale, cofondatore del Pdm Luca Marco Comellini, segretario del Pdm)

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Apprendistato

Posted by fidest press agency su domenica, 24 gennaio 2010

Dichiarazione dell’On. Luigi Bobba (PD) “L’emendamento approvato mercoledì 20 gennaio in Commissione Lavoro della Camera dei Deputati all’interno del cosiddetto ‘collegato lavoro’, che riduce di fatto di un anno, da 16 a 15, il limite per l’obbligo scolastico e, conseguentemente, l’età minima per poter stipulare contratti di apprendistato, è un duro colpo per il diritto all’istruzione.  Non si contrasta la dispersione scolastica mandando i quindicenni a lavorare. L’assolvimento dell’obbligo di istruzione in apprendistato è una risposta sbagliata, poco meditata ed affrettata ad un problema vero.  E’ vero che sono quasi 130 mila in Italia i giovani al di sotto dei sedici anni che non frequentano né la scuola, né la formazione professionale, né si trovano in condizione lavorativa. Una piaga sociale che il Paese stenta a superare.  Come si è dimostrato in questi ultimi 6 anni, dopo l’avvio della sperimentazione dei percorsi triennali di formazione professionale che dal 2006 concorrono anche all’assolvimento dell’obbligo, al crescere dell’offerta formativa si è andata fortemente contraendo la platea dei giovani in dispersione. Oggi sono quasi 150 mila i giovani che assolvono all’obbligo attraverso la formazione professionale, quintuplicando l’utenza che nel 2003 era di soli 30 mila ragazzi. Nelle regioni in cui si è maggiormente investito in formazione e si è strutturato un sistema stabile e qualificato i risultati di forte contrazione della dispersione sono arrivati. Il Veneto, il Piemonte, la Lombardia hanno fatto progressi rilevanti nel consentire l’accesso a questi percorsi di assolvimento dell’obbligo di istruzione. Nel Lazio, tra il 2003 e il 2007 la dispersione è calata dal 16 al 12 per cento. La strada giusta è quindi aumentare l’offerta formativa.  Tuttavia, il Governo sta facendo l’esatto contrario, ha tagliato, sia nel 2009 sia nella finanziaria del 2010, 40 milioni di euro di trasferimenti alle Regioni per la realizzazione dei percorsi di assolvimento dell’obbligo nella formazione professionale riducendo di oltre il 16% lo stanziamento erogato. Da un lato viene evocato il problema della dispersione, dall’altro si sta facendo di tutto per ampliarlo”.

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