Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘assunzione’

“Le assunzioni di personale previste nel fabbisogno dei Ministeri dell’Istruzione e dell’Università e ricerca sono insufficienti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

La carenza di organico in questi due ministeri, infatti, come riconosciuto in un documento di questi stessi, è pari in media al 50%. Ed è sempre più urgente un piano straordinario di assunzioni”. Ad affermarlo è la Funzione Pubblica Cgil nel far sapere che è stata fornita alle organizzazioni sindacali l’informativa sul piano del fabbisogno del personale dei due ministeri per il triennio 2020-2022, approvato dai Ministri Azzolina e Manfredi lo scorso 14 agosto.
Il documento consegnato, riporta il sindacato, “analizza in maniera analitica l’attuale situazione degli organici presso i due Ministeri nonché le previsioni nel triennio relative alle cessazioni e prende atto di quanto da noi da tempo denunciato in ordine alla gravissima carenza di organico dell’ex Miur tanto che, oltre ad indicare una scopertura media del 50% degli organici (con punte più alte presso alcuni uffici periferici), si riconosce nel documento come ‘in tale contesto, solo con grandi difficoltà l’amministrazione riesce a garantire la gestione ordinaria delle attività e grazie allo sforzo delle singole persone, soprattutto per quanto riguarda il settore scolastico. Negli uffici territoriali, infatti, le procedure volte a garantire il regolare avvio dell’anno scolastico si aggiungono all’ordinaria attività istituzionale, costringendo il personale a lavorare nei giorni festivi, rinviare la fruizione delle ferie estive, prestare ore eccedenti l’orario ordinario, che non sempre vengono retribuite’”.Al 31 marzo 2020, fa sapere la Fp Cgil, “risultavano in servizio presso il Ministero dell’Istruzione 2.793 lavoratori, di cui 174 dirigenti e 2.619 appartenenti al personale delle aree, a fronte di una previsione contenuta nel DL 1/2020 rispettivamente di 406 dirigenti e 5.538 lavoratori delle aree. Mentre presso il Ministero della Università e Ricerca, alla stessa data, risultavano in servizio 197 lavoratori, di cui 21 dirigenti e 176 appartenenti al personale delle aree, a fronte di una previsione rispettivamente di 41 dirigenti e 467 lavoratori appartenenti al personale delle aree. Nonostante il documento preveda un numero consistente di assunzioni nel triennio, l’intera operazione, al netto delle cessazioni nello stesso triennio, riuscirà a stento a portare la scopertura dell’organico ad un livello attorno al 40%”. Per queste ragioni la Fp Cgil ribadisce “l’urgenza di un piano straordinario di assunzioni e una effettiva riorganizzazione che snellisca e velocizzi le procedure presso i due Ministeri al fine di garantire ai dipendenti condizioni di lavoro dignitose e su tutto il territorio nazionale la funzionalità delle strutture che contribuiscono a rendere effettivo il diritto allo studio costituzionalmente garantito”.

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Scuola: Assistenti tecnici assunti per l’emergenza Covid

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Anief chiede di confermarli e di assumerne almeno uno ad istituto. Confermare, oltre il 30 giugno prossimo, tutti i mille assistenti tecnici informatici assunti nel mese di aprile per decisione del Governo, per meglio affrontare il piano di risposta, nelle scuole, al contagio di massa del Covid-19. E garantire che con il nuovo anno scolastico, con la fase emergenziale ancora in atto, vi sia un assistente tecnico in tutti gli 8.200 istituti scolastici, nessuno escluso. A chiederlo è il sindacato Anief, promotore al Senato di un emendamento al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola, su cui sta terminando di votare la VII commissione e che nel pomeriggio arriverà in Aula per la discussione generale. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ritiene che “con il coronavirus le condizioni e le necessità scolastiche sono cambiate, arrivando ad imporre la didattica a distanza, la quale potrebbe riproporsi anche in futuro. Per non parlare dell’esigenza per tante scuole di assicurare un livello tecnologico minimo, con risorse umane in grado di gestirlo al meglio e non in modo approssimativo”.Anief torna a chiedere l’assistenza tecnica in ogni scuola italiana: la richiesta del giovane sindacato deriva dalla sempre più massiccia presenza della componente digitale telematica nell’offerta formativa. La presenza stabile del personale tecnico in tutte le istituzioni le istituzioni scolastiche, anche quelle dell’infanzia, del primo ciclo e della secondaria di primo grado, dove sino ad oggi non era previsto.Al sindacato, si sono rivolti anche diversi assistenti tecnici assunti per pochi mesi per fare fronte all’emergenza Covid-19. Dai loro racconti si evince che è ampio e valido il supporto assicurato in queste settimane, assieme agli animatori digitali, a famiglie e ragazzi che hanno riscontrato difficoltà di collegamento alle piattaforme utilizzate per la didattica a distanza, oltre che per la gestione di software da parte sia dei docenti, sia del personale scolastico, sia degli studenti e delle loro famiglie. È bene che questo supporto tecnico non si disperda.

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Assunzione medici specializzandi

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Milano. Appello all’assessore Gallera dal consigliere regionale pentastellato, Gregorio Mammì: “Mi segnalano da più province ma soprattutto in quella di Lodi, che corsisti MMG (Medici di Medicina Generale) sono rimasti fuori dal piano assunzioni, nonostante abbiano dato la loro disponibilità. Nell’ultima commissione sanità, settimana scorsa, ho segnalato la situazione all’assessore che mi ha assicurato che doveva essere solo un errore. Purtroppo, ad oggi, la situazione degli specializzandi MMG risulta bloccata. Inutile dire che è una situazione inaccettabile, perché sono risorse preziose in questo momento di emergenza. Il presidente del Consiglio ha previsto l’assunzione degli specializzandi e dei neolaureati. Scriverò formalmente all’assessore Gallera e al dirigente Luigi Cajazzo per sollecitare una risposta e una verifica immediata di questa.

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Coronavirus, la Regione Lazio finalmente assume infermieri a tempo indeterminato

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2020

Da anni USB grida ai quattro venti la necessità di voltare pagina nella sanità e farla finita con i tagli, la chiusura delle strutture, la mancanza di investimenti, le esternalizzazioni, il lavoro precario e le piante organiche ridotte al lumicino. L’emergenza coronavirus ha svelato a che livello disastroso è stato ridotto il Sistema Sanitario Nazionale, incapace di far fronte alla crisi nonostante l’abnegazione del personale. Sempre più servizi sono stati esternalizzati e dati in appalto alle cooperative – cosa che si continua a fare – creando posti di lavoro precari e sottopagati mentre oltre 40.000 lavoratori a tempo indeterminato sono usciti dal lavoro senza essere rimpiazzati. È ora di dire basta a scelte politiche che sono un complesso di manifestazioni criminali e hanno penalizzato lavoratori e cittadini utenti.Dopo quasi 10 anni, il Servizio Sanitario Regionale del Lazio è finalmente uscito dal commissariamento e, alla luce di questa novità, è possibile pensare a una nuova stagione di assunzioni e stabilizzazioni. Ma gli interessi in campo sono fortissimi, e la vicenda Sant’Andrea è illuminante. Oltre 7.000 infermieri sono risultati vincitori e idonei al concorso espletato al Sant’Andrea e la logica e la capacità di intendere e volere avrebbero suggerito l’assunzione in blocco di tutti i partecipanti al concorso così come richiesto da USB molto prima della crisi coronavirus.Ma, ripetiamo, gli interessi in gioco sono tanti e forti, così sono continuati gli accordi tra le aziende, Cgil, Cisl, Uil e le cooperative per esternalizzare i servizi infermieristici, mentre la Regione Lazio di fronte alla emergenza coronavirus ha assunto 1040 infermieri e poi ha deliberato l’assunzione a tempo determinato – prima a 6 mesi poi a 12 mesi – degli infermieri in graduatoria interessati, minacciando, anche se velatamente, lo scorrimento in basso nella graduatoria in caso di non accettazione della destinazione del luogo di lavoro. Minaccia inutile visto che gli infermieri hanno vinto un concorso per un lavoro a tempo indeterminato e nessuno può togliere loro questo diritto.Morale della favola, alla buon’ora, la Giunta Regionale rivede il proprio operato e si è finalmente decisa all’assunzione a tempo indeterminato degli infermieri in graduatoria idonei di concorso.Meglio tardi che mai: 7000 assunzioni subito. Ma il genio del male che si annida in qualche stanza va confinato per evitare che faccia danni ulteriori! (by Unione Sindacale di Base – Federazione Lazio)

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Necessaria assunzione straordinaria medici

Posted by fidest press agency su martedì, 25 febbraio 2020

“Di fronte alla straordinaria mobilitazione del personale medico e paramedico, e dei ricercatori, per l’assistenza dei soggetti sottoposti ad accertamenti, e al prevedibile aumento del contagio, è necessario valutare la possibilità di assumere personale sanitario. Già prima dell’esplosione dell’infezione gli ospedali si trovavano in carenza di organico, i pronto soccorso stracolmi, i posti letto insufficienti a fare da tappo… Oggi la situazione è sull’orlo del collasso e rischia di precipitare se di fronte all’emergenza coronavirus. Per fronteggiare questo nuovo pericolo non si possono e non si devono diminuire i livelli di assistenza per le altre patologie e tutti sanno che l’attuale sistema è appena sufficiente per la gestione dell’ordinarietà”. È quanto dichiara il vicepresidente dei Camera dei deputati Fabio Rampelli che ha annunciato di presentare un emendamento al decreto legge sul coronavirus per aprire alle assunzioni straordinarie di personale medico e paramedico.

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Scuola– Assunzione 12 mila ex Lsu: domande prorogate all’8 gennaio

Posted by fidest press agency su sabato, 28 dicembre 2019

Ma continuano a essere esclusi i collaboratori scolastici in servizio presso le scuole. Anief conferma la volontà di ricorrere al giudice amministrativo per consentire anche a loro di essere stabilizzati, a seguito della presentazione di una specifica domanda di partecipazione. Avranno tempo fino alle ore 14 del prossimo mercoledì 8 gennaio gli ex Lavoratori socialmente utili con almeno 10 anni di servizi per presentare la domanda di partecipazione al concorso Ata appalti pulizia: lo ha comunicato in queste ore il ministero dell’Istruzione, con il decreto dipartimentale numero 2318 del 20.12.2019. Il sindacato Anief conferma tutte le sue perplessità su tale procedura: pur non avendo nulla da eccepire contro la stabilizzazione di personale precario delle cooperative da oltre 10 anni, il giovane sindacato ritiene che con questa modalità si sta producendo una vera discriminazione nei confronti di decine di migliaia di lavoratori supplenti statali per i quali non è prevista alcuna immissioni in ruolo.“Tutti coloro che hanno prestato almeno 36 mesi di servizio a partire dall’anno 2000, secondo noi, hanno pieno diritto a essere stabilizzati nella pianta organica dello Stato, anche alla luce delle indicazioni dell’Unione Europea”, spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Fino all’8 gennaio, i supplenti collaboratori scolastici interessati possono presentare ricorso per dimostrare di essere stati ingiustamente esclusi dall’assunzione a tempo indeterminato e chiedere al Tar Lazio la loro immissione nella graduatoria utile per i ruoli.
Slitta di otto giorni il termine di presentazione della domanda per la partecipazione alla procedura selettiva, per titoli, finalizzata all’assunzione a tempo indeterminato del personale ex Lsu, finalizzata all’inquadramento nel profilo dei collaboratori scolastici statali a partire dal 1° marzo 2020: l’iniziale scadenza, fissata al 31 dicembre dal decreto dipartimentale n. 2200 del 6.12.2019, è stata infatti posticipata all’8 gennaio 2020.La domanda di partecipazione alla procedura – scrive Orizzonte Scuola – può essere presentata unicamente in modalità telematica attraverso l’applicazione “Piattaforma Concorsi e Procedure selettive” previo possesso delle credenziali SPID, o in alternativa, di un’utenza valida per l’accesso ai servizi presenti nell’area riservata MIUR con l’abilitazione specifica al servizio “Istanze on Line (POLIS)”. Il giovane sindacato metterà a disposizione dei ricorrenti un modello cartaceo di domanda da utilizzare per presentare la domanda sostitutiva di quella telematica.Per accedere al concorso, è necessario essere in possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado, conseguito entro la data di scadenza del termine per la presentazione delle domande alla selezione, oltre ad aver svolto almeno dieci anni, anche non continuativi, nei quali devono essere inclusi gli anni 2018 e 2019, servizi di pulizia e ausiliari presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, in qualità di dipendente a tempo indeterminato di imprese titolari di contratto per lo svolgimento di tali servizi. Per l’associazione Radamante il limite del servizio è di 36 mesi, anche non continuativi, ragione di uno specifico ricorso. Per Anief, invece, hanno diritto a partecipare anche tutti i collaboratori scolastici che hanno lo stesso servizio del personale delle cooperative, servizio, comunque, prestato per più di 24 mesi dalla data di approvazione della direttiva comunitaria 70/99.

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Scuola: firmato il decreto interministeriale per l’assunzione dei lavoratori ex LSU ATA e Storici

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

Basta con gli appalti, basta con le ditte e consorzi che per più di vent’anni hanno accumulato profitti alle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici addette ai servizi di pulizia, decoro e piccola manutenzione negli istituti scolastici. Dal prossimo anno si cambia!
Per mesi, da quando il 31 dicembre 2018 nella Legge di Stabilità era stata decisa l’internalizzazione di questo servizio e l’assunzione degli addetti a partire dal 1° Gennaio 2020 nelle scuole, abbiamo assistito ai pesanti tentativi delle imprese e di CGIL CISL UIL, di ostacolare questa decisione, spesso trovando ascolto anche presso il MIUR, arrivando a bloccare nel luglio scorso la pubblicazione del decreto e continuando a muoversi quanto meno per ritardarne l’attuazione.Oggi un passo fondamentale è stato compiuto. Nel corso dell’incontro che si stava tenendo al MIUR tra il Sottosegretario all’Istruzione, On. De Cristofaro, il dott. Greco, Direttore delle risorse umane e finanziarie, e una nostra folta delegazione in rappresentanza delle varie regioni presenti in piazza, è arrivata la copia bollinata dal MEF e firmata dagli altri tre ministri competenti, che dopo un necessario passaggio alla Corte dei Conti, avvia le procedure finali per la selezione e la conseguente immissione in ruolo.Il MIUR ci aveva già comunicato nel corso dell’incontro che la piattaforma informatica per la compilazione delle domande era già stata testata e che nel bando erano state accolte queste nostre richieste: possibilità di optare per provincie diverse da quella indicata nella domanda, per ovviare ad eventuali esuberi tra gli aventi diritto; utilizzo delle risorse derivanti da pensionamenti nel corso dei prossimi mesi per la trasformazione degli eventuali contratti part time in full time.Non appena il Decreto sarà licenziato dalla Corte dei Conti sarà immediatamente pubblicato, dando il via alla presentazione delle domande.

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Scuola: Assunzioni docenti, è una manfrina

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 agosto 2019

A poche ore dalla denuncia dell’Anief sull’impossibilità di effettuare le 53.627 assunzioni di docenti autorizzate dal Mef, con riduzione di 5 mila posti per via del calo del tasso di natalità, è lo stesso ministero dell’Istruzione a dire che tante immissioni in ruolo salteranno: incontrando i sindacati per un confronto sulla suddivisione del contingente – per regione, provincia e classe di concorso – i dirigenti di Viale Trastevere hanno spiegato che i 5.000 posti saranno tolti in prevalenza “al sostegno in regioni del Nord” e nelle regioni “in cui si è registrato il maggior calo demografico”. “Le immissioni in ruolo 2019 – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si stanno trasformando in una manfrina, perché opponendosi alla riapertura delle GaE, alle assunzioni degli abilitati, dei precari con oltre 36 mesi di servizio e degli idonei vincitori di concorso fuori regione, ci apprestiamo a rivivere il copione dello scorso anno, quando quasi 33 mila convocazioni andarono deserte. Anzi, a dire il vero, quest’anno andrà peggio, perché le graduatorie ad esaurimento e di merito sono ancora più scoperte e i concorsi salva-tutto che continuano ad essere annunciati dal ministro dell’Istruzione risultano in alto mare oppure, come accaduto ieri con il bando dell’ordinario di infanzia e primaria, vengono rimandati di continuo, smentendo le rassicurazioni di Bussetti sulla pubblicazione immediata”. Nei prossimi giorni prenderanno il via le assunzioni a tempo indeterminato del personale docente della scuola pubblica: si prevedono meno posti di sostegno nelle regioni dove maggiore è il calo di nascite e quindi di iscrizioni. “È stata fatta questa scelta – scrive la rivista specializzata Orizzonte Scuola – perché comunque si tratta di posti corrispondenti a graduatorie vuote, quindi in ogni caso quei posti sarebbero rimasti scoperti. Alcuni posti naturalmente potrebbero essere tagliati anche sulle classi di concorso, sempre rispettando lo stesso criterio”. Le argomentazioni del ministero dell’Istruzione confermano in pieno, quindi, quello che Anief sostiene da tempo: le oltre 53mila assunzioni autorizzate dal ministero dell’Economia e delle Finanze, per come è male organizzato il sistema di reclutamento scolastico italiano, andranno in porto solo in parte, probabilmente in media appena una su tre. Al Miur erano ben coscienti di questo, al punto che quando da Via XX Settembre è partita la richiesta di ridurre il contingente di 5 mila posti, non hanno proferito verbo.

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Il colloquio di lavoro è un passaggio decisivo per l’assunzione in un’azienda

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2019

Arrivare preparati a tale appuntamento evitando gli “errori” più comuni e che spesso si riscontrano nei colloqui può rappresentare una delle carte determinanti per trovare un lavoro. Troppo spesso diamo per scontato che i giovani sappiano come comportarsi in queste circostanze e invece non è così. Ci sono dinamiche e modalità di approccio specifiche che bisogna conoscere bene prima di affrontare con possibilità di successo un colloquio. Trovare lavoro è un lavoro e non si può improvvisare. A tal scopo Orienta ha promosso un’iniziativa rivolta agli studenti universitari e legata ai Career Day delle Università denominata“i segreti del colloquio di lavoro”. Si tratta di un programma in due step che prevede una formazione teorica sui principali aspetti e informazioni utili sul colloquio di lavoro fornendo nozioni anche di carattere psicologico e una parte pratica in cui vengono coinvolti i manager delle risorse umane delle aziende principali del territorio per una simulazione “reale” di un colloquio di lavoro. Dall’esperienza sul campo e dai primi incontri svolti con gli studenti universitari – la prima tappa si è svolta presso l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara – emergono chiaramente delle lacune che il programma promosso da Orienta intende colmare con l’obiettivo di preparare al colloquio nel miglior modo possibile migliaia di studenti.
Alcune cose da fare (e sapere). Prima di presentarsi ad un colloquio, importantissimo nonché essenziale è informarsi riguardo l’azienda per la quale si aspira. A fare la differenza può essere anche il portamento, piuttosto che il mostrarsi curiosi e pronti a mettersi in gioco. Parlare di se stessi va benissimo, come com’è normale essere nervosi, l’importante è riuscire a far emergere le proprie competenze, mettere in luce i propri punti di forza e mostrare di possedere le cosiddette soft skills, ossia quelle indispensabili doti umane che fanno la differenza Le soft skills o competenze trasversali, come lo spirito di sacrificio, la determinazione, il saper stare con gli altri, un giusto senso del dover e così via, sono valori decisivi per un’assunzione. È bene, inoltre, fare domande pertinenti, essere convincenti ma soprattutto, per prima cosa, essere se stessi.
Altre da non fare. Una delle cose peggiori che capita talvolta di riscontrare è vedere giovani candidati farsi accompagnare dai genitori, entrambi, oppure dalla fidanzata o dal fidanzato. Un’idea originale del colloquio di gruppo di tipo “familiare”, che prevede, non troppo di rado, la partecipazione attiva degli stessi genitori alle domande di rito. Alcuni atteggiamenti duranti il colloquio, poi, sono da censura. C’è chi si presenta con gli occhiali da sole, chi risponde ad un sms o ad una telefonata mentre sta interloquendo con il selezionatore, chi lo scambia per un amico o un’amica o uno di famiglia, e chi pensa di essere in discoteca o al bar. Evitare l’inadeguatezza nell’abbigliamento.

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La metà dei pazienti colpiti da malattie croniche non assume i farmaci in modo corretto

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Bruxelles. Spesso infatti seguono le indicazioni del medico con discontinuità o abbandonano la cura dopo un breve periodo. Il problema diventa esponenziale negli anziani, toccando percentuali superiori al 70%. Con pesanti conseguenze, visto che in Europa la mancata aderenza alla terapia causa ogni anno quasi 200.000 morti, determinando significativi costi sociali. L’onere finanziario diretto sul sistema sanitario nel Vecchio Continente è compreso fra 80 e 125 miliardi di euro. Per sensibilizzare cittadini e Istituzioni sull’importanza dell’aderenza terapeutica, l’Associazione SIHA (Senior International Health Association) lancia il Manifesto Europeo per l’aderenza alla terapia, che contiene indicazioni per migliorare l’adesione alle cure, in particolare nel paziente anziano. Il documento è presentato oggi al Parlamento Europeo a Bruxelles con gli interventi del Presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, e del Vicepresidente, Fabio Massimo Castaldo, e di diversi esponenti del Parlamento Europeo, la deputata Patrizia Toia (S&D), il deputato Aldo Patriciello (PPE) e il deputato Danilo Oscar Lancini (ENF). Il progetto coinvolge tutti i clinici che ogni giorno affrontano il problema, fra cui cardiologi, oncologi, medici di famiglia, reumatologi, pediatri, oculisti, dermatologi, pneumologi, urologi e psichiatri.
Le tendenze demografiche mostrano che l’Europa ha una popolazione largamente anziana, con 1 persona su 5 sopra i 65 anni. Per sostenere e promuovere la sempre crescente “economia d’argento”, il presidente della SIHA, Roberto Messina, ritiene “imperativo intervenire quanto prima. La risposta politica è stata lanciata per migliorare la qualità della vita e l’inclusione nella società della popolazione che invecchia. Con il lancio del Manifesto europeo, SIHA spera di migliorare la qualità della vita dei pazienti e di ridurre i costi sanitari. SIHA ritiene che l’Unione Europea debba garantire il coordinamento delle attività necessarie a innescare un processo virtuoso e concreto all’interno dei vari Stati membri dell’UE rispetto a tale tema. Per questo motivo, ha coinvolto i membri del Parlamento europeo invitandoli a sensibilizzare sul rispetto della terapia e a discutere sulle possibili strategie d’intervento”. Il Manifesto europeo invita i leader attuali, candidati e futuri del Parlamento europeo, della Commissione europea e del Consiglio europeo a garantire che l’aderenza alla terapia sia riconosciuta come un diritto per tutte le persone, specialmente quelle che vivono con malattie croniche. Il Manifesto auspica anche che possano aumentare gli investimenti nella ricerca scientifica legata a progetti centrati sul paziente, attraverso Horizon Europe e altri programmi di finanziamento. SIHA, organizzazione internazionale impegnata nella tutela della salute dei senior e non solo, mira anche all’istituzione di una Giornata Europea per l’aderenza alla terapia: un’opportunità annuale di sensibilizzazione, rivolta a tutti gli attori interessati.
L’iniziativa è sostenuta anche dal deputato Lancini: “Una Giornata Europea per l’aderenza alla terapia sarebbe un’occasione per elevare il profilo del discorso su questo tema. Pazienti, operatori sanitari e responsabili delle politiche hanno tutti il compito di garantire che le persone rimangano in salute più a lungo e comprendano le conseguenze della mancata aderenza”. (by {http://www.seniorinternationalhealthassociation.org/wp-content/uploads/2015/05/SIHA_Manifesto_Booklet_Online-version_without-sign_spread.pdf}.

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Assunzioni docenti, si cambia: il ministro Bussetti torna ai concorsi tradendo l’Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti sui concorsi non transige: presto, a seguito della revisione del reclutamento, diventeranno l’unico canale d’accesso all’insegnamento; il titolo richiesto sarà la laurea, in modo da avere in cattedra docenti giovani. I concorsi saranno banditi soltanto per le classi di concorso e nelle regioni in cui vi sia necessità. Inoltre, ricorda Orizzonte Scuola, i vincitori di concorso non potranno partecipare alla mobilità per cinque anni, assicurando la continuità didattica e superando il problema della cattedre che restano scoperte. È bene che si sappia, ribatte l’associazione sindacale Anief a tutela dell’esteso precariato della scuola pubblica italiana, che il modello prospettato da Bussetti non è proprio quello che ci chiede l’Europa. Perché, se è vero che nei ruoli dello Stato si entra a seguito di un pubblico concorso, è altrettanto vero che occorre saper contestualizzare le situazioni. E prevedere, necessariamente, dei periodi di transizione, prima di introdurre novità radicali. Anche perché in questo modo si tradirebbe il senso della direttiva UE n. 70/1999. “Trent’anni fa – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – si decideva a Lisbona di intraprendere la strada della formazione iniziale degli insegnanti. Successivamente abbiamo assistito all’assunzione di quasi tutti i sissini e i laureati in Scienze della formazione primaria prima del 2011 grazie all’inserimento nel doppio canale di reclutamento. Subito dopo, però, è arrivato l’insensato dietrofront del governo, che si è tradotto nell’incapacità della politica di voler stabilizzare i docenti abilitati e specializzati negli ultimi anni dalle università con il Tfa, il Pas, il sostegno, la laurea in Scienze della formazione primaria. L’ostinazione si è tradotta anche nell’opposizione a riconoscere abilitante il titolo del diploma magistrale o di adeguare gli organici di fatto a quelli di diritto ivi incluso sui posti in deroga di sostegno”. “Con la decisione di puntare tutto sui concorsi – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – il Governo decide di fare un passo indietro anacronistico e persino dannoso rispetto all’alto numero dei precari, in assenza del ripristino del doppio canale di reclutamento. Vale la pena ricordare che ancora oggi un insegnante su otto è chiamato a far funzionare le scuole come supplente a fronte dei pochi posti banditi. Pertanto, il concorso e il blocco quinquennale non sono la soluzione, ma l’epilogo di scelte scellerate prese negli anni e avallate ora dal governo del non cambiamento”.

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Scuola: Bussetti annuncia nuova selezione, formazione e assunzione docenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

Presentando al Senato le linee programmatiche del nuovo corso del Miur, Marco Bussetti ha detto che verrà attuata una revisione, la quale dovrà “garantire il superamento delle criticità con il sistema formazione”. L’obiettivo, ha aggiunto il Ministro, sarà quello di costruire “nuovi strumenti per creare un legame tra docenti e territorio per evitare i trasferimenti”. Anief concorda sulla necessità di mettere mano ad un sistema che ha creato ancora più difficoltà di quello preesistente, ma a precise condizioni. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Occorre una nuova legge sul reclutamento che assicuri la continuità didattica, attraverso un piano straordinario di assunzione del personale su tutti i posti in organico di diritto e di fatto, privi di titolare. Su questo, sarebbe molto utile approvare in tempi rapidi la riforma delle pensioni che, con “Quota 100”, porterebbero allo sblocco delle assunzioni, con 200mila immissioni in ruolo potenziali da attuare. Molto utile sarebbe anche ripristinare il tempo pieno e prolungato, con insegnamenti su modulo nella scuola primaria. E anche iniziare a cinque anni, con un anno ‘ponte’ infanzia-primaria, che garantirebbe un attento passaggio verso l’annualità scolastica più delicata e importante in chiave formativa. Bussetti ha fatto bene anche a ricordare il prezioso lavoro del personale Ata, inspiegabilmente dimenticato in tutti i tentativi di valorizzazione del personale – assunzioni, merito, bonus aggiornamento – introdotti con la Buona Scuola: mai come oggi bisogna riscrivere i profili degli assistenti amministrativi, dei tecnici e dei collaboratori scolastici, adeguando gli stipendi e assumendo il personale su tutti i posti vacanti e disponibili.

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Legge di stabilità: Assunzioni maestri scuola d’infanzia, poche e sofferte

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneSono gli unici insegnanti a non essere stati contemplati nel piano straordinario della riforma Renzi-Giannini e nemmeno nel “potenziamento” che ne è conseguito. Tanto è vero che oggi sono il raggruppamento di gran lunga più numeroso delle Graduatorie ad esaurimento. Ora, però, si potrebbe dare loro la possibilità di riscattarsi, attraverso l’ultima manovra del Governo Gentiloni. L’emendamento Pd prevede al massimo 2mila stabilizzazioni, peraltro pure in dubbio, ma ne servirebbero quindici volte di più. Le proposte Anief sono confluite nelle modifiche al ddl 2960, presentate da più raggruppamenti politici.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non è possibile che quando si tratta di venire incontro alla stabilizzazione dei maestri che operano nei nostri asili si debba sempre arrivare ad un nulla di fatto. Non abbiamo mai smesso di credere nelle loro assunzioni e per questo abbiamo fatto pervenire alla Commissione Bilancio del Senato 40 emendamenti, alcuni dei quali specifici per risolvere l’annosa questione. Non vogliamo più sentire parlare di strada in salita, ma di assunzioni in gran numero e sicure: ne abbiamo sempre indicate 20mila per il potenziamento e almeno 8mila per il turn over degli ultimi anni. In caso contrario, se non se dovesse fare nulla, non ci vengano a dire che si fa un uso troppo disinvolto del giudice per dirimere i problemi: noi pure stavolta ce l’abbiamo messa tutta per centrare un’operazione sacrosanta tramite il legislatore. Chiediamo il blocco temporale delle supplenze brevi e che venga sciolta la riserva su inserimenti in graduatoria, a seguito del provvedimento amministrativo.

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Non lo assumono perché ha cambiato sesso

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

regione piemonteTorino Il tema delle discriminazioni in ambito GLBTQI rimane una questione centrale all’interno dell’agenda politica e culturale del nostro Paese. A sottolinearlo è l’assessora regionale alle Pari Opportunità in seguito all’ennesimo caso avvenuto sul territorio piemontese.La vicenda, accaduta nel biellese, è quella di un uomo che si vede negata un’assunzione nel momento in cui i suoi nuovi datori di lavoro vengono a conoscenza dell’operazione che gli ha permesso di cambiare sesso, prima era una donna. L’assessora regionale alle Pari Opportunità ha messo in evidenza come storie di questo tipo indichino l’esigenza di rendere sempre più operativa la Legge regionale n. 5 del 23 marzo 2016 “Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale”. Attualmente la Regione Piemonte sta lavorando alla sua attuazione.
I fatti e l’attualità indicano come il lavoro svolto dall’amministrazione regionale sia necessario e urgente, ha dichiarato l’assessora regionale alle Pari Opportunità che però ha voluto sottolineare come sia necessario rispettare anche la decisione della vittima di discriminazione che in questo caso ha voluto cedere il passo all’oblio ritirando la denuncia. La legge regionale contro le discriminazioni sostiene però chi decide di ribellarsi a eventuali soprusi anche grazie al Fondo per il gratuito patrocinio a favore delle vittime. Il Piemonte è la prima Regione italiana a dotarsi di uno strumento del genere. La Regione ha stanziato 300mila euro e sta firmando le convenzioni con gli Ordini degli Avvocati che determineranno per ciascun Ente un elenco di professionisti abilitati ai quali le vittime potranno rivolgersi, per casi relativi anche al passato, purché successivo all’approvazione della legge.Inoltre sta ricostituendosi la Rete regionale dei Nodi antidiscriminazione ed è previsto un finanziamento di 150mila euro alle Province e alla Città metropolitana sedi di un nodo, come Biella. Nel caso specifico, infatti, ha affermato l’assessora regionale alle Pari Opportunità, l’impegno della Regione è di incentivare il lavoro in sinergia tra il nodo locale della rete, la consigliera di parità provinciale e gli avvocati che potranno sostenere le vittime di discriminazioni.

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Hays Response: svelati i principali motivi per cui non si viene assunti

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2017

imprenditoriÈ capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di candidarsi per una posizione lavorativa, sostenere un colloquio, sentirsi la vittoria in tasca per poi essere scartati, senza capire davvero il perché. In aiuto di chi non riesce a comprendere come mai la propria candidatura non superi le maglie della selezione, arriva Hays Response, la divisione di Hays Professional Services dedicata ai profili più junior, che svela alcuni dei motivi per cui l’attenzione dei responsabili HR si concentra su altri e non su di noi.“Le cause che frenano l’assunzione di un candidato sono tra le più disparate – afferma Marco Oliveri di Hays Response -. Alcuni partono proprio con il piede sbagliato e vengono scartati per banalità e mancanza di attenzione: per esempio, arrivando in ritardo all’appuntamento, presentandosi senza essersi minimamente preparati sull’azienda o con un look non consono al tipo di ruolo per cui si stanno candidando. Altri, quando si trovano vis-à-vis con il recruiter, sbagliano completamente atteggiamento dimostrandosi o troppo remissivi o troppo arroganti. Attenzione infine all’incoerenza: ad un CV impeccabile deve corrispondere un candidato preparato e con una forte expertise. Meglio quindi non bluffare troppo ed evitare di far perdere tempo a chi si occupa della selezione”.Ecco, secondo gli esperti di Hays Response, l’elenco delle più comuni cause che portano ad un fallimento nel processo di selezione.
1. Puntualità – Arrivare puntuali è un “must”. Non ci sono scuse che tengano per un ritardo ad un colloquio di lavoro. Anche solo 10 minuti sono un pessimo biglietto da visita. Meglio quindi organizzarsi per tempo, controllare esattamente dov’è la sede in cui si dovrà sostenere il colloquio e consultare App e navigatori per capire quale sia il percorso più breve per arrivare con qualche minuto di anticipo.
2. L’abito non fa il monaco. Tuttavia… – È vero, non si giudica un libro dalla copertina e le apparenze non sono tutto. Ma spesso una delle motivazioni per cui un candidato viene scartato e perché si presenta con un look non in linea con la realtà aziendale con cui si deve rapportare o con il contesto. Non è necessario copiare l’ultimo taglio di capelli della fashion blogger del momento o indossare abiti da pop star. Un dress code neutro e sobrio – idealmente abito per uomini e tailleur per le donne – è perfetto per evitare di finire nella pila dei candidati che vengono scartati.
3. Sicuri di sé – Vanno evitati atteggiamenti remissivi, scialbi o poco incisivi: per chi ha anni di esperienza alle spalle nel mondo del recruiting, è facile intuire il livello di fiducia di un candidato semplicemente dalla sua stretta di mano. È una questione di “Personal Branding”, per cui il candidato deve saper esporre, in modo appropriato e sintetico, i progetti vincenti seguiti. Al colloquio, la proprietà di linguaggio è fondamentale per apparire sicuri e dimostrare di essere idonei per la posizione. Attenzione però a non sconfinare nell’antipatia o, peggio ancora, nell’arroganza. Va trovato il giusto mix tra sicurezza, calma e decisione. Una regola utile per accrescere il senso di sicurezza è quello di documentarsi, in modo da arrivare preparati al colloquio, individuando valori e dinamiche alla base dell’azienda.
4. Non esagerare – Sistemare il proprio CV rendendolo in linea con il tipo di posizione ricercata è un accorgimento utile per incrementare le possibilità di essere presi in considerazione. Attenzione però a non esagerare e a non millantare skill e capacità che in realtà non si possiedono: basteranno pochissime domande del selezionatore per essere smascherati e far perdere credibilità. Va quindi fatta un’attenta autoanalisi di quali siano i punti forza da valorizzare e quali le debolezze da minimizzare, sia nel cv sia in fase di colloquio. Attenzione quindi a non vantare conoscenze linguistiche che non si possiedono o skill con cui non si ha familiarità.
5. Motivazione al cambiamento – Uno degli aspetti più importanti, assolutamente da non sottovalutare e che talvolta si rivela cruciale nella scelta di un candidato anziché di un altro, è la motivazione al cambiamento. Che cosa spinge un professionista a cambiare lavoro? Si tratta solo di motivazioni economiche? Professionali? È bene evitare di cadere nei soliti stereotipi del tipo “voglio crescere professionalmente” e arrivare con un discorso un po’ più strutturato e ricco, capace di catturare l’attenzione del responsabile della selezione.
6. Disponibilità – Quando si viene contattati da un selezionatore, è importante cercare di essere flessibili. Per non essere etichettati come candidati “poco disponibili” o impossibili da incontrare, meglio evitare di rimandare l’appuntamento o di fare i difficili. Per fare un’ottima impressione, è caldamente consigliato presentarsi all’incontro negli orari e nei giorni proposti dal selezionatore. E se l’agenda è blindata e non ci si riesce a liberare, è bene proporre date alternative, mostrandosi proattivi.

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Top 200 business school al mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Londra. Il nuovo rapporto annuale di QS sulle 200 migliori business school al mondo é stato pubblicato su http://www.topmba.com e molte delle scuole di questa classifica parteciperanno al QS World MBA Tour di Milano il prossimo 21 Ottobre. Le QS Global 200 Top business schools sono state selezionate da  2,145 recruiter in un sondaggio che é il piú grande condotto sinora su scala globale. La selezione effettuata da queste societá e compagnie internazionali si basa sulla loro esperienza e preferenza per l’assunzione di staff che possieda una qualifica Mba. Ursula Schwarzmann, Staffing Manager di GE Energy Europe afferma  che la sua societá  assumerá per un totale di circa 1300 posizioni nel 2010. Lo scorso anno il 20% dei neo-assunti possedeva una qualifica Mba o un master. “In questo momento stiamo assumendo in tutta europa e in particolare in Francia, Germania, Inghilterra, Italia e Russia.” L’Mba é una qualifica a prova di recessione, con una media di compensi riportata dai recruiter europei di  87.500 US$.  Quest’anno le societá farmaceutiche hanno riportato la media piú alta tra  gli stipendi base per Mba, 92.264 US$, seguite dai servizi finanziari (90.926 US$), dale societá di consulenza (87.627 US$). Le societá tecnologiche hanno pagato una media di 85.815 US$ e la grande industria  82. 443 US$. Molte top Business schools riportano compens molto piú alti delle medie indicate qui sopra. Le seguenti business school sono presenti nella classifica  QS Global 200 Top Business Schools. La tabella in calce illustra la classifica dei programmi Mba  che hanno dichiarato la media piú alta di compensi ottenuti dai propri ex-studenti. E’ importante notare che questi dati non includono i bonus e altri incentivi che spesso vengono retribuiti a possesori di una qualifica Mba, specie negli Stati Uniti.

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Obesità: nuovo studio dall’America

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2010

– Arriva dagli Stati Uniti d’America uno studio innovativo che può dare un contributo concreto a combattere la piaga dell’obesità. L’autorevole rivista specializzata nel campo della nutrizione “American Journal of Clinical Nutrition” ha pubblicato, nel numero di settembre, una ricerca che dimostra come una dieta ricca di latticini, un’adeguata assunzione di calcio e una corretta produzione di vitamina D da parte dell’organismo possano favorire la riduzione del peso corporeo.
Lo studio evidenzia che i pazienti obesi (con indice di massa corporea superiore a 30) che presentavano concentrazioni di vitamina D più elevate e calcio, dopo 6 mesi, indipendentemente dal tipo di dieta seguita e da altre possibili variabili interferenti, perdevano più peso. L’interessante tesi della rivista americana ha suggerito ai medici specialisti dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano di verificare quanto calcio assumono effettivamente gli italiani, valutando la consistenza dell’introduzione di calcio e il BMI  (Body Mass Index, indice di massa corporea) in un campione di 6500 soggetti italiani, in diverse fasce d’età.
“Lo studio pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition è assai innovativo – spiega la dottoressa Michela Barichella dell’Osservatorio nutrizionale Grana Padano e presidente dell’Associazione italiana di Dietetica (ADI) Lombardia – perché permette anche di sfatare il mito, molto diffuso soprattutto tra le donne, che suggerisce di abolire completamente i formaggi e ridurre i latticini nella speranza di perdere peso.  Va sottolineato, come premessa, che l’obesità è a tutti gli effetti una malattia e, come tale, va diagnosticata e trattata da specialisti. Ecco alcuni consigli per migliorare l’apporto di calcio e la salute delle ossa:
Praticare regolare attività fisica durante il periodo adolescenziale/giovanile, per favorire il massimo sviluppo minerale osseo.
Evitare le  diete  “fai-da- te”, la dieta è un atto medico e deve essere prescritta da specialisti
I formaggi, soprattutto quelli a pasta dura sono un’ottima fonte di calcio e pertanto dovrebbero essere sempre presenti, in quantitativi adeguati, anche nelle diete ipocaloriche
È possibile assimilare buone quantità di calcio assumendo latte, i suoi derivati (yogurt, formaggi)
Anche le verdure come i broccoli, i carciofi, la cicoria e il radicchio contengono calcio, si consiglia pertanto di assumere una porzione di verdura ad ogni pasto
Le acque minerali risultano una buona fonte di calcio biodisponibile, scegliere quelle ricche di calcio aiuta a soddisfare il fabbisogno giornaliero raccomandato
L’assorbimento di calcio può diminuire perché il calcio si lega alle fibre, ai fitati e agli ossalati presenti nell’intestino (gli ossalati sono contenuti negli asparagi, spinaci, nei piselli e nel tè, mentre i fitati sono contenuti nei cereali e nei legumi)
Attenzione alla caffeina, che può favorire l’eliminazione di calcio mediante i suoi effetti diuretici, bisogna moderare il consumo di caffé e di tutte le bevande che contengono caffeina
Una dieta troppo ricca di proteine può determinare un’eccessiva eliminazione di calcio attraverso la diuresi, occorre quindi preferire una dieta equilibrata, con un apporto di proteine controllato
L’alcol riduce l’attivazione della Vitamina D a livello del fegato, si consiglia di bere non più di un bicchiere di vino, preferibilmente rosso, ai pasti
Esporre quotidianamente viso, collo e braccia alla luce solare, non filtrata da vetri e filtri solari, almeno 10-15 minuti al giorno in estate, e 20-30 minuti in inverno

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La comunità: un nuovo stile educativo

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2010

Nel quotidiano bailamme di intemperanze etiche, di utopie violente, ci sono, a fare da ponte verso una qualche salvezza, realtà  serie e credibili, che si mettono a mezzo a quel disagio sociale che miete vittime innocenti, mentre in seno al consorzio civile crescono persone sempre più fragili, giovani che non ce la fanno a prendersi in braccio e stringere i denti. Da molti anni c’è la Comunità Casa del Giovane a Pavia, una comunità di servizio e terapeutica per quanti sono in ginocchio a causa  dell’assunzione di sostanze stupefacenti, dell’alcol, per vere e proprie patologie psichiatriche derivate dal poliabuso. Svolgendo il mio servizio di accoglienza e accompagnamento in comunità  nei riguardi di chi è ultimo, azzoppato da una vita sopravissuta, mi rendo conto di quanto l’informazione sia soggetta a forme idiosincratiche, come a voler mantenere inalterati i meccanismi perversi che producono personalità disgregate o frantumate.  Chi come me passa molto tempo in una comunità a lavorare e ascoltare non ha difficoltà a imbattersi nell’inganno per cui: i giovani sono il problema, e così dicendo gli adulti si autoassolvono dall’aver conciato a questa maniera non soltanto gli adolescenti, ma la società e le regole che ne tutelano i diritti e i doveri. E’ un teatrino delle maschere e dei ruoli, dapprima usurati e poi usurpati, delle invettive che fanno audience, dei nuovi comportamenti di vita che passano sopra ai giovanissimi, incapaci di affrontare le ordinarietà di cui la vita necessita, le banalità derivanti dal rispetto delle regole. Quando parliamo di droga, di violenza, di devianza, parliamo di adolescenza rapinata, mai di una normalità da sbandierare con fatalità  impropria, non tanto per porre rimedio a un disagio divenuto sociale, piuttosto per giustificare l’uso e abuso di sostanze, gli atteggiamenti aggressivi che divengono violenti, creando allarme non di facciata. Bisognerebbe invitare la collettività a venire a trovarci in comunità, dove io svolgo il mio servizio, a partire dalla scuola, dalla famiglia, dalle istituzioni, ai conduttori di coscienze da formare. E’ un  invito che non ha a che fare con l’ufficialità della cerimonia, della ricorrenza legata a momenti  esponenziali di dolore per i tanti ragazzi feriti a causa  delle regole defenestrate di autorevolezza. Si tratta di un invito per prendere atto di come le lacerazioni tutto intorno assomigliano alle riproposizioni dei mali  a cui ci siamo incredibilmente abituati, vere e proprie diaspore,  disturbi della personalità così gravi da non esser più capaci di sanare. Sarebbe un viaggio di poche ore ad ascoltare, a incontrare, a comprendere come mai in questo momento di atomizzazione di etiche e di morali, questo spazio educativo rappresenti lo spaccato sociale più  autentico, residuo di un mondo adulto irresponsabilmente celato, che non riesce a frenare quelle brame di possesso e quelle fughe in avanti che rispediscono al mittente richieste di aiuto disperate e disperanti. Forse è davvero importante accettare un momento di incontro in comunità, dare voce alla possibilità di uno stile di vita equilibrato perché dignitoso, affinché possa diventare criterio da seguire per tentare di riconsegnare un’attenzione, un piacere, un interesse, e allontanare quei desideri dilanianti per non sentirsi uno zero, e la paura di ciò è tanta di questi tempi. (Vincenzo Andraous)

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Gelmini annuncia non assunzione per 200000 precari

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2010

Nella conferenza stampa il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha dichiarato che la Scuola non riuscirà ad assorbire i duecentomila precari attuali, gelando così le speranze dei supplenti che nei giorni scorsi si sono resi protagonisti di manifestazioni a Roma, di fronte al Ministero e in tutta Italia presso le Prefetture. Aggiunge inoltre la Gelmini che questi esuberi sono causa delle scellerate politiche sull’assunzione ereditate dalle precedenti Gestioni, e non dal Governo in carica “Tutto ciò è inaccettabile – tuona Annalisa Martino Responsabile per la Scuola e l’Istruzione dell’Italia dei Diritti – i precari in lista d’attesa sono stati previsti perché ce n’è realmente necessità. Bisogna ricordare che non sono stati assunti per beneficenza in quanto sono vincitori di concorso pubblico oppure hanno frequentato l’ormai abolita SSISS”. Un invito viene lanciato dall’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro a ponderare con attenzione il problema di un’informazione televisiva univoca che lancia i comunicati ministeriali come diktat senza garantire un onesto contradditorio con l’opposizione e le  categorie sociali interessate. Non esente da colpe, sarebbe, inoltre inteso, il comportamento latitante dei sindacati.“Il problema della non assunzione di precari comporta – aggiunge la Martino – una cattiva distribuzione del monte ore assegnato alle principali materie di studio, pur di non assumere un’unità docente in più, causando nella continuità didattica evidenti interruzioni.”“La scuola deve, nella sua missione sociale fondamentale, garantire il rispetto dei principi costituzionali di efficacia e meritocrazia, cosa che con l’attuale Esecutivo non abbiamo e non avremo”.

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Droga test per le vie di Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 8 agosto 2010

E’ iniziato il progetto sperimentale proposto dal coordinamento Politiche della sicurezza del Comune di Roma in collaborazione con la Polizia municipale, per il controllo su strada e il contrasto della guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Due le pattuglie, una a Ostia e una nel centro storico, che da mezzanotte alle sei del mattino hanno effettuato drogatest sui giovani fermati, con un sistema innovativo che permette di eseguire le analisi nell’immediato,  verificando attraverso un tampone salivale l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti. Il progetto sperimentale con i test antidroga proseguirà per tutto il mese di agosto, nelle notti di venerdì e sabato, in diverse zone di Roma.
«L’amministrazione guidata dal sindaco Alemanno – dichiara il delegato alla sicurezza Giorgio Ciardi – sul tema della sicurezza urbana e stradale sta dimostrando un impegno straordinario. Con questa iniziativa vogliamo ricreare le condizioni di una maggior sicurezza tanto per i ragazzi quanto per la comunità cittadina. La sperimentazione dei drogatest, al di là dei numeri, deve avere un effetto di deterrenza accompagnata alla sempre maggiore educazione nell’ambito del divertimento sicuro e consapevole. Alla fine di agosto saranno valutati i risultati del progetto, e se positivi sarà portato avanti e implementato».

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