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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘assunzioni’

Scuola: Assunzioni 2020, è corsa contro il tempo

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Anief prende atto che tutte le procedure concorsuali ordinarie e straordinarie risultano sospese per almeno due mesi. Ammesso che vengano bandite, comunque i tempi di attuazione saranno lunghi. Ci sono poi ancora tanti dubbi da sciogliere sui bandi, senza contare che manca pure il parere obbligatorio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Mentre la scuola già in estate ha bisogno di tantissimi docenti, Ata e educatori. Senza l’avvio di un piano B, a settembre sarà il caos.Nell’incontro di ieri con i sindacati, la ministra dell’Istruzione ha ribadito la necessità di bandire presto i concorsi scuola, rinviando a tempo debito le prove di svolgimento e assicurando comunque la retrodatazione giuridica della nomina al 1° settembre 2020. Lo scrive oggi Orizzonte Scuola, spiegando che si tratta di “una decisione che permetterebbe di rispettare il termine ultimo di pubblicazione, indicato dal Decreto Milleproroghe nel 30 aprile”.Il problema è che c’è un “tassello mancante: è il parere del CSPI, inutilmente atteso dal Ministero durante il mese di marzo. Il consesso a quanto pare non ha sfruttato le possibilità di consultazione online per concludere i propri lavori e, trascorso il periodo di 45 giorni dalla richiesta, il Ministero potrebbe comunque procedere anche senza ricevere risposta in merito. Restano però numerosi nodi da sciogliere”.Dubbi che riguardano tutti i concorsi di cui si attende la pubblicazione: il bando di concorso straordinario secondaria I e II grado, procedura per il ruolo; il concorso ordinario secondaria I e II grado; la procedura rivolta a maestri d’infanzia e primaria; il bando di concorso straordinario secondaria I e II grado, procedura per l’abilitazione, anche se quest’ultimo non sappiamo se rientrerà nel “pacchetto”. Le incertezze riguardano anche una possibile apertura del Ministero verso alcune modifiche delle bozze dei bandi, già richieste dai sindacati, e particolarmente sentite dai precari interessati. In particolare, la possibilità di partecipazione per i docenti con tre anni di servizio svolto esclusivamente su posti di sostegno; il rapporto tra numero di domande (80 per il concorso straordinario secondaria) e il tempo a disposizione (80 minuti); una maggiore valorizzazione del servizio a fronte della prova (al momento 80 prova, 20 titoli e servizio).

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Scuola: possiamo bloccare i concorsi, non le assunzioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

A dirlo, in due interviste, rilasciate nelle ultime ore agli organi di stampa, è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Per il sindacalista autonomo, in questo difficile “momento nella scuola abbiamo già un problema importante che è sotto gli occhi di tutti: la supplentite. Abbiamo migliaia di persone che da anni insegnano nelle nostre scuole, sono docenti con più di 24 mesi di servizio e che nel privato la normativa addirittura ne imporrebbe la stabilizzazione”. Il sindacalista torna quindi a chiedere “un piano di assunzioni straordinario su tutti i posti vacanti e l’assunzione dalle graduatorie d’istituto oltre gli attuali canali dalla call veloce, dalle graduatorie di merito, dalle GaE”. L’attenzione è rivolta poi al personale amministrativo, tecnico e ausiliario, anch’esso impegnato in questi giorni di pericolo contagio nel mantenere attivo il servizio scolastico: “Anche per il personale Ata – continua Pacifico – è necessario assumere dalle graduatorie 24 mesi, dopo aver stabilizzato il personale delle cooperative”.All’emergenza sociale non si può aggiungere l’emergenza della scuola e di tanti suoi lavoratori. Ne è convinto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Il prossimo anno scolastico – ha detto il sindacalista autonomo a Orizzonte Scuola – dovrà iniziare bene, non può cominciare con 250mila precari tra docenti e ATA. Abbiamo poi un motivo di ringraziamento verso uno su sei di questi precari che in questo momento sta lavorando da casa per garantire un servizio pubblico. Questa è la più grande dimostrazione della serietà di queste persone. C’è poi da dire che non bisogna aspettare sempre le emergenze per risolvere un problema grosso, come sta avvenendo nella sanità”.
Secondo Pacifico, se “facciamo una ricognizione di quanti sono i posti vacanti e disponibili, scopriremo che questi sono più della metà, quasi 150mila posti, e quindi programmiamo l’assunzione svuotando le GaE, le graduatorie di merito, Gmre e assumendo dalle graduatorie di istituto per i docenti e delle graduatorie 24 mesi ATA. Senza dimenticare tutte quelle maestre che ogni giorno si collegano per svolgere la didattica a distanza, ma che ogni giorno continuano a essere licenziate. Tutto questo non ha senso”.
Il leader dell’Anief ricorda che anche nelle settimane di lezioni condotte da casa, attraverso il pc e il web, “continuano a essere licenziati gli ITP, cioè proprio coloro che hanno delle competenze in informatica che servono per la didattica a distanza. Se qualcuno ha superato l’anno di prova e c’è un contenzioso in corso, ricordiamoci che questo personale ci serve: oggi ha risposto sì all’appello dello Stato, non possiamo domani dire che non è degno di essere assunto in ruolo”.

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Scuola: Al palo i concorsi per assumere 70 mila docenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

Ad una manciata di giorni dal mese di marzo, sul fronte dei quattro annunciati concorsi pubblici, ordinari e riservati, per assumere oltre 70 mila nuovi docenti, relativi a tutti i cicli scolastici ed anche ai colleghi di religione cattolica, non c’è ancora nulla di ufficiale: il ritardo diventa particolarmente grave, perché rende sempre più improbabile l’individuazione entro l’estate dei vincitori delle procedure selettive, compresi i 24 mila derivanti da quella straordinaria della secondaria. Considerando le decine di migliaia di posti avanzati lo scorso anno dalle immissioni in ruolo, altrettanti posti vacanti, le 60 mila cattedre di sostegno in deroga e i 50 mila pensionamenti che si realizzeranno dal prossimo 1° settembre, tenendo conto anche di “Quota 100”, oltre che l’altissimo numero di graduatorie – GaE e merito – senza più alcun candidato, si sta andando dritti spediti verso un numero impressionante di supplenze annuali: forse oltre le 200 mila annunciate nei giorni scorsi.“Il rammarico per come si stanno mettendo le cose è tanto – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché per diverso tempo ci era stato assicurato che i bandi di concorso sarebbero partiti entro la fine dello scorso anno. Poi, con il cambio di ministro, i problemi dello ‘spacchettamento’ dei dicasteri dell’Istruzione e dell’Università e Ricerca, le mancate nomine dei direttori generali, i tempi si sono allungati e ci è stata fornita una nuova scadenza: quella del 29 febbraio prossimo. Nel frattempo, però, le lungaggini burocratiche e il mancato via libera del Cspi hanno rallentato ulteriormente l’iter di approvazione dei regolamenti e bandi concorsuali definitivi, costringendo il Governo ad inserire nel decreto Milleproroghe l’ulteriore nuova scadenza del 30 aprile 2020 per la pubblicazione dei testi ufficiali. Se si arriverà a quella data, con le selezioni ancora tutte da organizzare e le commissioni da allestire, anche in virtù delle esperienze passate, possiamo dire sin d’ora che sarà impossibile concludere i concorsi in quattro mesi. Così, la supplentite avrà vinto ancora”.Cresce il malcontento per la mancata indizione dei concorsi pubblici, già minimali e discriminatori, per insegnare nella scuola pubblica. Eppure, scrive oggi Tuttoscuola, il decreto legge 126/2019, il cosiddetto salva-precari, aveva previsto l’indizione contestuale entro il 2019 dei concorsi scuola ordinari e straordinari per la scuola secondaria.

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Lavoro: Assunzioni, nel privato +41% a tempo indeterminato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 gennaio 2020

Stride sempre più il confronto tra il trattamento dei dipendenti pubblici e privati: lo confermano gli ultimi dati nazionali Inps sul periodo gennaio-novembre, dai quali risultano in diminuzione i contratti a tempo determinato, mentre si registra un netto incremento delle assunzioni definitive, che passano da 463.117 a 653.495. Anief ritiene che questi dati rappresentino l’ennesimo campanello d’allarme per il pubblico impiego, a partire dalla Scuola, dove ci sono non meno di 150 mila posti di docenti vacanti, di cui la metà di sostegno, e altri 50 mila per il personale Ata (considerando il ‘potenziamento’ e i profili professionali superiori mai attivati). In entrambi i casi, il Miur nasconde la maggior parte dei posti liberi in organico di fatto, destinandoli così solo ai supplenti e cassando sul nascere qualsiasi possibilità che vengano destinati ai precari.Fanno riflettere i dati nazionali Inps relativi al periodo gennaio-novembre, pubblicati in questi giorni dall’Osservatorio sul precariato: ci dicono che negli undici mesi del 2019, nel settore privato complessivamente le assunzioni sono state 6.666.609. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la crescita ha riguardato in particolare i contratti a tempo indeterminato. Risultano invece in diminuzione i contratti a tempo determinato e quelli in somministrazione: complessivamente, si registra, rispetto al 2018, un netto incremento delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, che passano da 463.117 a 653.495 (+41%).Il personale precario della scuola continua invece a subire un trattamento vessatorio. Prima di tutto, perché i posti da coprire, che nell’UE vanno assegnati in automatico dopo 36 mesi svolti, continuano furbescamente ad essere nascosti in organico di fatto. E anche quando vengono finalmente destinati alle immissioni in ruolo, c’è da fare i conti con un sistema di reclutamento e di organizzazione delle graduatorie dei precari così fatiscente che nelle ultime due estati ha fatto mandare deserte più della metà delle assunzioni già finanziate dal Mef, con contingenti superiori ai 50 mila posti. Per non parlare dei 30 mila posti di Quota 100 lasciati in stand by e poi destinati a supplenza.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, quello che è accaduto con l’assunzione, attraverso l’ultima legge di bilancio, degli ex Lsu, è particolarmente grave. “Perché non si spiega proprio il motivo per cui lo Stato debba avere assorbito nei propri ruoli oltre 11.000 ex lavoratori socialmente utili, mentre decine di migliaia di supplenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici dello Stato continuano ad essere tagliati e a rimanere precari e senza alcuna certezza di stabilizzazione”.

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Scuola: Concorsi riservati anche per docenti infanzia e primaria, paritarie e IefP, educatori, insegnanti di religione, nuovi dirigenti tecnici

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

Li chiede il sindacato Anief, che ha predisposto appositi emendamenti al decreto Milleproroghe 162/19 ora all’esame della I e V Commissione della Camera. Marcello Pacifico (Anief): “Non si comprende la mancata parità di trattamento rispetto ai docenti che operano nella scuola secondaria, anche per dare l’opportunità di sanare il crescente contenzioso sull’abuso dei contratti a termine per la mancata applicazione della direttiva europea 1999/70/CE. Come è doveroso attivare il concorso riservato per dirigenti tecnici con almeno tre anni di servizio svolto” Va sanata il prima possibile l’ingiusta esclusione dal concorso riservato della scuola pubblica di diverse categorie di docenti, prevista dal Decreto Scuola, convertito nella Legge 159/2019 ed entrato in vigore il 19 dicembre scorso, in modo da permetterne l’accesso alle prove e l’inserimento nelle graduatorie per l’immissione in ruolo: la richiesta arriva dal sindacato Anief, attraverso due specifici emendamenti al decreto Milleproroghe 162/19 pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed ora all’esame della I e V Commissione della Camera per le modifiche migliorative. Il sindacato chiede l’avvio di un concorso riservato, come quello previsto per la scuola secondaria dalla Legge 159/19, da attivare con urgenza anche per il personale docente della scuola dell’infanzia e della primaria, in attività presso le scuole paritarie e IefP, oltre che educativo operante nei convitti, nonché per gli insegnanti di religione cattolica di ogni ordine e grado, sempre se in possesso del servizio minimo prestato. L’estensione rappresenterebbe una garanzia di parità di trattamento, oltre che l’opportunità di sanare il contenzioso esistente sull’abuso dei contratti a termine per la mancata applicazione della direttiva europea 1999/70/CE, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato.

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Università: Il premier Conte annuncia l’assunzione immediata di 1.600 ricercatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

Finalmente si torna a parlare di assunzione dei ricercatori universitari: lo ha fatto oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, durante la cerimonia inaugurale dell’anno accademico dell’Ateneo di Firenze a Palazzo Vecchio. Lo richiede Anief da tempo, chiedendo di approvare la carta europea dei ricercatori e proponendo nel decreto Milleproroghe 162/19, in questi giorni all’esame della I e V Commissione della Camera, un emendamento allineato con le esortazioni del premier, subito avallate dal M5S, con il quale prorogare il reclutamento dei ricercatori a tempo indeterminato e istituire un albo nazionale dei ricercatori universitari.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Il reclutamento dei ricercatori a tempo indeterminato e istituzione albo ricercatori universitari, ora annunciato anche dal premier Conte, sarebbe un primo passo importante per sbloccare il sistema accademico. Ma anche una risposta concreta alla Causa pendente presso la Corte di Giustizia europea sulla messa ad esaurimento del ruolo di ricercatore a tempo indeterminato, rispetto alla violazione della Direttiva n. 70/99 UE, attraverso la creazione di uno specifico albo nazionale rispettoso della Carte europea dei ricercatori”.Il Capo del Governo ha preso un impegno per stabilizzare un discreto numero di ricercatori che operano i nostri atenei: “Per immettere sin da subito nuovi giovani ricercatori nel sistema – ha detto il premier -, stiamo valutando, in sede di conversione in legge del Dl di proroga termini, la presentazione di un emendamento volto ad immettere immediatamente nel sistema 1.600 nuovi ricercatori”, aggiungendo che si interverrà con un piano organico quinquennale.Conte, scrive Orizzonte Scuola, si è soffermato anche sull’internalizzazione degli Atenei italiani: “Nel nuovo Ministero dell’Università e della Ricerca, verrà istituita una specifica Direzione sull’internazionalizzazione con l’obiettivo di favorire l’ingresso di studiosi stranieri nel nostro Paese”, ha spiegato il presidente del Consiglio. Immediata e positiva la reazione all’intervento del premier, da parte del primo partito di Governo: il M5S ha voluto far sapere di concordare “sulla necessità di varare un piano strutturale di riforme, che sappia guardare al lungo periodo, e che sia in grado tanto di fermare la fuga di cervelli italiani all’estero quanto di attrarre eccellenze straniere in Italia” aggiungendo che “l’immissione poi di 1.600 nuovi ricercatori è una misura che le persone che lavorano nelle Università e negli Enti di ricerca attendono da anni. Si tratta di impegni concreti che sosteniamo con convinzione, perché vanno nel senso di rimettere la ricerca scientifica al centro di ogni strategia per il progresso del Paese”.

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Bloccata l’esternalizzazione dell’ARES 118, adesso avanti con il piano di assunzioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

L’Unione Sindacale di Base esprime soddisfazione per la revoca della delibera dell’ARES 118 del 30 Dicembre 2019, che esternalizzava per 3 anni il servizio di emergenza extraospedaliera. Si trattava di una massiccia e ulteriore privatizzazione, attraverso una procedura selettiva per ben 116 mezzi, più della metà di quelli previsti dall’atto aziendale del luglio 2019.La delibera, inoltre, comprendeva l’ulteriore privatizzazione di postazioni pubbliche e attualmente operative. Quest’ultima, da subito contestata da questo sindacato, era in contrasto con il piano assunzionale approvato dalla Regione Lazio; ed è questa la motivazione addotta nella delibera di revoca del 14 Gennaio 2020.Ora ci aspettiamo il finanziamento per le assunzioni, la velocizzazione dell’espletamento del concorso per autisti di cui si è già chiuso il bando, l’assunzione degli infermieri dalle graduatorie e l’assunzione dei barellieri, la cui mancanza causa spesso l’utilizzo di due ambulanze per lo stesso soccorso e conseguntemente, un numero maggiore di ambulanze necessarie.Controlleremo che l’esternalizzazione non venga effettuata sulle postazioni pubbliche, che devono invece essere reintegrate con il piano assunzionale adottato; che prevede, come dice anche la delbera del 14 -01-2020, la completa internalizzione nell’arco di tre anni. (by Usb PI coordinamento regionale sanità Lazio)

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Incidenti: Fp Cgil, accordo Anci-Viminale dimentica bisogno risorse e assunzioni Polizia Locale

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

“Si incrementano compiti e funzioni in capo alla Polizia Locale ma ci si dimentica il bisogno di risorse e di investire di più sul personale interessato da parte del governo, sia a tutela dei cittadini sia a tutela di chi quotidianamente svolge servizi pubblici”. Così la Fp Cgil commenta l’accordo quadro siglato tra il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e il Presidente dell’Anci, Antonio Decaro, sul coinvolgimento delle polizie locali nei servizi di polizia stradale e sulla viabilità urbana.Ancora una volta, osserva il sindacato, “dobbiamo prendere atto che sindaci e governo sembrano sottovalutare le molteplici funzioni e attività in capo alla Polizia Locale, che già si occupa da sempre di attività di polizia e sicurezza stradale anche in virtù di protocolli locali tra le varie forze di polizia. Così come il Ministero dell’Interno sembra dimenticare che esistono anche le Polizie Metropolitane e Provinciali che si trovano ad assolvere tali attività”.In base al protocollo raggiunto, aggiunge la Fp Cgil, “servono risorse, così come serve superare le carenze di personale e potenziare le assunzioni in questo settore e attuare misure concrete e necessarie per incrementare lo scambio informativo e l’interconnessione tra le sale operative delle forze di polizia, prestando ascolto all’istanza che viene da tempo dal sindacato e dagli operatori. Così come inascoltate sono state fino ad ora le nostre richieste di liberare le risorse dell’art. 208 del Codice della Strada dal tetto al salario accessorio imposto dall’art. 23 del dlgs 75/2017 che potrebbero effettivamente consentire di ampliare e rafforzare le tante attività da garantire sul territorio”.Infine, prosegue il sindacato, “vorremmo fosse prestata la dovuta attenzione alla necessità ormai ineludibile che venga adottata la legge di riforma dell’ordinamento della Polizia Locale e il riconoscimento delle tutele assistenziali, infortunistiche e previdenziali che competono ai lavoratori che svolgono funzioni e attività gravose e rischiose e che oggi continuano ad essere gli unici senza tutele a fronte del continuo incremento di compiti attività”, conclude la Fp Cgil.

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Laura Castelli, “Entro 2022, 450 mila assunzioni nello Stato”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 novembre 2019

Entro il 2022 saranno oltre 450 mila le nuove assunzioni, da venerdì prossimo, infatti, il ricambio degli organici, all’interno delle strutture amministrative dello Stato, tornerà al 100% anche tra gli statali senso stretto, vale a dire per i dipendenti dei ministeri, della presidenza del Consiglio, delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici. Il primo dicembre cadrà anche il vincolo per le assunzioni nelle Università. Quota 100 ha permesso di far terminare la vita lavorativa a persone che erano “incastrate” nel mondo del lavoro. Avevamo pianificato dunque di integrare e aumentare le posizioni dei dipendenti pubblici con una riforma strutturale, che giorno dopo giorno si sta realizzando. Il Paese non si cambia in 2 giorni ed è per questo che non si può vivere di propaganda ma si deve lavorare giorno per giorno sapendo che i risultati arrivano piano piano, per una Italia migliore”. Cosi il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post su Facebook.

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Scuola: Amministrativi utilizzati come Dsga, un’altra beffa: se va bene saranno assunti nel 2024

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Si sta sempre più delineando la scarsa utilità dell’accordo che amministrazione e sindacati maggiori hanno trovato per gli oltre 600 assistenti amministrativi che per anni e anni si sono prodigati sul ruolo superiore di Direttore dei servizi generali e amministrativi in cambio di somme poco più che simboliche, ma acquisendo una professionalità sul campo risultata alla resa dei conti davvero preziosa per la regolare gestione degli istituti. Ora, il Consiglio dei ministri è vero che ha detto sì all’approvazione di un decreto legge con l’attivazione di una procedura selettiva riservata per accedere a posti di Dsga, a condizione che abbiano svolto le funzioni in quel ruolo per almeno tre interi anni scolastici a decorrere dal 2011/2012, ma lo stesso decreto rimanda oltremodo la loro stabilizzazione. Nella migliore delle ipotesi, a non prima di tre o quattro anni dalla fine della tornata concorsuale. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “il Governo aveva il dovere di riservare a monte nell’attuale concorso il 30% dei posti disponibili. È il minimo che si poteva fare, visto che ormai un posto come Dsga su tre è assegnato in reggenza oppure, nella maggior parte dei casi, va proprio a un assistente amministrativo facente funzione, neo-immesso in ruolo o magari precario come risulta dall’accordo tra Miur e sindacati firmatari di contratto. Aspettiamo di sapere cosa ne pensano i giudici amministrativi nei ricorsi già presentati contro l’esclusione dalle prove scritte”.

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Il Gruppo Euris nel 2019 ha già assunto 87 nuovi addetti

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Continua a crescere il Gruppo Euris, anche grazie alla costante attenzione per la formazione. Sono 87, tenendo conto soltanto del periodo dal 1° gennaio al 30 settembre, i nuovi dipendenti assunti dall’azienda con sede legale a Trieste e specializzata in consulenza informatica, in grado di offrire soluzioni complete nella gestione dei progetti It sia in ambito architetturale, sia nello sviluppo applicativo. Tutto ciò, grazie anche alle divisioni interne al gruppo, dotate di un know how consolidato.Euris, fondata dal presidente Egisto Bressan, soprattutto negli ultimi anni ha deciso di investire nelle risorse umane. E per farlo, ha organizzato con sempre maggiore intensità degli appuntamenti formativi che, per molti, si sono tramutati in uno sbocco lavorativo. Negli ultimi anni sono una ventina i corsi organizzati a Trieste e nelle filiali di Udine, Milano, Padova e Bologna (c’è anche una sede distaccata a Fiume, in Croazia, dove quest’anno sono state assunte sei persone e c’è stato il coinvolgimento di altrettanti tirocinanti), grazie ai quali l’impresa ha dato lavoro, soltanto nel 2019, a 88 persone, di cui 50 provenienti dai corsi formativi di Euris, rivolti agli esterni; tutto ciò per implementare il proprio organico, che oggi conta su 450 addetti complessivi. Le “lezioni” hanno riguardato svariate tematiche, dalla programmazione NET a quella JAVA, senza dimenticare in tempi più recenti Atlassian e Navision. «La nostra filosofia – chiarisce Raffaele Canetta, HR del Gruppo Euris – è quella di scommettere sul talento dei giovani, ma non soltanto. La formazione, per noi, continua a rivestire un ruolo basilare, perché questi momenti di confronto in aula sono decisivi per farci individuare le figure adatte da inserire nel nostro organico. Proprio per questo, negli ultimi anni abbiamo intensificato il calendario dei cicli formativi e così intendiamo fare anche in futuro». Le aziende tecnologiche italiane subiscono la carenza di personale qualificato, vista l’imperante quanto travolgente pressione sul mercato del lavoro, Euris ha deciso di puntare sulla formazione di coloro che vogliono approcciarsi al mondo dell’Information technology.Euris, fondata 30 anni fa, ha chiuso il 2018 con 26,2 milioni di euro di ricavi e un utile netto pari a 465.000 euro, mentre il valore della produzione si è attestato sui 27,7 milioni. L’Ebitda lo scorso anno è stato di 1 milione e 694 mila euro. Nel 2018, proseguendo nel suo processo di crescita, l’azienda ha acquisito, con un investimento globale di 4 milioni di euro, Test Spa, azienda con core business nella It governance, e Getconnected Srl, realtà dedicata allo sviluppo di soluzioni digitali.

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Scuola: assunzioni con un algoritmo “impazzito”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

A sostenerlo è stata la sezione terza bis del Tar laziale, esprimendosi sul ricorso presentato da due insegnanti pugliesi immessi in ruolo nel 2016 in provincia di Milano, “invece che presso gli ambiti 0012 o 0011 della Regione Puglia” dove erano inseriti nelle graduatorie dei precari e dove operavano come supplenti”. Secondo i giudici, nel 2016, sulla base delle indicazioni previste dalla Buona Scuola approvata l’anno prima, l’assegnazione delle sedi di immissione in ruolo dei docenti ricorrenti, e per estensione di migliaia di insegnanti assunti quell’anno attraverso il sistema dell’algoritmo secretato, è avvenuta “ostando alla deleteria prospettiva orwelliana di dismissione delle redini della funzione istruttoria e di abdicazione a quella provvedimentale, il presidio costituito dal baluardo dei valori costituzionali scolpiti negli artt. 3, 24, 97 della Costituzione oltre che all’art. 6 della Convezione europea dei diritti dell’uomo”.
L’Anief aveva ragione: l’assegnazione automatica alle sedi, tramite un meccanismo automatico secretato, non ha garantito i diritti dei precari immessi in ruolo a centinaia di chilometri, peraltro in presenza di posti vicino casa. Il piano straordinario di assunzioni di 85 mila docenti del 2015/16 fu attuato dal Governo Renzi in modo così maldestro e improvvisato da calpestare più articoli della Costituzione italiana e anche la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Ora lo dicono pure i giudici.

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Sbloccate 5mila assunzioni nel Pubblico Impiego

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2019

Firmato dai ministri Bongiorno e Tria il decreto per sbloccare 5mila assunzioni nel Pubblico Impiego, rivolte soprattutto al comparto delle funzioni centrali, e per autorizzare mobilità e scorrimento di graduatorie. Dalla lettura del testo ci sembra non si sia evitato, purtroppo, il rischio di procedere su sentieri già tracciati dai precedenti governi, e dalla recente legge “Concretezza” che guardano alla Pubblica Amministrazione più in un’ottica di controllo che come risorsa per il Paese.Che si ricominci ad assumere, con lo sblocco totale del turnover, ci sembra cosa positiva e, soprattutto, necessaria in una PA ridotta ai minimi termini e nella quale l’età media dei lavoratori è tra le più alte d’Europa, ma nel decreto appena approvato mancano totalmente le risorse economiche necessarie per assicurare il ricambio generazionale e garantire condizioni dignitose e sicure di lavoro, e misure a favore per la stabilizzazione di centinaia di migliaia di precari ed LSU. Inoltre era necessario estendere ulteriormente la validità delle graduatorie approvate per salvaguardare i diritti degli oltre ottantamila idonei che attendono di entrare nella PA.L’Unione Sindacale di Base ribadisce l’urgenza di un vero cambio di passo che, a cominciare dalle assunzioni, rimetta al centro della discussione le reali esigenze di una Pubblica Amministrazione al servizio dei cittadini e, in particolare, delle fasce più duramente colpite da oltre 10 anni di crisi e politiche di austerità.

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Scuola: Lo scandalo delle mancate assunzioni del personale Ata

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 agosto 2019

In questi giorni si stanno svolgendo le immissioni in ruolo di meno di 8 mila amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. Ma le unità di personale necessarie da assumere erano 80 mila: mancano all’appello altri 22 mila posti già vacanti, altri 30 mila da collocare nell’organico di diritto e ulteriori 20 mila per il potenziamento mai attuato per la categoria, pur in presenza di un aumento dei carichi di lavoro derivanti dalla Buona Scuola di Matteo Renzi. Il caso della regione siciliana è emblematico: ci sono oltre 2.500 Ata precari e mille posti vacanti (in realtà sarebbero molti di più), però si procede con appena 446 assunzioni a tempo indeterminato. “Quello della Sicilia – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è uno spaccato di una situazione nazionale oramai divenuta insostenibile e che si sta traducendo in disservizi inevitabili, poiché le scuole autonome, sempre più a corto di personale, non riescono a rispondere agli impegni richiesti. E il problema del reclutamento e degli organici da coprire, si somma a quello degli stipendi più bassi della PA, del mancato adeguamento dei profili, fermi a oltre 40 anni fa, e dell’inserimento di nuove figure professionali, del blocco della mobilità interna ed intercompartimentale, oltre che delle eterne discriminazioni tra personale di ruolo e precari. Lo abbiamo ricordato qualche settimana fa all’Aran; lo ribadiremo presto ai tavoli di contrattazione nazionale e in tutte le aule di tribunale, dove assistiamo sempre più lavoratori che non vogliono soccombere a un’ingiustizia tutta italiana che va avanti da troppo tempo”.
Secondo i calcoli dell’Anief, sono in realtà 30 mila i posti di personale Ata privi di titolare. “Già questo – spiega il suo leader Marcello Pacifico – rende assurda la decisione di metterne in ruolo poco più di 7 mila. Perché a quelli privi di titolare, poi bisognerebbe aggiungere i 12 mila posti accantonati per l’assunzione dei lavoratori delle cooperative su quei ruoli, perché l’accantonamento dei posti per gli esternalizzati, giustamente anche loro da stabilizzare, va comunque considerata ulteriore all’organico del personale Ata”.

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Scuola: Tempo di assunzioni, graduatorie e punteggi sbagliati

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Dopo le diffide, il giovane sindacato intenzionato a presentare i ricorsi per permettere a chi lo merita di essere assunto, nonostante gli errori dell’amministrazione. Marcello Pacifico (Anief): “Li attiveremo presso ogni Tar regionale”È un agosto caldissimo per convocazioni e immissioni in ruolo, in ogni parte d’Italia, da Sud a Nord. Si tratta, però, di convocazioni, che avvengono anche su graduatorie sbagliate. «Stiamo parlando – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief, nel corso di un intervento radiofonico su Italia Stampa – delle graduatorie pubblicate dell’ultimo concorso straordinario per il personale della scuola secondaria, quindi media e superiore, ma anche per la scuola primaria, il concorso voluto con il decreto della scorsa estate».Ci sono, però, errori in serie davanti ai quali non si può restare indifferenti. E infatti Anief non ci sta. “Siamo dinanzi a graduatorie errate – sottolinea Pacifico – con punteggi sbagliati. Il sindacato, dopo le diffide, è intenzionato a ricorrere ai Tar regionali per dare a Cesare quel che è di Cesare, per permettere a chi lo merita, in base al punteggio che ha dimostrato, di essere assunto, nonostante gli errori commessi dall’amministrazione. I ricorsi sono attivi ai singoli Tar regionali”.

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Scuola: Il Consiglio dei ministri autorizza 53mila assunzioni

Posted by fidest press agency su sabato, 10 agosto 2019

I ministri dell’Istruzione Marco Bussetti e per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno hanno comunicato che il Consiglio dei ministri ha autorizzato l’assunzione, per l’anno scolastico 2019/2020, a tempo indeterminato di 53.627 unità di personale docente, 2.117 dirigenti scolastici, 7.646 unità di personale Ata e 355 unità di personale educativo. È stata autorizzata anche la trasformazione a tempo pieno di contratti a tempo parziale di 226 unità di personale Ata.Marcello Pacifico (Anief): La situazione è ben diversa. Quest’anno non si coprirà nemmeno il turn over; rimangono in vita oltre 50 mila cattedra in deroga su sostegno, le quali pur essendo vacanti a tutti gli effetti si assegnano in supplenza fino al 30 giugno; 50 mila maestre con diploma magistrale saranno presto estromesse dalle GaE, con più di 7 mila che dovranno rinunciare all’assunzione già ratificata, dopo avere terminato anche l’anno di prova. Rimangono poi da assegnare decine di migliaia di posti su disciplina comune, pur in presenza di abilitati all’insegnamento e idonei dei concorsi.Come riporta l’Ansa, con una nota, i ministri dell’Istruzione Marco Bussetti e per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno hanno comunicato che “il Consiglio dei ministri ha autorizzato l’assunzione, per l’anno scolastico 2019/2020, a tempo indeterminato di 53.627 unità di personale docente, 2.117 dirigenti scolastici, 7.646 unità di personale Ata e 355 unità di personale educativo. È stata autorizzata anche la trasformazione a tempo pieno di contratti a tempo parziale di 226 unità di personale Ata”.Durante la riunione, “il Consiglio dei ministri ha deliberato – su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione e del Ministro dell’Economia e delle Finanze – l’autorizzazione all’assunzione di nuove unità di personale del comparto Scuola e Afam, richieste del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”. Nello specifico, “per le esigenze del Comparto Afam, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca potrà inoltre procedere all’immissione in ruolo di 191 unità di personale tecnico-amministrativo e di 1 unità di Direttore Amministrativo EP/2″. Anief torna a ribadire che la situazione non è delle migliori; infatti, oltre le autocelebrazioni, si ricorda l’imprevista riduzione di 5 mila posti, che dal dicastero di via XX Settembre si vorrebbe giustificare con “la marcata riduzione delle iscrizioni degli alunni, registrata specie nell’ultimo biennio, connessa con il calo della natalità”. Inoltre, così come è accaduto un anno fa, si prevede che due convocazioni su tre andranno a vuoto, perché le graduatorie di merito e le GaE sono sempre più prive di candidati: Anief lo ha già scritto al Miur. Dunque la previsione è quella di vedere incrementato il numero di contratti a termine di ben 30 mila unità, portando a quella situazione che la Commissione Europea ha più volte intimato di non reiterare. Inoltre ci sono i 12 mila posti non andati ai ruoli, i 5 mila tagliati dal Mef, almeno 30 mila di sostegno in deroga e quasi 20 mila derivanti da Quota 100.

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Scuola: Assunzioni personale Ata

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 agosto 2019

Nonostante i posti in organico complessivi superino le 30 mila unità e ci sia bisogno di 80 mila amministrativi e ausiliari per far funzionare la scuola dell’autonomia. Per questa ragione, forte della recente giurisprudenza, Anief continua a raccogliere le adesioni per sbloccare e assegnare in ruolo a collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi precari i 12 mila posti accantonati per stabilizzare il solo personale delle cooperative.
Dopo il taglio di 5 mila docenti, non contenta del fatto che le 8.408 assunzioni richieste dal Miur non coprano nemmeno il turn over, il Mef si accinge a ridurre anche le immissioni in ruolo degli assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari della scuola pubblica. Così i posti vacanti arriverebbero a circa 11.500. Il problema è che il numero di posti Ata liberi sono ancora di più: a quelli senza titolare, vanno infatti aggiunti altri circa 8.500 posti collocati oggi ufficialmente nell’organico di fatto. I dati ufficiali aggiornati all’anno scolastico in corso ci dicono infatti che tra assistenti amministrativi e tecnici, più i collaboratori scolastici, vi sono 203.409 posti nelle dotazioni organiche di diritto, che però in quello di fatto lievitano a quota 211.948. Quindi, vi è una differenza di 8.539 posti, che aggiunti agli 11.534 vacanti e disponibili fanno scattare oltre 20 mila supplenze annuali. A questi vanno aggiunti gli altri 12 mila posti accantonati per stabilizzare il personale delle cooperative, accantonamento già censurato dal Tar Lazio in passato quando si voleva procedere con gli LSU di Palermo. E altri 20 mila posti per i profili As e C mai attivati di coordinatori di area. Per non parlare del fatto che anche per gli Ata, Anief da tempo ha chiesto di attivare una quota di “potenziamento” per l’organico dell’autonomia, pari almeno ad ulteriori 20 mila unità.

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Scuola – Assunzioni docenti: ora siamo alla farsa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

Mentre almeno 30 mila cattedre su sostegno continuano a essere date in deroga in sfregio alla continuità didattica, altre 12 mila saranno date in supplenza annuale pur essendo conteggiate in organico di diritto mentre ulteriori 18 mila relativi a Quota 100 non sono state conteggiate. Continuando così il MEF porterà l’Italia dritta verso una multa salata dalla Commissione. Non sono 5 mila le assunzioni di docenti in meno rispetto ai posti vacanti e disponibili, ma almeno dieci volte tanto: la riduzione imposta dal Mef nei giorni scorsi rispetto al contingente richiesto dal dicastero di Viale Trastevere, giustificata dalla riduzione di alunni registrata nell’ultimo biennio a causa della denatalità, è solo l’ultima sforbiciata sulle assunzioni che si dovrebbero realizzare. Il calcolo è presto fatto: “I posti liberi censiti dopo la mobilità, infatti, sono più di 64.000 – scrive Orizzonte Scuola -, per cui nemmeno l’iniziale richiesta di 58.627 avrebbe coperto tutte le cattedre vacanti. In totale, mancano all’appello circa 12.000 posti, che andranno alle assegnazioni provvisorie/utilizzazioni e alle supplenze al 31 agosto”. A questi bisogna aggiungere quelli di quota 100 volutamente non conteggiati e quelli in deroga su sostegno ma che, per effettive esigenze, Anief stima in almeno la metà dei posti assegnati in supplenza in base ai dati statistici relativi all’aumento progressivo di iscrizioni di alunni con handicap certificato e alle richieste delle scuole. Marcello Pacifico (Anief): “Fino a quando tutti i posti vacanti non saranno annoverati nell’organico di diritto e non si utilizzerà appieno il doppio canale di reclutamento assumendo idonei e vincitori dei concorsi come precari abilitati o con 36 mesi di servizio, la continuità didattica sarà una mera chimera, il balletto delle supplenze farà da padrone e con esso le richieste di risarcimenti da parte dei precari danneggiati e che non ce la fanno più a passare come vittime sacrificali di un sistema che sembra sempre più avvolto su stesso”. Sulle immissioni in ruolo della prossima estate c’è poco da ridere: la situazione è peggiore di quello che molti pensano. Perché ci sono altri 50 mila posti che andrebbero aggiunti a questa lista, senza trascurare gli ulteriori posti che si renderanno liberi per effetto del licenziamento dei docenti assunti in ruolo con riserva dalle GaE, dopo le sentenze dell’adunanza Plenaria, nonostante abbiano superato anche l’anno di prova.

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Scuola – Docenti: nel Paese col più alto numero di precari, mancano insegnanti da assumere

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

Mentre la Commissione Europea sta per condannare l’Italia nelle procedure di infrazione sull’uso dei contratti a termine, il nostro sistema scolastico rimane al centro di proclami, pseudo-accordi sindacali, concorsi riservati, richieste di rinvio, cattedre scoperte e continui licenziamenti. Marcello Pacifico (Anief): Ora basta, la misura è colma, bisogna assumere in ruolo subito da graduatorie d’istituto provinciali oppure far pagare ai vertici dell’amministrazione e a certi quadri sindacali compartecipi i danni da responsabilità dirigenziale. La soluzione c’è, chi non la persegue è colpevole di alimentare questa farsa in modo scientifico, che farà solo male agli alunni e a chi opera nella scuola. È una storia che inizia da lontano.
Prima i Governi Renzi e Gentiloni e dopo la sentenza Mascolo della Corte di giustizia europee (nel novembre 2014) elaborano un piano straordinario di assunzioni immediato per chi è in GaE e due straordinari per la scuola secondaria rivolto ai precari abilitati non inseriti in GaE e per quelli con 36 mesi (legge 107/2015, dlgs 59/2016). Già con le prime immissioni in ruolo nel 2015 il banco non regge. Il premier Renzi nel 2014 ne aveva annunciate 150 mila (tutti i precari supplenti in organico di fatto), ma il Mef ne autorizzò 50 mila, a cui il Miur ne aggiunse 50 mila su posti di potenziamento per arrivare almeno a quota 100 mila: alla fine della fiera, ne furono immessi in ruolo, nel 2016, soltanto 88 mila, perché la maggior parte dei precari abilitati non era inserito nelle GaE, cioè nel doppio canale di reclutamento vigente da un ventennio per via della loro chiusura ai docenti non abilitati dal 2012.
Quindi si procede con un nuovo concorso ordinario, nel 2016, e con il primo riservato nella secondaria sotto il Governo Gentiloni, rivolto proprio ai precari esclusi dalla Buona Scuola. Ma anche lì, è uno choc: soltanto un precario su due abilitato presenta domanda, in 7 mila sono assunti con un contratto da precari nel 2018 e altri 35 mila sperano di prendere una cattedra nel 2019 dalle nuove graduatorie regionale di merito ad esaurimento, le Grme, ma in molti rimarranno delusi perché la regione scelta non ha più posti per accoglierli o la propria classe concorsuale è in esubero.
Il Governo attuale, guidato dal premier Giuseppe Conte, interviene prima bloccando il secondo concorso straordinario nella scuola secondaria (legge 145/2018) e attivando un primo concorso straordinario per la scuola primaria e dell’infanzia, successivo alla sentenza dell’adunanza plenaria che cambia l’orientamento del Consiglio di Stato fino a quel momento favorevole all’inserimento dei docenti con diploma magistrale nelle GaE. In 3 mila sono assunti definitivamente, in 7 mila dovranno essere licenziati pur avendo superato l’anno di prova, in 40 mila sono chiamati come supplenti annuali o al termine delle attività didattiche. In pratica, quasi 50 mila tornano indietro di decenni. Nel frattempo proprio 50 mila cattedre vanno deserte per le immissioni in ruolo tra il 2017 e il 2018, e il numero dei supplenti raggiunge l’attuale record visto che si sfiorerà l’incredibile quota di 200 mila supplenze annuali. Sembra assurdo, nel Paese con il più alto numero di precari della scuola, mancano insegnanti da assumere.
Siamo al tre agosto e la storia ancora è da scrivere, forse il 9 agosto uscirà un decreto legge che aprirà al solo secondo concorso riservato nella scuola secondaria, prorogherà la vigenza delle graduatorie di merito, di certo non risolverà il solito problema delle cattedre deserte, almeno la metà secondo Anief. Eppure, fino al 2012 esisteva un doppio canale di reclutamento, con il 50% dalle Graduatorie ad esaurimento (Gae) e il 50% dalle Graduatorie di merito (GM). Nel 2006 le Graduatorie permanenti (Gp) da cui si attingeva anche per le supplenze erano state trasformate ad esaurimento proprio per evitare il perpetrarsi del precariato. Nel 2008 e nel 2012 sono riaperte per inserire nuovi abilitati. Oggi sono quasi vuote (la metà dei candidati inseriti con riserva sta per essere depennato) e l’80% delle supplenze avviene dalle graduatorie di istituto e addirittura dalle messe a disposizione dei presidi. Nel 2019 esiste una terza graduatoria per i ruoli, in subordine a quella di merito ordinario, e con il prossimo decreto legge ne sarà introdotta una quarta da cui reclutare eccezionalmente i primi 20 mila fortunati dopo anni di precariato, un una tantum. Cui prodest?
“Basterebbe riaprire le GaE con corsi abilitanti per il personale con 36 mesi di servizio e assumere dalle graduatorie d’istituto in presenza di GaE esaurite scorrendo tutte le tre fasce a livello provinciale – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -: è una vecchia proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle quando era all’opposizione e che Anief aveva condiviso se non auspicato.

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Nuove assunzioni in Rai con il “Giusto Contratto”

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

Grazie al “Giusto Contratto”, l’accordo appena firmato tra Rai, Usigrai e Fnsi, verranno assunte in RAI 90 nuovi giornalisti, con l’obiettivo di “trasformare la Rai in un’azienda di servizio pubblico multimediale e crossmediale legata al territorio ” e saranno stabilizzati 250 professionisti che già svolgono attività giornalistica all’interno dell’azienda. Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della stampa, sottolinea: “Auspico che il giusto contratto diventi un modello anche per altre aziende editoriali, una strada da seguire. Lo storico accordo è il frutto di un lungo e faticoso lavoro, lontano dai riflettori”. (byChristian Flammia)

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