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Posts Tagged ‘assunzioni’

Lavoro domestico: Boom di assunzioni durante il lockdown

Posted by fidest press agency su martedì, 19 gennaio 2021

Ma ancora 1 milione in nero. Le famiglie spendono 15,1 miliardi annui, facendo risparmiare allo Stato 10,9 miliardi di Welfare. 2 milioni di lavoratori domestici (6 su 10 in nero). Secondo i dati INPS 2019, i lavoratori domestici regolari sono 849 mila, in lieve calo rispetto al 2018 (-1,8%). Negli ultimi anni sono costantemente aumentate le Badanti (+11,5% dal 2012) e diminuite le Colf (-32,1%): oggi le Colf sono in lieve maggioranza (52%) rispetto alle Badanti (48%).Da fonti Istat sappiamo però che il tasso di irregolarità nel settore domestico è del 57,6%1 , per cui la componente registrata all’Inps rappresenta meno della metà del totale. In aumento italiani e over 50.
Sebbene gli stranieri siano ancora in netta maggioranza (70,3%), otto anni fa questa percentuale era nettamente maggiore (81,1%): mentre gli stranieri sono diminuiti (soprattutto tra le Colf), gli italiani sono aumentati (prevalentemente tra le Badanti).Un’altra tendenza significativa riguarda le classi d’età: se nel 2012 la maggioranza dei lavoratori domestici aveva un’età compresa tra 30 e 49 anni (54,0%), oggi la fascia più numerosa è quella di oltre 50 anni (52,4%). Nello stesso periodo è diminuita anche la componente giovane (sotto i 29 anni), passata dal 14,5% al 5,3% del totale. 10,9 risparmiati dallo Stato grazie alla spesa delle famiglie. Nel 2019 le famiglie italiane hanno speso 15,1 miliardi di euro per i lavoratori domestici (retribuzione, contributi, TFR).
Questo rappresenta per lo Stato un risparmio in termini di welfare e assistenza, in quanto accogliere in struttura tutti gli anziani non autosufficienti costerebbe 10,9 miliardi. Senza contare che il lavoro domestico vale l’1,1% del PIL (17,9 miliardi di € di valore aggiunto). La “sanatoria” 2020. La regolarizzazione inserita nel Decreto Rilancio (DL 34/2020) ha visto 177 mila domande di emersione di lavoratori domestici (85% del totale).
Ciò ha portato nelle casse dello Stato oltre 100 milioni di euro (30,3 al netto delle spese amministrative), a cui potrebbero poi aggiungersi oltre 300 milioni di euro l’anno, dati dal gettito fiscale e contributivo dei lavoratori regolarizzati. Gettito fiscale inespresso. Gli 849 mila lavoratori domestici regolari portano oggi un gettito fiscale pari a 1,5 miliardi di euro. Manca però ancora molto per una piena espressione del potenziale: se tutti i 2 milioni di lavoratori fossero in regola, il gettito fiscale arriverebbe a 3,6 milioni annui. Boom di assunzioni a Marzo 2020. Il lockdown ha portato un boom di assunzioni di lavoratori domestici: oltre 50 mila nel mese di Marzo, +58,5% rispetto al 2019. Inoltre, sono state effettuate 1,3 milioni di richieste di bonus baby sitter (per un importo potenziale di 1,7 miliardi) e nel I semestre 2020 sono stati movimentati quasi 270 milioni di euro attraverso il Libretto Famiglia (quasi 20 volte in più rispetto al 2019). L’emergenza sanitaria ha portato un aumento del fabbisogno di assistenza da parte delle famiglie, soprattutto per i bambini (con le scuole chiuse) e gli anziani soli.Nel 2020 si è registrato un aumento delle assunzioni, anche grazie al bonus baby sitter. ‘Tuttavia, il lavoro nero rimane ancora forte nel settore domestico’ – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale DOMINA – e continua ‘Le proposte DOMINA sulla deducibilità delle spese e sul sostegno alle famiglie porterebbero un’emersione del lavoro sommerso, aumentando la sicurezza per lavoratori e famiglie e incrementando il gettito fiscale per lo Stato’.

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“Incentivare assunzioni con l’estensione del contratto di espansione”

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 dicembre 2020

“Alle grandi aziende chiediamo di assumere”, lo ha detto oggi al Sole24Ore la presidente della Commissione Lavoro della Camera, Debora Serracchiani, in merito all’emendamento Pd alla manovra sui contratti di espansione nella legge di Bilancio. Le misure prevedono l’estensione dello strumento alle aziende con oltre 500 dipendenti, allargando così la platea ad altre 2mila aziende. Per quelle con più di mille addetti i versamenti a carico dello Stato copriranno un periodo aggiuntivo di 12 mesi, passando così da 24 a 36 mesi, e si prevede l’obbligo di fare un’assunzione ogni tre uscite. Tra i firmatari, oltre all’onorevole Serracchiani, anche la deputata Pd, Carla Cantone. “Rendiamo utilizzabile un importante strumento di politica attiva – ha detto la presidente Serracchiani – che consente di rinnovare le competenze, quando non ci sono all’interno dell’azienda, facilitando la staffetta generazionale. Alle grandi aziende che lo utilizzeranno presentando piani di rilevanza strategica in linea con i programmi europei, chiediamo di assumere”. L’obiettivo è gestire le ristrutturazioni aziendali in previsione della fine del blocco dei licenziamenti del prossimo 31 marzo. Le misure riguardano i lavoratori che si trovano a non più di 60 mesi dalla pensione di vecchiaia o anticipata.

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Legge di bilancio: Record precari, emendamenti Anief per assumere tutti i supplenti che hanno svolto 36 mesi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

Nel Disegno di Legge di Bilancio 2021 che ha avuto il via libera dal Governo ed è ora all’esame della Camera ci sono disposizioni specifiche sulla scuola. Ad fare il punto della situazione è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, durante una video-intervista rilasciata all’agenzia Teleborsa, nella quale il sindacalista si sofferma su “assunzioni e contratti a termine” in un comparto, quello della scuola, dove imperversa il precariato, avendo raggiunto una percentuale doppia (sopra il 20%) rispetto agli altri comparti che si traduce nelle 250 mila supplenze annuali sottoscritte quest’anno e oltre la metà delle immissioni in ruolo saltate. Per superare il problema crescente, Anief ha fatto presentare “degli emendamenti che riguardano tutto il personale scolastico: in linea di principio abbiamo chiesto che venga stabilizzato chiunque abbia svolto 36 mesi di supplenze” anche non continuative “all’interno della scuola con qualsiasi ruolo: quindi come personale docente, educativo, insegnanti di religione”. Questi lavoratori vanno assunti così come avviene già “nel settore privato”. La lotta al precariato passa per i banchi parlamentari. Tra le varie richieste di modifica alla Legge di Stabilità, formulate del giovane sindacato Anief, dice il suo presidente nazionale, “vi sono delle istanze che in passato il Parlamento ha già adottato, come “la riapertura delle GaE”, autorizzata nel 2008 e nel 2012, “e l’avvio di corsi abilitanti aperti a tutto il personale che ha maturato 36 mesi di servizio. Questo è molto importante perché il doppio canale di reclutamento” va necessariamente avviato: “ce lo dice la Cassazione, la Corte Costituzionale italiana e l’Europa. Tra l’altro l’Anief su questo punto ha presentato all’UE dei reclami collettivi e a gennaio si avrà la risposta. Ecco perché vogliamo che ci sia il doppio canale di reclutamento: è l’unico strumento dello Stato compatibile con i contratti a termine”.Secondo il professore Marcello Pacifico l’attuale modello di reclutamento si è dimostrato fallimentare: “quest’anno ci sono state addirittura 60 mila immissioni in ruolo non assegnate. C’è poi il concorso straordinario della scuola secondaria: a questo punto, visto che è bloccato chiediamo che venga cambiato, trasformandolo da selettivo in una delle procedure che possano permettere a tutti i precari che hanno presentato domanda, anche l’anno scorso e lo faranno nei successivi, di essere stabilizzati in modo graduale. Quello che serve è un sistema che porti i precari italiani a essere assunti in ruolo laddove le GaE sono esaurite”.“Il pacchetto di richieste del sindacato autonomo – continua Pacifico – non può tralasciare i diritti dei docenti precari assunti nei ruoli con riserva o di chi ha avuto la rescissione del contratto perché c’è stata una sentenza negativa quando però in realtà aveva già superato proprio l’anno di prova. In questo periodo difficile di contagi da Covid19, comunque rimane importante valorizzare il personale e confermare” ed ampliare “gli organici: ecco perché continuiamo a insistere presso il Parlamento e tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, perché vengano fatte delle scelte chiare. La scuola italiana – conclude il leader dell’Aneif – non si può ancora più precarizzare al tempo del Covid”.

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Pa: Fp Cgil e Comitato Idonei, in manovra assunzioni con graduatorie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2020

“Attuare un piano straordinario di assunzioni nella Pa, anche attraverso l’utilizzo delle graduatorie concorsuali, ripristinandone la vigenza in legge di Bilancio”. A rivendicarlo sono la Funzione Pubblica Cgil e il Comitato Nazionale XXVII Ottobre, nato a difesa degli idonei ai concorsi pubblici, in merito al nuovo blocco delle procedure concorsuali previsto dall’ultimo Dpcm.Una misura, proseguono, “che pone nuovamente all’attenzione il tema della grave carenza organica all’interno delle Pubbliche amministrazioni che, proprio in virtù di un rinnovato percorso assunzionale, mai del tutto avviato, avrebbe avuto la possibilità di poter parzialmente contenere. Da qui la necessità, più volte da noi sostenuta, di attuare un piano straordinario di assunzioni anche attraverso l’utilizzo delle graduatorie concorsuali, ripristinandone la vigenza, come già avvenuto in passato, attraverso apposito provvedimento legislativo all’interno della prossima Legge di Bilancio”. Misura che miri, inoltre, aggiungono, “ad incrociare domanda e offerta tra le esigenze della varie amministrazioni e i profili presenti all’interno delle predette graduatorie. Sarebbe un provvedimento, a costo zero, di estremo interesse generale e che permetterebbe a tutte le amministrazioni pubbliche di poter continuare a garantire quei servizi essenziali che, di contro, rischierebbero di venire meno”, concludono Fp Cgil e Comitato XXVII Ottobre. By Giorgio Saccoia.

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Le assunzioni in Italia tornano a crescere

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2020

E’ stato rilevato con l’indice del tasso di assunzioni di LinkedIn (LinkedIn hiring rate) che ha toccato il punto massimo di crescita con un +8% rispetto all’anno scorso, stando ai dati aggiornati al 17 ottobre 2020. Tuttavia, sempre secondo gli ultimi dati di LinkedIn, il più grande network professionale al mondo, è improbabile che la situazione possa migliorare a un ritmo tale da compensare la disoccupazione in aumento nel Paese. I dati suggeriscono che, con l’Italia alle prese con il contenimento di COVID-19, le assunzioni potrebbero aver raggiunto ora il tetto massimo. In un contesto nel quale i paesi di tutto il mondo stanno affrontando un secondo picco nel numero di contagi da coronavirus, i dati di LinkedIn mostrano anche come i tentativi di evitare un nuovo lockdown per preservare l’economia non stiano migliorando il quadro delle assunzioni nel lungo periodo nelle singole nazioni, con la Svezia particolarmente in ritardo rispetto agli altri paesi europei. Nonostante ciò, sempre stando agli assunti di LinkedIn, esistono delle vere e proprie nicchie nelle quali i tassi di assunzione continuano a crescere, con oltre 14 milioni di offerte di lavoro aperte su LinkedIn a livello globale. I datori di lavoro italiani stanno attualmente assumendo soprattutto Software Engineer, Software Developer e addetti alla vendita. Inoltre, LinkedIn ha identificato 10 ruoli professionali che hanno registrato una crescita costante negli ultimi anni, e per i quali prevede che in futuro la domanda da parte dei datori di lavoro continuerà a crescere, tra i quali Digital Marketer, Graphic Designer e Data Analyst. Le competenze digitali, in particolare, sono molto richieste, e LinkedIn prevede che il settore tecnologico genererà 150 milioni di posti di lavoro a livello globale nei prossimi 5 anni.Gli ultimi mesi sono stati difficili e, a causa dell’attuale pandemia, e ci sono molte persone che sono attualmente alla ricerca di un nuovo lavoro, o potrebbero cercarlo prossimamente. In questo contesto, LinkedIn, per aiutare tutti i suoi membri ad affrontare al meglio le sfide dell’attuale mercato del lavoro, ha creato una lista di suggerimenti utili nella ricerca di una nuova opportunità professionale.

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Scuola: Assunzioni e stipendi lavoratori Covid

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2020

Permangono le contraddizioni sulle questione delle assunzioni annuali 70 mila insegnanti e Ata aggiuntivi, finanziati in parte con il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 e in parte con il decreto-legge n. 34 del 2020: sulle nomine, introdotte per fronteggiare l’emergenza Covid19, a partire dagli istituti scolastici dove le classi sono state sdoppiate per mantenere i distanziamenti fisici decisi dal Comitato tecnico scientifico, si è chiarito una volta per tutte che non devono contenere alcuna clausola di licenziamento. Ma solo per i docenti. Sul personale Ata, in caso di una eventuale seconda chiusura generalizzata, rimane l’incertezza. Ad alimentarla un messaggio del Sidi, il sistema informatico del Ministero, che tutela solo i docenti assunti per via dell’emergenza epidemiologica. Il giovane sindacato Anief chiede, a questo punto, di spazzare via la clausola rescissoria anche per i contratti del personale Ata, inserita prima dell’approvazione dell’art. 231 – bis del dl 34/2020.Intanto, in molti attendono ancora i compensi in busta paga. E sugli stipendi non può trattarsi di una svista, ma di un intollerabile ritardo: è bene che la ministra Lucia Azzolina intervenga personalmente e chieda al Mef di sbloccare le assegnazioni delle risorse previste dall’art. 235 del DL 34/2020 – Fondo per l’emergenza epidemiologica da COVID-19 istituito nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione – al fine di contenere, nelle scuole statali, il rischio epidemiologico in relazione all’avvio dell’a.s. 2020/2021, con uno stanziamento di 377,6 milioni di euro nel 2020 e 600 milioni nel 2021. Per il sindacato è bene che si autorizzino delle emissioni speciali nella prima settimana di novembre al fine di liquidare gli stipendi del mese di settembre e ottobre, dovuti a tutto il personale docente e Ata su posti Covid, quale diritto inderogabile ed irrinunciabile. La mancata retribuzione è in palese contrasto con la Carta Costituzionale, si viola un diritto sacrosanto del lavoratore così come sancito dall’art. 36, e in un periodo emergenziale come quello che stiamo attraversando, va garantito con maggior sollecitudine. Numerose sono le famiglie che si trovano a dover fronteggiare difficoltà economiche sempre crescenti. Le assunzioni dovute al Covid non sono di serie B. Non solo, però, il ministero dell’Istruzione non fa nulla per sostenere il contrario. Ora alimenta anche la confusione. Perché rimane incomprensibile la richiesta della Direzione Generale per il personale scolastico, con la quale si chiede di aggiornare i testi dei contratti del personale assunto secondo l’art. 231-bis del DL 34/2020, al fine di eliminare la clausola risolutiva, ma per il solo personale docente ed educativo. La norma inizialmente introdotta nel DL Agosto, che in caso di lockdown ha dato la possibilità di licenziare per giusta causa, senza diritto a risarcimento tutti i lavoratori assunti con questa “formula”, è stata ritirata nella versione finale dello stesso Decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Prevedendo, però, solo per i docenti cosiddetti “Covid”: per loro, le tutele contrattuali relative a maternità, malattie, assenze e permessi vanno di fatto equiparate a coloro che stipulano un contratto a tempo determinato su supplenza temporanea. Per gli Ata permane l’incertezza.

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Dadone sbaglia, servono risorse per contratti e assunzioni

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2020

“La ministra Dadone sbaglia. Le mancate assunzioni e le risorse insufficienti per rinnovare i contratti limitano l’operatività e la funzionalità di servizi pubblici che sono fondamentali per le persone e la tutela della salute, della sicurezza e della legalità (anche fiscale e previdenziale) del nostro paese ”. Questa la replica di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa all’intervista rilasciata dalla titolare del dicastero della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, aggiungendo che: “Forse la ministra sottovaluta che quando parliamo di contratti, stiamo parlando anche di quei medici, infermieri, educatrici, agenti di polizia locale, assistenti sociali, amministrativi, dipendenti degli enti previdenziali, delle agenzie, degli amministrativi, dei tecnici e di tutte quelle professionalità che in questi mesi non hanno mai fatto venir meno il loro contributo al buon funzionamento e alla gestione dell’emergenza. Ci saremmo aspettati più attenzione nei confronti di chi in queste ore sta lottando per salvare il paese”.Quanto alle risorse economiche per il rinnovo dei contratti, proseguono i sindacati dei servizi pubblici, “qui siamo veramente alla farsa: la ministra dichiara che sono stati garantiti più soldi che in passato. L’errore sta nel fatto che le cifre vengono lette in valore assoluto, mentre bisogna guardare l’impatto che hanno sulle retribuzioni. La ministra, o meglio i suoi collaboratori, dovrebbero fare meglio i conti. A oggi i lavoratori pubblici percepiscono già un elemento perequativo, che è un elemento distinto della retribuzione, e l’indennità di vacanza contrattuale. Queste somme, circa 37 euro, devono essere considerate nello stanziamento e quindi non costituiscono risorse aggiuntive per il rinnovo dei contratti che, a differenza della tornata contrattuale 2016 -2018, dovranno utilizzare gran parte di quanto stanziato anche per riscrivere il sistema di classificazione e inquadramento professionale e per rifinanziare i fondi per garantire il pagamento delle indennità a chi lavora . In pratica, la media di incrementi contrattuali si aggira intorno agli 83 euro lordi, che sono al di sotto di quanto previsto dal contratto 2016-2018, ma anche molto lontani dall’aspettativa dei lavoratori. Lo dica la ministra agli infermieri e al personale sanitario che l’indennità per la terapia intensiva rimarrà di 4,16 euro al giorno e non potrà essere incrementata né rivalutata perché lei ha deciso che le risorse che ha stanziato il governo sono congrue e sufficienti. Non saremo certo noi a dirlo ai lavoratori”. Per queste ragioni, osservano Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, “chiediamo rispetto per le lavoratrici e i lavoratori pubblici, e soprattutto chiediamo sicurezza nei luoghi di lavoro. Probabilmente la ministra Dadone dovrebbe ragionare sull’esigenza di rompere definitivamente con oltre vent’anni di delegittimazione del lavoro pubblico e soprattutto di relegazione ad un ruolo marginale della contrattazione, e pensare che le riforme e i processi di riorganizzazione, così come i contratti, si fanno con i lavoratori e con i sindacati, non contro chi rappresenta il lavoro”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa.

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Comuni: Fp Cgil, a rischio servizi, servono risorse e assunzioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2020

“Il sistema delle autonomie soffre già da molti anni di una crisi finanziaria che rischia di compromettere gravemente la garanzia di servizi essenziali. Servono interventi urgenti, a partire dall’assunzione di personale”. Così la Fp Cgil commenta quanto emerge dal Rapporto Ca’ Foscari sui Comuni presentato oggi e che, per il sindacato, “offre uno spaccato drammatico di ciò che denunciamo da tempo”.Per la Funzione Pubblica Cgil, “se non si interviene subito, molti Enti saranno costretti a chiudere i servizi. Alle condizioni finanziarie drammatiche in cui versano tanti Enti si aggiunge purtroppo una dato drammatico che riguarda la carenza di personale. Negli ultimi dieci anni, infatti, si sono persi centomila lavoratori per effetto dei diversi blocchi delle assunzioni e tardano a mettersi in moto le procedure di selezione anche a causa della crisi sanitaria che stiamo attraversando”.Per queste ragioni, prosegue, “riteniamo urgente rimuovere con il primo provvedimento utile tutti i vincoli sulle assunzioni che oggi gravano sul sistema e che rischiano di ridurre le capacità assunzionali a causa delle minori entrate che, inevitabilmente, si riscontreranno nel corso del 2020. Servono risorse e personale per rendere efficaci le tante competenze demandate agli enti locali”, conclude la Fp Cgil.

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Il ministero dell’Istruzione blocca le assunzioni annuali dei 70 mila insegnanti e Ata

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Avrebbero costituito il personale aggiuntivo finanziato in parte con il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 e con il decreto-legge n. 34 del 2020, introdotti proprio per fronteggiare l’emergenza coronavirus, in particolare nelle scuole dove le classi sono state sdoppiate per mantenere i distanziamenti fisici di almeno un metro imposti dal Comitato tecnico scientifico. Dopo che gli istituti scolastici, sulla base del numero indicato dai propri Uffici territoriali, hanno nei giorni scorsi provveduto ad assumere gli insegnanti e Ata autorizzati, è delle ultime ore la “doccia fredda”, sotto forma di circolare, inviata dal Ministero ai presidi di tre regioni: a causa di non meglio specificate difformità tra i calcoli fatti dal Mi e quelli del portale degli stipendi della Pubblica amministrazione, i dirigenti sono stati invitati a fermare questo genere di assunzioni. “L’incidente che coinvolge proprio una delle misure «finalizzate a consentire l’avvio e lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 – dice sempre Il Corriere della Sera – è stato commesso dal Ministero dell’Istruzione lo scorso agosto quando ha inviato agli uffici scolastici la tabella di calcolo che non corrisponde alla «spesa calcolata dal sistema NoiPa», il servizio degli stipendi della pubblica amministrazione. In attesa che il ministero, di concerto con il Mef, elabori le divisioni corrette dei fondi a disposizione, «si chiede di sospendere a decorrere l’attivazione degli incarichi temporanei del cosiddetto organico Covid non ancora perfezionati». Anief ricorda che l’inquadramento dei docenti-Covid è stato istituito dall’art. 231-bis della Legge 17 luglio 2020, n. 77 e quindi indicato nella lettera b) dello stesso articolo 231 bis del decreto-legge n. 34 del 2020, con la quale si dispone di “attivare ulteriori incarichi temporanei di personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) a tempo determinato dalla data di inizio delle lezioni o dalla presa di servizio fino al termine delle lezioni, non disponibili per le assegnazioni e le utilizzazioni di durata temporanea. In caso di sospensione dell’attività in presenza, i relativi contratti di lavoro si intendono risolti per giusta causa, senza diritto ad alcun indennizzo”. Successivamente, con una doppia nota di chiarimento del capo dipartimento Max Bruschi, la n. 1843 del 13 ottobre e la nota, la n. 1870 del giorno successivo, il ministero dell’Istruzione ha chiarito che tali docenti rientrano a pieno titolo nell’organico dell’autonomia, non possono essere utilizzati esclusivamente per le supplenze del personale assente ed essere collocati per fare sostegno agli alunni disabili, ma soprattutto in caso di lockdown potranno operare in smart working. Quindi, non potranno essere licenziati. Sempre che vengano assunti.

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Scuola: Assunzioni precari da “chiamata veloce”

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

C’è tempo fino al 2 settembre per candidarsi, ma in tanti sono frenati dal vincolo dei 5 anni. Entra così nel vivo la “call veloce”, il sistema informatizzato di immissione in ruolo 2020/2021 che permette di spostarsi di provincia e regione per ottenere più facilmente l’immissione in ruolo perché agisce sui posti rimasti vacanti: è una possibilità, scrive Orizzonte Scuola, “per chi aspira al ruolo e non ha trovato posto nella propria provincia/regione. L’applicazione è destinata a tutti i candidati ancora presenti nelle graduatorie dei concorsi (concorso 2016, concorsi straordinari 2018, graduatorie di merito del personale educativo) e agli aspiranti inclusi nelle graduatorie ad esaurimento, ai fini della copertura di tutti i posti comuni e di sostegno dell’organico di diritto rimasti vacanti e disponibili all’esito delle operazioni di immissione in ruolo”.
La “chiamata veloce” è destinata a docenti che rientrano in una serie di condizioni: aspiranti presenti a pieno titolo o con riserva nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo; i candidati ancora presenti a pieno titolo o con riserva nelle graduatorie di merito e negli elenchi aggiuntivi regionali dei concorsi per titoli ed esami di cui ai D.D.G. 105, 106 e 107 del 23 febbraio 2016, per il reclutamento del personale docente della scuola dell’infanzia e primaria, secondaria di I e II grado nonché per i posti di sostegno; i candidati ancora presenti a pieno titolo o con riserva nelle graduatorie di merito regionali relative alla procedura concorsuale di cui al D.D.G. 85/2018, per il reclutamento a tempo indeterminato di personale docente nella scuola secondaria di I e II grado su posto comune e di sostegno; i candidati ancora presenti a pieno titolo o con riserva nelle graduatorie di merito regionali relative alla procedura concorsuale di cui al decreto Dipartimentale 1546/2018, per il reclutamento a tempo indeterminato di personale docente per la scuola dell’infanzia e primaria su posto comune e di sostegno; i candidati ancora presenti nelle GM del personale educativo. Anche per coloro che sottoscriveranno l’immissione in ruolo da “call veloce” scatterà dal 1° settembre 2020 il vincolo quinquennale sulla scuola di assunzione. Il ministero dell’Istruzione ha cercato, con un documento dello scorso mese di luglio presentato alla Camera, di spiegarne le motivazioni, dovute al fatto che “il D.L. 126/2019 (L. 159/2019: art. 1, co. 17-octies e 17-novies) ha previsto che, dall’a.s. 2020-2021, i docenti nominati a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria, l’utilizzazione in altra istituzione scolastica o ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso solo dopo 5 anni scolastici di effettivo servizio nella scuola di titolarità.

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Scuola: Il ministro Gualtieri firma il decreto per oltre 80 mila assunzioni

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

Anief: bene, ma purtroppo più della metà andrà a vuoto come negli ultimi cinque anni, anche dopo l’introduzione della call veloce con l’aggravante di un vincolo quinquennale che dovrà essere tolto perché non garantisce la continuità didattica e lede il diritto alla famiglia dei lavoratori. Pacifico: bisogna far scorrere per i ruoli le nuove graduatorie provinciali per le supplenze. Sono più di centomila i posti andati a vuoto, autorizzati dal Ministero dell’economia dal 2015, a fronte di 750 mila aspiranti insegnanti, dopo la chiusura definitiva delle graduatoria ad esaurimento.“Firmato il decreto finalizzato Diventa formale l’assunzione in ruolo di oltre 80 mila docenti precari. “Il ministro dell’Economia – commenta a caldo Orizzonte Scuola – scrive di 80mila posti, in realtà, così come detto dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, lo scorso 6 agosto e come illustrato ai sindacati il 7 agosto, il contingente autorizzato è pari a 84.808 posti, a fronte di 85.218 posti disponibili:472 unità di insegnanti di religione cattolica; 91 unità di personale educativo; 11.323 unità di personale Ata, di cui 532 destinate alla trasformazione a tempo pieno di contratti a tempo parziale e 11 a tempo parziale; 529 dirigenti scolastici.I posti vacanti erano noti, infatti sono quelli che si sono resi disponibili all’indomani delle operazioni di mobilità. E sono il frutto di due fattori: i pensionamenti di quest’anno, che hanno superato le 30 mila unità; gli oltre 50 mila posti che lo scorso anno non sono stati assegnati ai ruoli per carenza di candidati nelle graduatorie di merito ed ad esaurimento o a causa di pensionamenti in quota 100 trattati tardivamente dall’INPS. a tempo indeterminato di 80mila docenti. Una buona notizia, peraltro già annunciata dal ministro Azzolina, per gli insegnanti precari e per gli studenti che avranno così garantita la continuità didattica. L’istruzione e la ripartenza della scuola sono priorità per questo Governo”: a scriverlo oggi su Twitter è stato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che ha così ratificato la quantità di immissioni in ruolo di docenti, a cui poi si aggiungono ulteriori 11 mila assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari.
Vi sono anche dei problemi sulla gestione delle assunzioni. Il sindacato Anief ha innanzitutto chiesto di confermare o utilizzare i docenti assunti dal concorso riservato nella stessa scuola dove si è titolari con riserva: andrebbe a beneficio di coloro che sono stati assunti nell’anno scolastico 2019/20 da graduatorie di merito e che non hanno ottenuto il trasferimento nella scuola di precedente titolarità e di tutti coloro che saranno assunti in ruolo dal 1° settembre 2020 e che saranno costretti a scegliere una scuola diversa da quella in cui hanno prestato finora servizio di ruolo con clausola rescissoria. Occorre procedere per il rinnovo di questa opportunità di grande valore per i docenti e i dirigenti scolastici ma, soprattutto, per gli alunni e per le loro famiglie, tutti quanti alla disperata ricerca di stabilità professionale e personale.

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Decreto rilancio: assunzione di 9600 infermieri di famiglia

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

On. Mammì (M5S): “Un’immensa soddisfazione per me annunciare che oggi in Senato è passata la conversione in legge del DL Rilancio e che finalmente diventerà operativa la figura dell’Infermiere di Famiglia, per la quale ho presentato un anno fa una Proposta di Legge. Con l’assunzione a tempo indeterminato di 9.600 infermieri di famiglia potremo migliorare la qualità delle cure e spostarne la centralità dall’ospedale ai servizi territoriali riconoscendo a questa nuova figura un ruolo di responsabilità nell’ambito dei processi infermieristici a livello distrettuale. Mi auguro che la norma venga attuata subito e resa al più presto operativa da tutte le Regioni. La recente emergenza sanitaria ha palesato l’esigenza di rafforzare la medicina territoriale mettendo figure specializzate il più vicino possibile ai pazienti garantendo il diritto alla salute a tutti i cittadini”.

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Scuola docenti: Azzolina annuncia 80 mila assunzioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2020

La ministra dell’Istruzione lo ha detto stamane parlando in Commissione Istruzione di Palazzo Madama: il numero che corrisponde all’attuale organico di diritto per Pacifico non è corretto. Comunque ora è al vaglio del ministero dell’Economia e delle Finanze che sta valutando le coperture finanziarie. Secondo il sindacato Anief, la richiesta di oltre 80 mila assunzioni a tempo indeterminato, sempre se accordata dal ministero dell’Economia, rappresenta un atto importante ma insufficiente per sconfiggere la piaga del precariato. Le cattedre davvero vacanti e disponibili sarebbero quasi più del doppio, al netto dei 60 mila trasferimenti: mancano all’appello oltre 70 mila posti in deroga di sostegno e altre decine di migliaia collocati forzatamente in organico di fatto pure essendo cattedre libere. La certezza è che il contingente di immissioni in ruolo si ridurrà anche quest’anno a meno della metà di quello autorizzato, per via del rinvio dei concorsi – non voluto dal ministro – ma richiesto da tutti in ragione dell’epidemia.

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Scuola: Assunzioni docenti e Ata al via, c’è la novità della “call veloce”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Prendono il via le operazioni per le immissioni in ruolo 2020/21: dando seguito alla Nota ministeriale 14894 del 12 giugno scorso, si sta procedendo all’avvio delle modalità propedeutiche che porteranno all’assunzione a tempo indeterminato dei nuovi docenti. Da quest’anno, le assunzioni si svolgeranno in due parti: prima si procederà a quelle ordinarie, con la metà dei posti assegnati con graduatorie ad esaurimento e l’altra metà da quelle derivanti dai concorsi del 2016 e 2018. Queste operazioni si svolgeranno entro il 10 settembre prossimo. Nei dieci giorni successivi si attiverà la procedura straordinaria per coprire eventuali posti residui con “chiamata veloce”, prevista dal D.L. n. 126/2019, convertito nella Legge n. 159/2019: queste immissioni in ruolo saranno riservate a chi chiederà di trasferirsi in altre province (da GaE) o regioni (se vincitori di concorso) con il vincolo di non poter presentare domanda di mobilità per i successivi 5 anni. Saranno esclusi i docenti già di ruolo, assunti a tempo indeterminato nello stesso anno della procedura e gli immessi in ruolo con riserva. “Per quanto riguarda le modalità di assunzione – osserva Pacifico -, ribadiamo la nostra linea: alla luce del rinnovo delle graduatorie d’istituto, con contestuale trasformazione delle stesse provinciali, bisogna dare l’opportunità di reclutare dopo la ‘call veloce’ da queste nuove graduatorie. Lo abbiamo chiesto in più occasioni, anche nel Decreto Scuola: sarebbe un’operazione di buon senso, oltre che fondamentale per evitare che pure quest’anno oltre la metà delle convocazioni per le immissioni in ruolo vengano disertate. Negli ultimi due anni è accaduto che oltre 50 mila cattedre non siano state assegnate a tempo indeterminato per questo motivo: il ministero dell’Istruzione ha l’opportunità di risolvere il problema”.Si sta lentamente muovendo la macchina organizzativa che nelle prossime settimane porterà alle immissioni in ruolo di un numero ancora indefinito di docenti, amministrativi, tecnici e ausiliari.La rivista Orizzonte Scuola scrive che gli Uffici Scolastici stanno operando su due fronti: cancellazione dalle relative graduatorie di merito dei concorsi, dei candidati, immessi e confermati in ruolo, dopo il superamento, con esito favorevole, del relativo periodo di prova; pubblicazione degli elenchi dei candidati per i quali risulta ancora accantonato un posto.Si procede, inoltre, con riferimento alle procedure di reclutamento di cui ai DDG106/2016 e DDG 85/2018, alla pubblicazione degli elenchi dei candidati per i quali risulta ancora accantonato un posto, in attesa dell’eventuale scioglimento positivo della riserva, a seguito di successive sentenze di merito loro favorevoli. L’Usr Piemonte, concluse le operazioni indicate dalla nota, ha già provveduto alla pubblicazione degli elenchi dei candidati ancora presenti nelle graduatorie di merito in corso di validità. A seguire, nelle prossime settimane, anche gli altri Uffici Scolastici pubblicheranno questi due file.Le modalità di svolgimento delle immissioni in ruolo 2020/21 saranno diverse dal passato. Dal 2020/21 le immissioni in ruolo si svolgeranno in due parti: dapprima si procederà, come sempre, alle immissioni in ruolo ordinarie (50% GaE e 50% concorsi, inclusa fascia aggiuntiva). Queste operazioni si svolgeranno entro il 10 settembre prossimo. In seconda battuta, si attiverà la procedura straordinaria per coprire eventuali posti residui con “chiamata veloce”, prevista dal D.L. n. 126/2019, convertito nella Legge n. 159/2019, le cui operazioni si dovranno invece concludere nei giorni successivi, quindi entro il prossimo 20 settembre.
Con la “call veloce” verranno assegnati i posti eventualmente avanzati ai candidati al ruolo che acconsentiranno a trasferirsi in un’altra provincia (da GaE) o regione (se vincitori di concorso 2016 e 2018) con il vincolo di non poter presentare domanda di mobilità per i successivi 5 anni: sarà inibito sia il trasferimento sia l’assegnazione provvisoria. Gli Uffici scolastici regionali indicheranno i posti rimasti liberi, dopo le assunzioni, e li metteranno a bando: i docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento e nelle graduatorie di merito concorsuali 216 e 2018 di altri territori potranno fare domanda, volontariamente, e si procederà con una graduatoria temporanea per punteggi; le istanze dovranno essere inviate entro 5 giorni dalla apertura delle funzioni da parte degli USR. Dal decreto ministeriale dell’8 giugno 2020 risulta che tramite la procedura della “call veloce” non potranno però essere immessi in ruolo i docenti già di ruolo; i docenti assunti a tempo indeterminato nello stesso anno di riferimento della procedura; i docenti assunti in ruolo con riserva.

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Scuola: Linee Guida, Marcello Pacifico (Anief): il Governo ci ha dato ragione, ma servono più spazi e assunzioni aggiuntive

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2020

C’è apprezzamento da parte del giovane sindacato rappresentativo per le conclusioni prodotte dai decisori politici sulle Linee Guida ministeriali 2020-2021 approvate ieri, dopo le modifiche volute dalle Regioni: intervistato da Sicilia Tv, oggi il presidente Anief, Marcello Pacifico, ha detto che finalmente “si comincia a ragionare in maniera seria per la ripresa della scuola a settembre: è stato destinato un miliardo, mentre noi avevamo chiesto molto di più. Però” è anche vero “che il presidente del Consiglio ha detto che vuole destinare una parte dei fondi del Recovery Fund alla scuola: noi li aspettiamo”.
Cosa avverrà nella scuola a settembre? Il leader del sindacato autonomo ha detto che “si sta realizzando una mappatura per definire gli spazi delle classi, andando a studiare i metri quadri effettivi esistenti e necessari. A fine agosto, il Comitato tecnico scientifico ci dirà se sarà obbligatorio indossare le mascherine in classe. Quindi, in questo momento si sta monitorando quante classi servirebbero in più. Si sta cercando di ripristinare 3 mila plessi scolastici dismessi negli ultimi anni. Anief ne ha chiesti 15 mila, però il passo fatto è già un inizio per cercare di capire come tornare nelle nostre scuole”.
“Va anche detto – ha continuato – che 3 mila plessi in più significa anche personale in più: il premier Conte e la ministra Azzolina hanno annunciato 50 mila docenti e Ata da assumere. L’unico problema è che si continua a parlare di contratti a tempo determinato, mentre noi chiediamo che si sottoscrivano a tempo indeterminato. E poi sono solo un terzo di quelli che servono. Sono queste le nostri richieste: fare in modo che si superino i limiti creati negli ultimi anni dalla cancellazione di 200 mila posti e dalla riduzione del tempo scuola: tutto questo ha portato ad una peggiore qualità scolastica, ad una riduzione delle competenze dei nostri studenti. Per noi rimane, dagli Stati Generali dell’Economia ad oggi, un solo obiettivo: rientrare a scuola sicuri, vale per gli studenti e il personale”.
“Sui concorsi – continua il presidente Anief – c’è da ricordare che per diventare insegnanti oggi c’è possibilità di fare domanda fino al 31 luglio, anche senza laurea se si ha il titolo come docente tecnico-pratico. Ci sono anche selezioni per il sostegno agli alunni disabili. C’è anche un concorso riservato a chi ha oltre 36 mesi di servizio svolto nel sistema d’istruzione: ora è diventato più difficile, perché il test è stato trasformato in sei domande aperte. C’è anche la possibilità di acquisire l’abilitazione, ovvero la certificazione delle proprie competenze. Chiunque reputi di avere dei diritti lesi, comunque, può presentare ricorso: l’importante è che vi sia una motivazione valida”.

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Scuola: Linee Guida, il Governo stanzia un miliardo in più, recupera 3 mila plessi dismessi e annuncia 50 mila nuove assunzioni a termine

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2020

Le novità sono contenute nel Piano Scuola ministeriale 2020-2021 dopo le modifiche volute dalle Regioni: nel “Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzione del Sistema nazionale d’Istruzione” si conferma la volontà di stanziare un quota considerevole del Recovery Fund, di lottare contro le classi pollaio, di non voler sdoppiare le classi o aumentare l’orario del personale, di calcolare la metratura dei singoli ambienti. Sono alcune delle richieste che ha suggerito il presidente di Anief Marcello Pacifico, segretario confederale Cisal e organizzativo Confedir durante gli Stati Generali dell’Economia alla presenza del presidente del Consiglio Conte e al CNEL.Il leader del giovane sindacato sostiene che ora servono nuovi atti strategici: secondo il professor Marcello Pacifico “bisogna assolutamente triplicare il bisogno di nuovi docenti e amministrativi rispetto al recupero delle nuove classi e dei nuovi locali da attivare, attraverso le graduatorie esistenti dei supplenti, contrastare il dimensionamento cavalcato in questi anni, tutelare non soltanto gli studenti o il personale ma anche i dirigenti scolastici e gli altri responsabili sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Comincia a definirsi la ripresa delle attività scolastiche in presenza nel rispetto delle indicazioni finalizzate alla prevenzione del contagio contenute nel Documento tecnico, elaborato dal Comitato tecnico scientifico: sulla base delle Linee Guida approvate da ministero dell’Istruzione e Regioni, verranno a costituirsi tavoli regionali con gli attori principali del sistema di istruzione, e conferenze dei servizi più a livello comunale o provinciale per rispondere alle criticità delle singole istituzioni scolastiche ubicate nello specifico territorio. Tra i temi più sensibili figurano: il trasporto scolastico; l’assistenza agli alunni con disabilità; la reperibilità, ove necessario, di ulteriori spazi oltre gli edifici scolastici nel territorio per assicurare il regolare svolgimento delle attività didattiche.L’autonomia delle singole istituzioni scolastiche viene evidenziata, nelle Linee guida, al fine di organizzare al meglio le attività didattiche, utilizzando forme di flessibilità tra le quali: suddividere la classe in più gruppi in base al livello di apprendimento; riunire in diversi gruppi, alunni provenienti da diverse classi o diversi anni di corso; turni differenziati, in base alle fasce di età degli studenti; articolazione modulare del monte ore di ciascuna disciplina; ad esempio una riduzione del monte orario delle singole discipline per poi utilizzare il tempo residuo per attività di recupero e consolidamento delineate nel PAI e PIA; utilizzo della DAD come strumento di integrazione della didattica in presenza, per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, ove il contesto, competenze e opportunità tecnologiche lo consentano; aggregazione delle diverse discipline in aree o ambiti disciplinari, sulla scia dei dipartimenti disciplinari ed interdisciplinari; lezioni anche il sabato, previa deliberazione degli organi collegiali, consiglio di istituto e collegio docenti.
Si predispongono, quindi, i patti educativi di comunità tra le scuole e i territori: enti locali, istituzioni pubbliche, private, associazioni e le realtà del Terzo settore si impegnano a sottoscrivere convenzioni, specifici accordi, denominati “patti educativi di comunità” tra le scuole e il territorio. Le scuole potranno aggiornare ed integrare, con le esperienze maturate durante e post Pandemia, il patto educativo di corresponsabilità. Inoltre, si può rimodulare il patto di corresponsabilità.
Sono previste misure potenziate di sicurezza per il personale scolastico, o per i lavoratori facenti parte di associazioni per le persone con disabilità; soprattutto nel momento in cui l’alunno disabile, per questioni sanitarie, è impossibilitato all’utilizzo della mascherina. Il personale di assistenza ai disabili potrà utilizzare: mascherina chirurgica; guanti in nitrile; dispositivi di protezione per occhi, viso e mucose.

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Scuola: SOS personale Ata, senza assunzioni al rientro in classe sarà default organizzativo

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Nella scuola a settembre si rischia di compromettere il servizio dell’istruzione pubblica e del diritto allo studio: oltre alle annunciate 250 mila supplenze annuali dei docenti, che andranno a coprire sostanzialmente una cattedra su tre in organico, prima gli uffici scolastici e poi gli stessi capi d’istituto saranno impegnati nella ricerca di decine di migliaia di assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. Il loro numero, tra l’altro, dovrebbe essere incrementato almeno di 40 mila unità, così da permettere l’igienizzazione dei plessi, la regolazione dei flussi di alunni e personale in entrata e in uscita, oltre che il carico di lavoro maggiorato cui dovranno tenere testa le segreterie. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “se si vuole davvero superare anche nella scuola il lockdown serve subito approvare un provvedimento legislativo ad hoc: noi abbiamo fornito le indicazioni da attuare attraverso alcuni dei 40 emendamenti all’articolo 230 del Decreto Rilancio ora all’esame delle commissioni di Montecitorio. Adesso spetta alla politica dare seguito alle necessità impellenti della scuola”.C’è anche il personale amministrativo, tecnico e ausiliario da assumere con urgenza per mettere al sicuro la ripartenza in classe di otto milioni di alunni. Le richieste del sindacato sono molteplici: vanno dalla semplificazione del concorso straordinario per titoli aperto anche ai Direttori dei servizi generali e amministrativi facenti funzione all’accesso all’esame orale del concorso in via di svolgimento, sempre per Dsga, con istituzione di una graduatoria per i facenti funzione per incarichi a tempo determinato.
Per il personale amministrativo, tecnico e i collaboratori scolastici vanno poi assolutamente introdotte le procedure per lo scorrimento della graduatoria 2010 con i passaggi professionali “verticali” finalizzati alle assunzioni a tempo indeterminato, come anche l’aumento di 2.020 Ata in più in organico diritto e la conferma, fino al 30 giugno 2021, dei mille assistenti tecnici assunti durante la DaD. Va attuata, infine, la stabilizzazione negli organici del personale Ata profilo amministrativo degli assistenti tecnici e alla comunicazione.

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Previsioni di assunzione del terzo trimestre 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

I datori di lavoro italiani prevedono un cambio di rotta nelle previsioni di assunzione per il trimestre Luglio-Settembre 2020. I risultati dell’Indagine relativa al terzo trimestre 2020 riflettono l’impatto dell’emergenza sanitaria che stiamo affrontando e si discostano molto dai risultati rilevati nei precedenti trimestri. Secondo l’Indagine relativa alle previsioni occupazionali di ManpowerGroup, pubblicata in data odierna, la previsione per il terzo trimestre, pari al -5%, è la più debole degli ultimi sei anni. La previsione è diminuita di 13 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 10 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.“I risultati dell’Indagine hanno registrato una vera e propria inversione di rotta nelle intenzioni di assunzione dei datori di lavoro in Italia e per questo sarà ancora più importante per le imprese reagire velocemente alla crisi economica in corso, anticipando i bisogni dei consumatori e rivedendo in alcuni casi anche i propri modelli di business” – ha dichiarato Riccardo Barberis, Amministratore delegato ManpowerGroup Italia: “Nel post Covid la possibilità di ricorrere maggiormente alla flessibilità sarà certamente fondamentale per far fronte alla necessità di inserire profili di cui le aziende avranno bisogno e che non riescono a trovare sul mercato e il contributo delle agenzie può giocare un ruolo decisivo, garantendo forme contrattuali tutelanti per il lavoratore, più welfare aggiuntivo e formazione finalizzata. Le agenzie possono infatti accelerare l’adozione di politiche attive per l’ingresso e il reinserimento nel mondo del lavoro dei lavoratori in piena sicurezza, grazie alla vicinanza alle imprese, alla capillarità della loro presenza sul territorio, alla capacità nella presa in carico e gestione, e ad obblighi di placement che facilitano l’incontro fra la domanda e l’offerta di lavoro.”
In due aree, Nord Ovest e Sud/Isole, i datori di lavoro registrano le previsioni più deboli degli ultimi sei anni, mentre sia nel Centro Italia, sia nel Nord Est, il dato rilevato è il più basso degli ultimi quattro anni. Il mercato del lavoro più debole si prevede nel Sud/Isole, dove le prospettive di occupazione netta sono pari al -10%. Altrove, modeste intenzioni di assunzione si riflettono in una previsione pari al -3% e -2%, rispettivamente per il Nord Ovest e il Centro Italia.Tuttavia i datori di lavoro del Nord Est si attendono lievi incrementi di personale con una previsione del +1%.
I datori di lavoro di sei settori industriali su sette prevedono un calo delle assunzioni nel prossimo trimestre. Il settore in cui si registra il mercato del lavoro più debole è quello dei Ristoranti & Alberghi, dove le prospettive occupazionali nette si attestano al -25%. Prospettive di assunzione in calo anche nel settore Finanziario e Servizi alle Imprese, con una previsione del -12%. Altrove, i datori di lavoro si attendono un rallentamento nelle assunzioni nel settore del Commercio all’ingrosso e al dettaglio, dove le previsioni sono del -4%, e nel settore delle Costruzioni con un dato pari al -3%. Lievi previsioni di assunzione si prospettano in altre tipologie di Servizi e nel settore Manifatturiero, con dati rispettivamente pari al -2% e -1%. Tuttavia, si prevede un modesto incremento di personale in alcune tipologie di produzione, con una previsione pari al +6%.
I datori di lavoro che hanno partecipato all’Indagine si suddividono in quattro categorie a seconda della dimensione dell’azienda: le microimprese contano meno di 10 dipendenti; le piccole imprese hanno fra i 10 e i 49 dipendenti; le medie imprese hanno fra i 50 e i 249 dipendenti; le grandi imprese hanno 250 o più dipendenti.
I datori di lavoro in tutte e quattro le categorie analizzate prevedono un calo delle assunzioni nel corso del prossimo trimestre. I piani di assunzione più deboli si registrano nelle Microimprese e Grandi imprese, dove le prospettive di occupazione netta si attestano a -5%. Altrove, previsioni pari a -4% vengono registrate da Piccole e Medie imprese.

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Previsioni di assunzione in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

I datori di lavoro italiani prevedono un cambio di rotta nelle previsioni di assunzione per il trimestre Luglio-Settembre 2020. I risultati dell’Indagine relativa al terzo trimestre 2020 riflettono l’impatto dell’emergenza sanitaria che stiamo affrontando e si discostano molto dai risultati rilevati nei precedenti trimestri. Secondo l’Indagine relativa alle previsioni occupazionali di ManpowerGroup, pubblicata in data odierna, la previsione per il terzo trimestre, pari al -5%, è la più debole degli ultimi sei anni. La previsione è diminuita di 13 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 10 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.“Non c’è dubbio che l’emergenza sanitaria che stiamo attraversando sia una sfida per tutto il mondo del lavoro. E in uno scenario caratterizzato da un rallentamento deciso delle assunzioni, è importante dare anche un segnale positivo: i tre quarti dei datori di lavoro che abbiamo intervistato prevedono di mantenere gli attuali livelli di personale nel prossimo trimestre e il 63% prevede di tornare ai livelli di assunzione pre Covid entro i prossimi 12 mesi. I risultati dell’Indagine hanno registrato una vera e propria inversione di rotta nelle intenzioni di assunzione dei datori di lavoro in Italia e per questo sarà ancora più importante per le imprese reagire velocemente alla crisi economica in corso, anticipando i bisogni dei consumatori e rivedendo in alcuni casi anche i propri modelli di business” – ha dichiarato Riccardo Barberis, Amministratore delegato ManpowerGroup Italia: “Nel post Covid la possibilità di ricorrere maggiormente alla flessibilità sarà certamente fondamentale per far fronte alla necessità di inserire profili di cui le aziende avranno bisogno e che non riescono a trovare sul mercato e il contributo delle agenzie può giocare un ruolo decisivo, garantendo forme contrattuali tutelanti per il lavoratore, più welfare aggiuntivo e formazione finalizzata. Le agenzie possono infatti accelerare l’adozione di politiche attive per l’ingresso e il reinserimento nel mondo del lavoro dei lavoratori in piena sicurezza, grazie alla vicinanza alle imprese, alla capillarità della loro presenza sul territorio, alla capacità nella presa in carico e gestione, e ad obblighi di placement che facilitano l’incontro fra la domanda e l’offerta di lavoro.”In due aree, Nord Ovest e Sud/Isole, i datori di lavoro registrano le previsioni più deboli degli ultimi sei anni, mentre sia nel Centro Italia, sia nel Nord Est, il dato rilevato è il più basso degli ultimi quattro anni. Il mercato del lavoro più debole si prevede nel Sud/Isole, dove le prospettive di occupazione netta sono pari al -10%. Altrove, modeste intenzioni di assunzione si riflettono in una previsione pari al -3% e -2%, rispettivamente per il Nord Ovest e il Centro Italia.Tuttavia i datori di lavoro del Nord Est si attendono lievi incrementi di personale con una previsione del +1%.
I datori di lavoro di sei settori industriali su sette prevedono un calo delle assunzioni nel prossimo trimestre. Il settore in cui si registra il mercato del lavoro più debole è quello dei Ristoranti & Alberghi, dove le prospettive occupazionali nette si attestano al -25%. Prospettive di assunzione in calo anche nel settore Finanziario e Servizi alle Imprese, con una previsione del -12%. Altrove, i datori di lavoro si attendono un rallentamento nelle assunzioni nel settore del Commercio all’ingrosso e al dettaglio, dove le previsioni sono del -4%, e nel settore delle Costruzioni con un dato pari al -3%. Lievi previsioni di assunzione si prospettano in altre tipologie di Servizi e nel settore Manifatturiero, con dati rispettivamente pari al -2% e -1%. Tuttavia, si prevede un modesto incremento di personale in alcune tipologie di produzione, con una previsione pari al +6%.
I datori di lavoro che hanno partecipato all’Indagine si suddividono in quattro categorie a seconda della dimensione dell’azienda: le microimprese contano meno di 10 dipendenti; le piccole imprese hanno fra i 10 e i 49 dipendenti; le medie imprese hanno fra i 50 e i 249 dipendenti; le grandi imprese hanno 250 o più dipendenti.I datori di lavoro in tutte e quattro le categorie analizzate prevedono un calo delle assunzioni nel corso del prossimo trimestre. I piani di assunzione più deboli si registrano nelle Microimprese e Grandi imprese, dove le prospettive di occupazione netta si attestano a -5%. Altrove, previsioni pari a -4% vengono registrate da Piccole e Medie imprese.

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Scuola: Salgono a 80 mila le assunzioni in ruolo autorizzate. Anief: bene, ma non bastano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Nel decreto rilancio sono previste risorse per 1,5 miliardi e 16.000 posti in più per il ruolo di docente: 8.000 attraverso il concorso ordinario e altrettanti attraverso quello straordinario. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Ci fa piacere questo incremento, ma avevamo chiesto come Anief un aumento. Ma comunque siamo sempre a meno della metà dei posti che a settembre verranno affidati in supplenza, senza parlare degli organici aggiuntivi da attuare per cancellare le classi pollaio e mantenere il distanziamento sociale”. Intanto, il sottosegretario Pippo De Cristofaro, di LeU, dichiara che bisogna “fare tutti gli sforzi necessari per riuscire a riservare i 16.000 posti in più ai docenti con più di 3 anni di servizio, garantire la partecipazione alla procedura straordinaria a tutti i precari con i 3 anni e trovare le soluzioni adeguate e alternative per garantire alla scuola le nuove immissioni in ruolo entro l’avvio del prossimo anno”.Nel Governo c’è soddisfazione per l’incremento di cattedre da assegnare ai docenti precari da stabilizzare, soprattutto alla luce dei problemi che creerà quest’anno il rientro a scuola a settembre.
“Sono buone notizie per la scuola”, ha commentato il sottosegretario all’istruzione Peppe De Cristofaro chiedendo di assegnare i posti aggiuntivi ai precari con almeno tre anni di servizio. “Questi investimenti – ha detto – sono un primo passo verso l’apertura di quel dibattito pubblico che sostengono da mesi per rimettere l’istruzione al centro del futuro del Paese, ma non bastano. I 40.000 posti per il concorso straordinario sono una delle proposte prioritarie che ho sostenuto in questi giorni con forza, oggetto di emendamento di parte della maggioranza al Decreto Scuola insieme alla riapertura delle graduatorie di terza fascia, alla copertura di tutte le supplenze brevi e all’individuazione di una procedura alternativa al concorso con test a crocette”.

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