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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘assunzioni’

Scuola: Le “assunzioni” di Bussetti

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Il ministro annuncia trionfante 58 mila assunzioni, ma dimentica di dire che 3 su 4 non si faranno e che a settembre sarà record di supplenzeCome se nulla fosse, come se questi problemi fossero “bazzecole” e non macigni su un sistema organizzativo scolastico nazionale che già fa acqua da tutte le parti, dal ministro dell’Istruzione continuano a giungere dichiarazioni rasserenanti: “Stiamo lavorando – dice Marco Bussetti – per concludere con largo anticipo le procedure necessarie per avviare il nuovo anno. Abbiamo anticipato di un mese la mobilità degli insegnanti. Ora procederemo rapidamente con le assunzioni e, subito dopo, con le supplenze”.“Ma di quali assunzioni in ruolo parla il ministro?”, ribatte Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Se l’anno scorso – prosegue il sindacalista – la maggior parte delle convocazioni degli Uffici scolastici andarono deserte, perché i candidati abilitati, selezionati e formati e pronti a sottoscriverle erano messi ai margini, collocati in graduatorie non utili per le collocazioni a tempo indeterminato, quest’anno potrà solo andare peggio. Prevediamo che 3 immissioni in ruolo su 4 non si realizzeranno e andranno ad aumentare il già altissimo numero di supplenze annuali, anche con ripercussioni negative sulla continuità didattica. Avere anticipato i tempi di qualche settimana non cambia la sostanza delle cose, perché quello che doveva essere fatto, riaprire le GaE e utilizzare anche la seconda fascia delle graduatorie d’istituto per il doppio canale di reclutamento, è rimasto lettera morta”.
Ha del paradossale la richiesta formulata al Mef dal ministro dell’Istruzione di assumere in ruolo 58.627 docenti per il prossimo anno scolastico, dei quali 14.552 di sostegno. Perché la comunicazione, giunta insolitamente via Instagram, arriva nello stesso giorno in cui lo stesso titolare di viale Trastevere rivela che i due concorsi per 48 mila posti della secondaria saranno banditi solo a fine 2019 e nelle stesse ore in cui il Tar del Lazio mina la credibilità delle procedure selettive organizzate dal Miur annullando l’ultimo concorso per dirigenti scolastici.“La verità – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che dilatandosi i tempi di uscita e attuazione dei concorsi, visto che anche quello doppio del primo ciclo – ordinario e riservato – risulta in alto mare, considerando la loro lentezza e difficoltà di attuazione, si sta andando dritti spediti verso il record delle 200 mila supplenze annuali, come ha sottolineato pochi giorni fa dalla Corte dei Conti. I numeri non ammettono repliche: già oggi vi sono oltre 64 mila posti vacanti e disponibili, ai quali vanno aggiunti oltre 50 mila di sostegno, più altre decine di migliaia di posti su disciplina, impropriamente e furbescamente collocati in organico di fatto ma in realtà anche questi liberi. Questi ultimi, tra l’altro, sarebbero stati calcolati a parte nella spesa triennale prevista dal Governo e risultano alla base delle proteste dell’opposizione politica per il taglio di 4 miliardi in tre anni alla scuola”.

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Assunzioni: Saper scrivere bene in italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 luglio 2019

Facendolo con articoli, comunicati, post, relazioni – è giudicato molto favorevolmente dalle aziende che assumono giovani. Lo stesso vale per la capacità d’esprimersi con disinvoltura e buona dialettica in pubblico. Nella graduatoria delle competenze più richieste, che abbiamo stilato sulla base dell’attività quotidiana di OCL e del contatto costante con centinaia di imprese nazionali e internazionali, la conoscenza della lingua italiana si trova addirittura al secondo posto, a parimerito con l’attitudine al sapersi relazionare con gli altri. La prima posizione, com’è naturale, è occupata dalle skills digitali e tecnologiche. Tutto ciò, va precisato, al netto della conoscenza dell’inglese, ritenuta a dir poco fondamentale. Sono, questi, dati importanti, che OCL mette a disposizione di giovani, docenti e formatori». Lo ha reso noto Antonella Salvatore, presidente di Osservatorio Cultura Lavoro (OCL), e direttore del Centro di alta formazione e avviamento alla carriera della John Cabot University.

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Giustizia. Cgil Cisl Uil: Servono assunzioni, riqualificazione e maggiori risorse

Posted by fidest press agency su sabato, 29 giugno 2019

“Grande adesione allo sciopero della Giustizia, indetto da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa. A incrociare le braccia le lavoratrici e i lavoratori dell’amministrazione giudiziaria, registrando in moltissimi uffici giudiziari del paese adesioni oltre il 70%”. Al centro della protesta, fanno sapere i sindacati, “le gravissime carenze di personale, che porteranno entro il 2021 a un drammatico vuoto di organico, con la metà del personale che andrà in pensione, e la mancata valorizzazione del personale, sempre più anziano, demotivato e pagato meno di tutti altri dipendenti pubblici”.Dietro le parole ‘Giustizia Anno Zero’ oggi le lavoratrici e i lavoratori della Giustizia hanno scioperato per mandare un messaggio chiaro al governo e al titolare del dicastero di via Arenula, Alfonso Bonafede: “Oggi in tanti – affermano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa – hanno aderito allo sciopero per rivendicare dignità e rispetto. La Giustizia versa in condizioni drammatiche e con essa le lavoratrici e i lavoratori coinvolti. Rivendichiamo il diritto all’applicazione degli accordi, a partire dalla riqualificazione del personale per arrivare all’avvio di processi di innovazione e miglioramento organizzativo. Così come esigiamo un piano straordinario di assunzioni, il personale manca e in prospettiva ancora di più, mentre le assunzioni previste non basteranno a colmare i vuoti. Ora andremo avanti dopo questa straordinaria giornata di lotta. Lo faremo per le lavoratrici e i lavoratori, e lo faremo per i cittadini che meritano una giustizia celere ed efficace”, concludono.

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Scuola: Assunzioni docenti

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Anche il ministro dell’Istruzione in carica non si sottrae agli spot permanenti sui mega-progetti da realizzare: peccato che a volte certe affermazioni si rivelino tutt’altro che efficaci. Dire, come ha fatto al Tg1, che “entro il 2023 saranno 100 mila le assunzioni” nella scuola rappresenta un dato numerico da approfondire. Perché se le immissioni in ruolo si limitassero a quel numero, solo in apparenza altisonante, l’amministrazione scolastica garantirebbe nemmeno il turn over.Marcello Pacifico (Anief): “È bene che il ministro dell’Istruzione chiarisca immediatamente che quella cifra riguarda solo i posti che verranno messi a concorso e che la quota di stabilizzazioni, derivanti dalle graduatorie ad esaurimento, dal doppio canale di reclutamento e dagli idonei dei precedenti concorsi pubblici che ancora attendono di essere convocati, è almeno tre volte tanto e solo per il prossimo biennio”. Già oggi i docenti precari della scuola sono oltre 120 mila, compresi gli oltre 50 mila sul sostegno, ai quali vanno aggiunte alcune decine di migliaia di cattedre libere ma sempre collocate in organico di fatto perché le assegnazioni ai precari risultano allo Stato più convenienti. Tanto è vero che l’attuale ministero rischia di essere ricordato per lo scomodo record dei 200 mila supplenti della scuola nominati in una sola estate. Va poi considerata la quota di pensionamenti che quest’anno tra quelli “naturali”, derivanti dalla riforma Fornero (circa 25 mila) e da Quota 100 (che dovrebbe fare uscire una quota simile), porterà fuori servizio altri 50 mila insegnanti. Questo significa che già in questa estate saranno circa 170 mila i posti da coprire. Considerando che le uscite sui pensionamenti risultano confermate per almeno altri due anni, con tanto di finanziamenti per l’anticipo pensionistico con 38 anni di contributi e 62 anni minimi di età, attraverso la Legge di Bilancio 2019, significa che già nel 2021 si arriverà a una quota di cattedre liberate attorno alle 270 mila unità. Sui due anni successivi non è possibile fare previsioni, se non quantificare un minimo di 20 mila pensionamenti per raggiunti limiti di età o per la fruizione della pensione di anzianità (attualmente collocata a circa 43 anni di contributi riconoscibili anche attraverso il riscatto della laurea). “Quando si parla di assunzioni – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – forse il ministro Marco Bussetti dimentica che dietro ci sono tantissimi professionisti dell’insegnamento, già formati, abilitati e quasi sempre con lunghe esperienze di docenza alle spalle, che meritano rispetto e considerazione. E allestire concorsi riservati per stabilizzarne solo uno su tre, come si sta facendo ora con il decreto Crescita, oppure avviare una nuova procedura abilitante con queste prospettive, frutto dell’accordo sottoscritto al Miur l’11 giugno scorso, appare la solita operazione da fumo negli occhi. Come sostiene Anief da oltre dieci anni, la strada per l’immissione in ruolo di tanti precari storici è legata a doppio filo con la clausola 5 della Direttiva 70/99 UE: la stessa che – conclude Pacifico – i nostri Governi continuano colpevolmente ad ignorare”.

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Scuola: Assunzioni 2019, già fallita la tempistica del ministro Bussetti

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Nessun cambiamento: pure nella prossima estate le supplenze del personale docente si realizzeranno fuori tempo massimo, quindi anche dopo l’inizio delle lezioni. Lo si evince dall’impossibilità di realizzare il progetto del Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti di anticipare le immissioni in ruolo a fine luglio attraverso la pubblicazione repentina delle graduatorie ad esaurimento. Marcello Pacifico (Anief): Questo significa che le graduatorie definitive arriveranno solo a ridosso di Ferragosto, con le immissioni in ruolo e soprattutto le supplenze annuali che si realizzeranno a ridosso dell’avvio delle lezioni. Per non parlare delle mancate individuazioni: il problema di decine e decine di migliaia di posti privi di titolare, con i presidi costretti ad andare a caccia di supplenti, anche alla prima esperienza, per coprire l’alto numero di posti vacanti e disponibili rimasti tali anche a settembre. L’estate deve ancora iniziare, l’anno scolastico non è terminato, ma il progetto sulle assunzioni realizzato dal ministro dell’Istruzione in carica, Marco Bussetti, è già fallito. Si allungano, infatti, i tempi per vedere affisse le nuove graduatorie ad esaurimento, con la pubblicazione delle provvisorie che dovrebbe infatti avvenire entro il 16 luglio, mentre le definitive entro il 12 agosto 2019, ricorda oggi Orizzonte Scuola. Come se non bastasse, le graduatorie del concorso straordinario di cui al DDG n. 1456 del 7 novembre 2018 dovranno essere pubblicate entro il 30 luglio. Eppure, ricorda la stessa testata specialistica, in un’intervista al Giorno di fine novembre 2018 il ministro dell’Istruzione dichiarava “Anticiperemo i tempi di immissione in ruolo degli insegnanti, quest’anno vorremmo chiudere le operazioni a fine luglio. Un mese prima. Per avere tutto pronto per settembre”. Così evidentemente non potrà andare, considerati proprio i tempi tanto lunghi per l’elaborazione delle graduatorie ad esaurimento. Ad andar bene, le operazioni potranno essere condotte – come ogni anno – dopo Ferragosto e considerato che quest’anno il 15 è giovedì, probabilmente dal lunedì successivo, il 19. E se gli Uffici Scolastici, come ogni anno, lotteranno contro il tempo, per assicurare l’assunzione in servizio dal 1° settembre, non altrettanto potrà dirsi per i supplenti. “Invece di puntare sull’attuazione di progetti impossibili – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché il ministro dell’Istruzione non si impegna a realizzare l’unica vera soluzione al problema del precariato scolastico, ovvero la riapertura delle GaE? Cercare improbabili consensi con delle promesse che poi si mantengono, rappresenta un boomerang che alla lunga si ritorcerà contro l’operato di chi oggi amministra la scuola. A settembre, infatti, assisteremo al solito teatrino, con consigli di classi privi di diversi insegnanti, cambi continui di docenti, ad iniziare da quelli di sostegno: illudere la gente, sostenendo il contrario, è un’operazione intollerabile”.

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SCUOLA – Assunzioni docenti piano Renzi 2015/16, i giudici confermano: algoritmo non trasparente

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Le sentenze confermano la posizione del giovane sindacato: l’assegnazione automatica alle sedi, tramite un meccanismo automatico secretato, non ha garantito i diritti dei precari immessi in ruolo a centinaia di chilometri, peraltro in presenza di posti vicino casa. Marcello Pacifico (Anief): Dopo l’ammissione dell’errore da parte del Miur e la conferma dei giudici, urge una norma che faccia tornare i danneggiati nelle loro province. Anief conferma i ricorsi per far tornare quei docenti nella loro terra d’origine.
Anief lo ha sempre sostenuto: il piano straordinario di assunzioni dei docenti del 2015/16 introdotto dal Governo Renzi per combattere la supplentite, ha costretto decine di migliaia di precari ad essere immessi in ruolo fuori regione pur in presenza di posti nelle loro province, basandosi su un discutibilissimo meccanismo di assegnazione delle sedi. Nel 2017 lo ha confermato una perizia tecnica, che ha definito “Confuso, lacunoso, ampolloso, ridondante, elaborato in due linguaggi di programmazione differenti, di cui uno risalente alla preistoria dell’informatica, costruito su dati di input gestiti in maniera sbagliata”; qualche settimana fa lo ha ammesso, in un’intervista a Panorama il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti (“Sa quanto ho impiegato a capire che non funzionava?…. Dieci secondi”); nel frattempo, si accavallano i pronunciamenti giudiziari sulla richiesta di annullamento dei provvedimenti conclusivi della procedura di mobilità nazionale straordinaria di cui all’O.M. 241/2016.
Una delle ultime sentenze – scrive oggi Orizzonte Scuola – è quella del TAR Lazio del 19/04/2019 N. 05139/2019: i ricorrenti con l’atto introduttivo de giudizio chiedevano l’annullamento della procedura di mobilità descritta in ricorso relativa alla procedura di mobilità straordinaria di cui all’ordinanza ministeriale n. 241 dell’8.4.2016, con cui l’amministrazione disponeva il trasferimento dei ricorrenti in ambiti territoriali non richiesti o richiesti solo in via residuale. Questione analoga – continua la rivista – è stata definita dalla sezione con la decisione n. 9224/2018, che si ritiene in toto di richiamare e condividere. Nella stessa, in particolare, in accoglimento del ricorso si afferma che “dirimente si profila in punto di diritto l’argomento secondo cui è mancata nella fattispecie una vera e propria attività amministrativa, essendosi demandato ad un impersonale algoritmo lo svolgimento dell’intera procedura di assegnazione dei docenti alle sedi disponibili nell’organico dell’autonomia della scuola”.
A fronte di un errore clamoroso, che ha segnato negativamente la vita personale e professionae di tantissimi precari, il Miur avrebbe dovuto adottare provvedimenti adeguati. Invece, da Viale Trastevere non si è voluti andare oltre a delle quote allargate sui trasferimenti fuori provincia dei docenti, introdotte con il contratto sottoscritto a dicembre sulla mobilità del personale: per l’anno scolastico 2019/20 sono stati previsti il 40 % di trasferimenti interprovinciali e il 10% di passaggi di ruolo; per il 2020/21, il 30% di trasferimenti interprovinciali e il 20% di passaggi; per il 2021/22, il 25% di trasferimenti interprovinciali e il 25% di passaggi”.L’intervento modesto dell’amministrazione scolastica, che non è andata oltre l’adozione di percentuali risibili sui trasferimenti, ha portato il M5S, attraverso il primo firmatario Marilotti, ad avviare un’interrogazione: l’obiettivo è “chiedere al Ministro se intenda assumere urgenti iniziative al fine di consentire il rientro stabile nei luoghi di origine dei docenti del Sud che con la Buona Scuola hanno ottenuto il ruolo nelle province del Nord”. Lo stesso ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha del resto ammesso, commentando l’assegnazione sbagliata dei precari: “Non è ancora finita… ci vorranno tre anni”.

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Scuola – Precariato: il Miur vuole una pre-selezione su PAS e assunzioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

Pur in presenza di quasi 200 mila supplenze annuali ed un numero altissimo di cattedre da trasformare in organico di diritto, l’amministrazione continua a proporre, nel corso dei tavoli tecnici, soluzioni inaccettabili, proponendo scelte assurde tra i supplenti con oltre 36 mesi. Marcello Pacifico (Anief): Sul come si può discutere, certamente, ma i diritti non possono essere trattati, perché vanno attuati e basta. Lo sciopero e la manifestazione a Roma di domani serviranno anche a ribadire questo concetto.Sui PAS abilitanti spunta l’ombra della selezione in entrata: se ne è parlato oggi nel corso del tavolo tecnico svolto al Miur con i sindacati rappresentativi, al quale l’Anief continua a non essere convocata sebbene le elezioni Rsu siano state svolte ben 13 mesi fa e la ministra per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, dopo diversi solleciti anche di Anief e Cisal, abbia firmato l’atto di indirizzo per la definizione delle aree e dei comparti, nonché la certificazione della rappresentatività per il rinnovo dei contratti nel Pubblico impiego.Già oggi, annuncia La Repubblica, i sindacati “vogliono portare i 55 mila tutti dentro”, mentre l’amministrazione, tramite “Bussetti – Chiné preferirebbero operare una preselezione all’ingresso del percorso per assumere meno e meglio. È possibile che per chiudere la trattativa da una parte i confederali accettino un setaccio all’inizio del nuovo percorso-tirocinio e dall’altra il Miur allarghi la quota riservata ai “36 mesi” nel prossimo concorso d’autunno (oggi la riserva è al 10 per cento)”.Il nodo cruciale – sintetizza oggi la rivista specializzata Orizzonte Scuola – è se consentire a tutti i 55.000 potenziali interessati di conseguire l’abilitazione, e come questa possa portare all’assunzione a tempo indeterminato. Per il Miur la selezione dovrebbe essere in ingresso.Anief annuncia totale dissenso verso un’eventuale selezione in entrata per l’accesso ai PAS abilitanti. E si dissocia in modo netto da qualsiasi soluzione che preveda una riduzione della portata della Direttiva europea 70/1999/CE, in base alla quale tutti i precari con oltre tre anni di servizio svolto, anche non continuativo, vanno immessi in ruolo. Nessuno escluso.

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Scuola:Quei numeri che non tornano sulle assunzioni di dirigenti, docenti, Ata e Dsga

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 maggio 2019

Sarebbero più di 80 mila quelle avviate dal ministro Marco Brussetti, ma per il presidente Marcello Pacifico del sindacato autonomo Anief – non invitato dal Miur al tavolo sul precariato, nonostante abbia vinto le ultime elezioni RSU raggiungendo la rappresentatività – i posti potrebbero essere il doppio se soltanto si adeguasse l’organico di fatto all’organico di diritto, mentre più di 50 mila cattedre sono andate vacanti durante le immissioni in ruolo degli ultimi due anni per via della mancata riapertura delle GaE, che tiene fuori dal reclutamento i precari storici. “Concorsi, assunzioni e sicurezza a scuola certificata” sono i provvedimenti sui quali il Governo sta lavorando e i cui risultati “arriveranno a breve”: a dirlo, al Giornale di Como, durante una visita negli istituti di Cantù e Mariano, è stato il ministro dell’Istruzione, tornando quindi a confermare l’intenzione del dicastero di Viale Trastevere di investire nel nuovo reclutamento, attraverso l’indizione di nuove procedure concorsuali. Marcello Pacifico (Anief) risponde a caldo: è vanagloria pensare che l’intesa prodotta alla vigilia del 25 aprile a Palazzo Chigi, con un’apertura ai concorsi riservati, selettivi e un numero di posti ridotto rispetto alle necessità effettive, possa risolvere il problema del precariato e degli oltre 120 mila posti andati a supplenza quest’anno e destinati ad aumentare ulteriormente. Servono procedure straordinarie, come l’inserimento annuale nelle ex graduatorie permanenti di tutti i docenti abilitati, l’avvio del vero doppio canale e l’organizzazione di snelli e gratuiti corsi abilitanti per i docenti con oltre 36 mesi di servizio svolto, l’adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto. Per amministrativi, tecnici e collaboratori occorre invece un piano di assunzioni straordinario, come quello adottato per i lavoratori socialmente utili, oltre che l’avvio dei passaggi professionali verticali previsto dalla legge; mentre per i Dsga, la selezione, giunta dopo 20 anni, ha ignorato gli assistenti facenti funzione, chiamati a svolgere una inutile prova preselettiva, a giugno, al pari di altri 100 mila candidati dopo anni di onorato servizio. A che punto sono i concorsi pubblici nella scuola? A seguito delle dichiarazioni del ministro dell’Istruzione, a fare il punto della situazione, riepilogando le procedure concorsuali previste o in corso di svolgimento, è stata Orizzonte Scuola: la rivista specializzata ha ricordato che è intenzione del Miur attivare un “concorsone” per la scuola secondaria con 48.536 posti, di cui 8.491 sul sostegno (tanti ne sono stati chiesti al Ministero dell’Economia e delle Finanze) da distribuire tra i partecipanti con titolo (non figurerà più l’abilitazione all’insegnamento tra i titoli di accesso); poi c’è il concorso ordinario per i maestri della scuola dell’infanzia e primaria, il cui decreto è già stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, con 16.000 posti in palio.

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Domino’s Pizza: 300 assunzioni nei prossimi due mesi

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 aprile 2019

Domino’s Pizza annuncia l’apertura di un’imponente campagna di recruiting mirata a circa 300 assunzioni, molte delle quali già entro fine aprile, focalizzata su sei città: Milano, Torino, Modena, Bologna, Genova e Brescia.I nuovi assunti andranno a completare i team Domino’s Pizza già attivi e presenti in maniera capillare a Milano, Torino, Modena e Bologna ( dove sono previste ulteriori aperture) o formeranno le nuove squadre per le prossime inaugurazioni previste a Genova e Brescia.La campagna di recruitment si colloca all’interno di una strategia più ampia, che vuole accelerare la crescita e far aumentare almeno del 50% il numero dei propri punti vendita nel Nord Italia. La realtà Domino’s Pizza, infatti, è al suo quarto anno di attività e ha già all’attivo 23 punti vendita diretti e in franchising.A conferma del proprio impegno nei confronti di dipendenti e collaboratori, Domino’s Pizza ha recentemente firmato la “Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano”, un documento varato dall’Assessore al Lavoro di Bologna e dalle locali sigle sindacali a tutela dei rider, i fattorini impegnati nelle consegne a domicilio.Per quanto concerne le città dove Domino’s è già presente, la ricerca si concentra su Milano (con oltre 100 assunzioni in programma), ma anche a Modena (10), Bologna (40) e Torino (40). Il capoluogo piemontese, in particolare, è quello che in questo momento ha più necessità della figura di assistant manager: se ne cercano circa 20, infatti, mentre a Milano e Bologna 10 e 2 a Modena. Come annunciato, inoltre, ci sono già altre città nell’immediato futuro di Domino’s, a partire da Brescia – dove servono in particolare 5 assistant manager e 15/20 addetti alla ristorazione e alle consegne – e Genova, dove si cercano 10 assistant manager e circa 40 figure operative. Gli interessati ad una delle posizioni aperte, potranno inviare il proprio CV e una breve presentazione all’indirizzo e-mail risorseumane@dominositalia.it (https://www.dominositalia.it/?lang=it)
Domino’s Pizza ® Fondata nel 1960, è la prima catena di pizzerie al mondo con oltre 16.000 punti vendita in più di 85 mercati. Nel 2017 il volume di affari generato da Domino’s a livello globale è stato di 11 miliardi di dollari, di cui il 52% proveniente dai mercati internazionali.

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Milletrecento poliziotti penitenziari da assumere nel 2019

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Altri 577 tra il 2020 e il 2023. Sono i numeri forniti dal Ministero della Giustizia che attraverso un’«incisiva politica di risanamento del diffuso tasso di scopertura degli organici del Corpo, anche tenuto conto delle indifferibili necessità di prevenzione e contrasto della diffusione dell’ideologia di matrice terroristica in ambito carcerario», intende raggiungere l’«obiettivo prioritario dell’innalzamento degli standard di sicurezza» degli istituti di pena italiani. Del potenziamento degli organici ha parlato il sottosegretario Vittorio Ferraresi rispondendo a un’interrogazione a risposta immediata in Commissione Giustizia proposta da Fratelli d’Italia. In particolare i parlamentari Emanuele Prisco, Mauro Rotelli, Carolina Varchi e Ciro Maschio hanno spiegato che nel nostro Paese ci sono «diecimila detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare» e che gli agenti sono «quotidianamente impegnati a garantire la sicurezza» anche attraverso il «monitoraggio del radicalismo islamico». «In Italia sono reclusi quasi diecimila detenuti islamici» si legge in una nota di FdI. Secondo gli esponenti del partito di Giorgia Meloni «è urgente una riforma dell’ordinamento penitenziario che assicuri condizioni umani e professionali adeguate, opportune misure di controllo, prevenzione e repressione».
«Per risolvere le carenze strutturali gli organici insufficienti, i turni usuranti, le strumentazioni inadeguate non al passo con lo sviluppo tecnologico e l’equipaggiamento obsoleto è necessario – spiegano i deputati – è necessario stanziare maggiori risorse finanziarie». FdI si è infine soffermata sui «ripetuti episodi di violenza e le aggressioni subìte dai poliziotti penitenziari» sollecitando, per loro, la possibilità di utilizzare il taser. IL governo, sul punto, è stato possibilista «riservandosi di valutare proiezioni future dell’impiego della pistola elettronica anche in ambito carcerario».

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Scuola: Precariato, 350 mila assunzioni in 10 anni non sono bastate

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Roma. Lo Stato soccombe nei tribunali per via dei tanti precari storici della scuola ancora non assunti o immessi in ruolo con colpevole ritardo: le assunzioni dell’ultimo decennio hanno solo parzialmente tamponato la situazione, coprendo a malapena il turn over e lasciando in vita la supplentite. A causa della lentezza delle procedure di stabilizzazione, rimangono da assumere oltre 100 mila docenti e Ata, in prevalenza supplenti storici. Inoltre, solo nell’ultimo biennio i giudici dei vari tribunali italiani hanno portato in giudizio lo Stato, con i giudici che hanno chiesto di risarcire i lavoratori danneggiati per una cifra complessiva che si aggira sui 20 milioni di euro. I numeri sono stati citati a Roma stamani, 24 marzo, durante l’ultimo giorno del congresso nazionale Anief, organizzato in occasione del decimo anniversario del sindacato e del ventesimo Congresso nazionale. Marcello Pacifico, presidente del sindacato rappresentativo ha detto, ai 150 delegati giunti da tutta Italia, che l’azione dell’Anief ha messo in risalto l’illegittimità del diritto interno rispetto a quello europeo sulla reiterazione dei contratti a termine per il personale della scuola: “Vincere il contenzioso e farlo passare in giudicato è stata una prima importante fase su cui Anief ha tenuto alta la concentrazione. Ora bisogna passare a una fase successiva, dando ‘a Cesare quel che è di Cesare’”.
Il tema dei risarcimenti dei precari, che nella scuola riguarda ancora ben oltre 100 mila supplenti, in buona parte storici con oltre 36 mesi di servizio, rimane caldissimo. “Faremo ricorsi fin quando saremo in vita, per contrastare storture e abusi: bisogna però mettere in esecuzione tutte queste sentenze che valgono qualcosa come venti milioni di euro di risarcimento”, ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricordando che “con il governo attuale punta sulla strada del concorso ordinario senza però risolvere il problema della supplentite, anzi reiterando il problema degli abusi. Così i cittadini lavoratori statali continueranno a citare in giudizio lo Stato. Anief è al loro fianco”.
Il sindacalista autonomo, che ha parlato ad una platea di oltre 150 delegati provenienti da tutta Italia, si è quindi soffermato su un dato inequivocabile: “Questi ricorsi hanno avuto un impatto nella legislazione italiana. E anche in quella europea? Federico II considerava ‘sorelle’ la legge e la giustizia, come se fossero padre e figlio, signore e ministro, cioè ‘servo’. Anief si è caratterizzata in questi dieci anni per il fatto d’essersi circondata di giuristi, cercando di crescere assieme a loro, cercando di far rivivere quel dialogo tra la legge e la giustizia che sembrava dimenticato. A partire dal primo grande ramo del nostro contenzioso, cioè quello che riguarda il precariato e l’abuso dei contratti a termine”. Il paradosso è che esistono da tempo le norme da attuare perché si evitasse questo enorme contenzioso. Pacifico ha rammentato che “esiste una normativa comunitaria, una direttiva di oltre vent’anni fa, la numero70 datata 1999, introdotta in Italia nel 2001 con un decreto legislativo che è stato cambiato trentacinque volte, in ultimo nel 2017 con l’ultimo decreto sulla PA voluta dall’allora ministra Marianna Madia. Certo, è una direttiva che secondo il Parlamento europeo deve essere rimodulata, ricalibrata, a seguito di diversi esposti e reclami dei cittadini dell’Unione, alcuni dei quali prodotti anche dai nostri iscritti: ma è un dato di fatto che dopo vent’anni questa direttiva non è attuata”.
“Nell’ultimo decennio – ha ricordato il leader sindacale -, su questa direttiva l’impegno di Anief è stato costante e crescente: solo nell’ultimo anno, caratterizzato dalla campagna elettorale, ha portato a mille sentenze passate in giudicato, quindi con giudizio senza ritorno, mille su cinquemila ricorsi pendenti, per circa venti milioni euro di risarcimento, a cui lo Stato deve dare seguito. Nel frattempo il legislatore, sempre grazie all’attività dell’Anief, ha cominciato a reagire. Lo ha fatto con la ‘Buona Scuola’, la Legge 107 del 2015, e i decreti legislativi annessi su formazione iniziale e reclutamento, prevedendo un reclutamento straordinario di chi era nelle GaE, poi di chi era abilitato, poi per chi aveva 36 mesi di servizio e infine un concorso ordinario. Ma introducendo anche un limite a questi contratti a termine e un risarcimento per l’abuso di questi contratti, che seppure circoscritto a 10 milioni di euro, ha creato un solco senza ritorno. È un messaggio importante, frutto del dialogo che si è venuto a determinare tra le aule parlamentari e quelle di giustizia: siamo convinti – ha concluso Pacifico – che si tratta dell’inizio di un nuovo modo di fare sindacato”.

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Scuola: Precariato, numeri inauditi: la prossima estate oltre 120 mila supplenze annuali

Posted by fidest press agency su sabato, 23 marzo 2019

I vincitori del prossimo concorso a cattedra potrebbero non essere assunti nemmeno nel 2020. E siccome non c’è alcuna volontà da parte del Miur di stabilizzare i precari storici con oltre 36 mesi di servizio svolto, a dispetto di quello che ci chiede l’Europa da 20 anni, tra qualche mese ne vedremo delle belle: solo considerando i 40 mila pensionamenti, le 33 mila mancate immissioni in ruolo della scorsa estate e i 50 mila posti in deroga, si arriva ad un numero inaudito di supplenze annuali, con scadenza 30 giugno 2020 o 31 agosto 2020. Marcello Pacifico (Anief): L’Italia stavolta più che mai rischia di incassare una sanzione non indifferente da Bruxelles. Se a questo si aggiungono i tanti ricorsi risarcitori presentati in tribunale dai singoli docenti, che anche Anief patrocina, diventa ancora più incoerente la scelta del Miur di opporsi alla riapertura delle GaE e del doppio canale di reclutamento. Ancora di più perché i concorsi non andranno a sanare che una piccolissima parte degli oltre 100 mila precari già selezionati e abilitati all’insegnamento. Il Miur ha ufficializzato quello che l’Anief sostiene da mesi: la prossima estate sarà contrassegnata dal record di supplenze annuali. Anche nella scuola secondaria, per la quale a fronte dell’innalzato numero di pensionamenti, che con quota 100 arriverà a quota 40 mila, non ci saranno nuovi docenti vincitori di concorso pronti a subentrare. La conferma, scrive Orizzonte Scuola, adesso arriva anche dal Ministro Bussetti che a Genova ha detto: un nuovo concorso “è all’interno della nostra finanziaria, lo abbiamo già previsto, avvieremo nuove procedure concorsuali”. Alla domanda se si farà in tempo per le assunzioni 2018/19, Bussetti ha risposto: “No sicuramente no. I tempi per i concorsi sono molto più lunghi, ma inizieremo a farlo”. Ma c’è dell’altro: non è affatto sicuro che i vincitori del prossimo concorso possano prendere posto il 1° settembre del 2020. Il bando, infatti, non sarà pubblicato a breve: d’altronde, spiega ancora la rivista specializzata, se l’obiettivo è quello di bandire concorsi solo nelle regioni con posti disponibili nel periodo di vigenza delle graduatorie, bisognerà attendere le assunzioni dell’estate 2019 per avere un quadro completo della situazione. Allo stesso tempo, andare oltre settembre (a condizioni invariate) potrebbe significare non fare in tempo per le assunzioni del 2020. Si sta vivendo una “situazione delicata, che coinvolge migliaia di docenti con servizio e neolaureati con i 24 CFU, in attesa di una nuova procedura di reclutamento”. La certezza, al momento, è che il concorso per i docenti della scuola secondaria dovrebbe essere bandito entro il 2019, tuttavia non si potrà fare in tempo per le assunzioni a.s. 2019/20. E siccome non c’è alcuna volontà da parte del Miur di stabilizzare i precari storici con oltre 36 mesi di servizio svolto, a dispetto di quello che ci chiede l’Europa da 20 anni, tra qualche mese ne vedremo delle belle. Il risultato di tutto questo è presto detto: solo considerando i 40 mila pensionamenti, le 33 mila mancate immissioni in ruolo della scorsa estate e i 50 mila posti in deroga, si arriva ad oltre 120 mila supplenze annuali, in parte con scadenza 30 giugno 2020 ed in parte 31 agosto sempre 2020.
“Per il Ministero dell’Istruzione la soluzione a questo problema sarebbe stata a portata di mano – sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – se avesse dato ascolto a quanto espresso pochi mesi dalla Corte di Giustizia Europea, la quale attraverso la decima Sezione Corte, con la sentenza C-331/17 Sciotto e richiamando la clausola 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato del 18 marzo 1999 collegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno dello stesso anno sull’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro non di ruolo, ha ribadito che i Paesi membri non possano opporsi a tale indicazione. E che nemmeno possono discriminare determinate categoria di lavoratori”. “Ecco perché l’Italia stavolta più che mai rischia di incassare una sanzione non indifferente da Bruxelles. Se a questo si aggiungono i tanti ricorsi risarcitori presentati in tribunale dai singoli docenti, che anche Anief patrocina, diventa ancora più incoerente la scelta del Miur di opporsi alla riapertura delle GaE e del doppio canale di reclutamento. Ancora di più perché i concorsi non andranno a sanare che una piccolissima parte degli oltre 100 mila precari già selezionati e abilitati all’insegnamento”.

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Castelli: “Italia torna ad investire in Ricerca”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 marzo 2019

“206 posti in più rispetto al piano attuato dal Governo precedente. A differenza di quanto qualcuno ama raccontare, questo è veramente un esecutivo che intende cambiare, in positivo, il Paese, attraverso un costante gioco di squadra. Lo facciamo anche investendo in ricerca”.
“Con il Decreto del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, infatti, diamo esecuzione ad una previsione della Legge di Bilancio, tornando, dopo molti anni, ad assumere oltre il normale turn over. Un’opportunità che si è concretizzata grazie al fatto che dal Ministero dell’Economia ci siamo immediatamente attivati per renderla possibile, Questa è una bella occasione per tanti giovani”. Così il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, commenta la firma del Decreto relativo al Piano straordinario di 1.511 assunzioni per ricercatori universitari.

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Scuola: Assunzioni, il piano straordinario 2015/16 falsato dall’algoritmo

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

L’ammissione del Ministro dell’Istruzione sugli errori commessi dal Miur non coincidono con un’azione risolutiva. Marcello Pacifico (Anief): Il Ministro chieda al Parlamento una modifica della norma che preveda un nuovo trasferimento straordinario su tutto l’organico dell’autonomia a partire dal prossimo anno scolastico. Quando si comprendono gli errori da parte anche di altri che ti hanno preceduto non basta ammetterli, ma bisogna assolutamente trovare soluzioni adeguate. Anief conferma i ricorsi per avvicinare quei docenti a casa
Il piano straordinario di assunzioni dei docenti del 2015/16 prodotto dal Governo Renzi non poteva funzionare. A distanza di tre anni, l’ammissione sulle procedure che hanno portato decine di migliaia di precari ad essere immessi in ruolo fuori regione, a centinaia di chilometri da casa, pur in presenza di posti liberi nelle loro province, arriva dall’attuale Ministro dell’Istruzione. Il quale in un’intervista a Panorama dice: “Sa quanto ho impiegato a capire che non funzionava?…. Dieci secondi”. La rivista Orizzonte Scuola dice oggi che su quella mobilità a carattere nazionale decisa da un algoritmo impazzito, i cui parametri di adozione non furono mai resi pubblici, pesa anche il giudizio derivante da una perizia tecnica conclusa nel 2017, che ha definito “Confuso, lacunoso, ampolloso, ridondante, elaborato in due linguaggi di programmazione differenti, di cui uno risalente alla preistoria dell’informatica, costruito su dati di input gestiti in maniera sbagliata”. Ora, dinanzi a tali certezze, ci si sarebbe aspettati non solo una presa di coscienza del Miur, ma anche l’adozione di provvedimenti adeguati. Solo che l’amministrazione non è voluta andare oltre a delle quote allargate sui trasferimenti fuori provincia dei docenti, introdotte con il contratto sottoscritto a dicembre sulla mobilità del personale: per l’anno scolastico 2019/20 sono stati previsti il 40 % di trasferimenti interprovinciali e il 10% di passaggi di ruolo; per il 2020/21, il 30% di trasferimenti interprovinciali e il 20% di passaggi; per il 2021/22, il 25% di trasferimenti interprovinciali e il 25% di passaggi. Si è preferito, in pratica, dare solo un’opportunità ai tanti insegnanti ancora non rientrati nella terra d’origine. Lo stesso ministro dell’Istruzione ha ammesso: “Non è ancora finita… ci vorranno tre anni”. Preso atto dei tempi ancora lunghi, il M5S, attraverso il primo firmatario Marilotti, ha fatto partire un’interrogazione, “per chiedere al Ministro se intenda assumere urgenti iniziative al fine di consentire il rientro stabile nei luoghi di origine dei docenti del Sud che con la Buona Scuola hanno ottenuto il ruolo nelle province del Nord”. Per Anief, il Miur doveva prendere in mano la situazione: secondo il suo presidente nazionale, Marcello Pacifico, visto che l’errore dell’amministrazione è stato evidente, “giunti a questo punto deve intervenire il Ministro Marco Bussetti chiedendo in Parlamento una modifica della norma che preveda un nuovo trasferimento straordinario su tutto l’organico dell’autonomia a partire dal prossimo anno scolastico”. “Ancora di più – continua il sindacalista autonomo – perché ci troviamo in presenza di un alto numero di posti vacanti e disponibili, che coincide pure con l’abolizione degli ambiti territoriali. Come Anief, lo chiediamo a gran voce ad un’amministrazione che non può continuare a comportarsi in modo pilatesco. Quando si comprendono gli errori da parte anche di altri che ti hanno preceduto non basta ammetterli, ma bisogna assolutamente trovare soluzioni adeguate”, richiama il presidente Marcello Pacifico, il quale invita anche l’amministrazione scolastica a “predisporre dei corsi abilitanti per il personale di ruolo presso gli ex provveditorati per agevolare i passaggi di ruolo secondo le quote annualmente previste nell’ultimo contratto sulla mobilità”.

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Pa: Fp Cgil lancia campagna su occupazione, 500 mila assunzioni in 3 anni

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

“Un’emorragia di dipendenti pubblici, tale da far cadere a pezzi l’intero sistema pubblico. Una tendenza da invertire, immediatamente, attraverso l’adozione di un piano straordinario di nuova occupazione nelle pubbliche amministrazioni che dia lavoro ad almeno 500 mila persone nei prossimi tre anni, per poter garantire un’adeguata offerta di servizi ai cittadini”. È l’allarme, e la contromisura, della Fp Cgil Nazionale che lancia così la sua campagna #AssunzioniSubito a difesa del lavoro pubblico come valore sociale.
Una campagna che nasce dal quadro che il lavoro pubblico offre. Sono, infatti, osserva la Fp Cgil, “sempre meno, sempre più anziani e con sempre più carichi di lavoro i dipendenti pubblici. Un trend negativo, generato dal pluriennale blocco del turn over e da una contestuale età media molto alta, che si incrementerà ulteriormente a causa dei pensionamenti previsti, pari a circa 500 mila in 3 anni, se non si procederà immediatamente a un piano straordinario di assunzioni”.Dal 2009 ad oggi nel lavoro pubblico si registrano, infatti, fa sapere la categoria dei servizi pubblici della Cgil, “circa 165 mila unità in meno, così come emerge dai dati del Conto Annuale dello Stato. Per la prima volta in tutti i comparti dei servizi pubblici si supera l’età media dei 50 anni. Nei prossimi anni si prevede dunque, inevitabilmente, un’accelerazione delle uscite, anche (ma non solo ) per via di Quota 100. Saranno circa 500 mila le uscite in 3 anni, di cui 150 mila con la nuova misura di governo”.Nello specifico, settore per settore: “In Sanità pubblica l’età media è di quasi 51 anni, nelle Funzioni Locali si sfiorano i 53 e nelle Funzioni Centrali si arriva persino a 55 anni. Nei settori interessati dal turn over l’età media si è leggermente abbassata, dove invece non c’è stato nessun elemento di novità si toccano livelli altissimi. Basti pensare che in Italia gli under 34 sono appena il 2% del personale (a fronte di una media Ocse del 18%); gli over 55 invece rappresentano il 45% (media Ocse del 24%). Si tratta esattamente di 595 mila occupati che nei prossimi anni accederanno alla pensione”.Per queste ragioni, osserva la Funzione Pubblica Cgil, “per mantenere almeno l’attuale livello dei servizi e delle prestazioni negli stessi comparti è necessario assumere nei prossimi 3 anni almeno 500 mila lavoratrici e lavoratori. Se non si procede immediatamente con un piano straordinario di assunzioni di giovani nelle pubbliche amministrazioni le conseguenze saranno inevitabili. Come abbiamo cercato di esprimere con la nostra campagna, infatti, senza nuove assunzioni sarà inevitabile vedere i diritti di tutti cadere a pezzi. Il perimetro di intervento dei servizi pubblici continuerà ad arretrare, ci saranno meno servizi per i cittadini e il sistema finirà al collasso, a vantaggio delle privatizzazione dell’aumento delle disuguaglianze. Da qui la nostra rivendicazione, per tutte e tutti: un piano straordinario di nuova occupazione nei servizi pubblici che garantisca i diritti dei cittadini e dei lavoratori”, conclude. http://www.fpcgil.it

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Fp Cgil: salta emendamento per assunzioni in Sanità

Posted by fidest press agency su sabato, 2 febbraio 2019

“Una nuova ‘manina’ fa saltare dal dl semplificazioni l’emendamento dello stesso governo che si proponeva di eliminare il tetto di spesa per le assunzioni del personale del Servizio sanitario nazionale, il famigerato -1,4% sulla spesa del personale del 2004”. A denunciarlo è la Funzione Pubblica Cgil Nazionale, nel sottolineare come “la manina rappresenti un accanimento particolare nei confronti delle misure che riguardano il Servizio Sanitario Nazionale e la sua messa in sicurezza”.Per la Fp Cgil si tratta di “un fatto gravissimo ma che non sorprende, dato che l’abolizione di quel provvedimento viene annunciato ad ogni varo di provvedimento normativo salvo non essere adottato mai. Quella che pare evidente è la spregiudicatezza e la leggerezza con cui viene trattato un tema così delicato come quello del turnover in sanità, che tocca la vita di centinaia di migliaia di professionisti che operano tutti i giorni con carichi di lavoro pesantissimi e che si sentono, giustamente, presi in giro da troppo tempo, blanditi a parole e colpiti ogni volta coi fatti. La situazione, anche a seguito dei pensionamenti programmati, è destinata a peggiorare ulteriormente nel giro di poche settimane”.
La Funzione Pubblica Cgil sottolinea che “è bene che i cittadini siano consapevoli di quanto sta accedendo, perché al di là delle parole vuote dei ministri Grillo e Buongiorno, il Servizio sanitario continua ad essere pesantemente attaccato, anche da questo Governo, con un depauperamento continuo di risorse umane e materiali e questo processo d’impoverimento è quello che ogni giorno le persone pagano sulla propria pelle con liste d’attesa più lunghe, meno operatori a disposizione, personale più stanco”.Per noi, osserva la categoria dei servizi pubblici della Cgil, “il Ssn è un patrimonio che, invece, va difeso e rilanciato come strumento di equità e di garanzia del diritto costituzionale alla salute; per noi è urgente un piano straordinario di assunzioni che si occupi concretamente di immettere nel Servizio sanitario nazionale giovani professionisti perché una sanità di qualità, senza personale, non può esistere. Per questo è il momento di costruire risposte e argini al processo di sgretolamento che anche questo Governo favorisce, alimentando un mercato privato che disegna una sanità sempre più diseguale, sempre più ingiusta. Per quanto ci riguarda lo faremo ogni giorno, a partire dal valorizzare il tema della sanità all’interno delle rivendicazioni che porteremo nella grande manifestazione unitaria che Cgil Cisl Uil hanno proclamato per sabato 9 febbraio”, conclude la Funzione Pubblica Cgil.

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Nuova modalità di recruiting

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Marketers Company Srl, (https://marketers.media/) azienda fondata da Dario Vignali e Luca Cresi Ferrari, che si occupa di formazione in ambito digital e imprenditoriale, ha svelato quali sono le sue modalità di recruiting: “Cerchiamo di innovare anche il processo di assunzioni, perché oggi non possiamo più pensare di basarci solo su annunci classici”.
Marketers nel 2018 ha fatturato quasi due milioni di euro, ha migliaia di studenti in tutta Italia e tutti i suoi collaboratori (ad oggi circa una trentina) lavorano da remoto, da diverse parti del mondo.“Non abbiamo uffici, gestiamo tutti i flussi di lavoro in mobilità, da diverse nazioni: c’è chi lavora in Australia, chi in Asia, chi in Europa” raccontano Dario e Luca.Ma come avviene il processo di assunzione?
Per lavorare all’interno dell’azienda non è necessario presentare il proprio curriculum o sostenere un colloquio classico. I collaboratori di Marketers Company Srl, infatti, vengono selezionati principalmente tra i membri del gruppo Facebook dedicato (https://www.facebook.com/groups/dariovignali/), il quale conta oggi quasi 40.000 iscritti.
È proprio sul social network che avviene l’attività di scouting, il cui obiettivo è quello di aggiungere nuovi talenti all’impresa. Generosità e ambizione: l’importanza della creazione di contenuti di valore, utili per gli altri membri del gruppo “Chi mette a disposizione le proprie competenze tecniche per gli altri membri della community, condividendo casi studio e dimostrando di avere delle conoscenze pratiche nel proprio ambito, viene sicuramente notato dal nostro team – spiega Dario Vignali – e successivamente, se si tratta di valore condiviso in modo continuativo e costante, si può essere chiamati per un ‘colloquio’ conoscitivo.In questo modo siamo sicuri di assumere persone realmente capaci di produrre un risultato in un determinato settore e persone che hanno l’attitudine a condividere con gli altri le proprie conoscenze, in modo generoso e ambizioso.” Intraprendenza personale, spirito imprenditoriale e competenze sono le tre caratteristiche necessarie per farsi notare Durante il processo di selezione dei nuovi collaboratori, non vengono valutate solamente le abilità specifiche richieste dalla posizione. Al contrario, giocano un ruolo fondamentale le soft skills, tra le quali spiccano l’intraprendenza personale ed un forte spirito imprenditoriale. Come spiega Dario Vignali stesso, infatti, “per noi è fondamentale il concetto di ‘imprenditore dentro l’azienda’. Con ciò intendo che gli stessi dipendenti o collaboratori devono avere a cuore il futuro dell’impresa ed essere pronti a mettersi in gioco per migliorare se stessi ed apportare un contributo sempre maggiore. Cerchiamo persone non solo abili nel proprio lavoro, ma anche capaci di assumersi una responsabilità sul proprio operato. È proprio grazie a queste qualità, presenti in tutti coloro che lavorano con noi, che la nostra azienda riesce ad operare da remoto in maniera efficace.”A differenza delle imprese più tradizionali, nelle quali una posizione ha delle caratteristiche precise e richiede lo svolgimento di un compito specifico, Marketers Company Srl, adotta un approccio di collaborazione progressiva con i propri collaboratori. Una volta che si è stati notati, il lavoro all’interno dell’azienda inizia richiedendo un piccolo contributo da parte del collaboratore (gli viene richiesto, ad esempio, di produrre contenuti di valore per la community). Con il passare del tempo, se è in grado di portare dei risultati costanti e di dare un effettivo beneficio all’impresa, le responsabilità aumenteranno, così come la mole di lavoro e, di conseguenza, il compenso.
Grazie a questa strategia di reclutamento e selezione dei propri collaboratori, Marketers Company Srl riesce a portare avanti il proprio progetto senza necessitare di uffici e orari di lavoro prestabiliti, permettendo a chi collabora con l’azienda di essere autonomo nella gestione del proprio ruolo.

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Boom assunzioni nel settore delle energie rinnovabili

Posted by fidest press agency su sabato, 12 gennaio 2019

Il settore della green economy non rappresenta solamente una modalità efficace per tentare di risollevare le sorti ecologiche del pianeta, già compromesse dall’attività industriale indiscriminata e su larga scala, ma anche un’ottima opportunità sotto il profilo dell’occupazione.Il boom delle energie rinnovabili ha coinvolto un numero sempre crescente di imprese che hanno scommesso sull’innovazione coniugata alla tutela ambientale, e anche i posti di lavoro ne hanno risentito in maniera estremamente positiva: sono tra le 4 e le 600mila le nuove professioni sviluppatesi attorno al business delle energie circolari, oggi più che mai ricercate dalle grandi aziende per rilanciare la propria filiera industriale attraverso processi produttivi sostenibili.Tra coloro che hanno saputo interpretare meglio il vento del cambiamento spicca IMC Holding, ormai celebre nel settore internazionale del fotovoltaico e che si è distinta come la sola azienda italiana della green economy ad essere stata premiata dall’Itqf, l’Istituto Tedesco Qualità e Finanza, con il marchio di valore conferito alle imprese più meritevoli.Il titolo consente all’impresa romana di sedersi ad un tavolo molto esclusivo, assieme a mostri sacri come Enel, Esso, Deutsche Bank, Vodafone, Intesa San Paolo e il gruppo Allianz.

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Inaccettabile rinvio assunzioni nella Pa

Posted by fidest press agency su sabato, 22 dicembre 2018

“Un segnale grave che ancora una volta penalizza la Pubblica amministrazione. Il governo ha costruito la sua propaganda proprio sulle assunzioni e ora fa marcia indietro. Non ci stiamo: pronti alla mobilitazione”. Queste le parole di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa in risposta a quanto affermato dal premier Giuseppe Conte nell’Aula del Senato, secondo il quale le assunzioni per le amministrazioni centrali saranno rinviate al 15 novembre 2019. “Il governo nel corso di questi mesi – affermano i sindacati – ha fatto molta propaganda sulle assunzioni nella pubblica amministrazione e ora, a dispetto di un ddl che ha voluto chiamare ‘concretezza’, fa un passo indietro negando se stesso. Dopo aver presentato, unitariamente, proposte per una Pa migliore, a partire dal varo di un piano straordinario di assunzioni, ora non staremo fermi: pronti alla mobilitazione”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa.

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Scuola: Precari e assunzioni dopo 36 mesi, qualcosa si muove

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

Entra nel vivo la discussione del disegno di legge n. 355 presentato dal presidente della Commissione Cultura per modificare il comma 131 della legge 107/2015 – peraltro già abolito dal Decreto dignità, attraverso il quale erano state stravolte le indicazioni dell’Unione Europea in materia di contratti a tempo determinato del personale docente. Tuttavia, c’è poco da fidarsi. Perché nelle passate settimane la V e la XIV Commissione di Palazzo Madama hanno già bocciato il testo presentato come emendato alla legge europea. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): fino a quando non si troveranno coperture finanziarie adeguate e chi ci governa non si convincerà il Mef della necessità estrema di attuare questa operazione, sarà quasi inutile discuterne. E continuerà ad essere necessario ricorrere in tribunale per ottenere i dovuti risarcimenti previsti dalla giurisprudenza sull’abuso dei contratti a termine. Nel frattempo, Anief conferma il ricorso al giudice del lavoro per ottenere la partecipazione al piano straordinario di stabilizzazione o il risarcimento del danno per illecita reiterazione di contratti a termine: il ricorso è rivolto a docenti, anche non abilitati, e Ata precari che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio in scuola pubblica su posto vacante e disponibile.

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