Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°14

Posts Tagged ‘assunzioni’

Boom assunzioni nel settore delle energie rinnovabili

Posted by fidest press agency su sabato, 12 gennaio 2019

Il settore della green economy non rappresenta solamente una modalità efficace per tentare di risollevare le sorti ecologiche del pianeta, già compromesse dall’attività industriale indiscriminata e su larga scala, ma anche un’ottima opportunità sotto il profilo dell’occupazione.Il boom delle energie rinnovabili ha coinvolto un numero sempre crescente di imprese che hanno scommesso sull’innovazione coniugata alla tutela ambientale, e anche i posti di lavoro ne hanno risentito in maniera estremamente positiva: sono tra le 4 e le 600mila le nuove professioni sviluppatesi attorno al business delle energie circolari, oggi più che mai ricercate dalle grandi aziende per rilanciare la propria filiera industriale attraverso processi produttivi sostenibili.Tra coloro che hanno saputo interpretare meglio il vento del cambiamento spicca IMC Holding, ormai celebre nel settore internazionale del fotovoltaico e che si è distinta come la sola azienda italiana della green economy ad essere stata premiata dall’Itqf, l’Istituto Tedesco Qualità e Finanza, con il marchio di valore conferito alle imprese più meritevoli.Il titolo consente all’impresa romana di sedersi ad un tavolo molto esclusivo, assieme a mostri sacri come Enel, Esso, Deutsche Bank, Vodafone, Intesa San Paolo e il gruppo Allianz.

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Inaccettabile rinvio assunzioni nella Pa

Posted by fidest press agency su sabato, 22 dicembre 2018

“Un segnale grave che ancora una volta penalizza la Pubblica amministrazione. Il governo ha costruito la sua propaganda proprio sulle assunzioni e ora fa marcia indietro. Non ci stiamo: pronti alla mobilitazione”. Queste le parole di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa in risposta a quanto affermato dal premier Giuseppe Conte nell’Aula del Senato, secondo il quale le assunzioni per le amministrazioni centrali saranno rinviate al 15 novembre 2019. “Il governo nel corso di questi mesi – affermano i sindacati – ha fatto molta propaganda sulle assunzioni nella pubblica amministrazione e ora, a dispetto di un ddl che ha voluto chiamare ‘concretezza’, fa un passo indietro negando se stesso. Dopo aver presentato, unitariamente, proposte per una Pa migliore, a partire dal varo di un piano straordinario di assunzioni, ora non staremo fermi: pronti alla mobilitazione”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa.

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Scuola: Precari e assunzioni dopo 36 mesi, qualcosa si muove

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

Entra nel vivo la discussione del disegno di legge n. 355 presentato dal presidente della Commissione Cultura per modificare il comma 131 della legge 107/2015 – peraltro già abolito dal Decreto dignità, attraverso il quale erano state stravolte le indicazioni dell’Unione Europea in materia di contratti a tempo determinato del personale docente. Tuttavia, c’è poco da fidarsi. Perché nelle passate settimane la V e la XIV Commissione di Palazzo Madama hanno già bocciato il testo presentato come emendato alla legge europea. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): fino a quando non si troveranno coperture finanziarie adeguate e chi ci governa non si convincerà il Mef della necessità estrema di attuare questa operazione, sarà quasi inutile discuterne. E continuerà ad essere necessario ricorrere in tribunale per ottenere i dovuti risarcimenti previsti dalla giurisprudenza sull’abuso dei contratti a termine. Nel frattempo, Anief conferma il ricorso al giudice del lavoro per ottenere la partecipazione al piano straordinario di stabilizzazione o il risarcimento del danno per illecita reiterazione di contratti a termine: il ricorso è rivolto a docenti, anche non abilitati, e Ata precari che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio in scuola pubblica su posto vacante e disponibile.

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Precariato, il Ministro vuole anticipare le assunzioni dei docenti ma se non si interviene nel Decreto Concretezza è tutto inutile

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Sulle immissioni in ruolo, l’obiettivo di Marco Bussetti è di anticipare le operazioni per avere tutto pronto a settembre, ed evitare alle scuole gli annosi problemi di organico. Le regole per le immissioni in ruolo non cambieranno e rimarranno quelle stabilite dalla legge 107/2015. Le graduatorie ad esaurimento continueranno ad essere utilizzate per il 50% delle assunzioni, il resto va ai concorsi: uno per la secondaria, uno per infanzia e primaria. Le disposizioni previste dal Ministro non convincono l’Anief: per assumere tutti i precari della PA occorre infatti realizzare una verifica degli organici, ad iniziare dalla Scuola, dove rimane altissima la percentuale di posti liberi ma non considerati tali, quindi inseriti nel cosiddetto organico di “fatto”, non utilizzabile per trasferimenti ed immissioni in ruolo, in pieno disprezzo della direttiva UE n. 70/1999.

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Roma: assunzione 500 nuovi vigili entro il 2018

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 novembre 2018

Via libera all’assunzione di 500 nuovi agenti di Polizia Locale entro il 2018. Lo ha stabilito la Giunta Capitolina con una memoria di indirizzo che tiene conto dell’esigenza di potenziare i servizi per la sicurezza urbana e stradale sul territorio capitolino, anticipando al corrente anno gli effetti delle assunzioni già pianificate per l’anno 2019.
Per raggiungere tale obiettivo i 500 vigili verranno assunti subito a tempo determinato. Nel corso del 2019, alla scadenza del rapporto temporaneo, passeranno tutti a un impiego a tempo indeterminato nei ranghi della Polizia Locale di Roma Capitale. Alle 300 assunzioni stabili già previste dalla vigente pianificazione per l’anno 2019, infatti, si aggiungeranno ulteriori 200 unità, grazie al nuovo piano dei fabbisogni 2019-2021 in corso di approvazione.
I candidati utilmente collocati in graduatoria riceveranno un telegramma con cui saranno invitati a presentarsi presso il Dipartimento Risorse Umane per la firma del contratto di lavoro a tempo determinato. In tale sede dovranno presentare una generica certificazione medica di idoneità al servizio rilasciata dalla Asl. La consegna di ulteriori specifiche certificazioni di idoneità avverrà al momento della firma del contratto a tempo indeterminato. L’eventuale rinuncia alla sottoscrizione del contratto a tempo determinato non comporterà decadenza rispetto alla successiva chiamata per la sottoscrizione del contratto a tempo indeterminato e gli eventuali rinunciatari non verranno quindi sostituiti attraverso lo scorrimento della graduatoria. La finalità dell’operazione resta quella di beneficiare da subito degli effetti della pianificazione assunzionale del 2019, offrendo l’opportunità facoltativa di accedere ai ruoli della Polizia Locale anticipatamente rispetto all’assunzione prevista nell’anno successivo.

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Difesa: Promesse assunzioni personale ma ancora nessuna traccia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 novembre 2018

Roma. “La ministra Trenta rispetti gli impegni assunti o saremo costretti a dichiarare lo stato di agitazione nazionale del personale civile del Ministero della Difesa, a cui far seguire una possibile mobilitazione”. È quanto fanno sapere Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal Unsa nel rivendicare un confronto con la titolare del dicastero della Difesa, Elisabetta Trenta, che abbia al centro la trattazione di alcune rilevanti questioni da affrontare al più presto, la più importante delle quali, scrivono, “quella relativa ai drammatici bisogni assunzionali manifestati in particolare dall’area operativa e tecnico industriale della Difesa, di cui la stessa ministra si fece carico nell’ambito dell’intervento successivamente prodotto avanti le Commissioni difesa di Camera e Senato in seduta comune”.Il piano straordinario di fabbisogno di personale civile messo a punto dalla Difesa, unitamente a quello ordinario, fanno sapere i sindacati, “mirava a conseguire l’assunzione di oltre 2.000 dipendenti: una notizia da noi accolta con grande soddisfazione, viste anche le numerose denunce avanzate nel corso degli ultimi anni in tal senso, a partire dall’esigenza di dare attuazione ad un programma volto alla soluzione delle a nose problematiche che stanno riducendo drammaticamente la capacità produttiva industriale dello Stato nella Difesa”.Invece, rilevano le sigle sindacali, “con nostra grande sorpresa constatiamo come non ci sia alcuna traccia di reale impegno, nei provvedimenti licenziati dal governo, sugli stanziamenti economici destinati alle assunzioni di personale civile nel Ministero della Difesa, mentre trovano piena soddisfazione i piani assunzionali presentati da altri Ministeri e Pubbliche Amministrazioni”. Per queste ragioni, rivendicando un incontro a breve, i sindacati affermano: “Diciamo alla ministra che confidavamo in ben altro risultato. Vengono ancora una volta tradite le aspettative ingenerate dall’assunzione di impegni precisi e circostanziata al tavolo di confronto da parte del vertice politico del dicastero della Difesa che i lavoratori non sono disposti a tollerare senza manifestare pubblicamente il proprio forte e condivisibile dissenso”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal Unsa.

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Scuola: Non c’è traccia di assunzioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Non c’è traccia del “pacchetto” di 27.400 assunzioni di insegnanti a Ata che il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha presentato in vista del prossimo anno scolastico: nella bozza modificata in questi giorni, pronta per essere presentata in Parlamento, non c’è traccia del provvedimento. “Al momento – commenta oggi la rivista specializzata Orizzonte Scuola – non è stato compreso nella bozza. Bussetti è al lavoro per ripresentare la norma, ma intanto il piatto per i precari si è assottigliato. Al momento, fumata nera. Vedremo se il Miur riuscirà a scucire qualche finanziamento in extremis”.“Già 27 mila posti, ancorché negati, erano un numero esiguo – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – soprattutto dopo che dieci volte tanto era stato promesso di chi oggi ci governa. Ora bisogna essere seri o tacere. Perché si tratta di un passaggio imprescindibile per sconfiggere la precarietà e migliorare il servizio formativo che si offre nelle nostre scuole: di promesse non mantenute la scuola non ha proprio bisogno. Servono i fatti, azzerando i numeri che fanno ormai paura, visto che la prossima estate – conclude il sindacalista – si potrebbe superare la quota record di 200 mila posti vacanti e disponibili solo tra il corpo insegnante”.In vista del prossimo anno scolastico, il numero di stabilizzazioni di personale scolastico già oggi si presenta con dimensioni ben diverse: si parte dai quasi 33 mila posti andati a vuoto nelle assunzioni del personale docente, cui aggiungere 20 mila posti nella primaria per l’insegnamento dell’educazione motoria, attraverso la proposta di legge 523 dell’on. Marco Marin (Forza Italia) e altri, a cui potrebbe essere abbinata la 914 a prima firma dell’on. Virginia Villani (M5S) e la 784 dell’on. Vanessa Cattoi (Lega) e altri; altre migliaia di posti, da definire, riguardano l’allargamento del tempo pieno al Sud, anche questo ampiamento anticipato dai più alti esponenti dell’esecutivo in carica; poi ci sono quasi 25 mila posti da suddividere tra assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, una parte dei quali riguardante l’internalizzazione dei servizi esterni.A questi, vanno aggiunti almeno 25 mila posti derivanti dal naturale turn over. Ma anche 45 mila posti su sostegno: a questo proposito, appare inverosimile che l’assegnazione dei docenti di sostegno debba ancora essere assoggettata alla Legge 128/2013, che ancora oggi preclude la stabilizzazione di decine di migliaia di docenti specializzati: solo il 70% delle cattedre – circa 100 mila su 150 mila – è assegnata ad un insegnanti di ruolo. Le altre, continuano ad andare a supplenza annuale, sino al 30 giugno, malgrado si tratti di posti vacanti. E non interessa se nel frattempo il numero di alunni disabili è praticamente raddoppiato. Mancano, inoltre, 400 posti nei licei musicali che si sono liberati grazie al ricorso Anief che ha raddoppiato le ore della disciplina negli istituti di indirizzo.Infine, ci sono altre 80 mila cattedre che si sarebbero potute liberare con l’anticipo pensionistico, in particolare con quota 100, o ancora agli altrettanti con la stabilizzazione dei precari storici, con 36 mesi di servizio su posto vacante, attraverso l’approvazione del disegno di legge AS355 a prima firma del senatore Mario Pittoni (Lega Nord) ma anche attraverso la via del tribunale, anche a seguito della recentissima sentenza C-331/17 Sciotto, emessa dalla Corte di Giustizia Ue. Quest’ultima ha stabilito che i Paesi membri devono provvedere alla “conversione automatica del contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato se il rapporto di lavoro perdura oltre una data precisa”, ovvero 36 mesi anche non continuativi qualora stiano operando su posto vacante e disponibile.

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La pubblica amministrazione torna ad assumere

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Lo prevede il ddl per la Concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo, oggi all’esame del Consiglio dei ministri, in base al quale cade il limite del turn over, ovvero lo stop ad andare oltre ad un nuovo assunto per ogni pensionato, per fare spazio alla soglia del 100% della spesa relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente. E siccome il lavoratore in uscita ha una medio-alta anzianità di servizio costa molto di più rispetto ai neo-assunti inquadrati con stipendi-base, viene da sé che le assunzioni potranno essere anche del 30% in più dei pensionamenti.“In pratica – scrive Il Messaggero – non ci sarà un limite in termini di «teste» (un assunto per ogni pensionato) ma solo di spesa e questo dovrebbe consentire a fronte di uscite di personale anziano e più costoso di assumere un numero più alto di giovani con stipendi più bassi. Per ridurre i tempi di accesso al pubblico impiego per il triennio 2019-21 le amministrazioni potranno procedere all’assunzione a tempo indeterminato di vincitori o allo scorrimento delle graduatorie”. Ma le assunzioni nel limite del 100% della spesa per il personale cessato riguardano solo le amministrazioni dello Stato, anche a ordinamento autonomo, le agenzie e gli enti pubblici non economici. Ai Corpi di polizia, ai vigili del fuoco, al comparto della scuola e dell’università, si legge nel disegno di legge oggi in CdM, «si applica la normativa del settore». Questo significa che per il precariato scolastico non cambierà nulla.“Se ce ne era bisogno – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – quanto è stato deciso per le assunzioni nella pubblica amministrazione, per volontà del nuovo Ministro per la PA Giulia Bongiorno, dimostra a tutti che le regole sul reclutamento possono essere cambiate. Ma serve la volontà. Quella che manca al Miur. Dove, però, era più necessario provvedere a delle mutazioni, che non sono di certe quelle intraprese dal nuovo corso Bussetti, visto che i concorsi straordinari costituiscono solo delle soluzioni tampone, tutt’altro che risolutivi, mentre gli ordinari sono previsti nelle linee programmatiche del Miur ma ad oggi non ci sono riferimenti precisi sulla tempistica di attuazione”.“È in questo quadro – continua Pacifico – che si colloca la necessità di prendere una decisione saggia: quella della riapertura delle GaE. Perché darebbe finalmente una collocazione più stabile ad oltre 100 mila docenti abilitati, sottraendoli dall’incubo del precariato, e contemporaneamente andrebbe a colmare i già enormi vuoti di organico oggi presenti, pari ad oltre 120 mila cattedre, peraltro destinati a crescere sino a 200 mila posti, qualora dovesse entrare in vigore la riforma pensionistica con quota 100 e quota 41, soprattutto se come promesso senza vincoli”. “Incrementare il sistema della supplentite sarebbe però devastante per il personale coinvolto e per gli studenti che si ritroverebbero con un quarto del corpo insegnante precarizzato. Oltre ad avere il sapore del conservatorismo interessato: come altro potrebbe chiamarsi l’atteggiamento di uno Stato che continua a fare cassa con la sottrazione dei diritti di quei lavoratori che permettono alle scuole di assolvere la loro funzione formativa, togliendo loro i mesi estivi, inventando un organico di fatto che non ha alcun fondamento, sottraendogli progressioni di carriera e i vantaggi che si porta dietro un docente immesso in ruolo anziché assunto, licenziato ogni anno e costretto a vagabondare di scuola in scuola. Prevedere delle assunzioni maggiorate per la pubblica amministrazione e dimenticarsi di tutto questo – conclude il sindacalista Anief-Cisal – va a costituire, quindi, l’ennesima occasione persa a danno di tutti coloro che sono coinvolti nella formazione dei giovani italiani”

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Sicurezza: Fp Cgil, per Polizia Locale serve nuova legge e assunzioni

Posted by fidest press agency su domenica, 21 ottobre 2018

“Un nuovo impianto normativo che ridefinisca meglio le funzioni della Polizia Locale, un piano di assunzioni straordinario che garantisca almeno il cento per cento del turn over, passi avanti sulla implementazione della specifica sezione del contratto nazionale”. Sono le richieste avanzate oggi dalla Fp Cgil all’incontro presso il Ministero dell’Interno con il sottosegretario Carlo Sibilia specifico sulla Polizia Locale. Un incontro, giudica la categoria dei servizi pubblici della Cgil, “alquanto interlocutorio, di ascolto delle parti, e nel quale abbiamo evidenziato come la Polizia Locale sia da sempre legata al territorio con una propria funzione di prossimità che rappresenta un valore peculiare e assoluto. Per questo è necessario che il lavoro degli operatori sia sorretto da un impianto normativo al passo con i tempi, con i compiti e le attività che sono ricadute su questo personale, in grado di chiarire doveri, garantire diritti e tutele e assicurare dignità e operatività.“Occorre una legge – specifica la Fp Cgil – che, superando la legge 65/1986 che da allora regola la Polizia Locale, ne definisca le funzioni anche in relazione ai recenti provvedimenti, ultimo il decreto sicurezza, fissando in modo chiaro ruoli, competenze, prerogative, rapporti con le altre forze di polizia, accesso allo SDI e banche dati, riconoscimento della pensione privilegiata a seguito di gravi infortuni, riconoscimento dell’attività usurante e gravosa, un albo dei comandanti, la formazione obbligatoria prima dell’accesso al ruolo con aggiornamento permanente, le dotazioni dei corpi e la unificazione nei piccoli enti”.Quanto all’occupazione, aggiunge la Funzione Pubblica Cgil, “la Polizia Locale è purtroppo caratterizzata per una diffusa carenza di dotazioni di personale e da una età media abbastanza alta per cui abbiamo rivendicato la ineludibile necessità che il Ministero si impegni per un piano di assunzioni straordinario che garantisca almeno il cento per cento del turn over consentendo l’immissione di giovani leve con un salutare cambio generazionale”.
Infine, sul contratto, “si è colta l’occasione per evidenziare come la importante strumentazione contrattuale conseguita con la sezione specifica della Polizia Locale nel Contratto delle Funzioni Locali abbia bisogno di essere ulteriormente rafforzata per dare le necessarie risposte al lavoro degli operatori, in particolare con la previsione che le risorse dell’art 208 del Codice della Strada vengano considerate al di fuori del tetto di cui al fondo del salario accessorio, liberando risorse disponibili per remunerare le attività peculiari della Polizia Locale”, conclude la Fp Cgil.

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Ddl concretezza su assunzioni

Posted by fidest press agency su domenica, 16 settembre 2018

“Il ministro Bongiorno ci ha ascoltati sulle assunzioni e in parte sui fondi per il salario accessorio, ma sui controlli si continua lungo la strada dell’intervento commissariale”. Così la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, e il segretario confederale della Cgil, Franco Martini, commentano il Ddl Concretezza sulla Pa approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Nel dettaglio del provvedimento, i due dirigenti sindacali osservano che, per quanto riguarda il cosiddetto ‘nucleo della concretezza’, “proprio la differenziazione con le funzioni dell’ispettorato avvalora una lettura di tale organismo come una sorta di commissariamento generalizzato delle amministrazioni. Questo è il segno che non si crede nella capacità di autoregolazione delle pubbliche amministrazioni, così come conferma l’idea che il legislatore non sia in grado di produrre riforme che responsabilizzino i dirigenti, tutelando l’autonomia delle amministrazioni. Non si capisce, infatti, perché i rapporti del nucleo di valutazione ed i relativi verbali vadano inviati ai Prefetti”. Quanto invece al tema assenteismo, videosorveglianza e rilevazione dei dati biometrici, Sorrentino e Martini affermano: “Il tema in discussione non è il contrasto all’assenteismo, né gli strumenti individuati, ma la modalità con la quale si interviene. Il Dpcm che prevederà l’attuazione della rilevazione biometrica e della videosorveglianza sarà, infatti, emanato su proposta del Ministro sentita la Conferenza unificata e il Garante della privacy. E i lavoratori? Lo Statuo dei lavoratori è tutt’ora in vigore e riteniamo inammissibile escludere il sindacato dalla discussione che attiene le procedure di controllo”. Su questo tema, aggiungono, “c’è già molta giurisprudenza, anche europea, e non accettiamo che i rappresentanti dei lavoratori vengano esclusi da questa discussione. È un ritorno all’antico, ad una Pa che rinuncia ai processi di collaborazione per determinare efficacia e si comporta invece come un datore di lavoro cerbero e punitivo. Bisogna premiare chi compie il proprio dovere e non partire dall’idea che tutti siano colpevoli. I controlli si devono fare a garanzia degli onesti e dei cittadini ma attraverso accordi sindacali, perché non tutte le amministrazioni sono uguali e non tutti i lavori sono svolti allo stesso modo dai dipendenti”.Sul tema della assunzioni, inoltre, Sorrentino e Martini sostengono: “Bene il turnover al 100% per le Funzioni centrali dello Stato e l’intervento sui fondi del salario accessorio che non possono essere stretti nella morsa tra produttività e nuove assunzioni. Ma quanto alla selettività del turnover i criteri individuati sono solo alcuni di quelli che possono rappresentare una priorità per le amministrazioni. Ricordiamo al ministro Bongiorno che anche questa è materia che fa parte del nuovo sistema di relazioni sindacali e del confronto con le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori. Infine manca un intervento sui fondi del salario accessorio che faccia saltare il tetto di spesa che vincola la dotazione dei fondi storicizzando la spesa al 2016”, concludono.

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Scuola – Assunzioni docenti, mai così tante cattedre deserte

Posted by fidest press agency su domenica, 16 settembre 2018

Oltre 32 mila immissioni in ruolo andate a vuoto porteranno a stipulare in questi giorni più di 110 mila contratti a tempo determinato, con scadenza 30 giugno o 31 agosto. È l’atto finale del fallimento totale delle politiche degli ultimi Governi in tema di scuola: quello del Pd, che per tentare di cancellare la supplentite è arrivato ad assumere in modo scriteriato su posti scelti a caso come se i precari fossero delle pedine; non fa meglio l’attuale esecutivo che si nasconde nel voto di fiducia al decreto Milleproroghe, dopo avere soppresso al suo interno la riapertura delle GaE, l’unica soluzione per uscire da questo ginepraio. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, il sistema sta andando a vele spiegate verso la sua implosione: in tre anni, da quando si sono conclusi gli effetti delle nuove immissioni di insegnanti nelle suddette graduatorie, si è passati dal 15% al 57% di posti andati a vuoto.

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Scuola: Flop nelle assunzioni in ruolo del personale docente

Posted by fidest press agency su domenica, 2 settembre 2018

Solo 17.747 docenti sono stati individuati sui 57.322 posti. Per le supplenze, la prima fascia delle graduatorie d’istituto sarà pronta soltanto il 3 settembre e la terza fascia del personale Ata entro il 20 settembre, ad anno scolastico iniziato, per non parlare del balletto delle maestre nella primaria che avverrà durante l’anno, sentenza dopo sentenza. Per risolvere questo disastro, Anief chiede nomine in surroga dalle GMRA e dalle GaE dopo la riapertura prevista dal Milleproroghe licenziato dal Senato.
Dai resoconti sindacali dell’incontro svoltosi al Miur – Anief, infatti, nonostante la formale richiesta non ha ancora ricevuto l’informativa – apprendiamo che al 27 agosto è stato assunto in ruolo soltanto il 16,5% del personale docente al Nord, il 29,7% al Centro, il 46,7% al Sud. Quale siano le motivazioni possiamo immaginarle: graduatorie ad esaurimento e di merito esaurite, ritardi nella pubblicazione delle nuove GRMA. Basta autorizzare assunzioni dopo il primo settembre per coprire le cattedre con la nomina dei candidati inseriti nelle nuove GRMA, una volta pubblicate, e di quelli inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, la cui apertura, attualmente, è prevista dal comma 3-quinquies all’art. 6 del disegno di legge di conversione del decreto legge n. 91 del 25 luglio 2018, licenziato dal Senato. Il testo sarà discusso presso la Camera dei Deputati l’11 settembre, giorno della manifestazione nazionale dei precari e del primo sciopero dell’anno scolastico indetto da Anief per il personale della scuola.
I ritardi, poi, sulla pubblicazione delle graduatorie d’istituto, portano ulteriore confusione nell’attribuzione dei più di centomila incarichi a tempo determinato che servono per far partire la scuola. Da quando le graduatorie ad esaurimento sono esaurite, infatti, le scuole chiamano dalle graduatorie d’istituto che a differenze delle prime non sono provinciali e non sempre pertanto contengono i docenti necessari che hanno la possibilità di scegliere soltanto da 10 a 20 scuole in base al ciclo d’istruzione con la conseguenza di nomine deserte e alunni senza insegnanti. Né va meglio per il personale Ata, dove per l’aggiornamento della terza fascia hanno presentato domanda migliaia di aspiranti e si dovrà aspettare fino al 20 settembre. Non si sa poi lo stato della nomina dei 9.838 collaboratori scolastici e Ata previsti.
Durante l’anno, poi, se ne vedranno delle belle quando le 42 mila maestre, che il prossimo mese avranno il rinnovo della supplenza, si ritroveranno licenziate con un balletto che nessuno avrebbe mai voluto vedere e che è ancora evitabile se si riapriranno le GaE.

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Scuola – Assunzioni: il Consiglio dei Ministri ratifica numeri al ribasso

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

Secondo il sindacato Anief, il contingente autorizzato è molto al di sotto delle aspettative: tra gli insegnanti si poteva fare molto di più, considerando che ci si è fermati al mero turn over, che vi sono 50 mila posti di sostegno liberi più altrettanti su disciplina vacanti e che si è penalizzato ancora una volta il Sud; pure tra gli assistenti amministrativi e tecnici, come per i collaboratori scolastici, i conti non tornano, perché si è attuato un programma di assunzioni in ruolo che copre solo la metà dell’organico di diritto e che non tiene conto di altre diverse migliaia di posti in organico di fatto che continueranno ad andare a supplenza. Per ciò che riguarda i dirigenti scolastici, invece, si assumono un pugno di vincitori di concorso, senza pensare che vi sono quasi 2 mila reggenze da coprire e che per evitare di andare incontro ad un annus horribilis dal punto di vista organizzativo, si sarebbe benissimo potuto dare sia la possibilità di confermare i presidi pensionandi, sia avviare un corso riservato ai ricorrenti della selezione 2011. Ma c’è un dato sulle assunzioni altrettanto importante e di cui pochi parlano: è quello che riguarda le immissioni in ruolo del personale educativo, per le quali il Ministero dell’Economia non ha tenuto conto della richiesta presentata dal Miur di autorizzarne 77, concedendone appena 46. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Quella presa sulle assunzioni degli educatori è una decisione che ci lascia sconcertati, perché l’amministrazione procede soltanto con l’autorizzazione per le immissioni in ruolo di un posto su dieci in organico di diritto; mentre continua l’esclusione dalle procedure concorsuali riservate, dopo che la Buona Scuola aveva ignorato la presenza degli educatori, come se fossero docenti di un altro Paese. Se non ci saranno integrazioni nel contingente del personale educativo Anief è pronta sin d’ora a ricorrere nei tribunali del lavoro per il risarcimento dell’ennesimo danno gratuito arrecato alla categoria. Il nostro sindacato ha anche intenzione di rivolgersi pure al Tar per il mancato avvio dei concorsi pubblici riservati.

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Docenti precari, è partita la corsa alle 57 mila assunzioni: molte salteranno

Posted by fidest press agency su sabato, 4 agosto 2018

Sono state inviate agli Uffici Scolastici le istruzioni operative per le immissioni in ruolo, attraverso l’imminente convocazione dei candidati, l’individuazione dell’ambito e contestuale assegnazione della sede ai docenti neo-immessi in ruolo. Il condizionale sull’operazione è d’obbligo, perché molti dei 57.332 posti messi a bando non verranno mai assegnati, andando così ad ingrassare il già considerevole numero di supplenze annuali. Gli Usr attingeranno dalle graduatorie ad esaurimento, cui è destinato il 50% dei posti; dalle graduatorie di merito del concorso 2016 e quelle del concorso del 2018, cui è destinato il restante 50%. Nel caso di ulteriori disponibilità nell’ambito della quota del contingente destinata ai concorsi, si procederà alle ammissioni al terzo anno del percorso FIT. E qui risiede uno dei problemi: perché l’avere svolto il Fit comporta il depennamento da tutte le graduatorie: solo che nella grande maggioranza dei casi le operazioni che portano alla realizzazione delle graduatorie da terzo anno di Fit ancora devono completarsi. Anche laddove sono state avviate con sollecitudine e sembrava che tutto filasse liscio per arrivare alle assunzioni immediate, le commissioni si sono fermate in corrispondenza delle ferie estive: in Lombardia, ad esempio, i colloqui degli aspiranti docenti di diverse classi di concorso riprenderanno solo lunedì 27 agosto.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): In diverse classi di concorso, come ad esempio la matematica alle medie o gli insegnamenti tecnico-scientifici alle superiori, non si attuerà alcuna immissione in ruolo. Perché le GaE e le graduatorie di merito sono esaurite, chi ha fatto il Fit deve in moltissimi casi ancora terminare e gli altri abilitati, ad iniziare da chi ha svolto il Tfa, continuano ad essere relegati nelle fasce d’istituto. Pure tra le 13.329 assunzioni previste sul sostegno, si prevede un alto numero di mancate assegnazioni delle cattedre, anche in questo caso per mancanza di aspiranti. Anzi, gli insegnanti di sostegno specializzati sarebbero presenti e arruolabili nei ruoli: solo che il Miur si ostina a precludere loro l’accesso alle graduatorie pre-ruolo. Lo stesso destino è quello che l’Avvocatura di Stato vorrebbe riservare agli Insegnanti tecnico pratici, i quali solo in presenza di ordinanze cautelari possono accedere con certezza sui posti vacanti a loro destinati. Ci accingiamo a vivere l’ennesima estate con migliaia e migliaia di mancate assunzioni, per colpa di un’amministrazione che continua a far prevalere la burocrazia e ad alzare le barriere, anziché stabilizzare dei precari selezionati e formati ad hoc, aprendo finalmente alla professionalità e al merito. Noi abbiamo da tempo indicato cosa bisogna fare: riaprire le GaE a tutti i docenti precari abilitati, come è accaduto già due volte nell’ultimo decennio. Questo semplice provvedimento, recepito però solo negli emendamenti al decreto Dignità dai partiti d’opposizione, con quelli di maggioranza che hanno fatto ostruzione assoluta, avrebbe evitato guerre intestine tra i precari e l’inevitabile boom di ricorsi che a breve ci accingeremo a presentare.

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Scuola: Assunzioni 57.322 docenti, penalizzato il Sud

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 agosto 2018

Lo hanno detto i dirigenti del Ministero dell’Istruzione ai sindacati, nel corso di una informativa sulle immissioni in ruolo per l’a.s. 2018/19, confermando i numeri già comunicati, in attesa degli ultimi controlli del Ministero dell’Economia ai fini dell’autorizzazione del contingente richiesto dieci giorni fa. La stragrande maggioranza dei posti destinati alle assunzioni a tempo indeterminato (quasi il 60%), hanno spiegato dal Miur, sarà quindi concentrata nelle regioni Settentrionali, lasciando il 18% al Centro e il 22 % al Sud. Solo il 10% delle immissioni in ruolo, inoltre, riguarda i maestri della scuola dell’infanzia. Anief non ci sta: perché per questa categoria di docenti non è stato previsto un contingente maggiorato, in modo da compensare almeno in parte la categoria dall’esclusione dal piano straordinario e dal potenziamento attuati con la riforma della Buona Scuola, anche alla luce dello sparuto numero di immessi in ruolo sul finire dello scorso Governo? Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Anche stavolta si è persa un’occasione importante. Sia per rendere giustizia a dei maestri in perenne attesa, tra l’altro in presenza di un alto numero di posti. Sia per cercare di dare forza all’offerta formativa delle regioni che necessitano di maggiori risorse umane a sostegno dell’offerta formativa. Per evitare che le assunzioni si riversino in altissimo numero al Nord, la modalità è comunque ancora a portata di mano: si tratta dell’emendamento Bersani 4.1 al decreto Dignità, approvando il quale si potrebbero cambiare i criteri di attribuzione degli organici, finalmente collegandoli non solo con la quantità di posti liberi ma anche sulla base delle esigenze del territorio. Non risulta, purtroppo, che sia intenzione delle commissioni preposte di approvarlo, ma nella fase finale di approvazione in Aula, anche attraverso un intervento del governo, sarebbe sempre possibile inserirlo: si tratterebbe di un provvedimento di buon senso che inciderebbe sul piano pratico a favore del Sud e delle Isole, sempre ricordate quando ci sono da fare gli annunci ma sistematicamente dimenticate in fase di realizzazione delle leggi.

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Decreto Dignità: disastro della maggioranza sui diplomati magistrale

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

Il Governo aveva lasciato libero il Parlamento di adottare la soluzione migliore per risolvere il problema dei docenti inseriti nelle GaE dopo l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, ma le Commissioni VI e XI riescono a scontentare tutti, arrivando a licenziare pure i maestri già assunti in ruolo: peggio di così non si poteva certo fare e ora la parola giungerà all’Aula della Camera, prima del passaggio lampo in Senato. Se non vi saranno modifiche, si prospetta l’apertura della più grande stagione di ricorsi: non ci sarà precario che non andrà in tribunale per reclamare i propri diritti. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Cui prodest? Anief continua a essere pronta al dialogo ma, come ben sappiamo, per dialogare bisogna essere in due. La nostra proposta di riapertura delle GaE, nelle ultime ore trasformata in un appello pubblico, era chiara e condivisa anche da diversi parlamentari, ma è stata totalmente ignorata. Noi, rimanendo a fianco dei precari e lottando con loro e per loro, continueremo a chiedere ai parlamentari di cambiare la norma, poi lo chiederemo ai giudici, perché i politici cambiano, anche le norme, ma la nostra scuola deve andare avanti.

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Scuola – Assunzioni: il Miur chiede al Mef di immettere in ruolo 57mila docenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 luglio 2018

La cifra esatta, preannunciata dall’Anief, è stata comunicata oggi ai sindacati, nel corso di un’informativa sugli organici. Il Miur ha anche confermato che 13 mila assunzioni in ruolo riguarderanno il personale specializzato sul sostegno agli alunni disabili. A questi numeri si aggiungono quelli del personale Ata, attorno alle 9 mila unità, che però al momento il dicastero di Viale Trastevere non è stato in grado di produrre. Le assunzioni si attueranno con le modalità solite, quindi attingendo la metà dei docenti dalle graduatorie di merito e l’altra metà da quelle ad esaurimento. Qualora la prima sia priva di candidati, si estrapoleranno i candidati dalle nuove liste di merito del concorso regionale riservato al personale abilitato della scuola secondaria di secondo grado introdotto dalla Legge 107/2015. Ma solo se queste saranno prodotte entro il prossimo 31 agosto. Premesso che le assunzioni annunciate sono una notizia da accogliere a braccia aperte, Anief non può non rilevare che si tratta comunque di un contingente sempre sottodimensionato. Ad iniziare dai posti di sostegno, ma anche per l’altissimo numero di cattedre nascoste nell’organico di fatto.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il Miur si deve decidere a realizzare la ricognizione di posti realmente liberi, in modo da fare una lettura realistica di quelli oggi sovradimensionati sull’organico di fatto. La trasformazione di quei posti diventa ancora più rilevante dal momento in cui allo Stato e ai governi di turno nemmeno conviene più precarizzare i suoi insegnanti, in virtù della posizione della Cassazione che ha aperto gli scatti di anzianità anche ai supplenti, su indicazione di Bruxelles, facendo cadere la convenienza per l’amministrazione pubblica a lasciarli precari per più tempo possibile. La stessa Cassazione lo ha ribadito pochi giorni fa, attraverso diverse ordinanze del 26 giugno scorso, a cui non è sfuggito nemmeno il ‘giochetto’ dei nostri governanti di risparmiare sulle mensilità di luglio e agosto, che tocca l’apice con il personale Ata. Per questi motivi, ci accingiamo a chiedere, con appositi emendamenti, di intervenire con il Decreto Dignità contro la precarietà, tenendo conto della Risoluzione del Parlamento europeo, a fine maggio. Come ci stiamo preparando per cambiare il nuovo contratto di lavoro, non appena l’Aran ratificherà la nostra rappresentatività nazionale.

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Scuola: Assunzioni, tra pensionamenti e posti liberi già 53mila cattedre libere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

Secondo l’ufficio studi Anief, se si considera anche il finto organico di fatto, con i posti in deroga sul sostegno e gli Ata si arriva a 150mila buchi da coprire il prima possibile. A cui se ne aggiungerebbero altrettanti se venisse approvata “Quota 100” senza limitazioni anagrafiche. I dati sono effettivi e giungono all’indomani della conclusione delle operazioni di mobilità di tutto il personale insegnante: nella scuola dell’infanzia il numero di posti liberi è di 3.500 comuni e di 1.200 di sostegno agli alunni disabili. Alla primaria il numero cresce: quasi 6.400 posti comuni e circa 4.500 di sostegno. Alle medie, si tratta di 13.350 posti su disciplina e circa 6mila di sostegno. Alle superiori, infine, risultano quasi 17mila posti sulle materie ed oltre 1.600 di sostegno. Ovviamente, i posti di sostegno sono molti di più dei 13mila che si andranno a coprire: almeno il triplo, visto che le deroghe, frutto dell’assurda Legge Carrozza 128/13, anche quest’anno dovrebbero superare quota 40mila. E poi c’è un esercito di posti in organico di fatto, molti dei quali in realtà privi del titolare ma ancora furbescamente collocati in quest’area per continuare a fare cassa sulle spalle dei precari.Ma tale logica non ha più senso. Perché la Cassazione pochi giorni fa, attraverso diverse ordinanze del 26 giugno scorso, ha ribadito quanto già disposto nelle sentenze 9042/17, 23868/16, 22752/16 e 22757/16, assecondando il risarcimento dei precari per la mancata adozione del principio di «non discriminazione» verso il personale precario della scuola, a cui vanno assegnati i medesimi scatti automatici stipendiali del personale già assunto in ruolo. Inoltre, il risarcimento per l’abuso dei termini dopo 36 mesi, precedente alla Legge 107/15, è dovuto in tutti quei casi in cui il posto risulti vacante e disponibile oppure laddove il lavoratore provi al giudice che vi è stata una forzatura, ai fini del risparmio pubblico a danno del lavoratore stesso, collocando il posto libero dell’organico di fatto per risparmiare sui mesi estivi. Anief ricorda che è possibile avere informazioni ulteriori o presentare direttamente ricorso per chiedere di ottenere l’assunzione a tempo indeterminato, un risarcimento adeguato per il danno cagionato, l’assegnazione degli scatti stipendiali automatici per tutto il periodo di precariato e l’estensione dei contratti nei mesi estivi.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): In questa situazione è fondamentale fare quella ricognizione di posti realmente liberi, in modo da avere una lettura realistica di quelli oggi sovradimensionati sull’organico di fatto. La trasformazione di quei posti diventa ancora più rilevante dal momento in cui allo Stato nemmeno conviene più precarizzare i suoi insegnanti, in virtù della posizione della Cassazione che ha aperto gli scatti di anzianità anche ai supplenti, su indicazione di Bruxelles, facendo cadere la convenienza per l’amministrazione pubblica di lasciarli precari per più tempo possibile. Bisogna intervenire con il Decreto Dignità, andando in primis a modificare il Testo Unico sulla scuola, nelle parti in cui avalla tale discriminazione, contro la quale si sono espressi più volte pure i giudici europei. E contro cui il nostro sindacato ha creato i presupposti per fare approvare una Risoluzione del Parlamento europeo, a fine maggio, proprio sul precariato scolastico italiano. Poi, al tavolo delle trattative cercheremo anche di andare a modificare quelle parti del contratto collettivo nazionale che sono da ostacolo ad un’effettiva parità di trattamento e di diritti di tutti i lavoratori della scuola.

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Personale: Campidoglio, entro ottobre altre 200 nuove assunzioni tra gli idonei del “Concorsone”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

Entro ottobre Roma Capitale procederà all’assunzione di altri 200 dipendenti, individuati tra i candidati risultati “idonei” nell’ambito del cosiddetto “concorsone” del 2010. È quanto prevede una integrazione al Piano assunzionale 2018, che già prevedeva l’entrata in servizio di 467 lavoratori, tra i quali 350 agenti di Polizia locale. Il numero complessivo dei dipendenti che entreranno in servizio, durante l’anno in corso, sale così a 667.Tra le ulteriori figure professionali che verranno assunte ci sono 100 istruttori amministrativi, 30 funzionari amministrativi, 20 ingegneri, 15 esperti di normativa dei lavori pubblici e di finanza di progetto, 14 istruttori dei servizi culturali, 10 funzionari economico-finanziari, 10 istruttori economici e 1 geologo.“Prosegue lo scorrimento delle graduatorie degli ‘idonei’ del maxi-concorso del 2010 – dichiara il delegato della Sindaca al Personale e alle Relazioni sindacali, Antonio De Santis – grazie a un’integrazione del Piano assunzionale già previsto per il 2018. Oltre a dare finalmente una risposta ai candidati che da anni attendono di poter lavorare per il Campidoglio, rafforziamo ulteriormente la macchina amministrativa con l’ingresso di personale altamente qualificato. La professionalità dei 200 nuovi dipendenti sarà essenziale per rilanciare l’azione istituzionale e garantire ai cittadini livelli di servizi sempre più alti”.

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Difesa: Fp Cgil, Arsenali in agonia, servono nuove assunzioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 maggio 2018

“Ormai graduale ma costante è il decadimento degli arsenali e dei centri tecnici della marina militare che tra qualche anno, col pensionamento delle maestranze storiche e la perdita delle loro conoscenze tecniche, in assenza di un improcrastinabile ricambio generazionale e professionale, rischiano inesorabilmente di chiudere i battenti”. A denunciarlo è la Fp Cgil. “Lo stato di abbandono in cui versano attualmente gli arsenali militari – osserva il sindacato – rappresenta l’ennesimo esempio di un paese che non investe sulle proprie eccellenze e non sa valorizzare, come nel caso specifico, l’importante ruolo che gli arsenali interpretano per il lavoro e l’economia nazionale, e che preferisce agevolare il ricorso all’esternalizzazione selvaggia dei servizi a costi notevolmente maggiori, piuttosto che favorire le attività in house”. Gli arsenali, infatti, specifica la Fp Cgil, “unitamente alla flotta, alla cantieristica militare e civile, al suo apparato industriale capace di realizzare e curare avanzati sistemi d’arma, costituiscono uno dei pilastri su cui si basa ed esprime la capacità marittima di un paese, e la specificità delle loro competenze professionali rappresenta un patrimonio da preservare e difendere in ogni sede”. Salvaguardia e rilancio di un settore “assolutamente strategico per il paese” che passa, secondo la Funzione Pubblica Cgil, “dall’attuazione di un nuovo programma di rilancio industriale all’avvio di un piano straordinario di assunzioni, per garantire la ripresa di un corretto funzionamento delle officine e dei reparti degli arsenali, il cui personale negli anni per effetto di politiche sbagliate si è drasticamente ridotto senza essere mai adeguatamente sostituito con quelle giovani ed indispensabili professionalità civili a cui sarebbe invece essenziale trasmettere per tempo il necessario know how. Allo stato attuale servirebbero almeno mille tecnici civili all’area tecnico industriale della marina militare, un primo ma importante passo capace di interrompere la lenta agonia degli arsenali e rilanciarne le potenzialità per garantire l’occupazione e offrire sostegno allo sviluppo economico e sociale del paese e delle aree in cui ricadono”, conclude la Fp Cgil.

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