Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘assunzioni’

Sbloccate 5mila assunzioni nel Pubblico Impiego

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2019

Firmato dai ministri Bongiorno e Tria il decreto per sbloccare 5mila assunzioni nel Pubblico Impiego, rivolte soprattutto al comparto delle funzioni centrali, e per autorizzare mobilità e scorrimento di graduatorie. Dalla lettura del testo ci sembra non si sia evitato, purtroppo, il rischio di procedere su sentieri già tracciati dai precedenti governi, e dalla recente legge “Concretezza” che guardano alla Pubblica Amministrazione più in un’ottica di controllo che come risorsa per il Paese.Che si ricominci ad assumere, con lo sblocco totale del turnover, ci sembra cosa positiva e, soprattutto, necessaria in una PA ridotta ai minimi termini e nella quale l’età media dei lavoratori è tra le più alte d’Europa, ma nel decreto appena approvato mancano totalmente le risorse economiche necessarie per assicurare il ricambio generazionale e garantire condizioni dignitose e sicure di lavoro, e misure a favore per la stabilizzazione di centinaia di migliaia di precari ed LSU. Inoltre era necessario estendere ulteriormente la validità delle graduatorie approvate per salvaguardare i diritti degli oltre ottantamila idonei che attendono di entrare nella PA.L’Unione Sindacale di Base ribadisce l’urgenza di un vero cambio di passo che, a cominciare dalle assunzioni, rimetta al centro della discussione le reali esigenze di una Pubblica Amministrazione al servizio dei cittadini e, in particolare, delle fasce più duramente colpite da oltre 10 anni di crisi e politiche di austerità.

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Scuola: Lo scandalo delle mancate assunzioni del personale Ata

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 agosto 2019

In questi giorni si stanno svolgendo le immissioni in ruolo di meno di 8 mila amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. Ma le unità di personale necessarie da assumere erano 80 mila: mancano all’appello altri 22 mila posti già vacanti, altri 30 mila da collocare nell’organico di diritto e ulteriori 20 mila per il potenziamento mai attuato per la categoria, pur in presenza di un aumento dei carichi di lavoro derivanti dalla Buona Scuola di Matteo Renzi. Il caso della regione siciliana è emblematico: ci sono oltre 2.500 Ata precari e mille posti vacanti (in realtà sarebbero molti di più), però si procede con appena 446 assunzioni a tempo indeterminato. “Quello della Sicilia – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è uno spaccato di una situazione nazionale oramai divenuta insostenibile e che si sta traducendo in disservizi inevitabili, poiché le scuole autonome, sempre più a corto di personale, non riescono a rispondere agli impegni richiesti. E il problema del reclutamento e degli organici da coprire, si somma a quello degli stipendi più bassi della PA, del mancato adeguamento dei profili, fermi a oltre 40 anni fa, e dell’inserimento di nuove figure professionali, del blocco della mobilità interna ed intercompartimentale, oltre che delle eterne discriminazioni tra personale di ruolo e precari. Lo abbiamo ricordato qualche settimana fa all’Aran; lo ribadiremo presto ai tavoli di contrattazione nazionale e in tutte le aule di tribunale, dove assistiamo sempre più lavoratori che non vogliono soccombere a un’ingiustizia tutta italiana che va avanti da troppo tempo”.
Secondo i calcoli dell’Anief, sono in realtà 30 mila i posti di personale Ata privi di titolare. “Già questo – spiega il suo leader Marcello Pacifico – rende assurda la decisione di metterne in ruolo poco più di 7 mila. Perché a quelli privi di titolare, poi bisognerebbe aggiungere i 12 mila posti accantonati per l’assunzione dei lavoratori delle cooperative su quei ruoli, perché l’accantonamento dei posti per gli esternalizzati, giustamente anche loro da stabilizzare, va comunque considerata ulteriore all’organico del personale Ata”.

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Scuola: Tempo di assunzioni, graduatorie e punteggi sbagliati

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Dopo le diffide, il giovane sindacato intenzionato a presentare i ricorsi per permettere a chi lo merita di essere assunto, nonostante gli errori dell’amministrazione. Marcello Pacifico (Anief): “Li attiveremo presso ogni Tar regionale”È un agosto caldissimo per convocazioni e immissioni in ruolo, in ogni parte d’Italia, da Sud a Nord. Si tratta, però, di convocazioni, che avvengono anche su graduatorie sbagliate. «Stiamo parlando – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief, nel corso di un intervento radiofonico su Italia Stampa – delle graduatorie pubblicate dell’ultimo concorso straordinario per il personale della scuola secondaria, quindi media e superiore, ma anche per la scuola primaria, il concorso voluto con il decreto della scorsa estate».Ci sono, però, errori in serie davanti ai quali non si può restare indifferenti. E infatti Anief non ci sta. “Siamo dinanzi a graduatorie errate – sottolinea Pacifico – con punteggi sbagliati. Il sindacato, dopo le diffide, è intenzionato a ricorrere ai Tar regionali per dare a Cesare quel che è di Cesare, per permettere a chi lo merita, in base al punteggio che ha dimostrato, di essere assunto, nonostante gli errori commessi dall’amministrazione. I ricorsi sono attivi ai singoli Tar regionali”.

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Scuola: Il Consiglio dei ministri autorizza 53mila assunzioni

Posted by fidest press agency su sabato, 10 agosto 2019

I ministri dell’Istruzione Marco Bussetti e per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno hanno comunicato che il Consiglio dei ministri ha autorizzato l’assunzione, per l’anno scolastico 2019/2020, a tempo indeterminato di 53.627 unità di personale docente, 2.117 dirigenti scolastici, 7.646 unità di personale Ata e 355 unità di personale educativo. È stata autorizzata anche la trasformazione a tempo pieno di contratti a tempo parziale di 226 unità di personale Ata.Marcello Pacifico (Anief): La situazione è ben diversa. Quest’anno non si coprirà nemmeno il turn over; rimangono in vita oltre 50 mila cattedra in deroga su sostegno, le quali pur essendo vacanti a tutti gli effetti si assegnano in supplenza fino al 30 giugno; 50 mila maestre con diploma magistrale saranno presto estromesse dalle GaE, con più di 7 mila che dovranno rinunciare all’assunzione già ratificata, dopo avere terminato anche l’anno di prova. Rimangono poi da assegnare decine di migliaia di posti su disciplina comune, pur in presenza di abilitati all’insegnamento e idonei dei concorsi.Come riporta l’Ansa, con una nota, i ministri dell’Istruzione Marco Bussetti e per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno hanno comunicato che “il Consiglio dei ministri ha autorizzato l’assunzione, per l’anno scolastico 2019/2020, a tempo indeterminato di 53.627 unità di personale docente, 2.117 dirigenti scolastici, 7.646 unità di personale Ata e 355 unità di personale educativo. È stata autorizzata anche la trasformazione a tempo pieno di contratti a tempo parziale di 226 unità di personale Ata”.Durante la riunione, “il Consiglio dei ministri ha deliberato – su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione e del Ministro dell’Economia e delle Finanze – l’autorizzazione all’assunzione di nuove unità di personale del comparto Scuola e Afam, richieste del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”. Nello specifico, “per le esigenze del Comparto Afam, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca potrà inoltre procedere all’immissione in ruolo di 191 unità di personale tecnico-amministrativo e di 1 unità di Direttore Amministrativo EP/2″. Anief torna a ribadire che la situazione non è delle migliori; infatti, oltre le autocelebrazioni, si ricorda l’imprevista riduzione di 5 mila posti, che dal dicastero di via XX Settembre si vorrebbe giustificare con “la marcata riduzione delle iscrizioni degli alunni, registrata specie nell’ultimo biennio, connessa con il calo della natalità”. Inoltre, così come è accaduto un anno fa, si prevede che due convocazioni su tre andranno a vuoto, perché le graduatorie di merito e le GaE sono sempre più prive di candidati: Anief lo ha già scritto al Miur. Dunque la previsione è quella di vedere incrementato il numero di contratti a termine di ben 30 mila unità, portando a quella situazione che la Commissione Europea ha più volte intimato di non reiterare. Inoltre ci sono i 12 mila posti non andati ai ruoli, i 5 mila tagliati dal Mef, almeno 30 mila di sostegno in deroga e quasi 20 mila derivanti da Quota 100.

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Scuola: Assunzioni personale Ata

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 agosto 2019

Nonostante i posti in organico complessivi superino le 30 mila unità e ci sia bisogno di 80 mila amministrativi e ausiliari per far funzionare la scuola dell’autonomia. Per questa ragione, forte della recente giurisprudenza, Anief continua a raccogliere le adesioni per sbloccare e assegnare in ruolo a collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi precari i 12 mila posti accantonati per stabilizzare il solo personale delle cooperative.
Dopo il taglio di 5 mila docenti, non contenta del fatto che le 8.408 assunzioni richieste dal Miur non coprano nemmeno il turn over, il Mef si accinge a ridurre anche le immissioni in ruolo degli assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari della scuola pubblica. Così i posti vacanti arriverebbero a circa 11.500. Il problema è che il numero di posti Ata liberi sono ancora di più: a quelli senza titolare, vanno infatti aggiunti altri circa 8.500 posti collocati oggi ufficialmente nell’organico di fatto. I dati ufficiali aggiornati all’anno scolastico in corso ci dicono infatti che tra assistenti amministrativi e tecnici, più i collaboratori scolastici, vi sono 203.409 posti nelle dotazioni organiche di diritto, che però in quello di fatto lievitano a quota 211.948. Quindi, vi è una differenza di 8.539 posti, che aggiunti agli 11.534 vacanti e disponibili fanno scattare oltre 20 mila supplenze annuali. A questi vanno aggiunti gli altri 12 mila posti accantonati per stabilizzare il personale delle cooperative, accantonamento già censurato dal Tar Lazio in passato quando si voleva procedere con gli LSU di Palermo. E altri 20 mila posti per i profili As e C mai attivati di coordinatori di area. Per non parlare del fatto che anche per gli Ata, Anief da tempo ha chiesto di attivare una quota di “potenziamento” per l’organico dell’autonomia, pari almeno ad ulteriori 20 mila unità.

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Scuola – Assunzioni docenti: ora siamo alla farsa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

Mentre almeno 30 mila cattedre su sostegno continuano a essere date in deroga in sfregio alla continuità didattica, altre 12 mila saranno date in supplenza annuale pur essendo conteggiate in organico di diritto mentre ulteriori 18 mila relativi a Quota 100 non sono state conteggiate. Continuando così il MEF porterà l’Italia dritta verso una multa salata dalla Commissione. Non sono 5 mila le assunzioni di docenti in meno rispetto ai posti vacanti e disponibili, ma almeno dieci volte tanto: la riduzione imposta dal Mef nei giorni scorsi rispetto al contingente richiesto dal dicastero di Viale Trastevere, giustificata dalla riduzione di alunni registrata nell’ultimo biennio a causa della denatalità, è solo l’ultima sforbiciata sulle assunzioni che si dovrebbero realizzare. Il calcolo è presto fatto: “I posti liberi censiti dopo la mobilità, infatti, sono più di 64.000 – scrive Orizzonte Scuola -, per cui nemmeno l’iniziale richiesta di 58.627 avrebbe coperto tutte le cattedre vacanti. In totale, mancano all’appello circa 12.000 posti, che andranno alle assegnazioni provvisorie/utilizzazioni e alle supplenze al 31 agosto”. A questi bisogna aggiungere quelli di quota 100 volutamente non conteggiati e quelli in deroga su sostegno ma che, per effettive esigenze, Anief stima in almeno la metà dei posti assegnati in supplenza in base ai dati statistici relativi all’aumento progressivo di iscrizioni di alunni con handicap certificato e alle richieste delle scuole. Marcello Pacifico (Anief): “Fino a quando tutti i posti vacanti non saranno annoverati nell’organico di diritto e non si utilizzerà appieno il doppio canale di reclutamento assumendo idonei e vincitori dei concorsi come precari abilitati o con 36 mesi di servizio, la continuità didattica sarà una mera chimera, il balletto delle supplenze farà da padrone e con esso le richieste di risarcimenti da parte dei precari danneggiati e che non ce la fanno più a passare come vittime sacrificali di un sistema che sembra sempre più avvolto su stesso”. Sulle immissioni in ruolo della prossima estate c’è poco da ridere: la situazione è peggiore di quello che molti pensano. Perché ci sono altri 50 mila posti che andrebbero aggiunti a questa lista, senza trascurare gli ulteriori posti che si renderanno liberi per effetto del licenziamento dei docenti assunti in ruolo con riserva dalle GaE, dopo le sentenze dell’adunanza Plenaria, nonostante abbiano superato anche l’anno di prova.

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Scuola – Docenti: nel Paese col più alto numero di precari, mancano insegnanti da assumere

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

Mentre la Commissione Europea sta per condannare l’Italia nelle procedure di infrazione sull’uso dei contratti a termine, il nostro sistema scolastico rimane al centro di proclami, pseudo-accordi sindacali, concorsi riservati, richieste di rinvio, cattedre scoperte e continui licenziamenti. Marcello Pacifico (Anief): Ora basta, la misura è colma, bisogna assumere in ruolo subito da graduatorie d’istituto provinciali oppure far pagare ai vertici dell’amministrazione e a certi quadri sindacali compartecipi i danni da responsabilità dirigenziale. La soluzione c’è, chi non la persegue è colpevole di alimentare questa farsa in modo scientifico, che farà solo male agli alunni e a chi opera nella scuola. È una storia che inizia da lontano.
Prima i Governi Renzi e Gentiloni e dopo la sentenza Mascolo della Corte di giustizia europee (nel novembre 2014) elaborano un piano straordinario di assunzioni immediato per chi è in GaE e due straordinari per la scuola secondaria rivolto ai precari abilitati non inseriti in GaE e per quelli con 36 mesi (legge 107/2015, dlgs 59/2016). Già con le prime immissioni in ruolo nel 2015 il banco non regge. Il premier Renzi nel 2014 ne aveva annunciate 150 mila (tutti i precari supplenti in organico di fatto), ma il Mef ne autorizzò 50 mila, a cui il Miur ne aggiunse 50 mila su posti di potenziamento per arrivare almeno a quota 100 mila: alla fine della fiera, ne furono immessi in ruolo, nel 2016, soltanto 88 mila, perché la maggior parte dei precari abilitati non era inserito nelle GaE, cioè nel doppio canale di reclutamento vigente da un ventennio per via della loro chiusura ai docenti non abilitati dal 2012.
Quindi si procede con un nuovo concorso ordinario, nel 2016, e con il primo riservato nella secondaria sotto il Governo Gentiloni, rivolto proprio ai precari esclusi dalla Buona Scuola. Ma anche lì, è uno choc: soltanto un precario su due abilitato presenta domanda, in 7 mila sono assunti con un contratto da precari nel 2018 e altri 35 mila sperano di prendere una cattedra nel 2019 dalle nuove graduatorie regionale di merito ad esaurimento, le Grme, ma in molti rimarranno delusi perché la regione scelta non ha più posti per accoglierli o la propria classe concorsuale è in esubero.
Il Governo attuale, guidato dal premier Giuseppe Conte, interviene prima bloccando il secondo concorso straordinario nella scuola secondaria (legge 145/2018) e attivando un primo concorso straordinario per la scuola primaria e dell’infanzia, successivo alla sentenza dell’adunanza plenaria che cambia l’orientamento del Consiglio di Stato fino a quel momento favorevole all’inserimento dei docenti con diploma magistrale nelle GaE. In 3 mila sono assunti definitivamente, in 7 mila dovranno essere licenziati pur avendo superato l’anno di prova, in 40 mila sono chiamati come supplenti annuali o al termine delle attività didattiche. In pratica, quasi 50 mila tornano indietro di decenni. Nel frattempo proprio 50 mila cattedre vanno deserte per le immissioni in ruolo tra il 2017 e il 2018, e il numero dei supplenti raggiunge l’attuale record visto che si sfiorerà l’incredibile quota di 200 mila supplenze annuali. Sembra assurdo, nel Paese con il più alto numero di precari della scuola, mancano insegnanti da assumere.
Siamo al tre agosto e la storia ancora è da scrivere, forse il 9 agosto uscirà un decreto legge che aprirà al solo secondo concorso riservato nella scuola secondaria, prorogherà la vigenza delle graduatorie di merito, di certo non risolverà il solito problema delle cattedre deserte, almeno la metà secondo Anief. Eppure, fino al 2012 esisteva un doppio canale di reclutamento, con il 50% dalle Graduatorie ad esaurimento (Gae) e il 50% dalle Graduatorie di merito (GM). Nel 2006 le Graduatorie permanenti (Gp) da cui si attingeva anche per le supplenze erano state trasformate ad esaurimento proprio per evitare il perpetrarsi del precariato. Nel 2008 e nel 2012 sono riaperte per inserire nuovi abilitati. Oggi sono quasi vuote (la metà dei candidati inseriti con riserva sta per essere depennato) e l’80% delle supplenze avviene dalle graduatorie di istituto e addirittura dalle messe a disposizione dei presidi. Nel 2019 esiste una terza graduatoria per i ruoli, in subordine a quella di merito ordinario, e con il prossimo decreto legge ne sarà introdotta una quarta da cui reclutare eccezionalmente i primi 20 mila fortunati dopo anni di precariato, un una tantum. Cui prodest?
“Basterebbe riaprire le GaE con corsi abilitanti per il personale con 36 mesi di servizio e assumere dalle graduatorie d’istituto in presenza di GaE esaurite scorrendo tutte le tre fasce a livello provinciale – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -: è una vecchia proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle quando era all’opposizione e che Anief aveva condiviso se non auspicato.

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Nuove assunzioni in Rai con il “Giusto Contratto”

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

Grazie al “Giusto Contratto”, l’accordo appena firmato tra Rai, Usigrai e Fnsi, verranno assunte in RAI 90 nuovi giornalisti, con l’obiettivo di “trasformare la Rai in un’azienda di servizio pubblico multimediale e crossmediale legata al territorio ” e saranno stabilizzati 250 professionisti che già svolgono attività giornalistica all’interno dell’azienda. Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della stampa, sottolinea: “Auspico che il giusto contratto diventi un modello anche per altre aziende editoriali, una strada da seguire. Lo storico accordo è il frutto di un lungo e faticoso lavoro, lontano dai riflettori”. (byChristian Flammia)

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Scuola: Inizia la settimana delle assunzioni dei docenti

Posted by fidest press agency su martedì, 30 luglio 2019

Sta prendendo avvio la macchina delle assunzioni 2019 nella scuola: poche a tempo indeterminato, un numero inaudito a termine. “Entro fine luglio”, scrive la stampa specializzata, è previsto “il decreto ministeriale utile per dare il via alle assunzioni di oltre 58 mila docenti precari e vincitori di concorso: sebbene al Miur sia tutto pronto da diversi giorni, comprese le modalità di suddivisione del contingente, dal Mef non è infatti arrivato il sì definitivo all’operazione”. Il problema è che “molti dei 58.627 posti, di cui 14.552 su sostegno, forse anche la metà, non verranno assegnati per mancanza di candidati” e “quelle cattedre si andranno così ad aggiungere alle 100 mila e oltre già destinate alle supplenze, già lievitate con gli oltre 20 mila posti di Quota 100, già con la possibilità concreta di arrivare al record storico di supplenze annuali”: secondo stime attendibili, si arriverà a 170 mila contratti a termine, con scadenza 30 giugno o 31 agosto 2020. “Invece di dimostrare il contrario – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – chi governa la scuola pubblica italiana opta per un atteggiamento masochistico che rimanda perennemente in avanti le assunzioni e nel frattempo affida una cattedra su quattro a docenti precari. Ancora oggi leggiamo dichiarazioni tranquillizzanti del ministro dell’Istruzione sui prossimi concorsi che verranno banditi per risolvere la situazione: sempre questa settimana, dice Bussetti, sarà presentato a Palazzo Chigi un provvedimento per l’istruttoria preliminare per avviare percorsi abilitanti speciali e l’ennesimo bando di un concorso riservato. Come se mancassero i docenti pronti a subentrare. Ma il problema è che gli insegnanti vincitori dei concorsi ci sono e anche in gran numero. Solo che non si dà loro la possibilità di essere immessi in ruolo, perché i posti liberi sono collocati in organico di fatto e continuano quindi a non essere utili a questo scopo, ma vanno bene solo per le supplenze”.

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Scuola: Assunzioni docenti vincitori di concorso

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Con il decreto che disciplinerà i corsi Pas e il concorso straordinario per i precari con tre anni di servizio, si vogliono anche salvare migliaia di candidati risultati competenti per salire in cattedra ma che a distanza di tempo rischiano di decadere dalla graduatoria. Marcello Pacifico, presidente Anief, invita a ripercorrere la strada delle graduatorie nazionali affinché possono essere a domanda reclutati vincitori e idonei dei concorsi ordinari e straordinari su tutte le regioni dove ci sono i posti vacanti. Inoltre, chiediamo agli Uffici Scolastici regionali di pubblicare tutte le graduatorie dei nuovi concorsi riservati della primaria e infanzia entro il 30 luglio per non pregiudicare il diritto all’assunzione e alla continuità didattica.
Ancora un proroga per salvare i vincitori e idonei del concorso a cattedra del 2016: la decisione ufficiale, scrive oggi Orizzonte Scuola, è prevista dal decreto che disciplinerà il PAS e il concorso straordinario per i precari con 3 anni di servizio. “Le graduatorie del concorso del 2016, in alcune Regioni del Sud, presentano ancora numerosi aspiranti che attendono il ruolo, ragion per cui già con la legge di bilancio 2018 si è interventi per prorogarle. Le graduatorie del concorso 2016, come leggiamo nel comma 113 della legge 107/2015, hanno validità triennale a decorrere dall’anno scolastico successivo a quello di approvazione delle stesse e perdono efficacia con la pubblicazione delle graduatorie del concorso successivo e comunque alla scadenza del predetto triennio”. Si tratta di provvedimento bis, perché già con la legge n. 205/2017 (legge di bilancio 2018) erano state prorogato le graduatorie di merito del concorso 2016, bandito ai sensi della legge 107/2015, per un ulteriore anno oltre il previsto triennio. Questo era il testo approvato: “Le graduatorie del concorso di cui all’articolo 1, comma 114, della legge 13 luglio 2015, n. 107, conservano la loro validità per un ulteriore anno, successivo al triennio di cui all’articolo 400, comma 01, secondo periodo, del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297”. Il decreto che dovrà essere approvato prevede ora un’ulteriore proroga di un anno: questo significa che le graduatorie di merito del concorso 2016 avranno una validità quinquennale e non più triennale, come previsto dalla norma. La decisione che sta prendendo la maggioranza politica appare condivisibile. Perché c’è il concreto rischio che i vincitori e idonei dei concorsi del 2016 si ritrovino senza stabilizzazione: è di qualche giorno fa la stima che a Palermo ci sono ben “400 vincitori che attendono l’agognato posto fisso che di questo passo, ammesso che le graduatorie non scadano prima, dovranno attendere una quindicina d’anni prima di essere soddisfatti tutti”. Ed in questa situazione si trovano anche altre diverse migliaia di candidati sparsi per la Penisola: solo nella regione Campania, ad esempio, sono oltre mille i vincitori di concorso rimasti al palo, mai assunti, e che ora senza proroga delle graduatorie rischiano di decadere.

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Scuola: Il Mef tiene sotto scacco le 58 mila assunzioni annunciate da Bussetti

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Mentre la Commissioni Europea alza la voce contro l’Italia per l’abuso di precariato che si continua a perpetrare nei comparti pubblici, ad iniziare dalla scuola dove sono tenuti sotto scacco 200 mila precari pur in presenza dei posti liberi per accoglierli, dando il la a una procedura d’infrazione alla quale lo Stato dovrà rispondere entro due mesi, il Miur continua a gestire le assunzioni con la solita flemma inefficace: martedì scorso, al ministero dell’Istruzione sono stati convocati i sindacati per illustrare loro le modalità di assunzione in ruolo dei 58.627 docenti, di cui 14.552 per il sostegno, annunciati da alcune settimane anche dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. E siamo fermi lì, malgrado il tempo stringa e più giorni passano più aumentano i disagi in vista del nuovo anno scolastico, con il sostegno agli alunni disabili che rimane la prima emergenza, perché si rischia di assumere otto precari su dieci senza titolo specializzaziante. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “si stanno perdendo giorni preziosi, perché poi l’amministrazione scolastica regionale e provinciale, in ultima battuta i dirigenti scolastici tramite graduatoria d’istituto, sarà costretta a fare i salti mortali per convocare i supplenti e coprire le quasi 200 mila cattedre che rimarranno scoperte. Anche perché, ricordiamo, si prevede che due posti su tre deputati alle immissioni in ruolo andranno persi, esattamente come è accaduto dodici mesi fa. A meno che il Miur stavolta non ci sorprenda in positivo, andando ad approvare quel decreto d’urgenza che Anief chiede da un mese, recuperando in questo modo i precari oggi invece fuori dai ruoli senza la riapertura delle GaE, la riattivazione del doppio canale di reclutamento, l’assunzione degli idonei dei concorsi, anche fuori regione. E, allargando il discorso, recuperando da subito i 520 candidati risultati idonei dell’ultima procedura selettiva come dirigente scolastico, oltre che stabilizzare i 20 mila Ata sui posti già oggi vacanti e crearne altrettanti con il potenziamento”.
Cresce l’attesa per la stabilizzazione dei docenti della scuola: il problema è che rispetto ai messaggi ottimistici del titolare del Miur, dal ministero dell’Economia e delle Finanze non è ancora pervenuto il via libera necessario per far partire la complessa pratica amministrativa delle assunzioni a tempo indeterminato. E senza l’ok del Mef è tutto praticamente bloccato. Perché l’assenza del decreto ministeriale di autorizzazione alle assunzioni ha costretto alcuni Uffici Scolastici, come è accaduto ad esempio in Lombardia, a rimandare a data da destinarsi le convocazioni dei candidati al ruolo già programmate in questi giorni.

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Dirigenti scolastici: Sì alle assunzioni, bisogna scegliere le regioni entro il 2 agosto

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

In itinere l’incontro tra Miur e sindacati su Concorso DS: “La scelta delle regioni avverrà tramite POLIS e la piattaforma, salvo modifiche dell’ultima ora, sarà aperta da giorno 31 luglio al 2 agosto 2019.” Il Miur procederà all’assunzione di 2.117 dirigenti scolastici. “I candidati idonei alla procedura concorsuale iniziata nel 2017 sono 3.420, di questi saranno dichiarati vincitori i primi 2.900. Per l’anno scolastico 2019-2020, sono stati richiesti 2.117 autorizzazioni all’immissione in ruolo per tutti i posti vacanti e disponibili”. I posti disponibili: Su 2047 posti vacanti al primo settembre 2019, saranno effettuate 1987 assunzioni. I 60 rimanenti sono relative al contenzioso in Sicilia e alla graduatoria del concorso 2011 in Campania. (Fonte Orizzonte Scuola)

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Dirigenti scolastici: In settimana informativa ai sindacati sulla procedura di assunzione di 2.900 vincitori

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Dopo l’ordinanza ottenuta dai legali di Udir che ha sospeso la sentenza del Tar Lazio, saranno resi noti i contingenti autorizzati dal Mef tra i 1.500 e le 2.000 sedi di presidenza scoperte. Poi l’assegnazione nella regione in base a preferenze e punteggi. Il sindacato invita tutti a controllare i titoli e a ricorrere contro errori o dichiarazioni incomplete o addirittura false. Rimane il mistero sulla sorte degli eventuali idonei oltre il contingente ripreso dalla legge. Il 17 ottobre udienza pubblica in CdS dove è necessario che tutti gli interessarti si costituiscano.
Dunque settimana calda per la dirigenza scolastica per le immissioni in ruolo. Martedì 23 luglio ci sarà un incontro coi sindacati e l’informativa sulle modalità di assunzione dei neo dirigenti in base ai posti autorizzati dal MEF. Il 26 dovrebbe esserci la pubblicazione della graduatoria e dei posti per regione. Tramite il sistema Polis, i DS dovrebbero essere assegnati alle regioni seguendo l’ordine delle preferenza, sulla base del punteggio riportato nella graduatoria nazionale. I vincitori poi dovrebbero essere convocati dal Direttore Generale della regione a cui sono stati assegnati per scegliere la sede. In attesa di aggiornamenti, il sindacato ricorda che la segreteria nazionale è a disposizione per consulenza via mail, all’indirizzo segreteria@udir.it, e telefonica, al numero 091 7098362.

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Scuola: Le “assunzioni” di Bussetti

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Il ministro annuncia trionfante 58 mila assunzioni, ma dimentica di dire che 3 su 4 non si faranno e che a settembre sarà record di supplenzeCome se nulla fosse, come se questi problemi fossero “bazzecole” e non macigni su un sistema organizzativo scolastico nazionale che già fa acqua da tutte le parti, dal ministro dell’Istruzione continuano a giungere dichiarazioni rasserenanti: “Stiamo lavorando – dice Marco Bussetti – per concludere con largo anticipo le procedure necessarie per avviare il nuovo anno. Abbiamo anticipato di un mese la mobilità degli insegnanti. Ora procederemo rapidamente con le assunzioni e, subito dopo, con le supplenze”.“Ma di quali assunzioni in ruolo parla il ministro?”, ribatte Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Se l’anno scorso – prosegue il sindacalista – la maggior parte delle convocazioni degli Uffici scolastici andarono deserte, perché i candidati abilitati, selezionati e formati e pronti a sottoscriverle erano messi ai margini, collocati in graduatorie non utili per le collocazioni a tempo indeterminato, quest’anno potrà solo andare peggio. Prevediamo che 3 immissioni in ruolo su 4 non si realizzeranno e andranno ad aumentare il già altissimo numero di supplenze annuali, anche con ripercussioni negative sulla continuità didattica. Avere anticipato i tempi di qualche settimana non cambia la sostanza delle cose, perché quello che doveva essere fatto, riaprire le GaE e utilizzare anche la seconda fascia delle graduatorie d’istituto per il doppio canale di reclutamento, è rimasto lettera morta”.
Ha del paradossale la richiesta formulata al Mef dal ministro dell’Istruzione di assumere in ruolo 58.627 docenti per il prossimo anno scolastico, dei quali 14.552 di sostegno. Perché la comunicazione, giunta insolitamente via Instagram, arriva nello stesso giorno in cui lo stesso titolare di viale Trastevere rivela che i due concorsi per 48 mila posti della secondaria saranno banditi solo a fine 2019 e nelle stesse ore in cui il Tar del Lazio mina la credibilità delle procedure selettive organizzate dal Miur annullando l’ultimo concorso per dirigenti scolastici.“La verità – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che dilatandosi i tempi di uscita e attuazione dei concorsi, visto che anche quello doppio del primo ciclo – ordinario e riservato – risulta in alto mare, considerando la loro lentezza e difficoltà di attuazione, si sta andando dritti spediti verso il record delle 200 mila supplenze annuali, come ha sottolineato pochi giorni fa dalla Corte dei Conti. I numeri non ammettono repliche: già oggi vi sono oltre 64 mila posti vacanti e disponibili, ai quali vanno aggiunti oltre 50 mila di sostegno, più altre decine di migliaia di posti su disciplina, impropriamente e furbescamente collocati in organico di fatto ma in realtà anche questi liberi. Questi ultimi, tra l’altro, sarebbero stati calcolati a parte nella spesa triennale prevista dal Governo e risultano alla base delle proteste dell’opposizione politica per il taglio di 4 miliardi in tre anni alla scuola”.

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Assunzioni: Saper scrivere bene in italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 luglio 2019

Facendolo con articoli, comunicati, post, relazioni – è giudicato molto favorevolmente dalle aziende che assumono giovani. Lo stesso vale per la capacità d’esprimersi con disinvoltura e buona dialettica in pubblico. Nella graduatoria delle competenze più richieste, che abbiamo stilato sulla base dell’attività quotidiana di OCL e del contatto costante con centinaia di imprese nazionali e internazionali, la conoscenza della lingua italiana si trova addirittura al secondo posto, a parimerito con l’attitudine al sapersi relazionare con gli altri. La prima posizione, com’è naturale, è occupata dalle skills digitali e tecnologiche. Tutto ciò, va precisato, al netto della conoscenza dell’inglese, ritenuta a dir poco fondamentale. Sono, questi, dati importanti, che OCL mette a disposizione di giovani, docenti e formatori». Lo ha reso noto Antonella Salvatore, presidente di Osservatorio Cultura Lavoro (OCL), e direttore del Centro di alta formazione e avviamento alla carriera della John Cabot University.

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Giustizia. Cgil Cisl Uil: Servono assunzioni, riqualificazione e maggiori risorse

Posted by fidest press agency su sabato, 29 giugno 2019

“Grande adesione allo sciopero della Giustizia, indetto da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa. A incrociare le braccia le lavoratrici e i lavoratori dell’amministrazione giudiziaria, registrando in moltissimi uffici giudiziari del paese adesioni oltre il 70%”. Al centro della protesta, fanno sapere i sindacati, “le gravissime carenze di personale, che porteranno entro il 2021 a un drammatico vuoto di organico, con la metà del personale che andrà in pensione, e la mancata valorizzazione del personale, sempre più anziano, demotivato e pagato meno di tutti altri dipendenti pubblici”.Dietro le parole ‘Giustizia Anno Zero’ oggi le lavoratrici e i lavoratori della Giustizia hanno scioperato per mandare un messaggio chiaro al governo e al titolare del dicastero di via Arenula, Alfonso Bonafede: “Oggi in tanti – affermano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa – hanno aderito allo sciopero per rivendicare dignità e rispetto. La Giustizia versa in condizioni drammatiche e con essa le lavoratrici e i lavoratori coinvolti. Rivendichiamo il diritto all’applicazione degli accordi, a partire dalla riqualificazione del personale per arrivare all’avvio di processi di innovazione e miglioramento organizzativo. Così come esigiamo un piano straordinario di assunzioni, il personale manca e in prospettiva ancora di più, mentre le assunzioni previste non basteranno a colmare i vuoti. Ora andremo avanti dopo questa straordinaria giornata di lotta. Lo faremo per le lavoratrici e i lavoratori, e lo faremo per i cittadini che meritano una giustizia celere ed efficace”, concludono.

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Scuola: Assunzioni docenti

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Anche il ministro dell’Istruzione in carica non si sottrae agli spot permanenti sui mega-progetti da realizzare: peccato che a volte certe affermazioni si rivelino tutt’altro che efficaci. Dire, come ha fatto al Tg1, che “entro il 2023 saranno 100 mila le assunzioni” nella scuola rappresenta un dato numerico da approfondire. Perché se le immissioni in ruolo si limitassero a quel numero, solo in apparenza altisonante, l’amministrazione scolastica garantirebbe nemmeno il turn over.Marcello Pacifico (Anief): “È bene che il ministro dell’Istruzione chiarisca immediatamente che quella cifra riguarda solo i posti che verranno messi a concorso e che la quota di stabilizzazioni, derivanti dalle graduatorie ad esaurimento, dal doppio canale di reclutamento e dagli idonei dei precedenti concorsi pubblici che ancora attendono di essere convocati, è almeno tre volte tanto e solo per il prossimo biennio”. Già oggi i docenti precari della scuola sono oltre 120 mila, compresi gli oltre 50 mila sul sostegno, ai quali vanno aggiunte alcune decine di migliaia di cattedre libere ma sempre collocate in organico di fatto perché le assegnazioni ai precari risultano allo Stato più convenienti. Tanto è vero che l’attuale ministero rischia di essere ricordato per lo scomodo record dei 200 mila supplenti della scuola nominati in una sola estate. Va poi considerata la quota di pensionamenti che quest’anno tra quelli “naturali”, derivanti dalla riforma Fornero (circa 25 mila) e da Quota 100 (che dovrebbe fare uscire una quota simile), porterà fuori servizio altri 50 mila insegnanti. Questo significa che già in questa estate saranno circa 170 mila i posti da coprire. Considerando che le uscite sui pensionamenti risultano confermate per almeno altri due anni, con tanto di finanziamenti per l’anticipo pensionistico con 38 anni di contributi e 62 anni minimi di età, attraverso la Legge di Bilancio 2019, significa che già nel 2021 si arriverà a una quota di cattedre liberate attorno alle 270 mila unità. Sui due anni successivi non è possibile fare previsioni, se non quantificare un minimo di 20 mila pensionamenti per raggiunti limiti di età o per la fruizione della pensione di anzianità (attualmente collocata a circa 43 anni di contributi riconoscibili anche attraverso il riscatto della laurea). “Quando si parla di assunzioni – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – forse il ministro Marco Bussetti dimentica che dietro ci sono tantissimi professionisti dell’insegnamento, già formati, abilitati e quasi sempre con lunghe esperienze di docenza alle spalle, che meritano rispetto e considerazione. E allestire concorsi riservati per stabilizzarne solo uno su tre, come si sta facendo ora con il decreto Crescita, oppure avviare una nuova procedura abilitante con queste prospettive, frutto dell’accordo sottoscritto al Miur l’11 giugno scorso, appare la solita operazione da fumo negli occhi. Come sostiene Anief da oltre dieci anni, la strada per l’immissione in ruolo di tanti precari storici è legata a doppio filo con la clausola 5 della Direttiva 70/99 UE: la stessa che – conclude Pacifico – i nostri Governi continuano colpevolmente ad ignorare”.

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Scuola: Assunzioni 2019, già fallita la tempistica del ministro Bussetti

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Nessun cambiamento: pure nella prossima estate le supplenze del personale docente si realizzeranno fuori tempo massimo, quindi anche dopo l’inizio delle lezioni. Lo si evince dall’impossibilità di realizzare il progetto del Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti di anticipare le immissioni in ruolo a fine luglio attraverso la pubblicazione repentina delle graduatorie ad esaurimento. Marcello Pacifico (Anief): Questo significa che le graduatorie definitive arriveranno solo a ridosso di Ferragosto, con le immissioni in ruolo e soprattutto le supplenze annuali che si realizzeranno a ridosso dell’avvio delle lezioni. Per non parlare delle mancate individuazioni: il problema di decine e decine di migliaia di posti privi di titolare, con i presidi costretti ad andare a caccia di supplenti, anche alla prima esperienza, per coprire l’alto numero di posti vacanti e disponibili rimasti tali anche a settembre. L’estate deve ancora iniziare, l’anno scolastico non è terminato, ma il progetto sulle assunzioni realizzato dal ministro dell’Istruzione in carica, Marco Bussetti, è già fallito. Si allungano, infatti, i tempi per vedere affisse le nuove graduatorie ad esaurimento, con la pubblicazione delle provvisorie che dovrebbe infatti avvenire entro il 16 luglio, mentre le definitive entro il 12 agosto 2019, ricorda oggi Orizzonte Scuola. Come se non bastasse, le graduatorie del concorso straordinario di cui al DDG n. 1456 del 7 novembre 2018 dovranno essere pubblicate entro il 30 luglio. Eppure, ricorda la stessa testata specialistica, in un’intervista al Giorno di fine novembre 2018 il ministro dell’Istruzione dichiarava “Anticiperemo i tempi di immissione in ruolo degli insegnanti, quest’anno vorremmo chiudere le operazioni a fine luglio. Un mese prima. Per avere tutto pronto per settembre”. Così evidentemente non potrà andare, considerati proprio i tempi tanto lunghi per l’elaborazione delle graduatorie ad esaurimento. Ad andar bene, le operazioni potranno essere condotte – come ogni anno – dopo Ferragosto e considerato che quest’anno il 15 è giovedì, probabilmente dal lunedì successivo, il 19. E se gli Uffici Scolastici, come ogni anno, lotteranno contro il tempo, per assicurare l’assunzione in servizio dal 1° settembre, non altrettanto potrà dirsi per i supplenti. “Invece di puntare sull’attuazione di progetti impossibili – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché il ministro dell’Istruzione non si impegna a realizzare l’unica vera soluzione al problema del precariato scolastico, ovvero la riapertura delle GaE? Cercare improbabili consensi con delle promesse che poi si mantengono, rappresenta un boomerang che alla lunga si ritorcerà contro l’operato di chi oggi amministra la scuola. A settembre, infatti, assisteremo al solito teatrino, con consigli di classi privi di diversi insegnanti, cambi continui di docenti, ad iniziare da quelli di sostegno: illudere la gente, sostenendo il contrario, è un’operazione intollerabile”.

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SCUOLA – Assunzioni docenti piano Renzi 2015/16, i giudici confermano: algoritmo non trasparente

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Le sentenze confermano la posizione del giovane sindacato: l’assegnazione automatica alle sedi, tramite un meccanismo automatico secretato, non ha garantito i diritti dei precari immessi in ruolo a centinaia di chilometri, peraltro in presenza di posti vicino casa. Marcello Pacifico (Anief): Dopo l’ammissione dell’errore da parte del Miur e la conferma dei giudici, urge una norma che faccia tornare i danneggiati nelle loro province. Anief conferma i ricorsi per far tornare quei docenti nella loro terra d’origine.
Anief lo ha sempre sostenuto: il piano straordinario di assunzioni dei docenti del 2015/16 introdotto dal Governo Renzi per combattere la supplentite, ha costretto decine di migliaia di precari ad essere immessi in ruolo fuori regione pur in presenza di posti nelle loro province, basandosi su un discutibilissimo meccanismo di assegnazione delle sedi. Nel 2017 lo ha confermato una perizia tecnica, che ha definito “Confuso, lacunoso, ampolloso, ridondante, elaborato in due linguaggi di programmazione differenti, di cui uno risalente alla preistoria dell’informatica, costruito su dati di input gestiti in maniera sbagliata”; qualche settimana fa lo ha ammesso, in un’intervista a Panorama il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti (“Sa quanto ho impiegato a capire che non funzionava?…. Dieci secondi”); nel frattempo, si accavallano i pronunciamenti giudiziari sulla richiesta di annullamento dei provvedimenti conclusivi della procedura di mobilità nazionale straordinaria di cui all’O.M. 241/2016.
Una delle ultime sentenze – scrive oggi Orizzonte Scuola – è quella del TAR Lazio del 19/04/2019 N. 05139/2019: i ricorrenti con l’atto introduttivo de giudizio chiedevano l’annullamento della procedura di mobilità descritta in ricorso relativa alla procedura di mobilità straordinaria di cui all’ordinanza ministeriale n. 241 dell’8.4.2016, con cui l’amministrazione disponeva il trasferimento dei ricorrenti in ambiti territoriali non richiesti o richiesti solo in via residuale. Questione analoga – continua la rivista – è stata definita dalla sezione con la decisione n. 9224/2018, che si ritiene in toto di richiamare e condividere. Nella stessa, in particolare, in accoglimento del ricorso si afferma che “dirimente si profila in punto di diritto l’argomento secondo cui è mancata nella fattispecie una vera e propria attività amministrativa, essendosi demandato ad un impersonale algoritmo lo svolgimento dell’intera procedura di assegnazione dei docenti alle sedi disponibili nell’organico dell’autonomia della scuola”.
A fronte di un errore clamoroso, che ha segnato negativamente la vita personale e professionae di tantissimi precari, il Miur avrebbe dovuto adottare provvedimenti adeguati. Invece, da Viale Trastevere non si è voluti andare oltre a delle quote allargate sui trasferimenti fuori provincia dei docenti, introdotte con il contratto sottoscritto a dicembre sulla mobilità del personale: per l’anno scolastico 2019/20 sono stati previsti il 40 % di trasferimenti interprovinciali e il 10% di passaggi di ruolo; per il 2020/21, il 30% di trasferimenti interprovinciali e il 20% di passaggi; per il 2021/22, il 25% di trasferimenti interprovinciali e il 25% di passaggi”.L’intervento modesto dell’amministrazione scolastica, che non è andata oltre l’adozione di percentuali risibili sui trasferimenti, ha portato il M5S, attraverso il primo firmatario Marilotti, ad avviare un’interrogazione: l’obiettivo è “chiedere al Ministro se intenda assumere urgenti iniziative al fine di consentire il rientro stabile nei luoghi di origine dei docenti del Sud che con la Buona Scuola hanno ottenuto il ruolo nelle province del Nord”. Lo stesso ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha del resto ammesso, commentando l’assegnazione sbagliata dei precari: “Non è ancora finita… ci vorranno tre anni”.

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Scuola – Precariato: il Miur vuole una pre-selezione su PAS e assunzioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

Pur in presenza di quasi 200 mila supplenze annuali ed un numero altissimo di cattedre da trasformare in organico di diritto, l’amministrazione continua a proporre, nel corso dei tavoli tecnici, soluzioni inaccettabili, proponendo scelte assurde tra i supplenti con oltre 36 mesi. Marcello Pacifico (Anief): Sul come si può discutere, certamente, ma i diritti non possono essere trattati, perché vanno attuati e basta. Lo sciopero e la manifestazione a Roma di domani serviranno anche a ribadire questo concetto.Sui PAS abilitanti spunta l’ombra della selezione in entrata: se ne è parlato oggi nel corso del tavolo tecnico svolto al Miur con i sindacati rappresentativi, al quale l’Anief continua a non essere convocata sebbene le elezioni Rsu siano state svolte ben 13 mesi fa e la ministra per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, dopo diversi solleciti anche di Anief e Cisal, abbia firmato l’atto di indirizzo per la definizione delle aree e dei comparti, nonché la certificazione della rappresentatività per il rinnovo dei contratti nel Pubblico impiego.Già oggi, annuncia La Repubblica, i sindacati “vogliono portare i 55 mila tutti dentro”, mentre l’amministrazione, tramite “Bussetti – Chiné preferirebbero operare una preselezione all’ingresso del percorso per assumere meno e meglio. È possibile che per chiudere la trattativa da una parte i confederali accettino un setaccio all’inizio del nuovo percorso-tirocinio e dall’altra il Miur allarghi la quota riservata ai “36 mesi” nel prossimo concorso d’autunno (oggi la riserva è al 10 per cento)”.Il nodo cruciale – sintetizza oggi la rivista specializzata Orizzonte Scuola – è se consentire a tutti i 55.000 potenziali interessati di conseguire l’abilitazione, e come questa possa portare all’assunzione a tempo indeterminato. Per il Miur la selezione dovrebbe essere in ingresso.Anief annuncia totale dissenso verso un’eventuale selezione in entrata per l’accesso ai PAS abilitanti. E si dissocia in modo netto da qualsiasi soluzione che preveda una riduzione della portata della Direttiva europea 70/1999/CE, in base alla quale tutti i precari con oltre tre anni di servizio svolto, anche non continuativo, vanno immessi in ruolo. Nessuno escluso.

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