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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘asta’

Gli omini: L’asta del santo

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

77 santi e 7 madonne collana le Onde, pp. 110, 16 euro, illustrato La nave di Teseo Siamo tutti soli, siamo tutti diversi, siamo tutti Omini. Dopo aver portato con grande successo per oltre dieci anni L’asta del Santo in giro per i teatri italiani, la compagnia teatrale Gli Omini (Giulia e Luca Zacchini),trasformano il loro spettacolo in un divertente, colorato e stupefacente libro. Ogni carta corrisponde a un santo, a ogni santo a una vita di straordinarie avventure, morti impensabili, miracoli improbabili. Spavaldo Zaccini, il protagonista di questa santa avventura, disegna e racconta settantasette santi e sette madonne con uno stile unico, irriverente e divertente che unisce la Legenda Aurea e il Mercante in fiera. in libreria dal 26 novembre

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Le case all’asta in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

Sono state rilevate al 30 giugno 2020,ben 9.262 (di cui 120 sono le procedure che riguardano alberghi, bed & breakfast, motel, campeggi e simili) con un calo del 60 per cento rispetto a dicembre 2019. Lo rivela il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea.«I numeri registrati in questo ultimo rapporto, segnato dal Covid 19 – spiega il Prof. Sandro Simoncini, docente di urbanistica e di economia delle imprese all’università Uninettuno e direttore scientifico del Centro Studi – fotografano una situazione di sofferenza che viene da lontano, per cui non è azzardato ipotizzare che la stagnazione di medio-lungo periodo possa accentuare il fenomeno nel prossimo futuro, condannandoci a numeri ancora più severi. Inoltre, ed è forse questo il motivo di maggiore allarme, anche le aree storicamente più solide del panorama economico italiano, si pensi al Nord-Est o al versante ligure, sembrano a loro volta esposte alla crisi. Il Veneto è la prima regione in Italia per immobili residenziali all’asta e la Liguria la prima sul versante della attività turistiche». E’ dunque la fascia di reddito meno abbiente a pagare il tributo più rilevante alla crisi: il 67% delle case in vendita (quasi due su tre) ha un prezzo inferiore ai 100mila euro, percentuale che sale fino all’88% se si prendono in esame anche gli immobili il cui prezzo è compreso tra 100mila e 200mila euro, molto probabilmente appartenuti a impiegati, piccoli imprenditori, artigiani e commercianti.Più della metà degli immobili residenziali in vendita dunque (4.725 unità) si concentra nel Nord del Paese. A guidare la classifica per la prima volta c’è il Veneto (1.517). A seguire la Lombardia (1.395), la Toscana (1.063 immobili), il Lazio (793) e il Piemonte (763).A livello di Province, invece, spiccano le 852 case all’asta a Vicenza. Seguono Roma (583), Ancona (397), Imperia (278) e Alessandria (234). Sul versante turistico ricettivo le strutture all’asta sono 120. Imperia è la città con più alberghi in vendita (11). E’ bene ricordare che molti istituti bancari hanno potenziato gli strumenti finanziari ad hoc per procedere all’acquisto: chi in questo momento è in grado di comperare, può realizzare dei veri e propri affari con la possibilità di farsi seguire da un tecnico o da un professionista del settore.
Tra le numerose vendite all’asta non mancano gli immobili di pregio, anche se di numero inferiore rispetto al passato, come un ex monastero del Settecento con sale affrescate (si tratta di Villa Covoni a Fiesole in provincia di Firenze con una base d’asta di oltre 6 milioni di euro); una villa neoclassica sul lago Maggiore (Villa Faraggiana, con una base d’asta di 5 milioni e 400mila) e infine il castello di Torre a Decima di Pontassieve in provincia di Firenze le cui origini risalgono al XII secolo (base d’asta 7 milioni e 500mila euro).

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Comprare casa all’asta: tutto quello che c’è da fare e sapere

Posted by fidest press agency su domenica, 16 febbraio 2020

Secondo un recente studio di Sogeea in Italia oggi ci sono quasi 24.000 immobili in vendita all’asta e, insieme all’offerta, anche la domanda risulta in aumento (+29% in un anno secondo l’ultimo Osservatorio di Immobiliare.it). Sempre più italiani alla ricerca di casa quindi valutano questa formula e Immobiliare.it (www.immobiliare.it) ha stilato per loro un vademecum per approcciarsi correttamente a una tipologia di acquisto che consente un risparmio medio sul prezzo di oltre il 30% rispetto ai valori di mercato.
Confrontare il prezzo con quello degli annunci tradizionali. Dopo aver letto con attenzione tutti i dettagli dell’annuncio e presa visione delle foto, è consigliabile confrontarlo con altri immobili di pari caratteristiche e nella stessa zona, ma in vendita sul libero mercato. Questo servirà per rendersi conto dell’entità del risparmio che, in alcuni casi, può superare il 40%. Capire se si ha modo di seguire il processo da soli o se si ha bisogno di un consulente.Tutti possono partecipare alle aste immobiliari in modo autonomo, ma bisogna mettere in conto un importante impegno con le pratiche e la burocrazia da seguire. Non servono particolari competenze o requisiti ma per le aste telematiche, ad esempio, è essenziale avere un indirizzo PEC per partecipare. In alternativa, è possibile rivolgersi a un consulente. Negli annunci all’asta la documentazione è solitamente molto completa, soprattutto grazie alla presenza della perizia, che contiene una minuziosa valutazione dell’immobile e di tutte le sue caratteristiche. Si potrà quindi consultare la planimetria, visionare i dati catastali, constatare le condizioni di fatto e lo stato di manutenzione, verificare che non ci siano iscrizioni pregiudizievoli, abusi edilizi o debiti verso il condominio. Non molti sanno che anche per un acquisto all’asta è possibile richiedere un mutuo. In questo caso la banca produce una pre-delibera relativamente alla cifra massima che è disposta a finanziare, che può arrivare a coprire anche il 100% del prezzo di aggiudicazione. Questo garantisce di arrivare all’asta con la garanzia di poter sostenere la spesa. Per formulare la propria offerta è necessario compilare un apposito modulo che ogni tribunale mette a disposizione. Questo serve a identificare sia l’offerente sia il lotto che si vorrebbe acquistare. Per partecipare è indispensabile allegare al modulo un assegno circolare pari al 10% del valore della propria offerta. Questa cifra può essere inclusa successivamente nella somma totale che la banca finanzierà in caso di successo.Per le aste tradizionali tutti i soggetti che hanno avanzato un’offerta devono presentarsi personalmente nel giorno prestabilito per l’aggiudicazione. Ma nel caso in cui si dovesse essere impossibilitati, esiste una speciale procura notarile per delegare qualcuno.
Entrare in possesso del proprio immobile. Ma cosa succede quando ci si aggiudica l’asta? Entro i termini stabiliti dal tribunale bisogna versare la somma offerta e poi si procederà con l’atto di trasferimento di proprietà dell’immobile. Nel caso in cui questo sia ancora occupato, si produrrà contestualmente l’atto di sgombero.

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Immobili. La Pietra (FdI): preoccupante aumento case all’asta

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 febbraio 2020

“Durante il convegno promosso dal centro studi Sogeea sono emersi dati molto preoccupanti: il primo è che il numero delle case all’asta è aumentato del 25 per cento rispetto all’anno precedente; l’altro è che oltre il 65 per cento di quegli immobili hanno un valore entro i 100mila euro. Il che vuol dire che è la classe media, quella costituita da lavoratori, artigiani e commercianti, la più colpita da questa tendenza” così il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra, intervenendo alla presentazione in Senato del ‘Rapporto semestrale delle aste immobiliari’ elaborato dal Centro studi Sogeea.
“L’aumento di questo fenomeno rappresenta un problema non soltanto di carattere economico ma anche sociale, ed è fondamentale aprire una riflessione. La casa per gli italiani non è soltanto un rifugio economico, ma un valore dove si custodisce la propria famiglia. E’ evidente che non è possibile continuare ad agire con norme che tutelino soltanto chi acquista lasciando soli coloro che, anche a causa della crisi economica, vedono la propria casa messa all’asta. Fratelli d’Italia è già intervenuta su questa delicata problematica presentando un disegno di legge a prima firma del senatore Urso sui ‘Crediti deteriorati e prime case all’asta’, ma si può fare di più. Ad esempio, prevedendo la costituzione di un fondo di garanzia che possa sostenere i debitori in particolari condizioni di difficoltà” conclude il senatore La Pietra.

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Giappone: grappoli d’uva venduti all’asta per 10 mila euro circa

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 luglio 2019

In Giappone, alcuni grappoli di uva del tipo Ruby Roman sono stati battuti all’asta per una cifra record di 1,2 milioni di yen, l’equivalente di oltre 9.800 euro, rendendoli i più costosi di sempre, da quando la varietà è stata lanciata sul mercato dodici anni fa. Coltivata nella prefettura di Ishikawa, nel Giappone centrale, con un basso livello di acidità e alto contenuto di zucchero, la qualità Ruby Roman risulta estremamente succosa e ogni chicco pesa almeno 20 grammi. Il vincitore dell’asta è il proprietario di tre ‘ryokan’, gli alberghi in stile giapponese, che ha comprato il contenuto tramite un intermediario al mercato di Kanazawa. Il maltempo dello scorso giugno aveva inizialmente fatto preoccupare i viticoltori locali, ma l’aumento delle temperature ha dissipato quei timori, e adesso l’unione di cooperative di Ishikawa prevede di vendere circa 26 mila grappoli di Ruby Roman entro la fine di settembre. Pur pagando tali somme, i giapponesi non guardano al costo di acquisto, in particolare quando offrono la frutta, un dono prezioso nell’arcipelago. Nei reparti dei grandi magazzini dedicati o negozi specializzati, le opere d’arte della natura sono esposte come gioielli, protette da una rete bianca. Spesso vendute singolarmente, mele, pere, pesche, uva presentano forme perfette e lasciano un gusto squisito al palato. Anche nei supermercati di base, la frutta è ancora costosa: una sola mela spesso costa l’equivalente di 2 euro. Eppure evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, in Italia diciamo che la frutta è cara. Se amate la frutta e non potete farne a meno… beh, cominciate ad ipotecare casa vostra, come avviene in un qualunque supermercato “Tokyo food show”. Godiamo la frutta noi che possiamo!

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Aumenta dramma case all’asta

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

“I dati diffusi in Senato nel corso della presentazione del Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea, evidenziano un quadro sempre più allarmante con un aumento delle case all’asta. E’ la spia di una crisi che Fratelli d’Italia da tempo denuncia e rispetto alla quale più volte ha solleticitato interventi. In particolare in Senato ho presentato un disegno di legge, che consenta ai titolari di prima casa posta all’asta di potersi riappropriare del bene con una procedura concordata con la banca. Si tratta di una soluzione pratica che, da un lato, risolve un dramma sociale e, dall’altro, consente alle banche di liberarsi di un patrimonio immobiliare che pesa negativamente sui propri bilanci. Per questo chiedo che sia rapidamente calendarizzato, per poter approvare in tempi brevi un provvedimento che gli stessi dati confermano che non è più rinviabile”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso.

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Corso A.S.T.A. (Alta Scuola di Turismo Ambientale)

Posted by fidest press agency su domenica, 5 maggio 2019

corso asta trapaniTrapani Il corso ASTA, “Buoni Turismi per una Buona Crescita”, sarà presentato nell’incontro d’apertura del 6 maggio, alle ore 10.00, da Sebastiano Venneri, membro della Segreteria Nazionale di Legambiente, responsabile Territorio e Innovazione e dei settori Turismo e Mare dell’Associazione, di cui è stato Vicepresidente fino al 2011. Co-fondatore e presidente di Vivilitalia, è ideatore, coordinatore e docente dei corsi ASTA.
Saranno presenti: Giuseppe Morfino, sindaco di Custonaci, Giuseppe Scarcella, sindaco di Paceco e Francesco Stabile, sindaco di Valderice, Comune ospite delle attività.
Alla fine del corso, i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione “quale credito formativo”. In occasione della chiusura e consegna dei diplomi, l’11 maggio alle ore 10.00, è previsto un incontro pubblico a cui parteciperanno le autorità locali e gli stakeholders.
Una settimana di lezioni “incastonate” nell’agro ericino con i maggiori esperti di turismo e comunicazione a livello nazionale, tenute al Fondo Auteri, a Sant’Andrea di Bonagia, gestito dalla cooperativa “Voglia di Vivere” per conto del Comune di Valderice. Il corso, tenuto da Vivilitalia, la società di Legambiente che si occupa di formazione sul turismo ambientale, inizierà lunedì 6 maggio e si concluderà l’11 maggio. Si tratta di un percorso “full immersion”, dedicato prevalentemente agli operatori, pensato per i titolari e i professionisti di qualunque tipo di attività che abbia a che fare con il turismo di qualità.
L’iniziativa è organizzata dalla società di comunicazione AlfaMedia Italia e promossa dai nuclei di Legambiente di Pizzo Cofano e di Trapani–Erice, con il concreto impegno dei Comuni di Custonaci, Paceco, Valderice ed il supporto di numerose aziende del territorio operanti nel campo enogastronomico, della ricettività e dei trasporti.
Un progetto pilota che vede uniti i Comuni di Custonaci, Paceco, Valderice, per lo sviluppo del territorio, per dare ricchezza e un valore aggiunto. Un nuovo metodo di lavoro per sapere come e cosa valorizzare formando operatori turistici.
La location dell’evento sarà il Fondo Auteri, un luogo emblematico nel territorio dell’agro ericino, gestito dalla cooperativa sociale “Voglia di Vivere” la cui mission è l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. I giovani della cooperativa parteciperanno alle attività legate all’accoglienza di relatori e corsisti.Come creare il prodotto turistico, aspetti di Governance e promo-commercializzazione: questi saranno alcuni degli argomenti affrontati nel corso. Fra i docenti che prenderanno parte al programma, spiccano i nomi di Paolo Grigolli, Direttore della Scuola di Management del Turismo TSM-Trentino School of Management, Gianfranco Ciola, direttore del Parco Nazionale delle Dune Costiere, Paola Larger di BienVivre Hotels, Roberto Mazzà e Maurizio Giambalvo di Wonderful Italy. Per informazioni e iscrizioni rivolgersi alla segreteria organizzativa di AlfaMedia Italia all’indirizzo email info@alfamediaitalia.it e al numero di telefono 336 549451. http://www.alfamediaitalia.it

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Torna a salire il numero delle case all’asta

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

Il numero delle case all’asta in Italia è aumentato del 21,8% in sei mesi: le procedure attualmente in corso sono infatti 17.899 a fronte delle 14.701 rilevate a luglio 2018. Si tratta del primo incremento dopo un biennio di costante calo: il valore assoluto si mantiene comunque assai distante dal picco registrato all’inizio del 2017, quando gli immobili residenziali in vendita forzata ammontavano a 33.304 unità. Lo riferisce il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea. Come accaduto costantemente in tutte le precedenti rilevazioni, la maggioranza delle abitazioni all’asta ha un prezzo iniziale di vendita assai contenuto: il 68% di esse non supera i 100.000 euro, quota che sale addirittura fino all’89,3% se si prendono in esame anche quelle comprese nell’intervallo tra 100.000 e 200.000 euro. Considerato che si tratta nella stragrande maggioranza di immobili appartenenti a cittadini che non sono riusciti a fare fronte a un impegno finanziario, di solito il mutuo per l’acquisto della prima casa, si conferma come gli anni della crisi abbiano colpito con particolare severità le fasce di reddito medio-basse, costrette in molti casi a sacrificare il bene-rifugio per eccellenza.Il dato rilevato non è però geograficamente uniforme. A trascinare l’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni è stato il Mezzogiorno: le procedure nelle isole maggiori sono aumentate del 49,6%, passando da 1.476 a 2.207, mentre quelle nelle regioni continentali hanno fatto registrare un balzo in avanti addirittura del 68%, attestandosi a quota 3.399 rispetto alle 2.023 di luglio 2018. Sostanzialmente stabile il Centro Italia (3.441 gli immobili attualmente all’asta contro i 3.284 di sei mesi fa), mentre al Nord si è verificato un incremento più sensibile ma comunque contenuto (8.852 le abitazioni al momento in vendita a fronte delle 7.918 dell’ultima rilevazione, +11,8%).Un quinto del totale delle case si trova in Lombardia (3.721), la regione che ne conta di più con ampio margine rispetto a Sicilia (1.815), Lazio (1.671), Veneto (1.669) e Piemonte (1.562). Si attestano al di sopra del muro delle mille unità anche la Campania (1.096) e la Toscana (1.007). A livello di province, invece, spiccano le 1.047 abitazioni in vendita di Catania, che precede Roma (935), Bergamo (856), Brescia (677), Torino (660), Pavia (645) e Padova (547).

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Asta 5G falsata a vantaggio dei francesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

“La delibera con cui l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni fissa le regole per l’asta sul 5G prevede che a nuovi entranti o “remedy taker” venga riservato un terzo della cosiddetta “banda 700 MHz”, la più pregiata.Lo spettro elettromagnetico è risorsa scarsa di proprietà esclusiva dello Stato che la assegna a fronte del pagamento di una somma che varia a seconda del pregio della frequenza stessa. L’unico beneficiario della riserva è Iliad, l’operatore francese entrato sul mercato italiano a maggio 2018. Quindi mentre sei operatori competeranno per i due terzi della banda in un’asta al rialzo che si annuncia infuocata, ad Iliad basterà presentare la base d’asta per aggiudicarsi senza patemi d’animo e con una spesa facilmente preventivabile un terzo della porzione di banda più pregiata mai messa all’asta per la telefonia mobile negli ultimi 20 anni.Ritengo che il Governo debba intervenire con urgenza per impedire la svendita di preziose risorse radio: lo spettro elettromagnetico è un bene pubblico e come tale va impiegato massimizzando il beneficio per lo Stato e per i cittadini.Occorre, inoltre, evitare che un mercato pienamente concorrenziale come la telefonia mobile, in cui i prezzi si sono più che dimezzati negli ultimi tre anni, sia del tutto distorto da una ulteriore asimmetria legata al prezzo di aggiudicazione delle frequenze, rischiando di penalizzare gli investimenti e rallentare la realizzazione di una infrastruttura come il 5G cruciale per il futuro della nazione”. È quanto dichiara in una nota il Capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Trasporti e Telecomunicazioni alla Camera, Carlo Fidanza.

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Il numero delle case all’asta in Italia è diminuito del 25,2% in sei mesi

Posted by fidest press agency su domenica, 8 luglio 2018

Le procedure in corso sono infatti 14.701, a fronte delle 19.650 rilevate lo scorso gennaio. Si tratta del terzo calo consecutivo del comparto, che nell’ultimo anno e mezzo ha registrato un vero e proprio crollo: rispetto all’inizio del 2017, quando aveva raggiunto le 33.304 unità, il totale delle abitazioni in vendita forzata è sceso del 55,9%. Il decremento riguarda sostanzialmente tutte le fasce di prezzo degli immobili in maniera uniforme.Lo riferisce il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea.
Rimane invece costante, come accaduto in tutti i precedenti studi, la preponderanza sul mercato di immobili di non particolare pregio: il 68,2% delle case in vendita ha un prezzo inferiore ai 100.000 euro, quota che sale addirittura fino all’88,8% se si prendono in esame anche le abitazioni dell’intervallo tra 100.000 e 200.000 euro. Ancora una volta, quindi, viene confermato che gli anni della crisi hanno colpito soprattutto gli appartenenti alle fasce di reddito medio-basse, costretti in molti casi a sacrificare il bene-rifugio per eccellenza, la prima casa, per non essere riusciti a fare fronte a un impegno finanziario.Il dato non è però geograficamente uniforme. Il Centro del Paese ha fatto registrare un calo sostanzialmente in linea con quello nazionale (-31,9%), frutto dell’arretramento delle procedure dalle 4.822 di gennaio alle attuali 3.284. Clamorosi balzi all’indietro per il Mezzogiorno (-55,6%) e per le Isole (-60,3%), che si attestano rispettivamente a 2.023 e 1.476 abitazioni all’asta a fronte delle 4.554 e 3.716 di inizio anno. In totale controtendenza il Nord della Penisola, in cui si osserva una crescita del 20,8%: le vendite forzate sono infatti passate da 6.558 a 7.918, sfiorando il valore rilevato nell’estate 2017. Anche nel Settentrione, comunque, si assiste a più fenomeni contemporaneamente. Se, ad esempio, il Piemonte (1.549 procedure) e l’Emilia-Romagna (588) si attestano su valori assai prossimi a quelli di sei mesi fa, gli incrementi di Lombardia (2.822, +25,2%) e Veneto (2.444, +54,5%), due tra le regioni italiane a maggior propulsione economica e imprenditoriale, non possono far sorridere. Insieme rappresentano oltre un terzo delle case attualmente all’asta e la Lombardia da sola si guadagna una fetta del mercato pari a un quinto. In netto calo, anche se con numeri assoluti molto più contenuti rispetto ad altre realtà, il dato delle vendite forzate in Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Valle d’Aosta.Solo altre due regioni superano il migliaio di procedure: il Lazio, che ne conta 1.705, e la Sicilia, che invece ne mette assieme 1.274. A seguire c’è la Toscana con 839, mentre nel Mezzogiorno si segnalano le 565 case in vendita della Campania e le 562 della Puglia. A livello di province, invece, spiccano le 1.254 abitazioni all’incanto di Padova, che precede Brescia (910), Roma (906), Catania (750), Torino (693) e Bergamo (490).
«Il terzo calo consecutivo del dato nazionale, tra l’altro il più rilevante delle recenti serie storiche, fa sì che si possa iniziare a considerare strutturale il ritorno del numero delle vendite forzate immobiliari a valori fisiologici per il nostro Paese – spiega l’ing. Sandro Simoncini, presidente di Sogeea e direttore del Centro Studi –. Ragionevole ipotizzare che, essendo il mercato delle aste la fotografia di una situazione di precarietà venutasi a creare anni addietro, l’onda lunga delle sofferenze bancarie abbia esaurito i suoi effetti più disastrosi e stia pian piano rientrando in una dimensione più governabile. Sotto questo aspetto altri indicatori fanno ben sperare.

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Nuova asta immobili a Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

Roma Il 15 dicembre al via l’asta sulla rete del Notariato. Prosegue il piano vendite delle unità immobiliari dei Fondi i3 Regione Lazio e i3 Inail e il 15 dicembre si svolgerà la vendita all’asta degli immobili attraverso la rete RAN, il sistema di aste online gestito dal Notariato che permette di presentare oltre alle offerte in busta chiusa, anche un’offerta telematica.
I lotti in vendita riguardano 7 unità immobiliari nel Centro Storico di Roma a Largo Arenula e Largo Goldoni per un valore complessivo a base d’asta di quasi 13 mln di euro e una superficie totale di circa 1200 mq.Le unità immobiliari di Largo Goldoni si trovano in area centrale tra via Condotti, via del Corso e piazza di Spagna, in una zona di grande prestigio con la presenza di attività commerciali delle maggiori firme nazionali ed internazionali della moda e del lusso. Si tratta di tre appartamenti di ampia metratura in buono stato di manutenzione collocati al secondo terzo e quarto piano di un Palazzo di rilievo storico e artistico ben conservato.Sempre nel cuore del Centro di Roma la proposta di Largo Arenula dove le unità in vendita sono comprese in un immobile storico in posizione strategica tra Campo dei Fiori e Piazza Venezia. Al piano terra, con affaccio su Largo Arenula, troviamo un’unità commerciale su due livelli collegati da una scala interna oltre a tre magazzini.Tutte le informazioni sulle procedure d’asta e sulle unità in vendita sono reperibili sul sito del Notariato all’indirizzo sito http://www.notariato.it/ranPrima della data dell’asta, attraverso un sistema di prenotazione on line, è possibile fissare una visita degli immobili durante gli appositi “Open day” predisposti nei giorni 30 novembre e 1 dicembre 2017.

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Una vettura “regale” all’asta

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 settembre 2017

Juan_Carlos_I_di_SpagnaSi tratta della prima vettura utilizzata da Re Juan Carlos di Spagna dopo l’incoronazione avvenuta il 22 novembre 1975. Rimasta in possesso del primo sovrano post-franchista sino alla fine degli anni 70, la Mercedes-Benz 450 SEL blindata si presenta in ottimo stato e sarà all’asta su Catawiki sino al 10 settembre alle ore 20 (link). Quest’asta va ad affiancarsi a quella che ospitata lo scorso marzo, per aggiudicare una ZIL 41052 del 1991 appartenuta ai Presidenti russi Gorbaciov e Yeltsin (link), e a quella più recente relativa ad una Rolls Royce del 1933 (link) che fu una produzione unica per conto del Maharaja di Jammu e del Kashmir. L’auto accompagnò il sovrano e la sua consorte, la Regina Sofia, durante tutte le visite ufficiali effettuate nella seconda metà degli anni 70 e, nonostante abbia 39 anni di vita, si presenta in ottime condizioni, con tappezzeria rinnovata, perfettamente funzionante e con soli 160.000 chilometri percorsi. Sul cofano conserva ancora le bandierine spagnole tipiche di tutte le auto di rappresentanza, mentre il suo motore è un otto cilindri di 6.900 centimetri cubici con una potenza di 225 cavalli, che permettono alla vettura di raggiungere i 210 km/h e accelerare da 0 a 100 km/h in soli 9,3 secondi. “Questa vettura fu acquisita negli anni 80 da un collezionista privato direttamente dalla Casa Reale quando questa decise di vendere più veicoli usati dalla famiglia del re e fino ad oggi non si sa se esistono ancora altri simili. A rendere ancor più particolare questo modello è il fatto che presenta il motore più grande in dotazione ad una vettura di produzione non americana dopo la Seconda Guerra Mondiale, ha dichiarato Franco Vigorito, esperto di auto classiche per Catawiki”. Progettata per proteggere e garantire la sicurezza dei sovrani, la vettura di circa cinque metri di lunghezza è completamente blindata – per questo motivo pesa 2.230 chilogrammi – ma è dotata di sospensione idraulica che consente di sostenere tutto il peso. Nella parte superiore ha come dotazione speciale un tetto scorrevole in corrispondenza dei sedili posteriori, attraverso cui i monarchi salutavano le folle. Si stima che la vettura potrebbe superare i 39.500 euro. La parola ai collezionisti.

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Finisce all’asta la villa dove morì Pablo Picasso

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 agosto 2017

Picasso villaBella e dannata, è così che si può definire la maestosa proprietà di Mougins, in Costa Azzurra, dove Pablo Picasso visse i suoi ultimi dodici anni, dal 1961 alla morte nel 1973. Una proprietà mastodontica, immersa nel verde, con vista sul mare più famoso della Francia, che non trova pace e che oggi è finita all’asta con una base di partenza di 20,2 milioni di euro, come si legge nell’annuncio pubblicato su LuxuryEstate.com (https://www.luxuryestate.com), partner di Immobiliare.it per gli immobili di lusso.
E se questa cifra potrà sembrare già alta a qualcuno, è bene ricordare che solo l’anno scorso la villa era stata venduta, per circa 220 milioni di euro. Chissà a quanto se l’aggiudicherà il fortunato vincitore dell’asta, che si terrà il prossimo 12 ottobre, curata dall’agenzia olandese Residence 365.
La storia di questa proprietà, una volta morto Picasso, è più che controversa. Qui la sua ultima moglie, Jacqueline, che non aveva più toccato nulla in casa – neppure i suoi occhiali, rimasti dove lui li aveva lasciati – si sparò, togliendosi la vita, nel 1986. Per oltre 30 anni la casa rimase abbandonata, contenendo opere dell’artista dal valore di circa un miliardo di euro.
Tra il 2007 e il 2008 la villa fu acquistata e ristrutturata a opera dell’architetto belga Axel Vervoordt. I lavori coinvolsero oltre cento operai che, sotto la sua guida, trasformarono la dimora in una proprietà di lusso contemporanea e preziosa. Oggi la villa si presenta con un arredamento moderno e ricercato, ma la struttura mantiene intatte le caratteristiche di quando Picasso trovava ispirazione nelle sue stanze.
Fu proprio l’artista a ingrandire la casa padronale con uno studio spazioso in cui lavorare, spesso di notte, senza distrazioni. Oggi gli interni contano circa 1.800 metri quadri, divisi fra l’edificio principale, quello per gli ospiti e un altro nel giardino, accanto alla bellissima piscina, dove sono ospitati un centro benessere, con sale massaggi e bagni turchi, spogliatoi e palestra.
Gli otto acri di terreno che circondano la proprietà sono stati ugualmente restaurati nel rispetto dell’originale, con ulivi secolari, roseti, gradini in pietra, fontane e terrazze.
La sapiente e lussuosa opera di ristrutturazione, aveva portato il vecchio proprietario a vendere la villa alla fine del 2016 per circa 220 milioni di euro a un finanziere del Brunei. Non sono note le cause per cui la proprietà sarà battuta all’asta. (foto by Residence 365 via LuxuryEstate.com)

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Il numero delle strutture turistico-ricettive all’asta in Italia è aumentato

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

turismo costieroLo è del 9% in sei mesi: le procedure in corso che riguardano alberghi, bed & breakfast, motel, campeggi e simili sono infatti 237, a fronte delle 217 rilevate all’inizio dell’anno. Il comparto si presenta quindi in netta controtendenza rispetto al residenziale e prosegue la crescita che si era riscontrata anche nella rilevazione dello scorso gennaio. Lo rivela il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea, che è stato presentato in Senato. La differenza più evidente, però, è che stavolta a determinare la nuova impennata è stata l’area settentrionale del Paese, che ha praticamente raddoppiato il dato: 101 gli immobili in vendita forzata rispetto ai 51 riscontrati in avvio di 2017. Tutte le altre macroregioni hanno invece fatto registrare un calo: -11% il Centro, -21% il Sud, -22% le Isole.Poco meno della metà degli immobili oggetto dell’analisi è dunque localizzata nel Nord, a fronte di una quota pari a circa un quarto del totale emersa a gennaio. I più significativi balzi in avanti sono stati effettuati dal Veneto (34 strutture all’asta rispetto alle 9 di inizio anno), dal Piemonte (passato da 14 a 20 vendite forzate), dalla Lombardia (da 4 a 12), dal Trentino-Alto Adige (da 4 a 8) e dalla Liguria (un unico immobile all’incanto sei mesi fa, addirittura 11 adesso). Nessuna struttura in fase di cessione per Molise e Valle d’Aosta, mentre sia la Sicilia (da 32 a 28) sia la Sardegna (da 22 a 14) hanno fatto registrare decrementi significativi. Il miglioramento più consistente si è però verificato in Campania, regione che al momento conta 13 alberghi all’asta contro i 27 di inizio anno.A livello di province, invece, comanda nettamente Padova con 20 strutture in vendita: il dato, l’unico a doppia cifra nel panorama nazionale, le consente di primeggiare per distacco nei confronti di tutte le altre. Assai distanti rimangono infatti Salerno, Trento (entrambe ne contano 7), Rimini, Savona, Taranto e Vicenza (tutte con 6).
Mettendosi dalla parte di potenziali investitori, invece, c’è la possibilità di portare a termine operazioni interessanti visto l’alto numero di strutture sul mercato. Chi compra deve avere sempre chiaro se in vendita sia stato messo l’immobile insieme all’attività di gestione e, nel caso, se sia possibile avanzare offerte anche solo per uno dei due asset in questione. È altresì importante comprendere a fondo quali vincoli e oneri verranno cancellati e quali invece rimarranno a carico dell’acquirente, calcolare i tempi dell’effettiva disponibilità della struttura, informarsi sulle potenzialità del contesto ambientale in cui essa è inserita, avere piena contezza delle eventuali spese arretrate accumulate e delle imposte che graveranno sull’immobile.

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Il numero delle case all’asta in Italia è diminuito del 31% in sei mesi

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

soldi-e-casaLe procedure in corso sono infatti 22.969, a fronte delle 33.304 rilevate lo scorso gennaio. Un’inversione di tendenza di dimensioni inattese che interrompe la crescita registrata nelle due precedenti rilevazioni: +5% nel luglio 2016, +10% a inizio 2017. Lo rivela il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea, che è stato presentato in Senato.Il calo è generalizzato per tutte le fasce di prezzo degli immobili e oscilla tra il -15% di quelli compresi nell’intervallo tra 500.000 e un milione di euro e il -41% di quelli con un valore oltre i 3 milioni di euro, passando per il -33% di quelli fino a 100.000 euro, i più numerosi. A trascinare il crollo del dato sulle abitazioni finite in vendita forzata è stato il Nord del Paese, passato da 15.749 a 8.817 procedure (-44%): l’Italia settentrionale, che solitamente rappresentava poco meno della metà degli immobili in vendita, vede la sua quota scendere fino al 38% ma conserva comunque una preminenza rispetto alle altre macroregioni. Assai consistente anche la riduzione verificatasi nel Mezzogiorno (4.766 gli immobili attualmente interessati, -34%), mentre più contenuta è stata la flessione delle regioni centrali (-17%). Maggiori sofferenze, invece, permangono nelle Isole: in Sicilia e Sardegna il fenomeno si è addirittura accentuato, seppur in modeste proporzioni (4.503 case all’asta contro le 4.483 di sei mesi fa).Poco meno di un quinto degli immobili oggetto dello studio, pari a 4.438 unità, è localizzato in Lombardia, che mantiene come sempre il primato in Italia e che è una delle tre regioni con una percentuale a due cifre in rapporto al totale nazionale. A seguire ci sono Sicilia (3.875) e Lazio (2.578), entrambe in controtendenza rispetto al dato complessivo avendo fatto registrare una crescita rispettivamente dell’8% e del 6%. Sforano il tetto del migliaio di abitazioni all’asta anche la Campania (2.190), il Piemonte (2.052), la Toscana (1.422) e la Puglia (1.325). A livello di province, invece, spiccano le 1.464 abitazioni in vendita forzata di Roma, che precede Bergamo (1.336), Catania (1.111), Palermo (1.076) e Brescia (1.000).«Il quadro è meno preoccupante rispetto a quello di sei mesi fa – ha spiegato nel suo intervento l’ing. Sandro Simoncini, presidente di Sogeea e direttore del Centro Studi –, anche se il numero delle persone che vive il dramma di una casa posta in vendita forzata rimane consistente. Sulla drastica diminuzione del dato possono avere inciso almeno un paio di fattori: da una parte il recepimento delle agevolazioni fiscali per le compravendite di questo tipo, che hanno fatto in modo che le operazioni con esito positivo siano evidentemente aumentate in numero assoluto e si siano svolte con maggiore rapidità; dall’altra il consolidamento della tendenza da parte degli istituti di credito ad attenuare l’irruenza nei confronti di chi si trova in una situazione di sofferenza finanziaria. Questo è dovuto a considerazioni di tipo strettamente contabile, visto che in media il valore delle abitazioni è nettamente calato rispetto all’anno di concessione del mutuo e, di conseguenza, un’asta non consentirebbe comunque al creditore di rientrare dei capitali erogati. Più rischioso spingersi sul terreno di previsioni ottimistiche riguardo alla situazione macroeconomica del Paese, soprattutto perché, essendo il mercato delle aste la fotografia di una situazione di precarietà venutasi a creare anni addietro, non è azzardato ipotizzare che la perdurante stagnazione di medio-lungo periodo possa tornare ad accentuare il fenomeno nel prossimo futuro, condannandoci ancora una volta a numeri più severi. Tra l’altro, non può passare sotto silenzio che realtà storicamente più solide nel panorama economico nazionale viaggino in controtendenza rispetto al dato complessivo: il +49% della Valle d’Aosta o il +16% del Friuli-Venezia Giulia rispetto allo scorso gennaio non possono non far riflettere.Altro dato assai indicativo – ha aggiunto Simoncini – è quello che conferma, ancora una volta, come sia sempre la fascia di reddito medio-bassa a pagare il tributo più rilevante alla crisi decennale attraversata dal Paese: il 66% delle case in vendita ha un prezzo inferiore ai 100.000 euro, quota che sale addirittura fino all’88% se si prendono in esame anche gli immobili appartenenti alla fascia tra 100.000 e 200.000 euro. Nella stragrande maggioranza dei casi, insomma, non si tratta certo di abitazioni di particolare pregio. Tanti impiegati, piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, per anni capaci di fare fronte alle crescenti difficoltà, sul lungo periodo si sono trovati a pagare un conto salatissimo, arrivando a intaccare anche il patrimonio più prezioso: la prima casa.
Di contro, considerando il punto di vista di chi è interessato ad acquistare, la presenza sul mercato di tante case offre notevoli opportunità d’investimento. Molti istituti bancari mettono a disposizione strumenti finanziari ad hoc per procedere all’acquisto e i meccanismi di vendita all’asta sono trasparenti e tutto sommato semplici: chi ha disponibilità di denaro può realizzare dei veri e propri affari e c’è sempre la possibilità di farsi seguire da un tecnico o da un professionista del settore per avere la sicurezza di non commettere passi falsi».

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Piani di Zona. Pelonzi-Palumbo (PD): “Bene Tor Vergata, maggioranza ambigua su Castelverde”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

Tor_VergataRoma. Sono iniziate le vendite all’asta degli alloggi pdz Castelverde B4. La situazione sta divendendo preoccupante soprattutto perchè si tratta di cittadini che hanno subìto una truffa dopo aver acquistato alloggi a prezzo stabilito in edilizia agevolata. Senza revoca delle concessioni alla società costruttrice i proprietari, dopo la vendita, saranno sgomberati dalla forza pubblica. Oggi convintamente abbiamo votato in assemblea capitolina una delibera di revoca della procedura pdz Tor Vergata che presenta problemi simili a quelli di Castelverde. Questo provvedimento ha avuto un’accelerazione nell’imminenza di analoghe vendite all’asta. Non si capisce a questo punto perchè su Castelverde invece si stia procedendo a rilento. E’ peraltro contraddittorio da parte della maggioranza aver bocciato un odg firmato dal PD e dalle altre opposizione in cui si chiedeva un impegno preciso da parte della giunta per intervenire con altrettanta celerità anche su pdz di Castelverde. Siamo molto preoccupati per una situazione che rischia di divenire drammatica nell’imminenza degli sgomberi previsti a partire dal 6 aprile. Chiameremo alla mobilitazione i cittadini contro quella che si sta delineando come una evidente e incomprensibile discriminazione.E’ quanto dichiarano in una nota congiunta i consiglieri del gruppo del PD capitolino Marco Palumbo – Antongiulio Pelonzi

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Giovanni Verga inedito: all’asta a Parigi le lettere e la “Cavalleria Rusticana”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 novembre 2016

giovanni-vergaParigi lunedì 5 dicembre da Christie’s sarà battuta all’asta una straordinaria raccolta di quasi 300 lettere, tutte inedite, indirizzate dal grande scrittore siciliano ai fratelli Pietro e Mario, alla mamma Caterina e al nipote Giovannino, da cui emergono squarci sulla vita familiare del caposcuola del Verismo, tra problemi di salute e gestione finanziaria dei terreni di proprietà, ma anche e soprattutto annotazioni sulla vita mondana a Firenze e Milano, sui suoi capolavori come Mastro Don Gesualdo e I Malavoglia, con oltre cento lettere riguardanti la genesi, il successo e le vicende giudiziarie della Cavalleria rusticana nella causa che ne derivò con Mascagni per l’omonima opera lirica. Nel catalogo di Christie’s, i manoscritti sono divisi in tre lotti: due di carteggi e uno relativo all’eccezionale versione autografa della celeberrima novella Cavalleria rusticana. Il primo lotto, messo all’asta per la cifra di 150.000,00 euro, è dunque l’originale autografo della Cavalleria rusticana di cui Giovanni Verga preparò la sceneggiatura “per il cinematografo”. Si tratta certamente di una scoperta di grande importanza per la storia della Letteratura e per il ruolo ricoperto da Giovanni Verga, senz’altro il primo tra i grandi scrittori di fine Ottocento ad aver compreso il linguaggio rivoluzionario del Cinema appena nato.
L’autografo della Cavalleria rusticana per il cinematografo è suddiviso dallo stesso Verga in dodici quadri, le continue correzioni dimostrano il travaglio della creazione di uno scrittore pignolo ed attento al particolare verista anche nella “resa” cinematografica dei particolari e sicuramente sarà l’autografo che desterà maggiore interesse all’asta del 5 Dicembre a Parigi, durante la quale saranno messi in vendita anche lettere autografe del Re Sole Luigi XIV ed autografi di Marcel Proust, Pablo Picasso, Mallarmé e Zola. L’autografo è anche uno straordinaria documento che rivela la calligrafia minuscola di Giovanni Verga.
Il secondo lotto comprende 78 lettere autografe (e 10 telegrammi), per un totale di 320 pagine autografe, messe all’asta per un valore di 90.000,00 euro, tutte scritte in italiano, indirizzate ai familiari e prevalentemente ai fratelli Pietro e Mario e al suo nipote Giovannino, riguardanti la genesi, il successo e le vicende della sua più celebre novella, la Cavalleria rusticana. Mai prima d’ora si era appreso nei particolari il punto di vista di Giovanni Verga nell’incredibile vicenda giudiziaria che coinvolse lo stesso scrittore contro Pietro Mascagni per l’omonima opera lirica tratta dal suo capolavoro letterario, pubblicato per la prima volta nel 1880. Le lettere, scritte da Milano e da Catania, vanno infatti dal 1880 al 1916 e costituiscono un patrimonio straordinario su quello che resta uno dei capolavori assoluti della storia della letteratura ed anche della musica. Ma Verga, in questo inedito gruppo di lettere, non si dedica solo alla Cavalleria rusticana “letteraria” e poi “musicale”, ma anche alla versione teatrale da lui stesso scritta in 3 giorni per l’attrice Eleonora Duse, che la mise in scena con grande successo il 14 Gennaio 1884 al Teatro Carignano di Torino. Straordinario il telegramma del 5 Marzo 1887 in cui Verga domanda al fratello Pietro di “far spedire scena subito Alberto Buffi, amministratore Compagnia Duse Teatro Manzoni Milano”, così come la lettera del 14 Luglio 1887, spedita da Catania, in cui comunica al fratello Pietro che “la Cavalleria ha avuto a Parigi un successo immenso della Duse”. Lettere autografe che ricostruiscono il cammino e il successo della Cavalleria rusticana prim’ancora che Pietro Mascagni debuttasse con l’omonima opera lirica il 17 Maggio 1890 al Teatro Costanzi di Roma. (foto: giovanni verga)

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Asta Cose Preziose: il collezionismo d’epoca

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2016

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Roma venerdì 21 ottobre 2016, ore 15.00 unica sessione Esposizione: martedì 18, mercoledì 19 e giovedì 20 ottobre 2016 dallo ore 10.00 alle ore 19.00 Viale Giuseppe Mazzini 1 si terrà la prima asta ufficiale della nuova casa d’aste Bolli & Romiti – Casa d’aste in Roma, nata dalla collaborazione tra Donatella Bolli che vanta al suo attivo una pluriennale esperienza nelle più importanti case d’asta italiane e Fabrizio Romiti, proveniente da una delle famiglie di antiquari più conosciute d’Italia.
La prima asta con cui inaugurano la loro attività è Cose Preziose – il collezionismo d’epoca che mette all’incanto 368 lotti fra dipinti, sculture, opere su carta, mobili, arredi oltre ad una ricca offerta di porcellane, ceramiche, argenti, vetri e maioliche.
Come spiega Fabrizio Romiti “si tratta di un’asta in cui l’oggettistica di antiquariato è argomento predominante, da cui il titolo che abbiamo scelto. Si tratta di una selezione di oggetti, provenienti maggiormente da un’importante collezione romana, in cui l’attenzione per il dettaglio e la ricerca dell’oggetto raro è immediatamente evidente, e raggiunge la sua forma più raffinata in alcuni lotti davvero pregevoli”.
Da segnalare tra i dipinti antichi una grande tela di Keeley Halswelle I contadini attendono la benedizione di Papa Pio IX di fronte a San Giovanni in Laterano, dipinto tra il 1869 e il 1873, come il pittore stesso racconta su uno stralcio del suo diario incollato sul retro della tela, stimato tra i 40.000 e 60.000 euro, un piccolo olio su carta di David Teniers, Scena di osteria, stimato 10.000 – 15.000 euro, e sempre del Seicento, una tela dell’ambito di Giuseppe Maria Crespi La predica del Battista stimata tra 5.000 e 8.000 euro.

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Tra le opere italiane del Novecento si segnalano un piccolo e prezioso olio su tavola di Giuseppe Viviani del 1921, Donna che cuce in cucina, stimato tra 12.000 e 15.000 euro, una tela di Giuseppe Aristide Sartorio Tramonto antico del 1914, stimato tra 5.000 e 7.000€, e una bella Madonna con Bambino in marmo scolpita da Alceo Dossena che ha una stima tra 10.000 e 15.000 euro.
A tempi più recenti risalgono due interessanti opere su carta, la prima disegnata a china e matita da Carlo Carrà nel 1945 dal titolo L’Aedo con una stima tra 5.000 e 7.000 euro e la seconda di Renato Guttuso E’ son tiranni… del 1960, con una stima tra 5.000 e 7.000 euro, e un piatto in terracotta smaltata policroma con due pesci di Leoncillo stimato tra i 4.000 e i 6.000 euro.
Nella sezione dedicata agli arredi si segnalano una coppia di rare consoles di periodo Carlo X lastronate in essenza di legni pregiati e intarsiate a motivi geometrici con ripiani in marmo policromi, provenienti da ambito siciliano o napoletano stimate tra 30.000 e 40.000 euro, un salotto in legno dorato e riccamente scolpito, del 1840 anch’esso di ambito napoletano con una stima tra 15.000 e 25.000 euro e un originale mobile italiano del XVII secolo, in legno laccato e dipinto con figure allegoriche e sculture di colonne e cariatidi, stimato tra 10.000 e 15.000 euro.
Particolarmente pregiati, infine, una coppia di lampadari in vetro di Murano cognac a quindici luci della manifattura Barovier&Toso con una stima tra 25.000 e 35.000 euro e un globo celeste del 1792 con una stima tra 3.000 e 5.000 euro. (foto: asta)

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Le aste immobiliari in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2016

senato-della-repubblica[1]Roma 11 luglio 2016, ore 10.30 Senato della Repubblica Sala degli Atti Parlamentari Presso il Chiostro del Convento di S. Maria sopra Minerva Piazza della Minerva, 38. Lo studio, ormai strumento di consolidata considerazione tra gli analisti del settore, offre un panorama completo del numero delle abitazioni all’asta, del loro valore di mercato e della loro collocazione geografica.
I dati, reperiti al termine di un capillare lavoro presso i tribunali italiani, forniscono uno spaccato assai rappresentativo della situazione economico-sociale del nostro Paese e verranno illustrati dal direttore del Centro Studi, Prof. Sandro Simoncini.

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Asta libri, autografi e stampe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2016

mostra libri antichiRoma giovedì 7 e venerdì 8 luglio Palazzo Odescalchi piazza SS. Apostoli 80 L’asta di Libri, Autografi e Stampe. Si preannuncia di grande interesse. Si parte con la sezione di autografi, dove spicca al lotto 23 un documento d’eccezione: il verbale originale della seduta del Gran Consiglio del 25 luglio 1943 (foto), con l’approvazione dell’ordine del giorno presentato dal gerarca Dino Grandi che prevedeva l’estromissione di Benito Mussolini dal governo e la conseguente fine del Fascismo. Uno straordinario documento inedito di 32 pagine, interamente manoscritto, con gli interventi dei gerarchi che sino a notte fonda discussero animatamente sul futuro del Ventennio (l’archivio che include anche lettere di Mussolini, Balbo, Federzoni , Grandi è offerto a € 25.000-30.000). Sempre nella sezione Autografi si segnalano tre lotti dedicati all’ex Governatore di Roma Francesco Boncompagni Ludovisi (lotti 4-6), tutti centrati sull’amministrazione di Roma durante il Fascismo, sui piani urbanistici, sui progetti per la viabilità: mappe dettagliate della rete ferro-tramviaria da costruire, incluse le tre linee metropolitane, sui lavori a Piazza Venezia e la nascita di via dei Fori Imperiali, sulla progettata Olimpiade di Roma 1940, sulla costruzione del Ministero degli Esteri e dell’Ambasciata americana, sulla disastrosa situazione dell’Azienda ATAC, e molto altro.Di grande attualità la sezione di documenti, cimeli, oggetti, libri e altro sulla Grande Rivoluzione Culturale cinese del 1966, di cui quest’anno ricorre il 50° anniversario. Si va dai classici libretti rossi di Mao, ai foulard istoriati sulla vita del leader, dalle sveglie effigiate coi simboli della Rivoluzione alle statue in ceramica di varia grandezza e posa sempre di Mao, dai libelli di propaganda al raro disco in metallo originale di una sezione del Partito Cinese: uno spaccato curioso e intrigante sulla propaganda di un movimento popolare giovanile, fortemente ideologizzato, che segnò anche in Europa un momento cruciale della nostra vita politica (lotti dal 78 al 93, con valori da € 100 a € 500).Passando ai libri, una ricca sezione con ben 35 incunaboli di vario pregio e rarità caratterizza la sezione dedicata al libro antico, con edizioni in legatura originale e spesso annotate. Tra i volumi di maggior interesse meritano menzione: il primo libro moderno sull’ottica (Opticae thesaurus, Basilea, 1572, foto), una pietra miliare per gli studi nella disciplina (lotto 762 – stima € 14.000-16.000); la seconda edizione del primo libro sul calcio (Giovanni Maria Bardi, Discorso sopra’l giuoco del calcio fiorentino, Firenze, 1615), con una bella tavola raffigurante una partita giocata in Piazza Santa Croce a Firenze (lotto 518 – stima € 1.000-1.200) (foto); la prima edizione del Saggiatore di Galilei, Roma 1623, un caposaldo della scienza moderna (Lotto 544 – stima € 7.000-10.000); la prima edizione dell’Architettura di Leon Battista Alberti, Firenze 1550 (lotto 638 – stima € 4.000-6.000); una bella sezione di edizioni aldine, alcune in legatura originale (lotti 617-631, stime varie); una delle più piccole e ricercate edizioni di Dante, il grazioso 24° impresso da Paganini nel 1515 (lotto 633 – stima € 2.500-3.000).Per concludere vanno segnalate due splendide legature Seicentesche (foto), veri capolavori dell’arte della lavorazione della pelle, che ricoprono due pregiate edizioni (lotto 731 – stima € 7.000-10.000; lotto 735, stima € 7.000-10.000) di Cicerone e Marco Aurelio, entrambe commissionate da collezionisti di altissimo profilo culturale e sociale, Giovanni Battista Vittori e Giovanni Battista Grimaldi.Asta: giovedì 7 luglio, ore 15,30 (Prima tornata: lotti 1 – 325) | venerdì 8 luglio 2016, ore 10.30 (Seconda tornata: lotti 326 – 612), ore 15,30

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