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Giappone: grappoli d’uva venduti all’asta per 10 mila euro circa

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 luglio 2019

In Giappone, alcuni grappoli di uva del tipo Ruby Roman sono stati battuti all’asta per una cifra record di 1,2 milioni di yen, l’equivalente di oltre 9.800 euro, rendendoli i più costosi di sempre, da quando la varietà è stata lanciata sul mercato dodici anni fa. Coltivata nella prefettura di Ishikawa, nel Giappone centrale, con un basso livello di acidità e alto contenuto di zucchero, la qualità Ruby Roman risulta estremamente succosa e ogni chicco pesa almeno 20 grammi. Il vincitore dell’asta è il proprietario di tre ‘ryokan’, gli alberghi in stile giapponese, che ha comprato il contenuto tramite un intermediario al mercato di Kanazawa. Il maltempo dello scorso giugno aveva inizialmente fatto preoccupare i viticoltori locali, ma l’aumento delle temperature ha dissipato quei timori, e adesso l’unione di cooperative di Ishikawa prevede di vendere circa 26 mila grappoli di Ruby Roman entro la fine di settembre. Pur pagando tali somme, i giapponesi non guardano al costo di acquisto, in particolare quando offrono la frutta, un dono prezioso nell’arcipelago. Nei reparti dei grandi magazzini dedicati o negozi specializzati, le opere d’arte della natura sono esposte come gioielli, protette da una rete bianca. Spesso vendute singolarmente, mele, pere, pesche, uva presentano forme perfette e lasciano un gusto squisito al palato. Anche nei supermercati di base, la frutta è ancora costosa: una sola mela spesso costa l’equivalente di 2 euro. Eppure evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, in Italia diciamo che la frutta è cara. Se amate la frutta e non potete farne a meno… beh, cominciate ad ipotecare casa vostra, come avviene in un qualunque supermercato “Tokyo food show”. Godiamo la frutta noi che possiamo!

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Aumenta dramma case all’asta

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

“I dati diffusi in Senato nel corso della presentazione del Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea, evidenziano un quadro sempre più allarmante con un aumento delle case all’asta. E’ la spia di una crisi che Fratelli d’Italia da tempo denuncia e rispetto alla quale più volte ha solleticitato interventi. In particolare in Senato ho presentato un disegno di legge, che consenta ai titolari di prima casa posta all’asta di potersi riappropriare del bene con una procedura concordata con la banca. Si tratta di una soluzione pratica che, da un lato, risolve un dramma sociale e, dall’altro, consente alle banche di liberarsi di un patrimonio immobiliare che pesa negativamente sui propri bilanci. Per questo chiedo che sia rapidamente calendarizzato, per poter approvare in tempi brevi un provvedimento che gli stessi dati confermano che non è più rinviabile”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso.

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Corso A.S.T.A. (Alta Scuola di Turismo Ambientale)

Posted by fidest press agency su domenica, 5 maggio 2019

corso asta trapaniTrapani Il corso ASTA, “Buoni Turismi per una Buona Crescita”, sarà presentato nell’incontro d’apertura del 6 maggio, alle ore 10.00, da Sebastiano Venneri, membro della Segreteria Nazionale di Legambiente, responsabile Territorio e Innovazione e dei settori Turismo e Mare dell’Associazione, di cui è stato Vicepresidente fino al 2011. Co-fondatore e presidente di Vivilitalia, è ideatore, coordinatore e docente dei corsi ASTA.
Saranno presenti: Giuseppe Morfino, sindaco di Custonaci, Giuseppe Scarcella, sindaco di Paceco e Francesco Stabile, sindaco di Valderice, Comune ospite delle attività.
Alla fine del corso, i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione “quale credito formativo”. In occasione della chiusura e consegna dei diplomi, l’11 maggio alle ore 10.00, è previsto un incontro pubblico a cui parteciperanno le autorità locali e gli stakeholders.
Una settimana di lezioni “incastonate” nell’agro ericino con i maggiori esperti di turismo e comunicazione a livello nazionale, tenute al Fondo Auteri, a Sant’Andrea di Bonagia, gestito dalla cooperativa “Voglia di Vivere” per conto del Comune di Valderice. Il corso, tenuto da Vivilitalia, la società di Legambiente che si occupa di formazione sul turismo ambientale, inizierà lunedì 6 maggio e si concluderà l’11 maggio. Si tratta di un percorso “full immersion”, dedicato prevalentemente agli operatori, pensato per i titolari e i professionisti di qualunque tipo di attività che abbia a che fare con il turismo di qualità.
L’iniziativa è organizzata dalla società di comunicazione AlfaMedia Italia e promossa dai nuclei di Legambiente di Pizzo Cofano e di Trapani–Erice, con il concreto impegno dei Comuni di Custonaci, Paceco, Valderice ed il supporto di numerose aziende del territorio operanti nel campo enogastronomico, della ricettività e dei trasporti.
Un progetto pilota che vede uniti i Comuni di Custonaci, Paceco, Valderice, per lo sviluppo del territorio, per dare ricchezza e un valore aggiunto. Un nuovo metodo di lavoro per sapere come e cosa valorizzare formando operatori turistici.
La location dell’evento sarà il Fondo Auteri, un luogo emblematico nel territorio dell’agro ericino, gestito dalla cooperativa sociale “Voglia di Vivere” la cui mission è l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. I giovani della cooperativa parteciperanno alle attività legate all’accoglienza di relatori e corsisti.Come creare il prodotto turistico, aspetti di Governance e promo-commercializzazione: questi saranno alcuni degli argomenti affrontati nel corso. Fra i docenti che prenderanno parte al programma, spiccano i nomi di Paolo Grigolli, Direttore della Scuola di Management del Turismo TSM-Trentino School of Management, Gianfranco Ciola, direttore del Parco Nazionale delle Dune Costiere, Paola Larger di BienVivre Hotels, Roberto Mazzà e Maurizio Giambalvo di Wonderful Italy. Per informazioni e iscrizioni rivolgersi alla segreteria organizzativa di AlfaMedia Italia all’indirizzo email info@alfamediaitalia.it e al numero di telefono 336 549451. http://www.alfamediaitalia.it

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Torna a salire il numero delle case all’asta

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

Il numero delle case all’asta in Italia è aumentato del 21,8% in sei mesi: le procedure attualmente in corso sono infatti 17.899 a fronte delle 14.701 rilevate a luglio 2018. Si tratta del primo incremento dopo un biennio di costante calo: il valore assoluto si mantiene comunque assai distante dal picco registrato all’inizio del 2017, quando gli immobili residenziali in vendita forzata ammontavano a 33.304 unità. Lo riferisce il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea. Come accaduto costantemente in tutte le precedenti rilevazioni, la maggioranza delle abitazioni all’asta ha un prezzo iniziale di vendita assai contenuto: il 68% di esse non supera i 100.000 euro, quota che sale addirittura fino all’89,3% se si prendono in esame anche quelle comprese nell’intervallo tra 100.000 e 200.000 euro. Considerato che si tratta nella stragrande maggioranza di immobili appartenenti a cittadini che non sono riusciti a fare fronte a un impegno finanziario, di solito il mutuo per l’acquisto della prima casa, si conferma come gli anni della crisi abbiano colpito con particolare severità le fasce di reddito medio-basse, costrette in molti casi a sacrificare il bene-rifugio per eccellenza.Il dato rilevato non è però geograficamente uniforme. A trascinare l’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni è stato il Mezzogiorno: le procedure nelle isole maggiori sono aumentate del 49,6%, passando da 1.476 a 2.207, mentre quelle nelle regioni continentali hanno fatto registrare un balzo in avanti addirittura del 68%, attestandosi a quota 3.399 rispetto alle 2.023 di luglio 2018. Sostanzialmente stabile il Centro Italia (3.441 gli immobili attualmente all’asta contro i 3.284 di sei mesi fa), mentre al Nord si è verificato un incremento più sensibile ma comunque contenuto (8.852 le abitazioni al momento in vendita a fronte delle 7.918 dell’ultima rilevazione, +11,8%).Un quinto del totale delle case si trova in Lombardia (3.721), la regione che ne conta di più con ampio margine rispetto a Sicilia (1.815), Lazio (1.671), Veneto (1.669) e Piemonte (1.562). Si attestano al di sopra del muro delle mille unità anche la Campania (1.096) e la Toscana (1.007). A livello di province, invece, spiccano le 1.047 abitazioni in vendita di Catania, che precede Roma (935), Bergamo (856), Brescia (677), Torino (660), Pavia (645) e Padova (547).

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Asta 5G falsata a vantaggio dei francesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

“La delibera con cui l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni fissa le regole per l’asta sul 5G prevede che a nuovi entranti o “remedy taker” venga riservato un terzo della cosiddetta “banda 700 MHz”, la più pregiata.Lo spettro elettromagnetico è risorsa scarsa di proprietà esclusiva dello Stato che la assegna a fronte del pagamento di una somma che varia a seconda del pregio della frequenza stessa. L’unico beneficiario della riserva è Iliad, l’operatore francese entrato sul mercato italiano a maggio 2018. Quindi mentre sei operatori competeranno per i due terzi della banda in un’asta al rialzo che si annuncia infuocata, ad Iliad basterà presentare la base d’asta per aggiudicarsi senza patemi d’animo e con una spesa facilmente preventivabile un terzo della porzione di banda più pregiata mai messa all’asta per la telefonia mobile negli ultimi 20 anni.Ritengo che il Governo debba intervenire con urgenza per impedire la svendita di preziose risorse radio: lo spettro elettromagnetico è un bene pubblico e come tale va impiegato massimizzando il beneficio per lo Stato e per i cittadini.Occorre, inoltre, evitare che un mercato pienamente concorrenziale come la telefonia mobile, in cui i prezzi si sono più che dimezzati negli ultimi tre anni, sia del tutto distorto da una ulteriore asimmetria legata al prezzo di aggiudicazione delle frequenze, rischiando di penalizzare gli investimenti e rallentare la realizzazione di una infrastruttura come il 5G cruciale per il futuro della nazione”. È quanto dichiara in una nota il Capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Trasporti e Telecomunicazioni alla Camera, Carlo Fidanza.

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Il numero delle case all’asta in Italia è diminuito del 25,2% in sei mesi

Posted by fidest press agency su domenica, 8 luglio 2018

Le procedure in corso sono infatti 14.701, a fronte delle 19.650 rilevate lo scorso gennaio. Si tratta del terzo calo consecutivo del comparto, che nell’ultimo anno e mezzo ha registrato un vero e proprio crollo: rispetto all’inizio del 2017, quando aveva raggiunto le 33.304 unità, il totale delle abitazioni in vendita forzata è sceso del 55,9%. Il decremento riguarda sostanzialmente tutte le fasce di prezzo degli immobili in maniera uniforme.Lo riferisce il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea.
Rimane invece costante, come accaduto in tutti i precedenti studi, la preponderanza sul mercato di immobili di non particolare pregio: il 68,2% delle case in vendita ha un prezzo inferiore ai 100.000 euro, quota che sale addirittura fino all’88,8% se si prendono in esame anche le abitazioni dell’intervallo tra 100.000 e 200.000 euro. Ancora una volta, quindi, viene confermato che gli anni della crisi hanno colpito soprattutto gli appartenenti alle fasce di reddito medio-basse, costretti in molti casi a sacrificare il bene-rifugio per eccellenza, la prima casa, per non essere riusciti a fare fronte a un impegno finanziario.Il dato non è però geograficamente uniforme. Il Centro del Paese ha fatto registrare un calo sostanzialmente in linea con quello nazionale (-31,9%), frutto dell’arretramento delle procedure dalle 4.822 di gennaio alle attuali 3.284. Clamorosi balzi all’indietro per il Mezzogiorno (-55,6%) e per le Isole (-60,3%), che si attestano rispettivamente a 2.023 e 1.476 abitazioni all’asta a fronte delle 4.554 e 3.716 di inizio anno. In totale controtendenza il Nord della Penisola, in cui si osserva una crescita del 20,8%: le vendite forzate sono infatti passate da 6.558 a 7.918, sfiorando il valore rilevato nell’estate 2017. Anche nel Settentrione, comunque, si assiste a più fenomeni contemporaneamente. Se, ad esempio, il Piemonte (1.549 procedure) e l’Emilia-Romagna (588) si attestano su valori assai prossimi a quelli di sei mesi fa, gli incrementi di Lombardia (2.822, +25,2%) e Veneto (2.444, +54,5%), due tra le regioni italiane a maggior propulsione economica e imprenditoriale, non possono far sorridere. Insieme rappresentano oltre un terzo delle case attualmente all’asta e la Lombardia da sola si guadagna una fetta del mercato pari a un quinto. In netto calo, anche se con numeri assoluti molto più contenuti rispetto ad altre realtà, il dato delle vendite forzate in Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Valle d’Aosta.Solo altre due regioni superano il migliaio di procedure: il Lazio, che ne conta 1.705, e la Sicilia, che invece ne mette assieme 1.274. A seguire c’è la Toscana con 839, mentre nel Mezzogiorno si segnalano le 565 case in vendita della Campania e le 562 della Puglia. A livello di province, invece, spiccano le 1.254 abitazioni all’incanto di Padova, che precede Brescia (910), Roma (906), Catania (750), Torino (693) e Bergamo (490).
«Il terzo calo consecutivo del dato nazionale, tra l’altro il più rilevante delle recenti serie storiche, fa sì che si possa iniziare a considerare strutturale il ritorno del numero delle vendite forzate immobiliari a valori fisiologici per il nostro Paese – spiega l’ing. Sandro Simoncini, presidente di Sogeea e direttore del Centro Studi –. Ragionevole ipotizzare che, essendo il mercato delle aste la fotografia di una situazione di precarietà venutasi a creare anni addietro, l’onda lunga delle sofferenze bancarie abbia esaurito i suoi effetti più disastrosi e stia pian piano rientrando in una dimensione più governabile. Sotto questo aspetto altri indicatori fanno ben sperare.

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Nuova asta immobili a Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

Roma Il 15 dicembre al via l’asta sulla rete del Notariato. Prosegue il piano vendite delle unità immobiliari dei Fondi i3 Regione Lazio e i3 Inail e il 15 dicembre si svolgerà la vendita all’asta degli immobili attraverso la rete RAN, il sistema di aste online gestito dal Notariato che permette di presentare oltre alle offerte in busta chiusa, anche un’offerta telematica.
I lotti in vendita riguardano 7 unità immobiliari nel Centro Storico di Roma a Largo Arenula e Largo Goldoni per un valore complessivo a base d’asta di quasi 13 mln di euro e una superficie totale di circa 1200 mq.Le unità immobiliari di Largo Goldoni si trovano in area centrale tra via Condotti, via del Corso e piazza di Spagna, in una zona di grande prestigio con la presenza di attività commerciali delle maggiori firme nazionali ed internazionali della moda e del lusso. Si tratta di tre appartamenti di ampia metratura in buono stato di manutenzione collocati al secondo terzo e quarto piano di un Palazzo di rilievo storico e artistico ben conservato.Sempre nel cuore del Centro di Roma la proposta di Largo Arenula dove le unità in vendita sono comprese in un immobile storico in posizione strategica tra Campo dei Fiori e Piazza Venezia. Al piano terra, con affaccio su Largo Arenula, troviamo un’unità commerciale su due livelli collegati da una scala interna oltre a tre magazzini.Tutte le informazioni sulle procedure d’asta e sulle unità in vendita sono reperibili sul sito del Notariato all’indirizzo sito http://www.notariato.it/ranPrima della data dell’asta, attraverso un sistema di prenotazione on line, è possibile fissare una visita degli immobili durante gli appositi “Open day” predisposti nei giorni 30 novembre e 1 dicembre 2017.

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Una vettura “regale” all’asta

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 settembre 2017

Juan_Carlos_I_di_SpagnaSi tratta della prima vettura utilizzata da Re Juan Carlos di Spagna dopo l’incoronazione avvenuta il 22 novembre 1975. Rimasta in possesso del primo sovrano post-franchista sino alla fine degli anni 70, la Mercedes-Benz 450 SEL blindata si presenta in ottimo stato e sarà all’asta su Catawiki sino al 10 settembre alle ore 20 (link). Quest’asta va ad affiancarsi a quella che ospitata lo scorso marzo, per aggiudicare una ZIL 41052 del 1991 appartenuta ai Presidenti russi Gorbaciov e Yeltsin (link), e a quella più recente relativa ad una Rolls Royce del 1933 (link) che fu una produzione unica per conto del Maharaja di Jammu e del Kashmir. L’auto accompagnò il sovrano e la sua consorte, la Regina Sofia, durante tutte le visite ufficiali effettuate nella seconda metà degli anni 70 e, nonostante abbia 39 anni di vita, si presenta in ottime condizioni, con tappezzeria rinnovata, perfettamente funzionante e con soli 160.000 chilometri percorsi. Sul cofano conserva ancora le bandierine spagnole tipiche di tutte le auto di rappresentanza, mentre il suo motore è un otto cilindri di 6.900 centimetri cubici con una potenza di 225 cavalli, che permettono alla vettura di raggiungere i 210 km/h e accelerare da 0 a 100 km/h in soli 9,3 secondi. “Questa vettura fu acquisita negli anni 80 da un collezionista privato direttamente dalla Casa Reale quando questa decise di vendere più veicoli usati dalla famiglia del re e fino ad oggi non si sa se esistono ancora altri simili. A rendere ancor più particolare questo modello è il fatto che presenta il motore più grande in dotazione ad una vettura di produzione non americana dopo la Seconda Guerra Mondiale, ha dichiarato Franco Vigorito, esperto di auto classiche per Catawiki”. Progettata per proteggere e garantire la sicurezza dei sovrani, la vettura di circa cinque metri di lunghezza è completamente blindata – per questo motivo pesa 2.230 chilogrammi – ma è dotata di sospensione idraulica che consente di sostenere tutto il peso. Nella parte superiore ha come dotazione speciale un tetto scorrevole in corrispondenza dei sedili posteriori, attraverso cui i monarchi salutavano le folle. Si stima che la vettura potrebbe superare i 39.500 euro. La parola ai collezionisti.

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Finisce all’asta la villa dove morì Pablo Picasso

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 agosto 2017

Picasso villaBella e dannata, è così che si può definire la maestosa proprietà di Mougins, in Costa Azzurra, dove Pablo Picasso visse i suoi ultimi dodici anni, dal 1961 alla morte nel 1973. Una proprietà mastodontica, immersa nel verde, con vista sul mare più famoso della Francia, che non trova pace e che oggi è finita all’asta con una base di partenza di 20,2 milioni di euro, come si legge nell’annuncio pubblicato su LuxuryEstate.com (https://www.luxuryestate.com), partner di Immobiliare.it per gli immobili di lusso.
E se questa cifra potrà sembrare già alta a qualcuno, è bene ricordare che solo l’anno scorso la villa era stata venduta, per circa 220 milioni di euro. Chissà a quanto se l’aggiudicherà il fortunato vincitore dell’asta, che si terrà il prossimo 12 ottobre, curata dall’agenzia olandese Residence 365.
La storia di questa proprietà, una volta morto Picasso, è più che controversa. Qui la sua ultima moglie, Jacqueline, che non aveva più toccato nulla in casa – neppure i suoi occhiali, rimasti dove lui li aveva lasciati – si sparò, togliendosi la vita, nel 1986. Per oltre 30 anni la casa rimase abbandonata, contenendo opere dell’artista dal valore di circa un miliardo di euro.
Tra il 2007 e il 2008 la villa fu acquistata e ristrutturata a opera dell’architetto belga Axel Vervoordt. I lavori coinvolsero oltre cento operai che, sotto la sua guida, trasformarono la dimora in una proprietà di lusso contemporanea e preziosa. Oggi la villa si presenta con un arredamento moderno e ricercato, ma la struttura mantiene intatte le caratteristiche di quando Picasso trovava ispirazione nelle sue stanze.
Fu proprio l’artista a ingrandire la casa padronale con uno studio spazioso in cui lavorare, spesso di notte, senza distrazioni. Oggi gli interni contano circa 1.800 metri quadri, divisi fra l’edificio principale, quello per gli ospiti e un altro nel giardino, accanto alla bellissima piscina, dove sono ospitati un centro benessere, con sale massaggi e bagni turchi, spogliatoi e palestra.
Gli otto acri di terreno che circondano la proprietà sono stati ugualmente restaurati nel rispetto dell’originale, con ulivi secolari, roseti, gradini in pietra, fontane e terrazze.
La sapiente e lussuosa opera di ristrutturazione, aveva portato il vecchio proprietario a vendere la villa alla fine del 2016 per circa 220 milioni di euro a un finanziere del Brunei. Non sono note le cause per cui la proprietà sarà battuta all’asta. (foto by Residence 365 via LuxuryEstate.com)

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Il numero delle strutture turistico-ricettive all’asta in Italia è aumentato

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

turismo costieroLo è del 9% in sei mesi: le procedure in corso che riguardano alberghi, bed & breakfast, motel, campeggi e simili sono infatti 237, a fronte delle 217 rilevate all’inizio dell’anno. Il comparto si presenta quindi in netta controtendenza rispetto al residenziale e prosegue la crescita che si era riscontrata anche nella rilevazione dello scorso gennaio. Lo rivela il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea, che è stato presentato in Senato. La differenza più evidente, però, è che stavolta a determinare la nuova impennata è stata l’area settentrionale del Paese, che ha praticamente raddoppiato il dato: 101 gli immobili in vendita forzata rispetto ai 51 riscontrati in avvio di 2017. Tutte le altre macroregioni hanno invece fatto registrare un calo: -11% il Centro, -21% il Sud, -22% le Isole.Poco meno della metà degli immobili oggetto dell’analisi è dunque localizzata nel Nord, a fronte di una quota pari a circa un quarto del totale emersa a gennaio. I più significativi balzi in avanti sono stati effettuati dal Veneto (34 strutture all’asta rispetto alle 9 di inizio anno), dal Piemonte (passato da 14 a 20 vendite forzate), dalla Lombardia (da 4 a 12), dal Trentino-Alto Adige (da 4 a 8) e dalla Liguria (un unico immobile all’incanto sei mesi fa, addirittura 11 adesso). Nessuna struttura in fase di cessione per Molise e Valle d’Aosta, mentre sia la Sicilia (da 32 a 28) sia la Sardegna (da 22 a 14) hanno fatto registrare decrementi significativi. Il miglioramento più consistente si è però verificato in Campania, regione che al momento conta 13 alberghi all’asta contro i 27 di inizio anno.A livello di province, invece, comanda nettamente Padova con 20 strutture in vendita: il dato, l’unico a doppia cifra nel panorama nazionale, le consente di primeggiare per distacco nei confronti di tutte le altre. Assai distanti rimangono infatti Salerno, Trento (entrambe ne contano 7), Rimini, Savona, Taranto e Vicenza (tutte con 6).
Mettendosi dalla parte di potenziali investitori, invece, c’è la possibilità di portare a termine operazioni interessanti visto l’alto numero di strutture sul mercato. Chi compra deve avere sempre chiaro se in vendita sia stato messo l’immobile insieme all’attività di gestione e, nel caso, se sia possibile avanzare offerte anche solo per uno dei due asset in questione. È altresì importante comprendere a fondo quali vincoli e oneri verranno cancellati e quali invece rimarranno a carico dell’acquirente, calcolare i tempi dell’effettiva disponibilità della struttura, informarsi sulle potenzialità del contesto ambientale in cui essa è inserita, avere piena contezza delle eventuali spese arretrate accumulate e delle imposte che graveranno sull’immobile.

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Il numero delle case all’asta in Italia è diminuito del 31% in sei mesi

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

soldi-e-casaLe procedure in corso sono infatti 22.969, a fronte delle 33.304 rilevate lo scorso gennaio. Un’inversione di tendenza di dimensioni inattese che interrompe la crescita registrata nelle due precedenti rilevazioni: +5% nel luglio 2016, +10% a inizio 2017. Lo rivela il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea, che è stato presentato in Senato.Il calo è generalizzato per tutte le fasce di prezzo degli immobili e oscilla tra il -15% di quelli compresi nell’intervallo tra 500.000 e un milione di euro e il -41% di quelli con un valore oltre i 3 milioni di euro, passando per il -33% di quelli fino a 100.000 euro, i più numerosi. A trascinare il crollo del dato sulle abitazioni finite in vendita forzata è stato il Nord del Paese, passato da 15.749 a 8.817 procedure (-44%): l’Italia settentrionale, che solitamente rappresentava poco meno della metà degli immobili in vendita, vede la sua quota scendere fino al 38% ma conserva comunque una preminenza rispetto alle altre macroregioni. Assai consistente anche la riduzione verificatasi nel Mezzogiorno (4.766 gli immobili attualmente interessati, -34%), mentre più contenuta è stata la flessione delle regioni centrali (-17%). Maggiori sofferenze, invece, permangono nelle Isole: in Sicilia e Sardegna il fenomeno si è addirittura accentuato, seppur in modeste proporzioni (4.503 case all’asta contro le 4.483 di sei mesi fa).Poco meno di un quinto degli immobili oggetto dello studio, pari a 4.438 unità, è localizzato in Lombardia, che mantiene come sempre il primato in Italia e che è una delle tre regioni con una percentuale a due cifre in rapporto al totale nazionale. A seguire ci sono Sicilia (3.875) e Lazio (2.578), entrambe in controtendenza rispetto al dato complessivo avendo fatto registrare una crescita rispettivamente dell’8% e del 6%. Sforano il tetto del migliaio di abitazioni all’asta anche la Campania (2.190), il Piemonte (2.052), la Toscana (1.422) e la Puglia (1.325). A livello di province, invece, spiccano le 1.464 abitazioni in vendita forzata di Roma, che precede Bergamo (1.336), Catania (1.111), Palermo (1.076) e Brescia (1.000).«Il quadro è meno preoccupante rispetto a quello di sei mesi fa – ha spiegato nel suo intervento l’ing. Sandro Simoncini, presidente di Sogeea e direttore del Centro Studi –, anche se il numero delle persone che vive il dramma di una casa posta in vendita forzata rimane consistente. Sulla drastica diminuzione del dato possono avere inciso almeno un paio di fattori: da una parte il recepimento delle agevolazioni fiscali per le compravendite di questo tipo, che hanno fatto in modo che le operazioni con esito positivo siano evidentemente aumentate in numero assoluto e si siano svolte con maggiore rapidità; dall’altra il consolidamento della tendenza da parte degli istituti di credito ad attenuare l’irruenza nei confronti di chi si trova in una situazione di sofferenza finanziaria. Questo è dovuto a considerazioni di tipo strettamente contabile, visto che in media il valore delle abitazioni è nettamente calato rispetto all’anno di concessione del mutuo e, di conseguenza, un’asta non consentirebbe comunque al creditore di rientrare dei capitali erogati. Più rischioso spingersi sul terreno di previsioni ottimistiche riguardo alla situazione macroeconomica del Paese, soprattutto perché, essendo il mercato delle aste la fotografia di una situazione di precarietà venutasi a creare anni addietro, non è azzardato ipotizzare che la perdurante stagnazione di medio-lungo periodo possa tornare ad accentuare il fenomeno nel prossimo futuro, condannandoci ancora una volta a numeri più severi. Tra l’altro, non può passare sotto silenzio che realtà storicamente più solide nel panorama economico nazionale viaggino in controtendenza rispetto al dato complessivo: il +49% della Valle d’Aosta o il +16% del Friuli-Venezia Giulia rispetto allo scorso gennaio non possono non far riflettere.Altro dato assai indicativo – ha aggiunto Simoncini – è quello che conferma, ancora una volta, come sia sempre la fascia di reddito medio-bassa a pagare il tributo più rilevante alla crisi decennale attraversata dal Paese: il 66% delle case in vendita ha un prezzo inferiore ai 100.000 euro, quota che sale addirittura fino all’88% se si prendono in esame anche gli immobili appartenenti alla fascia tra 100.000 e 200.000 euro. Nella stragrande maggioranza dei casi, insomma, non si tratta certo di abitazioni di particolare pregio. Tanti impiegati, piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, per anni capaci di fare fronte alle crescenti difficoltà, sul lungo periodo si sono trovati a pagare un conto salatissimo, arrivando a intaccare anche il patrimonio più prezioso: la prima casa.
Di contro, considerando il punto di vista di chi è interessato ad acquistare, la presenza sul mercato di tante case offre notevoli opportunità d’investimento. Molti istituti bancari mettono a disposizione strumenti finanziari ad hoc per procedere all’acquisto e i meccanismi di vendita all’asta sono trasparenti e tutto sommato semplici: chi ha disponibilità di denaro può realizzare dei veri e propri affari e c’è sempre la possibilità di farsi seguire da un tecnico o da un professionista del settore per avere la sicurezza di non commettere passi falsi».

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Piani di Zona. Pelonzi-Palumbo (PD): “Bene Tor Vergata, maggioranza ambigua su Castelverde”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

Tor_VergataRoma. Sono iniziate le vendite all’asta degli alloggi pdz Castelverde B4. La situazione sta divendendo preoccupante soprattutto perchè si tratta di cittadini che hanno subìto una truffa dopo aver acquistato alloggi a prezzo stabilito in edilizia agevolata. Senza revoca delle concessioni alla società costruttrice i proprietari, dopo la vendita, saranno sgomberati dalla forza pubblica. Oggi convintamente abbiamo votato in assemblea capitolina una delibera di revoca della procedura pdz Tor Vergata che presenta problemi simili a quelli di Castelverde. Questo provvedimento ha avuto un’accelerazione nell’imminenza di analoghe vendite all’asta. Non si capisce a questo punto perchè su Castelverde invece si stia procedendo a rilento. E’ peraltro contraddittorio da parte della maggioranza aver bocciato un odg firmato dal PD e dalle altre opposizione in cui si chiedeva un impegno preciso da parte della giunta per intervenire con altrettanta celerità anche su pdz di Castelverde. Siamo molto preoccupati per una situazione che rischia di divenire drammatica nell’imminenza degli sgomberi previsti a partire dal 6 aprile. Chiameremo alla mobilitazione i cittadini contro quella che si sta delineando come una evidente e incomprensibile discriminazione.E’ quanto dichiarano in una nota congiunta i consiglieri del gruppo del PD capitolino Marco Palumbo – Antongiulio Pelonzi

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Giovanni Verga inedito: all’asta a Parigi le lettere e la “Cavalleria Rusticana”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 novembre 2016

giovanni-vergaParigi lunedì 5 dicembre da Christie’s sarà battuta all’asta una straordinaria raccolta di quasi 300 lettere, tutte inedite, indirizzate dal grande scrittore siciliano ai fratelli Pietro e Mario, alla mamma Caterina e al nipote Giovannino, da cui emergono squarci sulla vita familiare del caposcuola del Verismo, tra problemi di salute e gestione finanziaria dei terreni di proprietà, ma anche e soprattutto annotazioni sulla vita mondana a Firenze e Milano, sui suoi capolavori come Mastro Don Gesualdo e I Malavoglia, con oltre cento lettere riguardanti la genesi, il successo e le vicende giudiziarie della Cavalleria rusticana nella causa che ne derivò con Mascagni per l’omonima opera lirica. Nel catalogo di Christie’s, i manoscritti sono divisi in tre lotti: due di carteggi e uno relativo all’eccezionale versione autografa della celeberrima novella Cavalleria rusticana. Il primo lotto, messo all’asta per la cifra di 150.000,00 euro, è dunque l’originale autografo della Cavalleria rusticana di cui Giovanni Verga preparò la sceneggiatura “per il cinematografo”. Si tratta certamente di una scoperta di grande importanza per la storia della Letteratura e per il ruolo ricoperto da Giovanni Verga, senz’altro il primo tra i grandi scrittori di fine Ottocento ad aver compreso il linguaggio rivoluzionario del Cinema appena nato.
L’autografo della Cavalleria rusticana per il cinematografo è suddiviso dallo stesso Verga in dodici quadri, le continue correzioni dimostrano il travaglio della creazione di uno scrittore pignolo ed attento al particolare verista anche nella “resa” cinematografica dei particolari e sicuramente sarà l’autografo che desterà maggiore interesse all’asta del 5 Dicembre a Parigi, durante la quale saranno messi in vendita anche lettere autografe del Re Sole Luigi XIV ed autografi di Marcel Proust, Pablo Picasso, Mallarmé e Zola. L’autografo è anche uno straordinaria documento che rivela la calligrafia minuscola di Giovanni Verga.
Il secondo lotto comprende 78 lettere autografe (e 10 telegrammi), per un totale di 320 pagine autografe, messe all’asta per un valore di 90.000,00 euro, tutte scritte in italiano, indirizzate ai familiari e prevalentemente ai fratelli Pietro e Mario e al suo nipote Giovannino, riguardanti la genesi, il successo e le vicende della sua più celebre novella, la Cavalleria rusticana. Mai prima d’ora si era appreso nei particolari il punto di vista di Giovanni Verga nell’incredibile vicenda giudiziaria che coinvolse lo stesso scrittore contro Pietro Mascagni per l’omonima opera lirica tratta dal suo capolavoro letterario, pubblicato per la prima volta nel 1880. Le lettere, scritte da Milano e da Catania, vanno infatti dal 1880 al 1916 e costituiscono un patrimonio straordinario su quello che resta uno dei capolavori assoluti della storia della letteratura ed anche della musica. Ma Verga, in questo inedito gruppo di lettere, non si dedica solo alla Cavalleria rusticana “letteraria” e poi “musicale”, ma anche alla versione teatrale da lui stesso scritta in 3 giorni per l’attrice Eleonora Duse, che la mise in scena con grande successo il 14 Gennaio 1884 al Teatro Carignano di Torino. Straordinario il telegramma del 5 Marzo 1887 in cui Verga domanda al fratello Pietro di “far spedire scena subito Alberto Buffi, amministratore Compagnia Duse Teatro Manzoni Milano”, così come la lettera del 14 Luglio 1887, spedita da Catania, in cui comunica al fratello Pietro che “la Cavalleria ha avuto a Parigi un successo immenso della Duse”. Lettere autografe che ricostruiscono il cammino e il successo della Cavalleria rusticana prim’ancora che Pietro Mascagni debuttasse con l’omonima opera lirica il 17 Maggio 1890 al Teatro Costanzi di Roma. (foto: giovanni verga)

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Asta Cose Preziose: il collezionismo d’epoca

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2016

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Roma venerdì 21 ottobre 2016, ore 15.00 unica sessione Esposizione: martedì 18, mercoledì 19 e giovedì 20 ottobre 2016 dallo ore 10.00 alle ore 19.00 Viale Giuseppe Mazzini 1 si terrà la prima asta ufficiale della nuova casa d’aste Bolli & Romiti – Casa d’aste in Roma, nata dalla collaborazione tra Donatella Bolli che vanta al suo attivo una pluriennale esperienza nelle più importanti case d’asta italiane e Fabrizio Romiti, proveniente da una delle famiglie di antiquari più conosciute d’Italia.
La prima asta con cui inaugurano la loro attività è Cose Preziose – il collezionismo d’epoca che mette all’incanto 368 lotti fra dipinti, sculture, opere su carta, mobili, arredi oltre ad una ricca offerta di porcellane, ceramiche, argenti, vetri e maioliche.
Come spiega Fabrizio Romiti “si tratta di un’asta in cui l’oggettistica di antiquariato è argomento predominante, da cui il titolo che abbiamo scelto. Si tratta di una selezione di oggetti, provenienti maggiormente da un’importante collezione romana, in cui l’attenzione per il dettaglio e la ricerca dell’oggetto raro è immediatamente evidente, e raggiunge la sua forma più raffinata in alcuni lotti davvero pregevoli”.
Da segnalare tra i dipinti antichi una grande tela di Keeley Halswelle I contadini attendono la benedizione di Papa Pio IX di fronte a San Giovanni in Laterano, dipinto tra il 1869 e il 1873, come il pittore stesso racconta su uno stralcio del suo diario incollato sul retro della tela, stimato tra i 40.000 e 60.000 euro, un piccolo olio su carta di David Teniers, Scena di osteria, stimato 10.000 – 15.000 euro, e sempre del Seicento, una tela dell’ambito di Giuseppe Maria Crespi La predica del Battista stimata tra 5.000 e 8.000 euro.

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Tra le opere italiane del Novecento si segnalano un piccolo e prezioso olio su tavola di Giuseppe Viviani del 1921, Donna che cuce in cucina, stimato tra 12.000 e 15.000 euro, una tela di Giuseppe Aristide Sartorio Tramonto antico del 1914, stimato tra 5.000 e 7.000€, e una bella Madonna con Bambino in marmo scolpita da Alceo Dossena che ha una stima tra 10.000 e 15.000 euro.
A tempi più recenti risalgono due interessanti opere su carta, la prima disegnata a china e matita da Carlo Carrà nel 1945 dal titolo L’Aedo con una stima tra 5.000 e 7.000 euro e la seconda di Renato Guttuso E’ son tiranni… del 1960, con una stima tra 5.000 e 7.000 euro, e un piatto in terracotta smaltata policroma con due pesci di Leoncillo stimato tra i 4.000 e i 6.000 euro.
Nella sezione dedicata agli arredi si segnalano una coppia di rare consoles di periodo Carlo X lastronate in essenza di legni pregiati e intarsiate a motivi geometrici con ripiani in marmo policromi, provenienti da ambito siciliano o napoletano stimate tra 30.000 e 40.000 euro, un salotto in legno dorato e riccamente scolpito, del 1840 anch’esso di ambito napoletano con una stima tra 15.000 e 25.000 euro e un originale mobile italiano del XVII secolo, in legno laccato e dipinto con figure allegoriche e sculture di colonne e cariatidi, stimato tra 10.000 e 15.000 euro.
Particolarmente pregiati, infine, una coppia di lampadari in vetro di Murano cognac a quindici luci della manifattura Barovier&Toso con una stima tra 25.000 e 35.000 euro e un globo celeste del 1792 con una stima tra 3.000 e 5.000 euro. (foto: asta)

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Le aste immobiliari in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2016

senato-della-repubblica[1]Roma 11 luglio 2016, ore 10.30 Senato della Repubblica Sala degli Atti Parlamentari Presso il Chiostro del Convento di S. Maria sopra Minerva Piazza della Minerva, 38. Lo studio, ormai strumento di consolidata considerazione tra gli analisti del settore, offre un panorama completo del numero delle abitazioni all’asta, del loro valore di mercato e della loro collocazione geografica.
I dati, reperiti al termine di un capillare lavoro presso i tribunali italiani, forniscono uno spaccato assai rappresentativo della situazione economico-sociale del nostro Paese e verranno illustrati dal direttore del Centro Studi, Prof. Sandro Simoncini.

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Asta libri, autografi e stampe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2016

mostra libri antichiRoma giovedì 7 e venerdì 8 luglio Palazzo Odescalchi piazza SS. Apostoli 80 L’asta di Libri, Autografi e Stampe. Si preannuncia di grande interesse. Si parte con la sezione di autografi, dove spicca al lotto 23 un documento d’eccezione: il verbale originale della seduta del Gran Consiglio del 25 luglio 1943 (foto), con l’approvazione dell’ordine del giorno presentato dal gerarca Dino Grandi che prevedeva l’estromissione di Benito Mussolini dal governo e la conseguente fine del Fascismo. Uno straordinario documento inedito di 32 pagine, interamente manoscritto, con gli interventi dei gerarchi che sino a notte fonda discussero animatamente sul futuro del Ventennio (l’archivio che include anche lettere di Mussolini, Balbo, Federzoni , Grandi è offerto a € 25.000-30.000). Sempre nella sezione Autografi si segnalano tre lotti dedicati all’ex Governatore di Roma Francesco Boncompagni Ludovisi (lotti 4-6), tutti centrati sull’amministrazione di Roma durante il Fascismo, sui piani urbanistici, sui progetti per la viabilità: mappe dettagliate della rete ferro-tramviaria da costruire, incluse le tre linee metropolitane, sui lavori a Piazza Venezia e la nascita di via dei Fori Imperiali, sulla progettata Olimpiade di Roma 1940, sulla costruzione del Ministero degli Esteri e dell’Ambasciata americana, sulla disastrosa situazione dell’Azienda ATAC, e molto altro.Di grande attualità la sezione di documenti, cimeli, oggetti, libri e altro sulla Grande Rivoluzione Culturale cinese del 1966, di cui quest’anno ricorre il 50° anniversario. Si va dai classici libretti rossi di Mao, ai foulard istoriati sulla vita del leader, dalle sveglie effigiate coi simboli della Rivoluzione alle statue in ceramica di varia grandezza e posa sempre di Mao, dai libelli di propaganda al raro disco in metallo originale di una sezione del Partito Cinese: uno spaccato curioso e intrigante sulla propaganda di un movimento popolare giovanile, fortemente ideologizzato, che segnò anche in Europa un momento cruciale della nostra vita politica (lotti dal 78 al 93, con valori da € 100 a € 500).Passando ai libri, una ricca sezione con ben 35 incunaboli di vario pregio e rarità caratterizza la sezione dedicata al libro antico, con edizioni in legatura originale e spesso annotate. Tra i volumi di maggior interesse meritano menzione: il primo libro moderno sull’ottica (Opticae thesaurus, Basilea, 1572, foto), una pietra miliare per gli studi nella disciplina (lotto 762 – stima € 14.000-16.000); la seconda edizione del primo libro sul calcio (Giovanni Maria Bardi, Discorso sopra’l giuoco del calcio fiorentino, Firenze, 1615), con una bella tavola raffigurante una partita giocata in Piazza Santa Croce a Firenze (lotto 518 – stima € 1.000-1.200) (foto); la prima edizione del Saggiatore di Galilei, Roma 1623, un caposaldo della scienza moderna (Lotto 544 – stima € 7.000-10.000); la prima edizione dell’Architettura di Leon Battista Alberti, Firenze 1550 (lotto 638 – stima € 4.000-6.000); una bella sezione di edizioni aldine, alcune in legatura originale (lotti 617-631, stime varie); una delle più piccole e ricercate edizioni di Dante, il grazioso 24° impresso da Paganini nel 1515 (lotto 633 – stima € 2.500-3.000).Per concludere vanno segnalate due splendide legature Seicentesche (foto), veri capolavori dell’arte della lavorazione della pelle, che ricoprono due pregiate edizioni (lotto 731 – stima € 7.000-10.000; lotto 735, stima € 7.000-10.000) di Cicerone e Marco Aurelio, entrambe commissionate da collezionisti di altissimo profilo culturale e sociale, Giovanni Battista Vittori e Giovanni Battista Grimaldi.Asta: giovedì 7 luglio, ore 15,30 (Prima tornata: lotti 1 – 325) | venerdì 8 luglio 2016, ore 10.30 (Seconda tornata: lotti 326 – 612), ore 15,30

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Bonhams presenta una nuova, accurata selezione di opere italiane della seconda metà del XX secolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2016

pomodoroApollonioLondra, 29 giugno 2016 101 New Bond Street, Bonhams presenta una nuova, accurata selezione di opere italiane della seconda metà del XX secolo. La stima iniziale di questa selezione e’ di £ 372,000-512,000 (€ 470.000-645.000).Fra le proposte, Giallo di Agostino Bonalumi (lotto 11), eseguita intorno al 1967 e stimata £90,000-120,000 (€114.000-151.000): opera di grandi dimensioni con la classica estroflessione tipica dell’artista in questo periodo, una sporgenza che rende l’opera tridimensionale, ottenuta con un inserto in legno nel telaio. Appartiene al periodo più ricercato dai collezionisti italiani e esteri, ed e’ apparsa sul mercato per l’ultima volta nel 1997.
Dello stesso periodo La Colonna del viaggiatore, 1960, VIII di Arnaldo Pomodoro (lotto 19), il più importante scultore italiano vivente, stimata £60,000-80,000 (€75.000-100.000). Ha fatto parte della prestigiosa collezione del Barone Lambert ed e’ rimasta poi nella stessa famiglia fino ad oggi. Le opere di Pomodoro degli anni ’60 di queste dimensioni e qualità sono rare e di grande impatto.Presenti altre due opere molto interessanti appartenenti all’arte ottico–cinetica: sono Spazio Elastico (1974) di Gianni Colombo (lotto 14) stimata £45,000-65,000 (€56.000-81.000), e Struttura in Acciaio 6×6 (1969) di Marina Apollonio (lotto 13) stimata £20,000-30,000 (€25.000-38,000). Gianni Colombo, co-fondatore del Gruppo T, è considerato uno dei più importanti artisti italiani del Dopoguerra; il mercato ha iniziato solo recentemente a riscoprire la sua arte in opere, rare da reperire, che propongono un’innovativa ed elegante visione della Luce e dello Spazio. La scultura di Marina Apollonio e’ la piu’ grande e importante dell’artista ad essere offerta sul mercato. Il trend per l’arte ottico-cinetica e’ in rialzo e lavori anni ’60-70 dei maggiori esponenti di questo movimento sono attualmente molto ricercate. La selezione di opere italiane proporrà anche opere di Lucio Fontana, Alighiero Boetti, Mario Merz ed Ettore Spalletti.
Il top lot dell’asta e’ Mao di Andy Warhol del 1973 (lotto 8), stimata £580,000-780,000 (€730.000-980.000). Quest’opera appartiene ad una prestigiosa collezione americana, non appare sul mercato da 35 anni e ha come provenienza la mitica galleria Leo Castelli di New York, che ha venduto alcune delle opere piu’ importanti della Pop Art americana. E’ una tela unica per l’abbinamento dei colori e per lo spessore della pittura acrilica, uno dei pochi esemplari che porta la firma e la data dell’artista insieme con lo stampo della Andy Warhol Art Authentication Board, ed e’ anche riprodotta nel Catalogo Ragionato dell’artista. Mao e’ sicuramente una delle serie più conosciute dell’artista, presente nei musei di tutto il mondo.
La precedente asta dell’11 Febbraio scorso si è rivelata la migliore di Bonhams per l’Arte del Dopoguerra e Contemporanea, totalizzando £5,722,025 (€7.200.000, diritti compresi) con una percentuale di venduto per lotto dell’85% e di valore del 96%. Quest’asta ha confermato il trend in rialzo per opere rare, storiche e ‘fresche’ sul mercato con il record price per la scultura Untitled (Red Fan) del 1965 di Kazuo Shiraga, venduta per £1,538,500 (€1.940.000, diritti compresi), che corrisponde anche al record price per una scultura del gruppo Gutai in generale, e per opere di arte del dopoguerra italiano che attirano sempre di più non solo gli acquirenti internazionali ma anche musei e fondazioni in tutto il mondo. (foto: pomodoro, Apollonio)

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Un’asta di reperti archeologici di alto pregio a prezzi contenuti

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 maggio 2016

astaBy Giuseppe Bertolami. Roma 20 maggio 2016 ore 16,30 Esposizione: 15 – 17 maggio 2016 ore 11.00/19.00 18 – 19 maggio ore 10.00/13.00 Palazzo Caetani Lovatelli Piazza Lovatelli, 1. I cinquantasei lotti che saranno posti all’incanto il 20 maggio a Palazzo Caetani Lovatelli possono essere tutti considerati dei top lots, top lots di diverse fasce di prezzo.
L’Italia non è un paese per aste di archeologia. I motivi sono noti e attengono alla complessità e severità del sistema normativo vigente nel nostro paese in materia di tutela del patrimonio culturale. Le prime leggi sul tema sono state d’altronde emanate proprio qui da noi. Nella Roma del Papa Re, già a partire dai primi decenni del ‘400, si avverte l’esigenza di provvedimenti finalizzati a impedire la demolizione e spoliazione delle rovine di età romana. Si procede poi alla regolamentazione degli scavi archeologici, arrivando a creare una carica dello Stato preposta a vigilare sul patrimonio artistico. L’idea, come è noto, è da ascriversi a Papa Leone X, che, nel 1515, nomina Raffaello Ispettore Generale delle Belle Arti . E non solo lo Stato Pontificio si è dotato prima di ogni altro di un ministro dei beni culturali, ma, intorno alla metà del ‘600, per primo ha introdotto il divieto di esportazione all’estero delle opere d’arte di maggior valore. Alla luce di presupposti storici così impegnativi si comprende come mai l’Italia occupi una posizione del tutto defilata nell’ambito del grande commercio internazionale di archeologia, un ramo del mercato dell’arte nei confronti del quale il nostro paese ha sviluppato un atteggiamento di sedimentata e non sempre giustificata diffidenza.
Come si spiega, allora, l’asta di reperti archeologici di alto pregio che Bertolami Fine Arts si appresta a battere nella sua sede romana di Palazzo Caetani Lovatelli? Basta sfogliare velocemente il catalogo per rendersi conto che la proposta è insolitamente ghiotta: piccoli tesori in grado di fare la felicità dei collezionisti più esigenti a valori di stima decisamente contenuti. Una gara, insomma, che si direbbe aperta a un parterre di appassionati tutt’altro che ristretto. A fornire la soluzione del mistero è Giuseppe Bertolami, general manager e fondatore della casa d’aste: ”Il progetto di vendita all’incanto che, con Andrea Pancotti – capo del nostro Dipartimento di Archeologia – abbiamo a lungo accarezzato e infine realizzato non contempla alcuna possibilità di speculazione, né da parte nostra, né da parte dei compratori. Ciò dipende dal riconosciuto interesse di carattere archeologico, storico e, in alcuni casi, artistico dei pezzi in vendita, pezzi che, per questa ragione, non possono uscire dal territorio della Repubblica. Il nostro compratore ideale non è un mercante, non compra per rivendere, magari all’estero. Abbiamo lavorato per intercettare collezionisti italiani, appassionati autentici pronti ad innamorarsi dell’idea di entrare in possesso di un oggetto di speciale importanza il cui prezzo risulta calmierato proprio dal riconoscimento da parte dello Stato italiano di quell’importanza così manifesta.”
In sintesi, l’operazione trova il suo principale fondamento nella scommessa che l’imposizione di un vincolo statale non sempre chiuda la partita commerciale, ma possa al contrario rinnovarla e aprirla a nuovi giocatori. Oggetti come l’eccezionale pisside siciliana a figure rosse del IV secolo a.C., o il grande altare votivo in marmo del II secolo d.C. con le vivide effigi di Asclepio, Igea e Telesforo, o il meraviglioso busto di Caracalla fanciullo ritratto nelle vesti di Attis, se venduti a Londra o New York, verrebbero contesi dai più grandi collezionisti e raggiungerebbero quotazioni ragguardevoli. Accade però che il divieto di esportazione, abbassandone il prezzo, li metta alla portata di un collezionismo colto e appassionato, ma assai meno elitario dal punto di vista della possibilità di spesa. (foto: asta)

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Asta d’arte contemporanea

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2015

milanodavedereMilano Giovedì 22 ottobre alle ore 18.00 presso il nuovo UniCredit Pavilion, Milano, Piazza Gae Aulenti, 10. Intervento introduttivo: Enrico Mentana, direttore del TG La7.Batterà l’asta: Filippo Lotti, Amministratore Delegato di Sotheby’s Italia. L’intero ricavato dell’asta sarà devoluto al progetto “Mediterranean Peace Channels – The Mirror of the Other” promosso da CIPMO – Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente.
Il progetto crea occasioni riservate di incontro, lontane dai riflettori, tra esponenti delle società civili israeliana, palestinese e araba. Vi partecipano donne, insegnanti, giornalisti, giovani leader, policy maker, sindaci, esperti. Il progetto crea altresì canali di contatto e conoscenza tra scuole italiane e mediterranee, consentendo a insegnanti e studenti di Istituti superiori milanesi di entrare in comunicazione e lavorare insieme con classi di Istituti di Egitto, Israele, Marocco, Palestina, Tunisia, Turchia. Le diplomazie da sole non bastano a fare la pace, che va costruita anche dal basso. “Non aspettiamo a costruire la pace” – ha dichiarato Arturo Schwarz, Presidente del Comitato di sostegno al CIPMO – “Conosco il CIPMO fin dalla sua fondazione, 26 anni fa e mi riconosco appieno nel suo lavoro serio e continuo a favore della pace in questo tormentato Medio Oriente, e nel suo impegno volto a creare canali di dialogo e di cooperazione. L’attività del CIPMO può dirsi unica non solo in Italia, per il suo carattere del tutto equilibrato e non propagandistico e per lo spessore e originalità delle sue iniziative. In tutti questi anni, esso è divenuto un punto di riferimento essenziale per il nostro Paese, conosciuto, rispettato e stimato in Europa, in Medio Oriente e nell’Area Mediterranea. Questa Asta d’Arte a favore dei progetti del CIPMO, che ha visto l’adesione di alcuni tra i più qualificati artisti italiani e stranieri, nonché di importanti gallerie d’arte, a me pare quindi di grande significato, in un momento particolarmente difficile per il Medio Oriente e il Mediterraneo. E’ un gesto importante di solidarietà e di generosità, un segno concreto di sostegno a chi la pace e una convivenza possibile tenta di costruirla giorno per giorno”. (Per visionare le opere in dettaglio è disponibile la versione digitale del catalogo consultabile sul sito http://www.cipmo.org)

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Trento: Legname di pregio, prima asta a livello nazionale

Posted by fidest press agency su domenica, 26 febbraio 2012

Trento.L’appuntamento sarà per il 1° Marzo prossimo, alle ore 11, presso la sede della Federazione provinciale Allevatori di Trento (Via delle Bettine, n. 40, 38121 – Trento). Lì, grazie anche alla collaborazione dei proprietari del legname della provincia di Trento, avverrà la prima vendita di legname di pregio in un’unica asta, organizzata dalla Camera di Commercio provinciale e dal Servizio Foreste e Fauna della Provincia autonoma di Trento e. L’iniziaiva assicurerà vantaggi sia ai produttori di legname che agli acquirenti, creando una comunicazione diretta. E rappresenterà un incentivo alla diffusione della gestione sostenibile delle foreste e della certificazione forestale Pefc. Sono circa 250 i tronchi , accuratamente selezionati, che verranno posti in vendita singolarmente durante l’asta di pregio. Saranno disponibili oltre 130 tronchi di abete rosso (Picea abies) di alta montagna, leggero e tenero, alcuni con caratteristiche di risonanza, una decina di abete bianco (Abies alba), una ventina di larice (Larix decidua) di un colore rosso intenso, una trentina di pino cembro (Pinus cembra) idonei per la lavorazione di mobili e intarsio, nonchè alcuni tronchi di cedro (Cedrus atlantica) ; 17 i tronchi di faggio, 6 di frassino, 2 di tiglio e 1 di rovere.
Le offerte vengono presentate in forma scritta e segreta . L’iniziativa è finalizzata a dare visibilità extraregionale al legname di pregio prodotto in Italia, che non è solo un grande trasformatore di legno importato. Le foreste trentine, come quelle alpine e appenniniche, comprese quelle dei piccoli proprietari privati, producono anche legno di qualità: occorre cercarlo, trovarlo e organizzarne la vendita. Questo è il messaggio che questa iniziativa vuole dare. La tradizione del legname di pregio di “risonanza” (utilizzato per le casse armoniche degli strumenti musicali) in Trentino ha una lunga storia, che impegna da generazioni alcuni artigiani del territorio (si ricorda che Stradivari cercava qui il legname per i propri violini). Una tradizione che la Provincia Autonoma di Trento vuole tramandare, anche attraverso un “Master sulla preparazione di vernici per la liuteria” e un “Corso per manutenzione degli strumenti musicali”, che si terranno presso l’Istituto di Formazione Professionale Servizio alla Persona e del legno “S. Pertini” di viale Verona a Trento.Questa asta mette sul mercato legname di pregio tecnologico che ha anche con i più alti standard gestionali del bosco d’origine, perché certificati per la loro gestione sostenibile secondo lo schema PEFC: 27 Comuni e amministrazioni su 354 hanno lotti certificati PEFC. La produzione legnosa di legname di qualità è ottenuta con una gestione del patrimonio boschivo sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale. E in questo modo incentiverà l’utilizzo della certificazione tra i proprietari forestali: la corretta gestione del patrimonio forestale infatti rappresenta il primo strumento di controllo del territorio e di contrasto dei rischi di erosione, incendio e di abbandono: produzione e protezione sono assolutamente compatibili e possono contribuire a creare lavoro e valori locali nell’ambiente rurale.

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