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Posts Tagged ‘astensionisti’

Appello al popolo degli astensionisti

Posted by fidest press agency su sabato, 19 agosto 2017

elezioni1I sondaggi d’opinione rilevano una costante negli umori dell’elettorato italiano che ruota intorno al 40% degli elettori che dichiarano di volersi astenere dall’andare al voto. Le motivazioni sono diverse e ritengo del tutto valide. Ma nello stesso tempo mi rendo conto che salire sull’Aventino come atto di sdegno e di sfiducia per ciò che i politici fanno e promettono con intenti menzogneri, è un atteggiamento suicida. Lo è in quanto non ci si astiene sconfiggendo la politica, ma favorendone i suoi oscuri disegni in quanto astensionisti o no è la politica che continua a fare il suo corso, se non peggio, essendosi privata di quel dissenso che l’avrebbe indebolita se non costretta a cambiare rotta. Non possiamo privarci di una possibilità che la democrazia, sia pure con molti se e ma, ci offre per esprimere i nostri sentimenti, condizionare il nostro dissenso o consenso e per lasciare tutto sommato un segno, un richiamo, un avvertimento, ma in forma attiva. Lo possiamo fare solo partecipando e non estraniandosi poiché votanti o no la politica continua a dominare la nostra vita quotidiana. Si tratta solo di capire come si può imbrigliare il sistema e a condizionarlo con il voto. Pensiamo alla proposta di votare i partiti minori, quelli che si sono mostrati più antisistema e che danno fastidio ai maggiori. Pensiamo alla proposta di chi vorrebbe la nascita del “partito degli astensionisti” (che vanno al voto, ovviamente) con propri candidati, ma con personalità del tutto nuove e con la possibilità di fare piazza pulita dei soliti noti. Non dimentichiamo che se solo i due terzi degli astensionisti andassero al voto e lo facessero in uno dei due modi indicati avremmo un partito del 20%, e forse più se trascinasse nel consenso anche gli indecisi, che avrebbe la forza di rappresentare l’ago della bilancia nel governo del Paese. Perchè dovremmo perdere questa occasione? D’altra parte la scelta delle candidature non dovrebbe essere un problema se ci guardiamo bene intorno e ci rendiamo conto che esistono persone giuste più di quanto non si possa credere e capaci di figurare con più efficacia e autorevolezza gli interessi generali del Paese. Meditate gente, meditate “astensionisti”. (Riccardo Alfonso)

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Appello al popolo degli astensionisti

Posted by fidest press agency su sabato, 19 agosto 2017

I sondaggi d’opinione rilevano una costante negli umori dell’elettorato italiano che ruota intorno al 40% degli elettori che dichiarano di volersi astenere dall’andare al voto. Le motivazioni sono diverse e ritengo del tutto valide. Ma nello stesso tempo mi rendo conto che salire sull’Aventino come atto di sdegno e di sfiducia per ciò che i politici fanno e promettono con intenti menzogneri, è un atteggiamento suicida. Lo è in quanto non ci si astiene sconfiggendo la politica, ma favorendone i suoi oscuri disegni in quanto astensionisti o no è la politica che continua a fare il suo corso, se non peggio, essendosi privata di quel dissenso che l’avrebbe indebolita se non costretta a cambiare rotta. Non possiamo privarci di una possibilità che la democrazia, sia pure con molti se e ma, ci offre per esprimere i nostri sentimenti, condizionare il nostro dissenso o consenso e per lasciare tutto sommato un segno, un richiamo, un avvertimento, ma in forma attiva. Lo possiamo fare solo partecipando e non estraniandosi poiché votanti o no la politica continua a dominare la nostra vita quotidiana. Si tratta solo di capire come si può imbrigliare il sistema e a condizionarlo con il voto. Pensiamo alla proposta di votare i partiti minori, quelli che si sono mostrati più antisistema e che danno fastidio ai maggiori. Pensiamo alla proposta di chi vorrebbe la nascita del “partito degli astensionisti” (che vanno al voto, ovviamente) con propri candidati, ma con personalità del tutto nuove e con la possibilità di fare piazza pulita dei soliti noti. Non dimentichiamo che se solo i due terzi degli astensionisti andassero al voto e lo facessero in uno dei due modi indicati avremmo un partito del 20%, e forse più se trascinasse nel consenso anche gli indecisi, che avrebbe la forza di rappresentare l’ago della bilancia nel governo del Paese. Perchè dovremmo perdere questa occasione? D’altra parte la scelta delle candidature non dovrebbe essere un problema se ci guardiamo bene intorno e ci rendiamo conto che esistono persone giuste più di quanto non si possa credere e capaci di figurare con più efficacia e autorevolezza gli interessi generali del Paese. Meditate gente, meditate “astensionisti”. (Riccardo Alfonso)

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Appello al popolo degli astensionisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 dicembre 2011

Ejemplo de voto nulo. Típica papeleta para vot...

Image via Wikipedia

I sondaggi d’opinione rilevano una costante negli umori dell’elettorato italiano che ruota intorno al 30% degli elettori che dichiarano di volersi astenere dall’andare al voto. Le motivazioni sono diverse e ritengo del tutto valide. Ma nello stesso tempo mi rendo conto che salire sull’Aventino come atto di sdegno e di sfiducia per ciò che i politici fanno e promettono con intenti menzogneri, è un atteggiamento suicida. Lo è in quanto non ci si astiene sconfiggendo la politica, ma favorendone i suoi oscuri disegni in quanto astensionisti o no è la politica che continua a fare il suo corso, se non peggio, essendosi privata di quel dissenso che l’avrebbe indebolita se non costretta a cambiare rotta. Non possiamo privarci di una possibilità che la democrazia, sia pure con molti se e ma, ci offre per esprimere i nostri sentimenti, condizionare il nostro dissenso o consenso e per lasciare tutto sommato un segno, un richiamo, un avvertimento, ma in forma attiva. Lo possiamo fare solo partecipando e non estraniandosi poiché votanti o no la politica continua a dominare la nostra vita quotidiana. Si tratta solo di capire come si può imbrigliare il sistema e a condizionarlo con il voto. Pensiamo alla proposta di votare i partiti minori, quelli che si sono mostrati più antisistema e che danno fastidio ai maggiori. Pensiamo alla proposta di chi vorrebbe la nascita del “partito degli astensionisti” (che vanno al voto, ovviamente) con propri candidati, ma con personalità del tutto nuove e con la possibilità di fare piazza pulita dei soliti noti. Non dimentichiamo che se solo i due terzi degli astensionisti andassero al voto e lo facessero in uno dei due modi indicati avremmo un partito del 20%, e forse più se trascinasse nel consenso anche gli indecisi, che avrebbe la forza di rappresentare l’ago della bilancia nel governo del Paese. Perchè dovremmo perdere questa occasione? D’altra parte la scelta delle candidature non dovrebbe essere un problema se ci guardiamo bene intorno e ci rendiamo conto che esistono persone giuste più di quanto non si possa credere e capaci di figurare con più efficacia e autorevolezza gli interessi generali del Paese. Meditate gente, meditate “astensionisti”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Referendum: Gli astensionisti invitano a votare

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2011

In riferimento alla consultazione referendaria abrogativa del 12 e 13 giugno 2011, la CVDP – movimento astensionista politico per il rilancio della sovranità popolare, invita gli elettori a recarsi alle urne per esprimere le proprie scelte sui quesiti referendari riguardanti l’acqua pubblica, il legittimo impedimento e la scelta energetica del nucleare in Italia. In questo momento, l’Italia tutta si trova di fronte alla necessità che il popolo sovrano dia un segnale molto forte contro i tentativi di deturpazione dei suoi assetti istituzionali, perché si vuole essenzialmente sovvertire la sua democrazia facendola scivolare in un regime padronale che tenta la demolizione quotidiana dei valori e principi su cui si fonda. Al di là degli aspetti razionali ed emotivi che contraddistinguono i referendum abrogativi in questione, alla base della costituzione degli orientamenti dei cittadini, la vera posta in gioco per questi referendum è rappresentata dalla difesa della libertà, della democrazia e dell’uguaglianza dei cittadini, in quanto troppo forte è il sospetto di strumentalizzazioni e interessi da parte di lobbies e potentati sui decreti istituiti che il referendum dovrà abolire. In questo momento cruciale per le sorti dell’Italia, la CVDP invita pertanto gli elettori a recarsi in massa alle urne il 12 e 13 giugno prossimi!

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Gli astensionisti politici rispondono a Bersani

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2011

In riferimento alle dichiarazioni di Bersani che sugli astensionisti afferma, come riportato da alcune agenzie di stampa di ieri 22 febbraio 2011, “Noi dobbiamo tenere in considerazione quel quaranta per cento delle persone che non scelgono e non sono figli di un Dio minore”, il portavoce del movimento astensionista politico Antonio Forcillo dichiara che “gli astensionisti sono veramente lieti della premura e della considerazione loro rivolta da Bersani, e non vedono l’ora che alle parole il leader del PD faccia finalmente seguire qualche fatto, per poter riconfluire anche nel suo partito”. Per esempio, “iniziando a rinunciare alle quote di rimborso elettorale determinate dagli astensionisti che pure il suo partito, insieme agli altri privilegiati, indebitamente si appropriano e si spartiscono alla stregua di un vero e proprio bottino”. Anche perché, “data la totale assenza di controllo in questo delicato e iperprivilegiato settore, ogni italiano, e non solo gli astensionisti, vorrebbe a questo punto sapere come viene utilizzato detto ammontare (centinaia di milioni di euro l’anno) e, soprattutto in momenti di gravissima crisi come ora, che fine fa questa grande mole di denaro pubblico”.

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Voto: gli astensionisti vogliono visibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

Una nota di rivendicazione indirizzata all’unità per la Par Condicio è stata inviata dalla “Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa”, movimento astensionistico che si prefigge di dare visibilità agli astensionisti politici italiani. Circa 20 milioni di italiani aventi diritto al voto che per protesta non votano (dato emerso alle ultime elezioni europee 2009) è il dato inquietante e poco noto che dimostra la portata del regime partitocratico italiano, che fa sì che gli organi di stampa non evidenzino mai questo fenomeno di sovranità popolare negata. La palese e sistematica violazione costituzionale del diritto di informazione perpetrata dalla Casta dei partiti politici italiani sta dando in questi giorni il meglio di sè, obbligando gli organi di controllo (Commissione di Vigilanza Rai e Autorità Garante per le Comunicazioni) a voler trascurare, ancora una volta, l’esistenza finanche della quantificazione numerica degli astensionisti italiani, oltre ai loro giusti proclami.

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Rimborsi elettorali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2009

Un appello-ultimatum è stato inviato alle Segreterie nazionali di PDL, PD, LEGA NORD, IDV, UDC e per conoscenza alle Alte Cariche istituzionali e agli Organi di stampa dalla Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa, organo dirigente-astensionista del Comitato Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto (MT). Il duro comunicato fa esplicita richiesta, ai partiti destinatari, di rinunciare da subito e unilateralmente all’appropriazione definita “indebita” delle quote di rimborso elettorale determinate dagli astensionisti e dalle schede bianche e nulle. La somma in questione, che si aggira intorno ai 100 milioni di euro solo per le Europee, deve rimanere nella piena disponibilità delle casse dello Stato, destinabile per fini umanitari. Nel comunicato si plaude all’analoga iniziativa portata avanti anche dai partiti minori non raggiungenti tale soglia, che vorrebbero le quote da loro determinate (altri 30 milioni di euro) destinate alle popolazioni colpite dal terremoto d’Abruzzo. Se i partiti maggioritari faranno ancora finta di niente, procedendo quindi alla spartizione dell’ammontare complessivo del rimborso (poco più di 250 milioni di euro), si preannunciano azioni legali contro di essi e contro la legge sul rimborso elettorale definita “truffaldina e anticostituzionale” in quanto prevaricativa e affossante i principi basilari di sovranità dell’elettorato.

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