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Fine del mondo: “La verità sul 2012”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2010

Torino 3 novembre, alle ore 18, presso la Feltrinelli Libri e Musica di piazza C.L.N. 251, presentazione del saggio dell’astronomo Walter Ferreri, edito dalla casa editrice La Zisa, da parte della giornalista del Tg Leonardo della Rai, Rosa Brusin,. Sarà presente l’autore. (Walter Ferreri, “La verità sul 2012”, Edizioni La Zisa, pp. 112, euro 8,90 (ISBN: 978-88-95709-55-0 Recensione de “La Stampa” (18/05/2010) Da sempre il tema della fine del mondo terrorizza e affascina l’uomo.
Astronomo all’Osservatorio di Torino, scopritore di numerosi asteroidi e fondatore della rivista che state leggendo, Ferreri parte dall’origine della favola della fine del mondo nel 2012. Il responsabile è il romanziere Frank Waters, che nel 1976 dedicò qualche pagina del libro “Mexico Mystique” al fatto che secondo il calendario dei Maya stava per concludersi un ciclo chiamato baktun 13. La credenza era che, terminato un Grande Ciclo, ci fosse una sorta di azzeramento del mondo, al quale sarebbe seguito un radicale rinnovamento. Poiché il Grande Ciclo in corso sarebbe iniziato l’11 agosto del 3114 avanti Cristo, saremmo ora prossimi al suo termine, che avverrebbe per l’appunto il 21 dicembre 2012. I temi scientifici tirati in ballo per supportare la catastrofe del 2012 sono molti: rallentamento della Terra, inversione del campo magnetico, orientamento dell’asse terrestre, allineamento dei pianeti o del Sole con il centro galattico, tempeste solari, impatto con il fantomatico pianeta Nibiru, una cometa o un asteroide, transito di Venere davanti al Sole in un anno bisestile. Questi argomenti offrono a Ferreri l’occasione per fare il punto sui fenomeni a cui si riferiscono, cosa senza dubbio istruttiva. Come effetto collaterale, il vaticinio del 2012 ne esce a pezzi, sepolto da una risata. Certo, alcuni rischi esistono, ma non cambiano nel 2012 né in meglio né in peggio: impatto di comete, esplosione di supernove nei dintorni del Sole. Ma si tratta di rischi assolutamente minimi.
Walter Ferreri, astronomo, svolge la sua attività professionale presso l’Osservatorio Astronomico di Torino. È autore di una ventina di libri e fondatore, nel 1977, della rivista di astronomia ”Orione”, della cui versione attuale – “Nuovo Orione” – ricopre la carica di direttore scientifico. Per le sue scoperte e ricerche nel campo degli asteroidi l’Unione Astronomica Internazionale ha conferito il nome “Ferreri” all’asteroide 3308 EP.

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“Scientiae Munus” sul mistero di Tunguska

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2009

lago chekoParma 10 novembre alle 17,30 nell’Auditorium di Banca Monte Parma (via Bruno Longhi, 9), il fisico nucleare Giuseppe Longo, presidente dell’Associazione Tunguska, terrà la conferenza “Il mistero di Tunguska: un secolo più tardi”. Nel corso dell’appuntamento si ripercorrerà la storia di questi cento anni di ricerche e di ipotesi, si darà conto dei risultati delle diverse spedizioni che sono andate sul posto e si avanzerà anche una nuova ipotesi sulle cause dell’esplosione. Cosa successe davvero nel 1908 a Tunguska, in Siberia? Un’esplosione enorme, pari a centinaia di atomiche di Hiroshima: 80 milioni di alberi abbattuti su 2150 chilometri quadrati, il boato udito a 1000 chilometri di distanza. Per dare una spiegazione si sono susseguite le ipotesi più diverse: l’ira del dio Ogdy, l’annichilazione di un pezzo di antimateria, reazioni di fusione di materiale cometario, materiale fissile extraterrestre, un micro buco nero, un’astronave aliena, un’esplosione di gas e altro ancora. La più probabile? L’impatto con l’atmosfera di un asteroide o del nucleo di una cometa. Comunque, si è trattato di un evento catastrofico che non ha mai smesso di far parlare di sé, ispirando anche film e libri e mantenendo intatto il suo suggestivo alone di mistero per tutto il Novecento e anche oltre.  Ora, a circa cento anni di distanza, quell’esplosione sarà al centro martedì prossimo del nuovo appuntamento di “Scientiae Munus”, il ciclo di conferenze di cultura scientifica a carattere divulgativo promosso dalla Provincia e dall’Università degli Studi di Parma (Dipartimento di Fisica) in collaborazione con LTT-Laboratorio di Telematica per il Territorio e con Banca Monte Parma.
Giuseppe Longo ha a lungo insegnato all’Università di Bologna ed è uno dei massimi esperti del “mistero di Tunguska”, al quale si è dedicato dal 1991. Sempre nel 1991 ha partecipato alla prima spedizione italiana nel sito dell’esplosione, costituita da esperti in varie discipline (geodinamica, geofisica, geochimica, paleobotanica) di università italiane e russe; diverse altre ne sono seguite, sempre condotte dal Dipartimento di fisica dell’Università di Bologna. I risultati di queste ricerche hanno permesso di identificare 14 elementi quali possibili costituenti del corpo cosmico. (lago cheko)

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