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Il 20 giugno sciopero USB all’Atac

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per giovedì 20 giugno uno sciopero di 24 ore del personale di Atac. Uno sciopero per difendere la salute e la sicurezza tanto dei lavoratori quanto degli utenti, perché nel trasporto pubblico romano il problema non sono più soltanto i bus che prendono fuoco e le aggressioni al personale, ma anche le polveri sottili nelle gallerie e nelle stazioni della metro, polveri micidiali i cui valori arrivano a sforare anche di 5 volte i limiti di legge.Dopo le denunce di USB e Orsa sulla sospensione da un anno e mezzo della depolverizzazione delle gallerie, che ha lasciato depositare e respirare a dipendenti e utenti polveri sottili, nonché sull’assenza di rilevazioni dallo scorso mese di ottobre, lunedì 3 giugno il prefetto di Roma ha accolto le sollecitazioni delle due organizzazioni sindacali, disponendo che Atac effettui celermente nuovi rilievi, per i quali l’azienda ha incaricato subito l’Università di Tor Vergata.Più in generale USB denuncia la quasi totale assenza di servizi igienici ai capolinea, la negazione continua di ferie adeguate a un sufficiente recupero psico-fisico, lo stato usurato dei mezzi, l’assenza di aria condizionata nei mesi caldi, tutte situazioni che causano un peggioramento delle condizioni di salute dei lavoratori.Le continue aggressioni al personale operativo, causate dalla gestione insufficiente del servizio, aggiungono infine altro stress e altro disagio a lavoratori che svolgono già un’attività di per sé usurante.Il 20 giugno i lavoratori sciopereranno non solo per tutelare la propria salute e la propria sicurezza ma anche quelle degli utenti. È a loro che ci rivolgiamo e chiediamo comprensione e sostegno, perché vittime in egual misura di una gestione inefficiente di un servizio pubblico che è patrimonio di tutti.
Il personale viaggiante di Atac si fermerà dalle ore 08:30 alle ore 17:00 e dalle 20:00 a fine servizio.

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Sciopero Atac Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 15 gennaio 2019

Roma giovedì 17 gennaio 2019 dalle ore 08:30 alle ore 12:30 Da tempo l’Unione Sindacale di Base chiede all’azienda più sicurezza, da tempo denunciamo le problematiche che affrontano i colleghi del frontline nel gestire il proprio lavoro, problematiche cadute nel dimenticatoio nell’azienda Atac, causa il dissesto finanziario creato ad arte da politica e dirigenti incapaci.Problemi che i lavoratori affrontano tutti i giorni per far funzionare un azienda che solo grazie a loro riesce a dare quel minimo di servizio di cui la cittadinanza può usufruire.
Denunciamo da tempo le problematiche che un autista, un macchinista o un tramviere vive quotidianamente, affrontando le giuste lamentele degli utenti sullo scarso servizio offerto; basterebbe effettuare un intero turno di servizio per comprendere meglio le condizioni da terzo mondo in cui operiamo; vivere la difficoltà della viabilità, il problema indegno dei servizi igienici assenti e/o del tutto inadeguati, le specifiche difficoltà del personale femminile, i problemi che affrontano le squadre dei verificatori e dei lavoratori della sosta, che spesso vengono aggrediti, il problema di operai e macchinisti che operano in gallerie malsane, problema sul quale la Procura sta indagando per verificarne le responsabilità.Inoltre, nell’accordo del novembre 2017 inserendo le 39 ore settimanali per aumentare la produttività e, quindi i carichi di lavoro, era previsto di inserire la così detta “job-rotation” per i conducenti per garantire il recupero psicofisico e la prevenzione delle patologie professionali riscontrate sempre più con maggiore frequenza; nulla è stato fatto in tale direzione, come nulla è stato fatto nel merito della formazione per aggiornare AdL e DS in metro C. Intanto gli autobus vecchi e con centinaia di migliaia di chilometri effettuati sulle strade di Roma continuano a bruciare. Serve nel più breve tempo possibile ringiovanire la flotta, Atac non può andare avanti solo con le dichiarazioni, servono fatti e impegni immediati, perché non è possibile accettare solo l’aumento dei carichi di lavoro senza avere mezzi che permettano di dare un servizio efficiente.

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Campidoglio, dall’ 1 gennaio 2019 confermati abbonamenti Atac gratuiti per over 70

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 dicembre 2018

Roma. L’Amministrazione Capitolina, su proposta dell’Assessorato alla Città in Movimento, anche per l’anno 2019 rinnova la concessione dell’agevolazione Over 70 per usufruire gratuitamente del servizio di trasporto pubblico gestito da Atac. È quanto prevede la delibera approvata dalla Giunta capitolina, che ha rinnovato questa agevolazione confermando l’impegno dell’Amministrazione a sostegno delle fasce sociali più deboli. La card Over 70 avrà una validità di 365 giorni, a partire dalla data di rilascio, e potrà essere richiesta dall’ 1 gennaio 2019. La tessera viene rilasciata ai cittadini residenti a Roma Capitale che abbiano compiuto 70 anni al momento della presentazione della domanda, e dispongano di un reddito, conteggiato con le modalità di calcolo ISEE, non superiore a 15.000 euro.
I cittadini aventi i requisiti previsti dovranno consegnare presso le biglietterie di ATAC S.p.A. l’apposita domanda corredata di certificazione del reddito ISEE in corso di validità rilasciata da CAF o da sedi e agenzie INPS, oltre a una fototessera (solo in caso di primo rilascio) e fotocopia del documento di identità. Il personale di ATAC S.p.A., verificati i predetti requisiti minimi (residenza a Roma, età anagrafica, reddito ISEE) provvederà alla predisposizione e alla consegna immediata della tessera Over 70 per la libera circolazione sulla rete del trasporto pubblico locale gestita da Atac.

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Usb: referendum flop, fallito a Roma il tentativo di privatizzare il trasporto locale

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

Bocciato il referendum consultivo promosso dai radicali sulla privatizzazione del trasporto pubblico pubblico di Roma. Un vero e proprio fallimento di partecipazione: per tutta la giornata si sono registrati bassi livelli di affluenza, tanto che il quorum del 33% richiesto per convalidare il referendum è stato un miraggio fin dalla rilevazione delle ore 12, quando aveva votato il 4% degli aventi diritto, saliti alle 16 all’8,95%. Un segno inequivocabile che il referendum è stato respinto e con esso la volontà dei radicali di strumentalizzare il malcontento dei cittadini.È tempo adesso che l’amministrazione comunale faccia la sua parte, chiedendo alla Regione Lazio e al Governo finanziamenti adeguati e lavorando seriamente ad un progetto di ripubblicizzazione al 100% di tutto il trasporto pubblico romano, che preveda la reinternalizzazione di tutte le attività e di tutti i lavoratori. (fonte Usb)

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Legambiente sul Referendum cittadino Atac di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 novembre 2018

Roma. L’11 novembre 2018 si svolgerà nella Capitale il referendum consultivo, con due 2 quesiti: Il primo è: “Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?”.
Il secondo quesito: “Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?”.
Il quorum del 33% appare molto alto e il suo raggiungimento non sembra di certo scontato, ma è importante avviare una fase di studio e ristrutturazione, proprio a partire dagli esiti referendari, per garantire un servizio TPL futuro, migliore dell’attuale. Sarà cruciale la costruzione di un percorso che, qualunque sia l’esito del referendum, avvii tali modifiche anche radicali, poiché una vittoria del SI non dovrebbe comunque portare allo smantellamento della più grande azienda di trasporto locale d’Italia e una vittoria del NO non significherebbe di certo che ai cittadini piace lo stato del servizio. A fronte di tali elementi, sono fondamentali alcune garanzie: che il controllo sul servizio resti pubblico e di Roma Capitale; che sia assicurata l’accessibilità per ciascuno al servizio senza seguire le sole logiche di mercato, garantendo il servizio pubblico alla collettività, anche nelle zone meno remunerative e ad un costo accessibile a tutti; che alle aziende di trasporto rimangano, o confluiscano, le categorie operative e la gestione del parco macchine, siano esse l’Atac con ditte private che già operano su tratte periferiche o aziende vincitrici di eventuali bandi, inclusa Atac stessa. “Senza alcuna posizione ideologica sosteniamo che la che la vittoria del SI può e deve essere occasione importante per avviare le modifiche suddette, in un quadro di visione a lungo termine che ponga al centro il diritto a muoversi senza l’uso dell’auto privata – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio-. Con una maggioranza di NO si dovrebbe comunque aprire un’ampia discussione per migliorare il servizio di un’azienda in drammatiche difficoltà finanziarie e funzionali. Ci auguriamo pertanto che alla tornata referendaria, seppur consultiva, i cittadini partecipino numerosi, sancendo un indirizzo di rinnovamento e ammodernamento dei trasporti pubblici romani”.

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Roma Capitale: L’Atac e il referendum

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Possiamo riassumere così la situazione dell’Atac, l’azienda comunale dei trasporti di Roma Capitale: “Non rispetta i contratti di servizio; non effettua le corse come da programmazione del Comune; ammette di non rispettare i requisiti di manutenzione dei veicoli e costa il doppio di quello che dovrebbe costare. In cambio, continua ad essere finanziata dai contribuenti, compresi i non romani, continua a non pagare i propri debiti, continua a peggiorare il servizio. Nell’ultimo biennio, ogni giorno che passa, l’azienda di trasporto pubblico romana ha perso circa 2,1 milioni di euro, Negli ultimi 9 anni l’azienda pubblica è costata al contribuente circa 7 miliardi di euro tra sussidi e perdite.”
Cosa farebbe una persona di buon senso? Direbbe che la situazione non è sostenibile, che il servizio di trasporto pubblico è fallimentare e fallito, che occorre trovare una soluzione perché il servizio di trasporto deve essere rivolto al pubblico e non necessariamente di proprietà pubblica.Occorre evitare, direbbe sempre la persona di buon senso, che i disservizi e gli addebiti siano accollati sull’utente. Già due anni fa, in un convegno, analizzavamo i bilanci di Atac, e la gestione del trasporto, rilevandone il disastro. La situazione è peggiorata perché la sindaca Virginia Raggi, si ostina a non tener conto della realtà che è sotto i suoi occhi.Per tentare di risolvere il problema e offrire una opportunità ai cittadini di poter usufruire di un sevizio di trasporto degno di questo nome, i Radicali Italiani hanno promosso un referendum consultivo sull’Atac che si terrà l’11 novembre prossimo.
Chi voterà SI al referendum chiederà al Comune di bandire gare tra più aziende, per lo svolgimento del servizio di trasporto pubblico in città, senza affidarlo automaticamente all’ATAC. Ovviamente l’ATAC potrà essere uno dei partecipanti alla gara, gli altri partecipanti potranno essere privati ma anche pubblici. Quindi, il referendum non mira a privatizzare il servizio pubblico, ma a consentire al Comune di poter scegliere i soggetti che sono in grado di offrire il servizio migliore.
Del referendum non se ne parla e il M5S, sostenitore a parole della democrazia popolare, osteggia la consultazione. Sarebbe opportuno che i romani si svegliassero dal torpore nel quale sono caduti da un po’ di tempo. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc) (n.r. A nostro avviso non crediamo che basti togliere la gestione del servizio all’Atac quanto la necessità di migliorare la circolazione dei mezzi pubblici e privati facendo rispettare le regole, punendo severamente chi parcheggia in seconda fila, chi non rispetta i divieti di sosta e regolamentando la consegna delle merci veicolando il servizio in determinate fasce orarie. Il fine è quello di aumentare la media oraria dei transiti dei bus oltre ad un loro più intelligente servizio. Non giriamoci tanto intorno: i romani non sono contrari all’utilizzo dei mezzi pubblici se rispettassero la regolarità dei transiti, se fossero più frequenti e riducessero i tempi di percorrenza. Se la circolazione attuale resta com’è, senza i correttivi citati, non ha proprio senso votare si o no al prossimo referendum. Anche il nuovo gestore si troverebbe ad affrontare gran parte delle difficoltà che oggi imputiamo all’Atac e i mali attuali sarebbero condannati a perpetuarsi.)

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Atac. Campidoglio, 11 milioni Bilancio 2018-2020 per manutenzione e sostituzione scale mobili in metro

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 ottobre 2018

In merito a notizie di stampa sulla richiesta del 2015 di intervento manutentivo da parte di Atac a Roma Capitale, l’Amministrazione precisa di aver messo a Bilancio 2018-2020 circa 11 milioni di euro per manutenzione e sostituzione di scale mobili e ascensori delle metropolitane per rispondere alle esigenze e necessità primarie dell’azienda dei trasporti. Inoltre 18 milioni di euro per la sostituzione di ruote e deviatoi della Metro A, così come 425 milioni di euro destinati alle infrastrutture delle metro e all’acquisto di nuovi treni. Queste le risorse impiegate a servizio della sicurezza delle metropolitane di Roma.
La sicurezza del trasporto pubblico della Capitale è nostra priorità. Per rispondere alle esigenze dell’azienda ad agosto 2016 abbiamo impiegato 18 milioni per la sostituzione delle ruote dei treni e dei deviatoi sulla Metro A, indicati da Atac come urgenza primaria.
A maggio 2017 l’amministrazione ha poi lavorato per compilare e redigere schede e progetti per il restyling delle metro e il rinnovo dei binari, documentazione presentata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per un importo di 425 milioni di euro.
Nel frattempo abbiamo messo a Bilancio 2018-2020 risorse per un importo di 11 milioni di euro per la sostituzione e manutenzione di 22 scale mobili, 4 marciapiedi mobili e 22 ascensori delle metro. Interventi per cui Atac sta predisponendo gli atti di gara. Lavori che saranno effettuati nel 2019.Così in una nota l’Assessore alla Città in Movimento di Roma Capitale, Linda Meleo.

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Gare da decine di milioni deserte per ATAC e AMA

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 luglio 2018

Atac ha ufficializzato la notizia che la gara da 98 milioni di euro per l’acquisto di 320 nuovi autobus è andata deserta. Stessa sorte per Ama, che solo negli ultimi mesi ha visto andare ingiudicate ben due gare, relative rispettivamente al noleggio di 130 mezzi per il parco vetture e al recupero e smaltimento dei rifiuti prodotto dagli impianti TMB, solo quest’ultima per un ammontare di circa 105 milioni. Una situazione alquanto preoccupante, visto che si tratta di gare da centinaia di milioni di euro, in particolar modo per l’importanza che le stesse rivestono sotto il profilo di efficientamento del servizio del trasporto e della raccolta dei rifiuti, penalizzati pesantemente dalla carenza di mezzi e dalla fatiscenza di quelli attualmente disponibili.Non sarà per caso una manovra volta all’ottenimento di trattative svincolate dalle procedure pubbliche? O forse qualcuno ha intenzione di favorire al massimo il profitto nella gestione dei servizi pubblici di Roma, attraverso accordi di convenienza?
Non a caso, fuori dai rigidi vincoli delle gare pubbliche tutto è più semplice, a partire dai pagamenti delle fatture, svincolate anche dall’obbligatorietà della regolarità contributiva INPS. Intanto come Unione Sindacale di Base ci domandiamo: chi sta vigilando su questi accadimenti? Certo è che se il Comune di Roma tarderà a intervenire, a farne le spese continueranno a essere i lavoratori che operano con mezzi non più sicuri – vedi l’ennesimo incendio di un bus Atac, giovedì – e con un sovraccarico di lavoro che danneggia la loro salute. Per non parlare dei cittadini che continueranno a pagare per servizi insufficienti e scadenti.

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Verificatrice Atac aggredita a Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 Mag 2018

Roma Sabato 12 maggio, dalle ore 10.00 alle 12.00, si terrà un presidio di solidarietà e un volantinaggio presso la fermata metro B della Garbatella, a Roma, per denunciare gli insulti, gli sputi in faccia e infine il lancio di un bastone contro Valeria Pireddu, verificatrice Atac e militante dei Cobas. «L’episodio era accaduto domenica scorsa – dichiara Francesco Iacovone, dell’Esecutivo Nazionale Cobas – Valeria aveva appena finito il suo turno di lavoro e per tornare a casa era salita sul 716 in divisa. Questo è il prezzo che i lavoratori Atac pagano per i disservizi di un’azienda che sembra sempre più incapace di gestire dignitosamente il servizio di mobilità della Capitale.»
«Non è accettabile che la rabbia verso i disagi e i ritardi provocati dagli autobus della capitale – prosegue il rappresentante sindacale – si scagli contro gli incolpevoli lavoratori, e quanto accaduto a Valeria non è purtroppo un caso isolato. Dietro la divisa degli operatori Atac, forse il vero obiettivo della vile aggressione, ci sono uomini e donne che svolgono onestamente il proprio lavoro malgrado le difficoltà che incontrano ogni giorno assieme ai cittadini»«Sabato saremo alla stazione della Metro Garbatella per sensibilizzare i romani su questi temi, per esprimere solidarietà alla nostra militante e per dire NO a questi atti di violenza che stanno imbarbarendo la nostra città.», conclude Iacovone. (n.r. Non vorremmo enfatizzare il problema e nemmeno ascriverlo a un caso isolato. Il problema esiste ed è presente da tempo. E’ che la violenza si sta espandendo e ogni occasione sembra buona per esercitarla nel peggiore dei modi. Abbiamo cercato di approfondire questo stato di cose  e ci siamo resi conto che sono le istituzioni a crearne i presupposti. Manca il rispetto e il timore per i rigori di una legge, che pure esiste, ma che taluni se ne fanno beffa per i suoi deboli effetti pratici. Persone denunciate per reati minori che sono fermati e rimessi in libertà dopo poche ore e che continuano a commettere lo stesso reato se non peggio. Dovrebbero essere giudicati da subito ed invece la giustizia è lenta e con essa la convinzione che si può farla franca. Non parliamo di giustizialismo nè di garantismo ma di rispetto delle regole. In caso contrario la situazione rischia di sfuggirci tra le mani e a questo punto non sono solo i cittadini inermi a rimetterci ma le stesse istituzioni perdendo credibilità e rispetto.)

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Atac: Raggi, ‘rivoluzione digitale’, sistemi pagamento più semplici e moderni

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

“Viaggiare sui mezzi pubblici comprando i biglietti tramite smartphone. Aprire i tornelli della metro con un ticket virtuale sul cellulare. Girare sui bus con in tasca un’unica carta contactless, con un chip on paper, dove si possono caricare i Bit. Pagare la sosta sulle strisce blu tramite carta di credito e non dover più rientrare in macchina per esporre il tagliando. Questa è la Roma del futuro. Oggi abbiamo presentato con Atac alcune iniziative per agevolare l’utilizzo del trasporto pubblico. Per rendere più semplice la vita della persone, in una città grande e complessa come la nostra. Vogliamo che la nostra città sia sempre più smart, una città competitiva a livello mondiale”. Così in una nota la Sindaca di Roma, Virginia Raggi.
“L’azienda migliora l’offerta – spiega l’assessore alla Città in Movimento, Linda Meleo – apportando un cambiamento radicale che è l’inizio di un percorso verso lo sviluppo di sistemi di pagamento più facili e intuitivi per i cittadini. Con l’ acquisto del BIT tramite smartphone o il pagamento della sosta tramite carta di credito, oltre a semplificare i processi, sarà limitata l’evasione tariffaria o il mancato pagamento del parcheggio. Con questi nuovi strumenti migliora, infatti, l’accessibilità ai mezzi del trasporto pubblico, si producono maggiori ricavi per l’azienda, in un’ottica di risanamento di Atac, e i parcometri in pochi mesi diventeranno strumenti multifunzionali di ricarica e di pagamento”.“La sostituzione progressiva dei titoli cartacei con supporti di tipo chip on paper è un incentivo in più per favorire l’uso del trasporto pubblico e il corretto pagamento dei biglietti anche per gli utenti occasionali. La digitalizzazione significa enorme risparmio di tempo, meno file alle biglietterie e un servizio più efficiente. Inoltre questo è un altro passo per dare nuovo slancio all’azienda”, afferma il presidente della Commissione Mobilità, Enrico Stefàno.

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Il 10 novembre sciopero Atac e sciopero generale

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

atac-romaIl 10 novembre 2017 USB ha proclamato sciopero insieme alle sigle Faisa Confail e Or.Sa. TPL, contro il concordato e il piano industriale che si stà preparando, per presentarlo al giudice e ai commissari che gestiscono la procedura fallimentare di ATAC e dovranno valutarne la credibilità.Le proposte di USB insieme alle altre OO:SS. che non hanno firmato il verbale di intesa è quella di eliminare tutti gli sperperi che esistono da anni in azienda, di eliminare tutte quelle ingerenze politiche che negli anni hanno depredato e usato questa azienda come un bancomat, e quindi, questa stessa politica si deve far carico del dissesto dell’azienda ATAC perché è la politica che ha scelto per anni dirigenti incapaci, ha scelto deliberatamente una mala gestione aziendale per puro tornaconto politico ed economico; è stata compiacente sulle assunzioni clientelari, ha chiuso occhi ed orecchi sulla bigliettazione parallela, sulle consulenze e acquisti faraonici depredando soldi pubblici. Oggi c’è chi cerca di far passare il messaggio che la colpa è di TUTTI i LAVORATORI che lavorano poco, che sono assenteisti ed è giusto che si sacrifichino per il salvataggio dell’azienda; si vuole risolvere tutto decretando nuovi carichi di lavoro tentando di convincere tutti che ciò sia “inevitabile”.Lo si fa utilizzando in modo strumentale il ricatto del concordato, con il quale si vuole mettere tutti con le spalle al muro perché a valutare la credibilità del piano industriale saranno i tre commissari e, guarda caso, giunta comunale ed azienda se ne lavano le mani.Lo si fa utilizzando il tipico consociativismo sindacale; tutte le amministrazioni comunali hanno sempre utilizzato il “sindacato amico” di turno che aiuta a far digerire ai lavoratori le ricadute negative che ritualmente pesano sulle spalle dei lavoratori.L’amministrazione del M5S non fa nulla di nuovo, anzi va oltre; se il sindacato amico non c’è …lo si costruisce…e sui social parte la campagna della disponibilità dei lavoratori ATAC diligenti ad assumersi l’onere dei nuovi carichi di lavoro.Ma nessun lavoratore ATAC ha colpe o responsabilità di questa situazione. E’ dal 1997 che i lavoratori si sacrificano sistematicamente nel nome del salvataggio dell’azienda, per anni hanno fatto più del loro dovere per cercare di sopperire le inefficienze aziendali, adesso basta, i lavoratori sono stanchi di dare senza mai vedere la luce alla fine del tunnel.L’innalzamento dell’orario settimanale da 37 a 39 ore creerebbe solo l’innalzamento di personale inidoneo alla guida e non una maggiore produttività; effettuare turni di 7h e 15’continuativi sulle strade di Roma per traffico e per il dissesto delle strade comporterebbe gravi rischi sulla sicurezza dei lavoratori e dei cittadini; l’annullamento del corrispettivo economico dei turni a nastro è, di fatto, l’ennesimo attacco al salario ai danni di quei lavoratori che si sono sacrificati a dare la loro disponibilità per le esigenze delle loro famiglie.Far guidare i macchinisti 6h e 30’ nelle gallerie comporta gravi ripercussioni alla salute per le polveri che esistono all’interno delle gallerie e per il calo dell’attenzione dovuto al troppo tempo passato in galleria con il conseguente rischio di sicurezza. Vogliamo che la politica tutta, che oggi sta giocando con il futuro di quest’azienda, una delle aziende più grande di Europa, si faccia carico delle proprie responsabilità, risanando ciò che hanno distrutto; che tutti la facciano finita con le loro farse; le opposizioni sembra che stiano ignorando ciò che accade in ATAC, in realtà hanno solo passato il testimone a questa amministrazione che, alla fine del teatrino degli scontri e delle liti, degli insulti e degli anatemi e delle solite beghe è a condividere CON TUTTI GLI ALTRI CHE A PAGARE SIANO I LAVORATORI. SCIOPERO DI 24 ORE IL 10 NOVEMBRE 2017 DALLE ORE 08:30 ALLE ORE 17:00 E DALLE ORE 20:00 A FINE SERVIZIO

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Trasporto pubblico locale: 29 settembre sciopero Atac

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

atac trasporti romaDopo mesi di lotte e denunce nessun intervento risolutivo per il trasporto pubblico locale da parte del Comune di Roma, a partire da ATAC, ai lavoratori degli appalti fino ai lavoratori del Consorzio Roma TPL, il privato che gestisce il 20% del trasporto di Roma. Aziende private che vantano crediti milionari con il Comune, che continuano impunemente a farsi beffa dell’amministrazione comunale e dei lavoratori non pagando neppure gli stipendi ai dipendenti.L’immobilismo della giunta e l’assenza di coraggio sta pesando come un macigno sulla testa della categoria, l’unica che andrebbe garantita perché porta avanti la baracca. Come per ATAC, dove con la scelta del concordato di fatto si libera delle responsabilità politiche ed inizia il balletto del “non è colpa mia”, anche per i lavoratori delle aziende private la promessa di un reale cambio di passo con le precedenti amministrazioni è divenuta ormai una chimera.E’ sempre più evidente che le ragioni dello sciopero proclamato per il 29 settembre si vanno a moltiplicare e la Sindaca non può continuare per molto a far finta di niente, voltando le spalle ai lavoratori. L’unica strada sicura per salvare il trasporto pubblico locale era la ricontrattazione del debito, a partire da quello contratto con la Regione Lazio ed un piano regionale sulla mobilità che prevedesse la reinternalizzazione di tutto il trasporto e di tutti i servizi. Il comune ha scelto la strada più impervia e pericolosa e noi glie lo abbiamo detto in tutti i modi ed è quello che gli ricorderemo il 29 settembre. (USB Lavoro Privato – Provincia Roma TPL)

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Roma Capitale. Atac/metro: aumentano i biglietti?

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 settembre 2017

atac-romaMentre la Sindaca, Virginia Raggi, prosegue nel racconto onirico dei cambiamenti climatici che hanno determinato gli allagamenti nella Capitale, i romani si trovano alle prese con un altro problema: lo sciopero odierno dei mezzi pubblici e relativo traffico in tilt. La Sindaca Raggi, sempre nel suo viaggio onirico, probabilmente comunicherà che i disagi sono stati limitati e che la città ha superato indenne lo sciopero Atac.
Oggi il Consiglio di amministrazione di Atac dovrebbe deliberare il ricorso al concordato e approvare il bilancio 2016 (!), ma a fronte di un debito che veleggia su 1,4 miliardi di euro, potrebbe spuntare l’idea (è frutto della nostra scellerata fantasia), di aumentare i prezzi dei biglietti della metropolitana, legandoli al tragitto percorso. L’idea non e’ peregrina: agganciare il costo dei biglietti alla distanza percorsa. La variazione di prezzo potrebbe essere applicata alla metropolitana. Insomma, se l’utente fa una fermata paga un prezzo, se ne fa dieci pagherà un prezzo superiore.
Serve a far cassa a spese dell’utente.Con il concordato preventivo, l’Atac ha bisogno di soldi con i quali giustificare l’operazione. Questa idea potrebbe portare nuovi fondi alle casse della municipalizzata dei trasporti che ne ha bisogno come l’acqua a un assetato nel deserto.L’operazione potrebbe essere facilmente giustificata: perche’ un utente che usufruisce di un tragitto breve (una fermata) deve pagare lo stesso prezzo del biglietto di chi fa tragitti lunghi? D’altronde è quanto fatto per le tratte ferroviarie. Dunque, si potrebbe partire da un prezzo base che sarà aumentato via via che aumentano i km di percorrenza.
Il problema è che Roma ha un sistema di metropolitane irrisorio, una struttura urbanistica disordinata e un trasporto di superficie del tutto insufficiente; non a caso la Capitale ha il più alto numero di motocicli in Europa (circa 600 mila).Pensare di aumentare il costo dei biglietti, legandolo alla percorrenza, incide sulla fascia della popolazione che usufruisce della metropolitana per necessità. Insomma, i costi graveranno sui meno abbienti. Ma si sa, questa idea è frutto della nostra fantasia e tutto ciò non accadrà. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Atac e il concordato preventivo

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 settembre 2017

atac trasporti roma“Se sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Alla maggioranza capitolina continuo a consigliare quello che ho già detto in Aula: per la via del concordato preventivo di Atac non può bastare una memoria di Giunta. L’unico atto legittimo è e deve essere una delibera approvata dall’Aula Giulio Cesare. Qual è il vero motivo per cui la maggioranza teme il passaggio in Assemblea? Forse non tutti i consiglieri sono d’accordo? E perché ad oggi non abbiamo il bilancio 2016 di Atac? Il rischio vero e sottostimato dal M5S è la svalutazione che si prospetta con la ricontrattazione dei debiti. E in assenza di un bilancio che certifichi questa svalutazione, quella del concordato è una scelta al buio e piena di rischi per i romani. Ad oggi infatti non è chiaro chi pagherà gli ammanchi delle mancate entrate. Le scelte poco trasparenti di chi sta governando in questo modo la Capitale, e ambisce al governo del Paese, non sono più tollerabili. Non è più solo una questione di buone prassi e buoni principi, i romani con questa Amministrazione rischiano di dover pagare un prezzo altissimo”.

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Atac in sofferenza: diamogli respiro

Posted by fidest press agency su martedì, 12 settembre 2017

atac-roma“La vicenda Atac ha rivelato il vero volto delle opposizioni, pronte a strumentalizzare la vicenda anche a discapito della verità e dei cittadini. Emergono, con estrema chiarezza, l’ipocrisia di una destra responsabile dello scandalo Parentopoli e l’incoerenza di un partito, il Pd, che in campagna elettorale aveva più volte ribadito l’importanza di non privatizzare Atac. Un proposito poi smentito nei fatti dal suo candidato sindaco, Roberto Giachetti, firmatario di una proposta di referendum finalizzato a consegnare la municipalizzata ai privati. A differenza sua, l’Amministrazione Raggi resta ben salda sulle proprie posizioni e dichiara con fermezza la propria convinzione che Atac debba restare pubblica. In tal senso, l’unico strumento in grado di garantire il pieno rilancio di una azienda vessata da un debito pari a 1 miliardo e 350 milioni prodotto dalle disastrate gestioni amministrative è il concordato. Si tratta di una scelta netta e coraggiosa, un vero e proprio “taglio con il passato” attraverso il quale vogliamo contrastare quella che sembrerebbe essere una precisa strategia politica volta a far fallire le società per consegnarle nelle mani dei privati. Dobbiamo far sì che l’azienda dei trasporti romani continui a perseguire l’interesse dei cittadini attraverso una gestione economicamente sana ed efficiente, che non risponda a pure e semplici logiche di profitto. Tutto questo deve essere fatto stringendo un indispensabile patto con i lavoratori e con la cittadinanza. Dal canto nostro, continueremo a lavorare con coraggio e determinazione alla soluzione definitiva dei problemi di Atac e al pieno rilancio del servizio. Esattamente come abbiamo fatto in questo primo anno di governo, durante il quale abbiamo immesso in servizio ben 150 autobus e 45 filobus abbandonati che abbiamo recuperato e restituito ai cittadini romani. Non accadeva dal 2006”. Lo dichiara, in una nota stampa, il consigliere capitolino M5S Roberto Di Palma.

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Cresce l’attenzione attorno al futuro di Atac

Posted by fidest press agency su sabato, 9 settembre 2017

atac-romaI dipendenti della società romana tra le più importanti a livello europeo nella gestione del servizio pubblico del trasporto sono in agitazione essendo l’azienda coinvolta nel piano di ristrutturazione e razionalizzazione sfornato dall’Assessore uscente Colomban. Per questo motivo l’USB ha convocato per il prossimo 29 settembre uno sciopero cittadino, chiamando alla partecipazione le organizzazioni e le associazioni e i movimenti del territorio, per difendere il carattere pubblico delle aziende di interesse collettivo e per far comprendere a questa amministrazione che i problemi della città non sono i lavoratori, né tanto meno i poveri e i migranti, ma la mala gestione della politica e dei dirigenti che fino ad ora hanno amministrato i servizi nella nostra città. Anche i lavoratori delle aziende degli appalti scenderanno in piazza, in solidarietà ai lavoratori Atac e per denunciare attraverso le loro testimonianze, gli effetti nefasti della privatizzazione dei servizi pubblici.Come per i lavoratori della società Corpa, che non percepiscono da due mesi lo stipendio. USB ha già rivolto un appello a tutti i consiglieri comunali chiedendo un voto di responsabilità nei confronti dei cittadini e dei lavoratori non accettando l’ipotesi del concordato, una scelta a scatola chiusa che esautora l’amministrazione comunale dalle future decisioni sul destino dell’azienda.

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Atac: concordato preventivo

Posted by fidest press agency su martedì, 5 settembre 2017

atac trasporti romaRoma. “Il Concordato preventivo scelto da Atac è la non soluzione del M5S per il trasporto pubblico romano. Di fatto si congela così la situazione in Atac e non si fa un passo in avanti nella direzione né del risanamento, né del miglioramento del servizio di trasporto pubblico della città. Per i romani questa scelta rischia di determinare nuovi tagli. Il M5S chiarisca ai cittadini dove prenderà i 200 milioni di euro necessari per il concordato preventivo. Tanto, infatti, costerà alle casse comunali il concordato di Atac: 120 milioni circa derivanti dalla svalutazione che potrebbe subire il credito vantato dal Comune nei confronti di Atac e 80 milioni dall’integrazione del contratto di servizio che la maggioranza intende portare presto in Aula. Oltre a sottolineare l’atteggiamento incoerente del M5S che da una parte porta i libri in tribunale, dall’altra intende affidare nuovi lavori a un’azienda per cui potrebbe profilarsi anche l’ipotesi del fallimento, siamo realmente preoccupati, come Partito Democratico, del futuro del servizio di trasporto pubblico della città per cittadini e lavoratori. Lo stato di salute dei conti dell’Amministrazione rischia di subire, poi, con questa scelta un ennesimo colpo, con tagli che influiranno su investimenti e qualità dei servizi. Il M5S ha fatto campagna elettorale dicendo che Atac sarebbe rimasta pubblica e alla prova dei fatti dimostra invece qual è il suo vero volto. Libri in tribunale e assenza totale di assunzione di responsabilità della politica”. Così in una nota la capogruppo del Partito Democratico in Campidoglio, Michela Di Biase.

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“Qual è la strategia della maggioranza grillina per Atac?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 agosto 2017

atac trasporti roma“Questo vorrebbero sapere i romani da chi oggi governa Roma. Apprendiamo invece delle ipotesi più disparate sul futuro del trasporto pubblico romano dai giornali, nel silenzio assordante del Campidoglio. Forse la Sindaca dovrebbe trovare del tempo nel suo riposo estivo e in un momento così delicato per comunicare ai romani quali strategie intende mettere in atto, per migliorare un servizio fondamentale di una metropoli come Roma e per dare segnali di speranza ai lavoratori dell’azienda. Invece, un giorno si attribuisce al M5S il concordato in Tribunale, un altro la proroga del contratto, in un’alternanza di visioni che spaventa. Ma cosa c’è di vero e quale sia la reale strategia per salvare Atac può e deve dirlo ai romani solo la sindaca Raggi. E noi torniamo a chiederlo con forza”. Così Svetlana Celli, capogruppo della Lista Civica RomaTornaRoma.

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“I grillini hanno nominato il nuovo Ad Atac

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

campidoglioE’ l’ennesimo nordista battezzato dalla Casaleggio Associati – l’assessore al Bilancio della Raggi se ne faccia una ragione! – ma rimescolare caselle potrebbe non bastare per sciogliere i nodi dell’azienda e fare chiarezza sul futuro della società. A parte il nuovo giro di poltrone, dalla maggioranza 5 Stelle ci saremmo aspettati, proprio in queste ore, un Consiglio straordinario come richiesto formalmente da Fratelli d’Italia. Una seduta ad hoc per dare alla città notizie sulle soluzioni prospettate dal sindaco e dalla Giunta per far uscire l’Atac dalla sua crisi. Invece la richiesta di Fdi è stata respinta facendo prevalere un atteggiamento irresponsabile. La gestione dilettantesca di Atac da parte dei pentastellati è la cartina al tornasole del caos che regna in Campidoglio a 14 mesi dall’insediamento del nuovo governo cittadino. Nessuno ha mai preteso che il sindaco risolvesse i problemi drammatici di Roma in men che si dica, ma le crisi gestionali di assessorati e municipalizzate, le gaffe su ruoli dirigenziali strategici proiettano l’immagine di un’amministrazione oscillante tra incapacità e opacità. L’Atac appare un’azienda schiacciata dai debiti, con il rischio di non poter pagare gli stipendi e con lo spettro di un fallimento cui l’allegra scolaresca mandata in gita nella Capitale da Beppe Grillo non sembra saper porre rimedio”. È quanto dichiara Fabio Rampelli capogruppo alla Camera di Fdi-An.

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“Negato consiglio straordinario, maggioranza teme discussione alla luce del sole”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 agosto 2017

aula-giulio-cesare“Nella riunione dei Presidenti dei gruppi consiliari capitolini, anche a seguito di formale richiesta inoltrata nella giornata di giovedì 27 u.s., abbiamo fatto presente la doverosa necessità di convocare una seduta urgente dell’Assemblea Capitolina sulla situazione che si è venuta a creare negli ultimi giorni in ATAC a seguito delle dichiarazioni e delle successive dimissioni del D.G. dott. Bruno Rota.
Irresponsabilmente e in barba agli interessi generali della città il Presidente De Vito e la maggioranza M5S hanno negato un confronto aperto nell’assemblea elettiva della capitale. Vogliono continuare a nascondere le loro inefficienze. Si vuole impedire ai romani di conoscere cosa sta succedendo in ATAC e nella giunta Raggi. Si preferisce governare la città senza trasparenza e con direttive perentorie trasmesse da Milano o da altri luoghi non istituzionali. La serietà della situazione che si sta vivendo in Campidoglio e in via Prenestina è data anche dalle dichiarazioni odierne rilasciate dall’assessore al bilancio Mazzillo e dalla Presidente dell’Oref d.ssa Tiezzi. Nelle parole di ambedue si evidenziano dubbi e interrogativi su squilibri e criticità finanziarie che coinvolgono l’intero sistema del gruppo comune di Roma. A tal proposito abbiamo espresso forti preoccupazioni per le ripercussioni che in particolare può avere l’aggravarsi della crisi dell’azienda capitolina dei trasporti sul tutto il sistema economico e finanziario del comune di Roma e delle sue aziende. Per i motivi suddetti continuiamo a ritenere necessaria e urgente la presenza del Sindaco in aula affinché si faccia luce su vicende e dinamiche che avrebbero indotto il dott. Rota ha prendere una decisione così perentoria a soli tre mesi dalla nomina. Infine, in assenza sia del piano industriale di ATAC che del bilancio societario riteniamo necessario conoscere le azioni che la giunta intende intraprendere per far fronte a quella che rischia di manifestarsi come una delle crisi politico-amministrative più rilevanti di sempre”. Così in una nota la capogruppo del PD capitolino Michela Di Biase.

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