Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘atenei’

Assolombarda: “I nostri atenei continuano ad essere attrattivi

Posted by fidest press agency su martedì, 6 dicembre 2022

Milano. Gli atenei milanesi, nonostante le criticità legate agli ultimi due anni di pandemia, confermano la loro capacità di attrarre talenti provenienti da altri Paesi. Nell’anno accademico 2021-2022, infatti, sono 17mila gli studenti internazionali delle otto università della città metropolitana di Milano; rappresentano, da soli, più dell’80% degli iscritti internazionali di tutto il sistema universitario lombardo, che ne conta quasi 20.300 nelle complessive 13 università. È quanto emerge dall’indagine annuale di Assolombarda sul tema “Internazionalizzazione degli Atenei”: la ricerca, giunta alla sua dodicesima edizione, si pone l’obiettivo di misurare il grado di apertura internazionale del polo accademico del territorio, nel corso dell’anno accademico 2021-2022. In base ai dati forniti dal Centro Studi, si conferma l’attrattività di Milano e della Lombardia: il numero di studenti internazionali, del resto, è in crescita del +13% rispetto al 2020-2021. Si tratta di un incremento importante, che segue la crescita registrata nell’anno precedente, quando le iscrizioni complessive degli studenti internazionali negli atenei milanesi e lombardi erano cresciute rispettivamente del 5,6% e del 5,5% rispetto al 2019-2020, rivelando la tenuta dell’attrattività del sistema universitario del territorio anche nel periodo più critico della pandemia. L’indagine di Assolombarda ha evidenziato la proiezione internazionale degli atenei, che hanno continuato ad investire sulle strategie di internazionalizzazione, partecipando a fiere ed eventi internazionali di orientamento, rafforzando la rete di accordi internazionali e offrendo open day on line specifici per gli studenti internazionali. In merito agli accordi che gli atenei sottoscrivono con le università estere nell’anno accademico 2020-2021, ne risultano in essere più di 6.100 a livello complessivo lombardo, in crescita del +2,6% rispetto al 2019-2020. I Paesi maggiormente coinvolti negli accordi sono Spagna, Francia e Germania. Più di otto studenti internazionali su dieci iscritti negli atenei milanesi, inoltre, provengono dall’Asia o dall’Europa: il 45% (43% in Lombardia) della popolazione studentesca internazionale, d’altra parte, è di origine asiatica; il 38% (37% in Lombardia), invece, è europea. Nel dettaglio, i Paesi di provenienza più diffusi sono Cina, India e Iran, che da soli rappresentano un terzo degli studenti internazionali del territorio. Come in quelle precedenti, anche nella dodicesima edizione dell’indagine emerge la forte concentrazione di studenti internazionali nei corsi STEM. La quota di iscritti, infatti, è pari al 43%, ben più alta del 30,2% medio dei giovani complessivamente presenti negli atenei milanesi. L’analisi condotta sui dati dell’anno accademico 2020-2021 permette di osservare le differenze di genere tra gli iscritti nei corsi STEM. Se tra gli studenti internazionali iscritti ai corsi STEM la componente femminile è pari al 42%, lo stesso non avviene tra gli studenti complessivi, per i quali l’incidenza di donne (nei corsi STEM) si ferma al 35%. Non sono positivi, invece, i dati legati ai programmi di mobilità, cioè le attività che permettono agli studenti di formarsi in un ateneo all’estero per un periodo di tempo limitato. Le forti limitazioni imposte alla circolazione, non solo in Italia ma anche in molte parti del mondo, hanno ridotto il numero degli studenti coinvolti. Sono solo 5.900 gli studenti italiani degli atenei milanesi che hanno partecipato a tali programmi, un terzo in meno rispetto all’anno accademico precedente (già colpito da un decremento delle partenze). La dinamica degli studenti stranieri in entrata è risultata ancora più negativa, con una variazione del -57%, una riduzione importante che tuttavia va letta all’interno del quadro pandemico.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La democrazia digitale avanza lentamente, ma negli atenei italiani è da tempo una realtà

Posted by fidest press agency su sabato, 19 novembre 2022

Lo conferma uno studio di ELIGO – società italiana specializzata nell’eVoting dal 2005 – che supporta il 75% dei 97 atenei nel Paese.I numeri parlano chiaro. Su un campione di 70 università che hanno scelto di digitalizzare tutte le votazioni, nel 2020 tale tecnologia è stata utilizzata per 1.570 votazioni per un totale di 350.780 voti espressi. Nel 2021 il numero delle votazioni è salito a oltre 7.000, per un totale di preferenze espresse di quasi 1.300.000 voti. Nel 2022 i numeri si aggirano già sulle 3.500 consultazioni per 430.000 voti, tenendo presente che alcuni dati risentono anche della periodicità delle votazioni, biennali ad esempio nel caso di quelle studentesche.La tipologia di voting è molto variegata e diffusa a tutti i livelli, e coinvolge l’intero sistema universitario, dai docenti agli studenti, fino al personale amministrativo: si va dalle elezioni studentesche a quelle dei presidenti di corsi di studio, del senato accademico, dei cda, sino ad arrivare alle elezioni dei direttori di dipartimento e dei Rettori. Come nel caso del Politecnico di Milano che, proprio attraverso una votazione elettronica su piattaforma ELIGO, qualche giorno fa ha eletto Rettrice la professoressa Donatella Sciuto, prima donna a guidare l’ateneo milanese.“Sono numeri molto positivi – commenta la CEO di ELIGO Irene Pugliatti – che confermano un trend di crescita sensibile nel ricorso all’eVoting nel nostro Paese. Come dimostra il mondo accademico e parte della PA (scuole e comuni), il voto elettronico è oggi una realtà consolidata, e non più oggetto di sperimentazione.” La sperimentazione che riguarda le amministrazioni dello Stato che doveva iniziare quest’anno partirà solo nel 2023. “Ma come si vede può poggiare su solide basi – continua Pugliatti – perché ormai in Italia si vota tutti i giorni e a tutti i livelli: non esistono solo le elezioni politiche. Come ELIGO, ad esempio, dal 2005 abbiamo gestito una media di 7 elezioni al giorno, raggiunto 18 milioni di votanti, e collaborato con migliaia di organizzazioni in ambito pubblico e privato, contribuendo alla normalizzazione dell’utilizzo di voto elettronico e online”.Oltre alle Scuole e Università e alla PA, il voto elettronico è ormai prassi consolidata nel mondo delle imprese, della cooperazione, dei sindacati e delle associazioni di categoria (Confindustria, Confartigianato, Cna…), degli ordini professionali (giornalisti, ragionieri…) e religiosi. Questo perché consente di allestire votazioni e assemblee elettive in pochi clic, portando efficienza in processi solitamente macchinosi, costosi e impattanti in termini di sostenibilità sia in fase di organizzazione, sia in occasione del voto stesso. Non solo. Dal punto di vista degli elettori, oltre a favorire la partecipazione spesso ostacolata da problemi logistici e dalla complessità delle procedure, dà la possibilità di votare da qualsiasi luogo, in modo veloce e soprattutto sicuro.Del resto, secondo il Global Voting System Market Report di Prospect Research, il voto elettronico è un mercato in crescita costante: entro il 2027 il voto online varrà in Europa 285 milioni di euro, con l’Italia che passerà dai 20,52 milioni del 2017 ai 33,23 del 2027. Il nostro Paese, con un tasso di crescita medio del 4,9%, è allineato alla media europea (5,5%) e degli USA (5,4%). Le più virtuose sono UK e Francia, rispettivamente con + 6,4% e +5,2%. I settori riguardano l’area pubblica che passerà da 445 a 642 milioni di euro, l’industria privata, da 248 a 334 milioni e l’università ed altre istituzioni che da 331 milioni saliranno a 452.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Parma settima in Italia tra i grandi Atenei nella Classifica Censis delle Università

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

L’Università di Parma è settima in Italia nella Classifica Censis delle Università italiane, giunta alla ventiduesima edizione, nella sezione grandi Atenei (cioè quelli con un numero di studenti compresi tra 20.000 e 40.000). L’Ateneo è passato dal sesto posto del 2021 al settimo del 2022, con un punteggio complessivo di 86,8.L’Università di Parma segue le università di Pavia (91), Perugia (90,8), Calabria (90,3), Ca’ Foscari (88,7), Milano Bicocca (88,5) e Cagliari (87,8).Parma è prima tra i grandi Atenei dell’Emilia-Romagna. l’Ateneo di Parma fa registrare il miglior punteggio in “Strutture”, dove si conferma al primo posto assoluto con un ottimo 100, e staccando il secondo (Pavia) di 5 punti. Ottimo punteggio in “Comunicazione”, dove Parma ha ottenuto 101: ben 11 punti in più dello scorso anno.A seguire 90 in “Occupabilità”, 85 in “Internazionalizzazione”, 76 nelle “Borse” e 69 nei “Servizi”.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Con la crisi in Ucraina, +80% di richieste per integrare profughi ucraini in atenei italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Maggio 2022

Rappresentare gli oltre 300 professionisti che in Italia si occupano di valutare e riconoscere i titoli di studio esteri: questo il ruolo della neonata APICE, Associazione Professionale Italiana dei Credential Evaluator, il primo network nazionale ed europeo di esperti di valutazione e riconoscimento accademico delle qualificazioni, presentato in occasione dell’evento “Il riconoscimento dei titoli di studio: novità e prospettive a 25 anni dalla Convezione di Lisbona” promosso da CIMEA, Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche, presso l’Università Iuav di Venezia.L’attuale emergenza ucraina ha acceso un faro sull’importanza della figura del Credential Evaluator per l’integrazione di studenti, docenti e ricercatori provenienti dalle zone di conflitto nei nostri Atenei: solo nel periodo febbraio – maggio 2022 le richieste dal Paese sono aumentate dell’80% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.Il Credential Evaluator è una figura cardine per aiutare non solo chi proviene da zone di conflitto, ma anche tutti coloro che, possessori di un titolo di studio estero, vogliano continuare il loro percorso di studi o avviare una carriera in Italia: nell’anno accademico 2020/21 erano 17.712 gli studenti internazionali provenienti da 185 Paesi diversi che si sono immatricolati presso le istituzioni della formazione superiore italiane, un numero cresciuto del 38,88% negli ultimi 10 anni. Dati che vengono confermati anche da CIMEA, centro nazionale italiano afferente alla rete ENIC-NARIC del Consiglio d’Europa e dell’UNESCO, che ogni anno registra un incremento del 30% di richieste di attestati di comparabilità – documentazione rilasciata in caso di esito positivo della valutazione di un titolo estero – e che negli ultimi 3 anni ha rilasciato oltre 20.000 attestati e fornito supporto rispondendo a oltre 170.000 quesiti.L’associazione, organizzata ai sensi della Legge 4/2023, mira a promuovere la figura professionale del Credential Evaluator, così come normata dalla Prassi di Riferimento UNI 120:2021, mettendone in luce il ruolo fondamentale nell’attuazione delle politiche nazionali e internazionali di riconoscimento delle qualificazioni.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Parma è sesta tra i grandi atenei italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2021

L’Università di Parma è sesta in Italia nella Classifica Censis delle Università italiane, giunta alla ventunesima edizione, nella sezione grandi Atenei (cioè quelli con un numero di studenti compresi tra 20.000 e 40.000). L’Ateneo nel 2021 si colloca al sesto posto, con un punteggio complessivo di 88,5 rispetto a 90 dello scorso anno. L’Università di Parma segue le Università di Perugia (93,3, che si conferma al primo posto), Salerno (91,8), Pavia (91,2), Calabria (90,2) e Ca’ Foscari (89,7). Questi gli indicatori utilizzati per la valutazione degli Atenei: Servizi, Borse, Strutture, Comunicazione e servizi digitali, Internazionalizzazione, Occupabilità. Tra queste voci, l’Ateneo di Parma fa registrare il miglior punteggio in “Strutture”, dove è al primo posto assoluto con un ottimo 104. A seguire 97 in “Occupabilità” (lo scorso anno 96), 90 in “Comunicazione e servizi digitali” (96 nel 2020), 87 in “Internazionalizzazione” (86 nel 2020), 77 nei “Servizi” e 76 nelle “Borse” (rispettivamente 78 e 79 nel 2020). «Anche quest’anno – spiega il Rettore Paolo Andrei – l’Università di Parma si posiziona nella parte alta della classifica, sia pure con una leggera flessione nel risultato complessivo. Questa circostanza deve spingerci a impegnarci ancora di più e lo stiamo già facendo: ad esempio, in merito ai servizi digitali della comunicazione abbiamo avviato da alcuni mesi il progetto di completa riorganizzazione del portale di Ateneo, che sicuramente potrà offrire un servizio migliore a tutti i nostri interlocutori. Anche sugli altri versanti il nostro impegno prosegue con decisione e gli stimoli derivanti dall’analisi Censis saranno per noi motivo di ulteriore attenzione».

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Camerino: Prima posizione tra gli atenei fino a 10.0000 iscritti

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2021

L’Università di Camerino ancora da record e quest’anno, diventata “maggiorenne” con la prima posizione tra gli atenei fino a 10.0000 iscritti, ottenuta per il 18mo anno consecutivo, raggiunge il risultato straordinario di essere prima tra tutti gli Atenei italiani, con il punteggio assoluto di 98,2. L’Università di Camerino è prima in assoluto tra tutti gli atenei statali nonché tra gli Atenei marchigiani; il risultato ottenuto conferma dunque ancora una volta il forte impegno dell’ateneo nel mantenere sempre elevata, nonché migliorarla, la qualità dei servizi e della didattica offerta agli studenti, anche in questo anno così difficile per il sistema universitario italiano.La media ottenuta da Unicam è il risultato delle valutazioni ricevute per i servizi, le borse di studio, le strutture, la comunicazione ed i servizi digitali, l’internazionalizzazione e l’occupabilità, che hanno tutti fatto registrare un aumento dei punteggi rispetto allo scorso anno. Straordinario è il risultato ottenuto per la comunicazione ed i servizi digitali, segno dell’attenzione che l’Ateneo riserva anche a questo settore, in particolare per la comunicazione multimediale (pagine social e siti web), fondamentale per il dialogo che gli studenti e con gli stakeholder tutti: Unicam ha infatti ottenuto il punteggio massimo, 110, unico ateneo ad averlo raggiunto.Le classifiche, stilate dopo un attento e scrupoloso esame degli atenei statali e privati italiani, oltre ad analizzare ogni singola realtà accademica, hanno anche il fine di aiutare studenti e famiglie alla scelta universitaria. “Ma permettetemi di ringraziare – ha proseguito il Rettore Pettinari – anche l’intera comunità universitaria che non si risparmia e dimostra quotidianamente un grande senso di appartenenza ad Unicam, reso evidente quest’anno in occasione dell’emergenza sanitaria, fronteggiata in maniera eccellente. Nessuno si è sottratto ai propri doveri lavorando alacremente per continuare a garantire l’eccellente qualità dei servizi e la continuità della didattica e della ricerca, sia nel nel periodo del lockdown sia quando si è trattato di adeguare le strutture e le aule e renderle accessibile nella maniera più sicura possibile per poter svolgere le attività didattiche anche in presenza”.“Abbiamo deciso di anticipare l’apertura delle iscrizioni al 1 luglio – ha concluso il Rettore – per dare ancora di più la possibilità alle future matricole di conoscerci e di sceglierci. Per il nuovo anno accademico abbiamo implementato l’offerta formativa dell’Ateneo, attivando due nuovi corsi di laurea: il corso di laurea in “Informatica per la comunicazione digitale” ed il corso di laurea in “Tecnico del benessere animale e delle produzioni”, rendendo così i nostri corsi ancora più in linea con le esigenze degli studenti e del mondo del lavoro. Sarà implementato il numero di borse di studio e sono moltissime le agevolazioni relative alla contribuzione studentesca. Tante opportunità, quindi, per decidere di intraprendere un percorso formativo universitario dal momento che, come dimostrano anche i dati Almalaurea, la laurea rappresenta un importante investimento per il proprio futuro”.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Classifica mondiale degli atenei

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 Maggio 2021

È di questi giorni la notizia che l’Ateneo di Parma mantiene la quattordicesima posizione tra le Università italiane nella graduatoria stilata dal CWUR-Center for World University Rankings. Nella classifica tra le Università di tutto il mondo l’Ateneo di Parma resta nella top 500, classificandosi al 365° posto. La graduatoria CWUR prende in esame ogni anno 20mila Università di tutto il mondo, utilizzando come parametri di valutazione principalmente la didattica, la ricerca, l’occupazione e i premi internazionali riferiti ad ogni Ateneo.L’Università di Parma resta sempre nella “fascia alta” anche nella recente graduatoria THE Impact Rankings stilata da Times Higher Education. L’Università di Parma si colloca a livello complessivo nella fascia 301-400, ed è settima tra gli Atenei italiani in classifica. La graduatoria THE Impact Rankings valuta la ricerca, la didattica e la politica e le iniziative degli Atenei per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals–SDG) delle Nazioni Unite. Nella classifica ARWU-Academic Ranking of World Universities, che prende in esame 2mila Atenei di tutto il mondo e pubblica i risultati dei migliori mille, l’Università di Parma si attesta nella fascia dal 501° al 600° posto. La stessa classifica attribuisce all’Ateneo di Parma il posizionamento nella fascia 18-24 tra le Università italiane. I parametri per le valutazioni riguardano principalmente le pubblicazioni, le citazioni e i premi ricevuti.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La Sapienza sul podio degli Atenei italiani nella classifica mondiale Arwu di Shanghai

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2020

La Sapienza si conferma tra le migliori università al mondo nell’Academic Ranking of World Universities 2020 (Arwu), classifica delle top 1000 università a livello globale che è stata pubblicata oggi 15 agosto a cura del Shanghai Ranking Consultancy, organizzazione indipendente di ricerca sull’istruzione superiore.L’Ateneo si colloca sul podio delle università italiane nel range 151-200. Nella stessa fascia le Università di Pisa e di Milano. Seguono nel range 201-300 il Politecnico di Milano, le Università di Bologna, Padova e Torino.Complessivamente sono 46 gli atenei del Paese nelle prime 1000 posizioni su oltre 2000 università censite e su oltre 18.000 stimate nel mondo. Gli indicatori presi in esame dall’Arwu sono rigorosi e comprendono premi internazionali e riconoscimenti accademici ricevuti, qualità della ricerca (paper pubblicati e ricercatori più citati) e produttività dei docenti.
In particolare sono 6 i parametri su cui si basa la classifica: i premi Nobel e le Medaglie Fields di ex studenti (10%) o di ricercatori della singola Università (20%), il numero di ricercatori altamente citati determinati da Clarivate Analytics (20%), le pubblicazioni su “Nature & Science” (20%), le citazioni di pubblicazioni scientifiche e tecnologico-sociali (20%). Questi parametri sono poi correlati con lo staff accademico, dando un ulteriore parametro di produttività pro-capite (10%).Per le prime 100 università della classifica di Shanghai sono esplicitati la posizione e il punteggio secondo i parametri utilizzati. Le altre sono suddivise in gruppi da 50 – 100, mentre punteggio e posizione possono essere calcolati sulla base dei parametri.
A livello globale, il primo posto della classifica è occupato da ben 18 anni dall’Università di Harvard, mentre la Stanford University e l’Università di Cambridge detengono rispettivamente la seconda e la terza posizione.“La Sapienza conferma il suo prestigio nel panorama internazionale, raggiungendo un risultato importante per un ateneo pubblico dai grandi numeri e con una vocazione generalista come il nostro – commenta il Rettore Eugenio Gaudio – Il risultato è complessivamente positivo per tutto il sistema universitario italiano che, anche se non è rappresentato nelle prime 150 posizioni monopolizzate dalle ricche università anglosassoni, vede più dei 2/3 degli atenei del Paese (42 su 67 statali oltre a 4 atenei privati) nelle prime 1000 tra le top 6% mondiali. In questo quadro emerge l’ottima performance della Sapienza legata alle eccellenze nella ricerca, alla ricchezza degli ambiti disciplinari, nonché alla secolare tradizione culturale e formativa dell’ateneo. Mai come quest’anno, caratterizzato dall’emergenza legata alla pandemia da COVID-19 – conclude il Rettore – l’interdisciplinarietà e la condivisione dei saperi, cifra comune delle università generaliste, si sono rivelati lo strumento funzionale alla ripartenza e al rilancio del Paese”.La classifica Arwu generale di agosto fa seguito al ranking Arwu per discipline, pubblicato lo scorso giugno, che prende in esame gli ambiti Scienze naturali, Scienze della vita, Ingegneria, Scienze mediche e Scienze sociali; la Sapienza si è confermata nelle prime posizioni tra le università italiane e nel mondo, ottenendo i migliori piazzamenti italiani per Aerospace Engineering (primo posto in Italia e 24esimo nel mondo), in Automation&Control (primo posto in Italia e 28esimo nel mondo), Physics (primo posto in Italia e 29esimo nel mondo) e Mathematics (nella posizione 1-4 in Italia e 51-75 nel mondo).
L’Ateneo è al secondo posto in Italia per Statistics, dopo Padova, e nella posizione 101-150 nel mondo; nella posizione 1-2, a pari merito con Padova per Psycology (101-150 nel mondo), nella posizione 2-4 per Medical technology (76-100 nel mondo).
Il 2020 è stato un anno di grandi soddisfazioni per la Sapienza sotto il profilo del piazzamento nei ranking internazionali: sempre nel mese di giugno l’Ateneo si è confermato al primo posto in Italia nella classifica internazionale del Centre for World University Rankings (Cwur) collocandosi in 114ª posizione e al 171esimo posto, in ascesa di 32 posizioni rispetto allo scorso anno e tra le prime 200 migliori università al mondo, nel QS (Quacquarelli Simonds) World University Rankings 2021. Nel mese di febbraio la classifica per materie dell’agenzia QS aveva attribuito alla Sapienza il secondo posto a livello mondiale nell’ambito degli Studi classici (Classics) dopo due anni consecutivi di primato assoluto, subito dietro l’Università di Oxford.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Unicam è ancora una volta PRIMA tra gli atenei fino a 10.000 studenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2020

L’Università di Camerino ancora da record! Per il diciassettesimo anno consecutivo, infatti, Unicam si conferma al primo posto nella classifica degli Atenei italiani fino a 10.000 studenti, stilata come ogni anno dal Censis e pubblicata oggi dal quotidiano La Repubblica, ottenendo un punteggio medio di 93,5, guadagnando ancora rispetto al punteggio dello scorso anno.
L’Università di Camerino è un gradino sotto al podio a livello nazionale, QUARTA assoluta tra gli Atenei statali nonché al primo posto tra gli Atenei marchigiani; il risultato ottenuto conferma dunque il forte impegno dell’ateneo nel mantenere sempre elevata, nonché migliorarla, la qualità dei servizi e della didattica offerta agli studenti.
Le classifiche, stilate dopo un attento e scrupoloso esame degli atenei statali e privati italiani, oltre ad analizzare ogni singola realtà accademica, hanno anche il fine di aiutare studenti e famiglie alla scelta universitaria.“Sono chiaramente felicissimo ed orgoglioso di questo risultato – ha sottolineato il Rettore professor Claudio Pettinari – che per il diciassettesimo anno consecutivo premia il nostro Ateneo. Con grande soddisfazione dedico questo successo ai nostri studenti, che sono i primi destinatari di tutte le nostre attività, di tutti i nostri sforzi e di tutte le nostre azioni. Per loro cerchiamo sempre di migliorarci, con loro progettiamo e costruiamo un futuro che li renda donne e uomini capaci di affrontare le sfide che la vita riserverà loro. Ma permettetemi di ringraziare l’intera comunità universitaria che non si risparmia e dimostra quotidianamente un grande senso di appartenenza ad Unicam, reso evidente quest’anno in occasione dell’emergenza sanitaria, fronteggiata in maniera eccellente. Nessuno si è sottratto ai propri doveri lavorando alacremente per continuare a garantire l’eccellente qualità dei servizi e la continuità della didattica e della ricerca, nell’intero periodo del lockdown. Non abbiamo permesso che si perdesse neppure un’ora di lezione, neanche una sessione di esami, neanche una sessione di laurea. Grazie a tutti”.“In questi giorni – ha proseguito il Rettore – stiamo iniziando a tenere esami e sedute di laurea anche in presenza, mentre nel mese di settembre riprenderemo in presenza anche le lezioni. Manterremo comunque la possibilità di seguire le lezioni in modalità telematica. Per il nuovo anno accademico abbiamo anche lavorato ad una rimodulazione dell’offerta formativa con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, per rendere i nostri corsi di laurea rendendoli ancora più in linea con le esigenze degli studenti e del mondo del lavoro. Coloro che si immatricoleranno al primo anno di uno dei corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico di Unicam saranno esentati dal pagamento delle tasse universitarie: una opportunità in più per decidere di intraprendere un percorso formativo universitario dal momento che, come dimostrano anche i dati Almalaurea, la laurea rappresenta un importante investimento per il proprio futuro”.“Questa importante conferma – prosegue il Rettore – si unisce all’ottimo risultato finanziario conseguito anche quest’anno dal nostro Ateneo: grazie all’utile di bilancio ottenuto, infatti, continueremo ad investire sui servizi agli studenti, sulle borse di studio e su attività di grande innovazione che a breve annunceremo e alle quali stiamo lavorando da tempo.”

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Parma terza in Italia tra i grandi Atenei nella classifica Censis delle Università

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2020

Ottime notizie per l’Università di Parma dalla Classifica Censis delle Università italiane, giunta alla ventesima edizione. Per il quarto anno consecutivo Parma si conferma terza a livello nazionale tra i grandi Atenei, cioè quelli con un numero di studenti compresi tra 20.000 e 40.000, ma migliora il proprio punteggio complessivo, che passa da 89,7 a 90.L’Ateneo segue le università di Perugia (92,7, che si conferma al primo posto) e di Pavia (90,3), e precede la Calabria (89,5).Questi gli indicatori utilizzati per la valutazione degli Atenei:
· Servizi
· Borse
· Strutture
· Comunicazione e servizi digitali
· Internazionalizzazione
· Occupabilità
Tra queste voci, l’Ateneo di Parma fa registrare il miglior punteggio in “Strutture”, dove è al primo posto assoluto con un ottimo 105, migliorando di un punto rispetto al 2019 e staccando il secondo (Pavia) di ben 8 punti.A seguire 96 in “Occupabilità” e in “Comunicazione e servizi digitali”, 86 in “Internazionalizzazione” (con miglioramenti rispetto al 2019 nei tre indicatori), 79 nelle “Borse” e 78 nei “Servizi”.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’Università di Parma 3° a livello nazionale tra i grandi Atenei

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 luglio 2019

Si è piazzata nuovamente sul podio secondo la classifica stilata dal Censis e pubblicata sul quotidiano “Repubblica”, giunta alla diciannovesima edizione.Parma quindi è terza nella categoria riservata agli atenei con un numero di studenti compresi tra 20.000 e 40.000, con un punteggio complessivo di 89.7.L’Ateneo segue le università di Perugia (91.2, che si conferma al primo posto) e della Calabria (90.2), e precede Pavia (88) e Modena e Reggio Emilia (87.3). Un buon piazzamento anche nel complesso degli atenei della Regione: se Bologna infatti si conferma prima nella categoria dei “mega atenei” (oltre i 40.000 iscritti), Ferrara si classifica al 12° posto tra gli atenei medi (tra 10.000 e 20.000 iscritti).Introdotto quest’anno dal Censis un nuovo indicatore, la “occupabilità”, vale a dire la percentuale di occupati tra i laureati magistrali 2017 a un anno dal conseguimento del titolo. Questo nuovo indicatore si è affiancato a quelli tradizionali:
· i servizi offerti agli studenti (ad esempio il numero di pasti in rapporto agli iscritti o i posti letto);
· la spesa per le borse di studio erogate;
· le strutture messe in campo (ad esempio biblioteche o laboratori scientifici);
· la comunicazione e i servizi digitali;
· il grado di “internazionalizzazione”, ossia la capacità di attrarre studenti stranieri e la quantità di risorse per la mobilità internazionale.Tra questi parametri, l’Ateneo di Parma fa registrare il miglior punteggio in “Strutture”, dove conquista un ottimo 104, l’unico punteggio “a doppia cifra” ottenuto per questo indicatore tra i grandi atenei. A seguire 95 in “Occupabilità”, 94 in “Comunicazione e servizi digitali”, 84 nelle “Borse”, 83 in “Internazionalizzazione” e 78 nei “Servizi”.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Tfa sostegno sotto la scure di nuove accuse per via dei criteri di superamento delle prove di accesso tra i diversi Atenei

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

A parità di punteggio si passa in una Università e non in un’altra. Il regolamento non prevede un punteggio minimo per superare la prova preselettiva: la soglia d’accesso è rappresentata dal numero di posti disponibili in ciascun Ateneo e dipenderà dal numero delle disponibilità già fortemente disomogenee a livello regionale, e non dal merito. Anief non ci sta e si rivolge al Tar del Lazio per i candidati che conseguiranno un punteggio finale alle prove preselettive pari o superiore a 18/30, senza essere ammessi. Marcello Pacifico (Anief): Ancora una volta il Miur ha approvato un bando discriminatorio e irragionevole, anche perché il conseguimento della specializzazione non porta ai ruoli e, pertanto, non necessita di un numero chiuso.
La selezione per diventare docenti di sostegno, avviata con il Decreto n. 92/2019, è viziata da una procedura ingiusta e discriminante: il vulnus che rischia di compromettere l’esito regolare della procedura, che si somma all’assurda volontà di distribuire 14.224 posti con modalità random, è stata denunciata subito dall’Anief ed ora viene messa in evidenza dalla stampa, a meno di venti giorni dallo svolgimento dei test d’accesso ai corsi universitari specializzanti nella didattica speciale in programma a metà aprile: la mattina del giorno 15 toccherà infatti ai concorrenti della Scuola dell’infanzia, mentre il pomeriggio il test d’accesso verrà affrontato dai candidati della Scuola primaria; il giorno dopo, il 16 aprile, sarà la volta dei docenti della scuola secondaria di primo grado (la mattina) e della secondaria di secondo grado (il pomeriggio). In base al bando, risulta che il test avrà una durata di due ore e si comporrà di 60 quesiti, ognuno dei quali presenterà cinque opzioni di risposta, fra le quali il candidato ne dovrà individuare una soltanto: almeno 20 domande saranno volte a verificare le competenze linguistiche e la comprensione dei testi in lingua italiana. Per quanta riguarda la valutazione, ogni risposta esatta varrà 0,5 punti, mentre ogni eventuale risposta non assegnata oppure errata varrà 0 punti. E alla prova scritta saranno ammessi il doppio dei candidati rispetto al numero dei posti disponibili in ciascun Ateneo. Se, ad esempio, i posti messi a bando da una Università sono 100, verranno ammessi alla prova scritta solo i primi 200 candidati meglio collocati in quella graduatoria.Il problema è che al termine di quelle prove, scrive oggi Orizzonte Scuola, “non è previsto un punteggio minimo per superare il test, per cui la soglia è rappresentata dal numero di posti disponibili in ciascuna università”. Questo significa che “chi, tra i candidati presenti, raggiungerà il punteggio più alto nel test determinerà la sorte di tutti gli altri partecipanti. Potrà pertanto accadere che con lo stesso punteggio in una Università il candidato sarà ammesso alla prova scritta e nell’altra no, poiché dipenderà dal numero di posti”.L’ufficio legale dell’Anief ritiene che questa procedura selettiva non contempli minimamente criteri oggettivi e rispettosi dell’effettivo merito dei candidati che vi parteciperanno: pertanto, il giovane sindacato ha deciso di rivolgersi al Tar del Lazio per tutelare coloro che conseguiranno un punteggio finale alle prove preselettive pari o superiore a 18/30, ma che per ingiustificati motivi non verranno ammessi ai corsi di sostegno.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “quando il Ministro dell’Istruzione dichiara che il sostegno ai disabili è una priorità per questo Governo e che intende specializzare 40 mila docenti in tre anni, deve essere coerente con quello che dice. Organizzare in questo modo i corsi per trasmettere i dettami della didattica speciale equivale a dire che si stanno riempiendo dei vuoti, senza occuparsi della qualità”.“Come si fa a comunicare a un candidato che anche se ha conseguito 28 punti su 30 non potrà partecipare ai corsi di sostegno, mentre un altro che per rispondere agli stessi quesiti ha preso 25 su 30 potrà invece avere accesso a quel corso, solo perché lo ha svolto in un’altra Università? Non è di certo questa la strada giusta per chi si professa paladino del merito professionale. Ancora una volta – conclude il sindacalista Anief – noi staremo accanto ai docenti che per colpa di bandi astrusi e norme discutibili rischiano di compromettere la loro carriera professionale”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Seminario internazionale “Intorno al confine: esperienze religiose tra marginalità ed esclusione”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 gennaio 2018

cileRoma Lunedì 15 Gennaio 2018, ore 9:30 / 16 Gennaio 2018 Area storico-geografica del Dipartimento di Studi Umanistici – Sala del Consiglio Via Ostiense 234 Il seminario internazionale “Intorno al confine: esperienze religiose tra marginalità ed esclusione in Europa e in America” è organizzato nell’ambito dell’accordo internazionale tra l’Università Roma Tre, la Pontificia Universidad Católica de Chile e l’Universidad de Chile, che si svolge ogni anno alternativamente in Italia e in Cile. Vi partecipano diversi studiosi delle tre Università coinvolte e altri studiosi invitati, sia italiani che di altre nazionalità, con specializzazioni cronologiche diverse, per riflettere su un tema di carattere storico-religioso che viene concordato ogni anno tra i membri dei gruppi di ricerca dei tre Atenei.

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Atenei virtuosi per l’attenzione alle attività di Terza Missione

Posted by fidest press agency su sabato, 6 Maggio 2017

universita-camerinoCamerino. L’Università di Camerino tra i pochi Atenei virtuosi per l’attenzione alle attività di Terza Missione: è quanto emerge da una indagine realizzata dall’Osservatorio Socialis, che ha coinvolto 82 atenei italiani (tutti quelli statali ed i privati).
Lo studio si è focalizzato sulla comunicazione online dei contenuti della Terza Missione attraverso l’analisi dei siti internet delle università prese in esame. Il web infatti è uno dei principali canali di informazione che le istituzioni degli atenei utilizzano per la comunicazione interna e soprattutto per quella esterna, per dialogare con studenti, istituzioni, territorio.Solo 9 Atenei, tra cui appunto l’Università di Camerino, presentano nella propria homepage un’apposita sezione del sito che riguarda lo scopo e lo spirito della Terza Missione delle università, ossia tutte quelle attività con cui gli Atenei entrano in interazione diretta con la società.“Sono molto soddisfatto per l’esito di questa indagine – ha dichiarato il Rettore Unicam Flavio Corradini – che conferma la qualità della scelta dell’Università di Camerino di rivolgere sempre di più la propria attenzione al territorio. Da tempo infatti Unicam mette a disposizione non solo delle imprese, ma anche delle istituzioni e di tutti gli attori del territorio, le conoscenze e le competenze dei propri ricercatori, che lavorano su innovativi ambiti di ricerca, per uno sviluppo sinergico dell’intero territorio stesso. Dal trasferimento tecnologico al public engagement, dalle iniziative di start up per favorire l’occupazione e l’imprenditorialità giovanile alla creazione di spin off e brevetti: è quanto Unicam sta mettendo in campo per rispondere prontamente e nel migliore dei modi a quanto richiesto dalla società civile”.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Regione Piemonte e Atenei piemontesi: 750.000 euro in tre anni per il Diritto allo Studio universitario

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2016

università torinoApprovato dalla Giunta regionale del Piemonte lo schema di accordo tra Regione Piemonte, Università degli Studi di Torino, Politecnico, Università del Piemonte Orientale e Università degli Studi di Scienze Gastronomiche per la valorizzazione delle attività dell’Osservatorio regionale per l’Università e per il Diritto allo Studio Universitario. Il testo è stato firmato e presentato dall’assessora regionale alle Politiche Giovanili e al Diritto allo Studio Universitario.Regione Piemonte e Atenei piemontesi si impegnano a stanziare in totale 250.000 euro annui durante il triennio 2016-2018 per acquisire informazioni e documentazioni, raccogliere e aggiornare dati statistici, promuovere studi, ricerche, progetti per lo sviluppo universitario e dei servizi per il diritto allo studio. Queste azioni saranno di supporto al Comitato Regionale di Coordinamento (Coreco), all’Ente Regionale per il diritto allo studio universitario del Piemonte (EDiSU) e alle attività degli Atenei stessi.
La Regione Piemonte stanzierà un importo annuo di 128.000 euro, inserite nel Bilancio di previsione 2016-2018, mentre gli Atenei stanzieranno 122.000 euro annui. Il totale dell’investimento nel triennio equivarrà a 750.000 euro. L’Osservatorio regionale per l’Università e per il Diritto allo Studio Universitario è stato istituito con legge regionale numero 29 del 18 novembre 1999 ed è attivo dal 30 dicembre dello stesso anno. L’approvazione dello schema di accordo tra Regione e Atenei si inserisce all’interno del percorso più ampio di rilancio del Diritto allo Studio Universitario in Piemonte che ha già portato alla concessione delle borse di studio a tutti gli studenti idonei già da quest’anno.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“L’internazionalizzazione negli atenei piemontesi”

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2015

torinoTorino. È stata pubblicata l’edizione 2014/15 del rapporto “L’internazionalizzazione negli atenei piemontesi: gli iscritti stranieri e gli studenti in mobilità” redatto dall’Osservatorio regionale per l’Università e il Diritto allo Studio universitario.
«La fotografia che viene scattata dal rapporto ci dice che le Università piemontesi sono sempre più una meta per molti studenti stranieri, la testimonianza dell’ottimo livello della formazione universitaria nella nostra regione. Non solo, i dati ci dicono che molti di questi sono figli di stranieri residenti in Italia: la prova che l’integrazione in Piemonte è già in atto. Chi invece arriva dall’estero non può che essere una ricchezza per il nostro tessuto sociale» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora al Diritto allo Studio universitario della Regione Piemonte.
Nell’anno accademico 2014/15 gli studenti stranieri iscritti in Piemonte sono stati 9.025: 3.789 presso l’Università di Torino; 4.475 al Politecnico; 690 all’Università del Piemonte Orientale; 71 a Scienze Gastronomiche. In dieci anni la presenza di studenti stranieri sul totale degli iscritti è passata da 1,7% del 2003/04, a 8% del 2014/15; un dato che è ampiamente al di sopra di quello italiano che è fermo al 4,3%.
Il trend di crescita positivo è stato registrato anche per quanto riguarda il numero degli immatricolati: nell’anno accademico 1998/99 gli stranieri immatricolati erano poco più di un centinaio; nell’anno accademico 2014/15 erano quasi 1.600.
Il gruppo disciplinare più frequentato dagli studenti stranieri immatricolati nell’anno 2014/15 all’Università di Torino è stato quello Linguistico, seguito dall’Economico-statistico, dallo Scientifico e da quello Politico-sociale. Al Politecnico il gruppo disciplinare più frequentato da immatricolati stranieri è quello di Architettura.
I Paesi che hanno presentato il maggior numero di matricole straniere sono state la Romania, l’Albania, la Cina e il Marocco: rumeni e albanesi sono più numerosi presso l’Università di Torino e presso il Piemonte Orientale; al Politecnico invece la componente più forte è quella cinese.
All’Università di Torino e all’Università del Piemonte Orientale la presenza femminile tra gli stranieri superava quella maschile e risultava superiore anche alla componente femminile tra gli studenti italiani. Il 60% delle matricole di UniTo e l’80% delle matricole del Piemonte Orientale in grande maggioranza hanno conseguito il diploma secondario superiore in Italia; la stessa cosa non si può dire del Politecnico dove si trovano in questa condizione solo il 36% degli studenti.
Anche gli studenti stranieri possono fare richiesta per accedere all’assegnazione di borse di studio o all’erogazione di servizi come abitazione e ristorazione. Gli studenti stranieri non appartenenti all’Unione Europea accedono agli interventi di diritto allo studio universitario a parità condizione di quelli italiani purché in possesso di un permesso di soggiorno in corso di validità. Nell’anno accademico 2014/15 gli studenti stranieri idonei alla borsa di studio sono stati 1.997; provenivano prevalentemente dall’Asia (44%), il 28% è europeo, il 24% circa è africano e il 4% è americano.
Non possono essere trascurati neppure i dati che riguardano la mobilità in ingresso e uscita degli studenti.Gli studenti in ingresso nell’anno accademico 2014/15 sono stati 1.620, di cui 889 al Politecnico, 670 all’Università di Torino e 51 presso il Piemonte Orientale. Il 59% di questi arriva attraverso il programma Erasmus+ e sono spagnoli, francesi tedeschi, portoghesi e polacchi. Il restante 41% ha utilizzato altri canali per giungere negli atenei piemontesi e in questo caso l’ateneo più attrattivo è stato il Politecnico che ha ospitato ben 522 studenti stranieri tramite un programma non afferente all’Erasmus+. Principalmente i canali alternativi sono: accordi bilaterali che prevedono un periodo di frequenza degli studi in Italia e un periodo in un paese straniero; Erasmus Mundus; free mover; Campus Italo Cinese Politong.
Nell’anno accademico 2014/15 sono partiti dall’Italia verso l’estero per studio o tirocinio 2.029 studenti degli atenei del Piemonte; hanno scelto come mete principali Spagna, Francia, Germania e Portogallo. Il Politecnico di Torino è l’unico ateneo a livello regionale e uno dei pochi a livello nazionale ad avere un numero di studenti in uscita inferiore a quello in entrata, ciò vuol dire che attrae più studenti dall’estero rispetto a quelli che partono verso l’estero.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Pavia al primo posto tra i grandi atenei italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2013

Collegio Borromeo, one of the historical unive...

Collegio Borromeo, one of the historical university residences in Pavia. (Photo credit: Wikipedia)

L’Università di Pavia si conferma saldamente al primo posto, per il terzo anno consecutivo, tra i grandi atenei italiani nella classifica CENSIS–La Repubblica; prima per la didattica nel gruppo chimico-farmaceutico, seconda per odontoiatria e terza per Medicina e Chirurgia. Per la ricerca, Pavia è prima nell’area di Ingegneria civile e architettura.Ottima valutazione per il sito web, quarto in Italia.
Prima posizione anche quest’anno per l’Universitù di Pavia: la grande guida di Repubblica premia Pavia e il suo campus con il podio più alto. Nella classifica CENSIS-La Repubblica, Pavia è prima tra i grandi Atenei (da 20.000 a 40.000 iscritti), davanti al Calabria, Parma, Cagliari e Genova. La valutazione riguarda servizi (85 punti), borse (92 punti), strutture (96 punti), web (106 punti), internazionalizzazione (93 punti), per un punteggio finale medio di 94,1.La guida CENSIS propone quindi le classifiche della didattica e della ricerca.Per la didattica (organizzata in 15 aree disciplinari e non più in facoltà) l’ateneo pavese è valutato davvero molto bene: Censis-Repubblica assegna il primo posto all’area chimico-farmaceutica, il secondo a Odontoiatria e il terzo a Medicina e Chirurgia.Per la ricerca, (suddivisa in 14 aree) Pavia risulta prima nell’area Ingegneria civile e architettura, quarta per Scienze politiche e sociali, quinta per ingegneria industriale e dell’informazione, attestandosi tra la sesta e la settima posizione per buona parte delle alter aree, da economia a matematica a filologia e scienze dell’antichità.Ottima anche la valutazione del sito web dell’Università di Pavia, quarto in Italia, con 106 punti, dopo Roma La Sapienza, Bologna e Politecnico di Torino e a pari merito con Padova.Il podio più alto per l’Università arriva a pochi girni dalla pubblicazione del rapporto ANVUR sulla ricerca, che vede Pavia al quinto posto assoluto per la ricerca in Italia (su 95 atenei), con il primo posto per Matematica e il secondo posto per Psicologia.Questi dati confermano il valore di una laurea conseguita presso un ateneo storico e pluridisciplinare come Pavia, che a buon titolo può definirsi research university, dove si studia e si vive in un campus che, grazie anche ai 16 collegi universitari, sa attrarre talenti da tutt’Italia e molti studenti stranieri.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Università Pavia: ottavo posto

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2011

A Pavia ci si laurea in corso, si trova facilmente occupazione dopo la laurea, si studia in un Ateneo che sa attrarre talenti e studenti stranieri. Questo, in sintesi, il ritratto che emerge dalla classifica che Il Sole 24 ore dedica agli Atenei italiani, che vede l’Università di Pavia ottava tra gli Atenei statali, dopo il Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano e le università di Trento, Udine, Ferrara, Venezia Iuav, Modena e Reggio Emilia. Dieci le “graduatorie di tappa” che hanno portato il Sole 24 ore a stilare la classifica finale: si tratta di indicatori, che valutano talenti, attrattività, dispersione, inattività, laurea nei tempi, affollamento, occupati, fondi per la ricerca, fondi esterni per la ricerca, docenti che hanno partecipato con successo ai bandi Prin.
La classifica tiene distinte le 58 Università statali dalle 14 non statali: su un punteggio massimo di 1000 punti, Pavia ottiene 696,5 punti, posizionandosi a ridosso di Torino Politecnico (829,8), Milano Politecnico (796,4), Trento (714), Udine (705,3) pari merito con Ferrara, Venezia Iuav (703,5), Modena e Reggio Emilia (698,2).
Al secondo posto tra le Università in cui ci si laurea in corso, Pavia si conferma un’ottima scelta per il tasso di occupazione a tre anni dalla laurea (7° posizione con l’88,4%), merito questo sia dell’offerta formativa sia dei programmi di orientamento che affiancano i giovani durante tutto il percorso di studi. Molto buona anche l’attrattività – cioè la percentuale di studenti da fuori regione e stranieri -del campus pavese (12° posizione), e la presenza di talenti, di giovani, cioè con voto di maturità 100 (12° posizione). Tre dei parametri della graduatoria sono dedicati alla ricerca e al reperimento di fondi per la ricerca, sia da progetti nazionali che internazionali, sia da fondi statali che esterni: Pavia occupa posizioni confrontabili con quelle dei maggiori Atenei storici sia per il numero di docenti di ruolo che hanno ottenuto un giudizio positivo su Prin d’Ateneo, sia per disponibilità economica per la ricerca scientifica per docente di ruolo, sia per entrate per la ricerca provenienti da enti esterni.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’università che vorremmo

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2011

Nasce all’Università di Camerino, il 25 febbraio, al termine del convegno “L’Università che vorremmo: otto Tesi per cambiare” il  gruppo “L’Università che vorremmo”, autore della “Carta di Camerino”, un Patto di qualità con le Università perché queste possano mantenere il ruolo di propulsore di progresso culturale.  Noi sottoscritti partecipanti al convegno “L’Università che vorremmo” (Camerino, 24/25 febbraio 2011)
• auspichiamo che gli atenei affrontino questa fase di applicazione della Legge Gelmini con uno spirito sinceramente riformatore e innovativo che valga a salvare le migliori tradizioni e i punti di forza degli atenei ma anche a ridurre i punti di debolezza o i veri difetti che si sono evidenziati nel tempo;
• rivendichiamo la presenza nelle università di un’enorme ricchezza di competenze ed esperienze, anche ai massimi livelli internazionali, e di passione scientifica e civile nel proprio lavoro che è ben diversa dall’usuale narrazione di un’università dequalificata e corrotta, spesso condotta ignorando o addirittura forzando i dati statistici prodotti da organismi internazionali indipendenti;
• chiediamo al Parlamento e al Governo di dare fiducia alle università e di liberare definitivamente le forze migliori  dalla gabbia asfissiante e sempre crescente di requisiti normativi e quantitativi, talora da delirio numerologico, che non garantisce null’altro che un’iperburocratizzazione su cui i docenti sprecano il loro tempo, sostituendola con una vera politica incentivante di chi ottiene i migliori risultati e disincentivante di chi fallisce i propri obiettivi;
• proponiamo al nostro Paese, in particolare alle giovani generazioni, un patto di qualità con le università perché queste possano mantenere nel tempo, come avviene da secoli, il ruolo di motore insostituibile di progresso culturale, economico e sociale tramite l’incremento e la diffusione del pubblico sapere, ricevendo un sostegno finanziario compatibile con la ricchezza del Paese ma adeguato agli obiettivi e ai risultati ottenuti;
• ci impegniamo a dare vita ad un libero movimento di difesa e rilancio dell’università italiana, L’università che vorremmo, che partecipi in modo costruttivo, competente e intellettualmente onesto al dibattito pubblico e politico sull’università in questa fase particolarmente delicata. (conv, esposito)

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Milleproroghe: ultima spallata agli atenei pubblici

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 febbraio 2011

E’ passato al Senato, il decreto milleproroghe non dovrebbe avere problemi alla Camera. Molti forse non sanno che negli anni passati fra le varie norme che venivano approvate con il decreto vi era anche quella che permetteva a molti atenei di abbattere una serie di costi sul personale che venivano sostenuti dalle università italiane nel calcolo del 90% del FFO.  In particolare veniva abbattuto un terzo del costo del personale convenzionato con il servizio sanitario regionale (che per noi è sempre nazionale). L’abbattimento di un terzo del costo di questo personale che svolge attività assistenziale permetteva agli Atenei di stare sotto il 90% del FFO, oppure di avvicinarsi molto a quella soglia.  La cancellazione di questa norma penalizzerà molti Atenei sia in termini di successivi finanziamenti pubblici che di possibilità di assunzioni e chiarisce quale sia il progetto del governo sul sistema universitario nazionale e delle sue relazioni con il Servizio Sanitario Nazionale.  La cancellazione di questa norma per gli atenei vuole dire abbandonare al proprio destino il personale convenzionato col SSN.  La CRUI, a cui paghiamo fior di contributi, intervenga su questo invece di preoccuparsi delle indennità rettorali.  Non basta però re-inserire la norma nei provvedimenti finanziari di governo, si deve avere anche il coraggio di trovare nuove soluzioni che tutelino davvero il personale universitario in convenzione superando questa impasse che si presenta ogni anno con il decreto mille proroghe. Di fatto oltre allo sconto che può essere importante per le università, c’è il regalo che riceve ogni anno il Servizio Sanitario Regionale: unità di personale che costano poco, lavorano come i colleghi della sanità, ma con molte meno tutele. Va attivato, e lo rivendichiamo, un tavolo di confronto con i Ministeri dell’Università, dell’Economia e della Salute, con la Conferenza delle Regioni e le OO.SS. per superare questa indeterminatezza.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »