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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘atleti’

Esercito Italiano, online lo store ufficiale: a promuoverlo gli atleti nazionali

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Fare degli atleti dell’Esercito dei Brand Ambassador. È questa l’idea semplice e potente per lanciare il nuovissimo e-commerce a marchio Esercito, raggiungibile all’indirizzo Esercitosportswear.it, per la vendita online della linea di abbigliamento e accessori.
Una linea prodotta e distribuita da Officina Italia Srl, licenziatario ufficiale su autorizzazione di Difesa Servizi S.p.a., e promossa con una campagna che è una vera rivoluzione, ideata dall’agenzia di comunicazione Kom, in un momento in cui, soprattutto per le nuove generazioni, l’acquisto online e attraverso i più importanti social network come Facebook e Instagram, è in prepotente crescita.Per questo motivo, KOM, Officina Italia e l’Ufficio Marketing dello Stato Maggiore dell’Esercito hanno collaborato a pieno ritmo per un’operazione di Influencer Marketing su ampia scala, che vede gli atleti farsi portatori dei valori dell’Esercito coinvolgendo i loro fan in questa iniziativa.
Navigando sui social potremo quindi vedere gli atleti protagonisti del nuoto, dell’atletica leggera, della scherma e delle arti marziali, fino ad arrivare alla ginnastica artistica, indossare felpe, pantaloni, t-shirt e abiti con la stella a cinque punte.Un progetto ambizioso che vuole promuovere una linea di abbigliamento che incarna i valori caratterizzanti dell’Esercito quali leadership, coraggio, spirito di sacrificio e servizio incondizionato e la scritta “Esercito 1659” che riporta alle più antiche origini.Lo scopo è trasmettere l’idea di come la tradizione e l’innovazione possano dare vita ad una linea originale, pensata per un target trasversale che pone al centro l’appeal “istituzionale” dei vari capi, alcuni dei quali saranno rivolti all’universo femminile, ormai diventato parte integrante della realtà della Forza Armata.Insomma, una linea con uno stile casual e di tendenza da indossare tutti i giorni per distinguersi, distribuita non più solo attraverso negozi fisici ma anche online, al fine di renderla davvero all’immediata portata di tutti.Fondamentale in questo senso la scelta di realizzare una comunicazione online all’avanguardia, giovane, dove sono i social a diventare il cavallo di battaglia, tanto da integrarsi al meglio anche con l’e-commerce stesso, raggiungibile all’indirizzo internet http://www.esercitosportswear.it.

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Carboidrati: ‘carburante’ sicuro per gli atleti

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

Berlino. Le raccomandazioni generali per gli atleti con diabete mellito tipo 1 (DMT1) prima di un evento sportivo sono solitamente focalizzate sulla riduzione della dose di insulina e/o sull’assunzione di carboidrati al fine di prevenire l’ipoglicemia, indipendentemente dalla durata e dall’intensità dell’attività, dal fitness (‘grado di allenamento’) e dallo stato nutrizionale dell’atleta. D’altra parte, l’integrazione intensiva di carboidrati è fortemente suggerita al fine di massimizzare le prestazioni anche in atleti di resistenza non affetti da diabete. Scopo di questo studio è stato quello di verificare l’efficacia e l’applicabilità di una gestione ‘aggressiva’ della terapia insulinica e di integrazione di carboidrati, focalizzata sulla massimizzazione delle prestazioni, durante una gara di endurance (resistenza) in un gruppo di atleti con diabete di tipo 1.
Nell’atleta con diabete di tipo 1 per massimizzare la performance in occasione di prestazioni di endurance è necessario aumentare l’apporto di carboidrati fino a 0,7 U/kg/h e adeguare il livello di insulinizzazione (e dunque non necessariamente ridurlo) per mantenere un buon equilibrio tra livello di zuccheri nel sangue, rifornimenti energetici e performance atletica.
Cosa si sapeva prima di questo studio. L’integrazione intensiva di carboidrati è fortemente suggerita al fine di massimizzare le prestazioni in atleti di resistenza sani. Cosa questo studio ha aggiunto alle conoscenze del settore. Gli atleti con diabete di tipo 1 possono completare con successo e in sicurezza una gara di resistenza prolungata, attuando una gestione aggressiva della terapia insulinica conseguente a una strategia di integrazione intensiva di cardboidrati. I dati attuali supportano l’ipotesi che, a differenza delle raccomandazioni sportive generali nel diabete di tipo1, che si concentrano essenzialmente sull’evitare l’ipoglicemia e l’iperglicemia grave, in caso di atleti di resistenza con diabete di tipo 1, la combinazione di conoscenze sulla fisiologia dell’esercizio, durata e intensità dell’attività, fitness e stato nutrizionale dell’atleta deve essere attentamente tenuta in considerazione nella gestione della terapia insulinica e dell’integrazione di carboidrati, al fine di massimizzare le prestazioni dell’atleta in sicurezza.
Effectiveness and applicability of an aggressive management of insulin therapy and CHO integration strategy during prolonged endurance competition in athletes with type 1 diabetes
Autori: E. Gamarra1, A. Benso1, L. Nollino2, M. Miccio3, C. Agnoli4, M. Sudano5, M.Vasta5;
1Medical Science, Endocrinology, Diabetology and Metabolic Unit, University of Turin, Turin, Italy, 2UOC Malattie Endocrine, del Ricambio e della Nutrizione, AULSS 2 della Marca Trevigiana,Treviso, Italy, 3freelance Nutritionist, Garda (Vr), Italy, 4Fellow Athlete with Type 1 Diabetes and former President of Italian Non-Profit Organization “Diabetenolimits”, Garda (Vr), Italy, 5Diabetesand Endocrinology Unit AV1, General Hospital, Urbino, Italy.

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La fisioterapia alle Olimpiadi

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 marzo 2018

Studiare, studiare e ancora studiare. Perche’ non si arriva alle Olimpiadi per caso, nello sport come nella fisioterapia: a contendersi una medaglia non ci sono solo gli atleti più forti al mondo ma anche il loro staff pronto a prendersi cura del loro organismo nel complesso. Dietro ogni risultato o prestazione, c’e’ un pezzetto di un lavoro di gruppo che vede il fisioterapista tra i protagonisti.
Lo sa bene Nicola Sepulcri, che segue la nazionale italiana di salto con gli sci, reduce dai Giochi di PyeongChang 2018. Tesserato dell’Aifi, l’Associazione italiana fisioterapisti, segue anche gli atleti delle Fiamme Oro che fanno discipline alpine e in particolare nordiche come fondo, combinata, salto e biathlon. “Una vita sempre in viaggio” la sua, “tanto che avere una famiglia adesso sarebbe difficile. Ma finche’ c’e’ la passione, sono felice di questi ritmi intensi”. Ci si gioca tutto in pochi giorni, in gara come sul lettino del fisioterapista. Soprattutto in competizioni come quelle invernali, dove c’e’ un nemico in piu’ da affrontare: il freddo. “Un atleta puo’ restare magari a una temperatura di -20 gradi con vento gelido anche per venti minuti, aspettando il suo turno. E’ normale che quando arriva giu’ dopo il salto sia congelato, soprattutto mani e piedi”, racconta Sepulcri all’agenzia Dire.
E qui entra in scena lui. “Io sono un termosifone ecologico multifunzione- spiega ridendo- e mi capita spesso che l’atleta mi chieda di scaldarlo. I rimedi principali che uso sono prodotti come creme specifiche che mi permettono di gestire le temperature, ma quando ha finito di gareggiare, io sono sempre pronto a coprirlo con la sopratuta e con i vestiti riscaldati, oltre che a fornire scarpe di ricambio. Nel mio caso, il fisioterapista non fa solo il fisioterapista, ma supervisiona e ‘fa da chioccia’ per controllare anche che il suo ‘paziente’ abbia bevande calde, energetiche e ipotoniche, barrette varie e frutta secca, ovviamente sempre in rapporto con il medico dello sport, con i suoi consigli o prescrizioni”.
A proposito. Spesso si dice che il fisioterapista e’ il miglior amico (durante certi trattamenti dolorosi, anche il peggior nemico pero’!) di un atleta. “Verissimo. Ci vuole tempo per avere la fiducia ma poi diventiamo i confidenti principali e i ragazzi si aprono con noi, soprattutto perche’ non chiediamo prestazioni ma chiediamo ‘come stai’, ‘come posso farti sentire meglio’. Ovviamente io sono obbligato a riferire all’allenatore cosa non torna dal punto di vista fisico”. Un approccio che non cambia neanche in vista di una gara importante come quella di un’Olimpiade. “Piuttosto e’ la tensione dell’atleta a cambiare, il suo essere a disagio oppure lo stato psicologico magari dovuto a un trauma o a insicurezze”. Ma il lavoro parte da lontano, specialmente in discipline particolari dove non c’e’ un lungo periodo di stop tra una stagione e l’altra. “Prevenzione e cura vanno di pari passo- evidenzia Sepulcri- Se faccio l’esempio della Coppa del mondo di salto, non c’e’ soluzione di continuita’. Si gareggia anche d’estate sull’erba in plastica e c’e’ al massimo un mese di stacco tra le due stagioni. Poi ci sono gli interventi per infortuni, e li’ bisogna agire con il gioco di squadra, chiamando anche lo psicologo. L’alimentazione svolge un ruolo importantissimo: nel salto, ad esempio, dobbiamo mantenere un peso forma al grammo perche’ basta un solo etto in piu’ per essere magari squalificati. L’attenzione va prestata a ogni dettaglio, dalla digestione all’aspetto mentale, in una continua registrazione del sistema”.
Come immagina la fisioterapia sportiva dei prossimi anni, dal suo punto di vista? Sono all’orizzonte tecniche particolari da applicare in questo campo? “Io personalmente sto studiando osteopatia per integrare le mie competenze, in particolare mi sto dedicando alla specializzazione in neuro-osteopatia. Questo mi aiuta molto non tanto per lavorare sulla muscolatura, quanto sulla tensione generale del corpo e del sistema nervoso centrale, a volte anche prima della competizione con due o tre trattamenti. Credo che in futuro puntero’ molto su queste tecniche certificate”. Ma va fatta una precisazione fondamentale: “Sono comunque gli studi in fisioterapia a darmi la certezza di quello che sto facendo. In base alla mia esperienza, sono convinto che si deve modificare il percorso formativo del fisioterapista, ma anche la sua durata. Tre anni danno un’ottima formazione, ma cinque sarebbero l’ideale, e sicuramente inserirei nei corsi materie come psicologia dello sport e approccio all’alimentazione. Noi, infatti, spesso siamo la prima persona a cui si rivolge un atleta e dobbiamo essere in grado di indirizzarlo al meglio e rassicurarlo sull’intervento del medico. Io sono stato fortunato ad aver studiato al San Raffaele a Milano dove tutto questo era previsto, ma non e’ una prassi omogenea. Secondo me si dovrebbe dare un’infarinatura di queste nozioni anche alle scuole superiori, ormai. E’ questo tipo di formazione che ti fa distinguere professionalmente e ti consente di progredire, fino a raggiungere la vetta di un’Olimpiade”. Nel caso di Sepulcri, PyeongChang e’ stata la prima esperienza a cinque cerchi. “Un’esperienza strana, bella, brutta e intensa allo stesso tempo. In squadra abbiamo dovuto modificare la gestione degli eventi, passando da una competizione di solito in un weekend a una gara su piu’ giorni, oltre a modificare gli orari proprio di vita, con colazione alle 11, pranzo alle 17 e cena alle 2 di notte per trattare gli atleti. Poi, certo, c’e’ il fascino dell’appartenenza a una nazione. Insomma- chiude Sepulcri- alla fine e’ un’esperienza che rifarei assolutamente”.

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Malattie infettive, pubblicate linee guida Usa per ridurre la diffusione negli sport di squadra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

medico sportivoLo sport fa bene ai giovani, ma una scarsa attenzione all’igiene può farlo diventare dannoso. È questo il messaggio che l’Accademia americana di pediatria (AAP) lancia sulla rivista Pediatrics descrivendo le infezioni, i trattamenti e i fattori di rischio particolarmente diffusi negli sport di contatto come il calcio e il wrestling. «Far parte di una squadra è divertente, sano e fisicamente impegnativo per i ragazzi, che tuttavia devono capire l’importanza dell’igiene» afferma Dele Davis, coautore dell’articolo e membro del Comitato AAP sulle malattie infettive. «Oltre a fare la doccia e lavarsi le mani, i giovani atleti dovrebbero evitare di condividere bottiglie d’acqua, asciugamani, paradenti e altri oggetti personali» scrivono gli autori, sottolineando l’importanza di essere aggiornati con il calendario vaccinale e ricordando che gran parte delle infezioni correlate all’attività sportiva è diffusa dal contatto con la pelle, dall’alimentazione contaminata o dall’acqua, dalle goccioline respiratorie o da particelle aerotrasportate che trasmesse in palestre o spogliatoi. «È compito degli allenatori elaborare un piano per la corretta pulizia degli impianti sportivi e delle attrezzature» riprendono gli esperti, precisando che i microrganismi e i virus più comuni trasmessi dal contatto con la pelle sono: lo Staphyloccus aureus resistente alla meticillina (MRSA), lo Streptococco Gruppo A; l’Herpes simplex, la Tinea capitis, la Tinea pedis o piede d’atleta; la scabbia e i pidocchi. Non vanno poi dimenticate le infezioni trasmesse per via aerea, come varicella, morbillo e parotite. Per minimizzare i rischi, l’AAP raccomanda:
1) insegnare ai ragazzi a mantenere un’adeguata igiene personale e a non condividere bevande o prodotti personali come i rasoi da barba;
2) sviluppare procedure per la pulizia e l’igienizzazione degli ambienti sportivi utilizzando linee guida come quelle pubblicate dall’American College of Sports Medicine;
3) prestare particolare attenzione alla corretta gestione dei fluidi corporei o di eventuali emorragie, proprio come gli ospedali si sono concentrati sulla prevenzione delle infezioni nosocomiali;
4) eseguire regolari controlli medici degli atleti durante gli allenamenti e le competizioni. (fonte: doctor33)

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Morte improvvisa negli atleti, un elettrocardiogramma può essere salvavita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 Maggio 2017

elettrocardiogrammaL’innovazione medica degli ultimi anni ha allungato l’aspettativa di vita grazie a scoperte diagnostiche e terapeutiche soprattutto contro i tumori e le malattie cardiovascolari. Il simposio internazionale “Innovation in medical sciences and public health”, svoltosi recentemente a Cagliari, ha riunito esperti internazionali e italiani che si sono confrontati sulle più recenti acquisizioni nella ricerca e nella pratica clinica. Il simposio è stato organizzato dal Dipartimento di Scienze Mediche e Sanità Pubblica dell’Università di Cagliari e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
Da segnalare una sessione dedicata all’innovazione in cardiologia, e in particolare sulla prevenzione della morte improvvisa negli atleti. «Ogni anno in Italia muoiono improvvisamente circa 50 mila persone. Tra le cause di questi decessi le forme ereditarie di cardiomiopatia hanno un ruolo preminente, anche se ancora oggi è difficile individuare le persone che sono a rischio di morte cardiaca improvvisa. Circa la metà delle persone colpite da morte cardiaca improvvisa, infatti, non aveva ricevuto una precedente diagnosi per malattia cardiaca» spiega Giuseppe Mercuro, Professore di Malattie dell’apparato Cardiovascolare all’Università di Cagliari e Presidente del simposio. «Per fortuna si stanno raggiungendo rapidi progressi nelle conoscenze genetiche che sono alla base di questi eventi».
«La morte improvvisa è ancora una delle principali cause di morte tra gli atleti, giovani professionisti o dilettanti più in là con l’età» aggiunge Antonio Pelliccia, Responsabile del Reparto di Cardiologia all’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport – Comitato Olimpico Nazionale Italiano. «In un quarto dei casi il cuore è assolutamente sano e privo di alterazioni strutturali, per cui la prevenzione era estremamente difficile. In questi casi la morte è causata da patologie elettriche che sfuggono ai controlli medici, probabilmente canalopatie (sindrome del QT lungo, di Brugada, tachicardia ventricolare catecolaminergica). Negli atleti più giovani la causa di morte è l’aritmia, mentre dopo i 40 anni negli uomini e 50 anni nelle donne la morte è provocata generalmente da una cardiopatia ischemica. In questi casi lo stress meccanico agisce sulla placca trombocita presente in un vaso sanguigno che si rompe e determina un’occlusione trombotica.
La morte improvvisa da sport mostra una predilezione per il sesso maschile, fino ad un rapporto 10:1. «Tale differenza è stata collegata con il più alto tasso di partecipazione dell’atleta maschio agli sport competitivi, così come al carico di allenamento maggiore. «L’attività sportiva però non è per sé una causa della mortalità aumentata, piuttosto, agisce come agente scatenante per l’induzione di aritmie letali su un substrato miocardico preesistente» prosegue Pelliccia. Attualmente, nei paesi occidentali esiste una grande disomogeneità sul controllo medico degli atleti competitivi, con soltanto alcune nazioni, e tra queste l’Italia è all’avanguardia, che hanno programmato una visita di screening prima della partecipazione agli eventi atletici ufficiali. Negli USA ed in molti paesi europei, lo screening medico per l’attività sportiva è stato tradizionalmente realizzato solo con l’anamnesi familiare e personale e con l’esame fisico, senza il ricorso all’ECG. Questo metodo di screening è stato suggerito partendo dal presupposto che l’ECG non era redditizio in termini di costi/benefici su grandi popolazioni per la sua relativa bassa specificità. Una tale strategia, tuttavia, ha dimostrato una limitata capacità a rilevare le anomalie cardiovascolari potenzialmente mortali. Infatti, un’analisi retrospettiva statunitense, su atleti dei College deceduti improvvisamente, ha indicato che il sospetto per la presenza di una cardiopatia, utilizzando la storia clinica e l’esame fisico, è stato documentato soltanto nel 3% degli atleti esaminati e meno dell’1% ha ricevuto una diagnosi esatta. L’aggiunta dell’ECG ha il potenziale di aumentare enormemente la sensibilità dello screening, arrivando a rilevare, per esempio, fino al 95% di anomalie ECG nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica. «Da oltre 25 anni, l’Italia attua una selezione sistematica dei soggetti praticanti attività sportiva competitiva basata principalmente sull’ECG a riposo e dopo step-test, oltre che sulla storia clinica e l’esame fisico, in base alla legge sulla tutela sanitaria delle attività sportive del 1982. Tale screening viene applicato su una popolazione di circa 6 milioni di persone che rappresenta il 10% della popolazione italiana» conclude Pelliccia.

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I mondiali di tchoukball entrano nel vivo

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2011

Ferrara dal 3 al 7 agosto campionato Mondiale di Tchoukball. I numeri sono importanti: oltre 300 atleti divisi in 24 squadre fra nazionali maschili e femminili; quattro diversi continenti rappresentati in un crocevia di storie e culture che non ha precedenti nella storia di questo sport e pochi riscontri anche in altri. All’appello manca solo l’Oceania, mentre Africa (Ghana) e America (Brasile) propongono una nazione ciascuno. Nutrita la presenza asiatica al seguito di Taiwan, la nazione più accreditata per il titolo di Campione del Mondo: con loro Singapore, Hong Kong, Filippine. Novità assoluta anche la presenza di India ed Emirati Arabi. Infine anche l’Europa propone il debutto assoluto della Spagna insieme a nazioni più esperte come Gran Bretagna, Austria, Polonia, Germania, Repubblica Ceca e Francia. A guidare le rappresentative europee la Svizzera (paese in cui il Tchoukball è nato) e l’Italia, padrona di casa che cercherà di giocare al meglio le proprie carte. L’interesse che si sta movendo attorno al Tchoukball sancisce l’avvio di una nuova fase in cui uno sport in grado di coinvolgere così tante persone non potrà più essere definito “minore”. L’Italia, in questo, è all’avanguardia con 30 squadre iscritte al Campionato Italiano, punta dell’iceberg di un movimento che, secondo le stime della Federazione, vede circa 25.000 giovani ogni anno venire in contatto col Tchoukball durante le attività scolastiche o in centri giovanili e sportivi. Per questo Ferrara durante i Mondiali sarà invasa oltre che da giocatori stranieri con relative delegazioni da oltre un centinaio di giovani volontari impegnati per la perfetta riuscita dell’evento.Volontari che, nell’anno dedicato a loro, renderanno evidente lo stretto legame che unisce uno sport innovativo e appassionante come il Tchoukball con l’impegno sociale per la promozione e la collaborazione fra le persone. L’ideale di Hermann Brandt, l’inventore del Tchoukball, espresso nell’idea che “L’obiettivo delle attività fisiche umane non è di costruire campioni, ma piuttosto di contribuire alla costruzione di una società migliore” troverà una dimostrazione concreta nell’incontro di giovani di tutto il mondo a Ferrara dal 3 al 7 agosto 2011.
Mercoledì 3 agosto ore 18.00 partita inaugurale (PalaSegest) ore 21.00 buffet e serata di benvenuto nel cortile del Castello Estense
Giovedì 4 agosto Gironi di qualificazione maschili e femminili (PalaSegest, PalaBoschetto, PalaPalestre) ore 21.00 cena e serata musicale nel sottomura della città medievale (Ferrara Music Park)
Venerdì 5 agosto Gironi di qualificazione maschili e femminili (PalaSegest, PalaBoschetto, PalaPalestre) Torneo di “Green Tchoukball” aperto a tutti negli spazi verdi attorno al PalaSegest Ore 21.00 buffet e serata “on the Beach” nei campi in sabbia dello “Stop & Go” (Ferrara Nord)
Sabato 6 agosto Fasi eliminatori e semifinali (PalaSegest, PalaBoschetto, PalaPalestre) Ore 21 cena a sorpresa in locali convenzionati
Domenica 7 agosto Finali maschili e femminili (PalaSegest) Ore 18.00 prima partita ufficiale di Wheel Chair Tchoukball (Tchoukball in carrozzina) (PalaSegest), col patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico) Ore 19.00. Finale per l’assegnazione del titolo di Campione del Mondo (PalaSegest)Ore 21 Gala Dinner. Cena e cerimonia – festa finale (Centro Sociale “Rivana”)
Lunedì 8 agostoTorneo di Beach Tchoukball al bagno “Prey” del Lido degli Estensi. Aperto a tutti, con la possibilità di giocare insieme agli atleti delle nazionali ancora presenti a Ferrara. http://www.tchoukball.it

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Torna Vivicittà a Rebibbia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 Maggio 2011

Roma venerdì 20 maggio si corre presso la casa circondariale Nuovo complesso di Rebibbia, l’istituto di reclusione maschile che ospita oltre 1.700 detenuti. Lo start della corsa è previsto alle ore 16 dallo spazio all’aperto interno al carcere e adiacente all’area verde generalmente destinata ai colloqui con i familiari. Ai nastri di partenza circa 50 detenuti, insieme ad una quarantina di atleti esterni provenienti da 8 società sportive del territorio, già impegnate al fianco dell’Uisp Roma con attività sportive nelle carceri. Si corre lungo un tracciato di due chilometri che costeggia le mura interne dell’istituto, da ripetere sei volte per un totale di 12 km, la distanza classica di Vivicittà. Inoltre è allestito un percorso più breve, di quattro chilometri. La manifestazione è organizzata dall’Uisp con l’intento di gettare un ponte tra l’esterno e l’interno delle mura dove l’associazione è l’unica presente tramite il circolo “La Rondine”, suo affiliato.
Come consuetudine al termine della gara si terranno le premiazioni con la distribuzione delle coppe per i vincitori e le medaglie per tutti i partecipanti. Partecipano all’evento il direttore del carcere Carmelo Cantone, il Garante dei diritti dei detenuti della regione Lazio Angiolo Marroni e il comandate del reparto di polizia penitenziaria del nuovo complesso, Massimo Cardilli.

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Agenda sindaco Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 gennaio 2011

Roma 24/1/2011 Ore 11.00: Salone d’Onore del CONI, Foro Italico (Largo L. De Bosis, 15) Il sindaco, Gianni ALEMANNO, interviene alla premiazione degli atleti del Circolo Canottieri Aniene. Parteciperanno, tra gli altri, il presidente del CC Aniene, Giovanni MALAGO’, il presidente del CONI, Gianni PETRUCCI, il segretario generale del CONI, Raffaele PAGNOZZI, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo Sport, Rocco CRIMI, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni LETTA.

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Campionato Nazionale di Judo Csen

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 dicembre 2009

Monterotondo, 13 dicembre Palazzetto dello Sport lo CSEN, (Centro Sportivo Educativo Nazionale), organizza il Campionato Nazionale di Judo Csen. L’evento è patrocinato dal Comune della cittadina laziale,  in collaborazione con l’Olimpia Club Monterotondo. Centinaia di atleti provenienti dalle maggiori scuole di Judo italiane, si sfideranno sul tappeto elastico giapponese per una finale riservata alle società sportive che si sono qualificate nella propria regione di appartenenza. Per il suo alto valore educativo il Judo è tra le discipline più valorizzate dallo Csen ente affiliato al Coni  che, fin dal 1974 ha lo scopo di promuovere lo sport  per la formazione dei giovani, per la salute degli adulti, e per le terapie destinate ai disabili.

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Maratona di New York

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2009

Su Eurosport in diretta domenica 1° novembre la 40ª edizione della Maratona di New York. La corsa sarà coperta da Eurosport (canale 210 di Sky) dalle 15:00 alle 16:00, e proseguirà poi su Eurosport 2 (canale 211) dalle 16:00 alle 18:00. Il commento sarà affidato a Maurizio Trezzi e Giorgio Rondelli. Alla corsa, il cui percorso di 42.195 metri si snoda attraverso i cinque grandi distretti di New York City, parteciperanno quest’anno oltre 42.000 persone. Un evento che attira atleti professionisti ma anche amatoriali, provenienti da tutto il mondo, che si sfideranno per gli oltre 800,000 dollari di premio davanti a due milioni di spettatori e 315 milioni di telespettatori in tutto il mondo. Nel 2008 la gara maschile è stata vinta dal brasiliano Marilson Gomes dos Santos, e quella femminile dall’inglese Paula Radcliffe, vincitrice anche nel 2004 e 2007.

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Asl di Chieti postazione di Pronto Soccorso

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2009

Ogni giorno, dalle 8 alle 20, è attiva una postazione di Pronto Soccorso per le emergenze sanitarie LE’ stato allestito dall’Azienda sanitaria locale di Chieti all’interno del Villaggio Mediterraneo di Chieti, che ospita i circa 4.800 atleti che partecipano alle gare di «Pescara 2009». La postazione, attiva tutti i giorni dalle ore 8 alle 20, è dotata di un medico e un infermiere del Pronto Soccorso di Chieti, sotto la direzione del dottor Amedeo Budassi, ed è a disposizione di tutta la «famiglia mediterranea», composta da atleti delle 23 nazioni partecipanti, accompagnatori, organizzatori, volontari e tutti coloro che in questi giorni risiedono o lavorano nel Villaggio. E’ dotata di tutti gli strumenti e farmaci necessari per far fronte alle emergenze e si avvale della presenza di un’ambulanza della Croce Rossa Italiana per il trasporto dei pazienti in ospedale. Finora sono circa 20-25 gli interventi assicurati ogni giorno, di varia natura, ma prevalentemente di tipo traumatico. Per rafforzare il sistema d’urgenza e accelerare l’iter diagnostico e terapeutico degli atleti, la Asl ha potenziato anche le unità operative di Radiologia e Ortopedia del vicino Ospedale Policlinico, che sorge quasi di fronte al Villaggio ed è in grado di far fronte a tutte le esigenze sanitarie. Le risonanze magnetiche sono invece effettuate all’Itab. Finora all’Ospedale «SS. Annunziata» sono stati ricoverati due ospiti del Villaggio. L’organizzazione di questi giorni è per la Asl anche una sorta di esercitazione generale in vista del G8 che si terrà all’Aquila dall’8 al 10 luglio, durante il quale i giornalisti saranno ospitati proprio nelle strutture del Villaggio Mediterraneo.

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Gran gala di scherma

Posted by fidest press agency su sabato, 9 Maggio 2009

galàBrescia 26 giugno 2009  ore 21  Piazza Paolo VI  (già Piazza Duomo)  La “Leonessa d’Italia” ospita l’edizione 2009 dell’ormai consueto appuntamento estivo con il GRAN GALA’ DI SCHERMA. Nello scenario della meravigliosa  Piazza  Paolo VI che rappresenta il cuore della città di Brescia si rinnova la tradizione schermistica lombarda. Ancora una volta i grandi campioni mondiali di fioretto si sfideranno in una staffetta mista all’ultima stoccata: Margherita Granbassi, Valentina Vezzali, Andrea Cassarà, Salvatore Sanzo da una parte e Gabriela Varga (HUN), Carolin Golubytskyi (GER), Peter Joppich (GER), Erwan Le Pechoux (FR) dall’altra. daranno vita a un’entusiasmante duello  Italia vs. resto del mondo.  Dopo il “derby milanese” della scorsa edizione,  seguirà una sfida tutta lombarda  tra  gli atleti rappresentanti il Circolo Mangiarotti, storica scuola milanese e quelli della Schermabrescia, fondata proprio dal padre di Andrea Cassarà. Una staffetta ma più che altro un vero e proprio spettacolo  in cui coinvolgere il pubblico e trasmettere la tradizione, la cultura e i valori profondi di questa nobile disciplina. E’ un evento realizzato da Riptide  (foto galà)

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