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Posts Tagged ‘atmosferico’

L’impatto del lockdown 2020 sul particolato atmosferico a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 settembre 2021

In una analisi svolta sul territorio di Roma è risultato che le emissioni metalliche automobilistiche, prevalentemente dovute all’abrasione dei freni, sono mediamente raddoppiate rispetto a quelle riscontrate nel periodo di chiusura totale per il contenimento della pandemia da Covid 19. Lo studio The effect of Covid-19 lockdown on airborne particulate matter in Rome, Italy: A magnetic point of view, condotto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dall’Agenzia Regionale Protezione Ambientale del Lazio (ARPA Lazio) è stato appena pubblicato sulla rivista scientifica ‘Environmental Pollution’.“Lo studio”, spiega Aldo Winkler, ricercatore dell’INGV e primo autore del lavoro, “è stato ispirato dall’ampio dibattito suscitato dalla modesta diminuzione dei livelli di PM10 a Roma durante il lockdown, nonostante la sostanziale riduzione del traffico veicolare, superiore al 50%, secondo i dati forniti da Comune di Roma, Apple, ANAS e società Teralytics per il quotidiano ‘La Repubblica’”. “Abbiamo comparato le proprietà magnetiche dei filtri di rilevazione della qualità dell’aria durante e dopo il lockdown”, prosegue il ricercatore, “scoprendo che le emissioni metalliche automobilistiche, prevalentemente dovute all’abrasione dei freni, sono mediamente raddoppiate al termine delle misure di contenimento più restrittive, durate dal 9 marzo al 18 maggio 2020, quando il traffico è tornato in linea con i livelli pre-Covid 19”. “Le analisi magnetiche”, aggiunge Winkler, “hanno avuto un ruolo determinante nella distinzione delle sorgenti naturali e antropiche del particolato atmosferico, dimostrando che livelli stabili di concentrazione del PM10, come quelli mediamente riscontrati durante e dopo il lockdown, possono nascondere importanti variazioni del contenuto di particolato metallico inquinante dovuto al traffico automobilistico. Inoltre”, conclude l’esperto, “con questi metodi è stato dimostrato che l’impatto ambientale delle emissioni da usura dei freni sta ormai superando quello dei particolati dovuti ai carburanti”.

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Inquinamento atmosferico: auto rispettino i limiti in condizioni di guida reali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2020

Il Parlamento europeo ha adottato, con 485 voti favorevoli, 169 contrari e 42 astensioni, la sua posizione sulla proposta della Commissione di reintrodurre delle esenzioni legali (attraverso un cosiddetto fattore di conformità) sulle emissioni di ossido di azoto (NOx) delle autovetture leggere (Euro 5 ed Euro 6) per l’omologazione dei veicoli testati in condizioni di guida reali, al fine di conformarsi alla sentenza del Tribunale UE del 13 dicembre 2018.
In precedenza, i dati sulle emissioni delle automobili, come ad esempio i NOx, venivano ottenuti attraverso test in laboratorio. L’UE è la prima regione al mondo ad utilizzare i test sulle emissioni in condizioni di guida reale (RDE) per misurare gli inquinanti emessi dai veicoli durante la guida su strada. Tuttavia, le emissioni di questi veicoli in condizioni di guida reali tendono ad essere significativamente più elevate.Per affrontare le incertezze tecniche relative alle misurazioni ottenute attraverso i sistemi portatili di misurazione delle emissioni (Portable Emission Measurement Systems – PEMS), che misurano le emissioni dei motori durante il loro utilizzo, la Commissione ha introdotto il cosiddetto “fattore di conformità”, che consente di aumentare le emissioni in condizioni di guida reali per tenere conto di un margine di errore.Per ridurre le emissioni di NOx, il Parlamento vuole che il fattore di conformità sia abbassato annualmente, sulla base delle valutazioni del Centro comune di ricerca. Dopo una diminuzione immediata da 1,43 a 1,32, dovrebbe essere ulteriormente ridotto fino a cessare di essere applicato entro il 30 settembre 2022. In seguito, i dati dei test effettuati in condizioni di guida reali verrebbero utilizzati per determinare il rispetto dei limiti di emissione dell’UE, senza nessun aggiustamento.
La risoluzione legislativa chiede inoltre alla Commissione di stabilire entro giugno 2021 dei requisiti più severi per i sistemi portatili per i test RDE.

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Il Coronavirus è trasportato dal particolato atmosferico

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 Maggio 2020

A spiegarlo è stata una ricerca condotta da “Sima” la Società Italiana di Medicina Ambientale. Una scoperta importante, che valorizza e completa la precedente ricerca portata avanti dall’università di Harvard e che, soprattutto, fornisce una risposta scientifica al perché, nelle zone più inquinate, sia corrisposta una maggiore correlazione tra la presenza – mortalità Covid-19. Soprattutto, hanno precisato da Sima, “questa scoperta ci consentirà, nei prossimi mesi, di rilevare la presenza del virus sul particolato atmosferico delle nostre città e quindi di prevenire precocemente la ricomparsa del Coronavirus, adottando adeguate misure di prevenzione prima dell’inizio di una nuova epidemia”.
L’inquinamento atmosferico, ogni anno, miete 53 mila vittime e, a fronte dei dati forniti da Harvard, secondo cui all’aumento di appena un microgrammo per metro cubo di pm 2,5 corrisponderebbe un aumento del 15% del tasso di mortalità dovuto a Covid, il gruppo consiliare 5S di Regione Lombardia è tornato a sottolineare una questione su cui pone l’accento ormai da anni e sul quale, in tempi recenti, ha mosso diverse interrogazioni: la necessità di un cambiamento e un ripensamento del nostro stile di vita. “Il tema è serio – chiosa il gruppo consiliare targato M5S – e sarebbe un errore non limitare emissioni inutili. In nome del principio di precauzione va quindi ridotto l’inquinamento e vanno condotti studi epidemiologici in tutte le Province Lombarde”. Quello dovuto al riscaldamento residenziale, che secondo dati Ispra produce circa il 60% delle emissioni dannose nell’atmosfera. Quello veicolare, che sempre secondo l’Ispra incide per il 46% sulle emissioni di NOx, con picchi fino al 70% in città come Milano. “Quest’ultimo – precisa il gruppo consiliare del M5S – è frutto di una miope politica che ha favorito tangenziali ed autostrade oltre al trasporto su mezzi privati, a discapito del trasporto pubblico.” Non bisogna nemmeno dimenticare i biogas, in particolare quelli sopra i 300kW, con i 500 mega impianti inaugurati nel periodo formigoniano, molti dei quali non sono legati a una filiera aziendale, ma basati su gestione di rifiuti speciali a filiera lunga “come ad esempio – sottolineano i consiglieri pentastellati – gli scarti di concia pelli, scarti di macellazione e chi più ne ha più ne metta”. Ultimo, ma non ultimo, è l’inquinamento derivante dagli allevamenti intensivi. Basti infatti pensare ai reflui zootecnici ricchi di azoto e fosforo, la cui dispersione nelle acque superficiali provoca il fenomeno dell’eutrofizzazione, un grosso problema di inquinamento riconosciuto a livello europeo. “Secondo quanto prescritto dall’OMS – chiariscono i portavoce lombardi – la concentrazione media accettabile dovrebbe essere di 10 mg di PM 2.5. Tuttavia, prendendo come esempio Cremona, Bergamo, Mantova e Lodi, nei due mesi precedenti alla pandemia Covid-19 i valori si aggiravano stabilmente intorno a 35mg, senza contare gli sforamenti di zolfo, ossidi di azoto e altri inquinanti primari”.Su questo punto la linea del M5S Lombardia è molto chiara e precisa: “Soprattutto in questa particolare fase dobbiamo riconsiderare le nostre priorità e le nostre abitudini, dai trasporti fino ad arrivare all’alimentazione, ripartendo da un’idea più sana circa l’importante binomio ambiente – salute”. Il nostro modus vivendi, che tutto è tranne che perfetto, è davvero così essenziale o con piccoli accorgimenti possiamo renderlo migliore e soprattutto più salutare? Questa esperienza ci ha anche insegnato a comprendere la stretta correlazione che intercorre tra ambiente e salute. La Fase2 deve ripartire anche da questo. Non possiamo più far finta di niente, né vanificare quello che la scienza ha scoperto e reso chiaro.

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Il coronavirus SARS-Cov-2 è stato ritrovato sul particolato (PM)

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

A poco più di un mese dalla pubblicazione di un Position Paper sulla “Valutazione della potenziale relazione tra l’inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione dell’epidemia da COVID-19”,1,2,3 la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) annuncia che il coronavirus SARS-Cov-2 è stato ritrovato sul particolato (PM).4,5. Tra i componenti del gruppo di ricerca, oltre ad Alessandro Miani (Università degli Studi di Milano) sono presenti Leonardo Setti e Fabrizio Passarini (Università di Bologna), Gianluigi De Gennaro, Jolanda Palmisani e Alessia Di Gilio, (Università di Bari), Pierluigi Barbieri, Massimo Borelli, Valentina Torboli, Alberto Pallavicini (Università di Trieste), Maurizio Ruscio, Francesco Fontana e Libera Clemente (Azienda ospedaliera Giuliano Isontina di Trieste), Maria Grazia Perrone (Divisione Ricerca Ambientale Tecora) e Prisco Piscitelli (Cattedra UNESCO dell’Università Federico II di Napoli e Vicepresidente SIMA).
“I campioni sono stati analizzati dall’Università di Trieste in collaborazione con i laboratori dell’azienda ospedaliera Giuliano Isontina, che hanno verificato la presenza del virus in almeno 8 delle 22 giornate prese in esame. I risultati positivi sono stati confermati su 12 diversi campioni per tutti e tre i marcatori molecolari, vale a dire il gene E, il gene N ed il gene RdRP, quest’ultimo altamente specifico per la presenza dell’RNA virale SARS-CoV-2. Possiamo confermare di aver ragionevolmente dimostrato la presenza di RNA virale del SARS-CoV-2 sul particolato atmosferico rilevando la presenza di geni altamente specifici, utilizzati come marcatori molecolari del virus, in due analisi genetiche parallele”4, precisa Setti.Commentando il lavoro di équipe che ha portato a questo risultato, il professor Pierluigi Barbieri sottolinea come “il lavoro di ricerca e analisi interdisciplinare è essenziale per approfondire la conoscenza del SARS-CoV-2 e identificare le migliori azioni per superare il lockdown”.
“La prova che l’RNA del SARS-CoV-2 può essere presente sul particolato in aria ambiente non attesta ancora con certezza definitiva che vi sia una terza via di contagio.” – prosegue De Gennaro – “Tuttavia, occorre che si tenga conto nella cosiddetta Fase 2 della necessità di mantenere basse le emissioni di particolato per non rischiare di favorire la potenziale diffusione del virus”.A tal proposito, l’epidemiologo Prisco Piscitelli spiega: “Ad oggi le osservazioni epidemiologiche disponibili per Italia, Cina e Stati Uniti mostrano come la progressione dell’epidemia COVID-19 sia più grave in quelle aree caratterizzate da livelli più elevati di particolato. Esposizioni croniche ad elevate concentrazioni di particolato atmosferico, come quelle che si registrano oramai da decenni nella Pianura Padana, hanno di per sé conseguenze negative sulla salute umana, ben rilevate e quantificate dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, rappresentando anche un fattore predisponente a una maggiore suscettibilità degli anziani fragili alle infezioni virali e alle complicanze cardio-polmonari. È arrivato il momento di affrontare il problema”.

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I licheni come “centraline” come centraline per l’inquinamento atmosferico

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

Le proprietà magnetiche dei licheni trapiantati ed esposti in città costituiscono un valido indicatore del bioaccumulo di metalli pesanti – quali ferro, cromo, rame e antimonio – emessi principalmente dalle azioni di frenatura di automobili e mezzi di trasporto. È quanto emerge da una ricerca condotta da ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con i colleghi dell’Università di Siena e dell’Università Federico II di Napoli, recentemente pubblicata sulla rivista “Applied Sciences”.
Le polveri sottili atmosferiche da inquinamento antropico sono oggetto di un crescente interesse epidemiologico che, oltre a essere testimoniato da molteplici ricerche scientifiche, gode di ampia rilevanza sui quotidiani nazionali. In particolare, la crescente attenzione per le polveri sottili si è focalizzata sul dibattuto ruolo del particolato atmosferico (PM) nel trasporto e nella diffusione di contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus.“Nello studio da noi pubblicato”, spiega Aldo Winkler, Primo Tecnologo dell’INGV e coautore dell’articolo, “sono state esaminate e comparate le proprietà magnetiche, chimiche e morfologiche delle polveri sottili accumulate dai licheni trapiantati ed esposti per tre mesi in venticinque siti nella città di Milano che, con i suoi 1,4 milioni di abitanti, è una delle più densamente popolate d’Italia”.
Il capoluogo lombardo si trova in Pianura Padana, una regione notoriamente caratterizzata da inversione termica, stagnazione di masse d’aria e clima continentale, con inverni lunghi e rigidi e temperature elevate in estate: tali caratteristiche la rendono una delle zone maggiormente affette da inquinamento da particolato fine atmosferico (il PM2.5 e PM10, a seconda del suo diametro aerodinamico) in Europa.“In questo contesto”, prosegue il ricercatore, “la suscettività magnetica dei licheni costituisce un parametro semplice e veloce da misurare, utile alla caratterizzazione dell’inquinamento atmosferico di origine antropica in tempi rapidi e con costi contenuti. La nostra ricerca ha dunque evidenziato, e statisticamente validato, come le proprietà magnetiche dei trapianti lichenici costituiscano un valido indicatore del bioaccumulo dei metalli pesanti presenti nel particolato atmosferico. Inoltre, la combinazione di analisi chimiche, magnetiche e morfoscopiche ci ha permesso di individuare nell’abrasione dei freni la principale sorgente delle polveri sottili magnetiche (ad alto contenuto in metalli pesanti) intercettate dai licheni esposti nella città di Milano”, conclude Winkler.

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Cina: Inquinamento delle città

Posted by fidest press agency su sabato, 24 gennaio 2015

Smog JourneysGreenpeace diffonde oggi “Smog Journeys”, breve film realizzato da Jia Zhangke, uno dei registi cinesi più famosi al mondo, già vincitore in carriera del Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2006. Il corto affronta il tema degli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute e sulla vita quotidiana delle famiglie cinesi; e rappresenta una sfida alla Cina a risolvere questa crisi, certificata dai nuovi dati diffusi da Greenpeace che dimostrano come oltre il 90 per cento delle città prese in esame (190) superi i limiti consentiti relativamente alla concentrazione media annuale dei livelli di particolato ultrafine (PM2.5) nell’aria.«Ho voluto realizzare un film che possa aprire gli occhi alla gente, e non che la spaventi. Quello dello smog è un problema che tutti i cittadini del Paese hanno bisogno di affrontare, comprendere e risolvere nei prossimi anni», dichiara Jia Zhangke. «Un problema di cui ho preso coscienza negli anni Novanta. Riuscivo solo a percepire che l’aria era veramente terribile, che la polvere era ovunque, rendendo realmente difficile la vita quotidiana della gente».In “Smog Journeys” il regista asiatico racconta la vita di due famiglie cinesi, una di minatori, l’altra di designer di moda, rispettivamente della provincia di Hebei e di Pechino. Nel 2012 nella provincia di Hebei, che confina con l’area metropolitana di Pechino, sono stati consumati 313 milioni di tonnellate di carbone, e questa è stata la maggior causa di smog: delle 10 città cinesi con il peggior tasso di inquinamento da PM2.5, sette appartengono alla provincia di Hebei. Secondo le statistiche del Ministero cinese per la Protezione Ambientale, le città situate nei pressi del delta dei fiume Yangtze, del delta del fiume Pearl e nell’area che comprende Pechino, Tientsin ed Hebei sono soggette ad oltre cento giorni di foschia all’anno, con la concentrazione di PM2.5 che supera dalle due alle quattro volte i livelli indicati dalle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nella sola Pechino, nel 2010, all’inquinamento da PM2.5 potrebbero essere attribuite 2.349 morti.«Respirare aria pulita è una necessità fondamentale per una vita salutare. È triste che i bambini crescano circondati più da smog che da aria pulita e cieli blu, come raffigurato nel film di Jia. Restituire aria pulita deve essere una priorità che richiede provvedimenti immediati. Greenpeace chiede al governo cinese di intraprendere azioni immediate per la salvaguardia dei suoi cittadini, riducendo i consumi di carbone in favore di fonti più pulite come le rinnovabili», afferma Yan Li, responsabile della campagna Clima ed Energia di Greenpeace East Asia.A fine 2013, i leader cinesi hanno messo a punto un piano nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria nel Paese. Nel breve termine, Greenpeace chiede maggior rispetto dei piani di azione nazionali e locali, che prevedono la chiusura delle industrie più sporche, la riduzione del consumo locale di carbone, lo sviluppo delle energie rinnovabili e l’attuazione di politiche più efficaci per la protezione delle popolazioni vulnerabili durante i giorni di pesante inquinamento.

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