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Posts Tagged ‘atomica’

Da uno dei miei primi libri “L’ultima Frontiera”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

Durante la mia permanenza in Australia mi trovai a toccare quasi per mano, si fa per dire, un evento tra i più tragici della nostra umanità: un’esplosione atomica sotterranea. Questa volta si verificò per ragioni sperimentali in un poligono situato nel deserto australiano ad un paio di centinaia di chilometri da dove mi ero fatto “sorprendere”. Non si trattò, quindi, di un atto aggressivo come era già avvenuto anni addietro in due città giapponesi. Ma fu lo stesso un fatto traumatico e gravido di implicazioni sull’ambiente e sugli uomini che abitavano nei pressi.
Tale deflagrazione, esaltata dalla “vicinanza”, divenne ben presto, per me, il tema dominante nel quale riversai, per anni, tutta la mia attenzione. Esso mi coinvolgeva, con milioni di altri simili, e poneva interrogativi a non finire. Incominciai ad indagare in proposito e mi accorsi che molta gente era a digiuno delle nozioni scientifiche che diedero vita ad un simile esperimento e mostravano la loro ignoranza pure sugli effetti perversi che provocavano, sia sull’ambiente circostante che a grandi distanze, e per i danni che arrecavano alla salute dei viventi e di riflesso sulle generazioni future.
Così un po’ alla volta maturò in me l’idea di scrivere un libro sull’argomento. Da allora trascorsero degli anni prima che l’idea potesse concretizzarsi. Avevo bisogno di approfondire alcuni aspetti del problema, di fare delle ricerche, di consultare testi spesso non tradotti in italiano e di rappresentare il tutto in un ben definito disegno organico dove la fisica si sarebbe inevitabilmente mescolata alla sociologia, alla religione e a tutti gli altri nostri pensieri maturati, macinati ed esternati e tramandati per farci crescere ma anche con il rischio di ricondurci a forme di nanismo culturale e civile. Nel frattempo dovevo procurarmi di che vivere e la ricerca di un lavoro diventava la risposta più ovvia per soddisfare queste esigenze primarie anche se mal si conciliava con tutto il resto in specie se si trattò, come lo fu, di un impiego non congeniale alle mie inclinazioni. Ma a dispetto del contingente continuai a scrivere e a meditare su queste cose. Mi resi conto, tra l’altro, che non vi era alcuna differenza tra gli atomi, la politica e il comportamento sociale degli uomini. Tutti insieme facevano derivare la loro origine dalle “grandi molecole” che pascolano negli infiniti spazi intergalattici. Infatti all’interno della nube “Sagittarius B2”, nella nostra stessa galassia e ad un anno luce da noi, è stata individuata non solo la glicina, (acido aminoacetico) il più semplice degli aminoacidi che costituiscono molte proteine, ma anche svariate altre molecole che rappresentano i primi gradini verso la materia vivente. Dobbiamo, quindi, dedurre per prima cosa che la chimica della terra “prebiotica” (quella che è precedente alla comparsa di ogni organismo vivente) è analoga a quella di tutta la galassia o di molte altre più distanti o attigue alla nostra. Sono conseguenze che coinvolgono il mondo scientifico in pari misura con quello del pensiero. Esse danno un senso alla vita, in una sorta di “intelligenza centrale e derivata” che garantisce la sopravvivenza del tutto. Con siffatti aggregati molecolari e chimici la natura umana fa derivare i pensieri. Sono il loro frutto e talvolta diventano capaci di provocare una tempesta che in apparenza sembra coinvolgerci per annientarci ma che in effetti è solo capace di toccare il livello del mare o qualche metro più in giù ma nello stesso tempo non è in grado di scendere in profondità. Sul fondo degli oceani a centinaia o migliaia di metri dalla superficie le acque restano calme ed insensibili al turbinio degli elementi che si agitano al di fuori di esse. Ed è il primo aspetto che distingue l’uomo, con il suo egocentrismo, dalle leggi della natura e lo proietta in uno spazio temporale limitato concettualmente e fisicamente. Sono fenomeni naturali e a volte conseguenti alle azioni dell’uomo ma che lo definiscono. Vi sono esseri umani che si sentono inviati dalla provvidenza, ritengono che tutto ciò che fanno è segnato dal destino e che il loro, in particolare, è baciato dalla fortuna e dall’infallibilità. Ma per essi, come per tutti i restanti loro simili, sopraggiunge il comune destino che ci affratella e va al di là delle fortune e delle sfortune, delle gioie e dei dolori e ci scompone in tante infinite parti fino a dissolverci nel nulla. Siamo il frutto della terra e alla terra ritorniamo come polvere. Resta ciò che si matura e si evolve nell’abbandono del proprio io vorace per avvicinarci all’essere universale. Così un’esplosione atomica e la meraviglia, il timore e le paure ataviche si sono intrecciate e mi hanno spinto ad altri più sorprendenti e inquietanti approfondimenti. (Riccardo Alfonso)

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Atomica: ricordiamo Hiroshima e Nagasaki

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2010

Stamani alle 8,16 di 65 anni fa la città di Hiroshima in Giappone subì il primo bombardamento atomico della storia dell’umanità. Fu lanciato “Little boy” e costò la vita a decine di migliaia di persone in un colpo solo e provocò ingenti danni. Tre giorni dopo la tragedia si ripeté a Nagasaki con un ordigno nucleare denominato “fat man” e la circostanza mise in ginocchio il Giappone e lo costrinse alla resa.
Scrisse Riccardo Alfonso nel suo libro “L’ultima frontiera”: “Con le deflagrazioni di Nagasaki ed Hiroshima l’arma atomica ebbe il suo battesimo del fuoco. Fu uno choc non indifferente. L’opinione pubblica mondiale si rese conto, pur nel momento tragico di una guerra che aveva lasciato, un po’ ovunque, tracce evidenti della sua capacità distruttiva, della pericolosità di questa nuova arma. (si ricorda che ad Amburgo nel 1943 dopo tre bombardamenti convenzionali rimasero uccise 48.000 persone). Le due bombe atomiche provocarono non meno di 180mila morti e i decessi continuarono per molti anni in seguito alle contaminazioni nucleari dei feriti. “Ma ciò che più sorprese – annotava Alfonso – fu l’ignoranza in cui ci aveva lasciato la scuola tradizionale nella conoscenza delle nuove teorie della fisica e quelle, più in generale, dello scibile scientifico che, a cvallo delle due guerre mondiali, avevano percorso una strada tanto rivoluzionaria”. “Tutti dobbiamo affrontare la morte – scriveva Bertrand Russel, filosofo e matematico inglese, ma la morte collettiva non è stata mai fino ad ora un’orrenda e concreta possibilità. In confronto a questo pericolo ogni altra questione appare trascurabile.”

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65esimo anniversario di Hiroshima e Nagasaki

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2010

A 65 anni dal lancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki l’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano ha voluto commemorare quel tragico evento con l’esposizione “Nuvole Sacre” dell’artista contemporaneo Roberto Coda Zabetta. Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, prodotta e organizzata da Palazzo Reale in collaborazione con mc2gallery e curata da Claudio Composti la mostra, a ingresso gratuito, è stata inaugurata a Palazzo Reale (piazza Duomo 12) e chiuderà il prossimo 29 agosto.  Dal profondo legame dell’artista con l’oriente e dalla sua pittura caratterizzata da schegge di colore bianco e nero, nascono 15 nuove grandi tele con cui Roberto Coda Zabetta denuncia la follia umana e restituisce la sua visione della tragedia che segnò il Giappone il 6 agosto del 1945.
“L’ispirazione l’ha avuta dopo un viaggio in Giappone. – racconta il curatore della mostra Claudio Composti – Tornato nelle Marche, la suggestione delle nuvole che solcano i cieli marchigiani prendendo forme strane, a volte di funghi atomici che si levano dalle colline, gli ha ricordato uno degli avvenimenti che hanno segnato non solo la storia del Giappone ma di tutto il XX secolo. Ho visto per la prima volta, dalla vetrata dello studio di Roberto Coda Zabetta all’ora del tramonto, una nuvola bianca alzarsi dalla collina, a forma di fungo atomico… In quel momento, ho visto e ho capito, per la prima volta.”  Arricchisce il percorso espositivo il rarissimo video “Navel and A-Bomb”, 1960, diretto dal grande fotografo Eikoh Hosoe e interpretato dal ballerino e performer Tatsumi Hijikata, fondatore della danza Butoh, nata come ribellione della generazione che ha vissuto la Bomba sulla propria pelle. (roberto coda)

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Centrale atomica a Latina

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2010

A volte ritornano. Come nel più classico dei film horror, proprio quando il peggio sembra passato, la tragedia si abbatte sugli sventurati protagonisti. È il lontano 26 novembre 1986 quando la centrale atomica di Latina si spegne per l’ultima volta. A partire dal 2011 nella stessa zona potrebbe tornare il «nucleare di nuova generazione».  «Il territorio non ha ancora finito di pagare i danni della precedente esperienza nucleare – commenta Camelia Di Marcantonio, responsabile provinciale di Latina dell’Italia dei Diritti –, il tasso di mortalità per tumori e il tasso di incidenza di malattie della tiroide nella regione, e nella provincia in particolare, è nettamente più alto che nel resto d’Italia».  E proprio i dati sull’incidenza di tumori e malattie correlate sono le uniche risorse a disposizione del fronte del no al nucleare nella provincia. I criteri stabiliti dal Governo, infatti, non lasceranno alcun margine di intervento agli enti locali. Nemmeno quelli alle prese con situazioni difficili. «Abbiamo già abbastanza problemi di inquinamento per via della discarica di Borgo Montello – continua l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – come se non bastasse, arriva una nuova centrale atomica. Che succede, si sta facendo finta che non sia mai accaduto nulla?».  Si accende la polemica politica – e per ora solo quella – su una questione evidentemente complessa: «Perfino il governatore del Lazio Renata Polverini aveva promesso che non avrebbero riaperto una centrale nucleare a Latina – continua la Di Marcantonio – evidentemente ha prevalso la volontà del padrone, di Silvio Berlusconi».

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