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Atradius: impatto coronavirus su insolvenze aziendali

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Amsterdam/Roma. La pandemia di coronavirus colpisce l’economia mondiale in un momento delicato, fatto di stime di crescita al ribasso, soprattutto a causa del perdurare delle tensioni commerciali. Questo accelera la tendenza all’aumento dei livelli d’insolvenza nelle economie avanzate.La pandemia di coronavirus pone sfide pesanti al commercio globale, rivelandosi elemento perturbatore delle catene di fornitura a livello mondiale. Si rivedono al ribasso le stime di crescita del PIL globale e locale, e l’incertezza sui tempi dell’emergenza rende particolarmente complesse le previsioni sui reali impatti economici del coronavirus, con ciò che ne consegue sui livelli d’insolvenza.
È questo, in sintesi, lo scenario che delinea Atradius, tra le società leader nel mondo nel settore dell’assicurazione del credito, cauzioni e recupero crediti a livello internazionale, nel suo rapporto “Accelera la crescita delle insolvenze nel 2020” scaricabile gratuitamente dal sito http://www.atradius.it.Messo a dura prova il clima di fiducia di consumatori e imprese, l’Eurozona dovrà scontare in corso d’opera la già delicata fase attraversata dal settore manifatturiero e dalle catene di fornitura, ora inasprita dalle ricadute delle misure prese per contenere la pandemia.“In questo particolare contesto di fragilità dei mercati, in piena emergenza coronavirus e relative misure di contenimento – commenta Massimo Mancini, Country Manager di Atradius per l’Italia – il rischio di credito commerciale si intensifica e si inasprisce, verso il quale occorre sempre avere un approccio di gestione strategico, soprattutto ma non solo in momenti di crisi come quello che stiamo attraversando”.

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Insolvenze: possibili scenari post-Brexit secondo Atradius

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 febbraio 2020

Amsterdam. A oltre tre anni dal voto per la Brexit, Regno Unito e Unione Europea si sono separati con un accordo strutturato di recesso. Venerdì 31 gennaio 2020 a mezzanotte (CET), l’uscita del Regno Unito è diventata realtà. Mentre ora l’attenzione si rivolgerà alle future relazioni commerciali tra il Regno Unito e l’Europa, gli impatti economici a breve termine per il Regno Unito continuano a creare difficoltà alle imprese.Archiviata la Brexit, il Regno Unito può ora iniziare a negoziare nuovi accordi commerciali, il più importante dei quali riguarda le future relazioni commerciali con l’UE. Gli attuali accordi restano in vigore fino al 31 dicembre 2020. Tuttavia, i tempi stretti rendono come più probabile solo un accordo limitato, che potrebbe potenzialmente comportare una tormentata revisione nel 2021. Inoltre, se le due parti non riuscissero a negoziare un accordo commerciale entro la fine del periodo di transizione, rischierebbero di ricadere sotto regole del WTO. Le pressioni sul contesto economico e le incertezze sottostanti continuano a mettere a dura prova il Regno Unito e tutti i mercati dell’UE.Il lungo periodo di incertezza ha creato un sentimento negativo, che persisterà probabilmente nel 2020 in assenza di indicazioni certe sulle future relazioni commerciali tra Regno Unito e UE. Dopo la stagnazione nel 2019, prevediamo che gli investimenti delle imprese nel Regno Unito rimangano stabili anche quest’anno, a causa della bassa fiducia e l’elevata incertezza. La crescita economica del Regno Unito dovrebbe rallentare all’1,0% nel 2020, in parte attenuata dal sostegno fiscale e monetario delle banche centrali. Molte imprese già significativamente debilitate da condizioni di volatilità iniziate con il referendum 2016, rimangono soggette al rischio insolvenza.

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Atradius: agroalimentare italiano in crescita

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

Continua la corsa dell’agroalimentare italiano che con una crescita prevista del 3% nel 2019 e dell’1,4% nel 2020 conferma il suo ruolo trainante nell’industria del Made in Italy. Restano tuttavia alcune criticità sui tempi di pagamento legate ad un mercato estremamente frammentato e caratterizzato da una forte concorrenza, con molte aziende di piccole dimensioni.In particolare nel 2020, i grandi rivenditori grazie ai forti flussi di cassa, incrementeranno i propri investimenti e le acquisizioni al fine di guadagnare quote di mercato. Questo comporterà per le imprese di piccola taglia maggiore affanno in termini di liquidità, e conseguenti difficoltà a rispettare le tempistiche di pagamento delle fatture emesse dai propri fornitori. E’ questo, in sintesi, il quadro delineato dallo studio sull’andamento del settore agroalimentare del nostro Paese “Market Monitor Alimentare Italia – Dicembre 2019” condotto da Atradius, tra i Gruppi leader nel mondo nell’assicurazione del credito commerciale, cauzioni e recupero crediti.In linea generale, all’interno del comparto italiano, si osserva un sostanziale rispetto dei termini di pagamento ex lege che stabiliscono un limite massimo di 30 giorni per le merci deperibili e di 60 giorni per quelle non deperibili. Tuttavia, alcuni player di dimensioni più piccole e con i margini sotto pressione si troveranno a dover prorogare i pagamenti per gestire la scarsa liquidità, situazione che si ripercuoterà negativamente sui ritardi di pagamento, per i quali Atradius prevede un aumento, seppur di modesto, nel 2020 mentre si attende una stabilizzazione delle insolvenze.Secondo l’analisi Atradius, le tariffe doganali imposte dagli Stati Uniti (che rappresentano il 10% del totale delle esportazioni dei prodotti agroalimentari italiani) su alcuni formaggi italiani, come Parmigiano e Grana Padano, potrebbe impattare negativamente sull’andamento positivo del segmento caseario. Allo stesso modo, potrebbe essere colpito quello dei liquori nel sottosettore delle bevande, ad eccezione del vino che continua ad avere una buona performance a livello nazionale e internazionale.L’UE rimane il principale mercato di destinazione dell’export agroalimentare italiano, ricoprendo una quota di due terzi, e dato che fino ad ora solo pochi prodotti sono stati colpiti dalle tariffe statunitensi, per il momento l’impatto sul rischio credito di alcuni segmenti dovrebbe restare contenuto.Un elemento di criticità per il settore è rappresentato dalla crescita delle frodi alimentari che Atradius ha registrato nei primi mesi del 2019, principalmente nell’ambito delle vendite all’ingrosso di prodotti alimentari, carne e pesce.“Nonostante ci troviamo davanti ad comparto che si mantiene complessivamente sano e proiettato verso la crescita, grazie al buon andamento dell’export e ad un incremento previsto del valore aggiunto del settore del +1,4% nel 2020 – commenta Massimo Mancini, country manager Atradius per l’Italia – per molte imprese produttrici persistono alcune criticità come le ridotte dimensioni aziendali, che impediscono la crescita a livello internazionale, i margini stretti e l’alta competitività, che potrebbero metterne a dura prova il flusso di cassa. In questo contesto, gli strumenti a supporto della gestione del rischio credito commerciale rappresentano un valido alleato per le aziende esportatrici, ma anche per gli operatori del mercato domestico che si trovano a dover proteggere le proprie pratiche commerciali da clienti in affanno o da cattivi pagatori”.

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Atradius: agroalimentare italiano in crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 dicembre 2019

Continua la corsa dell’agroalimentare italiano che con una crescita prevista del 3% nel 2019 e dell’1,4% nel 2020 conferma il suo ruolo trainante nell’industria del Made in Italy. Restano tuttavia alcune criticità sui tempi di pagamento legate ad un mercato estremamente frammentato e caratterizzato da una forte concorrenza, con molte aziende di piccole dimensioni.In particolare nel 2020, i grandi rivenditori grazie ai forti flussi di cassa, incrementeranno i propri investimenti e le acquisizioni al fine di guadagnare quote di mercato. Questo comporterà per le imprese di piccola taglia maggiore affanno in termini di liquidità, e conseguenti difficoltà a rispettare le tempistiche di pagamento delle fatture emesse dai propri fornitori. E’ questo, in sintesi, il quadro delineato dallo studio sull’andamento del settore agroalimentare del nostro Paese “Market Monitor Alimentare Italia – Dicembre 2019” condotto da Atradius, tra i Gruppi leader nel mondo nell’assicurazione del credito commerciale, cauzioni e recupero crediti. In linea generale, all’interno del comparto italiano, si osserva un sostanziale rispetto dei termini di pagamento ex lege che stabiliscono un limite massimo di 30 giorni per le merci deperibili e di 60 giorni per quelle non deperibili. Tuttavia, alcuni player di dimensioni più piccole e con i margini sotto pressione si troveranno a dover prorogare i pagamenti per gestire la scarsa liquidità, situazione che si ripercuoterà negativamente sui ritardi di pagamento, per i quali Atradius prevede un aumento, seppur di modesto, nel 2020 mentre si attende una stabilizzazione delle insolvenze.Secondo l’analisi Atradius, le tariffe doganali imposte dagli Stati Uniti (che rappresentano il 10% del totale delle esportazioni dei prodotti agroalimentari italiani) su alcuni formaggi italiani, come Parmigiano e Grana Padano, potrebbe impattare negativamente sull’andamento positivo del segmento caseario. Allo stesso modo, potrebbe essere colpito quello dei liquori nel sottosettore delle bevande, ad eccezione del vino che continua ad avere una buona performance a livello nazionale e internazionale.L’UE rimane il principale mercato di destinazione dell’export agroalimentare italiano, ricoprendo una quota di due terzi, e dato che fino ad ora solo pochi prodotti sono stati colpiti dalle tariffe statunitensi, per il momento l’impatto sul rischio credito di alcuni segmenti dovrebbe restare contenuto. Un elemento di criticità per il settore è rappresentato dalla crescita delle frodi alimentari che Atradius ha registrato nei primi mesi del 2019, principalmente nell’ambito delle vendite all’ingrosso di prodotti alimentari, carne e pesce.

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David Capdevila designato nuovo Chief Executive Officer (CEO) di Atradius N.V

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 novembre 2019

Dal 1 gennaio 2020 prenderà il posto di Isidoro Unda, che per 12 anni ha ricoperto il ruolo di Chief Executive Officer della Compagnia assicurativa.Nel corso della riunione del 31 ottobre 2019, il Consiglio di Amministrazione del Grupo Catalana Occidente ed il Supervisory Board di Atradius N.V. hanno approvato la designazione di David Capdevila quale nuovo Chief Executive Officer (CEO) di Atradius. Capdevila succede a Isidoro Unda, che per 12 anni ha ricoperto il ruolo di CEO della Compagnia di assicurazione del credito. Tali modifiche avranno effetto a partire dal 1 gennaio 2020.Il presidente del Grupo Catalana Occidente, José María Serra, ha ringraziato Isidoro Unda per la sua dedizione durante la sua carriera all’interno del Gruppo assicurativo e in particolare ha sottolineato il suo ruolo “nello sviluppo e nel consolidamento di Atradius come società leader nell’assicurazione del credito a livello internazionale”.Unda è stata nominato CEO di Atradius N.V. nell’aprile 2007 quando le società Crédito y Caución e Atradius N.V. hanno annunciato la loro fusione. In precedenza, Unda aveva ricoperto la carica di CEO presso Crédito y Caución dal 2001.
David Capdevila ha conseguito una laurea in Economia e Commercio ed un Master in Economia e Gestione aziendale presso l’IESE. È entrato nel Grupo Catalana Occidente nel 1992 come Direttore Organizzazione e Qualità e da allora ha assunto diverse responsabilità nel Gruppo e nelle sue diverse società.

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Europa occidentale: a rischio la stabilità finanziaria delle aziende secondo Atradius

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 ottobre 2019

In aumento quest’anno i casi d’insolvenza in Europa occidentale, dopo anni di sostanziale stabilità. Si prevede che il 2019 si chiuda con un incremento delle insolvenze al 2,7%, un trend di crescita che dovrebbe confermarsi anche nel 2020.ll rallentamento della crescita economica globale, il protrarsi della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, nonché l’incertezza relativa ai futuri rapporti tra Regno Unito ed Unione Europea sono considerati i fattori principali alla base di un atteso aumento dei casi d’insolvenza in Europa occidentale.Andreas Tesch, Chief Market Officer di Atradius, ha dichiarato: “Per quest’anno non s’intravede la fine della difficile situazione congiunturale, e anche per il prossimo anno le previsioni non sono positive. Il contesto economico globale è peggiorato, e dovrebbe rimanere instabile nei prossimi mesi. Le previsioni indicano un ulteriore aumento delle insolvenze nel 2020, che metterà a dura prova la stabilità finanziaria delle imprese”.Secondo quanto emerge dall’edizione 2019 del “Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento a livello internazionale – Focus: Europa Occidentale”, le transazioni commerciali tra aziende vedono un più frequente ricorso alla concessione di credito commerciale rispetto allo scorso anno, verosimilmente per sostenere la crescita della domanda interna e rimanere competitive sui mercati esteri.In media, il 60,4% del valore totale delle transazioni commerciali tra aziende in Europa occidentale è stato effettuato a credito (lo scorso anno il dato si attestava al 41,4%). Questo dato raggiunge il 67,2% in Europa orientale, il 50,9% nelle Americhe e il 55,5% in Asia-Pacifico (passando rispettivamente dal 38,8%, 45,8% e 48,1% dello scorso anno).Nel dettaglio, le aziende danesi sono le più propense a concedere credito ai propri clienti (75,5% di vendite a credito) e quelle francesi le meno convinte (44,6%). Nel mezzo il dato relativo alle vendite a credito degli intervistati italiani pari al 52,9% del totale delle vendite tra aziende, al di sotto della media europea del 60,4%.Restano sostanzialmente stabili le tempistiche medie concesse dai fornitori ai clienti per saldare le fatture. Non sorprende il fatto che la continua incertezza sulle relazioni future tra il Regno Unito e l’Unione Europea abbia sensibilmente acuito la percezione del rischio di credito da parte delle aziende del Regno Unito (dilazioni di pagamento medie concesse pari a 20 giorni, rispetto ai 24 giorni dello scorso anno) e dell’Irlanda (28 giorni, rispetto ai 31 giorni di un anno fa). Restano, invece, superiori alla media per l’Europa occidentale (pari a 34 giorni) le dilazioni di pagamento medie concesse dalle aziende italiane, che si attestano a 51 giorni dalla data di emissione della fattura.Per quanto riguarda i crediti insoluti, circa il 30% del valore totale delle fatture B2B emesse dagli intervistati in Europa occidentale nell’ultimo anno è rimasto non pagato alla scadenza. Il dato sale al 35,1% nel Regno Unito, si attesta al 31,3% in Italia, e tocca il minimo al 20,3% in Danimarca.
La valutazione della solvibilità degli acquirenti, unitamente all’invio di solleciti di pagamento, sono le attività di gestione del credito commerciale più frequentemente utilizzate in Europa occidentale. La Grecia è la più attiva in tal senso (39% di media degli intervistati) mentre l’Italia si posiziona al 42%, contro una media del 35% per l’Europa occidentale.
L’edizione di ottobre 2019 del “Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento tra imprese a livello internazionale – Focus: Europa occidentale” è il risultato del sondaggio condotto in Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Spain, Svezia, Svizzera, Olandai e Regno Unito. I report possono essere scaricati dal sito web Atradius all’indirizzo https://group.atradius.com (sezione Publications/Payment Practices Barometer).

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Atradius Collections espande la sua presenza globale negli Emirati Arabi Uniti

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Atradius Collections espande ulteriormente la sua presenza internazionale a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti (EAU). Il lancio di questa nuova realtà locale fa parte della strategia di sviluppo di Atradius Collections ed è volta a migliorare l’expertise della società nell’attività di recupero crediti negli Emirati Arabi Uniti, nel piano di espansione globale.La conoscenza delle pratiche commerciali e della cultura locali è un fattore chiave per garantire il successo nei servizi di recupero crediti. La presenza negli Emirati Arabi permetterà ad Atradius Collections di offrire il miglior servizio di recupero crediti ai suoi clienti in Medio Oriente.La crescita economica è stata modesta nella regione e le transazioni commerciali sono state soggette a forti pressioni dovute all’aumento del costo delle attività commerciali e a ragioni geopolitiche. Il numero dei casi fuori controllo è cresciuto in modo preoccupante, e, come conseguenza di questa situazione, molte aziende si sono trovate in difficoltà nel recuperare i crediti inesigibili. http://www.atradiuscollections.com

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Economie emergenti: mercati e settori più promettenti nel 2019 secondo Atradius

Posted by fidest press agency su sabato, 16 febbraio 2019

Bulgaria, Vietnam, Indonesia, Marocco e Perù: questi i Paesi che nel 2019 offriranno le migliori opportunità di sviluppo commerciale agli esportatori. Nello specifico, in questi Paesi, i settori caratterizzati da un maggiore potenziale di crescita della domanda saranno i beni di consumo durevoli, i generi alimentari, le costruzioni e le infrastrutture.E’ questo, in sintesi, il quadro che emerge dall’analisi condotta da Atradius – tra i gruppi leader nel mondo nell’assicurazione dei crediti commerciali, cauzioni e servizi di recupero crediti in Italia ed all’estero – che evidenzia un trend economico di forte crescita nei Paesi summenzionati, in controtendenza rispetto al clima di incertezza della maggior parte dei mercati emergenti.Buone opportunità per gli esportatori internazionali, compresi quelli italiani, in particolare nei settori dei beni di consumo durevoli e degli alimenti e bevande, vengono offerte dalla Bulgaria che vedrà una crescita del PIL del 3,5% quest’anno, in netta controtendenza rispetto alla contrazione economica che ha colpito l’Europa Orientale. Opportunità di sviluppo commerciale nel mercato bulgaro sono attese anche nei settori chimico e meccanico, che beneficiano delle sovvenzioni dell’Unione Europea e del sostegno del governo locale. Anche il settore agricolo, tradizionalmente uno dei settori principali del mercato bulgaro, registrerà una crescita della produzione, il che stimola la domanda d’importazione di fertilizzanti dall’estero.
Nel Sud-Est asiatico, buone prospettive di crescita commerciale per l’export sono offerte dal Vietnam (crescita del Pil prevista +6,7% nel 2019) nei settori tessile (+5% nel 2019), grazie alla forte diversificazione dei mercati di sbocco al di fuori della Cina (penalizzata dalle tensioni commerciali con gli Usa), degli alimenti e bevande e nel settore chimico, in particolare il segmento carburanti. La domanda alimentare è motore di crescita anche in Indonesia che mostra prospettive promettenti nei settori dei beni di consumo durevoli, ed in quello degli alimenti e bevande. A mostrare un trend positivo è anche la domanda nel settore chimico, spinto dall’esplosione dell’e-commerce, nelle infrastrutture e nel settore dei macchinari.
In America Latina, importanti opportunità di crescita sono attese nel settore dell’industria primaria del Perù (PIL +4% nel 2019), dove l’aumento della pesca delle acciughe e una maggiore produzione di idrocarburi faranno da traino alla crescita del settore. Lo sviluppo del comparto minerario inoltre alimenta la crescita del settore costruzioni e grandi opere, e nei settori alimenti e bevande e dei beni durevoli di consumo che, supportati da un’ampio mercato interno e dall’elevata fiducia dei consumatori, rivelano un’alto potenziale di crescita.
Tra i Paesi MENA, il Marocco è in corsa con una previsione di crescita del PIL del + 3,3% nel 2019, ed è pronto ad offrire promettenti opportunità di crescita per l’export nel settore manifatturiero, in particoloare nel comparto dell’industria automobilistica. A sostenere la buona performance del Paese anche il settore del turismo, grazie all’alto livello delle infrastrutture, e quello dell’energia rinnovabile, che sta registrando una forte crescita in seguito all’obiettivo del governo di aumentare la quota al 42% entro il 2020.

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Atradius:Sviluppo ulteriore della presenza sul mercato asiatico con la Corea del Sud e in Africa

Posted by fidest press agency su sabato, 10 settembre 2016

amsterdamAMSTERDAM, /PRNewswire/ Atradius, tra le società leader nel mondo nel settore dell’assicurazione dei crediti, cauzioni e recupero crediti, amplia la portata geografica su due continenti, rafforzando la propria presenza in Corea del Sud ed in Sud Africa. Ciò tramite un proprio ufficio ed una partecipazione strategica.
Atradius ha recentemente ottenuto da parte delle competenti autorità coreane la licenza ad operare in Corea del Sud attraverso la propria controllata coreana Atradius Trade Insurance Brokerage. Quest’ultima fornirà coperture assicurative credito a livello locale, con il sostegno della Seoul Guarantee Insurance Company (SGIC). Tale operazione incrementa la presenza di Atradius sul mercato asiatico, per un totale di 14 Paesi in cui Atradius opera tramite società asiatiche controllate e uffici satellite.
L’economia della Corea del Sud presenta delle solide prospettive di crescita e sviluppo, in un mercato che offre delle significative opportunità di crescita commerciale per i nostri esportatori. “L’interscambio commerciale tra la Corea del Sud è l’Italia è cresciuto costantemente negli ultimi anni, a segnalare un concreto dinamismo dei rapporti commerciali tra i due Paesi. E’ per noi motivo di grande soddisfazione poter incrementare la presenza di Atradius su uno dei mercati più avanzati a livello mondiale” afferma Massimo Mancini, Country Manager di Atradius per l’Italia.
Mutual & Federal, la più antica società di assicurazione sud africana operante nei rami non vita, ha accettato l’offerta di Atradius di acquisire una quota di partecipazione strategica del 25% nella Credit Guarantee Insurance Corporation of Africa Limited (CGIC).”CGIC, quale assicuratore del credito leader in Africa, opera da molti anni in partnership con Atradius. Questo per fornire coperture assicurative ai nostri clienti globali che sono attivi nel continente africano” prosegue Mancini. “Grazie a questa acquisizione, CGIC e Atradius potranno essere sempre più concretamente al fianco delle aziende italiane rivolte non soltanto al mercato sudafricano, significativa destinazione per l’export del nostro Paese, ma anche a mercati interessanti in termini di crescita commerciale all’interno di detto continente”.La transazione proposta è soggetta ad approvazione interna ed a quella delle autorità competenti, unitamente alle risultanze di uno specifico procedimento di due diligence, inteso a finalizzare l’accordo entro la fine di quest’anno.
Atradius fornisce assicurazione del credito commerciale, cauzioni e servizi di recupero crediti a livello mondiale, con una presenza strategica in 50 Paesi. Atradius ha accesso a informazioni commerciali su 200 milioni di imprese nel mondo. I prodotti offerti aiutano a proteggere le imprese nel mondo dai rischi di mancato pagamento da parte dei clienti, derivanti dalla vendita di beni e servizi a credito. Atradius è parte del Grupo Catalana Occidente (GCO.MC), azienda leader in Spagna tra le società di assicurazione e tra gli assicuratori del credito a livello mondiale.http://www.atradius.com oppure per l’Italia http://www.atradius.it

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