Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘attacchi’

Commemorazione degli attacchi chimici siriani del 21 agosto 2013

Posted by fidest press agency su sabato, 23 agosto 2014

chemical-attacks-of-august-21-2013Un anno fa, il 21 agosto 2013, svariate zone residenziali della Ghouta, area rurale nei sobborghi di Damasco, furono al centro di un massiccio attacco condotto con armi chimiche che si ritiene abbia causato la morte di 1400 civili e l’invalidità di molti altri. Il mondo ne rimase sconvolto e per effetto della forte pressione internazionale il governo siriano acconsentì alla distruzione, sotto il controllo dell’OPAC (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche), dei propri arsenali di armi chimiche. Ma un anno dopo quegli attacchi, l’iniziale forte reazione internazionale sull’uso di agenti tossici contro i civili in Siria sembra essersi acquietata. La tuttora assediata area della Ghouta non ha ancora ricevuto alcun tangibile aiuto internazionale e i sopravvissuti stanno tuttora soffrendo dei gravi effetti collaterali derivanti dall’esposizione a sostanze letali. Green Cross invoca l’immediato sostegno internazionale alle vittime e ribadisce l’assoluta necessità di intensificare gli sforzi internazionali affinché dalla regione vengano bandite tutte le armi di distruzione di massa (ADM). Green Cross è recentemente riuscita, in collaborazione con l’organizzazione partner siriana Al-Seeraj, ad avviare nella Ghouta un progetto di aiuti d’emergenza finalizzato al rifornimento urgente di farmaci per impedire l’ulteriore diffusione di malattie nella popolazione già gravemente debilitata dagli attacchi chimici. Ma quella gente malata e traumatizzata ha bisogno di ben altro sostegno. “È un vero e proprio disastro umanitario quello che si sta verificando nelle zone assediate”, ha dichiarato K. A., una donna di 27 anni che ha perso tutti i suoi familiari nell’attacco a Zamalka, nella Ghouta meridionale. Nonostante gli orrori patiti, essa è rimasta nel quartiere sotto assedio e ora sta dedicandosi anima e corpo come assistente sanitaria a favore di coloro che soffrono.Sin dagli inizi del 2008, Green Cross sta sostenendo dei progetti socio-sanitari locali nella regione di Halabja, nell’Iraq settentrionale, tristemente nota per gli attacchi con gas letali ordinati dal regime di Saddam Hussein nel 1988. Tali progetti sono incentrati sugli effetti sociologici, psicologici e fisici a lungo termine di quegli attacchi chimici e stanno dimostrando quanto sia importante dare un sostegno alle vittime anche molto tempo dopo il verificarsi dell’evento.Falah Muradkhin, sopravvissuto agli attacchi del 1988 e oggi coordinatore di progetto nella Wadi Iraq, l’organizzazione partner locale di Green Cross, piange le vittime degli attacchi nella Ghouta e sottolinea che “25 anni fa non si disponeva di una tecnologia che consentisse di informare con immediatezza il mondo su ciò che stava avvenendo ad Halabja. Ma oggi la situazione è diversa. Le tremende immagini provenienti dalla Ghouta sono state rapidamente divulgate e viste da molte persone. Ma ciò nonostante nessuna azione è stata intrapresa per aiutare le vittime degli attacchi e nessuna risposta adeguata è provenuta dalle Nazioni Unite o da Paesi, tra cui l’Europa, che si presume fossero coinvolti nello sviluppo degli arsenali di armi chimiche della Siria”. Ecco perché Green Cross, in questa giornata commemorativa, chiede l’immediato sostegno internazionale per le dimenticate vittime degli attacchi nella Ghouta.
Green Cross sta anche adoperandosi attivamente a favore della creazione di un mondo realmente liberato dalle armi chimiche e quindi invita i sei Stati che ancora non l’hanno fatto, vale a dire Angola, Egitto, Israele, Birmania (Myanmar), Corea del Nord e Sud Sudan, ad aderire alla CAC (Convenzione sulle Armi Chimiche). Inoltre, tenuto conto dell’intricata interrelazione militare tra i vari tipi di armi di distruzione di massa -ABC-, Green Cross chiede che il passo successivo consista nell’istituzione di una Zona esente da armi di distruzione di massa (ADM). “Fin quando vi sarà anche una sola di queste armi in un qualche deposito, le genti che vivono in questa regione di tensioni politiche non potranno mai contare su una reale sicurezza”, conclude Dr. Stephan Robinson, responsabile settore disarmo e acqua di Green Cross.

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Inaccettabili gli attacchi e le insinuazioni nei confronti della Consulta

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2012

Italiano: Il Presidente Giorgio Naplitano acco...

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E del capo dello Stato che in queste ore risuonano nei commenti sul pronunciamento della Corte. Anche se avremmo preferito una decisione che consentisse di far esprimere i cittadini su una legge elettorale che va assolutamente cambiata, il rispetto per le istituzioni, Presidenza della Repubblica e Corte Costituzionale in testa, viene prima di ogni considerazione. È quindi da rigettare qualunque insinuazione, frutto di un’assenza di cultura istituzionale purtroppo diffusa”. Lo scrive su Facebook Enrico Letta, vicesegretario del Partito democratico.

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La guerra nel Sud Kordofan e nel Nilo Blu

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2011

Map of Darfur, Sudan ("Shamal" means...

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Lunedì scorso l’aviazione militare sudanese ha nuovamente bombardato due villaggi nella provincia del Sud Kordofan causando la morte di un bambino e il ferimento di due donne. Già la settimana scorsa l’aviazione sudanese aveva bombardato due villaggi nelle montagne Nuba uccidendo una ragazza 15enne e ferendo tre bambini. Altri tre bambini sono morti giovedì scorso a causa un attacco aereo a un altro villaggio.
Giovedì scorso il Parlamento Europeo ha reagito alla situazione in Sudan e in una sua risoluzione ha condannato sia gli attacchi aerei sudanesi contro la popolazione civile sia le massicce violazioni dei diritti umani e il blocco degli aiuti umanitari da parte delle forze governative. L’inviato speciale delle Nazioni Unite per la prevenzione del genocidio Francis Deng ha intimato al governo sudanese di rispettare il suo impegno per la protezione della popolazione civile. All’inizio della settimana tre parlamentari sudanesi si sono dimessi accusando il governo di azioni di cosiddetta “pulizia etnica” nelle montagne Nuba che da giugno 2011 ad oggi avrebbero causato la morte di 2.132 persone. Solo il giorno prima il vicepresidente sudanese Ali Osman Mohamed Taha aveva annunciato un rafforzamento dell’impegno militare nella provincia del Nilo Blu dove in agosto 2011 sono scoppiati violenti combattimenti.
L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) esorta la comunità internazionale a impegnarsi con maggiore serietà nella prevenzione delle sempre nuove guerre in Sudan. Attualmente i combattimenti nel Sud Kordofan e nel Nilo Blu coinvolgono oltre 600.000 civili. Lungi dal garantire una pace duratura i singoli e separati accordi di pace finiscono solo per alimentare ulteriori violenze. Solamente la globale e complessiva revisione dello status della minoranza africana nel paese a dominanza araba e la completa risoluzione delle divergenza con il Sud Sudan possono evitare che nel nelle montagne Nuba e nel Nilo Blu scoppino nuovi conflitti e guerre “di rappresentanza” tra Sudan e Sud Sudan.

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Referendum e disinformatsjia

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2011

“Il Governo sta attuando un vero e proprio sabotaggio dei diritti democratici”. Lo ha affermato l’europarlamentare del Pd Debora Seracchiani. “In occasione di questi referendum – ha osservato Serracchiani – dal Governo è scattata una pianificata operazione per disinnescare il potenziale dirompente della partecipazione popolare. Dalla scelta di una data che seguiva le amministrative alla sostanziale censura sugli organi di informazione pubblici, dagli attacchi contro il quesito sul nucleare alla querelle sui voti degli italiani all’estero, fino – ha sottolineato – al Presidente del Consiglio che invita esplicitamente a disertare le urne: non ci hanno fatto mancare nulla per gettare ostacoli sul cammino dei cittadini verso i seggi elettorali. Nonostante ciò – ha concluso Serracchiani – ho fiducia che la disinformatsjia di regime non avrà la meglio”.

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Zanzare: Come difendersi

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2011

Occorre sfatare una leggenda metropolitana: le zanzare preferiscono il sangue dolce. Tale credenza e’ priva di logica perche’ per succhiare il sangue piu’ “dolce” le zanzare devono comunque pungere la persona; e’ invece l’odore della pelle e la sua temperatura che le attirano ed e’ per questo motivo che esistono in commercio prodotti repellenti da spalmare sul corpo. Un tempo le zanzare pungevano prevalentemente di sera, oggi con la presenza della fastidiosissima zanzara tigre, gli attacchi si svolgono anche di giorno, tanto che alcuni comuni hanno avviato operazioni di bonifica del territorio. Il metodo piu’ antico per difendersi dalle zanzare e’ quello della… anzariera. Alle finestre o sopra il letto, la zanzariera offre da millenni la sua naturale ed efficace protezione contro gli insetti fastidiosi e nocivi. Sono, comunque, disponibili insetticidi in diverse modalita’ d’uso: spray, spirali e diffusori. Sono efficaci con l’avvertenza di tenersi lontani dai luoghi dove vengono irrorati e di collocare i propagatori vicino a porte e finestre e non accanto al letto o al divano. L’uso di tenere piante aromatiche (basilico, citronella, geranio, lavanda,ecc) su balconi e terrazze, oltre ad abbellirle, svolge un’azione di contenimento delle zanzare, al dire il vero un po’ blanda, che puo’ essere aumentata scuotendo le piante stesse in modo da diffondere nell’ambiente le essenze in esse contenute. Altri rimedi sono quelli che chiamiamo le “sedie elettriche per gli insetti”: sono le lampade a raggi ultravioletti con “griglia” elettrica; vanno di moda le “racchette elettriche” che possono essere agitate nell’aria proprio come una racchetta da tennis; spesso sulla “griglia” finiscono una moltitudine di insetti che sono scambiati per zanzare. Insomma tra zanzariere, creme e insetticidi il sistema di difesa c’e’, basta attivarlo con un po’ di anticipo rispetto all’attacco pungitore. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Task Force South East per cattura di uninsurgent

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2011

Herat. Durante un controllo del territorio, la Polizia del Distretto del Gulistan, ha arrestato un individuo sospetto che con la sua auto transitava nei pressi del villaggio di Ular. Da accertamenti condotti, sono emersi, oltre all’identità dell’uomo, particolari ed importanti informazioni che vedono l’uomo coinvolto in attività di preparazione e conduzione di attacchi IED portati contro le Forze di Sicurezza Afghane e contro le forze della coalizione. Grazie all’impegno dei paracadutisti del 186° reggimento, inquadrati nella Task Force South East, ed all’experties degli assetti investigativi WIT (weapon investigation team) che è stato possibile raccogliere prove sufficienti per attestare che l’uomo arrestato aveva di recente trasportato sostanze idonee per la fabbricazione di IED con l’auto di sua proprietà. Le prove raccolte dai militari italiani, hanno così consentito al pubblico ministero locale di convalidare l’arresto disponendo il trasferimento del individuo a Farah. L’arresto rappresenta un importante passo avanti nell’area per debellare la rete IED, rete che vede operare finanziatori, costruttori, trasportatori, coloro che posizionano materialmente l’IED sul terreno e chi lo attiva. (Magg.Igor PIANI)

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Politica: attacchi ad Enrico Letta

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2011

“La mattina gli appelli bipartisan. All’ora di pranzo gli attacchi, sopra le righe e fuori bersaglio, a Enrico Letta. Cerchiamo di capirci su alcuni punti senza offendere nessuno. Primo, il PD non è né per la patrimoniale, né per un aumento delle tasse. Il PD vuole una riforma del fisco a misura di chi lavora e di chi produce. Per inciso, faccio notare che la pressione fiscale non è mai stata così elevata come con il governo Berlusconi. In secondo luogo, noi non abbiamo mai proposto, in tre anni di legislatura, un incremento della spesa pubblica, ma una sua diversa allocazione, più razionale e di qualità, che consentisse di finanziare lo sviluppo riducendo gli sprechi. Terzo, l’appello del presidente del Consiglio  riconosce tardi la grave emergenza economica in cui versa il Paese: se si fosse occupato di più degli italiani, anziché badare ai suoi svaghi, forse il premier avrebbe capito che occorreva intervenire con maggiore tempestività. La mossa di oggi è chiaramente figlia della disperazione e di una deliberata, e neanche troppo sottile, strategia di comunicazione: vuole distogliere l’attenzione dagli scandali e provare, in corner, a darsi un allure istituzionale. Poteva pensarci prima. Ad esempio, poteva farlo, questo intervento conciliante sul Corriere, il 15 di dicembre, dopo la fiducia della Camera, se proprio gli stava a cuore l’interesse del Paese. Noi siamo sempre dalla parte degli italiani. Dunque, già  da domani siamo pronti a sederci e a discutere di crescita e sviluppo. Ma siamo disposti a farlo con chi può autorevolmente rappresentare il Paese e le istituzioni. Quindi, non con Silvio Berlusconi”. Lo scrive sul sito di TrecentoSessanta, Paola De Micheli, deputato e responsabile PMI del PD e tra i fondatori dell’Associazione di Enrico Letta.

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Wikileaks e la libertà di Internet

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

Il gruppo online denominato “Anonymous”, creatosi attraverso varie chat e forum online, ha realizzato una propria “rete botnet volontaria” che viene utilizzata per colpire i siti che hanno sospeso o terminato i loro servizi nei confronti di Wikileaks, in seguito all’ultima pubblicazione di materiale confidenziale. Gli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) contro Visa, Mastercard, Paypal, EveryDNS, ma anche quelli di Sarah Palin e della Procura svedese sono stati eseguiti da computer su cui è stata volontariamente installata dai sostenitori del gruppo Anonymous una versione modificata di LOIC (Low Orbit Ion Cannon). Questo programma bot DDoS viene quindi controllato attraverso chat nelle quali i coordinatori del gruppo decidono rapidamente gli obiettivi da prendere di mira. Questi ultimi attacchi, così come quelli effettuati in precedenza contro i responsabili di attività mirate a colpire il file sharing online, sono stati e sono tuttora condotti in nome della libertà di Internet.  Ma cos’è la libertà di Internet? È la libertà per un’azienda di scegliere le persone con cui fare business nell’ambito di un codice di condotta noto ed entro i limiti della legge? È la libertà di esprimere un’opinione politica o personale secondo la propria coscienza? È la libertà di pubblicare informazioni relative ad attività che si ritengono ingiuste o illecite in modo da richiamarvi l’attenzione? È la libertà di divulgare i segreti di altre persone semplicemente perché le parole dette in privato suonano spesso ridicole, offensive o divertenti nel momento in cui vengono ripetute in pubblico? È la libertà di impedire a milioni di altre persone di accedere alle loro libertà o, in molti casi, ai loro stessi mezzi di sostentamento? Secondo Rik Ferguson, Senior Security Advisor di Trend Micro, “La verità è che le libertà fra loro collidono. Per ogni pezzetto di libertà espresso da una persona, in Internet o altrove, ci sarà sempre qualcun altro che perde una parte della sua libertà. Quando un gruppo relativamente piccolo di persone si riunisce con l’intenzione di eliminare da Internet i contenuti su cui non è d’accordo, quasi a proprio piacimento, in quale punto le sue azioni cessano di essere libertà? Libertà e censura possono benissimo essere due facce della stessa medaglia”.

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I radicali pubblicheranno il materiale Wikileaks

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 dicembre 2010

Dichiarazione di Marco Pannella, a nome del Partito radicale, nonviolento, transnazionale e transpartito A seguito degli attacchi che si stanno moltiplicando contro il sito
Wikileaks, i suoi contenuti, i suoi finanziamenti e il suo fondatore, il Partito radicale, con la collaborazione di Radicali italiani e di Agorà digitale, ha deciso di raccogliere l’appello di Wikileaks a ripubblicare il materiale sotto attacco. I tecnici del Partito radicale sono già al lavoro per caricare le pagine con i documenti digitali sui siti della galassia radicale. Il Partito radicale è attivo alle Nazioni unite e ovunque nel mondo, per l’affermazione concreta del diritto alla libertà di informazione e conoscenza come parte integrante dei diritti umani fondamentali. Insieme agli altri soggetti della galassia radicale, il Partito è impegnato per la pubblicità di informazioni istituzionali ad ogni livello (in particolare la campagna di Radicali italiani per l’Anagrafe pubblica degli eletti e quella di pubblicazione dei conti della Camera dei Deputati) che spesso rimangono immotivatamente inaccessibili e segrete per l’opinione pubblica. Nonostante esistano differenze tra l’impostazione di Wikileaks e la nostra, riteniamo che non solo sia da garantire la libertà di stampa e di informazione, ma che Wikileaks contribuisca positivamente alla riforma di pratiche politiche quantomeno opache, o di vera e propria “doppia verità”, nell’esercizio del potere anche nelle cosiddette “democrazie”, che sempre più corrispondenti a “democrazie reali” quanto il “socialismo reale” corrispondeva agli ideali comunisti. Un esempio per tutti: la menzogna internazionale usata da Bush, Blair e Berlusconi per impedire la pace possibile in Iraq attraverso l’esilio di Saddam.

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U.S.A.: Gli attacchi negativi per comprare la California

Posted by fidest press agency su domenica, 31 ottobre 2010

“La gente non ne può più dei politici che si attaccano a vicenda”. Parla Arnold Schwarzenegger, governatore della California, mentre i suoi due possibili successori, Meg Whitman e Jerry Brown, ascoltano durante il convegno della Women’s Conference a Long Beach, non lontano da Los Angeles. Quando Matt Lauer, giornalista della Nbc, chiese ai due candidati a governatore del Golden State se sarebbero d’accordo ad eliminare  gli attacchi negativi, Brown acconsentì. Whitman disse invece che gli annunci con attacchi alle questioni politiche sono accettabili.
Distinguere fra un annuncio che centri questioni politiche da quelle personali spesso non è facile. Nel caso della Whitman, la quale ha speso più di 141 milioni di dollari nella sua campagna a governatore, gli attacchi a Brown si sono rivelati indispensabili. Whitman, come si sa, è l’ultraricca ex amministratore delegato di eBay. Ha passato buona parte della sua vita nel mondo corporativo e ha solo votato sporadicamente. Senza nessuna esperienza politica ha deciso che vuole diventare governatore della California. Brown, al contrario, ha passato tutta la sua vita al servizio dei cittadini. È il figlio del governatore Pat Brown che molto fece per la California fra il 1959 e il 1967. Jerry, anche lui già governatore del Golden State fra il 1975 e il 1983, è poi stato sindaco della città di Oakland ed è attualmente il procuratore generale della California. Whitman ha cercato di presentarsi ai trentotto milioni di californiani come manager competente che aggiusterebbe lo Stato creando posti di lavoro.  Fino a qualche settimana fa sembrava che la sua campagna mediatica stesse funzionando dato che i sondaggi davano la corsa come un pareggio.
I sondaggi più recenti la piazzano indietro di dieci punti (49% Brown, 39% Whitman). Ovviamente a pochi giorni dell’elezione gli attacchi reciproci continueranno nonostante i fischi ricevuti dalla Whitman da molte delle donne presenti al convegno di Long Beach. La Whitman non avrà scelta. Il problema per lei è che Brown, il quale ha speso pochi soldi durante la primaria democratica, si trova in una situazione favorevole anche se l’ultra miliardaria potrebbe aprire  di nuovo il suo portafogli. Brown ha nel suo tesoro politico undici milioni di dollari e può anche contare sul supporto dei sindacati. Quindi potrà difendersi dagli attacchi inevitabili del suo avversario.
Sfortunatamente gli attacchi negativi in politica funzionano dato che gli elettori sono influenzati dal “presunto” male che un politico avrà compiuto. Sarà più facile per la Whitman trovare scuse per i suoi attacchi ma deve fare attenzione perché le accuse di menzogne le sono piovute addosso. Indirettamente, ciò è avvenuto anche da Schwarzenegger, il quale ha corretto la Whitman dicendo che non è necessario riportare la California all’età del Golden State perché la California già lo è.
I californiani non sono d’accordo. Schwarzy riceve solo l’appoggio del 29% dei californiani inquanto al suo operato. La Whitman, come Schwarzy, è repubblicana, qualcosa che non è passato inosservato a Brown. In uno dei suoi annunci il candidato democratico compara l’attuale governatore e la candidata dichiarandoli “gemelli” data la loro affinità politica basata anche sulle frasi usate dai due che a volte sembrano null’altro che una ripetizione. La mancanza di esperienza politica accomuna il percorso politico della Whitman con Schwarzenegger. Ambedue hanno dichiarato di essere ricchi e quindi impossibili di essere comprati. Nel caso della Whitman però i soldi investiti per essere eletta suggeriscono che lei vuole comprarsi l’incarico di governatore della California, lo stato-nazione del pacifico. Ci hanno provato altri politici cha hanno usato la loro fortuna per compierlo come Steve Pozner, Bill Simon, Steve Westly, Al Checchi e Jane Harman. Non vi sono riusciti. Gli elettori californiani si sono dimostrati abbastanza svegli non vendendogli i loro voti. Succederà lo stesso con la Whitman? Lo sapremo fra breve. (Domenico Maceri)

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Attacchi di Core 2nd edition

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2010

Roma  25 settembre Via Anassimandro 15, zona Pigneto  operazioni di danza contemporanea nella Provincia di Roma  spettacoli, performance, residenze e laboratori  coinvolti 8 Comuni per 20 attività in scuole, musei, teatri, palazzi storici presenta  Compagnia Excursus LIASONS a DUNCAN 3.0
Roma 26 settembre Via dei Latini 28, San Lorenzo Beatrice Magalotti Abecedario Incontro Con Gilles Deleuze a La scatola dell’arte
Formello  30 settembre Viale Regina Margherita 6 Marco Ubaldi Verde Pisello_dinamiche di un colore al teatro Comunale J.P. VELLY    all’interno della festa per la presentazione della stagione teatrale  (foto)

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“Fettine di cuore”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2010

Asciano (Siena) 22/6/2010 Fonti Lavatoie, recentemente restaurati, (venerdì e sabato dalle ore 10.30 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18) personale di Alessandro Grazi con quadri, sculture e opere su carta che disegnano un nuovo e originale percorso artistico, un vortice di colori e forme che mettono l’accento sulla realtà odierna e sui continui attacchi che ci affliggono da più parti nella nostra piccola quotidianità Lo stesso titolo dell’esposizione ne è un esempio: “Fettine di cuore”, per parafrasare un modo di dire del gergo moderno e comune alludendo all’’essere pronti a qualsiasi cosa per emergere. L’artista vuole mettere l’attenzione sulla realtà odierna, sui continui attacchi che ci affliggono da più parti nella nostra piccola quotidianità.
“Fettine di cuore” si inserisce all’interno di un momento particolarmente fecondo dal punto di vista creativo per Alessandro Grazi. Il Comune di San Quirico d’Orcia lo ha incaricato di dipingere i premi per la cinquantesima edizione della Festa del Barbarossa, consistenti in due grandi brocche di ceramica destinate ai migliori arcieri e alfieri del torneo 2010. È inoltre reduce da un performance di pittura estemporanea nella piazza di Bettolle (Sinalunga – Siena), dove in compagnia di altri nove artisti di livello nazionale ciascuno ha dipinto una grande sagoma di toro Chianino a dimensione naturale in occasione della manifestazione “La Valle del Gigante Bianco”.
L’ingresso è gratuito. È possibile effettuare visite guidate in compagnia dell’artista, per informazioni e prenotazioni tel. 392 9026373.

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L’Inter batte il Barcellona a 3-1

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2010

Abbiamo visto una Inter volitiva che non si è piegata allo svantaggio iniziale ma ha saputo rimontare con una grande prestazione dilagando nel secondo tempo. I catalani hanno speso tutte le loro energie nel primo tempo e realizzato al ventesimo minuto di gioco la rete con Pedro con un tiro dai 14 metri che ha freddato Julio Cesar. Abbiamo dovuto aspettare il 48° per consentire a Maicon di realizzare la rete del pareggio. Con un abile contropiede lo segue Milito che serve il brasiliano e gli consente la rete del due a uno. Completa il trittico un tiro di Milito con una deviazione di un difensore. La reazione dei catalani non si fa attendere ma è troppo tardi. L’Inter resiste agli attacchi contenendo gli avversari nonostante il serrato assedio alla porta di Julio Cesar. Ora l’Inter è attesa alla prova finale al Camp Nou per la finale di Madrid.

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Facciamoci valere!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

di Lisa Frankfort e Patrick Fanning Ogni giorno incontriamo persone fastidiose a cui cediamo pur di essere lasciati in pace: il vicino maleducato, il parente irritante, il collega aggressivo. In cuor nostro sappiamo benissimo che il modo migliore per trattare con queste persone è rimanere fermi sui nostri propositi, esprimere con sincerità i nostri sentimenti, le nostre preferenze.  Ma come smettere di essere remissivi e iniziare a farsi valere?  Questo libro, rivolto particolarmente alle donne,  ma utilissimo anche agli uomini, è un arsenale di armi retoriche a cui attingere per rintuzzare gli attacchi verbali  quotidiani dei maleducati e degli invadenti. Offre un campionario di formule facili, divertenti e irriverenti per destreggiarsi con successo in tutte le occasioni. E, miracolo!, insegnandoci a rispondere come si deve ci aiuta a  rafforzare anche la nostra autostima.Collana: Donna Oggi (DON) Codice libro: DON004 Prezzo: €12.00 Pagine:128 edizione Red

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Minacce informatiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Convenzione firmata tra il Dipartimento di Pubblica Sicurezza e il gruppo Unicredit che ha per obiettivi l’adozione condivisa di procedure di intervento e di scambio di informazioni utili alla prevenzione e la repressione degli attacchi informatici, di matrice terroristica e criminale, diretti ai sistemi informativi critici ed ai servizi di home banking e moneta elettronica del Gruppo UniCredit. La convenzione rappresenta anzitutto la formalizzazione del rapporto di collaborazione operativa tra le società del Gruppo UniCredit ed il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (CNAIPIC), istituito presso il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e deputato in via esclusiva a svolgere attività di prevenzione e repressione delle minacce e degli attacchi informatici, di matrice terroristica o criminale, diretti ai servizi o ai sistemi informatici delle infrastrutture critiche nazionali. La convenzione pone le basi di un progetto di collaborazione operativa per la prevenzione ed il contrasto dei crimini informatici che hanno per obiettivo i servizi ed i sistemi dell’home banking e della monetica. Il progetto troverà attuazione con la realizzazione di un centro di interscambio e di analisi di dati e informazioni afferenti alle suddette specifiche fenomenologie criminali.  “Alla luce di ciò – dice Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – condividiamo la soddisfazione del Capo della Polizia, Antonio Manganelli, per la stipula della convenzione tra la società Gruppo Unicredit ed il Dipartimento della Pubblica Sicurezza”.  “E’  per la prima volta  che un istituto di credito aderisce ad un rapporto istituzionale per la tutela della sicurezza e questo – dice ancora Maccari – non può che soddisfarci. La convenzione sottoscritta fa crollare quei muri di diffidenza che prima impedivano questo modello di partenariato pubblico-privato a tutela della sicurezza come modello di vita condiviso da tutti”.

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Affissioni abusive

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2010

Roma. E’ sempre la stessa storia! Passano gli anni ma in Italia il modo di fare campagna elettorale non cambia: candidati riproposti per l’ennesima volta nelle liste elettorali con alleanze assurde senza programmi noti e l’immancabile incivile corsa a chi affigge il maggior numero di manifesti abusivi sui muri delle nostre citta.Ma questa volta c’e una novita: Rete dei cittadini dice basta e rompe gli schemi della solita politica! La neonata lista civica, che partecipera alle prossime elezioni regionali Lazio 2010 con un programma frutto di una dialettica democratica e con candidati non piu politicanti di mestiere ma finalmente semplici cittadini, lancia oggi una nuova iniziativa: Loro sporcano, noi puliamo! Stufi di vedere Roma imbrattata da manifesti elettorali attaccati illegalmente sotto gli occhi delle istituzioni, i volontari della lista civica Rete dei cittadini, armati solo di acqua, guanti, spazzoloni e tanta buona volonta, si mettono a disposizione dei cittadini per rimuovere tutte quelle affissioni abusive che deturpano le nostre citta testimoniando un vecchio modo di fare politica che se ne infischia dell’ambiente, della legalita e del bene comune. La campagna della Rete dei cittadini “loro sporcano, noi puliamo!” ha preso il via da Roma – Via Merulana tra lo stupore e l’approvazione dei passanti (immagini e video disponibili sul sito http://retedeicittadini.it  e sarà ripetuta durante tutto il periodo elettorale.

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Google: allarmanti gli attacchi

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 gennaio 2010

«Negli ultimi venti anni, Internet è diventato uno strumento fondamentale per la libertà di espressione e la crescita economica». Lo dichiara Paola de Micheli, deputato del Partito Democratico. «I recenti attacchi a Google e sugli account di posta elettronica sono allarmanti, specialmente per il fatto che provengono dalla Cina, Paese nel quale in passato ho lavorato a lungo e ho avuto modo di riscontrare i sistemi restrittivi legati all’informazione». «Una rete sicura e aperta – conclude la De Micheli – è una condizione indispensabile per la promozione di una società informata e il potenziamento di cittadini e i consumatori. Spero che il Governo Italiano sia pronto a sostenere Google nella sua lotta a favore della libertà di espressione online».

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Terrorismo: il tallone di Achille di Obama

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2010

“Siamo in guerra e quando il presidente Obama fa finta di no, ci rende meno sicuri”. Dick Cheney, l’ex vicepresidente degli Stati uniti, ha così commentato la soffice reazione del presidente Obama all’attentato terroristico di un individuo della Nigeria che aveva cercato di fare esplodere un aereo della Northwest Airlines il 25 dicembre. Non è la prima volta che Cheney esprime parole durissime sulla politica estera di Obama. Altre voci repubblicane si sono aggiunte a quella dell’ex vicepresidente. Nessuno però gli toglie la leadership di destra. Infatti, Cheney si è guadagnato il premio Conservatore dell’Anno conferitogli dal gruppo di estrema destra Human Events per le sue prese di posizione ultraconservatrici.  Bisogna provare compassione per Obama dati tutti gli attacchi dei repubblicani, che si parli di politica domestica o estera.  Nel primo campo, la recente legge sulla sanità approvata dal Senato non ha ricevuto nessun voto repubblicano.  È incredibile che mentre i democratici dibattevano il disegno di legge con alcuni spingendo a sinistra ed altri spingendo a destra, nessuno dei repubblicani ha trovato nulla di buono nella riforma.  Questa compattezza non può fare che venire il sospetto che i repubblicani intendano compiere ciò che Rush Limbaugh, il noto conduttore radiofonico, ha avuto il coraggio di dire ad alta voce: la volontà di fare sì che Obama fallisca. I repubblicani sembrano disperati alla ricerca di qualunque cosa per criticare l’amministrazione di Obama. Segnare gol politici sembra dominare il piano di azione del GOP vedendo le elezioni di midterm di quest’anno come fondamentali al loro possibile ritorno al potere legislativo. Alcuni analisti credono che la politica estera potrebbe essere la carta vincente dei repubblicani nelle prossime elezioni della Camera e Senato. Non è improbabile che la maggioranza democratica in ambedue le camere si riduca. Molto più lontana è invece la possibilità che il GOP conquisti la maggioranza. Ma anche una parziale “vittoria” repubblicana potrebbe frenare ancora di più la politica di Obama e spingerlo al ritorno di una politica dura nella lotta al terrorismo. Ciò sarebbe un errore perché vincere la guerra contro il terrorismo non si compierà principalmente per mezzo di azioni militari. La vittoria finale contro il terrorismo avverrà solo quando le condizioni politiche globali saranno cambiate talmente che nessuno sarà così disperato da dare la vita per una “causa” uccidendo innocenti. Il cammino alla nostra sicurezza è dunque quello intrapreso da Obama mediante la costruzione di ponti con altri Paesi ed in particolar modo con l’islam moderato per isolare gli estremisti. Ciò non è avvenuto con la politica di Bush-Cheney. L’ex vicepresidente farebbe bene dunque a seguire l’esempio del suo ex capo e offrire il silenzio e la cooperazione all’attuale residente della Casa Bianca.(in sintesi) (Domenico Maceri)

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In ricordo di padre Ignacio Ellacuria

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2009

Il 16 novembre 1989 venne trucidato. Nella notte Ignacio Ellacuría, rettore dell’UCA (Universidad Centroamericana), fu prelevato dagli squadroni della morte e lo trucidarono insieme a suoi cinque compagni, tutti professori e suoi diretti collaboratori. Insieme a loro furono uccise due donne – madre e giovanissima figlia – che lavoravano presso di loro. L’UCA, fondata nel 1966 e affidata ai Gesuiti aveva tra i suoi obiettivi fondativi quello di far conoscere le tragiche condizioni sociali e economiche del Salvador, di educare alla responsabilità per cambiare la realtà secondo lo spirito della giustizia evangelica. L’ateneo era nel mirino del regime dittatoriale e riceveva continue minacce; l’unica arma che opponeva a questi attacchi era quella del pensiero. Per questo gli squadroni della morte colpirono i sei gesuiti alla testa: la loro lucidità di pensiero faceva paura. Tra il 1980 e il 1992 il Salvador fu attraversato da una feroce guerra civile che causò la morte di 75.000 persone. Le elezioni del 15 marzo 2009 hanno sconfitto questo stato di cose e riaperto una speranza che i gesuiti dell’UCA avevano alimentato fino al sacrificio. Il libro – oltre a ricostruire la storia di quegli anni in cui, tra gli altri, fu assassinato Oscar Romero, vescovo del Salvador, ucciso da un cecchino mentre celebrava la messa nel 1980 – esamina il pensiero di padre Ellacuria, considerato l’anima dell’Università, soffermandosi in particolare sui temi da lui elaborati con particolare attenzione e lucidità: la non violenza e la pace, perseguibili solo attraverso il riscatto dei poveri e degli emarginati. Preziosa la Prefazione firmata da Jon Sobrino, unico gesuita dell’Università sfuggito all’attentato. Sul sito http://www.paoline.it, un approfondimento su Ignacio Ellacuria e l’intervista all’autore del libro, realizzata da Rai News 24, insieme ai servizi che ricostruiscono la figura del gesuita.
Emanuele Maspoli, laureato in scienze politiche con una tesi su Ellacuría, è operatore culturale e animatore di gruppo in ambito nonviolento, formatore all’educazione alla pace, interculturalità e gestione delle dinamiche di gruppo. Nel 1997 a Venezia, isola di S. Erasmo, ha fon-dato il centro culturale di vacanza Il lato azzurro. Ha pubblicato il volume La loro terra è rossa. Esperienze di migranti marocchini (Torino 2004)

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Afghanistan: Ridiscutere in Parlamento missione italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2009

“Nell’esprimere la solidarietà ai militari italiani, feriti nell’attacco avvenuto in mattinata nell’area di Shindand rinnovo l’invito a ridiscutere in Parlamento il ruolo e le sorti della missione italiana in Afghanistan” lo dichiara in un una nota l’on. Americo Porfidia, che aggiunge “E’ ormai evidente che in Afghanistan la situazione è mutata radicalmente e il nostro contingente non è più impegnato in una sicura missione di pace, ma si trova coinvolto in un vero e proprio conflitto. Non sappiamo con precisione qual è l’effettivo ruolo del contingente italiano e gli obiettivi concreti della missione, non possiamo continuare a trincerarci dietro la lotta al terrorismo internazionale e una generica quanto vaga sicurezza nazionale. Come dimostrano gli ultimi tragici eventi – continua il deputato – i nostri militari sono quotidianamente oggetto di pericolosi attacchi per rispondere ai quali si aprono scenari di guerra. Tuttavia secondo quanto sancito dalla nostra Costituzione l’Italia ripudia la guerra sia come strumento di offesa sia come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Ne consegue – conclude l’on. Porfidia – che spetta al Parlamento quale organo sovrano del nostro ordinamento ridiscutere quanto prima di fronte al paese il senso e il ruolo della missione italiana in Afghanistan”

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