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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘attacco’

Libro: Attacco dalla Cina: Michael Dobbs

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Collana Darkside. Dall’autore di House of Cards un nuovo episodio della serie di Harry Jones, integerrimo e insolente ex militare pluridecorato dalla scorza dura, un protagonista che non si vedeva dai tempi di James Bond.
In Attacco dalla Cina un gruppo di hacker prova a mettere in ginocchio le più grandi potenze del mondo occidentale: Harry Jones ha un weekend per salvare il mondo. Nuova serie tv in fase di lavorazione. In libreria dal 13 giugno

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Attacco a una sinagoga di Buenos Aires, feriti. “Ebrei, dovete morire tutti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 aprile 2019

Un atto palesemente antisemita a Buenos Aires davanti alla sinagoga Mikdash Yosef, ubicata nella strada Bulnes, tra Avenida del Libertador e Cerviño nel quartiere di Palermo. L’attacco, di cui si è appreso solo nelle ore tra sabato e domenica, si è verificato la sera di venerdì 5 aprile, poi ‘battuto’ da Visàvis, un sito di riferimento della comunità ebraica argentina.Mentre la gente usciva dalla sinagoga al termine della preghiera del venerdì sera, una coppia si è avvicinata e, come hanno informato i presenti, uno dei due, una donna, ha cominciato a correre verso il tempio urlando “ebrei, dovete morire tutti, uccisi”. I due, come hanno spiegato, erano stati notati giorni prima mentre scattavano foto alla sinagoga.
Gli addetti alla sicurezza sono riusciti a portare la donna fuori dalla sinagoga. L’uomo che era con lei, armato di coltello a serramanico, ha attaccato alcuni presenti procurando loro ferite medicate in ospedale anche con punti di sutura.L’intervento delle guardie, anche ricorrendo all’uso di spray anti aggressione, ha evitato un epilogo che avrebbe potuto essere ancor più drammatico. I due aggressori avevano cominciato ad allontanarsi mentre continuavano a inveire contro gli ebrei, quando sono stati definitivamente bloccati con l’arrivo della polizia. Ma, da quello che scrive lo stesso sito, sono stati rimessi in libertà nelle ore successive.Duro, ma anche legittimamente preoccupato il rabbino Uriel Husni, che parla di fatto grave: “Non so perché lo stiano minimizzando. Ora c’è il timore che i due vogliano vendicarsi”. Husni sottolinea invece che si è evitato il peggio grazie alla presenza della sicurezza privata, “da tempo stiamo chiedendo che la polizia presidi l’ingresso della sinagoga”. Quella di Buenos Aires è una delle comunità ebraiche più grandi del mondo.

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“Vai all’attacco della gotta”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

La gotta è una malattia tipicamente asintomatica, che può metterci ‘fuori gioco’ inaspettatamente e avere gravi conseguenze per la salute; per questo è fondamentale imparare a riconoscerla e trattarla in modo adeguato. Questo l’obiettivo di “Vai all’attacco della gotta”, un vademecum contenente indicazioni e consigli per comprendere le cause della malattia e imparare a gestirla, realizzato grazie al supporto educazionale di Grünenthal Italia. Il fascicolo, pubblicato da EDRA con la consulenza scientifica del professor Leonardo Punzi, Responsabile Tecnico Scientifico della Rete Regionale Veneta e il patrocinio di ANMAR onlus (Associazione Nazionale Malati Reumatici), è disponibile gratuitamente nelle principali farmacie di tutti i capoluoghi di provincia d’Italia. Nonostante sia una malattia poco conosciuta e sottovalutata, la gotta è in costante aumento in tutto il mondo compresa l’Italia, dove si stimano circa 600.000 pazienti, di cui però solo la metà in trattamento.
È una malattia causata da livelli elevati di acido urico nel sangue (iperuricemia) che può trasformarsi in cristalli che si depositano a livello di articolazioni tessuti e organi interni. Questo processo può iniziare in assenza di disturbi evidenti e come tale continuare per anni prima che si manifestino i sintomi, ma già con importanti implicazioni per la salute dei pazienti.
Intervenire in maniera tempestiva consente di evitare le conseguenze più gravi della malattia, che se non trattata, porta serie problematiche non solo a livello articolare ma anche per la condizione generale del paziente, essendo associata a complicanze cardiovascolari, renali e metaboliche.
Nel fascicolo vengono illustrate, in modo semplice ma esauriente, le cause, i sintomi, la diagnosi e le conseguenze della malattia e viene sottolineata l’importanza del monitoraggio dei valori di acido urico nel sangue (uricemia) per un risultato terapeutico ottimale.
“Spesso le cause della malattia sono di tipo genetico, per questo, una volta accertata la diagnosi è fondamentale assumere regolarmente la terapia per abbassare l’uricemia e monitorare i livelli di acido urico; uno stile di vita e una dieta equilibrata sono importanti ma purtroppo non sufficienti da soli a risolvere il problema”, ricorda il professor Punzi, che ha inaugurato di recente a Venezia un centro specializzato per il trattamento della gotta.
“Il trattamento della gotta prevede due fasi: durante l’attacco acuto vengano usati farmaci antinfiammatori, mentre la terapia di base si effettua con farmaci ipouricemizzanti in grado di abbassare e di mantenere il livello di uricemia sempre al di sotto di 6,0 milligrammi per decilitro (mg/dl). In Italia è da poco disponibile un nuovo trattamento che, intervenendo sulla causa principale dell’iperuricemia, ovvero l’insufficiente escrezione, consente un approccio più “fisiologico” al trattamento dell’iperuricemia e della gotta rispetto al passato”, afferma il professor Punzi.

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Yemen: Save the Children, decine di bambini uccisi nell’attacco a Saada

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

Decine di bambini tra i 6 e i 14 anni sarebbero stati uccisi e molti altri sarebbero stati feriti quando un bus scolastico è stato colpito, probabilmente da un attacco aereo, nella città di Dhahyan, nel governatorato di Saada, nel nord dello Yemen. Gli operatori di Save the Children hanno riferito che, quando è avvenuto l’attacco, gli studenti stavano tornando a scuola dopo pranzo ed erano sul bus momentaneamente in sosta, anche se al momento è impossibile verificare i dettagli dell’accaduto. “Questa è un’altra palese evidenza delle violazioni della legge internazionale sui diritti umani a cui assistiamo in Yemen ormai da tre anni, dagli attacchi sproporzionati e indiscriminati sui civili al rifiuto dell’accesso per gli aiuti umanitari e all’utilizzo della fame come arma di ricatto, e sono le persone, non i combattenti, a pagare il prezzo più alto,” ha dichiarato Sylvia Ghaly, Direttore Advocay in Yemen di di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro. Save the Children condanna questo attacco orrendo e chiede un’inchiesta indipendente immediata su questo ed altri recenti attacchi sui civili e su edifici pubblici come scuole e ospedali. Abbiamo assistito ad un crescendo di incidenti senza che alcuno venisse ritenuto responsabile. Anche nella capitale, Saada, ci sono stati duri combattimenti nelle ultime 24 ore, con attacchi aerei che hanno colpito anche in prossimità del nostro ufficio costringendoci a fuggire in cerca di un rifugio.“Non c’è alcuna soluzione militare possibile per questo conflitto. Solo una soluzione politica può porvi fine e ristabilire la pace in Yemen. Chiediamo a tutte le parti di sospendere immediatamente i combattimenti per tornare al tavolo e trattare un cessate il fuoco collaborando con l’Inviato Speciale delle Nazioni Unite Martin Griffiths. Risparmiamo altre morti e la miseria al popolo Yemenita.”

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ANSO: «Vigliacco e ignobile l’attacco alla testata online Tp24.it»

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 luglio 2018

«Vigliacchi e ignobili sono gli attacchi rivolti alla redazione di Tp24.it e al suo direttore Giacomo Di Girolamo. I colleghi e gli amici del quotidiano online di Trapani da tempo raccontano le storie del loro territorio, non prestando mai il fianco al potente di turno ma, anzi, denunciando gli abusi della criminalità organizzata e difendendo la legalità nella provincia di Trapani, semplicemente facendo bene il proprio lavoro. Tp24.it è una voce libera che non sarà mai sola e a cui va la solidarietà di tutte le testate associate ad ANSO (associazione nazionale stampa online)».Marco Giovannelli, presidente di ANSO, porta il sostegno di tutte le testate associate dopo le pesanti minacce che sono arrivate via facebook al quotidiano siciliano online da parte di noti pregiudicati che hanno intimato alla redazione di oscurare un articolo.
«Bene ha fatto il direttore Di Girolamo a non cedere e a denunciare i fatti ai carabinieri -chiosa Giovannelli-. Di fronte a queste minacce, tutti noi di ANSO alzeremo ancora più l’attenzione sui temi di cui scrivono con coraggio, rigore e amore di verità i colleghi di Tp24.it. Perché ogni giornalista che fa inchieste, indagini e servizi di denuncia, specie sui temi della mafia e della criminalità, non verrà mai lasciato solo dai suoi colleghi di tutta Italia». (La Fidest solidarizza con i colleghi della testa online Tp24.it e condanna fermamente tali forme d’intimidazione mafiosa)

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Attacco al diritto di sciopero in finanziaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 novembre 2017

Come preannunciato da indiscrezioni stampa, giovedì abbiamo avuto la conferma della presentazione di due emendamenti da parte del senatore Maurizio Sacconi tesi a impedire l’esercizio del diritto costituzionale di sciopero.​Dopo aver firmato insieme al suo collega Pietro Ichino proposte di legge sulla materia, frustrato dal non vederle approvate entro questa legislatura, Sacconi utilizza all’ultimo momento l’escamotage degli emendamenti alla legge di bilancio per imporre per la prima volta nella storia italiana l’obbligo per i lavoratori di comunicare al proprio datore di lavoro l’adesione a uno sciopero con 7 giorni di preavviso. Un vero e proprio colpo di coda che non solo tocca la libera scelta dei singoli lavoratori ma permetterà pure alle controparti di adottare tutte le contromisure utili per smontare e quindi impedire la riuscita della sciopero nei servizi pubblici essenziali.​Tutto questo affonda le radici nell’insopportabile linciaggio mediatico che ha riguardato scioperi nei trasporti regolarmente indetti, da Alitalia al Trasporto Pubblico Locale, dalle assemblee sindacali regolarmente convocate alle decine e decine di lavoratori degli appalti ATAC che non ricevono lo stipendio da parecchi mesi. Una costruzione mediatica fortemente ideologica dentro la quale convivono palesi falsità, strumentalizzazioni e criminalizzazioni assemblate ad arte sulla pelle dei lavoratori, utilizzati come pedine in scontri politici che nascondono diversi obiettivi.USB non rimarrà con le mani in mano rispetto al più duro e subdolo attacco allo strumento fondamentale per difendere i diritti e i salari della classe lavoratrice. In data odierna abbiamo inviato a tutti i Senatori e i Deputati della Repubblica Italiana una lettera con l’invito a non avallare questo scempio e preannunciamo una prima iniziativa pubblica presso il Parlamento italiano.

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Iraq: si teme attacco a Kirkuk

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

kirkukL’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) come anche molti Kurdi nel nord dell’Iraq temono un attacco su larga scala da parte dell’esercito iracheno e delle milizie sciite irachene alla città petrolifera di Kirkuk e all’intera regione. L’Unione europea deve subito svolgere un ruolo di mediazione tra il governo regionale del Kurdistan iracheno di Erbil e il governo sciita di Baghdad. Sia l’esercito sia le milizie sciite sono controllate da Baghdad ed entrambe le istituzioni collaborano con l’Iran. L’appartenenza della regione di Kirkuk assieme alla città che porta lo stesso nome è controversa. L’area è rivendicata tanto dai Kurdi sunniti quanto dal governo centrale. Negli ultimi tre anni i Kurdi peshmerga hanno portato sotto il proprio controllo zone importanti della provincia di Kirkuk, nella lotta portata avanti contro lo Stato islamico (IS).Lo staff generale iracheno nega che sia stata lanciata un’operazione militare per la riconquista di Kirkuk. Tuttavia, in base a proprie informazioni provenienti dal Kurdistan iracheno, si stanno concentrando sempre più milizie sciite, soprattutto nei due villaggi di Beshir e Taza Kormatu non lontano da Kirkuk. Queste milizie dovrebbero combattere contro l’IS nella regione. Il governo regionale curdo aveva acconsentito alla presenza di queste truppe, perché le due città sono abitate principalmente da Turcomanni sciiti. Si ha la netta impressione che adesso le milizie sciite, l’Iran e la Turchia, dopo l’indebolimento e la sconfitta dell’IS, si vogliano concentrare sulla lotta contro i Kurdi.Il governo iracheno avrebbe dovuto risolvere già da tempo il conflitto sull’appartenenza delle cosiddette zone contese come Kirkuk, Sinjar, Khanaquin e Mandali, questione prevista anche dall’articolo 140 della Costituzione irachena. In questo articolo si prevedeva che Baghdad avrebbe preso le misure necessarie per eliminare le conseguenze della politica di oppressione sotto Saddam Hussein in alcune zone del paese, tra cui anche Kirkuk. Sotto Saddam infatti la struttura demografica della popolazione era stata cambiata con la violenza. L’articolo propone misure come il risarcimento, la compensazione, ma anche il rimpatrio. I confini dei distretti settentrionali dell’Iraq che sono stati arbitrariamente modificati sotto il regime di Saddam Hussein devono essere sottoposti a una “revisione”. La soluzione dovrebbe essere raggiunta in tre fasi: in una prima fase la normalizzazione della situazione dovrebbe essere raggiunta con i coloni che dovrebbero rientrare spontaneamente ai loro antichi territori. Nella seconda fase, i profughi Kurdi, Turkmeni e appartenenti ad altre minoranze dovrebbero rientrare nelle loro proprietà. Infine dovrebbero essere ripristinati i vecchi confini della provincia: a questo punto è anche previsto un censimento. Infine si dovrebbe organizzare un referendum per decidere dell’appartenenza della regione.

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Copti in Egitto: una comunità sotto attacco

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

attentato egittoRoma. La conferenza stampa avrà luogo alle ore 11 presso l’Associazione Stampa estera, in via dell’Umiltà 83/C La conferenza ospiterà la testimonianza di Sua Beatitudine Ibrahim Isaac Sidrak, Patriarca della Chiesa copto-cattolica in Egitto, per alcuni giorni in Italia ospite di ACS. Nel corso della visita sono stati organizzati incontri a Roma e Milano.Il Patriarca descriverà le condizioni di una comunità recentemente ferita da gravi accadimenti quali le stragi avvenute nella Domenica delle Palme a Tanta e ad Alessandria e l’attentato del maggio scorso a Minya. «La Passione di Cristo continua oggi nel suo popolo», ha dichiarato il prelato copto cattolico in un messaggio di cordoglio.«I cristiani in Egitto sono sotto attacco – ha affermato il direttore di ACS-Italia, Alessandro Monteduro – Per ACS è prioritario sostenerli, attraverso progetti concreti, ma soprattutto dando voce alla loro sofferenza e ospitando eminenti rappresentanti della comunità locale come Sua Beatitudine il Patriarca Sidrak».
All’intervento del direttore di ACS-Italia, Alessandro Monteduro, seguirà la testimonianza di Sua Beatitudine Ibrahim Isaac Sidrak ed il dibattito moderato dalla portavoce di ACS-Italia, Marta Petrosillo. Concluderà l’incontro il presidente di ACS-Italia, Alfredo Mantovano.

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Attacco turco a Afrin

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 agosto 2017

afrinL’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) si è appellata al presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite Amr Abdellatif Aboulatta affinché fermi la minaccia di aggressione dell’esercito turco e dei gruppi radical-islamici alleati contro il cantone di Afrin nel nordovest della Siria, abitato principalmente da Kurdi. La popolazione di Afrin vive nella costante paura dei continui e improvvisi attacchi dell’esercito turco a singoli obiettivi con cui vengono seminati panico, insicurezza e un crescendo di profughi dalla regione.L’APM segue con grande preoccupazione le notizie fornite dai media internazionali che parlano di un accordo tra Turchia, Russia e Iran in base al quale la Turchia dovrebbe rompere l’alleanza con i gruppi radical-islamici presenti nella provincia siriana di Idlib per ottenere in cambio che la Russia non si intrometta negli attacchi della Turchia ai Kurdi di Afrin. L’ultima aggressione dell’artiglieria turca risale al 16 agosto con il bombardamento dell’area attorno al villaggio di Jalbul dove si trova il campo profughi di Robar in cui vivono diverse migliaia di famiglie provenienti dal nord di Aleppo. Tra il 2011 e il 2017 l’esercito turco ha ucciso almeno 30 civili nel distretto di Afrin e ne ha feriti altri 35. La Turchia usa ogni mezzo per mettere in ginocchio la regione del Rojava / Siria del Nord tra cui la distruzione della base economica. Finora infatti sono stati distrutti circa 15.000 ulivi e nei mesi estivi continuano a essere appiccati roghi ai campi coltivati a cereali.In una telefonata del referente per il Medioriente dell’APM Kamal Sido con la presidentessa del Cantone di Afrin, la kurda alevita Hevi Mustafa, quest’ultima chiede che la comunità internazionale e in particolare il Consiglio di Sicurezza dell’ONU pongano fine agli attacchi turchi ad Afrin. Contemporaneamente Muhiddin Sheikhali, il capo del partito di opposizione Partito curdo dell’unità in Siria (Al Wahda), assicura che gli abitanti di Afrin e l’amministrazione autonoma non costituiscono alcun pericolo per la Turchia, al contrario, dice, “vogliamo buone relazioni di vicinato e speriamo che il governo turco apra finalmente le sue frontiere agli aiuti umanitari e al commercio di frontiera”.La regione di Afrin, chiamata dai Kurdi Cantone di Afrin, è costituita da 366 villaggi e sette città. Nella regione vive circa un milione di persone, di cui la metà sono profughi perlopiù provenienti dalla vicina Aleppo. Prima della guerra civile la città di Afrin, situata a 25 chilometri dalla frontiera turco-siriana, contava circa 80.000 abitanti. Oggi la regione si amministra autonomamente. La maggioranza della popolazione è costituita da Kurdi di fede sunnita ma vi è anche un villaggio di circa 5.000 abitanti principalmente Kurdi aleviti e diverse migliaia di Yezidi.

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Attacco alla chiesa cattolica a Ozubulu in Nigeria

Posted by fidest press agency su martedì, 8 agosto 2017

FCO 312 - Nigeria Travel Advice Ed2 [WEB]“E’ oltretutto nel momento in cui si celebrava la Santa Messa, è un affronto alle radici cristiane della civiltà occidentale e alla libertà di tutti. La comunità internazionale deve tenere alta la guardia sulla situazione dei cristiani perseguitati nel mondo, soprattutto in aree di conflitto dove i diritti minimi stentano ad essere tutelati, aiutando queste comunità e difendendone la libertà di espressione”. A dirlo è Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato di Alternativa popolare in commissione Affari Esteri. “La libertà religiosa – aggiunge – riguarda tutti ed è la base per creare società moderne e inclusive. È ormai diventato necessario e urgente bloccare questa escalation di attacchi contro le minoranze religiose e, in particolare, contro i cristiani. Garantire la libertà è un principio imprescindibile della nostra cultura e della politica italiana che va difeso e affermato laddove persistono regimi dispotici”.
E conclude: “Il Governo italiano, per parte sua, ha posto in essere alcuni strumenti adatti a monitorare la situazione, come il data base per la comparazione tra le legislazioni esistenti nel mondo sulla libertà religiosa e la tutela delle minoranze. Proprio di recente il ministro Alfano ha presentato il nuovo Osservatorio del Ministero degli Affari Esteri sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libertà religiosa”.

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L’ISIS rivendica l’attacco di Istanbul

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

istanbulL’ISIS ha firmato la rivendicazione dell’attentato compiuto nella discoteca Reina di Istanbul, e lo ha fatto precisando che l’attacco è stato portato contro uno dei nightclub “dove i Cristiani celebrano la loro festa apostatica”. Il messaggio politico è diretto alla “protettrice della croce”, cioè la Turchia. “Ortakoy è la parte più europea di Istanbul. L’ISIS conferma la propria strategia politica, dimostrando di avere le idee perversamente chiare. Dobbiamo domandarci se in Europa siamo in grado di contrapporre una strategia altrettanto chiara ed efficace.”. Il Direttore di ACS-Italia, Alessandro Monteduro, commenta così la rivendicazione del sedicente Stato Islamico. “Dobbiamo essere consapevoli che l’ideologia dell’estremismo politico-religioso di matrice islamica è viva, e si diffonde sotto diverse sigle. La nostra Fondazione non entra nel merito delle valutazioni politiche, ma di certo dobbiamo dire che il sostegno ai Cristiani e alle altre minoranze perseguitate non è un semplice atto di carità”. Ogni contributo a favore dei perseguitati in Medio Oriente, e nelle altre aree di crisi, prosegue Monteduro, “è estremamente prezioso per loro, ma garantisce anche altri effetti positivi, di cui beneficiano tutti: rafforza il loro tessuto sociale, generando anticorpi contro il virus dell’estremismo, e permette a singoli e gruppi la permanenza in patria, scongiurando il fenomeno dei flussi migratori non volontari. Favorisce anche il depotenziamento del terrorismo diffuso in Occidente, e la riduzione della pressione migratoria, che genera conflitti sociali.”. La minaccia terroristica purtroppo non è distante da noi, perché, “come spiega il comunicato dell’ISIS, per loro noi siamo parte del grande nemico occidentale. Dobbiamo essere consapevoli che la solidarietà nei confronti dei nostri fratelli perseguitati, ovunque essi siano, ci consolida come comunità e ci rende capaci di respingere gli attacchi, attacchi che possono provenire dall’esterno, ma anche dall’interno, da giovani che trovano un senso esistenziale solo all’ombra delle bandiere nere. Sono persone che si formano e si informano in Europa, ma la cui matrice culturale resta l’estremismo islamico.”. Per tutti questi motivi, conclude il Direttore di ACS-Italia “quando un italiano sostiene i progetti a favore dei Cristiani perseguitati aiuta concretamente i suoi fratelli, ma indirettamente aiuta anche i propri figli a vivere in una società libera dal terrore.”.

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Ankara: attacco ad ambasciata Israele

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2016

ankaraAnkara (Turchia) Un uomo armato di coltello ha cercato di attaccare l’ambasciata israeliana di Ankara, ma è stato fermato dagli agenti di sicurezza che lo hanno ferito. Questa la versione fornita dal ministero degli Esteri israeliano sull’attacco all’ambasciata della capitale turca di questa mattina. Secondo i media turchi, gli assalitori erano due, uno dei queali sarebbe stato ucciso.
Fonti della polizia citate dalla stampa israeliana, riportano che l’assalitore gridava: “Fermeremo il massacro in Medio Oriente” e “Allahu Akbar”, vale a dire “Allah è grande”, la frase con cui inizia il richiamo alla preghiera, usata anche da molti estremisti che hanno eseguito attentati in varie città d’Europa negli ultimi mesi.
Intanto la CnnTurk riporta che i militari turchi stanno esaminando un pacco sospetto abbandonato nei pressi dell’ambasciata. “Un uomo si è avvicinato all’ingresso impugnando un coltello e un agente della polizia locale gli ha sparato. Tutto il personale dell’ambasciata è al sicuro, ha aggiunto il portavoce del ministro degli esteri, Emmanuel Nahshon. L’assalitore è stato ferito ad un piede – ha aggiunto il portavoce – non sappiamo se intedesse attaccare gli agenti di polizia o proprio l’ambasciata”. (Fonte: Rainews, 21 Settembre 2016)

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Attacchi in Siria contro il personale medico e le strutture sanitarie

Posted by fidest press agency su sabato, 30 aprile 2016

aleppo“Ci uniamo al gran numero di voci che esprimono sdegno per l’attacco all’Ospedale di Al Quds ad Aleppo. Tra le persone uccise vi erano due dottori – uno dei quali l’unico pediatra rimasto in città- 3 paramedici e numerosi pazienti, compresi bambini.
Siamo indignati per la frequenza allarmante degli attacchi al personale e alle strutture sanitarie in Siria. Questi episodi avvengono mentre si acuiscono le violenze soprattutto nel nord del paese.
Pochi giorni fa, un ginecologo è rimasto ucciso da un mortaio, mentre tornava a casa dopo aver curato civili feriti presso una clinica supportata dall’UNICEF ad Aleppo.
Questi attacchi ci ricordano le enormi difficoltà e i pericoli che ogni giorno gli operatori sanitari siriani devono affrontare. Questi operatori meritano molto di più della nostra semplice ammirazione. Meritano una protezione più ampia.
Gli attacchi al personale e alle strutture sanitarie e il mancato accesso a servizi sanitari, equipaggiamenti e scorte mediche ovunque in Siria, non rappresentano solo un’evidente violazione delle Leggi del Diritto umanitario internazionale, ma privano le famiglie e le comunità delle cure sanitarie essenziali quando ne hanno maggiormente necessità.
L’UNICEF e l’OMS chiedono a tutte le parti in conflitto di porre fine agli attacchi contro le strutture sanitarie, il personale medico e le ambulanze e di consentire l’accesso alle cure ai tanti civili innocenti che hanno disperato bisogno. Migliaia di vite sono a rischio”.

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Francia sotto attacco

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2015

attentato parigiChi sta facendo quello che sta succedendo a Parigi non sta improvvisando. Sa che tra quattordici giorni ci sarà il vertice mondiale sul Clima il cui valore negoziale e mediatico è altissimo. Sa che arriverà il mondo perchè è un negoziato su cui la Francia si è spesa moltissimo, sa che arriveranno almeno cento capi di stato, cinquantamila delegati, sa che gli investimenti in sicurezza per proteggere quell’evento può aver lasciato le maglie più larghe adesso, sa che i servizi segreti si sono concentrati per avere il massimo della protezione tra una settimana per poi aumentarlo esponenzialmente tra due o tre quando ci sarà il segmento ad alto livello. Sa tutte queste cose, quindi è frutto di menti che stanno dentro le cose. Sa, come successe per la Conferenza Mondiale contro il razzismo, che bisognava spargere terrore. La COP21 inizia prima di un attentato ancora in corso, quella contro il razzismo, presidiata da Bin Laden con i suoi volantini con Hitler immaginato a pensare cosa farebbe di Israele, finì il giorno prima delle torri gemelle. Solo per chi ha partecipato a quell’evento in Sud Africa e chi parteciperà alla Cop 21 sa che questa è una azione terroristica in cui logistica, preparazione, reclutamento sono terribilmente sofisticati. E’ una azione politica devastante, sottolinea Stefano Mannacio e che rilancia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che rischia di avere seri effetti sul nostro diritto a vivere liberi perchè è un secondo terrificante attacco al paese dove la libertà è uno dei valori fondativi. Solidarietà alle vittime sopravvissute e cordoglio per i defunti. Repubblica francese resisti. (Giovanni D’Agata) (foto fonte Agi)

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La Francia sotto attacco terroristico

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2015

hollandeNel suo intervento televisivo alla nazione il Presidente Hollande non usa mezzi termini annunciando che nel momento in cui parla “sono in corso attacchi terroristici senza precedenti nella zona di Parigi”. E prosegue: “E’ una terribile prova che ancora una volta ci colpisce. La Francia di fronte al terrore deve essere forte e grande”. Nello stesso tempo Hollande annuncia lo stato di emergenza e la chiusura delle frontiere, come avvenne dopo l’attacco a Charlie Hebdo lo scorso 7 gennaio. “Dobbiamo difenderci”, dice, ma aggiunge che l’emergenza a Parigi “non è finita” e che sono in corso operazioni di polizia. Nello stesso tempo si ha notizia che reparti di militari stanno convergendo nella capitale francese per evitare nuovi attentati.

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Sanità: Attacco alle fasce più deboli

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2015

istituto superiore sanitàSi potrebbero cercare delle parole più sofisticate per dire una verità in modo più leggero. Ma ogni tanto nel nostro Paese la schiettezza va sostituita alla retorica; ed è per questo che va affermato con chiarezza – dichiara il Sindacato Labor – che la nuova mannaia del governo sulla sanità è un qualcosa di scandaloso e di minaccioso per i diritti essenziali delle persone, soprattutto per quelle che non hanno l’opportunità economica di curare la propria salute ricorrendo ai privati.
Il famoso elenco degli “esami inappropriati”, affiancato alle azioni punitive contro i medici che chiedono ulteriori accertamenti per verificare lo stato di salute di un paziente – continua il Sindacato Labor –, compongono insieme un quadro a tratti agghiacciante e svelano con evidenza il vero indirizzo dell’esecutivo: creare un Paese nel quale solo i ricchi possono permettersi una vita dignitosa.
Come Sindacato Labor – conclude l’organizzazione – chiediamo con forza un immediato ritiro del provvedimento. L’Italia che vogliamo, infatti, ha bisogno di una maggiore tutela degli individui e non di una ulteriore erosione dei diritti fondamentali.

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Attacco al diritto di rappresentanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2015

palazzo chigiOra, dopo la riforma del mercato del lavoro che ha liberalizzato i licenziamenti, il governo lavora ad una legge sulla rappresentanza sindacale. Proprio in questi giorni Renzi parla di sindacato unico.Ormai il disegno di Renzi è così trasparente che solo gli stolti non l’hanno capito. A Renzi va stretta la democrazia.Vuole il sindacato unico, la scuola sotto controllo, i lavoratori ingabbiati e il Parlamento di ‘nominati’. Insomma un regime sul modello fascista. Pensare al sindacato unico equivale a pensare all’esatto contrario del sindacato riformista e unitario, nel quale il pluralismo delle idee è garanzia di dialogo e democrazia.Un altro evidente attacco alla Costituzione. L’art. 39 parla chiaro: l’organizzazione sindacale è libera. Eventuali cambiamenti devono partire dall’interno, non ci deve essere ingerenza da parte della politica. Resta il fatto che per Renzi il sindacato sta diventando inutile.E’ ancora in vita solo per siglare i contratti. Quando i contratti verranno sostituiti da norme e leggi (come il Jobs Act, che ha affondato lo Statuto dei Lavoratori, ma ne arriveranno altri) anche i contratti e i sindacati non serviranno più.E così il sindacato diventerà un organo dello Stato e non uno strumento di persone libere di associarsi. (Ciro Verrati Vice Segretario Nazionale di Democrazia Atea)

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Emicrania e cefalea a grappolo

Posted by fidest press agency su domenica, 31 maggio 2015

stresaNell’ultima giornata del congresso di Stresa il Professor Alan Rapoport della UCLA University, Presidente dell’IHS, l’International Headache Society, praticamente l’OMS delle cefalee, ha sottolineato come l’era della neuro-elettroceutica delle cefalee potrebbe presto superare quella dei trattamenti a base di farmaci. Ha infatti rivelato che anche la rigida FDA, l’ente americano di controllo dei farmaci, in forza dei risultati conseguiti oltreconfine, ha anticipato di un anno l’approvazione della stimolazione vagale esterna nVNS tramite gammacore, lo strumento che si usa come un rasoio da strisciare sul collo, già disponibile in Europa, Gran Bretagna e Canada nel trattamento di emicrania e cefalea a grappolo.
DEPOLARIZZAZIONE ELETTRICA Uno dei principali effetti di questo device è emerso meno di un mese fa al 17° Congresso dell’International Headache Society
 di Valenzia grazie ai ricercatori del Massachusetts General Hospital e dell’Harvard Medical School: i microstimoli elettrici che emette si oppongono all’onda di depolarizzazione della spreading depression, l’onda lenta di depolarizzazione diffusa che attraversa il cervello da dietro in avanti quando arriva l’attacco emicranico.
Produce squilibrio ionico, aumentato metabolismo cellulare e alterazioni locali del flusso sanguigno, nonchè diffusione extraneuronale di citokine proinfiammatorie e aminoacidi eccitatori, primo fra tutti il glutammato, il neurotrasmettitore eccitatorio più potente del sistema nervoso che scatena l’ipereccitabilità neuronale da cui deriva l’attacco emicranico.
Rapoport ha sottolineato che gli studi condotti nella cefalea a grappolo con 2 stimoli di 90 secondi 3 volte al giorno per 2 mesi si sono dimostrati efficaci e privi di effetti collaterali con una riduzione degli attacchi da 7,6 a settimana a 2 soltanto, riducendo anche la necessità di ricorrere a quelli che finora erano i trattamenti di scelta per questa grave forma di mal di testa: sumatriptan e inalazione di ossigeno.
L’esperienza italiana con gammacore, altrettanto positiva, è stata riportata da Licia Grazzi del Besta di Milano che, insieme a Piero Barbanti del San Raffaele di Roma, è stata la prima a utilizzarlo nel nostro Paese: “A due ore dalla stimolazione anche in oltre metà (55,4%) dei nostri pazienti, che erano emicranici cronici, il ricorso ai loro soliti farmaci si è ridotto –conferma la Grazzi- Comunque in poco meno della metà (39,2%) il dolore si risolveva completamente entro mezz’ora e non c’è più bisogno di alcun farmaco di supporto”

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Governo Monti: la politica deve reagire

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2012

“Non è più tollerabile il tono con cui il Prof. Monti si rivolge ai partiti ed alla politica nel suo complesso. Chiedo uno scatto d’orgoglio in nome della democrazia italiana” lo dichiara l’on. Americo Porfidia Presidente nazionale dell’NpS- Noi Sud-per il partito del Sud e sindaco di Recale nel casertano. “I partiti politici, i movimenti di cittadini, la complessa rete di associazioni che si dipana sul territorio dalla val di Susa alla Sicilia, sono tutti espressione della democrazia, della sua pratica quotidiana sui territori, tra le persone e le mille difficoltà delle famiglie. Il settore lavoro è sull’orlo dell’abisso, sia sul versante imprenditoriale che su quello dei lavoratori, pubblici e privati che siano, un quadro deprimente sul quale a ritmo ormai quotidiano si configurano gesti estremi tra la vita e la morte degli individui. In questo contesto il Prof. Monti non può permettersi di attaccare la politica ed i partiti, cioè le forze democraticamente espresse dal corpo sociale del paese. Spero – conclude Porfidia – che altri parlamentari, e presidenti di partito raccolgano questo invito all’orgoglio della politica e delle categorie costituzionali per un riequilibrio di ruoli e responsabilità storiche”

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Famiglia cristiana: attacco spropositato

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

“Contro di noi un attacco spropositato”. E’ questo il commento di Don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, accusato di ipocrisia da Adriano Celentano, in diretta durante la prima serata del Festival di Sanremo. Ecco come, in un’intervista a Clandestinoweb, Don Sciortino ha risposto al Molleggiato. “Quello che posso dire è che Adriano Celentano non conosce Famiglia Cristiana. Gli consiglio un abbonamento perché noi parliamo sempre di Dio, della Fede e della spiritualità. Basta vedere la nostra nuova copertina o l’iniziativa della Grande Biblioteca Universale Cristiana che stiamo lanciando. Noi parliamo di tutti i problemi che possono interessare le famiglie; temi che sono cari tra l’altro anche ad Adriano Celentano, tra cui ad esempio anche quello dell’ecologia. Il suo ci è sembrato un attacco spropositato”. “Credo che il suo attacco sia nato a causa della critica che abbiamo mosso nei suoi confronti qualche giorno fa circa al questione del compenso troppo elevato, che non ci sembrava opportuno in un momento di crisi economica e di sacrifici per le famiglie” ha spiegato ancora Don Sciortino, che ha commentato anche la devoluzione in beneficenza del compenso di Celentano: “Questo è un aspetto che noi abbiamo assolutamente apprezzato, anche se abbiamo sottolineato che anche in questo caso sarebbe stata opportuna un po’ più di discrezione e riservatezza, come insegna proprio il Vangelo”.

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