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Posts Tagged ‘attacco’

Congo: Attacco terroristico compiuto oggi tra Goma e Bukavu

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Azione contro la Fame condanna con forza l’attacco terroristico compiuto oggi tra Goma e Bukavu, nella Repubblica democratica del Congo, nel quale hanno perso la vita l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e uno degli autisti che operano per il World Food Programme. L’organizzazione, presente nel Paese dal 1996, esprime la sua vicinanza e solidarietà al Governo italiano, alle sue forze dell’ordine e all’Agenzia delle Nazioni Unite e si augura che i feriti possano quanto prima ristabilirsi. L’atto terroristico è stato ordito in occasione di una visita ai programmi di alimentazione scolastica promossi a Rutshuru dal WFP, una delle tante attività cruciali promosse per combattere la fame e la malnutrizione infantile. È inaccettabile che gli operatori umanitari o chi, a vario titolo, è impegnato nella soluzione di problemi strutturali continuino ad essere bersaglio di gravi attacchi. È già accaduto in altri scenari e anche alla nostra organizzazione in Nigeria, con il chiaro obiettivo di colpire chi opera per sostenere le comunità locali.

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Attacco ad una delegazione in visita sul campo nell’est della Repubblica Democratica del Congo

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

L’Agenzia ONU World Food Programme (WFP) esprime le sue condoglianze e la sua vicinanza alla famiglia, ai colleghi e agli amici delle tre persone uccise, oggi, in un attacco a una delegazione che viaggiava per una visita sul campo nell’est della Repubblica Democratica del Congo (RDC).Altri passeggeri che viaggiavano con la delegazione sono stati feriti nel corso dell’attacco.Le tre vittime sono l’Ambasciatore italiano nella RDC, Luca Attanasio, un funzionario dell’Ambasciata italiana e un autista del WFP.La delegazione era partita da Goma ed era in viaggio diretta in visita ad un programma di alimentazione scolastica del WFP a Rutshuru quando l’attacco ha avuto luogo.Il WFP lavorerà con le autorità nazionali per determinare i dettagli dell’attacco, che è avvenuto su una strada che era stata precedentemente dichiarata sicura per viaggi senza scorte di sicurezza.Il WFP è in stretto contatto con le autorità italiane attraverso i suoi uffici della sede di Roma e nella RDC.L’agenzia ONU World Food Programme è stata insignita del Premio Nobel per la Pace 2020. Impegnata a salvare vite nelle emergenze, siamo la più grande organizzazione umanitaria al mondo la cui assistenza alimentare vuole costruire un percorso di pace, stabilità e prosperità per quanti si stanno riprendendo da conflitti, disastri e dall’impatto del cambiamento climatico.

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Attacco al cuore dell’Europa: la crisi della rule of law: il caso Polonia

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2020

La sentenza della Corte Costituzionale polacca del 22 ottobre scorso ha dichiarato incostituzionale l’aborto anche nei casi di gravi malformazioni o malattie del feto eliminando, di fatto, qualsiasi possibilità di interrompere la gravidanza legalmente. Questa sentenza è ancor più incomprensibile se si considera che la legge sull’aborto polacca era tra le più restrittive di Europa già prima dell’intervento a gamba tesa dei giudici.Per capire la logica di questo provvedimento, occorre contestualizzarlo e leggerlo all’interno del più ampio piano di “restaurazione” della giustizia che il governo polacco di Kaczynski – leader del partito di Diritto e giustizia (Pis), ultraconservatore e cattolico – sta scientemente e irrefrenabilmente portando avanti fin dal 2015. Piano che mira a ridurre l’indipendenza dei giudici nei confronti della Politica con evidente violazione del principio europeo della rule of law * (in italiano, grossomodo, lo Stato di diritto). Da qualche anno, i governi di alcuni Stati membri – tra cui Polonia e Ungheria – hanno messo in atto politiche che minano le fondamenta dell’Unione Europea, sfruttando proprio il fatto che l’organizzazione della giustizia nell’ordinamento statale non rientri tra le competenze dell’Ue. Individuato il pertugio (la difficoltà dell’Unione per un controllo effettivo ed efficacie sulle violazioni “interne” dei principi fondati) meglio si spiegano le modifiche della legislazione nazionale (peggio ancora se costituzionale), intraprese dal governo polacco negli ultimi 5 anni. Soffermiamoci sul caso Polonia per mettere in luce il meccanismo del governo polacco che, forte della sostanziale inefficacia dei rimedi previsti dal legislatore europeo per fronteggiare la crisi della rule of law, procede la sua corsa verso il Potere superando, da destra e da sinistra, i limiti fissati dall’Unione per la codificazione dei propri valori fondanti, come disciplinati all’art. 2 TUE. In seguito, denunciando il gravissimo rischio sovversivo cui soggiace l’Unione a causa dell’alta contagiosità del meccanismo di violazione della rule of law, interroghiamoci sulla sussistenza di un possibile cortocircuito del sistema di tenuta europeo, intravvedendo la soluzione nel riprendere e completare il percorso degli Stati Uniti d’Europa. L’episodio che ha trasformato la Polonia da osservata speciale ad indagata nel procedimento per la violazione di uno dei valori fondanti l’Unione di cui all’art. 7 TUE, è avvenuto nel dicembre del 2017 quando il governo polacco approvava una legge sull’abbassamento dell’età pensionabile dei giudici della Corte Suprema a seguito della quale ben 27 dei 72 giudici allora in carica, tra cui il Presidente, venivano collocati in pensione. Secondo questa legge i magistrati potevano sì richiedere una proroga triennale del proprio incarico, ma attraverso uno specifico quanto discutibile meccanismo che ne subordinava l’accoglimento ad una valutazione fortemente discrezionale ed inappellabile da parte del Presidente della Repubblica. Per capirne il significato sovversivo, basti pensare che a fronte di 12 magistrati che allora presentarono istanza di proroga, solo 5 ne videro l’accoglimento. In concreto, la Polonia – approvando ed applicando la legge sull’abbassamento dell’età pensionabile dei giudici e le norme che determinano in modo poco chiaro e discrezionale le modalità di congedo dei giudici (si pensi al meccanismo di proroga) – avrebbe violato il suddetto principio. E’ dunque verosimile e condivisibile il ragionamento della Corte di giustizia quando intravvede in queste modifiche della legislazione nazionale un intervento politico volto a “falsare” l’effettività del sistema giurisdizionale, facendo sì che la magistratura perda la sua caratteristica essenziale di indipendenza; caratteristica che, guarda caso, dovrebbe essere garantita propri dall’inamovibilità dei giudici e dalla netta separazione dei poteri che assicurano un controllo giurisdizionale effettivo. Al di là, dunque, della prevedibile sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia ai danni della Polonia – che, in questo tipo di procedimento, può consistere in una cospicua sanzione pecuniaria – non v’è dubbio che le modifiche della legislazione polacca così come sopra descritte, hanno prodotto l’effetto di ingenerare nei magistrati il timore di una rimozione anticipata o di una mancata proroga, finendo così per condizionarne l’operato, in piena violazione del principio della rule of law.Gli odierni giudici della Suprema Corte si muovono evidentemente all’interno di un ambito condizionato e controllato dalla Politica con l’inevitabile conseguenza di aver perso, altresì, la libertà di deliberare in maniera difforme dalla volontà politica. Appare evidente, infatti, come nel dichiarare incostituzionale l’aborto anche nei casi di gravi malformazioni o malattie del feto, gli odierni giudici abbiano in sostanza perseguito un obiettivo politico (escludere l’aborto dalla liceità) senza dover passare per il Parlamento. Queste sono minacce che arrivano dal ventre molle dell’Unione e che mostrano chiaramente il rischio sovversivo insito nel disprezzo dello Stato di diritto e del principio della separazione dei poteri che, da anni, è motivo di scontro tra governi nazionalisti e conservatori dell’Europa. E’ nostra ferma convinzione che la sola strada percorribile per evitare l’implosione dell’odierna Unione Europea a causa dell’azione sovversiva di taluni Stati membri, nonché dell’azione attrattiva di altri Stati terzi, debba andare verso la costituzione effettiva degli Stati Uniti d’Europa. Angela Furlan, legale, presidente Super Minus onlus, consulente Aduc in abstract.

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Attacco alla Cattedrale di Notre Dame a Nizza

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Nizza. L’attacco di stamani nella cattedrale di Notre Dame a Nizza, con tre persone uccise, viene qualificato dal sindaco della città francese come atto terroristico. Il ministero dell’Interno aveva previsto il rischio di attentati a siti religiosi, tanto da aver rafforzato la sorveglianza di chiese e moschee. La tragedia odierna, la cui dinamica ovviamente andrà ricostruita, segue l’assassinio di Samuel Paty, il professore accusato di blasfemia dagli islamisti transalpini per aver mostrato in classe due vignette irriverenti nei confronti di Maometto pubblicate da Charlie Hebdo, e si inserisce in una crisi internazionale causata da una vignetta sul presidente turco Erdogan, pubblicata in copertina dalla medesima testata. Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), vicina alla comunità cattolica francese, nel condannare l’ennesimo atto terroristico, prega per le vittime e i feriti. E ricorda che la necessità di un confronto franco, civile e non superficiale con l’Islam, deve unirsi alla consapevolezza che prevenzione e repressione criminale sono le sole risposte per gli islamisti estremisti, soprattutto per i responsabili dei reati, senza ipocrite o implicite giustificazioni. Ma a ciò deve affiancarsi la consapevolezza che la risposta al radicalismo che strumentalizza la religione e colpisce la persona non può essere la rivendicazione di una malintesa “libertà” di espressione, che giunga all’offesa e al dileggio dei simboli di fede, di qualunque confessione. Dagli intellettuali e dai media europei ci si attende più coraggio nella denuncia degli estremismi, soprattutto quando perseguitano singoli fedeli o pacifiche minoranze religiose, e al tempo stesso una netta presa di distanza da quel laicismo che, in nome della libertà, viola i diritti naturali di singoli e gruppi e offende il sentimento religioso: un errore non si combatte mai con un errore di segno contrario.

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Il si al veggie burger da parte del Parlamento Europeo è ennesimo attacco ai produttori

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2020

“Fratelli d’Italia chiede una legge che tuteli l’interesse nazionale dopo l’ennesimo attacco sferrato alle produzioni locali da un’Europa ormai nemica dei popoli e delle sue tradizioni. La bocciatura da parte del Parlamento Europeo degli emendamenti che intendevano limitare l’uso della denominazione ‘carne’ ai soli prodotti animali, certifica infatti l’ostilita’ di questa Europa contro qualsiasi cosa rappresenti l’identita’ di un territorio e i suoi prodotti. A pagarne un prezzo altissimo sono i nostri agricoltori e produttori costretti a chiudere perche’ ormai le grandi lobbies mondiali, ed un’Europa piegata ad esse, aprono le porte al miele prodotto senza le api , il latte senza le vacche e ora anche ad hamburger e salsicce senza carne”. A dirlo in una nota il senatore e responsabile Agricoltura di FdI Luca De Carlo, commentando il voto odierno del Parlamento Europeo sul tema.

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Israele: Sventato attacco ai confini con la Siria

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Israele sventa un altro tentativo di infiltrazione terroristica sul proprio territorio: nella notte tra domenica e lunedì scorso una cellula proveniente dalla Siria è entrata in territorio israeliano per piazzare ordigni esplosivi vicino la linea Alpha lungo il confine tra lo stato ebraico e la Siria.I soldati israeliani delle forze speciali Maglan e aerei hanno aperto il fuoco contro quattro sospetti, alcuni dei quali erano armati, uccidendoli tutti, ha detto il portavoce dell’esercito Hidai Zilberman, citato dai media israeliani. ”Abbiamo sventato il tentativo di quattro terroristi di collocare esplosivi vicino alla zona di sicurezza tra Israele e la Siria”, si legge in un messaggio postato su Twitter dall’esercito israeliano. Il ”regime siriano” verrà considerato responsabile di ”qualsiasi evento” si verificasse nel Paese, aggiungendo che l’esercito israeliano resta ”pronto per qualsiasi scenario”. Al momento non è ancora a quale organizzazione militare o terroristica appartenessero i 4 uomini. Il portavoce militare israeliano ha poi aggiunto che nell’azione nel nord del Golan non ci sono state vittime israeliane. “Il comando del nord mantiene una elevata reattività ad ogni scenario. L’esercito ritiene il regime siriano responsabile per tutti gli eventi che generano dal suo territorio e non tollererà alcuna violazione della sovranità israeliana”. L’esercito ha anche diffuso un video nel quale si vede l’operazione.

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Attacco contro un campo sfollati in Camerun

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2020

L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, condanna fermamente l’attacco brutale e ingiustificato contro un sito che accoglie 800 sfollati interni vicino al villaggio di Nguetchewe, nella regione dell’Estremo Nord, in Camerun.Almeno 18 persone sono state uccise e 11 ferite nell’incidente avvenuto nelle prime ore di domenica 2 agosto, quando gli assalitori hanno lanciato un ordigno esplosivo, probabilmente una granata, all’interno dell’insediamento mentre tutti dormivano.Alcuni dei feriti sono stati evacuati all’ospedale del distretto di Mokolo, a un’ora di auto da Nguetchewe. Circa 1.500 persone, tra cui gli abitanti terrorizzati della comunità di accoglienza, sono fuggite nella vicina città di Mozogo per mettersi in salvo.L’UNHCR ha avviato una missione di emergenza per valutare la situazione e, di conseguenza, le esigenze sanitarie e di protezione delle persone colpite.Le comunità di quest’area impoverita sono spesso le prime a rispondere alle esigenze di quanti fuggono dall’assenza di sicurezza e dalle violenze crescenti che caratterizzano una zona comprendente le regioni del Lago Ciad e del nordest della Nigeria. A volte tra queste comunità intercorrono stretti legami e le scarse risorse a disposizione sono condivise.In questo contesto di crescente insicurezza, in cui il Paese è parimenti impegnato nella risposta alla pandemia da COVID-19, l’UNHCR prevede la necessità di rafforzare le misure volte ad assicurare protezione comunitaria, alloggi, acqua e servizi igienico-sanitari.L’UNHCR rivolge un appello a tutti gli attori coinvolti affinché rispettino il carattere civile e umanitario che distingue i campi di sfollati interni e rispondano prontamente alle urgenti esigenze di persone traumatizzate dalla necessità di fuggire dalle violenze in più occasioni.Questo attacco fa seguito al significativo aumento di episodi di violenza verificatisi nell’Estremo Nord nel mese di luglio, tra i quali saccheggi e rapimenti condotti da Boko Haram e altri gruppi armati attivi nella regione. La regione, stretta tra gli Stati nigeriani di Borno e Adamawa e il bacino del Lago Ciad, attualmente accoglie 321.886 sfollati interni e 115.000 rifugiati nigeriani.Questo triste incidente ricorda anche quanto siano intense e brutali le violenze perpetrate nella più ampia regione del bacino del Lago Ciad, che hanno costretto alla fuga oltre 3 milioni di persone: 2,7 sono sfollati interni in Nigeria nordorientale, Camerun, Ciad e Niger, e 292.682 sono rifugiati nigeriani nei Paesi confinanti.A partire da gennaio di quest’anno, il Camerun ha registrato 87 aggressioni perpetrate da Boko Haram lungo la frontiera settentrionale con la Nigeria. Di queste, 22 sono avvenute nel solo distretto settentrionale di Mozogo.Tutti gli attacchi violenti sono costati la vita a 30.000 persone e hanno costretto alla fuga più di altri 3 milioni in Nigeria, Camerun, Niger e Ciad.

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Mitigare un attacco ransomware

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

A cura di Rick Vanover, Senior Director, Product Strategy di Veeam. I danni che un attacco ransomware può infliggere alle imprese sono davvero sconcertanti. Le aziende che ritengono di non avere altra scelta se non quella di pagare i criminali informatici per poter accedere di nuovo ai propri file, non solo mettono a rischio il loro denaro, ma mettono in discussione anche la loro reputazione. Secondo il recente report di Cybersecurity Ventures, si prevede che nel 2021 i costi derivati da attacchi ransomware a livello globale ammonteranno a più di 20 miliardi di dollari.Il miglior rimedio per un attacco ransomware è la prevenzione, ma all’interno del panorama delle minacce informatiche ciò non è sempre possibile. Lo studio di Cybersecurity Ventures prevede che nel 2021 ci sarà un attacco ransomware contro aziende ogni 11 secondi. In definitiva, quasi tutti i sistemi informatici sono attaccabili: le aziende devono essere pronte a cyberattacchi che non possono essere fermati e devono avere un piano B nel caso in cui dovesse accadere il peggio.Disporre di backup offsite e offline, nonché di una solida strategia di disaster recovery, può aiutare le aziende a ripristinare i dati crittografati dai criminali informatici. I rischi e le potenzialità di un attacco ransomware sono però molteplici: ecco perché le aziende hanno bisogno di un piano di prevenzione e devono essere sicure che i dati dei backup non possano essere utilizzati contro di loro.

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Made in Italy di nuovo sotto attacco

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

Un cartello di aziende, guidato dalle multinazionali francesi Nestlé e Danone, ha scritto alla Commissione europea per chiedere di rendere obbligatoria l’introduzione in tutti i supermercati d’Europa del “Nutri-score”. Parliamo della famosa etichettatura “a semaforo” di proprietà di un’agenzia governativa francese, che suggerisce ai consumatori cosa fa bene alla loro salute e cosa no grazie ad un algoritmo che, guarda caso, penalizza i prodotti italiani a vantaggio di quelli francesi. Il Parlamento italiano si è espresso chiaramente votando la mozione di Fratelli d’Italia: il Governo si faccia sentire e respinga questo ennesimo assalto ai nostri prodotti e alle nostre eccellenze agroalimentari». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Coronavirus: Fp Cgil, grave attacco di Salvini a Polizia Locale

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

“Grave, gratuito e ingiustificato attacco del leader della Lega Salvini, mosso in maniera dura e irriverente, alla Polizia Locale”. A denunciarlo è la Fp Cgil in merito a quanto affermato da Matteo Salvini durante la trasmissione ‘Non è l’arena’ de La7, aggiungendo che: “Ci amareggia ma non ci sorprende una tale iniziativa denigratoria nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori della polizia locale che, a detta di Salvini, ‘farebbero ridere’ a presidiare una zona rossa per le misure di contenimento del Covid-19. Lavoro che, a parer suo, va invece affidato ai militari, alla Polizia di Stato e ai Carabinieri”.Per il sindacato, “se il senatore Salvini fosse stato più attento quando era ministro, forse avrebbe compreso e imparato le tantissime funzioni, attività e compiti a cui assolvono con responsabilità, professionalità e senso del dovere i lavoratori dalla Polizia Locale. Attività che per quanto attiene le funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria non sono svolte per il ‘sindaco’ ma per le competenze dello Stato facendo capo alle prefetture, alle questure e alla magistratura”.”Sfugge a Salvini – prosegue la Fp Cgil -, in questa rincorsa alla propaganda politica, che dall’inizio della emergenza Covid-19, su disposizioni del Ministro dell’Interno, la Polizia Locale è impegnata nella attività di controllo e di contenimento dell’epidemia al pari delle altre forze di polizia statale e che sta avendo i suoi morti per l’espletamento di tale servizio e i suoi tanti contagiati per aver contratto il virus. Non sa o fa finta di non sapere, che questi lavoratori della Polizia Locale hanno assolto dalla prima ora tali attività addirittura senza i dispositivi di protezione individuale che invece avevano le altre forze dell’ordine. Non sa o fa finta di non sapere che mentre la Polizia Locale svolge tutte le attività delle polizia statale questi lavoratori sono ancora privati delle tutele assistenziali, previdenziali e infortunistiche che hanno i loro colleghi statali”.La storia della Polizia Locale di questo paese, aggiunge, “è caratterizzata dalla professionalità, dalla autonomia e dal coerente attaccamento alla difesa dei diritti dei cittadini e del territorio nel rispetto delle leggi che hanno visto sempre questi lavoratori impegnati senza risparmiarsi come sta avvenendo in questa emergenza nazionale. Quanto dichiarato dal leader della Lega è gravissimo, lesivo della professionalità e della dignità dei lavoratori della Polizia Locale e offensivo delle vittime del lavoro di controllo e di contenimento del Covid-19, dei morti e dei contagiati e delle loro famiglie”, conclude la Fp Cgil. (da Giorgio Saccoia)

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Torna l’attacco alle pensioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 gennaio 2020

Il dibattito intorno alla sostenibilità del sistema pensionistico si è riacceso in questi giorni e sono molteplici le iniziative e le dichiarazioni in materia. Tavoli tecnici, commissioni di presunti esperti e di ben collaudate e fedeli parti sociali dovranno trovare la quadra per riuscire ancora una volta a rimettere mano al sistema previdenziale senza che i cittadini e i lavoratori siano in grado di reagire. È la riproposizione del principio della rana bollita, si immerge una rana nell’acqua fredda e questa non si ribellerà perché vi si troverà bene, poi si scalderà lentamente l’acqua e la rana comincerà ad abituarsi alla nuova temperatura fino a che l’acqua diverrà bollente e la rana verrà bollita senza accennare ad alcun tentativo di fuga.La scadenza per mettere mano alle pensioni, secondo gli studiosi attuariali che incrociano tassi di natalità e aspettative di vita, è fissata al 2022 in concomitanza con la fine prevista di quota 100, e così si comincia fin d’ora a preparare il terreno. Proposte di ogni genere, allarmistiche statistiche predisposte all’occorrenza, grida elettorali in strenua difesa del pessimo esistente saranno lo scenario in cui ci troveremo nei prossimi mesi con l’unico reale obbiettivo di affossare definitivamente il sistema previdenziale pubblico e far fiorire i fondi pensionistici privati e/o di categoria. Insomma quanto sta accadendo in Francia non fa alcun effetto ai nostri incalliti riformatori.Molti si chiedono come la vera e propria rivolta sociale che sta attraversando la Francia ormai da molto tempo, prima con i gilet gialli e poi con le manifestazioni sindacali, non abbia avuto alcun riverbero nel nostro Paese. Molti, a ragione indicano nelle complicità sindacali di Cgil Cisl e Uil la ragione di questa assenza. Ma va detto che le complicità non si sono limitate a far passare senza colpo ferire le peggiori riforme pensionistiche d’Europa da 30 anni a questa parte, ma hanno consentito che ai lavoratori italiani fosse scippata la possibilità di opporsi con le armi necessarie agli sfaceli che in tema di pensioni, ma anche di lavoro, di diritti, di tutele si andavano compiendo rispettando e favorendo gli appetiti del capitale e i diktat dell’Unione Europea. I nostri fratelli francesi hanno imbracciato l’arma dello sciopero e la stanno utilizzando a piene mani per contrastare la riforma Macron, le manifestazioni e i blocchi stradali sono all’ordine del giorno ormai da circa due anni.Il nostro paese ha invece subito uno spaventoso arretramento nelle dinamiche del conflitto che è stato pressoché impedito attraverso una normativa sul diritto di sciopero che lo ha reso sostanzialmente inefficace quando non direttamente impraticabile e con le norme penalmente rilevanti introdotte per reati “di lotta” come l’occupazione di fabbriche o aziende, i blocchi stradali ecc. attraverso quei decreti sicurezza che qualche credulone aveva immaginato sarebbero stati immediatamente cancellati dal nuovo governo PD/M5S.Vorremmo ricordarlo a quanti si sono girati dall’altra parte quando in più riprese e da tempo abbiamo segnalato, con lotte e scioperi non a chiacchiere, il precipitare di una involuzione democratica e l’acutizzarsi dell’apparato repressivo delle lotte e del conflitto e che oggi fanno il tifo per le manifestazioni francesi sui social.USB non ha mai creduto che si fosse alla “fine della storia”, noi riteniamo che ci siano comunque le condizioni per riaprire un ciclo di lotte che, a partire dalle tutele del lavoro, della previdenza, del diritto all’abitare, alla salute e al salario possa riportare anche in Italia milioni di lavoratori a lottare. È tempo di uscire di casa.

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Antisemitismo Usa, attacco nella casa di un rabbino: 5 feriti, alcuni gravi

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 dicembre 2019

A Monsey, a circa 50 chilometri a nord di New York, un uomo si è introdotto nell’abitazione di un rabbino e ha iniziato a colpire i presenti a colpi di machete, causando il ferimento di cinque persone, di cui alcuni gravi.Secondo i media statunitensi l’uomo è stato arrestato dopo una fuga nella zona di Harlem. Al momento ci sono solo ricostruzioni parziali. Secondo alcune fonti, però, l’aggressore dopo il grave atto antisemita avrebbe tentato di rifugiarsi nella vicina sinagoga.I presenti all’interno del tempio ebraico, sentendo le urla che venivano dalla casa del rabbino, hanno prontamente chiuso le porte dello stabile, impedendo all’uomo di entrare e commettere chissà quale altro atto di antisemitismo.L’attacco contro la casa del rabbino è stato commentato dal governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo: “Un atto spregevole e codardo. Voglio essere chiaro: l’antisemitismo e l’intolleranza sono ripugnanti e abbiamo assolutamente tolleranza zero per tali atti di odio”.Una dura condanna è arrivata anche dal procuratore di New York, Letitia James:“C’è tolleranza zero per atti di odio di qualsiasi tipo, continueremo a monitorare la situazione”.Fatto sta che al momento i buoni propositi rimangono tali. In poche settimane gli Stati Uniti dopo divenuti teatro di episodi di antisemitismo, avvenuti nella seconda metà di dicembre.
Quanto sta accadendo negli Stati Uniti non va assolutamente sottovalutato. Gli atti di antisemitismo si stanno ripetendo con assiduità. Non si tratta di aggressori sprovveduti o di maniaci, ma di persone informate. L’attacco nell’abitazione del rabbino, infatti, è stato fatto proprio quando all’interno c’erano tante persone per celebrare la festa di Channukkà (festa delle Luci).

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Siria: L’attacco annunciato da mesi è avvenuto

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

Con il beneplacito di alcuni Stati si è consumata l’ennesima violazione del diritto internazionale, ormai calpestato sistematicamente in una guerra che dura da oltre 8 anni e che ha trasformato il suolo siriano nel campo di battaglia di una guerra infinita tra potenze regionali. Sotto attacco da parte della Turchia questa volta le zone nel nord-est della Siria, abitate prevalentemente dai Curdi, con ancora morti e feriti anche tra i civili. La popolazione nella fascia tra Turchia e Siria, dopo aver combattuto l’Isis e altre formazioni terroristiche, è di nuovo messa a dura prova. L’intervento sta scatenando anche la partenza forzata di decine di migliaia di civili, intrappolati in quest’area di confine. Il numero di sfollati è destinato a salire rapidamente se le operazioni di guerra proseguiranno, sommandosi agli oltre 11 milioni tra sfollati interni e rifugiati in altri paesi. Questa nuova iniziativa bellica si aggiunge a quella del governo siriano appoggiato dalla Russia a nord-ovest, nell’area di Idlib, sotto attacco da aprile 2019, e ende tutto il confine nord del paese di nuovo incandescente con milioni di persone vittime di violenze. Una tragedia che si somma alla grave situazione umanitaria che in Siria si protrae da quasi nove anni con l’80% della popolazione in stato di povertà e oltre 11 milioni di persone che necessitano di assistenza umanitaria e come sempre a farne maggiormente le spese sono i più vulnerabili: anziani, minori, donne, disabili.
Tutta la rete Caritas, già operante da anni nel paese, si sta mobilitando per essere pronta a rispondere a questa nuova emergenza umanitaria. In particolare le Caritas di Aleppo e Hassake, con il sostegno di Caritas Italiana e di altre Caritas estere, si stanno organizzando per riuscire a rispondere alle molteplici necessità in un contesto sempre più difficile e pericoloso. Caritas Italiana fa appello al Governo Italiano, all’Unione Europea e a tutta la Comunità internazionale affinché si faccia tutto il necessario per interrompere, senza condizioni, l’ennesimo eccidio e ristabilire il rispetto del diritto internazionale. Ora più che mai c’è bisogno dell’impegno e della solidarietà di tutti, perché si possa trovare una soluzione
pacifica a questo ennesimo fronte di guerra e si possa rispondere velocemente ai bisogni umanitari più immediati. Il popolo siriano, piagato da quasi nove anni di guerra che hanno causato morte, distruzione e povertà, ha bisogno di pace per ricostruire la propria vita con dignità. Caritas Italiana sostiene gli interventi delle Caritas dei Paesi coinvolti nella crisi siriana – Siria, Libano, Giordania, Turchia, Cipro, Grecia, Macedonia, Serbia e Bosnia – sin dallo scoppio della guerra a marzo 2011. Ad oggi Caritas Italiana, grazie alle offerte ricevute e a contributi dell’otto per mille alla Chiesa Cattolica, ha realizzato decine di progetti con un intervento complessivo di oltre 7.200.000 euro in vari ambiti: assistenza umanitaria, supporto psicosociale, sanità, promozione del lavoro e convivenza pacifica tra i giovani.

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Libro: Attacco dalla Cina: Michael Dobbs

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Collana Darkside. Dall’autore di House of Cards un nuovo episodio della serie di Harry Jones, integerrimo e insolente ex militare pluridecorato dalla scorza dura, un protagonista che non si vedeva dai tempi di James Bond.
In Attacco dalla Cina un gruppo di hacker prova a mettere in ginocchio le più grandi potenze del mondo occidentale: Harry Jones ha un weekend per salvare il mondo. Nuova serie tv in fase di lavorazione. In libreria dal 13 giugno

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Attacco a una sinagoga di Buenos Aires, feriti. “Ebrei, dovete morire tutti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 aprile 2019

Un atto palesemente antisemita a Buenos Aires davanti alla sinagoga Mikdash Yosef, ubicata nella strada Bulnes, tra Avenida del Libertador e Cerviño nel quartiere di Palermo. L’attacco, di cui si è appreso solo nelle ore tra sabato e domenica, si è verificato la sera di venerdì 5 aprile, poi ‘battuto’ da Visàvis, un sito di riferimento della comunità ebraica argentina.Mentre la gente usciva dalla sinagoga al termine della preghiera del venerdì sera, una coppia si è avvicinata e, come hanno informato i presenti, uno dei due, una donna, ha cominciato a correre verso il tempio urlando “ebrei, dovete morire tutti, uccisi”. I due, come hanno spiegato, erano stati notati giorni prima mentre scattavano foto alla sinagoga.
Gli addetti alla sicurezza sono riusciti a portare la donna fuori dalla sinagoga. L’uomo che era con lei, armato di coltello a serramanico, ha attaccato alcuni presenti procurando loro ferite medicate in ospedale anche con punti di sutura.L’intervento delle guardie, anche ricorrendo all’uso di spray anti aggressione, ha evitato un epilogo che avrebbe potuto essere ancor più drammatico. I due aggressori avevano cominciato ad allontanarsi mentre continuavano a inveire contro gli ebrei, quando sono stati definitivamente bloccati con l’arrivo della polizia. Ma, da quello che scrive lo stesso sito, sono stati rimessi in libertà nelle ore successive.Duro, ma anche legittimamente preoccupato il rabbino Uriel Husni, che parla di fatto grave: “Non so perché lo stiano minimizzando. Ora c’è il timore che i due vogliano vendicarsi”. Husni sottolinea invece che si è evitato il peggio grazie alla presenza della sicurezza privata, “da tempo stiamo chiedendo che la polizia presidi l’ingresso della sinagoga”. Quella di Buenos Aires è una delle comunità ebraiche più grandi del mondo.

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“Vai all’attacco della gotta”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

La gotta è una malattia tipicamente asintomatica, che può metterci ‘fuori gioco’ inaspettatamente e avere gravi conseguenze per la salute; per questo è fondamentale imparare a riconoscerla e trattarla in modo adeguato. Questo l’obiettivo di “Vai all’attacco della gotta”, un vademecum contenente indicazioni e consigli per comprendere le cause della malattia e imparare a gestirla, realizzato grazie al supporto educazionale di Grünenthal Italia. Il fascicolo, pubblicato da EDRA con la consulenza scientifica del professor Leonardo Punzi, Responsabile Tecnico Scientifico della Rete Regionale Veneta e il patrocinio di ANMAR onlus (Associazione Nazionale Malati Reumatici), è disponibile gratuitamente nelle principali farmacie di tutti i capoluoghi di provincia d’Italia. Nonostante sia una malattia poco conosciuta e sottovalutata, la gotta è in costante aumento in tutto il mondo compresa l’Italia, dove si stimano circa 600.000 pazienti, di cui però solo la metà in trattamento.
È una malattia causata da livelli elevati di acido urico nel sangue (iperuricemia) che può trasformarsi in cristalli che si depositano a livello di articolazioni tessuti e organi interni. Questo processo può iniziare in assenza di disturbi evidenti e come tale continuare per anni prima che si manifestino i sintomi, ma già con importanti implicazioni per la salute dei pazienti.
Intervenire in maniera tempestiva consente di evitare le conseguenze più gravi della malattia, che se non trattata, porta serie problematiche non solo a livello articolare ma anche per la condizione generale del paziente, essendo associata a complicanze cardiovascolari, renali e metaboliche.
Nel fascicolo vengono illustrate, in modo semplice ma esauriente, le cause, i sintomi, la diagnosi e le conseguenze della malattia e viene sottolineata l’importanza del monitoraggio dei valori di acido urico nel sangue (uricemia) per un risultato terapeutico ottimale.
“Spesso le cause della malattia sono di tipo genetico, per questo, una volta accertata la diagnosi è fondamentale assumere regolarmente la terapia per abbassare l’uricemia e monitorare i livelli di acido urico; uno stile di vita e una dieta equilibrata sono importanti ma purtroppo non sufficienti da soli a risolvere il problema”, ricorda il professor Punzi, che ha inaugurato di recente a Venezia un centro specializzato per il trattamento della gotta.
“Il trattamento della gotta prevede due fasi: durante l’attacco acuto vengano usati farmaci antinfiammatori, mentre la terapia di base si effettua con farmaci ipouricemizzanti in grado di abbassare e di mantenere il livello di uricemia sempre al di sotto di 6,0 milligrammi per decilitro (mg/dl). In Italia è da poco disponibile un nuovo trattamento che, intervenendo sulla causa principale dell’iperuricemia, ovvero l’insufficiente escrezione, consente un approccio più “fisiologico” al trattamento dell’iperuricemia e della gotta rispetto al passato”, afferma il professor Punzi.

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Yemen: Save the Children, decine di bambini uccisi nell’attacco a Saada

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

Decine di bambini tra i 6 e i 14 anni sarebbero stati uccisi e molti altri sarebbero stati feriti quando un bus scolastico è stato colpito, probabilmente da un attacco aereo, nella città di Dhahyan, nel governatorato di Saada, nel nord dello Yemen. Gli operatori di Save the Children hanno riferito che, quando è avvenuto l’attacco, gli studenti stavano tornando a scuola dopo pranzo ed erano sul bus momentaneamente in sosta, anche se al momento è impossibile verificare i dettagli dell’accaduto. “Questa è un’altra palese evidenza delle violazioni della legge internazionale sui diritti umani a cui assistiamo in Yemen ormai da tre anni, dagli attacchi sproporzionati e indiscriminati sui civili al rifiuto dell’accesso per gli aiuti umanitari e all’utilizzo della fame come arma di ricatto, e sono le persone, non i combattenti, a pagare il prezzo più alto,” ha dichiarato Sylvia Ghaly, Direttore Advocay in Yemen di di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro. Save the Children condanna questo attacco orrendo e chiede un’inchiesta indipendente immediata su questo ed altri recenti attacchi sui civili e su edifici pubblici come scuole e ospedali. Abbiamo assistito ad un crescendo di incidenti senza che alcuno venisse ritenuto responsabile. Anche nella capitale, Saada, ci sono stati duri combattimenti nelle ultime 24 ore, con attacchi aerei che hanno colpito anche in prossimità del nostro ufficio costringendoci a fuggire in cerca di un rifugio.“Non c’è alcuna soluzione militare possibile per questo conflitto. Solo una soluzione politica può porvi fine e ristabilire la pace in Yemen. Chiediamo a tutte le parti di sospendere immediatamente i combattimenti per tornare al tavolo e trattare un cessate il fuoco collaborando con l’Inviato Speciale delle Nazioni Unite Martin Griffiths. Risparmiamo altre morti e la miseria al popolo Yemenita.”

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ANSO: «Vigliacco e ignobile l’attacco alla testata online Tp24.it»

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 luglio 2018

«Vigliacchi e ignobili sono gli attacchi rivolti alla redazione di Tp24.it e al suo direttore Giacomo Di Girolamo. I colleghi e gli amici del quotidiano online di Trapani da tempo raccontano le storie del loro territorio, non prestando mai il fianco al potente di turno ma, anzi, denunciando gli abusi della criminalità organizzata e difendendo la legalità nella provincia di Trapani, semplicemente facendo bene il proprio lavoro. Tp24.it è una voce libera che non sarà mai sola e a cui va la solidarietà di tutte le testate associate ad ANSO (associazione nazionale stampa online)».Marco Giovannelli, presidente di ANSO, porta il sostegno di tutte le testate associate dopo le pesanti minacce che sono arrivate via facebook al quotidiano siciliano online da parte di noti pregiudicati che hanno intimato alla redazione di oscurare un articolo.
«Bene ha fatto il direttore Di Girolamo a non cedere e a denunciare i fatti ai carabinieri -chiosa Giovannelli-. Di fronte a queste minacce, tutti noi di ANSO alzeremo ancora più l’attenzione sui temi di cui scrivono con coraggio, rigore e amore di verità i colleghi di Tp24.it. Perché ogni giornalista che fa inchieste, indagini e servizi di denuncia, specie sui temi della mafia e della criminalità, non verrà mai lasciato solo dai suoi colleghi di tutta Italia». (La Fidest solidarizza con i colleghi della testa online Tp24.it e condanna fermamente tali forme d’intimidazione mafiosa)

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Attacco al diritto di sciopero in finanziaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 novembre 2017

Come preannunciato da indiscrezioni stampa, giovedì abbiamo avuto la conferma della presentazione di due emendamenti da parte del senatore Maurizio Sacconi tesi a impedire l’esercizio del diritto costituzionale di sciopero.​Dopo aver firmato insieme al suo collega Pietro Ichino proposte di legge sulla materia, frustrato dal non vederle approvate entro questa legislatura, Sacconi utilizza all’ultimo momento l’escamotage degli emendamenti alla legge di bilancio per imporre per la prima volta nella storia italiana l’obbligo per i lavoratori di comunicare al proprio datore di lavoro l’adesione a uno sciopero con 7 giorni di preavviso. Un vero e proprio colpo di coda che non solo tocca la libera scelta dei singoli lavoratori ma permetterà pure alle controparti di adottare tutte le contromisure utili per smontare e quindi impedire la riuscita della sciopero nei servizi pubblici essenziali.​Tutto questo affonda le radici nell’insopportabile linciaggio mediatico che ha riguardato scioperi nei trasporti regolarmente indetti, da Alitalia al Trasporto Pubblico Locale, dalle assemblee sindacali regolarmente convocate alle decine e decine di lavoratori degli appalti ATAC che non ricevono lo stipendio da parecchi mesi. Una costruzione mediatica fortemente ideologica dentro la quale convivono palesi falsità, strumentalizzazioni e criminalizzazioni assemblate ad arte sulla pelle dei lavoratori, utilizzati come pedine in scontri politici che nascondono diversi obiettivi.USB non rimarrà con le mani in mano rispetto al più duro e subdolo attacco allo strumento fondamentale per difendere i diritti e i salari della classe lavoratrice. In data odierna abbiamo inviato a tutti i Senatori e i Deputati della Repubblica Italiana una lettera con l’invito a non avallare questo scempio e preannunciamo una prima iniziativa pubblica presso il Parlamento italiano.

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Iraq: si teme attacco a Kirkuk

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

kirkukL’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) come anche molti Kurdi nel nord dell’Iraq temono un attacco su larga scala da parte dell’esercito iracheno e delle milizie sciite irachene alla città petrolifera di Kirkuk e all’intera regione. L’Unione europea deve subito svolgere un ruolo di mediazione tra il governo regionale del Kurdistan iracheno di Erbil e il governo sciita di Baghdad. Sia l’esercito sia le milizie sciite sono controllate da Baghdad ed entrambe le istituzioni collaborano con l’Iran. L’appartenenza della regione di Kirkuk assieme alla città che porta lo stesso nome è controversa. L’area è rivendicata tanto dai Kurdi sunniti quanto dal governo centrale. Negli ultimi tre anni i Kurdi peshmerga hanno portato sotto il proprio controllo zone importanti della provincia di Kirkuk, nella lotta portata avanti contro lo Stato islamico (IS).Lo staff generale iracheno nega che sia stata lanciata un’operazione militare per la riconquista di Kirkuk. Tuttavia, in base a proprie informazioni provenienti dal Kurdistan iracheno, si stanno concentrando sempre più milizie sciite, soprattutto nei due villaggi di Beshir e Taza Kormatu non lontano da Kirkuk. Queste milizie dovrebbero combattere contro l’IS nella regione. Il governo regionale curdo aveva acconsentito alla presenza di queste truppe, perché le due città sono abitate principalmente da Turcomanni sciiti. Si ha la netta impressione che adesso le milizie sciite, l’Iran e la Turchia, dopo l’indebolimento e la sconfitta dell’IS, si vogliano concentrare sulla lotta contro i Kurdi.Il governo iracheno avrebbe dovuto risolvere già da tempo il conflitto sull’appartenenza delle cosiddette zone contese come Kirkuk, Sinjar, Khanaquin e Mandali, questione prevista anche dall’articolo 140 della Costituzione irachena. In questo articolo si prevedeva che Baghdad avrebbe preso le misure necessarie per eliminare le conseguenze della politica di oppressione sotto Saddam Hussein in alcune zone del paese, tra cui anche Kirkuk. Sotto Saddam infatti la struttura demografica della popolazione era stata cambiata con la violenza. L’articolo propone misure come il risarcimento, la compensazione, ma anche il rimpatrio. I confini dei distretti settentrionali dell’Iraq che sono stati arbitrariamente modificati sotto il regime di Saddam Hussein devono essere sottoposti a una “revisione”. La soluzione dovrebbe essere raggiunta in tre fasi: in una prima fase la normalizzazione della situazione dovrebbe essere raggiunta con i coloni che dovrebbero rientrare spontaneamente ai loro antichi territori. Nella seconda fase, i profughi Kurdi, Turkmeni e appartenenti ad altre minoranze dovrebbero rientrare nelle loro proprietà. Infine dovrebbero essere ripristinati i vecchi confini della provincia: a questo punto è anche previsto un censimento. Infine si dovrebbe organizzare un referendum per decidere dell’appartenenza della regione.

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