Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘attentati’

Attentati Sri Lanka

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

In queste ore tragiche a causa dei violenti attentati che hanno colpito lo Sri Lanka, l’Unione Buddhista Italiana si stringe attorno a tutte le persone colpite da questa violenza cieca e inaccettabile. In particolare esprimiamo la nostra totale vicinanza alla comunità singalese in Italia e a tutti i centri di questa tradizione. Il ritorno del terrorismo in un paese di antica tradizione buddhista è motivo di preoccupazione e grande sofferenza per tutti i praticanti italiani e ci auguriamo che si possa tornare quanto prima a una condizione di normalità.

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Sri Lanka insanguinata da gravi attentati

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

La Comunità di Sant’Egidio esprime il suo profondo dolore e si stringe attorno al popolo e alla Chiesa cattolica dello Sri Lanka, insanguinati dai gravi attentati che hanno provocato decine di morti. Auspicando che le operazioni di soccorso riescano a salvare la vita dei numerosi feriti, la Comunità esprime la più ferma condanna nei confronti di chi ordisce trame omicide contro persone innocenti, inermi e in preghiera. È una violenza cieca che ha come unico obiettivo seminare terrore e minare ogni tessuto di coabitazione. Sgomenta la scelta di colpire i cristiani proprio nel giorno di Pasqua, la festa più importante dell’anno, in chiese tra l’altro frequentate anche da musulmani e buddisti e dove si vive uno spirito di coabitazione pacifica tra credenti di diverse religioni. La vita pacifica dei cristiani resta la più grande risposta a chi cerca di seminare odio e divisione. Non lasciamo solo lo Sri Lanka, i cristiani, e manifestiamo la più forte solidarietà di tutte le Chiese e dei credenti di tutte le religioni, percorrendo ogni strada possibile di riconciliazione e pace.

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Attentato in Egitto: “Il fondamentalismo è ancora vivo in molti cuori”

Posted by fidest press agency su sabato, 30 dicembre 2017

cairoCairo. L’attacco terroristico alla chiesa copta di Helwan, a sud del Cairo, fa scorrere ancora una volta sangue cristiano. Siamo vicini ai feriti, alle famiglie delle vittime e a tutta la minoranza copta. La vicinanza di Aiuto alla Chiesa che Soffre non si ferma tuttavia alle parole. Occorre rappresentare concretamente l’idea di una grande comunità solidale con chi soffre l’aggressione del terrorismo fondamentalista solo perché cristiano. Ecco perché a fine gennaio 2018 ci recheremo in Egitto insieme al vescovo di Carpi, mons. Francesco Cavina, e insieme visiteremo i luoghi teatro dei recenti attacchi terroristici. Ecco perché dal 2011 ACS ha finanziato in questa nazione progetti per un totale di 4.618.798 euro. Continueremo a farlo ancora con maggiore slancio. In particolare vogliamo continuare a sostenere, come abbiamo già fatto in passato, la messa in sicurezza dei luoghi di culto. Lo faremo consapevoli di un fatto: a prescindere dalla sigla terroristica che rivendicherà l’attacco di oggi, la sconfitta militare dell’ISIS non equivale all’eliminazione dell’ideologia politico-religiosa islamista. Il fondamentalismo è ancora vivo in molti cuori, e ne fanno le spese gli innocenti.

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Gli ultimi attentati devono far riflettere gli italiani e gli europei

Posted by fidest press agency su martedì, 22 agosto 2017

barcellona attentatoÈ necessario ripensare due concetti che il politicamente corretto della sinistra e dei circoli culturali del buonismo hanno finora imposto, forti del loro controllo su molti media: l’accoglienza e l’integrazione. I fatti tragici di questi ultimi anni e quelli di Barcellona e forse di Turku in Finlandia di queste ore dimostrano che è fallita l’integrazione con la parte più radicale e fanatica dell’Islam che si è dimostrata quindi inconciliabile con i traguardi raggiunti dalla nostra civiltà”. È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.
“Per questo – aggiunge – bisognerà prevedere per gli immigrati naturalizzati o di seconda generazione che mostrino un radicalismo religioso la privazione della cittadinanza. Altro che ius soli. La cittadinanza non può essere un diritto, ma una conquista di cultura e di rispetto per chi ti ospita. Allo stesso tempo, appare chiaro che l’accoglienza quantitativa e qualitativa sta destrutturando e disumanizzando le nostre società aperte e tolleranti”. “Rischiamo – conclude Cirielli -di divenire xenofobi per colpa di un’immigrazione incontrollata voluta dalla sinistra, ma abbiamo il diritto, come diceva Popper (non certo di Destra o populista), di non tollerare gli intolleranti in nome della tolleranza”.

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Attentati a Teheran

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

teheran“Gli attentati a Teheran di oggi sono di una violenza e una pericolosità inaudita perché hanno colpito al cuore istituzionale del Paese e aprono scenari inquietanti nei delicati equilibri del Golfo. Rappresentano la punta di un iceberg formatosi in secoli di insanabile rivalità, tutta interna al mondo islamico, tra sciiti e sunniti”. A dirlo è Paolo Alli, presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato di Alternativa Popolare. “Le tensioni nella regione – aggiunge – si sono inasprite dopo il ritorno alla ribalta dell’Iran come grande attore sulla scena internazionale dopo gli accordi sul nucleare e a seguito del rilancio dei rapporti bilaterali tra Arabia Saudita e Stati Uniti sancita dalla recente visita di Trump. Certamente la decisione di ieri da parte di 5 paesi, tra i quali l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi, di sospendere i rapporti con il Qatar, tradizionalmente in buone relazioni con l’Iran, ha fatto da detonatore ad una situazione già potenzialmente esplosiva”. E conclude: “Il rischio è di compromettere il fragile tentativo di lotta a Daesh in Siria e Iraq, dove la mancata assunzione di responsabilità da parte dell’intera comunità internazionale e gli interventi unilaterali di Turchia e Russia non hanno certamente creato condizioni favorevoli per una soluzione politica al conflitto. Siamo di fronte a una situazione che rischia di diventare incontrollabile e le durissime reazioni iraniane fanno presagire scenari davvero complessi se non addirittura devastanti. A questo punto le Nazioni Unite e grandi attori che possono incidere sugli equilibri nella regione devono assumersi responsabilità dirette e importanti, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione per ricondurre a ragionevolezza una regione che sembra ormai preda solo delle proprie faide storiche”.

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Egitto – Monteduro (ACS): Agli attentati rispondiamo formando 400 ragazzi

Posted by fidest press agency su martedì, 11 aprile 2017

cairoCairo. La minoranza cristiana egiziana, scossa da due attentati a Tanta e ad Alessandria, piange almeno 47 morti, senza contare centinaia di feriti. È da accogliere positivamente il fatto che il presidente Al-Sisi abbia dichiarato lo stato di emergenza. L’auspicio è che ciò possa garantire una maggiore sicurezza per la popolazione, sia cristiana sia musulmana, a meno di venti giorni dalla visita di Papa Francesco.
Non sappiamo ancora quale possa essere la chiave di lettura più appropriata. La prima possibile causa è la persecuzione religiosa. Gli attentati infatti si verificano prevalentemente in coincidenza dei tempi liturgicamente forti: la strage verificatasi nella cattedrale di Abbasseya, al Cairo, pochi giorni prima dello scorso Natale, e ora quella della Domenica delle Palme, a ridosso della Pasqua. Se questa fosse la principale causa, allora si dovrebbe parlare di vero e proprio odio alla fede. La seconda chiave di lettura è quella prevalentemente politica: dal 2013 i gruppi estremisti musulmani accusano la comunità cristiana di aver contribuito in maniera decisiva alla caduta di Morsi; dunque gli attentati di ieri come un’ulteriore forma di vendetta. La terza chiave di lettura, qualora sia accertata la responsabilità dell’ISIS, potrebbe essere ricondotta alla necessità del cosiddetto Stato Islamico di dimostrare la propria vitalità mentre viene ridimensionato in altre aree mediorientali come l’Iraq e la Siria.
Ciò che è certo, l’orrore irrompe ancora una volta nella vita quotidiana della minoranza cristiana. Alla distruzione del futuro dei cristiani in Egitto Aiuto alla Chiesa che Soffre stamane ha deciso di contrapporre la speranza nel futuro, nella forma concreta di un progetto. Si tratta del “Programma di formazione spirituale della gioventù 2017” del Patriarcato copto cattolico di Alessandria d’Egitto. In particolare, il Diakonia Development Center del Patriarcato ha programmato per l’anno in corso una serie di incontri, seminari, conferenze e workshops indirizzati a 400 giovani laici. La formazione prevista dal Programma, diretta a prepararli alle loro future attività nel contesto sociale e in ambito ecclesiale, consentirà loro di diventare cittadini responsabili e cristiani consapevoli. È un esempio di come si possa rispondere cristianamente a chi è impegnato a trasmettere un’ideologia di morte alle nuove leve del terrorismo jihadista.

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Attentati: “Follia lucida killer pone interrogativi anche sul disagio psichico”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2016

attentati“Nella descrizione degli ultimi attentati l’attenzione di diversi giornali si è concentrata sul profilo psicologico degli attentatori, veri o presunti che fossero. Alcuni tratti appaiono indubbiamente comuni: come il riferimento ad una depressione ben nota ai vicini di casa; o quello di una certa tendenza all’isolamento, alla scarsa comunicatività e in alcuni casi una aggressivitá latente che faceva pensare di trovarsi davanti ad uno psicopatico. E’ accaduto anche nel recente attentato di Monaco, in cui qualcuno davanti ad una patologia evidente, ha subito escluso che si potesse trattare di Isis. Ma in realtà il punto più concreto riguarda un altro aspetto, sufficiente a far sorgere il dubbio che l’Isis cerchi i suoi adepti tra persone psicologicamente disturbate. In altri termini non basta la motivazione politica o ideologica a supportare comportamenti che suscitano in ognuno di noi orrore. Abbiamo la netta sensazione di trovarci di fronte ad una follia lucida, pericolosa e vanitosa”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Killer e Kamikaze, in un crescendo di emulazione, al di là della possibile, ma non esclusiva, matrice islamica in realtà riflettono una fragilità psicologica che rimanda ad altre categorie di presa in carico di questi soggetti. La consapevolezza di chi vuole uccidere, di chi vuole fare una strage, c’è tutta; ma si accompagna ad un esibizionismo narcisista che richiede un pubblico di stampo tradizionale: la strada, lo stadio, il pub, la metropolitana, il supermercato. Tutti luoghi – prosegue Binetti – che appartengono alla vita normale di persone da punire proprio per quella normalità che è estranea al killer di turno. Scopriamo anche che la malattia mentale, il mental desease, assedia l’uomo dal di dentro con i suoi demoni e i suoi fantasmi. Perduto il senso di Dio nella accezione più alta del termine, l’uomo ha perduto anche il senso dell’uomo, nella sua forma più comune è più profonda. Forse proprio qui che dovremmo ricominciare a capire in che consista la sofferenza psicologica, trattandola anche nella sua interfaccia sociale. Lo sdegno sociale, la passione politica, lo zelo religioso non potranno mai giustificare l’orrore di morte; la violenza fredda dell’uomo contro altri uomini, la ricerca ossessiva dei bambini per colpirli nella loro assoluta innocenza. La perdita del senso dell’uomo è la più grande follia dell’uomo che richiede cure molto più complesse, che cominciano in famiglia, nella scala di valori di riferimento, negli affetti reali e concreti, ma assolutamente inderogabili. L’Europa – conclude Binetti – deve interrogarsi su questi aspetti non meno che il vicino mondo islamico”.

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Messaggio del Presidente della Commissione europea dopo gli attentati di Bruxelles

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2016

europa-261011-cVoglio esprimere le mie più sincere condoglianze agli abitanti di Bruxelles, ai numerosi feriti, alle famiglie e agli amici delle persone inermi coinvolte stamattina in diverse esplosioni all’aeroporto internazionale di Zaventem e alla stazione della metropolitana di Maelbeek. Desidero inoltre esprimere il mio sostegno e la mia solidarietà alle autorità belghe.Il mio pensiero va alle forze di sicurezza, ai servizi di pronto intervento e a tutte le persone che hanno soccorso le vittime e che stanno ancora operando sul campo.
Desidero inoltre rassicurare il personale della Commissione europea e delle altre istituzioni: la loro sicurezza è per me una priorità. Saranno adottati tutti i provvedimenti possibili di concerto con le autorità belghe.Gli attacchi odierni hanno colpito Bruxelles, ma il bersaglio è l’Europa intera. L’Unione europea e le istituzioni devono restare unite di fronte al terrore, ed è quello che faranno.
Gli eventi di oggi ci toccano, ma non ci spaventano. Continuiamo il nostro lavoro per far fronte alla minaccia terrorista e per trovare soluzioni comuni alle questioni che ci riguardano tutti.

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Il mondo in fiamme

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2016

attentato aeroporto bruxellesAscoltare le ultimissime gesta, attribuite al radicalismo dell’ISIS, dalla parte di chi è umanamente coinvolto, cambia visuale e offre più spazio alla riflessione. I fatti ultimissimi di Bruxelles, nella loro prevedibilità, ci offrono una spaccato nel quale affoga la speranza, sostituita da legittima preoccupazione. Ho mio figlio a Bruxelles, funzionario presso la Commissione Europea, nel momento in cui scrivo rinchiuso, insieme a tutti i colleghi, nei loro uffici, con perentorio ordine di non uscire e rimanere al loro posto in attesa di nuove disposizioni.Cosa sta accadendo in questo già tanto martoriato pianeta ? Viene da dire che “Nulla è cambiato”, si stanno ripetendo fatti e misfatti ai quali non ci siamo ancora abituati. Chi c’è dietro questa fantomatica organizzazione che sta tenendo l’intero pianeta sotto il giogo del terrore. Non vengono colpite le nazioni o i governi, l’obiettivo è la gente comune, quella che va a lavorare e si ritrova a dover prendere un aereo o la metropolitana. La strage è dietro l’angolo con il suo carico di morti e feriti che stimolano la paura che diventa terrore quando si tocca con mano l’impossibilità di neutralizzare gli eventi e impedire il ripetersi degli attentati. La domanda diventa assillante: “Chi c’è dietro questa fantomatica organizzazione del terrore ?” Bisognerebbe saper rispondere individuando “A chi giova ?”Gli ultimi eventi bellici hanno un minimo comune multiplo: il petrolio !
Per mettere insieme una organizzazione così ben armata, così priva di ogni scrupolo, occorrono fondi senza limiti, con l’attesa di un ritorno sia come denaro che come potere. Cerco nella memoria il conforto dei fatti per non lanciare ipotesi fantasiose, così nella memoria mi torna in mente l’uccisione di Enrico Mattei. Le compagnie petrolifere statunitensi, anche allora, di fatto detenevano un monopolio di fornitura sull’Europa occidentale. Mattei, non amava sottostare a limiti imposti e dunque non se ne imponeva egli medesimo, studiò a fondo i comportamenti commerciali delle principali compagnie del settore e decise che in fondo non gli mancava nulla per gettarsi nella competizione sul mercato dell’approvvigionamento. Egli cercò quindi di far entrare l’Agip nel “Consorzio per l’Iran”, il cartello delle sette principali compagnie petrolifere del tempo.
Entrando nel “Consorzio per l’Iran” l’Agip avrebbe ottenuto quell’accesso diretto alla materia prima che le mancava, ma la richiesta di Mattei fu respinta. Se le concorrenti si erano riunite in un cartello, che Mattei battezzò delle “sette sorelle”, l’Eni poteva ben muoversi da indipendente, cercando nuovi accordi e nuove alleanze commerciali per svincolare l’Italia dal ricatto commerciale straniero.
Mattei cercò allora il rapporto diretto con lo Scià di Persia ottenendo una concessione a condizioni particolarmente favorevoli per l’Iran, ma attirandosi in tal modo l’inimicizia del cartello delle sette sorelle.
Altre porte trovò pregiudizialmente sbarrate, sinché ebbe notizia di essere oggetto di una campagna di discredito ordita a sua insaputa da parte delle sette sorelle e decise di ponderare meglio e più accuratamente la sua azione.
Fu tutto inutile: lo Scià di Persia perse il trono del Pavone e Enrico Mattei perse la vita; allora venne indicata nella mafia siciliana la manovalanza che avrebbe organizzato l’attentato.
Successivamente accadde il sequestro dell’on. Aldo Moro, stavolta attribuito alle BR, con una azione degna delle più organizzate mission paramilitari, e non certo da parte di un gruppetto di brigatisti della domenica.
La guerra in Iraq la volle il presidente USA G.W. Bush, che riuscì anche a coinvolgere il governo italiano, allora, malauguratamente, in mano a Berlusconi. Vennero a galla le menzogne che furono imbastite, a cominciare con i severi dubbi intorno all’attacco delle Due Torri.E’ noto che i “Poteri forti” negli USA controllano la Casa Bianca e il Pentagono, con la forza del loro potere economico che, insieme, gestiscono più del 50% del PIL americano; si tratta delle lobby del petrolio (con le Sette Sorelle) e quello della produzione ed esportazione di armi (gestito direttamente dal Pentagono). Non per nulla adesso si candida alla presidenza USA il repubblicano Donald Trump, un terrorista in abiti civili. (Rosario Amico Roxas)

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Gerusalemme: altra serie di attentati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2015

attentatiUn 13enne ebreo e’ in gravissime condizioni dopo essere stato accoltellato in un quartiere a nord di Gerusalemme da due palestinesi. Si tratta del terzo attacco della giornata, dopo un’aggressione vicino alla Porta dei Leoni e un secondo accoltellamento ad Ammunition Hill. Il bilancio e’ di due palestinesi uccisi e due feriti, mentre tra gli israeliani, oltre al 13enne in pericolo di vita, si registra un ferito grave, un terzo ha riportato ferite lievi mentre un quarto e’ rimasto illeso.
Il primo attacco e’ avvenuto di prima mattina nei pressi della Porta dei Leoni, all’ingresso della Citta’ Vecchia. Un palestinese ha tentato di accoltellare un poliziotto, rimasto pero’ illeso grazie al giubotto anti-proiettile. Le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco e hanno ucciso l’aggressore. Il secondo incidente e’ avvenuto a Gerusalemme Est, nella zona di Ammunition Hill, poco distante dal quartier generale della polizia. Una donna palestinese e’ stata colpita dopo aver attaccato un agente, rimasto leggermente ferito. Il poliziotto si era insospettito dal suo comportamento e le aveva chiesto di fermarsi. Lei invece aveva continuato a camminare, poi si era voltata e l’aveva accoltellato. La donna e’ stata portata all’ospedale in condizioni serie.
Meno di un’ora dopo, nel quartiere settentrionale di Pisgat Zeev, un 25enne ebreo e’ stato colpito da due palestinesi, rimanendo gravemente ferito. I due aggressori hanno poi accoltellato un 13enne in bici, prima di tentare la fuga, ma uno e’ stato colpito da un auto mentre il secondo e’ stato ucciso dai poliziotti. Il 13enne e’ stato trasportato privo di conoscienza e intubato all’ospedale Hadassah Ein Kerem, in condizioni critiche.In serata un altra attentato, il quarto di oggi sempre a Gerusalemme, da parte di un terrorista ‪arabo che ha tentato di prendere un arma da un soldato su un autobus all’entrata di ‪Gerusalemme, per poi accoltellare lui e altre due persone. Il terrorista è stato ucciso.
L’ondata di violenze che si registra in Israele “non viene dalla frustrazione palestinese per la mancanza di una soluzione diplomatica” ma dal desiderio di “distruggere” lo Stato ebraico. Lo ha affermato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, intervenendo alla Knesset, il Parlamento, in occasione dell’apertura della sessione invernale. Nonostante “un centinaio di anni di terrorismo e di tentativi di distruggere l’impresa sionista, i nostri nemici non hanno ancora imparato“, ha sostenuto, sottolineando che “non c’e’ modo di fermarci, questa e’ la nostra patria“. Il premier israeliano ha poi respinto le “bugie pericolose” secondo cui Israele starebbe cercando di modificare lo status quo del Monte del Tempio, la Spianata delle Moschee per i musulmani. “Vogliamo la coesistenza tra arabi ed ebrei“, “non siamo in guerra con l’Islam“, ha aggiunto, invitando a “rafforzare la reciproca comprensione“.(Fonte: AGI.it, 12 Ottobre 2015) (foto: attentati)

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Il comitato di salvezza nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Proprio per non menare il “can per l’aia” vorrei rispondere al “Nuovo partito comunista italiano” che di tanto in tanto mi partecipa le sue idee sulla situazione politica italiana e la possibile ricetta per porvi riparo. E il mio parere è che non esiste in concreto la possibilità di alternative all’attuale regime politico-istituzionale vigente in Italia e che per cambiare le carte in tavola la strada percorribile è una sola e vi si può pervenire, diciamo, per due vie: una legale e una politica.
La prima traccia ce l’ha offerta la denuncia sporta il 2 aprile scorso presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Cagliari, dall’avvocato cagliaritano Paola Muso nei confronti del Presidente della Repubblica, Mario Monti, i ministri del suo governo e tutti i membri del Parlamento e riguardano reati molto gravi quali:
attentato contro l’integrità, l’indipendenza e l’unità dello Stato;
– associazioni sovversive;
– attentato contro la Costituzione dello Stato;
– usurpazione di potere politico;
– attentato contro gli organi costituzionali;
– attentato contro i diritti politici del cittadino;
– cospirazione politica mediante accordo;
– cospirazione politica mediante associazione.
Il testo integrale è visibile su: http://www.scribd.com/doc/87677876/Denuncia-in-Procura-Del-2-Aprile-2012#fullscreen
Il suo punto debole è che si tratta di un caso isolato. Sarebbe stato più efficace se in ogni procura della Repubblica uno o più cittadini presentassero analoga denuncia, rendendola in tal modo corale.
La seconda traccia è politica. Concerne gli elettori, in specie coloro che sono intenzionati a disertare le urna, invitandoli a votare ma a fare una scelta che escluda i partiti che oggi si sono compromessi con l’attuale andazzo politico quali il Pd, il Pdl e il Fli e la Lega, per ovvie ragioni. Sarebbe una vera e propria rivoluzione immaginando l’area di sinistra che raggiunga il 20-25% di consensi, l’Idv altrettanto, ecc. Il risultato sarebbe quello di togliere di mezzo l’attuale classe politica o, per lo meno, di renderla “impotente”.
Oggi, invece, si preme il pedale dell’acceleratore sull’anti-partito e sull’anti-politica per calcolo più che per convinzione per ridurre, elettoralmente parlando, l’area del dissenso attraverso il non voto e per far prevalere quella del consenso.
Se gli italiani, una volta tanto, fossero compatti e meno masochisti e meno sedotti dalle logiche consumistiche e soprattutto dalle promesse da marinaio dei nostri governanti, noi avremmo la possibilità di operare una rivoluzione democratica senza precedenti ed affermare che se sono cadute le ideologie restano i valori nel rispetto di due diritti uno legato all’altro in modo indissolubile: il diritto alla vita e il diritto a viverla in dignità e in libertà. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Attentati in Nigeria

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2011

National Church of Nigeria, Abuja

Image via Wikipedia

Gli attentati in Nigeria sono stati rivendicati dal gruppo islamista Boko Haram. Hanno provocato non meno di 110 vittime e centinaia di feriti. Ad aggravare la situazione è stata l’incapacità delle autorità a disporre tempestivi soccorsi ed anche la carenza di mezzi a disposizione. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha chiesto “la fine di tutte le violenze nel Paese”. Una voce forte è venuta soprattutto dal Santo Padre e Federico Lombardi, portavoce della sala stampa Vaticana, ha soggiunto: “Mentre preghiamo per le vittime ci auguriamo che questa insensata violenza non riesca ad indebolire la volontà di convivenza pacifica e di dialogo nel Paese”. L’attentato più grave è avvenuto nella chiesa cattolica di Santa Teresa a Madalla nello stato confederato di Niger a circa 45 Km dalla capitale Abuja. Si è trattato dell’esplosione di autobomba mentre dalla chiesa uscivano i fedeli dalla messa di Natale. Già da alcuni mesi i servizi segreti sia nigeriani sia internazionali avevano paventato il rischio di una escalation del terrorismo di matrice islamica avendo avuto sentore di un aumento della loro capacità strategica e operativa del gruppo che si richiama a Boko Haram e che è considerato tra i più sanguinari e pericolosi a livello mondiale.

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Attentati comunità ebraica

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 agosto 2011

64 - Israele

Image by Sergio & Gabriella via Flickr

Israele. «Nell’esprimere profondo cordoglio per le vittime degli attentati in Israele, turisti e cittadini inermi, vittime della follia terroristica, la mia vicinanza partecipe e la solidarietà della città va allo Stato d’Israele e anche alla nostra comunità ebraica, colpita da questa tragedia collettiva. Interpretando il sentire comune della Capitale verso il ripudio dell’uso della violenza, l’auspicio di tutti noi è che si possano riprendere i negoziati di pace israeliano-palestinesi per isolare i terroristi nel loro fanatismo e sconfiggere con la forza del dialogo quella delle armi». Lo dichiara il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Roma: Attentati ambasciate e “bislacche” ricostruzioni

Posted by fidest press agency su martedì, 28 dicembre 2010

Lettera al direttore. Non è la prima volta che gli articolisti del Messaggero (ma non solo) costruiscono articoli confusi mettendo in connessione fatti ed elementi per costruire interpretazioni bislacche e falsificanti. Nell’articolo del Sig. Mart, un insieme di illazioni volte a connettere le contestazioni di piazza e l’attività dei Centri Sociali con i recenti attentati alle ambasciate. Tutto senza elementi concreti ma solo attraverso una sequela di sillogismi tendenziosi. Riportiamo tra virgolette la fantasmagorica ricostruzione del Sig. M.Mart, sedicente giornalista.
“… ieri si è avuta la conferma che anche lo scorso 23 dicembre, chi ha inviato i pacchi bomba ha mantenuto un assoluto riserbo persino con gli stessi ambienti anarchici più radicali. Era già avvenuto in passato, ma mai come stavolta la controprova è stata lampante, visto che il dipendente dell’ambasciata cilena che è rimasto gravemente ferito alle mani e al quale sono state amputate due dita, è un frequentatore abituale di un centro sociale romano, la Ex Lavanderia di Monte Mario, che tuttavia si occupa principalmente di attività di sostegno ai meno abbienti.”
Quindi, secondo il Sig. Mart, quando qualcuno vuole fare un attentato (sempre ammesso che si tratti di gruppi anarchici, cosa su cui, visto la storia, qualche dubbio è lecito), per mantenere il riserbo, e solo per questo, non avverte tutte le esperienze sociali e autogestite che, ovviamente, per loro natura, sempre secondo il Nostro, bazzicano terroristi e attentatori. Pretendiamo le scuse del quotidiano il Messaggero.
L’Associazione Ex Lavanderia promuoverà, nei prossimi giorni un’azione di protesta rivolta ad un giornale che non dà informazioni corrette e dissimula la realtà. Un’azione nonviolenta, ovviamente. con quella Intelligenza e verità che i “giornalisti” del Messaggero non contemplano tra le proprie qualità.. Massimiliano Taggi (Associazione Ex Lavanderia)

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Mosca: strage sulla metropolitana

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2010

Mosca (Russia) Nella metropolitana di Mosca stamani due donne kamikaze si sono fatte esplodere provocando morti e feriti. Sono le cosiddette ‘fidanzate di Allah’, giovani donne legate in qualche modo al terrore di matrice caucasica e usate per compiere attentati suicida. Si parla di non meno di 38 morti e di una cinquantina di feriti tra i quali alcuni molto gravi. Uno dei due attentati è avvenuto  nella stazione di Pak Kulturi mentre l’altro in quello della Lubianka. Secondo la ricostruzione della polizia gli attentati sono stati pianificati da tempo e si tratta di donne di origine caucasica. E’ stato, immediatamente, alzato il livello di guardia nel timore che altri attentati potrebbero essere compiuti nelle aree sensibili della città per generare un clima di tensioni e di insicurezza nella popolazione.

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La solidarietà del COISP alla C.R.I.

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

Roma “Non ci stancheremo mai di dire che gli atti vandalici, compiuti ai danni di istituzioni come la Croce Rossa Italiana, non sono solo delle bravate o degli atti circoscritti, ma sono dei veri e propri attentati allo Stato”. – Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, commenta l’atto compiuto nei giorni scorsi ai danni della sede provinciale della Cri che è stata imbrattata con vernice. “Gli uomini e le donne della Croce Rossa – dice Maccari – sono dei capisaldi nella costruzione della convivenza civile e del supporto in tutte quelle situazioni in cui la solidarietà, la freddezza e la professionalità servono a riportare la normalità laddove di normale non c’è più nulla”. “Ribadiamo dunque che questi atti vanno perseguiti come dei veri e propri attentati allo Stato e condannati non solo a parole, ma puniti duramente – continua ancora Maccari –  Alla sezione provinciale della Croce Rossa Italiana e a tutti gli Operatori dell’Ente va il nostro sostegno concreto e la nostra solidarietà vera. Facciamo dunque nostre le parole del Ministro Maroni – conclude il leader del Coisp – che ha lodato il lavoro di volontari ed operatori della Cri esprimendo apprezzamento e stima per il loro impegno quotidiano in Italia ed all’Estero”.

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Sei attentati in un’ora mettono a ferro e fuoco Baghdad

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 agosto 2009

Baghdad 19 agosto 2009. Un attacco senza precedenti per intensità di fuoco e la molteplicità degli obiettivi centrati hanno provocato circa 100 morti e 600 feriti per lo più civili. Sono stati presi di mira, con due un’auto bomba, il ministero degli esteri e quello delle finanze. Un altro è esploso lungo la Kifa Street in pieno centro mentre gli altri due sono deflagrati nel quartiere di Salhiya e altri due a Beirut square nella parte orientale della città. Contestualmente sono stati sparati alcuni colpi di mortaio indirizzati nella zona dove si trova l’ambasciata americana. Questa ripresa alla grande degli attentati cade proprio a sei anni di distanza da quello avvenuto contro il quartier generale dell’Onu che provocò 22 vittime e tra le quali l’ex alto commissario per i rifugiati, Sergio Vieira de Mello. Pronta è stata la reazione della comunità europea da parte della presidenza di turno svedese. Per i giornalisti presenti a Baghdad i commenti, a caldo, sono stati particolarmente drammatici. L’evento è considerato il più grave dal ritiro delle truppe americane e taluni vi intravedono un nesso da non sottovalutare anche se le ragioni portate a sostegno sono discordanti. C’è chi vi intravede una prova generale per la scalata al potere degli estremisti e anche la possibilità che dietro le bombe vi siano potenze straniere dell’area e da chi dissente dal ritiro degli americani dalle zone d’operazione.

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Afghanistan: nuova vittima italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2009

Questa volta è toccato al paracadutista della Folgore Alessandro Di Lisio di Oratino in provincia di Campobasso. Era un caporalmaggiore del genio guastatori di 25 anni. Dalle notizie pervenute dallo stato maggiore della Difesa il blindato con il quale viaggiava il militare ucciso e i suoi compagni rimasti feriti di cui uno gravemente è stato centrato in pieno dalla deflagrazione di una mina collocata lungo il bordo della strada 517 della provincia di Farah. In precedenza, in specie nella provincia di Helmand, numerosi si contano gli attentati contro le forze della Nato. Per il generale Bertolini, capo di stato maggiore della missione multinazionale Nato Isaf “Il sacrificio del primo caporal maggiore Di Lisio e il ferimento dei suoi tre commilitoni conferma, semmai ce ne fosse stato bisogno, l’estrema delicatezza e pericolosità dell’area nella quale i nostri soldati sono da tempo impegnati”, prosegue Bertolini. “In particolare -spiega il capo di stato maggiore Isaf- l’unità alla quale apparteneva il primo caporal maggiore Di Lisio era impegnata nel controllo di un difficile tratto di strada frequentemente utilizzato dagli insorti per effettuare imboscate esplosive contro unità afghane e di Isaf. Nella Provincia di Farah, come a Bala Murghab e a Kabul, nelle aree di responsabilità italiana, le nostre unità sono impegnate a supporto dell’esercito afghano per garantire la libertà di movimento alla popolazione locale lungo importanti assi stradali, essenziali tra l’altro per il prossimo regolare svolgimento delle elezioni presidenziali”. La famiglia di Alessndro tempestivamente informata dalle autorità militari del capoluogo molisano si è chiusa nel dolore e hanno chiesto il silenzio stampa. Ora si attende il rientro della salma in Patria. La procura di Roma, a sua volta, ha aperto un fascicolo sull’attentato configurandovi il reato di omicidio volontario, tentato omicidio e attentato con finalità di terrorismo. Titolare delle indagini è il procuratore Giovanni Ferrara.

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