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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘attentato’

Beirut, Egitto e Parigi, Isis sposta il fronte del terrore

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

attentato parigiI tragici attentati di Parigi che hanno ucciso 129 persone il 13 novembre sono stati definiti l’11 settembre dell’Europa. Risvegliano la comunità internazionale all’urgenza di trovare una soluzione al caos in Siria e in Iraq. Lo Stato islamico in meno di due settimane, sotto pressione tra i suoi stessi “confini” in Medio Oriente a causa di un intensificarsi delle azioni militari internazionali contro le sue postazioni, ha portato lo scontro in altri territori, contro coloro che reputa nemici: in Egitto, l’abbattimento del volo russo da Sharm el-Sheikh ha ucciso 224 persone e sollevato domande sulla stabilità del Sinai; sono 44 i morti a causa di esplosioni nei quartieri sciiti di Beirut, roccaforte finora impenetrabile di Hezbollah. Parigi è stata colpita nei suoi momenti di svago e felicità. I drammatici attacchi delle ultime settimane hanno portato Paesi su fronti opposti in questo conflitto, come Francia, Russia e Stati Uniti, a pensare a una coalizione militare unificata contro la minaccia terroristica di Isis, la cui fattibilità resta dubbia. Sul piano politico manca però unità d’intenti sul futuro della Siria e sul ruolo del suo presidente, Bashar el-Assad. E davanti all’irrobustirsi della minaccia terroristica, del conflitto in medio oriente e del conseguente dibattito su immigrazione e integrazione, l’Europa sembra a corto di opzioni.

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Attentato ad Ankara

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2015

attentato ankara“L’attentato alla marcia pacifista di Ankara avvenuto sabato scorso e che ha causato una vera e propria strage con circa 95 morti e più di 200 feriti è uno dei più drammatici della storia recente turca, di una gravità inaudita che va condannato senza condizioni. Si tratta di un vero e proprio 11 settembre, che non deve e non può lasciarci indifferenti sia sul piano umano che politico”. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli intervenendo, a nome del suo Gruppo parlamentare, nell’Aula di Montecitorio per commemorare le vittime della strage avvenuta in Turchia il 10 ottobre scorso.“Siamo chiamati ad una riflessione profonda sul futuro geopolitico dell’area mediorientale e sulla stabilità turca, attore fondamentale in tale scacchiere”, ha sottolineato la deputata affermando che si deve “fare il possibile affinché la Turchia, prossima al voto, non sia teatro di una escalation del terrore e spargimento di sangue, lavorando ad una pacificazione delle controversie interne anche sul piano internazionale per garantire stabilità alla regione”.
“Il terrore – ha detto l’on. Nissoli – mira proprio a creare confusione ed oggi vogliamo ripetere con il Presidente Mattarella la condanna “nella maniera più risoluta” del “gesto vile e riprovevole che, nella sua barbara efferatezza, richiama l’urgenza di combattere uniti la piaga del terrorismo””.“Gli attentatori – ha concluso l’on. Fucsia FitzGerald Nissoli – hanno seminato la morte tra le persone che manifestavano gioiosamente per la pace. Ecco! Quella pace che dobbiamo difendere sempre nel nostro agire politico! L’Italia, mentre esprimiamo il più profondo cordoglio ai parenti delle vittime e alla Turchia, deve, pertanto, attivarsi con tutti i canali diplomatici a disposizione per costruire la pace in quell’area del mondo”. (foto: intervento)

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Obama blocca il risarcimento alle vittime degli attentati: “una cifra così alta farebbe crollare l’ANP”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2015

attentato-processo-anpAutore: Mario Del Monte e pubblicato su progetto Dreyfus) L’amministrazione Obama è intervenuta sull’azione legale intentata dai parenti delle vittime del terrorismo contro l’Autorità Nazionale Palestinese chiedendo al giudice dello Stato di New York di non emettere una sentenza che potrebbe destabilizzare l’organizzazione guidata da Mahmoud Abbas. Durante il processo la giuria aveva assegnato un risarcimento di 218,5 milioni di dollari alle vittime dei sei attentati avvenuti fra il 2002 e il 2004 a Gerusalemme, importo che è stato poi automaticamente triplicato in base all’Anti Terrorism Act degli Stati Uniti per un totale di 655,5 milioni di dollari. Se si includono anche gli interessi, anch’essi triplicati, la somma arriva all’incredibile cifra di un miliardo di dollari, più o meno un terzo dell’intero budget annuale dell’Autorità Nazionale Palestinese. Nonostante i palestinesi abbiano già presentato ricorso, lamentando il fatto di non dover essere ritenuti responsabili per azioni di alcuni individui, gli è stato comunque richiesto di versare circa trenta milioni di dollari al mese fino a quando il caso non sarà risolto.Il governo americano sostiene che una così alta cifra per il risarcimento indebolirebbe l’Autorità Nazionale Palestinese, danneggerebbe l’azione degli Stati Uniti in politica estera e farebbe cadere qualsiasi prospettiva di pace basata sulla soluzione a due Stati.
“Abbiamo già chiarito ad altri governi che il crollo dell’ANP ci porterebbe a una crisi il cui impatto non si limiterebbe a danneggiare la sicurezza di Israele o dei palestinesi ma avrebbe un effetto domino su altre parti della regione. L’indebolimento dell’Autorità Nazionale Palestinese potrebbe alimentare rabbia e frustrazione e sfociare in violenza” ha scritto il vice Segretario di Stato USA Antony Blinken in una dichiarazione legale di cinque pagine depositata presso la Corte Distrettuale di Manhattan.Kent Yalowitz, l’avvocato delle famiglie delle vittime, ha dichiarato di essere molto deluso dal fatto che il Dipartimento di Stato abbia deciso di non prendere posizione contro l’OLP e contro l’ANP che stipendia regolarmente terroristi condannati e detenuti nelle carceri israeliane. “Se hanno abbastanza soldi per pagare dei terroristi ne hanno abbastanza anche per risarcire le vittime.” Il portavoce dell’Autorità Nazionale Palestinese si è rifiutato di commentare la notizia.Il primo grado del processo è terminato a Febbraio 2015 con la vittoria delle 10 famiglie delle vittime. Gli attentati, i cui esecutori materiali appartenevano alle Brigate Martiri di Al-Aqsa, Hamas e alle forze di polizia dell’ANP, hanno causato 33 morti e più di 450 feriti tra cui alcuni cittadini americani. Per quanto riguarda l’attentato su un bus del 2004 alcuni funzionari della polizia palestinese hanno confessato di aver pianificato l’attacco e di aver costruito l’ordigno utilizzato dai terroristi. Tutte le persone coinvolte negli attentati vengono tutt’oggi stipendiate, insieme alle loro famiglie, dall’Autorità Nazionale Palestinese.La decisione dell’amministrazione di intervenire nel processo ha scatenato le critiche sia delle persone coinvolte che di alcuni legislatori statunitensi. La maggior parte dei fondi incassati mensilmente dall’Autorità Nazionale Palestinese sono donazioni provenienti da governi stranieri fra cui gli Stati Uniti con 400 milioni di dollari. Questo perché l’organizzazione guidata da Abbas non può essere propriamente definita un governo: incapace di raccogliere le imposte sul territorio, l’ANP è affetta da tempo da un grave problema di corruzione ai suoi vertici, con funzionari che si arricchiscono tramite i fondi provenienti dai programmi di aiuto internazionali senza che ci sia alcun controllo o trasparenza.Perché allora il governo statunitense dovrebbe salvare un organizzazione corrotta che finanzia il terrorismo contro Israele? La risposta è nel concetto di realpolitik che ha caratterizzato le azioni in politica estera di Obama: non esiste un’alternativa ad ANP e ciò che potrebbe venir fuori da una situazione di caos incontrollato è peggio dell’organizzazione di Abbas. Su questo Obama ha trovato una sponda anche in Israele dove l’idea di una West Bank controllata da gruppi jihadisti simili a Hamas non è decisamente allettante. Meglio allora tenere in piedi l’Autorità Nazionale Palestinese, per quanto cinico possa essere è sempre meglio avere a che fare con un nemico che già si conosce. (foto attentato)

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Pakistan: almeno 43 morti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2015

KarachiIn seguito all’attentato compiuto a Karachi contro un autobus di fedeli ismailiti da parte di estremisti sunniti e nel quale sono state uccise almeno 43 persone e ferite gravemente altre 13, l’APM chiede maggiore e migliore tutela per gli appartenenti alle minoranze religiose in Pakistan. Far parte oggi di una qualsiasi minoranza religiosa in Pakistan, che si tratti di Hazara sciiti, Ismailiti, Ahmadiyyah, Sikh, Cristiani o Hindù è di per sé pericoloso.In Pakistan vivono circa 2 milioni di Ismailiti. Gli Ismailiti sono una minoranza sciita ma da molti Musulmani vengono considerati degli eretici. Si stima che i fedeli ismailiti al mondo siano circa 18 milioni, sono seguaci di Aga Khan, sono famosi per il loro impegno sociale e vivono in maggioranza in Medio oriente, negli stati del Golfo e nel subcontinente indiano. Per molti Ismailiti benestanti è obbligo morale versare un quinto delle proprie entrate in una cassa comune con la quale vengono poi finanziati progetti di sviluppo.In Pakistan gli Ismailiti sono spesso vittime di estremisti sunniti che rifiutano l’interpretazione liberale religiosa degli Ismailiti. Lo scorso 21 marzo 2015 diverse decine di fedeli ismailiti sono rimasti feriti in seguito ad un attentato con bombe davanti a una moschea di Karachi mentre il 13 agosto 2013 due fedeli ismailiti sono stati uccisi e altri 30 feriti quando delle granate a mano sono state lanciate su due luoghi di preghiera.I fedeli sciiti sono le vittime principali della violenza politico-religiosa in Pakistan. Tra luglio 2013 e giugno 2014 vi sono stati almeno 54 attacchi a Sciiti, 22 a Cristiani e 10 aggressioni contro fedeli ahmadiyya. Nello stesso periodo 222 Sciiti sono stati uccisi da atti di violenza a sfondo politico: di questi la maggioranza apparteneva al gruppo etnico degli Hazara.

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Terremoto in Emilia Romagna e attentato di Brindisi, la solidarietà di Strasburgo

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 maggio 2012

Un’assemblea plenaria all’insegna della solidarietà all’Italia quella che si è tenuta lunedì a Strasburgo. L’assise del Parlamento europeo ha infatti aperto i lavori con un discorso introduttivo del presidente Martin Schultz, il quale ha dapprima ricordato come “ancora una volta un sisma ha colpito l’Italia” rivolgendo al nostro Paese anche i complimenti per come reagisce alle calamità naturali; poi ha duramente condannato l’attentato di Brindisi in cui ha perso la vita la giovane Melissa Bassi, affermando che “chi si comporta così non merita altro che il nostro disprezzo”. “Siamo stati testimoni di un crimine efferato”, ha proseguito Schulz che, facendo riferimento ai fatti di Tolosa, ha constatato amaramente che “ad ogni incontro del Parlamento dobbiamo riferire dell’uccisione di giovani e bambini”. A margine dell’apertura Schulz ha anche commentato la vittoria alle elezioni serbe di Tomislav Nikolic, auspicando che il nuovo governo continui il dialogo con Pristina, continuando il processo di integrazione europeo che, in particolar modo per la Serbia, passa anche attraverso un riavvicinamento con il Kosovo. (Piero Tatafiore – fonte aiccre)

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Parlamento europeo: attentato di Brindisi e terremoto in Emilia

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 maggio 2012

All’apertura della sessione plenaria di Strasburgo, il Presidente Martin Schulz ha espresso il disprezzo del Parlamento nei confronti di chi ha commesso l’orribile attentato alla scuola di Brindisi e la solidarietà di tutti i deputati ai familiari delle vittime. Schulz ha inoltre manifestato la partecipazione del Parlamento al dolore dei familiari delle vittime del terremoto in Emilia.”Un tempo esisteva una regola non scritta, secondo la quale neanche i peggiori criminali uccidevano bambini o ragazzi, ma purtroppo questo confine è stato spesso superato. Non si può provare che disprezzo per chi ha perpetrato tali atti”, ha aggiunto il Presidente Schulz, esprimendo poi il cordoglio alla famiglia di Melissa, la ragazza di 16 anni uccisa dall’esplosione, e i migliori auguri a Veronica, che sta ancora combattendo per restare in vita, come pure alle altre vittime e ai loro insegnanti e amici.Schulz ha anche sottolineato che la scuola oggetto dell’attentato era stata dedicata a Francesco Morvillo, moglie del giudice anti-mafia Giovanni Falcone, entrambi assassinati durante un attentato codardo e cruento. Schulz ha poi espresso il cordoglio del Parlamento per le vittime del terremoto in Emilia, che ha causato 7 morti, 50 feriti e 5.000 sfollati. Si è detto particolarmente toccato dalle dimostrazioni spontanee di solidarietà – che hanno avuto luogo in Italia e altrove – per le vittime sia del terremoto sia dell’attentato di Brindisi.

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Equitalia e attentati

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2012

English: Beppe Grillo, Italian comedian, activ...

“E’ estremamente pericoloso associare gli attentati alle sedi di Equitalia a un giudizio di disumanità nei confronti del sistema esattoriale”. Lo afferma l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani, commentando quanto scrive Beppe Grillo sul suo blog nel post “I botti di fine anno di Equitalia”, in cui sostiene che “se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni”. Secondo Serracchiani “c’è sicuramente più di una riflessione da fare su Equitalia, ad esempio sui tassi di interesse raggiunti dalle cartelle esattoriali, sulla messa all’asta delle prime case o sull’impossibilità per le imprese di compensare debiti e crediti con lo Stato. Ma da qui ad accreditare in modo strisciante il concetto che gli attentati dinamitardi sono un fenomeno ’da capire’ – sottolinea – corre la stessa distanza che c’è tra la protesta civile e il lancio delle molotov”. Per l’esponente democratica “fomentare i sentimenti più torbidi e potenzialmente violenti per fare consenso è una tattica già sperimentata dalla Lega, ed evidentemente piace anche a Beppe Grillo dato che, dopo aver sponsorizzato i cartelli anticasta di schietta ispirazione razzista, ora sembra adombrare il giustificazionismo dei bombaroli: è un peccato anche perché l’ex comico si poteva ritagliare un ruolo più propositivo di quanto non sia cavalcare banalmente il malcontento”. Quanto alla proposta di cambiare la Costituzione lanciata da Grillo, Serracchiani osserva che “si tratta di un ritornello simile a quello che ripete da anni Berlusconi”.(n.r. cara onorevole, qui non si tratta di plaudire su un attentato. Ci mancherebbe. Ma ciò che ha detto Grillo è sulla bocca di non pochi italiani. Equitalia è “odiosa” perchè, come al solito, colpisce i più deboli ed è, nel suo agire, disumana. Questa “crudeltà” stimola una reazione ed è come dire “chi la fa l’aspetta”.)

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Equitalia: attentato

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2011

Roma ”Un gesto vile e miope messo in atto da chi non ha a cuore il vero interesse della Nazione e finisce a fare il gioco del potere che a parole sostiene di voler combattere”. Così il presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone commenta l’attentato contro Equitalia messo a segno oggi a Roma. ”L’uso delle bombe è un atto che ci ripugna e che non serve a nulla se non a indebolire l’azione positiva di chi invece si batte ogni giorno nelle strade e nelle piazze contro l’usura legalizzata di Equitalia”, afferma Iannone, che esprime solidarietà al direttore generale ferito dal plico esplosivo. ”Per chi davvero vuole cambiare un sistema che non funziona, il modo di agire è un altro – aggiunge il leader di CasaPound – Cpi, attraverso un sito web (www.fermaequitalia.org), azioni simboliche e
banchetti in tutta Italia, ha già raccolto centinaia di firme per una legge di iniziativa popolare che limiti lo strapotere della società di riscossione dell’Agenzia delle Entrate e ripristini alcuni principi irrinunciabili di giustizia sociale, impedendo ad Equitalia di iscrivere ipoteche su immobili destinati ad abitazione principale per
crediti inferiori al 30% del valore dell’immobile e di pignorare beni strumentali dell’impresa o percentuali di credito superiori al 20% del totale iscritto in bilancio; obbligandola ad applicare il tasso di interesse legale nella rateazioni dei crediti; revocandole la possibilità di condurre indagini finanziarie; diminuendo la percentuale che l’ente guadagna sui piccoli crediti riscossi raddoppiando invece la percentuale sui grandi crediti per incentivarla a perseguire i grandi evasori”.

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Attentato in Afghanistan

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

“Ho seguito con partecipazione questo tragico evento che ha visto coinvolti i nostri militari, già vittime in passato di tali, drammatiche forme di attentato. Rimango sempre della stessa idea, ritengo che l’Italia debba proporre un tavolo di pace, cercando insieme agli altri paesi di trovare delle forme diplomatiche che possano limitare in qualche misura, azioni così violente. Attacchi come questo, recano grossi danni a giovani che desiderano portare pace in territori dove la tregua sembra potersi ottenere soltanto con azioni bellicose alle quali, senza dubbio alcuno, siamo estremamente contrari”. Commenta con queste parole Gennaro Saltalamacchia, responsabile per la Difesa e gli Affari militari dell’Italia dei Diritti, l’ennesimo attacco kamikaze ad Herat, in Afghanistan nel quale sono caduti 4 soldati della Nato e 5 militari italiani sono rimasti feriti, uno in modo grave. L’attentatore suicida, a bordo di un’autovettura si è fatto esplodere fuori da un edificio, presso la base del Prt, Team di Ricostruzione Provinciale italiano che per tutta la mattinata era stata sotto attacco. L’agguato non è stato l’unico della giornata, nelle stesse ore altri 3 talebani si sono fatti esplodere causando numerose vittime. Le reazioni del mondo politico sono state meno enfatiche rispetto ad altri accadimenti analoghi, forse a causa delle concomitanti elezioni amministrative. Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa non si è mostrato intimorito e ha preferito ribadire l’intento di proseguire l’azione italiana in Afghanistan.
“A me dispiace – asserisce Saltalamacchia – dover sottolineare che un Ministro aspetti che ci siano morti sul campo per potere prendere delle decisioni più serie e consapevoli. Questo non fa bene al nostro rappresentante, non giova al suo operato e alla sua immagine. Chi va a portare la pace, come sostengono i nostri politici, non deve correre il rischio di morire o rimanere offeso per sempre. Le dichiarazioni di La Russa sono decisamente superficiali, è ingiusto e inopportuno sottovalutare quello che è accaduto”.

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Libano: solidarietà ai militari italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2011

A soldier from the Italian Army stands guard d...

Image via Wikipedia

“In attesa di conoscere i dettagli del gravissimo attentato dinamitardo ai danni di un veicolo del continente militare italiano di Unifil 2 esprimo fin d’ora la piena solidarietà e vicinanza ai militari feriti” ha dichiarato l’on. Gianni Vernetti, deputato di Alleanza per l’Italia e già Sottosegretario agli Affari esteri. “Auspico che il Governo libanese promuova, insieme alle Nazione Unite, un’immediata indagine per assicurare alla giustizia i responsabili dell’attentato dinamitardo”, ha continuato Vernetti. “Esprimo, comunque, grande preoccupazione – ha poi aggiunto l’on. Vernetti – per quando accaduto negli ultimi mesi nel Sud del Libano, dove la milizia di Hezbollah si è riarmata e oggi dispone di un arsenale missilistico superiore a quello in suo possesso nell’estate del 2006 prima del conflitto con Israele. Il gruppo terroristico di Hezbollah ha continuato a ricevere in questi anni – nonostante la presenza di Unifil – aiuti militari e finanziari da parte di Tehran, giunti in Libano attraverso il territorio della Siria, con la copertura del regime di Assad”. “Pertanto – ha concluso l’on. Vernetti – invito il Governo italiano a monitorare con grande attenzione la situazione nel Sud del Libano, perché le continue provocazioni di Hezbollah al confine con Israele e l’attentato odierno potrebbero condurre a una situazione sempre più instabile e pericolosa”.

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Egitto: attentato ad un gasdotto

Posted by fidest press agency su martedì, 8 febbraio 2011

In seguito all’attentato ad un gasdotto, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha messo in guardia da una escalation di violenza sulla penisola del Sinai. Per anni il regime di Mubarak ha negato i diritti fondamentali alla popolazione beduina del Sinai. Per anni gli arresti arbitrari e di massa, i processi farsa e la violenza della polizia hanno alimentato una rabbia che anche nel Sinai è esplosa con le manifestazioni contro il regime di Mubarak. Ancora non si conoscono i responsabili dell’attentato al gasdotto. In seguito all’attentato l’Egitto ha dovuto sospendere la fornitura di gas alla Giordania e a Israele. Ci sono diversi gruppi che in Egitto potrebbero avere interesse ad interrompere la discussa fornitura di gas ad Israele. Nel giugno 2010 i Beduini avevano attentato al gasdotto per protestare contro la negazione dei loro diritti. Allora l’attentato aveva causato solo danni minori ma le autorità risposero con un’ondata di violenza e persecuzioni e centinaia di arresti. Già allora oltre 3.000 Beduini erano in carcere in seguito a processi farsa. Vittime di un’ondata di arresti scatenati nella regione tra il 2004 e il 2006 in seguito a tre attentati terroristici commessi in Israele. La maggior parte dei Beduini incarcerati non sono comunque accusati di qualche forma di responsabilità per gli attentati ma più genericamente di costituire un pericolo per la sicurezza nazionale. Molti dei condannati avevano pubblicamente invitato la popolazione a partecipare a manifestazioni di protesta per la loro marginalizzazione. Altri ancora sono invece accusati di contrabbando di merci e persone con la Striscia di Gaza.
Poiché oltre l’80% dei Beduini del Sinai è disoccupato è indubbio che singole persone vivano di contrabbando, il regime di Mubarak ha però criminalizzato e trattato come tale l’intero gruppo etnico. I Beduini chiedono la liberazione dei detenuti, la fine dell’arbitrarietà della polizia nonché l’arresto e la condanna di tutti quei poliziotti che hanno sistematicamente violato il diritto egiziano. I Beduini inoltre chiedono il riconoscimento dei loro diritti alla terra e maggiore sostegno economico nel Sinai. La crescita del turismo nella regione non ha contribuito allo sviluppo delle comunità beduine ma anzi, la costruzione di alberghi e infrastrutture turistiche ha cacciato dalla loro terra molte delle comunità beduine. I circa 600.000 Beduini del Sinai vivono ancora in gran parte come nomadi e si suddividono in 12 clan.

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Egitto: strage chiesa

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2011

“Il terribile attentato di questa notte di fronte alla Chiesa Copta di Alessandria d’Egitto rappresenta l’ennesimo tentativo del terrorismo integralista e fondamentalista di impedire la sopravvivenza delle comunità cristiane nell’intero Medio Oriente” Ha dichiarato l’on.Gianni Vernetti, deputato di Alleanza per l’Italia e già Sottosegretario agli Affari Esteri. “Non passa giorno che le comunità  cristiane vengano minacciate ed attaccate in molti paesi musulmani: dalla Nigeria all’Iraq, dall’Indonesia all’Egitto, spesso nel silenzio della comunità internazionale”. “La libertà religiosa-ha proseguito l’on.Vernetti- e’ una componente fondamentale dello stato di diritto ed e’ compito di ogni Governo fare in modo che venga pienamente garantita”. “Anche dopo l’odioso attentato di Alessandria d’Egitto e’ fondamentale che l’Unione Europea e gli stati membri facciano sentire con più forza la propria voce, esigendo dai Governi dei paesi nei quali la vita delle comunità cristiane e’quotidianamente minacciata azioni più forti e maggiormente incisive” “In tal senso chiedo al Governo italiano – ha concluso l’on.Vernetti- di esercitare tutte le pressione possibili nei confronti del governo egiziano di Mubarak affinché vengano puniti i colpevoli del terribile attentato e venga garantita in quel paese la possibilità per la minoranza cristiana copta di vivere in pace”

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Politica: l’Italia delle trame eversive

Posted by fidest press agency su martedì, 28 dicembre 2010

Editoriale. Intrighi, sempre intrighi. Segreti, sempre segreti. Ma questa volta la “regia” sembra prediligere i segreti che si possono “rivelare”, scoprire anzitempo. Senza voler andare in là nel tempo ci limitiamo all’ultima notizia pubblicata sul quotidiano Libero dal suo direttore Belpietro di un falso attentato terroristico che Fini starebbe organizzando ai suoi danni, a scopi, ovviamente propagandistici. In pratica un auto attentato per poi far ricadere la colpa al Presidente del Consiglio e in tal modo screditarlo in vista delle prossime elezioni di primavera. Per farlo Fini si sarebbe rivolto – sempre a detta di Belpietro – a un manovale della criminalità locale di Adria promettendogli 200 mila euro e pare negli ambienti vicini al Pdl locale.  Il tutto, corredato da una prima pagina che titola, “Fini è fallito”. Data la natura della “rivelazione” il procuratore di Trani Carlo Maria Capristo ha pensato bene di aprire un’indagine. Ora tre sono le cose. O Belpietro ha riportato una notizia “vera” ed allora c’è da chiedersi sino a che punto la politica si stia spingendo verso il ridicolo o se è stato ingannato lasciandogli intravedere una congiura inesistente e metterlo nella imbarazzante posizione di dover tutto smentire e subire le conseguenze dal punto di vista legale per aver diffuso una notizia tendenziosa e reati affini. La terza possibilità è che sia stato il frutto della “fantasia” del giornalista ed allora c’è da chiedersi se l’informazione debba ridursi un suk di pettegolezzi e falsità. Insomma comunque la mettiamo la frittata è fatta, il polverone è stato sollevato e se poi alla fine ci chiediamo il perché tanti italiani mostrano disgusto per la politica, non credono alle notizie fornite dalla stampa, ecc. la risposta la possiamo trovare proprio in quest’arrembaggio nel quale persino i “segreti” non riescono ad essere tali e si macchiano dell’infamia della rivelazione nel modo più sconcio possibile. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il papa si ferma a Capaci

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

Palermo. Durante il percorso da Palermo verso l’Aeroporto “Falcone e Borsellino” di Punta Raisi, il Papa ha voluto che il corteo si fermasse a Capaci, nel punto dove avvenne il tragico attentato contro il giudice Giovanni Falcone e la sua scorta. E’ sceso dalla sua macchina per deporre un mazzo di fiori presso una delle stele erette in ricordo delle vittime, e ha sostato in preghiera silenziosa, ricordando tutte le vittime della mafia e delle altre forme di criminalità organizzata. Poi ha ripreso la strada verso l’Aeroporto per rientrare a Roma.

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Attentato: In ricordo delle vittime

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

Roma, 11 settembre, Santa Maria in Trastevere, ore 20 Nell’anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle del 2001, si celebra una liturgia eucaristica in memoria delle vittime del terrorismo, nella basilica di Santa Maria in Trastevere. Saranno presenti l’ambasciatore degli Stati Uniti d’America presso la Santa Sede, Miguel H. Diaz, numerose altre rappresentanze diplomatiche e Shabhaz Bhatti, ministro delle Minoranze della Repubblica Islamica del Pakistan.
L’11 settembre è il triste anniversario dei quattro attacchi suicidi da parte di terroristi di al-Qa’ida contro obiettivi civili e militari negli Stati Uniti d’America. A causa di quegli attentati, vi furono 2974 vittime e 24 dispersi. La maggior parte delle vittime erano civili, appartenenti a 90 diverse nazionalità.

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11 settembre:commemorazione vittime dell’attentato

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2010

Sanlazzaro (Bo) 10 settembre, alle ore 19, il sindaco Marco Macciantelli, Corrado Fusai e Omer Maurizzi, presidente e vicepresidente del Consiglio Comunale, commemoreranno le vittime dell’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 a New York con la deposizione di una corona di fiori nel piazzale 11 Settembre, antistante il Parco della Resistenza.

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Solidarietà al Dott. Salvatore Di Landro

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 agosto 2010

In merito all’attentato perpetrato ai danni del Dott. Salvatore  Di Landro, Procuratore Generale di Reggio Calabria,  esprimo la mia solidarietà personale e della Confartigianato Imprese Crotone. Siamo davvero preoccupati  ed occorre che le Istituzioni, senza tentennamenti, incaricate  dell’ordine e della sicurezza agiscano  con tempestività prima che sia troppo tardi anche perché  questi atti sono molto  inquietanti e destano  serie preoccupazioni in tutta la popolazione. Quando viene colpito con simili attentati una figura di primo piano della lottà  alla criminalità evidentemente siamo in piena emergenza.  Confartigianato nella sua interezza è vicina al Dott. Di Landro convinti che continuerà nel suo impegno con coraggio  per poter costruire una  Società dove la legalità si affermi e sia libera dalle ingiustizie e dal malaffare.  (Salvatore Lucà segretario confartigianato Crotone)

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Chiudere le prefetture è un attentato alla sicurezza

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2010

“Solo chi non vuole tenere conto della complessa realtà dei grandi centri urbani, chi non è capace di vedere nella garanzia super partes dei prefetti uno scudo prezioso a difesa dei propri diritti e della propria libertà può proporre di abolire le prefetture, magari per salvare dai tagli della manovra finanziaria le province con meno di 220.000 abitanti, così come previsto dal programma elettorale del centrodestra”. Lo dichiara in una nota il presidente della Commissione sicurezza del Comune di Roma, Fabrizio Santori, a margine della mobilitazione dei prefetti d’Italia che hanno manifestato a Roma contro  la proposta  della Lega Nord e del Pd di abolire le prefetture. “Il lavoro encomiabile portato avanti dalle varie prefetture è sotto gli occhi di tutti. Nella Capitale il Prefetto coordina le operazioni previste dal patto per Roma sicura,  è commissario straordinario per l’emergenza nomadi, presiede il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. E’ sempre il Prefetto che si fa carico di dirimere le questioni spinose quali ad esempio l’emergenza abitativa, il caro affitti, il fenomeno del bullismo ed il controllo sulla qualità dei cibi – prosegue Santori – Un valore aggiunto, dunque, che non può andare perduto, un’interfaccia diretta con i cittadini italiani e stranieri che trovano nel prefetto una garanzia di partecipazione e trasparenza anche al di sopra dei colori politici delle giunte locali. E’ assurdo che la Lega  Nord, che ha sempre basato la sua campagna elettorale sulla sicurezza, rappresentata da esponenti di spessore e con proposte valide e vicine ai bisogni della gente, possa proporre l’abolizione delle prefetture per evitare i tagli laddove dovrebbero essere fatti. Le indicazioni del Governo al vaglio del Parlamento dovranno essere orientate al rispetto delle esigenze delle grandi metropoli, con una maggiore attenzione alla Capitale, che ospita la Santa Sede, ambasciate, sedi del Governo, ministeri, musei e ogni giorno accoglie un numero considerevole di turisti. Gli attacchi del Carroccio contro la città eterna sono ormai una tiritera che non fa notizia, è ora di porre la parola fine alle continue e sterili provocazioni che lasciano il tempo che trovano – conclude Santori.”

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Attentato Grecia

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2010

“Davanti ad atti del genere che mirano solamente a creare un clima di terrore  esprimiamo la nostra vicinanza alla Grecia e alla sua popolazione che oggi è stata colpita da un vile atto di violenza che è costato la vita ad una persona nel suo posto di lavoro”. A condannare l’attentato avvenuto nel pomeriggio in Grecia è Carmelo Lentino , segretario nazionale  di Giovani Insieme. “Davanti al terrorismo – conclude Lentino – non può esserci nessuna retromarcia. La Grecia oggi si trova in una situazione, anche economica, molto particolare e delicata, è compito di tutte le Istituzioni internazionali sostenerla”.

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La guerra degli italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 maggio 2010

“Chiediamo al ministro La Russa di venire in Aula e riferire su quanto rivelato da L’Espresso circa l’operazione condotta il 18 maggio scorso da nostri alpini paracadutisti, accompagnati da marines americani e commandos afgani, contro un accampamento talebano nei pressi di Bala Murghab” lo dichiara l’on. Fabio Evangelisti, vicepresidente del gruppo IdV alla Camera e capogruppo in Commissione Esteri. “L’operazione, a quanto riferisce il settimanale con dovizia di particolari, avrebbe avuto luogo il giorno dopo l’attentato nel quale hanno perso la vita gli alpini italiani e avrebbe avuto i contorni di una vera e propria azione di guerra, autorizzata dal ministro La Russa in persona” aggiunge Evangelisti. “Se ciò fosse vero, è evidente che, come Italia dei Valori pensa ormai da tempo, saremmo di fronte ad un teatro di guerra e non ad una missione di pace come il Governo sostiene. Per questo, riteniamo che il Ministro debba avere il coraggio di venirci a spiegare quanto accaduto e riferirci le circostanze che lo coinvolgono direttamente” conclude Evangelisti.

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