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Tempi di attesa: la trasparenza di Regioni e aziende sanitarie è ancora lontana

Posted by fidest press agency su martedì, 14 maggio 2019

Il Piano Nazionale di Governo delle Liste d’attesa (PNGLA) 2010-2012 aveva previsto, a garanzia della trasparenza e dell’accesso alle informazioni su liste e tempi di attesa, un monitoraggio annuale sistematico della loro presenza sui siti web di Regioni e Province Autonome e di Aziende sanitarie. Tali informazioni, secondo quanto previsto dal successivo “decreto trasparenza”, dovrebbero essere rese pubblicamente disponibili a tutti i cittadini con l’obiettivo di favorire il controllo diffuso sull’operato delle Istituzioni e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.«L’Osservatorio GIMBE – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – ha rilevato che il Ministero della Salute non ha mai pubblicato i risultati del monitoraggio previsto dal PNGLA 2010-2012. In particolare, non è disponibile alcun report sui recepimenti regionali del PNGLA e sulla redazione dei piani attuativi aziendali, né tantomeno sulla rendicontazione pubblica dei tempi di attesa, oggetto solo di studi a campione effettuati da varie organizzazioni. Al fine di colmare tale vuoto istituzionale abbiamo finanziato una ricerca indipendente con la borsa di studio “Gioacchino Cartabellotta”».L’obiettivo generale dello studio era di valutare il livello di trasparenza e il dettaglio delle informazioni fornite sulle liste di attesa dai siti web di Regioni e Aziende sanitarie, verificando la disponibilità delle delibere di recepimento del PNGLA 2010-2012 da parte di Regioni e Province autonome e dei piani attuativi regionali; la disponibilità dei piani attuativi aziendali; la disponibilità e lo stato di aggiornamento su siti web regionali e aziendali dei tempi di attesa relativi alle 43 prestazioni ambulatoriali oggetto di monitoraggio del PNGLA 2010-2012. I dati relativi ai siti di Regioni e Province autonome sono aggiornati al 6 maggio 2019, mentre quelli relativi ai siti delle Aziende sanitarie si riferiscono a dicembre 2018. Si riportano di seguito i risultati principali dello studio.
• Piani Regionali: tutte le Regioni e Province autonome rendono disponibili sia le delibere di recepimento del PNGLA 2010-2012 sia i Piani Regionali per il governo delle liste di attesa che nel periodo 2010-2018 sono stati aggiornati e/o integrati in misura molto variabile.
• Trasparenza tempi di attesa: la rendicontazione pubblica relativa alle 43 prestazioni ambulatoriali previste dal PNGLA 2010-2012 è ancora lontana da standard ottimali ed estremamente variabile tra le diverse Regioni, nonostante il netto miglioramento rispetto ai risultati preliminari dello studio pubblicati a luglio 2018; in particolare:
o 9 Regioni (Provincia autonoma di Bolzano, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta) dispongono di portali interattivi;
o 8 Regioni (Provincia autonoma di Trento, Abruzzo, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto) rendono disponibili solo l’archivio storico con dati, range temporali e frequenza di aggiornamento estremamente variabili;
o 3 Regioni (Campania, Sicilia, Umbria) rimandano ai siti web delle aziende sanitarie senza effettuare alcuna aggregazione dei dati, rendendo impossibile valutare il range temporale e la frequenza di aggiornamento degli archivi storici;
o 1 Regione (Calabria) non fornisce alcuna informazione sui tempi di attesa.
Dall’analisi dei 9 portali interattivi, i più avanzati strumenti di trasparenza, emerge la notevole eterogeneità di struttura e funzioni da cui deriva la differente utilità per la programmazione sanitaria e per l’informazione al cittadino.
Aziende sanitarie. Solo 49/269 (18%) aziende sanitarie rendono disponibile il piano attuativo aziendale, mentre l’83% effettua una rendicontazione pubblica sui tempi di attesa sul proprio sito o rimandando a quello della Regione; tuttavia, le informazioni disponibili sono frammentate ed notevolmente eterogenee rispetto alla potenziale utilità per gli utenti. Durante la conduzione dello studio il tema delle liste di attesa è finalmente tornato al centro dell’agenda politica: per il triennio 2019-2021 il Governo ha stanziato complessivi € 400 milioni per “l’implementazione e l’ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche legate ai sistemi di prenotazione elettronica per l’accesso alle strutture sanitarie” e lo scorso 21 febbraio 2019 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il PNGLA 2019-2021 che apporta diverse novità rispetto al piano precedente. Il report integrale “Tempi di attesa: trasparenza di Regioni e Aziende sanitarie” è disponibile a: http://www.gimbe.org/liste-attesa – Fondazione GIMBE

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Intramoenia, Grillo: Da settembre segnalazioni dirette al ministero su liste attesa

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

«Voglio ordinare una materia oggi profondamente disordinata, ritoccata e non attuata per molte sue parti, e quindi interverrò per quello che è di mia competenza. Ribadisco l’impegno del mio Governo a intervenire su questo argomento e su quello delle liste d’attesa». Così il ministro della Salute Giulia Grillo, ospite della trasmissione ”Radio anch”io” in onda su
Rairadio1, ha evidenziato la volontà di cambiare la legge sull’intramoenia. La libera professione intramuraria si riferisce alle prestazioni erogate al di fuori del normale orario di lavoro dai medici di un ospedale, i quali utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell”ospedale stesso, a fronte del pagamento da parte del paziente di una tariffa.
«Da settembre attiverò un canale diretto con il ministero per fare in modo che i cittadini mandino direttamente a noi le segnalazioni, ma ricordo che l’organizzazione e la gestione delle aziende sanitarie è delle Regioni» ha aggiunto il ministro. «Dentro la quale il ministero non può entrare. È però mancato l’impulso politico negli ultimi anni sulle liste d’attesa».
Il ministro, appena insediato, aveva chiesto alle Regioni un report sulla situazione delle liste d”attesa, ma «hanno risposto nei termini da me indicati la metà delle Regioni» sottolinea «ancora ne mancano tre, mi pare. Quello che ci dicono dovrebbe essere la verità» ha aggiunto Grillo «ma poi andrebbe verificato caso per caso. O faremo delle visite a campione o ci baseremo sulle segnalazioni dei cittadini. Comunque la normativa sulle liste d”attesa, su cui già stiamo lavorando, va rivista».

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Cresce l’attesa per la prossima sentenza della Corte costituzionale sull’Italicum

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2016

corte costituzionale“Potrebbe essere in fondo un buon regalo per il governo. Dichiarare incostituzionali quelle parti su cui alleati e opposizione chiedono di intervenire per modificarlo, lasciando al premier il ruolo di chi modifica la legge elettorale suo malgrado, dal momento che lui è convinto di vincere, anzi di stravincere su tutti fronti. Cosa di fatto ancora possibile se la Corte gli toglie qualche castagna dal fuoco, come ad esempio il famoso premio di maggioranza. Renzi ha bisogno dei suoi alleati di Area popolare, anche se i rapporti non sono stati sempre facili e se su alcuni punti ci sono state divergenze non risolte, ma la migliore maggioranza di governo per la prossima tornata elettorale non può che essere, ancora una volta, un governo di larghe, anche se non di larghissime, intese”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area Popolare. “Disconosce la realtà chi non vede come siano allineate lungo una stessa direttiva tre tappe fondamentali: la revisione della legge elettorale, chiunque la faccia il governo, il Parlamento o la Corte costituzionale; il referendum e la legge di stabilità. Tre passaggi chiave che gli italiani percepiscono come uno stesso punto di svolta in cui la loro vita può cambiare in meglio o in peggio. Non è un approccio riduttivo, né tanto meno banalizzante della realtà politica – prosegue Binetti – ma è solo la dimensione esistenziale della politica, se e quando si occupa davvero della gente. Non servono bizantinismi, né teorie particolarmente sofisticate per spiegare cosa avverrà nel prossimo 2017, che si voti o no. La gente sa, sperimenta, capisce, che la situazione economica non migliora; che la ripresa non è affatto percettibile, né in termini di potere d’acquisto né di miglioramento dell’occupazione. Qualunque riforma, costituzionale o no, è accettabile se migliora la condizione economica della propria famiglia, se diventa possibile curarsi in modo adeguato all’età e ai bisogni; tutto il resto è noia. Noia di parole ripetute con la falsa idea che possano sembrare più vere se le si ripete più spesso, magari nelle feste di partito, per convincere i dissidenti interni. Ma la stragrande maggioranza degli italiani – conclude Binetti – cerca risposte reali, concrete, positive per se e per la propria famiglia. Dopo di che giudicherà: come sale e come scende la pressione fiscale, il sì o il no al referendum di novembre, il partito da scegliere entro il 2018. Tre punti attraverso i quali passa una sola retta”.

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“L’Attesa” Atto unico teatrale

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 maggio 2016

Elisa Josefina FattoriElisa Josefina Fattori1Roma 31 Maggio ore 21:00, 1/3/4 Giugno ore 21:00, 5 Giugno ore 18:00 Teatro Elettra – Via Capo D’Africa, 32 Durata: 60 minuti circa “L’Attesa” Atto unico teatrale di Giancarlo Cittadini. Interprete: Elisa Josefina Fattori. Regia: Giancarlo CittadiniOgnuno di noi ha le sue fragilità nascoste, c’è chi le maschera nel successo professionale, chi nella vita familiare, chi dedicandosi agli altri.
La protagonista di questo monologo, la celebre fashion blogger Sole Terragni, cerca di dimenticarle con il lavoro, creandosi – per superarle – una realtà “su misura”.La sua fragilità si riflette nell’amore per un uomo sposato e nella contemporanea relazione con la moglie di lui. L’atto unico si svolge nell’arco di una sera, nell’attesa della telefonata dell’uomo.Purtroppo, come nella vita reale, l’attesa è fatta di silenzi e di parole non dette o che non si ha il coraggio di dire.
Così i monologhi della protagonista trasformano le “presenze” del suo ufficio in personaggi che le danno le risposte che non vorrebbe affrontare.Ma questo non basta, e per sfogare la propria frustrazione la vediamo sedare il suo malessere con la beneficenza, cullandosi nell’idea che qualcuno possa esserle debitore. Forse ognuno di noi può riconoscersi in lei. In fondo anche noi, magari in modi diversi, viviamo e superiamo le nostre debolezze ritagliandoci nel mondo un piccolo e personale universo parallelo. (foto: Elisa Josefina Fattori)

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Liste di attesa regione Lazio: Zingaretti restituisca 7 milioni ai cittadini

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2015

regione-lazio“Annunciato, come sempre, con grande dispiegamento di mezzi il ‘Piano regionale per il governo delle liste di attesa’ non è mai entrato in funzione. Dall’intesa Stato-Regioni del 28 ottobre 2010 ad oggi, la nuova sanità immaginata da Zingaretti è, appunto, soltanto una immagine impressa nella mente del governatore”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che chiarisce: “Dal 30 settembre 2013, data in cui il fantomatico piano fu approvato dalla giunta, i cittadini sono in attesa del cosiddetto ‘nuovo corso della sanità’, come pomposamente lo ha etichettato il presidente/commissario ma non ci sono né corsi tantomeno corse anzi, le prestazioni sono erogate a passo di lumaca”, ironizza Maritato. Altro che classi di priorità in base alle esigenze degli utenti: qui di urgente e di breve non esiste nulla, tantomeno molti medici di famiglia ci sembra si assumano la responsabilità di segnalare sulla ricetta la priorità o prendere contatti diretti con la Asl come prevede l’accordo ‘zingarettiano’. Tutta fuffa come al solito. Mammografie, ecografie, ecodoppler, ecg dinamici, Tac e Moc possiamo pure dimenticarceli. Peccato però che la malattia e l’urgenza non dimentichino. Ne tenga conto il presidente Zingaretti. Soprattutto non si applica una norma, il comma 282 dell’articolo 1 della legge finanziaria del 2006 che vieta la chiusura degli appuntamenti, come sovente accade quando si supera la capienza massima in breve tempo. Insomma un rinnovamento basato sul nulla, quello della sanità del Lazio, le cui gravi carenze si cerca di oscurare tagliando nastri per finte inaugurazioni. Peggio di così non poteva andare – chiosa Maritato – Zingaretti ne tragga le conclusioni”.

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Arriva la Ford Mustang

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2015

mustangA 50 anni dal debutto della prima serie, sta finalmente per arrivare anche in Italia la più famosa sportiva americana: la Ford Mustang. E, data la rilevanza storica dell’evento, non poteva essere che lei la protagonista della nuova puntata di Yellow, in onda lunedì ​18 maggio, come sempre su Canale Italia 53* (ch 53 del DTT) alle ore 23, subito dopo “Il Processo di Biscardi”. Ma la Mustang non sarà la sola a riscaldare la scaletta della trasmissione, che contempla anche due compatte davvero “torride” come la Seat Leon ST Cupra, cioé la station wagon più performante della sua categoria, e la nuova Mini John Cooper Works, ovvero la Mini di serie più potente di sempre. Meno maleducata ma altrettanto “imprendibile”, quantomeno in città, è la smart fortwo twinamic, impegnata a seguire un evento di grande valore filantropico proprio in “centro”. Ospite in studio, sarà Paolo Lanzoni, Responsabile della Comunicazione di Mercedes Italia

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Rinite gravidica: si presenta nel 60% circa delle donne in attesa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2014

rinite allergicaMilano, Spesso, soprattutto in questa stagione, può essere confusa con i segnali tipici del raffreddore: naso chiuso, secrezione abbondante di muco, starnuti a raffica, prurito al naso, voce nasale ma, se questi sintomi appaiono in gravidanza, è più probabile che si tratti di rinite gravidica, una condizione che si riscontra nel 60% delle donne in dolce attesa. I sintomi, generalmente non gravissimi, sono però piuttosto fastidiosi e possono disturbare gli ultimi mesi della gravidanza. Il problema delle riniti indotte dalla gravidanza è tendenzialmente sottostimato a causa di una scarsa conoscenza del fenomeno e anche perché viene generalmente confuso con il banale raffreddore. I medici concordano nel dire che si può parlare di rinite gravidica in presenza di una congestione nasale che si manifesta in assenza di altri indici di infezione delle vie respiratorie (sia di tipo virale che di tipo batterico) o cause di origine allergica. A causare la rinite gravidica sono gli ormoni, gli estrogeni e il progesterone: questi ormoni avrebbero un effetto sull’aumento della vascolarizzazione e delle secrezioni ghiandolari che causano il gonfiore della mucosa nasale e la sua congestione.Come affrontare un problema tanto fastidioso senza ricorrere ai farmaci – cortisonici, antistaminici o vasocostrittori – comunemente impiegati, ma sconsigliati in gravidanza? La risposta nell’acido ialuronico ad alto peso molecolare, disponibile in farmacia come sodio ialuronato in fiale allo 0,3%.
“Il nostro gruppo di ricerca, coordinato dal Prof. Maurizio Iengo, spiega Elena Cantone – specialista in Otorinolaringoiatra presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Federico II di Napoli – ha dimostrato che c’è una differente concentrazione di ormoni sessuali e dei loro recettori sulla mucosa nasale nelle varie fasi ormonali della donna ed in particolare nel periodo della gravidanza. La rinopatia gravidica ed i sintomi correlati dipendono sia da un effetto diretto degli ormoni sessuali sulla mucosa nasale, sia da uno indiretto, che determinerebbero una variazione di concentrazione locale dei recettori per gli ormoni e di alcuni neurotrasmettitori. L’effetto finale è un aumento della vascolarizzazione e delle secrezioni ghiandolari, che determina uno stimolo continuo sulla mucosa nasale causa di gonfiore e congestione. Il problema è inasprito dalla controindicazione, in gravidanza, all’assunzione di farmaci quali cortisonici e vasocostrittori in genere indicati per la rinite. Lavaggi nasali con soluzioni fisiologiche possono aiutare ma spesso non sono sufficienti alla risoluzione dei sintomi. Recentemente, prosegue la specialista, si è rivelato efficace e privo di controindicazioni il trattamento con nebulizzazioni nasali di acido ialuronico, che non solo migliora la sintomatologia specifica ma agisce anche idratando la mucosa nasale e fluidificando le secrezioni”.
L’acido ialuronico ad alto peso molecolare, disponibile in farmacia come sodio ialuronato in fiale allo 0,3% (Yabro®), consente l’eliminazione dei sintomi e il miglioramento della qualità della respirazione. Esso ha la capacità di idratare le mucose, dando sollievo a bruciore e prurito, e, al tempo stesso, migliorando il battito ciliare che consente l’eliminazione del muco. In uno studio condotto dal Dr. Alberto Macchi della Clinica di Otorinolaringoiatria, Università dell’Insubria di Varese, pubblicato nel 2013 sulla rivista “International Journal of Immunopathology and Pharmacology”, è stato dimostrato che, alla fine del trattamento con aerosol di sodio ialuronato, più del 55% dei pazienti non era più affetto da rinite.

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Sorveglianza attiva o attesa vigile per il tumore prostatico

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2012

Italiano: Tessuto della prostata normale (A) e...

Italiano: Tessuto della prostata normale (A) e colpita da tumore (B) (Photo credit: Wikipedia)

Secondo una revisione sistematica della letteratura condotta da Issa J. Dahabreh e colleghi del Tufts medical center di Boston (Usa), le evidenze scientifiche disponibili non sono sufficienti per determinare se la sorveglianza attiva sia da considerarsi un’opzione appropriata per gli uomini con tumore localizzato della prostata. Attesa vigile (watchful waiting) e sorveglianza attiva sono state proposte come strategie per quei pazienti che hanno ricevuto una diagnosi di tumore localizzato alla prostata a basso rischio di evoluzione. Diversamente da quanto avviene per la vigile attesa, durante la sorveglianza attiva il paziente è seguito nel tempo con controlli regolari. Gli studiosi americani hanno esaminato la letteratura scientifica alla ricerca di lavori che mettessero a confronto questi approcci rispetto a trattamenti terapeutici. Emerge innanzitutto che la decisione dei medici di proporre ai pazienti la sorveglianza attiva è presa sulla base della stadiazione tumorale, dello score di Gleason, dei livelli dell’antigene prostatico specifico e dal numero di biopsie positive. Oltre al basso rischio appurato grazie a questi parametri, anche l’età avanzata e la presenza di altre condizioni patologiche spingono più spesso i medici a preferire attesa e monitoraggio all’intervento diretto. L’efficacia delle diverse opzioni è stata indagata pochissimo. Non sono stati pubblicati studi che confrontassero direttamente la sorveglianza attiva con il trattamento immediato, mentre gli autori riferiscono che «la vigile attesa è risultata generalmente meno efficace del trattamento terapeutico». Ann Intern Med, 2012; 156(8):582-90 (fonte: doctornews33)

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Roma: Tempi Attesa A.O. San Filippo Neri

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Ospedale San Filippo Neri - Roma - Statue cava...

Ospedale San Filippo Neri - Roma - Statue cavalli in bronzo (Photo credit: Wikipedia)

Roma. “Situazione critica per gli esami diagnostici strumentali” Per prenotare un esame diagnostico strumentale all’Azienda Ospedaliera San Filippo Neri un cittadino deve attendere circa un anno. E’ quanto denuncia in una nota il Segretario Nazionale dell’associazione per la tutela del cittadino Assotutela Pietro Bardoscia.
Inspiegabilmente molti reparti dedicati alle Risonanze Magnetiche non sono disponibili per il Re.cup Regionale, dalla Rmn del Cervello e del Tronco Encefalico alla Rmn colonna Cervicale, Dorsale o Lombosacrale; ci risulta che gli appuntamenti sono tuttavia gestiti direttamente dalla struttura. Stessa drammatica situazione per le Ecografie. Per una Ecografia Addome Completo, una Ecografia Polmonare,una Ecografia Collo per Linfonodi occorre attendere circa 280 giorni. Ancora peggiore la situazione degli Ecocolordoppler con tempi di attesa che raggiungono quasi un anno di attesa. Per effettuare un Ecocolordoppler Aorta Addominale, o per un Ecocolor. Arterie Renali,o Arti superiori o inferiori arterioso venoso, o dei Tronchi Sovraortici un cittadino deve attendere sino a Marzo 2013. La nostra Associazione – conclude Bardoscia – si ripromette di analizzare i tempi di attesa delle principali strutture ospedaliere di Roma e Lazio, fornendo una mappa dettagliata dei tempi di attesa ai cittadini con la speranza che la Regione Lazio adotti una volta per tutte le misure necessarie per ridurre i tempi di attesa attraverso le azioni che noi stiamo suggerendo da mesi.

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P.A.: 4 mesi per un pagamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 marzo 2011

Secondo una rilevazione realizzata da Fondazione Impresa su un campione di circa 1.200 piccole imprese in Italia, i tempi medi di pagamento dei clienti privati sono pari a 47,3 giorni, i quali raddoppiano quando il cliente è la pubblica amministrazione (93,4 giorni). La pubblica amministrazione fa aspettare di più la piccola impresa (128,8 giorni) e l’artigianato (108,5 giorni), poi i servizi (80,6 giorni) e il commercio (52,1 giorni). Rispetto al 2009, in media i tempi di pagamento della PA si sono allungati di 13 giorni. I tempi più lunghi al Sud e nelle Isole (104,6 giorni) e al centro (92,7 giorni), poi nel Nordovest (87,7 giorni) e nel Nordest (78,8 giorni), con quest’ultimo che tuttavia nel 2010 ha visto crescere i tempi di pagamento rispetto al 2009 più delle altre aree (+16,3 giorni).L’amministrazione pubblica in media paga dopo tre mesi, circa il doppio rispetto alla clientela privata. Attendono di più le aziende dell’artigianato e della piccola impresa, in cui i tempi di riscossione si allungano rispettivamente fino a 108,5 e 128,8 giorni, con un divario rispetto alla clientela privata che arriva a quasi due mesi e mezzo nella piccola impresa. Uno scarto marcato si rileva anche nel commercio, in cui si passa dai 20 giorni dei clienti privati ai 52 giorni degli enti pubblici, ma anche nei servizi la differenza nei tempi di pagamento è significativa e si aggira intorno ai 25 giorni. In generale, rispetto al 2009, si registra un allungamento dei tempi di riscossione dalla pubblica amministrazione di quasi due settimane. A livello territoriale sono le aziende del Nord e in particolare quelle dell’area nord-occidentale (16,5%), ad aver instaurato maggiori rapporti commerciali con gli enti pubblici, mentre al Centro e al Sud la piccola impresa ha avuto un raggio d’azione più circoscritto rilevando come meno di un’azienda su dieci nel corso del 2010 ha avuto tra i suoi committenti anche soggetti pubblici. Rispetto alla clientela privata sono il Centro ed il Nordest ad accusare le dilazioni di pagamento più elevate con quasi sessanta giorni di attesa, mentre al Nordovest e al Sud il fenomeno appare più contenuto con un intervallo che si aggira intorno ai 42/43 giorni. Considerando invece la clientela pubblica in tutte le ripartizioni si assiste ad un allungamento dei tempi di attesa rispetto ai privati e tale divario aumenta man mano che si scende lungo la penisola: dai poco meno degli 80 giorni del Nordest si passa agli 88 giorni del Nordovest, per poi superare i 90 giorni nel Centro ed arrivare a circa tre mesi e mezzo al Sud. Rispetto al 2009, nel Nordest il divario risulta più pronunciato rispetto alla media nazionale con un ritardo di quasi otto giorni se si considera la clientela privata e di oltre 16 giorni se si prendono in esame i committenti della pubblica amministrazione.

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Federpesca: un bilancio difficile

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Un anno difficile per il settore quello che si sta chiudendo, a causa dell’acuirsi di una serie di criticità, tra le quali il rialzo del prezzo del petrolio (+38,5%, nel 2010). Pesca di Natale I prezzi alla produzione praticamente fermi, per effetto di una domanda debole, persino in concomitanza con le festività natalizie: rispetto allo stesso periodo del 2009, gli scambi sono in flessione di circa il 10%, mentre i prezzi si sono ridotti mediamente tra il 10% ed il 20%. Negli ultimi giorni inoltre la pesca è penalizzata dalle condizioni meteomarine avverse, soprattutto nel Tirreno e nel Canale di Sicilia
E’ poi viva l’attesa per conoscere se lo sforzo del Ministero delle Politiche Agricole e delle Regioni sia riuscito a scongiurare possibili tagli del Fondo Europeo per la Pesca, minacciati da un livello di utilizzo apparentemente insufficiente. Tonno rosso Altro tema di preoccupazione, le decisioni del Consiglio europeo dei Ministri della Pesca in ordine al tonno rosso.  Nel corso della riunione del 14/15 dicembre è stata accolta la richiesta posta con forza dal Ministro Galan di rivedere in principio il numero delle unità ammesse alla pesca del tonno rosso con il sistema circuizione, emendando la proposta dell’allora Sottosegretario delegato, Buonfiglio che nel marzo 2010 attestare a 9 le unità italiane. Una proposta avanzata in perfetta buona fede, secondo Federpesca, che presupponeva altrettanto adeguamento delle altre principali flotte comunitarie (Spagna e Francia) operanti sulla stessa specie. Così non è stato: di qui l’aspettativa del settore di veder riequilibrato il rapporto tra le flotte, assegnando a ciascuno Stato membro esattamente la stessa percentuale di riduzione sin dalla campagna di pesca 2011.
Il 2011 vedrà Federpesca e le OOSS (Flai-Cgil,  Fai-Cisl e Uila-Uil) impegnate nella trattativa di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della Pesca per il triennio 2011 ¬ 2013. In attesa di ricevere la piattaforma, Federpesca auspica una rivendicazione responsabile del
Sindacato, nel solco di un equilibrio tra le ragioni in campo che ha sinora consentito di annoverare il CCNL della Pesca tra quelli più avanzati nel Paese.

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Lazio: 8 mesi di attesa per ecografia

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2010

Un cittadino romano che necessita di effettuare una ecografia al gomito in una struttura pubblica deve aspettare 8 mesi. Tra le varie denunce arrivate all’Italia dei Diritti questa ci ha colpiti profondamente, un episodio gravissimo che si disperde tra le varie lungaggini per prestazioni cliniche, così frequenti nella nostra regione da non fare quasi più scandalo. Sui fatti è netto l’intervento di Carmine Celardo, viceresponsabile per il Lazio del movimento presieduto da Antonello de Pierro: “I numeri sono allarmanti. Si parla di 340 giorni per un’ecografia addominale, come da denuncia al Tribunale per diritti del malato. Le liste di attesa sono da record, non si può pensare di renderle più corte dal momento che hanno ridotto le strutture anziché aumentarle. Nel Lazio al fine di tagliare i buchi dovuti a malcostume, attività truffaldine e corruzione, si è staccato uno dei bilanci negativi peggiori per la sanità. Per risanare i conti chiudono interi ospedali e ambulatori. Probabile che ci sia, dal nostro punto di vista, una incapacità gestionale complessiva. Nella nostra regione le promesse mai mantenute della cura Storace, non hanno sanato il bilancio, Marrazzo ha poi mantenuto lo stesso trend e da quando è arrivata Renata Polverini siamo addirittura in una curva ascendente. Riscontriamo problemi di attesa non solo nell’area diagnostica ma anche in quella specialistica, nell’attesa per interventi chirurgici. La sanità laziale sicuramente soffre l’invecchiamento della popolazione e l’ enorme spesa pubblica per l’ assistenza di persone non residenti che domiciliano per lavoro nella regione ma non ritengo che i costi siano così superiori ti rispetto al resto d’Italia”. “Il fatto è che siamo arrivati all’assurdo – prosegue Celardo – , a livelli da terzo mondo. In alcuni casi, da un esame al gomito si  può scoprire l’insorgenza di un tumore osseo, basta un’ecografia pelvica per salvare la vita di una donna. Le attese per i controlli in maternità spesso hanno tempi maggiori della gravidanza stessa. Il fatto grave è che l’assessore regionale si nasconde dietro sterili numeri quando nei fatti stanno operando un’azione di taglio nelle  realtà del Lazio considerate rami secchi, in questo modo non fanno che gravare sui centri poli-specialistici di eccellenza dove abbiamo già lunghe attese. Mi domando – chiosa – quale sia la volontà della Polverini, ci viene il sospetto sia il trasferire tutto indiscriminatamente nelle mani del privato. Se tale è la politica della sua Giunta avrebbero dovuto dirlo in campagna elettorale, se questa è la prospettiva non possiamo che chiedere la sfiducia”.
“Sarebbe bene che non fossero soli – prosegue Tortosa – anzi sarebbe auspicabile una mobilitazione dell’intera città per andare a protestare contro questa Presidente della Regione che spesso agisce con le forbici senza rendersi conto dei danni che crea, la quale continua a mortificare la aspettative dei cittadini non mantenendo gli impegni assunti in campagna elettorale. Ormai ci tassa tutto. Garantire assistenza ai malati neurovegetativi permanenti, che vivono in una incapacità di agire, muoversi, regolarsi però non è una tassa è un dovere. Io credo che tutto ciò sia veramente grave, attenta al diritto di sostegno per i cittadini che hanno bisogno di cure. La Polverini – conclude il vicesegretario regionale dell’Italia dei Valori – non so se abbia la sensibilità per capire come vivono gli altri perché forse,  lei, questi problemi non ce li ha”.

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4 mesi di attesa per un’ecocardiogramma

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

“I disservizi per le prestazioni sanitarie raggiungono un picco altissimo come mai registrato: gli utenti percorrono autentici calvari per ottenere anche le prestazioni di base, gli anziani sono spediti come pacchi da una struttura all’altra complice la disorganizzazione totale dei nosocomi più grandi a fronte delle chiusure di quelli più piccoli previsti dal piano regionale di dismissione selvaggia. Se per l’Abruzzo l’estate appena trascorsa è stata caldissima, in materia di Sanità si prospetta un autunno bollente”. Con queste parole la viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti, Concetta Alfieri, si esprime sul nuovo caso di disservizio nella sanità abruzzese: a denunciare l’accaduto un cittadino pescarese di nome Ennio Romualdi che dal luglio scorso è in attesa di poter effettuare un esame diagnostico presso una delle strutture pubbliche preposte, e che dovrà attendere ancora sino a gennaio 2011. Causa del lungo ritardo, l’esubero delle richieste di prenotazione e la mancanza di strutture in grado di soddisfarle.
“Il  caos è completo, il Servizio sanitario è tornato indietro di decenni – continua la Alfieri – ospedali come quelli di Chieti, Vasto, Teramo, Pescara sono in piena fibrillazione e intenti in parte a ricevere il personale dismesso, proveniente dagli ospedali chiusi, e in parte le migliaia di prenotazioni degli esami. Le liste di attesa sono lunghe di mesi e mesi: a Chieti si va dagli 8 ai 9 mesi per una mammografia, a Vasto per un risonanza magnetica occorrono oltre 5 mesi. Il quotidiano regionale  Il Centro è letteralmente subissato dalle numerose segnalazioni di disfunzioni a seguito di un’iniziativa promossa i primi di settembre atta a mappare la dimensione del problema. Eppure sono passate appena due settimane dall’incontro del presidente Chiodi con il ministro Fazio, entrambi si sono affannati a dare delle risposte convincenti ai numerosi sindaci abruzzesi mobilitati per l’occasione,  impegnati anche a turnover di presidi permanenti negli ospedali dismessi. Le parole pronunciate dal ministro che parlavano di come l’Abruzzo avrebbe avuto in tempi molto brevi una Sanità invidiabile – continua l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – sanno di beffa o dimostrano che Gianni Chiodi, con molta irresponsabilità, non si rende conto della reale situazione e, chiedendo l’ausilio del ministro, cerca di superare il momento critico con le solite operazioni di facciata, con le solite promesse di ritorno dell’efficienza a breve”. E proprio a Chiodi, la Alfieri rivolge il suo ammonimento: “Gli abruzzesi non ci stanno presidente, con la salute non si scherza, non è oggetto di scherno”.

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Lazio 10 mesi attesa per un elettrocardiogramma

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

“I tempi biblici sono in perfetta sintonia con lo sforzo evangelico della pubblica amministrazione tutta protesa a inviare i miscredenti romani e laziali nelle braccia capienti della madre apostolica santa Chiesa Romana. Mentre infatti il laico ed ateo servizio pubblico va sempre più a scatafascio le ricche case di cura private e tutta la galassia di laboratori e  studi privati conducibili per la maggior parte al vecchio ente clericale va a gonfie vele”. Duro e sarcastico il commento di Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio delll’Italia dei Diritti ai dati del Recup, servizio unico di prenotazione di esami strumentali e visite mediche, che rivelano quanto i pazienti laziali siano costretti ad aspettare prima di poter accedere a controlli medici, sovente di vitale importanza, nella gran parte delle strutture pubbliche. Fino a cinque i mesi di attesa necessari per una visita all’addome, sei per un ecodoppler, sette per un’ecografia mammaria bilaterale, in un contesto, quello della sanità regionale, disorganizzato e  carente al limite della sostenibilità. “Assistiamo dunque – prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – alla stessa strategia che si sta attuando nella scuola pubblica. Classi di 45 persone inducono i genitori con la grana ad affidarsi alle famigerate piccole suore nere. Allo stesso modo le liste chilometriche agli uffici postali rendono il telefono con il numero del pony express un po’come  l’avvistamento di un’oasi e di un laghetto da parte di un disperso nel deserto.”  Pochissime le eccezioni riscontrate come quelle della Asl Roma A e Rm-E del San Giovanni e al Nuovo Regina Margherita dove i tempi si riducono ai soli, si fa per dire, 60 giorni. “? insomma in atto – conclude Marinelli –   il pagamento di cambiali elettorali che sono arrivate alla scadenza e quindi lo smantellamento del pubblico a favore del privato è semplicemente il pagamento di un debito della politica che ha abdicato definitivamente il concetto di ‘res publica’con l’assistenza dei vari Sant’Andrea, Sant’ Eugenio  e San Camillo”.

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Tempo attesa visite specialistiche

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

Riscontriamo da parte della Regione Lazio una seria volontà di adottare tutte le misure idonee per invertire una tendenza al rialzo, che negli ultimi anni non ha avuto alcun freno, sui tempi di attesa delle visite Specialistiche ed esami Diagnostici a Roma e nel Lazio. Lo dice in una nota il Dirigente Regionale Ugl Sanità del Lazio Pietro Bardoscia.  L’accordo raggiunto in tal senso, a fine Luglio 2010, dal Commissario per la Sanità Laziale On.Polverini con i Privati Accreditati in cui si prevede la concessione delle loro agende ( visite specialistiche ed esami diagnostici strumentali ) al Re.Cup, sembra stia producendo i primi effetti.  Sappiamo che a breve si dovrebbe sperimentare la partenza di una parte delle agende ambulatoriali della Fondazione  Santa Lucia; questa dovrebbe rappresentare solo la fase iniziale che si concluderà con l’integrazione di tutti i privati accreditati. Per questo pensiamo che, concedendo i tempi tecnici per far avviare questa “macchina”, si avranno i primi effetti positivi nel 2011. Quindi, una volta a regime – prosegue Bardoscia – si produrranno risultati incoraggianti sulla riduzione dei tempi di attesa di alcuni esami diagnostici strumentali ritenuti “critici”; inoltre si  otterranno benefici generali per tutta la sanità laziale.
Questi benefici porteranno:
•  Una trasparenza degli accessi nella quale tutte le persone che necessitano di prestazioni ambulatoriali avranno la stessa possibilità di accesso, da qualunque punto della Regione. Questo significa una migliore ripartizione delle richieste tra gli erogatori con i tempi di attesa equivalenti per ogni tipologia di erogatore: tra pubblico che privato.
• Una Pianificazione dei tetti di spesa in funzione delle reali esigenze del territorio (questa pianificazione potrebbe “spalmare” le disponibilità sull’arco dei 12 mesi evitando di fare i conti a posteriori con gli sfondamenti del tetto).
• Per tutte le ricette per le quali il costo è sotto la soglia del ticket, e là dove il cittadino paga il ticket, e il tempo di attesa nel Pubblico non dovesse essere adeguato, l’invio di RECUP agli ambulatori accreditati e nelle strutture Classificate potrebbe essere illimitato perché non comporta esborsi per la Regione.
Per questo – conclude Bardoscia – lo studio dei tempi di attesa non può essere effettuato attraverso una ssemplice prova telefonica  contattando il Re.cup  su alcune prestazioni, ma richiede come appena dimostrato, una analisi molto più approfondita.

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Better, Mondiali 2010

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2010

C’è molta attesa per la partita di questa sera tra il Brasile e il Cile. Alle 20.30, all’Ellis Park di Johannesburg, kakà e Robinho proveranno a portare il Brasile ai quarti di finale ma dovranno fare i conti con i ragazzi di Bielsea che vogliono continuare a stupire. Le due squadre si affrontano per la terza volta ai Mondiali e nei due precedenti incontri si è sempre imposta la Seleçao: a Santiago nel 1962 e a Parigi nel 1998. Per il primo marcatore della partita i quotisti Better vedono come favorito Luis Fabiano quotato a 4,00, seguito dai suoi compagni di squadra, Robinho a 7,00 e l’atteso Kaka, ancora all’asciutto in questo mondiale, a 8,50. Sempre per i verde-oro, da tenere in considerazione due difensori che spesso provano la via della rete: Lucio e Juan, rispettivamente quotati, come primo realizzatore, a 25,00 e a 30,00.  Per il Cile l’attenzione è rivolta ai suoi due attaccanti: Alexis Alejandro Sánchez, in forza all’Udinese, quotato come primo marcatore a 13,00 e Humberto Suazo a 18,00. Un’autorete è quotata a 35,00.  Le quote sono soggette a variazioni  http://www.better.it

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Terremoto Abruzzo: ricostruzione in ritardo

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2010

“La risposta del ministro Matteoli è del tutto insoddisfacente, burocratica e formale. Non entra nel merito della questione sollevata nella nostra interrogazione parlamentare. Dimostra solo una cosa: il governo è immobile di fronte alle difficoltà burocratiche riscontrate dalle pmi del settore edilizio impegnate nella ricostruzione post-terremoto in Abruzzo” lo dichiarano in una nota congiunta gli onorevoli Piffari e Scilipoti, rispettivamente capogruppo e membro Italia dei Valori in Commissione Ambiente alla Camera. “La confusa stratificazione nella legislazione in materia antisismica ha creato uno stato di smarrimento totale tra gli addetti al settore edilizio e provocato ritardi enormi nelle operazioni di protocollo delle documentazioni rese dalle imprese. Per non parlare dei tempi di attesa per il rilascio delle certificazioni di idoneità, che hanno lasciato gli operatori del settore in una condizione di difficile sopravvivenza, aggravata da una crisi economica spaventosa” spiegano i parlamentari di Italia dei Valori. “Noi avevamo chiesto al ministro Matteoli cosa intendesse fare per assicurare in tempi certi alle pmi del settore edilizio l’uscita da questa grave situazione di empasse. La risposta del ministro è stata stupefacente. Tra le iniziative intraprese per mitigare le difficoltà risulta un emendamento al mille proroghe ed  un generico impegno “ad impegnarsi”. Peccato che l’emendamento in questione sia stato bocciato e che dei generici impegni “ad impegnarsi servono poco anzi per niente alle pmi che rischiano il collasso” concludono Piffari e Scilipoti

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Tagli alla cultura

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2010

Nella prima bozza del decreto-legge finanziario proposto dal ministro Tremonti, all’Art. 7, comma 22 si dichiarava il taglio dei fondi a una lista nutrita di enti e istituti (232), debitamente elencati in un allegato. In seguito alle polemiche intervenute il ministro è tornato indietro, ma non ha semplicemente “stralciato” l’elenco: lo ha dato in mano al ministro Bondi perché decidesse lui cosa fare, ossia come risparmiare comunque la cifra annualmente assegnata alla cultura. La conclusione ovvia è che i tagli ci saranno comunque e non saranno lievi: siamo solo in attesa di sapere su chi cadrà la ghigliottina e chi invece sarà messo ai ceppi. In questa attesa – in realtà poco angosciosa perché la fine è nota- mi preme cerare di far capire ai lettori chi e cosa stiamo uccidendo. Inizierò con un ente ligure, non perché lo consideri migliore degli altri, ma semplicemente per far capire ai miei concittadini che la ghigliottina cadrà anche nelle nostre piazze e non in luoghi remoti e oscuri della nazione. Uno degli enti da uccidere è infatti l’Istituto Internazionale di Studi Liguri di Bordighera, un monumento di incredibile importanza per la storia locale, nazionale e internazionale. Fu fondato da un genio, Nino Lamboglia, non solo valente studioso e archeologo, ma personaggio in grado di guardare avanti, di capire che guardando alla storia e all’archeologia in maniera diversa si potevano mettere in luce aspetti prima trascurati del nostro passato, capire la nostra terra e quindi noi stessi. Mi si chiederà, ma cosa ma produce l’IISL? Libri, convegni, riviste, mostre: tutte cose noiose, poco appariscenti, costose, che non producono reddito e sostanzialmente inutili.  Noiose? In parte è vero.  Costose? In realtà in maniera infinitesima rispetto quello che i Liguri evadono ogni anno di tasse. Improduttive? Non saprei: quanti enti locali, alberghi, ristoranti e bed&breakfast in questo esatto momento stanno guadagnando perché si trovano vicini a un museo archeologico ricco di anfore che, guarda caso, si chiamano proprio “Lamboglia”? Oppure perché il sentiero che passa loro accanto tocca chiese, castelli, santuari, grotte la cui storia è descritta nelle pubblicazioni dell’IISL. Il guadagno di quanti liguri (anche e soprattutto degli evasori) si basa sulla valorizzazione del patrimonio culturale locale operato dall’Istituto? Inutili? No, questo proprio no. Come valutate il pavimento su tutti camminate? I muri della casa dove vivete? Senza di questi saremmo nudi, homeless vaganti in uno spazio senza confini. Il medesimo discorso vale per molti del 232 enti presenti in quella lista di proscrizione, dall’Istituto di Studi Filosofici all’Accademia Etrusca di Cortona, dalla Fondazione Istituto Gramsci all’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo.  La cultura produce reddito ma soprattutto, più di ogni altra cosa, ci dà la misura di ciò che siamo. La cultura non si mangia, ma entra nel nostro cervello. Non ci fa sopravvivere, ma vivere. Ci dice chi siamo, ci dà gli strumenti per costruire il nostro spazio. Ed allora tutti dobbiamo essere consapevoli che la ghigliottina taglierà proprio le nostre teste, finché saremo disposti a tollerare Robespierre.  (Prof.ssa Enrica Salvatori docente di storia medievale presso l’Università di Pisa)

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Liste attesa per risonanza magnetica

Posted by fidest press agency su martedì, 4 maggio 2010

In gran parte d’Italia, specie nelle regioni meridionali, le liste di attesa per la risonanza magnetica, è noto, se sono lunghe a volte lunghissime per i normodotati, figuriamoci per i pazienti obesi, claustrofobici o intolleranti in genere ad eseguire un esame nel tunnel chiuso di un apparecchio tradizionale. Le apparecchiature per la risonanza magnetica sono particolarmente opprimenti. Molti pazienti vivono con estrema sofferenza l’esecuzione di uno studio di RMN per il notevole fastidio legato all’avere il capo completamente circondato dal magnete; alcuni non riescono a sopportare l’esame e non possono eseguirlo. Da poco esiste, ed è presente anche sul mercato italiano, un apparecchio di RMN aperto, appositamente studiato per migliorare il comfort del paziente, senza per questo ridurre le prestazioni dell’indagine.  Ed infatti, ci è giunta segnalazione da parte di alcuni cittadini che già alle prese con le difficoltà  quotidiane dell’obesità, sono stati costretti a rivolgersi a proprie spese a centri diagnostici privati per poter effettuare una semplice RMN, spesso a distanza di centinaia di chilometri dalla propria residenza con i conseguenti aggravi in termini di costi, di tempi e le inevitabili ricadute sulla stessa salute che si dovrebbe andare a preservare.All’imbarazzo di certe situazioni può sommarsi, evidentemente, il dramma di una diagnosi improvvisamente fuori portata. Per Giovanni D’AGATA componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, non è retorico affermare che anche nel 2010 non sempre le politiche sanitarie siano rivolte indistintamente a tutti i cittadini, ma ciò che risalta con lampante evidenza è che anche in questi casi le carenze strutturali della sanità pubblica debbano avvantaggiare inevitabilmente quella privata a scapito dei soggetti più deboli.Sempre secondo Giovanni D’AGATA, la battaglia per una sanità più giusta deve partire non solo da una corretta redistribuzione delle risorse pubbliche ma anche dal riequilibrio sui territori delle attrezzature ed infrastrutture poiché le cure non sono concepite per accogliere tutte le forme dell’essere umano. Nel caso di specie, quindi, ogni ASL dovrebbe dotarsi di almeno un’apparecchiatura per Risonanza Magnetica aperta visto che in Italia si possono contare sul palmo della mano e tutte in uso di strutture private

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Lazio sanità: liste di attesa

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2010

Dichiarazione di Massimiliano Iervolino membro di giunta di Radicali Italiani “Le eccessive attese, oggi patite dai cittadini del Lazio per ricevere una prestazione sanitaria, non dipendono tanto da una carenza dell’offerta, bensì dal mancato completamento del processo organizzativo del Servizio Sanitario Regionale. La quantità delle prestazioni erogate dalle strutture di sanità pubblica ASL ed Ospedali, unitamente a quelle fornite dalle strutture private accreditate, costituiscono un volume enorme rispetto ai reali fabbisogni di salute della popolazione. La Polverini sa benissimo che per abbattere le liste di attesa bisogna garantire al sistema Recup il 70% delle agende delle Asl e delle A.O ed imporre alle strutture accreditate la partecipazione al sistema unico di prenotazione. Questa è la strada da percorrere, ma dubito che la Polverini avrà la forza politica necessaria per riformare, a partire dalle liste di attesa, il sistema sanitario del Lazio.”

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