Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘attese’

“Il pendolo dell’inflazione”

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 maggio 2018

pendolo inflazione.pngA cura di Colin Moore, Chief Investment Officer Globale di Columbia Threadneedle Investments.
Verso inizio anno, l’inflazione dei prezzi al consumo (IPC) statunitense è salita oltre le aspettative. Ciò ha fatto aumentare le chance che la Federal Reserve innalzi i tassi d’interesse più rapidamente del previsto, qualora tale tendenza rialzista dovesse continuare. Anche la misura preferita della Fed per l’inflazione, il deflatore dei consumi personali (PCE core), si sta spostando verso l’alto. Il fatto che l’inflazione si stia avvicinando al suo obiettivo del 2% è una notizia positiva per l’istituto USA, che difficilmente modificherà il suo percorso di rialzi dei tassi a causa di una singola rilevazione. Altra cosa sarebbe una successione di dati sull’inflazione superiori alle attese, che potrebbe effettivamente indurre la Federal Reserve ad aumentare il costo del denaro con più veemenza.Di conseguenza, gli investitori hanno spostato molto velocemente la loro attenzione sulla risalita dell’inflazione e sull’eventualità che la Fed aumenti sia la velocità sia l’entità dei rialzi rispetto a quanto previsto precedentemente. Per capire in che modo le aspettative sull’inflazione si ripercuotono sui mercati, è importante comprendere le nozioni alla base della formazione dei rendimenti obbligazionari e delle valutazioni del mercato azionario. Il rendimento percepito dagli investitori su un’obbligazione decennale è composto da questi elementi:
il tasso d’interesse a breve termine corrente, determinato dalla Fed;
le aspettative degli investitori circa le variazioni della politica della banca centrale statunitense sui tassi d’interesse a breve termine;
un premio a compensazione del rischio di variazioni dell’inflazione, che eroderebbero il valore dell’investimento lungo la durata dell’obbligazione in misura superiore alle attese correnti;
un premio per i rischi ignoti che gli investitori assumono per tutta la durata dell’obbligazione, noto come premio a termine. Prevedere cosa succederà tra 10 anni è molto difficile, pertanto il rendimento di un’obbligazione decennale tende ad essere superiore a quello offerto dai titoli a 2 o 5 anni;
l’attrattiva relativa delle altre classi di attivi. A prescindere dalla somma dei primi quattro input, gli investitori acquisteranno l’obbligazione solo se reputeranno allettante il rendimento che ne risulta;
per attrarre gli investitori, i rendimenti devono aumentare fino a raggiungere un punto di equilibrio con le loro aspettative. Qualcuno potrebbe obiettare che questo fattore è già stato considerato sopra, ma a mio avviso è importante isolarlo.
Se le aspettative circa l’inflazione mutano, gli investitori vanno incontro a incertezze rispetto a tutto quanto elencato sopra. Il rendimento obbligazionario che ne risulta concorre inoltre a determinare le valutazioni azionarie. Queste si basano su ipotesi prospettiche circa la crescita degli utili societari, che vengono attualizzate mediante una combinazione di rendimenti obbligazionari a lungo termine e un premio che compensa l’incertezza affrontata dagli azionisti rispetto ai rendimenti nominali “garantiti” percepiti da chi investe in Treasury USA. Questo premio è banalmente noto come premio al rischio azionario. Pertanto, vista l’importanza dei rendimenti obbligazionari nel determinare le valutazioni azionarie, chi investe in azioni è interessato dalle potenziali variazioni dei rendimenti obbligazionari al pari degli obbligazionisti.
L’inflazione è una questione spinosa per le autorità monetarie e gli investitori. L’economia e gli utili societari tendono a fare bene durante le fasi di inflazione moderata perché i prezzi e i salari aumentano, ma i primi a salire, in virtù di uno sfasamento temporale, sono i profitti aziendali. Un’inflazione eccessivamente elevata o eccessivamente bassa è dannosa, ma cercare di fermare un pendolo delle dimensioni dell’economia americana esattamente nel mezzo non è cosa facile. Le forze in gioco sono semplicemente troppo numerose per ipotizzare che l’intero sistema possa rimanere stabile. Il moto oscillatorio è inevitabile, e ciò obbliga la Fed a intervenire sul livello dei tassi d’interesse.
Raggiungere il giusto obiettivo d’inflazione può essere complicato e rappresentare un ostacolo per gli investitori. Nel contesto attuale, l’inflazione sembra tendere al rialzo ma non ancora in misura sufficiente a fare salire i rendimenti decennali su livelli problematici per le azioni. Secondo i miei calcoli, tale soglia è rappresentata da un rendimento al 4%, mentre oggi ci troviamo sul 2,9%. (abstract fonte: http://www.columbiathreadneedle.com) (foto: pendolo)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sanità: Report Fp Cgil, cresce attesa visite nel pubblico, media 65 giorni

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

Sempre più lunghi i tempi di attesa per effettuare visite mediche nella sanità pubblica, con una media di 65 giorni, a fronte di un’offerta privata ben più rapida, circa 7 giorni di attesa per una visita, e costi sempre meno distanti tra pubblico e privato. È quanto emerge dallo studio ‘Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei Sistemi Sanitari Regionali’, condotto da Crea, commissionato dalla Funzione Pubblica Cgil e dalla Fondazione Luoghi Comuni, che prende a riferimento un arco temporale che va dal 2014 al 2017. Un’indagine effettuata su un campione di oltre 26 milioni di utenti, pari al 44% della popolazione totale, perché condotta sulla popolazione residente di 4 regioni: Lombardia, Veneto, Lazio e Campania; prendendo in considerazione esclusivamente le prestazioni mediche (11) senza esplicita indicazione di urgenza. Tempi di attesa – Ma entriamo nel merito dei dati emersi dallo studio. Il primo dato evidente, relativo all’anno 2017, è che i tempi medi di attesa per effettuare una visita medica attraverso il Sistema Sanitario Nazionale sono nettamente maggiori rispetto a quelli dell’offerta privata: 65 giorni nel pubblico a fronte di 6 nell’intramoenia, 7 nel privato e 32 per il privato convenzionato. Nel dettaglio delle prestazioni, i giorni di attesa della Sanità pubblica sono estremamente lunghi: si va da 22,6 giorni per una Rx articolare a 96,2 per una Colonscopia. Le stesse prestazioni registrano attese invece in intramoenia di 4,4 (Rx articolare) e 6,7 (Colonscopia), privato convenzionato rispettivamente di 8,6 e 46,5; infine, privato a pagamento di 3,3 e 10,2. Un altro elemento appurato dai dati dello studio Crea e Fp Cgil è relativo all’aumento dei tempi di attesa nell’arco degli anni. Infatti, una visita oculistica nel pubblico richiedeva nel 2014 dei tempi di circa 61 giorni a fronte degli attuali 88 (+26 giorni in 3 anni) mentre nel privato a pagamento, sempre lo scorso anno, si registravano soli 6 giorni di attesa. Quanto invece alla stessa visita oculistica condotta in intramoenia l’attesa lo scorso anno era di 7 giorni mentre nel privato convenzionato 55. Per una visita ortopedica nel pubblico invece i giorni di attesa nel 2014 erano 36, oggi sono 56 (+20 giorni); nel privato a pagamento, guardando al solo 2017, 6 giorni, anche in intramoenia 6 nel privato accreditato 27. Infine per una colonscopia nel pubblico nel 2014 avremmo dovuto attendere 69 giorni, oggi 96 (+27 giorni); guardando allo scorso anno per la stessa prestazione nel privato a pagamento l’attesa aera di 10 giorni, in intramoenia 7 e nell’accreditato 46. “Emerge dunque con evidenza come il privato – si legge nel rapporto – riduca drasticamente i tempi di attesa per prestazioni mediche e come anche il privato convenzionato garantisca un servizio notevolmente più rapido a quello del sistema pubblico degli ultimi anni”.
Costi – Per quanto riguarda i costi sostenuti dai pazienti, rilevati solo per intramoenia e privato a pagamento, dallo studio Crea e Funzione Pubblica Cgil emerge che “essi risultano mediamente abbastanza consistenti ma in molti casi non molto distanti dal costo del ticket pagato nelle strutture pubbliche e private accreditate”. Un aspetto interessante da notare è come i costi del privato talvolta siano persino inferiori a quelli dell’intramoenia. Per una visita oculistica in sanità privata, lo studio rileva come nel 2017 si siano spesi circa 97 euro a fronte dei 98 euro dell’intramoenia. Lo stesso vale per la visita ortopedica che nel privato ha un costo di circa 103 euro contro i 106 euro dell’intramoenia.
“La sanità privata fa riferimento all’offerta pubblica per calibrare la propria e rendersi competitiva, puntando sul rapporto qualità/prezzo e dunque accorciando notevolmente, con prezzi di poco superiori al ticket, i tempi di attesa”, osserva la Fp Cgil a commento dei dati che emergono dal report. Quanto alle prestazioni in regime Ssn, spiega la Fp Cgil, queste hanno “tempi di attesa molto alti e in incremento negli anni, laddove per quelle a pagamento i tempi di accesso sono al contrario molto ridotti”; mentre i costi, al contrario, “risultano molto vicini tra pubblico e privato”. Infine, la tempestività di accesso “sembra una condizione garantita dal Sistema sanitario nazionale solo per le prestazioni urgenti, mentre è ‘a pagamento’ nei casi restanti”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Quel «quanto» che ci aspettiamo dalla scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 agosto 2017

scuola-libriLa scuola è diventata per certi versi una sorta di fabbrica di “valori” anche se alla prova dei fatti essi sono più virtuali che reali. Ed è questo, a nostro avviso, il suo punto di debolezza più vistoso ed emblematico al tempo stesso. Una Patria, per ben intenderci, che viene dal “Cuore” di De Amicis o dalle prose del verismo francese dove autori emeriti sono stati lesti a rappresentare le miserie, a condannarle, ma non altrettanto spediti nell’indicare il modo come ovviarle. Siamo passati, ai giorni nostri, nel riempire le bocche dei discenti di giustizia, libertà, democrazia, uguaglianza e per poi trasformarli in età adulta in qualcosa d’altro che solo lontanamente si richiamavano a tali valori se non sfruttandoli ad uso e consumo per fini tutt’altro che onorevoli. Oggi la povertà ed ancor più la miseria non sono condizioni accettabili come accadeva nel passato alla stessa stregua di una malattia debilitante ma inevitabile. Non lo sono perché noi avvertiamo nelle nostre coscienze l’assurdità di doverci esprimere con toni aulici per rappresentare una condizione ideale mentre vi sono le condizioni per una migliore ridistribuzione delle risorse naturali. E’ lo stesso concetto di proprietà che viene messo in discussione. Perché si hanno terre più dell’occorrente, perché si dispongono risorse finanziarie più del fabbisogno, perché si vuole vivere con il superfluo quanto agli altri manca il necessario? Abbiamo incominciato molti secoli addietro ad alterare il rapporto tra gli esseri umani concependo la proprietà come diritto di pochi e la schiavitù come primato di un potere oppressivo della libertà degli uni per la libertà di una élite. A questo punto se vogliamo una scuola espressione di un primato della civiltà sulla barbarie, dobbiamo cambiare i paradigmi di risposta culturale che vi abbiamo posto. Nessun ideale potrà dirsi tanto esaltante quanto quelle che trovi un riscontro reale nella vita di tutti i giorni.(Riccardo Alfonso Direttore Centri studi letterari e storici della Fidest)

Posted in Confronti/Your opinions, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Regionali: Appello dell’Aiccre

Posted by fidest press agency su sabato, 27 marzo 2010

L’Aiccre è consapevole che i temi politici della campagna elettorale in corso saranno soprattutto regionali e nazionali, ma è anche convinta che l’attuale situazione critica dell’economia, delle risorse naturali e dell’ambiente e, in generale, la situazione internazionale – compreso il grave problema dell’immigrazione – richiedano sempre più un’Europa democratica, politicamente unita. Per questo ritiene che le prossime elezioni regionali debbano essere un’occasione per sottolineare la necessità di un Governo europeo capace di formulare e condurre politiche autenticamente europee per superare in maniera non effimera l’attuale situazione e rispondere alle attese dei cittadini.

Posted in Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Oltre 5 mln euro per le periferie romane

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2010

Sono state pubblicate sul sito http://www.autopromozionesociale.it le graduatorie relative al “Nuovo Bando 2009 – finanziamenti alle piccole imprese in Periferia” indetto dal Comune di Roma, Assessorato ai Lavori pubblici e Periferie – Dipartimento XII, Politiche per la Riqualificazione delle Periferie.  Le domande presentate sono state 461 e 68 le imprese beneficiarie dei finanziamenti per un importo complessivo di circa 5 milioni e 263 mila euro. «Le aziende romane – dichiara l’assessore ai Lavori pubblici e Periferie, Fabrizio Ghera – hanno risposto bene al bando indetto dal Comune di Roma. Numerose sono state le domande di partecipazione, circa il 10% in più rispetto ai bandi degli anni precedenti, un dato positivo e sopra le attese che conferma l’impegno concreto della Giunta Alemanno verso il mondo delle piccole medie imprese». «Rispetto al passato – continua Ghera – l’aspetto innovativo è che il Comune, senza costi ulteriori per l’Amministrazione e per le imprese, ha offerto alle aziende, attraverso una convenzione con l’Associazione Seniores Italia Onlus, la possibilità di avvalersi dell’attività di tutorato al fine di garantire la corretta esecuzione del progetto in tutte le sue fasi».  Le località interessate dal bando di cui è appena stata pubblicata la graduatoria sono: Municipio IV: Val Melaina, Monte Sacro Alto, Fidene, Serpentari, Casal Boccone, Tufello, Settebagni, Bufalotta, Tor San Giovanni; Municipio V: Casal Bertone, Casal Bruciato, Tiburtino Nord, Tiburtino Sud, San Basilio, Tor Cervara, Pietralata, Casal de’ Pazzi, S. Alessandro, Settecamini; Municipio VI: Tor Pignattara, Casilino, Quadraro, Gordiani; Municipio VII: Centocelle, Alessandrino, Tor Sapienza, La Rustica, Tor Tre Teste, Casetta Mistica, Ex Aeroporto di Centocelle, Omo; Municipio VIII: Torrespaccata, Torre Maura, Giardinetti-Tor Vergata, Acqua Vergine, Lunghezza, Torre Angela, Borghesiana, S. Vittorino; Municipio IX: Tor Fiscale; Municipio X: Don Bosco, Appio Claudio, Quarto Miglio, Osteria del Curato, Romanina, Gregna, Barcaccia, Morena, Ciampino; Municipio XI: Ostiense, Valco S.Paolo, Appia Antica Sud; Municipio XII: Laurentino, Mezzo Camino, Spinacelo, Vallerano Castel di Leva; Municipio XIII: Malafede, Acilia Nord, Acilia Sud, Ostia Antica, Ostia Nord, Infernetto; Municipio XV: Marconi, Pian due Torri, Trullo, Magliana, Corviale, Ponte Galeria; Municipio XVI: Buon Pastore, Pisana, Massimina, Pantano di grano;Municipio XVIII: Val Cannuta, Fogaccia, Casalotti di Boccea, Boccea; Municipio XIX: Primavalle, Ottavia, Santa Maria della Pietà, Trionfale, Castelluccia, Santa Maria di Galeria; Municipio XX: Tomba di Nerone, Giustiniana, La Storta, Santa Cornelia.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Destra, centro, sinistra hanno senso?

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2009

Editoriale fidest. Si parla della “destra sociale” e si risponde con la “sinistra sociale”. Ha senso tutto questo se ci caliamo nella realtà della vita quotidiana e ci immedesimiamo nella parte del lavoratore che vota a “destra” e l’altro che propende per la “sinistra”? E ancora: possono i rispettivi partiti di riferimento rappresentarli nei loro bisogni, nella tutela dei loro diritti di lavoratori, nel rapporto famiglia-società? Crediamo, a questo punto che vada fatta una seria riflessione e alla fine renderci conto che c’è qualcosa che non funziona. In effetti l’evoluzione del sistema partito ci appare sempre più una gabbia dentro la quale si vuole racchiudere un modo di rappresentare le attese della gente non del tutto collimante con la realtà. Questo rapporto incompreso alla fine rende il cittadino-elettore più diffidente e lo allontana dalla politica. Diventa partito vincente quello che per primo cerca di entrare in sintonia con le aspettative della gente. Facciamo un esempio, solo in apparenza, banale. Nella tornata finale delle elezioni politiche del 2006 Berlusconi promise che avrebbe tolta l’imposta Ice. Gli permise un forte recupero elettorale, anche se alla fine non vinse. Il suo avversario avrebbe dovuto capire la lezione e agire di conseguenza. Non lo fece perché non si rese conto che era il messaggio giusto che l’elettore si sarebbe aspettato. Nel 2008 Berlusconi ci riprovò e fu anche per questo motivo che la sua vittoria fu piena. Ora se consideriamo il fatto che è storicamente validato che la coalizione dei partiti che si richiamano al centro sinistra ha imposto più sacrifici economici agli italiani mentre il centro-destra si è più defilato anche se in pratica il carico fiscale è stato altrettanto pesante, dobbiamo arguire che questo è il modo per entrare in sintonia con gli elettori. Certe gabelle non sono più tollerate e chi le contrasta riesce a dialogare meglio con la gente. Pensiamo alla tassa Rai? Sembra giusto che continui a pesare nelle tasche degli italiani? No di certo. Questo non significa fare del populismo ma di andare al cuore delle cose. La nostra società ha grossi problemi di bilancio ma appare all’elettore alquanto sconcertante che si debbano pagare stipendi d’oro a taluni manager pubblici e a non porre un freno ai tanti sprechi. Non si può pretendere che vi sia un percorso virtuoso se chi lo predica razzola male. L’Italia politica e dei poteri forti oggi cerca di mettere un bavaglio all’informazione rea di voler lavare i panni sporchi alla luce del sole, ma non deve dimenticare che esiste anche un altro sistema di comunicazione che è “radio gavetta”. Se la sottovaluta le sorprese non mancheranno. E’ solo questione di tempo. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

Posted in Editoriali/Editorials | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Dialoghi con il Presidente

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 maggio 2009

Recensione Fidest. Il testo edito da Edizioni della Normale è a cura di Michele Campopiano, Luca Gori, Giuseppe Martinico e Elettra Stradella. E’ una pubblicazione corposa di ben 477 pagine e ha la caratteristica di essere stata scritta raccogliendo decine di domande poste al presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi dagli allievi e dagli ex allievi delle scuole di eccellenza pisane su temi d’attualità e ricevendone altrettante risposte. Il tutto si è trasformato in una sorta di “carrellata” storico-istituzionale che, avvalendosi del pensiero-guida del Presidente, ha letto e, in alcuni passaggi, interpretato quanto vi è nei giovani e nei meno giovani il desiderio di tracciare un modello che sappia rispettare le attese per una società volta all’interesse collettivo e al rispetto dei valori fondanti e statuiti nella carta costituzionale. Già è stata per i curatori un’impresa ardua mettere ordine alla diversità delle domande ma lo è diventato ancora di più per chi come Ciampi ha dovuto “rispolverare” i punti salienti della sua attività di studioso, di osservatore, di protagonista della vita economica e politica nazionale. Credo che in Italia essere stato Governatore della Banca d’Italia, ministro, presidente del consiglio e della Repubblica “bruciando” in pochi anni i mandati più prestigiosi che le istituzioni ci possono dare, è di certo un’esperienza unica. E per un allievo di oggi delle scuole di eccellenza italiane, dove il sapere è di casa e la ricerca è dietro l’angolo e l’impegno non sfugge dalle mani, l’Italia diventa, in concorso con l’esperienza acquisita da uno di loro, il frutto da sbucciare, da assaporare. E’ un libro destinato alla riflessione, a una lettura attenta, alla ricerca di quei passaggi che ci permettano di aprirci alla conoscenza senza pregiudizi e condizionamenti emotivi. I curatori nel loro assemblaggio sono stati indubbiamente favoriti dalla formazione di Ciampi, il suo spessore intellettuale, che gli ha permesso da subito d’entrare in sintonia con i giovani che gli ponevano tante domande e a ritrovare con loro il punto di sintesi che rende più agevole il percorso e consente una crescita culturale e una visione più pragmatica della società dove le sue componenti variano dalla speranza alla certezza, dagli entusiasmi alle amarezze, dalle sollecitudini alle snervanti attese. Non è stato per me possibile scorrere tutto il libro in una sola volta. L’ho letto in più riprese. Sono ritornato su alcuni passi. Ho meditato e ora mi chiedo se riusciremo mai a trovare un modello di società che resti coerente con i valori che abbiamo saputo insegnare poiché se è importante avere una classe dirigente che è consapevole dell’importanza di una guida virtuosa, diventa oltremodo arduo nella “vita vissuta” non cedere alle logiche di sistemi che negano i buoni magisteri. Ora non chiudo questa mia esperienza di lettore al cospetto di tante figure che con le loro domande hanno solleticato i miei pensieri, li hanno posti a confronto, li hanno analizzati, senza esprimere il mio grazie a quanti con il loro fervore intellettuale hanno reso possibile questo “saggio” ed hanno assegnato ai posteri l’opportunità di una lettura del loro passato attraverso un messaggio così intenso e attento e con tanta voglia di crescere e di vincere le contraddizioni del nostro tempo perché un domani altri allievi delle scuole di eccellenza si rendano consapevoli del travaglio, delle speranze e delle vittorie ottenute con la forza del pensiero, dell’impulso culturale di più intelligenze, di più amori per la giustizia, la libertà, la fratellanza umana. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

Posted in Fidest - interviste/by Fidest | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »