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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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Maltrattamenti e atti di bullismo

Posted by fidest press agency su domenica, 15 giugno 2014

bullismo1Che i maltrattamenti subiti nell’infanzia potessero avere conseguenze sulla salute mentale in età adulta era cosa nota. Ora nuove evidenze scientifiche dimostrano che questi incidono persino sulla durata della vita. Una overview di studi scientifici presentata al 70° Congresso Italiano di Pediatria in corso a Palermo nell’ambito della tavola rotonda dedicata ai diritti dei bambini, mette in luce che abusi, punizioni, negligenze e atti di bullismo provocano stress cronico nei bambini, invecchiamento precoce e un maggior rischio di sviluppare patologie come obesità, cefalea, sindromi dolorose, asma, malattie cardiache, tumori. Fenomeno sommerso “Una ragione in più per rafforzare la sorveglianza e prevenire gli abusi sui minori, un fenomeno che interessa circa 100.000 bambini ogni anno in Italia” (dati Cismai) afferma Pietro Ferrara, giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Roma e Docente di Pediatria presso l’Istituto di Clinica Pediatrica dell’ Università Cattolica del S. Cuore e l’Università Campus Bio-Medico di Roma. “Si tratta comunque di una stima approssimativa in quanto nel nostro Pese non esiste un sistema di monitoraggio, gli unici dati certi sono quelli relativi agli abusi sessuali, ma il maltrattamento è un concetto molto più ampio che include molestie, abusi fisici e psicologici, negligenza nelle cure, atti di bullismo. L’OMS Europa ha stimato che i casi reali siano 9 volte più numerosi di quelli segnalati”. “Gli studi ancora una volta confermano come sia necessario rafforzare la prevenzione degli abusi”, afferma il Presidente della Società Italiana di Pediatria Giovanni Corsello. “La SIP è da tempo impegnata a formare i pediatri a riconoscere i segni dell’abuso e identificare qualsiasi situazione sospetta in questo percorso. Ad esempio fratture delle ossa lunghe o rottura delle ossa costali posteriori in bambini di età inferiore a 18 mesi, fratture ricorrenti, incidenti domestici frequenti devono far suonare un campanello d’allarme: si stima che un quarto delle fratture delle ossa lunghe nei bambini molto piccoli sia la conseguenza di un maltrattamento”. GLI STUDI I danni a lungo termine: malattie e minore aspettativa di vita – “Una recente ricerca apparsa su Molecular Psychiatry ha rivelato che le conseguenze delle punizioni e delle violenze sono cicatrici invisibili che rimangono nella psiche e, sorprendentemente, nel DNA. Sono state intervistate le madri di 236 bambini che avevano subito violenze domestiche, assistito a comportamenti violenti tra i genitori o erano stati vittima di bullismo ed è stato misurata la lunghezza dei loro telomeri. Si tratta delle piccole porzioni di DNA che si trovano alle estremità dei cromosomi e che si accorciano ad ogni divisione cellulare fungendo da veri e propri indicatori della longevità dell’individuo. I ricercatori che hanno misurato la lunghezza dei telomeri del gruppo di bambini maltrattati hanno osservato un accorciamento di queste strutture pari ad un invecchiamento prematuro di circa 7-10 anni”.

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La Cassazione esclude la notifica diretta per posta degli atti fiscali

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

Solo gli attenti osservatori del diritto, in particolare di quello tributario, si sono accorti dei possibili sconvolgenti effetti sul sistema delle notifiche degli atti fiscali dopo l’ordinanza n. 13278 del 28 maggio 2013 che di fatto ha posto seri dubbi sulla legittimità delle notifiche a mezzo posta di tali atti senza che il procedimento sia effettuato da un agente all’uopo abilitato, con possibili annullamenti a raffica, per buona pace di tanti contribuenti che effettivamente non hanno potuto avere piena contezza degli atti notificatigli, di tutti quelli che non seguono correttamente l’iter dettato dalla normativa per come interpretata dalla Suprema Corte. Nell’articolo di seguito scritto a due mani dagli avvocati Maurizio Villani e Idalisa Lamorgese, che per Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, vale la pena leggere con attenzione, viene esplicata in dettaglio la decisione in questione che lascia più di un dubbio ed in particolare: quale sarà la disciplina applicabile alle notificazioni a mezzo posta di atti tributari alla luce di questa interpretazione della normativa?
La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 13278 del 28 maggio 2013, ha stabilito che è nulla la notifica degli atti fiscali nel caso in cui l’avviso lasciato dall’agente postale, che ne dà notizia con raccomandata con avviso di ricevimento, non riporta il numero civico presso il quale avrebbe cercato il contribuente. Infatti, la Sesta Sezione Civile della Suprema Corte, con l’Ordinanza di cui sopra, ha accolto il ricorso di un contribuente che chiedeva la cassazione della sentenza pronunciata dalla Commissione Tributaria Regionale di Palermo, con cui, confermando la decisione di primo grado, veniva respinto il proprio atto di appello nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.La controversia è scaturita da una cartella di pagamento, emessa sulla base di provvedimento di irrogazione di sanzioni, di cui il contribuente ha chiesto l’annullamento eccependo un vizio di notifica, consistito nel mancato rispetto di tutti gli adempimenti richiesti dalla legge e, segnatamente, dall’articolo 3 della Legge n. 892/1982 concernente la notificazione di atti a mezzo posta. Infatti il messo notificatore aveva omesso di annotare quale fosse il numero civico dello stabile presso il quale aveva cercato il destinatario dell’atto, anche per colpa dell’Ufficio Finanziario che non aveva compiutamente indicato l’indirizzo del contribuente.Più in particolare, i Giudici di appello si erano limitati a verificare che l’agente postale, alla cui attività andava riconosciuta efficacia probatoria fino a querela di falso, avesse curato i prescritti adempimenti, dando atto di avere “immesso avviso cassetta ingresso dello stabile in indirizzo”.In sede di Cassazione il ricorrente lamentava, invece, la mancata ricezione dell’atto e riteneva che le carenze di notifica fossero da imputare sia all’originario errore omissivo dell’Ufficio che non aveva compiutamente indicato l’indirizzo omettendo il numero civico, che ad un vizio del procedimento di notifica: l’agente postale, infatti, non aveva annotato nell’avviso di ricevimento il numero civico dello stabile nel quale si era concretamente introdotto.La decisione veniva, pertanto, impugnata per violazione e falsa applicazione dell’ art. 3 della L. 890/1982, nonché dell’art. 6 della L. 212/2000.Ebbene, diversamente dai giudici del merito, la Suprema Corte ha accolto il ricorso del contribuente, rinviando la causa per nuovo esame ad altra sezione della CTR della Sicilia. Gli Ermellini hanno infatti attribuito estrema importanza alla completezza dell’avviso lasciato dall’agente delle poste al momento della notifica dell’atto tributario. Sul punto i supremi giudici hanno ribadito che, nel caso di notifica a mezzo posta e di irreperibilità relativa del destinatario, le modalità di notifica devono essere rigorosamente osservate e menzionate nell’avviso di ricevimento, deducendone che lì dove, come nel caso, dalla sola annotazione dell’agente postale riportata nell’avviso, non possa ricavarsi l’avvenuto puntuale espletamento di tutte le prescritte formalità, e segnatamente il luogo di immissione dell’avviso, la notifica non può ritenersi correttamente effettuata.
L’ ordinanza in commento si segnala, paradossalmente, più per quello che lascia ipotizzare che per quello che, esplicitamente, afferma.
In particolare, offre, lo spunto per una importante riflessione (cfr. M. Bruzzone “La notifica a mezzo posta è inesistente se manca il civico nell’avviso di ricevimento” in Corriere Tributario 29/2013) che merita di essere posta in evidenza in questo articolo.Orbene, è opportuno prima di tutto segnalare che non vi è dubbio che quella delle notifiche a mezzo posta degli atti tributari è materia estremamente complessa e delicata, come dimostra la copiosa giurisprudenza di merito e di legittimità che negli ultimi anni si è pronunciata sull’argomento.La Suprema Corte nell’ordinanza n. 13278 del 28 maggio 2013, è tornata a pronunciarsi sulla notificazione a mezzo posta di atti tributari.Preme in questa sede evidenziare che la soluzione interpretativa prospettata dagli Ermellini, è di estrema importanza e presuppone l’applicazione alle notifiche di atti tributari a mezzo posta della Legge n. 890 del 20 novembre 1982 “Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari”, ponendosi, in tal modo, in netto contrasto con la tesi, sostenuta in altre pronunce della stessa Corte, che, al contrario, ammette la spedizione diretta a mezzo posta di provvedimenti impositivi ed esattivi, senza l’intervento di un agente notificatore abilitato e senza la compilazione della relata di notifica, assumendo l’inapplicabilità né dell’art. 149 c.p.c., né, di conseguenza, delle più rigorose formalità prescritte dalla legge n. 890/1982 e l’operatività della disciplina regolamentare sull’ordinaria posta raccomandata, contenuta nel Decreto del Ministero delle comunicazioni del 9 aprile 2001 (cfr. Sentenza Cassazione n. 15746 del 19 settembre 2012).Orbene, alla luce di quanto sopra esposto, sebbene in realtà le sentenze dei giudici di legittimità non abbiano specificatamente affrontato l’eccezione dell’inesistenza della notifica per posta diretta perché effettuata da un soggetto non abilitato dalla legge, è evidente che viene a configurarsi un chiaro contrasto interpretativo: quale sarà la disciplina applicabile alle notificazioni a mezzo posta di atti tributari?

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Atti vandalici all’albero della Memoria a Palermo

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2010

“Uno scempio morale, un oltraggio alla memoria, uno sfregio per l’intero Paese”. Con queste parole Franco Maccari, il Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – commenta la notizia circa gli atti vandalici perpetrati ai danni dell’albero della Memoria che ricorda, a Palermo, il sacrificio del Giudice Falcone e degli Uomini della sua scorta. Ed il Segretario Generale del Coisp, il 23 maggio, giorno della strage, sarà proprio nel capoluogo siciliano per ricordare quei tragici eventi. “Evidentemente qualcuno – dice Franco Maccari – ha pensato che con un gesto stupido e arrogante si potesse cancellare l’esempio di Uomini il cui sangue scorre ancora nelle vene di quelle persone coraggiose, come i Poliziotti e tutti gli Operatori delle Forze dell’Ordine, che quotidianamente si battono per sconfiggere il potere di una malavita organizzata che uccide senza pietà”. “Ma sbaglierebbe – continua il leader del Coisp – chi pensasse che il male e l’illegalità siano solo quelli con pistole e fucili alla mano. Purtroppo l’illegalità è una condizione diffusa che si annida negli uffici, in una parte della politica e in quelle pieghe malate di una burocrazia che non minaccia con le pistole ma con le penne”. “E questo il Giudice Falcone – dice sempre Maccari – lo aveva capito bene già vent’anni fa quando la sua lotta era indirizzata non solo al braccio armato della malavita organizzata, ma anche a quella mafia dai colletti bianchi che in questi anni, in Sicilia, come in Calabria e in Campania, ha fiancheggiato e foraggiato la malavita con atteggiamenti più o meno palesemente accondiscendenti”. “Il gesto sconsiderato di qualche vile delinquente – conclude il Segretario Generale del Sindacato Indipendente di Polizia – non cancellerà quanto Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, gli Uomini della scorta e le Forze dell’Ordine hanno fatto e continuano a fare a Palermo e in Sicilia”.

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Gli atti intimidatori di Milano

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2010

“L’allarme – afferma in un comunicato il Coisp, sindacato di polizia, – lo avevamo lanciato da tempo e non perché volevamo essere di cattivo presagio, semplicemente perché, al contrario della politica che pontifica dai palazzi e prende decisioni nelle stanze, i Poliziotti vivono la società, anche in quegli angoli più nascosti, ma gli episodi intimidatori verificatisi a Milano nelle ultime ore non solo erano prevedibili, ma hanno una loro radice nel clima di odio sociale che il Governo non solo non riesce a controllare ma in taluni casi fomenta, attraverso avventate dichiarazioni di alcuni illustri esponenti”.  Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – nel condannare senza appello l’invio del pacco bomba all’indirizzo della Lega e quello di un proiettile al Presidente del Consiglio, tenta però di riportare l’attenzione sulle responsabilità non materiali di questi gesti: “Sono mesi – dice Franco Maccari – che la politica si occupa di “auto incensarsi”, dall’una e dall’altra parte, con dichiarazioni rese all’opinione pubblica, altamente pericolose dal punto di vista sociale. Il Governo sfila contro i poteri dello Stato, l’opposizione invece di parlare di programmi personalizza il suo ruolo avendo come unico obiettivo il Presidente del Consiglio. E intanto nel Paese si alimentano focolai di odio sociale che oggi si manifestano con il pacco bomba, domani potrebbe accadere di peggio”. “Vengano trovati e puniti gli esecutori materiali di questi gesti – conclude il Segretario Generale del Coisp – ma non se ne faccia solo un caso fine a se stesso. La politica di maggioranza e di opposizione smetta di guardare solo a se stessa e capisca che serve un Governo di unità nazionale vera per ritrovare la strada della legalità, di un concreto impegno per la sicurezza dei cittadini e di un fattivo sviluppo della nazione”.

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