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Guatemala: attività eruttiva del Volcan de Fuego

Posted by fidest press agency su martedì, 5 giugno 2018

Una breve ma violenta eruzione esplosiva ha interessato il Volcan de Fuego (Vulcano di fuoco) a sud-ovest di Guatemala City, capitale del Guatemala, causando la morte di almeno 25 persone, numerosi feriti e danni agli abitati. L’eruzione è iniziata poco prima delle 06:00 (ore locali), mentre il vulcano era coperto di nuvole. L’attività si è rapidamente intensificata, generando una colonna eruttiva alta 10 chilometri sopra il livello del mare e flussi piroclastici, che hanno raggiunto distanze di circa 8 km dal cratere, soprattutto sui fianchi occidentale, meridionale e orientale del vulcano. I flussi hanno invaso un golf resort, l’abitato di El Rancho e diverse strade sul versante meridionale. Ricadute di cenere vulcanica hanno interessato un vasto settore a est del vulcano, causando anche la chiusura dell’aeroporto della capitale, Città del Guatemala. L’attività parossistica è andata avanti per diverse ore, diminuendo di intensità nel pomeriggio, per concludersi in serata, dopo circa 16 ore. Questa eruzione è la più recente e violenta di una lunghissima sequenza di brevi episodi parossistici iniziati nel 1999. Solo dal 2015 se ne sono contati circa 30. Generalmente questi episodi sono caratterizzati da una durata media di meno di 24 ore, con forte attività da stromboliana a vulcaniana e intermittenti fontane di lava, emissione di colate laviche e produzione di flussi piroclastici. In passato si erano già verificate eruzioni sia di più lunga durata (settembre 1977 – agosto 1979) ma di modesta intensità, sia di breve durata (da poche ore a diversi giorni) ma fortemente esplosive (1880, 1932, 1974). Quella di ieri è sicuramente l’eruzione più violenta, dopo quella del 1974, e probabilmente la più devastante in tutta la storia documentata. I prodotti del Fuego sono tipicamente di composizione basaltica e la marcata esplosività delle sue eruzioni è dovuta all’alto contenuto in gas dei suoi magmi.
Il Volcan de Fuego è oggetto di studio di ricercatori di tutto il mondo. Anche l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha svolto in passato attività di ricerca su questo vulcano per caratterizzarne l’attività eruttiva. Nel 2012 ricercatori del Laboratorio HPHT di Geofisica e Vulcanologia sperimentali dell’INGV hanno applicato nuove tecniche osservative per la misura dei parametri eruttivi durante le esplosioni del Volcan de Fuego, utilizzando telecamere termiche e ad alta velocità.

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Stromboli, attività eruttiva 27 aprile 2018

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 aprile 2018

stromboli eruzione 27 aprile.pngUna nuova “esplosione maggiore” è stata registrata oggi, 27 aprile, sul vulcano Stromboli dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), dopo l’intensa sequenza esplosiva che il 24 aprile scorso ha coinvolto le bocche dell’area centro-sud poste sulla terrazza craterica. Alle 00:53:50 (ora locale) la prima forte esplosione che ha interessato la bocca denominata “N2”, posta nell’area settentrionale della terrazza craterica dello Stromboli (frame A-D-G). La durata di questo evento è stata di circa 5 secondi. I prodotti grossolani, sia litici (frammenti di lava già consolidata) che piroclastici (brandelli di magma incandescente), si sono distribuiti principalmente in direzione ovest-nord ovest (O-NO), ricoprendo la parte alta della Sciara del Fuoco e rotolando abbondantemente lungo le sue pendici (frame B-E-H).
Diciassette secondi dopo la prima esplosione, alle 00:54:07, ha avuto inizio un’attività di modesto fontanamento (getto continuo di lava, in questo caso espulso a un’altezza dell’ordine di alcune decine di metri) che, gradualmente, è passata a esplosioni stromboliane discontinue (spattering), intervallate da alcune esplosioni di cenere e materiale incandescente di bassa intensità che hanno raggiunto un’altezza massima di circa 80 m.L’intera sequenza esplosiva è durata circa tre minuti. Successivamente, il vulcano è tornato a produrre la sua normale attività stromboliana.Come noto, questi eventi esplosivi sono contraddistinti da una maggiore violenza rispetto all’attività stromboliana “ordinaria” che, invece, caratterizza nella quotidianità questo vulcano.Si tratta di eventi imprevedibili che possono causare la ricaduta di bombe vulcaniche, lapilli e frammenti rocciosi anche abbastanza grandi nella porzione sommitale del vulcano, e che quindi risultano potenzialmente pericolosi per qualsiasi osservatore si trovi a transitare nelle zone del belvedere del Pizzo sopra la Fossa, o lungo i sentieri che vi conducono.L’esplosione avvenuta ieri sera, però, forse a causa del vento, ha prodotto una abbondante ricaduta di materiale incandescente unicamente all’interno della terrazza craterica e lungo la Sciara del Fuoco, risparmiando la zona del Pizzo.
L’attività eruttiva dello Stromboli è costantemente monitorata dall’INGV mediante i sistemi osservativi, geofisici e geochimici gestiti dalle Sezioni di Catania, Napoli e Palermo.

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Stromboli: attività eruttiva

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2018

Questa mattina, 24 aprile, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha registrato una intensa sequenza esplosiva sul vulcano Stromboli che ha coinvolto le bocche dell’area centro-sud poste sulla terrazza craterica. Una prima esplosione, avvenuta alle 11.05 locali, ha emesso abbondante cenere frammista a materiale incandescente e blocchi lavici di grosse dimensioni che sono ricaduti in zona sommitale e lungo la Sciara del Fuoco. I prodotti emessi hanno superato un’altezza di 250 m sopra la terrazza craterica, come evidenziato dalle telecamere di videosorveglianza dell’Osservatorio Etneo dell’INGV-OE. Tale esplosione è stata seguita da un secondo evento esplosivo alle 11.06, caratterizzato da un modesto fontanamento. Alle 11.10, l’evento di chiusura della sequenza con il lancio di materiale piroclastico di intensità minore, rispetto alla prima esplosione. Complessivamente, tale sequenza esplosiva ha prodotto una nube di cenere che è stata rapidamente dispersa verso i quadranti sudorientali dell’isola. Il lancio di materiale piroclastico grossolano è stato radiale ed è ricaduto oltre la terrazza craterica e lungo la Sciara del Fuoco. Violente sequenze esplosive, come quella descritta e classificate come esplosioni maggiori, si sono verificate anche di recente, lo scorso 18 e 7 marzo, e nel corso del 2017, il 1 dicembre, il 1 novembre , il 23 ottobre e il 26 luglio. Si tratta di esplosioni più violente di quelle dell’attività stromboliana ordinaria, durante le quali viene emesso materiale grossolano e cenere, che ricade in zona sommitale. Questi eventi, occasionali e imprevedibili, interrompono bruscamente l’attività stromboliana ordinaria. Fanno comunque parte della fenomenologia vulcanica tipica dell’attività sommitale di Stromboli, caratterizzata da esplosioni di variabile energia. L’attività dello Stromboli è continuamente monitorata dall’INGV mediante le sue Sezioni di Catania, Napoli e Palermo.

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