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Delocalizzazioni: Mura (Pd), Parlamento abbia ruolo attivo

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2021

“Siamo tutti d’accordo che non si deve più ripetere che una multinazionale possa licenziare con un whatsapp o che prenda risorse pubbliche per poi abbandonare il territorio e i lavoratori. Se siamo d’accordo su questi principi e che le delocalizzazioni selvagge debbano essere arginate attraverso una legislazione che funzioni da deterrente, credo che potremmo fare un buon lavoro anche con un ruolo attivo del Parlamento che possa intervenire a migliorare la proposta definitiva, decreto o disegno di legge”. Lo ha detto oggi la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd) intervenendo a Tgcom24 rispondendo a una domanda sulla possibilità che sulle delocalizzazioni non si intervenga per decreto, come auspicato dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

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Invecchiamento “attivo” degli italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2021

I dati Istat parlano chiaro. Dal 2002 allo scorso anno abbiamo assistito a un progressivo invecchiamento della popolazione italiana: l’età media è passata dai 41,9 a 45,7 anni, e la percentuale di over 65 dal 18,7% del 2002 al 23,2% registrato a gennaio 2020. Quasi un quarto degli italiani è quindi un “over”…ma attenzione a definirli “vecchi”! Sempre secondo l’Istat, infatti, negli ultimi dieci anni si è anche registrato un graduale ma costante miglioramento delle condizioni di salute degli over 65. E non è solo merito dei progressi della medicina, ma anche – e soprattutto – del mantenimento di uno stile di vita attivo, trascorrendo il tempo tra lavoro, passioni, hobby, famiglia e amici. Si sta assistendo ad una vera e propria evoluzione del concetto stesso di anzianità: oggi come oggi i senior italiani sono persone attive che dimostrano una interessante partecipazione alle attività di natura sociale, civica e culturale, dalla cura della famiglia – dei nipoti, in particolare –, passando per le pratiche sportive, fino alla politica o al volontariato. È dunque più corretto parlare di invecchiamento attivo, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce come quel processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano[1]. In virtù dei dati incoraggianti, è quindi necessario prendere le doverose precauzioni e condurre uno stile di vita sano, che rispetti le esigenze dell’età incentivando allo stesso tempo attività, buone abitudini e socialità. Proprio per spiegare quanto sia importante mantenere uno stile di vita attivo per contrastare gli effetti negativi del passare degli anni sul proprio corpo, Domitys Quarto Verde ha deciso di offrire un’inedita esperienza a chi ancora non ha raggiunto la terza età (anagrafica). Fino al 9 marzo, dalle 10 alle 18, sarà infatti possibile provare gratuitamente, previa prenotazione, il “simulatore d’età”: una speciale tuta che, inibendo abilità motorie, vista e udito, permette di comprendere sulla propria pelle cosa significhi, davvero, invecchiare e, quindi, quanto sia importante la prevenzione per ritardare quanto più possibile l’emergere di queste difficoltà fisiche. La fotografia Istat: 45,7 anni: l’età media della popolazione italiana
23,2% la percentuale di over 65 a gennaio 2020, Il 25,3% degli over 65 pratica almeno qualche attività fisica (anno 2019), Il 27,5% degli over 75 gode di buona salute, percentuale che sale al 43,7% nella fascia d’età 65-74 anni (anno 2019), Il 10,7% degli over 75 utilizza il pc e il 13,1% naviga su Internet (il 7,1% lo fa tutti i giorni), Rischio isolamento: il 17,5% degli over 75 dichiara di non incontrarsi mai con gli amici e il 3,8% dichiara di non averne (anno 2019).

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UE sull’invecchiamento attivo con le aspettative dei futuri pensionati

Posted by fidest press agency su domenica, 3 settembre 2017

pensionatiIncludere l’attività di svago e tempo libero nei fattori che misurano l’invecchiamento attivo e promuovere così alcuni degli hobby più comuni come viaggi, cinema, teatro, giardinaggio, musica, modellismo e pittura. È l’esigenza che emerge da un’indagine condotta dall’Inrca – Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico per Anziani – tesa a valutare la corrispondenza dell’agenda UE sull’invecchiamento attivo con le aspettative dei futuri pensionati. Lo studio, pubblicato sulla rivista Ageing & Society dell’Università di Cambridge, rientra nel progetto europeo Ewl – Extending Working Lives – che ha l’obiettivo di comprendere le conseguenze dell’allungamento della vita lavorativa sulla salute, oltre a indagare l’impatto del pensionamento sullo stile di vita. “Il collocamento a riposo – spiega il Direttore scientifico dell’Inrca Fabrizia Lattanzio – comporta nuove routine che riguardano una vasta serie di attività quotidiane come l’esercizio fisico, la dieta, il sonno e le relazioni sociali. È un periodo di transizione in cui possono nascere anche nuovi impegni, come volontariato e assistenza ai familiari”.Lo studio ha coinvolto 133 lavoratori prossimi alla pensione in tre Paesi: 55 in Inghilterra, 40 in Italia, e 38 negli Stati Uniti. Tramite interviste condotte 10 mesi prima del pensionamento, sono stati chiesti quali fossero i progetti per il futuro. Ne è stata valutata così la rispondenza con i fattori che compongono l’Indice di Invecchiamento attivo (Active Aging Index), che serve per misurare l’invecchiamento attivo in un contesto geografico attraverso vari fattori, tra cui il mantenimento di un lavoro dopo la pensione, la partecipazione alla vita sociale e familiare (volontariato e cura di genitori e nipoti), il grado di indipendenza economica, l’autonomia psico-fisica (che comprende attenzione alla salute, attività motoria e studio) e la capacità di mantenere relazioni con amici, parenti e colleghi.
“Benché i piani dichiarati siano nel complesso in linea con gli indicatori inclusi nell’Indice – commenta Andrea Principi, del Centro ricerche socio-economiche per l’invecchiamento – molti soggetti nei tre campioni hanno affermato di voler riprendere gli hobby abbandonati a causa degli impegni lavorativi, o iniziarne di nuovi”. “Oggi – spiega – gli anziani gestiscono efficacemente il tempo libero. Vanno al cinema, visitano musei, viaggiano, si dedicano alla manutenzione del verde, attività importanti per il benessere psico-fisico alla pari dell’attività motoria. Ciò che manca quindi è l’inclusione nell’Indice di attività dedicate allo svago, il cosiddetto ‘active leisure’, ed il fatto che questa tendenza emerga in contesti socio-culturali diversi indica che si tratta di un’esigenza diffusa e pertanto da promuovere”.Se la propensione a dedicarsi agli hobby trova d’accordo gli intervistati dei tre Paesi, diversi sono i punti di vista sull’impiego del proprio tempo da pensionati. Ritornare al lavoro non sembra tra le priorità, in particolare degli italiani. “Dopo 42 anni e sei mesi sono pronto per fare altre cose nella vita” dichiara un sessantenne italiano. Meno categorici sul tema gli anglosassoni. “Non vorrei niente di fisso. Potrebbe essere qualcosa che mi impegni un giorno a settimana, per sei mesi, così avrei altri sei mesi all’anno per viaggiare” afferma una donna inglese 55enne. L’orientamento a rimanere nel mercato del lavoro è invece più evidente oltreoceano: “Andrei in pensione per fare qualcosa di diverso: preferirei un impiego che mi consentisse di modificare lo stile di vita” dichiara invece un 64enne americano.
Anche in prospettiva di eventuali difficoltà economiche, all’estero si ipotizza un possibile impiego, mentre gli italiani consultati lo escludono totalmente. Piuttosto si accetta l’idea di limitare i consumi: “Non importa se avrò finito i soldi e dovrò aspettare dieci giorni per ricevere la pensione. Se dovessi fare rifornimento all’auto, vorrà dire che non la userò. Ma non ricomincerei di certo a lavorare per pagare le spese”, dichiara un’italiana di 59 anni.Accudire i familiari, specialmente anziani, almeno nel campione italiano non sembra una ‘scelta volontaria’, ma imposta dalla situazione. “Mi piacerebbe riprendere gli hobby, viaggiare, ma nessuna di queste ipotesi è realistica, a causa dei miei genitori. Tutti i piani sono sospesi per ora”, sostiene un’italiana 62enne. Meno marcato, in genere, l’atteggiamento inglese, visto come supporto occasionale alla famiglia: “Ho già fatto da padre ai miei figli. Ora è loro compito accudire i propri bambini. Potrei stare con i nipoti due o tre volte a settimana, ma voglio fare anche altre cose” dice un 59enne britannico.C’è chi afferma di non avere piani. “La mancata pianificazione delle attività future comporta in alcuni casi uno stato d’ansia che può compromettere le sensazioni positive generalmente associate al pensionamento. È necessario quindi un maggiore supporto durante la transizione lavoro-pensione, mediante corsi o colloqui di orientamento” – spiega Principi. Proprio per valutare in che misura i programmi dichiarati saranno rispettati, lo studio prevede due successive interviste a distanza di uno e due anni. “In Italia si tende ad uscire dall’età produttiva prima possibile, poiché si ha paura di rimanere bloccati a causa di una riforma dell’ultima ora che possa cambiare i requisiti, come l’innalzamento dell’età pensionabile. Una situazione che molti degli intervistati italiani hanno già vissuto, avendo dovuto rimandare, la data pianificata anche un paio di volte”.

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“Invecchiamento in Salute e Silver Economy”

Posted by fidest press agency su martedì, 14 febbraio 2017

anzianiRoma 14 febbraio 2014 ore 11 Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro in Piazza Capranica, 72 Incontro “Invecchiamento in Salute e Silver Economy” – Proposte di Legge N. 3528 e N. 3538 depositate alla Camera dei Deputati e altre. Relazione introduttiva Lucio Romano, Senato della Repubblica Coordinatore Intergruppo Invecchiamento attivo.
Intervengono: Carlo Dell’Aringa, Camera dei Deputati, Silver Economy: demografia e opportunità, Vittoria D’Incecco, Camera dei Deputati
Anziano attivo e invecchiamento in salute, Anna Giacobbe, Camera dei Deputati Ambienti elder-friendly Manuela Granaiola, Senato della Repubblica Quale welfare per la terza e la quarta età
Segue una tavola rotonda su: Le istanze e le risposte della scienza, della società e del territorio con Michele Conversano, HappyAgeing
Serafino Zilio, Segretario nazionale FAP ACLI, Lucio Alessio D’Ubaldo, Segretario generale Federsanità ANCI, Paolo Boldrini, Società italiana di medicina fisica e riabilitazione, Nicola Ferrara, Società italiana di geriatria e gerontologia, Raffaele Atti, Segretario Nazionale SPI CGIL Livia Piersanti, Segretaria Nazionale UIL Pensionati Serafino Zilio, Segretario Nazionale FAP ACLI Moderatore: Marco Magheri, Giornalista. Discussant: Componenti Intergruppo parlamentare per l’invecchiamento attivo.

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Le nuove sfide dell’invecchiamento attivo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 Maggio 2015

034-Figura di vecchio seduto addormentato con mani strette a pugno chiuso, 1944, Carboncino, cm 1Roma, 13 maggio 2015 – ore 11 – 13 Centro Convegni Carte Geografiche – Via Napoli, 36 Oltre 45.000 volontari, quasi 7 milioni di ore di volontariato, oltre mezzo milione di persone che partecipano alle attività di solidarietà e socializzazione. Sono alcuni numeri che emergono dal primo Bilancio Sociale dell’Auser, l’associazione che da 25 anni si batte per una nuova idea di vecchiaia e che fotografa un Paese dove l’impegno degli anziani, soprattutto delle donne, cresce e si diffonde. La nuova campagna di comunicazione dell’Auser pone al centro la sfida culturale dell’Invecchiamento Attivo, fatta di impegno e partecipazione ad ogni età.Verrà presentato lo spot di 30 secondi ed il nuovo sito dell’associazione web arricchito di contenuti e con una rinnovata veste grafica. Presenta il Bilancio Sociale e la Campagna di Comunicazione:
Enzo Costa, presidente nazionale AuserIntervengono:
Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore
Andrea Volterrani, università di Tor Vergata Roma
Marco Binotto, università La Sapienza Roma
Coordina: Carlo Ciavoni, La Repubblica

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Europa: il 2012 anno dell’invecchiamento attivo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2010

(Centro Maderna)  In un momento di grande preoccupazione per il rapido e crescente invecchiamento della popolazione in Europa dove il numero di ultrasessantenni aumenta di circa 2 milioni ogni anno, e di forte impegno per cercare di risolvere le problematiche relative ai servizi e alle finanze pubbliche che questo fenomeno implicherà, la Commissione Europea ha lanciato ieri la proposta di designare il 2012 come “Anno Europeo per l’Invecchiamento Attivo”. L’iniziativa, che dovrebbe ricevere l’avvallo del Consiglio e del Parlamento Europei entro l’inizio del prossimo anno, è volta a promuovere, anche a livello politico, l’idea dell’invecchiamento attivo inteso come maggiori opportunità per gli anziani di continuare a lavorare, mantenersi in salute più a lungo e rivestire un ruolo attivo nella società, per esempio tramite attività di volontariato. Verranno dunque organizzati eventi, conferenze e ricerche con l’obiettivo di diffondere la consapevolezza che l’invecchiamento della popolazione non è solo una sfida per le finanze pubbliche e i sistemi sanitari nazionali dei paesi membri, ma anche e soprattutto un’ opportunità, grazie al contributo che le schiere dei baby-boomer potranno apportare alla società.

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Teatro Massimo di Palermo

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2010

Il Consiglio di Amministrazione del Teatro Massimo ha approvato il bilancio consuntivo 2009 che si chiude con un utile di 1.979.803 euro a fronte di un valore della produzione di 41.251.818 euro.Per il quinto anno consecutivo il bilancio è quindi in attivo: un risultato che ha suscitato gli apprezzamenti dei membri del consiglio stesso, fra cui il rappresentante del socio privato UniCredit, espressi nei confronti del sovrintendente e di tutto il management gestionale e artistico del Teatro. Dall’analisi dell’andamento gestionale degli ultimi nove anni (2001-2009) si evincono alcuni dati di particolare rilievo come l’aumento delle serate di opere e balletti valutabili per l’assegnazione del contributo ministeriale (da 89 del 2001 a 115 nel 2009) cui segue anche un aumento degli spettatori da 90.568 (nel 2001) a 104.947 (nel 2009), a fronte di un abbattimento dei costi di produzione da 47.623.612 euro nel 2001 a 36.674.324 euro nel 2009. Fra gli dati rilevanti il raffronto dei risultati di utile raggiunti nel 2009 con la situazione del 2002, quando i costi di produzione superavano i 54 milioni di euro con una perdita di oltre 13 milioni.Nonostante le difficoltà derivanti dal taglio del Fondo Unico per lo Spettacolo, la situazione dei conti per il 2010 appare in continuità rispetto all’ultimo quinquennio, garantendo sicurezza occupazionale ed elevata produttività artistica. Segnali positivi arrivano anche dal botteghino con un aumento ulteriore delle presenze che, a fine 2010, si dovrebbero attestare a oltre 110.000 unità. La nuova Stagione del Massimo è composta da titoli che corrispondono ad altrettante tappe nella storia della musica.
Per gli amanti del belcanto, cuore della tradizione dell’opera italiana, Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti (12-19 giugno), con la ripresa di un allestimento del Massimo realizzato in coproduzione con il Teatro delle Muse di Ancona che vanta la regia del fiammingo Gilbert Deflo: uno spettacolo giocato sulle sfumature del bianco e del nero che ci consegna una Lucia neogotica, imbevuta degli umori della letteratura ottocentesca. Alle melodie di Lucia fanno da contrappunto due amatissime opere di Puccini: Turandot (12-17 luglio al Teatro di Verdura) e Tosca, estremi stilistici della vocalità italiana. Punto di passaggio è La Gioconda di Amilcare Ponchielli (24 febbraio – 3 marzo), opera assente da Palermo da oltre quarant’anni. Proprio dalla Francia arriva la Carmen di Georges Bizet (18-25 novembre).
Alle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia sono invece dedicati altri due titoli che fanno da ponte tra passato e futuro: Il trovatore di Giuseppe Verdi (18-26 ottobre), compositore simbolo del Risorgimento italiano e Senso (20-30 gennaio),nuova commissione del Teatro Massimo al compositore milanese Marco Tutino, fra i più rappresentati sulla scena teatrale contemporanea.  Come negli anni scorsi anche nella Stagione 2011 verranno proposte rarità di importanti compositori del Novecento storico: in primavera The Greek Passion(29 aprile – 8 maggio), affascinante affresco corale di sensualità e fede, capolavoro del musicista boemo Bohuslav Martinů su libretto proprio ispirato a una novella di Nikos Kazantzakis; invece a fine anno Help, Help, The Globolinks!(6-18 dicembre) umoristica e grottesca “invasione aliena” nata dalla mente di Gian Carlo Menotti, compositore di cui ricorrono i 100 anni della nascita.  Due come sempre i balletti, entrambi ispirati al mondo delle favole, Cenerentola (19-25 maggio) di Sergej Prokof’ev, titolo mai rappresentato al Teatro Massimo, e Lo schiaccianoci (20-23 dicembre) di Čajkovskij, particolarmente adatto al periodo natalizio.
La programmazione del Teatro Massimo per la Stagione 2010 invece riprenderà subito dopo le ferie di agosto con alcuni degli spettacoli più attesi dell’anno, tutte nuove produzioni: a settembre Il barbiere di Siviglia di Rossini con un cast di rilievo guidato da due giovani star italiane, sul podio Michele Mariotti e alla regia Francesco Micheli, quindi Don Quichotte di Massenet firmato dal regista divo del momento Laurent Pelly in coproduzione con il Theatre de la Monnaie di Bruxelles, e il basso Ferruccio Furlanetto nel ruolo del protagonista; Alice di Giovanni D’Aquila in prima assoluta con Etta Scollo e oltre 200 bambini delle scuole di Palermo; infine La fanciulla del West di Puccini a dicembre in coincidenza con il centenario dal debutto, uno spettacolo firmato da Lorenzo Mariani in coproduzione con la San Francisco Opera che nelle scorse settimane per il debutto in California ha entusiasmato il pubblico statunitense e animato le pagine musicali dei quotidiani per la calzante ricostruzione del West. La programmazione artistica 2011 sarà resa nota in dettaglio sabato 2 ottobre.

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