Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘auguri’

Pediatri: Buon lavoro al neo ministro della salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2019

“Esprimiamo i nostri più sinceri auguri di buon lavoro al neo Ministro della Salute Roberto Speranza”. E’ quanto dichiara la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) in seguito alla presentazione del nuovo Esecutivo presieduto dal prof. Giuseppe Conte. “Come rappresentati della pediatria di famiglia del nostro Paese auspichiamo che il nuovo Ministro si impegni in una più forte difesa dell’universalità del Servizio Sanitario Nazionale – afferma il dott. Paolo Biasci, Presidente Nazionale della FIMP -. E’ quanto previsto nel programma di Governo del Conte-Bis. La salvaguardia della sanità pubblica deve passare da un rafforzamento delle Cure Primarie Pediatriche, soprattutto attraverso nuovi investimenti nell’ambito del miglioramento organizzativo degli studi dei pediatri di famiglia e dalla presenza di personale infermieristico”. “Siamo pronti ad incontrare quanto prima il Ministro Speranza – aggiunge il dott. Biasci -. E’ un politico di grande esperienza che più volte in passato si è battuto per la difesa della sanità pubblica. Ci auguriamo di avviare con lui, e con tutto il rinnovato dicastero, una collaborazione duratura e proficua per una migliore assistenza ai bambini e agli adolescenti italiani”.

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Auguri del sindacato aeronautica al Governo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 settembre 2019

Apprendiamo della nomina dell’ On. Lorenzo Guerini quale futuro Ministro della Difesa del governo Conte2 – dichiara il Sindacato Aeronautica Militare in una nota. Auguriamo al Presidente del Consiglio e all’On. Guerini un buon lavoro con l’auspicio di poter proseguire nel dialogo e collaborazione nell’interesse di tutto il personale che rappresentiamo. Cogliamo l’occasione per ringraziare il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta alla quale rivolgiamo un sincero ringraziamento per l’impegno profuso e per l’importante impulso dato alle tematiche inerenti la tutela del personale e della questione sindacale. Una volta insediato il nuovo Governo – conclude il SIAM – ci auguriamo un incontro conoscitivo con il Ministro della Difesa per iniziare subito a lavorare sui temi rimasti in sospeso e che sono ancora in attesa di risposta.

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Auguri all’agenzia Dire

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 novembre 2018

“Trenta anni di professionalità e competenza conquistati sul campo. All’agenzia Dire, che festeggia oggi il suo trentesimo compleanno, vanno i nostri auguri e un ringraziamento speciale per l’interesse che da sempre riconosce alla nostra città e agli amministratori romani, di maggioranza e opposizione, nel loro lavoro in Aula e nelle Commissioni. Ricordiamo l’agenzia delle origini e ritroviamo nelle scelte editoriali di oggi la stessa attenta professionalità, la capacità di parlare alle giovani generazioni e di utilizzare nuovi media. Tutte qualità che sono per tutti noi garanzia di una più forte libertà di stampa”. Cosi’ in un comunicato i consiglieri capitolini del Partito Democratico.

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Auguri a tutti i lettori dalla Fidest

Posted by fidest press agency su sabato, 24 dicembre 2016

buon-nataleTra i tanti auguri che abbiamo ricevuto riproduciamo il messaggio di Denise Ubbriaco, e facendolo anche nostro per tutti voi, ritenendolo il più indicato per il tempo in cui viviamo, le brutture che siamo costretti ad assistere e alle malvagità che ci tolgono il respiro. Ci associamo a lei e alla delicatezza del pensiero che ha espresso. Grazie per l’augurio che ricambiamo.
La vita è un viaggio. Passo dopo passo costruisci il tuo destino. Se ogni passo è meraviglioso, se ogni passo è magico, lo sarà anche la tua vita. Non lasciarti sfuggire nulla. Non guardare al di sopra delle spalle altrui. Guarda nei loro occhi. Parla con le persone che ami, dedica loro il tuo tempo. Non abbracciate un corpo, abbraccia un uomo e il sogno che risiede in lui. Sensazioni, pensieri, progetti, desideri, emozioni, idee, incontri. Non buttare via nulla. Un giorno scoprirai quanto erano preziose e insostituibili. Ogni giorno, impara qualcosa di nuovo su te stesso e sugli altri. Ogni giorno, cerca di essere consapevole di ciò che di bello ti circonda. Non lasciare che ti convincano del contrario. Condividi la bellezza del mondo con il tuo prossimo. Che questo magico Natale possa illuminare il tuo cuore. Auguro un felice e sereno Natale a te ed ai tuoi cari. (Denise Ubbriaco)

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Auguri dall’associazione “Forche Caudine”, circolo dei Molisani a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

dscn0382Com’è tradizione da ormai 27 anni, ai nostri auguri si accompagna un brano letterario che rende omaggio al Molise. Quest’anno andiamo su un classico: il romanzo “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” (1957) del milanese Carlo Emilio Gadda (1893-1973).
Il protagonista del libro è il commissario di squadra mobile dottor Francesco “Ciccio” Ingravallo, trentacinquenne molisano, un po’ tozzo e ciondolante, con un cespuglio di neri capelli in testa, il quale affitta una camera presso una vedova che “lo venerava, a non dire adorava”, nonostante i suoi orari irregolari. Ecco come lo descrive con maestria lo stesso Gadda:
Tutti ormai lo chiamavano don Ciccio. Era il dottor Francesco Ingravallo comandato alla mobile: uno dei più giovani e, non si sa perché, invidiati funzionari della sezione investigativa: ubiquo ai casi, onnipresente su gli affari tenebrosi.
Di statura media, piuttosto rotondo della persona, o forse un po’ tozzo, di capelli neri e folti e cresputi che gli venivan fuori dalla metà della fronte quasi a riparargli i due bernoccoli metafisici dal bel sole d’Italia, aveva un’aria un po’ assonnata, un’andatura greve e dinoccolata, un fare un po’ tonto come di persona che combatte con una laboriosa digestione: vestito come il magro onorario statale gli permetteva di vestirsi, e con una o due macchioline d’olio sul bavero, quasi impercettibili però, quasi un ricordo della collina molisana.
Una certa praticaccia del mondo, del nostro mondo detto «latino», benché giovine (trentacinquenne), doveva di certo avercela: una certa conoscenza degli uomini: e anche delle donne. La sua padrona di casa lo venerava, a non dire adorava: in ragione di e nonostante quell’arruffio strano d’ogni trillo e d’ogni busta gialla imprevista, e di chiamate notturne e d’ore senza pace, che formavano il tormentato contesto del di lui tempo. «Non ha orario, non ha orario! Ieri mi è tornato che faceva giorno!» (…).
Nella sua saggezza e nella sua povertà molisana, il dottor Ingravallo, che pareva vivere di silenzio e di sonno sotto la giungla nera di quella parrucca, lucida come pece e riccioluta come agnello d’Astrakan, nella sua saggezza interrompeva talora codesto sonno e silenzio per enunciare qualche teoretica idea (idea generale s’intende) sui casi degli uomini: e delle donne. A prima vista, cioè al primo udirle, sembravano banalità. Non erano banalità. Con quei rapidi enunciati, che facevano sulla sua bocca il crepitio improvviso d’uno zolfanello illuminatore, rivivevano poi nei timpani della gente a distanza di ore, o di mesi, dalla enunciazione: come dopo un misterioso tempo incubatorio. «Già!» riconosceva l’interessato: «il dottor Ingravallo me l’aveva pur detto.» Sosteneva, fra l’altro, che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l’effetto che dir si voglia d’un unico motivo, d’una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo. Ma il termine giuridico «le causali, la causale» gli sfuggiva preferentemente di bocca: quasi contro sua voglia. L’opinione che bisognasse «riformare in noi il senso della categoria di causa» quale avevamo dai filosofi, da Aristotele o da Emmanuele Kant, e sostituire alla causa le cause era in lui una opinione centrale e persistente: una fissazione, quasi: che gli evaporava dalle labbra carnose, ma piuttosto bianche, dove un mozzicone di sigaretta spenta pareva, pencolando da un angolo, accompagnare la sonnolenza dello sguardo e il quasi-ghigno, tra amaro e scettico, a cui per «vecchia» abitudine soleva atteggiare la metà inferiore della faccia, sotto quel sonno della fronte e delle palpebre e quel nero pìceo della parrucca. Così, proprio così, avveniva dei «suoi» delitti. «Quanno me chiammeno!… Già, Si me chiammeno a me… può stà ssicure ch’è nu guaio: quacche gliuommero… de sberretà…» diceva, contaminando napolitano, molisano e italiano.
E poi soleva dire, ma questo un po’ stancamente, «ch’i femmene se retroveno addó n’i vuò truvà». Una tarda riedizione italica del vieto «cerchez la femme». E poi pareva pentirsi, come d’aver calunniato ’e femmene, e voler mutare idea. Ma allora si sarebbe andati nel difficile. Sicché taceva pensieroso, come temendo d’aver detto troppo. Voleva significare che un certo movente affettivo, un tanto o, direste oggi, un quanto di affettività, un certo «quanto di erotia», si mescolava anche ai «casi d’interesse», ai delitti apparentemente più lontani dalla tempeste d’amore. Qualche collega un tantino invidioso delle sue trovate, qualche prete più edotto dei molti danni del secolo, alcuni subalterni, certi uscieri, i superiori, sostenevano che leggesse dei libri strani: da cui cavava tutte quelle parole che non vogliono dir nulla, o quasi nulla, ma servono come non altre ad accileccare gli sprovveduti, gli ignari. Erano questioni un po’ da manicomio: una terminologia da medici dei matti. Per la pratica ci vuol altro! I fumi e le filosoficherie son da lasciare ai trattatisti: la pratica dei commissariati e della squadra mobile è tutt’un altro affare: ci vuole della gran pazienza, della gran carità: uno stomaco pur anche a posto: e, quando non traballi tutta la baracca dei taliani, senso di responsabilità e decisione sicura, moderazione civile; già: già: e polso fermo. Di queste obiezioni così giuste lui, don Ciccio, non se ne dava per inteso: seguitava a dormire in piedi, a filosofare a stomaco vuoto, e a fingere di fumare la sua mezza sigheretta, regolarmente spenta. (n.r. Un augurio che fa notizia non solo per chi l’ha formulato per la passione che vi è posta nel tenere alto il vessillo dell’appartenenza, del rispetto e dell’amore per la propria regione. Auguri a voi tutti di “Forche caudine” per il vostro impegno di sempre da parte della fidest a partire dal suo direttore).

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Capodanno cinese

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2016

capodanno cinese

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Gli auguri del generale Gallitelli

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2011

Italian carabinieri

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in occasione delle imminenti festività natalizie, il Comandante Generale ha incontrato il COCER Carabinieri per un saluto ed il tradizionale scambio di auguri. Il Generale C.A. Leonardo Gallitelli ha confermato la sua vicinanza a tutti i Carabinieri ed alle loro famiglie sottolineando, ancora una volta, il suo particolare impegno per garantire l’efficienza e le risorse necessarie a tutte le “stazioni carabinieri”. Ancora una volta il delegato App. Sc. Michele Fornicola ha voluto approfittare dell’occasione e della disponibilità del Comandante Generale per ricordare i sacrifici ed i disagi di chi, in particolare, svolge sevizio presso la “Stazione Carabinieri”. Prendendo spunto da quanto è scritto anche nella “sinossi” distribuita agli allievi Marescialli, Fornicola ha quindi rinnovato la richiesta di un intervento affinchè i Carabinieri possano ottenere una “programmazione di massima dei servizi interni di caserma” che, pur suscettibile di variazione in caso di sopravvenute esigenze di servizio, possa meglio contribuire a conciliare le varie esigenze personali e familiari. Il delegato Luogotenente Antonio Rizzo -meglio conosciuto come “l’Ammiraglio”- ha chiesto al Comandante Generale, in questo momento difficile, di valutare con particolare attenzione soprattutto le richieste della “Rappresentanza Militare” che non comportano “costi per l’amministrazione”. Una precisazione che si è resa molto utile per inquadrare meglio anche il contesto generale dell’incontro. Il Comandante Generale, dopo aver illustrato brevemente le Sue considerazioni sugli effetti che tale disposizione comporterebbe sul funzionamento dei reparti, ha voluto comunque confermare il Suo impegno affinchè la problematica sia presto considerata. Le parole del Generale Gallitelli, a nostro avviso, sono state assolutamente convincenti ed noi rimaniamo fiduciosi. (Delegati Antonio Rizzo, Michele Fornicola)

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Intervento del Presidente Napolitano in occasione presentazione auguri del Corpo Diplomatico

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2011

Italiano: Roma - Palazzo del Quirinale

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Palazzo del Quirinale. “Lasciate che vi accolga con un rinnovato invito alla fiducia. Fiducia nei fermenti di democrazia e di libertà che animano i popoli ; nella prospettiva di rinnovata cooperazione fra le nazioni; nella determinazione dei Governi e delle Organizzazioni Internazionali nel rispondere a prove e difficoltà spesso non prevedibili.Fiducia giustificata dai fatti. Di fronte a una crisi finanziaria senza precedenti nella decennale storia della moneta unica, l’euro, l’Unione Europea – a cominciare dai capi di governo degli Stati membri – ha dedicato intensamente le sue energie alla difficile ricerca della via del risanamento, della disciplina fiscale, del rilancio della competitività. Un’impegnativa missione dell’Alleanza Atlantica, fondata sulle risoluzioni 1970 e 1973 del Consiglio di Sicurezza, sostenuta dalla Lega Araba, con attiva partecipazione dell’Italia, ha efficacemente assistito il popolo libico che si riappropriava delle proprie sorti. La solidarietà internazionale ha risposto con genuina partecipazione ai disastri, naturali e non, che si sono abbattuti sul pianeta. Penso, in particolare, alla tragedia umanitaria dello tsunami di Fukushima, ma anche all’insensata strage di Oslo e Utoya. E colgo l’occasione per rinnovare agli Ambasciatori di Giappone e di Norvegia i sentimenti di cordoglio e di amicizia che il popolo italiano ha provato nelle tragiche vicende che hanno colpito i loro paesi.E oggi desidero esprimere la nostra solidarietà alle vittime dell’immane disastro che ha colpito il popolo filippino ; prego l’Ambasciatore di farsene interprete col Presidente Aquino anche a nome di tutti i presenti in questa sala.L’Italia è convinta che le sfide che affrontiamo oggi, spesso di carattere planetario, esigano una risposta concertata e multilaterale: dai cambiamenti climatici all’esigenza di assicurare a tutta la popolazione mondiale standards decorosi di condizioni di vita e di rispetto della dignità umana ; dalle gravi turbative economico-finanziarie alle minacce alla sicurezza e alla pace. I processi di modernizzazione e crescita economica non possono prescindere dalla tutela delle minoranze, dal rispetto della libertà fondamentali – fra cui resta essenziale quella di religione e di coscienza – e dei diritti umani. I soggetti più deboli – in primis donne e bambini – e, più in generale, le giovani generazioni meritano speciale tutela. I giovani sono i protagonisti indiscussi delle rivendicazioni di libertà e di giustizia sociale alle quali abbiamo assistito e continuiamo ad assistere, in modo particolare, in molti Paesi arabi. Siamo estremamente preoccupati del deteriorarsi della situazione in Siria. L’Italia appoggia le iniziative della Lega Araba e incoraggia l’azione del Consiglio di Sicurezza per far cessare le violenze contro la popolazione e disinnescare le tensioni che minacciano anche la stabilità dei paesi vicini.Lasciate che mi soffermi soprattutto sulle due scosse, ancora lontane dall’essersi sopite, che hanno dominato la scena internazionale toccando da vicino l’Italia. La crisi fiscale e finanziaria dell’area euro ha una portata destabilizzante di cui è difficile misurare i limiti. Investe le radici dell’Unione Europea, minaccia la stabilità economica e il benessere del mondo intero. L’Europa ha intrapreso l’arduo cammino per uscirne, da ultimo con le ulteriori misure del Consiglio Europeo dell’8 e 9 dicembre, alla cui credibilità le misure varate dal nuovo Governo italiano e in via di rapida approvazione da parte del Parlamento hanno dato un contributo non indifferente, col sacrificio di tutti. Abbattimento del debito pubblico e riforme strutturali potranno liberare nuove energie d’imprenditorialità e d’innovazione e ridare impeto alla crescita produttiva e all’occupazione nel nostro Paese. Ma se l’Italia fa – come, ne sono certo, farà – la sua parte, più in generale il percorso che porta all’uscita dalla crisi è europeo e sovranazionale. E l’impatto va ben oltre i confini dei 17 o dei 28 : se per l’Europa la posta in gioco è altissima, le ricadute interessano il mondo intero. Ogni fantasia di scorciatoie nazionali è pura illusione.L’ansia che ci ha accompagnato dall’estate scorsa non si è dissipata, ma abbiamo la coscienza, in Italia e nell’Unione, di avere individuato i passi essenziali da compiere per disinnescare una crisi che non nasce in Europa ma viene da lontano. E’ bene ricordarlo. Dal 2008 si è fatta impellente la necessità di un nuovo sistema di governance economica globale. Questa è la sfida che il G20 sta affrontando con alterni progressi mentre, per l’Europa, specie per l’Eurozona, si è venuto ponendo sempre di più il problema di rafforzare disciplina fiscale e istituzioni comuni. Il nuovo “Accordo Internazionale” – non solo a 17, forse a 26 – annunciato a Bruxelles (e di cui resta peraltro da chiarire il raccordo col quadro comunitario) si propone di sottoporre ad una sovranità condivisa bilanci nazionali e coordinamento delle politiche economiche. Questo processo deve andare di pari passo con la difesa immediata della stabilità finanziaria dei paesi dell’area (euro), e in sostanza con il rafforzamento ancora insufficiente del firewall necessario per tutelare i debiti sovrani e salvare la moneta unica.Su un punto non vi devono essere dubbi : l’irrinunciabilità dell’euro e la determinazione di difenderlo. Sia perché pilastro dell’integrazione europea, punto di arrivo di una lunga e meditata evoluzione; sia perché la stabilità dell’economia mondiale è strettamente legata alla tenuta della moneta unica. Anche paesi non appartenenti all’Eurozona chiedono all’Italia e all’Europa di salvaguardare l’euro. In quanto ai leaders dei paesi che vi hanno aderito, essi non possono dimenticare che la moneta unica ha apportato benefici notevoli e duraturi a tutte le economie, grandi e piccole, che ne fanno parte. Con l’intuizione lungimirante del mercato unico l’Europa precorse i tempi della globalizzazione. La direzione di marcia non è cambiata, ma il ritmo è diventato incalzante. Nessun singolo paese europeo, per quanto grande ed efficiente, può competere con successo nel contesto di grandi economie emergenti e dinanzi al disegnarsi di macro-regioni sovranazionali. La nostra visione del progetto europeo non può limitarsi alla sua dimensione monetaria, finanziaria, economica. Il tessuto comunitario a 27, ormai a 28, va salvaguardato e rafforzato dando piena attuazione al Trattato di Lisbona. Penso alla politica estera e di sicurezza comune; all’immigrazione e all’asilo ; alla Carta dei diritti fondamentali, al patrimonio di principi e di valori, al diritto comune su cui l’Unione europea poggia e deve costruire il suo futuro. L’allargamento, in quanto processo euro-atlantico, ha avuto il merito storico di stabilizzare le fragilità che attraversavano il cuore del nostro continente. Richiede ora di essere portato a termine nei Balcani occidentali e con gli altri paesi dei quali abbiamo accettato, in buona fede, la candidatura. Le cooperazioni rafforzate si inseriscono in un’architettura unitaria che rinsaldi il comune progetto europeo. L’Europa rimane una; immaginarne due o ancor più significherebbe scivolare su un piano inclinato al fondo del quale non rimarrebbe alcuna Europa. Noi europei abbiamo la responsabilità di proseguire con coraggio e volontà politica unitaria nella costruzione di un’Europa sempre più integrata, sulla scia dell’appartenenza a un filone comune di storia, cultura e umanità, pur nella pluralità che è ricchezza fondamentale del nostro continente. La scomparsa di Vaclav Havel, ispiratore e protagonista, da Praga, di un risveglio democratico di coscienze e di popoli che ha pacificamente unificato il nostro continente, ci richiama alle più alte ispirazioni e motivazioni del progetto europeo.Un grande europeo, che aveva ben presente il legame indissolubile tra unità nazionale del suo Paese e l’unità europea, Willy Brandt, affermò a proposito della riunificazione nazionale tedesca che “deve unirsi ciò che ha radici comuni”. E’ urgente oggi trasmettere la stessa visione all’opinione pubblica europea coinvolgendo nel dibattito Parlamenti, forze sociali, autonomie regionali e locali e, soprattutto, le generazioni più giovani – quelle che non hanno conosciuto l’Europa divisa, e considerano la sua unità, con i successi via via conseguiti, una grazia ricevuta anziché una conquista tanto visionaria quanto faticosa. A Nord, il problema dell’indebitamento pubblico covava sotto le ceneri; a Sud, la ventata del “risveglio arabo” ha colto tutti di sorpresa. Ne abbiamo tuttavia percepito subito l’impulso al rinnovamento e al progresso democratico : di qui le simpatie, l’incoraggiamento e l’attivo sostegno dell’Italia, dell’Europa e di molti paesi qui rappresentati. Nel Mediterraneo abbiamo assistito sia a cambiamenti traumatici che ad annunci e inizi di riforme volti a rispondere tempestivamente alla domanda di allargamento della partecipazione politica e del consenso sociale. La prospettiva da perseguire non può che essere : rafforzamento delle istituzioni, trasparenza democratica, governi rappresentativi e responsabili. Il percorso è accidentato e si presenta irto di passaggi difficili ma abbiamo fiducia nella capacità di paesi e governi di affrontarli e superarli via via con coraggio. La storia europea è tutt’altro che estranea a quest’esperienza.Mediterraneo e mondo arabo sono stati teatro dei recenti cambiamenti, ma il rinnovamento sociale e politico non conosce compartimenti stagni geografici o culturali e attinge largamente ad esperienze come quella europea. La globalizzazione non è solo un fenomeno di economia, produzione e commerci. Nel mondo contemporaneo, al di là di barriere artificiali e confini nazionali, circolano liberamente anche le idee ; popoli e società civili condividono aspirazioni e aspettative, le notizie viaggiano all’istante in una fitta rete di comunicazione senza filtri. Il “risveglio” in paesi amici e a noi vicini ha scosso la comoda equazione fra immobilismo e stabilità : una stabilità non fondata sul consenso, sullo Stato di diritto e sul rispetto della dignità umana e delle minoranze è apparente e illusoria. A maggior ragione quando regimi – al di là delle enunciazioni retoriche – ricorrono alla repressione anziché al dialogo e alla riforma. Perché prenda avvio il processo democratico è essenziale che le elezioni possano svolgersi in un contesto di consolidamento istituzionale, di stabilizzazione, o di graduale transizione. Lo stesso esercizio democratico del voto ha per effetto di rasserenare il clima interno e di disinnescare le divisioni settarie.La sicurezza delle nostre nazioni, la stabilità, la prevenzione dei traffici illegali e dell’immigrazione clandestina restano preoccupazioni fondate dell’intera comunità internazionale, delle sponde “Nord” come delle sponde “Sud” di un mondo in cui queste demarcazioni diventano sempre meno nette. La settimana scorsa ho ricevuto qui la gradita visita del Presidente libico, Jalil, e sono stato confortato dalla sua risolutezza nel voler affrontare questi problemi in stretta collaborazione con l’Italia e con i paesi vicini. Dobbiamo pensare a quanto ci unisce e non a quanto ci divide, nelle identità e nelle tradizioni. Nel rinnovamento in corso dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo è nostro auspicio anche che l’Islam giochi un ruolo aggregante e positivo. Il nuovo scenario mediterraneo chiama in causa l’Europa. L’Unione non può pensare di isolarsi dai fermenti di rinnovamento della regione, né di appaltarne la gestione ai soli paesi europei che si affacciano a Sud. All’Europa i popoli mediterranei chiedono una nuova, operante e concreta, partnership e un dialogo franco e articolato, senza preclusioni ideologiche. La responsabilità è comune. Condividiamo interessi e sfide demografiche e sociali; condividiamo un’unica frontiera. Finora le nostre reazioni non sono state all’altezza del momento storico che questa parte del mondo sta vivendo. Devo esprimere un apprezzamento per l’attenzione prestata dalla Presidenza polacca dell’Unione a questa tematica, ma i risultati non sono ancora soddisfacenti. Con i vicini del Sud mediterraneo l’Italia e l’Europa condividono anche la piaga della disoccupazione e della mancanza di opportunità professionali per i più giovani. E’ a questi giovani, animati dalla speranza nel rinnovamento civile e sociale, che dobbiamo restituire il senso di appartenenza ad una comunità e la fiducia nel futuro, offrendo loro l’ accesso ad un’istruzione adeguata e alla formazione professionale, attraverso intensificati programmi di scambi universitari e di percorsi formativi. L’investimento sui giovani è un investimento nella pace, una scommessa che dobbiamo vincere per intravedere un mondo migliore.Signore e Signori Ambasciatori,Europa e Mediterraneo hanno dominato l’attualità internazionale più recente, ma l’Italia continua ad essere protagonista attivo e propositivo della più ampia realtà mondiale. Né l’Europa può rivolgere lo sguardo solo all’interno dei propri confini e problemi. Per restare polo d’attrazione competitivo, lo stesso Mediterraneo deve aprirsi all’ingresso di altri partecipanti dal resto del mondo. Il Partenariato di Deauville del G8 va in questa direzione : la mobilitazione di risorse e strumenti nuovi va rafforzata, così come vanno allargati i temi di cooperazione : ambiente, sicurezza energetica, flussi migratori, accesso ai mercati. Gli equilibri economici mondiali – cui non potrà non seguire un riallineamento anche politico – si spostano e i centri di gravità si moltiplicano. Nel 2050 l’Europa rappresenterà soltanto il 6% della popolazione mondiale. L’emergere di Asia e Pacifico è in qualche modo un ritorno ad una distribuzione più equilibrata di risorse e capacità : nella storia dell’umanità la quota dell’Asia nella produzione della ricchezza è stata molto superiore rispetto all’Europa fino all’inversione degli ultimi 3-4 secoli. L’Oriente ha saputo adottare alcune esperienze occidentali essenziali per la crescita come l’economia di mercato, la promozione della scienza e di nuove tecnologie, l’istruzione diffusa, innestandole sui valori tradizionali, garantendo la fine dall’indigenza per centinaia milioni di persone, infondendo orgoglio nel lavoro e ampliando le libertà personali. Come ha ben detto il Presidente Obama al Parlamento australiano ” l’Asia è fondamentale per la crescita in America” – e, aggiungo io, in Europa – “e definirà in larga misura se il secolo davanti a noi sarà segnato da conflitti o dalla cooperazione”.E l’Asia non è sola. Si affiancano le grandi realtà di crescita economica, di progresso politico e sociale e di creatività culturale delle Americhe. Si stanno finalmente liberando e dispiegando le grandi potenzialità del continente africano. Tutti gli attori internazionali, qui ben rappresentati, devono oggi trovare un terreno di incontro sulle tematiche globali: cambiamenti climatici, regolazione dei mercati, sviluppo sostenibile, terrorismo e proliferazione di armi di distruzione di massa. In questa nuova fase storica dobbiamo evitare contrapposizioni e tensioni, e non ripiegare su forme di sterile isolazionismo protezionistico. Signore e Signori Ambasciatori,il richiamo a un contesto internazionale d’inquietudini, fermenti e speranze non mi fa dimenticare che nell’anno appena trascorso l’Italia ha celebrato il 150° Anniversario della sua Unità. Abbiamo auspicato il Vostro coinvolgimento in questa solenne ricorrenza avendo ben a mente il percorso dall’Italia unitaria in questi centocinquanta anni e le mete che ci attendono. La nascita dello Stato nazionale italiano nel 1861 rappresentò un fatto di grande rilievo nella storia dei movimenti nazionali e dei moti di libertà in Europa e per l’evoluzione degli equilibri continentali. Dalla metà del secolo scorso, l’Italia ha saputo trovare il suo posto e assumersi le sue responsabilità nella comunità internazionale, in modo particolare come paese fondatore, insieme con i suoi principali vicini, di un’Europa integrata e unita. Oggi l’Italia è chiamata ad affrontare nuove sfide, in un’epoca di radicale e incessante cambiamento della realtà mondiale. Si tratta di sfide comuni che dobbiamo saper raccogliere e vincere insieme. Ebbene, l’Italia farà la sua parte: perché avanzi nel mondo la causa della pace, dei diritti umani, della democrazia, di un equilibrato, equo, sostenibile sviluppo economico e sociale globale. Lo farà nei fori multilaterali, lo farà nella fedeltà agli impegni e alle alleanze, lo farà nelle missioni militari di pace, lo farà nel processo di unità e integrazione europea. Desidero esprimere la mia sentita riconoscenza a tutti Voi per le innumerevoli testimonianze di amicizia e di simpatia ricevute, per le iniziative celebrative, a molte delle quali ho avuto il piacere di partecipare, per il Vostro contributo ai festeggiamenti del 150° Anniversario svoltisi in tutta Italia. Ricordo con particolare gratificazione la presenza a Roma il 2 giugno scorso di molti Capi di Stato o di Governo e Alte Cariche istituzionali, a riprova di un moto universale di simpatia per la nostra nazione. Molti di voi si sono impegnati personalmente affinché i vostri paesi fossero rappresentati qui al più alto livello possibile. Ve ne sono grato. Il popolo italiano ha colto in questo gesto di amicizia un riconoscimento delle qualità migliori che sa di possedere e una rinnovata fiducia nella sua capacità di superare le prove più difficili che le pone la storia.Talvolta, l’identità del nostro Paese si staglia meglio fuori dai confini nazionali : nelle nostre numerose collettività saldamente ancorate all’idea d’Italia ; nel plauso e nell’apprezzamento delle popolazioni dei Paesi dove si trovano e operano i nostri militari; nella qualità del made in Italy; nel ricco ventaglio delle iniziative di cooperazione, delle missioni archeologiche e di restauro, delle istituzioni scolastiche, scientifiche e educative ; nell’attività missionaria dei religiosi italiani nel mondo, in particolare attraverso le strutture della Chiesa Cattolica. Ma quest’anno, grazie a una partecipazione massiccia della popolazione nelle nostre piazze e strade, grazie a un’estrema varietà e molteplicità di iniziative di base, l’Italia ha riscoperto una coscienza unitaria e nazionale che è sopravvissuta in passato a prove difficili e saprà vincere le sfide impegnative che ci stanno davanti”.

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Buon compleanno Presidente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

Giorgio Napolitano

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“Le giungano, a nome mio e di tutto il gruppo di Italia dei Valori, i più sinceri auguri in occasione del suo 86esimo compleanno, unitamente al ringraziamento per aver saputo interpretare in modo autorevole ed autentico il ruolo di garante delle istituzioni, testimoniato dall’affetto e dalla fiducia degli italiani” è quanto si legge nel telegramma che Massimo Donadi, presidente dei deputati di Italia dei Valori, ha inviato questa mattina al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
«Nel giorno del suo compleanno desidero rivolgere i più sinceri auguri, a nome mio e di tutta la Giunta capitolina, al Presidente Napolitano». È quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Colgo l’occasione per rinnovare al Capo dello Stato l’apprezzamento, la fiducia e la stima per l’alto senso delle Istituzioni mostrato nella sua costante e rigorosa opera, guidata da un grande equilibrio. Un presidente super partes che ha saputo rinnovare il sentimento di unità nazionale con forte slancio, proprio nell’anno in cui l’Italia festeggia il suo 150° anniversario». La fidest si associa.

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Da Roma auguri al cardinale Scola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

« Voglia accettare a nome mio e della Giunta Capitolina di Roma i più sinceri e devoti auguri di buon lavoro per l’importate incarico che il Santo Padre, Benedetto XVI, Le ha affidato come Arcivescovo di Milano”. È quanto scrive il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno in un telegramma inviato al Card. Angelo Scola, nominato oggi da Benedetto XVI, Arcivescovo di Milano.

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Auguri a Napolitano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Mag 2011

President of Italy Giorgio Napolitano.

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«Desidero rivolgere al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a nome mio e di tutta l’amministrazione di Roma Capitale i più sentiti auguri per il quinto anniversario dalla sua elezione». Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Il suo impegno incessante e l’enorme attaccamento ai valori e alla storia della Repubblica italiana, manifestato, fra l’altro, in occasione dei tanti impegni del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, sono valsi al Presidente l’amore e il rispetto di tutti gli italiani. Per questo, e per l’autorevolezza e il rigore super partes che ha sempre contraddistinto i suoi cinque anni di mandato, giungano al Capo dello Stato i nostri più sentiti ringraziamenti»

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Alemanno: auguri al Santo padre

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2011

Vatican. Pope Benedict XVI.

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In occasione dell’84mo compleanno di Benedetto XVI, il sindaco di Roma ha fatto pervenire a S. Em. Card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato di Sua Santità, un telegramma di auguri. Nel testo il sindaco Alemanno indirizza al Santo Padre «a nome della città, della Giunta capitolina e personale i più affettuosi e devoti auguri in occasione del Suo genetliaco». «In questa felice ricorrenza – continua Alemanno – desidero esprimere al Santo Padre la nostra riconoscenza per l’affetto da sempre manifestato nei confronti di Roma e dei romani, i cui profondi e antichi legami con la Santa Sede sono alimentati dalla condivisione dei principi etici e morali che devono guidare le nostre intenzioni e le nostre azioni quotidiane».

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S.Giuseppe: auguri al Papa

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

BentoXVI-55-12052007

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In occasione dell’onomastico di Sua Santità, Benedetto XVI, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha inviato al Segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, il seguente telegramma: «Santità, a nome mio e della Giunta Capitolina le formulo i più devoti auguri in occasione del Suo onomastico. La città di Roma, di cui mi onoro di essere il primo cittadino, vuole testimoniarLe attraverso di me l’affetto e la riconoscenza per quanto Ella fa per la nostra città come pastore e vescovo».

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Auguri di buone feste a tutti i lettori Fidest

Posted by fidest press agency su domenica, 12 dicembre 2010

Auguri di buone feste a tutti i nostri lettori da parte della Redazione della Fidest e dal suo direttore.

La nostra agenzia si considera una specie di collettore di tutte quelle notizie che non riescono ad essere riprese per un lancio da altre fonti o se lo fanno, solo marginalmente. Questo impegno è animato anche da un’altra ragione. Intendiamo fare dell’informazione un percorso aperto a tutti e gratuito. Ciò implica la disponibilità di alcuni volontari che intendono in tal modo dedicarvi qualche ora libera del loro tempo. La nostra maggiore soddisfazione è quella che le notizie circolano e l’interesse dei lettori aumenti e si amplifichi. Siamo certi che in tutto ciò vi sia un interesse reciproco: voi nel darci le notizie, noi nel pubblicarle e tutti insieme per dar voce alla Fidest. Confidiamo che continuerete a seguirci anche durante le Festività: noi saremo presenti e  leggeremo i vostri messaggi.
Quest’anno ci avvaliamo di un lavoro prodotto da Annamaria Russo, frutto della sua passione artistica per rappresentare graficamente il S. Natale. Grazie Annamaria per la tua disponibilità.
Annamaria è nata a San Salvatore Telesino (BN), si è formata all’Accademia di Belle Arti di Napoli e Roma con Greco, Ciarrocchi e Capogrossi, ha insegnato a Roma nella scuola pubblica fino al 1997. Dallo stesso anno ha iniziato attività di volontariato presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, collaborando ad attivare l’Associazione Amici dell’Arte Moderna a Valle Giulia A3M all’interno della quale ha svolto e svolge funzioni statutarie. Prosegue la ricerca artistica con esperienze e viaggi di studio a Roma, in Italia e all’estero. Hanno scritto di lei A. Videtta, I.C.Sesti, B.Cagli,J. Recupero, M.D’Onofrio, L.Triches, S.Siligato, C.Terenzi, A. Campitelli, P. Rosazza, M.Nota,M.Ursino,A.Mattirolo,G.Chiesa, C.Strinati,R.Fumai,C.Trivellin, Michelli, M.G.Tolomeo,  M.S.  Sconci, S.Papetti, M.Panetta,I. de Stefano, I.Pivetti, A.Imponente, M.Cossu, R.Bossaglia, S.Pinto. Il suo percorso artistico è visibile sul  sito ( e sulla news ) http://www.annamariarusso.com  e http://www.youtube.com/user/RussoAnnamaria

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Compleanno Proietti. Auguri Alemanno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2010

«A nome di tutta la città di Roma, rivolgo a Gigi Proietti i migliori auguri per i suoi meravigliosi settanta anni». Lo dichiara in una nota il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Appena i suoi impegni lo permetteranno – continua il Sindaco – spero di festeggiare con lui in Campidoglio una lunghissima carriera che ha portato questo artista romano a essere una delle personalità più complete e versatili del mondo dello spettacolo italiano, amatissimo dal grande pubblico così come apprezzato dalla critica».

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Napolitano: gli auguri di Alemanno

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2010

«Desidero rivolgere, a nome personale e di tutta la città di Roma, i più sinceri auguri al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel giorno del suo compleanno». È quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «L’occasione mi è gradita per rinnovare al Presidente la mia stima, la fiducia e l’apprezzamento per il grande equilibro che guida il suo operato, l’alto senso dello Stato e dell’unità nazionale che lo hanno reso un punto di riferimento per tutti gli italiani», conclude il Sindaco.

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Capodanno cinese: gli auguri del sindaco

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2010

«Come Sindaco di Roma, mi unisco alla comunità cinese della nostra città per i festeggiamenti del Capodanno. Estendo il mio augurio anche a tutti i loro familiari che vivono in altre città e in altri Paesi e rivolgo un “xin nian hao!”a tutto il popolo cinese. Una città come Roma, Capitale dell’Italia, che vanta migliaia di anni di storia non rimane insensibile alla forza di una tradizione così lunga e marcatamente unitaria come quella cinese. So che si apre l’anno della tigre e che questo animale ha nello zodiaco cinese un posto d’onore fra i simboli regali. È quindi un richiamo ai valori nobili del coraggio e della generosità, che mi auguro contraddistinguano quest’anno. La comunità cinese della nostra città è numerosa ed operosa e sempre più rappresenta un ponte nell’intrattenere rapporti con il grande stato della Repubblica Cinese. In particolare, vorrei ricordare che quest’anno Shanghai ospiterà l’Expo l’Universale del 2010 e la presenza di Roma sarà in quest’occasione significativa e importante. Sempre più intensi sono gli scambi fra le nostre imprese, le nostre università e quelle cinesi e da questo rapporto sta nascendo una nuova consapevolezza  delle nostre culture nel rispetto delle identità e delle regole comuni di convivenza sociale. Ricordo anche il generoso contributo che la Comunità Cinese della nostra Capitale ha dato per i terremotati dell’Aquila e dell’Abruzzo e sono orgoglioso di aver potuto rappresentare anche in questa occasione la comunità dei cinesi di Roma, dei cinesi romani, se mi consentite. Il mio augurio è che la nostra città sia sempre più avvertita da tutte le comunità che l’hanno scelta come loro città  e che contribuiscono al suo sviluppo, come centro di incontro e dialogo fra tutti i popoli e le culture nel segno dell’apertura e del rispetto reciproco». È quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Gli auguri di Silvio Berlusconi

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2009

Lettera al direttore. Gentile Riccardo, La ringrazio per il sostegno e l’incoraggiamento di questi giorni. Mi ha molto confortato sapere di essere circondato e sostenuto dall’affetto di tante persone come Lei, che vogliono costruire e non distruggere, che vogliono il bene di tutti e a nessuno augurano il male. Come sa, ho ripreso a lavorare perchè tante sono ancora le cose da fare per mantenere fede al mio impegno con Lei e con tutti gli italiani: cambiare in meglio la nostra Italia. Le chiedo di essere al mio fianco per raggiungere questo obiettivo e Le chiedo anche di diffondere ulteriormente Forzasilvio.it, per fare in modo che il maggior numero di nostri sostenitori possa continuare a ricevere informazioni dirette sull’attività del governo. Troppo grande è la distanza fra quello che il governo fa e quello che i cittadini vengono a sapere per colpa della disinformazione dei giornali e della tv. Forzasilvio.it serve anche a questo: a colmare questa distanza. Grazie per quello che farà. Auguro a Lei e a tutti i Suoi cari di trascorrere un Natale sereno e che il nuovo anno Le consenta di realizzare tutti i desideri di bene e di amore che sono nel Suo cuore. Cordialmente (Silvio Berlusconi)

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Gli auguri romani di Renata Polverini

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 dicembre 2009

Roma 21 dicembre, alle ore 18.00, a Villa dei Lecci, in Via del Casaletto,305 per scambiare gli auguri di Natale con tutti coloro i quali credono fermamente nei valori e nell’identità quali simboli di appartenenza al popolo Italiano.  All’incontro con la cittadinanza saranno presenti il Consigliere del Comune di Roma, Fabrizio Santori, il Presidente del Gruppo del Popolo delle Libertà al Senato, Maurizio Gasparri, i Deputati della Repubblica, Fabio Rampelli e Marco Marsilio e i consiglieri del Municipio, Augusto Santori, Marco Giudici e Monica Picca. Ad essere confermata è anche  la partecipazione all’evento della candidata del Pdl alla Presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, che porterà il suo saluto ai presenti. “L’incontro di domani – commenta Fabrizio Santori, Consigliere Comunale del Pdl, è la testimonianza di come la politica mantenga sempre un contatto familiare e costante con il territorio, in una metropoli come Roma, che per la vastità del territorio e la densità abitativa tende ad essere dispersiva rispetto ai piccoli centri. Non dimentichiamo che è grazie alla fiducia dei nostri elettori che abbiamo la possibilità di agire per il bene comune, sia a livello locale che nazionale, forti del fatto che credere in certi valori quali la famiglia, la solidarietà, il senso della giustizia, l’onestà, l’amicizia, l’amore, la riconoscenza e l’impegno è alla base del nostro status di appartenenza all’Italia e alla città di Roma”.

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510 mln di auguri via sms

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 dicembre 2009

Contribuenti.it stima che tra la notte della Vigilia e Santo Stefano, gli italiani si scambieranno, tra sms e mms, circa 510 milioni di messaggi di auguri, -8% rispetto al 2008, ad causa dell’inaffidabilità della rete che non riesce a gestire milioni di invii contemporanei. Le cause principali delle disfunzioni festive sono da attribuirsi alle varie promo-card natalizie che fanno sbizzarrire gli utenti con il proprio cellulare, generando molto spesso brutte figure con amici e parenti. Secondo lo studio condotto da Contribuenti.it, nell’82% dei casi si esagera per mania, inviando auguri anche a persone che si conoscono da poco, nel 65% dei casi, si riciclano gli sms ricevuti, per man canza di originalità, nel 36% dei casi si inviano o si ringraziano persone sbagliate e nel 10% dei casi si messaggia anche chi condivide il cenone natalizio. Attenti, poi, agli sms pirata. Quelli provenienti da persone non inserite in rubrica. Per 12% dei casi possono essere molestatori o persone vendicative che vogliono ricambiare la scortesia ricevuta l’anno prima, rovinandoci l’umore. “E’ meglio fare pochi auguri ma buoni – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – soltanto alle persone care che veramente li gradiscono, magari utilizzando la vecchia cornetta telefonica. La voce è sempre più gradita rispetto ad un freddo ed inaffidabile messaggino.” Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani

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