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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

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San Valentino: Il nostro augurio

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2011

Lo facciamo senza parole ma solo per immagini. Quest’anno abbiamo scelto quella riprodotta dal Coisp (Sindacato di polizia).
Un San Valentino che sia il simbolo dell’amore e della solidarietà civile per una società più giusta ed egualitaria.

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Auguri ai militari italiani all’estero

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

Non mancano in questi giorni gli auguri “istituzionali” ai militari italiani di stanza all’estero per le operazioni di pace. Un augurio che non si dissocia del ricordo delle vittime del dovere e si estende all’attività svolta dai militari durante le calamità che hanno colpito il nostro paese dall’Abruzzo a Messina. L’invito è anche quello di poter continuare a contare nel sostegno prezioso di questi uomini e donne che sono diventati un bene prezioso per tutta la nazione. Fin qui gli elogi e ci sta molto bene perché, di là delle opinioni che ciascuno può avere, di certo non può mancare l’orgoglio di avere un personale militare altamente addestrato e che sta riscuotendo la stima dell’opinione pubblica internazionale. Senza voler sminuire le altre forze militari presenti nelle diverse aree di crisi nel mondo, possiamo dire che gli italiani si sono caratterizzati proprio perché hanno sempre cercato di immedesimarsi nei bisogni e nelle aspettative delle popolazioni che sono costrette a vivere in zone altamente a rischio. Sono diventati, in pratica, uomini e donne di pace prima di essere dei militari. Ma se vogliamo andare oltre questo doveroso apprezzamento dobbiamo soggiungere che esiste – a nostro avviso – una fondamentale differenza che distingue la presenza militare nelle aree di crisi. Nel Libano e anche nei vicini Balcani la forza internazionale è accettata e condivisa dalle popolazioni locali mentre non ci sembra altrettanto scontato in Afghanistan come non lo è in Iraq. Per quanto ci riguarda ora ci resta solo l’Afghanistan e in proposito dovremmo fare una riflessione più approfondita poiché in quella regione l’azione dei talebani assume un aspetto più complesso e articolato andando ad intersecarsi con l’atteggiamento delle popolazioni locali. In altri termini il “forestiero” sia se indossa la divisa o gli abiti civili, è visto come un intruso, un contaminatore. La stessa leadership politica lascia molti dubbi di correttezza istituzionale e la presenza dei militari stranieri può dare l’impressione di avallare il ruolo non sempre lineare di un governo poco amato. Questi motivi, a nostro avviso, sono già sufficienti per un serio ripensamento sulla nostra presenza militare e quella degli altri eserciti. D’altra parte non si sta facendo molto per neutralizzare la pressione esercitata dai talebani che mostrano chiaramente di controllare diverse aree del paese e di avere risorse economiche e anche solidarietà da non pochi capi villaggio tanto che per non alienarsi del tutto le loro simpatie è stato deciso d’evitare la distruzione dei campi d’oppio. Ciò significa che i talebani possono agevolmente scambiare la droga con le armi e foraggiarsi di continuo per continuare all’infinito la loro azione di contrasto al regime in carica e ai suoi partner militari stranieri.

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