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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°38

Posts Tagged ‘aumenti’

Scuola: Arrivati gli aumenti solo per il 2023

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 gennaio 2023

Per oltre un milione di docenti, Ata e dirigenti scolastici, come per tutti i dipendenti pubblici, è arrivato in busta paga l’emolumento accessorio una tantum previsto dall’ultima Legge di Bilancio: la Ragioneria generale dello Stato ha comunicato che per tutto 2023, i lavoratori dello Stato riceveranno tra i 20 e i 45 euro (al lordo), tredicesima compresa, pari all’1,5 per cento dello stipendio con effetti ai soli fini del trattamento di quiescenza. “Si tratta di una sorta di anticipazione dei rinnovi contrattuali per il triennio 2021-2024 che, come è noto, sono tutti scaduti già da 11 mesi”, specifica la stampa specializzata aggiungendo che la somma è stata “stanziata per compensare il mancato pagamento della vecchia indennità di vacanza contrattuale, cioè del contributo introdotto per legge, nel 1993, nei periodo fra a scadenza con un contratto collettivo (CCNL) ed il suo rinnovo”. Secondo Marcello Pacifico, però, “questo emolumento deve essere accompagnato dell’adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale. Se l’ultimo aggiornamento è stato dell’1,5%, deciso dal Governo Draghi, va ricordato che per legge servono aumenti del 6% per pagare la metà del tasso di inflazione programmata cresciuto tra il 2022 e il 2023. Senza queste risorse non sono tutelati gli stipendi dei dipendenti pubblici e del personale scolastico. Le risorse vanno trovate dal Governo per allineare gli stipendi di tutti i lavoratori al costo della vita, cresciuto di 8,4 punti solo l’anno scorso e con un altro -6% atteso alla fine di quest’anno. Inoltre, devono essere trovate altre risorse per ristorare tutti coloro che lavorano lontano dal proprio domicilio, dando loro indennità specifiche per la trasferta, come avviene con i metalmeccanici”.

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Tlc: in vista aumenti di oltre il 5% per i clienti di Tim e WindTre

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2023

Tim e WindTre, le aziende di comunicazioni con il maggior numero di utenti in Italia, hanno recentemente modificato le condizioni dei propri contratti, arrogandosi la possibilità, a partire dal 1° gennaio 2024, di modificare in qualsiasi momento le tariffe applicate ai loro servizi, adeguandoli al tasso annuale di inflazione ISTAT, escludendo inoltre il diritto di recesso per gli utenti. Sono previsti incrementi minimi fissi del 5%, anche in caso di tasso di inflazione inferiore a tale livello. Una decisione del tutto arbitraria e a nostro avviso vessatoria, che limita fortemente la libera scelta del consumatore di disdire senza costi il contratto.Tale pratica impone agli utenti, già vittime di rincari diffusi in tutti i settori, un’interpretazione arbitraria delle regole, che squilibra il mercato delle telecomunicazioni, provocando danni in tutto il comparto.Abbiamo manifestato il nostro dissenso alle aziende coinvolte, che giustificano tale condotta con “la forte crisi che sta investendo il settore a causa di eccessivi costi infrastrutturali ed energetici, tale da mettere in serio rischio la sostenibilità economica delle stesse imprese” – a detta del management.Quello delle comunicazioni è un settore vitale per il Paese: riveste un ruolo strategico nello sviluppo, nella democrazia, nonché si configura come un servizio universale e quindi indispensabile per i cittadini/consumatori, per questo richiede un’attenzione particolare e scelte strategiche nell’interesse dell’intera collettività. Alla luce di tale situazione è necessario e urgente l’intervento del Governo per garantire, nell’immediato, l’eliminazione delle condizioni contrattuali ingiustamente introdotte e, contestualmente, aprire un Tavolo tecnico con tutti gli attori del comparto delle TLC, che coinvolga le Associazioni dei Consumatori, per individuare soluzioni che garantiscano un rilancio del settore senza che, a farne le spese, siano i cittadini attraverso ingiusti aumenti tariffari.

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Bollette: il 2022 si chiude con aumenti del 76%

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2023

Oltre 3.100 euro, vale a dire circa 1.340 euro in più rispetto al 2021 (+76%); è questa la spesa complessiva che, secondo l’analisi di Facile.it, una famiglia tipo con un contratto di fornitura nel mercato tutelato ha dovuto sostenere lo scorso anno per pagare le bollette di luce e gas. Nello specifico, per l’energia elettrica nel 2022 gli italiani hanno messo a budget circa 1.320 euro, il 109% in più rispetto al 2021, mentre per il gas – considerando anche la tariffa di dicembre 2022 – l’aumento è stato di circa il 60%, con una bolletta che ha raggiunto i 1.790 euro. «Nel 2022 le famiglie italiane hanno dovuto fare i conti con tariffe mai così care» spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it «e anche per il 2023 – nonostante alcuni segnali positivi come ad esempio il calo del prezzo dell’elettricità nel mercato tutelato per il primo trimestre dell’anno – i fattori di incertezza rimangono numerosi e le bollette elevate, pertanto il consiglio è di non abbassare la guardia, continuare ad essere virtuosi in ambito domestico e monitorare le offerte del mercato libero così da cogliere eventuali opportunità di risparmio».

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Affitti: aumenti del 3,5% nel 2022

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 gennaio 2023

Il mercato degli affitti ha registrato un incremento del 3,5% dei canoni nell’ultimo anno, attestandosi a una media di 11,4 euro al metro quadro mensili, secondo l’ultimo report pubblicato da idealista, portale immobiliare leader per sviluppo tecnologico in Italia. Mentre risultano essere negative sia la variazione del quarto e ultimo trimestre dell’anno (-5%), che quella relativa al mese di dicembre (-0,5%). Secondo Vincenzo De Tommaso, Responsabile dell’Ufficio Studi di idealista: “Nel 2022 si è accentuato lo squilibrio tra la domanda e offerta nel settore delle locazioni residenziali. Mancanza di stock abitativo disponibile e inflazione hanno spinto i prezzi alle stelle, con rialzi a doppia cifra in molti principali mercati come Milano, Bologna, Firenze, Genova e Torino. Meno abitazioni e più clienti hanno come conseguenza le forti tensioni sui prezzi, anche se, nell’ultima parte dell’anno, c’è stato un rallentamento forse dovuto al fatto che, all’attuale livello dei prezzi, insieme all’inflazione che riduce le possibilità di pagamento degli inquilini, il livello massimo potrebbe già essere stato raggiunto. Una tendenza questa che, se confermata, potrebbe congelare i prezzi degli affitti in alcune zone nel 2023, un’annata che si prospetta difficile per la locazione, complici anche i tassi d’interesse sempre più alti che inducono molti giovani a esitare con l’acquisto di una casa optando per la locazione”. Nella maggior parte dei capoluoghi italiani – 71 centri su 87 monitorati – la crescita avanza, con incrementi a doppia cifra in ben 27 città, dai piccoli centri come Potenza (22,4%), Catanzaro (19,1%) e Verbania (18,5%), che guidano i rialzi registrati negli ultimi 12 mesi, ai mercati di punta per la locazione residenziale come Venezia (17,4%), Bologna (12,5%), Torino (12,4%), Genova (12,3%), Milano (11,2%) e Firenze (11%). Aumenti comunque superiori alla media del periodo anche per Roma (6,8%), Napoli (6,1%) e Palermo (4,1%). All’opposto del ranking, le contrazioni maggiori toccano a Ravenna (-7,2%), Cuneo (-6,4%) e Biella (-2,9%). Milano si conferma anche nel 2022 la regina dei prezzi di affitto con i suoi 21 euro al metro quadro, toccando il massimo storico da quando l’indice di idealista è stato introdotto (2012). La seguono Venezia (17,6 euro/m2), Firenze (16,3%) e Bologna (15,8 euro/m2). Roma (14 euro/m2) e Napoli (12 euro/m2) si attestano al quinto e all’ottavo gradino del ranking. Sul versante opposto, i capoluoghi più economici dove affittare casa in Italia risultano essere Caltanissetta (4,3 euro/m2), Vibo Valentia (4,4 euro/m2) e Biella (5,7 euro/m2).

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RC auto: premi in aumento per 815.000 italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2023

Sono circa 815.000 gli automobilisti che, secondo l’osservatorio Facile.it, nel 2023 si vedranno costretti a pagare di più per la propria assicurazione auto avendo causato un sinistro con colpa nei 12 mesi precedenti. Aumenti, questi, che vanno a sommarsi a quelli della benzina e dei pedaggi autostradali.Il dato assume ancora maggior gravità se si considera che, a dicembre 2022, il premio medio RC auto registrato in Italia è stato di poco superiore ai 458 euro, vale a dire ben il 7,23% in più rispetto ad un anno prima.«Ad incidere sulla tendenza al rialzo», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «sono diversi fattori; da un lato l’aumento degli incidenti stradali, dall’altro l’inflazione che sta avendo ricadute anche sul costo dei sinistri. In un contesto di rincari, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato potrebbe essere una soluzione per risparmiare e contrastare eventuali aumenti futuri.».Liguria, Lazio e Piemonte le regioni in cui è stato registrato il maggior numero di denunce di sinistri con colpa.

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Scuola: Contratto, Pacifico (Anief): “Aumenti non percepiti a causa del carovita

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2022

Oggi pomeriggio Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha parlato, in diretta dalla sua pagina personale Facebook, del contratto, che per la prima volta il sindacato firmerà. Pacifico ha chiarito che “questi aumenti stipendiali, insufficienti rispetto all’inflazione alle stelle, vogliono segnare una strada che va verso la direzione di recuperare quello che è stato perduto negli anni passati. Nel particolare, gli arretrati verranno assegnati a tutti coloro che hanno lavorato negli anni precedenti (negli anni 2019, 2020, 2021 e 2022), ma l’aumento sarà per tutti. Soltanto i supplenti brevi e saltuari non hanno il salario accessorio, perché il contratto, quello precedente, nega la parte fissa – Rpd e Cia – ma fortunatamente c’è Anef che ha vinto con i propri ricorsi fino in Cassazione. Quindi queste somme si possono recuperare. Ogni giorno, pubblichiamo i bollettini che registrano le vittorie del sindacato”.“Ad oggi è stato firmato un accordo politico e un ipotesi di contratto che si trasformerà in contratto quando verrà sottoscritto. Quello su cui noi vogliamo battere è l’ordinamento professionale e la valorizzazione del ruolo del Dsga. Per questi temi il governo ha messo da parte 40 milioni di euro che sono pochi. La pressione sul governo continua, per avere maggiori risorse non solo per i docenti ma anche per il personale Ata. Parlando di Mobilità, bisogna eliminare i vincoli; ci fa piacere che gli altri sindacati stanno sposando la visione di Anief. Continueremo insomma le nostre battaglie, senza dimenticare mai la parità di trattamento tra personale di ruolo e personale precario”, ha concluso il sindacalista autonomo.

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A settembre i cyberattacchi nei Paesi dell’Europa orientale sono aumentati drasticamente

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

Dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, CPR ha continuato a monitorare l’impatto dei cyberattacchi in entrambi i Paesi. Mentre il conflitto si intensifica, è stato rilevato un cambiamento significativo nel “grado di minaccia” di molti Paesi dell’Europa orientale. Il grado di minaccia rappresenta quanto un’organizzazione viene attaccata in un determinato Paese rispetto al resto del mondo. Nel mese di settembre, l’Ucraina è salita di 26 posizioni, la Polonia e la Russia di 18 posizioni ciascuna e la Lituania e la Romania di 17, tra gli altri. Tutti questi Paesi si trovano ora nella top 25. “Mentre la guerra è in atto, se ne combatte un’altra, quella nel cyberspazio. Probabilmente non è una coincidenza che il grado di minaccia di molti Paesi dell’Europa orientale sia aumentata nell’ultimo mese. Tutte le organizzazioni sono a rischio e devono passare a una strategia di cybersecurity prevention-first prima che sia troppo tardi”, ha commentato Maya Horowitz, VP Research di Check Point. “In termini di malware più diffusi a settembre, è interessante vedere Vidar salire nella top ten dopo una lunga assenza. Gli utenti che utilizzano Zoom devono stare attenti ai link fraudolenti, perché è così che il malware Vidar è stato distribuito ultimamente. Tenete sempre d’occhio le incongruenze o gli errori di scrittura negli URL. Se sembra sospetto, probabilmente lo è.

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Aumento prezzi dell’energia: l’UE aiuti i più vulnerabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 ottobre 2022

Bruxelles. In una risoluzione adottata mercoledì, i deputati europei affermano che la guerra di aggressione russa nei confronti dell’Ucraina e l’uso dell’approvvigionamento di energia fossile come arma abbiano drammaticamente aggravato l’attuale instabilità del mercato dell’energia e hanno portato a un aumento dei prezzi dell’energia e a una crisi del costo della vita. Inoltre, avvertono i Paesi UE che i consumatori che non possono permettersi l’aumento delle bollette non dovrebbero vedersi tagliare l’erogazione dell’energia e sottolineano la necessità di evitare sfratti per le famiglie vulnerabili che non sono in grado di pagare le bollette e i costi dell’affitto. I consumatori dovrebbero essere maggiormente tutelati contro la sospensione o la revoca dei contratti a tariffa fissa da parte dei fornitori e contro i pre-pagamenti esorbitanti per il gas e l’elettricità. Secondo i deputati, tempi eccezionali richiedono misure di emergenza eccezionali. In questo senso, l’UE deve agire in modo unito come non mai e tutte le misure adottate a livello UE devono essere pienamente compatibili con gli obiettivi climatici dell’Unione a lungo termine. È necessaria una solidarietà senza precedenti tra gli Stati membri e una risposta comune, invece di azioni unilaterali e divisive.

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Bolletta gas: aumenti fino al 120%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

Secondo le stime di Facile.it a partire da ottobre la bolletta del gas per i clienti del mercato tutelato potrebbe aumentare fino al 120% arrivando a sfiorare, per la famiglia tipo, i 317 euro al mese. Il dato emerge dalle simulazioni realizzate dal comparatore focalizzate sul nuovo metodo di calcolo introdotto dall’Arera; a partire da ottobre il costo della componente materia prima nelle bollette del gas sarà calcolato tenendo in considerazione la media mensile dei prezzi effettivi del mercato all’ingrosso italiano (PSV) e non più le quotazioni internazionali (Ttf di Amsterdam). Una novità introdotta dall’Autorità proprio per far fronte al caro-energia.«Per capire l’effettivo aumento del prezzo del gas bisognerà attendere gli inizi di novembre, quando Arera pubblicherà il dato ufficiale relativo al PSV di ottobre», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «In ogni caso, questo aggiornamento tariffario riguarderà solo i circa 7 milioni di clienti che hanno un contratto di fornitura gas nel servizio di tutela; guardare alle offerte presenti sul mercato libero potrebbe, quindi, essere una soluzione per contrastare almeno in parte i rincari previsti per i prossimi mesi». Per arrivare al dato, Facile.it ha calcolato la spesa mensile di una famiglia tipo (consumi annui 1.400 smc) applicando i valori del mercato all’ingrosso italiano dello scorso mese (2,47 €/smc); se le condizioni rimarranno su questi livelli anche ad ottobre, ipotizzando che le altre voci di spesa in bolletta restino uguali, il costo per un solo mese di fornitura gas arriverebbe a 317 euro, vale a dire 173 euro in più rispetto ad oggi.

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Unc: gasolio sale ancora, +6,7% da inizio guerra

Posted by fidest press agency su domenica, 11 settembre 2022

Secondo i dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica appena pubblicati, il prezzo della benzina in modalità self service scende a 1,747 euro al litro mentre il gasolio sale a 1,838 euro al litro.”Non si arresta la corsa impazzita del gasolio. Dopo il rialzo già astronomico di settimana scorsa, il sesto maggiore di sempre, sale in una sola settimana di quasi 3 cent al litro, 1 euro e 49 cent per un pieno di 50 litri. L’andamento differente rispetto alla benzina è una dimostrazione del fatto che le quotazioni del prezzo del greggio c’entrano poco con quello dei carburanti e che sul gasolio si specula semplicemente di più, approfittando del fatto che si tratta di consumi più obbligati rispetto alla benzina” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori sulla base dei dati del Mite.”Da quando è iniziata la guerra, se un litro di benzina costa ora oltre 10 cent in meno, con una flessione del 5,6%, pari a un risparmio di 5 euro e 17 cent un pieno da 50 litri, il gasolio, nonostante il taglio del Governo di 30,5 cent, resta a livelli ancora maggiori a quelli pre-conflitto, quasi 12 cent al litro, con un balzo del +6,7%, pari a 5 euro e 80 cent a rifornimento. Una vergogna!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori sulla base dei dati del Mite.”Rispetto all’inizio dell’anno, la benzina è aumentata dell’1,6%, pari a 1 euro e 35 cent per un pieno, il gasolio invece è decollato addirittura del 16%, 12 euro e 65 cent a rifornimento, equivalenti a 304 euro su base annua” prosegue Dona.”Unica consolazione, è che dalla fine di giugno, grazie all’aumento della produzione dei Paesi Opec+, il prezzo della benzina è sceso di oltre 32 cent al litro, con un ribasso del 15,8%, pari a 16 euro e 37 cent per un pieno, il gasolio è diminuito di oltre 19 cent al litro, con una riduzione del 9,6%, pari a 9 euro e 77 cent a rifornimento. Ma si tratta di una magra consolazione, visto che ieri i Paesi Opec+ hanno deciso di tagliare ad ottobre la produzione di petrolio di 100.000 barili al giorno. Una scelta incosciente che deve far riconsiderare al Governo il decreto appena varato che si è limitato ad estendere dal 20 settembre al 5 ottobre il taglio delle accise senza aumentarne l’importo” conclude Dona.

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Inflazione agricoltura: Cia, nuovo aumento ad agosto

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2022

Il nuovo balzo dell’inflazione, che ad agosto segna +8,4% annuo, il dato più alto dal 1985, avrà ulteriori effetti drammatici sul portafoglio delle famiglie e sui bilanci delle imprese agricole. Così Cia-Agricoltori Italiani, in merito ai dati diffusi oggi dall’Istat. I beni energetici continuano a trascinare l’aumento dei prezzi, registrando +44,9% sullo stesso periodo del 2021, e rendono i costi di produzione sempre più insostenibili per aziende, agriturismi, stalle, serre, vanificando di fatto gli sforzi del governo e i sacrifici dei produttori, alle prese anche con la lunghissima siccità che ha già causato danni accertati per oltre 3 miliardi. “Il caro-energia è arrivato a livelli insopportabili. Siamo in piena emergenza con migliaia di aziende che rischiano di chiudere per colpa dei continui rincari -commenta il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Ecco perché bisogna consolidare le misure previste dal Decreto Aiuti bis, ad esempio allargando il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo a tutto il 2022-2023. O anche autorizzando, in sede Ue, le imprese del settore a immettere in rete energia elettrica prodotta con il fotovoltaico oltre i propri livelli annui di autoconsumo”. Insomma, “ora più che mai, serve tenere alta l’attenzione lungo la catena del valore e della distribuzione, immaginando più risorse, strumenti straordinari e interventi strutturali contro il caro-energia sui campi e lungo la filiera -aggiunge Fini-. Il prezzo dei beni alimentari lavorati è cresciuto del 10,5% ad agosto rispetto a un anno fa e sta incidendo pesantemente sul carrello della spesa delle famiglie. E’ assolutamente necessario, quindi, scongiurare altri aumenti e rischi di speculazione sui prezzi al dettaglio che né le aziende né i consumatori possono accettare”.

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“Per chi produce frutta aumenti dei costi pari all’800%”

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2022

“L’aumento dei costi energetici è diventato fuori controllo. Serve fare qualcosa subito, non aspettare le elezioni perché, in questa condizione, le aziende a fine settembre non ci arrivano. Il prezzo medio della componente energia pagato nel 2021 era 9 centesimi di euro per Kilowatt/ora. A giugno siamo saliti a 32-33 centesimi, poi c’è stata un’ulteriore impennata e siamo andati a 70 centesimi. Cifre folli”. A lanciare l’allarme è il presidente del settore ortofrutticolo di Confagricoltura Toscana Antonio Tonioni.“Da ottobre 2021, mese in cui sono iniziati i rincari, a giugno 2022 già si è avuto un importante aumento – aggiunge Tonioni – e siamo andati in difficoltà. Adesso siamo a 70 centesimi per Kilowatt/ora e basta questo dato per capire che l’aggravio è pesantissimo e ingestibile. Parliamo di un rincaro dell’800%. La componente energia ha un aumento assurdo, le bollette sono triplicate. Aziende che producono, conservano, confezionano e distribuiscono sono in grave crisi”. Proprio dal punto di vista aziendale Tonioni sottolinea che l’aspetto più difficile “è la conservazione. Il prodotto viene raccolto in questi giorni tra i 25 e 28 gradi. Per essere conservato deve essere portato tra 0 e 1,5 gradi, mediante l’utilizzo di impianti frigoriferi industriali che però assorbono tanto. Con questi aumenti non è possibile andare avanti”.Secondo Tonioni “serve sganciare il prezzo dell’energia dalla quotazione del gas. E poi c’è il problema dell’Iva perché con questi rincari, anche l’importo dell’Iva aumenta a dismisura”.www.gallitorrini.com

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Vacanze: 4,7 milioni restano a casa per gli aumenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2022

L’aumento dei prezzi potrebbe rovinare l’estate a molti italiani; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a EMG Different, il 10,7% dei rispondenti, pari a circa 4,7 milioni di individui, ha detto che quest’anno non si concederà una vacanza proprio a causa del rincaro dei beni.E se non bastasse, c’è chi resterà a casa per paura del Covid (quasi il 6,1% di coloro che non faranno ferie) o per il timore di trovarsi bloccato da un nuovo lockdown (2,8%); complessivamente saranno circa 11,9 milioni gli italiani che quest’anno non si concederanno nemmeno un viaggio. C’è anche una fascia di italiani (4,1 milioni) che, invece che rinunciare a partire per, seppur legittime, paure, stanno valutando di sottoscrivere una polizza assicurativa, o lo hanno già fatto. Tra questi, il 62,6% ha dichiarato di volersi tutelare in caso di cancellazione della vacanza per malattia, Covid incluso, o (30,6%) a causa di un nuovo lockdown (sebbene questa casistica rimanga attualmente scoperta dalle polizze viaggio). Ma come si sposteranno e dove alloggeranno i 17,4 milioni gli italiani pronti a fare le valige? I risultati completi dell’indagine sono disponibili a questo link: https://www.facile.it/ufficio-stampa/comunicati/vacanze-47-milioni-resteranno-a-casa-per-colpa-degli-aumenti.html

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Aumenti costi servizi balneari

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Maggio 2022

Il servizio meteo prevede un weekend all’insegna di Hannibal: (niente paura!) è questo il nome dato all’anticiclone africano che sta portando la prima ondata di caldo del 2022, che toccherà temperature massime tipiche di Luglio.Il bel tempo ed il caldo contribuiranno ad affollare le spiagge italiane, per una prova generale d’estate.Ma brutte sorprese attendono gli italiani sotto l’ombrellone: dal consueto monitoraggio sui prezzi dei servizi balneari realizzato dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori emerge che nel 2022 i costi registrano aumenti medi tra il 4% e il 5%, ma con picchi del 12-13%.“Un aumento a nostro avviso del tutto ingiustificato: è vero che anche i gestori dovranno sostenere maggiori costi determinati dalla forte spinta inflattiva sostenuta dall’aumento dei prezzi dell’energia, ma è altrettanto vero che, quella alle porte, sarà una stagione balneare segnata da minori restrizioni e misure di contenimento, che consentirà ai gestori di avere più clientela e di tornare a pieno regime, rispettando alcune regole.” – afferma Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori.Per garantire la sicurezza dei cittadini, i gestori degli stabilimenti possono attenersi alle nuove linee guida per la ripresa delle attività economiche, secondo le quali indossare la mascherina e il possesso del green pass non saranno più vincolanti ai fini dell’accesso agli stabilimenti.Il distanziamento tra gli ombrelloni sarà tale da garantire una superficie di almeno 7,5 m² e non più di 10 m², fatta eccezione per alcune regioni come l’Emilia-Romagna e il Molise che hanno scelto misure più restrittive rispetto al resto d’Italia.Anche sedie a sdraio e lettini nei settori senza ombrelloni si avvicinano: il metro di distanza a cui ci eravamo abituati non dovrà più essere garantito. Rimane, invece, per i gestori degli stabilimenti l’obbligo di disinfettare le postazioni a ogni cambio di clienti.Nonostante ciò, i costi aumentano, e con essi cresce il sospetto, in alcuni casi, di voler recuperare i mancati guadagni delle ultime due stagioni.Nel dettaglio, crescono il costo della sdraio, dell’ombrellone e dell’abbonamento giornaliero. La ristrettezza dei bilanci familiari spinge i cittadini ad optare per fruizioni più brevi e meno onerose di tali servizi: sempre meno scelgono abbonamenti mensili o stagionali (i cui prezzi infatti scendono rispettivamente del -2% e del -5%). Tra i nuovi servizi crescono i costi per la tenda e il gazebo.Aumenti che si aggiungono a quelli rilevati nel settore dell’autonoleggio, in cui il nostro osservatorio ha rilevato rincari 67% rispetto al prezzo registrato lo scorso anno, nonché a quelli dei prezzi dei carburanti dovuti alla crisi bellica e aggravati dalle speculazioni in atto.Tutti questi fattori incideranno sulle scelte in tema di vacanze degli italiani, i cui bilanci sono già duramente messi alla prova dai forti rincari (soprattutto nell’ambito energetico e alimentare), costringendoli a rinunce, oppure a vacanze “mordi e fuggi” ed opzioni low cost.

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Affitti, Unsic: “L’aumento della cedolare sarà l’ennesimo colpo al ceto medio”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Maggio 2022

“L’incremento dell’aliquota della cedolare secca sugli affitti, che potrebbe lievitare dal 21 al 26 per cento per i contratti a canone libero, costituisce l’ennesima discutibile e insensibile stangata, non per congiuntura internazionale ma per mano governativa, che accentuerebbe lo scivolamento del ceto medio, compreso chi fa impresa e commercio, verso condizioni di effettiva criticità”. A denunciare il possibile inasprimento del prelievo, che avrebbe ricadute anche sugli affitti e sui piccoli borghi, è il sindacato Unsic, con oltre tremila uffici in tutta Italia. L’Unsic lancia un accorato appello al Governo affinché non inserisca la revisione della cedolare nella delega fiscale in discussione in Parlamento.“In una fase di crescente difficoltà per la maggior parte degli italiani, stretti tra una pandemia che non accenna a mollare la presa e le conseguenze del conflitto in Ucraina, l’aumento dell’imposizione fiscale è una misura non solo insensata, ma dannosa. Tra l’altro continuare ad utilizzare gli immobili degli italiani come bancomat di Stato rischia di minare ulteriormente il rapporto di fiducia tra elettori ed eletti: la tassazione sugli immobili in Italia è al 6.1 per cento contro il 5,5 della media Ocse, il 2,7 della Germania e il 2,2 della Svezia”.Aumentare le tasse sugli immobili – rileva l’Unsic – rischia di accrescere l’evasione, di far lievitare il numero di case non affittate perché, tra aumento dei costi condominiale e della morosità, nonché con il blocco degli sfratti, conviene non immetterle più nel mercato”.Infine l’Unsic ricorda, citando dati di Lettera 150, l’associazione presieduta dal giurista Giuseppe Valditara, che la stragrande maggioranza dei proprietari immobiliari appartiene al ceto medio: il 94 per cento ha redditi fino 55 mila euro, di cui più della metà fino a 26 mila. Una categoria ben lontana dai grandi speculatori internazionali.

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Gli aumenti del prezzo del carburante toccano quota 60% in 2 mesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2022

Immotivato e spropositato aumento del costo del carburante, del 60% negli ultimi due mesi. CNA Lombardia pensa che questa situazione di difficoltà che sta colpendo famiglie e imprese sia dettata da speculazioni, responsabili dell’amplificazione dei naturali effetti della crisi geopolitica in corso.CNA Lombardia si rifà a due concetti espressi dal Presidente Draghi e dal Ministro Cingolani: “il Presidente del Consiglio ha evocato la necessità di prepararsi ad un’economia di guerra, il Ministro Cingolani ha parlato di truffa a proposito dell’aumento dei carburanti. Se qualcuno ha truffato i cittadini, le famiglie e le imprese, allora chi lo pensa sia serio e vada fino in fondo.” spiega in una nota la Confederazione Nazionale della Piccole e Media Imprese Lombarde.Nelle stesse ore in cui ha chiesto un decreto ad hoc per il computo in fattura dei costi del carburante a favore delle imprese di trasporto, CNA Lombardia vuole andare ancora più a fondo. “Il Governo dovrebbe ripensare il regime delle accise sui carburanti, ma soprattutto Governo, autorità competenti e anche il Parlamento dovrebbero indagare a fondo sulla fisiologia degli aumenti dei carburanti e anche di altri beni di largo consumo e prima necessità.”, puntualizza il Presidente di CNA Lombardia Giovanni Bozzini.”Se ci sono soggetti che speculano sul contesto di guerra in cui si ritrova l’Europa, bisogna essere seri e analizzare a fondo le dinamiche speculative in atto. Se qualcuno specula, bisogna saperlo, bisogna impedirgli di farlo e se ci sono gli estremi bisogna punirlo. Noi pensiamo ad una Commissione parlamentare d’inchiesta su quella che non è solo il frutto della situazione geopolitica, ma anche l’esito di una catena di speculazioni. Anche tutte le autorità competenti dovrebbero entrare in campo in questa fase”, prosegue Bozzini. CNA Lombardia apprezza le parole del ministro Cingolani sull’ipotesi di un tetto europeo sul costo di gas ed energia elettrica in questa straordinaria fase geopolitica, ma oltre a questo bisogna “tracciare una linea di confine” tra pratiche lecite e pratiche illecite, oltre che speculativamente intollerabili sul delicato corpo sociale ed economico in fragile ripresa dopo la pandemia.

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Prezzi in aumento. Quando l’intervento dello Stato crea danni

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 gennaio 2022

In Italia e in tutto il mondo i prezzi stanno aumentando, con percentuali di inflazione che non si vedevano da diverso tempo. Nel contempo aumentano le richieste di un controllo statale sui prezzi. In Italia è dell’altro giorno una sorta di intervento statale sul prezzo massimo della mascherine FFP2, mentre ai rincari per eccellenza di questo periodo, l’energia, al momento lo Stato risponde con una scarica di bonus per renderli meno onerosi. In Francia il governo ha fissato prezzi massini per gas ed elettricità. In Germania, dove per i prezzi dell’energia il governo ha fatto presente che dovranno aumentare se si vuole proteggere l’ambiente, al primo aumento sono subito partite le richieste per bonus sul modello italiano. Insomma, i prezzi, più che risultato del mercato stanno andando verso decisioni della politica. E’ quello che vogliamo? Siamo sicuri che la Politica non debba solo dare indirizzi, ma gestire strettamente il nostro quotidiano? Cosa succede quando lo Stato invece di fare regole, esso stesso diventa regola unica, sostituendosi al mercato? Che scelte dei consumatori e imprenditoria vengono meno. Con ricaduta su qualità e prezzi.Ma con le bollette energetiche alle stelle, cosa si sarebbe dovuto fare? Il nostro Stato, per esempio, ha fatto molto non facendo pagare parti delle bollette che erano di sua competenza (oneri fiscali, etc), ma se si dovessero avere tariffe di Stato sarebbe un disastro. Stiamo andando verso la fine del mercato tutelato (oggi questo mercato convive con quello libero fino a fine 2022), e arrestare questo processo distruggerebbe completamente un mercato che vede già diversi attori impegnati, con conseguenze su imprenditori e consumatori. Mentre, per esempio, il prezzo controllato delle mascherine FFP2 a 0,75 è stato un intervento statale dannoso. Sopraggiunto in un mercato in cui quel prodotto già si trovava a meno di 0,75 ha favorito la crescita dei prezzi. Ed ha anche dato un colpo a chi già produceva con gamma più alta, minando anche le scelte dei consumatori. E tutto questo perché lo Stato non ha voluto fare un intervento in linea con il fatto che il SSN è gratuito (fornire gratis anche le mascherine) insediandosi su un terreno (il mercato) che non dovrebbe essere di sua competenza.In conclusione, con l’inflazione che sale è bene non chiedere l’intervento dello Stato sul mercato, ma solo lì dove sono le sue competenze, fisco e sanità come abbiamo evidenziato. ADUC http://www.aduc.it

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Aumenti prezzi agricoli

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2022

L’aumento dei prezzi agricoli rischia di minare la ripresa del primo settore e di rendere inefficaci le nuove misure di sostegno previste dalla legge di Bilancio e dal Pnrr – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. I dati diffusi dall’Onu disegnano un quadro che esige un intervento immediato a livello nazionale ed europeo: in un anno i prezzi agricoli sono cresciuti del 30% a causa della politica di accaparramento delle scorte alimentari messa in atto dalla Cina. Siamo di fronte a una crisi che è prima di tutto politica e richiede quindi una risposta del Governo e dell’Europa, sia sul fronte interno, calmierando i prezzi, sia su quello esterno, avviando un negoziato con la Cina.Un aumento dei prezzi di tali proporzioni ha messo in allerta anche il Parlamento europeo, spingendo l’eurodeputato Antonio Tajani a presentare un’interrogazione alla Commissione europea sull’aggressività delle politiche cinesi – continua Tiso. In assenza di un intervento deciso, le ripercussioni dei prezzi agricoli schizzati alle stelle sono destinati a farsi sentire dal campo alla tavola, con un ulteriore aggravio per i consumatori che già affrontano rincari in bolletta senza precedenti.Occorre andare oltre la retorica per rendere concreta la ripartenza. Quest’ultima non può avvenire in uno scenario in cui i prezzi di beni e servizi di primissima necessità come l’energia e gli alimenti continuano ad aumentare, costringendo le fasce meno abbienti a contrarre i consumi e i produttori a sopportare un nuovo peso in una congiuntura già incerta. L’azione dell’Europa è indispensabile, ma non basta. Chiediamo pertanto che anche il Governo e il Parlamento si attivino al più presto per rispondere a livello interno all’emergenza prezzi.

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Aumenti 2022

Posted by fidest press agency su domenica, 2 gennaio 2022

Mai come quest’anno le stime degli aumenti per l’anno alle porte saranno amare per i cittadini. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato, infatti, l’impatto che il 2022 avrà sui conti delle famiglie: con un aggravio stimato di + 1.228,80 Euro annui. Un andamento al rialzo trainato dall’aumento dei costi dei beni energetici, che incidono fortemente sui costi di trasporto e produzione. Il rialzo del costo di energia elettrica e gas si stima durerà almeno fino al II trimestre 2022, pesando in maniera notevole sui costi delle famiglie. In rialzo anche il settore alimentare su cui, oltre all’aumento dei costi di produzione e trasporto, incidono anche le forti tensioni sul mercato delle materie prime ed i maggiori costi degli imballaggi, il rincaro dei mangimi e dei concimi che faranno sentire il proprio peso soprattutto nel corso del prossimo anno. Non mancano all’appello gli aumenti nel settore del credito, con un rialzo dei costi dei conti correnti, da parte di alcuni istituti, soprattutto per i giovani. Preoccupano, infine, gli aumenti nel settore sanitario, che si aggiungono a quelli notevoli già registrati lo scorso anno, dovuti principalmente al ricorso alla sanità privata per visite, prestazioni ed esami (vista la situazione di forte emergenza delle strutture pubbliche), nonché al costo dei tamponi per rilevare il Covid-19.A peggiorare la situazione per il 2022 vi è il permanere della situazione di grave difficoltà in cui si trovano molte famiglie a causa delle conseguenze della pandemia. È necessario valutare, infatti, che tali aumenti avvengono in un contesto estremamente delicato e in molti casi non faranno altro che accrescere disuguaglianze e disparità all’interno del Paese.“Per questo riteniamo urgente un intervento del Governo teso a ristabilire equità, modificando la manovra fiscale in modo da favorire realmente le fasce di reddito meno abbienti ed arginare in maniera efficace e duratura il caro energia per le famiglie. – afferma Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori. – Inoltre è indispensabile avviare un piano per il rilancio economico che punti sullo sviluppo, sulla ricerca, sull’occupazione, ma soprattutto sul contrasto risoluto alle diseguaglianze e alla povertà.” Il Paese ha bisogno di scelte coraggiose e lungimiranti, che promuovano una ripresa sostenibile. Al contempo è fondamentale che le Autorità competenti ed il Governo mettano in atto un monitoraggio attento dei prezzi, specialmente nel settore dell’energia e dell’alimentazione (quelli maggiormente interessati dai rincari): ogni fenomeno speculativo sarebbe intollerabile.Inoltre, in tema di energia, è necessario disporre una riforma complessiva sul sistema di tassazione, spostando alcune voci dagli oneri di sistema alla fiscalità generale e rendendo strutturali gli interventi per calmierare le bollette finora adottati.

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Aumenti generalizzati sulle materie prime

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2021

L’inflazione in costante crescita non risparmia nemmeno la ristorazione e i prezzi delle materie prime schizzano alle stelle. A svelarlo è un’indagine condotta dall’Ufficio studi di Fipe-Confcommercio che ha interrogato su questo punto i gestori dei Pubblici esercizi italiani: oltre 9 imprenditori su dieci lamentano un incremento dei prezzi delle materie prime, in particolare su prodotti ittici, frutta, carni e ortaggi. L’aumento medio dei soli prodotti alimentari è del 10% ma il 36,4% degli intervistati registra incrementi persino superiori. “La spinta inflazionistica degli ultimi mesi è senza dubbio causata da molteplici fattori ­– sottolinea l’Ufficio Studi -. L’andamento anomalo delle condizioni meteo che ha colpito le produzioni ortofrutticole, le restrizioni imposte nei vari Paesi a causa della pandemia, fenomeni geopolitici che hanno impattato in modo significativo sui costi dell’energia, hanno provocato un generalizzato aumento dei prezzi. Non mancano, tuttavia, neppure alcuni fenomeni speculativi pronti a sfruttare gli squilibri tra domanda e offerta generati dalla ripresa dell’economia mondiale. Fino ad ora i ristoratori hanno assorbito questi aumenti senza scaricarli sui consumatori, ma non potrà essere ancora così a lungo.”. Sul probabile aumento dei listini che potrebbe verificarsi già nei primi mesi del 2022 incide, oltre all’inflazione acquisita dalla filiera e l’impennata dei costi dell’energia, anche il fatto che il 43% delle imprese non ritocca i prezzi da oltre di un anno. Il 76% dichiara che li aggiornerà tra la fine dell’anno e la prima parte del 2022 ma non manca chi, il 24% del totale, continuerà a tenerli bloccati per almeno un altro anno.

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