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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

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Scuola: Valditara vuole aumentare i docenti di sostegno di ruolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2022

Incrementare la quantità di insegnanti di sostegno di ruolo e specializzati: l’intenzione è stata espressa oggi dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, durante l’illustrazione in Parlamento delle linee programmatiche del nuovo dicastero. Secondo il sindacato Anief è un progetto importante, che farebbe il bene di tantissimi alunni con disabilità, costretti oggi ogni anno a cambiare docente di sostegno spesso anche nemmeno specializzato. “Siamo soddisfatti per l’intenzione espressa dal ministro dell’Istruzione sulla stabilizzazione degli insegnanti di sostegno – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ma per farlo bisogna agire subito, perché non è tollerabile avere un insegnante su due precari e tre su quattro senza specializzazione. Per questi motivi abbiamo denunciato la precarizzazione della categoria, con danni che si riversano sugli alunni, al Comitato europeo dei Diritti sociali. Ci sono delle azioni che possono essere fatte immediatamente, basterebbe volerlo: trasformare i posti in deroga, con scadenza contratto al 30 giugno dell’anno successivo, in organico di diritto se per anni attivati per supplenze; far specializzare tutti i docenti che ne fanno richiesta e finirla con i corsi universitari a numero chiuso; rivedere la riforma del PEI e dell’attribuzione delle ore di sostegno; eliminare il numero programmato di accesso al TFA e permettere l’inserimento nei ruoli di chi insegna da anni; riconoscere prontamente anche i titoli conseguiti all’estero”, ha concluso Pacifico.

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Quando le banche centrali smetteranno di aumentare i tassi?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2022

By Steven Bell, Chief Economist EMEA di Columbia Threadneedle Investments. Questa è una settimana importante per gli osservatori delle banche centrali. Oggi abbiamo la Federal Reserve e domani la Banca d’Inghilterra (BoE). Entrambe dovrebbero aumentare i tassi ufficiali di 75 punti base, dopo l’analoga mossa della BCE la scorsa settimana.In questo 2022 stiamo assistendo alla più aggressiva manovra di inasprimento coordinata da parte delle banche centrali da decenni a questa parte. Sorge quindi spontanea la domanda: quando finirà tutto questo? La risposta è: quando le Banche Centrali riterranno di aver superato il problema dell’inflazione, che a sua volta dipende dalle rispettive economie. Cominciamo con l’economia più importante di tutte: gli Stati Uniti. Qui c’è una strana combinazione di forze economiche. Cercate la debolezza e la vedrete nel PIL, la misura più ampia dell’attività economica. Quest’ultimo, infatti, è cresciuto nel terzo trimestre del 2022, ma dopo due trimestri di contrazione. C’è una vera e propria recessione in atto nel mercato immobiliare, dove sia l’attività sia i prezzi stanno precipitando. I dati dei sondaggi economici stanno crollando, ma questo è compensato dalla forza del mercato del lavoro che, secondo tutti gli indicatori, è in piena crisi. Un basso tasso di disoccupazione significa aumento dei salari e degli affitti, le due più potenti e persistenti fonti di inflazione negli Stati Uniti. Venerdì verrà pubblicato il rapporto sul lavoro di ottobre e fino a quando non ci sarà un aggiornamento negativo sui posti di lavoro, la Federal Reserve continuerà a esercitare pressioni sui rialzi. Da sempre riteniamo che per far scendere l’inflazione negli Stati Uniti sia necessaria una recessione. Ciò comporterà una riduzione dei margini di profitto e un calo degli utili. Siamo nella stagione dei bilanci del terzo trimestre e il quadro generale è che le società stanno già lottando per soddisfare le aspettative degli analisti. Le prospettive per gli utili non sono buone. Gli investitori, tuttavia, si aspettano aggiornamenti deludenti.L’inflazione tedesca è salita all’11,6% in ottobre, ben oltre le aspettative. La Banca Centrale Europea si trova ad affrontare un’economia che si sta indebolendo e un’inflazione elevata: un cocktail sgradevole per una banca centrale.Nel frattempo, nel Regno Unito, la BoE deve agire in un contesto di incertezza fiscale. Riteniamo che adotterà la strada più facile e aumenterà i tassi in linea con il consenso – 75 punti base. Ma l’economia del Regno Unito è già in difficoltà e l’improvviso aumento dei tassi ipotecari farà calare ulteriormente la spesa. I tassi rimangono bassi, anche se la BoE li spingerà al 3% come ci aspettiamo, l’era dei tassi d’interesse ultra-bassi è ormai alle spalle. E questo non è di buon auspicio per il mercato immobiliare. In generale, il contesto attuale è difficile per l’economia e per gli asset di rischio, ma osserviamo che i titoli azionari sono già scesi molto e gli investitori si aspettano una debolezza economica. È possibile che si verifichi un’ulteriore svendita degli asset di rischio, che potrebbe proseguire fino al 2023, ma che potrebbe rappresentare un’opportunità di acquisto.

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Aumento suicidi tra minorenni

Posted by fidest press agency su domenica, 16 ottobre 2022

“Ogni giorno nel nostro Paese una ragazza o un ragazzo, adolescente, ma anche pre-adolescente, tenta il suicidio. L’incremento dei casi, negli ultimi due anni è del 75%. E sono 100mila i giovanissimi che hanno preso la strada della morte sociale, i cosiddetti hikikomori, isolati nella loro stanza, in fuga dall’interazione col mondo, travolti dalla paura del giudizio, soli. Sono numeri impressionanti, da fall out post Covid-19. Numeri sui quali ci interroghiamo nel nostro Congresso Scientifico, proprio per disporre di strumenti aggiornati, in grado di gestire le nuove forme di disagio e sofferenza che angosciano e paralizzano i nostri ragazzi”. Nella seconda giornata di questa sedicesima edizione che vede riuniti a Riva del Garda oltre 600 iscritti fino al 15 ottobre, il Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Antonio D’Avino interviene su un tema di grandissima attualità, inserito all’interno del programma, proprio per offrire una visione accurata della complessità del fenomeno e trasmettere l’urgenza di disporre di nuovi modelli e buone pratiche.Centrale, in questo segmento del Congresso, la relazione di Marco Crepaldi, psicologo e studioso del fenomeno dei cosiddetti hikikomori. “Si tratta di una pulsione all’isolamento fisico, continuativa nel tempo, che si innesca come reazione alle eccessive pressioni di realizzazione sociale, tipiche della società capitalistiche economicamente sviluppate – spiega il Presidente e fondatore di Hikikomori Italia -. I dati di cui disponiamo parlano di un 87% di maschi, ma è probabile che il numero di donne coinvolte sia sottostimato, anche per il più alto grado di allerta che si innesca culturalmente quando l’isolamento sociale riguarda un ragazzo. L’età media in cui si manifestano i primi evidenti segnali è intorno ai 15 anni, nel passaggio dalle scuole medie alle superiori. La durata del ritiro sociale si conferma tendenzialmente lunga, oltre i tre anni. Esiste uno stadio in cui la pulsione è già stata interpretata razionalmente dalla persona che ha costituito una motivazione valida alla scelta del ritiro. È questa la fase nella quale viene abbandonata completamente la scuola ed allontanati quasi tutti i contatti sociali diretti, a eccezione di quelli con i parenti più prossimi. Ne esiste un successivo, che rappresenta l’isolamento totale, dove vengono quindi evitati anche genitori e relazioni virtuali. È il più raro e riguarda solo il 6,69% della popolazione. Chi si trova in questa condizione ha verosimilmente sviluppato una qualche forma psicopatologica associata al ritiro. Va segnalato che la dipendenza da Internet non è la causa del disagio, ma un effetto e, paradossalmente, l’unica forma di interazione accettata da chi soffre. Perché esiste questo fenomeno in Italia? La risposta sta nella crescente competitività sociale, nel bisogno di fuga dal pensiero di fallimento, nel disagio adattativo al contesto, che non è sempre fobia sociale, ma è più spesso assenza di motivazione e rifiuto di un mondo che si percepisce come privo di senso. La fragilità relazionale è molto difficile da affrontare. Si innesca quando ci sentiamo pressati a una corsa per il successo personale, che si tratti di scuola, sport, sessualità: siamo tutti in feroce competizione e quello che vedono i ragazzi li interroga su dove stanno, con proporzione tale da creare squilibrio. Pensiamo all’abuso dei social, all’importanza di avere riscontri positivi alla propria immagine. È un disagio che deriva dal benessere, ma anche dall’iper-protezione da parte dei genitori che vogliono controllare la vita dei figli. Oggi non dobbiamo preoccuparci della nostra sopravvivenza. Abbiamo un solo scopo, quello di realizzarci, di essere accettati di dover essere brillanti, piacevoli nelle relazioni sociali. Vince chi molla. Ma gli hikikomori non lo sanno”.

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I deputati europei chiedono un forte aumento dell’assistenza militare all’Ucraina

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 ottobre 2022

Bruxelles. In una risoluzione adottata giorni fa, i deputati affermano che i risultati dei referendum farsa, condotti sotto la minaccia delle armi per annettere gli oblast di Donetsk, Kherson, Luhansk e Zaporizhzhia sono privi di valore e invitano i Paesi UE ad adottare ulteriori severe sanzioni. La risoluzione non legislativa è stata adottata con 504 voti a favore, 26 contrari e 36 astensioni. I deputati esortano gli Stati membri dell’UE e gli altri Paesi che sostengono l’Ucraina ad aumentare massicciamente l’assistenza militare, in particolare nelle aree richieste dal governo ucraino. I Paesi UE “esitanti” dovrebbero fornire la loro parte di assistenza militare necessaria, per contribuire ad abbreviare la guerra. Le recenti minacce russe di usare armi nucleari sono irresponsabili e pericolose, avvertono i deputati, che invitano i Paesi UE e i partner internazionali a preparare una risposta rapida e decisiva nel caso in cui la Russia dovesse condurre un attacco nucleare contro l’Ucraina. Qualsiasi tentativo da parte della Russia di presentare gli attacchi ai territori occupati come un attacco alla Russia stessa, e quindi come motivo per un attacco nucleare, è illegale e privo di fondamento e non dissuaderà l’Unione Europea dal fornire ulteriore assistenza all’autodifesa dell’Ucraina.Il Parlamento europeo condanna la mobilitazione militare in Russia e le misure che obbligano i residenti dei territori temporaneamente occupati dall’Ucraina a prestare servizio nelle forze armate o ausiliarie russe, un atto che la Quarta Convenzione di Ginevra vieta. Al fine di mantenere la stabilità nel Caucaso meridionale e nell’Asia centrale, i deputati chiedono inoltre un maggiore sostegno ai Paesi della regione che hanno subito un afflusso di cittadini russi, in particolare Georgia, Kazakistan, Uzbekistan, Armenia e Kirghizistan.Per quanto riguarda le esplosioni sui gasdotti Nord Stream, i deputati affermano che aumentano le probabilità che si tratti del risultato di un atto coordinato e deliberato da parte di un attore statale. Le esplosioni dimostrano quanto sia pericolosa una politica di crescente dipendenza dai combustibili fossili russi e che l’uso dell’energia come arma è stato portato a un livello più pericoloso. La risoluzione invita gli Stati membri a considerare prioritaria la protezione delle infrastrutture critiche europee e a sostenere ulteriormente la resilienza dei partner dell’Europa orientale e dei Balcani occidentali. Infine, i deputati chiedono l’istituzione di un tribunale internazionale ad hoc per il crimine di aggressione contro l’Ucraina, per perseguire Putin, tutti i funzionari civili e militari russi e i responsabili della pianificazione, del lancio e della conduzione della guerra in Ucraina.

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Aumento della lebbra nel mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 settembre 2022

AIFO desidera diffondere e richiamare l’attenzione sui dati pubblicati dall’OMS sulla situazione della lebbra nel mondo, il numero annuale delle persone diagnosticate è aumentato del 10,2% nel corso del 2021, passando da 128.405 nel 2020 a 140.594 persone. Aumenta anche la diagnosi tra i bambini e il numero di persone che presentano già gravi disabilità prima di ricevere diagnosi e cura. Questi sono alcuni dei dati e risultati che preoccupano AIFO emersi dall’ultimo rapporto annuale sull’andamento della lebbra nel mondo appena pubblicato dall’OMS (http://www.who.int/wer). I dati mostrano una inversione di tendenza rispetto alla forte diminuzione, osservata l’anno precedente, dovuta alla pandemia causata dal Covid-19, che ha reso difficile la ricerca e la diagnosi delle persone colpite dalla malattia. L’emergenza ha infatti comportato la riduzione del numero di servizi di trattamento della malattia e lo spostamento del personale sanitario in altri settori. Situazione che perdura ancora oggi e perciò AIFO stima che il numero delle persone colpite sia superiore a quanto riportato dall’OMS. Nel corso del 2021, complessivamente, nei progetti AIFO sono state diagnosticate 4.342 persone con la lebbra, di cui 4,6% bambini/e. L’azione di AIFO si fonda su tre obiettivi principali: interrompere la catena di trasmissione della malattia; prevenire le disabilità causate dalla malattia; promuovere e sostenere l’inclusione sociale delle persone colpite, eliminando le barriere politiche, sociali e culturali. Quindi, un’azione che non è focalizzata unicamente sugli aspetti epidemiologici e sanitari, ma che si basa su un approccio multisettoriale che include programmi di riabilitazione fisica e socioeconomica, utilizzando l’approccio dello Sviluppo Inclusivo su Base Comunitaria. Oggi la lebbra si trova nella lista delle Malattie Tropicali Neglette (MTN) dell’OMS ed è ancora un problema sanitario importante in vari Paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina, dove persistono condizioni socioeconomiche precarie che favoriscono la trasmissione della malattia. La strategia globale dell’OMS (2021-2030) prevede la diminuzione significativa del numero di persone diagnosticate ogni anno, la riduzione drastica delle persone che presentano disabilità gravi e del numero di bambini/e al di sotto dei 15 anni. “Il prossimo 29 gennaio 2023, si celebrerà la 70^ Giornata Mondiale dei malati di Lebbra, con sempre maggiore convinzione AIFO si spenderà per non abbassare i riflettori su questa malattia curabile la cui catena di trasmissione nei paesi più vulnerabili è ancora attiva e va interrotta subito”. Conclude il Presidente AIFO. Per maggiori notizie sulla lebbra e le attività di AIFO si veda http://www.aifo.it

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Capital Group: Quando la volatilità è in aumento, la monotonia attrae

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2022

A cura di Diana Wagner, Gestore di portafoglio azionario di Capital Group. Le aziende tecnologiche e digitali in rapida crescita hanno suscitato un grande entusiasmo da parte degli investitori negli ultimi dieci anni, oltre a generare una quota di rendimenti di mercato sovradimensionata. Dall’inizio del 2022, tuttavia, molti di questi settori preferiti del mercato sono stati messi a dura prova. Tra il rallentamento della crescita economica, l’impennata dell’inflazione e il timore dell’aumento dei tassi di interesse, gli investitori potrebbero esaminare più attentamente le valutazioni elevate di molte piattaforme digitali e titoli software.Per gli investimenti è uno dei contesti più complessi da diversi anni. Ecco alcune tematiche di investimento che gli investitori più cauti potrebbero voler considerare. I cambiamenti a lungo termine verso un futuro digitale, l’implementazione dei veicoli elettrici e la transizione verso l’energia pulita continueranno probabilmente a creare opportunità per gli innovatori in queste aree. Tuttavia, queste tendenze stanno anche creando difficoltà per le vecchie industrie come l’estrazione mineraria e il trasporto ferroviario. Il nichel, ad esempio, è un componente chiave delle batterie dei veicoli elettrici. Lo stesso vale per il rame, necessario per gli aggiornamenti della rete elettrica. E mentre il settore software sta diventando un attore sempre più essenziale nella produzione di automobili moderne, l’acciaio rimane un componente necessario. In effetti, negli ultimi mesi i prezzi di determinate materie prime sono saliti alle stelle, una tendenza amplificata dalla guerra tra Russia e Ucraina, i principali produttori di nichel, rame e grano. Le persone hanno sottovalutato quanto rame sia necessario per sostituire e modernizzare la rete elettrica man mano che la domanda aumenta. Aziende come la società metallurgica e mineraria canadese First Quantum Minerals, che si concentra sul rame, e la brasiliana Vale, produttore di minerale di ferro, potrebbero trarne vantaggio. L’aumento della domanda di materie prime ed energia potrebbe anche far aumentare la domanda per le ferrovie del Nord America, che costituiscono la via più conveniente per trasportare materiali pesanti. Anche le ferrovie hanno un potenziale potere di determinazione dei prezzi, importante nell’attuale contesto inflazionistico. In genere, i prezzi si basano sul costo delle merci sottostanti che trasportano, quindi i ricavi aumentano con i prezzi delle materie prime. Anche l’aumento dei costi del carburante si dimostra vantaggioso, poiché la differenza tra il costo del trasporto su strada e quello ferroviario è al suo massimo da anni. Una ferrovia come la Canadian Pacific, che possiede l’unica rete tri-costiera Canada-USA-Messico, potrebbe ottenere una buona performance in una varietà di circostanze economiche. Le ferrovie statunitensi hanno margine per aumentare i prezzi in un contesto di boom delle materie prime. La spinta globale alla riduzione delle emissioni di carbonio e al miglioramento dell’efficienza energetica è spesso associata a veicoli elettrici o servizi che sfruttano l’energia solare ed eolica. A prima vista, le aziende industriali tradizionali che fabbricano macchinari, prodotti chimici e altri materiali da costruzione potrebbero essere considerate parte del problema e non la soluzione. Ma le società HVAC come Carrier e Daikin stanno sviluppando sistemi di condizionamento e riscaldamento che potrebbero contribuire a ridurre le emissioni globali di gas serra. Le normative europee e di altri paesi che richiedono la sostituzione dei sistemi più vecchi con prodotti più efficienti dal punto di vista energetico potrebbero spingere entrambe le aziende a cogliere opportunità a lungo termine. Una maggiore regolamentazione delle emissioni di carbonio e una spesa infrastrutturale nelle principali economie potrebbero anche fornire fondi per il produttore svizzero di prodotti chimici speciali Sika. L’azienda produce additivi per cemento in grado di ridurre le emissioni di carbonio e aumentare la resistenza. Può sembrare un’attività noiosa, ma il suo potenziale di crescita è piuttosto convincente con la stretta degli standard globali sulle emissioni.Quando le condizioni economiche diventano difficili, i consumatori possono naturalmente diventare più attenti alla spesa. Molti acquirenti iniziano a fare spese presso commercianti di prodotti scontati, noti come “treasure hunt retailer”. Questi negozi offrono abbigliamento, articoli per la cura personale e prodotti per la casa a prezzi relativamente bassi, oltre ad alcuni prodotti di qualità superiore a prezzi convenienti. In un contesto economico in rallentamento, molte persone passeranno ai ‘dollar store’ (i negozi ‘tutto a un dollaro). Tali attività hanno resistito bene nelle recessioni passate. Ciò che potrebbe essere meno intuitivo è che i treasure hunt retailer ben gestiti spesso hanno un potenziale di determinazione dei prezzi quando l’inflazione è in aumento. Ad esempio, Dollar Tree, che offre un’ampia varietà di articoli a 1 dollaro, ha recentemente lanciato la strategia “breaking the buck” (lett. “rompere il dollaro”). L’azienda inizialmente offriva una categoria di beni a $ 5, seguita da una categoria a $ 1,25. Questo stesso approccio ha aiutato altri treasure hunt retailer a generare una forte crescita delle vendite same-store e di espansione dei margini per diversi anni. Nel contesto attuale, cerchiamo aziende in grado di migliorare le loro attività e far sì che la loro crescita avvenga indipendentemente da ciò che fa l’economia. Dollar Tree potrebbe rappresentare una di queste storie di auto-sufficienza.Le principali aziende di piattaforme digitali, software cloud e tecnologie per veicoli autonomi continuano a ridefinire il nostro modo di lavorare, vivere e fare acquisti. Tuttavia, molte di queste aziende potrebbero aver agito prematuramente. Con l’aumento dell’inflazione e un potenziale di guadagno ancora distante alcuni anni per alcune di queste aziende, le valutazioni possono essere estese. Le principali aziende tecnologiche sembrano sempre promettenti nel lungo termine. Ma in questo contesto, stiamo spostando la nostra attenzione verso le aziende che effettivamente agiscono e tendono a restare attive in tutti i tipi di mercato.

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Aumento dei prezzi agricoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 aprile 2022

L’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli di base non può più essere ignorato e richiede un intervento straordinario del governo per tutelare un settore strategico, mobilitando tutte le risorse disponibili – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Le quotazioni di mais, grano, soia e riso hanno raggiunto il record degli ultimi dieci anni per via del conflitto in Ucraina e delle difficoltà legate ai raccolti, generando inflazione e carenza di alcune derrate essenziali. Se si vuole davvero salvaguardare l’agricoltura e la popolazione, il tempo degli indugi è finito.Circa l’11% delle aziende agricole italiane sono state costrette a cessare le loro attività, mentre il 30% lavora in perdita a causa dell’aumento dei costi – continua Tiso. La situazione è particolarmente critica per il riso, con ben 3mila ettari che quest’anno potrebbero non essere seminati. I capitoli di spesa delineati nell’ultima legge di bilancio vanno al più presto rivisti in ragione degli ultimi sviluppi della crisi internazionale, che hanno mutato completamente il contesto politico ed economico.Il cosiddetto business as usual non è un’opzione praticabile in questo momento. Nell’esecutivo non si intravede tuttavia la necessaria consapevolezza e le azioni a cui quest’ultima dovrebbe spingere. La tentazione più forte è quella di aprire i nostri mercati all’importazione di prodotti d’oltreoceano non in regola con le normative europee per trovare un sollievo immediato. In questo modo si abbasserebbero gli standard di qualità e si renderebbe il Paese ancora più dipendente dall’import. La soluzione va trovata andando nella direzione opposta: occorrono un piano di salvataggio delle imprese agricole in difficoltà e un programma di incentivi per promuovere produzioni sostenibili, economia circolare e autosufficienza alimentare.

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Per aumento costo della carta a rischio la pubblicazione dei giornali

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

“Produrre informazione di qualità e diffonderla sta diventando sempre più difficile e senza interventi fortemente a rischio.” È l’allarme che lancia il Presidente della Federazione italiana degli editori, Andrea Riffeser Monti: “A partire dal secondo semestre dello scorso anno il prezzo della carta su cui si stampano i giornali è cresciuto di oltre il 100% e ulteriori aumenti sono in corso. Il boom del costo della principale materia prima per le pubblicazioni si unisce ai costi crescenti dell’energia e alle difficoltà che incontrano gli editori nel reperire la carta e le lastre in alluminio per la stampa. Gli editori sono già stati costretti a ridurre la foliazione e le notizie e la riduzione dell’informazione locale rende privi di voce le comunità e i politici sul territorio, dai sindaci agli esponenti locali.” “Il rischio – prosegue Riffeser – è che si debbano sospendere le pubblicazioni, mettendo in difficoltà l’intera filiera: giornalisti, poligrafici, distributori nazionali e locali e edicole. Tutto questo in un momento particolare per l’Europa e per il nostro Paese in cui l’informazione assicurata dai giornali è quanto mai indispensabile”.“Faccio appello – ha concluso Riffeser – al Governo, al Parlamento e alle Forze politiche. Occorre fare, e presto, due cose: trasferire immediatamente alle imprese le risorse per il sostegno al settore già stanziate e prevedere nuovi e significativi interventi sul mercato della carta e dell’energia”.

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Etiopia: preoccupante aumento della violenza

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2021

Dopo un anno di spargimento di sangue in gran parte dell’Etiopia, sembra ormai inevitabile che il Corno d’Africa debba sopportare un ulteriore aumento delle violenze. Nonostante gli anni di reciproco antagonismo, ora le truppe del Tigray People’s Liberation Front (TPLF – Fronte di Liberazione del popolo Tigray) e dell’Oromo Liberation Army (OLA – Esercito di Liberazione degli Oromo) si sono alleate e l’APM teme che presto attaccheranno insieme la capitale Addis Abeba per tentare di rovesciare il governo del presidente Abiy Ahmed. Contrariamente alle aspettative di Abiy Ahmed, le truppe del TPLF non solo sono riuscite a riconquistare la regione del Tigray ma sono entrate anche nelle vicine regioni Amhara e Afar. Secondo le recenti notizie, le truppe ribelli hanno già raggiunto la periferia di Addis Abeba e in caso di attacco è prevedibile che l’ondata di violenza si riverserà soprattutto sulla popolazione civile. Per Nadja Grossenbacher, referente dell’APM a Göttingen per la prevenzione dei genocidi, il governo di Abiy è responsabile di terribili violazioni dei diritti umani nel Tigray ma anche in altre regioni del paese. Il presidente Abiy ha ripetutamente incitato alla violenza e la retorica sulla violenza di entrambe le parti coinvolte nel conflitto è preoccupante. Di fronte a questo stato di cose, è improbabile che una delle due parti o entrambe decidano volontariamente per una gestione moderata del conflitto che, anzi, si intensificherà ulteriormente. Il rapporto pubblicato ieri dalle Nazioni Unite accusa entrambe le parti in causa di gravissime violazioni dei diritti umani. Un anno fa, il 4 novembre 2020, il governo centrale etiope annunciava un’operazione militare contro il TPLF. Allora il presidente Abiy Ahmed era convinto che si sarebbe trattato di un intervento rapido. Oggi però rischia che il suo governo venga rovesciato. Se i crimini commessi dal governo di Abiy Ahmed venissero da un punto di vista legale classificati come crimini di guerra, il Consiglio di sicurezza dell’ONU potrebbe autorizzare la Corte penale internazionale (ICC) a emettere un mandato di arresto internazionale per Abiy Ahmed.

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Agricoltura e aumento delle materie prime

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 ottobre 2021

Si preannuncia un autunno difficile per tutto il sistema produttivo a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. L’agricoltura non fa eccezione: tra le dinamiche più preoccupanti c’è quella del prezzo delle sementi, quasi raddoppiato nel corso dell’ultimo anno, ma a registrare rincari sono molti altri beni e servizi. L’aumento del prezzo del gasolio e della manodopera, in particolare, sono destinati ad avere ripercussioni sull’intero settore agroalimentare. A pagare il prezzo più alto, come sempre, saranno gli anelli più deboli della filiera: produttori e consumatori.Un’altra emergenza riguarda i concimi, le cui scorte sono in via di esaurimento e hanno raggiunto prezzi senza precedenti – continua Tiso. In questo scenario, le aziende più in difficoltà potrebbero decidere di interrompere le attività e rinunciare a seminare. È un pericolo che bisogna scongiurare per non innescare una nuova crisi che avrebbe ripercussioni sull’intera economia italiana. Chiediamo al Governo di intervenire per tenere sotto controllo i prezzi dei fattori produttivi e sostenere le aziende agricole nei prossimi mesi. L’impennata dei prezzi delle materie prime deve inoltre essere un’ulteriore spinta per promuovere metodi di produzione sostenibili, che riducano al minimo gli sprechi e rendano più efficiente e verde la nostra agricoltura.

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Inflazione: l’aumento sarà solo temporaneo?

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

L’inflazione dei prezzi al consumo nella zona euro è salita bruscamente al 3% nel corso del 2021. Un aumento dovuto principalmente all’aumento dei prezzi dell’energia e ad altri fattori transitori, i quali comunque non sembrano preoccupare la maggioranza degli analisti, le cui recenti previsioni macroeconomiche segnalano che l’inflazione tornerà ai livelli pre-pandemia il prossimo anno. Tuttavia, ci sono diversi fattori in atto che potrebbero portare a una pressione al rialzo sempre più sostenuta sui prezzi, e la materializzazione di questi rischi potrebbe costringere la Bce a prendere scelte difficili. (by Maria Paulucci)

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Scuola: Aumentano ancora gli alunni stranieri sui nostri banchi

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2021

Cresce l’incidenza degli alunni stranieri sul totale della popolazione scolastica: è passata dal 10% a 10,3%. Tra il 2010/2011 e il 2019/2020, gli studenti con cittadinanza non italiana sono aumentati del 23,4% (+166 mila unità). Prevalgono sempre più le seconde generazioni: il 65,4% delle studentesse e degli studenti di origine non italiana è nato nel nostro Paese. Il ministero dell’Istruzione, riportano le agenzie di comunicazione, ha spiegato che “la crescita complessiva di 19 mila studenti con cittadinanza non italiana deriva da andamenti piuttosto diversi nei vari gradi di istruzione”. In particolare, nella scuola dell’Infanzia l’aumento dei bambini di origine migratoria è stato di circa 1.100 unità con una crescita della loro incidenza sul totale da 11,4% a 11,8% per effetto del più consistente calo degli allievi italiani (- 36.929 unità), mentre nella scuola secondaria di I grado l’aumento è stato di oltre 7.700 unità”. La scuola primaria rimane il settore che assorbe il maggior numero di studenti stranieri. Se la Lombardia si conferma la Regione con il maggior numero di studenti di cittadinanza non italiana (224.089), in Emilia-Romagna si registra la loro maggiore incidenza: si rileva, infatti, in rapporto alla popolazione scolastica regionale il valore più elevato a livello nazionale (17,1%). Un deciso “scatto” in avanti nella presenza di studenti stranieri nati nel nostro Paese sono si è avuto nel quinquennio 2015/2016-2019/2020: gli allievi con cittadinanza non italiana nati in Italia sono passati da oltre 478 mila a quasi 574 mila (+20% circa). Nell’ultimo anno l’incremento è stato di oltre 20 mila unità (+3,7%), portando la quota dei nati in Italia sul totale degli studenti di origine non italiana al 65,4%, quasi un punto percentuale in più rispetto al 2018/2019 (64,5%). In Veneto il 71,7% è nato in Italia. Studentesse e studenti con cittadinanza non italiana sono originari di quasi 200 paesi nel mondo, ma il 45,4% proviene da un Paese europeo. Seguono gli studenti di provenienza o origine africana (26,1%) e asiatica (20,5%).

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Cingolani: prossimo trimestre bolletta elettrica aumenta 40%

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2021

Secondo il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, il prossimo trimestre la bolletta elettrica aumenterà del 40%.”Un aumento di tale portata, se fosse davvero confermato, sarebbe letale per famiglie e imprese. Per una famiglia tipo sarebbe equivalente a 247 euro su base annua” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Un rincaro così astronomico sarebbe un serio freno alla ripresa economica, innalzando i costi delle imprese e gravando pesantemente sulle tasche delle famiglie, con effetti deleteri sulla ripartenza dei consumi” prosegue Vignola. “Governo e il Parlamento devono comunque porre subito rimedio, decidendo di destinare i proventi delle aste di mercato dei permessi di emissione di CO2 all’abbassamento delle bollette, eliminando gli oneri di sistema oramai superati, come quelli per la messa in sicurezza del nucleare o le agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario, spostando sulla fiscalità generale gli altri, come gli incentivi alle fonti rinnovabili, che ora invece finiscono in fattura” conclude Vignola.

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In aumento la richiesta del lavoro domestico nelle province italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 24 agosto 2021

Se a livello nazionale il lavoro domestico è ormai riconosciuto come un settore in forte espansione e dal forte impatto socio-economico, non bisogna dimenticare che il nostro Paese è caratterizzato da specificità regionali e addirittura locali che determinano differenze significative, anche nella gestione della casa e nella cura degli anziani.Per questo, l’Osservatorio DOMINA ha analizzato le specificità territoriali del lavoro domestico, approfondite nelle schede regionali del Rapporto nazionale sul lavoro domestico.In termini assoluti, Roma e Milano risultano le province con il maggior numero di lavoratori domestici nel 2020 (rispettivamente 113.350 e 98.835), evidentemente essendo i principali centri economici e occupazionali. Con un’analisi più approfondita dei dati, DOMINA rivela che sono 41 le province con un numero di lavoratori domestici regolari ogni 1.000 abitanti più altro rispetto alla media nazionale (15,5). Oristano con 38,5 lavoratori domestici (ogni 1000 abitanti) risulta la provincia con il più alto numero di lavoratori domestici rispetto alla popolazione, seguita da Cagliari (32,3) e Nuoro (27,54); Siracusa invece è la provincia con il dato più basso (4,1 ogni 1000 abitanti) a cui seguono Foggia e Crotone (4,7). Interessante osservare come tra le prime 10 province compaiano ben quattro province della Sardegna, mentre tra le ultime quattro ben quattro della Sicilia e tre della Puglia.

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Italia: Aumento delle famiglie povere

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2021

La pandemia ha spinto 333 mila famiglie, il 20% in più rispetto al 2019, nell’area della povertà assoluta e non ha frenato la pressione fiscale che, anzi, è cresciuta ancora di più. L’anno scorso, mentre molte famiglie oltrepassavano la soglia di povertà non riuscendo a mantenere il livello dei consumi ritenuto essenziale dall’Istat, la pressione fiscale generale pari al 43,1%, è aumentata di 0,7 punti di Pil, mentre quella delle famiglie, pari al 18,9%, è cresciuta di 1 punto di Pil. L’incremento è avvenuto a causa della rigidità del gettito delle imposte dirette, in particolare dell’Irpef, e dell’Imu al calo del Pil. Il dato emerge dall’Osservatorio del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti sulle famiglie italiane che traccia un bilancio del primo anno di pandemia e di dieci anni di crisi. L’Osservatorio evidenzia come nel 2020 sia Il Pil che il gettito fiscale si sono ridotti, ma in misura diversa. Nel dettaglio, mentre il Pil è calato del 7,8%, le entrate fiscali delle famiglie sono diminuite del 3,2%, mentre tutte le altre entrate fiscali si sono ridotte dell’8,7%. Di conseguenza, la pressione fiscale generale è salita, ma quella delle famiglie, costituita in massima parte dalle imposte dirette e dall’Imu, è aumentata in misura maggiore. Ad aver inciso in modo particolare su tale tendenza è stato il gettito erariale dell’Irpef che nel 2020 si è ridotto solo del 2,2%. Il bilancio complessivo della pandemia, per il 2020, nonostante gli ingenti aiuti statali è dunque negativo. In particolare, a fronte di un calo del Pil di 139,4 miliardi di euro (-7,8%) e di un incremento del deficit pubblico di 129 miliardi di euro, il reddito disponibile delle famiglie si è ridotto di 32 miliardi di euro (-2,8%), mentre l’effetto combinato degli aiuti pubblici e del crollo dei consumi, calati di 116 miliardi di euro (-10,9%), ha determinato un incremento del risparmio lordo delle famiglie di 83,4 miliardi di euro (+88,3%). L’analisi dell’Osservatorio fa emergere, dunque, il paradosso di un aumento della povertà e allo stesso tempo di un aumento del risparmio reso evidente anche dall’incremento dei depositi bancari delle famiglie unito ad un aumento della pressione fiscale. Su quest’ultimo fronte, inoltre, pesano i risultati già negativi del 2019 che aveva segnato un’interruzione della fase di rientro della pressione fiscale avviata nel 2014 e durata cinque anni. Il passo indietro dell’ultimo biennio ci riporta agli anni dello shock fiscale seguito alla crisi del debito sovrano del 2011, annullando quasi del tutto i progressi ottenuti dal 2014 al 2018. L’effetto finale, inoltre, è fortemente sbilanciato dal lato delle famiglie che, a conti fatti, hanno sopportato interamente il peso dello shock fiscale e dell’aggiustamento di bilancio. Dal 2011 ad oggi, infatti, a fronte di un incremento del Pil di 2,8 miliardi (+0,2%), le entrate fiscali delle famiglie, che pesano per meno della metà sulla pressione fiscale generale, sono aumentate di 46 miliardi di euro (+17,3%), mentre le altre entrate fiscali sono diminuite di 15,7 miliardi di euro (-3,8%). In particolare, il gettito erariale dell’Irpef dal 2011 è cresciuto di 11,7 miliardi (+7,2%) e quello dell’Imu, confrontato con il gettito Ici, è aumentato di 11,1 miliardi di euro facendo registrare l’incremento più elevato in termini percentuali pari, addirittura, al 120%. Stessa dinamica, per le addizionali regionale e comunale che hanno contribuito ulteriormente con impatti diversificati e rispettivamente pari a +3,5 e +1,8 miliardi di euro. Le imposte sui redditi di capitale sono aumentate di 9,3 miliardi di euro (+92,8%) e i contributi sociali sono aumentati di 8,5 miliardi di euro (+12,6%). Dall’Osservatorio dei Commercialisti emergono altri dati sull’andamento dei redditi familiari e sulla povertà. I dati mostrano come la lunga crisi economica e finanziaria degli ultimi anni abbia depresso fortemente i redditi familiari: dal 2003 al 2018, il reddito medio in termini reali ha perso l’8,3% del suo valore. Nello stesso periodo, il divario Nord-Sud è aumentato (+1,6%) arrivando a raggiungere i -478 euro al mese. Nelle famiglie in cui prevale il reddito da lavoro autonomo la crisi ha colpito ancora più duramente: la perdita in termini reali è pari al 28,4%. Il divario Nord-Sud è forte anche nella spesa media mensile dei consumi delle famiglie anche se, in questo caso, il Covid-19 ha giocato all’inverso, colpendo maggiormente il Nord e riducendo, anche se solo leggermente, il divario. Nel 2020, la spesa mensile media di una famiglia meridionale è pari al 75,2% rispetto ad una famiglia che vive al Nord: 1.898 contro 2.525 euro. Il calo dei consumi è certamente alla base dell’aumento della povertà. Infatti, l’Istat misura la soglia di povertà nei termini di un livello di consumi ritenuto essenziale per una famiglia in base alle sue caratteristiche, tra cui spicca anche la residenza. E dal momento che i consumi si sono ridotti molto di più al Nord che al Sud, la povertà è aumentata più al Nord che al Sud. In realtà, però, mentre molte famiglie scendevano sotto la soglia di povertà (+333 mila famiglie), l’intensità della povertà, cioè la distanza dalla soglia, si riduceva (dal 20,3 al 18,7%). Infine, la povertà relativa migliora più al Sud che al Nord

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Scuola. Sedi di presidenza 2021/2022: Nessun aumento

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2021

Nei giorni scorsi si è svolto l’incontro la l’Amministrazione e le organizzazioni sindacali per la definizione dell’organico per l’anno scolastico 2021/2022 che dovrebbe definire le sedi vacanti e disponibili a disposizione della mobilità dei dirigenti e le nuove assunzioni in ruolo per i candidati dell’ultimo concorso per dirigente scolastico del 2017, alla luce anche dell’emendamento Udir presentato e approvato nell’ultima Legge di bilancio, che prevede la rimodulazione dei parametri che determinano il sottodimensionamento di un’istituzione scolastica. Purtroppo, e ancora una volta inaccettabile, sembra che l’amministrazione non tenga nella dovuta considerazione i sacrifici e l’impegno che tutti i dirigenti scolastici hanno profuso per il buon funzionamento della scuola specialmente negli ultimi due anni scolastici causa pandemia Covid-19; sembra infatti che, oltre alla beffa riguardante il problema della retribuzione, taglio del FUN e mancata firma dei CIR con conseguente non integrale pagamento della retribuzione di posizione e risultato parte variabile, non si voglia intervenire neanche sul grave problema della mobilità e dell’abuso delle reggenze. Infatti, pare non si voglia dare seguito a quanto previsto nella Legge di bilancio, la cui modifica dei parametri garantirebbe la presenza di circa 400 nuove sedi normo dimensionate, già in reggenza, da rendere disponibili sia per la mobilità che per le nuove assunzioni. Udir fa presente che la situazione oramai è diventata insostenibile, sia per i vincoli imposti dalle attuali regole della mobilità che, essendo tarate per i concorsi a carattere regionale, limitano a un massimo del 30% la disponibilità di sedi da destinare alla mobilità interregionale sia perché in un momento così difficile per la scuola non si può ignorare il fatto di avere in graduatoria oltre 800 vincitori di concorso e non poter garantire a tutti una sede, di fatto disponibile, ma affidarla in reggenza.Udir ritiene necessario, per il bene della scuola, modificare l’attuale situazione garantendo la disponibilità, con trasparente evidenza pubblica, del 100% delle sedi vacanti e disponibili che saranno liberate dai dirigenti che andranno in quiescenza e le sedi che di fatto con i nuovi parametri saranno normo dimensionate.Per questo, attraverso una serie di Emendamenti presentati in parlamento, sia in sede di esame del Decreto sostegni che al Disegno di Legge di conversione del DL. 1/04/2021 n.44, ha chiesto la modifica del tetto del 30% che limita i posti destinati alla mobilità interregionale, una deroga causa situazione emergenziale del vincolo triennale che di fatto non permette la mobilità dei neo immessi in ruolo, ma anche l’immissione di tutti i vincitori in graduatoria del concorso 2017, ma anche la conferma a regime dei parametri sulle scuole normo dimensionate non trascurando il problema della responsabilità sulla sicurezza e la retribuzione.

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La violenza di cui non si parla: in aumento le violenze psicologiche sulle donne

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2021

Violenza sulle donne e femminicidio: sono gli aspetti più drammatici e più noti del fenomeno. Ma anche le violenze psicologiche hanno conseguenze devastanti. Analizza il fenomeno, divenuto più eclatante nei giorni del lockdown, Bruna Colacicco, milanese, pediatra, autrice di un romanzo-memoir sull’argomento, co-fondatrice dell’Associazione “Scrivere contro la Violenza”.Le donne vittime di omicidio volontario nei primi dieci mesi del 2020 in Italia sono 91. Otto in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Ma aumentano i casi di femminicidio maturati tra le mura domestiche, passando dal 57,6 % del totale (2019) al 67,5% (2020), con un picco durante il lockdown di marzo-maggio. I dati dell’ultimo rapporto Eures fotografano una situazione allarmante. Ma che rappresenta solo la punta di un iceberg di un fenomeno molto più diffuso. Le violenze psicologiche e tutti i maltrattamenti, che pur talvolta non arrivano alla violenza fisica, sfuggono a qualsiasi statistica poiché sono meno facili da individuare e più subdoli. Nondimeno, sono causa di forte disagio e grave sofferenza psicologica e anche fisica per la donna e per i figli, costretti ad assistere a episodi di maltrattamenti e a respirare un’atmosfera di violenza quotidiana.Autrice del del romanzo memoir “Eppure sono lieve” (Manni, 2019), scritto allo scopo di aiutare le donne e il loro entourage a riconoscere i segnali di abusi e di violenza psicologica e a trovare la consapevolezza e la forza di uscirne, Bruna Colacicco è da anni impegnata, sia con la partecipazione a trasmissioni televisive come “UnoMattina” sia con l’organizzazione di eventi ed iniziative, a far sì che le donne prendano coscienza del problema, imparando a riconoscere per tempo i segnali di una relazione psicologicamente violenta, dell’abuso domestico e del mobbing familiare. La violenza psicologica spesso coinvolge anche i figli, che sono costretti sempre ad assistere a litigi e sfuriate. Il nuovo Codice Rosso, introdotto in Italia nel 2019, ha individuato due fattispecie di reati: “maltrattamenti in famiglia” e, per quanto riguarda i figli, “violenza assistita”.

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Aumentano le famiglie in povertà assoluta

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2021

“FEDERCASALINGHE sottolinea con forza che sono sempre le famiglie composte da donne sole con figli e le famiglie monoreddito con figli, a subire più pesantemente l’impoverimento dovuto al Covid”.Vogliamo ricordare che i sostegni al reddito, di varia entità e natura, che Governo e Parlamento hanno via via approvato, sono stati maggiori per le famiglie che percepiscono più redditi.La mancata valutazione del valore economico del lavoro familiare e del lavoro di cura indispensabili per la crescita dei figli e l’assistenza alle persone non autosufficienti continua ad essere in Italia una grave discriminazione contro le donne.“Mi domando spesso, con preoccupazione, dice Federica Gasparrini, se stiamo indebitando per un lungo periodo le fasce più povere, ed arricchendo le persone già economicamente forti. Abbiamo chiesto a Draghi, da buon Amministratore, di meglio calibrare i sostegni alle famiglie.

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Aumentano i fondi per i comuni

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2021

“La Conferenza Stato – Città ed autonomie locali ha approvato, con notevole anticipo rispetto agli anni precedenti, lo schema di Decreto per il riparto del Fondo di solidarietà comunale per il 2021. È una buona notizia per i Comuni, infatti il testo attua le importanti novità recentemente introdotte dalla Legge di Bilancio per il 2021 e dalla Commissione per i fabbisogni standard (CTFS) per garantire che tutti i Comuni italiani siano in grado di finanziare il livello essenziale delle prestazioni (LEP) nelle funzioni fondamentali, come previsto dalla Costituzione.Dopo anni di tagli lineari, la Legge di Bilancio per il 2021 ha, infatti, confermato la volontà di un incremento delle risorse per i Comuni, già avviato lo scorso anno, inserendolo in una prospettiva di riequilibrio effettivo dei servizi offerti. Un lavoro, quello a sostengo dei Comuni, che stiamo portando avanti con convinzione da quando siamo al Governo del Paese.Le innovazioni più rilevanti riguardano il settore sociale per il quale la legge di Bilancio ha stanziato 216 milioni per il 2021, prevedendo un graduale aumento fino a raggiungere i 650 milioni nel 2029. I fondi aggiuntivi saranno ripartiti utilizzando i nuovi fabbisogni standard elaborati dalla CTFS che misurano le risorse necessarie per fornire un paniere di servizi compatibile con i LEP, senza discriminare i Comuni, come accadeva in passato, sulla base dell’appartenenza regionale. Tutti i Comuni, infatti, saranno messi gradualmente nelle condizioni di adeguare i propri servizi sociali a quelli delle realtà più virtuose, attraverso un processo di convergenza monitorato”.Lo rende noto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, dopo la Conferenza Stato – Città.

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L’aumento della povertà in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

L’aumento della povertà, registrato dall’inizio della pandemia, sta assumendo aspetti preoccupanti a diversi livelli. Tra i bisogni primari espressi dalle famiglie più fragili, oltre al necessario per mangiare, c’è anche quello di un alloggio garantito. La precarietà abitativa, fenomeno già presente in tempi ordinari, sta negli ultimi mesi diventando una vera e propria minaccia per molti nuclei familiari, a partire dagli anziani (soprattutto quelli che vivono da soli), dalle persone con disabilità e, più in generale, da quelle che sono al di sotto della soglia di povertà. Il progetto “Riparto da Casa” – che ha come sottotitoli emblematici “Torno a Casa” – “Resto a Casa”, per indicare le diverse modalità con cui si sviluppa – , promosso da Sant’Egidio, ha l’obiettivo di rispondere ad alcune di queste necessità, individuate a partire dalla rete di solidarietà costruita in questi anni dalla Comunità a favore delle fragilità presenti nella società italiana. Un primo, significativo, sostegno all’iniziativa è già arrivato da Carlo De Benedetti con lo stanziamento di un milione di euro. L’ingegnere fa sapere come, con questa donazione, intenda “non solo offrire un contributo economico, ma anche proporre un modello di aiuto sostenibile, in modo che si diffonda in tutto il mondo imprenditoriale italiano la necessità di aiutare, in questo momento particolarmente difficile per il paese, le fasce più povere della popolazione”.

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