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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

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Bankitalia: nuovo record debito, sale a 2.358 miliardi di euro

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 marzo 2019

Nuovo record storico del debito pubblico italiano, che a gennaio sale a 2.358 miliardi. “Un dato decisamente preoccupante, specie se si considera che la Bce ha smesso di acquistarci titoli di Stato. Considerato che in Italia, secondo gli ultimi dati Istat, ci sono 25.386.000 famiglie, è come se ogni famiglia avesse 92 mila euro di debito, 92.885 euro per la precisione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Se consideriamo la popolazione residente, pari a 60.483.973 unità, è come se ogni italiano avesse un debito di 38 mila e 985 euro” conclude Dona.

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Xiaomi annuncia un aumento del 49,1% del fatturato del terzo trimestre

Posted by fidest press agency su domenica, 25 novembre 2018

Xiaomi Corporation (“Xiaomi” o il “Gruppo”; Stock Code: 1810), società Internet con smartphone e dispositivi smart interconnessi da una piattaforma Internet of Things (IoT), annuncia i risultati consolidati non certificati del terzo trimestre 2018 chiusosi il 30 settembre 2018 (“3Q2018”).Grazie al suo unico e potente modello di business “Triathlon”, la performance operativa di Xiaomi è stata solida nel terzo trimestre del 2018. Il Gruppo ha registrato un fatturato totale di circa 50,8 miliardi di RMB, con un incremento del 49,1% su base annua. Il fatturato internazionale è cresciuto del 112,7% su base annua, attestandosi a circa 22,3 miliardi di RMB, pari al 43,9% del fatturato totale. L’utile netto del terzo trimestre è stato di circa 2,4 miliardi di RMB. L’utile rettificato (Non-IFRS Measure) è stato di circa 2,8 miliardi di RMB, con un incremento del 17,3% su base annua e del 36,3% su base trimestrale.

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Aumento tariffe autostradali

Posted by fidest press agency su domenica, 2 settembre 2018

“Dal gennaio 2018, più di 80 sindaci di comuni del Lazio e dell’Abruzzo si battono contro quelli che ritengono ed appaiono come inaccettabili ed ingiustificati aumenti delle tariffe autostradali, un salasso insostenibile per le tasche dei cittadini ed incompatibile con il fragile tessuto sociale e produttivo che caratterizza le zone più interne e periferiche di questa parte dell’Italia centrale. Ad oggi, inoltre, risultano inspiegabilmente inevase le richieste di accesso agli atti dei predetti sindaci volte ad estrarre copia, tra gli altri documenti, della Convenzione originaria tra Strada dei Parchi Spa e ANAS. Gli stessi sindaci chiedono al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’adozione di idonei provvedimenti volti a prevedere la sospensione degli aumenti delle tariffe autostradali relativi alla A24 e A25 in vigore dal 1 Gennaio 2018, l’istituzione di un Tavolo Istituzionale che possa ridefinire i criteri di concessione autostradale con Strada dei Parchi al fine di garantire ai pendolari e ai cittadini una tariffa adeguata ad un’area interna svantaggiata e la declassificazione del tratto urbano della A24 che va dalla barriera di Roma Est fino all’intersezione con la Tangenziale Est. In merito a queste giustificate richieste e al fine di tutelare i cittadini costretti a esosi e ingiustificati esborsi, Fratelli d’italia ha presentato una interrogazione al ministro dei Trasporti Toninelli per sapere la posizione del governo e per sapere se questo intenda comunicare lo stato dei lavori istruttori relativo al piano economico finanziario della società Strada dei Parchi s.p.a., entro quali termini sarà approvato e, se sussistano, gli ostacoli e gli impedimenti che ad oggi non hanno ancora permesso l’aggiornamento dello stesso. Con l’interrogazione chiediamo, inoltre, di sapere quali siano i presupposti che permettono alla società Strada dei Parchi s.p.a. di ottenere aumenti di tariffa superiori rispetto a quelli accordati alle altre concessionarie autostradali e, infine, di fornire delucidazioni in merito alla convenzione della società in questione che trasferisce le risorse finanziarie all’ANAS anziché al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”.
Lo comunicano in una nota il capogruppo Francesco Lollobrigida e i deputati Tommaso Foti, Alessio Butti e Paolo Trancassini, primi firmatari dell’interrogazione di Fratelli d’Italia.

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Aumento di capitale per SixthContinent

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

La filiale italiana di SixthContinent (SXC), l’unica azienda al mondo che aumenta il potere d’acquisto degli utenti trasformando i budget miliardari della pubblicità in contributi per gli acquisti dei consumatori, annuncia un rilevante aumento di capitale societario, che passa da 100mila ad 1 milione di euro.L’operazione si colloca nel contesto di forte e continua crescita del business, che registra un incremento medio del 20% su base mensile.La Capogruppo americana SixthContinent INC., basata a San Francisco, ha effettuato un investimento di 2 milioni di euro nella sussidiaria europea SixthContinent Europe basata a Milano, che ha formalizzato dei giorni scorsi tramite atto notarie un aumento di capitale Interamente versato di € 1.000.000 e 1 milione di euro a riserva.L’investimento è volto al potenziamento della struttura con l’assunzione di nuove figure manageriali e talenti, all’implementazione di tecnologie all’avanguardia e al rapido ampliamento della community, che oggi conta in Italia già oltre 260mila utenti.Con l’aumento di capitale cambia anche la ragione sociale di Sixthcontinent Italia srl che diventa Sixthcontinent Europe srl, head quarter operativo per lo sviluppo del business in tutta l’Euro-Zona. Prima tappa dell’espansione europea, la Germania, dove il lancio della piattaforma è previsto in ottobre.Parallelamente, continua l’accelerazione dell’attività anche negli Stati Uniti, dove la casa madre SixthContinent Inc. è impegnata nello sviluppo del mercato locale, a partire dalla California dove già conta oltre 1.000 Brand leader.Dall’inizio del 2018, in soli 6 mesi, il fatturato di SixthContinent in Italia ha superato i 16 milioni di euro, pari a più del doppio dell’intero anno fiscale precedente (fatturato 2017: 7,1 milioni di euro).“Il primo semestre 2018 ha dimostrato il grande favore che SixthContinent sta riscuotendo sia presso gli utenti finali, che presso le aziende partner. Entrambi infatti hanno compreso e riscontrato concretamente i numerosi vantaggi che la piattaforma offre loro grazie al suo modello innovativo. Gli eccellenti risultati rispondono pienamente alle nostre stime che prevedono per la fine del 2018 un fatturato in Italia di 35 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente di circa il + 500%”, commenta Francesca Roveda, CEO di SixthContinent. E continua: “Uno dei tratti distintivi del nostro modello di business è l’elevata scalabilità. Siamo fiduciosi che il processo di espansione appena intrapreso sia l’inizio di una diffusione della piattaforma a livello globale.”

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No all’aumento del costo badanti

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Il decreto dignità farà aumentare i costi a carico delle famiglie che hanno in casa, una badante oppure una baby sitter. Fratelli d’Italia si batterà in Parlamento affinché il lavoro domestico venga escluso dal rincaro previsto e per la reintroduzione dei voucher per le famiglie.
Con questo provvedimento, l’intento del governo di contrastare la precarietà rendendo meno vantaggiosi i contratti a termine nel lavoro privato, non ha escluso il lavoro domestico, che vedrà invece un aumento di tassazione sulle famiglie pari allo 0,5%.Bisogna avere ben presente che, nella maggioranza dei casi, chi assume del personale per lavori domestici lo fa per necessità: chi ha in casa persone malate o anziani, chi per esigenze di lavoro ha bambini piccoli da accudire. Queste figure sono di aiuto alle famiglie e colmano una mancanza di servizi da parte dello Stato, il quale non prevede per le famiglie agevolazioni specifiche, come ad esempio lo sgravio dei contributi pagati sull’imponibile dei loro redditi personali, ma ad oggi permette di detrarre solo una quota.Inoltre Il mercato del lavoro domestico conta circa 800.000 addetti regolari, ma si stima che ci siano altrettanto addetti non regolari, agevolando così l’evasione fiscale. Le regole di questo settore andrebbero migliorate per agevolare e andare incontro alle famiglie, nucleo fondamentale della società”. È quanto dichiarato dal Senatore di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra.

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Negli ultimi 10 anni gli stranieri residenti in Italia sono aumentati di 1,825 milioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

Risultano, quindi, un +57,5%, mentre gli italiani sono diminuiti di 325 mila unità (passando da 55.568 a 55.243 milioni) con un calo dello 0,6%. Considerando che i quasi 5 milioni di residenti stranieri in Italia hanno un’ età media di 34 anni, inferiore di 11 anni a quella degli italiani, l’invecchiamento della popolazione italiana e la bassa natalità sono stati compensati dagli immigrati stranieri di prima e di seconda generazione, anche sul fronte del mercato del lavoro. Edilizia, pulizie e cura degli anziani sono i settori che contribuiscono a garantire ai lavoratori stranieri regolari un tasso di occupazione maggiore (60,6%) rispetto a quello degli italiani (57,7%). Sono questi gli esiti della ricerca “Il lavoro degli stranieri nel 2017, evoluzioni e caratteristiche” realizzata dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro.

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Il Brasile intensifica le azioni di risposta per far fronte all’aumento di arrivi di cittadini venezuelani

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

Secondo le ultime stime del governo, più di 800 cittadini venezuelani arrivano in Brasile ogni giorno. Poiché la complessa situazione politica e socio-economica del paese continua a peggiorare, le persone in arrivo hanno un sempre più disperato bisogno di cibo, alloggio e assistenza sanitaria. Molti necessitano anche di protezione internazionale.
Dall’inizio del 2017 sono oltre 52.000 i venezuelani arrivati in Brasile. Si stima che 40.000 siano entrati dallo Stato del Roraima, situato nella zona settentrionale e piuttosto isolata del paese, e vivano nella capitale Boa Vista.
A fronte di un crescente afflusso di persone, sta diventando sempre più difficile fornire servizi pubblici come assistenza sanitaria e i servizi igienico-sanitari. Le autorità hanno recentemente dichiarato lo stato di emergenza e hanno stanziato 190 milioni di BRL (circa 58 milioni di dollari USA) per garantire l’assistenza umanitaria d’urgenza alle persone provenienti dal Venezuela.L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) lavora a stretto contatto con il governo federale brasiliano per registrare i venezuelani e garantire che tutte le persone in arrivo abbiano documenti validi. Una volta registrati, i richiedenti asilo venezuelani e le persone munite di permessi di soggiorno speciali hanno il diritto di lavorare e accedere all’assistenza sanitaria, all’istruzione e ad altri servizi di base.La Commissione governativa federale brasiliana istituita per far fronte all’emergenza venezuelana e coordinare la risposta umanitaria nel Roraima, sta collaborando con l’UNHCR per garantire ai cittadini venezuelani l’accesso all’assistenza sanitaria, una sistemazione adeguata e la distribuzione di articoli di primo soccorso come kit per l’igiene personale e materassi.
L’UNHCR e le autorità brasiliane sono sempre più preoccupate per i crescenti pericoli che devono affrontare i venezuelani che vivono in strada, tra cui lo sfruttamento sessuale e la violenza. Per far fronte al fabbisogno di alloggi e attenuare tali rischi, nelle ultime due settimane sono stati aperti due nuovi punti di accoglienza a Boa Vista, ognuno dei quali è in grado di ospitare 500 persone ed è quasi al completo. Viene data priorità alle famiglie con bambini, alle donne incinte, alle persone anziane e alle persone con esigenze specifiche.
I due centri di accoglienza sono gestiti dall’UNHCR e gli operatori presenti in loco effettuano registrazioni biometriche e rilasciano tesserini di riconoscimento utili per ricevere aiuti alimentari e di altro genere. Allo stesso tempo le autorità federali, attraverso l’esercito brasiliano, distribuiscono tre pasti caldi al giorno e garantiscono la sicurezza fisica. Il governo municipale sta inoltre effettuando una serie di vaccinazioni sul posto.Nel frattempo, l’UNHCR sta lavorando con le autorità per identificare i cittadini venezuelani disposti a trasferirsi volontariamente dal Roraima in altre zone del Brasile. Tale ricollocamento rappresenta una soluzione a lungo termine per le persone bisognose e un alleggerimento della pressione sulle comunità locali e sui servizi forniti nello Stato di Roraima. In settimana sono previsti due voli in partenza da Boa Vista, organizzati dalla Forza aerea brasiliana. Uno è partito ieri, con a bordo 104 venezuelani diretti a Sao Paulo. Il secondo è programmato per oggi con destinazione Sao Pablo e Cuiabá, capitale dello Stato del Mato Grosso situato nel centro del paese.Ad oggi, sono circa 600 i venezuelani trasferiti in altre città, dove le autorità locali e gruppi della società civile li stanno aiutando nel percorso di integrazione e autonomia. Un’indagine UNHCR condotta dall’Università Federale di Roraima ha rivelato che il 77 per cento dei venezuelani attualmente residenti nel Roraima sperano di trasferirsi in altre zone del Brasile.L’UNHCR esprime la propria gratitudine al governo brasiliano per gli interventi attuati, tra cui mantenere i confini aperti ai cittadini venezuelani e garantire che tutti i rifugiati e richiedenti asilo in Brasile abbiano accesso ai diritti e ai servizi di base.
Di recente l’UNHCR ha rivolto un appello ai donatori finalizzato alla raccolta di 46 milioni di dollari USA per attuare il Piano di risposta regionale per i venezuelani nei principali paesi ospitanti, incluso il Brasile. Finora, ha ricevuto solo il 4 per cento dei finanziamenti necessari. Chiediamo alla comunità internazionale un maggiore sostegno al Brasile, che è stato generoso nella sua risposta e ha bisogno di ulteriore supporto per migliorare la capacità di accoglienza, prevenire la discriminazione contro i venezuelani e assicurare una coesistenza pacifica.

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Aumentano gli alunni stranieri, ma mancano i docenti che dovrebbero insegnare a loro l’italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2018

Dati ufficiali Miur: gli studenti con cittadinanza non italiana che siedono ai banchi delle nostre scuole sono 826mila, il 9,4% della popolazione studentesca complessiva, 11mila in più rispetto all’anno scolastico precedente. La Lombardia è poi la regione che registra un maggior numero di studenti con cittadinanza non italiana, circa 208.000, mentre la quota più bassa si riscontra in Campania. Dieci le nazioni più rappresentate, prima fra tutte la Romania, seguita da Albania, Marocco, Cina, Filippine, India e Moldavia, Ucraina, Pakistan ed Egitto.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Nessuno ne parla, ma questi alunni sono senza insegnante specializzato. Infatti, quasi il 10% della nostra attuale popolazione studentesca è straniero; tuttavia, a due anni dal DPR 19/16 e dall’ultimo concorso a cattedre, non parte la classe di concorso per l’insegnamento di italiano ad alunni stranieri benché abbia fatto registrare centinaia di vincitori. Con le ultime indicazioni ministeriali sugli organici, l’unica novità è avere introdotto nel Cpia un posto su potenziamento, ma è una goccia nel mare: gli alunni sono 11mila in più rispetto all’anno scorso e bisogna pensare a un’implementazione delle forze di docenza specializzate in questa disciplina. Assumendo dei docenti già selezionati e che non aspettano altro di essere assunti.

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Dirigenti scolastici, il Fondo Unico Nazionale aumentato di 10 milioni di euro per il 2016/17

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 marzo 2018

Dai sindacati rappresentativi giungono parole di apprezzamento. Udir, invece, ritiene vi non sia troppo da stare allegri: il fondo rimane a regime infatti inferiore rispetto a quello attivato nel 2011 e decisamente parziale rispetto a quello in dotazione alle altre area della dirigenza pubblica. Marcello Pacifico (Udir): Lo storno nel Fun della Ria dei presidi cessati in servizio, invece, è stata inserita nel vecchio CCNL per non riconoscerla ai neo-assunti dirigenti scolastici dal 2001. Di questa totale irregolarità c’è ben poco da vantarsi. Un sindacato rappresentativo dovrebbe impugnare i Contratti integrativi regionali, per richiedere subito la perequazione della parte fissa della retribuzione di risultato. E rivendicare tutte le “voci” sottratte in busta paga, a partire della Ria che continua ad essere negata a tutti i dirigenti assunti negli ultimi anni. Noi siamo al fianco dei presidi e abbiamo portato avanti dei ricorsi che possano ridare dignità e rispetto a una categoria schiacciata da abnormi responsabilità, in cambio di stipendi bassi, in strutture che li espongono a gravi problemi legali e di sicurezza, visto che la metà degli istituti che dirigono sono stati costruiti prima del 1971. Di queste e altre problematiche discuteremo nei prossimi incontri che porteremo in giro per l’Italia: vi diamo appuntamento al primo convegno nazionale del nuovo anno a Palermo.

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Fisco: Unc, no ad aumenti dell’Iva

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2018

“No a qualunque ipotesi di aumento dell’Iva che finirebbe per colpire innanzitutto quel 31% di italiani che, stando ai dati di oggi di Bankitalia, fatica ad arrivare alla fine del mese” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Sarebbe incredibile se, dopo aver tutti promesso in campagna elettorale di voler ridurre le tasse, poi si aumentasse proprio quella più iniqua che, essendo proporzionale, colpirebbe molto di più le famiglie povere e numerose, oltre a reprimere ulteriormente i consumi, che ancora stentano a decollare, considerato che nel IV trimestre 2017 sia i consumi finali che la spesa delle famiglie residenti sono aumentati solo dello 0,1% rispetto al III trimestre 2017” prosegue Dona.

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I tumori uro-genitali sono in aumento nel nostro Paese

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 febbraio 2018

tumore vescicaLo sono in particolare il cancro al testicolo. Questa malattia, che interessa soprattutto i giovani con meno di 40 anni, sta registrando un +3% di nuovi casi l’anno. Ma gli italiani sembrano non prestare abbastanza attenzione al proprio benessere. Infatti, solo un uomo su cinque è andato almeno una volta dall’urologo per una visita. Questo medico può invece avere un ruolo fondamentale per favorire la prevenzione di molte gravi patologie. Quindi la Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) rinnova il suo invito ai cittadini affinché’ si sottopongano regolarmente ai controlli con lo specialista. L’appello a non sottovalutare i tumori all’apparato genito-urinario viene lanciato dalla Società Scientifica in occasione della giornata mondiale contro il cancro, che si celebra il 4 febbraio con la campagna #WeCanICan (www.worldcancerday.org). L’evento è promosso dall’UICC, organizzazione non governativa che rappresenta associazioni impegnate in oltre 100 Paesi e vuole sensibilizzare popolazione, media, istituzioni, personale medico-sanitario e i pazienti sui temi della prevenzione e la ricerca medico-scientifica contro tutte le neoplasie. “Il carcinoma testicolare colpisce ogni anno 2.500 italiani – afferma il prof. Alberto Lapini, Presidente Eletto della SIUrO -. Uno dei principali aspetti da tenere sotto controllo è il criptorchidismo, un disturbo che si verifica quando il testicolo non scende nello scroto durante lo sviluppo. I giovani con storia di criptorchidismo, infertilità e ipospadia corrono un rischio fino a 40 volte maggiore di sviluppare il cancro rispetto alla popolazione normale. In presenza di questi fattori di rischio è indicata una visita urologica periodica, anche annuale. Fondamentale è inoltre informare i giovani sull’importanza dell’autopalpazione del testicolo a partire dalla pubertà. Infatti la scoperta in fase precoce del cancro al testicolo permette di ottenere sopravvivenze in percentuale elevatissima addirittura oltre al 90%. Questo tumore, se ben trattato e specialmente se di basso stadio, rappresenta una delle poche occasioni in oncologia dove è possibile usare il termine guarigione”. “Si calcola che più dell’80% dei pazienti riescono a sconfiggere i tumori uro-genitali – aggiunge il prof. Riccardo Valdagni Presidente Nazionale della SIUrO -. Questi risultati sono resi possibili non solo dalle nuove armi terapeutiche a disposizione degli specialisti ma anche dal numero di diagnosi precoci che riusciamo ad ottenere”. “Promuovere la prevenzione primaria e secondaria dei tumori è uno degli obiettivi della nostra Società Scientifica – conclude il prof. Giario Conti Segretario Nazionale della SIUrO -. Per questo abbiamo deciso, anche quest’anno, di partecipare ad un’importante evento internazionale che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema di grande attualità. Contro il cancro non si può mai abbassare la guardia. E il primo passo per riuscire a sconfiggerlo è proprio insegnare a tutta la popolazione quali sono i principali campanelli d’allarme da non sottovalutare mai”.

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Fatturato immobiliare in aumento ovunque in UE, tranne in UK per la Brexit

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 novembre 2017

fondo immobiliareIn Europa fondi immobiliari e Reit rappresentano i veicoli più idonei a intercettare la domanda di servizi di gestione professionale da parte dei detentori di patrimoni immobiliari, e svolgono un ruolo di crescente importanza nell’ambito dell’attività di Asset management. Nei principali Paesi europei (Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Lussemburgo, Olanda, Spagna e Svizzera), il 2017 si dovrebbe chiudere con un patrimonio di oltre 550 miliardi di euro, in aumento di circa l’8 per cento rispetto all’anno precedente. A fronte di una situazione di stabilità o incremento modesto in alcuni Paesi, come Italia, Olanda o fondi aperti tedeschi, la crescita acquista maggiore vigore in altri mercati. É il caso dei fondi riservati tedeschi, dei fondi non quotati francesi e dei veicoli lussemburghesi. Questi sono alcuni dei dati emersi oggi a Roma nel corso della presentazione dell’aggiornamento del Rapporto 2017 “I Fondi immobiliari in Italia e all’estero”, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con lo Studio Casadei che ha curato la parte di analisi finanziaria.I principali mercati immobiliari europei confermano la fase positiva evidenziata a partire dal 2016. Nonostante lo scenario economico e politico incerto, il fatturato immobiliare è aumentato ovunque, fatta eccezione per il Regno Unito, dove il brusco rallentamento dell’attività nel periodo post-Brexit ha comportato una consistente flessione. Italia e Francia hanno registrato un aumento analogo nel 2016 con un’accelerazione nel 2017. La Germania ha evidenziato una fase di stabilizzazione, mentre la Spagna è tra i Paesi caratterizzati da un ritmo di crescita sostenuto, che proseguirà nel biennio a seguire.
La crescita del mercato immobiliare italiano, che si lascia alle spalle una lunga crisi, consolida il buon andamento del settore dei fondi immobiliari (407 quelli attivi). Secondo le proiezioni, sulla base dei dati delle semestrali e delle indicazioni dei gestori, il nav a fine anno sarà vicino o poco sopra i 50 miliardi di euro. Si tratta di uno stock superiore a quanto detenuto dal sistema assicurativo, previdenziale e bancario italiano. E ha avuto un incremento del 4,2 per cento rispetto all’anno precedente. Il patrimonio immobiliare diretto arriva a quasi 55 miliardi di euro, comprese le operazioni di sviluppo. Le previsioni per il 2018 sono di un leggero incremento di nav e patrimonio, visto che il flusso in uscita sarà significativo. A fine anno il saldo dovrebbe essere positivo, anche per la presenza di nuovi operatori di matrice estera. (foto: fondo immobiliare)

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Malattie della pelle in aumento

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

ospedale bresciaBrescia. Psoriasi, dermatite atopica e vitiligine sono malattie infiammatorie della pelle sempre più diffuse. Molti pazienti possono essere trattati dal dermatologo senza farmaci ma con gli strumenti messi a disposizione dalla fototerapia, in cui gli Spedali Civili di Brescia sono un punto di riferimento europeo. La fototerapia consiste nell’esposizione alla luce con particolari apparecchiature che permettono di irradiare il paziente o solo alcune zone specifiche del corpo, evitando l’uso di farmaci biologici, molto costosi, che possono provocare effetti indesiderati anche pesanti e sono comunque controindicati in pazienti portatori di infezioni croniche o che hanno sofferto di tumori.“La fototerapia è da tempo un approccio utilizzato con successo nel nostro ospedale – afferma il prof. Piergiacomo Calzavara-Pinton, Direttore del Dipartimento di Dermatologia all’Università di Brescia e Presidente SIDeMaST, (Società Italiana di Dermatologia medica e chirurgica, estetica e di Malattie Sessualmente Trasmesse) -, non riduce le difese immunitarie e può essere efficace quanto le terapie farmacologiche. Inoltre i costi sono ridotti rispetto all’uso di alcune molecole: un ciclo di farmaci biologici costa circa 15mila euro per paziente ogni anno, utilizzando le apparecchiature per la fototerapia si possono trattare efficacemente tra i 100 e i 200 pazienti al giorno, con un notevole risparmio per il sistema sanitario nazionale.” Con i nuovi macchinari, a tecnologia laser, LED o a eccimeri, l’esposizione alla luce può essere localizzata e regolata sulla persona e sul tipo di malattia modulando il sistema immunitario senza avere la tossicità sistemica tipica dei farmaci biologici, che tra l’altro non sono indicati in pazienti con epatite B o C, HIV e tumori.”
Di fototerapia, ma anche di malattie causate da sensibilità alla luce e di fotoprotezione si parla al 3° Corso Europeo di Fotodermatologia che si apre oggi al Centro Pastorale Paolo VI a Brescia. Nella prima giornata sotto i riflettori i meccanismi della fotodermatologia (fototerapia e fotosensibilità), nella seconda invece si approfondiranno i temi della fotoprotezione. “In seguito all’esposizione al sole i pazienti con fotodermatosi autoimmuni come eritema solare (polimorfo solare) e orticaria solare – continua il prof. Calzavara-Pinton – hanno una potente reazione cutanea perché il loro sistema immunitario non si adatta alla luce come nelle persone sane. Reazioni fotoallergiche o fototossiche da farmaci o sostanze naturali applicate localmente o assunte per bocca sono anche frequentissime. L’esposizione solare, insieme all’inquinamento ambientale, contribuisce in modo determinante all’invecchiamento della pelle. Per averne un’idea basta guardare la differenza tra la pelle del viso e quella della pancia: hanno la stessa età, hanno mangiato le stesse cose, ma la pelle del viso ha un aspetto più vecchio con molte più rughe e macchie. Dunque, come dobbiamo proteggere la pelle? I solari, e ne esistono moltissimi in commercio, non sono sempre adeguati. A volte si usano i prodotti sbagliati e in modo errato. È importante sapere quali prodotti usare e in che modo”. Tutto ciò rappresenta un ulteriore costo per il SSN. Nella seconda giornata del corso previsti anche i contributi dei direttori medici di alcune delle maggiori aziende produttrici di prodotti solari impegnate nella ricerca sulla fotoprotezione, insieme ai clinici, per mettere a punto nuove linee guida europee per la fotoesposizione che saranno disponibili il prossimo anno.

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Aumento debito pubblico

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 ottobre 2017

Washington. Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Secondo le ultime previsioni macroeconomiche redatte dal Fondo Monetario Internazionale, il debito pubblico italiano salirà quest’anno al 133% in rapporto al Pil, in rialzo rispetto al 132,6% registrato nel 2016. Gli economisti di Washington smontano quindi l’ennesima bufala raccontata dal premier Gentiloni e dal ministro dell’economia Padoan, che nella recentissima Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza appena votata dal Parlamento hanno stimato un valore del debito ben più basso, pari al 131,6% nel 2017.Il prossimo anno, quindi, l’errore di sottovalutazione del Tesoro risulta pari a 1,4 punti percentuali. Questo risultato fortemente negativo non è nient’altro che l’effetto del costante ricorso, da parte degli ultimi governi di centro-sinistra, a manovre finanziarie finanziate in deficit, come quella per il 2018, che il Governo si appresta a varare.Da sempre sosteniamo che un maggior deficit si traduce sempre in un maggior debito futuro, un peso imposto alle generazioni future che quel debito saranno tenute a ripagare. Ricordiamo che, attualmente, lo stock di debito pubblico italiano ammonta alla cifra monstre di oltre 2.300 miliardi di euro, record storico toccato lo scorso luglio, quando è aumentato di ben 18,6 miliardi in un solo mese.Soltanto nei primi 6 mesi del 2017, infatti, l’aumento è stato di 63 miliardi, pari a 10,5 miliardi al mese. Questo aumento avviene in un contesto monetario straordinariamente favorevole, che, grazie al Quantitative Easing promosso dalla Banca Centrale Europea, ha permesso al Tesoro di spuntare rendimenti di emissione ai minimi storici, producendo un forte risparmio nella componente interesse.Il vero problema è che questo programma di stimoli monetari eccezionali sta per finire, come annunciato dalla stessa BCE. E quando Francoforte smetterà di acquistare i BTP italiani in dosi massicce i rendimenti torneranno a salire, così come gli interessi sul debito, che contribuiranno a creare nuovo deficit e così via.Se soltanto Gentiloni e Padoan capissero questa semplice regola, si precipiterebbero subito ad effettuare misure di riduzione della spesa pubblica inefficiente, piuttosto che comprarsi il consenso in vista delle prossime elezione attraverso costose mance elargite a pioggia”.

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Le donne imprenditrici aumentano nel mondo ma non in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 17 settembre 2017

mondo-multi-polareSecondo il Global Business Entrepreneurship Monitor (GEM) 2016/17 Women’s Report: “Questo non solo mostra la grandezza degli impatti che le donne imprenditrici hanno in tutto il mondo, ma sottolinea il contributo che forniscono verso la crescita e il benessere delle loro società”, ha dichiarato la professoressa del Babson College e co-autrice del rapporto, Donna Kelley. “Le donne imprenditrici offrono redditi per le loro famiglie, occupazione per coloro che vivono nelle loro comunità e prodotti e servizi che portano nuovo valore al mondo che li circonda”.
Tra le 63 economie sondate, sia nella presente che nell’ultima relazione prodotta nel 2015, GEM ha rilevato che l’attività totale imprenditoriale (TEA) tra le donne è aumentata del 10% e il divario di genere (rapporto tra donne e uomini partecipanti all’imprenditorialità) è diminuito del 5% . Queste stesse economie mostrano un aumento dell’8% della proprietà delle donne nelle imprese consolidate.
GEM classifica le economie in cinque livelli di sviluppo economico (utilizzando criteri identificati dal Forum Economico Mondiale) e sei regioni geografiche: l’Asia orientale e meridionale e il Pacifico, l’Europa e l’Asia Centrale, l’America Latina ei Caraibi, il Medio Oriente e il Nord Africa, Nord America , e dell’Africa sub-sahariana.I tassi femminili di TEA variano dal 3% in Germania, Giordania, Italia e Francia al 37% in Senegal. In sole cinque economie in due regioni (Indonesia, Filippine e Vietnam in Asia e Messico e Brasile in America Latina), le donne hanno partecipato all’imprenditorialità a tassi uguali o superiori agli uomini. Nonostante i tassi di TEA bassi, l’Europa brilla per avere donne più educate rispetto agli uomini imprenditori, il 22% in media. Il 10% di tutte le donne imprenditrici intervistate gestiscono le proprie attività per conto proprio e non hanno intenzione di aggiungere dipendenti nei prossimi cinque anni. L’Europa ha la più alta frequenza di un’attività imprenditoriale gestita da una sola persona.GEM, nel suo 18esimo anno di attività, ha acquisito un riconoscimento diffuso come lo studio longitudinale più autorevole dell’imprenditorialità nel mondo e, in quanto tale, offre preziosi dati per guidare la ricerca futura e il processo decisionale, nonché la progettazione di interventi che possano migliorare l’imprenditoria delle donne, ha dichiarato il direttore esecutivo GEM Mike Herrington. Innanzitutto si può notare che la differenza di genere fra donne e uomini è più accentuata, in Italia, nell’intenzione imprenditoriale piuttosto che nel TEA. Questo significa che vi è un minore interesse da parte delle donne per la carriera imprenditoriale, che viene evidentemente ancora vista come un’attività tipicamente maschile. E la tendenza non è incoraggiante, poiché fra il 2104 e il 2016 vi è stata una significativa riduzione nell’intenzione imprenditoriale della popolazione femminile, dal 10,7% al 7,6 (-29%).
Per le donne come per gli uomini è inoltre molto elevata in Italia la differenza fra l’intenzione imprenditoriale e l’effettiva realizzazione. Su questa differenza pesano alcuni ritardi del sistema paese, che non facilitano la realizzazione delle aspirazioni imprenditoriali.
I dati di questa ultima relazione evidenziano alcune tendenze chiave e paradossi, ha aggiunto:”Aumenta lo sviluppo economico e il livello di istruzione. Diminuisce la partecipazione imprenditoriale tra le donne, ma anche la discontinuità delle imprese si rallenta. Mentre il tasso di discontinuità femminile supera quello dei maschi nei primi tre livelli di sviluppo, anche se solo di circa il 10%”.
Da notare anche, per i responsabili politici, è la constatazione che, in media, le donne presentano una probabilità del 20% o superiore di citare la necessità come motivo per avviare una nuova attività rispetto agli uomini, specialmente nelle economie meno sviluppate. Un risultato positivo è che le donne imprenditrici hanno una probabilità di innovazione superiore al 5% rispetto agli uomini.
Sebbene non ci siano risposte chiare nel rapporto, i dati forniscono una base importante per il sostegno della crescita delle imprese femminili e la creazione di valore economico e sociale in tutto il mondo, ha commentato Mike Herrington.

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Le bufale sul miracoloso aumento dell’occupazione

Posted by fidest press agency su martedì, 5 settembre 2017

opportunita-lavoroIn concomitanza con la pubblicazione dei dati ISTAT sull’occupazione, stiamo assistendo ad un coro di esaltazione, da parte di esponenti del Governo e del segretario del PD, di quello che viene presentato quasi come un nuovo miracolo economico, distorcendo e manovrando i dati a proprio uso e consumo.
Partiamo dal chiarire a quale categoria ci si riferisca quando si parla di occupazione: a) gli occupati veri e propri, cioè chi lavora;
b) disoccupati, chi non lavora ma cerca lavoro, ovvero persone in cerca di occupazione;
c) gli inattivi ovvero chi non lavora e non lo cerca, spesso avendo perduto ogni speranza di trovarlo.
L’ISTAT ieri ha comunicato che fra giugno e luglio di quest’anno si stimano 59.000 occupati in più ma anche 61.000 disoccupati in più, ciò significa che più ‘inattivi’ hanno cercato un’occupazione, il loro numero diminuisce ma aumenta il numero dei disoccupati, evidentemente la loro ricerca di lavoro non ha dato i frutti sperati!
Altra evidenza importante che dovrebbe suggerire più prudenza a Renzi è che l’aumento dell’occupazione non ha significato nuovi posti di lavoro ma semplicemente registra la permanenza al lavoro degli over 50 a causa della riforma Fornero: in questa fascia di età si concentra infatti la crescita dell’occupazione; di contro si registra un crollo dell’occupazione nella fascia di età tra i 35/49 anni con 116.000 occupati in meno a causa di crisi aziendali e ristrutturazioni, specie nell’industria.
Per i giovani sotto i 25 anni di fronte a 47 mila nuovi posti di lavoro nuovi, se ne contano meno 8.000 nella fascia d’età 25/34 anni ma il dato più significativo è che il tasso di disoccupazione giovanile è aumentato arrivando addirittura al 35,5%.
Infine un dato importantissimo, che fa giustizia della propaganda renziana, viene dal confronto tra rapporti di lavoro fissi cioè a tempo indeterminato e quelli a tempo determinato: nel primo trimestre di quest’anno a fronte di 477.000 rapporti precari, i contratti a tempo indeterminato sono stati appena 32.460, molti di meno di quanto registrato nei due anni passati, a giugno addirittura sono diminuiti di 12.755 unità. La spiegazione? Semplice la fine degli incentivi/decontribuzione che nei tre anni precedenti aveva accompagnato l’entrata in vigore del Jobs Act, un rilancio drogato dell’occupazione i cui effetti sono cessati con il venir meno degli sgravi.
Altro che il milione di posti di lavoro creati dal Jobs Act come proclama Renzi! I dati analizzati bene ci dicono che nel nostro paese le fasce più deboli – le donne che registrano un tasso di disoccupazione in aumento e i giovani – con questo andazzo sono condannati, se va bene, ad un futuro di precariato permanente andando ad ingrossare quella grossa fetta si povertà assoluta che già oggi in Italia conta più di 5 milioni di persone. Non c’è proprio niente di cui rallegrarsi c’è solo da mobilitarsi e lottare smascherando le bufale di Renzi, del PD e del governo.

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Bankitalia: nuovo record debito, sale a 2.281,4 miliardi

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

ministero-finanzeNuovo record storico del debito pubblico italiano, che a giugno sale a 2.281,415 miliardi, battendo il precedente primato di maggio di 2.279,249 miliardi, che aveva battuto il record di aprile (2.270,958) e che a sua volta aveva battuto il record di marzo (2.260,551).
“I complimenti al Governo e al ministro Padoan che, consapevoli dell’imminente fine del Quantitative Easing, hanno pensato bene di dare una stretta al debito pubblico, così da ridurne l’onere, in previsione di un imminente innalzamento dei tassi di interesse” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“E per fortuna, stando a quanto aveva dichiarato Padoan, il debito si sarebbe dovuto stabilizzare nel 2015 e poi scendere nel 2016, altrimenti chissà dove ci troveremmo ora!” prosegue Dona.
“La verità è che l’abbassamento del debito in valore assoluto è fondamentale, specie se si continuano ad annunciare riduzioni di tasse o si vuole ridiscutere credibilmente il fiscal compact con l’Europa. Inoltre non c’è organizzazione che non abbia messo in guardia dal pericolo debito pubblico. Ricordiamo, da ultimi, il FMI, per il quale l’elevato debito lascia l’Italia esposta a shock e la Banca d’Italia, per la quale è un fattore di debolezza che rende vulnerabile l’economia italiana alle turbolenze sui mercati, amplificando gli effetti delle fluttuazioni cicliche. Parole, ahimè, inascoltate!” conclude Dona.

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Sogea aumenta il capitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 luglio 2017

Il Consiglio di Amministrazione della Sogeea SpA ha deliberato una proposta di aumento di capitale di 4,5 milioni di euro che sarà sottoposta all’approvazione della prossima assemblea dei soci. Per l’aumento di capitale, il CdA prevede nuovi apporti per 4,1 milioni e, per la restante parte, l’utilizzo di una quota delle riserve derivanti dal bilancio d’esercizio 2016, chiuso con un utile di 597.908 euro «L’operazione – ha spiegato nella sua relazione il presidente Sandro Simoncini – consentirà all’azienda nuovi investimenti per rafforzare ulteriormente la propria presenza sul mercato della regolarizzazione dei patrimoni immobiliari; potenziare la struttura di USCE, l’innovativo Ufficio Speciale Condono Edilizio che è partner dei Comuni nell’evasione delle pratiche di condono; consolidare e ampliare l’attività del Centro Studi, ormai punto di riferimento della comunità tecnico-scientifica grazie all’elaborazione di ricerche e dossier». Il Consiglio di Amministrazione della Sogeea SpA ha altresì confermato il piano per complessive 80 nuove assunzioni entro la fine del 2017.

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Aumentano le casalinghe in povertà assoluta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

istatSecondo i dati Istat resi noti oggi, nel 2015 sono più di 715 mila le casalinghe in povertà assoluta, il 9,3% del totale. “Un dato molto allarmante, soprattutto perché in netta crescita rispetto all’anno precedente. Le casalinghe, insomma, sono sempre più povere. Rispetto al 2014, le casalinghe in povertà assoluta sono passate da 650.197 a 715.564, con un rialzo del 10,05%. In termini percentuali, si passa dall’8,7% delle casalinghe al 9,3% (dato 2015). Particolarmente accentuato il peggioramento del Centro, +24,19%, anche se la situazione resta comunque la migliore rispetto al resto d’Italia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Questo dato dovrebbe preoccupare il Governo, visto che significa che il 9,3% delle casalinghe non ha soldi a sufficienza per uno standard di vita minimamente accettabile, per poter acquistare beni e servizi essenziali per una vita dignitosa. Per questo, è urgente che il provvedimento appena varato sulla povertà sia al più presto esteso a tutti i poveri assoluti” conclude Dona.

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Emendamento per l’aumento delle tariffe dell’energia elettrica

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 giugno 2017

energia-elettrica“La questione – ha ricordato Renao Brunetta – riguarda l’eliminazione del regime di ‘maggior tutela’ nel settore dell’energia elettrica, ovvero un regime che oggi garantisce a 20 milioni di consumatori domestici e a 4 milioni di PMI, la fornitura di energia a prezzi inferiori a quelli del mercato libero. Nel corso dell’esame in Senato, è stata fissata al primo luglio 2019 la data dalla quale decorre l’abrogazione del regime di maggior tutela, disponendo altresì, per coloro i quali non avessero scelto di aderire al libero mercato entro tale data, l’affidamento a un servizio di salvaguardia gestito dagli operatori che si sarebbero aggiudicati il servizio tramite gara”.In sostanza, spiega Brunetta “Qualora non avessero scelto un fornitore (anche perché magari privi degli strumenti tecnologici o culturali per sceglierne uno online al giusto prezzo) i consumatori sarebbero stati quindi ‘impacchettati’ e messi all’asta, ad un prezzo comunque più alto di quello che si trova sul libero mercato (che, per inciso, già oggi ha prezzi più elevati). Nel corso dell’esame in sede referente presso le Commissioni riunite VI e X della Camera – ha ricordato l’esponente azzurro – è stato soppresso il riferimento ai clienti che alla scadenza del mercato tutelato non abbiano scelto il proprio fornitore, i quali sono dunque sottratti al regime delle aste per aree territoriali.L’emendamento in questione, con il quale Forza Italia voterà contro, di fatto, ripristina quanto correttamente modificato in sede referente: qualora, su questo punto, si tornasse al testo del Senato, il rischio cui si va incontro – ha concluso Brunetta – è quello di vedersi aumentare, per milioni di persone, il costo dell’energia elettrica, senza che ne possano derivare vantaggi, soprattutto per la tipologia più fragile di utenti”.

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