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Posts Tagged ‘autismo’

Individuare la “firma motoria” dell’autismo per una diagnosi sempre più precoce

Posted by fidest press agency su martedì, 30 maggio 2017

autismoDiagnosticare precocemente l’autismo, fin dai primi mesi di vita o addirittura in gravidanza, osservando i movimenti dei bambini. E poi modificare la motricità dei bambini con autismo e di conseguenza la loro interazione sociale grazie ai robot. Sono temi di ricerca di cui si è parlato durante il meeting “Autismo: verso un futuro migliore”, promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini e svoltosi recentemente a Genova. «Le recenti acquisizioni della ricerca ci dicono che c’è rapporto tra fare e vedere. Il modello a “sandwich” che ha dominato per lungo tempo le scienze cognitive e le neuroscienze è ormai superato» spiega Edvige Veneselli, Direttore dell’Unità di Neuropsichiatria Infantile all’Ospedale Pediatrico Gaslini di Genova e presidente del meeting. «In questo modello fare e vedere sono separati, non c’è una connessione diretta tra i sistemi percettivi e il sistema motorio . Oggi sappiamo che il sistema motorio partecipa a molte funzioni percettive e che la cognizione non è separata dal sistema motorio. I processi cognitivi, tradizionalmente considerati come isolati, sono invece radicati nell’azione e molti processi cognitivi vedono la partecipazione del sistema motorio». Questa concezione ha avuto conferma con la scoperta dei neuroni a specchio, che rispondono non soltanto quando si esegue un movimento, ma anche quando si vede un altro individuo eseguire lo stesso movimento o uno simile.
«I nostri studi riguardano la capacità di leggere l’intenzione dalla semplice osservazione dei movimenti» aggiunge Cristina Becchio, Senior Researcher dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. «Tradizionalmente le intenzioni sono state considerate fenomeni intracranici, che non si possono vedere perché sono racchiuse nella scatola cranica dell’individuo e come tali non sono osservabili. Abbiamo invece osservato che le intenzioni, gli stati mentali, si traducono in pattern di movimento visibili. Si tratta di differenze del movimento quasi impercettibili e per studiare le variazioni nel pattern del movimento abbiamo bisogno di una metodologia non semplicemente quantitativa, ma anche qualitativa, utilizzando tecniche di modelling, neuro-imaging e stimolazione. Inoltre abbiamo abbinato alla tecnica di risonanza magnetica funzionale una tecnica di analisi multivariata. In collaborazione con l’unità i neuropsichiatria infantile dell’Istituto Gaslini ci siamo chiesti se un’analoga modulazione intenzionale si potesse osservare nel movimento effettuato da bambini con diagnosi di autismo e se ci fossero differenze tra bambini con autismo rispetto ai bambini a sviluppo tipico nelle intenzioni e nei movimenti. E la conclusione è che la quantità di informazioni trasmesse dalla cinematica circa l’intenzione al movimento è maggiore nel gruppo a sviluppo tipico rispetto al gruppo con autismo, a conferma quindi di un’anomalia nel movimento. Dalle prime osservazioni di ricerca possiamo trarre anche implicazioni per la diagnosi. Queste osservazioni, infatti, potrebbero fornire un nuovo marker comportamentale utile per una diagnosi precoce, dato che queste anomalie sono presenti fin dalla nascita e quindi potrebbero essere indagate fin dai movimenti nei primi mesi di vita. E per favorire la diagnosi, i ricercatori dell’IIT stanno pensando di realizzare una nuova tecnologia portatile che possa catturare la firma motoria dell’autismo in un ambiente al di fuori del laboratorio. Un dispositivo non invasivo, a basso costo, che possa monitorare i movimenti durante le 24 ore e fornire utili indicazioni per l’individuazione precoce della malattia».
Altri ricercatori stanno studiando il rapporto tra movimento e autismo. I fratelli minori di bambini già diagnosticati sono a rischio di sviluppo di autismo, soprattutto i maschi. Infatti nei maschi minori di fratelli con autismo il rischio di sviluppare la stessa condizione è pari al 25,9 per cento, tanto che nel mondo sono nati diversi “baby sibling network”, reti di ricercatori che monitorano i bambini a rischio fino ai tre anni di vita. In Italia è stato istituito il NIDA, Network Italiano per il riconoscimento precoce dei Disturbi dello Spettro Autistico, promosso dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie del Ministero della Salute. «Abbiamo monitorato sia bambini a basso rischio, cioè senza precedenti casi in famiglia, sia ad alto rischio, cioè con fratelli autistici» racconta Maria Luisa Scattoni, Ricercatrice del Reparto di Neurotossicologia e Neuroendocrinologia dell’Istituto Superiore di Sanità. «Di recente abbiamo incluso altre popolazioni a rischio, cioè i bambini prematuri tra la 26ma e 31ma settimana di gestazione. Il monitoraggio riguarda due indici di benessere: il pianto prenatale e l’analisi dei movimenti nei primi mesi di vita. Il pianto è il primo sistema con cui il bambino comunica con il mondo esterno e la sua caratteristica è data dal numero di picchi di frequenza generato dalle vibrazioni delle corde vocali, che agiscono sotto il controllo del sistema nervoso centrale. Mettendo a confronto i diversi gruppi di bambini, monitorati per i primi sei mesi di vita, abbiamo osservato che i bambini a basso rischio hanno una frequenza fondamentale del pianto diversa rispetto ai bambini ad alto rischio. Per quanto riguarda l’altro indice di benessere, il presupposto è che il bambino nelle prime settimane di vita effettua dei movimenti di stiracchiamento delle braccia e delle gambe. Dalla nona settimana di vita il movimento coinvolge tutto il corpo, che poi precede il movimento finalizzato e intenzionale, per esempio portare qualcosa alla bocca. Abbiamo osservato i movimenti di tre gruppi: i bambini a basso rischio, quelli ad alto rischio ma non ancora diagnosticati per autismo, e un terzo gruppo con diagnosi di autismo. Nelle prime sei settimane di vita i bambini a basso rischio presentano un punteggio ottimale mentre i bambini ad alto rischio che non hanno ancora ricevuto una diagnosi hanno una traiettorie differente, e i bambini con diagnosi di autismo hanno un repertorio povero. Ora stiamo avviando un nuovo studio, all’interno di un progetto europeo, per registrare i movimenti fetali durante l’ecografia 3D e 4D, in modo da poter identificare i bambini a rischio fin dalla gravidanza».
Le nuove tecnologie possono essere utili non soltanto per una diagnosi precoce, ma anche per migliorare il movimento dei bambini con autismo. «Un progetto dell’ITT riguarda lo sviluppo di nuovi approcci senso-motori utilizzando piattaforme robotica» spiega Becchio. «Pensiamo di utilizzare iCub, il robot realizzato nei laboratori del nostro Istituto (1). Partendo dal presupposto che i bambini con autismo si muovono diversamente, l’idea è che se potessimo modificare la loro cinematica, potremmo ottenere un impatto non soltanto sul loro controllo motorio, ma verosimilmente anche sulla loro capacità di percepire l’azione altrui e quindi sulla loro capacità di interazione sociale. Poiché non possiamo istruire un bambino a muoversi diversamente, perché il controllo motorio non è sottoposto a un controllo consapevole, potremmo grazie al robot sfruttare un fenomeno che si chiama “contagio motorio”: dato che le azioni altrui sono contagiose, possiamo trasferire parametri di movimento dall’azione altrui ai bambini con autismo. Per cui ci prefiggiamo di cambiare i pattern motori di iCub per contagiare i bambini a muoversi con una cinematica via via più simile a quella dei bambini a sviluppo tipico».

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Autismo e Sindrome da Deficit di Attenzione ed Iperattività: quali interventi per un futuro migliore

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

porto antico genovaGenova mercoledì 24 e giovedì 25 maggio ore 9 Palazzo Ducale, piazza Matteotti 9. I bambini con Disturbi dello Spettro dell’Autismo e con Sindrome da Deficit di Attenzione ed Iperattività siano sempre più numerosi, e quanto la gestione di questi disturbi sia complessa e multidisciplinare, necessitando sia un piano diagnostico terapeutico precoce, sia di un network operativo solido e ben preparato, costituito da figure professionali che accompagnino il paziente, dal riconoscimento della problematica all’inserimento nella società in età adulta. È per rispondere a queste sfide che mercoledì 24 e giovedì 25 maggio Edvige Veneselli, Direttore dalla UO di Neuropsichiatria dell’Istituto G. Gaslini di Genova, organizza due incontri, promossi dalla Fondazione Internazionale Menarini e pensati per Pediatri, Neuropsichiatri Infantili, Psichiatri, Psicologi, TNPEE (Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva), Infermieri, Logopedisti, Educatori, ma anche insegnanti e famiglie, finalizzati ad analizzare lo stato dell’arte ma anche gli aspetti più pratici legati a queste due importanti problematiche.
La prima giornata, mercoledì 24 maggio, sarà dedicata all’Autismo, ad approfondire le prospettive dalla ricerca clinica, le problematiche cliniche e il percorso dalla diagnosi precoce alla presa in carico e, durante il pomeriggio, verranno trattate le innovazioni tecnologiche e dei sistemi educativi e la delicata situazione della transizione all’età adulta.
Giovedì 25 maggio inizierà con un update sulla realtà italiana e sugli interventi farmacologici. Verranno trattate la comorbidità con il Disturbo dello Spettro dell’Autismo e le novità sugli interventi terapeutici e sulle terapie complementari.
Nel pomeriggio saranno affrontati altri argomenti come L’ADHD nei bambini superdotati, Il Disturbo Ipercinetico-Disattentivo nella Disabilità Intellettiva, la transizione all’età adulta, il trattamento farmacologico e non.

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Mostra “2 aprile in blu: giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 aprile 2017

Onu palaceRoma Fino al 28 Aprile 2017 Sala della Biblioteca di scienze della Formazione Via Milazzo 11 b Esposizione di libri con bibliografia dal 3 al 28 aprile. Quest’anno il tema scelto dalle Nazioni Unite è Verso l’autonomia e l’autodeterminazione. Il Miur Ministero Istruzione Università Ricerca, dedica la settimana dal 27 al 31 marzo alla sensibilizzazione nelle scuole su questo disturbo (con la nota n.495 del 23/03/2017). La settimana sarà un’occasione di confronto tra le scuole e di collaborazione tra enti, associazioni. Si tratterà degli interventi informativi e/o formativi sul tema, agevolando la collaborazione e suscitando attenzione intorno all’argomento in diversi campi:
– innovazione metodologico-didattica inclusiva;
– ricerca e sperimentazione di modelli di cooperazione dei team docenti anche in collaborazione con università, centri di ricerca, associazioni e terzo settore;
– partenariati, anche in ambito europeo, caratterizzati da scambi e confronti di esperienze di didattica;
– condivisione di programmi di utilità sociale, finalizzati a migliorare l’inclusione scolastica. http://www.sba.uniroma3.it

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Mostra per la ‘Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo’

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneRoma Lunedì 3 Aprile 2017, ore 9:00 / 28 Aprile 2017Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione Via Milazzo 11 b y Esposizione di libri con bibliografia. Quest’anno il tema scelto dalle Nazioni Unite è Verso l’autonomia e l’autodeterminazione. Il Miur Ministero Istruzione Università Ricerca, dedica la settimana dal 27 al 31 marzo alla sensibilizzazione nelle scuole su questo disturbo (con la nota n.495 del 23/03/2017).
La settimana sarà un’occasione di confronto tra le scuole e di collaborazione tra enti, associazioni.
Si tratterà degli interventi informativi e/o formativi sul tema, agevolando la collaborazione e suscitando attenzione intorno all’argomento in diversi campi:
– innovazione metodologico-didattica inclusiva;
– ricerca e sperimentazione di modelli di cooperazione dei team docenti anche in collaborazione con università, centri di ricerca, associazioni e terzo settore;
– partenariati, anche in ambito europeo, caratterizzati da scambi e confronti di esperienze di didattica;
– condivisione di programmi di utilità sociale, finalizzati a migliorare l’inclusione scolastica.

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Mogol e la comunità: Incontro per la lotta all’autismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2016

mogolRoma. Giovedì 13 ottobre 2016, ore 19.30 Galleria Arte Plus Arte Puls – viale Mazzini 1. Saranno Mogol e sua moglie, Daniela Gimmelli, insieme con Giampaolo Nicolasi, della Comunità Incontro di Amelia, a battezzare “Un pezzetto di Paradiso”, struttura polivalente contro l’autismo e il disagio psichico. Dalle 19 alle 22, a Roma, presso la Galleria Plus Arte Puls, si terrà una serata benefica a favore dei ragazzi ospitati dalla struttura. Nata tra Guardea e Alviano, in provincia di Terni, si tratta di un grande casale con sei ettari di terreno, animali e arnie, per rispondere ai bisogni dei ragazzi ormai adulti abbandonati dall’assistenza pubblica alle famiglie che – fiaccate e sfinite – non hanno i mezzi tecnici, morali e spesso economici, per far fronte al disagio.
I principi ispiratori dell’esperienza sono quelli di dare autonomia, dignità e futuro a persone “arrabbiate” perché chi e quanto gli è intorno non li comprendono e gli chiedono di “star buoni”, laddove invece hanno tanto da dare e fare. In attesa che la ricerca offra soluzioni a una sindrome che “non si sa da dove viene e non si sa come si cura”, attraverso il lavoro degli orti e dei campi, la cura degli animali, la partecipazione alla vita delle piccole comunità della zona si darà autonomia e autostima a queste persone.
Agli ospiti sarà offerto un bicchiere di vino dai sommelier dell’Ais Lazio, accompagnato con pizza e mortadella, rifacendosi alle tradizioni quasi quarantennale della Comunità Incontro. La cornice sarà quella della mostra RYTHM, una selezione di opere – curata da Paola Valori – dedicata alla creatività femminile che si ispira al ritmo e al fluire del tempo.

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Sanità, Binetti (Ap): “Nuovi Lea su autismo deludenti”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

Paola-Binetti“Sono moltissime le associazioni di genitori di soggetti autistici profondamente deluse dai nuovi Lea presentati in questo fine settimana non solo perché non soddisfano affatto le loro aspettative, ma perché dimenticano completamente sia la legge sull’autismo n.134 del 2015 che la più recente legge n.112 del 2016 sul Dopo di Noi. Certamente dal Parlamento faremo tutto il possibile per migliorane lo spirito e l’assetto concreto. Sorprende che l’allegato finanziario ai Lea azzeri anche i famosi 50 milioni promessi per l’attuazione della Legge n.134 per il 2016. Una promessa fatta il 30 marzo scorso e ribadita il 2 aprile di fronte alle massime autorità dello Stato”. E’ quanto afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, relatrice del ddl sull’autismo alla Camera e da sempre impegnata nella tutela dei diritti dei soggetti disabili.
“Non so per quale ragione misteriosa sia scomparso dall’allegato 8 dei Lea l’autismo, mentre fortunatamente sono previsti tutta una serie di interventi per altre disabilità, come la sindrome di Down. La Legge n.134 del 2015 nell’articolo 2 esigeva l’emanazione dei Lea specifici per l’autismo entro sei mesi dalla sua entrata in vigore, termine scaduto alla fine di gennaio 2016. Né è condivisibile – prosegue Binetti – l’ipotesi di includere l’autismo tra le psicosi, come conferma tutta la letteratura scientifica sul tema. Ed è davvero grave che non sia ancora partita la nuova elaborazione delle linee guida sull’autismo, come la stessa legge 134 pretendeva, dal momento che la versione precedente ignorava totalmente le problematiche relative all’adolescenza e all’età adulta. In tal senso è stata presentata già da tempo una interrogazione al ministro della Salute per chiedere ragione della mancata attuazione di due dei parametri fondamentali della legge sull’autismo: Lea e Linee guida. Non vorremmo che il governo tanto impegnato sulla tutela di una serie di diritti speciali particolari – conclude Binetti – dimenticasse quelli che tutelano la salute dei soggetti disabili che sono tra le fasce più fragili della nostra popolazione”.

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Risultati importanti per la terapia dell’autismo arrivano dall’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2016

lumsa universitàRoma. La ricerca dell’IdO sarà presentata venerdì 1 aprile a Roma da Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto, al seminario ‘Lo spettro autistico’ promosso dall’onorevole Paola Binetti nell’Aula Valori dell’Università Lumsa in via di Porta Castello 44 dalle 15 alle 18. E’ stato pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale ‘Autism open-access’ un altro articolo dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma sul tipo di terapia che propone, dal titolo ‘Dall’integrazione emotiva alla costruzione cognitiva: l’approccio evolutivo Tartaruga’ (consultabile sul sito http://www.ortofonologia.it).
“Lo studio è durato 4 anni ed è stato condotto su un campione di 80 bambini dai 24 ai 131 mesi (tutti videoregistrati), con risultati decisamente incoraggianti, di cui abbiamo documentato i miglioramenti ottenuti con un metodo rigorosamente scientifico. Oltre ai miglioramenti in generale, possiamo affermare che, secondo la diagnosi Ados (Autism Diagnostic Observation Schedule), l’80% dei casi sono usciti dallo spettro autistico e il 30% dall’autismo dopo due e quattro anni di trattamento. Tutti i risultati rispondono al criterio evidence based”. Lo fa sapere Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’IdO, ricordando in occasione della Giornata mondiale di consapevolezza sull’Autismo (sabato 2 aprile) che “il progetto terapeutico portato avanti dall’IdO è stato denominato ‘Tartaruga’ proprio per non suscitare nei genitori illusioni di velocità o aspettative non adeguate alla realtà, che purtroppo vengono spesso loro proposte”.
L’IdO basa il suo processo diagnostico e terapeutico su un approccio che considera integrate le componenti cognitive e affettive. “Riteniamo che il linguaggio, l’intelligenza e le competenze emotive e sociali si acquisiscano nello sviluppo attraverso le relazioni e le interazioni che prevedono gli scambi affettivi. I dati hanno, infatti, evidenziato che il lavoro sulle aree dell’affetto sociale (all’interno dell’Ados 2) permette un miglioramento in tutti gli altri aspetti evolutivi. Dunque è lavorando sulla dimensione affettiva che si possono avere i migliori risultati cognitivi. Quello che la nostra ricerca ha messo anche in luce è la possibilità di predire quali risultati si possono attendere per ogni singolo bambino”.Forse però l’obiettivo che ha maggiormente soddisfatto l’équipe dell’IdO è “l’aver permesso sia ai bambini, che ai genitori – conclude Castelbianco – di vivere i 4 anni di terapia serenamente, evitando un impatto stressante sulla qualità di vita”.

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Autismo. IdO: Deficit primario affettivo e precede quello cognitivo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2015

autismoIl 16, 17 e 18 ottobre la Scuola di specializzazione in Psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva dell’IdO promuove a Roma XVI congresso nazionale su ‘Il processo diagnostico nell’infanzia. Cosa e come valutare clinicamente sintomi e comportamenti del bambino’, quale occasione per presentare i risultati della ricerca unitamente ai test innovativi e alle scale di screening ideati dall’Istituto. Il Congresso sarà visibile gratuitamente in diretta streaming nazionale.Nei bambini autistici “il deficit primario si trova al livello affettivo, che precede quello cognitivo”. È questo l’assunto di base che guida il lavoro terapeutico dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), che ribadisce nell’ultimo studio condotto su un campione di 90 bambini (72 maschi e 18 femmine di età compresa tra 2 a 16 anni, valutati durante quattro anni di terapia) la “necessità di attivare una terapia centrata sul corpo, sugli aspetti affettivi e relazionali”. L’articolo dal titolo ‘Assesment of a long-term developmental relationship-based approach in children with autism spectrum disorder’ è stato pubblicato su Psychological Reports, un’importante rivista scientifica americana, ed è possibile leggerlo gratuitamente su http://www.amsciepub.com/doi/pdf/10.2466/15.10.PR0.117c15z8.
Nei bambini autistici che hanno meno di 5 anni il “lavoro deve concentrarsi sui blocchi somato-emozionali antecedenti ai processi cognitivi e utili a scoprire il loro potenziale intellettuale”. Migliorano anche i bambini che “iniziano la terapia dopo i 5 anni di età- prosegue l’equipe di studiosi dell’IdO- e la capacità di ragionamento fluido è un importante predittore di sviluppo del quoziente intellettivo. I risultati ci sono e sono emersi con il R-test già dopo due anni di trattamento”. In un disturbo che si manifesta in “un’età così precoce e che minaccia la base della comunicazione con il mondo esterno- afferma Magda Di Renzo, responsabile del servizio terapie dell’IdOl’IdO- è molto difficile identificare tutti le componenti dello sviluppo, perché i vari deficit emotivo-relazionali, comunicativo-linguistici e cognitivi si combinano per determinare comportamenti che non sempre possono essere ben spiegati sulla base delle capacità di ogni singolo soggetto. Ridurre quindi il disturbo a un deficit cognitivo semplice significherebbe ignorarne il potenziale di risposte che i bambini potrebbero dare in situazioni diverse. D’altra parte, attribuire l’autismo solo all’aspetto relazionale significherebbe ignorare il deficit nell’organizzazione delle loro abilità cognitive. Per una migliore comprensione dell’autismo- conclude- è essenziale allora monitorare i cambiamenti che si verificano nello sviluppo socio-comunicativo e cognitivo, e identificare le aree di potenziale e di deficit”.

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Autismo, Calabrò (Ap): “Bene legge, puntare a maggiore uniformità tra Regioni”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2015

autismo“Un testo essenziale che fissa pochi e decisivi paletti che porteranno senz’altro ad un miglioramento della presa in carico del paziente affetto dallo spettro dell’autismo quello approvato oggi dall’Assemblea di Montecitorio”. E’ quanto ha affermato Raffaele Calabrò, Capogruppo Ap (Ncd – Udc) in Commissione Affari Sociali, durante le dichiarazioni di voto sulla proposta di legge Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie”Restano delle lacune, ma il parere favorevole del Governo agli ordini del giorno presentati mi fanno ben sperare. Le richieste di impegni rappresentati negli ordini del giorno come la definizione di criteri per l’accreditamento dei soggetti pubblici e privati abilitati alle diverse forme del trattamento dei disturbi dello spettro autistico senza distinzione tra servizi di serie A e serie B; la banca dati nazionale diretta sia a rilevare i parametri di frequenza epidemiologica dei disturbi dello spettro autistico sia a consentire una ricognizione dell’offerta sociosanitaria presente in tutte le Regioni, nonché la rete integrata tra le équipe specialistiche e i pediatri di libera scelta, i medici di medicina generale, gli insegnanti e gli operatori educativi costituiscono passi decisivi per una miglioramento della qualità dell’assistenza ai soggetti affetti da questa patologia e verso quell’uniformità tra le Regioni nel trattamento dei disturbi dello spettro autistico che bisogna perseguire.Tocca ora alle Regioni darsi da fare per una presa in carico efficace del paziente affetto da sindrome autistica” ha concluso.

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Minori: Pre-autistic Behaviour Scale rileva segni autismo 0-4 anni

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2015

Roma 21 e 22 marzo, nell’Aula magna dell’Istituto comprensivo Regina Elena, in via Puglie 4a dalle 9 alle 18 due giorni sull’autismo promossa a Roma dall’regina elena. L’evento, intitolato ‘Pre-autistic behaviour scale: osservazione e valutazione degli interventi precoci’, darà la possibilità alla psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico per l’infanzia e l’età adulta di delineare ai partecipanti quali sono i segni precoci dell’autismo, il funzionamento della scala e il suo utilizzo, “al fine di rilevare i primi segnali del comportamento autistico- precisa Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO- e valutare i progressi nel trattamento. L’intervento si concluderà con l’analisi delle tabelle di sintesi e dei grafici utilizzati nella Scala per mostrare i progressi nel trattamento”.

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Minori: Pre-autistic Behaviour Scale rileva segni autismo 0-4 anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2015

autismoRoma 21 e 22 marzo, nell’Aula magna dell’Istituto comprensivo Regina Elena, in via Puglie 4a dalle 9 alle 18 due giorni sull’autismo promossa a Roma dall’Istituto di Ortofonologia (IdO). L’evento, intitolato ‘Pre-autistic behaviour scale: osservazione e valutazione degli interventi precoci’, darà la possibilità alla psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico per l’infanzia e l’età adulta di delineare ai partecipanti quali sono i segni precoci dell’autismo, il funzionamento della scala e il suo utilizzo, “al fine di rilevare i primi segnali del comportamento autistico- precisa Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO- e valutare i progressi nel trattamento. L’intervento si concluderà con l’analisi delle tabelle di sintesi e dei grafici utilizzati nella Scala per mostrare i progressi nel trattamento”.

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Nuove prospettive per l’autismo

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2015

Paola-BinettiRoma. Lunedì l’incontro alla Sala Stampa Camera promosso dall’on. Binetti . “Una conferenza stampa per fare un punto della situazione sulle iniziative politiche e sanitarie a favore dell’autismo. Un incontro per condividere alcune misure che in questo ultimo periodo rappresentano un concreto segno di interessamento per le famiglie coinvolte nel mondo dell’autismo”. Lo afferma Paola Binetti, neuropsichiatra infantile e membro della XII Commissione Affari Sociali alla Camera.Continua l’esponente centrista: “Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin interverrà per anticipare importanti novità incluse nell’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), dedicate ai ‘minori con disturbi in ambito neuropsichiatrico’ e alle prestazioni che il Ssn garantisce loro”. Conclude il deputato Udc: “Durante la conferenza interverranno anche il Prof. Massimo Piccioni, coordinatore generale medico legale INPS, Dott.ssa Rosi Pennino, Presidente comitato genitori: ‘L’autismo parla’, il Prof. Francesco Di Salle, Responsabile ABA del centro GEMS, Presidente dell’Associazione Orientamento Autismo e la Dott. ssa Magda Di Renzo, responsabile del servizio terapie dell’Istituto di Ortofonologia e psicoterapeuta dell’età evolutiva. Un confronto tra addetti ai lavori e chi convive tutti i giorni con soggetti autistici, un messaggio incoraggiante da diffondere e raccontare per promuovere la buona politica”.

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Minori: autismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 gennaio 2015

autismoIn disparte, distaccati, più interessati agli oggetti che alle persone. Un’immagine convenzionale dei bambini autistici in cui non si ritrova David Oppenheim, membro senior del ‘Center for the study of child development’ dell’Università di Haifa (Israele). Il professore mostrerà i risultati delle sue ultime ricerche alla conferenza internazionale su ‘Attaccamento e autismo: l’importanza dell’insightfullness genitoriale’, il 31 gennaio e il 1° febbraio a Roma. Una due giorni di formazione promossa dall’Istituto di Ortofonologia (IdO) nell’Aula magna dell’Istituto comprensivo Regina Elena, in Via Puglie 6 dalle 9 alle 18.
IN UN’INTERVISTA OPPENHEIM ANTICIPA LE SUE CONVINZIONI – È possibile parlare di attaccamento anche per una persona autistica? “Certo- afferma- in una nostra ricerca, così come in altre, abbiamo dimostrato che i bambini con autismo si affezionano alle loro madri in modi che sono molto simili a quelli di bambini con sviluppo tipico. Però i loro comportamenti di attaccamento – i modi specifici in cui mostrano il loro attaccamento – possono essere diversi”.
Quali caratteristiche ha l’attaccamento di un bambino autistico e verso quali figure si può manifestare? “Come accade per i bambini normodotati, i minori con autismo hanno un attaccamento sicuro ai loro caregiver- precisa l’ex presidente del dipartimento di Psicologia dell’Università di Haifa- li usano come base sicura per esplorare l’ambiente e come fonte di conforto quando sono stressati. La maggior parte delle ricerche sull’attaccamento nell’autismo è stata realizzata con le madri, ma si suppone che i bambini sviluppino un attaccamento anche verso i loro padri e altri operatori sanitari, proprio come i minori normodotati”.
Perché è importante riconoscere l’esistenza di una loro capacità di attaccamento? “I bambini con autismo a volte mostrano il loro bisogno di vicinanza, comfort e sicurezza in modi diversi rispetto ai minori con sviluppo tipico. A volte sembrano disinteressati agli altri- spiega il professore- o meno influenzati dall’andirivieni delle figure di attaccamento. Ciò può indurre i genitori e i terapisti a conclusioni sbagliate, pensando che i bambini non ne abbiano bisogno. Questo, a sua volta, può aumentare l’angoscia del minore. Comprendere l’importanza dell’attaccamento- sottolinea il ricercatore israeliano- ci aiuta a capire meglio le difficoltà dei bambini con autismo nel cercare l’intimità e il comfort”.
Ci sono studi scientifici o clinici sul tema? “Ci sono molti studi- conclude Oppenheim- in Israele stiamo lavorando sul tema della ‘insightfulness’ – la capacità di vedere le cose dal punto di vista del bambino – con le madri di minori con autismo, e come questa contribuisca a garantire l’attaccamento nell’autismo”.
UNA LUNGA COLLABORAZIONE, UN UNICO FILO CONDUTTORE – Una collaborazione scientifica, quella tra l’Italia e Israele in tema di autismo, che si rafforza sempre di più. Al centro della ricerca il rapporto genitori-figli nell’autismo. L’Università di Haifa a Roma porrà l’attenzione sul rapporto insightfulness-attaccamento nell’autismo, ovvero sulla capacità del genitore di guardare il mondo attraverso gli occhi del figlio (insightfulness) e sulle potenzialità del bambino di rispondere a questa ‘comprensione empatica’.
IL PUNTO DI VISTA DELL’IDO – “L’IdO è in sintonia con questo approccio teorico e terapeutico- evidenzia Magda Di Renzo, responsabile del Servizio terapie dell’Istituto- un’impostazione che mette sempre il bambino al centro dell’osservazione e della terapia e che richiede agli adulti (clinici, genitori, insegnanti) lo sforzo di comprendere in ‘quali luoghi’ il bambino abita per poterlo raggiungere. Un impegno- spiega la psicoterapeuta dell’età evolutiva- che chiama genitori e terapeuti a trovare insieme i mezzi comunicativi atti a favorire il processo empatico e il dispiegamento delle abilità cognitive. Solo una comprensione adeguata dei limiti e delle potenzialità del bambino- conclude Di Renzo- permette il rispetto dei suoi tempi di sviluppo e di un progetto su misura”.
ALLA DUE GIORNI I RISULTATI DELLE RICERCHE – Il seminario dell’IdO sarà l’occasione per presentare i risultati delle ricerche israeliane sulla relazione insightfulness materno-tipologia di attaccamento nei figli autistici. Sarà presente all’evento anche Ayelet Erez, membro della Clinica per la psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva del Ministero della Salute di Haifa.
RIPARTE LA SCUOLA E IL CORSO BIENNALE IDO – Prendono il via in quest’ultimo fine settimana di gennaio sia la Scuola di specializzazione IdO in Psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva, che il nuovo e del corso biennale per medici e psicologi. Per avere tutte le informazioni sulle modalità di iscrizione è possibile scrivere a scuolapsicoterapia@ortofonologia.it. Al termine della due giorni verrà rilasciato un attestato di partecipazione ma, dato il numero ridotto di posti, è necessario registrarsi.

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Prevenire l’autismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 novembre 2014

autismoDa uno studio sperimentale la proposta di un modello a tre fattori, genetici, ormonali e ambientali, per comprendere il rischio autismo.L’Autismo esordisce in età infantile ed è rilevabile già prima dei tre anni di vita. Associato o non a delle cause organiche, l’autismo è riconoscibile dai sintomi che impediscono o pongono delle serie difficoltà al bambino nel suo processo di entrata nel linguaggio, nella comunicazione e nel vincolo sociale. Le stereotipie, le ecolalie, l’assenza di linguaggio, l’aggressività rivolta su di sé sono alcuni dei sintomi che mostrano l’isolamento del bambino o dell’adulto dal mondo che lo circonda e la sua tendenza a bastare a sé stesso.
Recentemente si è molto parlato di un possibile incremento dei casi di autismo chiamando in causa di volta in volta fattori ambientali o tossici diversi. Ultima in linea temporale è la polemica sulla relazione fra vaccinazione anti-morbillo-parotite-rosolia (Mpr) e autismo che ha avuto ampia eco sui media e che è stata definitamente smentita da più sedi di grande autorevolezza. Indipendentemente dalle diverse polemiche e dalle loro strumentalizzazione pare evidente l’interesse generale sui meccanismi patogenetici dell’autismo. Attualmente, le cause dell’autismo sono ancora sconosciute, ma esiste un consenso nel sostenere che alla base dell’autismo non vi sia un unico fattore, ma che esso sia il risultato della interazione fra fattori diversi. Sicuramente il fattore genetico riveste una notevole importanza ma studi statistici ed evidenze clinico/sperimentali indicano come un grosso perso rivestano anche variazioni ormonali durante lo sviluppo e possibili tossici ambientali.
E’ a partire da questi elementi che tre anni fa, grazie ad un finanziamento della fondazione USA Autism Speaks, è stata avviata una ricerca dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia e del Campus Bio-Medico, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e l’Università di Pisa. I risultati dello studio sono stati recentemente pubblicati on line sulla rivista Neurotoxicology.
In questo studio, condotto dalla Dr.ssa Laura Latini del Laboratorio di Neuroriabilitazione Sperimentale diretto dal Dr. Marco Molinari (IRCCS FSL), insieme al Dr. Filippo Biamonte del Laboratorio delle Neuroscienze dello Sviluppo e della Plasticità Neurale diretto dal Prof. Flavio Keller (Campus Bio-Medico), sono state dimostrate le interazioni a livello cellulare e comportamentale dei tre principali fattori imputati nella genesi del disturbo autistico: il fattore genetico, il fattore sessuale ed il fattore ambientale. Gli esperimenti sono stati eseguiti analizzando gli effetti degli ormoni sessuali, della alterazione genetica della sintesi di Relina, (proteina fondamentale nell’embriogenesi), e della esposizione a mercurio nel periodo prenatale e perinatale sullo sviluppo di comportamenti autistici. Ognuno dei fattori preso isolatamente non era in grado di sviluppare comportamenti autistici, mentre l’interazione fra loro induceva la comparsa di diversi indicatori del disordine autistico sia a livello cellulare che comportamentale. In sintesi, lo studio dimostra che comportamenti autistici possono derivare dalla coesistenza di condizioni ormonali, genetiche e ambientali che prese singolarmente non hanno rilevanza patologica. Lo studio fornisce una importante prova sperimentale alla validità della ipotesi patogenetica multifattoriale e pone le basi sperimentali per studiare a livello cellulare e comportamentale la complessa triade ambiente/genetica/ormoni considerata l’ipotesi più accreditata sulla patogenesi dell’autismo.

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Autismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 gennaio 2014

Per una ricerca scientifica aperta e pluridisciplinare sull’autismo, l’Istituto di Ortofonologia (IdO) promuove sabato e domenica a Roma (11 e 12 gennaio) una conferenza internazionale su ‘La nascita del simbolismo nella terapia diadica con il bambino autistico’ in collaborazione con il Milman center di Haifa (Israele).
La due giorni, dedicata allo studio delle relazioni primarie per favorire quella comunicazione tra la madre e il bambino volta a mettere in moto i processi di sintonizzazione che mancano nel soggetto autistico, avrà luogo nella Capitale presso l’Aula magna dell’Istituto comprensivo Regina Elena in via Puglie 6, dalle ore 9 alle 18.30.
Da diversi anni l’Italia e Israele lavorano insieme per impostare osservazioni comuni e verificare la possibile efficacia delle terapie attraverso uno scambio di strumenti di valutazione. Nel Milman center si segue un approccio diadico di stampo psicoanalitico: “Per dimensione diadica si intende la relazione primaria – spiega Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO – perché nel modello israeliano la terapia funziona attraverso incontri madre-figlio, padre-figlio e genitori-figlio, così da trovare quella sintonia primaria di ciascun genitore con il bambino e poi della coppia genitoriale con il figlio. Questo approccio favorisce l’attenzione congiunta – aggiunge la psicologa dell’età evolutiva – e mette in moto nel piccolo quel processo di simbolizzazione della capacità cognitiva che nasce dalla dimensione affettiva”.
L’Istituto di Ortofonologia ha portato in Israele il “nostro Test sul contagio emotivo (Tce) per valutare il livello di empatia dei bambini seguiti all’interno del Milman center. D’altro canto – conclude Di Renzo – ad Haifa stanno conducendo studi approfonditi sul Manuale diagnostico psicodinamico per mettere in comune invece le conoscenze specifiche di ciascuno”.I relatori della due giorni saranno Ayelet Erez, psicologa clinica dell’età evolutiva e dell’educazione (Israele); Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’età evolutiva; Hanna Kaminer, psicologa clinica e dello sviluppo (Israele); Motti Gini, psicologo dello sviluppo (Israele); Yaniv Dolev Edelstein, psicologo clinico (Israele).
Al termine del convegno verrà rilasciato un attestato di partecipazione ma, dato il numero limitato di posti, è necessario registrarsi.

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Vaccino mpr e autismo: falso scientifico in una recente sentenza

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2012

Il Board Scientifico del Calendario Vaccinale per la Vita, (che riunisce figure di elevato prestigio dell’Igiene e della Sanità Pubblica, della Medicina Generale, della Pediatria territoriale-ospedaliera ed universitaria facenti capo a Società Scientifiche ed Associazioni Mediche – Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI); Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG); Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP); Società Italiana di Pediatria (SIP) esprime forte sconcerto per la recente sentenza del Tribunale di Rimini (n°2010\148, Ruolo n°2010474; Cron. N° 2012\886) che torna ad associare la vaccinazione anti Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR), alla Sindrome di Kanner, meglio nota come Autismo, evidentemente basandosi su quanto pubblicato, ormai 14 anni fa, dalla rivista Lancet, e successivamente ritirato per l’evidente infondatezza di quanto inizialmente proposto da un gruppo di ricercatori britannici.
La nota rivista medica Lancet ha infatti ufficialmente ritirato lo studio sui possibili collegamenti tra autismo e vaccino trivalente MPR. L’articolo, pubblicato nel 1998 e scritto dal medico britannico Andrew Wakefield, è stato causa di una lunga disputa scientifica durata quasi 12 anni. Wakefield sosteneva che il vaccino fosse causa di infezioni intestinali, a loro volta legate alla sindrome di Kanner. Le sue affermazioni furono screditate dal mondo scientifico, e sono state alla base di uno dei più rilevanti contenziosi nella storia della medicina: purtroppo le false tesi proposte portarono ad una forte diminuzione del numero di vaccinazioni negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in altre parti dell’Europa, con la conseguenza, in molti casi nefasta, di un repentino aumento dei casi di morbillo e delle sue complicanze,
inclusi numerosi casi di encefalite e di morte. “Diversi punti del lavoro del 1998 di Wakefield sono scorretti“, disse in un comunicato stampa la stessa rivista scientifica, ritrattando la pubblicazione del 1998. Una commissione disciplinare del Comitato medico generale britannico (General Medical Council), dopo un accurato studio, ha decretato come Wakefield
presentò la sua ricerca in modo “irresponsabile e disonesto” ed ha “ignorato insensibilmente” la sofferenza dei bambini oggetto dello studio. Nel rapporto del comitato scientifico si legge, inoltre, che Wakefield ha anche “rovinato la reputazione” della professione medica. Lo stesso Wakefield è stato espulso dal Royal College of Physicians e non può più praticare la medicina. Verdetti quindi netti e gravi che lasciano pochi dubbi.
I risultati di due studi scientifici recentemente pubblicati su una delle riviste mediche più accreditate a livello mondiale, il British Medical Journal (uno il 5 gennaio 2011 BMJ 2011; 342: c5347; l’altro pubblicato l’11 gennaio 2011 – BMJ 2011; 342: c5258) hanno decretato l’infondatezza di questa associazione e, tra l’altro, che i pazienti sono stati reclutati attraverso attivisti anti-vaccinali, e che lo studio è stato commissionato e finanziato con un preciso scopo connotato da pregiudizi ideologici e interessi economici.
Troppo spesso e senza riscontri scientificamente sostenibili, la sola correlazione temporale tra la somministrazione di un vaccino ed un evento avverso o una patologia dovuta a cause ignote viene considerata di per sé stessa sufficiente a decretare che la colpa sia della vaccinazione.
Il Board raccomanda che prima di compiere azioni che direttamente o indirettamente esitano in senso negativo su tutta la comunità rimettendo a rischio di malattia bambini e adulti per riflessi negativi sulla adesione ai programmi nazionali di prevenzione, chi è chiamato a giudicare – Commissioni ex Legge 210/92 comprese – assuma il massimo rigore scientifico e soprattutto la sostenibilità delle affermazioni, delle sentenze e dei giudizi basata su acquisizioni universalmente riconosciute.
Risulta anche anomalo il fatto che la citata sentenza possa ignorare le ragioni e le azioni della comunità scientifica nazionale ed internazionale che, tra l’altro, ha il diritto/dovere di tutelare tutti gli operatori al solo fine di far esercitare la professione con le dovute garanzie medico-legali. Purtroppo sentenze come quella appena emanata rischiano di avere il solo risultato di far perdere fiducia in uno strumento preventivo fondamentale per la salute dei bambini e di tutta la popolazione, con conseguente ri-emergenza di malattie gravi e talora anche mortali, come il morbillo, inducendo peraltro nei genitori di bambini affetti da una seria patologia come l’autismo la falsa convinzione di aver trovato la ragione di
tante sofferenze patite. E certamente questi genitori non meritano un’ulteriore falsità sulla condizione dei propri figli.
Infine, onde evitare che tale sentenza faccia giurisprudenza negativamente incidendo sulle dinamiche professionali degli operatori, il Board auspica che il Ministero della Salute, quale parte resistente nella causa conclusasi con la contestata sentenza di primo grado, voglia proporre Appello presso la Corte di Bologna. A tal proposito i componenti del Board si rendono disponibili a coadiuvare l’Avvocatura dello Stato fornendo pareri e letteratura scientifica che valga a ribadire la lex artis e segnatamente l’inidoneità della specifica vaccinazione a configurare antecedente dotato di valore causale nel determinismo dell’autismo. (Stefano Sermonti)

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Autismo: progetto ricerca europeo

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2012

Autism Speak Logo

Autism Speak Logo (Photo credit: iFireDesign)

European Autism Interventions (EU-AIMS) è il nome del programma di ricerca per lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici contro i disordini dello spettro autistico (ASD), che vede coinvolti quattordici centri universitari e di ricerca europei, aziende farmaceutiche riunite nella European Federation of Pharmaceutical Industry Associations (EFPIA) e la più grande organizzazione mondiale per la lotta a questa patologia, l’Autism Speaks. Nel gruppo di lavoro il nostro Paese è rappresentato dall’Università Campus Bio-Medico di Roma.
“Le nostre conoscenze scientifiche – spiega il Prof. Antonio Persico, Professore associato di Neuropsichiatria Infantile al Campus Bio-Medico e responsabile del gruppo di ricerca italiano – hanno finalmente raggiunto la massa critica necessaria per passarealla fase traslazionale, ossia alla loro traduzione in metodi diagnostici e in agenti terapeutici innovativi. Tutto questo sarebbe impossibile, senza uno sforzo congiunto d’istituzioni universitarie e di ricerca, case farmaceutiche e Comunità Europea“.Con un badget di 29,6 milioni di euro nell’ambito del VII Programma Quadro dell’Unione Europea, EU-AIMS rappresenta il più grande progetto di ricerca sull’autismo al mondo e il più grande mai sviluppato a livello europeo nell’ambito della salute mentale. Un consorzio internazionale di gruppi di ricerca, organizzazioni di pazienti e industrie farmaceutiche uniscono le forze per ottenere entro i prossimi cinque anni nuovi test cellulari, nuove tecniche di analisi tramite risonanza magnetica funzionale e nuovi bio-marcatori genetici e proteomici.“La mancanza di efficaci trattamenti farmacologici per i disturbi dello spettro autistico – ci spiega Robert Ring, Vice Presidente della Ricerca Traslazionale per Autism Speaks – ha un profondo effetto sulla vita dei pazienti. Siamo entusiasti di questa collaborazione unica. Ora possiamo sperare in un reale cambiamento nel trattamento futuro di questa malattia devastante”.L’autismo colpisce 1 bambino su 88 ed è caratterizzato da un gruppo di disordini dello sviluppo cerebrale, causati da una combinazione di geni e influenze ambientali. “È una ricerca senza precedenti al mondo – è il commento del Prof. Declan Murphy, del King’s College di Londra – Ci darà la possibilità di cambiare il panorama scientifico sull’autismo e sullo sviluppo clinico di farmaci efficaci in tutta Europa”. Il soggetto autistico vive in un mondo personale e distaccato dagli altri, che preclude l’accesso comunicativo e relazionale. Chi ne è colpito, manifesta quella che viene definita la triade del comportamento autistico: lo sviluppo anomalo o deficitario dell’interazione sociale, gravi difetti di comunicazione e una marcata ristrettezza del repertorio di attività e di interessi.

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CinemAutismo

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Museo Nazionale del Cinema - Torino - Italia.

Museo Nazionale del Cinema - Torino - Italia. (Photo credit: Wikipedia)

Torino lunedì 2 aprile 2012, alle ore 20.45, Cinema Massimo Via Verdi 18, Nella Giornata Mondiale dedicata all’Autismo e in occasione della IV edizione di CinemAutismo – manifestazione cinematografica dedicata all’autismo e alla sindrome di Asperger – l’Associazione Museo Nazionale del Cinema presenta al Cinema Massimo, il film Simple Simon – Non ci sono sentimenti nello spazio diAndreas Öhman. Ingresso libero fino a esaurimento posti.organizzata dall’AMNC in collaborazione con ANGSA Piemonte Onlus, Gruppo Asperger Onlus,Fondazione Paideia Onlus e Comitato Siblings Onlus – è una rassegna cinematografica gratuita volta a sensibilizzare il pubblico sul tema dell’autismo. Il suo obiettivo è quello di dare visibilità all’argomento avvalendosi di un mezzo comunicativo immediato ed emotivamente coinvolgente quale il cinema e stimolando il dibattito al fine di rendere i disturbi dello spettro autistico meno “invisibili”. http://www.amnc.it; http://www.cinemautismo.it/
Simple Simon – Non ci sono sentimenti nello spazio (I rymden finns inga känslor) (Svezia 2010, 85’, v.o. sott. it. e ingl.) Simon, 18 anni, è affetto dalla Sindrome di Asperger. A causa di questo disturbo, per far funzionare la sua vita, ha bisogno di strutture sicure e schemi prevedibili assicurategli da Sam, il fratello maggiore, che si è sempre preso cura di lui. Questa vita controllata e metodica è però d’improvviso sconvolta quando Sam viene lasciato dalla fidanzata, portando il giovane ad essere distante e a volte distratto. Per riportare tutto alla “normalità”, Simon, che non comprende appieno l’amore e le emozioni, decide allora di mettersi alla ricerca di una nuova ragazza per Sam.
Sc.: A. Öhman, Jonathan Sjöberg; Fot.: Niklas Johansson; Int.: Bill Skarsgård, Martin Wallström, Cecilia Forss, Sofie Hamilton, Susanne Thorson.

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Bambini e rischio autismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 ottobre 2011

Federación Autismo Madrid Día Mundial del Auti...

Image by Imagen en Acción via Flickr

Roma 12 novembre 2011 si terrà presso il Palazzo dei Congressi il convegno “Autismo infantile. La centralità della diagnosi precoce per un progetto terapeutico mirato”. Un bambino su 250 potrebbe essere a rischio di autismo e un ritardo nella diagnosi, anche solo di 6 mesi, costituisce una differenza fondamentale nella prognosi. Per sviluppare un percorso formativo diretto ai pediatri di famiglia e agli insegnanti della scuola d’infanzia e per creare un filtro iniziale che permetta la precoce individuazione dei soggetti a rischio, l’IdO – Istituto di Ortofonologia di Roma ha avviato a partire dal mese di aprile 2011 il progetto di formazione “La centralità della diagnosi precoce nell’autismo infantile”, co-finanziato dalla Fondazione Telecom Italia con accordo siglato in data 3 marzo 2011. Durante la prima fase del progetto, l’IdO ha organizzato corsi di formazione per insegnanti ed educatori in 42 scuole, cui hanno preso parte 301 insegnanti, e corsi per medici pediatri che hanno visto l’adesione di alcune delle più importanti società scientifiche del settore (FIMP – Federazione Italiana Medici Pediatri, la federazione CIPe, Simpef, l’UNP – Unione Nazionale Pediatri e l’Accademia Internazionale di Pediatria) e il coinvolgimento di 60 medici pediatri. Nel complesso sono stati effettuati protocolli di screening su 1.200 bambini, e in totale sono stati coinvolti indirettamente circa 6.000 bambini. Nell’ambito del progetto scientifico il
L’incontro è realizzato nell’ambito di Diregiovani Direfuturo – Il Festival delle giovani idee, evento promosso ogni anno dall’IdO e dal portale diregiovani.it, in programma nei giorni 9-10-11-12 novembre 2011 presso il Palazzo dei Congressi di Roma. Il Festival, giunto alla sua 3° edizione, è dedicato alla positività e creatività dei giovani.

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Plasticità del cervello: genetica e ambiente

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2011

GABAergic synapse showing the production, rele...

Image via Wikipedia

Trieste, 27 giugno alle 12.00, alla Sissa nell’aula 128-129 al primo piano della sede della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati in via Bonomea 265. L’incontro, che si terrà in lingua inglese, sarà occasione per discutere di sistema nervoso, epilessia, autismo e ossitocina Sono dieci milioni di miliardi le sinapsi tra i neuroni nel nostro cervello. La spettacolare complessità delle connessioni tra i neuroni e l’interazione geni-ambiente, determinante per lo sviluppo del sistema nervoso, saranno al centro della conferenza pubblica del neurobiologo Yehezkel Ben-Ari, Genes and environmental cues in brain construction.
Ben-Ari, vincitore del Grand Prix 2009 dell’Inserm, Istituto nazionale della salute e della ricerca scientifica francese, è nato al Cairo, in Egitto, nel 1943. Dal 1966 vive in Francia, dove a Marsiglia ha fondato l’Institut de neurobiologie de la Méditerranée(Inmed), uno dei più grandi e importanti centri francesi dedicati alle neuroscienze. Ha studiato i meccanismi cellulari e molecolari che regolano i fenomeni di plasticità sinaptica nel cervello in via di sviluppo e con la sua attività di ricerca ha contribuito a comprendere il funzionamento del sistema nervoso sia in condizioni fisiologiche sia patologiche (epilessia e autismo). A lui si deve la scoperta (con Enrico Cherubini, coordinatore del settore di neurobiologia della Sissa e presidente della Società italiana di neuroscienze) dell’azione eccitatoria del trasmettitore GABA durante lo sviluppo postnatale. L’acido gamma-amino-butirrico è il principale neurotrasmettitore inibitorio nel cervello adulto e agisce come un freno all’eccitabilità delle cellule nervose. «Ma nell’immediato periodo postnatale questo neurotrasmettitore eccita le cellule su cui viene rilasciato – commenta Cherubini, che ha lavorato insieme a Ben-Ari all’Inserm di Port-Royal a Parigi prima del suo arrivo, nel 1991, alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste -. Questo effetto è cruciale per la stabilizzazione e lo sviluppo di nuove sinapsi e la formazione di un circuito neuronale adulto».
Fondamentale è stato il contributo di Ben-Ari anche alla comprensione dell’azione dell’ossitocina sul GABA. L’ossitocina è un ormone rilasciato dall’ipofisi, una ghiandola che si trova alla base del cervello, che contribuisce a stimolare le contrazioni dell’utero, durante il parto, e delle cellule dei dotti lattiferi delle mammelle provocando la fuoriucsita del latte (in risposta allo stimolo della poppata). Ben-Ari ha scoperto che questo ormone, al momento della nascita, modifica l’azione del GABA, da eccitatoria ad inibitoria, con effetti protettivi sul bambino che, quando viene espulso, deve affrontare la difficoltà di respirare per la prima volta autonomamente. L’ossitocina, in pratica, informa i neuroni del feto e li rende più resistenti ai traumi del parto: per effetto dell’ormone materno, i neuroni vengono “anestetizzati”, così da riuscire a sopportare le variazioni di afflusso di ossigeno.
Ben-Ari è fondatore dell’Institut de neurobiologie de la Méditerranée (Inmed) a Marsiglia, uno dei più grandi e importanti centri francesi dedicati alle neuroscienze.

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