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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘autismo’

Roma Capitale aderisce alla Giornata Mondiale della consapevolezza dell’autismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Per l’occasione, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, accogliendo l’appello della Fondazione italiana per l’autismo, ha invitato tutti i Comuni a illuminare di blu le loro sedi.La Sindaca di Roma Virginia Raggi ha deciso che Roma Capitale aderisca a questo simbolico gesto per manifestare solidarietà, promuovere conoscenza e rendere visibile la testimonianza della condivisione su una tematica così delicata che colpisce migliaia di famiglie italiane. La facciata di Palazzo Senatorio sarà quindi illuminata di blu dalle 19 alle 22.

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“Rompere le barriere dell’autismo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

“Si può perché lo sport è universale e soprattutto inclusivo”. Questo è il motto che l’attore Antonio Giuliani e le conduttrici sportive Georgia Viero e Roberta Pedrelli hanno preso in prestito dalla sezione AUTISTIC FC della SS Romulea, la prima squadra di calcio inclusiva di Roma nata nel settembre 2015, per lanciare una campagna di sensibilizzazione, #facciamoungolperlautismo, con partenza prevista in occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo (WAAD), fissata al 2 aprile di ogni anno, e che si articolerà per tutto il mese di aprile con una serie di messaggi solidali. L’edizione 2021 sarà organizzata anche in collaborazione con la A.S.D. Sportiva Savio S.r.l..In questo giorno, riconosciuto a livello internazionale per incoraggiare gli Stati membri delle Nazioni Unite ad attivarsi per sensibilizzare riguardo alle persone dentro lo spettro dell’autismo, il trio composto da Giuliani, Viero, Pedrelli, prossimamente protagonista di una sitcom tv #LeTifose (le cui riprese ora sono ferme nel rispetto dei protocolli di sicurezza previsti dall’emergenza sanitaria), ha deciso di scendere in campo per testimoniare l’importanza di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà perché lo sport è un’attività sociale che va difesa e può essere praticata da tutti con passione e senza alcuna distinzione.La Viero, ideatrice del format tv, da sempre con Roberta Pedrelli si batte per quella parità di genere che vede le donne conquistare lentamente la propria metà campo, un tempo prerogativa maschile, e per questo insieme al celebre attore comico Giuliani è stata accolta l’idea di dare vita ad una campagna social da realizzare tramite alcuni video-messaggi proprio dal campo della SS Romulea SSD, situato a San Giovanni in Laterano. Per tutti lo slogan #facciamoungolperlautismo. (fonte: http://www.federicarinaudo.it)

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Diagnosi autismo arriva in media a 7 anni, con picchi a 18

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2021

“Un’indagine condotta nel Regno Unito su un campione di 1.047 genitori ha evidenziato come la media di eta’ a cui questi bambini avevano ricevuto una diagnosi di disturbo dello spettro autistico era di 7 anni e 4 mesi, con un picco di 18 anni per il 4% e un’eta’ massima di 40 anni. Una ricerca simile, condotta su 1.420 bambini statunitensi con diagnosi di disturbi dello spettro autistico, ha rivelato che la media di eta’ alla diagnosi e’ stata di oltre 5 anni. Sono dati sorprendenti se consideriamo che siamo nel 2021 e che molto puo’ essere fatto per individuare alcuni campanelli d’allarme che ci consentirebbero di intervenire precocemente su questi disturbi. Gli insegnanti hanno un ruolo molto importante e devono essere sempre coinvolti nel processo di valutazione e di individuazione di questi segnali da portare poi alle famiglie. Dobbiamo ricordare che in adolescenza ‘il dado non e’ tratto’ e molto si puo’ fare”. A parlare e’ Rosaria Ferrara, presidente di Oisma (Osservatorio italiano studio e monitoraggio dell’autismo), intervenuta al secondo degli incontri su ‘Autismo – Proposte operative per l’intervento inclusivo a scuola’ realizzati dall’Istituto di Ortofonologia (IdO) e rivolti agli insegnanti. Inclusione/socializzazione, sviluppo di abilita’ e autonomie, sessualita’ sono gli obiettivi sui quali lavorare in adolescenza, ha spiegato Ferrara, con ragazzi con disturbi dello spettro autistico. “Sui primi due- ha precisato l’esperta- la scuola puo’ fare moltissimo. Come? Proponendo un apprendimento che sia accompagnato da emozioni positive che scolpiscono la memoria e vengono ricercate molte altre volte- ha spiegato- L’emozione e’ piu’ potente del sistema cognitivo”. La presidente di Oisma e’ passata poi a suggerire agli insegnanti una serie di strategie da utilizzare in classe per motivare positivamente i ragazzi autistici all’apprendimento: “Coinvolgerli personalmente e attivamente, fare leva sulle loro abilita’ cercando di stare al passo con la classe e proponendo attivita’ inerenti a quello che stanno facendo i compagni, ovviamente- ha tenuto a specificare- sempre stabilendo livelli di difficolta’ adeguati. Inoltre- ha aggiunto Ferrara- non dobbiamo mai dimenticare che l’apprendimento e’ stimolato in ambienti percepiti sicuri, protettivi, supportivi”. A proposito delle strategie da utilizzare in classe, la presidente di Oisma ha portato l’esempio di Angelo, un ragazzo con sindrome di Asperger per il quale si sono uniti corpo docente, terapeuta, genitori e compagni di classe con l’obiettivo di rendere la sua esperienza scolastica positiva e proficua. All’inizio delle scuole medie, i genitori e la terapeuta hanno incontrato i docenti e con loro hanno deciso di spiegare alla classe le difficolta’ e la particolare sensibilita’ sensoriale di Angelo, fatta di fastidio per certe tonalita’ della voce, disgusto per certi odori, paura per determinati rumori.Con l’aiuto di un’insegnante in particolare, i ragazzi hanno vissuto un processo di immedesimazione con il loro compagno e una volta a settimana mangiavano ‘la merenda di Angelo’, scegliendo dunque tra i pochi alimenti graditi al ragazzo. Chi decideva di mangiare qualcosa di diverso dagli alimenti ‘accettati’ viveva cosi’ l’esperienza di sentirsi ‘diverso’. Per consentire agli adolescenti con autismo di acquisire competenze e fare progressi, ha sottolineato Rosaria Ferrara, e’ inoltre molto importante “creare un’alleanza con i genitori, tenendo conto delle difficolta’ di accettazione dell’autismo dei figli adolescenti, quando ormai le atipicita’ sono molto evidenti e si entra in contatto anche con le loro possibilita’ di vita future”. Proseguendo nel suggerire metodi e strategie per interessare i ragazzi con autismo all’apprendimento, la psicologa ha suggerito di non costringerli a fare esercizi di scrittura o di matematica, ma di usare “trappole ed esche” che aggirino l’ostacolo e li portino a scrivere o contare concentrandosi su argomenti di loro interesse. Proprio su questo principio, ha raccontato la presidente dell’Osservatorio, sono nati gli atelier Oisma dedicati al Giappone e alla cucina. “Il motto con questi ragazzi- ha suggerito in conclusione- deve essere ‘se non imparo nel modo in cui mi insegni, insegnami nel modo in cui imparo'”. (fonte: agenzia stampa Dire)

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Autismo Ido: Con optimal outcomes cambiata visione su sindrome

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Roma 6 aprile 2019 dalle 8.30 alle 16.30 nell’Aula Gerin de La Sapienza, in viale Regina Elena 336, operatori del settore, studiosi ed esponenti delle istituzioni si confronteranno con la tematica autismo ed evoluzione dell’uomo alla luce delle recenti evidenze neuroscientifiche. “Abbiamo voluto questo convegno all’insegna della complessità e delle possibili trasformazioni”, spiega Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) che, insieme all’università La Sapienza e l’Osservatorio italiano studio e monitoraggio autismo (Oisma), hanno promosso la giornata studio dal titolo ‘Plasmare la complessità, autismo tra mente e corpo’.
Nella sua relazione Di Renzo cercherà di aprire una riflessione “sugli aspetti psicopatologici che si costellano quando un bambino esce al di fuori della classificazione Ados di autismo”. Per optimal outcomes si intende “non soltanto un miglioramento delle capacità cognitive, ma una capacità di adattamento in ambito sociale”.
L’IdO già da qualche anno ha “individuato un gruppo di bambini i cui predittori di sviluppo consentono di predire una buona evoluzione. La precocità della diagnosi ci ha permesso di aumentare il numero di esiti positivi- precisa la studiosa- ma c’è ancora moltissimo da lavorare e soprattutto non bisogna confondere l’uscita dalla classificazione con il guarire dall’autismo. Tengo a sottolineare che è cambiata la nostra visione dell’autismo- conclude- e poter dire che esistono degli optimal outcomes e che esiste la possibilità di avere delle evoluzioni positive è molto importante”.

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“Plasmare la complessità: autismo tra mente e corpo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 marzo 2019

Roma 6 aprile dall’Universita’ degli studi La Sapienza, l’Istituto di Ortofonologia (IdO) e l’Osservatorio italiano studio e monitoraggio autismo (Oisma), in occasione della giornata mondiale che ricorre ogni anno il 2 aprile. Il convegno si svolgera’ nell’Aula Gerin de La Sapienza in Viale Regina Elena 336 dalle 8.30 alle 16.30.
“E’ una frase del professore François Ansermet e ci può rassicurare- spiega Rosaria Ferrara, presidente Oisma- perché tutto muta nella vita, anche noi mutiamo. Non usiamo mai due volte lo stesso cervello, l’interazione con gli altri lo fa mutare in continuazione. In quest’ottica deve essere inserita anche la terapia, la riabilitazione e le attività creative. Si può plasmare anche l’autismo senza una coercizione- conclude- ma bisogna farlo garantendo il diritto alla felicità di questi soggetti, che non va mai dimenticato”.
In aiuto delle famiglie l’Oisma presenterà il 6 aprile un progetto di mappatura delle strutture più accreditate e indicate sul territorio nazionale per trattare ogni singolo caso specifico. Dai Centri che promuovono la riabilitazione a quelli che puntano sulla socializzazione e l’inserimento lavorativo.
Il 6 aprile l’autismo sarà osservato da due prospettive differenti: quella del terapeuta e quella della famiglia. A garantirlo sono i numerosi esperti che prenderanno parte alla giornata di studio: Nicola Purgato, responsabile della comunita’ educativa riabilitativa Antenna 112 di Venezia (Mestre); Chiara Mangiarotti della Fondazione Martin Egge; Gianni Carbone, docente di Economia de La Sapienza, che approfondirà gli aspetti della disability management e le misure da prendere per favorire l’inserimento lavorativo dei giovani con autismo; Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO; Rosaria Ferrara, psicologa e presidente Oisma; Enrico Nonnis, neuropsichiatra infantile e direttore dell’Unita’ Complessa di Salute mentale dell’eta’ evolutiva della Asl Roma 3. Tante e diverse le professionalita’ perche’ l’autismo e’ una questione complessa, che richiede piu’ sguardi. Ci sara’, infine, l’attrice Sabrina Paravicini con il figlio Nino, asperger, per presentare il loro film ‘Be kind’. L’ingresso e’ libero e sara’ possibile ricevere un attestato di partecipazione.

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Plasmare la complessità, autismo tra mente e corpo

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Roma 6 aprile Aula Gerin de La Sapienza in Viale Regina Elena 336 dalle 8.30 alle 16.30 plasticità cerebrale e autismo sarà il connubio al centro dell’evento organizzato a Roma dall’Università degli studi La Sapienza, l’Istituto di Ortofonologia (IdO) e l’Osservatorio italiano studio e monitoraggio autismo (Oisma), in occasione della giornata mondiale che ricorre ogni anno il 2 aprile. “Un postulato sicuro sull’autismo è la complessità- spiega Rosaria Ferrara, presidente Oisma- perché sia la mente che il corpo sono due dimensioni ugualmente e completamente prese dal disturbo”. Su questo tema, si confronteranno “esperti provenienti da tutta Italia, ma anche i genitori. Plasmare la complessità significa guardare al futuro- spiega la psicologa- chiedersi cosa potranno fare questi bambini quando saranno giovani e poi adulti. Il convegno si pone l’obiettivo di lanciare lo sguardo lontano, e lo fa coinvolgendo i genitori”. Ferrara porterà alla giornata di studio il caso clinico di un ragazzino che rientra nello spettro autistico livello 1, che in passato veniva definito Asperger. “Osserveremo l’evoluzione dello stesso soggetto da due punti di vista completamente differenti: quello del terapeuta e quello della mamma. Voglio mostrare come si è evoluto questo sguardo e come è stata affrontata la sfida dell’autismo dal nucleo familiare”, aggiunge la ricercatrice.
La definizione dell’autismo si avvicina a quella di personalità autistica. “Le persone autistiche rimangono autistiche a vita, ma l’autismo si plasma. C’è un continuo adattamento e cambiamento tra la persona e l’ambiente- precisa la presidente dell’Oisma- per questo motivo la famiglia e la scuola si devono aprire all’autismo. La sfida di noi terapeuti è quella dell’autonomia dei ragazzi, per renderli il più autonomi possibile rispetto a ciò che sarà il loro futuro”. In aiuto delle famiglie, il 6 aprile l’Oisma presenterà una mappatura delle strutture più accreditate sul territorio nazionale.
Numerosi, dunque, gli esperti che prenderanno parte alla giornata di studio: Nicola Purgato, responsabile della comunità educativa riabilitativa Antenna 112 di Venezia (Mestre); Chiara Mangiarotti della Fondazione Martin Egge; Gianni Carbone, docente di Economia de La Sapienza, che approfondirà gli aspetti della disability management e le misure da prendere per favorire l’inserimento lavorativo dei giovani con autismo; Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO; Rosaria Ferrara; Enrico Nonnis, neuropsichiatra infantile e direttore dell’Unità Complessa di Salute mentale dell’età evolutiva della Asl Roma 3. Tante e diverse le professionalità perché l’autismo è una questione complessa, che richiede più sguardi. Ci sarà, infine, l’attrice Sabrina Paravicini con il figlio Nino, asperger, per presentare il loro film ‘Be kind’.
L’ingresso è libero e sarà possibile ricevere un attestato di partecipazione.

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2 aprile sarà la Giornata Mondiale della consapevolezza dell’Autismo

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2018

FIA – Fondazione Italiana Autismo – che raccoglie le più importanti associazioni sull’autismo ed enti di ricerca, lancia anche quest’anno la campagna sfidAutismo18 in occasione della Giornata Mondiale. La campagna vuole sensibilizzare e informare l’opinione pubblica attraverso le storie delle famiglie che vivono la sindrome dello spettro autistico e con i ricercatori si può dare la fotografia reale di quello che in Italia si fa per l’autismo.
Alla campagna è legato anche un numero solidale 45581 che partirà dal 2 aprile proprio in occasione della Giornata Mondiale. I fondi raccolti andranno a sostenere i progetti di ricerca sull’autismo. Tutte le informazioni sono sul sito fondazione-autismo.it

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Ogni persona con autismo ha diritto a un progetto di vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 marzo 2018

Il 2 aprile si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo, un disturbo del neurosviluppo che può sconvolgere la vita delle persone che ne sono affette e delle loro famiglie. La diagnosi di autismo può essere vissuta dai genitori come una rottura che frantuma il naturale svolgersi della vita. Comune è il percorso a ostacoli che devono affrontare tutti coloro che ne sono coinvolti durante la loro esistenza: coraggio, perseveranza, fiducia sono necessarie per far fronte alla complessità della quotidianità. È quindi molto importante che vengano adeguatamente sostenuti da professionisti qualificati, affinché non si abbandonino allo sconforto.
La comunicazione della diagnosi ai genitori rappresenta un momento critico nel quale la coppia genitoriale può arrivare a sperimentare un vissuto equiparabile a quello del lutto di un figlio. È quindi necessario che le figure professionali coinvolte sappiano comunicare la diagnosi in maniera chiara, esplicita ma al contempo sensibile, affinché le reazioni negative e i livelli di stress genitoriali possano essere in parte contenuti. Tramite un intervento psicologico mirato è possibile promuovere le capacità resilienti che molti genitori sono in grado di attivare per far fronte alla notizia di disabilità. L’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna vuole anche sottolineare che diagnosticare precocemente una forma di autismo può essere di grande importanza per interventi tempestivi capaci di limitarne gli effetti ed evitare che emergano ulteriori complicazioni psicologiche.
Non tutte le forme di autismo sono uguali: possono avere una varietà di manifestazioni anche molto diverse tra loro e per tale ragione vengono definite dal DSM-5 – il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – disturbi dello spettro dell’autismo. Le aree prevalentemente interessate sono quelle relative all’interazione sociale, alle capacità espressive, alla cura di sé, al comportamento. Si configura come una disabilità permanente che accompagna la persona nel suo ciclo vitale, anche se le caratteristiche del deficit sociale possono assumere un’espressività variabile nel tempo. Tale disturbo può accompagnarsi a ritardo mentale, con una compromissione intellettiva più o meno grave, o al contrario a uno sviluppo intellettivo normale. Esempi significativi di quest’ultima condizione sono le persone con autismo ad “alto funzionamento”, disordine conosciuto come “Sindrome di Asperger”, che presentano spesso alte potenzialità intellettive e a volte veri e propri talenti in alcuni specifici campi.
Tuttavia, anche se alcune persone con autismo possono arrivare a condurre una vita normale o quasi normale, solo una piccola percentuale di soggetti con autismo (15-20%) è in grado di vivere autonomamente e lavorare. Tutti, però, devono essere messi nelle condizioni di conquistare quelle abilità e competenze che permettono di realizzarsi, nella misura in cui ciò è fattibile. I giovani adulti con autismo hanno bisogno – per costruire, anche aiutati, il proprio progetto di vita – di uscire dall’ambito familiare, in cui rischiano di rimanere intrappolati. Dove sia possibile, è importante che entrino nel mondo del lavoro, cosa che li aiuterebbe a integrarsi maggiormente nella società.
Il raggiungimento della vita autonoma, quando possibile, può essere una fase particolarmente critica che lo psicologo, insieme all’équipe formata dai diversi professionisti coinvolti nel progetto di vita, deve sostenere attentamente, supportando sia la persona che la sua famiglia. Una profonda conoscenza della specificità della persona con autismo permette di evitare involontari errori relazionali o educativi che potrebbero favorire comportamenti problematici o stati di disperazione e angoscia che possono poi rendere difficile la sua inclusione sociale. Un’appropriata valutazione psicologica nel tempo, che tenga conto della persona nelle sue peculiarità funzionali e delle naturali evoluzioni, permette di elaborare un progetto terapeutico, con il coinvolgimento e il supporto della famiglia, rispondente ai suoi reali bisogni.La prospettiva di un futuro dignitoso per il figlio, in una propria abitazione ma anche in istituzioni accoglienti e stimolanti, costituisce per i genitori una garanzia che può dare continuità alle esperienze e ai processi di inclusione che vengono promossi fin dall’infanzia e che rischiano di essere vanificati con la conclusione del percorso scolastico. Proprio la famiglia, se adeguatamente supportata, è una risorsa indispensabile alla costruzione di un progetto di vita il più autonomo possibile della persona con autismo. Come prevedono gli obiettivi della legge n. 112/2016 cosiddetta “Dopo di Noi”, la persona con autismo, avendo già vissuto un’esperienza di vita anche fuori dalla famiglia, potrà affrontare la morte dei propri genitori in modo meno traumatico.
È fondamentale, comunque, la diffusione della cultura del rispetto e dell’accoglienza: le leggi sono importanti ma non sufficienti. Va superata quella visione della persona con disabilità che insiste sulle mancanze, per sostituirla con quella che punta piuttosto sull’unicità e le abilità dell’individuo. In questa direzione ha lavorato il gruppo tematico sull’autismo istituito dall’Ordine che ha realizzato delle cartoline – reperibili sul sito dell’Ordine al seguente link https://www.ordpsicologier.it/home.php?Lang=it&Item=cartolinematteo – che raccontano la storia di un ragazzo immaginario con autismo, Matteo, al fine di sensibilizzare e promuovere una corretta visione dei bisogni, attuali e futuri, delle persone con autismo.

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Individuare la “firma motoria” dell’autismo per una diagnosi sempre più precoce

Posted by fidest press agency su martedì, 30 Maggio 2017

autismoDiagnosticare precocemente l’autismo, fin dai primi mesi di vita o addirittura in gravidanza, osservando i movimenti dei bambini. E poi modificare la motricità dei bambini con autismo e di conseguenza la loro interazione sociale grazie ai robot. Sono temi di ricerca di cui si è parlato durante il meeting “Autismo: verso un futuro migliore”, promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini e svoltosi recentemente a Genova. «Le recenti acquisizioni della ricerca ci dicono che c’è rapporto tra fare e vedere. Il modello a “sandwich” che ha dominato per lungo tempo le scienze cognitive e le neuroscienze è ormai superato» spiega Edvige Veneselli, Direttore dell’Unità di Neuropsichiatria Infantile all’Ospedale Pediatrico Gaslini di Genova e presidente del meeting. «In questo modello fare e vedere sono separati, non c’è una connessione diretta tra i sistemi percettivi e il sistema motorio . Oggi sappiamo che il sistema motorio partecipa a molte funzioni percettive e che la cognizione non è separata dal sistema motorio. I processi cognitivi, tradizionalmente considerati come isolati, sono invece radicati nell’azione e molti processi cognitivi vedono la partecipazione del sistema motorio». Questa concezione ha avuto conferma con la scoperta dei neuroni a specchio, che rispondono non soltanto quando si esegue un movimento, ma anche quando si vede un altro individuo eseguire lo stesso movimento o uno simile.
«I nostri studi riguardano la capacità di leggere l’intenzione dalla semplice osservazione dei movimenti» aggiunge Cristina Becchio, Senior Researcher dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. «Tradizionalmente le intenzioni sono state considerate fenomeni intracranici, che non si possono vedere perché sono racchiuse nella scatola cranica dell’individuo e come tali non sono osservabili. Abbiamo invece osservato che le intenzioni, gli stati mentali, si traducono in pattern di movimento visibili. Si tratta di differenze del movimento quasi impercettibili e per studiare le variazioni nel pattern del movimento abbiamo bisogno di una metodologia non semplicemente quantitativa, ma anche qualitativa, utilizzando tecniche di modelling, neuro-imaging e stimolazione. Inoltre abbiamo abbinato alla tecnica di risonanza magnetica funzionale una tecnica di analisi multivariata. In collaborazione con l’unità i neuropsichiatria infantile dell’Istituto Gaslini ci siamo chiesti se un’analoga modulazione intenzionale si potesse osservare nel movimento effettuato da bambini con diagnosi di autismo e se ci fossero differenze tra bambini con autismo rispetto ai bambini a sviluppo tipico nelle intenzioni e nei movimenti. E la conclusione è che la quantità di informazioni trasmesse dalla cinematica circa l’intenzione al movimento è maggiore nel gruppo a sviluppo tipico rispetto al gruppo con autismo, a conferma quindi di un’anomalia nel movimento. Dalle prime osservazioni di ricerca possiamo trarre anche implicazioni per la diagnosi. Queste osservazioni, infatti, potrebbero fornire un nuovo marker comportamentale utile per una diagnosi precoce, dato che queste anomalie sono presenti fin dalla nascita e quindi potrebbero essere indagate fin dai movimenti nei primi mesi di vita. E per favorire la diagnosi, i ricercatori dell’IIT stanno pensando di realizzare una nuova tecnologia portatile che possa catturare la firma motoria dell’autismo in un ambiente al di fuori del laboratorio. Un dispositivo non invasivo, a basso costo, che possa monitorare i movimenti durante le 24 ore e fornire utili indicazioni per l’individuazione precoce della malattia».
Altri ricercatori stanno studiando il rapporto tra movimento e autismo. I fratelli minori di bambini già diagnosticati sono a rischio di sviluppo di autismo, soprattutto i maschi. Infatti nei maschi minori di fratelli con autismo il rischio di sviluppare la stessa condizione è pari al 25,9 per cento, tanto che nel mondo sono nati diversi “baby sibling network”, reti di ricercatori che monitorano i bambini a rischio fino ai tre anni di vita. In Italia è stato istituito il NIDA, Network Italiano per il riconoscimento precoce dei Disturbi dello Spettro Autistico, promosso dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie del Ministero della Salute. «Abbiamo monitorato sia bambini a basso rischio, cioè senza precedenti casi in famiglia, sia ad alto rischio, cioè con fratelli autistici» racconta Maria Luisa Scattoni, Ricercatrice del Reparto di Neurotossicologia e Neuroendocrinologia dell’Istituto Superiore di Sanità. «Di recente abbiamo incluso altre popolazioni a rischio, cioè i bambini prematuri tra la 26ma e 31ma settimana di gestazione. Il monitoraggio riguarda due indici di benessere: il pianto prenatale e l’analisi dei movimenti nei primi mesi di vita. Il pianto è il primo sistema con cui il bambino comunica con il mondo esterno e la sua caratteristica è data dal numero di picchi di frequenza generato dalle vibrazioni delle corde vocali, che agiscono sotto il controllo del sistema nervoso centrale. Mettendo a confronto i diversi gruppi di bambini, monitorati per i primi sei mesi di vita, abbiamo osservato che i bambini a basso rischio hanno una frequenza fondamentale del pianto diversa rispetto ai bambini ad alto rischio. Per quanto riguarda l’altro indice di benessere, il presupposto è che il bambino nelle prime settimane di vita effettua dei movimenti di stiracchiamento delle braccia e delle gambe. Dalla nona settimana di vita il movimento coinvolge tutto il corpo, che poi precede il movimento finalizzato e intenzionale, per esempio portare qualcosa alla bocca. Abbiamo osservato i movimenti di tre gruppi: i bambini a basso rischio, quelli ad alto rischio ma non ancora diagnosticati per autismo, e un terzo gruppo con diagnosi di autismo. Nelle prime sei settimane di vita i bambini a basso rischio presentano un punteggio ottimale mentre i bambini ad alto rischio che non hanno ancora ricevuto una diagnosi hanno una traiettorie differente, e i bambini con diagnosi di autismo hanno un repertorio povero. Ora stiamo avviando un nuovo studio, all’interno di un progetto europeo, per registrare i movimenti fetali durante l’ecografia 3D e 4D, in modo da poter identificare i bambini a rischio fin dalla gravidanza».
Le nuove tecnologie possono essere utili non soltanto per una diagnosi precoce, ma anche per migliorare il movimento dei bambini con autismo. «Un progetto dell’ITT riguarda lo sviluppo di nuovi approcci senso-motori utilizzando piattaforme robotica» spiega Becchio. «Pensiamo di utilizzare iCub, il robot realizzato nei laboratori del nostro Istituto (1). Partendo dal presupposto che i bambini con autismo si muovono diversamente, l’idea è che se potessimo modificare la loro cinematica, potremmo ottenere un impatto non soltanto sul loro controllo motorio, ma verosimilmente anche sulla loro capacità di percepire l’azione altrui e quindi sulla loro capacità di interazione sociale. Poiché non possiamo istruire un bambino a muoversi diversamente, perché il controllo motorio non è sottoposto a un controllo consapevole, potremmo grazie al robot sfruttare un fenomeno che si chiama “contagio motorio”: dato che le azioni altrui sono contagiose, possiamo trasferire parametri di movimento dall’azione altrui ai bambini con autismo. Per cui ci prefiggiamo di cambiare i pattern motori di iCub per contagiare i bambini a muoversi con una cinematica via via più simile a quella dei bambini a sviluppo tipico».

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Autismo e Sindrome da Deficit di Attenzione ed Iperattività: quali interventi per un futuro migliore

Posted by fidest press agency su martedì, 23 Maggio 2017

porto antico genovaGenova mercoledì 24 e giovedì 25 maggio ore 9 Palazzo Ducale, piazza Matteotti 9. I bambini con Disturbi dello Spettro dell’Autismo e con Sindrome da Deficit di Attenzione ed Iperattività siano sempre più numerosi, e quanto la gestione di questi disturbi sia complessa e multidisciplinare, necessitando sia un piano diagnostico terapeutico precoce, sia di un network operativo solido e ben preparato, costituito da figure professionali che accompagnino il paziente, dal riconoscimento della problematica all’inserimento nella società in età adulta. È per rispondere a queste sfide che mercoledì 24 e giovedì 25 maggio Edvige Veneselli, Direttore dalla UO di Neuropsichiatria dell’Istituto G. Gaslini di Genova, organizza due incontri, promossi dalla Fondazione Internazionale Menarini e pensati per Pediatri, Neuropsichiatri Infantili, Psichiatri, Psicologi, TNPEE (Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva), Infermieri, Logopedisti, Educatori, ma anche insegnanti e famiglie, finalizzati ad analizzare lo stato dell’arte ma anche gli aspetti più pratici legati a queste due importanti problematiche.
La prima giornata, mercoledì 24 maggio, sarà dedicata all’Autismo, ad approfondire le prospettive dalla ricerca clinica, le problematiche cliniche e il percorso dalla diagnosi precoce alla presa in carico e, durante il pomeriggio, verranno trattate le innovazioni tecnologiche e dei sistemi educativi e la delicata situazione della transizione all’età adulta.
Giovedì 25 maggio inizierà con un update sulla realtà italiana e sugli interventi farmacologici. Verranno trattate la comorbidità con il Disturbo dello Spettro dell’Autismo e le novità sugli interventi terapeutici e sulle terapie complementari.
Nel pomeriggio saranno affrontati altri argomenti come L’ADHD nei bambini superdotati, Il Disturbo Ipercinetico-Disattentivo nella Disabilità Intellettiva, la transizione all’età adulta, il trattamento farmacologico e non.

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Mostra “2 aprile in blu: giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 aprile 2017

Onu palaceRoma Fino al 28 Aprile 2017 Sala della Biblioteca di scienze della Formazione Via Milazzo 11 b Esposizione di libri con bibliografia dal 3 al 28 aprile. Quest’anno il tema scelto dalle Nazioni Unite è Verso l’autonomia e l’autodeterminazione. Il Miur Ministero Istruzione Università Ricerca, dedica la settimana dal 27 al 31 marzo alla sensibilizzazione nelle scuole su questo disturbo (con la nota n.495 del 23/03/2017). La settimana sarà un’occasione di confronto tra le scuole e di collaborazione tra enti, associazioni. Si tratterà degli interventi informativi e/o formativi sul tema, agevolando la collaborazione e suscitando attenzione intorno all’argomento in diversi campi:
– innovazione metodologico-didattica inclusiva;
– ricerca e sperimentazione di modelli di cooperazione dei team docenti anche in collaborazione con università, centri di ricerca, associazioni e terzo settore;
– partenariati, anche in ambito europeo, caratterizzati da scambi e confronti di esperienze di didattica;
– condivisione di programmi di utilità sociale, finalizzati a migliorare l’inclusione scolastica. http://www.sba.uniroma3.it

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Mostra per la ‘Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo’

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneRoma Lunedì 3 Aprile 2017, ore 9:00 / 28 Aprile 2017Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione Via Milazzo 11 b y Esposizione di libri con bibliografia. Quest’anno il tema scelto dalle Nazioni Unite è Verso l’autonomia e l’autodeterminazione. Il Miur Ministero Istruzione Università Ricerca, dedica la settimana dal 27 al 31 marzo alla sensibilizzazione nelle scuole su questo disturbo (con la nota n.495 del 23/03/2017).
La settimana sarà un’occasione di confronto tra le scuole e di collaborazione tra enti, associazioni.
Si tratterà degli interventi informativi e/o formativi sul tema, agevolando la collaborazione e suscitando attenzione intorno all’argomento in diversi campi:
– innovazione metodologico-didattica inclusiva;
– ricerca e sperimentazione di modelli di cooperazione dei team docenti anche in collaborazione con università, centri di ricerca, associazioni e terzo settore;
– partenariati, anche in ambito europeo, caratterizzati da scambi e confronti di esperienze di didattica;
– condivisione di programmi di utilità sociale, finalizzati a migliorare l’inclusione scolastica.

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Mogol e la comunità: Incontro per la lotta all’autismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2016

mogolRoma. Giovedì 13 ottobre 2016, ore 19.30 Galleria Arte Plus Arte Puls – viale Mazzini 1. Saranno Mogol e sua moglie, Daniela Gimmelli, insieme con Giampaolo Nicolasi, della Comunità Incontro di Amelia, a battezzare “Un pezzetto di Paradiso”, struttura polivalente contro l’autismo e il disagio psichico. Dalle 19 alle 22, a Roma, presso la Galleria Plus Arte Puls, si terrà una serata benefica a favore dei ragazzi ospitati dalla struttura. Nata tra Guardea e Alviano, in provincia di Terni, si tratta di un grande casale con sei ettari di terreno, animali e arnie, per rispondere ai bisogni dei ragazzi ormai adulti abbandonati dall’assistenza pubblica alle famiglie che – fiaccate e sfinite – non hanno i mezzi tecnici, morali e spesso economici, per far fronte al disagio.
I principi ispiratori dell’esperienza sono quelli di dare autonomia, dignità e futuro a persone “arrabbiate” perché chi e quanto gli è intorno non li comprendono e gli chiedono di “star buoni”, laddove invece hanno tanto da dare e fare. In attesa che la ricerca offra soluzioni a una sindrome che “non si sa da dove viene e non si sa come si cura”, attraverso il lavoro degli orti e dei campi, la cura degli animali, la partecipazione alla vita delle piccole comunità della zona si darà autonomia e autostima a queste persone.
Agli ospiti sarà offerto un bicchiere di vino dai sommelier dell’Ais Lazio, accompagnato con pizza e mortadella, rifacendosi alle tradizioni quasi quarantennale della Comunità Incontro. La cornice sarà quella della mostra RYTHM, una selezione di opere – curata da Paola Valori – dedicata alla creatività femminile che si ispira al ritmo e al fluire del tempo.

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Sanità, Binetti (Ap): “Nuovi Lea su autismo deludenti”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

Paola-Binetti“Sono moltissime le associazioni di genitori di soggetti autistici profondamente deluse dai nuovi Lea presentati in questo fine settimana non solo perché non soddisfano affatto le loro aspettative, ma perché dimenticano completamente sia la legge sull’autismo n.134 del 2015 che la più recente legge n.112 del 2016 sul Dopo di Noi. Certamente dal Parlamento faremo tutto il possibile per migliorane lo spirito e l’assetto concreto. Sorprende che l’allegato finanziario ai Lea azzeri anche i famosi 50 milioni promessi per l’attuazione della Legge n.134 per il 2016. Una promessa fatta il 30 marzo scorso e ribadita il 2 aprile di fronte alle massime autorità dello Stato”. E’ quanto afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, relatrice del ddl sull’autismo alla Camera e da sempre impegnata nella tutela dei diritti dei soggetti disabili.
“Non so per quale ragione misteriosa sia scomparso dall’allegato 8 dei Lea l’autismo, mentre fortunatamente sono previsti tutta una serie di interventi per altre disabilità, come la sindrome di Down. La Legge n.134 del 2015 nell’articolo 2 esigeva l’emanazione dei Lea specifici per l’autismo entro sei mesi dalla sua entrata in vigore, termine scaduto alla fine di gennaio 2016. Né è condivisibile – prosegue Binetti – l’ipotesi di includere l’autismo tra le psicosi, come conferma tutta la letteratura scientifica sul tema. Ed è davvero grave che non sia ancora partita la nuova elaborazione delle linee guida sull’autismo, come la stessa legge 134 pretendeva, dal momento che la versione precedente ignorava totalmente le problematiche relative all’adolescenza e all’età adulta. In tal senso è stata presentata già da tempo una interrogazione al ministro della Salute per chiedere ragione della mancata attuazione di due dei parametri fondamentali della legge sull’autismo: Lea e Linee guida. Non vorremmo che il governo tanto impegnato sulla tutela di una serie di diritti speciali particolari – conclude Binetti – dimenticasse quelli che tutelano la salute dei soggetti disabili che sono tra le fasce più fragili della nostra popolazione”.

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Risultati importanti per la terapia dell’autismo arrivano dall’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2016

lumsa universitàRoma. La ricerca dell’IdO sarà presentata venerdì 1 aprile a Roma da Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto, al seminario ‘Lo spettro autistico’ promosso dall’onorevole Paola Binetti nell’Aula Valori dell’Università Lumsa in via di Porta Castello 44 dalle 15 alle 18. E’ stato pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale ‘Autism open-access’ un altro articolo dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma sul tipo di terapia che propone, dal titolo ‘Dall’integrazione emotiva alla costruzione cognitiva: l’approccio evolutivo Tartaruga’ (consultabile sul sito http://www.ortofonologia.it).
“Lo studio è durato 4 anni ed è stato condotto su un campione di 80 bambini dai 24 ai 131 mesi (tutti videoregistrati), con risultati decisamente incoraggianti, di cui abbiamo documentato i miglioramenti ottenuti con un metodo rigorosamente scientifico. Oltre ai miglioramenti in generale, possiamo affermare che, secondo la diagnosi Ados (Autism Diagnostic Observation Schedule), l’80% dei casi sono usciti dallo spettro autistico e il 30% dall’autismo dopo due e quattro anni di trattamento. Tutti i risultati rispondono al criterio evidence based”. Lo fa sapere Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’IdO, ricordando in occasione della Giornata mondiale di consapevolezza sull’Autismo (sabato 2 aprile) che “il progetto terapeutico portato avanti dall’IdO è stato denominato ‘Tartaruga’ proprio per non suscitare nei genitori illusioni di velocità o aspettative non adeguate alla realtà, che purtroppo vengono spesso loro proposte”.
L’IdO basa il suo processo diagnostico e terapeutico su un approccio che considera integrate le componenti cognitive e affettive. “Riteniamo che il linguaggio, l’intelligenza e le competenze emotive e sociali si acquisiscano nello sviluppo attraverso le relazioni e le interazioni che prevedono gli scambi affettivi. I dati hanno, infatti, evidenziato che il lavoro sulle aree dell’affetto sociale (all’interno dell’Ados 2) permette un miglioramento in tutti gli altri aspetti evolutivi. Dunque è lavorando sulla dimensione affettiva che si possono avere i migliori risultati cognitivi. Quello che la nostra ricerca ha messo anche in luce è la possibilità di predire quali risultati si possono attendere per ogni singolo bambino”.Forse però l’obiettivo che ha maggiormente soddisfatto l’équipe dell’IdO è “l’aver permesso sia ai bambini, che ai genitori – conclude Castelbianco – di vivere i 4 anni di terapia serenamente, evitando un impatto stressante sulla qualità di vita”.

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Autismo. IdO: Deficit primario affettivo e precede quello cognitivo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2015

autismoIl 16, 17 e 18 ottobre la Scuola di specializzazione in Psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva dell’IdO promuove a Roma XVI congresso nazionale su ‘Il processo diagnostico nell’infanzia. Cosa e come valutare clinicamente sintomi e comportamenti del bambino’, quale occasione per presentare i risultati della ricerca unitamente ai test innovativi e alle scale di screening ideati dall’Istituto. Il Congresso sarà visibile gratuitamente in diretta streaming nazionale.Nei bambini autistici “il deficit primario si trova al livello affettivo, che precede quello cognitivo”. È questo l’assunto di base che guida il lavoro terapeutico dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), che ribadisce nell’ultimo studio condotto su un campione di 90 bambini (72 maschi e 18 femmine di età compresa tra 2 a 16 anni, valutati durante quattro anni di terapia) la “necessità di attivare una terapia centrata sul corpo, sugli aspetti affettivi e relazionali”. L’articolo dal titolo ‘Assesment of a long-term developmental relationship-based approach in children with autism spectrum disorder’ è stato pubblicato su Psychological Reports, un’importante rivista scientifica americana, ed è possibile leggerlo gratuitamente su http://www.amsciepub.com/doi/pdf/10.2466/15.10.PR0.117c15z8.
Nei bambini autistici che hanno meno di 5 anni il “lavoro deve concentrarsi sui blocchi somato-emozionali antecedenti ai processi cognitivi e utili a scoprire il loro potenziale intellettuale”. Migliorano anche i bambini che “iniziano la terapia dopo i 5 anni di età- prosegue l’equipe di studiosi dell’IdO- e la capacità di ragionamento fluido è un importante predittore di sviluppo del quoziente intellettivo. I risultati ci sono e sono emersi con il R-test già dopo due anni di trattamento”. In un disturbo che si manifesta in “un’età così precoce e che minaccia la base della comunicazione con il mondo esterno- afferma Magda Di Renzo, responsabile del servizio terapie dell’IdOl’IdO- è molto difficile identificare tutti le componenti dello sviluppo, perché i vari deficit emotivo-relazionali, comunicativo-linguistici e cognitivi si combinano per determinare comportamenti che non sempre possono essere ben spiegati sulla base delle capacità di ogni singolo soggetto. Ridurre quindi il disturbo a un deficit cognitivo semplice significherebbe ignorarne il potenziale di risposte che i bambini potrebbero dare in situazioni diverse. D’altra parte, attribuire l’autismo solo all’aspetto relazionale significherebbe ignorare il deficit nell’organizzazione delle loro abilità cognitive. Per una migliore comprensione dell’autismo- conclude- è essenziale allora monitorare i cambiamenti che si verificano nello sviluppo socio-comunicativo e cognitivo, e identificare le aree di potenziale e di deficit”.

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Autismo, Calabrò (Ap): “Bene legge, puntare a maggiore uniformità tra Regioni”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2015

autismo“Un testo essenziale che fissa pochi e decisivi paletti che porteranno senz’altro ad un miglioramento della presa in carico del paziente affetto dallo spettro dell’autismo quello approvato oggi dall’Assemblea di Montecitorio”. E’ quanto ha affermato Raffaele Calabrò, Capogruppo Ap (Ncd – Udc) in Commissione Affari Sociali, durante le dichiarazioni di voto sulla proposta di legge Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie”Restano delle lacune, ma il parere favorevole del Governo agli ordini del giorno presentati mi fanno ben sperare. Le richieste di impegni rappresentati negli ordini del giorno come la definizione di criteri per l’accreditamento dei soggetti pubblici e privati abilitati alle diverse forme del trattamento dei disturbi dello spettro autistico senza distinzione tra servizi di serie A e serie B; la banca dati nazionale diretta sia a rilevare i parametri di frequenza epidemiologica dei disturbi dello spettro autistico sia a consentire una ricognizione dell’offerta sociosanitaria presente in tutte le Regioni, nonché la rete integrata tra le équipe specialistiche e i pediatri di libera scelta, i medici di medicina generale, gli insegnanti e gli operatori educativi costituiscono passi decisivi per una miglioramento della qualità dell’assistenza ai soggetti affetti da questa patologia e verso quell’uniformità tra le Regioni nel trattamento dei disturbi dello spettro autistico che bisogna perseguire.Tocca ora alle Regioni darsi da fare per una presa in carico efficace del paziente affetto da sindrome autistica” ha concluso.

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Minori: Pre-autistic Behaviour Scale rileva segni autismo 0-4 anni

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2015

Roma 21 e 22 marzo, nell’Aula magna dell’Istituto comprensivo Regina Elena, in via Puglie 4a dalle 9 alle 18 due giorni sull’autismo promossa a Roma dall’regina elena. L’evento, intitolato ‘Pre-autistic behaviour scale: osservazione e valutazione degli interventi precoci’, darà la possibilità alla psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico per l’infanzia e l’età adulta di delineare ai partecipanti quali sono i segni precoci dell’autismo, il funzionamento della scala e il suo utilizzo, “al fine di rilevare i primi segnali del comportamento autistico- precisa Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO- e valutare i progressi nel trattamento. L’intervento si concluderà con l’analisi delle tabelle di sintesi e dei grafici utilizzati nella Scala per mostrare i progressi nel trattamento”.

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Minori: Pre-autistic Behaviour Scale rileva segni autismo 0-4 anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2015

autismoRoma 21 e 22 marzo, nell’Aula magna dell’Istituto comprensivo Regina Elena, in via Puglie 4a dalle 9 alle 18 due giorni sull’autismo promossa a Roma dall’Istituto di Ortofonologia (IdO). L’evento, intitolato ‘Pre-autistic behaviour scale: osservazione e valutazione degli interventi precoci’, darà la possibilità alla psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico per l’infanzia e l’età adulta di delineare ai partecipanti quali sono i segni precoci dell’autismo, il funzionamento della scala e il suo utilizzo, “al fine di rilevare i primi segnali del comportamento autistico- precisa Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO- e valutare i progressi nel trattamento. L’intervento si concluderà con l’analisi delle tabelle di sintesi e dei grafici utilizzati nella Scala per mostrare i progressi nel trattamento”.

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Nuove prospettive per l’autismo

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2015

Paola-BinettiRoma. Lunedì l’incontro alla Sala Stampa Camera promosso dall’on. Binetti . “Una conferenza stampa per fare un punto della situazione sulle iniziative politiche e sanitarie a favore dell’autismo. Un incontro per condividere alcune misure che in questo ultimo periodo rappresentano un concreto segno di interessamento per le famiglie coinvolte nel mondo dell’autismo”. Lo afferma Paola Binetti, neuropsichiatra infantile e membro della XII Commissione Affari Sociali alla Camera.Continua l’esponente centrista: “Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin interverrà per anticipare importanti novità incluse nell’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), dedicate ai ‘minori con disturbi in ambito neuropsichiatrico’ e alle prestazioni che il Ssn garantisce loro”. Conclude il deputato Udc: “Durante la conferenza interverranno anche il Prof. Massimo Piccioni, coordinatore generale medico legale INPS, Dott.ssa Rosi Pennino, Presidente comitato genitori: ‘L’autismo parla’, il Prof. Francesco Di Salle, Responsabile ABA del centro GEMS, Presidente dell’Associazione Orientamento Autismo e la Dott. ssa Magda Di Renzo, responsabile del servizio terapie dell’Istituto di Ortofonologia e psicoterapeuta dell’età evolutiva. Un confronto tra addetti ai lavori e chi convive tutti i giorni con soggetti autistici, un messaggio incoraggiante da diffondere e raccontare per promuovere la buona politica”.

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