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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘auto elettrica’

Ingresso nel mondo dell’auto elettrica di B.eng

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 gennaio 2019

Tolmezzo (Udine). B.eng festeggia i suoi 15 anni e si affaccia al 2019 con un obiettivo ben definito. L’azienda carnica, player internazionale di primo piano nel settore dell’illuminazione automotive, punta in maniera decisa all’ingresso nel settore dell’auto elettrica. «Già ai primi di dicembre del 2018 – svela Matteo Bearzi, uno dei tre soci di B.eng assieme al padre Giovannino e al fratello Elvis – abbiamo effettuato una prima visita negli Stati Uniti, dove questo tipo di tecnologia è in fortissima espansione. Ci siamo recati in California, dove il fermento è grande, soprattutto dopo la fuoriuscita di alcuni manager da Tesla per fondare delle nuove realtà».Ma l’attenzione, come spiega ancora Matteo, è pronta a spostarsi anche verso un altro Paese. «Guardiamo con interesse alla Cina, nell’ottica di una prossima missione commerciale nel corso del 2019. Anche questo è un mercato dal grande potenziale, tanto che una cospicua fetta di produzione degli Usa viene destinata a questo Stato». I volumi di produzione delle auto elettriche sono ancora limitati, ma le Case automobilistiche su scala internazionale dimostrano di credere sempre di più nello sviluppo di questo settore di mercato. «Tanto più per questo – è la considerazione finale di Bearzi – noi vogliamo “mettere un piede dentro” nell’ambito delle vetture alimentate a corrente. Siamo un’azienda ancora calibrata per volumi bassi e questo contesto sarebbe perfetto. E poi, questa tecnologia avrà uno crescita esponenziale in futuro: B.eng, per il 2019, guarda non soltanto al settore delle super car del quale si occupa da anni, ma anche all’elettrico».Idee ben chiare, quindi, per l’azienda nata il 7 gennaio 2004 e che ha quindi appena festeggiato i suoi primi 15 anni di attività. B.eng (Bearzi Engineering) è sorta su iniziativa del fondatore Giovannino Bearzi, impegnato per decenni nel settore automotive, e del figlio maggiore Matteo, al quale si è affiancato poi anche il fratello minore Elvis. «In tutto questo – sottolinea Matteo – voglio rivolgere un grazie a un grande uomo, mio padre Giovannino: senza lui la B.eng non esisterebbe. Un plauso anche a tutti i collaboratori, ma soprattutto a quelli che hanno resistito a molti periodi bui, che hanno creduto e ancora oggi credono a questo progetto molto ambizioso». Da pochi mesi, la società ha lasciato lo storico quartier generale di via Carducci, a Tolmezzo, per trasferirsi nella nuova sede ubicata nella zona industriale della cittadina, in via degli Artigiani. La qualità dei suoi fari e fanali, unita a un know how divenuto sempre più di qualità nel corso degli anni grazie alla continua ricerca e a una minuziosa attenzione ai particolari, ha consentito a questa realtà produttiva di ritagliarsi uno spazio crescente nel settore, diventando un punto di riferimento per il mercato automotive. B.eng, in virtù delle sue competenze è in grado di realizzare dispositivi illuminanti dotati delle massime tecnologie a disposizione. L’azienda, caratterizzata dal claim “The Light Makers”, annovera commesse per vetture – “pezzi unici” – quali Ferrari, Apollo IE, Italdesign Zerouno, Pagani Huayra BC e Lamborghini Sesto Elemento.

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Auto elettrica: gradimento sicuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 maggio 2011

È alto il gradimento degli italiani per l’auto elettrica. Il dato emerge dal Dealer Day di Veronafiere, in corso di svolgimento nella città scaligera. Il focus dedicato ai veicoli elettrici rivela infatti che tre italiani su quattro stia prendendo in esame la possibilità di passare ad un veicolo a zero emissioni, ma che ritiene fondamentale l’adozione di incentivi in favore della vendita di auto ‘pulite’, come previsto dall’Ue che entro il 2030 intende ridurre del 50% le auto convenzionali favorendo il mercato delle green car. Il profilo sul potenziale acquirente fotografato al Dealer day – che ospita un’area espositiva sulle novità delle case produttrici di auto elettriche – è variegato. C’è chi sceglie l’auto verde perché sensibile ai temi ecologici – tanto da dichiararsi disposto a pagare un extra del 10% rispetto al prezzo di un’auto convenzionale – chi, invece, per risparmiare sul costo della benzina e chi, infine, sceglie quella elettrica per avere un’auto esclusiva e distinguersi. Il target più interessato è quello giovane e urbanizzato, i cosiddetti “First Movers”: maschi (57%) in possesso di una laurea (46%)e master e con oltre 20.000 euro di reddito. Secondo un sondaggio svolto da Interauto e presentato a Verona, sono quattro le doti per l’acquisto di un’auto elettrica: il prezzo in linea con le auto tradizionali (32,8%), un sistema efficace di ricarica batterie (27,3%), i tempi di ricarica più rapidi (18,5%), le politiche di incentivi all’acquisto (15,4%). Se da un lato quindi si registra un buon sentiment degli italiani verso l’auto del futuro, dall’altro rimane il grosso problema dei costi e del coinvolgimento delle reti nelle diverse modalità di marketing. Questi i punti di partenza su cui lavorare per lo sviluppo del mercato delle auto a emissioni zero. L’Automotive Dealer Day di Verona, principale appuntamento europeo dedicato al settore della distribuzione automobilistica offre quest’anno un focus particolare ai veicoli zero emission anche con momenti espositivi. In primo piano Nissan, Citroën, Renault e Fisker, che presentano i prototipi di auto elettriche pronte per il mercato dei prossimi anni. In esposizione anche Smart Electric Drive, Mercedes-Benz SLS, Toyota Auris HSD, la nuova Ford Focus Station Wagon, Honda Jazz – vettura ibrida, BMW, Mini e Motorrad. Al workshop sulle auto elettriche hanno partecipato Massimo Borio (Citröen Italia), Luciano Ciabatti (Renault Italia), Antonio Melica (Nissan Italia), Gianfranco Pizzuto (Fisker Italia) e Tommaso Tommasi (InterAutoNews).

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Scianò (Fns): si all’auto elettrica

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2010

Gli  Indipendentisti di lu Frunti nazziunali sicilianu “Sicilia indipinnenti” ritengono che sia giunto il momento per realizzare ,a Termini Imerese, l’auto elettrica. Senza subordinare questa iniziativa alla riconversione dello Stabilimento Fiat o ad altre condizioni incompatibili con una strategia tutta siciliana,(da adottare finalmente !), della reindustrializzazione della Sicilia contro gli ignobili tentativi di deindustrializzazione in corso.  Il fatto di cronaca, recentissimo, secondo il quale il finanziere Simone Cimino, (Siciliano per  origini e – ci auguriamo- anche per vocazione,) avrebbe già ottenuto dagli Indiani l’esclusiva per la vendita della “Sunny car” nei Paesi (Grecia,Spagna e Portogallo in testa) dell’area del mediterraneo ci autorizza a sognare il ritorno alla grande della Sicilia Produttiva nel bacino di  quel mare, dal quale l’ economia siciliana, dopo il 1860, è stata costretta a ritirarsi.  Sognare, dicevo, ma  ovviamente, ad occhi aperti, con adeguate garanzie e con la determinazione di debellare in “malo modo” i portatori delle nefaste  culture del parassitismo e della rassegnazione,nonchè della speculazione e della corruzione.  Tre sarebbero i comparti produttivi delle tre società coinvolte: Auto elettriche,sistemi solari di mobilità ,rete solare di ricarica.Non sottovalutiamo il fatto che lo stesso CIMINO, – come riferisceun noto quotidiano, – ha auspicato la produzione di autobus  nella stessa area termitana e la creazione di un vero e proprio distretto industriale che coinvolga strutture scientifiche e industriali di alto livello,operanti in Sicilia.   L’ FNS ritiene altresì che non ci dobbiamo mai arrendere finchè esistono dubbi sulle sorti dello stabilimento FIAT. Peraltro un investimento non esclude l’altro.  Alla FIAT non bisogna presentarsi- però-  con il cappello in mano, come è stato fatto da quarant’anni a questa parte ,per quanto riguarda Termini Imerese. E non  bisogna dimenticare che la FIAT – dagli inizi del 1900- è stata sostenuta dalla Politica  Economica dello Stato Italiano, dalla Politica Doganale dello Stato Italiano, dalla Politica Estera dello Stato Italiano, dalla Politica “Sociale” dello Stato Italiano e dalla Politica del Commercio con l’Estero dello Stato Italiano, in tempo di pace ed in tempo di guerra. E con qualsiasi maggioranza politica fosse al Governo. E con qualunque forza politica fosse all’opposizione.Il tutto,  sacrificando spesso e volentieri gli interessi del SUD e quelli della Sicilia. Grazie anche alle  “rinunzie forzate” dell’uno e dell’altra. Nel bene e nel male, insomma, al Lingotto bisognerebbe cominciare a rendere pan per focaccia. Un’iniziativa, quest’ultima, che i Siciliani di tutto il Mondo dovranno fare ovviamente nella legalità e nel rispetto delle regole del mercato globale. (Giuseppe Scianò Segretario Politico Fns)

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