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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘auto’

Auto online: vendite +52% nei primi 5 mesi dell’anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2021

Il settore dell’auto in Italia è tuttora in difficoltà, ma il canale online, sebbene rappresenti ancora una nicchia, cresce costantemente e a gran velocità; secondo l’Osservatorio MiaCar – Facile.it, nei primi 5 mesi del 2021 le vendite via web di auto nuove e a km zero sono aumentate del 52% rispetto allo stesso periodo del 2019.Analizzando nel dettaglio i dati emerge che, tra le auto nuove e a km zero più comprate online a livello nazionale, guida la classifica la Jeep Renegade, seguita dalle due citycar Fiat Panda e Fiat 500. Come vengono finalizzati gli acquisti e qual è l’identikit di chi compra l’auto sul web? Secondo i dati, il 28% degli utenti che nel 2020 hanno acquistato online un’automobile lo ha fatto dal proprio dispositivo mobile; guardando alle fasce di acquirenti, invece, emerge che il canale online è, come quello tradizionale, alla portata di tutte le età, ma tra le tendenze rilevate vi è un aumento degli over 65 che, in percentuale, pesano più sull’online (22,8%) che in quello fisico (18,6%).

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Auto: Mobilità elettrica

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2021

In Italia ci sono più di 19.300 punti di ricarica elettrica in 9.700 stazioni aperte al pubblico. Di queste, 8 su 10 sono in aree pubbliche (nelle strade, per esempio) e il restante 20% su terreni privati con accesso pubblico (parcheggi, supermercati, centri commerciali…). Nel 2020 è stato installato il 40% in più di questi sistemi, numeri che continueranno a crescere nel 2021. Oltre la metà di questi punti di ricarica si trova nel Nord del Paese. Il Lazio è una delle regioni più impegnate con 1.700 punti ricarica; solo dietro alla Lombardia che ne ha 3.300, Piemonte con duemila, Emilia-Romagna con oltre 1.800. Anche Veneto e Toscana ne hanno 1700.Tra i migliori posti per ricaricare i veicoli elettrici ci sono sicuramente i parcheggi. Quando si passeggia in città, si fa shopping, si va in centro per un appuntamento, ci si sposta per lavoro o per incontrare gli amici si parcheggia la macchina e allo stesso tempo si ricarica. Una volta ripresa l’auto, la sua autonomia sarà di nuovo al massimo. Secondo i dati forniti da https://parclick.it azienda leader in Europa per la prenotazione di parcheggi online, il 32% dei parcheggi italiani ha già dei sistemi di ricarica per auto elettriche. Le regioni con più punti sono Lazio, Lombardia, Campania, Toscana, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. E le singole città con più punti sono Roma, Milano, Firenze e Napoli.Ci sono diversi tipi di veicoli elettrici:
Ibridi Funzionano con due motori: uno a combustione principale (benzina o diesel) e uno elettrico. In questo caso la batteria si ricarica quando l’auto rallenta, quindi queste auto non hanno bisogno di stazioni di ricarica.
Ibridi plug-in Anche questi veicoli hanno un motore a combustione e un motore elettrico. La differenza con le auto ibride è che il motore elettrico ha la priorità. La batteria si ricarica quando l’auto rallenta ma può anche essere collegata a una fonte esterna di energia elettrica e questo rende più facile guidare il 100% del tempo con il motore elettrico rispetto a un’auto ibrida tradizionale.
100% elettrico.Sono veicoli che funzionano solo con l’elettricità. Hanno uno o più motori elettrici, quindi batterie ricaricabili con più capacità. Per queste auto le stazioni di ricarica sono essenziali e indispensabili, anche se le batterie durano più a lungo visto che non c’è un motore a combustione per supplire nel caso in cui il motore elettrico si scarichi. Le auto elettriche rappresentano un mercato in crescita. Secondo i dati dell’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (UNRAE), i veicoli elettrici rappresentano già lo 0,7% delle nuove immatricolazioni in Italia, una cifra che sembra piccola ma è superiore a quella del 2019. Inoltre, da gennaio a novembre 2020 gli acquisti di ibridi plug-in sono aumentati di 20 volte nonostante con la pandemia sia stato un anno difficile per i produttori di auto. Infatti, gli ibridi (ibridi plug-in e non plug-in) sono stati gli unici veicoli che hanno registrato vendite maggiori nel 2020 rispetto all’anno precedente. A livello europeo, nell’ultimo anno, delle auto vendute una su cinque era ibrida o elettrica.

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Auto: Aumentano i costi per la revisione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 dicembre 2020

È di poco fa la notizia del probabile aumento del costo della revisione auto di 9,95 Euro. A prevederlo è un emendamento alla manovra approvato in commissione Bilancio alla Camera.“La norma introduce anche un buono ‘veicoli sicuri’- riporta l’Ansa – in pratica, la prima revisione che verrà fatta entro tre anni sarà esentata dall’aumento ma il bonus varrà una sola volta e per un solo veicolo se si possiedono più auto.”Un aumento che in ogni caso colpirà le famiglie negli anni a venire, portando a 76,88 Euro il costo medio della revisione. In tal modo si penalizzano in particolar modo i nuclei che non possono permettersi di cambiare auto e che dovranno sommare tale aumento (fatta salva la prima revisione) a tutti gli interventi di manutenzione che un’auto richiede.In un momento di forte difficoltà per le famiglie, in cui mancano le certezze necessarie per progettare acquisti impegnativi ed onerosi, non riusciamo a comprendere la logica che sta dietro a tale misura. Per questo chiediamo al Governo chiarimenti, ma soprattutto modifiche in direzione di una maggiore equità.È prioritario, in questa fase, guardare ai bisogni delle famiglie colpite dalla crisi causata dalla pandemia, dei cittadini che da mesi aspettano di percepire la cassa integrazione e prendere provvedimenti necessari ad attenuare e contrastare l’aumento delle disparità e delle disuguaglianze economiche e sociali in forte crescita nel Paese.

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Nuovi incentivi alla rottamazione auto

Posted by fidest press agency su martedì, 22 dicembre 2020

Via libera all’emendamento che sblocca nella Legge di Bilancio gli aiuti alla rottamazione delle vecchie auto.“Si tratta di un segnale importante – spiega Nardi – perché va nelle direzione che abbiamo sempre auspicato: da una parte aiutare la lotta all’inquinamento atmosferico con misure che concretamente portino a sostituire i motori più vecchi e inquinanti con veicoli, termici, elettrici o ibridi plug-inn, che hanno emissioni molto inferiori. Dall’altra perché si tratta di sostenere un settore auto che ha pagato alti prezzi alla crisi economica innescata dalla pandemia, e sostenere l’auto in Italia significa sostenere attività che sia direttamente che indirettamente danno lavoro a migliaia di persone”.

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La gara d’auto d’epoca WinteRace 2021 riparte dall’ottava edizione

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

Cortina d’Ampezzo 4-5-6 marzo 2021. La WinteRace ripartirà dall’ottava edizione, come racconta Rossella Labate, organizzatrice della competizione: “Lo scorso marzo abbiamo dovuto rinviare l’evento a pochi giorni dal suo inizio; è stato difficile da superare, ma non volendo perdere tutto il lavoro fatto fino ad allora, abbiamo deciso di “congelare l’ottava edizione” e ricominciare da dove tutto ha avuto inizio… siamo pronti per un’edizione 2021 sicura, innevata e “dolomitica”. La “Super Classica ACISPORT” è una delle gare di auto d’epoca attese nel calendario invernale, per via dei paesaggi suggestivi che attraversa, dell’ospitalità a cinque stelle del Grand Hotel Savoia e della città che la ospita: Cortina d’Ampezzo. La manifestazione gode del patrocinio del Comune di Cortina d’Ampezzo e del Comune di Primiero (San Martino di Castrozza), oltre a quello dell’ACI di Treviso.La gara si svolgerà totalmente in territorio italiano, gli equipaggi si sfideranno lungo un percorso di 400 chilometri suddiviso in due tappe diurne di 200 km l’una. I driver valicheranno ben 8 passi dolomitici oltre i 2000 metri, si divertiranno ad attraversare località storiche come Arabba, Corvara e Dobbiaco e a visitare villaggi da favola, primo fra tutti quello di Siror dov’è nato il mercatino di Natale più antico del Trentino. Confermati i cinquanta equipaggi che si sono iscritti lo scorso marzo, tutti con vetture costruite entro il 1976. Nessun cambiamento anche per la V^ Porsche WinteRace, la gara dedicata ad un massimo di trenta Porsche selezionate dall’organizzazione e costruite dal 1977 fino ai giorni nostri. Partiranno, come sempre, in coda alle vetture storiche e avranno una loro classifica e premi dedicati.Gli equipaggi affronteranno 66 prove cronometrate e 6 prove di media con 6 rilevamenti segreti per un totale di 78 rilevamenti. Il miglior equipaggio della VIII^ edizione della WinteRace vincerà un esclusivo orologio della Girard Perregaux, Platinum Sponsor dell’evento.Giovedì 4 marzo, si svolgeranno le verifiche tecniche che precederanno la competizione.

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Continua il processo di “elettrificazione” delle concessionarie italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2020

La ricerca ha preso in considerazione un campione di oltre 40 dealer di grandi (oltre 10.000 veicoli venduti), medie (tra i 5.000 e i 10.000) e piccole (sotto i 5.000) dimensioni, con una flotta complessiva di 450mila veicoli e 312 sedi rappresentate. Tra le due alimentazioni considerate dallo studio si palesa una notevole differenza. Per il 41% dei concessionari intervistati, l’ibrido rappresenta meno del 5% sul totale vendite, per il 29% tra il 5% e il 10%. Per il 3%, ovvero concessionari di brand che hanno già puntato molto su questa alimentazione, il range oscilla addirittura tra il 30% e il 50%. I numeri divetano decisamente meno significativi se si considera le auto elettriche: il 32% degli intervistati non ha ancora un’offerta di EV negli showroom. Per la maggioranza (65%), l’elettrico pesa per meno del 5% sulle vendite totali.Anche per quanto riguarda il futuro, la maggior parte dei concessionari è cauta e prevede una crescita realistica dell’ibrido tra il 10% e il 30% nei prossimi 12 mesi. Da segnalare, però, anche alcuni dealer molto più confident, che prevedono un raddoppio delle vendite (soprattutto grazie al plug-in). Per l’elettrico ci si attende, invece, un tasso di crescita marginale. L‘installazione delle infrastrutture di ricarica è oggi una delle sfide strategiche per i concessionari. Chi aveva avviato progetti non li ha abbandonati, per alcuni si è registrato solo un breve stop&go nella fase di lockdown. Risultato: il 91% dei dealer non ha registrato rallentamenti nell’elettrificazione o addirittura ha visto un’accelerazione. Occorre essere preparati per offrire le auto elettriche e ibride e così per strutturare adeguatamente la propria forza vendita i corsi di formazione costituiscono un must (solo il 6% degli intervistati non li propone). La maggior parte dei corsi viene organizzato dalle stesse Case costruttrici, ma in alcuni casi a promuoverli è proprio il dealer. Stesso discorso vale anche per la formazione post-vendita, ovvero l’aggiornamento dei tecnici di officina, che avviene nella maggior parte dei casi due volte l’anno. L’efficienza raggiunta su questo fronte è testimoniata dalle tempistiche di manutenzione ordinaria sulle auto ibride: tutti gli interventi vengono gestiti nell’arco di una settimana, mentre il 60% viene smarcato in 3 giorni (tempi simili alla manutenzione delle vetture tradizionali). Questo testimonia la consapevolezza dei dealer che sulla rapidità degli interventi si gioca una buona fetta della fidelizzazione del cliente.L’infrastruttura elettrica si amplia, soprattutto nel Nord Italia: il 91% degli intervistati dichiara di aver installato colonnine di ricarica presso il proprio store. Merito, in particolare, degli accordi tra le Case madri e le utility dell’energia. La stragrande maggioranza dei dealer non si occupa, invece, dell’installazione delle wall-box presso il cliente e un buon 40% lascia l’incombenza al provider di energia. Un punto che, in futuro, potrebbe diventare centrale per aumentare la fidelizzazione del cliente.

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Auto: il noleggio guida la svolta elettrica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

Il settore del noleggio veicoli si conferma nel 2020 il principale acquirente di vetture elettrificate in Italia: nei primi 9 mesi dell’anno quasi 2 auto alla spina su 5 sono state acquistate da società di noleggio. Per accelerare il rinnovo del nostro parco circolante, servono oggi misure di incentivo all’acquisto dei veicoli usati di ultima generazione, in grado di raggiungere le fasce di popolazione che non riescono a comprare il nuovo.Sono questi i principali dati e le proposte che emergono dall’analisi ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, diffusa oggi sulle immatricolazioni di vetture elettriche ed ibride nel nostro Paese.Nei primi 9 mesi del 2020 le società di noleggio (a lungo e breve termine e in car sharing) hanno immatricolato 5.229 vetture ibride plug-in (PHEV + Rex: +225% vs le 1.611 dello stesso periodo del 2019) e 6.132 elettriche (BEV: +125% vs 2019). Un vero e proprio boom per queste nuove alimentazioni, pur in una fase di forte contrazione del mercato del noleggio, dovuta agli effetti diretti prodotti dalla pandemia: la crisi del turismo (in particolare di quello proveniente dall’estero), le restrizioni alla mobilità cittadina che hanno duramente impattato sull’auto condivisa e l’incerto quadro economico che ha frenato la mobilità aziendale.Il noleggio si conferma quindi protagonista assoluto degli acquisti di vetture elettrificate con una quota di immatricolazioni che sale al 42% delle ibride plug-in e al 35% delle elettriche. Quasi 4 auto elettrificate su 10 vendute nel nostro Paese sono immatricolate da società di noleggio.

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Auto, Rotta e Nardi: “Ecoincentivi vanno rinnovati e allargati”

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2020

“Ha un grande valore simbolico il fatto che per la prima volta le immatricolazioni di auto ecologiche, cioè elettriche, ibride e plug-in, siano superiori a quelle delle auto a gasolio. E’ vero che in questo sorpasso pesano le mild-hybrid che utilizzano le tecnologia elettrica come aiuto a quella a combustione, ma è altrettanto vero che questa tendenza significa che nelle nostre strade stanno arrivando auto che consumano meno e inquinano meno”, così le presidenti della Commissione Ambiente e Attività produttive della Camera, Alessia Rotta e Martina Nardi, commentano i dati sulle immatricolazioni auto del mese di settembre sul mercato europeo.“Non è da sottovalutare – spiegano Rotta e Nardi – che in una situazione di grande difficoltà del mercato auto in Italia registriamo una crescita per le ibride elettriche dal 7,4% al 24,7%, con le plug-in che arrivano al 2,3% e le elettriche all’1,8%. Perché significa che ora non dobbiamo più fermarci lungo la strada della riconversione ecologica della nostra mobilità, sia pubblica che privata”.“In questo senso sono indispensabili gli incentivi alla eco-rottamazione. I numeri dimostrano che sono stati utili sia per aiutare il ricambio del parco auto italiano, troppo vecchio e troppo inquinate, sia per sostenere un settore ad alto valore aggiunto di occupazione come quello dell’automotive. E questo è il motivo che ci spinge a ritenere che gli ecoincentivi vadano rinnovati e allargati fin dalla prossima Legge di Bilancio in arrivo all’attenzione del Parlamento”, concludono le Presidenti Rotta e Nardi.

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Torna la voglia d’auto: come cambia la mobilità degli italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

I mesi di lockdown hanno profondamente modificato le abitudini degli italiani in tema di mobilità. Aumenta, infatti, l’attenzione verso scelte più sostenibili, come l’interesse per auto con alimentazioni “green”, l’uso di mezzi “dolci” tra cui la bicicletta o le forme di micromobilità come il monopattino. In tutto questo l’auto continua a essere sempre il mezzo preferito purché consumi poco, abbia bassi costi di mantenimento e sia sicura. Fondamentale il credito al consumo per sostenere le vendite. Il futuro dell’auto? In primis deve essere autonoma e connessa, con un occhio verso la salute del conducente. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio Compass – società di credito al consumo del Gruppo Mediobanca – sui principali trend sulla mobilità.
Nelle ultime settimane l’auto è stato il mezzo più utilizzato, oltre a essere uno dei principali desideri degli italiani: il 45% dei capo-famiglia italiani vorrebbe acquistare un’auto nuova o usata entro un anno; si stima però che l’effettiva propensione favorevole riguardi circa 3.700.000 italiani. Un dato significativo, specialmente se si considera che il parco circolante, che a fine 2019 contava 38,4 milioni di unità, ha un’età media stimata di 11,5 anni, in crescita anno dopo anno. Quanto spenderanno? Il budget medio dedicato è di 18.200€ per le auto nuove e di 7.300€ per quelle usate. Tra i giovani cresce la propensione all’acquisto attraverso il canale digitale sia per le auto nuove (20%) che per l’usato (23%). Il criterio maggiormente considerato per l’acquisto è il consumo di carburante (69%), seguito dai costi di mantenimento (60%) e dalla sicurezza (60%). C’è, inoltre, chi valuta attentamente l’estetica/design/stile (32%); del resto per il 64% degli italiani, l’auto costituisce ancora uno status symbol e per il 58% continuerà ad esserlo anche nel futuro. Ma come sarà l’auto di domani? Quali saranno le principali innovazioni tecnologiche? Per il 46% l’auto sarà completamente autonoma, per il 45% parzialmente autonoma, per il 44% completamente connessa con smartphone, con la possibilità, ad esempio, di pagare il rifornimento di carburante con il riconoscimento dell’auto. E c’è anche il 26% che vede l’unione dell’auto con la propria salute, con il monitoraggio di alcuni parametri vitali del conducente.Tra i nuovi trend consolidatisi nei primi sette mesi del 2020 spicca l’attenzione ai consumi e all’ambiente. Tra gli italiani che valutano l’acquisto di un qualsiasi mezzo di mobilità nei prossimi dodici mesi (58%), l’85%, dichiaradi prendere in considerazione, per l’acquisto di un veicolo, alimentazioni alternative alle tradizionali diesel e benzina. Un risultato già evidente con le immatricolazioni di auto ibride, elettriche, gpl e metano che hanno superato quota 20% del totale nel periodo gennaio-agosto 2020.
Capitolo micromobilità: in seguito alla pandemia, bici, monopattini e hoverboard hanno conquistato sempre più le nostre strade. Già dal 2019 le vendite di bici avevano toccato quota 1,7 milioni (per un valore di circa 1,35 miliardi di euro) con un boom del +13% per le e-bike, e i numeri per il 2020 sono destinati a crescere. È del +7%, infatti, il saldo di chi dichiara che utilizzerà la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano rispetto a chi ne ridurrà l’utilizzo dopo il lockdown Tra i veicoli a due ruote più desiderati le biciclette (18%), le e-bike (17%) e il monopattino (9%). Un’altra tendenza sempre più forte è quella del noleggio a lungo termine.

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Lazio: più di 366.800 auto Euro 0 ancora in circolazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 agosto 2020

Secondo l’elaborazione di Facile.it, realizzata su dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nei registri della motorizzazione laziale risultano ancora iscritte 366.884 automobili Euro 0, corrispondenti all’8,96% del totale vetture ad uso privato registrate in regione. Se si guarda ai valore assoluti, a livello nazionale, fanno peggio del Lazio solo la Campania, la Sicilia e la Lombardia.Come sono distribuite a livello provinciale queste autovetture? Se si guarda al rapporto percentuale, la maglia nera della regione spetta alla provincia di Frosinone (10,77%, 39.214 auto private), seguita da Rieti (10,59%, 12.295 veicoli) e Latina (9,84%, 39.634). Chiudono la graduatoria regionale le province di Roma (8,63%, 256.834) e Viterbo (7,99%, 18.907).E il quadro si incupisce ulteriormente se si allarga l’analisi; considerando le automobili Euro 0-1-2-3 si arriva, in totale, a circa 1,4 milioni; vale a dire che il 36% delle auto potenzialmente in strada nel Lazio ha 15 anni o più di anzianità. Un danno non solo per l’ambiente e per la sicurezza stradale, ma anche per le tasche dei proprietari; secondo le simulazioni di Facile.it, a livello medio nazionale, assicurare un veicolo Euro 3 del 2005 può costare fino al 156% in più rispetto allo stesso veicolo, nella sua versione euro 6, immatricolato nel 2020.

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Auto: in Italia ci sono ancora 3,3 milioni di Euro 0

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Sono disponibili gli incentivi statali per l’acquisto di autovetture Euro 6, una novità importante che potrebbe non solo dare ossigeno all’industria automobilistica, ma anche aiutare a svecchiare un parco auto nazionale che non gode di ottima salute; secondo l’elaborazione di Facile.it, realizzata su dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti* aggiornati al 31 dicembre 2019, nei registri della motorizzazione risultano ancora registrate 3.327.113 automobili Euro 0, corrispondenti all’8,4% del totale vetture ad uso privato in circolazione. E il quadro non migliora se si allarga l’analisi sino agli Euro 3; in totale, le auto private Euro 0-1-2-3 presenti nell’Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione sono ancora circa 13,4 milioni. Se è vero che tra questi potrebbero esserci mezzi sì iscritti ma, di fatto, non più circolanti, preoccupa comunque sapere che un terzo della auto potenzialmente in strada (34%) ha 15 anni o più di anzianità, considerando che le vetture Euro 3 sono uscite di produzione nel 2005 e quelle Euro 0 addirittura nel 1992.
Come sono distribuite sul territorio nazionale queste autovetture? Se si guarda ai valori assoluti, la maglia nera spetta alla Campania che, da sola, conta più di 503.000 auto private Euro 0 ancora immatricolate, vale a dire circa un sesto del totale italiano; alle spalle della Campania si trova la Sicilia, dove le vetture appartenenti a questa categoria sono quasi 429.000 e la Lombardia, che conta poco più di 383.000 autovetture Euro 0. Guardando i dati su base percentuale, al primo posto si conferma ancora la Campania dove addirittura il 14% delle autovetture rientra nella categoria Euro 0, mentre al secondo posto si trova la Calabria, dove la percentuale è pari al 13,7%; slitta al terzo posto la Sicilia con il 12,6%.
Stesse regioni, ma posizioni diverse, se si allarga l’analisi e si contano non solo le autovetture Euro 0, ma anche quelle Euro 1-2-3. In questo caso è la Calabria a conquistare la prima posizione della poco invidiabile classifica; nella regione quasi 1 veicolo su 2 (48,3%) appartiene ad una categoria inferiore a quella Euro 4; al secondo posto si trova la Sicilia (47,9%), mentre sul gradino più basso del podio c’è la Campania (46,7%). Spostando l’analisi a livello provinciale emerge che maglia nera d’Italia è la provincia di Napoli, dove il 15,77% del parco auto circolante appartiene alla categoria Euro 0. Secondo e terzo posto per due province calabresi; quella di Reggio Calabria (15,32%) e la vicina Vibo Valentia (15,25%).
A conferma dell’aumento del costo dell’RC auto, Facile.it ha messo a confronto il premio richiesto per assicurare una city car di cilindrata 1.200 cc, Euro 3 immatricolata nel 2005 con quello necessario per assicurare lo stesso modello d’auto, nella sua versione più recente, Euro 6 e immatricolata nel 2020. Secondo le simulazioni* di Facile.it, la miglior tariffa disponibile online per assicurare l’auto vecchia è sino al 156% più alta rispetto a quella necessaria per tutelare il veicolo nuovo.
La buona notizia è che, con un numero così ampio di auto estremamente vecchie, saranno molti gli italiani che potranno usufruire dei nuovi incentivi statali previsti chi acquista un’autovettura Euro 6. Per poter usufruire del massimo bonus, che tenendo in considerazione tutte le agevolazioni nazionali può arrivare in alcuni casi fino a 10.000 euro, è necessario rottamare proprio un veicolo Euro 3 o inferiore…. modelli che, a quanto pare, in Italia non scarseggiano.

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“Il buco nero delle auto rubate”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Scende per la prima volta al 36% il tasso di recupero delle auto rubate. Lo scorso anno delle 95.403 vetture sottratte (oltre 261 al giorno e 11 ogni ora), solo 34mila sono state ritrovate. Di oltre 61mila auto si sono perse le tracce, instradate su mercati esteri o utilizzate per alimentare il mercato nero dei pezzi di ricambio. 1 auto su 4 è stata rubata in Campania. Panda, 500 e Lancia Ypsilon i modelli preferiti dai ladri. Napoli “caput furtorum”, con oltre 17mila episodi. Continua a crescere l’appeal dei SUV, che crescono dell’11%: boom dei furti di Nissan Qashqai. Sono questi i principali trend che emergono dal “Dossier sui Furti d’Auto”, elaborato da LoJack Italia, società del Gruppo CalAmp leader nelle soluzioni telematiche per l’Automotive e nel recupero dei veicoli rubati, che ha raccolto e analizzato i dati forniti dal Ministero dell’Interno sul 2019 e li ha integrati con quelli provenienti da elaborazioni e report nazionali e internazionali sul fenomeno.
Il calo del numero delle auto rubate, nel 2019 95.403 (oltre 261 al giorno e 11 ogni ora), ha segnato una decisa polarizzazione del fenomeno, a testimonianza di un business criminale che si focalizza sulle Regioni di origine delle organizzazioni criminali e in quelle in cui queste intessono maggiormente i propri interessi economici. In alcune aree il furto apre una vera e propria corsa contro il tempo per ritrovare l’auto. Trascorse le prime 24 ore, infatti, le percentuali di rintracciarla si riducono al minimo. Campania e Lazio, rispettivamente con il 33% e il 26% dei recuperi, sono le Regioni in cui le Forze dell’Ordine incontrano maggiori difficoltà nel riportare a casa i veicoli. Decisamente interessanti sono anche i dati relativi alle province più colpite da questa piaga. Il podio resta prerogativa di tre piazze da sempre nel mirino dei ladri d’auto: Napoli, con 17.767 furti, Roma (15.835 sottrazioni) e Catania (7.441). Completano questa poco virtuosa top ten delle province a “bollino rosso” Bari (6.595), Milano (6.523), Torino (3.857), Foggia (3.437), Palermo (3.254), Caserta (2.961) e Barletta-Andria-Trani (2.560).
Le auto più rubate? Panda, Cinquecento e Punto.
Dall’analisi del dettaglio territoriale, emergono alcuni spunti utili a comprendere le peculiarità del fenomeno furti d’auto nelle principali piazze. Più in generale, nelle tre province del sud Italia si conferma l’egemonia dei brand FCA: a Napoli è presente nella top ten anche la Seicento, a Bari le prime 5 posizioni sono occupate da modelli dell’ex costruttore nazionale, che a Catania presidia addirittura le prime 7. Roma conferma il legame con il mondo Smart: nella provincia capitolina spariscono oltre la metà delle Fortwo (801) rubate in tutta Italia. Milano evidenzia due new entry, rispetto al dato nazionale, in chiusura di top ten: Polo e Focus. Nella provincia meneghina la Golf è la terza auto più rubata, dopo Cinquecento e Panda.

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Auto: i giovani scelgono quella a noleggio

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

L’automobile è una delle voci di costo che più incide sul budget delle famiglie italiane e se l’auto è intestata ad un giovane neopatentato, la spesa totale può arrivare alle stelle; secondo l’analisi di Facile.it, considerando un veicolo nuovo dal valore di 16.800 euro, il costo complessivo nei primi 3 anni di vita del mezzo, includendo RC auto, bollo, manutenzione e spese accessorie, sfiora i 22.000 euro. Con costi così alti non sorprende vedere come anche tra i più giovani si stiano diffondendo formule alternative all’acquisto, ad esempio il noleggio dell’auto a lungo termine. Facile.it, in occasione del lancio della nuova sezione dedicata al confronto delle tariffe per il noleggio a lungo termine, ha voluto fare due calcoli scoprendo che, dati alla mano, grazie a questa modalità non solo non occorre avere un capitale per acquistare il veicolo, ma si può risparmiare più di 500 euro l’anno e, al contempo, contare su una serie di servizi accessori aggiuntivi che non si hanno quando si sceglie di comprare l’auto.L’analisi di Facile.it è stata realizzata confrontando il costo totale di acquisto e mantenimento di un’auto intestata ad un neopatentato diciottenne ed una, di pari tipologia, presa a noleggio lungo termine, considerando un arco temporale di 3 anni*.
Se si sceglie di acquistare l’auto, la spesa più importante è il prezzo del veicolo che, per il mezzo preso in esame, è pari a 16.800 euro. Il secondo costo più rilevante è quello dell’RC auto; secondo Facile.it, un automobilista neopatentato che parte dalla classe 14, in media, deve mettere in conto una spesa di circa 1.000 euro l’anno. A questa voce vanno aggiunti i costi delle garanzie accessorie che normalmente vengono attivate quando si acquista un veicolo nuovo; la copertura furto incendio, la polizza cristalli e quella per gli eventi naturali. In totale, nei 3 anni, l’importo complessivo stimato per assicurare il veicolo è di 3.900 euro. Alla lista delle spese obbligatorie va aggiunto anche il bollo, che per il modello preso in analisi è pari, in 3 anni, a 472 euro. Ultima, ma non meno importante, è la manutenzione ordinaria, che anche nel caso di un veicolo nuovo non va sottovalutata; considerando un utilizzo di circa 10.000 km l’anno e un paio di tagliandi, la spesa può arrivare, nell’arco dei 36 mesi, a circa 600 euro. Il costo totale tra acquisto, spese obbligatorie e manutenzione arriva così a 21.772 euro, esclusi gli eventuali imprevisti che potrebbero far salire ulteriormente il conto; se al termine di questi 3 anni il proprietario decidesse di rivendere l’auto, ipotizzando un guadagno di 10.000 euro, la spesa netta sostenuta scenderebbe a 11.772 euro.
E se l’auto, invece di comprarla, fosse stata noleggiata per un periodo di pari durata (36 mesi)? In questo caso il risparmio sarebbe significativo. Guardando alla miglior tariffa disponibile su Facile.it, il costo per il noleggio dell’auto analizzata è pari a 285 euro al mese, senza alcun anticipo. Si tratta di un costo all inclusive che comprende tutte le altre voci di spesa prese in considerazione: l’RC auto e le garanzie accessorie (furto-incendio, cristalli, eventi naturali), il bollo, la manutenzione ordinaria, ma anche alcuni costi straordinari, come ad esempio l’invio del soccorso stradale o la copertura in caso di atti vandalici, eventi socio-politici e danni accidentali.Il costo complessivo per il noleggio a lungo termine, in 3 anni, raggiunge i 10.260 euro, vale a dire 1.512 euro in meno rispetto alla spesa netta emersa dall’analisi dell’acquisto dell’auto. Un risparmio che potrebbe essere addirittura più alto se si mettono in conto eventuali imprevisti o, anche, se si considera che il costo dell’RC auto per un veicolo intestato ad un neopatentato è, in alcune province italiane, estremamente elevato; variabili che graverebbero ulteriormente sul portafogli di un proprietario d’auto ma non su quello di un giovane che ha scelto il noleggio a lungo termine.

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Truffa Rc Auto: migliaia polizze false

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2020

Migliaia di false polizze Rc Auto con i loghi delle principali compagnie assicurative, oltre 220 siti senza l’autorizzazione da parte dell’Ivass. E’ la mega truffa scoperta dagli uomini del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di Finanza coordinati dalla procura di Milano in un’indagine partita nel 2019.”Bene, ottima notizia. I siti fake sono ormai diventati un’emergenza nazionale, registrando una crescita esponenziale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ evidente che serve un intervento del legislatore, sia per inasprire le pene per questi truffatori che per non attenuare le pene per il consumatore che in buona fede sottoscrive polizze false” prosegue Dona.”Abbiamo chiesto inutilmente di modificare l’art. 193 del Codice della strada, che fa di tutta un’erba un fascio e che fa scattare le stesse pesanti sanzioni pecuniarie sia per chi volontariamente decide di non assicurare il proprio veicolo che per chi è vittima di una truffa. Va distinto, invece, chi agisce con dolo dall’incauto automobilista che, semmai, è responsabile di colpa per negligenza. Giuste le regole in materia di confisca, fino al comprovato pagamento del premio di assicurazione, un modo per garantire la sicurezza e gli altri automobilisti. Diverso è multare chi credeva suo malgrado di essere assicurato con una sanzione che varia da 849 a 3.396 euro” conclude Dona.

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La mobilità post Covid-19?

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2020

7 italiani su 10, superata l’emergenza COVID-19, utilizzeranno l’auto per i propri spostamenti. Solo il 10% tornerà a servirsi dei mezzi pubblici. Per gli acquisti di nuove auto, complice la crisi economica, gli italiani sono sempre più propensi a servirsi di finanziamenti e nuove formule come il noleggio a lungo termine. Solo 1 su 3 è disposto ad acquistare la vettura in contanti. Nel processo d’acquisto cresce l’apertura verso le tecnologie digitali e i contatti, anche serali o di domenica, con il concessionario.
Soni questi i principali trend che emergono dalla survey mensile “Come cambiano le tue abitudini”, condotta a cavallo tra i mesi di aprile e maggio da Areté (azienda leader nella consulenza strategica fondata da Massimo Ghenzer) per fotografare i cambiamenti in atto nel mondo della mobilità.L’emergenza COVID-19 sta producendo scenari inediti con gran parte degli italiani, ancora in attesa di riprendere a spostarsi come nei primi due mesi dell’anno, che stanno modificando le proprie intenzioni di consumo. Circa il 90% si dice pronto a muoversi, ma solo su veicoli privati, di mobilità “individuale”. Al minimo storico la fiducia nei confronti dei mezzi pubblici, ritenuti ora anche poco sicuri sotto il profilo sanitario.In una fase critica per il mercato automotive, praticamente azzerato durante il lockdown e ridotto al lumicino nelle prime settimane di riapertura, lo studio propone un focus sulla propensione e modalità di acquisto di nuove auto.Complice la dura crisi economica e l’impossibilità di immobilizzare grandi capitali che tocca ampie fasce della popolazione, sono destinate a cambiare le formule di acquisto: solo 1 italiano su 3 si dice intenzionato a comprare in contanti l’autovettura, il 57% intende farlo tramite finanziamento o leasing, l’8% è pronto ad affidarsi al noleggio a lungo termine. L’adozione di misure restrittive e di dispositivi individuali di protezione finalizzati a contenere la diffusione del contagio stanno rivoluzionando anche il processo di acquisto dell’auto. Il 70% dichiara di voler avviare da casa la trattativa con il venditore della concessionaria attraverso un collegamento audio e video (soprattutto tramite WhatsAPP e Skype) che faciliti la comunicazione. Oltre l’80% è disponibile a ricevere una video-chiamata nella seconda metà della giornata (dalla pausa pranzo in poi), il 15% anche dopo le 20.“I dati raccolti”, evidenzia Massimo Ghenzer – Presidente di Areté, “certificano le nuove tendenze in atto nell’approccio alla mobilità e alla vendita dell’auto, con gli italiani pronti a dialogare con il dealer attraverso nuove forme di comunicazione e a riscoprire la passione per le quattro ruote in modalità digitale o anche fisica, recandosi in concessionaria anche la domenica. Lo stato di ansia emotiva ed incertezza economica richiedono oggi da parte dei dealer un’attenta profilazione dei potenziali clienti, anche alla luce dei cambiamenti in atto, per poter rendere più efficace il processo di vendita”.
In allegato la ricerca completa.

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Coronavirus: azzerate le immatricolazioni di auto a noleggio

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

I dati sulle immatricolazioni di auto nel mese aprile segnano il punto di non ritorno per il mercato del noleggio veicoli: -97% per il settore nel suo complesso (dalle 57.000 vetture di aprile 2019 alle 1.500 del mese scorso) e addirittura -100% per il breve termine che ha immatricolato solo 12 autovetture in una fase dell’anno in cui solitamente gli operatori iniziano a prepararsi per la stagione estiva inserendo migliaia di nuovi veicoli in flotta. In due mesi di lockdown si sono immatricolate oltre 106mila vetture a noleggio in meno (rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), che significano meno PIL, meno posti di lavoro, meno gettito per l’Erario. E’ necessario prevedere interventi urgenti nei prossimi provvedimenti a supporto dell’economia per evitare il tracollo della filiera automotive e turistica.E’ questo l’appello al Governo di ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità.

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Coronavirus e noleggio auto a lungo termine

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2020

Si deve continuare a pagare il canone di noleggio di un autovettura anche se non è possibile utilizzarla a causa delle restrizioni alla circolazione imposte per contenere la diffusione del Coronavirus? Innanzitutto, va precisato che il contratto di noleggio è quel particolare tipo di negozio giuridico per effetto del quale un soggetto, a fronte dell’utilizzo di un determinato bene mobile, di proprietà dell’altra parte contrattuale, si impegna al pagamento di una somma di denaro, detto canone. Trattasi di una fattispecie molto diffusa nella prassi commerciale, ma per la cui disciplina ci si deve riferire necessariamente alle norme sulla locazione contenute agli artt. 1571 e ss. c.c., in quanto il termine “noleggio” è un termine atecnico, che non si ritrova tra le diverse figure contrattuali previste dal codice. Applicando la disciplina sulla locazione, può intanto dirsi che il contratto di noleggio è quel contratto in forza del quale una parte (definita noleggiatore) si obbliga a far godere ad un’altra parte (definita noleggiante) una cosa mobile per un determinato periodo di tempo verso un determinato corrispettivo. Il contratto di noleggio, dunque, non può che assimilarsi ad una locazione di beni mobili e di tale fattispecie ne assorbe tutti i tratti essenziali. In particolare, è dall’esame di tale disciplina che vanno individuate le obbligazioni che sorgono in capo alle parti di questo contratto e così, ex art. art. 1575 del c.c., il noleggiatore ha l’obbligo per legge di: 1) consegnare al noleggiante il bene (l’autovettura), che ne costituisce l’oggetto, in buono stato di manutenzione; 2) mantenere anche successivamente il bene noleggiato in buono stato, affinché possa servire all’uso convenuto; 3) garantire il pacifico godimento all’uso del bene. Nella situazione attuale, caratterizzata da un “fermo forzoso” del mezzo preso a noleggio, dovuto alle restrizioni alla libertà di circolazione e movimento, la parte locatrice (il noleggiante), di fatto, non è venuta meno ad alcuno degli obblighi suddetti, in quanto continua a garantirti il pacifico godimento del bene, così come il suo mantenimento in stato tale da servire all’uso convenuto.
E’ evidente quindi che la parte conduttrice, non avendo perso il possesso del bene e continuando a poterne godere in qualunque momento non può, purtroppo, ritenersi legittimata a sospendere il pagamento del canone pattuito (neppure temporaneamente), rischiando in tal modo di porsi nella posizione di parte inadempiente, con tutte le conseguenze che da tale inadempimento ne possono derivare, per legge e per contratto. Alcune società di noleggio per far fronte a situazioni di questo tipo, consentono il c.d. riadeguamento, ossia l’aggiornamento in più o in meno del pacchetto chilometrico a propria disposizione, ovviamente con relativo conguaglio. Quindi, poichè la società di noleggio continua regolarmente ad adempiere agli obblighi contrattualmente assunti, primo tra tutti quello di mantenerti il bene a disposizione, non è possibile reclamare alcun diritto alla sospensione del pagamento del canone contrattualmente convenuto, ma si avrà indubbiamente diritto ad un rimborso chilometrico se, al momento in cui l’auto verrà restituita, i chilometri percorsi risulteranno inferiori a quelli contrattualmente previsti.Unico appiglio al quale attaccarsi nel fare eventuale ricorso per giustificare un ritardo nell’adempimento della propria prestazione (pagamento del canone) o una sospensione della stessa, potrebbe essere l’art. 91 del D.l. n. 18/2020, il quale dispone che “Il rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è sempre valutato ai fini dell’esclusione, ai sensi e per gli effetti degli artt. 1228 e 1223 c.c., della responsabilità del debitore, anche relativamente all’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti…” Sulla base di tale norma, viene consentito al debitore di invocare, a giustificazione di quel comportamento, che normalmente sarebbe qualificabile come inadempimento, la circostanza che lo stesso è dipeso dalla necessità di rispettare le misure di contenimento anti COVID-19, “imponendo” al giudice di tenere conto di tale circostanza in un eventuale giudizio promosso contro lo stesso debitore.Ma si sa, si tratta di giudizi civili, aleatori per loro definizione.E’ quindi consigliabile invitare eventualmente la parte locatrice (la società di leasing) ad una rinegoziazione del contratto di noleggio, mediante sottoscrizione di una clausola di sospensione concordata del pagamento del canone per il periodo di tempo interessato dalle misure restrittive.Va però ben precisato che si tratta di un semplice tentativo e che con molta probabilità non sarà accolto con favore dalla controparte, anche in considerazione del fatto che pure il mercato del noleggio auto a lungo termine sta pagando le conseguenze della situazione in cui ci troviamo. (Giulia Barsotti, legale, consulente Aduc)

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Rallenta ma non si ferma la domanda di auto

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

La pandemia ridefinisce le priorità di acquisto degli italiani e, se al momento c’è spazio solo per i prodotti di prima necessità, il tanto tempo libero sta cambiando radicalmente il processo di scelta di beni comunque strategici per le famiglie, come l’automobile. La domanda di veicoli si è trasformata in un allungamento della fase di selezione dell’auto giusta, e alla rete distributiva si chiede uno sforzo per rispondere a questo bisogno informativo. Lo rileva MotorK, che ha svolto un’analisi di tutti i touchpoint del processo d’acquisto dell’auto, digitali e non, che presidia con i suoi strumenti tecnologici. Chi aveva in programma di comprare un’auto, non potendo andare in concessionaria, oggi è sul web: cerca informazioni, fa confronti, simula finanziamenti e prova a scegliere l’auto in maniera più ponderata. Un’indagine condotta su un campione di 1.000 utenti che, nel periodo considerato, hanno richiesto un preventivo per un’auto nuova, ha rivelato che alle richieste di auto per sostituzione di quella posseduta si sono aggiunte quelle di chi aveva in programma questo acquisto, ma non nell’immediato; il 42% del campione intervistato vorrebbe cambiare auto tra 1 e 3 mesi, e il 40% ad una distanza temporale ancora maggiore. È un bacino di contatti che le concessionarie devono presidiare anche in questa fase di chiusura, perché rappresentano opportunità di business da trasformare in vendita all’indomani della crisi. La quasi totalità (97,5%) è disposta ad aspettare la fine della quarantena per recarsi in concessionaria e chiudere la trattativa.Dal lato delle vendite MotorK, invece, ha condotto un’indagine sulle trattative e sui contratti di acquisto di un’auto su un campione di 100 dealer, nel periodo compreso tra il 13 gennaio e il 19 marzo: le limitazioni alla mobilità degli italiani prima, e la chiusura delle filiali poi, hanno determinato un drastico calo delle trattative generate. Di contro, quasi una trattativa su due, dal 9 al 19 marzo, si è trasformata in vendita. Inoltre, c’è una fetta di clienti che si dice disposta ad acquistare una vettura oggi e valuta pratiche innovative come la selezione del veicolo tramite virtual showroom, il blocco dell’auto con una caparra pagata online e la firma digitale dei documenti di acquisto e finanziamento.

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I desideri degli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

C’è chi vuole sostituire la propria auto o chi arredare l’abitazione, ma in cima alla classifica dei desideri per questo 2020 si collocano i viaggi per oltre un quarto degli intervistati (26%), soprattutto della fascia più adulta. Il 75% degli italiani ha in programma di partire nell’anno in corso, con un budget medio di spesa per il viaggio principale di circa €1.600 (per il 2% supererà i €5.000). Obiettivo principale? Fare nuove esperienze (86%) e tanto relax (61%). È’ quanto emerge dall’Osservatorio Compass, società di credito al consumo del Gruppo Mediobanca, che ha realizzato un focus sulle abitudini degli italiani in tema di viaggi e vacanze per il 2020.Una volta definito il budget per il viaggio principale bisogna valutare tanti altri aspetti come data, meta, durata, compagni di viaggio e come prenotare.Se i mesi primaverili ed estivi sono i preferiti, gli italiani si confermano ancora una volta tradizionalisti, con il 38% che concentra le proprie vacanze equamente tra luglio e agosto. Solo il 4% preferisce sfruttare il mese di Natale per organizzare il viaggio più importante dell’anno.Si tratta di una vacanza che durerà per la maggior parte una settimana (44%) o al massimo due (26%), mentre per quasi due su dieci sarà di pochi giorni.
Italia o estero? Lo Stivale è la meta preferita, con sei italiani su dieci che rimarranno all’interno dei confini nazionali. Oltre un quarto (26%), invece, sta valutando di spostarsi in un Paese europeo, con la Spagna in cima ai desideri seguita da Grecia, Francia e Gran Bretagna. C’è anche il 14% che si sta orientando su mete lontane, come gli Stati Uniti. Che sia Italia o estero, nella scelta vincono le mete marine (42%) o le località d’arte (31%), preferite rispetto alla montagna (11%) o alla crociera (8%). Gli italiani, infatti, tra le attività da fare durante il viaggio vorrebbero principalmente visitare musei, monumenti o mostre (45%) o rilassarsi al mare (40%).Con chi partiranno? In coppia con il proprio partner (56%) o con la famiglia (31%), ma c’è anche chi preferisce viaggiare con amici (14%) o da solo (10%). Su quest’ultimo aspetto, il 26% degli intervistati è dell’idea che partire da soli sia il viaggio migliore.Com’era prevedibile, per prenotare ci si affida prevalentemente ai portali specializzati (41%), mentre quasi due su dieci si rivolgono direttamente alle strutture ricettive. Solo il 4% viaggia “all’avventura” non prenotando in anticipo. Il mezzo preferito? A pari merito l’aereo (47%) e l’auto (46%).“La famiglie italiane non smettono di essere ottimiste e continuano a fare progetti per il futuro come programmare un viaggio, acquistare un’auto o sposarsi – ha commentato Luigi Pace, Direttore Centrale Marketing e Innovation di Compass – Per questo è importante che il settore del credito al consumo supporti costantemente le famiglie affinché riescano a realizzare i loro desideri, mettendo a disposizione strumenti e risorse in modo semplice e veloce. E l’offerta di Compass va proprio in questa direzione, consentendo di ottenere un prestito in un giorno per realizzare piccoli o grandi progetti.”

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Segno meno a gennaio per le auto di seconda mano

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Inizio d’anno in rosso per il mercato italiano delle auto di seconda mano. I passaggi di proprietà delle quattro ruote, al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), nel mese di gennaio hanno registrato un calo del 6,9% rispetto all’analogo mese del 2019, che pur riducendosi ad un -2,5% in termini di media giornaliera per effetto della presenza di una giornata lavorativa in meno, resta comunque in terreno negativo.Per ogni 100 vetture nuove nel mese di gennaio ne sono state vendute 175 usate.Segno più, al contrario, per i trasferimenti di proprietà dei motocicli, che al netto delle minivolture hanno chiuso il bilancio di gennaio evidenziando una variazione mensile positiva del 3,9% (+8,8% in termini di media giornaliera).Alla costante diminuzione delle prime iscrizioni di vetture diesel (-16,9% a gennaio rispetto allo stesso mese del 2019) nel primo mese dell’anno si è accompagnata per la prima volta una parallela diminuzione dei passaggi di proprietà delle auto a gasolio (-11,5% a gennaio rispetto allo stesso mese del 2019), che hanno così ridotto di circa tre punti percentuali la loro quota sul totale (dal 51,3% del 2019 al 48,7% nel 2020).Positivo invece il mercato delle auto ibride ed elettriche di seconda mano, anche se presenta ancora quote esigue, complessivamente inferiori all’1%: più che quintuplicati a gennaio i trasferimenti di auto ibride a gasolio (362 formalità), in crescita del 23% quelli delle auto ibride a benzina (1.960 formalità) e del 30% quelli delle auto a batteria (109 formalità).I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito http://www.aci.it Ancora in crescita, infine, il parco circolante italiano: a gennaio le radiazioni delle autovetture hanno registrato una variazione negativa dell’11,3% rispetto all’analogo mese del 2019 (-7% la media giornaliera), portando a 0,85 il tasso unitario di sostituzione (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 85). In negativo nel primo mese del 2020 anche le radiazioni dei motocicli che hanno fatto rilevare a gennaio un vistoso calo dell’14,7% (-10,6% la media giornaliera).

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