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“Gli autografi dei letterati italiani”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 febbraio 2017

Perugia_museo_archeologico_01Perugia Venerdì 10 febbraio 2017, ore 14.00 Palazzina Valitutti, (Campus di via C. Manuali) “Gli autografi dei letterati italiani” è il titolo di un seminario che terrà il prof. Matteo Motolese, docente di Linguistica italiana presso l’Università di Roma “La Sapienza. Il seminario sarà anche l’occasione per fare il punto sull’ambizioso progetto scientifico che ha visto in circa 10 anni di lavoro la collaborazione di circa 100 studiosi italiani e stranieri tra filologi, storici della lingua, paleografi, storici della letteratura (www.autografi.net). L’obiettivo è quello di raccogliere le testimonianze autografe ad oggi conosciute relative a oltre duecento letterati italiani dal XIII sino alla fine del XVI secolo. L’idea è quella di costituire una mappa di ciò che sopravvive degli usi scritti di un gruppo rappresentativo di autori dei primi secoli della letteratura italiana, accompagnando il censimento – per ogni singolo autore – con una serie di riproduzioni, una descrizione paleografica degli usi scrittòri, un profilo introduttivo che dia conto dello status relativo ai suoi manoscritti e alla sua biblioteca.
Mentre saranno esclusivi della forma cartacea i profili introduttivi ai singoli autori e le descrizioni paleografiche delle loro abitudini scrittorie verranno riversati nel portale http://www.autografi.net tutti i dati del censimento, che saranno perciò interrogabili in modo incrociato. Inoltre, verrà reso disponibile un numero molto maggiore di riproduzioni, che potranno riguardare anche interi manoscritti. Grazie a un accordo con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è stata avviata infatti un’ampia campagna fotografica nelle biblioteche nazionali e statali italiane che permetterà l’acquisizione di un numero crescente di immagini in alta risoluzione. Per dare qualche numero, è prossima la consegna della prima tranche di oltre 30.000 immagini di manoscritti conservati in 13 biblioteche italiane, tra cui le Nazionali di Roma, Firenze, Napoli, Venezia e, naturalmente, la Laurenziana. Tra gli obiettivi ci sarà anche quello di impostare un’imponente campagna di acquisizione di trascrizioni relative agli autografi che ambisce a costituire un’importante banca dati interrogabile per indagini sulla lingua d’autore dalle Origini sino alla fine del Cinquecento.
Matteo Motolese insegna Linguistica italiana presso l’Università di Roma La Sapienza. Ha curato l’edizione commentata della Giunta fatta al ragionamento degli articoli et de’ verbi di messer Pietro Bembo di Lodovico Castelvetro (Antenore, Roma–Padova 2004). Si è occupato soprattutto di storia della lingua e della letteratura italiana del Rinascimento. Dal 2009 dirige con Emilio Russo l’opera in più volumi degli Autografi dei letterati italiani; collabora inoltre con il supplemento domenicale del “Sole 24 Ore”. Il suo ultimo studio monografico pubblicato, Italiano lingua delle arti. Un’avventura europea (1250-1650), pubblicato da Il Mulino nel 2012, analizza la notevole incidenza della nostra lingua sul lessico moderno delle arti visive e dell’architettura, a partire dalle testimonianze più antiche per arrivare alla trattatistica del Seicento.

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Giovanni Verga: documenti autografi all’asta da Christie’s

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2016

vergaParigi il prossimo 5 dicembre a Parigi presso la Christie’s e che aggiudicherà l’acquisto di un eccezionale tesoro di autografi recentemente tornato alla luce in Francia del grande scrittore Giovanni Verga, di cui già la stessa prestigiosa casa d’aste francese mise in vendita un altro lotto di lettere autografe poi acquistate nel 2008 dalla Regione Siciliana. Questa volta la Christie’s metterà in vendita al migliore offerente lo straordinario autografo della Cavalleria rusticana scritta da Verga in dodici quadri per il cinematografo e un’eccezionale raccolta di ben 300 lettere inedite indirizzate dal grande scrittore siciliano ai familiari, ai fratelli Pietro e Mario, alla mamma Caterina e al nipote Giovannino, riguardanti la genesi, il successo e le vicende giudiziarie della Cavalleria rusticana nella causa che ne derivò contro Pietro Mascagni per l’omonima opera lirica e l’editore Giulio Ricordi, ma anche l’intesa vita familiare del caposcuola del Verismo, i suoi problemi di salute e la gestione finanziaria dei terreni di proprietà, la propria “roba”, ma anche e soprattutto annotazioni sulla vita mondana culturale in Italia, a Firenze e Milano, ai sui suoi capolavori come Mastro Don Gesualdo e I Malavoglia e alle sue preferenze letterarie.Un patrimonio di grandissimo valore storico e letterario che sta suscitando l’interesse di alcuni tra le più importanti biblioteche internazionali e numerosi collezionisti privati, ma accorati appelli di numerosi intellettuali ed esponenti delle istituzioni italiane e siciliane al ministro Dario Franceschini e all’Assessore Carlo Vermiglio dei Beni Culturali siciliani, affinché questo eccezionale patrimonio autografo non vada disperso nel mondo o finisca nelle mani di qualche privato, ma “sia assolutamente acquistato dalla Regione Siciliana o dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – come ha dichiarato ieri il Sindaco di Catania Enzo Bianco – per la città di Catania”. Nel catalogo di Christie’s, i manoscritti sono divisi in tre lotti, due di carteggi e uno relativo all’ autografo della celeberrima novella Cavalleria rusticana. “L’impegno del Comune di Catania in questo momento verga1è massimo – ha proseguito il Sindaco Enzo Bianco – affinché le lettere e il manoscritto della Cavalleria rusticana di Giovanni Verga ritornino in Italia. Ho già fatto appello all’Assessore Carlo Vermiglio dei Beni Culturali della Regione Siciliana ed ho informato personalmente il Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini in occasione della sua recente visita a Catania, affinché si trovino i fondi per acquistare questi importantissimi documenti“. Con queste accorate parole il Sindaco di Catania Enzo Bianco manifesta il suo personale impegno per fare in modo che i preziosi manoscritti di Giovanni Verga vengano acquistati dalle istituzioni italiane. “Sarebbe una gravissima perdita se così non fosse.”Il critico d’arte Vittorio Sgarbi ha dichiarato in merito alla notizia degli scritti di Verga all’asta.
Il primo lotto, messo all’asta per la cifra di 150.000,00 euro, è dunque l’originale autografo della Cavalleria rusticana di cui Giovanni Verga preparò la sceneggiatura “per il cinematografo”. Si tratta certamente di una scoperta di grande importanza per la storia della Letteratura e per il ruolo ricoperto da Giovanni Verga, senz’altro il primo tra i grandi scrittori di fine Ottocento ad aver compreso il linguaggio rivoluzionario del Cinema appena nato.
verga2Il secondo lotto comprende 78 lettere autografe (e 10 telegrammi), per un totale di 320 pagine autografe, messe all’asta per un valore di 90.000,00 euro, tutte scritte in italiano, indirizzate ai familiari e prevalentemente ai fratelli Pietro e Mario e al suo nipote Giovannino, riguardanti la genesi, il successo e le vicende della sua più celebre novella, la Cavalleria rusticana. Mai prima d’ora si era appreso nei particolari il punto di vista di Giovanni Verga nell’incredibile vicenda giudiziaria che coinvolse lo stesso scrittore contro Pietro Mascagni per l’omonima opera lirica tratta dal suo capolavoro letterario, pubblicato per la prima volta nel 1880.
Infine, il terzo lotto, costituito da 198 lettere (e 20 telegrammi), per un totale di 540 pagine, messo all’asta per la cifra di 120.000,00 euro, inviate da Giovanni Verga alla madre, ai suoi fratelli e al nipote, addirittura dal 1869 al 1921, un anno prima della sua morte. Una corrispondenza autografa di eccezionale ricchezza umana e letteraria, interamente inedita, in cui Verga commenta la vita mondana e letteraria di Firenze (1869) e di Milano (1872), ma che rivela come il grande scrittore sia stato sempre legato alla sua terra e alla sua Sicilia, ai suoi affetti e alle sue proprietà e gestioni economiche e familiari.

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Asta libri, autografi e stampe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2016

mostra libri antichiRoma giovedì 7 e venerdì 8 luglio Palazzo Odescalchi piazza SS. Apostoli 80 L’asta di Libri, Autografi e Stampe. Si preannuncia di grande interesse. Si parte con la sezione di autografi, dove spicca al lotto 23 un documento d’eccezione: il verbale originale della seduta del Gran Consiglio del 25 luglio 1943 (foto), con l’approvazione dell’ordine del giorno presentato dal gerarca Dino Grandi che prevedeva l’estromissione di Benito Mussolini dal governo e la conseguente fine del Fascismo. Uno straordinario documento inedito di 32 pagine, interamente manoscritto, con gli interventi dei gerarchi che sino a notte fonda discussero animatamente sul futuro del Ventennio (l’archivio che include anche lettere di Mussolini, Balbo, Federzoni , Grandi è offerto a € 25.000-30.000). Sempre nella sezione Autografi si segnalano tre lotti dedicati all’ex Governatore di Roma Francesco Boncompagni Ludovisi (lotti 4-6), tutti centrati sull’amministrazione di Roma durante il Fascismo, sui piani urbanistici, sui progetti per la viabilità: mappe dettagliate della rete ferro-tramviaria da costruire, incluse le tre linee metropolitane, sui lavori a Piazza Venezia e la nascita di via dei Fori Imperiali, sulla progettata Olimpiade di Roma 1940, sulla costruzione del Ministero degli Esteri e dell’Ambasciata americana, sulla disastrosa situazione dell’Azienda ATAC, e molto altro.Di grande attualità la sezione di documenti, cimeli, oggetti, libri e altro sulla Grande Rivoluzione Culturale cinese del 1966, di cui quest’anno ricorre il 50° anniversario. Si va dai classici libretti rossi di Mao, ai foulard istoriati sulla vita del leader, dalle sveglie effigiate coi simboli della Rivoluzione alle statue in ceramica di varia grandezza e posa sempre di Mao, dai libelli di propaganda al raro disco in metallo originale di una sezione del Partito Cinese: uno spaccato curioso e intrigante sulla propaganda di un movimento popolare giovanile, fortemente ideologizzato, che segnò anche in Europa un momento cruciale della nostra vita politica (lotti dal 78 al 93, con valori da € 100 a € 500).Passando ai libri, una ricca sezione con ben 35 incunaboli di vario pregio e rarità caratterizza la sezione dedicata al libro antico, con edizioni in legatura originale e spesso annotate. Tra i volumi di maggior interesse meritano menzione: il primo libro moderno sull’ottica (Opticae thesaurus, Basilea, 1572, foto), una pietra miliare per gli studi nella disciplina (lotto 762 – stima € 14.000-16.000); la seconda edizione del primo libro sul calcio (Giovanni Maria Bardi, Discorso sopra’l giuoco del calcio fiorentino, Firenze, 1615), con una bella tavola raffigurante una partita giocata in Piazza Santa Croce a Firenze (lotto 518 – stima € 1.000-1.200) (foto); la prima edizione del Saggiatore di Galilei, Roma 1623, un caposaldo della scienza moderna (Lotto 544 – stima € 7.000-10.000); la prima edizione dell’Architettura di Leon Battista Alberti, Firenze 1550 (lotto 638 – stima € 4.000-6.000); una bella sezione di edizioni aldine, alcune in legatura originale (lotti 617-631, stime varie); una delle più piccole e ricercate edizioni di Dante, il grazioso 24° impresso da Paganini nel 1515 (lotto 633 – stima € 2.500-3.000).Per concludere vanno segnalate due splendide legature Seicentesche (foto), veri capolavori dell’arte della lavorazione della pelle, che ricoprono due pregiate edizioni (lotto 731 – stima € 7.000-10.000; lotto 735, stima € 7.000-10.000) di Cicerone e Marco Aurelio, entrambe commissionate da collezionisti di altissimo profilo culturale e sociale, Giovanni Battista Vittori e Giovanni Battista Grimaldi.Asta: giovedì 7 luglio, ore 15,30 (Prima tornata: lotti 1 – 325) | venerdì 8 luglio 2016, ore 10.30 (Seconda tornata: lotti 326 – 612), ore 15,30

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John Henry Newman: Scritti oratoriani

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2010

A cura di Placid Murray O.S.B. Cantagalli 2010 504 pagine euro 17,00 Il volume offre per la prima volta al lettore italiano la totalità degli Scritti oratoriani di Newman, trascritti da Padre Murray dagli originali autografi custoditi nell’Oratorio di Birmigham, e permette di seguirne da vicino il percorso vocazionale di prete cattolico che da ministro della Chiesa anglicana condusse Newman alla vita oratoriana. Dopo la conversione al Cattolicesimo, Newman si trovò infatti ad affrontare la delicata questione di come continuare a esercitare il suo ministero ecclesiastico. Nell’Oratorio di San Filippo Neri, che egli chiamava il suo nido, Newman trovò l’ambiente congeniale alla sua vita di prete cattolico, diventando esempio di una gioiosa obbedienza filiale alla regola e al suo fondatore.
Questa raccolta rappresenta una documentazione completa riguardo al Newman oratoriano e permette di comprendere appieno l’identità e la continuità della sua vita sacerdotale. Uno strumento prezioso per approfondire la vita, l’opera e la spiritualità di John Henry Newman, e al tempo stesso per meglio conoscere dall’interno l’Oratorio filippino, una delle realtà più peculiari che dai tempi della riforma cattolica hanno caratterizzato la vita della Chiesa.

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Expo: Federico Barocci

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2010

Perugia fino al 6/6/2010 Corso Vannucci, 66, Palazzo Baldeschi al Corso Il percorso espositivo comprende una trentina di opere ed e’ articolato in quattro sezioni: Il Cristo deposto; L’Annunciazione; Barocci allo specchio; La miniatura baroccesca a Perugia.  Accanto alla Deposizione dalla croce sono riuniti altri sei dipinti del Barocci, di cui tre provenienti dalla Galleria degli Uffizi, due da collezione privata, uno dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli. Di particolare interesse e’ la Madonna della gatta della Galleria degli Uffizi, magnifico autografo dell’urbinate che un recente restauro ha fatto letteralmente rinascere da una situazione conservativa apparentemente disperata. Vengono posti a confronto con questa mirata selezione di autografi una quindicina di dipinti eseguiti da artisti operanti in Umbria al tempo di Barocci.  La mostra riserva, inoltre, ampio spazio alla vasta e interessantissima produzione miniatoria perugina della fine del Cinquecento e del primo Seicento, produzione di livello qualitativo decisamente alto, in larga misura improntata allo stile del Barocci.  Una sezione a parte illustra, con immagini digitali in proiezione continua, le delicate fasi di restauro della Deposizione del Duomo di Perugia.  E’ prevista infine la proiezione di un film-documentario su Barocci (regia di Fausto Dall’Olio, consulenza scientifica Andrea Emiliani, 1989), tratto dall’archivio dell’Istituto Luce (durata 27 minuti). (barocci)

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