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Posts Tagged ‘automobili’

L’eccellenza automobilistica italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 16 Maggio 2017

Charlotte RoadsterMontecarlo dal 1 al 3 giugno Charlotte Roadster farà la sua apparizione durante la “Monte Carlo Fashion Week”, tre giorni di eventi e sfilate, organizzata dalla Camera Monegasca della Moda in collaborazione con il Governo, il Comune e la Direzione del Turismo e dei Congressi di Monaco, in cui i brand della moda si presentano al pubblico internazionale.
Secondo modello dell’azienda italiana FV- Frangivento- che si è fatta conoscere al Salone dell’Auto di Torino nel 2016 per poi ottenere la definitiva consacrazione al Motorshow di Bologna – Charlotte Roadster nasce dalla volontà dei fondatori, Giorgio Pirolo e Paolo Mancini di coniugare uno spiccato senso del design, con la produzione di auto elettriche ed ecosostenibili in un momento di alto tasso di inquinamento.Per realizzare il loro obbiettivo, i fondatori hanno riunito una squadra di oltre venti eccellenze italiane fra Piemonte e Veneto, riuscendo in questo modo ad unire la massima artigianalità italiana unita alle nuove tecnologie rispettose dell’ambiente.La vettura sfoggia una siluette iconica avviluppata su di un’unica linea che dal passaruota posteriore percorre tutta l’auto verso il frontale come a voler riprodurre il Jump. Per la sua costruzione la sono stati adottati componenti lavorati dal pieno dell’alluminio con materiali di derivazione aeronautica mentre gli esterni sono battuti a mano secondo Charlotte Roadster1l’antica tradizione dei battilastra torinesi.La Charlotte Roadster è equipaggiata con quattro unità elettriche a flusso assiale, due all’avantreno e due al retrotreno, per una potenza complessiva di di 660 kW e un consumo pari a 14 kWh/100 km. E’ in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 2,6 secondi, raggiungere i 200 KM orari da ferma in 7,8 secondi e toccare una velocità di punta di 305 km/h. L’autonomia, con ciclo Nedc, raggiunge invece i 500 chilometri.Molto curati anche gli interni, ispirati al Mediterraneo, con pelli e superfici che ricreano i giochi di luce e i riflessi dell’acqua. I passeggeri della due posti possogno gustare la sensazione di un tuffo nel mare grazie alle due ‘Onde’ che avvolgono i sedili fino ai pannelli porta. Pensato per ospitare la guida autonoma, l’abitacolo è stato pensato come un moderno loft sgombero da ogni cosa per lasciare spazio all’uso di materiali di pregio, fino ai tasti in argento. Inoltre su una parte dell’auto sospesa, definita “Isola”, perché riprende la forma triangolare della Sicilia, è stato inserito un Moretto Veneziano. Il richiamo al mare è stato ripreso anche dall’inserimento di un acquario dietro i sedili che dà al tutto un senso prospettico inaspettato regalando un’idea di profondità e relax. (foto: Charlotte Roadster)

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L’intelligenza artificiale di apprendimento automatico rivoluzionerà il settore automobilistico

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

auto futuroL’intelligenza artificiale di apprendimento automatico nelle automobili è la chiave per sbloccare le potenzialità dei veicoli autonomi e aumentare il valore offerto agli utenti finali attraverso l’assistenza virtuale. Offre alle case automobilistiche (OEM) nuovi flussi di entrate grazie alla concessione di licenze, alle partnership e ai nuovi servizi per la mobilità. Allo stesso tempo, gli scenari d’uso dell’intelligenza artificiale di autoapprendimento nelle automobili stanno portando verso il settore automobilistico diverse aziende tecnologiche, aziende attive nell’ambito di Internet delle cose e fornitori di servizi per la mobilità. Questa tecnologia ha inoltre attirato l’attenzione e gli investimenti dei governi grazie al suo potenziale di migliorare lo stile di vita e il valore economico.
Growth Partnership Service di Frost & Sullivan offre approfondimenti su motori, car sharing e gestione della mobilità intelligente. Il team ha recentemente rilasciato un’analisi sull’intelligenza artificiale nelle automobili intitolata “New Executive Analysis of Self-learning Artificial Intelligence in Cars, Forecast to 2025”, che punta ad analizzare la tecnologia di auto-apprendimento nell’ambito delle automobili e il suo contributo al settore automobilistico.
Entro il 2025, quattro livelli di tecnologia di autoapprendimento rivoluzioneranno il settore automobilistico. Le automobili di proprietà con tecnologia di autoapprendimento di livello 4 saranno fondamentali per le nuove aziende nell’ambito della mobilità, favorendo alleanze con le case automobilistiche. Gli OEM stanno già facendo investimenti strategici o acquisizioni per le tecnologie di autoapprendimento di livello 3 e livello 4; esistono diverse importanti start-up nel mercato.“Si prevede che le aziende tecnologiche saranno il nuovo primo livello per le case automobilistiche, relativamente alla tecnologia di apprendimento profondo”, afferma Sistla Raghuvamsi, analista di Frost & Sullivan. “Google e NVIDIA saranno aziende chiave all’interno di questo spazio, arrivando a dominare il mercato entro il 2025. Nel frattempo, 13 case automobilistiche investiranno oltre 7 miliardi di dollari nello sviluppo di diversi casi d’uso dell’intelligenza artificiale.

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Si vendono più automobili: Perchè non riusciamo ad essere felici?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2017

auto-fordGrande felicità e soddisfazione trasuda dalle notizie che danno oggi in aumento, per il 2016, le vendite di auto in Ue e Paesi Efta: +6,5%. Leader delle vendite il gruppo Volkswagen, inossidabile nonostante le vicende “dieselgate”. Cresce anche Fca (la novella Fiat dopo la fusione con la statunitense Chrysler) che, pur non scalfendo i primati di Renault e Psa, viene enfatizzata dai media nazionali, proni e memori di quella che una volta era l’industria nazionale per eccellenza, quella che capitalizzava gli utili e socializzava le perdite, proprio come oggi continua a fare Alitalia nonostante i cospicui soldi che gli arrivano da Etihad.
Dovremmo essere felici perche’ c’e’ un ambito industriale che tira nonostante la crisi, ed essere altrettanto felici perche’, anche se non nei primi posti, coinvolge la nostra industria nazionale che da’ ancora lavoro a diverse persone? No! Proprio non ce la facciamo. Come consumatori, come cittadini, come contribuenti, come ecologisti, come coloro che amano i propri cari, qui e in tutto il Pianeta. Non ce la facciamo perche’ forse abbiamo la capacita’ di vedere oltre il nostro naso e di non avere i paraocchi. Forse perche’ abbiamo la testardaggine di osservare, valutare, ascoltare, intuire, fare calcoli… e 2+2 continua a risultarci 4 e non 5 o 3. E vediamo proprio in questi giorni le nostre citta’ imbottigliate dal traffico, con i centri chiusi al traffico per il troppo smog, con le targhe alterne; e vediamo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS) che ci danno in speculare crescita le malattie e i morti da inquinamento urbano, considerando quest’ultimo non solo dal punto di vista delle emissioni ad effetto serra ma anche dal punto di vista di stress individuale e collettivo, nonche’ dal punto di vista economico (spese dei singoli ed investimenti infrastrutturali pubblici). E poi, se guardiamo oltre le nostre citta’ (Milano come Parigi, New York come Pechino o Istanbul, Firenze come Roma e Il Cairo, etc.), li’ dove si muore per fame con percentuali a due zeri, e vediamo modelli di sviluppo che si basano -copiandoli, quasi sempre senza neanche gli ultimi accorgimenti tecnologici che attenuano il fenomeno di avvelenamento- su quelli che hanno portato la nostra urbanizzazione alla attuale saturazione.. No, non siamo felici.Testardamente, nei nostri centri urbani avvelenati da smog e traffico, continuiamo ad andare in bicicletta rischiando la vita ogni giorno per le carenze infrastrutturali specifiche. Testardamente continuiamo a cercare di comunicare ai nostri cari e ai nostri concittadini questo nostro disagio e le nostre aspettative. Con scarso successo, individuale e collettivo. Testardamente ci rendiamo conto che ne sono responsabili governi, amministrazioni, informazione, avidita’ umana e incapacita’ diffusa. Ma la nostra testardaggine non basta. Cosi’ come non basterebbe che qualche testardo arrivasse in qualche stanza del potere. Ci sarebbe bisogno di una grande presa di coscienza e consapevolezza, individuale e collettiva (intesa come somma di individui e non di popoli, che continuano ad esistere solo nelle teste dei demagoghi di ogni risma, e che ci hanno portato all’attuale sfascio).
Siamo, per l’appunto, testardi. E continuiamo ad esserlo. Testardi disarmati. Con il possesso individuale della parola e del corpo. Che cerchiamo di comunicare anche a coloro che hanno potere, che’ usino questo parametro. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Automobili: Record di costruzioni in Europa. Incoscienti?

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2016

auto industryIn quest’anno che si sta per chiudere, la produzione di vetture e utilitarie in Europa raggiungera’, secondo PwC (PricewaterhouseCoopers) i 19,1 milioni di unita’, in aumento del 5,7% rispetto ad un anno fa. Un record della storia dell’auto. Un record che, evidentemente, e’ raggiunto grazie alle due dinamiche di questo mercato che hanno giocato tra loro una buona sinergia: produzione e consumo.
Nella prima dinamica (produzione) -come fanno notare sempre da PwC- “il miglioramento delle capacita’ di utilizzo delle fabbriche ha fatto entrare l’industria europea in un circolo virtuoso. La redditivita’ degli impianti migliora…”. Si tratta di una produzione in larga parte a “Km zero”, con le vendite concentrate nei luoghi di fabbricazione, e che vede la Germania al primo posto con 6 milioni di vetture. Le prospettive di vendita -sempre secondo PwC- a breve termine restano positive e la situazione economica piuttosto rassicurante.
Nella seconda dinamica (consumo), l’acquirente medio e’ costantemente bombardato di pubblicita’ (con investimenti che non sembrano essere sfiorati da una delle tante crisi che sembra ci attanaglino) e di incentivi fiscali per indurlo all’acquisto. Nonche’ spronato da un sistema di trasporto pubblico non all’altezza della domanda e da offerte di mobilita’ individuale alternativa non consone ai bisogni (carenze infrastrutturali e costi fuori mercato: si pensi ai mezzi elettrici, per esempio).
Un mercato, quindi, che va per conto suo -e contro- rispetto alla scienza e alla quotidianita’.
La scienza e’ quella che ci dice che il riscaldamento climatico da sovracombustione di energie fossili (tra cui primeggiano i carburanti) ci sta uccidendo piu’ velocemente, e ci sono fior fiore di convegni e incontri internazionali che ce lo ricordano sempre, Onu in testa; con tanto di impegni da parte degli Stati.
Quotidanita’ che ci dice che dobbiamo circolare in auto a giorni alterni nelle nostre citta’, perche’ sono stati sforati i limiti di tollerabilita’ umana dei gas di scarico emessi nell’aria dalla combustione di queste vetture. Con tutte le differenze tra euro1, euroPinco, euroPallo…. Scartando euro1000, che sono io con la mia bicicletta e che, nello specifico italiano, rischio la vita ogni secondo che la inforco in strade in cui le piste ciclabili sono una presa per i fondelli e/o il fiore all’occhiello di campagne elettorali false e/o uso improprio dei fondi comunitari stanziati alla bisogna.
Torna tutto? Certo che No! 2+2 sembra che faccia sempre quattro, mentre qui ci stanno inducendo a risultati tipo sette oppure otto. E sembra che piu’ di qualcuno si stia lavando le mani lasciando “ai posteri l’ardua sentenza”, che non potra’ che essere -grazie all’incoscienza attuale- di morte!
Per tornare alla produzione. La conversione industriale grazie a politiche ad hoc, che fine ha fatto? Ci fermiamo qui. Perche’ la domanda che abbiamo posto e’ la chiave di tutto, anche per i posti di lavoro oltre che per la nostra salute e la nostra vita. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Automobili di lusso: La differenziazione dei marchi rivoluzionerà il mercato globale entro il 2020, secondo Frost & Sullivan

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 agosto 2014

gara automobilisticaI produttori di automobili (OEM) nel sempre più competitivo mercato globale delle automobili di lusso stanno esplorando nuovi metodi per differenziarsi e posizionare il proprio marchio in modo tale da ottenere un vantaggio competitivo. I produttori di automobili di lusso si stanno anche adattando a diverse tendenze emergenti, sia sociali che tecnologiche, per restare al passo con le richieste dei clienti. Ad esempio, le automobili di lusso più piccole ed efficienti nel consumo di carburante stanno guadagnando popolarità, poiché le dimensioni non sono più un parametro chiave nella definizione di un veicolo di lusso. Una nuova analisi di Frost & Sullivan, intitolata “Future of the Global Luxury Vehicle Market”, rileva che berline compatte, SUV e crossover rappresentano il futuro, ora che la linea di confine tra veicoli premium e di lusso è meno netta. Sempre più case produttrici che si rivolgono al mercato di massa stanno lanciando modelli di lusso, mentre i produttori di automobili di lusso tradizionali si estendono verso il basso, offrendo anche modelli più piccoli. Spesso questi modelli sono disponibili ad un prezzo inferiore. La necessità di ridurre i costi di sviluppo ha portato anche ad una maggiore condivisione di piattaforma tra auto di massa e auto di lusso. “Le case produttrici devono trovare un equilibrio sottile nel differenziare i modelli di massa da quelli di lusso, – afferma Shwetha Surender, analista di Frost & Sullivan. – Se da una parte la percezione del marchio, il prezzo e l’esperienza dell’acquirente restano importanti, una tecnologia all’avanguardia sotto il cofano, una migliore connettività all’interno del veicolo e un design aerodinamico audace sono i fattori che danno ad un’automobile di lusso quel qualcosa in più che la innalza e la separa dalla massa”. Una strategia di differenziazione consiste nell’offrire caratteristiche a valore aggiunto, come grafica 3D nel display video e sistemi anticollisione, comprese nell’allestimento standard dei modelli di lusso. Anche connettività e guida automatica stanno diventando dei parametri chiave per cui sarà giudicato un marchio in futuro. “Le automobili di lusso di fascia bassa che offrono tecnologie per la mobilità intelligente e servizi connessi di eccellenza faranno breccia nel mercato globale, specialmente perché si prevede che le generazioni X e Y registreranno la maggior parte delle vendite di auto di lusso nei prossimi anni, – osserva Surender. – I produttori di automobili di lusso come Daimler e BMW stanno introducendo la berlina CLA e i modelli della Serie 3 a un prezzo di circa 30.000 dollari in previsione di questa tendenza.” Inoltre, i produttori di automobili di lusso stanno investendo nella raccolta e analisi di dati per consentire una transizione senza soluzione di continuità dagli strumenti online a quelli offline e offrire un’esperienza digitale del marchio unica per i clienti nel settore dei veicoli di lusso.
“Future of the Global Luxury Vehicle Market” fa parte del programma Automotive & Transportation Growth Partnership Service. Lo studio presenta i segmenti di mercato che si sono evoluti per andare incontro alle esigenze dei clienti in continua evoluzione e analizza le strategie di branding e per i nuovi canali di mercato adottate dai produttori di automobili di lusso. Analizza inoltre le macro tendenze nel settore automobilistico e il loro impatto sul mercato, sottolineando le tendenze tecnologiche chiave e i lanci di nuovi prodotti previsti. Altri studi di Frost & Sullivan compresi nel servizio sono: “Key Focus Areas for Driveline Systems in Europe and North America”, “North American Advanced Features Market and Optional/Standard Strategy of OEMs”, “In-vehicle Advertising in the North American Automotive Infotainment Market” e “Potential of the Luxury Vehicle Market in India”. Tutti i servizi di ricerca compresi nel servizio in abbonamento forniscono dettagliate opportunità di mercato e tendenze del settore, valutate in seguito ad esaurienti colloqui con gli operatori del mercato.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, collabora con i propri clienti per potenziare una visione innovativa che risponda alle sfide globali e alle opportunità di crescita correlate che faranno la differenza per gli operatori del mercato di oggi. Per oltre 50 anni abbiamo sviluppato strategie di crescita per le 1000 aziende più importanti a livello globale, le realtà emergenti, il settore pubblico e la comunità degli investitori. La vostra azienda è pronta per la prossima ondata di convergenza industriale, tecnologie dirompenti, crescente competizione, macro tendenze, best practice innovative, clienti in continua evoluzione e mercati emergenti?

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Marchionne e il crollo vendite auto

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2011

La Slai cobas Fiat Alfa Romeo ha rilasciato il secondo comunicato: “Come già denunciato chiaramente dallo Slai cobas da oltre due anni oggi nessuno può più far finta di non accorgersi del fatto che Marchionne ha portato la Fiat sull’orlo del tracollo industriale. I risultati disastrosi del “piano” del pluripagato amministratore delegato vengono sottolineati dai dati delle immatricolazioni di marzo: su un mercato nazionale in flessione di circa il 28% Sergio, con la sua “strategia” riesce a far peggio di tutte le altre case automobilistiche ottenendo una flessione delle vendite Fiat del 32%! E, intanto, quanto più crollano le vendite, la Fiat più lo paga mentre l’azienda se ne sta andando dall’Italia: è questo il succo dell’ultima assemblea degli azionisti, al di là di qualche ambigua e balbettata smentita. Per chiudere in bellezza 112 anni di “storia patria”, la coppia Marchionne-Elkann ha comunicato che distribuirà agli azionisti per lo meno 100 (cento) milioni di euro di dividendi nel 2011 con cui potranno festeggiare il prospettato orizzonte industriale americano a stelle e strisce. È questo il corrispettivo economico degli stipendi annuali di 8/9.ooo operai in cassa ntegrazione. A Torino si sta concludendo la storia della Fiat nata nel 1899. Ora di Fiat ce ne sono due, una che non fa auto, ed un’altra, scorporata, che fa camion e trattori. In sostanza la Fiat Auto non c’è più, c’è la Chrysler, salvata dal fallimento dalle pensioni degli operai americani. Del resto, nel “cuore” della famiglia Agnelli e non solo di Marchionne, c’è sempre stata l’America. L’ha ricordato John Elkann narrando agli azionisti che il suo trisnonno senatore – quello che inaugurò la fabbrica di Mirafiori insieme a Benito Mussolini, ma questo John ha dimenticato di dirlo – già nel 1906 sbarcò a Detroit per fare affari con i fabbricanti locali di automobili, mentre in Italia, già all’epoca, la Fiat viveva con le commesse militari del governo Giolitti costruendo autoblindo per la prima guerra di Libia. Ma c’è chi non si arrende: quella larga parte di operai che, insieme allo Slai cobas e consapevoli delle speculazioni finanziarie in atto per fare salire le azioni in borsa man mano che la Fiat deindustrializza, hanno Votato NO al referendum di Marchionne consentendo, oggi, l’avvio di una prospettiva di reale organizzazione e mobilitazione a difesa dei livelli occupazionali (per tutti i lavoratori inclusi quelli delle terziarizzate e dell’indotto), e della democrazia, contro le pretese schiavistiche: insieme possiamo farcela! Per questo chiediamo a tutti i lavoratori di “schierarsi e mettersi in moto” perché sappiamo che, solo così, anche questa volta, sarà possibile farcela: lo abbiamo già dimostrato nel 1982 sconfiggendo il tentato licenziamento di 2.000 operai messi in cig a “zero ore” e per anni con vere e proprie liste di proscrizione”.

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Perchè le automobili sono così costose?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 settembre 2010

Il mercato delle automobili, anche se talvolta i numeri mensili delle vendite hanno flessioni con due cifre, e’ sempre baldanzoso. Ovunque, nel mondo, c’e’ un governo che lo sponsorizza e finanzia, per il lavoro che produce (diretto e indotto) e per i consumi che, grazie a politiche sempre deficitarie di trasporto pubblico, sono quasi obbligatori per ognuno (ormai non c’e’ famiglia media in cui non ci siano almeno due automobili). Nonostante questa rigogliosità e ampia concorrenza, anche con l’arrivo (per ora molto timido) della formula low cost, il prezzo medio di un automobile e’ sempre molto alto (e’ raro scendere sotto i 10 mila euro). Il motivo e’ essenzialmente dovuto a due fattori: i grandi investimenti promozionali e gli altrettanto grandi guadagni dei produttori.
Per gli investimenti, non c’e’ media che non abbia sempre pagine e pagine di pubblicita’. Non solo, ma ci siamo anche abituati a vedere il nostro Presidente della Repubblica che si presta al lancio di questo o quel modello… abitudine che, comunque, non ci esime dal credere che sia una manifestazione ridicola e provinciale, nonche’ piu’ da Stati dittatoriali ad economia unica che democrazie ad economia di mercato. Per meglio capire, senza che ognuno debba andarsi a spulciare le voci “pubblicita’” e “promozione” nei bilanci di questa o quell’altra azienda, oggi facciamo un esempio: il lancio del nuovo modello della Volkwagen al Forte Village di Santa Margherita di Pula (Cagliari) che dal 24 ottobre al 13 novembre portera’ 12.000 (dodicimila) persone in Sardegna a spese della casa automobilistica tedesca: 400 dello staff e venditori da 184 diversi Paesi, tutti spesati… da far sembrare roba da poveracci le 200 hostess a 80 euro l’una per la conferenza islamica di Gheddafi a Roma. Gli ospiti godranno anche di mostre, prove su strada ed eventi collaterali nel capoluogo sardo. Istituzioni locali, provinciali e regionali coinvolte.
Il Forte Village e’ in un posto bellissimo della Sardegna del sud con prezzi adeguati all’alto e lussuoso livello di struttura e servizio, con un costo minimo a notte di qualche centinaio di euro. Dovranno arrivarci in 12.000 con un costo di trasporto aereo che -siamo parchi- sara’ mediamente di 500 euro. Insomma non crediamo di essere esosi se crediamo che la promozione arrivera’ e sfondera’ il miliardo di Usd. Miliardo che i singoli acquirenti dovranno poi pagare al momento dell’acquisto di questo nuovo modello. Questo e’ il caso della VW riportato dalle cronache di oggi, ma ogni auto e ogni produttore ha una sua storia simile che porta i prezzi al dettaglio ai livelli di oggi. E’ bene, quindi, che il consumatore sappia che oggi un’automobile ha come minimo i tre quarti del prezzo maturati solo per il recupero dei costi promozionali. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Comprare un’automobile all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Può essere conveniente a patto che il consumatore sia ben informato. L’Unione Europea pubblica su un proprio sito  una tabella comparativa dei prezzi di un centinaio di modelli tra i piu’ venduti da 18 costruttori europei e 8 giapponesi. Individuata la vettura e il Paese dove effettuare l’acquisto, occorre tener presente nella valutazione dei costi l’Iva applicata, le spese di viaggio, e altre spese varie (documentazione, trasporto del veicolo, ecc.). I prezzi indicati sono quelli raccomandati dalle industrie automobilistiche ma alcuni concessionari possono praticare ulteriori sconti. Ricordiamo che l’Iva e’ quella del Paese di destinazione. Per trasferire il veicolo in Italia ci sono diverse soluzioni. La piu’ semplice e’ quella effettuata tramite rimorchio che non ha bisogno di particolari formalita’ oppure si puo’ ottenere una targa e una assicurazione provvisoria per il trasferimento (in genere 3 mesi), altra soluzione e’ quella di immatricolarla direttamente in Italia prima del trasferimento (occorre avere tutti i documenti) e poi ritirare la vettura portandosi appresso la targa. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Milano: Aumenti tariffe parcheggi

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2009

“Da quando è stata tolta l’Ici si è verificato un aumento indiscriminato di diverse tariffe comunali, soprattutto in una grande metropoli come Milano. Per i meneghini è diventato proibitivo parcheggiare in città, e l’ausilio dei mezzi pubblici non sempre è sufficiente a decongestionare il traffico, riducendo dunque il numero delle automobili in circolazione”. Lo ha detto Annalisa Martino, responsabile dell’Italia dei Diritti per la città di Milano, in merito all’incremento da 1,50 a 2 euro delle tariffe per i parcheggi sulle strisce blu sia nella Cerchia dei Bastioni sia in quella dei Navigli. “Mi sorprende che tale aumento avvenga con questa tempestività”, ha aggiunto l’esponente del movimento presieduto da  Antonello De Pierro, riferendosi al fatto che il rincaro della tariffa sia stato approvato nel bilancio comunale lo  scorso dicembre, e che l’entrata in vigore sia stata posticipata da maggio a luglio, evitando così che un simile  provvedimento potesse attuarsi durante il periodo elettorale. “Si tratta di una mossa tipica di una certa politica  che amministra la città”, conclude la Martino sottolineando che “proprio il Pdl e la Lega, che hanno fatto una  campagna elettorale demagogica predicando l’abbassamento delle tasse, siano i principali artefici di queste iniziative che inevitabilmente vanno sempre a pesare sulle finanze dei cittadini”.

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