Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

Posts Tagged ‘autonomie’

“In merito alla legge sulle autonomie penso sia incostituzionale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 maggio 2019

Lo dichiara Fabio Rampelli vicepresidente della Camera e deputato di Fdi: L’articolo 116 della Costituzione – soggiunge -dà la possibilità, è vero, di concordare nuove competenze alle Regioni, ma con una riserva di legge. Questo vuol dire che la richiesta va normata con una legge che dica in maniera chiara cosa deve accadere senza differenze tra cittadini e aree” – ha commentato il vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, Fabio Rampelli, a margine della presentazione di un nuovo consigliere di Fratelli d’Italia, Riccardo Graceffa, nel IX Municipio di Roma. “Vogliono partire da tre Regioni del Nord e non ci sentiamo affatto rassicurati dal fatto che ci dicono che ci sono altre Regioni che stanno chiedendo l’autonomia. Non la Lombardia. Non il Veneto. E nemmeno l’Emilia Romagna. La prima emergenza, se si parla di autonomie differenziate, è Roma Capitale – prosegue Rampelli. Basterebbe che il Governo nazionale all’interno del quale c’è il Movimento 5 Stelle, che esprime la Raggi come sindaco di Roma, e la Lega, che esprime il ministro degli Interni, si concentrassero sulla città e Roma potrebbe vedere risolti i suoi problemi in 5 anni. Tutti. E’ inaccettabile che la Capitale d’Italia venga trattata in questa maniera. Oggi, anche i più critici, sembrano tutti sostenitori postumi della Capitale, ma questo è un tema che Fdi cavalca da lungo tempo. Il ministro degli Interni potrebbe portare 2.000 nuovi agenti a Roma, cosa che non viene fatta. Realizzare commissariati nelle periferie e nelle borgate, cosa che non viene fatta. Infine potrebbe intervenire sui campi nomadi, che sono nella gestione del Comune ma che sono di competenza anche sua viso che all’interno degli insediamenti vengono commessi reati come i roghi tossici. E nemmeno questo viene fatto. Alla Capitale d’Italia mancano visione, poteri e trasferimenti economici ed è quindi paragonabile a qualsiasi altro Comune italiano quando invece dovrebbe essere equiparata alle altre capitali europee”.

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Autonomie: “No a intese unilaterali tra governo e regioni”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 maggio 2019

Dichiara l’on.le Rampelli vicepresidente della Camera e deputato di Fdi: “Affinché il mio pensiero sulle autonomie sia completo e corretto intendo precisare che non sono contrario a un nuovo sistema di autonomie, ma favorevole a una distribuzione equanime di poteri, competenze e risorse tra i territori dell’Italia, che possibilmente consideri centrale Roma, unica capitale europea a non avere poteri speciali, a non ricevere i beni culturali che possiede da mettere a reddito (li ha lo Stato), a non avere le risorse sufficienti per pagare i servizi di 800 sedi internazionali, uno Stato estero, ma anche quelli necessari per far funzionare musei, siti archeologici e monumentali che fruttano introiti al Mibact ma risultano costi fissi per il Comune. Per questo occorre una legge ordinaria, come prevede l’articolo 116 della Costituzione, non si può modificare la nostra Carta in forza di intese unilaterali tra regioni e governo. Il tutto rammentando a chi si agita che Roma ha un importante residuo fiscale e paga la più alta Irpef e la seconda Tari d’Italia. M5S e Lega Nord devono governarla, hanno il dovere di farlo, non hanno invece alcun diritto di specularci sopra azzuffandosi per un pugno di voti in più. Oltretutto raccontando sul conto della Capitale sonore bugie e facendo finta di non sapere che sono i Comuni e le Province a dover avere più poteri e non le regioni”.

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Autonomie regionali e ruolo del Parlamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2019

“Bene centralità delle Camere sul percorso delle autonomie, come sembra essere stato stabilito dai presidenti Fico e Casellati nel colloquio con il Capo dello Stato. Ma il nostro ordinamento prevede due procedure sulla materia: quella di rango costituzionale con le 4 letture tra Camera e Senato oppure quella prevista dall’articolo 116 della Costituzione, limitatamente ad alcune materie e dopo aver normato l’applicazione dell’articolo citato. Il governo Gentiloni aveva varato un disegno di legge al riguardo, ma non arrivò mai in Parlamento. Se si vuole utilizzare questa procedura semplificata occorre quindi approvare prima una legge che regolamenti l’uso del 116. Questo devono chiedere i presidenti delle Camere al Governo. Non è sufficiente stabilire ‘eccezioni’ procedurali, che in quanto tali lasciano il tempo che trovano, per coinvolgere il Parlamento, in via del tutto straordinaria e non prevista in modo da consentire di emendare le intese tra il Governo e alcune regioni. Serve la norma di attuazione dell’articolo 116 della Costituzione prima che venga attivato”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Il futuro delle province

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

Torino 22 luglio alle ore 18 presso la sede di via Stampatori 6. Il dibattito sul ruolo e l’utilità delle Province si è riacceso ed esasperato dopo che la Camera ha pochi giorni fa respinto la proposta di legge per abolirle. C’è il rischio che superficialità e demagogia possano distruggere l’equilibrato sistema di autonomie locali previsto dalla Costituzione, che assegna alla Provincia il fondamentale compito amministrativo di area vasta. I Popolari piemontesi – che credono nelle autonomie locali, in continuità con il pensiero di Luigi Sturzo – intendono ragionare con cittadini e amministratori locali su come rendere più efficiente ed economico il governo del territorio, senza regredire sul piano del controllo democratico. Come base di discussione si partirà dai due articoli pubblicati su Rinascita popolare on-line (www.associazionepopolari.it) dal direttore Alessandro Risso, che hanno indotto significativi commenti.

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Abolire le Province che costano 16 miliardi

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2011

Costano 16 miliardi di lire, dovevano essere abolite dal 1970 (51 anni fa) in concomitanza con l’istituzione delle Regioni, poi dovevano essere accorpate e sostituite, almeno 14, dalle Aree Metropolitane previste da una legge del 1990 (21 anni fa), poi con la manovra economica-finanziaria dello scorso anno dovevano sparire quelle che avevano meno di 220mila abitanti. Nel programma elettorale del 2008 del PDL-Lega e del PD ne era prevista la abolizione o l’accorpamento. Con il voto di ieri si e’ rinviato tutto in attesa del Codice delle Autonomie e delle proposte parlamentari. Il motivo e’ evidente: 40 poltrone di presidente al PD, 36 al PDL e 13 alla Lega(!). Le competenze delle Province sono praticamente nulle e possono essere tranquillamente assorbite dalle Regioni e dai Comuni. Ovvio che non si risparmiano da subito 16 miliardi ma entro il 2014 si possono risparmiare ben 7 miliardi di euro (non milioni) che e’ l’equivalente dei tagli alla sanita’ previsti con l’attuale manovra economica. E questo l’arrosto dei costi della politica, altroche’ il fumo degli stipendi dei parlamentari. Insomma, abolire le Province e’ dura, perciò lunga vita ai Bostikiani (dalla nota colla superadesiva) che resteranno incollati alle loro poltrone provinciali. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Province: no eliminazione, sì città metropolitane

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2010

“Bisogna riordinare le competenze degli Enti locali, assicurando le necessarie istituzioni di snodo tra la Regione e il Comune”. Lo ha detto il Segretario generale dell’AICCRE Emilio Verrengia nel corso dell’iniziativa dell’Unione Province Italiane (UPI) che si è tenuta ieri a Catania.  Lo stesso Governo, ha rimarcato Verrengia, “non ha messo in discussione l’utilità delle Province, anzi ha rafforzato il dialogo con il sistema delle Autonomie locali e si è detto disponibile ad un tavolo di concertazione con l’UPI, l’ANCI e la Conferenza delle Regioni per discutere delle riforme del Sistema”. Il Dirigente dell’AICCRE, che è anche capo della Delegazione italiana del CPLRE, ha anche sostenuto l’avvenuto rafforzamento di quest’ultima per “garantire una maggiore presenza degli Enti territoriali italiani nel vivo del dibattito europeo”.  Il Segretario generale aggiunto dell’AICCRE ha, altresì, ringraziato il Presidente dell’UPI Giuseppe Castiglione che “sta svolgendo un ruolo fondamentale e di respiro europeo in questa fase complessa di transizione” che comprende anche il dibattito sul federalismo.  Quest’ultimo per Verrengia è la cura per colmare il distacco tra cittadini ed istituzioni. Lo Stato centralizzato è, infatti, ormai inadeguato ed inefficiente rispetto alla nuova governance. Per questo noi pensiamo – ha ricordato – che sarebbe necessario riformare la Pubblica Amministrazione in senso federale: rafforzare le Assemblee elettive degli Enti locali e regionali; attuare il federalismo fiscale e finanziario con adeguati meccanismi di perequazione; istituire il Senato federale formato esclusivamente da eletti regionali e locali; istituire il “Bicameralismo regionale” con la formazione dei Consigli delle autonomie a latere dei Consigli regionali; realizzare in concreto il principio della sussidiarietà, per dare efficienza, legittimazione e responsabilità ai vari livelli istituzionali”.
“Il federalismo cui noi auspichiamo, dunque, è sicuramente solidale e sostanziale non soltanto tributario. Per attuarlo – ha sottolineato il dirigente dell’AICCRE – bisogna, però, abbandonare la retorica che spesso accompagna il dibattito sulle riforme istituzionali e cercare invece una fortissima e convergente volontà politica”.
L’Aiccre è la Sezione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (Ccre), Associazione che raggruppa gli amministratori di oltre 100.000 enti territoriali in 26 paesi dell’Unione europea, dell’Europa centrale e orientale e di Israele. Il Ccre si è costituito a Ginevra nel gennaio 1951 ed è dal 5 maggio 2004 la Sezione europea della CGLU (Città e governi locali uniti)

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Assemblea Confindustria Como

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2010

Como 14 giugno a partire dalla ore 11 Auditorium Spazio Como del Grand Hotel Tavernola, si terrà la parte pubblica dell’Assemblea Generale di Confindustria Como. Il programma dell’evento prevede l’intervento di Ambrogio Taborelli, Presidente di Confindustria Como, dal titolo “Cuore e coraggio” e la partecipazione di Marco Fortis, Vice Presidente Fondazione Edison, e Antonio Costato, Vice Presidente Confindustria per il Federalismo e le Autonomie. Al termine degli interventi verranno consegnati gli attestati di benemerenza e medaglie d’oro ad Industriali che hanno raggiunto i 50 anni di attività. In occasione dell’Assemblea, Poste Italiane emetterà un annullo filatelico dedicato: nel desk allestito presso l’Auditorium verranno venduti prodotti filatelici a cui sarà applicato l’annullo con un timbro speciale  Ingresso libero.

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Province: Non dovevano essere abolite?

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2009

Abolire le Province? Se non ricordiamo male lo aveva promesso, in campagna elettorale, il candidato alla presidenza Silvio Berlusconi e ci fu una insistente campagna stampa da parte del quotidiano Libero (quando era direttore Vittorio Feltri) con migliaia di adesioni anche di parlamentari. Ora il presidente Berlusconi sembra che se ne sia dimenticato. Le Province costano al cittadino contribuente 16,5 miliardi di euro. Per fare poco. Sono tutti d’accordo ad abolirle, tranne la Lega, che una volta insediata si tiene calde le poltrone, pero’ nessuno ne propone l’abolizione, il che vuol dire che a tutti interessa occupare poltrone: sono soldi, posti, finanziamenti, ecc. Il Codice delle Autonomie, varato dal consiglio dei Ministri, e ora all’esame del Parlamento, mantiene le Province. Insomma a chiacchiere son tutti capaci, passare ai fatti e’ altro. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Codice delle autonomie

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2009

Torino 4 dicembre 2009, dalle ore 9.00 alle ore 13.30, presso l’Auditorium della Provincia di Torino (Corso Inghilterra, 7), la Delegazione piemontese dei Parlamentari del PD ed il Gruppo consiliare PD della Provincia di Torino organizzano un seminario pubblico sul “Codice delle autonomie: adeguamento dell’ordinamento degli enti locali alla riforma del Titolo V della Costituzione”. Al seminario, moderato dall’On. Stefano ESPOSITO, interverranno Claudio LUBATTI (Capogruppo PD Provincia di Torino), Andrea GIORGIS (Presidente Assemblea regionale PD e Capogruppo PD Comune di Torino), Enrico BORGHI (Presidente Nazionale UNCEM), Umberto D’OTTAVIO (Presidente Lega Autonomie Locali), Lido RIBA (Presidente UNCEM Piemonte), Amalia NEIROTTI (Presidente ANCI Piemonte), Antonio SAITTA (Presidente Provincia di Torino), Sergio DEORSOLA (Assessore regionale Enti Locali), Sergio CHIAMPARINO (Presidente ANCI Nazionale e Sindaco di Torino), On. Oriano GIOVANELLI (Presidente Nazionale Lega Autonomie).  Delegazione Parlamentari PD Piemonte: Esposito, Boccuzzi, Bobba, Fiorio, Lovelli, Lucà, Merlo, Portas, Rampi, Rossomando, Bindelli, Leddi, Marcenaro, Marino, Negri.

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Roma chiama Bruxelles

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2009

“Roma è finalmente ente locale speciale grazie alla legge sul federalismo fiscale. Per avere una governance adeguata al suo territorio il governo deve al più presto approvare i decreti attuativi”. A parlare il vicesindaco di Roma, sen. Mauro Cutrufo agli Open Days di Bruxelles: “Il secondo polo turistico della capitale – ha detto il vicesindaco – è un grande progetto di sviluppo. Quello che chiediamo alla comunità europea non è il sostegno solo per l’aspetto turistico ma, più in largo, per realizzare le infrastrutture necessarie al progetto e alla città, creando circa 30 mila nuovi posti di lavoro. Roma in quanto ente locale speciale per prima cosa deve essere riconosciuta interlocutore diretto dalla comunità europea, così come già accade per le province autonomie di Trento e Bolzano inserite nel Nuts 2. L’investimento per il secondo polo turistico richiede 8 miliardi di euro, 7 dei quali saranno investimenti di privati, utilizzando anche il sistema del project financing, e 1 miliardo destinato alle infrastrutture. Per l’appunto, per la costruzione delle infrastrutture i fondi potranno essere assicurati da Europa, Stato, Regione e Comune”. A Bruxelles il vicesindaco di Roma ha incontrato il Vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, responsabile per i trasporti . Nel corso del colloquio si è parlato dello sviluppo delle infrastrutture della città di Roma e della necessità di un rafforzamento di quelle che collegano tutta l’area del secondo polo turistico, in particolare l’aeroporto di Fiumicino, la fiera di Roma, l’Eur fino al mare e la stazione Termini. Si è inoltre parlato della volontà di utilizzare fondi europei per realizzare tale progetto e il Vice-Sindaco Cutrufo ha insistito sulla necessità di dare sempre più a Roma una dimensione europea. L’onorevole Roberta Angelilli, a sua volta, ha commentato di fronte alla platea degli Open Days che questo progetto di eccellenza della capitale d’Italia non poteva che terminare con la proiezione dello splendido Omaggio a Roma del maestro Zeffirelli con Monica Bellucci e Andrea Bocelli: un applauso di tre minuti ha suggellato il successo dell’incontro.

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Nel mare dell’insondabile

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2009

(edizioni fidest: racconti brevi di Riccardo Alfonso) Esistono delle certezze matematiche dalle quali non si può prescindere. E’ il caso degli iperspazi. Essi costituiscono una delle teorie più elevate ed astratte della matematica tanto che al loro apparire furono considerati come semplice fantascienza. Tuttavia, per evitare equivoci, va anche ricordato che la scienza non è in grado di affrontare la totalità del pensiero ma solo delle astrazioni di essa.  Ma in ogni caso tutte le volte che modifica le sue frontiere deve, nello stesso tempo, revisionare i suoi principi e, così facendo, tutto il pensiero dell’uomo nel suo insieme è sottoposto a profonde rettifiche. Ma solo in tale misura le conoscenze si scambiano utili informazioni e si evolvono pur nel rispetto delle singole autonomie. In questa fattispecie il mondo scientifico deve essere considerato come un sistema in perenne evoluzione da cui emergono – per Charles Singer – “degli esemplari di valore e precisamente quegli esemplari che furono così risolutamente respinti dai filosofi materialisti della prece-dente generazione. Per nostra fortuna quel tipo di filosofo che si permetteva di ignorare le grandi conclusioni a cui è arrivata la scienza, sta ora per scomparire.”  Ma ora anche la scienza deve farsi più dialettica per rendere i metodi della filosofia più influenti nel determinare la natura del mutamento. In questa misura occorre riconsiderare il concetto di una radicale separazione tra i singoli mondi mentali degli individui e l’intelletto e la materia.  Ma vi è anche un altro messaggio che non va sottaciuto. Spesso noi riserviamo poco spazio agli uomini d’ingegno che ci sono contemporanei e così facendo disperdiamo un gran patrimonio d’idee e di studi che solo fortunosamente i posteri riescono a raccogliere e a fondare, su di essi, più ardite teorie e attente riflessioni. Sull’argomento penso ci possa bastare un esempio tra i più noti. Mi riferisco a Giambattista Vico. La sua esistenza fu stentata ed avara di soddisfazioni. Il suo impegno culturale sembrava destinato ad un ingiusto anonimato anche dopo la sua morte.  Dobbiamo al Filangieri e al Goethe che, leggendo la sua “Scienza nuova”, intravidero in essa “presentimenti sublimi del buono e del giusto che un giorno regneranno su questa terra.”  Da allora fu un crescendo continuo d’estimatori di “rango”: da Foscolo al Manzoni e sino a Benedetto Croce e dalla Parigi di Michelet alla Germania di Wegel e di Marx. Solo in tal modo l’ignoto ed ignorato Vico si collocò degnamente nel mondo della cultura del suo e di tutti i tempi cominciando ad assumere i connotati di un “genius loci”. Eppure egli era quasi schiacciato da una costellazione di detrattori che lo accusavano di avere una scarsa conoscenza della cultura europea, di polemizzare con Cartesio in modi e tempi sbagliati, di essere, secondo Giuseppe Ferrari, servile con i potenti ed eccessivamente “entusiasta per il cattolicesimo.” Nello stesso tempo non si tollerava il suo italiano involuto e latineggiante, pieno di riguardo per le accademie e la sua povertà di riferimenti. Tale severità di giudizio non era espresso dall’anonimo cronista ma da Pietro Giannone che con il Genovesi erano considerati i maggiori intelletti napoletani del tem-po. Le idee esposte nei “librettini di Vico” erano considerate incomprensibili da questi dioscuri e non degne di “torcersi il cervello” per intenderle. Erano in definitiva la cosa più “scipita e transonica che si potesse leggere.” Sparivano in questo modo, per i suoi critici, la potenza e l’acutezza delle sue intuizioni e concezioni, l’originalità del pensiero, l’ampiezza degli interessi e le folgoranti associazioni di parole e d’idee sia pure in un contesto baroccamente composito e ridondante. Di certo il Vico poteva vestire l’abito del suo tempo esprimendosi con un linguaggio accademico un po’ greve e goffo senza fantasia e senza humour, ma ciò non gli impediva di mettere in mostra il suo talento e le sue felici intuizioni. Oggi, a distanza di circa tre secoli, la fama del Vico invece di appannarsi risplende di rinnovata luce. Per Marx l’affermazione principale del Vico è che solo un mondo può essere davvero conosciuto dall’uomo ed è il mondo della storia, perché è l’uomo a farla, e si conoscono veramente solo le cose che si fanno. Lo stesso dicasi per il mondo delle scienze e della tecnica essendo una sua pura invenzione. La natura, invece, l’uomo la trova, può subirla o modificarla, ma non può conoscerla sino in fondo. “La tecnologia – osserva Marx riandando al pensiero vichiano – svela il comportamento attivo dell’uomo verso la natura, l’immediato processo di produzione dei suoi rapporti sociali vitali e delle idee dell’intelletto che ne scaturiscono.” “Resta oggi – scrive Giuseppe Galasso – lo scandalo di un pensiero che si rivela suscettibile di tante letture, perfino in chiave esistenzialistica, per un’evidente ricchezza di motivi e capacità di sollecitazione, rafforzate da aspetti d’ambiguità e d’oscurità, non per una consuetudine accademica. Rimane la difficoltà di aggregarlo ad una scuola particolare e di farne un idealista o un positivista, un cattolico o uno storicista e via dicendo, perché continuamente riemergono dai suoi scritti implicazioni e inflessioni che vanificano i tentativi d’appropriazione.” E’ questo un altro aspetto che ci richiama alla cultura del domani formata da un pensiero che non ha la pretesa d’essere originale ed esclusivo, ma sa di dover sempre e in ogni caso fare i conti con il suo passato. Esso non si cancella perché ognuno di noi è depositario di quella parte di verità che da sola non riesce a dirci tutto, ma i cui pezzi, sia pure minuti, sono fondamentali per ricostruire l’intero disegno del Creatore.  Sta a noi raccogliere queste microscopiche schegge, con pazienza e costanza, e fare in modo che si ricompongano nella loro primigenia interezza. E Vico ha fatto la sua parte. Resta a noi oggi, detergendo ciò che è appartenuto solo al suo tempo, come un guscio che nasconde un seme, ridarlo alla nuda terra affinché da esso  germogli la pianta del pane della vita e ci permetta di guardare di là dalla vita. (parte undicesima)

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Intesa politica MPA PDI

Posted by fidest press agency su domenica, 31 maggio 2009

E’ stata siglata presso la sede romana del MPA, un’intesa tra il Movimento di Raffaele Lombardo e il presidente del popolo degli italiani Giovanni Acelti.”L’accordo raggiunto – ha spiegato Acelti – rappresenta il primo passo verso una federazione tra i tre movimenti, legati dal forte impegno in difesa del federalismo, insieme a Lega Italia di Carlo Taormina . Ci accomuna – ha proseguito il leader del MPA – la voglia di cambiare realmente questa societa’ attraverso la valorizzazione delle autonomie e la ricostruzione di uno Stato moderno che sia davvero al servizio dei cittadini”.Popolo degli Italiani sosterra’ i candidati MPA, in corsa nella lista L’Autonomia, alle prossime elezioni Europee e amministrative del 6 e 7 giugno. Insieme nutriamo la preoccupazione per la crisi della democrazia che il nostro Paese sta vivendo a causa di uno strapotere personalizzato che invade tutti settori della politica.Riteniamo, quindi, che il federalismo e il radicamento nel territorio siano l’unica ancora di salvezza. Il primo riscontro di questa scelta oculata – ha concluso il presidente del Popolo degli Italiani Giovanni Acelti- sara’ dato dagli esiti della campagna elettorale per la quale ci impegneremo a sostegno dell MPA

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