Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘autorizzazioni’

Stop alle autorizzazioni da parte dell’agenzia delle dogane

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

“La Determinazione Direttoriale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) del 26 marzo scorso ci coglie di sorpresa. Nel momento peggiore per il Paese dal secondo dopoguerra, la possiamo considerare una disposizione quanto meno discutibile”. E’ il commento del presidente della Commissione Dogane di Assologistica, Stefano Morelli, alla decisione dell’Agenzia di non concedere alcuna autorizzazione – in merito a decisioni rilasciate mediante Customs Decisions System, autorizzazioni AEO e dello Status di esportatore autorizzato, nonché alle autorizzazioni di proroga dei termini di ri-esportazione di merci vincolate ai Carnet ATA – fino al termine dell’emergenza Covid-19
“Nel contesto della tecnologia digitale dove quasi tutte le attività non di produzione possono essere svolte in remoto, il contenuto della determinazione è quanto meno fuori tempo; le nuove disposizioni non permetteranno al tessuto produttivo nazionale di ricorrere a strumenti fondamentali per poter continuare ad essere attivo, competitivo sui mercati internazionali e di conseguenza prepararsi in anticipo, non appena terminata l’emergenza. Senza dimenticare che in questo modo l’ADM sta venendo meno alla sua missione, sancita all’art. 2 dello Statuto della stessa, che recita: L’Agenzia favorisce la crescita economica dell’Italia, facilitando la circolazione delle merci negli scambi internazionali”, afferma ancora Morelli.

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Trasporti eccezionali: regole chiare e risolutive

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

trasporto1“Dopo i gravi incidenti avvenuti sui tratti stradali dove persistono ponti o cavalcavia si è proceduto ad una maggiore cautela nel rilascio delle autorizzazioni al transito dei veicoli eccezionali. Se da una parte è stato giusto porre maggiore attenzione nelle autorizzazioni, dall’altra si è determinata di fatto una paralisi del settore per un comparto nel quale operano settemila addetti, con un parco di sei settemila mezzi ed un fatturato di 3 miliardi di euro”
“I tempi di rilascio delle autorizzazioni si sono sensibilmente allungati ed esistono casi di diniego di nulla-osta al transito prive di sufficienti ed esaustive spiegazioni tecniche. Inoltre, lo scadere delle autorizzazioni periodiche sta generando confusione tra i gestori costretti ad inventarsi nuove regole, rimpallo di responsabilità tra i circa 150 enti di riferimento e oneri aggiuntivi a carico degli utenti. Il governo ha emanato giustamente una direttiva ma la sua applicazione sta rischiando di mettere in crisi l’intero settore. Se, infatti, da una parte gli operatori riconoscono la bontà dell’azione del governo dall’altra segnalano una situazione d’empasse con ritardi pesanti e scadenze fuori tempo massimo” Quello che chiediamo al Governo, dunque, è di convocare al più presto un tavolo operativo con tutti gli enti interessati alla materia in modo da pervenire ad una procedura chiara e rapida per il rilascio delle autorizzazioni a transito dei veicoli eccezionali nei tratti stradali con ponti e cavalcavia. Il rischio è la paralisi delle attività economiche ed imprenditoriali che si avvalgono di questo tipo di trasporto e che rischiano pesanti ricadute anche in termini di penali, per il mancato rispetto dei tempi previsti dai contratti”

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OGM: bloccare le nuove autorizzazioni su importazione di mais

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

mais-agostinelliIn una risoluzione approvata mercoledì, i deputati si sono opposti alla possibilità che la Commissione autorizzi l’importazione di cibo e sementi derivanti o contenenti alcuni tipi di mais geneticamente modificato (GM), resistente agli erbicidi e ai parassiti.
I deputati hanno evidenziato la mancanza di dati relativi alle varie sottocombinazioni delle varietà di mais – per ciascuna delle quali è stata richiesta l’autorizzazione – e ribadito la richiesta del Parlamento per una riforma della procedura UE di autorizzazione per gli OGM. Secondo la procedura attuale infatti, l’obiezione del Parlamento non è vincolante per la Commissione.I deputati sottolineano che nel periodo di consultazione di tre mesi gli Stati membri hanno presentato centinaia di osservazioni che fanno riferimento, tra l’altro, alla mancanza d’informazioni e di dati, studi mal eseguiti o mancanti.Nonostante ciò, il 26 agosto 2016 l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha espresso parere favorevole alle domande di autorizzazione. I deputati sottolineano che il parere di minoranza dell’EFSA su tale procedura riconosce che non sono stati presentati dati specifici sulle 20 sottocombinazioni per le quali sono state presentate domande di autorizzazione.Si sottolinea inoltre che la Commissione europea tuttora autorizza gli OGM nell’UE senza il sostegno dei comitati degli Stati membri. Ciò sarebbe dovuto essere un’eccezione alla procedura, ma è di fatto divenuta la norma.La risoluzione è stata adottata con 426 voti a favore, 230 contrari e 38 astensioni.

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Più controlli sull’uso dei pesticidi

Posted by fidest press agency su domenica, 15 gennaio 2012

Bruxelles Dibattito: mercoledì 18 gennaio Votazione: giovedì 19 gennaioI prodotti di controllo dei parassiti – per respingere gli insetti o uccidere i batteri – devono essere autorizzati prima di essere venduti nell’UE. Giovedì, i deputati voteranno un accordo raggiunto con il Consiglio che prevede controlli sanitari e ambientali più
severi su questi prodotti e regole comuni per le imprese sul processo di autorizzazione alla vendita. Una volta che il Parlamento e il Consiglio avranno formalmente approvato l’accordo raggiunto, la legislazione europea del 1998 sul controllo dei prodotti contro i parassiti sarà aggiornata per includere anche i prodotti trattati – come ad esempio i mobili spruzzati con fungicida. I pesticidi per uso agricolo continueranno a essere disciplinati da una legislazione ad hoc. Le modifiche proposte introdurranno nuove regole su controlli più severi sulle procedure di
autorizzazione dei pesticidi per garantire l’assenza di pericoli per la salute umana e ambientale. Le sostanze più problematiche, come quelle cancerogene che colpiscono geni, ormoni o la riproduzione, saranno in principio essere vietate. Gli Stati membri potranno eventualmente introdurre delle eccezioni a tale regola solo quando assolutamente inevitabile, come ad esempio nel caso che un prodotto sia necessario per garantire la salute pubblica. Le
autorizzazioni, in questo caso, saranno soggette a regole ancora più dure e a scadenze brevi, in attesa che siano trovate alternative meno pericolose. Diminuire i test sugli animali Le nuove regole mirano anche a rendere omogenee le procedure di autorizzazione e i tempi previsti per la valutazione dei prodotti da parte delle autorità competenti. Altre misure previste prevedono la semplificazione del riconoscimento delle autorizzazioni fra i paesi europei e lo scambio di dati fra le imprese per evitare la duplicazione dei test sugli animali, in cambio di un compenso per chi ha eseguito i test.

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Asili nido e servizi abusivi

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2011

Che in Italia lavoro nero ed abusivismo nell’esercizio delle professioni e dei servizi fossero fenomeni tutt’altro che in via d’estinzione era cosa nota, ma la notizia che dilagassero persino gli asili nido e i “servizi educativi” senza autorizzazioni o addirittura abusivi, suona come nuova e preoccupa non poco. Ed il fatto è anche più eclatante se nella sola città di Rimini, secondo quanto si è potuto apprendere solo di recente in seguito agli accertamenti effettuati, ben quattro su cinque strutture “visitate” dai reparti amministrativi di tale polizia locale non rispettavano la normativa in vigore ed erano sprovviste delle autorizzazioni necessarie, mentre solo una svolgeva il servizio educativo per la prima infanzia (nido) in regola, con personale qualificato, in locali idonei e nel pieno rispetto delle prescrizioni imposte. Inoltre la Polizia amministrativa ha potuto verificare che in altri tre centri, veniva esercitata in maniera abusiva un’attività riconducibile a quella di “servizio educativo”, nonostante i titolari avessero dichiarato di svolgere ed offrire servizi ricreativi per la prima infanzia quali solo per fare degli esempi, i baby-parking e le ludoteche. Secondo la legge quest’ultime attività hanno finalità puramente ricreativa e sono rivolti a bambini di età inferiore a tre anni, che ne fruiscono saltuariamente, con una periodicità massima di due giorni alla settimana ed una frequenza giornaliera non superiore a tre ore. L’essenziale finalità ricreativa di questi luoghi per bambini, gli esenta da particolari requisiti se non quelli di igiene e sicurezza. Inoltre, gli adulti preposti alla vigilanza dei bambini non necessitano della qualifica di educatori ed in questi centri non è possibile somministrare alimenti. Tali prassi, anche alla luce di dati empirici e di segnalazioni sparse qua e là nel Territorio nazionale, ci fanno capire che l’indagine amministrativa avviata sul comune delle riviera romagnola abbia portato in evidenza casi non isolati e che si stia assistendo ad una crescita assai sottovalutata del fenomeno in tutto il Paese . Pertanto, secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” non resta che rivolgere un appello ai genitori a verificare puntualmente la sussistenza di tutti i requisiti di legge e regolamentari previsti in capo alle strutture a cui hanno affidato o affideranno i propri piccoli ed alle autorità preposte, a partire dai corpi di Polizia Municipali ed alle ASL ad estendere i controlli sul territorio nella maniera più ampia possibile al fine di garantire la tutela dei minori e la necessità di educarli in ambienti consoni e protetti.

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“Ars approva legge su autorizzazioni per nuovi cinema”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

“La legge Calanducci per la disciplina in materia di autorizzazioni all’insediamento dell’esercizio cinematografico approvata oggi all’ARS è un colpo di mano alle competenze dei Sindaci e un colpo di grazia definitivo agli esercenti, Legge emanata da una Regione che a tutt’oggi non ha recepito in toto la norma nazionale in materia, e le autorizzazioni vengono ancora rilasciate dalle Questure cosa che non avviene nel resto d’Italia. Non si evincono nella stessa legge quali potrebbero essere le concrete agevolazioni a favore dell’esercente, me ne guarderei bene dal pensare che si voglia aprire un percorso che tende ad agevolare i grossi gruppi e le multinazionali che come sempre vengono sponsorizzate, con l’illusione che possano creare posti di lavoro dando delle aspettative deludenti rispetto al nuovo precariato che riescono a produrre, a discapito di consolidati posti di lavoro che si perdono con le continue chiusure delle sale cinematografiche storiche”. “Sarebbe stata interessante, invece – conclude il Sindaco di San Giuseppe Jato- una legge di carattere generale, e semplificativa che riguardasse la regolamentazione d’apertura di attività produttive di interesse sovracomunale. La legge votata oggi all’ARS è contro il principio della sburocratizzazione all’insegna dell’accentramento di potere e di interessi che continuano a soffocare lo sviluppo dell’economia siciliana”. (Giuseppe Siviglia Consigliere nazionale ANCI)

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U.E. e autorizzazioni ogm

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2010

Bruxelles, La Commissione europea ha annunciato la nuova proposta per accelerare la procedura di autorizzazione degli Ogm in Europa. Agli Stati membri viene promesso il diritto di vietare le coltivazioni Ogm sul proprio territorio a patto che riducano la loro opposizione durante il processo di autorizzazione a livello europeo. La Commissione, in base a un documento trapelato, spera con questa proposta di interrompere una situazione di stallo decennale delle autorizzazioni. Promette di formalizzare in legge ciò che già esiste nella pratica: una mezza dozzina di paesi hanno già vietato le colture geneticamente modificate. La proposta odierna è il contrario rispetto a quanto chiesto all’unanimità dai ministri dell’ambiente dell’Unione europea nel 2008, cioè un rafforzamento della procedura di autorizzazione, in particolare della valutazione dei rischi per nuove colture. La proposta della Commissione consentirebbe agli Stati membri di vietare le coltivazioni OGM per cause legate alle contaminazioni. Si tratta di un miglioramento rispetto alle prime bozze di proposta, ma non concede agli Stati membri il diritto di adottare divieti per motivi legati alla salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente. Non riesce, inoltre, a far fronte ai problemi di contaminazione che scaturirebbero negli Stati membri che decidessero di avviare coltivazioni transgeniche. La valutazione d’impatto della Commissione stessa ha concluso che questa proposta causerebbe un “impatto negativo per gli agricoltori NON-Ogm.”«Barroso sembra pensare che gli Stati membri vogliano vietare gli Ogm per ragioni politiche e che le preoccupazioni scientifiche sollevate per anni siano solo chiacchiere. Queste preoccupazioni sono reali – continua Ferrario – e la proposta di oggi è solo un rimedio temporaneo. Invitiamo il Governo italiano e gli altri Stati membri a respingere l’attuale proposta. Fino a quando la procedura di valutazione dei rischi delle colture geneticamente modificate non sarà adeguatamente implementata, nessun nuovo Ogm dovrebbe essere autorizzato».

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Marea nera: anche il Mediterraneo è a rischio

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

«Non basta l’ultima tragedia in Louisiana dove la macchia di petrolio fuoriuscito dalla piattaforma della BP nel Golfo del Messico ha raggiunto il delta del Mississippi. per agire con prudenza. Il governatore della Louisiana, Bobby Jindal, ha  già dichiarato lo stato di emergenza e chiesto l’intervento federale per dislocare 6mila soldati della Guardia nazionale sul territorio interessato dalla catastrofe ambientale. Ma è difficile che possa arginare con efficacia questa marea che si addensa minacciosa davanti le coste statunitensi. Per quanto riguarda l’Europa, e l’Italia nello specifico, abbiamo già dovuto, complessivamente, affrontare decenni di maree nere eppure non sembra ci abbiano insegnato qualcosa: in Italia, il Governo continua a rilasciare autorizzazioni a valanga, soprattutto in Adriatico e, da ultimo, pure al largo delle Isole Tremiti – denuncia Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace – Ormai è tempo di dedicarsi davvero alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica. Così, invece di uccidere i lavoratori, potremo creare migliaia di posti di lavoro e raggiungere una maggiore indipendenza energetica». «L’unica soluzione – conclude Alessandro Giannì – è smetterla con le esplorazioni offshore e avviare una decisa rivoluzione energetica per liberarci dalla schiavitù del petrolio e dai pericoli del trasporto degli idrocarburi» Lo sta già facendo l’amministrazione Usa che ora ha deciso di non autorizzare nuove perforazioni petrolifere  fino a quando non saranno accertate le cause dell’esplosione del 20 aprile a bordo della piattaforma Deepwater Horizon che ha provocato la marea nera nel Golfo del Messico. Questa pazza corsa alla ricerca della “ultima goccia di petrolio” sta diventando una mina vagante che è pronta ad esplodere ogni volta che le esplorazioni diventano più speculative in barba ad ogni misura protettiva per l’ecosistema. E dire che il danno ambientale è di proporzioni enormi sia per estensione sia per la inagibilità del territorio per svariati anni. Approfittiamo del gentile invio di alcune foto da Greenpeace per dare un’idea della gravità del danno in atto.

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Ceccuzzi per risanamento ateneo senese

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 gennaio 2010

Continua l’impegno dei parlamentari senesi del Partito democratico per contribuire al percorso di risanamento dell’Ateneo senese attraverso un’azione costante di sollecitazione nei confronti del governo a fornire risposte chiare e soddisfacenti. E’ di oggi la pubblicazione di una nuova interrogazione a prima firma Franco Ceccuzzi – la quarta, a partire da settembre 2008 – indirizzata al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e al Ministro dell’Economia e delle Finanze. Numerosi e circostanziati i punti su cui i parlamentari toscani – l’interrogazione è stata sottoscritta anche da Susanna Cenni, Luca Sani, Rolando Nannicini e Donella Matessini – chiedono chiarimenti al governo, a partire dalla concessione delle autorizzazioni per dare via libera al finanziamento tra Ateneo e istituto di credito. Nell’interrogazione, i parlamentari toscani hanno poi affrontato la delicata partita che interessa i prepensionamenti e la mobilità del personale. “Dal momento che gli enti locali territoriali sono inibiti dall’assumere nuovi organici per rispettare il patto di stabilità – aggiunge Franco Cecuzzi – chiediamo al governo se intende fornire all’Ateneo senese strumenti normativi adeguati per favorire e promuovere prepensionamenti o la mobilità del personale verso tutte le pubbliche amministrazioni e, soprattutto, quali iniziative intenda assumere per assicurare il prolungamento del contratto o forme adeguate di ammortizzatori sociali ai numerosi dipendenti il cui rapporto con l’Università scade o scadrà nei prossimi mesi”. “Se la liquidità necessaria per far fronte agli impegni inderogabili – continuano i deputati – è stata assicurata con l’utilizzo di 35 milioni di euro anticipati dal governo attraverso il Fondo di finanziamento ordinario 2010 (dopo aver fatto intendere erroneamente che si sarebbe trattato di un prestito infruttifero a lungo termine) e grazie alle dilazioni concesse dalla banca tesoriere che ha fortemente sostenuto l’Ateneo in tutta la fase critica, oggi siamo a chiedere al governo se ritiene di potersi esimere dal partecipare al risanamento dell’Ateneo senese con un finanziamento straordinario per dare respiro ed efficacia ad un piano che, diversamente, non ha i tempi necessari per produrre gli effetti attesi sulla spesa corrente”.

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L’on.le Cosentino e la giunta per le autorizzazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 dicembre 2009

L’On.le Antonio Borghesi così scrive commentando la discussione sulla proposta di deliberazione in merito all’arresto del sottosegretario Cosentino: “ho notato in più interventi come la Giunta per le autorizzazioni a procedere abbia di fatto risolto il problema non guardando all’esistenza o meno di un fumus persecutionis, ma contestando le prove del magistrato inquirente e dando una sentenza, ovviamente politica, con un processo breve anzi brevissimo. Capisco che forse quando si parla “processo breve” qualcuno si immaginerebbe di sottrarre ad esempio il processo Mills ai magistrati portandolo in Giunta per le autorizzazioni. Una sentenza politica, dunque. In proposito, Borghesi osserva: “Io vorrei andare oltre, posto che ora parliamo di una decisione di opportunità: è opportuno che il Sottosegretario Cosentino mantenga la sua posizione di membro del governo? Ora io penso al riguardo che accanto ai Giudizi penali, che seguono le regole previste dal codice penale, abbiano pieno titolo i Giudizi morali, che si danno sulla base di regole diverse. Se per i primi è necessario basarsi su prove considerate giuridicamente valide ai fini del processo penale, i secondi rispondono ad altri criteri anche di prova. In altri termini, pur non essendo credente, accolgo in pieno l’affermazione del Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il quale, affrontando il tema della questione morale nella vita politica, avverte che “un uomo politico ha più responsabilità di altri, e la classe dirigente italiana e tutti i protagonisti della vita sociale non devono perdere il riferimento alla dimensione etica, intesa come valore da esprimere sia nella vita personale, che in quella pubblica, come nell’economia, nella finanza, nella politica.” Sotto tale profilo l’uomo politico che incontra e frequenta persone dedite ad attività mafiosa compie un atto moralmente riprovevole per il fatto in sè. E dunque sotto questo profilo ed indipendentemente da elementi probatori che noi sosteniamo che il sottosegretario Cosentino sul piano dell’opportunità non possa essere membro del governo italiano e dunque debba dimettersi o essere dimesso da chi quell’incarico ha dato. Aggiungo che due uomini tanto diversi per formazione e per attività politica, ma che condividevano il fatto che la questione morale fosse la vera questione italiana, mi riferisco ad Enrico Berlinguer ed a Giorgio Almirante se oggi fossero in quest’aula non avrebbero avuto dubbi nel votare a favore della nostra risoluzione”.

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Oreste Flamminii Minuto: Troppi farabutti

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2009

Il conflitto tra stampa e potere in Italia (Baldini Castoldi Dalai editore). Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.»  Da più di sessant’anni l’articolo 21 della Costituzione è la suprema garanzia della libertà di espressione nel nostro Paese. Tuttavia, dal dopoguerra a oggi, la stampa italiana è stata costretta a difendersi dalle continue aggressioni di poteri, istituzionali e non, che hanno cercato di imbavagliarla. Perché e in che modo è stato messo in discussione un principio fondante dell’ordinamento repubblicano?
Oreste Flamminii Minuto (1932) è avvocato penalista. In oltre cinquant’anni di esercizio della professione ha difeso giornalisti di molte testate: «L’Espresso», «l’Unità», «la Repubblica», «il Tirreno», «la Nuova Sardegna», «il mattino di Padova». Ha tenuto per oltre quindici anni una rubrica sui problemi dell’informazione sul mensile «Prima Comunicazione» ed è autore di numerosi articoli pubblicati da diversi quotidiani e settimanali. È stato nominato dal Parlamento Giudice Costituzionale Aggregato ed è stato eletto per due mandati consecutivi presidente della Camera Penale di Roma. Ha inoltre partecipato a numerosi processi come difensore di imputati eccellenti (Renato Squillante) o come difensore di parte civile (Marta Russo).

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Difesa: i militari e i rapporti con i parlamentari

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2009

“Desta preoccupazione e perplessità la circostanza – menzionata nella nota n. 266/2-2008 del 19 febbraio 2009 del Sottocapo di Stato Maggiore dell’Ufficio Legislazione del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri – secondo cui il Ministero della difesa avrebbe imposto a tutti i militari che intendano recarsi «a qualsiasi titolo» presso le strutture parlamentari, di interessare l’Ufficio di Gabinetto del Ministro, con un preavviso di almeno 24 ore, indicando la motivazione dell’ingresso, per richiedere «le autorizzazioni del caso»”, ha dichiarato l’Avvocato Giorgio Carta, anche a nome di “Carabinieri d’Italia Magazine”, free press del Comparto Sicurezza e Difesa. “Tale prescrizione non pare supportata da alcuna norma di legge ed è idonea a comprimere ulteriormente i diritti costituzionali di militari e Forze di polizia ad ordinamento militare – prosegue l’Avvocato Giorgio Carta – onde, in riferimento ad essa, mi riservo di adire le competenti autorità giurisdizionali, anche penali, affinché sia ripristinato il diritto dei cittadini con le stellette di conferire liberamente con i propri rappresentanti in Parlamento, senza la previa necessità di farsi autorizzare dal Ministro. La disposizione in esame, peraltro, limita lo stesso diritto-dovere dei Parlamentari (i cui uffici sono dislocati nelle strutture delle due Camere) di prendere cognizione delle reali condizioni in cui versano le Forze Armate, senza il previo filtro costituito dall’autorizzazione gerarchica”.

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