Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘autostrade’

Autostrade: Che fine ha fatto la revoca delle concessioni?

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 febbraio 2019

“Apprendiamo che nell’ambito delle indagini sul crollo di ponte Morandi ci sono una decina di nuovi indagati, accusati di falso in relazione alle valutazioni sul profilo di sicurezza di alcuni viadotti italiani che avevano presentato criticità, tra cui ‘Paolillo’ in Puglia, il ‘Pecetti’ e il ‘Sei Luci’ a Genova. Al netto della tragedia del Ponte Morandi, anche alla luce delle nuove notizie, si confermano le evidenti responsabilità del concessionario sulla manutenzione delle infrastrutture. Che fine ha fatto la revoca? Proprio all’indomani del dramma di Genova, infatti, il Governo aveva annunciato in pompa magna la revoca della concessione, ma poi qualcosa è cambiato fino alla scomparsa dai tavoli di lavoro e dai radar mediatici di tale proposta. Lega Nord e 5 Stelle battano un colpo, la sicurezza della rete autostradale italiana è una priorità, a meno che sulla gestione del nostro patrimonio viario Salvini e Di Maio non abbiano ammainato la bandiera del sovranismo per piegarsi alle pressioni delle lobby”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Autostrade: Fondamentale il potere di controllo dello Stato

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 settembre 2018

«Il dibattito che si è sviluppato intorno al destino delle autostrade italiane rischia di essere fuorviante e di spostare l’obiettivo dal vero nodo della questione: il ruolo di controllore che lo Stato ha il diritto-dovere di esercitare, sia quando un’attività che ha impatto sull’intera comunità è in capo a un privato sia nel caso in cui essa venga svolta da un soggetto a partecipazione pubblica».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Ritenere che la nazionalizzazione della rete autostradale possa di per sé garantire l’incolumità di chi la utilizza è evidentemente una sciocchezza. Uno degli ultimi viadotti crollati, quello della tangenziale di Fossano, era affidato per la manutenzione ad Anas, azienda di cui era azionario per intero il ministero dell’Economia e che fu protagonista di un rimpallo di responsabilità con la Provincia di Cuneo. Le società a partecipazione comunale, altro esempio, sono spesso tutt’altro che efficienti e sicure: basta guardare alla qualità del servizio offerto dall’azienda dei trasporti di Roma, l’Atac, che vanta pure il triste primato di mezzi distrutti per autocombustione.Ovviamente ci sono diverse società pubbliche virtuose, come tante aziende per la raccolta dei rifiuti di realtà urbane medio-piccole, ma non sono rari i casi di aziende trasformate in ufficio di collocamento clientelare al servizio non dei cittadini ma di personaggi senza scrupoli. Anche in questi casi è il ruolo dello Stato e della pubblica amministrazione, in tutte le sue diramazioni territoriali, ad avere peccato di superficialità o, peggio, di connivenza nell’attività di controllo. Non tutto ciò che viene gestito dai privati è soggetto a speculazione e aggiramento delle regole, così come non tutto quello che è in mano al pubblico brilla per virtù e rispetto delle norme». (Giorgio Giuliani)

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Concessionarie autostradali: come cambiare

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 agosto 2018

di Giorgio Ragazzi. La tragedia del ponte Morandi ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica sul ruolo delle concessionarie. Il Governo ha dichiarato l’intenzione di revocare la concessione all’ ASPI (Autostrade “per l‘Italia”).
L’istituto delle concessione si giustifica in teoria per l’idea che opere pubbliche possano essere finanziate con capitali privati, e poi devolute allo Stato a fine concessione, senza oneri per il bilancio pubblico. Ma questo non è storicamente mai avvenuto in Italia: il grosso della rete fu costruita, negli anni ’60 e ’70, tutta a debito, quasi sempre con garanzia dello Stato, mentre gli azionisti, IRI compresa, versavano solo pochi spiccioli in conto capitale. Rimborsati i debiti con il gettito dei pedaggi, invece di devolvere le infrastrutture allo Stato come previsto dai contratti, le concessioni sono state via via e spesso più volte prorogate “gratuitamente”: veri e propri regali grazie ai quali i concessionari hanno iniziato ad arricchirsi senza alcuna giustificazione.
La via delle proroghe gratuite fu iniziata per facilitare la privatizzazione della Autostrade e consentire quindi un rilevante incasso all’IRI, ma ne beneficiarono anche tutti gli altri concessionari, in primis il gruppo Gavio (per la storia delle proroghe e delle rivalutazioni monetarie rimando al mio libro “I Signori delle Autostrade”, il Mulino).
Gli unici che hanno pagato allo Stato (o meglio all’IRI) somme rilevanti per la concessione sono stati gli azionisti della Schemaventotto (controllata al 60% dai Benetton) che, a fine 1999, versarono 2,5 miliardi per il 30% della Autostrade. Nei cinque anni successivi i pedaggi aumentarono del 21%, con un incasso complessivo di oltre 11 miliardi, mentre gli investimenti venivano contenuti al minimo, appena il 16% di quanto previsto nella convenzione e nell’atto aggiuntivo. Si creava quindi un ampio polmone finanziario che consentiva alla Schemaventotto di lanciare un’OPA totalitaria sulla Autostrade che si concludeva, nel febbraio 2003, portando la quota di Schemaventotto all’84% circa. Questo acquisto, con un esborso di circa 6 miliardi (quanto incassato dall’IRI per la vendita di tutta la società), venne finanziato interamente a debito tramite una newco poi subito fusa nella Autostrade: così Schemaventotto passò dal 30 all’84% della Autostrade senza sborsare un euro, accollando alla società un debito che questa avrebbe ripagato coi pedaggi.
Successivamente Schemaventotto fece cassa cedendo le quote in esubero rispetto a quanto opportuno per mantenere il controllo e così, dopo appena tre anni, recuperò quasi interamente quanto pagato all’IRI, restando però al controllo di una società con ancora 30 anni di concessione e profitti attorno al miliardo l’anno.
Un affare davvero strepitoso per i Benetton e loro coazionisti, senza il minimo rischio! E pare che oggi, in caso di revoca della concessione, possano chiedere una penale indennizzo di 20 miliardi!
Tornando alle concessionarie, mentre non hanno storicamente svolto un ruolo socialmente utile, oggi sono divenute una palla al piede per l’economia, perchè investono in Italia solo una piccola parte del cospicuo flusso di cassa che deriva dai pedaggi: gran parte del resto viene investito all’estero o per diversificare in altri settori, mentre i pedaggi gravano sulla mobilità e riducono la competitività dell’economia. Nel 2017 ASPI ha avuto un margine operativo lordo di 2.450 milioni ma ne ha investiti nella rete solo 517. La holding Atlantia acquista invece quote del Tunnel sotto la Manica, il controllo della spagnola Abertis ed altri investimenti all’estero.
In sostanza lo Stato, a partire dall’infausta privatizzazione della società Autostrade, ha regalato quasi tutta la rete autostradale a soggetti che di soldi, all’origine, ne hanno investiti pochissimi, ma non si può reclamare oggi quanto donato, i contratti devono essere rispettati e i regali non possono essere revocati.
Per revocare la concessione all’ASPI il Governo dovrà dimostrare che vi sia stata grave inadempienza da parte della concessionaria; quand’anche riesca ad esibire prove in tal senso è scontato che la società farà opposizione sul piano legale, non solo in Italia, aprendo controversie forse assai lunghe e dagli esiti imprevedibili, anche per gli eventuali oneri a carico dello Stato. Esistono anche altri modi per eliminare gradualmente questo bubbone cresciuto nella nostra economia. Innanzi tutto occorrerebbe evitare qualunque nuova proroga e abrogare almeno qualcuna delle tante proroghe concesse dal ministro Delrio, quando sia possibile farlo senza violare contratti, come sembrerebbe possibile ad esempio per l’Autobrennero.
I profitti delle concessionarie potrebbero poi essere contenuti con una valutazione più rigorosa degli investimenti e riducendo l’oltremodo generoso tasso al quale vengono oggi remunerati.
Si dovrebbe infine stabilire il principio che quando una concessione scade l’opera venga devoluta allo Stato, come previsto dal contratto, senza essere né prorogata né rimessa in gara. Quando un’autostrada è stata ammortizzata il pedaggio diventa per lo più un’imposta e, se non si riduce il pedaggio, è meglio allora che la riscuota lo Stato piuttosto che un concessionario.
Lo Stato può ben gestire “in house” le nostre autostrade senza che per questo si debba parlare di “nazionalizzazione”. Lo Stato può facilmente appaltare in gara le due funzioni svolte dalle concessionarie, manutenzione ed esazione dei pedaggi, senza assumere alcun dipendente pubblico e con vantaggio per trasparenza e concorrenza. Il gettito dei pedaggi in genere copre ampiamente il costo di nuovi investimenti, che potrebbero essere appaltati con gare aperte invece che riservate a imprese controllate delle concessionarie.
Ci sono due casi in cui un tale cambiamento di politica potrebbe essere applicato da subito: quelli della Torino-Piacenza e dell’ATIVA, entrambe controllate dal gruppo Gavio, con concessioni già scadute ed opere già ammortizzate e che non necessitano di nuovi investimenti. Aspettiamo di vedere. (fonte: newsletter di Società Libera)

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Autostrade. Rampelli (FdI): “Lo Stato resti nella gestione di Autostrade”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

“La furia ideologica pro privatizzazioni c’è stata, ha fatto danni all’Italia e deve essere consegnata al passato. Lo Stato ha fatto bene a liberarsi dell’Olio Bertolli, dei Supermercati GS, a non produrre più panettoni o latticini, ma quando si interviene su strutture strategiche, come ponti, viadotti, gallerie, reti autostradali o di telecomunicazioni, trasporto aereo, porti e aeroporti, bisogna andarci con i piedi di piombo. Occorre valutare laicamente costi e benefici e, se prevalesse la valutazione positiva sulla cessione ai privati, da quel preciso istante lo Stato deve diventare controparte e controllare ossessivamente il rispetto dei contratti di servizio, la qualità e la quantità delle opere realizzate, le manutenzioni per evitare che il privato si sottragga ai propri compiti per aumentare i profitti. La cosa diventa ancora più inaccettabile se le infrastrutture concesse sono state realizzate con i soldi dei cittadini e su quelle il privato incassa il pedaggio.
Il regime concessorio può quindi essere una trappola mortale per i cittadini.
Bisogna aprire un’indagine ampia per capire quale sia la convenienza per i cittadini su quei servizi concessi dallo Stato al privato. E comunque per giungere all’eventuale rinegoziazione della gestione autostradale non può che rendersi necessaria la revoca e la nazionalizzazione, anche temporanea. Non è detto infatti che la nazionalizzazione debba essere il destino delle autostrade, ma comunque lo Stato deve restare all’interno della società che gestirà Autostrade. Invece non si è nemmeno tenuto la golden share, la “quota d’oro” con la relativa possibilità di interdizione sulle scelte del socio e sugli indirizzi strategici. La privatizzazione fu fatta dalla sinistra con superficialità”. E’ quanto dichiara il Vicepresidente della Camera e deputato di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli nel corso della trasmissione ‘Coffee Break’ interpellato sulle scelte del governo in merito ad Autostrade.

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Autostrade: pubblicata convenzione

Posted by fidest press agency su martedì, 28 agosto 2018

La società Autostrade per l’Italia ha pubblicato on line il testo della convezione in essere con il ministero delle Infrastrutture e trasporti, con tutti gli allegati. L’operazione trasparenza! Tutte le convenzioni andrebbero pubblicate. Quanto al merito, con la pubblicazione della Convenzione e dell’allegato E si conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che la formula adottata per l’adeguamento delle tariffe va rivista al più presto, essendo decisamente troppo generosa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non solo viene consentita la remunerazione degli investimenti, cosa ovviamente giusta, ma nella formula tariffaria si conteggia anche il tasso di inflazione programmato” prosegue Dona. “Insomma, per lo Stato i gestori delle autostrade hanno diritto per legge alla rivalutazione della tariffa in base all’inflazione, ma non i dipendenti ed i pensionati, che devono attendere sentenze della Consulta per veder riconosciuto, peraltro molto parzialmente, quanto hanno perso in termini di adeguamento al costo della vita in questi anni di crisi” conclude Dona.

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Toninelli: autostrade Italia risultano le più care d’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 28 agosto 2018

Per il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli, in audizione in Parlamento sul sistema tariffario e la redditività per i concessionari, le nostre autostrade risultano essere le più care d’Europa.”Il ministro conferma quanto andiamo sostenendo da anni. Le tariffe autostradali, che con la privatizzazione ci dicevano che sarebbero scese e avrebbero fatto risparmiare gli automobilisti, sono aumentate sempre più dell’inflazione. Un fallimento totale, sia perché il mercato non può funzionare quando si tratta di monopoli ed il consumatore non ha possibilità di scelta, sia perché non è possibile garantire un utile per legge, inserendo nella formula tariffaria il recupero del tasso di inflazione programmato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Chiediamo al ministro di ricontrollare tutti gli aumenti dei pedaggi registrati dal 1999, anno della presunta liberalizzazione, ad oggi, per verificare se erano realmente dovuti oppure no, in relazione agli effettivi investimenti realizzati” conclude Dona.

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Autostrade: tutelare gli interessi degli italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 25 agosto 2018

“Lo Stato deve tutelare i suoi interessi che sono, o dovrebbero essere, quelli dei cittadini. Quando si entra in sistemi complessi e strategici, come la rete autostradale, bisogna almeno garantirsi la cosiddetta quota d’oro, (golden share). In questo caso, pare assurdo che lo Stato non abbia nel Cda di Autostrade neppure un suo componente e ancora più incomprensibile è l’inconsapevolezza, nella cessione della gestione, di essere controparte rispetto al privato, dovendo quindi esercitare controlli quotidiani stringenti e dare adeguati indirizzi. Alle presenti condizioni, per ragioni pratiche e non ideologiche, conviene incamerare direttamente gli incassi dei pedaggi che ‘cubano’ 6 miliardi l’anno, facendo meglio la manutenzione ordinaria e straordinaria e riprendendo la costruzione di nuove tratte, promesse e mai realizzate dal gestore. Il regalo all’epoca non è solo quello di aver apparecchiato a un solo imprenditore la tavola della rete autostradale, ma anche quello di aver preparato tutto per beneficiare un imprenditore tessile che non aveva alcuna competenza in materia, a meno che l’asfalto non dovesse essere ricoperto con tappeti e moquette”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia, intervenendo a Coffee Break dal Meeting dell’Amicizia di Rimini.

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Crollo del ponte Morandi e situazione autostradale in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

L’Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti chiede ai gestori delle autostrade che NON paghi alcun pedaggio l’utente che proviene dalla costa toscana diretto a Ventimiglia e l’utente che parte dalla costa ligure diretto alla costa toscana, a prescindere da quale casello entra e/o esce. Ciò quale per modesto risarcimento perché, il dover percorrere 105 chilometri in più (vedi deviazione aprendo https://goo.gl/maps/6Ff86hM77m92), comporta:
il perdere mediamente un’ora e mezza (un costo medio persona di circa 50,00 euro);
le spese consumo carburante, spese per consumi generali del veicolo per un costo medio autovettura di 50 euro e per un autotreno di 100,00 euro;
l’aumento del rischio di essere coinvolti in incidenti e/o nel maltempo (costi da tenere in conto anche se non ponderabili);
il dover pagare un pedaggio autostradale aggiunto Auto/moto 9,60 € e 4 Assi 19,50 € (prima il Percorso Genova Ovest – Genova Prà via Ponte Morandi era: Auto/moto 1,10 € e 4 Assi 2,30 € mentre oggi è rispettivamente di 10,70 e 21,80), quindi milioni di euro in più di incassi per i concessionari autostrade.
In sintesi, mediamente ogni utente che percorre la bretella obbligatoria per bypassare Genova, subisce una spesa di 150,00 euro che, se ricaricate su servizi e merci, arriva a danno del cittadino aumentata dell’IVA. Pronti a cambiare i dati se qualcuno ci dimostra un errore nei calcoli.
L’Associazione Nazionale Coordinamento CamperistiSi lamenta, altresì, che non arriva alcuna risposta dai concessionari autostrade nonostante i rilanci di alcuni organi di informazione ma, che Autostrade concede un pedaggio gratis su rete Genova, cioè meno di un’elemosina e i milioni di stranieri che percorreranno quella bretella, trovandosi penalizzati e costretti a pagare, riterrebbero gli italiani incapaci di saper governare un Paese.
Al Governo il diritto-dovere d’intervenire per verificare l’ottemperanza degli obblighi contrattuali dei concessionari delle nostre autostrade nonché attivare tempestive ispezioni su tutto il percorso autostradale al fine di verificare se gli interventi e le manutenzioni sono eseguite nel rispetto del contratto di concessione. Ispezioni a tappeto aumentando in modo significativo il numero dei tecnici della task force già in organico al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attingendo tecnici dai Provveditorati Interregionali per le opere pubbliche e/o assumendoli.

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Autostrade: pochi investimenti e prezzi in aumento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

La situazione delle Autostrade in Italia, secondo il dossier realizzato da CODICI, risulta penalizzata dalla mancanza di investimenti e di lavori per la manutenzione promessa dai Concessionari, che sono rappresentati per il 70% da Società private del Gruppo Benetton e Gavio, concessionarie da oltre trent’anni, mentre la restante parte è costituita da imprenditori minori o dalla gestione di enti pubblici. In alcuni Paesi d’Europa le Autostrade sono gratuite, in altri si paga un abbonamento annuale. L’Italia detiene il primato di nazione con le autostrade più care della UE. A questo dato, però, non corrisponde una maggiore qualità del servizio. Infatti, nonostante il giro d’affari sui guadagni provenienti dalle Autostrade sia molto alto, le spese per gli investimenti e la manutenzione stradale registrano una flessione negativa. Ricordiamo che il fatturato delle Autostrade nel 2017 è arrivato a quasi 7 miliardi, l’83% dei quali è rappresentato dai pedaggi. CODICI chiede,​ dunque​,​ un intervento forte al nuovo Governo​,​ un controllo delle concessioni sugli effettivi lavori fatti da questi Gruppi sulle autostrade e sul costo di tali opere.
Si tratta di aziende che guadagnano miliardi di euro anche se le concessioni sono scadute: ad esempio, la concessione al Gruppo Gavio della Torino-Piacenza è scaduta il 30 giugno 2017;​ da qu​ella data​ Gavio ha guadagnato 128 milioni da questa autostrada. I tempi per realizzare una nuova gara d’appalto sono lunghi, si arriva anche a due anni, e nel frattempo Gavio avrà ottenuto altri 389 milioni di incassi prima di fare la nuova gara.
L’Associazione ritiene che sia necessario fare un punto sulla sicurezza delle nostre strade in Italia e sulla gestione delle Concessioni, il controllo delle scadenze e i tempi per realizzare nuove gare d’appalto.“Ogni cittadino che usufruisce delle Autostrade è a tutti gli effetti un consumatore – afferma il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – va dunque tutelato come tale”.Al cittadino che vede aumentare la tariffa autostradale del 2,5% l’anno, in modo immediato deve essere garantito un piano di lavoro che rispetti alcuni criteri per dare senso a questo continuo aumento dei prezzi.

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Autostrade: ora basta aumenti: Intervengano Art e Anac

Posted by fidest press agency su martedì, 9 gennaio 2018

trasporto2Non ci siamo assuefatti alla stangata che ogni inizio anno ci danno le società autostradali. Questo 2018 sia l’ultimo di una lunga serie dove nella assoluta mancanza di trasparenza (i contratti di concessione sono segreti eppure le autostrade sono un bene pubblico) vengono estorti milioni di euro agli automobilisti.Aumenti assolutamente ingiustificati perché gli investimenti sono in calo (-33% nel periodo 2010-2015) come le manutenzioni(-9% nel periodo 2011-2016) mentre aumentano a dismisura gli utili (più 49% negli ultimi due anni passati da 953 milioni a 1422), gli introiti (più 16% nel periodo 2013-2016) e i ricavi da pedaggi (più 19% nel periodo 2009-2016 per 1 miliardo di euro)Rete Consumatori Italia promossa da Assoutenti, insieme a Casa del Consumatore e Codici, ha deciso di chiedere un intervento deciso al Presidente dell’Autorità dei Trasporti Camanzi, dell’ANAC Cantone e dell’Antitrust Pitruzzella per ripristinare trasparenza e politiche commerciali corrette nei confronti dei consumatori.Rete Consumatori Italia chiede altresì al Ministro Del Rio di convocare una riunione urgentissima per rivedere le concessioni e le modalità di verifica su investimenti, qualità della rete e aumenti tariffari, affinché il 2018 diventi L’ANNO ZERO DELLE CONCESSIONI RISCRIVENDO LE GARANZIE PER GLI AUTOMOBILISTI comprese penali per le società autostradali inadempienti. Infine, Rete Consumatori Italia invita tutti gli automobilisti a stampare la ricevuta (o trattenere quelle bancarie-telepass) per ogni tratta autostradale effettuata in previsione dell’azione legale contro le società autostradali che verrà promossa entro giugno 2018.

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Il trasporto intermodale in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 19 agosto 2017

conteinerMi interessai per la prima volta del trasporto intermodale in Italia ben 35 anni fa allorchè fu avviata una indagine conoscitiva su iniziativa di alcuni parlamentari della commissione trasporti della Camera. Da allora ad oggi il dibattito è aperto ma con scarsi risultati pratici. Come si sa il trasporto intermodale è costituito da una combinazione di mezzi diversi che in Italia, per la sua conformazione geografica, risultano particolarmente idonei in specie per il trasporto veloce di beni deperibili. Un esempio pratico si fece con gli agrumi siciliani trasportati da Catania a Palermo con camion porta container per poi essere imbarcati su nave con destinazione Genova e da lì su treno destinazione nord Europa. Il tempo complessivo richiesto non superava i 4 giorni riducendo lo scarto del prodotto del 10% contro il 30-35% delle altre soluzioni che prevedevano il viaggio su treno lungo tutta la Penisola. Lo stesso discorso vale per il trasporto dei passeggeri nei percorsi che implicano il viaggio Aereo –treno – nave o autobus. Ma il criterio vale anche per il trasporto urbano (auto –metro – bus) per non parlare di altre soluzioni come il car-sharing (auto condivisa, ovvero un servizio che permette di utilizzare un’automobile prelevandola ad un punto convenuto su prenotazione) o il car pooling (che consente a più persone di viaggiare insieme nella stessa auto per poi dividersi le spese di viaggio e di manutenzione). E’ ovvio che per la mobilità urbano possono entrare nel trasporto anche le biciclette e i ciclomotori elettrici.
Questo tema per il caro carburanti e per i costi afferenti la tenuta di un’auto (assicurazione, tasse di circolazione, manutenzioni ordinarie e straordinarie) è oggi di grande attualità anche perché le amministrazioni comunali, in specie dei grandi comuni italiani, hanno fatto sulle politiche della mobilità un loro cavallo di battaglia. Il problema sta ora nel rendere fattibile e interagibile l’intero sistema che tuttora resta “congelato” in determinate aree per svariate ragioni (mancato sviluppo della rete viaria, ferroviaria, marittima, fluviale e lacuale. Ecco perché nel contesto di una politica del trasporto nazionale occorre rimettere in moto la progettualità già da tempo avviata e inspiegabilmente interrotta e non tanto e non solo per motivi economici. (Riccardo Alfonso)

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1 gennaio una raffica di aumenti si abbatterà sugli automobilisti italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

autostradeNon tutti però verranno colpiti allo stesso modo dai rincari dei pedaggi. Lo afferma il Codacons, commentando gli aumenti tariffari per la rete autostradale disposti dal Ministero dei trasporti. “Gli automobilisti di Lombardia e Piemonte saranno i più colpiti dai rincari dei pedaggi, e pagheranno aumenti più salati rispetto agli altri utenti delle autostrade – denuncia il Codacons – Gli incrementi tariffari più elevati riguardano proprio i tratti autostradali delle due regioni, con le tariffe della Brebemi che saliranno del +7,88%, TEEM +1,90%, Brescia-Padova S.p.A. +1,62%; Milano Serravalle Milano Tangenziali S.p.A. +1,50%; SATAP S.p.A. Tronco A4 +4,60%; SATAP S.p.A Tronco A21. +0,85%; Torino – Savona S.p.A. +2,46%”. Rincari dei pedaggi che – stima il Codacons – determineranno nel 2017 una maggiore spesa compresa tra i 30 e i 35 euro su base annua a famiglia.

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Devono essere risarciti dall’ente autostradale i danni subiti dall’autovettura a causa della gomma abbandonata sull’asfalto

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 gennaio 2014

autostradeI pedaggi autostradali aumentano e nonostante ciò i gestori cercano di farla franca anche dalle proprie responsabilità. Ma per la giustizia, non si può sottrarre alla propria responsabilità la concessionaria che gestisce l’autostrada quando accade un sinistro cagionato da un ostacolo al centro della carreggiata e non segnalato dai pannelli luminosi in esercizio lungo il tracciato.
In tali casi, come sovente afferma la giurisprudenza e come viene confermato dalla sentenza 16/2013, pubblicata dal giudice di pace di Santhià (Vercelli) che Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ritiene opportuno diffondere, la società proprietaria o custode dell’infrastruttura ha l’obbligo di risarcire i danni patrimoniali subiti dall’autovettura che era entrata in collisione con un grosso pneumatico di camion che si trovava sulla strada.
Nel caso di specie, il magistrato onorario ha ritenuto fondata la richiesta di risarcimento di un automobilista cui sono stati liquidati circa 4.500 euro per i danni subiti dalla propria autovettura, nonché le spese di giudizio, a seguito dello scontro contro lo pneumatico di un autoarticolato abbandonato sull’asfalto e che era apparso all’improvviso innanzi al proprio veicolo mentre percorreva nella prima mattinata il tratto stradale in cui era competente il giudice di pace adito.Il vero e proprio ostacolo risultava quindi «non visibile né prevedibile» perché non segnalato con un avviso di pericolo, ed è quindi certamente configurabile la responsabilità stabilita dall’articolo 2051 del Codice civile a carico dell’ente custode della strada perché lo scontro risulta comunque cagionato da un’omissione di vigilanza di chi gestisce l’infrastruttura.
Peraltro, nel corso dell’istruttoria un assistente al traffico sentito come testimone ha confermato che al call center dell’ente era giunta una segnalazione che aveva avvisato circa la presenza dell’ostacolo in piena carreggiata, ma prima dell’orario in cui si è verificato il sinistro.Né può essere invocata da parte della convenuta società la circostanza che il mezzo di servizio e soccorso si trovasse a cinquanta chilometri dal luogo del sinistro: in attesa che la squadra giungesse sul posto sarebbe stato opportuno avvisare dell’ostacolo le auto in transito mediante i pannelli ad hoc che veicolano (ad esempio) i messaggi con i limiti di velocità, la presenza del tutor o gli eventuali incidenti sul tracciato. Va, inoltre, esclusa la sussistenza del caso fortuito che scriminerebbe il custode dell’infrastruttura.

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Autovie venete: esodo

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2011

L’esodo vero e proprio è finito, ma non il traffico intenso sulla rete autostradale di Autovie Venete. Complice il bel tempo ma anche, probabilmente, una diversa distribuzione delle vacanze, lo scorso fine settimana sono stati numerosi gli “ingressi”, soprattutto dal valico di Tarvisio, a conferma che chi può sceglie periodi meno affollati per le ferie. Una tendenza che caratterizzerà anche questo week end, per il quale Autovie Venete prevede flussi di traffico ancora abbastanza sostenuti a cominciare da venerdì 2 settembre, sia in A4 sia in A23, in entrambe le direzioni di marcia. I transiti si intensificheranno durante le ore serali, soprattutto sulla A4 in direzione Venezia e alla barriera di Trieste Lisert. Ancora più intenso, ma senza congestioni, il flusso previsto per sabato 3 settembre. Sulla A4 Venezia Trieste in direzione Venezia, traffico sostenuto durante tutta la giornata, con possibili code in uscita ai caselli di Latisana, San Donà di Piave e San Stino di Livenza. Possibili rallentamenti, in serata, in uscita alla barriera di Trieste Lisert e nei pressi dei nodi di interconnessione. Giornata decisamene più tranquilla quella di domenica 4 settembre, durante la quale prevarranno gli spostamenti di breve e medio raggio, una mobilità locale diretta principalmente verso le località balneari. La “Regata storica” in programma a Venezia, in ogni caso, sarà un evento catalizzatore che contribuirà a mantenere sostenuto il traffico sulla direttrice Ovest dell’autostrada A4. Per quanto riguarda i mezzi pesanti, i divieti di circolazione saranno in vigore dalle 16,00 alle 22,00 di venerdì e dalle sette del mattino alla mezzanotte di domenica. Sul versante dei lavori, un intervento particolarmente impegnativo è in programma per sabato 10 settembre sul raccordo Villesse-Gorizia. Dalle 3 del mattino a mezzogiorno, sarà chiuso il tratto compreso fra gli svincoli di Gradisca d’Isonzo e Villesse, in entrambe le direzioni. I percorsi alternativi, sulla viabilità ordinaria, saranno indicati in loco e sono pubblicati sul sito di Autovie Venete.

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Strade: controesodo

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 agosto 2011

Traffico. Maledetto traffico.

Image by Air Force One via Flickr

Ferie al giro di boa, comincia il controesodo. Passato Ferragosto, caratterizzato dalle ultime partenze, saranno i vacanzieri di ritorno i protagonisti del traffico di questo week end (da venerdì 19 a domenica 21 agosto), contrassegnato dal bollino rosso, con traffico sostenuto su tutta la rete di Autovie Venete, con la massima concentrazione di transiti prevista tra venerdì 19 e sabato 20. Tutta la A4, nel tratto Venezia * Trieste in direzione Venezia sarà interessata da flussi particolarmente intensi a cominciare dalla mattinata di venerdì. Durante la giornata il traffico crescerà progressivamente, con rallentamenti concentrati nei punti di interconnessione tra la A4 e la A23 , la A57 tangenziale di Mestre e, in uscita, ai caselli di Trieste-Lisert, Latisana, San Donà di Piave, San Stino e Portogruaro. Anche in A23, in direzione Palmanova il flusso presenterà un andamento in crescita. Giornata cruciale sabato 20 agosto, con transiti molto elevati e probabili code in uscita ai caselli di San Donà di Piave e San Stino di Livenza. Trattandosi di rientri, le criticià maggiori sono previste in entrata al Lisert, con rallentamenti e code che si svilupperanno sul raccordo che dal confine con la Slovenia si dirige verso Trieste e, sulla A4, in direzione Venezia. Possibili congestioni all’altezza del nodo di Palmanova e nei tratti compresi tra Villesse-San Giorgio di Nogaro e Latisana San Donà di Piave. Attese superiori alla media in entrata ai caselli di Latisana e Trieste Lisert. Circolazione rallentata anche domenica 21, giornata durante la quale proseguiranno i rientri ai quali si aggiungerà il traffico di breve e media percorrenza tipico degli spostamenti, in giornata, di andata e ritorno dalle località balneari. Fin dal mattino e per tutto il giorno, il traffico in A4 in direzione Venezia sarà caratterizzato da rallentamenti e code a tratti, in entrata ai caselli di Trieste-Lisert di Latisana e di San Donà di Piave. Ancora più critica la situazione prevista nel tratto Villesse – San Giorgio di Nogaro e Latisana – San Donà di Piave. Molta attenzione va prestata in prossimità delle aree di servizio, soprattutto all’altezza di quella di Gonars e Fratta in direzione Venezia, particolarmente frequentate. Il divieto di transito per i mezzi pesanti, in questo fine settimana sarà in vigore dalla 7 del mattino alle 23,00 di sabato 20 agosto, mentre domenica i mezzi pesanti non potranno circolare dalle 7 del mattino alle 24,00. Nelle fasce orarie notturne, invece, il transito sarà permesso quindi è indispensabile la massima prudenza in prossimità delle aree di servizio da dove i mezzi si immettono in autostrada. Attiva, anche durante i controesodi, la task force di Autovie Venete, che mette in servizio oltre 200 persone fra tecnici, ausiliari al traffico, esattori, movieri. Dislocati nei punti strategici, i presidi meccanici delle officine di soccorso, una modalità operativa ideale per ridurre i tempi di intervento.

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Traffico elevato per Ferragosto

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2011

Destinazione mare per i vacanzieri di Ferragosto. Le spiagge della costa Dalmata e le località del Belpaese nell’Alto Adriatico (Lignano, Bibione, Caorle e Jesolo) sono la meta privilegiata di chi è partito fra venerdì 12 e sabato 13 agosto per raggiungere il luogo della vacanza. Trafficatissima tutta la A4 in direzione Trieste, già da venerdì sera, con flussi in crescita costante durante tutta la notte e la mattinata di sabato 13, come da previsioni. Super affollate le aree di servizio: durante la mattinata di sabato, la Polstrada ha dovuto contingentare, in diversi momenti, l’accesso a quella di Duino per evitare che le auto si incolonnassero lungo il raccordo autostradale creando così una situazione di pericolo. Code a tratti e rallentamenti hanno caratterizzato tutta la giornata di sabato, con picchi di congestione in diversi punti della A4 e tempi di attesa alla barriera di Trieste Lisert ma anche ai caselli di Ronchis (Latisana), San Donà di Piave, Portoguraro e San Stino di Livenza, superiori alla media. Da questi caselli, infatti, transitano i veicoli diretti verso Lignano, Bibione, Caorle e Jesolo. La maggior concentrazione di transiti si è verificata fra le sei del mattino e le 13,00. Fra le 8 e le 9, alla confluenza del Passante i transiti hanno superato i 3 mila veicoli all’ora. Solo tre gli incidenti di rilievo, senza gravi conseguenze fra le persone, accaduti fra San Stino e Portogruaro in direzione Trieste, dove un mezzo pesante ha urtato una vettura ferma in piazzola; fra Portogruaro e Latisana sempre in direzione Trieste e ancora fra Latisana e Portogruaro, ma in direzione Venezia. In tutti e tre i casi si sono formate code oscillanti fra i 4 e i 6 chilometri, riassorbite abbastanza rapidamente. La festività di Ferragosto, che quest’anno cade di lunedì e il tempo finalmente estivo hanno favorito gli spostamenti di breve e medio raggio che sono andati ad aggiungersi ai transiti di lunga percorrenza, contribuendo a mantenere sempre molto elevato il flusso di traffico sulla rete autostradale gestita da Autovie Venete. Punti critici si confermano l’interconnessione fra A4 e Passante di Mestre, fra A57 (ex tangenziale) e A4, la barriera di Trieste -Lisert, dove però quest’anno, grazie alle due nuove piste in uscita realizzate dalla Concessionaria, ha smaltito oltre 300 veicoli in più all’ora, con una notevole riduzione delle code. Resta questa, in ogni caso, l’area più sotto pressione di tutta la rete: nella fascia oraria compresa fra la mezzanotte di sabato e le 14,00 di venerdi, i transiti in uscita sono stati 19 mila 298, con un incremento del 39,57% rispetto allo scorso anno (13 mila 827 uscite). Alle 15,00 di sabato, al Lisert i chilometri di coda erano due. Partenze più scaglionate anche per i turisti provenienti da Austria e Germania. Gli arrivi da oltre confine, in questa stagione, risultano molto più distribuiti rispetto al solito e ciò ha reso più fluida la circolazione sulla A23 da Udine Sud al nodo di Palmanova.

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Traffico ferragostano

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2011

The Passante di Mestre.

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Esodi meno massicci durante l’estate e partenze distribuite diversamente rispetto al passato. La conferma del cambiamento di abitudini degli italiani viene dal traffico che quest’estate, rispetto agli anni scorsi, ha fatto registrare i primi incrementi già dal mese di giugno, “alleggerendo” così i week end tradizionalmente caratterizzati dal bollino nero. Nel mese di agosto di quest’anno, infatti, tutti i fine settimana sono stati ad elevatissimo flusso di transiti, ma senza le file chilometriche che si erano verificate negli anni precedenti. Anche il week end di Ferragosto rientra in questo quadro: l’incremento dei flussi è iniziato fin da ieri (venerdì 12 agosto) ed è proseguito durante tutta la notte. Alle due, la barriera di Trieste Lisert, il punto più “transitato” della rete autostradale di Autovie Venete: venerdì 12 agosto, i transiti sono stati 27 mila 263 (erano 20 mila 677 nel 2010), con un incremento del 31, 85%, mentre sabato 13 agosto, nella fascia oraria compresa tra mezzanotte e le sei del mattino l’incremento segnalato, rispetto all’anno precedente, era del 42,60%. Da questa sorta di “porta” verso la Dalmazia, infatti, passano la maggior parte dei veicoli che percorrono il Passante di Mestre. Inevitabili i rallentamenti e le code a tratti, anche se ben più pesante si presentava la situazione in Slovenia dove, al confine con la Croazia, alle 8 del mattino le attese erano superiori alle due ore. Tutta la A4, da Venezia in direzione Trieste, si presentava molto trafficata con 6 chilometri di coda alle sei del mattino, causati da un incidente accaduto fra San Stino e Portogruaro in direzione Trieste. Superlavoro per il personale di Autovie Venete e per la Polstrada, impegnati a mantenere il più possibile fluido il flusso. Una collaborazione rodata e molto efficace, determinante per la sicurezza. Soprattutto nelle situazioni di congestione, infatti, anche un piccolo tamponamento – che normalmente provocherebbe sono rallentamenti – diventa un elemento di forte turbativa della circolazione. In questi casi, oltre al tempestivo intervento della Polstrada, diventa fondamentale l’arrivo rapidissimo dei soccorsi meccanici per lo spostamento dei mezzi incidentati. Una volta che gli incolonnamenti si sono formati, però, il loro riassorbimento è molto difficile, perché il flusso di veicoli in arrivo sullo stesso tratto autostradale naturalmente non si ferma. Alle 10 e 30 di sabato mattina, sempre sulla A4, in direzione Trieste, la coda era di 6 chilometri.

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(Fidest) Autovie venete: esodo estivo

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2011

Bollino nero per tutto il week end Si preannuncia all’insegna del grande traffico anche questo fine settimana su tutta la rete autostradale Autostrada A4 e  A23 sotto pressione da venerdì 5 a domenica 7 agosto, con tempi di percorrenza molto superiori alla media,  lunghe attese ai caselli, forti rallentamenti in prossimità delle interconnessioni tra A4, A23,  A57 e A28.  Prudenza, massima attenzione e rispetto delle norme del Codice della strada le parole d’ordine per un viaggio senza problemi. Per chi è diretto in Slovenia, Autovie Venete ricorda che l’acquisto delle vignette può essere effettuato nelle aree di servizio di Bazzera Sud, Calstorta Sud, Fratta Sud, Gonars Sud, Duino Sud e Nord, Zugliano Est L’incremento del traffico, iniziato già da oggi (giovedì 4 agosto), proseguirà durante tutto il fine settimana, con elevati picchi di transiti venerdì 5, a cominciare dalla prime ore del mattino.  Tutta la A4, in entrambe le direzioni di marcia, sarà interessata da code e rallentamenti. I nuovi arrivi di turisti aumenteranno i transiti in direzione Trieste, con le maggior criticità previste  nei tratti compresi fra il Passante di Mestre e San Donà di Piave, Latisana e nodo di Palmanova, nodo di Palmanova e Trieste Lisert. I primi rientri di chi le vacanze le ha già fatte, invece, renderanno più intenso il flusso in direzione Venezia, soprattutto nei tratti Villesse – San Giorgio di Nogaro, Latisana- San Donà di Piave, oltre che * come sempre * in tutti i principali caselli della rete:  Latisana , San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Portogruaro e alla barriera a Trieste Lisert. Traffico super intenso e concentrato soprattutto nel tardo pomeriggio, anche sulla  A23 Palmanova Udine sud,  in entrambe le direzioni di marcia. Possibili code al casello di Udine Sud e continui “stop and go” lungo tutto l’asse autostradale, ben oltre la confluenza tra A4 e A23. Traffico sempre molto sostenuto, e ancora in aumento,  è previsto per tutta la notte fra venerdì 5 e sabato 6 agosto, la giornata a maggior criticità. Per questo il Ministero dei trasporti ha esteso il divieto di circolazione ai mezzi pesanti che non potranno quindi viaggiare dalle ore 16,00 di venerdì 5 agosto fino alle 23,00 di sabato 6. Circolazione consentita fra le 23 di sabato 6 e le sette del mattino di domenica, vietata, invece dalle sette del mattino di domenica fino alle 24,00. Le condizioni del traffico, sabato 6 agosto, saranno analoghe a quelle del giorno precedente, ma con un’intensità di transiti superiore e quindi con rallentamenti e code sia in A4, lunghi tempi di attesa al Lisert e ai principali caselli. Ancora più forte, rispetto al venerdì, il traffico sulla A23 Palmanova Udine Sud: sostenuto in direzione Palmanova, critico in direzione Tarvisio. Possibili code al casello di Udine Sud e al nodo con la A4. Circolazione difficile anche domenica 7 agosto, salvo una miglior fluidità in caso di condizioni metereologiche non positive. In questo caso, infatti, scendono i transiti dei pendolari diretti alle località balneari.

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Autovie venete: traffico con bollino rosso

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Motorway A4, Italy

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Traffico: bollino rosso per tutto il fine settimana Ancora lavori al casello di Portogruaro e cantieri mobili per il completamento degli sfalci Lavori a ritmo serrato sulla rete di Autovie Venete. L’intervento più impegnativo riguarda il casello di Portogruaro dove, nella notte tra sabato 16 e domenica 17 luglio, saranno chiuse tutte le piste in entrata. Percorrendo la A28 in direzione Portogruaro, chi è diretto a Venezia dovrà uscire allo svincolo di Portogruaro e rientrare a San Stino di Livenza. Anche chi viaggia in direzione Trieste e Udine dovrà uscire a Portogruaro, per poi rientrare in A4 a Latisana. Oltre alla segnalazione della chiusura, in ogni caso, sul posto sono indicati i percorsi alternativi. Sempre in A28 in direzione Conegliano, tra Porcia e Fontanafredda, proseguono i lavori sul ponte sul rio Buion. Gli interventi saranno eseguiti di giorno, durante tutta la settimana, con la chiusura della corsia di marcia. Sulla A4, cantieri notturni (dalle 21 alle 6 del mattino), mobili, per lo sfalcio delle siepi centrali, da lunedì 18 a domenica 24 luglio, con chiusura della corsia di sorpasso durante l’intervento. Ancora cantieri mobili, in A4, A23, e A28, lungo brevi tratti dell’autostrada in entrambe le direzioni per il ripasso della segnaletica orizzontale delle corsie di emergenza con riduzione della carreggiata. Per quanto riguarda il traffico durante il week end (15-17 luglio), bollino rosso “fisso”. Autovie Venete, infatti, prevede traffico intenso su tutta la rete in entrambe le direzioni, con maggiori concentrazioni di flusso sulla A4 in direzione Trieste e, sulla A23, nel tratto Udine sud Palmanova. Probabili rallentamenti ai caselli di Latisana, San Donà di Piave, San Stino di Livenza e Portogruaro, nonchè alla barriera di Trieste Lisert in entrambe le direzioni. Già da domani venerdì 15 luglio è previsto un incremento del traffico su tutta la A4 in entrambe le direzioni con picchi di transiti nelle ore serali in direzione Trieste. Possibili code in uscita alla barriera di Trieste-Lisert. Analoga la situazione sulla A23 Palmanova-Udine. Al traffico prettamente “vacanziero”, questo fine settimana si aggiungerà quello legato a due eventi * la Festa del Redentore a Venezia, in calendario per domenica e la manifestazione “Lignano Dance Festival” a Lignano, in programma per sabato 16 luglio, con un’intensificazione dei flussi in direzione Venezia e possibili rallentamenti al casello di Latisana. Traffico intenso durante tutta la giornata di sabato 16, in entrambe le direzioni, anche in A23, nel tratto Udine-sud * Palmanova. Domenica 17, infine, traffico sostenuto soprattutto in direzione Trieste con intensificazione dei flussi in serata. Possibili rallentamenti, sulla A23 al casello di Udine Sud, in uscita, per il concerto di “Bon Jovi” allo Stadio Friuli.

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Autovie venete: traffico autostradale

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2011

Trentadue per cento di traffico in più, alla barriera di Trieste Lisert, rispetto al 2010, ma niente code (5 chilometri lo scorso anno nella stessa giornata). “Un risultato superiore alle attese – è il commento dell’assessore regionale ai trasporti e vice Commissario Riccardo Riccardi – che ci fa ben sperare per il prossimi fine settimana anche se non ci illudiamo di aver risolto del tutto il problema”. Soddisfazione palese quella di Riccardi, che snocciola i dati relativi alle prime ore. “Dalla mezzanotte di venerdì 8 luglio alle 14 di sabato 9, dalla barriera del Lisert sono usciti 14 mila 020 veicoli (erano 10 mila 578 nel 2010), ovvero il 32,54% in più, senza nessun problema.” L’incremento delle piste in uscita (da 7 a nove) tutte automatiche (pagamento con carte di credito o denaro cash), ha avuto un riflesso positivo da non sottovalutare anche su quelle dotate di telepass, che hanno registrato un notevole incremento dei transiti, nella stessa fascia oraria. “Questo perché – spiega Riccardi – non essendoci code, chi aveva il telepass ha potuto arrivare senza intoppi al casello e transitare velocemente, liberando così con più rapidità il piazzale che non si è riempito”. Un successo, insomma, che premia l’impegno di tutta la struttura della Concessionaria, il cui team ha lavorato in tempi stretti e in un ambito territoriale estremamente complesso dal punto di vista ambientale. Il traffico, durante la notte fra venerdì e sabato e per tutta la mattinata, è stato molto sostenuto, come da previsioni, e i transiti sono cresciuti complessivamente su tutta la rete rispetto al 2009: + 3,81% al casello di Latisana e + 7,4% a San Donà di Piave, uscita utilizzata soprattutto da chi si dirige verso Eraclea e Iesolo. Rallentamenti si sono verificati, durante la notte sulla A57 ex tangenziale di Mestre fra il Terraglio e il Bivio A57-A27 in direzione Trieste; al casello di Latisana sia in entrata sia in uscita, con un inizio di coda tra le 9 e le dieci del mattino. Più che sostenuto, durante tutta la mattinata, il traffico si è congestionato per brevi periodi soltanto a causa di una serie di piccoli incidenti, senza gravi conseguenze per le persone. In situazioni di flussi elevati, infatti, basta un micro tamponamento per rallentare la circolazione: quattro chilometri di coda sulla A4 in direzione Venezia alle 10 del mattino fra il nodo di Palmanova e San Giorgio di Nogaro; rallentamenti e code fra Latisana e Portogruaro in direzione Venezia verso le 11 e poco dopo, sempre in A4 fra San Stino e Portogruaro in direzione Trieste. Rallentamenti per traffico molto intenso sulla A23 tra Udine Sud e il nodo di Palmanova durante tutta la mattinata, con code a tratti

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