Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Posts Tagged ‘autostrade’

La situazione delle autostrade in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Lo dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli e precisa: “risulta penalizzata dalla mancanza di investimenti e di lavori per la manutenzione promessi dai concessionari. Nonostante il giro d’affari sui guadagni provenienti dalle autostrade sia molto alto, le spese per gli investimenti e la manutenzione stradale registrano una flessione. C’è voluta una tragedia, quella del crollo del Ponte Morandi, per pubblicare integralmente le convezioni autostradali, per anni una richiesta vana. Non è possibile attendere un altro incidente, un altro dramma come quello che ha colpito Genova e scosso profondamente l’Italia, per cambiare, una volta per tutte, la gestione di questo settore, tanto delicato quanto cruciale per il Paese. L’Associazione Codici rinnova quindi la richiesta di un controllo attento della situazione, per garantire la sicurezza dei cittadini. In questa ottica auspichiamo un incremento del personale preposto e degli strumenti in dotazione delle autorità, così da creare le condizioni necessarie per un’efficace attività di vigilanza che faccia emergere un quadro chiaro dei lavori svolti e del costo delle opere, effettuate e programmate. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, è importante che i controlli si soffermino anche sui tipi di investimenti, così da evitare quelli poco utili o difficili da realizzare, messi in cantiere solo per ottenere una proroga della concessione. Riteniamo inoltre necessaria una verifica delle concessioni. Un’operazione indispensabile per fare luce su tanti aspetti che al momento risultano poco chiari a causa dell’incertezza sull’affidamento. Le procedure per le nuove concessioni sono lunghe, spesso scattano dopo la scadenza e questo è a vantaggio delle concessionarie e a danno dei consumatori, costretti a fare i conti con servizi scadenti, oltre che pericolosi. Al riguardo riteniamo doveroso accelerare l’iter, affinché le nuove concessioni vengano attivate prima della scadenza di quelle vecchie. Il tempo degli avvisi e dei moniti è scaduto. La mancata apertura al mercato ha già creato tanti danni, tra tariffe pazze e investimenti fantasma. È il momento di sanzionare chi non rispetta le regole, con interventi tempestivi e rigorosi. Non ci riferiamo soltanto alle società, ma anche a quei funzionari pubblici che non hanno vigilato in maniera corretta sul comportamento del concessionario. Queste, a nostro avviso, sono le vie da seguire per voltare finalmente pagina. Un cambio di rotta radicale, tenendo sempre bene a mente la figura del cittadino. Lo diciamo da tempo e lo ribadiamo oggi – conclude il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – ogni cittadino che usufruisce delle autostrade è a tutti gli effetti un consumatore e dunque come tale deve essere tutelato”.

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Autostrade: sindacati confermano sciopero 25-26 agosto

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 agosto 2019

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Viabilità e Logistica hanno confermato la proclamazione dello sciopero per Domenica 25 e lunedì 26 agosto.”Inaccettabile e vergognoso uno sciopero del personale delle autostrade proprio durante il controesodo. Intervenga il ministro dei Trasporti Toninelli, precettando i casellanti e, come previsto dalla legge n. 146 del ’90, dopo aver esperito un tentativo di conciliazione, adotti un’ordinanza, disponendo il differimento dell’astensione collettiva ad altra data” chiede a gran voce Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ evidente che, in questo settore chiave, va rivista la regolamentazione, oramai anacronistica. Un tempo in occasione dello sciopero dei casellanti, l’utente non pagava. Si danneggiava l’azienda e si faceva felice il consumatore. Ora, con i nuovi mezzi tecnologici, si formano solo code estenuanti ai caselli. Nessun danno economico per le società concessionarie, che dovrebbero essere, invece, il vero obiettivo dello sciopero, e disagi immani per gli automobilisti, vittime innocenti dei mancati rinnovi contrattuali. Va, quindi, impedito qualunque sciopero durante tutti i giorni da bollino nero e questo va scritto nero su bianco” conclude Dona.

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Autostrade: stop aumento pedaggi fino al 15 settembre 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 29 giugno 2019

“Ottima notizia il blocco dei pedaggi autostradali fino alla fine dell’esodo estivo. Ci piacerebbe anche capire se riguarda tutti i concessionari o solo alcuni e quali, se è una libera iniziativa autonoma di alcuni concessionari, come annunciato stamane da Autostrade per l’Italia o merito della politica, come dichiarato dall’on Di Maio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”In ogni caso resta comunque una good news che si aggiunge alla riforma dei pedaggi dell’Autorità dei trasporti, che finalmente impedirà rincari spropositati ed ingiustificati a danno dei consumatori” prosegue Dona.”Il nuovo sistema tariffario eviterà che le concessionarie, approfittando di contratti generici, possano inserire voci improprie per giustificare gli aumenti dei pedaggi, a fronte di investimenti inesistenti e servizi per gli utenti invariati” aggiunge Dona.”Ora l’Authority, a fronte di verifiche annuali, potrà anche revocare gli aumenti dei pedaggi in caso di mancato rispetto dei cronoprogrammi. Meglio di così!” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su autostrade

Posted by fidest press agency su martedì, 25 giugno 2019

Il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli ha annunciato di aver dato il via libera a un’ulteriore proroga, fino a fine anno, dell’accordo tra il Mit e Aiscat che prevede lo sconto del 30% ai caselli autostradali in favore dei motociclisti dotati di Telepass.”Gli sconti vanno estesi anche agli automobilisti pendolari. Fin da marzo abbiamo scritto al ministro Toninelli, chiedendogli di rinnovare il protocollo d’intesa tra il Ministero dei Trasporti, Aiscat e le società concessionarie di autostrade, che prevedeva agevolazioni agli utenti pendolari muniti di Telepass, e che orami è scaduto il 31 dicembre 2017″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ad oggi non abbiamo avuto una risposta. Un peccato perché gli sconti, che arrivavano fino al 20%, compensavano i costi che i lavoratori devono sostenere per raggiungere in auto il posto di lavoro” conclude Dona.

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Autostrade: ok Autorità nuovo sistema tariffario

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Via libera dell’Autorità di regolazione dei trasporti al nuovo sistema tariffario per i pedaggi autostradali.”Bene, passo avanti verso la trasparenza. Ora le concessionarie non potranno più inserire voci improprie per giustificare gli aumenti dei pedaggi autostradali e questo avrà effetti positivi per limitare i futuri rincari, in passato troppo spesso autorizzati a casaccio, a fronte di un servizio per niente migliorato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ora anche il ministero dei Trasporti deve fare la sua parte, chiarendo cosa succederà a fine mese ai pedaggi, congelati a gennaio per 6 mesi. Non vorremmo che proprio per l’esodo estivo gli italiani si ritrovassero rialzi, magari raddoppiati per compensare il blocco precedente. Sarebbe una beffa” conclude Dona.

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Autostrade: Che fine ha fatto la revoca delle concessioni?

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 febbraio 2019

“Apprendiamo che nell’ambito delle indagini sul crollo di ponte Morandi ci sono una decina di nuovi indagati, accusati di falso in relazione alle valutazioni sul profilo di sicurezza di alcuni viadotti italiani che avevano presentato criticità, tra cui ‘Paolillo’ in Puglia, il ‘Pecetti’ e il ‘Sei Luci’ a Genova. Al netto della tragedia del Ponte Morandi, anche alla luce delle nuove notizie, si confermano le evidenti responsabilità del concessionario sulla manutenzione delle infrastrutture. Che fine ha fatto la revoca? Proprio all’indomani del dramma di Genova, infatti, il Governo aveva annunciato in pompa magna la revoca della concessione, ma poi qualcosa è cambiato fino alla scomparsa dai tavoli di lavoro e dai radar mediatici di tale proposta. Lega Nord e 5 Stelle battano un colpo, la sicurezza della rete autostradale italiana è una priorità, a meno che sulla gestione del nostro patrimonio viario Salvini e Di Maio non abbiano ammainato la bandiera del sovranismo per piegarsi alle pressioni delle lobby”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Autostrade: Fondamentale il potere di controllo dello Stato

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 settembre 2018

«Il dibattito che si è sviluppato intorno al destino delle autostrade italiane rischia di essere fuorviante e di spostare l’obiettivo dal vero nodo della questione: il ruolo di controllore che lo Stato ha il diritto-dovere di esercitare, sia quando un’attività che ha impatto sull’intera comunità è in capo a un privato sia nel caso in cui essa venga svolta da un soggetto a partecipazione pubblica».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Ritenere che la nazionalizzazione della rete autostradale possa di per sé garantire l’incolumità di chi la utilizza è evidentemente una sciocchezza. Uno degli ultimi viadotti crollati, quello della tangenziale di Fossano, era affidato per la manutenzione ad Anas, azienda di cui era azionario per intero il ministero dell’Economia e che fu protagonista di un rimpallo di responsabilità con la Provincia di Cuneo. Le società a partecipazione comunale, altro esempio, sono spesso tutt’altro che efficienti e sicure: basta guardare alla qualità del servizio offerto dall’azienda dei trasporti di Roma, l’Atac, che vanta pure il triste primato di mezzi distrutti per autocombustione.Ovviamente ci sono diverse società pubbliche virtuose, come tante aziende per la raccolta dei rifiuti di realtà urbane medio-piccole, ma non sono rari i casi di aziende trasformate in ufficio di collocamento clientelare al servizio non dei cittadini ma di personaggi senza scrupoli. Anche in questi casi è il ruolo dello Stato e della pubblica amministrazione, in tutte le sue diramazioni territoriali, ad avere peccato di superficialità o, peggio, di connivenza nell’attività di controllo. Non tutto ciò che viene gestito dai privati è soggetto a speculazione e aggiramento delle regole, così come non tutto quello che è in mano al pubblico brilla per virtù e rispetto delle norme». (Giorgio Giuliani)

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Concessionarie autostradali: come cambiare

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 agosto 2018

di Giorgio Ragazzi. La tragedia del ponte Morandi ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica sul ruolo delle concessionarie. Il Governo ha dichiarato l’intenzione di revocare la concessione all’ ASPI (Autostrade “per l‘Italia”).
L’istituto delle concessione si giustifica in teoria per l’idea che opere pubbliche possano essere finanziate con capitali privati, e poi devolute allo Stato a fine concessione, senza oneri per il bilancio pubblico. Ma questo non è storicamente mai avvenuto in Italia: il grosso della rete fu costruita, negli anni ’60 e ’70, tutta a debito, quasi sempre con garanzia dello Stato, mentre gli azionisti, IRI compresa, versavano solo pochi spiccioli in conto capitale. Rimborsati i debiti con il gettito dei pedaggi, invece di devolvere le infrastrutture allo Stato come previsto dai contratti, le concessioni sono state via via e spesso più volte prorogate “gratuitamente”: veri e propri regali grazie ai quali i concessionari hanno iniziato ad arricchirsi senza alcuna giustificazione.
La via delle proroghe gratuite fu iniziata per facilitare la privatizzazione della Autostrade e consentire quindi un rilevante incasso all’IRI, ma ne beneficiarono anche tutti gli altri concessionari, in primis il gruppo Gavio (per la storia delle proroghe e delle rivalutazioni monetarie rimando al mio libro “I Signori delle Autostrade”, il Mulino).
Gli unici che hanno pagato allo Stato (o meglio all’IRI) somme rilevanti per la concessione sono stati gli azionisti della Schemaventotto (controllata al 60% dai Benetton) che, a fine 1999, versarono 2,5 miliardi per il 30% della Autostrade. Nei cinque anni successivi i pedaggi aumentarono del 21%, con un incasso complessivo di oltre 11 miliardi, mentre gli investimenti venivano contenuti al minimo, appena il 16% di quanto previsto nella convenzione e nell’atto aggiuntivo. Si creava quindi un ampio polmone finanziario che consentiva alla Schemaventotto di lanciare un’OPA totalitaria sulla Autostrade che si concludeva, nel febbraio 2003, portando la quota di Schemaventotto all’84% circa. Questo acquisto, con un esborso di circa 6 miliardi (quanto incassato dall’IRI per la vendita di tutta la società), venne finanziato interamente a debito tramite una newco poi subito fusa nella Autostrade: così Schemaventotto passò dal 30 all’84% della Autostrade senza sborsare un euro, accollando alla società un debito che questa avrebbe ripagato coi pedaggi.
Successivamente Schemaventotto fece cassa cedendo le quote in esubero rispetto a quanto opportuno per mantenere il controllo e così, dopo appena tre anni, recuperò quasi interamente quanto pagato all’IRI, restando però al controllo di una società con ancora 30 anni di concessione e profitti attorno al miliardo l’anno.
Un affare davvero strepitoso per i Benetton e loro coazionisti, senza il minimo rischio! E pare che oggi, in caso di revoca della concessione, possano chiedere una penale indennizzo di 20 miliardi!
Tornando alle concessionarie, mentre non hanno storicamente svolto un ruolo socialmente utile, oggi sono divenute una palla al piede per l’economia, perchè investono in Italia solo una piccola parte del cospicuo flusso di cassa che deriva dai pedaggi: gran parte del resto viene investito all’estero o per diversificare in altri settori, mentre i pedaggi gravano sulla mobilità e riducono la competitività dell’economia. Nel 2017 ASPI ha avuto un margine operativo lordo di 2.450 milioni ma ne ha investiti nella rete solo 517. La holding Atlantia acquista invece quote del Tunnel sotto la Manica, il controllo della spagnola Abertis ed altri investimenti all’estero.
In sostanza lo Stato, a partire dall’infausta privatizzazione della società Autostrade, ha regalato quasi tutta la rete autostradale a soggetti che di soldi, all’origine, ne hanno investiti pochissimi, ma non si può reclamare oggi quanto donato, i contratti devono essere rispettati e i regali non possono essere revocati.
Per revocare la concessione all’ASPI il Governo dovrà dimostrare che vi sia stata grave inadempienza da parte della concessionaria; quand’anche riesca ad esibire prove in tal senso è scontato che la società farà opposizione sul piano legale, non solo in Italia, aprendo controversie forse assai lunghe e dagli esiti imprevedibili, anche per gli eventuali oneri a carico dello Stato. Esistono anche altri modi per eliminare gradualmente questo bubbone cresciuto nella nostra economia. Innanzi tutto occorrerebbe evitare qualunque nuova proroga e abrogare almeno qualcuna delle tante proroghe concesse dal ministro Delrio, quando sia possibile farlo senza violare contratti, come sembrerebbe possibile ad esempio per l’Autobrennero.
I profitti delle concessionarie potrebbero poi essere contenuti con una valutazione più rigorosa degli investimenti e riducendo l’oltremodo generoso tasso al quale vengono oggi remunerati.
Si dovrebbe infine stabilire il principio che quando una concessione scade l’opera venga devoluta allo Stato, come previsto dal contratto, senza essere né prorogata né rimessa in gara. Quando un’autostrada è stata ammortizzata il pedaggio diventa per lo più un’imposta e, se non si riduce il pedaggio, è meglio allora che la riscuota lo Stato piuttosto che un concessionario.
Lo Stato può ben gestire “in house” le nostre autostrade senza che per questo si debba parlare di “nazionalizzazione”. Lo Stato può facilmente appaltare in gara le due funzioni svolte dalle concessionarie, manutenzione ed esazione dei pedaggi, senza assumere alcun dipendente pubblico e con vantaggio per trasparenza e concorrenza. Il gettito dei pedaggi in genere copre ampiamente il costo di nuovi investimenti, che potrebbero essere appaltati con gare aperte invece che riservate a imprese controllate delle concessionarie.
Ci sono due casi in cui un tale cambiamento di politica potrebbe essere applicato da subito: quelli della Torino-Piacenza e dell’ATIVA, entrambe controllate dal gruppo Gavio, con concessioni già scadute ed opere già ammortizzate e che non necessitano di nuovi investimenti. Aspettiamo di vedere. (fonte: newsletter di Società Libera)

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Autostrade. Rampelli (FdI): “Lo Stato resti nella gestione di Autostrade”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

“La furia ideologica pro privatizzazioni c’è stata, ha fatto danni all’Italia e deve essere consegnata al passato. Lo Stato ha fatto bene a liberarsi dell’Olio Bertolli, dei Supermercati GS, a non produrre più panettoni o latticini, ma quando si interviene su strutture strategiche, come ponti, viadotti, gallerie, reti autostradali o di telecomunicazioni, trasporto aereo, porti e aeroporti, bisogna andarci con i piedi di piombo. Occorre valutare laicamente costi e benefici e, se prevalesse la valutazione positiva sulla cessione ai privati, da quel preciso istante lo Stato deve diventare controparte e controllare ossessivamente il rispetto dei contratti di servizio, la qualità e la quantità delle opere realizzate, le manutenzioni per evitare che il privato si sottragga ai propri compiti per aumentare i profitti. La cosa diventa ancora più inaccettabile se le infrastrutture concesse sono state realizzate con i soldi dei cittadini e su quelle il privato incassa il pedaggio.
Il regime concessorio può quindi essere una trappola mortale per i cittadini.
Bisogna aprire un’indagine ampia per capire quale sia la convenienza per i cittadini su quei servizi concessi dallo Stato al privato. E comunque per giungere all’eventuale rinegoziazione della gestione autostradale non può che rendersi necessaria la revoca e la nazionalizzazione, anche temporanea. Non è detto infatti che la nazionalizzazione debba essere il destino delle autostrade, ma comunque lo Stato deve restare all’interno della società che gestirà Autostrade. Invece non si è nemmeno tenuto la golden share, la “quota d’oro” con la relativa possibilità di interdizione sulle scelte del socio e sugli indirizzi strategici. La privatizzazione fu fatta dalla sinistra con superficialità”. E’ quanto dichiara il Vicepresidente della Camera e deputato di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli nel corso della trasmissione ‘Coffee Break’ interpellato sulle scelte del governo in merito ad Autostrade.

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Autostrade: pubblicata convenzione

Posted by fidest press agency su martedì, 28 agosto 2018

La società Autostrade per l’Italia ha pubblicato on line il testo della convezione in essere con il ministero delle Infrastrutture e trasporti, con tutti gli allegati. L’operazione trasparenza! Tutte le convenzioni andrebbero pubblicate. Quanto al merito, con la pubblicazione della Convenzione e dell’allegato E si conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che la formula adottata per l’adeguamento delle tariffe va rivista al più presto, essendo decisamente troppo generosa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non solo viene consentita la remunerazione degli investimenti, cosa ovviamente giusta, ma nella formula tariffaria si conteggia anche il tasso di inflazione programmato” prosegue Dona. “Insomma, per lo Stato i gestori delle autostrade hanno diritto per legge alla rivalutazione della tariffa in base all’inflazione, ma non i dipendenti ed i pensionati, che devono attendere sentenze della Consulta per veder riconosciuto, peraltro molto parzialmente, quanto hanno perso in termini di adeguamento al costo della vita in questi anni di crisi” conclude Dona.

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Toninelli: autostrade Italia risultano le più care d’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 28 agosto 2018

Per il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli, in audizione in Parlamento sul sistema tariffario e la redditività per i concessionari, le nostre autostrade risultano essere le più care d’Europa.”Il ministro conferma quanto andiamo sostenendo da anni. Le tariffe autostradali, che con la privatizzazione ci dicevano che sarebbero scese e avrebbero fatto risparmiare gli automobilisti, sono aumentate sempre più dell’inflazione. Un fallimento totale, sia perché il mercato non può funzionare quando si tratta di monopoli ed il consumatore non ha possibilità di scelta, sia perché non è possibile garantire un utile per legge, inserendo nella formula tariffaria il recupero del tasso di inflazione programmato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Chiediamo al ministro di ricontrollare tutti gli aumenti dei pedaggi registrati dal 1999, anno della presunta liberalizzazione, ad oggi, per verificare se erano realmente dovuti oppure no, in relazione agli effettivi investimenti realizzati” conclude Dona.

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Autostrade: tutelare gli interessi degli italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 25 agosto 2018

“Lo Stato deve tutelare i suoi interessi che sono, o dovrebbero essere, quelli dei cittadini. Quando si entra in sistemi complessi e strategici, come la rete autostradale, bisogna almeno garantirsi la cosiddetta quota d’oro, (golden share). In questo caso, pare assurdo che lo Stato non abbia nel Cda di Autostrade neppure un suo componente e ancora più incomprensibile è l’inconsapevolezza, nella cessione della gestione, di essere controparte rispetto al privato, dovendo quindi esercitare controlli quotidiani stringenti e dare adeguati indirizzi. Alle presenti condizioni, per ragioni pratiche e non ideologiche, conviene incamerare direttamente gli incassi dei pedaggi che ‘cubano’ 6 miliardi l’anno, facendo meglio la manutenzione ordinaria e straordinaria e riprendendo la costruzione di nuove tratte, promesse e mai realizzate dal gestore. Il regalo all’epoca non è solo quello di aver apparecchiato a un solo imprenditore la tavola della rete autostradale, ma anche quello di aver preparato tutto per beneficiare un imprenditore tessile che non aveva alcuna competenza in materia, a meno che l’asfalto non dovesse essere ricoperto con tappeti e moquette”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia, intervenendo a Coffee Break dal Meeting dell’Amicizia di Rimini.

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Crollo del ponte Morandi e situazione autostradale in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

L’Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti chiede ai gestori delle autostrade che NON paghi alcun pedaggio l’utente che proviene dalla costa toscana diretto a Ventimiglia e l’utente che parte dalla costa ligure diretto alla costa toscana, a prescindere da quale casello entra e/o esce. Ciò quale per modesto risarcimento perché, il dover percorrere 105 chilometri in più (vedi deviazione aprendo https://goo.gl/maps/6Ff86hM77m92), comporta:
il perdere mediamente un’ora e mezza (un costo medio persona di circa 50,00 euro);
le spese consumo carburante, spese per consumi generali del veicolo per un costo medio autovettura di 50 euro e per un autotreno di 100,00 euro;
l’aumento del rischio di essere coinvolti in incidenti e/o nel maltempo (costi da tenere in conto anche se non ponderabili);
il dover pagare un pedaggio autostradale aggiunto Auto/moto 9,60 € e 4 Assi 19,50 € (prima il Percorso Genova Ovest – Genova Prà via Ponte Morandi era: Auto/moto 1,10 € e 4 Assi 2,30 € mentre oggi è rispettivamente di 10,70 e 21,80), quindi milioni di euro in più di incassi per i concessionari autostrade.
In sintesi, mediamente ogni utente che percorre la bretella obbligatoria per bypassare Genova, subisce una spesa di 150,00 euro che, se ricaricate su servizi e merci, arriva a danno del cittadino aumentata dell’IVA. Pronti a cambiare i dati se qualcuno ci dimostra un errore nei calcoli.
L’Associazione Nazionale Coordinamento CamperistiSi lamenta, altresì, che non arriva alcuna risposta dai concessionari autostrade nonostante i rilanci di alcuni organi di informazione ma, che Autostrade concede un pedaggio gratis su rete Genova, cioè meno di un’elemosina e i milioni di stranieri che percorreranno quella bretella, trovandosi penalizzati e costretti a pagare, riterrebbero gli italiani incapaci di saper governare un Paese.
Al Governo il diritto-dovere d’intervenire per verificare l’ottemperanza degli obblighi contrattuali dei concessionari delle nostre autostrade nonché attivare tempestive ispezioni su tutto il percorso autostradale al fine di verificare se gli interventi e le manutenzioni sono eseguite nel rispetto del contratto di concessione. Ispezioni a tappeto aumentando in modo significativo il numero dei tecnici della task force già in organico al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attingendo tecnici dai Provveditorati Interregionali per le opere pubbliche e/o assumendoli.

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Autostrade: pochi investimenti e prezzi in aumento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

La situazione delle Autostrade in Italia, secondo il dossier realizzato da CODICI, risulta penalizzata dalla mancanza di investimenti e di lavori per la manutenzione promessa dai Concessionari, che sono rappresentati per il 70% da Società private del Gruppo Benetton e Gavio, concessionarie da oltre trent’anni, mentre la restante parte è costituita da imprenditori minori o dalla gestione di enti pubblici. In alcuni Paesi d’Europa le Autostrade sono gratuite, in altri si paga un abbonamento annuale. L’Italia detiene il primato di nazione con le autostrade più care della UE. A questo dato, però, non corrisponde una maggiore qualità del servizio. Infatti, nonostante il giro d’affari sui guadagni provenienti dalle Autostrade sia molto alto, le spese per gli investimenti e la manutenzione stradale registrano una flessione negativa. Ricordiamo che il fatturato delle Autostrade nel 2017 è arrivato a quasi 7 miliardi, l’83% dei quali è rappresentato dai pedaggi. CODICI chiede,​ dunque​,​ un intervento forte al nuovo Governo​,​ un controllo delle concessioni sugli effettivi lavori fatti da questi Gruppi sulle autostrade e sul costo di tali opere.
Si tratta di aziende che guadagnano miliardi di euro anche se le concessioni sono scadute: ad esempio, la concessione al Gruppo Gavio della Torino-Piacenza è scaduta il 30 giugno 2017;​ da qu​ella data​ Gavio ha guadagnato 128 milioni da questa autostrada. I tempi per realizzare una nuova gara d’appalto sono lunghi, si arriva anche a due anni, e nel frattempo Gavio avrà ottenuto altri 389 milioni di incassi prima di fare la nuova gara.
L’Associazione ritiene che sia necessario fare un punto sulla sicurezza delle nostre strade in Italia e sulla gestione delle Concessioni, il controllo delle scadenze e i tempi per realizzare nuove gare d’appalto.“Ogni cittadino che usufruisce delle Autostrade è a tutti gli effetti un consumatore – afferma il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – va dunque tutelato come tale”.Al cittadino che vede aumentare la tariffa autostradale del 2,5% l’anno, in modo immediato deve essere garantito un piano di lavoro che rispetti alcuni criteri per dare senso a questo continuo aumento dei prezzi.

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Autostrade: ora basta aumenti: Intervengano Art e Anac

Posted by fidest press agency su martedì, 9 gennaio 2018

trasporto2Non ci siamo assuefatti alla stangata che ogni inizio anno ci danno le società autostradali. Questo 2018 sia l’ultimo di una lunga serie dove nella assoluta mancanza di trasparenza (i contratti di concessione sono segreti eppure le autostrade sono un bene pubblico) vengono estorti milioni di euro agli automobilisti.Aumenti assolutamente ingiustificati perché gli investimenti sono in calo (-33% nel periodo 2010-2015) come le manutenzioni(-9% nel periodo 2011-2016) mentre aumentano a dismisura gli utili (più 49% negli ultimi due anni passati da 953 milioni a 1422), gli introiti (più 16% nel periodo 2013-2016) e i ricavi da pedaggi (più 19% nel periodo 2009-2016 per 1 miliardo di euro)Rete Consumatori Italia promossa da Assoutenti, insieme a Casa del Consumatore e Codici, ha deciso di chiedere un intervento deciso al Presidente dell’Autorità dei Trasporti Camanzi, dell’ANAC Cantone e dell’Antitrust Pitruzzella per ripristinare trasparenza e politiche commerciali corrette nei confronti dei consumatori.Rete Consumatori Italia chiede altresì al Ministro Del Rio di convocare una riunione urgentissima per rivedere le concessioni e le modalità di verifica su investimenti, qualità della rete e aumenti tariffari, affinché il 2018 diventi L’ANNO ZERO DELLE CONCESSIONI RISCRIVENDO LE GARANZIE PER GLI AUTOMOBILISTI comprese penali per le società autostradali inadempienti. Infine, Rete Consumatori Italia invita tutti gli automobilisti a stampare la ricevuta (o trattenere quelle bancarie-telepass) per ogni tratta autostradale effettuata in previsione dell’azione legale contro le società autostradali che verrà promossa entro giugno 2018.

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Il trasporto intermodale in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 19 agosto 2017

conteinerMi interessai per la prima volta del trasporto intermodale in Italia ben 35 anni fa allorchè fu avviata una indagine conoscitiva su iniziativa di alcuni parlamentari della commissione trasporti della Camera. Da allora ad oggi il dibattito è aperto ma con scarsi risultati pratici. Come si sa il trasporto intermodale è costituito da una combinazione di mezzi diversi che in Italia, per la sua conformazione geografica, risultano particolarmente idonei in specie per il trasporto veloce di beni deperibili. Un esempio pratico si fece con gli agrumi siciliani trasportati da Catania a Palermo con camion porta container per poi essere imbarcati su nave con destinazione Genova e da lì su treno destinazione nord Europa. Il tempo complessivo richiesto non superava i 4 giorni riducendo lo scarto del prodotto del 10% contro il 30-35% delle altre soluzioni che prevedevano il viaggio su treno lungo tutta la Penisola. Lo stesso discorso vale per il trasporto dei passeggeri nei percorsi che implicano il viaggio Aereo –treno – nave o autobus. Ma il criterio vale anche per il trasporto urbano (auto –metro – bus) per non parlare di altre soluzioni come il car-sharing (auto condivisa, ovvero un servizio che permette di utilizzare un’automobile prelevandola ad un punto convenuto su prenotazione) o il car pooling (che consente a più persone di viaggiare insieme nella stessa auto per poi dividersi le spese di viaggio e di manutenzione). E’ ovvio che per la mobilità urbano possono entrare nel trasporto anche le biciclette e i ciclomotori elettrici.
Questo tema per il caro carburanti e per i costi afferenti la tenuta di un’auto (assicurazione, tasse di circolazione, manutenzioni ordinarie e straordinarie) è oggi di grande attualità anche perché le amministrazioni comunali, in specie dei grandi comuni italiani, hanno fatto sulle politiche della mobilità un loro cavallo di battaglia. Il problema sta ora nel rendere fattibile e interagibile l’intero sistema che tuttora resta “congelato” in determinate aree per svariate ragioni (mancato sviluppo della rete viaria, ferroviaria, marittima, fluviale e lacuale. Ecco perché nel contesto di una politica del trasporto nazionale occorre rimettere in moto la progettualità già da tempo avviata e inspiegabilmente interrotta e non tanto e non solo per motivi economici. (Riccardo Alfonso)

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1 gennaio una raffica di aumenti si abbatterà sugli automobilisti italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

autostradeNon tutti però verranno colpiti allo stesso modo dai rincari dei pedaggi. Lo afferma il Codacons, commentando gli aumenti tariffari per la rete autostradale disposti dal Ministero dei trasporti. “Gli automobilisti di Lombardia e Piemonte saranno i più colpiti dai rincari dei pedaggi, e pagheranno aumenti più salati rispetto agli altri utenti delle autostrade – denuncia il Codacons – Gli incrementi tariffari più elevati riguardano proprio i tratti autostradali delle due regioni, con le tariffe della Brebemi che saliranno del +7,88%, TEEM +1,90%, Brescia-Padova S.p.A. +1,62%; Milano Serravalle Milano Tangenziali S.p.A. +1,50%; SATAP S.p.A. Tronco A4 +4,60%; SATAP S.p.A Tronco A21. +0,85%; Torino – Savona S.p.A. +2,46%”. Rincari dei pedaggi che – stima il Codacons – determineranno nel 2017 una maggiore spesa compresa tra i 30 e i 35 euro su base annua a famiglia.

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Devono essere risarciti dall’ente autostradale i danni subiti dall’autovettura a causa della gomma abbandonata sull’asfalto

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 gennaio 2014

autostradeI pedaggi autostradali aumentano e nonostante ciò i gestori cercano di farla franca anche dalle proprie responsabilità. Ma per la giustizia, non si può sottrarre alla propria responsabilità la concessionaria che gestisce l’autostrada quando accade un sinistro cagionato da un ostacolo al centro della carreggiata e non segnalato dai pannelli luminosi in esercizio lungo il tracciato.
In tali casi, come sovente afferma la giurisprudenza e come viene confermato dalla sentenza 16/2013, pubblicata dal giudice di pace di Santhià (Vercelli) che Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ritiene opportuno diffondere, la società proprietaria o custode dell’infrastruttura ha l’obbligo di risarcire i danni patrimoniali subiti dall’autovettura che era entrata in collisione con un grosso pneumatico di camion che si trovava sulla strada.
Nel caso di specie, il magistrato onorario ha ritenuto fondata la richiesta di risarcimento di un automobilista cui sono stati liquidati circa 4.500 euro per i danni subiti dalla propria autovettura, nonché le spese di giudizio, a seguito dello scontro contro lo pneumatico di un autoarticolato abbandonato sull’asfalto e che era apparso all’improvviso innanzi al proprio veicolo mentre percorreva nella prima mattinata il tratto stradale in cui era competente il giudice di pace adito.Il vero e proprio ostacolo risultava quindi «non visibile né prevedibile» perché non segnalato con un avviso di pericolo, ed è quindi certamente configurabile la responsabilità stabilita dall’articolo 2051 del Codice civile a carico dell’ente custode della strada perché lo scontro risulta comunque cagionato da un’omissione di vigilanza di chi gestisce l’infrastruttura.
Peraltro, nel corso dell’istruttoria un assistente al traffico sentito come testimone ha confermato che al call center dell’ente era giunta una segnalazione che aveva avvisato circa la presenza dell’ostacolo in piena carreggiata, ma prima dell’orario in cui si è verificato il sinistro.Né può essere invocata da parte della convenuta società la circostanza che il mezzo di servizio e soccorso si trovasse a cinquanta chilometri dal luogo del sinistro: in attesa che la squadra giungesse sul posto sarebbe stato opportuno avvisare dell’ostacolo le auto in transito mediante i pannelli ad hoc che veicolano (ad esempio) i messaggi con i limiti di velocità, la presenza del tutor o gli eventuali incidenti sul tracciato. Va, inoltre, esclusa la sussistenza del caso fortuito che scriminerebbe il custode dell’infrastruttura.

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Autovie venete: esodo

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2011

L’esodo vero e proprio è finito, ma non il traffico intenso sulla rete autostradale di Autovie Venete. Complice il bel tempo ma anche, probabilmente, una diversa distribuzione delle vacanze, lo scorso fine settimana sono stati numerosi gli “ingressi”, soprattutto dal valico di Tarvisio, a conferma che chi può sceglie periodi meno affollati per le ferie. Una tendenza che caratterizzerà anche questo week end, per il quale Autovie Venete prevede flussi di traffico ancora abbastanza sostenuti a cominciare da venerdì 2 settembre, sia in A4 sia in A23, in entrambe le direzioni di marcia. I transiti si intensificheranno durante le ore serali, soprattutto sulla A4 in direzione Venezia e alla barriera di Trieste Lisert. Ancora più intenso, ma senza congestioni, il flusso previsto per sabato 3 settembre. Sulla A4 Venezia Trieste in direzione Venezia, traffico sostenuto durante tutta la giornata, con possibili code in uscita ai caselli di Latisana, San Donà di Piave e San Stino di Livenza. Possibili rallentamenti, in serata, in uscita alla barriera di Trieste Lisert e nei pressi dei nodi di interconnessione. Giornata decisamene più tranquilla quella di domenica 4 settembre, durante la quale prevarranno gli spostamenti di breve e medio raggio, una mobilità locale diretta principalmente verso le località balneari. La “Regata storica” in programma a Venezia, in ogni caso, sarà un evento catalizzatore che contribuirà a mantenere sostenuto il traffico sulla direttrice Ovest dell’autostrada A4. Per quanto riguarda i mezzi pesanti, i divieti di circolazione saranno in vigore dalle 16,00 alle 22,00 di venerdì e dalle sette del mattino alla mezzanotte di domenica. Sul versante dei lavori, un intervento particolarmente impegnativo è in programma per sabato 10 settembre sul raccordo Villesse-Gorizia. Dalle 3 del mattino a mezzogiorno, sarà chiuso il tratto compreso fra gli svincoli di Gradisca d’Isonzo e Villesse, in entrambe le direzioni. I percorsi alternativi, sulla viabilità ordinaria, saranno indicati in loco e sono pubblicati sul sito di Autovie Venete.

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Strade: controesodo

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 agosto 2011

Traffico. Maledetto traffico.

Image by Air Force One via Flickr

Ferie al giro di boa, comincia il controesodo. Passato Ferragosto, caratterizzato dalle ultime partenze, saranno i vacanzieri di ritorno i protagonisti del traffico di questo week end (da venerdì 19 a domenica 21 agosto), contrassegnato dal bollino rosso, con traffico sostenuto su tutta la rete di Autovie Venete, con la massima concentrazione di transiti prevista tra venerdì 19 e sabato 20. Tutta la A4, nel tratto Venezia * Trieste in direzione Venezia sarà interessata da flussi particolarmente intensi a cominciare dalla mattinata di venerdì. Durante la giornata il traffico crescerà progressivamente, con rallentamenti concentrati nei punti di interconnessione tra la A4 e la A23 , la A57 tangenziale di Mestre e, in uscita, ai caselli di Trieste-Lisert, Latisana, San Donà di Piave, San Stino e Portogruaro. Anche in A23, in direzione Palmanova il flusso presenterà un andamento in crescita. Giornata cruciale sabato 20 agosto, con transiti molto elevati e probabili code in uscita ai caselli di San Donà di Piave e San Stino di Livenza. Trattandosi di rientri, le criticià maggiori sono previste in entrata al Lisert, con rallentamenti e code che si svilupperanno sul raccordo che dal confine con la Slovenia si dirige verso Trieste e, sulla A4, in direzione Venezia. Possibili congestioni all’altezza del nodo di Palmanova e nei tratti compresi tra Villesse-San Giorgio di Nogaro e Latisana San Donà di Piave. Attese superiori alla media in entrata ai caselli di Latisana e Trieste Lisert. Circolazione rallentata anche domenica 21, giornata durante la quale proseguiranno i rientri ai quali si aggiungerà il traffico di breve e media percorrenza tipico degli spostamenti, in giornata, di andata e ritorno dalle località balneari. Fin dal mattino e per tutto il giorno, il traffico in A4 in direzione Venezia sarà caratterizzato da rallentamenti e code a tratti, in entrata ai caselli di Trieste-Lisert di Latisana e di San Donà di Piave. Ancora più critica la situazione prevista nel tratto Villesse – San Giorgio di Nogaro e Latisana – San Donà di Piave. Molta attenzione va prestata in prossimità delle aree di servizio, soprattutto all’altezza di quella di Gonars e Fratta in direzione Venezia, particolarmente frequentate. Il divieto di transito per i mezzi pesanti, in questo fine settimana sarà in vigore dalla 7 del mattino alle 23,00 di sabato 20 agosto, mentre domenica i mezzi pesanti non potranno circolare dalle 7 del mattino alle 24,00. Nelle fasce orarie notturne, invece, il transito sarà permesso quindi è indispensabile la massima prudenza in prossimità delle aree di servizio da dove i mezzi si immettono in autostrada. Attiva, anche durante i controesodi, la task force di Autovie Venete, che mette in servizio oltre 200 persone fra tecnici, ausiliari al traffico, esattori, movieri. Dislocati nei punti strategici, i presidi meccanici delle officine di soccorso, una modalità operativa ideale per ridurre i tempi di intervento.

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