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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘autovelox’

Nuovo “Stop” della Cassazione ai verbali elevati con autovelox

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 gennaio 2019

Altro duro colpo nei confronti degli enti accertatori e dei prefetti in materia di sanzioni al codice della strada per eccesso di velocità elevati con apparecchiature elettroniche come l’autovelox. In data odierna, la seconda sezione civile Cassazione con l’ordinanza 1661/19, pubblicata il 22 gennaio, ha riaffermato compiutamente alcuni principi che per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si stanno consolidando in questa delicata materia che vede ancora contrapposti automobilisti e enti ma anche, da una parte la certezza del diritto e dall’altra l’esigenza di “far cassa” con la scusa della regolamentazione del traffico veicolare e della sicurezza. Nella fattispecie, in particolare, si è ribadito il concetto secondo cui, se è vero che il verbale che contesta l’eccesso di velocità non debba indicare la presenza del segnale che preavvisa il conducente del rilevamento elettronico, tuttavia, in caso di contestazione circa la sua esistenza tocca comunque all’ente accertatore dimostrare la presenza del cartello, che costituisce una condizione di legittimità della pretesa sanzionatoria. Nel caso approdato innanzi alla Suprema Corte, il cittadino aveva proposto ricorso dopo aver perso sia innanzi al Giudice di Pace di Parma che in appello davanti al Tribunale dello stesso comune emiliano. In primo luogo, nell’accogliere il ricorso, i giudici di legittimità ricordano che se il trasgressore contesta l’affidabilità dell’apparecchio, il giudice è tenuto ad accertare se lo strumento che misura la velocità dei veicoli è stato sottoposto alle verifiche di funzionalità e taratura così come affermato dalla nota sentenza della Corte Costituzionale n. 113 del 2015. Altro punto a favore dell’automobilista riguarda la contestazione dell’assenza dell’apposita segnaletica che preannuncia la presenza dell’autovelox. In tal senso, sottolinea la Suprema Corte, che sia l’articolo 142 Cds, al comma 6 bis introdotto dal decreto legge 117/07, sia il decreto ministeriale attuativo 15 agosto 2007 prevedono che i segnali devono essere installati con adeguato anticipo rispetto agli autovelox e l’amministrazione non ha alcuna discrezionalità nell’adempiere all’obbligo ricorrendo a sistemi informativi alternativi, mentre è lo stesso Codice della Strada a imporre di utilizzare le segnalazioni luminose, se necessario. Evidenziano gli ermellini che se la decisione impugnata è corretta nella parte in cui dichiara che non è previsto da alcuna norma primaria o secondaria che il verbale di contestazione debba fornire indicazioni circa la presenza del cartello di preavviso del dispositivo elettronico, non è tale anche nella parte in cui, invece, ha sia pur implicitamente affermato, che è onere dell’opponente la prova della violazione da parte dell’amministrazione delle procedure di accertamento quanto alla presenza del cartello di preavviso del dispositivo elettronico: il relativo onere probatorio, infatti, in mancanza di un’attestazione fidefaciente al riguardo contenuta nel verbale va dunque a carico dell’amministrazione. Va poi rigettato l’assunto secondo cui l’eventuale inadempienza dell’ente possa rimanere limitata nell’ambito dei rapporti organizzativi interni alla pubblica amministrazione: è tutt’altro che priva di precettività la norma ex articolo 4 della legge 168/02. La segnalazione preventiva degli apparecchi è un obbligo specifico posto a carico della polizia stradale per tutelare la sicurezza dei conducenti. Morale della favola: l’inadempienza dell’amministrazione non può non riflettersi sulla legittimità degli accertamenti.

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Autovelox: Leggi scritte male, giurisprudenza contraddittoria, circolari ministeriali incomprensibili

Posted by fidest press agency su domenica, 13 agosto 2017

AutoveloxQuesta la reazione che ci ha provocato una circolare del ministero dell’Interno dello scorso 7 agosto sugli autovelox: a pensar male, potrebbe sembrare che qualche funzionario, di quelli che contano, debba aver preso una multa ritenuta ingiusta, ed allora sta cercando di vendicarsi.
La circolare, interpretativa della direttiva ministeriale dello scorso 21 luglio, sembra fatta ad hoc per sostanzialmente creare confusione, dire di essere rispettosi del diritto ed emettere disposizioni che di fatto sara’ impossibile eseguire; da parte degli accertatori delle infrazioni e da parte di coloro che intenderanno fare opposizione alle stesse, ovvero gli automobilisti.
Perche’ l’autovelox sia a norma, oltre all’obbligo di taratura periodica degli strumenti (sentenza Corte Costituzionale, gia’ nota e in vigore), le autorita’ dovranno eseguire verifiche di funzionalita’ dello strumento: ogni anno dalle 20 (modalità istantanea) alle 100 (modalità media) (VENTI e CENTO!!). Poi, oltre a dover levare i cartelli di avviso dove gli autovelox non ci sono sempre, quand’anche questi cartelli continuino ad esserci e ogni tanto ci sono gli accertatori con la macchinetta, e’ obbligo che vengano aggiunti anche dei cartelli temporanei. Inoltre, se l’autovelox vale per entrambi le direzioni di marcia, ci vogliono i cartelli in tutte e due le carreggiate. Infine, se queste norme non saranno rispettate, ne sono responsabili anche gli agenti accertatori.
Ve li vedete i vigili che ogni volta che escono per pattugliare, visto che hanno anche una responsabilita’ diretta sulla funzionalita’ degli apparati, si mettono a controllare tutto quello di cui sopra? Malattie, scaricabarile, figli e mamme malate, ritardi per l’espletamento del servizio… tutto a go-go.
Della serie: a chi giova? Le confuse circolari del ministero dei trasporti sugli autovelox, che da decenni ci inondano di minuziose istruzioni ignorate da gran parte delle pubbliche amministrazioni e degli automobilisti, non sono che l’ultimo anello di uno Stato in condizione confusionale: leggi scritte male dal Parlamento, su cui si aprono centinaia di migliaia di ricorsi, che portano a sentenze l’una l’opposto dell’altra, fino ad arrivare alla burocrazia ministeriale che per l’ennesima volta partorisce la sua minuziosa circolare.
Noi crediamo sia il risultato di un mondo di azzeccagarbugli che domina la nostra burocrazia e la nostra pubblica amministrazione, dove invece dei risultati indicati di rispetto della legalita’ si ottiene solo sfiducia da parte di tutti (utenti e autorita’) e, di fatto, maggiore insicurezza sulle strade.
Siccome il nostro impegno e’ per la certezza del diritto e contro ogni forma di arroganza (soprattutto da parte della pubblica amministrazione) faremo tesoro di queste “nuove” istruzioni operative contro le amministrazioni insolventi, consapevoli che saranno in pochi a conoscerle e capirle.
Ma in questo nostro impegno, non possiamo esimerci dal ricordare che, siccome violare i limiti di velocita’ non e’ sano ne’ civile, cosi’ come non e’ sano e civile mettere il conducente in condizione di violare queste arzigogolate norme, non sarebbe piu’ giusto eliminare l’obbligo di segnalare gli autovelox? Oggi, quando gli autovelox non ci sono, e’ tutto un violare i limiti di velocità, e la sicurezza va a ramengo. Quando ci sono, grazie alla segnaletica si rischiano tamponamenti perche’ qualche conducente frena all’ultimo secondo per evitare la multa. Secondo noi la soluzione e’ qui, e sai quanto tempo e denaro si risparmierebbe, da parte di tutti. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Autovelox: limiti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2015

AutoveloxAutovelox. Sulla strada extraurbana secondaria il limite è di 90 km/h se l’amministrazione accertatrice non prova un limite di velocità più basso. Lo dice il Giudice di Pace di Lecce sulle rilevazioni della provinciale Otranto – San Cataldo (Alimini).Sulle strade extraurbane secondarie, secondo il disposto dell’articolo 142 primo comma del Codice della Strada il limite di velocità è fissato a 90 km/h. E spetta al proprietario della strada dimostrare e documentare l’imposizione di un limite diverso. Se solo nel verbale è indicato un limite differente e nel giudizio di opposizione l’amministrazione accertatrice non fornisce alcuna prova di una velocità massima più bassa in quel tratto di strada, allora è da intendersi che il veicolo sanzionato viaggiasse entro il limite consentito dal Codice della Strada. E’ questo l’importante principio sancito dal Giudice di Pace di Lecce avvocato Anna Maria Cosi nella sentenza numero 4526/2014 pubblicata lo scorso 7 novembre 2014 e che Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, porta all’attenzione della cittadinanza anche perchè si riferisce ad un verbale effettuato a mezzo del discusso autovelox posizionato nei pressi dei laghi Alimini sulla litoranea di competenza provinciale Maglie – San Cataldo.Com’è noto, infatti, quel tratto di strada è rimbalzato sulle cronache non solo salentine per l’elevatissimo numero di multe elevate a migliaia di cittadini, in particolare turisti, che transitavano in una zona caratterizzata da imponenti flussi turistici. Il posizionamento dei due famigerati autovelox nelle due direttrici della strada aveva fatto già una “strage” di malcapitati automobilisti per la riduzione repentina del limite previsto a 50 km/h, facendoli ritenere più una trappola per “far cassa” che uno strumento per contribuire alla sicurezza stradale. Anche questa significativa sentenza, quindi, dopo le decine che hanno visto accogliere le doglianze degli automobilisti, rende giustizia alle numerose perplessità relative alla legittimità dell’operato della Provincia di Lecce che indomita, nonostante la levata di scudi della cittadinanza e le centinaia di annullamenti dei verbali contestati, continua ad effettuare le rilevazioni della velocità con la modalità sopra descritta.

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Nullo il verbale con l’autovelox se la pattuglia della polizia aveva i lampeggianti spenti

Posted by fidest press agency su domenica, 9 marzo 2014

Ancora una decisione che bacchetta quegli enti, in particolare i comuni, che non segnalano le postazioni per il rilevamento elettronico delle infrazioni come quelle a mezzo autovelox e simili. Per il giudice di pace di Gallarate il verbale elevato a seguito di rilevazione con autovelox dev’essere annullato quando si scopre che la postazione per il rilevamento elettronico non è visibile o segnalata con congruo anticipo ai veicoli in transito: come quando l’auto della pattuglia della polizia ha i lampeggianti spenti.
Con la sentenza 101/14 del giudice di Pace del comune del varesotto, è stato accolto il ricorso di un presunto trasgressore e quindi annullato il verbale elevato dalla Municipale per violazione dell’articolo 142, comma 8 del Codice della Strada per aver superato il limite massimo di velocità per soli undici chilometri orari.
Il magistrato onorario Laura Sardini ha infatti, rilevato che l’accertamento non è stato effettuato ottemperando alla normativa che regola l’accertamento delle violazioni al codice della strada eseguito con apparecchiature che dispensano gli agenti dalla contestazione immediata di cui all’articolo 201, comma 1 bis, Cds: in particolare, il Decreto Ministeriale del 15 agosto 2007, della circolare del 3 agosto 2007 del Ministero dell’Interno e della arcinota direttiva Maroni che è intervenuta a regolamentare la materia.
Nella fattispecie, peraltro, l’apparecchiatura elettronica è posta su di un’auto che sembra a tutti gli effetti civile, perché ha solo delle scritte calamitate “Polizia Locale”, mentre la vera pattuglia della Municipale è parcheggiata soltanto indietro all’altra vettura, con i lampeggianti spenti, e non risulta ben visibile ai veicoli che circolano sulla via. Una prassi evidentemente illegittima, che ricorda Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è spesso utilizzata da molti comuni per effettuare multe seriali.
Peraltro, l’agente accertatore ascoltato come testimone conferma, anche se indirettamente, una serie di circostanze favorevoli al conducente multato, ad esempio il fatto che il segnale di rilevamento automatico della velocità che si trova a soli 150 metri dalla postazione, dunque ben al di sotto dai minimi di legge.
È certo che se il cartello si fosse trovato alla distanza minima di 400 metri l’auto sanzionata avrebbe potuto rallentare e la multa non applicata. È, infatti, lo stesso articolo 142 del Codice a imporre che lo strumento di rilevazione deve essere distinguibile da lontano-

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Dev’essere annullata la multa elevata col velocar se è seminascosto dal cavalcavia della tangenziale

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 dicembre 2013

autovelox

autovelox (Photo credit: spiritokko)

La postazione non perfettamente visibile perché posizionata dopo il montante in cemento di un cavalcavia è in contrasto con la direttiva Maroni. Peraltro, risulta, inesistente la notifica eseguita da una società privataUn’altra sentenza che la dice lunga su quanto afferma lo “Sportello dei Diritti” da anni in merito alla scarsa trasparenza delle amministrazioni che utilizzano gli strumenti elettronici di rilevazione più per “far cassa” che per ragioni di sicurezza stradale.
Ed infatti dopo la recente sentenza del giudice di Pace di Vasto che aveva annullato la sentenza per l’autovelox occultato, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” pubblica l’interessante decisione del giudice di pace di Voghera che ha annullato un verbale elevato con “Velocar” seminascosto dal cavalcavia della tangenziale. Secondo il magistrato onorario Maria Aurelia Minudri che ha emesso la sentenza 116/13 dev’essere annullata la se l’infrazione del codice della strada è rilevata dall’apparecchio elettronico installato in una postazione non perfettamente visibile, diversamente da quanto prevede la direttiva Maroni. Con la stessa decisione del giudice di pace del centro pavese è stato, peraltro ribadito un concetto che andiamo ripetendo da tempo, ossia che è da ritenersi inesistente la notifica dell’atto effettuata da una società privata convenzionata con l’ente accertatore. Nel caso in questione è stato accolto il ricorso del proprietario di un’autovettura che si è visto annullare la sanzione inflitta ai sensi dell’articolo 142 comma 8 del Codice della Strada, per aver oltrepassato di oltre 20 chilometri orari il limite di velocità su una strada provinciale. Il giudice ha potuto rilevare che il velocar risultava posizionata dopo il montante in cemento della tangenziale e, dunque, non perfettamente visibile per gli utenti della strada in transito come invece deve essere in base alla direttiva del ministero dell’Interno diffusa il 14 agosto 2009. In ultimo, sempre lo stesso giudicante ha precisato che la notifica del verbale deve comunque essere effettuata dal messo dell’ente accertatore o da un funzionario dell’amministrazione che ha accertato la violazione.

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Autovelox: nuove regole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2011

Italian road sign for the autovelox check ahea...

Image via Wikipedia

Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” segnala il recentissimo parere del 24.10.2011 del Ministero dei trasporti avente numero di protocollo 5234 che ha fornito, non solo agli operatori del settore, ma anche agli automobilisti che potranno avere maggiori garanzie del diritto di difesa, alcune delucidazioni sulla distanza al di fuori dei centri abitati del segnale di velocità massima consentita rispetto alla postazione di controllo della stessa a mezzo autovelox.

Con la nota ministeriale in commento, infatti, viene chiarito che fuori dal centro abitato la distanza minima di un chilometro dal segnale di velocità deve essere assicurata a tutti gli utenti che si approssimano al controllo autovelox a prescindere dal tratto di strada percorso. Peraltro, la disciplina semplificata dei segnali a validità zonale che permetterebbero di limitare l’uso della segnaletica verticale non può essere applicata, fuori dal centro urbano.
Come è noto, va specificato, che con l’entrata in vigore della legge 120/2010 i controlli della velocità effettuati in sede automatica, fuori dal centro abitato, devono essere segnalati e ben visibili ma anche distanti almeno un chilometro dall’inizio del limite di velocità.
Tale norma è contenuta nell’articolo 25 della citata disposizione legislativa che nella fattispecie attribuisce ad apposito decreto ministeriale la definizione delle «modalità di collocazione e uso dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo, finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni delle norme di comportamento di cui all’articolo 142 del decreto legislativo n. 285 del 1992, che fuori dei centri abitati non possono comunque essere utilizzati o installati ad una distanza inferiore a un chilometro dal segnale che impone il limite di velocità».
Il chiarimento da parte del ministero è scaturito a seguito della richiesta del comune di Prato di tentare di semplificare l’apposizione della necessaria segnaletica stradale di limite di velocità anche su tutte le strade laterali di avvicinamento al controllo autovelox fisso, proponendo l’istituzione, fuori centro abitato, di un limite zonale senza cartelli ripetuti.
Il Ministero ed in particolare il Dipartimento per i trasporti terrestri ha respinto l’ipotesi avanzata dall’amministrazione comunale del comune toscano specificando che i segnali a validità zonale sono previsti dalla normativa solo in relazione al limite di velocità urbano e per le zone a traffico limitato.
L’amministrazione centrale ha, comunque, specificato che «se la richiesta si riferisce alla possibilità di utilizzo dei dispositivi finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni, si precisa che l’obbligo della distanza di almeno un chilometro dal segnale posto dopo l’intersezione non sussiste qualora la velocità massima consentita sia la stessa su tutti i rami dell’intersezione».
Giovanni D’Agata si augura che tutte le amministrazioni comunali si adeguino a tali precise disposizioni regolamentari e invita le prefetture a vigilare sul corretto adempimento delle stesse anche perchè l’eventuale elusione di tali norme aprirebbe la possibilità di ricorsi amministrativi o innanzi al giudice di pace quand’anche le rilevazioni delle infrazioni per il superamento della velocità dovessero essere effettuate non in conformità delle disposizioni regolamentari o sulla scia del pare commentato.
Inoltre con il parere n. 24016 del 08.11.2011 il Garante della privacy ha fornito chiarimenti sui sistemi autovelox bidirezionali che fotografano i trasgressori su entrambe le corsi di marcia. Fuori gioco le immagini troppo larghe.

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Multa autovelox illegittima

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 novembre 2010

Non sempre le Prefetture si dimostrano attente alle doglianze dei cittadini che abbiano fatto ricorso ad un verbale per via amministrativa secondo l’articolo 204 del Codice della Strada ed anzi dobbiamo purtroppo constatare che spesso si limitino a confermare pedissequamente le sanzioni ivi contenute dando in prima istanza ragione agli enti accertatori, ma che poi spesso vengono annullati dai Giudice di Pace perché palesemente illegittimi. Ecco perché  a Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV e fondatore dello “Sportello Dei Diritti” pare opportuno segnalare un recente decreto di archiviazione della Prefettura di Brindisi a seguito di un ricorso predisposto dai consulenti dello Sportello Dei Diritti avverso un verbale elevato a seguito di un infrazione per superamento del limite di velocità rilevato con apparecchiatura elettronica, in particolare quando non vi sia stata la contestazione immediata della violazione. Nel caso di specie, la Prefettura ha motivato l’archiviazione ritenendo che “la velocità del veicolo del ricorrente, pur avendo superato il limite consentito di 15 km/h, non può essere considerata talmente elevata da non consentire che il veicolo stesso potesse essere raggiunto per la contestazione immediata dell’infrazione”. Gli uffici amministrativi riportandosi alla copiosa giurisprudenza in materia di obbligo di contestazione immediata concludono che quando la stessa sia oggettivamente e concretamente possibile l’accertamento dell’infrazione debba considerarsi illegittimo ed infatti riportandosi al caso in questione “in considerazione del lieve eccesso di velocità suddetto ben può ritenersi che la contestazione immediata potesse essere effettuata, né le motivazioni addotte nel verbale appaiono confacenti al caso in esame, anche in considerazione della mancata specificazione di oggettive difficoltà (maltempo, velocità eccesia in senso oggettivo) ritenute dalla giurisprudenza impeditive della contestazione”.

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Quando l’autovelox sbaglia

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

Sono anni che continuiamo a sostenere che gli apparecchi di rilevazione elettronica della velocità sono tutt’altro che affidabili e sempre da anni rivolgiamo appelli alla P.A., ai Prefetti ed ai Giudici di Pace affinché verifichino puntualmente ogni passaggio dell’iter procedimentale per la contestazione delle infrazioni a mezzo autovelox o comunque affidate a dispositivi elettronici di controllo. Così  Giovanni D’Agata, Componente del Dipartimento Tematico Nazionale Tutela del Consumatore di “Italia dei Valori” e fondatore dello “Sportello dei Diritti” sull’ultima, ma non la più risibile, segnalazione in merito ad una multa per superamento del limite di velocità elevata sull’autostrada con il famigerato Tutor. Questa volta, la Polstrada ha sanzionato un’autovettura berlina scambiandola per un autoveicolo con rimorchio, raddoppiando così la sanzione ivi prevista dall’art. 142 comma 11 del Codice della Strada che prevede per l’appunto il raddoppio automatico della multa quando a superare il limite di velocità è un veicolo con rimorchio. Me v’è di più, nel verbale citato che avrebbe comportato peraltro la sospensione della patente di guida, il proprietario dell’autoveicolo avrebbe superato un limite che non viene neanche riportato in alcun punto dell’atto di contestazione. È evidente, dunque, che il verbale de quo risulti palesemente viziato da gravi errori che ne inficiano il contenuto e che lo rendono invalido e perciò nullo, ma il problema è che a pagare sempre per i non rari refusi della P.A. è il cittadino – automobilista il quale preoccupato per le conseguenze di un’infrazione a lui non imputabile, è stato costretto ad inoltrare per il tramite dello “Sportello dei Diritti” un ricorso amministrativo ex art. 203 del Codice della Strada, predisposto a titolo gratuito dal sottoscritto, confidando nell’inevitabile ravvedimento dell’organo amministrativo superiore, in questo caso il Prefetto di Foggia.

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Autovelox e multe

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2010

Nulle le multe elevate con gli autovelox se non vi è la preventiva segnalazione ed un’idonea informazione della presenza degli stessi: il Gdp di Torino accoglie nel merito il ricorso di un automobilista per un presunto eccesso di velocità.   Il Giudice di Pace di Torino, sul ricorso predisposto dallo “Sportello dei Diritti” di Italia Dei Valori, ha sentenziato l’annullamento di un verbale per presunto eccesso di velocità ex art. 142, 8° comma del codice della strada perché l’apparecchio di rilevazione non risultava adeguatamente segnalato.  Il Giudice Dr. Antonio De Luca ha accolto nel merito le motivazioni addotte nel ricorso ed in particolare quella relativa agli obblighi stabiliti dal Codice della Strada e dal Regolamento d’attuazione relativamente alla preventiva ed adeguata segnalazione degli apparati elettronici di rilevazione delle infrazioni.  Tale importante decisioni, conferma l’impegno dello “Sportello dei Diritti” e di Giovanni D’AGATA componente nazionale del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, volto alla verifica di un corretto e trasparente espletamento dell’attività di rilevazione delle infrazioni con ausili elettronici da parte della pubblica amministrazione.

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Sicurezza stradale

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2009

Roma “Oltre agli interventi mirati alla lotta agli abusi di alcool e di stupefacenti, sarà necessario fin da subito prevedere investimenti mirati per il traffic calming, misure che indubbiamente hanno bisogno di scelte politiche coraggiose per via dei considerevoli impegni finanziari che saranno necessari per arrivare ad applicare le principali misure di sicurezza stradale”, così dichiara in una nota Augusto Santori, consigliere del PDL del Municipio XV. “Servono – prosegue la nota di Santori – rilevatori di velocità in buona parte delle vie a scorrimento veloce presenti in città, siano questi automatici o per mezzo di autovelox, strisce pedonali in rialzo e di diverso colore, riorganizzare la viabilità per mezzo di sistemi rotatori, installazione di dossi nelle vie secondarie, rallentatori acustici in quelle a più alta velocità, misure di controllo capillari attraverso un maggior numero di agenti sul territorio. Come si può pensare di adattare la sicurezza stradale della nostra città senza questi investimenti e quindi senza scelte che siano coraggiose in questo senso?”.   “Gli incidenti stradali, dovuti all’alcol e alle droghe, ma non solo – conclude il consigliere Santori – stanno falcidiando tanti cittadini romani, in particolare giovani. E’ inutile presentare mozioni per il traffic calming e progetti di rotatorie se poi non vi sono i fondi? E’ evidente l’approccio al problema che deve mutare”.

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Autovelox e auto “civetta”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2009

Ecco come i comuni pur di “far cassa” continuano a tartassare i cittadini utilizzando metodi illegittimi e pericolosi per la sicurezza stradale. Due casi emblematici segnalatici da un cittadino a Gallipoli (Le) ed in provincia di Trapani.  Nonostante i pareri del Ministero dei Trasporti, dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e le numerose sentenze su tutto il territorio nazionale e persino della Cassazione Penale alcuni comuni in barba alla legge e alle più elementari regole della correttezza e trasparenza dell’agire amministrativo sancite, peraltro, a livello costituzionale, proseguono nell’utilizzo di autovetture “civetta” abilmente nascoste sui cigli delle strade o addirittura truccate da macchine civili. Le segnalazioni questa volta ci arrivano dal Comune di Gallipoli (Le) e dalla provincia di Trapani che possiamo verificare dalle foto scattate da un diligente automobilista salentino che per evitare un tamponamento sul luogo dov’era nascosta una pattuglia della Polizia Municipale di Gallipoli, era stato costretto a frenare energicamente e ad accostare sul ciglio della strada. Riteniamo gravissimo il comportamento di questi enti che continuano a perseverare in questa odiosa prassi al solo scopo di “far cassa” e che sortisce l’effetto contrario rispetto al fine primario del controllo della velocità per la sicurezza stradale, costituendo, in realtà, una vera e propria insidia o trabocchetto per gli automobilisti. Per questi motivi e per l’ennesima volta, il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, invita le pubbliche amministrazioni che hanno utilizzato e che continuano a perseguire queste prassi illegittime ad adeguarsi alla legge e ad annullare in via di autotutela i verbali per infrazioni al Codice della Strada sin qui redatti e ai Prefetti ad intervenire una volta per tutte a sanzionare tali comportamenti illegittimi.

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Sequestro autovelox taroccati

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2009

“Come avveniva già in passato con il brigantaggio, oggi è l’automobilista di passaggio, pressoché analogo all’antico viandante, ad essere rubato sistematicamente dalle truffaldine amministrazioni locali”. Queste le dichiarazioni polemiche di Vittorio Marinelli, responsabile per la tutela dei consumatori del movimento Italia Dei Diritti, appena venuto a conoscenza del sequestro da parte della Guardia di Finanza di Sala Consilina, su disposizione della Procura di Salerno, di apparecchiature per il controllo della velocità non conformi in oltre 70 comuni italiani. Ora, quindi, 82mila verbali causati dagli autovelox taroccati, un totale di 11 milioni di euro, verranno annullati. “In queste occasioni – ha continuato l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – sarebbe opportuno pensare alla teoria sui caratteri dominanti di Mendel. Infatti nonostante l’Italia solo per un attimo abbia fatto pensare di essere un Paese europeo e civile, il regolare ed ancestrale brigantaggio riemerge prepotentemente. Basti pensare alle figure storiche maggiormente sentite dagli italiani che non sono il Carducci e il Pascoli, bensì fra Diavolo, il Passatore e altri briganti che imperversavano liberi e felici lungo tutto lo Stivale. Le amministrazioni locali, anziché appianare il bilancio evitando lo sperpero e le varie ruberie, preferiscono dedicarsi a questa ignobile attività. Quindi dopo i semafori taroccati, –  conclude Marinelli – oggi è l’autovelox a ricordarci che il nostro carattere dominante è quello ombroso-criminale”.

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Cassazione, multa autovelox legittima

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2009

Anche se il tratto di strada non è ricompreso tra quelli individuati da un’ordinanza del Prefetto e la violazione non è contestata immediatamente, è valido il verbale di accertamento di un’infrazione rilevata mediante autovelox se l’apparecchiatura in uso consente la verifica del superamento del limite di velocità solo dopo il transito del veicolo ed è gestita direttamente dagli agenti verbalizzanti: lo ha stabilito la seconda sezione civile della Corte di Cassazione. La Corte, con la sentenza n. 10156 del 30 aprile 2009, ha accolto un ricorso della Polizia locale dell’Unione dei Comuni della Marrucina (Chieti), comandata dal capitano Lorenzo Di Pompo, contro una sentenza del Giudice di pace di Orsogna (Chieti). Il giudice aveva annullato una contravvenzione rilevata con l’apparecchiatura “velomatic 512”, ritenendo illegittima la contestazione differita dell’infrazione, su una strada di Ari (Chieti) non inclusa fra quelle individuate dal Prefetto ai sensi dell’art. 4 della legge n. 168 del 2002. L’interpretazione – rigettata dalla Suprema Corte – recentemente si era fatta strada in diverse Prefetture e uffici del Giudice di pace, sollecitando i ricorsi degli automobilisti contro verbali per il superamento dei limiti di velocità accertati e non contestati immediatamente dalle forze di polizia. La Cassazione ha accolto la tesi degli avvocati dell’Unione dei Comuni della Marrucina, Domenico e Pierluigi Tenaglia di Orsogna. Ha infatti sottolineato che «la violazione era stata rilevata con il dispositivo di controllo elettronico tipo “velomatic 512” gestito direttamente dai verbalizzanti che erano presenti al momento in cui l’infrazione era stata commessa» e che «pertanto non era richiesta l’autorizzazione prefettizia alla quale ha fatto riferimento il Giudice di pace». La sentenza della Corte ha ritenuto infatti applicabile l’art. 201 comma 1 bis lett. e) del codice della strada. La norma fa riferimento all’impiego di apparecchi «direttamente gestiti dagli organi di polizia stradale che consentono la determinazione dell’illecito in tempo successivo». Caso diverso dalla lettera f) dello stesso articolo, invocata dal Giudice di pace, in base alla quale è necessaria la puntuale individuazione delle strade da parte del Prefetto per l’utilizzo di «dispositivi o mezzi di controllo del traffico, finalizzati – ha spiegato la Cassazione – al rilevamento a distanza delle violazioni, cioè senza la presenza degli agenti sul luogo in cui l’illecito viene commesso. In tali casi è stabilito l’esonero della contestazione immediata». Oltre alla contravvenzione di 288 euro e la decurtazione di due punti sulla patente, l’automobilista che aveva fatto ricorso al Giudice di pace dovrà ora pagare 1.200 euro di spese legali.

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Utilizzo degli autovelox

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2009

Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA sulla scia del lodevole esempio lanciato con la circolare della Prefettura di Chieti del 24.4.2009 che ha fatto chiarezza sull’utilizzo dei dispositivi e mezzi tecnici di controllo del traffico, finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni delle norme di comportamento di cui agli artt. 142 e 148 del D.L.vo 30.4.1992, n. 285 e succ. modd. e integrazioni, senza obbligo di contestazione immediata della violazione, invita tutti i comandi di Polizia Municipale ad adottare la massima trasparenza nell’utilizzo degli apparecchi di rilevazione della velocità.  Giungono infatti quotidiane lamentele da parte di automobilisti sull’utilizzo di strumenti di rilevazione della velocità nascosti come delle vere trappole o trabocchetti. Tale procedura oltre che violare norme del Cds mette spesso a rischio l’incolumità degli utenti della strada che sorpresi dalla improvvisa presenza in carreggiata di apparecchi tipo autovelox con agenti seminascosti azzardano, in non rari casi, manovre pericolose per evitare salate multe la decurtazione di punti o il ritiro della patente. In particolare ed in riferimento alle disposizioni contenute nella legge 2.10.2007, n. 160, di conversione del D.L. 3.8.2007, n. 117, è stata richiamata l’attenzione dei comandi di polizia locale sull’obbligo della preventiva e ben visibile segnalazione delle postazioni di controllo sulle reti stradali, ad eccezioni dei dispositivi installati a bordo di veicolo che misurano la velocità in maniera dinamica, ovvero “ad inseguimento”, e del rispetto delle distanze regolamentari delle postazioni. Inoltre, è stato precisato che i rilevamenti eseguiti ai sensi dell’art. 201, comma 1-bis, lett. e) del C.d.S non necessitano di autorizzazione prefettizia, ma restano comunque obbligatori: 1) la preventiva segnalazione dell’uso delle apparecchiature; 2) la gestione diretta delle stesse da parte degli organi di polizia stradale, che debbono in ogni caso far sì che siano ben visibili, che siano inoltre presidiate e con piena disponibilità. Il Prefetto auspica che i controlli vengano eseguiti nel pieno rispetto delle norme e che possano rafforzare il rapporto cittadino-istituzione, improntandolo ad uno spirito di fattiva collaborazione, trasparenza e fiducia, evitando, invece, quei comportamenti che possano generare sospetti e perplessità sul corretto operato della P.A. Sembra pertanto opportuno riportare di seguito la nota della Prefettura di Chieti con la certezza che possa estendere la sua forza persuasiva a tutto il territorio nazionale.

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Autovelox. Nasconderli per fare più multe è reato

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2009

Autovelox usati per rimpinguare le casse comunali e le tasche delle società che noleggiano le apparecchiature per rilevare la velocita’. Succede anche questo nel nostro bel Paese. E’ il caso di alcuni Comuni della provincia di Cosenza: un’azienda, titolare dell’appalto per il rilevamento della velocita’ delle automobili, riceveva dai Comuni un compenso parametrato al numero di multe effettuate e aveva tutto l’interesse a veder aumentare le multe. Il titolare della ditta aveva dunque provveduto a installare, ben occultate, apparecchiature autovelox su varie automobili, la maggior parte di sua proprieta’, che venivano utilizzate per “incastrare” e multare gli automobilisti. Parte una indagine della Procura della Repubblica, il titolare della ditta viene imputato per truffa e i veicoli vengono sequestrati per scongiurare ulteriori “prevedibili esborsi illegittimi da parte degli automobilisti sulla base di un rilevamento automatico della velocita’ cosi’ organizzato.” Ricordiamo che: * la Corte di Cassazione ha ribadito che l’uso degli autovelox deve essere finalizzato principalmente alla prevenzione degli incidenti e non a “batter cassa”. *  L’art. 142 del Codice della strada prevede che le postazioni di controllo della velocita’ siano segnalate e ben visibili. * La circolare del Ministero dell’Interno del 3 agosto 2007 impone la segnalazione della presenza dell’apparecchiatura di rilevamento almeno 400 m prima del punto in cui l’apparecchio e’ posizionato. * Il Decreto Ministeriale del 15 agosto 2007 e la circolare del 8 ottobre 2007 ribadiscono l’esigenza di segnalare le postazioni con adeguato anticipo in modo di garantirne il tempestivo avvistamento. Brutta abitudine, questa dei nostri pubblici amministratori, di considerarci portafogli viventi per turare le falle della loro amministrazione! Per ulteriori approfondimenti si veda: http://www.aduc.it/dyn/osservatorio legale/art/singolo.php?id=258225

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Autovelox: “giusta la sentenza della Cassazione”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2009

“I cittadini meritano più rispetto dalla Pubblica Amministrazione e finalmente la Corte di Cassazione ha stabilito regole chiare in merito all’ utilizzo scorretto degli apparecchi autovelox”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori.  “Come sancisce la Suprema Corte -prosegue Dona- gli autovelox devono essere segnalati agli automobilisti almeno 400 metri prima dal punto della loro collocazione in modo tale che il conducente sia consapevole dell’attività di monitoraggio  a cui è sottoposto”. “La normativa in materia parla chiaro -conclude Dona- gli autovelox sono strumenti di prevenzione diretti alla repressione degli incidenti, non la soluzione a esigenze di cassa dei comuni e delle società private”.

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