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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘autovetture’

Piano straordinario di controllo delle autovetture con targa straniera

Posted by fidest press agency su sabato, 15 dicembre 2018

Roma. Scrive Micol GRASSELLI: “Ho presentato, insieme ai consiglieri Volpi e Silvestroni, una mozione al Consiglio della Città Metropolitana di Roma per impegnare la Sindaca Raggi ad avviare un piano straordinario di controllo delle autovetture con targa straniera in circolazione sul nostro territorio provinciale: ritengo da sempre che sono troppe e spesso sospette le automobili immatricolate all’estero che transitano sulle strade italiane; spesso si tratta di nostri connazionali a bordo di fuoriserie con targa dei Paesi dell’Est Europa o immigrati che mantengono le targhe nazionali delle loro automobili, con l’unico intento di eludere le norme del Codice della Strada e le tasse come il bollo e l’IPT. Il fenomeno, noto anche come esterovestizione, è molto più grave di quanto si possa percepire a prima vista: non soltanto di evasione fiscale si tratta, con quelle automobili si aggirano le normative sulla sicurezza come quella per la revisione biennale; quei veicoli in circolazione sono poi difficilmente sanzionabili e per giunta rischiosi per la scarsa copertura assicurativa (nei Paesi dell’Est i premi sono bassi, come i relativi massimali…). Grazie al Decreto Sicurezza adesso i furbetti della targa straniera avranno vita difficile perché, se residenti nel nostro Paese, entro 60 giorni dovranno immatricolare l’auto al PRA; spetta però a tutte le Amministrazioni e alle Forze di polizia, nazionali e locali, cui va sempre ilsostegno di Fratelli d’Italia, dare piena attuazione alla nuova norma, in primis per ragioni di sicurezza, ma anche per consentire a province e regioni di riscuotere, rispettivamente, IPT e bollo da persone che utilizzano le nostre strade ed i nostri servizi alla collettività e magari permettere anche agli automobilisti italiani onesti di pagare un po’ meno l’assicurazione RCA! Nel 2017 nel nostro Paese sono stati 48.000 i sinistri provocati da auto immatricolate all’estero (quasi 10.000 con targa rumena), nella sola Capitale le multe elevate ben 115.719, di cui soltanto per 18.525 però è stato possibile l’incasso: numeri eloquenti che ben descrivono il fenomeno dei furbetti (ma direi anche degli arroganti) delle quattro ruote, per i quali adesso però le cose potrebbero cambiare. Noi di Fratelli d’Italia continuiamo a batterci per contrastare, anche nelle sedi di indirizzo politico locale, tutti quei fenomeni di abusivismo o scorrettezza sociale che danneggiano quotidianamente le nostre comunità e mantenendo sempre alta la guardia sul territorio.

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Volkswagen blocca le vendite in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2015

volkswagenCon una lettera inviata a tutti i concessionari Volkswagen, l’amministratore delegato della filiale italiana, Massimo Nordio, ha chiesto lo stop sulla vendita di circa 40mila auto in Italia, come misura precauzionale.
“Giusto, è un’iniziativa che apprezziamo. Ma apprezzeremmo ancor di più se, in caso di valori non conformi a quanto dichiarato al momento della vendita, la Volkswagen, fin da ora, si impegnasse a non opporsi in sede legale, nel caso l’acquirente chiedesse la risoluzione del contratto di acquisto” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Emissioni CO2: automobili più pulite entro il 2020

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2014

auto corssaIn base al disegno di legge in votazione martedì, il limite per le emissioni di CO2 per le autovetture nuove vendute nell’UE deve essere ridotto da 130 g/km nel 2015 a 95 g/km entro il 2020. Il testo, già informalmente concordato con i ministri dell’UE, spiana anche la strada al raggiungimento di ulteriori riduzioni dopo il 2020 e prevede l’introduzione di un nuovo protocollo di test delle emissioni che meglio rifletta le condizioni reali di guida.L’obiettivo di 95g/km entro il 2020 è la media massima autorizzata per le auto vendute nell’UE. Esso si applica ai fabbricanti che producono più di 1.000 veicoli all’anno.
Se la media delle emissioni di un determinato fabbricante superasse l’obiettivo, verrebbero applicate delle sanzioni, a meno che l’eccesso sia compensato da emissioni molto basse da altri modelli della gamma.

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La Fiat e gli incentivi pubblici

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2010

Dal portale di Massimo Donadi: “La Fiat ha deciso il blocco di tutti gli stabilimenti dal 22 febbraio al 5 marzo. E lo fa il giorno dopo aver annunciato lauti profitti e dividendi per gli azionisti. Tale decisione colpirà  30.000 operai che si ritroveranno con circa 300 euro di meno in busta paga. Tanti, anzi, tantissimi soldi in meno per chi guadagna in media 1200 euro mensili. Il 31 dicembre sono scaduti gli incentivi per l’acquisto di autovetture. Il Governo ne ha promessi di nuovi, ma meno consistenti. Così la casa automobilistica di Torino ha deciso per la cassa integrazione. Un ricatto, secondo il Governo, una scelta inevitabile secondo l’azienda torinese.La verità è che in questa vicenda non ci sono buoni e cattivi. Ci sono due attori in commedia, governo e fiat, che pensano entrambi a prendersi tutta la scena. Si curano dei loro affari ed interessi e poco, anzi per nulla, degli operai rimasti senza lavoro. L’azienda Fiat costituisce da sempre un’anomalia. E’ l’unica azienda privata, in Italia, che viene finanziata con i soldi dello Stato. Forte della sua funzione sociale, ha sempre chiesto ed ottenuto incentivi statali, che altro non sono che un finanziamento pubblico mascherato. Morale della favola, in tutti questi anni, la Fiat ha capitalizzato gli utili e risocializzato i debiti.Negli ultimi anni, il mercato è profondamente cambiato, come si dice in gergo si è globalizzato. L’unica strategia aziendale perseguita dalla Fiat per reggere l’impatto con la globalizzazione si è basata sugli incentivi statali, sulla delocalizzazione degli stabilimenti per ridurre i costi e, da ultimo, sulle fusioni con grandi aziende automobilistiche come la Chrysler. E’ chiaro ed evidente la strategia dell’azienda automobilistica di Torino che ormai ha cuore, testa e portafogli in America, Polonia e Brasile.Dall’altra, c’è un Governo che non è in grado di fornire ricette di ampio respiro. Gli  incentivi statali sono la strada più facile e veloce ma è come fornire il metadone ad un tossicodipendente. Non si può continuare a fornire soldi ed in cambio ottenere licenziamenti e disoccupati in più. Tanto varrebbe, allora, finanziare il coraggio e l’intraprendenza di tante piccole e medie imprese. Come ha scritto bene Giannini su Repubblica, qualche giorno fa, questo Paese ha un disperato bisogno di una politica industriale. Ben vengano, dunque, anche gli investimenti pubblici ma a fronte di investimenti veri, ricerca, formazione e occupazione. Il futuro passa da qui.”

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L’auto ha un futuro?

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2010

In una conferenza svolta dai centri studi della Fidest è stato posto l’accento su un tema di grande rilievo nel mondo e di particolare importanza per quel settore della produzione industriale nazionale che fa capo alla Fiat. L’auto è, per lo più, considerata oggi come la maggiore fonte d’inquinamento, anche se non è la sola, ovviamente. Va anche detto in proposito che dal 1985 in poi l’inquinamento delle città italiane è diminuito per due fattori: qualificazione dei carburanti e delle autovetture. Ma il dato, in sé confortante, non è soddisfacente perché il rinnovo del parco auto è stato inadeguato (65% del totale) tanto che oltre 10 milioni di autovetture continuano a rilasciare nell’aria una quantità unitaria di inquinanti superiore dell’80-100% a quelle di moderna concezione. A ciò si è aggiunto un parco motoveicolare di circa 10 milioni di esemplari, considerato di entità straordinaria, rispetto agli altri Paesi della Comunità europea. D’altra parte se immaginiamo da qui a dieci anni un analogo sviluppo del mercato automobilistico in Paesi come la Cina e l’India l’inquinamento atmosferico che riusciremmo, in qualche modo, a ridurre in casa nostra diventerà inarrestabile altrove e con effetti inquinanti che interesseranno tutti i Paesi del mondo. Quindi non si tratta solo di tecnologie innovative nel processo produttivo delle auto e delle moto o dei motocicli e di carburanti più “puliti” ma di qualcosa che dobbiamo fare di diverso per migliorare la qualità della nostra vita e non certo quella di restare imbottigliati per ore nel traffico delle grandi città e soffocati dai vari gas di scappamento. E’ una svolta che ci deve far pensare seriamente ad una riconversione industriale della linea di produzione automobilistica verso altre forme di trasporto o, per lo meno, ricercando soluzioni più indirizzate ad un trasporto pubblico, almeno nelle grandi città.

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Roma: accordo Enel per implementare rete ricarica elettrica

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2009

«Il Comune di Roma firmerà a settembre un protocollo d’intesa con Enel  per la realizzazione di un progetto sperimentale che promuova  lo sviluppo della mobilità elettrica nella Capitale». E’ quanto dichiarano l’assessore alla Mobilità e ai Trasporti del Comune di Roma, Sergio Marchi, e l’assessore all’Ambiente, Fabio De Lillo. «Una scelta promossa e già approvata dalla giunta Alemanno, che porterà alla creazione di una nuova rete di ricarica per veicoli elettrici e che consentirà l’implementazione del servizio esistente, dal 2007 fermo a 11 stazioni, per un totale di 40 colonnine, equivalenti a 96 punti di ricarica gratuita per scooter e autovetture. Il nuovo progetto prevede una prima fase sperimentale – spiega Marchi – per consentire, successivamente, l’espansione del servizio, oggi a vantaggio della sola utenza privata, anche nell’ambito del trasporto pubblico non convenzionale e per l’attuazione di soluzioni dedicate agli spostamenti casa-lavoro. Guardando ad un futuro sostenibile per la nostra città – conclude l’assessore alla Mobilità – l’amministrazione capitolina ha infatti deciso di accettare la sfida di portare anche Roma a livelli di mobilità sostenibile sempre più elevati: ponendo attenzione alle problematiche della collettività, interpretandone le aspettative, e  cercando di contemperare l’esigenza istituzionale di ridurre la congestione ed il traffico, fonte di stress per i cittadini, con la doverosa tutela dell’ambiente». «A settembre – ribadisce De Lillo – i tecnici dei due assessorati, dell’Atac e dell’Enel avvieranno una importante collaborazione per definire il piano di localizzazione e di installazione delle nuove stazioni di ricarica dedicate ai veicoli elettrici. Si tratta di una valida opportunità per sviluppare un sistema di mobilità sostenibile a impatto zero – precisa l’assessore all’Ambiente –  annoverando Roma tra le città pilota in questo tipo di sperimentazione, perfettamente in linea con la riduzione dell’inquinamento atmosferico cui punta l’Amministrazione capitolina. Un obiettivo – conclude De Lillo – verso il quale già si sta lavorando da un anno, con risultati tangibili. Lo confermano i dati ottenuti dai rilevamenti effettuai nei primi 7 mesi del 2009, che mostrano una riduzione del 50% del numero di superamenti di Pm 10 rispetto allo stesso periodo del 2007».

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