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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘avanguardia’

Fondi UE per la ricerca d’avanguardia

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2019

Le sovvenzioni, per un valore complessivo di 621 milioni di euro, sono state assegnate a 408 scienziati a inizio carriera per aiutarli a costituire le loro équipe e a condurre ricerche all’avanguardia in una vasta gamma di discipline, creando nel contempo circa 2 500 posti di lavoro per ricercatori post-dottorato, studenti di dottorato e altro personale. Le ricerche riguarderanno diversi ambiti, ad esempio, si studierà in che modo le foreste commestibili potrebbero combattere la fame nel mondo; si valuterà l’intensità, la frequenza e la distribuzione dei livelli del mare estremi in Europa; si indagheranno le modalità con cui le imprese tecnologiche promuovono i propri prodotti e cercano la fiducia dei consumatori; e si sveleranno le capacità di sopravvivenza degli organismi unicellulari.

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“L’oncologia italiana è sempre più all’avanguardia nel mondo”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

“Lo è anche grazie all’impegno e alla dedizione di molti giovani specialisti. L’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) conta ormai un 30% di iscritti con meno di 40 anni. Il loro contributo è fondamentale per tutte le nostre attività sia scientifiche che educazionali. E lo sarà sempre di più per combattere gli oltre 1.000 nuovi casi di cancro che ogni giorno vengono diagnosticati in Italia”. E’ quanto afferma la dott.ssa Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar in occasione dell’apertura del 13° Congresso Nazionale AIOM Giovani. Fino a domani oltre 200 oncologi si riuniscono a Perugia per fare il punto sulle ultime novità emerse dalla ricerca medico-scientifica nazionale e internazionale. Un appuntamento fisso che rappresenta anche l’occasione per ascoltare le proposte e le istanze che arrivano dai membri più giovani della principale Società Scientifica dell’oncologia italiana. “Il congresso di Perugia è la più importante “palestra” per i giovani dell’AIOM – aggiunge Gori -. Grazie ai nostri convegni scientifici ogni anno avviamo centinaia di medici all’aggiornamento delle proprie conoscenze. Prestiamo grande attenzione alla comunicazione e quindi alla capacità di saper prontamente rispondere alle domande e ai bisogni dei pazienti. Vogliamo anche far comprendere la grande importanza dell’etica e di una assistenza sanitaria equa e accessibile per tutti”. Al congresso di Perugia ampio spazio è dedicato anche agli aspetti sociali e organizzativi della lotta al cancro in Italia. “In questi ultimi 15 anni abbiamo coltivato e seguito con grande attenzione e costanza una folta schiera di giovani medici – aggiunge la dott.ssa Gori -. Oggi rappresentano il vanto e l’orgoglio di AIOM e, proprio per loro, come Società Scientifica ci dobbiamo impegnare sempre di più per definire con maggiore chiarezza il ruolo dell’oncologo dell’oncologia medica all’interno di un sistema sanitario nazionale che si sta riorganizzando. Le istituzioni sanitarie devono seguire il nostro esempio e maggiormente valorizzare i giovani medici oncologi iniziando dall’aumento del numero di borse di studio elargite agli specializzandi. I tumori sono malattie già in forte aumento e destinate a crescere ulteriormente nei prossimi anni. Per riuscire a rispondere alle attuali sfide, e a quelle del futuro, dobbiamo avere a disposizione personale medico con un’adeguata preparazione”. “Come AIOM siamo infine convinti che la costituzione delle Reti Oncologiche Regionali, su tutto il territorio nazionale, potrà rappresentare una grande opportunità non solo per i pazienti ma anche per i nostri colleghi under 40 – conclude Gori -. Una maggiore condivisione di conoscenze e competenze, tra professionisti di diversi centri, può migliorare il livello di preparazione di tutti gli oncologi, soprattutto quelli più giovani. E’ però necessario che le Reti non rimangano sulla carta ma siano effettivamente realizzate e vadano rese quanto prima operative”.

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Banche digitali: Italia sempre all’avanguardia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 settembre 2018

Il cliente invia un reclamo a mezzo posta elettronica certificata, e loro rispondono mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.Nelle immagini ci sono Intesa Sanpaoloe Banco BPM, ma non sono affatto gli unici istituti che ancora rimpiangono i piccioni viaggiatori.Tra preparazione, spedizione e consegna possiamo stimare una perdita di tempo pari ad almeno una settimana, se non anche dieci giorni.
Senza contare l’eventuale, ma molto frequente, caso di assenza del destinatario e del conseguente tempo perso per recarsi all’Ufficio Postale per ritirare la lettera. Alla fine, possono trascorrere senza alcuna difficoltà almeno due settimane. Tutto tempo sprecato dal cliente. Non finisce qui. Il costo di una Raccomandata con Avviso di Ricevimento è di minimo 6,50 euro, che moltiplicato per tutte le comunicazioni inviate porta ad un notevole esborso economico per l’istituto. Un costo che, in un modo o in un altro, viene poi riversato sulla clientela. (fonte: Aduc)

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La Chiesa australiana riparte dalle suore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 settembre 2018

By Lucandrea Massaro. La Chiesa australiana prova a rialzarsi dopo che il grave scandalo di abusi sui minori emerso tramite il lungo lavoro investigativo della “Royal Commission” aveva disegnato un quadro a tinte foschissime della storia del cattolicesimo australiano, con abusi, coperture, omissioni. La possibile via d’uscita è rappresentata da un dato emerso proprio dal lavoro della Commissione che ha accertato, dopo cinque anni di lavoro, che la diocesi con la minore incidenza di abusi nei sei decenni dal 1950, quella di Adelaide con un 2,4%, è stata quella all’avanguardia nella nomina di donne laiche e di suore come vicarie episcopali con autorità sopra i sacerdoti, rivelando «una differenza culturale significativa» Il motivo di questa posizione di credibilità viene dalla storia della Chiesa e del ruolo che le donne – laiche e consacrate – spesso svolgono o per meglio dire non svolgono:«Una minore implicazione nelle strutture di potere finisce per diventare una risorsa quando queste subiscono distorsioni. Papa Francesco dice spesso che dobbiamo farci evangelizzare dai poveri, credo sarebbe un buon esercizio imparare da coloro che hanno abitato le periferie delle istituzioni»Una posizione simile a quella espressa dalla teologa Anne-Marie Pelletier sul quotidiano dei vescovi francesi La Croix lo scorso 28 agosto. Lei, vincitrice nel 2014 del premio Ratzinger per la teologia, spiega come – a suo parere – il nocciolo del problema sia:l’imperiosa necessità che si impone oggi di rivedere radicalmente la nostra ecclesiologia. Perché è una maniera deficiente, squilibrata e presuntuosa di intendere e di vivere il potere prebiterale ad essere, in gran parte, a monte dei crimini di pedofilia e degli scandali di autorità. Una teologia piramidale della Chiesa ha supportata una identità di prete come cristiano d’élite, al di sopra degli altri battezzati, avendo giurisdizione sulla vita degli altri. L’onnipotenza che ne deriva autorizza necessariamente gli eccessi, in particolare nel togliere gli ostacoli all’esercizio di fantasie di alcuni.Questa realtà deve essere oggi interrogata con coraggio. Anzitutto nei seminari, ma anche da parte di tutti i cristiani che non sempre sono esenti da una visione sacralizzata della funzione presbiterale. Non possiamo più attenerci ad una ecclesiologia elaborata ed attuata esclusivamente dal clero. Bisogna che la Chiesa sia pensata a più voci. Tra cui evidentemente quella delle donne. Queste ultime hanno un’esperienza privilegiata, per così dire, delle ostentazioni di superiorità clericali e degli abusi d’autorità. Hanno anche un rapporto col potere diverso da quello degli uomini, che potrebbe utilmente ispirare l’istituzione. (fonte: news.aleteia.org)

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Il Policlinico di Milano all’avanguardia nella gestione multidisciplinare del tumore al polmone

Posted by fidest press agency su sabato, 19 Mag 2018

Milano. Un approccio multidisciplinare e multi-patologia per garantire una corretta gestione del tumore al polmone. È quanto accade al Policlinico di Milano, struttura d’avanguardia nel trattamento di questa neoplasia. L’ospedale gestisce oltre 500 casi di tumore al polmone l’anno di cui 200 chirurgici, e tutti gli iter per la diagnosi e l’impostazione della terapia si realizzano entro 1 mese dalla prima visita, che si può ottenere in soli 7 giorni.
Il tumore del polmone colpisce a livello globale oltre 2 milioni di persone[1], attestandosi come prima causa di morte per gli uomini e terza per le donne, dopo il tumore al seno e al colon. In Italia nel 2017 si sono contati 28mila nuovi casi negli uomini e 13mila nelle donne. Si conferma così come la terza patologia tumorale più frequentemente diagnosticata tra gli uomini (15%) dopo la prostata e il colon, la terza per le donne (6%) dopo mammella e colon, mentre in termini di decessi risulta ancora al primo posto fra i pazienti di sesso maschile (26%).
Tabagismo, inquinamento atmosferico e esposizione a cancerogeni professionali sono i principali fattori di rischio. Tra i cancerogeni legati al lavoro, nel 2016 in Italia figuravano ancora l’amianto (181.500 decessi) e la silice cristallina (48.000), responsabili anche di 3.500 decessi per asbestosi (malattia polmonare cronica conseguente all’inalazione di fibre di asbesto) e 10.400 per silicosi (pneumoconiosi causata dall’inalazione di polvere contenente biossido di silicio)[4]. Per quanto concerne l’inquinamento atmosferico, invece, tra i fattori di rischio primari soprattutto per i non fumatori, la Pianura Padana detiene il triste primato di territorio più inquinato d’Europa. Secondo gli ultimi dati OCSE, infatti, quanto a polveri sottili i milanesi sarebbero fra i più esposti a livello nazionale, con Piemonte e Lombardia che superano praticamente tutto il resto del continente.In termini di prevenzione, gli esperti internazionali concordano nel definire essenziali la completa astensione dal fumo e la diagnosi precoce, ovvero la scoperta del tumore quando ancora di dimensioni ridotte. Due elementi che agevolano la gestione chirurgica e/o terapeutica, migliorando di conseguenza la prognosi e la qualità di vita dell’individuo. Per questo, presso il Policlinico di Milano è disponibile un vero e proprio percorso, a cui collabora anche uno specifico ambulatorio, per assistere nella disassuefazione dal fumo, mentre pneumologi e chirurghi toracici si prendono cura del paziente a 360 gradi. Un approccio multidisciplinare, infatti, tramite un percorso definito presso la medesima struttura, consente di ottimizzare i tempi di cura con una conseguente gestione più efficace della patologia.«Il nostro ospedale organizza i servizi sanitari e sociosanitari necessari al paziente in relazione alle patologie croniche di cui soffre. Supporta il cittadino programmando le prestazioni che devono essere erogate, emettendo le prescrizioni, fissando gli appuntamenti e verificando i referti – spiega Luigi Santambrogio, Direttore della Chirurgia Toracica e Trapianto di Polmone del Policlinico di Milano – inoltre, disponiamo di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per il paziente oncologico toracico, pensato proprio per una sua gestione tramite un’equipe composta da un chirurgo toracico, uno pneumologo, un medico nucleare, un oncologo, un radioterapista e un anatomo-patologo. Il percorso diagnostico-terapeutico del paziente affetto da nodulo polmonare è solitamente così strutturato: PET total body e ago aspirato (TAC o Eco guidato) ove necessari, valutazione funzionale respiratoria (spirometria, visita pneumologica, eventuale scintigrafia polmonare, valutazione fisioterapica respiratoria), valutazione oncologica e chirurgica toracica, eventuale intervento chirurgico attraverso le più moderne tecniche mininvasive. Queste, rispetto alla toracotomia tradizionale (che comunque si rende necessaria nei casi più complessi), permettono di eseguire resezioni polmonari maggiori quali lobectomie o pneumonectomie attraverso un’unica incisione toracica di 4-5cm di lunghezza senza divaricazione traumatica dello spazio intercostale, garantendo al paziente un decorso post-operatorio migliore in termini sia fisici (minor dolore, ripresa più veloce delle normali attività quotidiane) che psicologici». Afferma ancora il professor Santambrogio: «La Chirurgia Toracica del Policlinico è stata il primo Centro accreditato da parte della Società italiana di Chirurgia Toracica e, dal 2013, dalla Società Europea di Chirurgia Toracica (ESTS) per le attività svolte, sia di trapianto che di chirurgia oncologica, valutando le procedure diagnostiche e chirurgiche come altamente qualificanti e all’avanguardia».
In caso di sospetta neoplasia polmonare, il primo specialista interpellato è il chirurgo, che valuta le caratteristiche della lesione riscontrata nel paziente e decide se procedere con ulteriori accertamenti, condivisi e discussi nell’ambito delle riunioni multidisciplinari del Percorso dedicato sul tumore del polmone. Lo pneumologo resta una figura di prim’ordine, soprattutto nella fase di valutazione funzionale preoperatoria, che viene completata da un team di fisioterapisti respiratori, al Policlinico parte integrante del reparto di chirurgia toracica. Disciplina anche al centro di un master dedicato promosso dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con l’ospedale.«Essendo il nostro un Centro Trapianti di Polmone ad alto flusso – continua il professore – i fisioterapisti sono formati per affrontare le situazioni più delicate, sia in termini di preparazione all’intervento sia di corretta e veloce ripresa di una funzione respiratoria e muscolare ottimale. Questo, vale anche per le equipe anestesiologico-rianimatorie, abituate a gestire gli interventi più complessi, come il trapianto polmonare».
Conclude: «Oggi, la tendenza è quella di procedere con terapie target, ovvero mirate sul tipo di tumore e, soprattutto, sul paziente. Al Policlinico, innanzitutto, eseguiamo la cosiddetta biopsia liquida, un esame che da un tradizionale prelievo permette di indagare nel sangue le cellule tumorali circolanti che indicano se è presente una neoplasia, magari molto piccola e quindi non rilevabile mediante diagnostica tradizionale. Inoltre, grazie alla collaborazione con la Genetica Molecolare dell’ospedale, è possibile procedere con il mapping genetico, che permette lo sviluppo di terapie personalizzate. In quanto Istituto di Ricerca, infatti, i pazienti del Policlinico possono essere inseriti in programmi di ricerca che puntano sulla totale personalizzazione delle cure».

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Uno stadio fatto bene

Posted by fidest press agency su sabato, 25 febbraio 2017

stadio-romaRoma di Virginia Raggi. Tre torri eliminate; cubature dimezzate, addirittura il 60% in meno per la parte relativa al Business Park; abbiamo elevato gli standard di costruzione a classe A4, la più alta al mondo; mettiamo in sicurezza il quartiere di Decima che non sarà piu soggetto ad allagamenti; realizzeremo una stazione nuova per la ferrovia Roma-Lido.Abbiamo rivoluzionato il progetto dello stadio della Roma e lo abbiamo trasformato in una opportunità per Roma. Abbiamo sempre detto di essere favorevoli alla realizzazione dello stadio ma nel rispetto della legge e per il bene della nostra città.Ci siamo riusciti. Abbiamo evitato il progetto monstre ereditato dalla precedente amministrazione. A Tor di Valle nascerà uno stadio ma moderno, ecocompatibile, all’avanguardia dal punto di vista delle tecnologie ma soprattutto sarà un’opera che rispetterà molto di più l’ambiente e il territorio.E abbiamo previsto una convenzione con i costruttori: avranno priorita’ le opere di urbanizzazione utili alla città e ai romani, come la messa in sicurezza dell’area di Decima o il potenziamento della ferrovia Roma-Lido grazie a cui si accorceranno i tempi per andare e venire dal litorale di Ostia. Uno stadio fatto bene. (fonte: blog Grillo)

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Italia all’avanguardia nella chirurgia neonatale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 novembre 2016

bolognaSi è tenuto a Bologna l’incontro dal titolo “Symposium on neonatal surgery”, un appuntamento che ha visto riuniti i massimi studiosi a livello internazionale di chirurgia neonatale. Al simposio, organizzato dall’Istituto di Clinica Chirurgica Pediatrica dell’Università degli Studi di Bologna e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini, è stata trattata tutta la patologia neonatale, da quella toracica alla digestiva, dalle patologie tumorali a quelle delle vie urinarie. Uno degli argomenti principali del congresso sono state le più recenti tecniche mininvasive utilizzate nella chirurgia neonatale, soprattutto in campo toracico e digestivo. Metodiche in cui i chirurghi italiani sono all’avanguardia, come è stato riconosciuto anche dagli specialisti presenti a Bologna.
«Ogni anno l’Unità Operativa di Chirurgia Pediatrica del Policlinico S.Orsola-Malpighi effettua oltre milleottocento procedure chirurgiche delle quasi circa il 70% sono di chirurgia mini invasiva. E’ una metodica che si sta imponendo anche in altri centri specialistici di altri Paesi, come hanno sottolineato gli specialisti che sono arrivati da diverse parti del mondo per partecipare a questo incontro » spiega Mario Lima, Direttore dell’Istituto di Clinica Chirurgica Pediatrica dell’Università degli Studi di Bologna-Policlinico S.Orsola-Malpighi e presidente del simposio.
«L’applicazione della tecnica mininvasiva in caso di trauma o patologie infantili è piuttosto recente: le ridotte dimensioni di organi e tessuti nei bambini, oltre alla necessaria perfetta conoscenza dell’anatomia da parte del chirurgo ne avevano rallentato il suo utilizzo. Il salto di qualità è stato fornito grazie alla tecnologia in quanto le nuove microcamere (costituite esclusivamente da un microchip) introdotte direttamente nell’addome del piccolo paziente consentono una visione del campo operatorio più ampia e quindi permettono interventi più sicuri e precisi. Le nuove tecniche evitano inoltre incisioni deturpanti, dato che i piccoli fori con il tempo si cancellano pressoché definitivamente nel bambino».
Le nuove tecniche rappresentano una nuova sfida per i chirurghi neonatali, che già oggi devono affrontare situazioni particolari che richiedono specifiche competenze. «La chirurgia neonatale rappresenta la sezione più specialistica e sofisticata nel campo della chirurgia pediatrica» avverte Ascanio Martino, Presidente della Società Italiana di Chirurgia Pediatrica. «Un chirurgo generale è in grado di operare un bambino, ma non ha le conoscenze per intervenire in problemi chirurgici neonatali, e questo conferma l’elevata specializzazione necessaria per intervenire sui bambini appena nati. Infatti un chirurgo generale non possiede sufficienti conoscenze delle patologie neonatali, dalle modalità diagnostiche alle soluzioni terapeutiche e chirurgiche. Per queste ultime il chirurgo neonatale deve avere conoscenze in ogni aspetto della chirurgia, dalla chirurgia toracica a quella digestiva, da quella oncologica a quella urologica. Le tecniche mininvasive alzano ulteriormente il livello di specializzazione dei chirurghi neonatali e per i piccoli pazienti riducono notevolmente le conseguenze determinate da un intervento chirurgico».

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Festival di musica e arte d’avanguardia

Posted by fidest press agency su martedì, 23 agosto 2016

EvangeliaMartinaDonori (CA) enerdì 26 e sabato 27 agosto 2016 inaugurerà a Donori (CA) la IV Edizione di Contemporary_Festival di musica e arte d’avanguardia, un progetto promosso dall’Associazione Brebus, con la direzione artistica di Maurizio Coccia e Roberto Follesa, in collaborazione con l’Associazione Culturale Spazio Musica (CA) e con il patrocinio del Comune di Donori. Contemporary anche quest’anno presenterà un programma ricco di appuntamenti che animeranno il paese di Donori: live performance di musica d’avanguardia, momenti di incontro pubblico e dibattito, residenze artistiche e installazioni.Il festival, nelle precedenti edizioni, si è imposto sulla scena nazionale per l’originalità del format, che propone il superamento delle tradizionali barriere tra i linguaggi artistici: musica, arte visiva, dibattiti, letture pubbliche sono tutte attività che concorrono alla formazione di un’idea più ricca di realtà e non discipline divise da anacronistiche diffidenze. E la Sardegna, nonostante la posizione in apparenza periferica, si sta confermando come punto di riferimento per la musica e l’arte d’avanguardia: grazie a questa collocazione privilegiata riesce maggiormente ad assimilare le più diverse influenze, restituendole in modo autentico e indipendente dai meccanismi dell’omologazione culturale dettata dal mercato Fin dal suo inizio, Contemporary si è posto importanti e ambiziosi obiettivi che l’edizione attuale mira ad incrementare: evidenziare le realtà creative isolane più avanzate; proporsi quale piattaforma internazionale d’incontro fra le più aggiornate esperienze artistiche; rilanciare il territorio come patrimonio antropologico da offrire all’ispirazione degli artisti invitati; organizzare occasioni di collaborazione tra le diverse associazioni che agiscono nel medesimo ambito a livello locale; diventare attrattore turistico in alternativa alle spiagge. In entrambe le sezioni, Musica e Arti Visive, a seguito della permanenza dal 21 al 25 agosto nel paese, gli artisti creeranno opere che dialogano con gli Giovannimonikaspazi, la memoria e le suggestioni di Donori: manufatti effimeri o duraturi, oggetti o esperienze da vivere insieme agli abitanti, performance vere e proprie.Durante il festival altre due importanti occasioni contribuiranno a mettere in relazione il contesto locale con l’orizzonte più vasto della cultura internazionale. Il 26 agosto si svolgerà il Master Class: Franko B, il noto artista e performer italiano di stanza a Londra, illustrerà il suo lungo e ricco percorso artistico nel corso di un’appassionante lezione aperta al pubblico; mentre il 27 agosto gli artisti partecipanti e il curatore, discutendo della residenza a Donori nella Tavola rotonda “Le questioni dell’arte”, condivideranno con il pubblico i temi più attuali del dibattito artistico.
Per la Sezione Musica (musica, video, danza) interverranno gli artisti: Alessandro Cau, Marco Caredda Valter, Marco Cabras, Duo ReNoir, Franco Casu, Scott Arford, Trishira + Efedra, Marco Antagonista & Gianni Atzeni, Valter Alberton & Matteo Musio, Silvia Corda, Adriano Orrù, Mauro Medda, Giacomo Salis & Stefan Schmidt – ensemble, Federico Fenu, Silvia Corda & Giacomo Salis & Stefan Schmidt, Luciano Cireddu, Triac, Jakob, Marco Ferrazza, Mariana Millapan, Daniele Pasini, Raffaele Pilia & Michele Pusceddu, Massimo Olla & Mauro Medda, Parallel Coast.
Per la Sezione Residenze Artistiche e Installazioni Cittadine parteciperanno gli artisti: Evangelia Basdekis, Pierluigi Calignano, Giovanni Casu, Martina Corongiu, Gregor Eldarb, Aurelien Mauplot, Margherita Morgantin, Andrea Panarelli, Monika Zarzeczna, Italo Zuffi. Franko B: Master Class (foto: evangelia, martina, Giovanni, monika)

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Per la prima volta in Italia l’avanguardia artistica cinese

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2016

villa-celimontana(1)Roma fino al 19 giugno, h. 10.00 – 18.00 Ingresso libero Villa Celimontana – Società Geografica Italiana, Palazzetto Mattei via della Navicella 12 (Roma) Dopo gli oltre 75 milioni di visitatori che hanno affollato il Distretto artistico 798 di Pechino, arriva per la prima volta in Italia la collettiva dei 32 artisti cinesi contemporanei più rappresentativi dell’avanguardia asiatica, per scoprire la nuova rivoluzione artistica dell’Oriente, quella che sta posizionando Pechino e l’intera Cina ai vertici delle tendenze mondiali.
Dal 16 al 19 giugno gli artisti presenteranno le proprie opere a Roma, presso la Società Geografica Italiana, nei locali di palazzetto Mattei a Villa Celimontana, via della Navicella 12. Wang Ningde, Shi Jianmin, Li Yongbin, Huang Yan, Fang Lijun, Feng Zhengjie, Chang Xugong, Luan Xiaojie, Li Rui, Luo Brothers, Wu Mingzhong, Zhong Biao, Zuo Xiaozuzhou, Qi Zhilong, Weng Fen, Zhao Ling, Zhao Yao, Ma Qiusha, Tang Zhigang, Xue Song, Gao Huijun, Li Ji, Yang Xun, Weng Fen, Kong Lingnan, Chi Qun, Yang Qian, Yu jie , Guo Bin, Li Luming, Jin Defeng esporranno 34 opere prodotte con tecniche diverse: dalla fotografia alla video art, dalla scultura in acciaio o fibra di vetro all’inchiostro e colori su seta, dalle pitture in tecnica mista all’olio e acrilico su tela, dalle litografie fino anche alle performance.A Pechino i tre numeri 798 identificano oggi il movimento di avanguardia artistica nazionale cui fanno parte moltissime personalità importanti del mondo dell’arte, che fa capo a un più ampio e influente distretto artistico cinese che ospita esposizioni nazionali e internazionali all’interno di una vecchia fabbrica di armi.
Il “798”, situato a nord-est di Pechino, si trova nell’area industriale statale, in una struttura che in origine produceva componenti per l’elettronica. A partire dal 2002 artisti e organizzazioni culturali hanno iniziato a dividere, ristrutturare e affittare gli spazi della fabbrica, trasformandoli in gallerie e studi artistici, laboratori di design, ristoranti e bar e poi anche appartamenti. L’integrazione tra arte, architettura e cultura contemporanea con un ambiente di interesse storico e uno stile di vita urbano ha reso in poco tempo il 798 il simbolo di un modello culturale in cui la vita urbana artistica e produttiva condivide gli stessi spazi degli ambienti di vita quotidiana.
CCPIT, China Council for the Promotion of International Trade, fondata nel maggio del 1952, include VIP, imprese e organizzazioni rappresentanti i settori economici e di scambi commerciali in Cina. È la più grande e importante istituzione per la promozione e il commercio estero in Cina. RomExpo è una società di internazionalizzazione che offre occasioni d’incontro ad enti, organizzazioni e imprese di tutto il mondo, per scambi culturali e commerciali a livello globale. Promuove rapporti di amicizia tra i popoli, ancor prima che economici sollecitando lo scambio di conoscenze sui temi legati allo sviluppo tecnologico, in particolare quelli che hanno ricaduta sull’ambiente e sul benessere degli abitanti. Grazie all’expertise nel campo delle relazioni istituzionali e internazionali, organizza e gestisce iniziative di promozione e scambio con particolare riguardo a convegni e workshop internazionali a carattere tecnico-scientifico.

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CSA Group inaugura un nuovo Laboratorio all’avanguardia dedicato alle aree pericolose presso il prestigioso Hawarden Business Park, nel Flintshire, Regno Unito

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 Mag 2015

testingCSA Group, fornitore a livello mondiale di servizi di test e certificazione, tra le principali organizzazioni nel settore dello sviluppo di standard, ha inaugurato un nuovo laboratorio di test e certificazione per apparecchiature utilizzate in aree pericolose. Il nuovo laboratorio si avvale di apparecchiature e tecnologie avanzatissime e si accredita come una delle strutture più attrezzate al mondo nel settore dei test di conformità agli standard internazionali.”CSA Group, leader mondiale nel settore dei test e della certificazione di aree pericolose, continua a svilupparsi e a offrire nuovi servizi e competenze capaci di soddisfare le richieste dei propri clienti”, ha detto Magali Depras, Chief Operating Officer di CSA Group. “L’anno scorso abbiamo aperto nuovi laboratori dedicati alle aree pericolose in Europa, Nord America e Asia, e possiamo avvalerci di oltre 50 anni di esperienza nello sviluppo di standard nel settore petrolifero e del gas”.Il nuovo laboratorio occupa un’area di circa 2.500 mq, oltre cinque volte la capacità della struttura precedente. Dispone di un’area dedicata alla formazione, al primo piano, e di un laboratorio d’avanguardia allocato al piano terra. Il laboratorio è attrezzato per ogni necessità relativa ai test di conformità, e offre test di Protezione Ingresso (IP, Ingress Protection), test di innalzamento della temperatura per simulare condizioni sperimentali “reali”, celle per test di esplosione e ignifugità, test di erogazione carburante, e dispone di un “laboratorio non-metallico” specificamente progettato per ridurre il rischio di scintille.”Il nuovo impianto in Galles è una delle strutture più attrezzate in Europa per l’esecuzione di test per aree pericolose”, ha dichiarato Ralf Schunk, Regional Vice President di CSA Group per l’Europa. “Il nostro impegno è volto a garantire l’eccellenza dei servizi erogati ai nostri clienti e questo nuovo laboratorio renderà più facile il compito dei nostri esperti nella conduzione di test di conformità di altissimo livello, oggi e in futuro”.Il nuovo impianto in Galles offre la più vasta gamma di servizi di test e per l’attestazione di conformità mai organizzata in un medesimo luogo, ed è accreditato come il principale organismo notificato del Regno Unito nel settore della Certificazione su prodotto. Il nuovo laboratorio è stato progettato per una valutazione di “molto buono” per gli interventi edilizi d’ottimizzazione dei consumi energetici (BREEAM, BRE Environmental Assessment Method) e con un’area di laboratorio flessibile, dotata di canalizzazione elettrica che consente di adattarla alle esigenze di test dei clienti.CSA Group fornisce test e certificazioni per aree pericolose nell’Unione Europea, in America del Nord, oltre a certificazioni ATEX e IECEx. CSA Group si avvale di un gruppo di esperti nel Regno Unito ed è riconosciuto in tutto il mondo come azienda leader nel settore dei servizi dedicati per aree pericolose. CSA Group possiede strutture di test per aree pericolose anche in Canada, Stati Uniti, India e Cina, e gode della collaborazione di numerosissimi esperti del settore dislocati in tutto il mondo.CSA Group è un’organizzazione associativa indipendente, non a scopo di lucro, dedicata alla sicurezza, al benessere sociale e alla sostenibilità. Le sue conoscenze e competenze comprendono lo sviluppo di standard, soluzioni di formazione e consulenza, servizi di test e certificazione a livello mondiale per settori aziendali chiave, tra cui aree pericolose e di produzione industriale, impiantistica idraulica e edilizia, settore medico, sicurezza e tecnologia, elettrodomestici e gas, energie alternative, illuminazione e sostenibilità, oltre a offrire servizi di valutazione per i prodotti di consumo. Il marchio di certificazione CSA appare su innumerevoli prodotti in tutto il mondo. Per maggiori informazioni su CSA Group, visitare http://www.csagroup.org

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Terapia del Dolore

Posted by fidest press agency su sabato, 21 febbraio 2015

Duomo_e_Battistero_di_ParmaTerapia del Dolore: presentato a Parma il primo Centro di riferimento individuato per l’Emilia Romagna Anni di esperienza come struttura specialistica al servizio dei pazienti che soffrono, un’innovativa attività di ricerca farmaco-genomica sul mal di schiena, un impegno continuo nella formazione di medici altamente specializzati. Sono questi i punti di forza del Centro di Terapia del Dolore dell’Ospedale Maggiore di Parma, da poco riconosciuto come riferimento regionale per la cura del dolore cronico e presentato oggi alle Autorità e ai media locali.Il Centro di Terapia del Dolore dell’unità operativa di 2° Anestesia e Rianimazione, recentemente ristrutturato e ampliato, con 6 ambulatori, 6 posti letti e 2 attigue sale operatorie, è in grado di gestire anche i casi più complessi, ponendosi all’avanguardia per la diagnosi, la cura e la riabilitazione del dolore cronico. La struttura risponde così in modo completo ai requisiti della legge 38, che garantisce l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore da parte del malato, nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza.
“Il nostro – spiega il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, Leonida Grisendi – è stato il primo, e per ora l’unico, Centro HUB individuato dalla Regione Emilia Romagna, punto di riferimento per un’area vasta di circa 2 milioni di abitanti. Una scelta maturata per gli anni di competenza ed esperienza di struttura specialistica di secondo livello, che premia il lavoro clinico-assistenziale e di ricerca dei nostri professionisti”.“L’HUB di Parma – precisa Guido Fanelli, Direttore della struttura e Presidente della Commissione ministeriale per l’attuazione della legge 38 – con oltre 16.000 prestazioni erogate ogni anno, ha al proprio attivo numeri che testimoniano la grande mole di lavoro svolta quotidianamente. A questo si aggiunge una feconda attività di ricerca, il cui valore è stato recentemente attestato dall’assegnazione di fondi da parte della Commissione Europea per uno specifico progetto di ricerca farmaco-genomica condotto sui dolori alla schiena, nell’ambito del Seven Fraimwork Program for Research”.“L’Università di Parma – conclude Fanelli – è stata la prima nell’anno accademico 2012-2013 ad istituire il Master di secondo livello di alta formazione e qualificazione in terapia del dolore e cure palliative. Ogni anno diplomiamo 20 medici con competenze professionali specifiche, proprio per un’adeguata gestione del dolore cronico, in base ai principi della legge 38”.

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Aumento nati da ovociti congelati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

Quante coppie sognano di avere un bambino ma hanno difficoltà a concepire? Tante, o peggio, sempre di più. Tra le pratiche in progressiva crescita e permesse in Italia una delle più utilizzate sta diventando la “crioconservazione” (conservazione di ovuli congelati con l’azoto liquido) per la quale il Nostro Paese può essere considerato all’avanguardia. A conferma di tanto sono i dati ufficiali divulgati dall’Istituto Superiore della Sanità nei quattro anni compresi tra il 2005 ed il 2009, secondo cui sono stati ben 1170 i bambini nati da ovociti congelati e ben 15068 i “cicli di scongelamento”. Si tratta di un grande primato anche a livello mondiale, resosi necessario, secondo alcuni, proprio data la mancanza di pratiche di fecondazione alternativa consentite dalla famigerata legge 40 del 2004. A seguito di una nota sentenza della Cassazione che ha dato il via libera al congelamento degli embrioni, infatti, a partire dal 2009, il Belpaese ha fatto grandi passi in avanti se si pensa che risale all’anno 1997 la nascita della prima bambina frutto della fecondazione di un ovocita congelato. Molte categorie di donne ricorrono alla crioconservazione, e tra queste la gran parte sono state colpite da gravi malattie, come il cancro, anche se si assiste ad una progressiva crescita del numero di donne sane che per svariati motivi optano per questa tecnica di fecondazione assistita. Recenti studi hanno constatato che il nuovo “ventaglio” è costituito da pazienti con una cultura medio alta, che decidono di far congelare i propri ovuli per posticipare la maternità sino a 35 – 40 anni ed oltre. Sono donne in carriera, architetti, giovani medici, giornaliste e ricercatrici, per lo più abitanti delle grandi città. Tutti questi numeri positivi cozzano però con un dato ineludibile: la carenza di strutture pubbliche che praticano la crioconservazione che induce molte donne a rivolgersi a centri privati con costi intorno ai 2 – 3 mila euro o a non realizzare il proprio sogno di diventare madri. Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” alla luce della circostanza che in Italia possiamo contare su appena due o tre centri pubblici specializzati, presenti a Bologna e Milano e per non sminuire il naturale desiderio di maternità e paternità delle coppie italiane, ritiene necessario che lo Stato debba avviare politiche sanitarie che si facciano carico di questo incombente.

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Batterio killer e rimborsi comunitari

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2011

“L’indennizzo di 210 milioni che arriverà dalla Commissione europea sarà comunque insufficiente se non si bloccherà la psicosi collettiva da batterio killer. Cosa sta aspettando il Ministro Romano, di concerto con il Ministro Fazio, a lanciare una massiccia campagna di informazione e di controlli che tranquillizzi i consumatori?” Lo afferma in una nota il deputato Ignazio Messina, capogruppo IdV in Commissione Finanze e Responsabile Nazionale IDV Enti Locali. “Nessuno spiega che le strutture produttive italiane sono all’avanguardia, in Europa, riguardo alla sicurezza alimentare. Tutte le aziende – prosegue Messina- attuano un sistema di autocontrollo (HACCP) e sono certificate GLOBAL GAP, ciò comporta la realizzazione di un gran numero di analisi sui residui di fitofarmaci e sugli altri contaminanti di natura chimica e biologica. La rabbia delle aziende agricole sta esplodendo poiché, nonostante tutti gli sforzi profusi per il controllo della qualità, il rispetto degli standard richiesti dalla grande distribuzione europea, per la realizzazione di analisi e controlli, per la certificazione delle produzioni, si trovano coinvolte in una psicosi ingiustificata che cade alla fine di una campagna produttiva già tragica per i prezzi ai minimi storici”. “L’allarmismo per il “batterio killer” sta procurando danni enormi al settore agricolo. La campagna diffamatoria verso i prodotti mediterranei, dapprima i cetrioli dalla Spagna, successivamente altri ortaggi, è stata condotta senza considerare le conseguenza a catena che ciò sta provocando sull’intera economia agricola comunitaria. Tutto ciò – sostiene il deputato- sta avvenendo nel completo immobilismo da parte del Governo, tanto da far ipotizzare una collusione tra questi soggetti e la catena di distribuzione commerciale che approfitta di queste emergenze per speculare ulteriormente sui prezzi di vendita dei prodotti orticoli”. “L’Italia dei Valori – conclude Messina -è dalla parte degli agricoltori e si sta attivando a tutti i livelli istituzionali, per informare l’opinione pubblica e gli organi di stampa nazionali ed internazionali e per attivare tutti i meccanismi e gli strumenti per l’indennizzo agli agricoltori che realmente hanno subito i danni”.

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“A Roma – Da Roma”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2011

Roma 13 e il 14 gennaio. Accademia Reale di Spagna a Roma Piazza San Pietro in Montorio 3. E’ il titolo del convegno internazionale organizzato dall’Accademia Reale di Spagna e dai due borsisti Carlos García Fernández e María Diez Ibargoitia. Un incontro che ha lo scopo di riflettere e discutere su quanto hanno significato gli studi e i viaggi nella Capitale per gli architetti protagonisti dell’avanguardia architettonica europea e americana nei primi cinquant’anni del Novecento, da Le Corbusier ad Alvar Aalto. La tradizione del Grand Tour, l’impronta romana nell’opera degli architetti nordici, l’architettura vernacolare, la classicità e la modernità dei progettisti che hanno studiato presso l’Accademia saranno alcuni dei temi trattati nelle conferenze tenute da esperti spagnoli, italiani, francesi e americani come Cesare De Seta, Jesús Aparicio, José Antonio Ramos, Luis Moreno Mansilla, Paolo Marconi, Maya Segarra, Juan Calatrava, Héctor Fernández Elorza, Antonello Alici, Iñaqui Carnicero, Adolfo Blanco. L’apertura dei lavori sarà invece affidata al direttore dell’Accademia, Enrique Panés.

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Risorse ed edilizia scolastica

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2010

“La consegna del Liceo di Sangano dedicato alla memoria di Vito Scafidi è l’occasione per chiedere al Governo risorse vere e urgenti per un piano nazionale dell’Edilizia scolastica insieme alla deroga al patto di stabilità per consentirci di fare investimenti e pagare le imprese.”  Così ha dichiarato il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta inaugurando oggi il nuovo liceo delle scienze umane di Sangano intitolato allo studente tragicamente scomparso nel crollo del soffitto al liceo Darwin di Rivoli nel 2008.
Il nuovo istituto di Sangano è all’avanguardia, progettato dai funzionari provinciali secondo criteri legati alla sostenibilità ambientale, ottimizzando tutti gli aspetti indispensabili allo svolgimento delle attività didattiche (acustica, illuminazione naturale-artificiale, confort termico e risparmio energetico) e utilizzando materiali naturali, riciclabili ed ecocompatibili.  Alla consegna delle chiavi alla dirigente scolastica Luisa Mattiuzzo erano presenti, insieme ai genitori di Vito Scafidi, l’assessore provinciale all’Istruzione Umberto D’Ottavio, l’assessore regionale all’Istruzione Alberto Cirio, il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Francesco De Sanctis e il Sindaco di Sangano.  “Questa – ha dichiarato l’assessore D’Ottavio – è la più bella scuola della provincia. Tutte le scuole dovrebbero essere così, progettate in funzione della sicurezza e del benessere degli studenti. Ma servono le risorse. La Provincia ha in carico 163 edifici, il 73% dei quali ricevuti dai Comuni;  edifici vecchi per la cui manutenzione servono molte risorse. Noi continuiamo a lavorare per metterli in sicurezza con fondi il più possibile dell’amministrazione provinciale e, quando necessario, con il sostegno di altri enti. Ma occorrono più soldi e un Piano nazionale dell’edilizia scolastica. Il nostro obiettivo primario rimane la sicurezza come chiede la madre di Vito al quale è stata intitolata questa bella scuola.”

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Dompè: federalismo contro sprechi

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

«Il federalismo dovrebbe portare appropriatezza e innovazione nei meccanismi gestionali». È questo il parere di Sergio Dompé, presidente Farmindustria, intervenuto al Meeting di Rimini 2010 sul tema dell’innovazione. Insieme a lui sono intervenuti anche Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea; Marco Arzilli, ministro dell’Industria di San Marino; Giampiero Cantoni, presidente Fondazione Fiera di Milano, e Giuseppe Orsi, amministratore delegato di Agusta Westland. Secondo Dompé, quindi, l’innovazione potrebbe sbocciare grazie al federalismo e aggiunge: «Ci sono regioni in Italia, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, all’avanguardia in Europa sul fronte della sanità. Basterebbe esportare questo modello alle altre regioni, dove, invece, ci sono ancora sprechi. È inaccettabile, scandaloso, che l’Italia abbia ancora regioni con una spesa della sanità alta e una scarsa qualità. La sanità – sottolinea il presidente di Farmindustria – è legata a interessi, certo, e proprio questo può essere un differenziale importante. L’Europa ha una cultura della sanità pubblica diversa da quella degli Usa e da quella dei Paesi emergenti. Va usato questo delta competitivo, va valorizzato e capitalizzato», conclude Dompé. (fonte farmacista33)

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Metro Roma: nuova linea C

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

«Grande soddisfazione per il finanziamento confermato dal Comitato interministeriale per la programmazione  economica (Cipe) per la tratta da San Giovanni a Colosseo della nuova linea C della metropolitana di Roma».  E’ quanto dichiara l’assessore alle Politiche della Mobilità del Comune di Roma, Sergio Marchi. «Un’opera infrastrutturale che i romani attendevano da anni – sottolinea l’Assessore –  e che, grazie alle tecnologie utilizzate, tutte italiane, migliorerà la vita della Capitale. Un valore aggiunto in un periodo di congiuntura economica nazionale ed internazionale poco favorevole che fa di Roma una città all’avanguardia nell’utilizzare risorse che valorizzino le eccellenze del nostro Paese».  «Quello di oggi è un impegno importante – conclude l’Assessore – che consentirà di realizzare l’opera nei tempi previsti, grazie anche al ritmo serrato con il quale Roma Metropolitane e il general contractor stanno eseguendo i lavori per collegare la periferia al centro».

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EFIC-Grünenthal Grant sostiene i giovani ricercatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Mag 2010

Aquisgrana, Germania, Da oggi i giovani ricercatori di tutta Europa possono fare domanda per il concorso E G G, EFIC-Grünenthal Grant 2010, uno dei premi di maggior prestigio a livello mondiale nell’ambito della terapia del dolore. Sponsorizzato da EFIC, Federazione Europea dei capitoli dell’International Association for the Study of Pain, in collaborazione con l’azienda farmaceutica Grünenthal GmbH, questo premio sostiene i giovani ricercatori su progetti di ricerca clinica, innovativi e all’avanguardia in tema dolore. Il premio, pari ad un valore di € 200.000,00 è biennale e viene suddiviso tra i 5 ricercatori che risultano vincenti. Individualmente il premio può arrivare fino a € 30.000,00 per progetto.
La Federazione Europea dei capitoli dello IASP (EFIC) è un’organizzazione professionale multidisciplinare nel campo dello studio del dolore e in medicina, che annovera le più importanti Società Scientifiche nello studio del dolore. Fondata nel 1993 dal Prof. Ulf Lindblomm, EFIC riunisce 31 Paesi e circa 20.000 professionisti di tutta Europa: scienziati, medici. infermieri, fisioterapisti, psicologi e altri operatori sanitari che hanno un obiettivo comune, ovvero lo studio del dolore e del suo trattamento . : http://www.efic.org http://www.e-g-g.info
Grünenthal è un’azienda farmaceutica indipendente a capitale privato che si è sviluppata in Germania agli inizi degli anni 50. Oggi è presente in tutto il mondo e rappresenta un’importante multinazionale che conta circa 5000 dipendenti e che investe in modo significativo (20 % del fatturato del 2008) nella ricerca e nello sviluppo di prodotti sempre innovativi e al passo con i tempi.La terapia del dolore è senza dubbio l’area terapeutica che da sempre contraddistingue Grunenthal. L’azienda  è da tempo impegnata nella lotta al dolore e, in quest’ottica, ha promosso e sostenuto lo sviluppo di progetti e studi al fine di migliorare il trattamento e la qualità di vita del paziente con dolore. http://www.grunenthal.com

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Vasco Errani a Forlì lunedì 22 febbraio

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

La giornata forlivese del presidente Errani si apre attorno alle ore 9,15, con la visita all’azienda Vem Sistemi di Forlì, specializzata in Information e Communication Technology. Assieme a lui anche Tiziano Alessandrini, candidato forlivese alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo prossimo. Dopo aver visitato quest’azienda all’avanguardia, Errani incontrerà la gente e gli ambulanti del tradizionale mercato cittadino del lunedì mattina in centro storico. Poi l’incontro sarà con il mondo della cooperazione, partecipando alle ore 11 al consiglio provinciale di Legacoop e, alle 12,30, vistando l’impresa Formula Servizi, cooperativa di pulizie e servizi tra le prime cento piccole e medie imprese europee a far registrare i più forti segnali di crescita in termini di fatturato e di capacità di generare occupazione. Gli universitari di Forlì attendono invece Errani alle ore 17 nella sala del Circolo Arci Valverde: qui il Circolo Universitario dei Giovani Democratici ha organizzato un incontro sul tema “Il Presidente di Regione, tra Amministrazione e scelte decisive”. Errani risponderà alle domande degli studenti, affiancato da Tiziano Alessandrini, dal professor Guido Gambetta e dal Sindaco di Forlì, Roberto Balzani. La giornata si conclude con la manifestazione elettorale in programma alla Fiera di Forlì alle ore 21. Qui Tiziano Alessandrini e Marie Line Zucchiatti, candidati forlivesi alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo prossimo, presenteranno alla cittadinanza il loro programma politico. Oltre a Vasco Errani, saranno presenti alla manifestazione elettorale il Segretario dell’Unione Territoriale Forlivese Marco Di Maio, il Sindaco di Forlì Roberto Balzani e il Presidente della Provincia di Forlì-Cesena Massimo Bulbi.

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Nuovi treni alla Circumetnea catanese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 gennaio 2010

Costa Masnaga, Rail Service International Italia SpA, società del Gruppo Barletta specializzata nella costruzione e manutenzione di vetture ferroviarie e di materiale rotabile,  si è aggiudicata una commessa del valore di 40 milioni di Euro per la fornitura di 10 nuovi treni che andranno ad aggiungersi al parco mezzi della Ferrovia Circumetnea catanese.  Le nuove vetture, unità bimotori diesel-elettriche e bidirezionali a scartamento ridotto che costituiscono un prodotto tecnologicamente all’avanguardia e a basso impatto ambientale, saranno dotate di tutti i comfort tra cui un moderno impianto di condizionamento, servizi igienici e accessi facilitati per i passeggeri diversamente abili. I treni che viaggeranno sulla tratta Catania-Riposto, circumnavigando l’Etna, saranno operativi dal 2012.  La società di Costa Masnaga si è impegnata a consegnare le vetture entro 24 mesi dalla firma del contratto. La fornitura avverrà in due tranches: il primo ordine, per il quale la FCE ha già ottenuto il finanziamento del Ministero dei Trasporti, prevede la consegna di quattro unità; le successive saranno fornite alla firma di un secondo contratto.  L’acquisizione di questo nuovo cliente, riconferma la solidità di Rail Service International Italia SpA, la qualità dei suoi prodotti e i riconoscimenti ottenuti in un mercato dominato dai concorrenti più qualificati.
R.S.I. Italia_SpA e R.S.I. Austria GmbH, acquisite rispettivamente nel 2008 e nel 2007 dal Gruppo Barletta, sono società specializzate nella realizzazione e nella manutenzione di vetture ferroviarie e di materiali rotabili. Le attività di R.S.I. spaziano dal design e dai servizi di progettazione di interni delle carrozze,  alla manutenzione dei parchi ferroviari (elettromotrici e automotrici) oltre alla ristrutturazione e all’ammodernamento (restyling e il revamping) di carrozze passeggeri, letto e ristorante. Attualmente sono impiegati presso la R.S.I. Italia_SpA 290dipendenti di cui 160 a Costa Masnaga, 40 a Roma e 90 nei parchi ferroviari. I clienti di rilevanza strategica del Gruppo RSI sono rappresentati da un grande soggetto nazionale (Trenitalia SpA) e da società dell’industria per i trasporti  (OBB in Austria, Ceske Drahy, Ferrovia Circumetnea, DB)

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