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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘avetrana’

Berlusconi, Avetrana e rivolta Tunisia

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2011

Lettera al direttore. Che cosa c’entrano mai le squallide vicende di Berlusconi, con la tristissima tragedia di Avetrana, e con la rivoluzione in Tunisia? Eppure una riflessione mi ha fatto mettere insieme elementi così eterogenei. Al popolo tunisino era stata tolta la libertà, e per questo si è ribellato, ed ad ha messo in fuga il dittatore. Ai cittadini era stata tolta anche la libertà di esprimere la propria opinione. Bene.  Ad un numero ben consistente d’italiani non è stata tolta la libertà di espressione, bensì la capacità di giudizio. Ma questi italiani non penseranno mai a ribellarsi, a cacciare magari democraticamente chi li ha privati di questa libertà, semplicemente perché avendo perso la capacità di giudicare, non si rendono conto della propria condizione. Così a loro sembra normale, non scandaloso, il comportamento licenzioso di un uomo di una certa età, presidente del Consiglio. Che male c’è? Alla stessa maniera a loro sembra normale, non scandaloso, che da diversi mesi tutti i santi giorni cinici conduttori televisivi non lascino riposare in pace la quindicenne uccisa ad Avetrana. Che male c’è? Ovviamente si potrebbe fare un lungo elenco di cose che nel nostro paese, agli occhi di molti, appaiono normali, non scandalose. (Attilio Doni Genova) (n.r. ci corre l’obbligo di precisare, riguardo Berlusconi, che siamo stati diffidati dal pubblicare notizie riguardanti i rapporti del premier nella villa di Arcore che non provengano dalla sua fonte, in quanto si ritiene siano solo una montatura “mediatica” e che i magistrati inquirenti fanno parte della magistratura eversiva. Dobbiamo, quindi, convenire che nulla di illecito è stato compiuto e che la figura di Berlusconi ne esce adamantina.)

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Avetrana: Le proteste che lasciano il segno

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 ottobre 2010

Lettera al direttore. Forse devo ricredermi sull’efficacia delle lettere ai giornali. Questa volta forse a qualcosa sono servite. Se non altro sono servite a far parlare del problema. Sin dal giorno dopo la puntata di “Chi l’ha visto”, durante la quale la vicenda di Avetrana ebbe uno sviluppo inaspettato, cominciarono ad arrivare valanghe di proteste ai giornali da parte dei lettori. E già il 9 ottobre il direttore di Avvenire ne pubblicava una serie, intitolando: “Lo strazio di Sara, indignazione e pena”, e commentando: “Le vostre lettere, cari amici, sono ovviamente solo alcune di quelle piovute in redazione…Un fiume in piena gonfio di lacrime e di indignazione, di sgomento e di ribellione…Si dia spazio alla buona tv e al buon giornalismo…Ma soprattutto, prima ancora dello stile e dei contenuti, si ritrovi il senso della pietà umana”. Se non altro, la valanga di proteste delle persone che hanno il senso della pietà umana, sono servite mettere in imbarazzo qualche giornalista e qualche conduttore televisivo. Il 25 ottobre La Repubblica.it metteva a disposizione del lettori gli audio degli interrogatori dei presunti assassini di Avetrana, e immediatamente partiva la lettera indignata della sottoscritta, ed immagino di molti altri lettori. La Repubblica si guardava bene dal pubblicare, però il giorno dopo (26 ottobre) ritirava gli audio. Lo stesso giorno Mario Calabresi, riguardo agli audio,  scriveva: “Ne abbiamo discusso e abbiamo deciso di buttarli, perché non aggiungevano nulla a quello che avete già letto fino a oggi, perché non servivano a chiarire nulla e perché potevano essere utili solo a solleticare le morbosità, a infilare la testa più in fondo nel pozzo.” I lettori hanno anticipato i giornalisti. A qualcosa le loro lettere sono servite. Ieri sera, 26 ottobre, a Linea notte (Rai 3) c’era Lamberto Sposini, il quale, in evidente imbarazzo, ha dichiarato che lui continuerà ad occuparsi del caso perché c’è modo e modo di fare informazione, vale a dire di fare spettacolo con le disgrazie altrui. Sul primo canale, intanto imperversava l’irriducibile Vespa, con le orecchie rosse, l’espressione grave. E c’era l’esperto della psiche Crepet, con una faccia tra l’annoiatissimo e il sofferente. Non credo che continueranno a lungo le trasmissioni degli amanti del pozzo e del fango. Peccato sia mancata la voce di qualche cardinale, a ricordare ai giornalisti cattolici il dovere di rispettare i morti. (Miriam Della Croce)

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Oltre i limiti della decenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2010

Lettera al direttore. Finalmente ho capito. Bruno Vespa, Alessio Vinci, Lino Infante e colleghi, si sono dedicati anima e corpo alla vicenda della ragazzina uccisa ad Avetrana, solo per fare informazione. Evidentemente per fare informazione non sono sufficienti i giornali e i telegiornali. Ed è per questo che ancora ieri i tre signori imperversavano con i loro programmi d’approfondimento, attenti a sorridere il meno possibile, considerate le proteste in questi giorni di tanta gente ancora sensibile. Federica Sciarelli sorride un po’ di più, ma è una donna, e sembra che le donne in televisione debbano sorridere più degli uomini. Ma non è di questo che volevo parlare, dei sorrisi in Tv mentre si parla di tragedie, né della necessità dell’informazione di Vespa e compagni. Volevo solo rivolgere una supplica a questi signori della preziosa informazione.  Fateci vedere le immagini dei presunti mostri, dei parenti e degli amici e dei conoscenti, fateceli vedere continuamente ripetutamente, ma evitate di mostrarci mille volte le immagini della ragazza uccisa. Non avete il diritto di farlo, per rispetto verso di lei. Lo capite questo? Non ne avete il diritto. (Renato Pierri Scrittore ed ex docente di religione)

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Avetrana: la logica degli scoop

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Lettera al direttore. La cugina della sventurata quindicenne di Avetrana è accusata d’aver partecipato all’orribile delitto. Possibile che una nuova sensazionale notizia come questa capiti proprio a fine settimana, quando le istruttive trasmissioni televisive di “approfondimento” non vanno in onda? Immagino la rabbia di Bruno Vespa, di Alessio vinci, di Lino Infante. E’ vero che così avranno il tempo di prepararne tre o quattro di trasmissioni, con maggiore cura, ma il ferro va battuto quando è caldo. Però a rimediare, a battere il ferro cocente, ci ha pensato La7. Tu quoque, Brute, fili mi! Ieri sera, dopo il Tg, Mentana ha annunciato uno “speciale” con Luca Telese e Luisella Costamagna. Ho immaginato fosse sull’avvenimento più importante della giornata: le centinaia di migliaia di persone alla manifestazione dei metalmeccanici a S.Giovanni. Ed invece no. La notizia sull’arresto della ragazza di Avetrana, era l’avvenimento più importante. Così va il mondo. Questo nostro mondo. (Attilio Doni)

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Avetrana: un delitto maturato in famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Con il passare dei giorni si profila uno scenario inquietante. Michele Misseri, zio della vittima e la cugina Sabrina hanno maturato un delitto orrendo. Secondo l’ultima versione del Procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, il tutto è incominciato dopo le molestie sessuali dello zio. Ora abbiamo un reo confesso, Michele Misseri e una presunta complice la figlia Sabrina, che si proclama innocente e riversa tutta la responsabilità dell’insano gesto al padre colpito da improvviso raptus. Per gli inquirenti Sabrina è stata accusata di concorso in omicidio volontario e sequestro di persona. Nella ricostruzione della dinamica del delitto si ritiene che Sabrina abbia portato con la forza la cugina Sarah nel garage dove il padre sopraggiunto poco dopo, l’abbia uccisa aiutato dalla figlia. Se questa tesi reggerà agli obiettivi riscontri condotti dai militari del Ris e del reparto operativo del comando della compagnia dei carabinieri di Manduria, il gip del Tribunale di Taranto domani mattina dovrà confermare l’impianto accusatorio degli inquirenti. Per quanto è dato di sapere il fermo di Sabrina non si basa solo sulle parole del padre. Sono le sue contraddizioni e la dinamica dei fatti che avallano la possibilità, e questa volta con una variante che aggraverebbe la posizione di Sabrina, poiché appare più logico che tra le due giovani donne ci sia stata una lite per una rivalità amorosa e che alla violenza verbale abbia fatto seguito l’aggressione fisica. A questo punto è subentrato il padre e la situazione è sfuggita dalle loro mani ed è trascesa nel delitto. Davanti al cadavere di Sarah padre e figlia hanno pensato d’occultare il cadavere sia per farla franca davanti alla legge, sia per tacitare le chiacchiere dei compaesani. A questo punto il triangolo si chiude restringendosi ai tre componenti delle due famiglie imparentate tra loro: da una parte la vittima e dall’altra un padre e la figlia. La storia, com’è noto,  è cominciata il 26 agosto scorso e condita sino a qualche giorno fa in un mare di bugie e testate, passo dopo passo, dai media. Resta un paese sconvolto e sotto i riflettori di un’attenzione mediatica che molti avrebbero fatto a meno poiché non è certo positiva per una comunità laboriosa e pacifica. Seguito qui

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