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Posts Tagged ‘aviaria’

Virus A come l’Aviaria? Si gioca a dati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

Tra  8 e 12 milioni di malati e 10-15 mila morti in Italia. Sono questi gli scenari delineati in questi giorni a Praga dagli epidemiologi durante un incontro sulla prevenzione dell’influenza provocata dal virus A (H1N1). Per l’Aviaria (H5N1) fu fatto un analogo scenario: secondo gli epidemiologi dell’Oms ci dovevano essere 16 milioni di infettati, 2 milioni di ricoveri e 150mila morti. A livello mondiale si prevedevano 150 milioni di morti. Meno male che il dott. Donato Greco, l’epidemiologo che seguiva, per l’Italia, il gruppo di lavoro internazionale sull’influenza aviaria, alla domanda “gli epidemiologi di solito ci azzeccano?” rispose tranquillamente “no”. Gli scenari apocalittici sono appunto… scenari, dove, evidentemente, si prospettano ipotesi. Il farmacologo Silvio Garattini, dell’istituto di ricerca scientifica Mario Negri, a proposito del virus A dichiara “In generale, comunque, a meno di soffrire di patologie particolari, si puo’ anche non vaccinarsi, il decorso di questa influenza, infatti, sembra essere benigno nella maggioranza dei casi” e, ancora, “la via piu’ semplice per limitare la pandemia e’ molto semplice: bisogna lavarsi le mani spesso, utilizzando acqua e sapone”. Al momento su 8.000 infettati i morti sono 2, uno 0,02% statisticamente irrilevante.  Oggi il vice ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, dichiara che non si vaccinera’ contro il virus A. Allora tutto questo allarme a cosa e’ servito? Una interpretazione la da’ lo stesso Garattini “I governi sotto la spinta di potenti interessi economici si sono interessati a ottenere la disponibilita’ di vaccini e farmaci piuttosto che dare informazioni al pubblico”. Allora di cosa stiamo parlando?

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Fazio, si teme nuova aviaria aggressiva

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2009

Uno dei rischi a lungo termine della diffusione della nuova influenza A, per cui l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato lo stato di pandemia, “è che il virus possa essere ritrasmesso ai maiali, riassortirsi con ceppi dell’aviaria H5N1 e dare vita a una nuova forma di influenza aviaria trasmissibile all’uomo e aggressiva”. Lo ha sottolineato il viceministro della Salute Ferruccio Fazio, commentando le prime notizie dell’innalzamento a 6 del livello di allerta da parte dell’Oms. Il riassortimento del virus con altri ceppi è “uno dei principali motivo di preoccupazione – afferma Fazio – anche se non si tratta di un rischio immediato. L’aviaria è caratterizzata da un’elevata tossicità polmonare”, per cui la comparsa di una nuova forma trasmissibile all’uomo “sarebbe un grosso problema”. Un rischio più immediato della pandemia di influenza A è quello per l’economia. “Vista l’elevata trasmissibilità del virus – spiega il viceministro – se ci fosse una recrudescenza in Italia, come in altri Paesi, senza misure di contenimento efficaci (antivirali e vaccini), la malattia potrebbe bloccare per un certo periodo di tempo alcune fasce della popolazione e creare danni all’economia”.

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Summit sull’emergenza virale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2009

Si tiene il 30 aprile  a Lussemburgo l’incontro straordinario dei ministri della Sanità dell’UE E’ quanto è emerso nel corso del Consiglio affari generali e relazioni esterne che riunisce nel Granducato i ministri degli Esteri dei Ventisette. In rappresentanza dell’Italia, il Sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio, che a Milano, a margine della presentazione del terzo rapporto della Fondazione Rosselli, ha sottolineato come “In Europa è da parecchio tempo che ci prepariamo insieme agli altri Paesi europei per questi fenomeni. Negli ultimi tre mesi sono stato almeno tre volte a Bruxelles proprio per parlare di pandemie”. A livello mondiale è da tempo che si parla dell’arrivo di una possibile pandemia. “Non sapevamo come sarebbe venuta, né se sarebbe stata una variante dell’aviaria o un’altra cosa, ma sapevamo che sarebbe arrivata e ci siamo preparati. L’Unione Europea  può dirsi protetta grazie a una serie di misure che vengono attuate ormai da anni”. La situazione, assicura Fazio, “è attualmente sotto controllo. In Italia non abbiamo casi dimostrati. Fin dall’inizio dell’epidemia abbiamo attivato tutto il meccanismo, l’unità di monitoraggio, i mille medici sentinella della rete InfluNet che abbiamo in Italia anche in collaborazione con l’Iss”. Rispetto all’aviaria, conclude Fazio, la febbre suina ha una differenza buona e una meno buona. “Quella meno buona è che si trasmette da uomo a uomo, a differenza dell’aviaria, e quindi ha le potenzialità per diventare una pandemia, tanto è  vero che ormai siamo in fase 4 di allerta. La notizia positiva, invece, è che nella trasformazione da influenza suino-uomo a quella che si trasmette da uomo a uomo sembrerebbe aver perso virulenza. Tanto è vero che i casi che si sono registrati in America non sono stati gravi e sono stati tutti curati prontamente con antivirali”.

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