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La Storia di Bologna a teatro

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Bologna 19 Ottobre, alle ore 16,30 al Teatro Tivoli, via Massarenti 418, nell’ambito del ciclo di conferenze dal titolo “La storia di Bologna a teatro” lo storico Marco Poli, con l’ausilio di proiezioni in digitale, parlerà del tema: “La basilica di santo Stefano: passato, presente e futuro” Il complesso stefaniano rappresenta duemila anni di storia sul territorio bolognese.  Attraverso le immagini ripercorreremo le vicende architettoniche che hanno portato a profondi mutamenti nella storia delle 7 chiese, senza trascurare gli aspetti di culto e di fede e dando spazio a qualche avvenimento curioso.

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Teatro: El fnèster davanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2010

Bologna Mercoledì  13 e giovedì 14 gennaio, alle ore 21 Teatro Dehon Via Libia, 59  la Compagnia dialettale bolognese Arrigo Lucchini presenta Annama-Ria Lucchini e Gianni Giuliano in “El Fnester Davanti” di Alfredo Testoni. Scenografia e regia di Davide Amadei. Con Annamaria Lucchini e altri 20 attori.  El fnèster davanti. La vicenda, veramente spassosa, si svolge nel settembre 1927 in casa della famiglia Corneti, la quale, in occasione del 1° Congresso Eucaristico, è tutta impegnata ad addobbare la casa e “le finestre davanti” con tappeti sontuosi per il passaggio della processione con il Cardinale Legato e per ospitare numerosi ospiti venuti ad assistere all’importante avvenimento. Il padrone di casa Giuseppe Corneti ci tiene a fare bella figura in società; soprattutto con i soldi del  fratello, facoltoso agricoltore di Baricella, dai modi molto plebei e quindi in contrasto con quelli di Giuseppe che ambirebbe essere fatto cavaliere e vorrebbe, per acquisire un titolo nobiliare in famiglia, maritare con un maturo conte una delle sue figlie, che già hanno di nascosto due giovani innamorati. La Famiglia Corneti ospiterà l’illustre Vescovo Bonetti e un umile pretino (Don Alessio). Ma attenzione! Il Vescovo si presenterà sotto mentite spoglie, per conoscere meglio una delle due figlie del Corneti, di cui il nipote è innamorato. Confusione, gelosie e pettegolezzi a non finire si susseguono per tutta la vicenda e si risolveranno grazie all’intervento finale del Vescovo anche se l’unico a non essere felice sarà proprio Don Alessio, capro espiatorio di tutta la famiglia. I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Dehon dal martedì al sabato, ore 15-19, oppure un’ora prima dell’inizio di ogni spettacolo. Le vendite on-line, sono curate dal circuito http://www.vivaticket.it.
Alfredo Testoni Bologna 1856-1931). Cominciò giornalista, collaborando a diversi periodici (Capitan Fracassa, Resto del Carlino, Ehi! ch’al scusa), ma presto tutta la sua attività fu assorbita dal teatro in bolognese. Tra i molti lavori, pieni di brio e di forza comica, si ricordano: Insteriari (1881), Scuffiareini (1882), i Pisuneint (1883), Acqua e ciacher (1899), Il cardinale Lambertini (1905) in italiano e che ottenne successo anche grazie all’interpretazione di Ermete Zacconi e poi di Gino Cervi, El noster prossum (1910), El fnèster davanti (1916). Interessante anche la serie di gustosi e popolarissimi sonetti intitolati Signora Cattareina (Signera Cattereina), in cui questo personaggio dialoga sui suoi fatti e del giorno. (fnèster)

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Nulla va perduto. L’esperienza di Pavel Florenskij

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2009

pavelRimini Fiera 23-29 agosto 2009 30° Meeting di Rimini – La conoscenza è sempre un avvenimento È morto martire in Unione Sovietica, Pavel Florenskij (1882-1937), eppure non aveva ricevuto un’educazione religiosa; anzi, per un malinteso rispetto umano, il padre lo aveva tenuto rigorosamente lontano da ogni religione, finendo per privare «la persona che aveva più cara al mondo del sostegno più forte, della più fidata delle consolazioni». Lo stesso ambiente culturale russo a cavallo tra Otto e Novecento, col suo nichilismo, non favoriva alcuno slancio religioso. Ma sin da giovane Florenskij aveva colto il senso del mistero nel modo più semplice che ci sia: ammirando la natura («Nelle cose più ovvie e ordinarie è nascosto un vertiginoso senso dell’infinità e della trascendenza»), e desiderando vincere la solitudine («Il luogo nel quale incomincia la rivelazione della verità»; «è l’amicizia, come nascita misteriosa del “tu”»). Cosa poi sia diventato Florenskij nella sua maturità non si può dire in poche parole: un ingegnere che ha brevettato trenta invenzioni; un filosofo, grande esegeta del platonismo; un matematico che nel 1922 aveva concepito l’idea dello spazio curvo; uno storico dell’arte che ha restituito la comprensione dell’icona all’epoca moderna; un fine teologo che ha donato alla Chiesa un testo fondamentale. E oltre a tutto questo è stato un uomo che, nelle condizioni infernali del lager, ha continuato il lavoro di ricerca, mantenendo una profonda vita spirituale, preoccupato di trasmettere ai cinque figli le proprie conclusioni. Il percorso della mostra, che illustra questa personalità così poliedrica, si articola nelle tre fasi principali della sua vita: la formazione, che lo vede abbandonare l’agnosticismo spinto dall’osservazione della natura, per approdare alla fede e addirittura al sacerdozio. Il lavoro, che occupa gli anni centrali e vede fiorire le sue potenti sintesi culturali. E da ultimo il martirio, che lo vede al confino, poi in lager, ma sempre immerso nel lavoro di ricerca e riflessione; fino al giorno in cui viene mandato alla fucilazione. Ciascuna di queste tre fasi creative si colloca in uno «scenario» particolare: prima il Caucaso (la terra dei suoi avi) dalla natura affascinante; poi il grande monastero di Sergiev Posad, nelle cui vicinanze sceglie di vivere per nutrirsi della santità della Chiesa; infine lo splendido e tragico monastero-lager delle Solovki, dove compirà l’offerta di sé. Il suo cammino intellettuale e spirituale è vividamente illustrato nella mostra dai suoi appunti, dagli strumenti scientifici che si costruiva, dalle illustrazioni che preparava per comunicare agli allievi, o ai figli, la sua immensa passione per tutto lo scibile.  La Mostra è curata da: Adriano Dell’Asta, p. Lubomir Žak  (pavel)

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