Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘avversari’

L’inferno del lagazuoi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

Di Luciano Viazzi – Daniela Mattioli 1915-1917: testimonianze di guerra del maggiore Ettore Martini Sul Lagazuoi (dolomiti Orientali), tra il 1915 e il 1917, gli Alpini della IV Armata combatterono senza tregua contro lo sbarramento austriaco misurandosi contro l’impervia dei luoghi e con la furia degli avversari. Base di controllo e di azioni di disturbo fu la Cengia Martini che prese il nome dal comandante Ettore Martini. In questo libro la sua testimonianza insieme a quelle di altri valorosi protagonisti dell’impresa. Pagine 186 Euro 16,00 Codice 14286W EAN 978-88-425-4885-0

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Usa: Obama si ricandida

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 aprile 2011

“Tutto comincia da noi”, tutto ricomincia da Barack Obama che con questo messaggio sul web ha appena confermato la sua candidatura anche alle elezioni presidenziali del 2012 negli Usa. I bookmaker inglesi colgono subito il messaggio del Presidente confermandogli la fiducia nell’elezione bis. Mister Obama era già il loro favorito e con l’ufficialità della sua corsa, la quota per il secondo mandato, come riporta Agipronews, è scesa da 1,80 a 1,65. Per gli altri eventuali avversari sembra ci sia poco da fare. Mitt Romney è già a 8,00, Sarah Palin sale fino a 13,00. A 15,00 le chance di Mitch Daniels e John Thune, per la seconda lady in lavagna, Hillary Clinton, si parte da 25,00. Non mancano, come al solito, proposte che definire stravaganti appare riduttivo: su tutte l’ipotesi di Lady Gaga alla Casa Bianca, che pagherebbe 500,00. (Ida Di Grazia)

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Brunetta e l’autocritica

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

“Ai tanti Bersani, Epifani e compagni vari che si adontano per le mie parole sui fatti di Torino non è mai passato per la testa di fare un poco di autocritica pensando alla loro storia, alla loro ideologia, alle macerie sotto cui sono rimasti dopo il crollo del muro di Berlino, alla loro incapacità di  diventare realmente socialdemocratici e riformisti così come a quella di riconoscere i loro avversari come tali senza demonizzarli e irriderli, al loro arrivare sempre in ritardo con gli appuntamenti della storia, al loro storicismo d’accatto del tipo “avevamo torto ma avevamo ragione ad aver torto”  mentre i loro avversari “avevano ragione ma avevano torto ad aver ragione?”

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Editoriale: Le ragioni di una presenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 agosto 2010

Editoriale Fidest. Questa estate, rispetto a quelle che ci hanno preceduto, negli ultimi anni, sembra non voler interrompere le tensioni politiche che di recente sono state innescate tra il Presidente della Camera e il presidente del consiglio non tanto e non solo per le loro rispettive cariche quanto per ragioni di leadership. Certo è che alla ripresa dei lavori parlamentari il prossimo mese di settembre questi strascichi polemici li ritroveremo enfatizzati prima di trovare uno sbocco ragionevole nel senso, ce lo auguriamo, non si pensi solo a logiche successorie e di liquidazione coatta degli avversari, ma all’interesse generale del paese. D’altra parte non possiamo ripetere la stucchevole messa in opera della volontà popolare, dei milioni di italiani che pedissequamente votano per l’una o l’altra parte politica solo per il gusto della “sceneggiata”. Se è vero che il 70% degli italiani va a votare dobbiamo anche pensare al restante 30% che diserta le urne e capire se questa forza tanto consistente non abbia un motivo valido per astenersi e se è, almeno in parte, recuperabile. E’ un malessere, ci assicurano, diffuso anche tra chi va a votare. In pratica dovremmo sgomberare il terreno da ciò che ha dato e ci offre la politica in termini di legalità, fedeltà alle istituzioni, rispetto per l’avversario, onestà intellettuale e soprattutto meno annunci e più realizzazioni. Oggi lo stereotipo del politico rassomiglia sempre di più a un bugiardo matricolato, a un opportunista, a un carrierista, a un lobbista e nel giudizio l’opinione pubblica finisce di fare di tutta l’erba un fascio non credendo che ci possano essere, come lo sono, politici onesti e sinceramente votati all’interesse comune. E’ uno scadimento dell’immagine che chi razzola male ha tutto l’interesse ad esaltare per creare confusione, divisioni e discrediti. D’altra parte come possono modesti lavoratori che vivono con le loro esigue retribuzioni ambire a candidature politiche dove la sola entrata in campo li costringerebbe ad affrontare spese insostenibili? La politica sta diventando sempre di più un club esclusivo di chi ha risorse economiche notevoli o è disposto a diventare un servus servorum domini. Ma anche se vi riuscisse che potere reale ha nel cambiare le cose? Si troverebbe come la mitica pecorella circondata da lupi famelici. Ecco perché siamo convinti che le elezioni anticipate, o no, riescono difficilmente ad assicurarci uomini e programmi diversi e garantisti per i ceti deboli. Ma questo non vuol dire gettare la spugna e ingrossare le fila degli astensionisti. Al contrario. Occorre perseverare nella ricerca. Occorre fare cordata: una sorta di banda degli onesti e dare fiducia a chi oggi sa ancora essere onesto come l’operaio che ha trovato tra le macerie di una casa distrutta dal terremoto all’Aquila un sacchetto con dentro un piccolo tesoro e il suo primo pensiero è stato quello di consegnarlo a chi avrebbe potuto restituirlo ai legittimi proprietari. Finché esistono persone del genere anche la politica potrebbe diventare più onesta, ma bisogna avere la capacità di usare il voto non come uno strumento di potere, per gli interessi che non ci riguardano, ma per dare l’opportunità agli onesti di diventare maggioranza. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Le donne nel mondo scientifico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 Maggio 2010

L’uscita del film “Agora’ ” del regista spagnolo Alejandro Amenabar, ha aperto un nuovo dibattito sul ruolo e la presenza femminile in ambito scientifico. Il film e’ dedicato ad Ipazia, filosofa ed astronoma vissuta ad Alessandria d’Egitto nel IV sec. d.C. appartenente al Neoplatonismo, lapidata e barbaramente sacrificata da una fanatica folla di avversari cristiani che non ammettevano, dopo l’editto di Costantino che faceva del Cristianesimo la religione di stato, la possibile esistenza di pagani, specialmente donne colte come lei che era l’astro della Biblioteca d’Alessandria. Ancora oggi le donne coinvolte nel mondo scientifico sono in qualche modo marginalizzate, negli Stati Uniti secondo la National Science Foundation solo il 20% dei professori in tutti i campi scientifici, ingegneria e medicina sono donne. In Italia esiste poi una forte contraddizione tra le donne laureate in materie scientifiche quali ingegneria, scienze della vita ed altre scienze (che sono il 50% dei laureati) e le carriere universitarie che invece vedono il 25,1% di professoresse in biologia, il 9,2% in scienze mediche, il 13% in chimicae solo il 6,2% in fisica. Vi sorprende? Siete tra quei professionisti uomini o donne che hanno lasciato l’Italia per venire negli USA? Avendolo fatto io stessa mi piacerebbe sapere cosa vi ha motivato ad andarvene, qual’e’ stata insomma la goccia che ha fatto traboccare il vaso o l’opportunita’ migliore che e’ sorta all’estero… e infine, vi manca l’Italia? (from Bianca dellepiane’s Blog)

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Le nuove sorgenti di ricchezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2010

Editoriale fidest. Le nuove sorgenti di ricchezza, per un fatale incantesimo, diventano fonti di miseria. Tutto ciò che segna una conquista del progresso umano si trasforma magicamente in qualcosa che produce solo fame e desolazione. La struttura imperiale del capitalismo non sembra incontrare ostacoli. Se ve ne sono li seduce e li annienta. Dove i nodi si fanno più stretti finisce con lo scioglierli con nuove formule: globalizzazione, colonialismo, guerre preventive, corruzioni su larga scala, ecc. In questa congerie di eventi forse abbiamo avuto un solo uomo nel XIX secolo che è riuscito, con una poderosa opera, a mettere a nudo questo mastodonte dalla pelle del camaleonte, dalla lingua biforcuta e dagli occhi di ghiaccio. E’ stato Carlo Marx, ma i suoi avversari non si sono fatta mancare l’occasione per rinfacciargli i suoi errori di calcolo, le sue previsioni e persino il suo fallimento in quella che è passata per la grande prova del socialismo reale di marca marxista-leninista. La sua auspicata dittatura del proletariato è diventata la dittatura sul proletariato. E’ mancato il “libero sviluppo delle individualità”, in opposizione al livellamento sociale forzato e all’egualitarismo imposto dall’alto e tale da azzerare la libertà dell’individuo. Il riscatto dal servaggio economico e capitalistico non si realizza attraverso rigidi criteri ideologici ma con l’uso della ragione per gradi, per conoscenza del sé e del valore della vita intrinsecamente riconoscibile. La forza critica del pensiero marxista è viva e vitale a tutt’oggi se noi la estrapoliamo dagli errori umani, dalle letture frettolose e distratte dei suoi scritti. Ciò che resta di Marx senza ombra di dubbi è la sua definizione che il mondo è marcio. Lo era ai suoi tempi e lo è oggi e forse con più raffinata crudeltà e cinismo. Resta il messaggio a dispetto di tutto e di tutti. Un richiamo per un mondo migliore, egualitario, solidale, equanime. Se a distanza di due secoli questa umanità che è ricresciuta generazione dopo generazione non ha visto la nuova alba è perché continua a rendersi schiava dalle logiche consumistiche, dalla ricerca di un benessere anche a costo di farlo pagare per intero ai più deboli e si ingegna a farlo mettendo a nudo le più raffinate arti della malvagità con un sorriso angelico. Se noi, insieme, non prendiamo coscienza di ciò che rappresentiamo e nel modo com’è necessario pervenire per riscattare le nostre debolezze e per ritrovarsi con l’homo novus dell’era tecnologica, dei grandi progressi, con l’animo disteso verso la vera sfida che attraversa le nostre vite e va oltre, resteremo inesorabilmente nel mondo delle barbarie e delle gretterie. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Ora di religione: i liberali plaudono alla sentenza del Tar

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Quella del TAR è una sentenza esemplare che, riprendendo la pronuncia  della Corte Costituzionale ( 203/1989)  che ha sancito la laicità dello Stato, da concretezza al principio essenziale di uno stato liberaldemocratico, e cioè che ogni Chiesa deve avere il solo privilegio di poter esercitare liberamente il proprio ministero e nessun altro , né esplicito né implicito.  Sino a che i programmi della istruzione pubblica non prevederanno o il corso di storia delle religioni oppure la possibilità per ogni credente o per ogni non credente di ottenere crediti formativi con le proprie scelte, fino ad allora la scuola pubblica non può discriminare all’interno del pluralismo religioso, dando ad alcuni dei vantaggi nel profitto scolastico che altri non possono avere se non rinunciando alla propria libertà di coscienza. Ancora una volta i liberali  vedono confermato nella pratica il fatto che i veri avversari del separatismo tra Stato e Chiesa sono quei cittadini e quei politici i quali, per opportunismo  quotidiano, cercano di piegare lo spirito della Costituzione e della libertà individuale di religione a pratiche conformistiche in ossequio al comunitarismo, arrecando così un grave danno ad ogni cittadino ed aiutando irresponsabilmente le sempre presenti pulsioni fondamentaliste. Negare la centralità politica della laicità delle Istituzioni ,  è negare l’esperienza storica  confondendo le funzioni tra le leggi per una civile  convivenza e i precetti religiosi.(Federazione dei Liberali)

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