Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘azienda’

“La micromobilità entra in azienda?”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2021

Lo studio è promosso dall’Osservatorio sulla mobilità aziendale Top Thousand (composto da Fleet e Mobility Manager di grandi aziende). Un’indagine condotta su un campione di oltre 100 aziende di ogni dimensione (grandi, medie, PMI) e di diversi settori merceologici, per un parco totale gestito di quasi 118.439 veicoli. Monopattini, scooter, biciclette: la micromobilità comincia a entrare a far parte anche degli scenari di mobilità aziendale. L’approccio dei fleet e mobility manager resta di grande cautela verso questi mezzi, in attesa di una regolamentazione più stringente che garantisca una circolazione in maggiore sicurezza sulle strade italiane. Solo il 10% delle aziende interpellate ha già adottato soluzioni di micromobilità (biciclette/e-bike, monopattini, microcar, scooter/e-scooter). Un numero ancora basso, ma la percentuale sale se si considera soltanto la parte di campione che opera ed effettua spostamenti nei centri cittadini. Quasi il 25% dei gestori di flotte, inoltre, è possibilista riguardo l’introduzione di questi mezzi all’interno del proprio parco aziendale e il 15% di coloro che non hanno ancora sposato la micromobilità dichiara apertamente l’intenzione di voler adottare soluzioni di questo genere in futuro.

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Quando l’azienda diventa completamente digitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2021

L’industria 4.0 apre nuove frontiere, i modelli di business cambiano e proprio grazie alle opportunità offerte dal digitale è possibile rispondere alle esigenze dei clienti finali in modo più rapido e aumentare la competitività sul mercato. Secondo l’ultima relazione DESI (Digital Economy and Society Index), l’indice della Commissione Europea per misurare i progressi dei Paesi europei in termini di digitalizzazione dell’economia e della società, il livello di digitalizzazione delle piccole e medie imprese italiane è al di sotto della media europea. L’Italia si colloca al 22º posto nell’UE per quanto riguarda l’integrazione delle tecnologie digitali. La crisi sanitaria legata al Covid-19 ha sicuramente dato una maggiore spinta al processo di digitalizzazione, essendo stato l’unico strumento per le PMI in grado di garantire una certa continuità di business. La sfida per il futuro, però, sarà passare da un approccio reattivo a un approccio strategico e di lungo periodo. È il caso di Mr Key Shop (www.mrkeyshop.com), start-up digitale che offre soluzioni software ma con esperienza nel settore informatico e licenziatario da oltre 15 anni, che ha deciso di rendere tutto digitale e ora è gestita in toto da trentenni italiani. La scelta alla base è facile a dirsi: ammortizzamento dei costi, lavoro agile e soprattutto eco-sostenibilità. Centrale, dunque, l’assistenza tecnica gratuita ai clienti con una intera squadra che segue tutte le fasi dall’acquisto all’installazione, con anche la possibilità della formula “soddisfatti o rimborsati” in caso di errore d’acquisto o cambio prodotto.” Il team Mr Key Shop è giovane e preparato e lavora con passione, e ora sta conquistando man mano il mercato italiano e internazionale.Mr Key Shop è un marchio di UK Soft LTD, compagnia con sedi in Italia e Inghilterra per la vendita di soluzioni software, sistemi operativi e codici Product Key. I prezzi vantaggiosi, la consegna immediata, i pagamenti sicuri e l’assistenza specializzata gratuita sono i punti di forza. A oggi si vantano più di 250.000 i clienti soddisfatti. Il prodotto si riceve dopo pochi secondi direttamente tramite e-mail evitando così anche l’impatto ambientale derivato dalla spedizione di merce fisica.Sito web: https://mrkeyshop.com/it/

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Sostenibilità in azienda e gestione sostenibile delle persone

Posted by fidest press agency su domenica, 16 maggio 2021

Cresce l’attenzione alla sostenibilità da parte delle aziende italiane, che la pongono sempre più al centro anche delle proprie organizzazioni e politiche di gestione del personale e retributive. Questo quanto rileva l’indagine di ODM Consulting, società di consulenza HR di Gi Group, che è stata presentata durante l’evento “Sostenibilità e persone: cosa stanno facendo le aziende italiane” in cui sono intervenute Eolo e Schneider Electric Italia, portando la propria esperienza e testimonianza di come il tema della sostenibilità sia percepito all’interno delle loro organizzazioni. 200 le aziende coinvolte nell’indagine di ODM Consulting, attraverso interviste a 117 responsabili nella funzione HR (HR Director, HR Manager e ruoli con potere decisionale e di spesa) e 83 imprenditori e amministratori delegati ai quali è stato innanzitutto chiesto quanto è attiva la propria azienda sul fronte della sostenibilità.Il 64,5% del campione si è dichiarato interessato al tema o in fase iniziale dell’implementazione di politiche o progetti di sostenibilità, mentre il 29% delle imprese è già attivo o ha conseguito una delle due certificazioni più diffuse: ISO 14-001 e B-Corp. Di queste aziende, il 41,4% si trova a Nord Ovest e il 58,6% è una multinazionale e tutte hanno definito al proprio interno chi si occupa della sostenibilità: il 27% ha istituito un ruolo ad hoc, il 32% lo fa ricadere nei compiti della CSR, il 39,7% sui ruoli di governance.Solo il 6,5% del campione, in gran parte piccole imprese, si dichiara ancora inattivo o non interessato alla tematica e fra queste quasi un quarto la ritiene una moda passeggera.Secondo l’indagine, la dimensione aziendale maggiormente ricollegata alla sostenibilità è l’efficacia e l’efficienza organizzativa (indicata dal 65% degli intervistati), seguita da attenzione ad ambiente e sviluppo dell’economia circolare (55%), equità e gestione della diversità (46%) ed empowerment e sviluppo delle persone (34%).La principale differenza tra i tre cluster di aziende (non attive, interessate, attive o certificate) sta nella priorità che danno alle azioni identificate come idonee a rendere un’organizzazione sostenibile. Le aziende che non prendono in considerazione la sostenibilità si concentrano prima su cultura e valori aziendali (indicata dal 46,2% del cluster), poi sull’implementazione di nuovi modelli organizzativi “agili” (38,5%) e infine su progetti di riduzione degli sprechi (30,8%). Anche gli altri due cluster di imprese condividono questa classifica, ma la massima priorità è proprio sulla riduzione degli sprechi, con un’attenzione particolare all’aspetto ecologico-ambientale (indicata come prioritaria dal 45% delle aziende interessate al tema sostenibilità e da ben il 46,6% delle imprese già attive).

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Acquisizione della So.Co.Fer. azienda leader in Italia da parte di Atlante Group

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2021

E’ stata compiuta l’acquisizione da parte del Gruppo Atlante della So.Co.Fer. , azienda storica italiana che opera fin dagli anni ‘70 e ne è leader nel settore della costruzione di deviatoi ferroviari e tranviari. LA NOTIZIA E’ EMBARGATA FINO ALLE 12,00 DI DOMENICA 28 MARZO. Tale operazione risulta complementare all’attività ferroviaria della società Cronos Sistemi Ferroviari Srl – del Gruppo Atlante -, integrandone le linee produttive e ritagliandosi un posto quale nuovo player nel mondo ferroviario. Il gruppo Atlante opera infatti dal 2017 nel settore ferroviario, del facility management, dell’edilizia e dell’ingegneria.Avio Di Sano, imprenditore trentanovenne A.D. del Gruppo Atlante, prevede grandi investimenti per circa 10 milioni, il settore ferroviario del suo gruppo consoliderà un fatturato annuale di oltre 20 milioni ed una forza lavoro di circa 250 dipendenti, attualmente all’interno della So.Co. Fer. lavorano 50 dipendenti, con un fatturato di circa 10 milioni. In questo momento di recessione un messaggio di crescita è sicuramente positivo. Inoltre Atlante amplierà l’operatività dell’attuale So.Co.Fer che da sempre attenta alle nuove generazioni con progetti di alternanza scuola-lavoro per formare esperti del settore. Questo filone con l’acquisizione viaggerà su scala nazionale ed internazionale, attraverso accordi con università e istituti di formazione al fine di implementare il progetto di alternanza scuola-lavoro e investire sui giovani.

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Azienda Italia: buon lavoro al nuovo premier, Italia torni a volersi bene

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Azienda Italia individua nella nuova squadra di governo il giusto equilibrio tra tecnici e politici, scelti con il giusto metodo per rappresentare alla perfezione le forze politiche che partecipano alla maggioranza.“Draghi è lo spartiacque tra una vecchia visione della politica inconcludente e litigiosa, e una nuova visione differente per metodi e obiettivi”, commenta Karim Shahir Barzegar, Presidente di Azienda Italia. “La prospettiva strategica potrà finalmente dire addio alle politiche assistenzialiste e un rinnovato investimento sulla scommessa delle imprese. L’assistenzialismo provoca infruttuosa dipendenza e spegne lo spirito d’iniziativa annientando la responsabilità dei singoli”.Azienda Italia crede fortemente che l’Italia debba tornare a volersi bene, riappropriandosi di un fondamentale senso dello Stato. Il nostro Paese ha un enorme potenziale inespresso, e questo è il momento giusto per esprimerlo a tutti i livelli.“Siamo pronti a collaborare con questa nuova squadra per raggiungere obiettivi concreti. Auguriamo buon lavoro al Presidente del Consiglio Mario Draghi”, conclude Shahir Barzegar. Azienda Italia è l’associazione del mondo del lavoro, delle imprese e delle professioni che riunisce migliaia di soci in tutta Italia al fine di trovare soluzioni per il rilancio dell’economia reale contro la crisi.

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Tre suggerimenti sulla cybersecurity di cui ogni azienda avrà bisogno nel 2021

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2021

È essenziale riuscire a mantenere la fiducia dei clienti dopo ciò che è accaduto nel 2020 ma, al contempo, è molto difficile. In un periodo così mutevole, anche a fronte dei nuovi modelli di lavoro che si sono creati, proteggere in modo adeguato le aziende è una sfida quasi impossibile.Tra criminali informatici sempre più preparati e una forte pressione nel garantire la corretta conformità dei dati, il 2021 si sta già prospettando un anno complicato dove la cybersecurity giocherà un ruolo fondamentale nella maggior parte delle aziende.Così, mentre entriamo in quello che promette essere un anno difficile, ecco tre consigli che ogni azienda dovrebbe prendere in considerazione nel 2021.Le aziende non sono state le uniche ad accelerare la loro trasformazione digitale – anche i criminali informatici si sono dovuti aggiornare. C’è stato un forte aumento di ‘Dark Clouds’ dovuto alla migrazione dei criminali informatici verso il cloud, spesso per le stesse ragioni per cui lo hanno fatto le aziende. ll cloud permette ai criminali di evitare grosse spese iniziali, di pagare mensilmente, di aumentare la richiesta solo quando ne hanno bisogno e di accedere alle informazioni da qualsiasi luogo.Si va dalle cache basate su cloud, colme di dati rubati come indirizzi e-mail e credenziali di autenticazione, fino alle informazioni personali identificabili (PII) come scansioni di passaporti, patenti di guida e fatture bancarie.Il furto di dati è così prezioso che è diventato una condizione di tutti gli attacchi. E potrebbe bastare una sola violazione per rovinare la vostra reputazione e il rapporto con i vostri clienti.Non avere un programma di sicurezza informatica efficace mette a rischio la vostra continuità aziendale. Potete decidere di essere un’azienda proattiva che cerca di rafforzare i sistemi in anticipo, oppure un’azienda che non lo fa e che diventa più vulnerabile ogni giorno che passa. https://www.garanteprivacy.it/

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Iveco ceduta a azienda di stato cinese?

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2021

“L’ipotesi che anche Iveco sia ceduta ad una azienda statale cinese preoccupa anche per i suoi risvolti nella produzione di veicoli militari”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir, in merito a notizie diffuse dai media su trattative in corso.“Stupisce l’assenza della politica su azioni che riguardano i principali asset produttivi del Paese che rischiano di avere conseguenze non solo sul piano economico ed occupazionale ma anche su quello della sicurezza nazionale. In tal caso, peraltro, è necessario valutare anche l’ipotesi di utilizzare la golden power” conclude il senatore Urso.

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L’azienda Italia? È abbastanza forte per superare la crisi

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

A cura di Valentino Pediroda, AD di modefinance, società FinTech specializzata in soluzioni di Intelligenza Artificiale per la valutazione e la gestione del rischio di credito. Dieci anni dopo la Grande Crisi Finanziaria, la grande Azienda Italia è meno indebitata e più redditizia e, a piccoli passi, guadagna terreno sul fronte del merito di credito, la cui qualità aumenta sensibilmente, con il rating che sale di un notch, passando in media da B a BB. Ma soprattutto raddoppiano le quote di aziende tripla A e doppia A, a scapito delle junk (tripla C e doppia C, pressoché dimezzate). È una buona notizia anche perché nel frattempo gli strumenti di analisi del rating sono diventati più sofisticasti e dunque più affidabili, in grado di cogliere, con l’analisi previsionale affiancata a quella storica tutte le sfumature delle possibili insolvenze. Un’evoluzione che hanno subito gli stessi strumenti di modefinance, società FinTech specializzata in soluzioni di Intelligenza Artificiale per la valutazione e la gestione del rischio di credito, a partire dal modello di credit scoring More, che si è arricchito grazie ad AI e machine learning, e di For-St, modello previsionale modulare che consente di proiettare i bilanci nel futuro per prevederne la solidità. Buone notizie anche sul fronte qualitativo. Migliorano molto i parametri di bilancio, a partire dai livelli di indebitamento sia complessivo sia finanziario. Il leverage, che misura l’indebitamento totale di un’impresa esprimendo il grado di dipendenza da fonti di terzi, dovrebbe posizionarsi tra 0 e 2 per un’adeguata proporzione delle fonti di investimento, mentre ratio superiori al 3 segnalano un forte squilibrio. Il leverage delle nostre aziende è significativamente migliorato dal 2,71 del 2007 all’1,91 del 2019. Situazione simile per il leverage finanziario, che indica l’indebitamento finanziario e che è passato da 0,53 a 0,40. Un altro dato interessante è relativo al current ratio, che misura la capacità dell’impresa di ripagare i debiti a breve termine (attività correnti/passività correnti). Nelle attività correnti rientrano le risorse di denaro liquido dell’azienda e quelle che si presume possano essere convertite in denaro entro un anno: per questo parametro è auspicabile che il valore si collochi tra 1,5 e 2,5. Le nostre aziende sono vicine al limite inferiore di questo range con un risultato pari a 1,46 (dall’1,29 del 2007). Mostra un miglioramento anche il quick ratio (che valuta l’ammontare di debiti finanziari in scadenza che possono essere ripagati velocemente, senza attendere il rientro di liquidità dal magazzino) passato da 0,99 a 1,08. Non si osservano invece variazioni in termini di Roi (il parametro che misura la reddittività degli investimenti) pari al 3,7%, al contrario del Roe (che misura la reddittività del capitale proprio ovvero la bontà dell’investimento nell’impresa) e che si è portato al 6,5% dal 3,9% del 2007 (+67%). Il futuro ci riserva molte nuove sorprese su questo fronte. Stiamo prepotentemente entrando nel campo delle valutazioni nowcasting (previsioni a brevissimo termine), che permettono di conoscere in real-time l’evoluzione della solvibilità delle imprese istante per istante. La normativa PSD2, che di fatto apre l’accesso ai dati bancari sui pagamenti, rappresenta una spinta in questo senso, perché consentirà di sfruttare dati aggiornati, necessari allo sviluppo di modelli di valutazione del rischio in nowcasting. Tuttavia, c’è ancora molto da fare laddove c’è mancanza di trasparenza. Vi sono delle tipologie di aziende e situazioni dove strutturalmente manca l’informazione ed è necessario colmare l’insufficienza di dati. Al momento siamo più pronti tecnologicamente di quanto non lo siamo a livello di dati. (abstract)

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Ecco quanto costa ad un’azienda la cassa integrazione

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

Gli ultimi provvedimenti emergenziali adottati per la pandemia hanno previsto un prolungamento del divieto di licenziamento fino al 31 gennaio 2021, limitando l’iniziativa economica costituzionalmente tutelata dall’articolo 41. A giustificare la scelta, la possibilità di compensare il divieto con l’accesso ai trattamenti d’integrazione salariale emergenziale, che apparentemente non avrebbero costi per le imprese. C’è da dire, però, che nel caso di totale sospensione dell’attività lavorativa, l’accesso agli ammortizzatori sociali Covid-19 non è mai gratuito. Sebbene venga azzerato il contributo richiesto dalla normativa ordinaria per i periodi di cassa integrazione fruiti dall’azienda, permangono alcuni oneri a carico dei datori di lavoro. A precisarlo la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro che nell’approfondimento del 7.11.2020 ha stilato con pratiche tabelle esemplificative un elenco dei costi per la cassa integrazione a carico di 4 aziende appartenenti a settori diversi (metalmeccanica industria, commercio, alberghiero, ristorazione), suddivisi per differenti periodi di fruizione degli ammortizzatori, categorie di lavoratori e mansioni. Tra le voci di spesa, innanzitutto, il trattamento di fine rapporto, che per la totale durata della sospensione continua a maturare sulla retribuzione che il dipendente avrebbe percepito qualora avesse svolto la propria prestazione lavorativa.

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Secursat Srl annoverata tra le migliori 400 aziende in Italia per crescita di fatturato

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2020

Lo studio dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza, giunto alla sua terza edizione, individua le aziende italiane in maggiore espansione economica. Ben 12.000 le aziende candidate ad un posto in classifica, che hanno partecipando inviando il proprio bilancio e dimostrando di possedere tutti gli stringenti requisiti e criteri di ammissione. 400 le migliori, tra cui Secursat, con una crescita del 15.8 % del fatturato tra il 2016 ed il 2019.  La dettagliata indagine ha così messo in luce molte delle eccellenze dell’imprenditoria italiana, soprattutto del Centro-Nord – Secursat ha sede legale ad Asti e sedi a Milano e Roma – che, nonostante un quadro macroeconomico difficile e di prolungata crisi quale quello del triennio considerato, hanno registrato uno sviluppo notevole e un buon livello di onorabilità, indipendenza economica, sviluppo organico e capacità a competere a livello internazionale.  Giustamente orgogliosa del successo economico ottenuto, che si è tradotto naturalmente, e per tutte le quattrocento aziende della classifica, anche in un incremento di posti di lavoro, Secursat ha assecondato questo trend anche durante il difficile periodo, tuttora in corso, dell’emergenza da Covid-19. Lo ha fatto anche incanalando le sue energie nel fornire risposte ai bisogni di consulenza e servizi in tema di sicurezza secondo un proprio originale modello di business, che unisce procedure di comportamento e tecnologia. Il Ceo di Secursat, Giuseppe Calabrese, lo ha raccontato anche recentemente in un convegno dedicato alla governance umana dell’Intelligenza Artificiale, a Roma, dove ha indicato quali siano le linee ispiratrici dei protocolli ideati da Secursat. Se le strategie economiche e politiche oggi sono inevitabilmente basate sull’analisi dei dati e dei comportamenti e su un uso non sempre trasparente della Rete, va perseguito per Calabrese l’equilibrio tra questo ed il diritto di protezione delle sfere di diritti individuali e collettivi, della privacy e della sicurezza personale. Gli strumenti digitali, l’intelligenza artificiale, le app possono in questo senso diventare presupposto per un più facile scambio di servizi ed informazioni e per immaginare/progettare modelli per rendere il mondo più sicuro, che è poi la mission di Secursat.

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Promuovere lo sviluppo del processo decisionale aziendale

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2020

Deve essere basato sull’utilizzo di dati, metriche ed elementi concreti per orientare le scelte aziendali in linea con obiettivi, scopi e iniziative: con queste finalità Angelini Pharma, azienda farmaceutica impegnata a trovare soluzioni di salute con un’attenzione prevalente alle aree del sistema nervoso centrale (CNS), incluso il dolore, e le malattie rare, ha scelto Trueblue, società veronese specializzata in soluzioni tecnologiche per il mercato healthcare per il continuo miglioramento del business.
Più nel dettaglio, Angelini Pharma sceglie come partner Trueblue per l’ottimizzazione del processo di gestione di KPI e analytics che guidi la scelta delle decisioni strategiche.Il progetto prevede l’implementazione dei servizi di Business Intelligence destinati a tutte le 15 sedi del gruppo in Italia e all’estero. Al fine di accelerare l’adozione dei nuovi servizi e di massimizzarne l’efficacia, Angelini Pharma ha previsto di fornire la Sales Force della nuova ed innovativa soluzione di Artificial intelligence “M.A.R.C.”, il Virtual Pharma Expert di Trueblue.Insieme a Trueblue, Angelini Pharma potrà implementare nuovi strumenti per conseguire diversi obiettivi strategici fra i quali la possibilità di: predisporre ed usufruire di una libreria di Analisi, KPI e processi analitici omogenei fra tutte le filiali; fornire un assistente virtuale basato sull’Artificial Intelligence in grado di migliorare le performance e l’efficacia delle varie interazioni; dotare l’Azienda di una dashboard finanziaria di profit & loss.Tutto questo sarà reso possibile tramite un sistema analitico multicanale costituito da un’infrastruttura di CDP basata su Customer Insights di Microsoft Dynamics. Scalabile, integrata e flessibile per tutte le sedi aziendali l’infrastruttura permetterà di misurare i KPI più importanti per guidare il business, includendo: i dati del CRM, i dati delle vendite dirette e infine i dati di Coaching e Multichannel, al fine di avere a disposizione analisi commerciali di benchmark ed ottenere i giusti insight grazie anche all’utilizzo di M.A.R.C., il Virtual Coach di Trueblue basato su un modello di Artificial Intelligence.
Angelini Pharma ricerca, sviluppa e commercializza a livello mondiale sia principi attivi che farmaci branded. È impegnata a individuare soluzioni di salute con un’attenzione prevalente alle aree del sistema nervoso centrale (CNS), incluso il dolore, e le malattie rare. Angelini Pharma è inoltre azienda leader nell’area della Consumer Healthcare.

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Risparmio casa: Un gruppo che fattura mezzo milione all’anno

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

Oltre 100 punti vendita in Italia e uno a Lugano in Svizzera, tra negozi tradizionali, IPER e MEGA, un fatturato che ha raggiunto gli oltre € 500 milioni e una forza lavoro che supera le 2.000 persone. Sono questi i numeri di Risparmio Casa, la catena dedicata ai prodotti per la cura della casa e della persona, guidata dai fratelli Fabio e Stefano Battistelli. Un Gruppo in forte espansione, la cui strategia prevede il raggiungimento di 200 store entro il 2025, l’internalizzazione con aperture nei mercati esteri limitrofi, lo sbarco in Borsa previsto entro cinque anni e un importante percorso di trasformazione digitale già avviato. E, soprattutto, una storia di successi tutta italiana, che ha visto recentemente l’acquisto dei rami d’azienda di 5 punti vendita ex Mercatone UNO, salvaguardando i livelli occupazionali, e che ha radici lontane.Tutto ebbe inizio negli anni Sessanta, in una piccola cartoleria di 50 metri quadri ad Albano Laziale, sotto la guida del capostipite Guido Battistelli, scomparso nel 2010 all’età di 85 anni. In questo ambiente si formano i due figli Fabio e Stefano che, complementari sotto il profilo caratteriale e delle attitudini, decidono di sviluppare l’attività paterna e di trasformarla in una catena di negozi, un retail operante prevalentemente nell’Home e Personal Care. Trent’anni dopo, nella seconda metà degli anni Novanta, l’iniziativa riscuote un notevole successo commerciale ed è allora che Fabio e Stefano decidono di fare un passo avanti, e di sviluppare ulteriormente l’azienda di famiglia. Con l’avvento del nuovo millennio iniziano una serie di aperture, si modificano le superfici di vendita, dal negozio di vicinato a realtà di più ampie dimensioni, con un’offerta di prodotti vastissima e a prezzi molto convenienti e una sempre maggiore redditività al metro quadro.Oggi Risparmio Casa propone oltre 30.000 referenze, a cui si aggiungono più di 8.000 prodotti stagionali, per la pulizia e cura della casa, bellezza e cura della persona, prodotti per animali domestici, casalinghi, tessile casa, giocattoli, cartoleria, fai da te, accessori auto, piccolo elettrodomestico e stagionale.
Oltre 100 punti vendita in Italia e uno a Lugano in Svizzera, tra negozi tradizionali, IPER e MEGA, un fatturato che ha raggiunto gli oltre € 500 milioni e una forza lavoro che supera le 2.000 persone. Sono questi i numeri di Risparmio Casa, la catena dedicata ai prodotti per la cura della casa e della persona, guidata dai fratelli Fabio e Stefano Battistelli. Un Gruppo in forte espansione, la cui strategia prevede il raggiungimento di 200 store entro il 2025, l’internalizzazione con aperture nei mercati esteri limitrofi, lo sbarco in Borsa previsto entro cinque anni e un importante percorso di trasformazione digitale già avviato. E, soprattutto, una storia di successi tutta italiana, che ha visto recentemente l’acquisto dei rami d’azienda di 5 punti vendita ex Mercatone UNO, salvaguardando i livelli occupazionali, e che ha radici lontane.Tutto ebbe inizio negli anni Sessanta, in una piccola cartoleria di 50 metri quadri ad Albano Laziale, sotto la guida del capostipite Guido Battistelli, scomparso nel 2010 all’età di 85 anni. In questo ambiente si formano i due figli Fabio e Stefano che, complementari sotto il profilo caratteriale e delle attitudini, decidono di sviluppare l’attività paterna e di trasformarla in una catena di negozi, un retail operante prevalentemente nell’Home e Personal Care. Trent’anni dopo, nella seconda metà degli anni Novanta, l’iniziativa riscuote un notevole successo commerciale ed è allora che Fabio e Stefano decidono di fare un passo avanti, e di sviluppare ulteriormente l’azienda di famiglia. Con l’avvento del nuovo millennio iniziano una serie di aperture, si modificano le superfici di vendita, dal negozio di vicinato a realtà di più ampie dimensioni, con un’offerta di prodotti vastissima e a prezzi molto convenienti e una sempre maggiore redditività al metro quadro.Oggi Risparmio Casa propone oltre 30.000 referenze, a cui si aggiungono più di 8.000 prodotti stagionali, per la pulizia e cura della casa, bellezza e cura della persona, prodotti per animali domestici, casalinghi, tessile casa, giocattoli, cartoleria, fai da te, accessori auto, piccolo elettrodomestico e stagionale.

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Il ritorno alla stabilità e produttività passa dal welfare aziendale

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2020

Centralità del benessere non solo fisico ma anche emotivo e finanziario dei dipendenti, valorizzazione dell’innovazione e creatività nate durante questo periodo difficile, soddisfazione dei bisogni immediati rendendoli sostenibili a lungo termine. Questi sono alcuni dei consigli che Willis Towers Watson, leader nel brokeraggio e nelle soluzioni per le imprese, rivolge alla comunità italiana delle risorse umane, basandosi sui risultati delle proprie ricerche, in particolare l’indagine Global Benefits Attitudes 2019 condotta su oltre 1000 dipendenti di aziende di medie e grandi dimensioni in Italia.Analizzando la reazione delle aziende all’emergenza Covid-19 e la relativa opinione dei dipendenti, Willis Towers Watson ha identificato le azioni fondamentali da intraprendere nei diversi ambiti, dalla salute al pensionamento, per un ripristino della stabilità e, successivamente, dell’operatività, trasformando le difficoltà in opportunità.La Global Benefits Attitudes evidenzia come sia mutato l’atteggiamento dei dipendenti nei confronti dei benefit aziendali che, nei principali contratti collettivi nazionali di lavoro, non sono cambiati molto con l’emergenza. Il primo pensiero è al futuro e alla salute, per il 60% dei dipendenti assume una nuova rilevanza il piano pensionistico, il 50% ritiene più rilevante il piano sanitario, mentre il 34% il pacchetto di benefit. Il 54% sarebbe quindi disposto a pagare un importo più alto per il fondo pensione e il 34% per il piano sanitario.Se si prende in esame la soddisfazione dei dipendenti rispetto all’offerta dei benefit, emerge come la formula preferita sia un numero moderato di opzioni che gli permetta di scegliere in autonomia ma senza perdersi in troppe possibilità che potrebbero creare confusione.I dipendenti individuano inoltre nella formazione e comunicazione (46%) e negli strumenti a supporto del processo decisionale (38%) le azioni più efficaci per migliorare l’employee experience.“I vertici aziendali devono comprendere che questo momento è determinante – dichiara Cesare Lai, Head of Health & Benefits Willis Towers Watson in Italia -. Con l’emergenza si sono intrapresi nuovi modi di lavorare che devono essere considerati nella definizione del welfare aziendale del futuro. È necessario sviluppare un piano di rientro al lavoro che includa policy di prevenzione in grado di creare fiducia e creare degli strumenti che garantiscano il benessere per incoraggiare il ritorno alla produttività”.“In ambito pensionistico è necessario valutare l’impatto della recessione economica e dei nuovi tempi di lavoro (part time, smartworking) sui piani di pensionamento – aggiunge Andrea Scaffidi, Head of Retirement di Willis Towers Watson in Italia -. Nell’operatività post-crisi saranno invece fattori fondamentali la creazione di canali di educazione finanziaria a supporto dei dipendenti e la digitalizzazione dei processi”.I risultati del Global Benefits Attitudes Survey 2019-2020 si basano sulle risposte di oltre 40.000 dipendenti in tutto il mondo, di cui 1.011 in Italia. Il sondaggio è stato condotto tra luglio e settembre 2019.

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Azienda Italia: Posti lavoro bruciati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

“I numeri della crisi che abbiamo calcolato sono impressionanti”: si apre così una nota stampa di Azienda Italia, associazione tra imprenditori, professionisti e lavoratori impegnati per dare risposte e soluzioni alla crisi. “Le imprese artigiane in Italia sono 1,3 milioni, con 2,8 milioni di lavoratori interessati. E’ un settore già sfiancato da 10 anni di crisi, ed è a rischio chiusura un terzo delle imprese artigiane con una perdita potenziale di 750.000 posti di lavoro. Nel primo trimestre hanno già chiuso 35.000 imprese di questo tipo”, aggiunge il Segretario di Azienda Italia, Andrea Minazzi. Non va meglio per il Commercio. “Il 2020 che avrebbe dovuto essere l’anno della speranza è diventato anno della disperazione. Con 1,35 milioni di aziende coinvolte, 600.000 delle quali con obbligo di chiusura durante il lockdown, le imprese commerciali annoverano 1milione di posti a rischio a fronte di 300.000 aziende che non riapriranno o chiuderanno entro l’anno. Il 60%degli occupati nell’impresa trova lavoro nelle micro e piccole imprese (sotto 20 occupati) che sono quelle più a rischio per la difficoltà che sussistono per accedere ai finanziamenti, malgrado le rassicurazioni del governo”, prosegue Minazzi. “Abbiamo calcolato che sono 2.2 milioni in tutto gli italiani che hanno già perso o che stanno correndo oggi il serissimo rischio di perdere il lavoro. E’ a questo punto indispensabile mettere insieme le migliori energie in un grande progetto di coesione nazionale per ridare al sistema-Paese un orizzonte di certezza, agendo concretamente per snellire i processi e dare ossigeno alle imprese. Non c’è più un solo giorno da perdere”, conclude Minazzi, per Azienda Italia.

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Cosa serve a un’azienda per riconvertirsi ai tempi del COVID?

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

L’intuizione non basta: serve una buona dose di competenza e un ottimo livello di professionalità per riorganizzare un’azienda. E’ quanto è successo a un’impresa che da sempre si occupa di prodotti per la salute e il benessere e che, in un momento come questo, ha deciso di adattarsi alle nuove esigenze del mercato per offrire dispositivi protettivi (mascherine, saturimetri, termometri e gel) “Oltre alla preoccupazione principale di capire come gestire un’azienda in questo momento, quella che psicologicamente mi ha messo a dura prova”, interviene Rino BERTRAND, titolare di Mybeneft “è stata la reazione di chi ha cercato di scoraggiare la scelta che stavo maturando. E’ stata un’evoluzione così rapida che non potevo permettermi di sbagliare alcun passaggio, compreso quello di dar retta a chi non credeva nel mio progetto. Ma ogni passo è stato fatto correttamente e ora mi ritrovo con una nuova realtà che sto esplorando e imparando a conoscere, con la grande soddisfazione di aver mantenuto il lavoro ai miei dipendenti”. “Un imprenditore deve intuire subito cosa quali sono i meccanismi che stanno facendo rallentare il proprio business e avere la prontezza di valutare se ci sono le condizioni per cambiare. Voglio precisare questo aspetto, perchè è da questo presupposto che si decidere la strategia. L’enorme trasformazione tutt’ora in corso, è stata possibile perchè da sempre la mia azienda si occupa di fornire prodotti legati al benessere. Si è trattato per noi di un upgrade in termini di competenza, validata da certificazioni che confermano l’esatta procedura della filiera, fino al consumatore finale”, continua Bertrand.
Serve sangue freddo e intraprendenza per portare aventi un nuovo percorso, fatto inizalmente di procedure e aspetti burocratici che possono mettere a rischio la pazienza di Giobbe.
“Ho studiato il nuovo scenario e, affidandomi alla consulenza del mio legale e di persone competenti, ho seguito l’iter burocratico mentre erano in corso le pratiche per l’invio della merce richiesta all’estero. Ho curato ogni singolo dettaglio, anche il più banale, per non rischiare di sottovalutare nulla”, prosegue Bertrand.

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Produzione intensiva di salvavita in ogni azienda

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

«Nonostante l’appello rivolto dalla Commissione UE a tutti i Paesi dell’Unione a oggi non c’è ancora un sistema univoco europeo per la gestione dei trasporti in particolare dei prodotti farmaceutici e sanitari in genere: le azioni totalmente diverse dei singoli stati membri e anche dei Paesi extra UE stanno causando numerosi problemi e le auspicate “green lanes” per il trasporto farmaceutico stanno funzionando a singhiozzi, creando non pochi problemi alle aziende».A fare il punto sulle criticità della supply chain del settore è Enrique Häusermann, presidente Assogenerici: «Le nostre aziende – spiega – stanno svolgendo un ruolo cruciale per la salute dei pazienti affetti da Covid-19, riuscendo a produrre e fornire in modo incessante in tutta Italia farmaci salvavita a costi accessibili ai medici delle Regioni impegnate nell’emergenza. E l’Unità di Crisi AIFA – che coopera costantemente con le associazioni industriali di settore – sta garantendo procedure snelle, rapide ed efficaci, come ad esempio l’importazione rapida di prodotti dall’estero, garantendo al contempo tutti i requisiti di qualità dei prodotti. L’importazione di 1,5 milioni di compresse di idrossiclorochina dagli USA, garantito da una delle nostre associate, è solo uno dei tanti esempi». A preoccupare non solo le aziende italiane, bensì tutto il comparto europeo, sono le barriere che ancora ostacolano la circolazione di beni essenziali come quelli afferenti alla filiera della salute.Per quanto riguarda il trasporto su strada, molte delle aziende di trasporto hanno creato un team italiano dedicato di autisti / trasportatori che assume il controllo dei rimorchi internazionali appena oltre i confini nazionali.Parzialmente risolta – ma comunque soggetta a grandi rallentamenti per i controlli di polizia sanitaria – la percorribilità al Brennero, restano numerose criticità legate alle scelte dei singoli Paesi in tema di gestione delle frontiere.Paesi come Croazia, Romania, Turchia rifiutano le spedizioni provenienti dall’Italia: in questo e in altri casi le procedure vengono elaborate tramite il Cross-Dock di Genk, in Belgio, con ovvi rallentamenti soprattutto per i camion non a pieno carico.In altri casi vengono imposte regole o procedure particolarmente restrittive ai conducenti dei mezzi: in Bielorussia i trasportatori stranieri possono utilizzare solo di aree selezionate per sosta, pasti e rifornimento; in Bulgaria l’operazione di transito e carico/scarico merci deve essere effettuata nelle 24 ore; il confine ungherese-sloveno resta chiuso e le spedizioni vengono reistradate tramite Belgio e Germania. Le autorità polacche hanno istituito un punto di unto di attraversamento per il passaggio rapido di camion con medicinali, ma per utilizzare è necessario inviare in anticipo i documenti del camion e dell’autista. La Lituania ridotto i valichi d’accesso sono accettate solo merci di importazione con destinazione Lituania.

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Figura del “Social manager”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 febbraio 2020

Up Day, smart company che opera nel mercato dei servizi alle imprese e alla persona con sede a Bologna, arricchisce di valore la propria offerta di welfare aziendale. Ha, infatti, introdotto la figura del “social manager” per assistere il personale orientandolo nell’ambito delle diverse forme di welfare disponibili, con l’obiettivo di ottimizzare le risorse e migliorare le condizioni di lavoro, motivando il personale e armonizzando il work life balance di ogni dipendente. Il social manager assolve diverse funzioni:
Ascolta ogni dipendente, determinando bisogni e aspettative connesse al benessere in azienda e nella sfera privata;
Accompagna il personale nella fruizione ottimale delle misure di welfare aziendale rese disponibili dall’azienda, in virtù degli accordi collettivi nazionali e territoriali;
Favorisce l’integrazione del piano di welfare con la politica sociale dell’azienda, collaborando per la gestione di iniziative filantropiche in ambito aziendale;
Pianifica e coordina le iniziative formative e divulgative legate al welfare aziendale come incontri one to one con il singolo lavoratore o eventi più allargati;
Assiste il personale extra comunitario nelle pratiche connesse al proprio stato civile e amministrativo;
Sostiene il personale, solo su esplicito mandato della direzione aziendale, nei momenti transazionali della vita come matrimoni o divorzi, malattie o lutti ed eventi avversi in generale, facilitandone i negoziati di adattamento.
Il social manager Up Day opera a stretto contatto con il welfare manager dell’azienda cliente, pur mantenendo autonomia di gestione e disciplinare.Incontra il personale in sede – presso i Welfare Points –, ed effettua colloqui tramite numero verde, e-mail e skype, sempre previo appuntamento concordato dall’apposita sezione del portale DayWelfare attraverso la quale vengono anche veicolati servizi, comunicazioni, aggiornamenti.Ogni sua attività è tracciata e dettagliata all’azienda cliente, nel rispetto della privacy dei soggetti coinvolti: l’azienda potrà quindi avere reportistica periodica sulle ore lavorate, sul numero dei dipendenti incontrati, sulle risposte fornite, sulle pratiche avviate o sospese e così via. Inoltre, sarà anche rilevata la soddisfazione del personale rispetto ai servizi forniti.

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ArcelorMittal conferma: lasciamo l’Italia. Il 29 sciopero generale

Posted by fidest press agency su sabato, 16 novembre 2019

L’incontro con la direzione di ArcelorMittal Italia che si è tenuto ieri presso il Ministero dello Sviluppo Economico ha definitivamente chiuso ogni polemica sulla questione dello scudo penale. La dottoressa Morselli ha, dopo due ore di confronto, dichiarato che la decisione di lasciare l’Italia è stata presa in via definitiva, invitando tutti a non perdere tempo cercando di far cambiare idea all’azienda perché ciò non è possibile, lasciando così sbigottiti i vertici di CGIL CISL UIL che avevano più volte dato disponibilità a rivedere, in peggio, l’accordo sottoscritto in sede ministeriale.Le ragioni di tale scelta, quelle dichiarate, sarebbero legate al fatto che le condizioni dello stabilimento di Taranto non corrisponderebbero a quelle prospettate da governo e commissari. Lo stato delle acciaierie, per quanto attiene alla sicurezza ed alle emissioni nocive, è, per dichiarazione esplicita della Morselli, fuori da ogni legalità, ovvero, sempre testuali parole, si lavora in condizioni criminali. Altro punto che avrebbe condotto la multinazionale a recedere dal gruppo ex Ilva sarebbe la venuta meno dello scudo penale. Tuttavia oltre a queste risicate dichiarazioni formali la Morselli si è rifiutata di rispondere nel merito alle tante osservazioni sulle mille contraddizioni nel comportamento della multinazionale. La verità è che la scelta di Arcelormittal si fonda su logiche e strategie internazionali, l’investimento italiano è solo uno dei tanti, assolutamente sacrificabile, anche considerando l’alto costo per l’efficientamento dello stabilimento. Ora serve un piano B. Abbiamo chiesto al governo di convocare con urgenza il tavolo di crisi a Palazzo Chigi. Occorre programmare un intervento pubblico direttamente nella proprietà dell’ex Ilva.L’obbiettivo è la programmazione della chiusura delle fonti inquinanti, le bonifiche e un piano straordinario per la riconversione dello stabilimento, per garantire occupazione, salari e reddito per i dipendenti ArcelorMittal, per quelli in cassa integrazione nel bacino di Ilva in AS e per tutti quelli degli appalti. Se necessario anche entrando in rottura con i divieti dell’Unione Europea. Senza una nuova politica industriale fondata sull’intervento diretto dello stato in economia l’Italia continuerà ad essere ostaggio dei tanti, piccoli e grandi, profittatori e il suo patrimonio industriale continuerà a perdere spessore e ruolo nella divisione internazionale del lavoro. Un processo di impoverimento che infine scarica tutto sulle lavoratrici ed i lavoratori. Povero quel paese che ha pregato, inutilmente, ArcelorMittal di restare. Ai tanti lavoratori che hanno conosciuto il vero volto della multinazionale, non mancherà affatto.
Il prossimo 29 novembre USB ha proclamato lo sciopero generale con manifestazione nazionale a Taranto . Occorre liberare la città dai veleni dell’acciaieria.

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Energia: Tecno diventa azienda certificata Elite

Posted by fidest press agency su martedì, 5 novembre 2019

Londra. L’azienda ha ricevuto a Londra, durante la cerimonia ufficiale dell’Elite Day, il Certificato a testimonianza di una crescita superiore al 20 per cento l’anno negli ultimi due anni e un riconoscimento che conferma il percorso di crescita del Gruppo, oggi ancora più competitivo nell’ambito dei mercati internazionali e maggiormente visibile e attraente nei confronti di investitori e mercato.
L’azienda, fondata e guidata dall’imprenditore Giovanni Lombardi, è una Esco certificata dal 2005, specializzata in servizi di efficientamento energetico e produttivo, per la sostenibilità ambientale , attraverso l’innovazione di processo, ha vinto a maggio, per il secondo anno consecutivo, il Premio di Deloitte per le Best Managed Companies ed è stata selezionata come migliore azienda italiana 2019 nella categoria “The Customer and Market Engagement Award” per l’European Business Award.Tecno è stata tra le prime imprese a promuovere in Italia il servizio di Control Energy Management, conta oggi oltre 2900 aziende clienti in tutti i settori produttivi. Fondata nel 1999, è leader nei servizi alle imprese per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale in chiave di Industria 4.0. Con sedi in Italia, a Milano, Bologna e Napoli, e all’estero, a Berlino e Parigi, Tecno è un punto di riferimento anche nei processi digitali applicati a tutti i tipi di prodotti al servizio delle aziende. La digitalizzazione dei processi produttivi, infatti, rende possibile ai clienti migliorare ed efficientare la produttività e risparmiare tempo e risorse.
A maggio Deloitte ha premiato l’azienda, per il secondo anno consecutivo tra le Best Managed Companies italiane, e a dicembre il Premio European Business Award come migliore azienda italiana del 2019 nella categoria “The Customer and Market Engagement Award”. Nel ritirare il riconoscimento il Ceo di Tecno Claudio Colucci ha dichiarato: “È un traguardo importante, fondamentale per la nostra azienda. L’esperienza del percorso Elite ci ha permesso di crescere sia come team che singolarmente, proiettandoci nella dimensione ambiziosa a cui aspiriamo con una consapevolezza completa dei nostri mezzi e delle nostre capacità.
La crescita di fatturato ed utile pari al 20 per cento e l’incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo evidenziano il contributo del programma Elite alla nostra crescita.”

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Alitalia: Rilnciare l’azienda

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

“Approvato con il parere favorevole del governo un ordine del giorno sulla salvaguardia della compagnia di Bandiera. Prendiamo atto che il governo dovrà ora mettere in campo tutte le iniziative possibili, per la definizione finale del nuovo consorzio societario di Alitalia, e del varo di un progetto industriale che determini il rilancio dell’azienda e tuteli contestualmente gli interessi strategici nazionali legati al traffico economico, commerciale, culturale e turistico. La Nazione deve avere un vettore nazionale competitivo sul mercato, per affrontare la competizione globale, anche grazie alla sua consolidata storia internazionale. È necessario, come richiesto dai principali sindacati del trasporto aereo, investire nella flotta di lungo raggio, nella manutenzione leggera e pesante e in una gestione aeroportuale industriale non affidata alla sola logica dei facili incassi commerciali. La costituzione della nuova “cordata” tenga conto del mantenimento dei livelli occupazionali attuali e del rilancio complessivo della compagnia di bandiera. E’ quanto dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera commentando il via libera della Camera all’odg su Alitalia di cui è primo firmatario.

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