Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘azienda’

Promuovere lo sviluppo del processo decisionale aziendale

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2020

Deve essere basato sull’utilizzo di dati, metriche ed elementi concreti per orientare le scelte aziendali in linea con obiettivi, scopi e iniziative: con queste finalità Angelini Pharma, azienda farmaceutica impegnata a trovare soluzioni di salute con un’attenzione prevalente alle aree del sistema nervoso centrale (CNS), incluso il dolore, e le malattie rare, ha scelto Trueblue, società veronese specializzata in soluzioni tecnologiche per il mercato healthcare per il continuo miglioramento del business.
Più nel dettaglio, Angelini Pharma sceglie come partner Trueblue per l’ottimizzazione del processo di gestione di KPI e analytics che guidi la scelta delle decisioni strategiche.Il progetto prevede l’implementazione dei servizi di Business Intelligence destinati a tutte le 15 sedi del gruppo in Italia e all’estero. Al fine di accelerare l’adozione dei nuovi servizi e di massimizzarne l’efficacia, Angelini Pharma ha previsto di fornire la Sales Force della nuova ed innovativa soluzione di Artificial intelligence “M.A.R.C.”, il Virtual Pharma Expert di Trueblue.Insieme a Trueblue, Angelini Pharma potrà implementare nuovi strumenti per conseguire diversi obiettivi strategici fra i quali la possibilità di: predisporre ed usufruire di una libreria di Analisi, KPI e processi analitici omogenei fra tutte le filiali; fornire un assistente virtuale basato sull’Artificial Intelligence in grado di migliorare le performance e l’efficacia delle varie interazioni; dotare l’Azienda di una dashboard finanziaria di profit & loss.Tutto questo sarà reso possibile tramite un sistema analitico multicanale costituito da un’infrastruttura di CDP basata su Customer Insights di Microsoft Dynamics. Scalabile, integrata e flessibile per tutte le sedi aziendali l’infrastruttura permetterà di misurare i KPI più importanti per guidare il business, includendo: i dati del CRM, i dati delle vendite dirette e infine i dati di Coaching e Multichannel, al fine di avere a disposizione analisi commerciali di benchmark ed ottenere i giusti insight grazie anche all’utilizzo di M.A.R.C., il Virtual Coach di Trueblue basato su un modello di Artificial Intelligence.
Angelini Pharma ricerca, sviluppa e commercializza a livello mondiale sia principi attivi che farmaci branded. È impegnata a individuare soluzioni di salute con un’attenzione prevalente alle aree del sistema nervoso centrale (CNS), incluso il dolore, e le malattie rare. Angelini Pharma è inoltre azienda leader nell’area della Consumer Healthcare.

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Risparmio casa: Un gruppo che fattura mezzo milione all’anno

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

Oltre 100 punti vendita in Italia e uno a Lugano in Svizzera, tra negozi tradizionali, IPER e MEGA, un fatturato che ha raggiunto gli oltre € 500 milioni e una forza lavoro che supera le 2.000 persone. Sono questi i numeri di Risparmio Casa, la catena dedicata ai prodotti per la cura della casa e della persona, guidata dai fratelli Fabio e Stefano Battistelli. Un Gruppo in forte espansione, la cui strategia prevede il raggiungimento di 200 store entro il 2025, l’internalizzazione con aperture nei mercati esteri limitrofi, lo sbarco in Borsa previsto entro cinque anni e un importante percorso di trasformazione digitale già avviato. E, soprattutto, una storia di successi tutta italiana, che ha visto recentemente l’acquisto dei rami d’azienda di 5 punti vendita ex Mercatone UNO, salvaguardando i livelli occupazionali, e che ha radici lontane.Tutto ebbe inizio negli anni Sessanta, in una piccola cartoleria di 50 metri quadri ad Albano Laziale, sotto la guida del capostipite Guido Battistelli, scomparso nel 2010 all’età di 85 anni. In questo ambiente si formano i due figli Fabio e Stefano che, complementari sotto il profilo caratteriale e delle attitudini, decidono di sviluppare l’attività paterna e di trasformarla in una catena di negozi, un retail operante prevalentemente nell’Home e Personal Care. Trent’anni dopo, nella seconda metà degli anni Novanta, l’iniziativa riscuote un notevole successo commerciale ed è allora che Fabio e Stefano decidono di fare un passo avanti, e di sviluppare ulteriormente l’azienda di famiglia. Con l’avvento del nuovo millennio iniziano una serie di aperture, si modificano le superfici di vendita, dal negozio di vicinato a realtà di più ampie dimensioni, con un’offerta di prodotti vastissima e a prezzi molto convenienti e una sempre maggiore redditività al metro quadro.Oggi Risparmio Casa propone oltre 30.000 referenze, a cui si aggiungono più di 8.000 prodotti stagionali, per la pulizia e cura della casa, bellezza e cura della persona, prodotti per animali domestici, casalinghi, tessile casa, giocattoli, cartoleria, fai da te, accessori auto, piccolo elettrodomestico e stagionale.
Oltre 100 punti vendita in Italia e uno a Lugano in Svizzera, tra negozi tradizionali, IPER e MEGA, un fatturato che ha raggiunto gli oltre € 500 milioni e una forza lavoro che supera le 2.000 persone. Sono questi i numeri di Risparmio Casa, la catena dedicata ai prodotti per la cura della casa e della persona, guidata dai fratelli Fabio e Stefano Battistelli. Un Gruppo in forte espansione, la cui strategia prevede il raggiungimento di 200 store entro il 2025, l’internalizzazione con aperture nei mercati esteri limitrofi, lo sbarco in Borsa previsto entro cinque anni e un importante percorso di trasformazione digitale già avviato. E, soprattutto, una storia di successi tutta italiana, che ha visto recentemente l’acquisto dei rami d’azienda di 5 punti vendita ex Mercatone UNO, salvaguardando i livelli occupazionali, e che ha radici lontane.Tutto ebbe inizio negli anni Sessanta, in una piccola cartoleria di 50 metri quadri ad Albano Laziale, sotto la guida del capostipite Guido Battistelli, scomparso nel 2010 all’età di 85 anni. In questo ambiente si formano i due figli Fabio e Stefano che, complementari sotto il profilo caratteriale e delle attitudini, decidono di sviluppare l’attività paterna e di trasformarla in una catena di negozi, un retail operante prevalentemente nell’Home e Personal Care. Trent’anni dopo, nella seconda metà degli anni Novanta, l’iniziativa riscuote un notevole successo commerciale ed è allora che Fabio e Stefano decidono di fare un passo avanti, e di sviluppare ulteriormente l’azienda di famiglia. Con l’avvento del nuovo millennio iniziano una serie di aperture, si modificano le superfici di vendita, dal negozio di vicinato a realtà di più ampie dimensioni, con un’offerta di prodotti vastissima e a prezzi molto convenienti e una sempre maggiore redditività al metro quadro.Oggi Risparmio Casa propone oltre 30.000 referenze, a cui si aggiungono più di 8.000 prodotti stagionali, per la pulizia e cura della casa, bellezza e cura della persona, prodotti per animali domestici, casalinghi, tessile casa, giocattoli, cartoleria, fai da te, accessori auto, piccolo elettrodomestico e stagionale.

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Il ritorno alla stabilità e produttività passa dal welfare aziendale

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2020

Centralità del benessere non solo fisico ma anche emotivo e finanziario dei dipendenti, valorizzazione dell’innovazione e creatività nate durante questo periodo difficile, soddisfazione dei bisogni immediati rendendoli sostenibili a lungo termine. Questi sono alcuni dei consigli che Willis Towers Watson, leader nel brokeraggio e nelle soluzioni per le imprese, rivolge alla comunità italiana delle risorse umane, basandosi sui risultati delle proprie ricerche, in particolare l’indagine Global Benefits Attitudes 2019 condotta su oltre 1000 dipendenti di aziende di medie e grandi dimensioni in Italia.Analizzando la reazione delle aziende all’emergenza Covid-19 e la relativa opinione dei dipendenti, Willis Towers Watson ha identificato le azioni fondamentali da intraprendere nei diversi ambiti, dalla salute al pensionamento, per un ripristino della stabilità e, successivamente, dell’operatività, trasformando le difficoltà in opportunità.La Global Benefits Attitudes evidenzia come sia mutato l’atteggiamento dei dipendenti nei confronti dei benefit aziendali che, nei principali contratti collettivi nazionali di lavoro, non sono cambiati molto con l’emergenza. Il primo pensiero è al futuro e alla salute, per il 60% dei dipendenti assume una nuova rilevanza il piano pensionistico, il 50% ritiene più rilevante il piano sanitario, mentre il 34% il pacchetto di benefit. Il 54% sarebbe quindi disposto a pagare un importo più alto per il fondo pensione e il 34% per il piano sanitario.Se si prende in esame la soddisfazione dei dipendenti rispetto all’offerta dei benefit, emerge come la formula preferita sia un numero moderato di opzioni che gli permetta di scegliere in autonomia ma senza perdersi in troppe possibilità che potrebbero creare confusione.I dipendenti individuano inoltre nella formazione e comunicazione (46%) e negli strumenti a supporto del processo decisionale (38%) le azioni più efficaci per migliorare l’employee experience.“I vertici aziendali devono comprendere che questo momento è determinante – dichiara Cesare Lai, Head of Health & Benefits Willis Towers Watson in Italia -. Con l’emergenza si sono intrapresi nuovi modi di lavorare che devono essere considerati nella definizione del welfare aziendale del futuro. È necessario sviluppare un piano di rientro al lavoro che includa policy di prevenzione in grado di creare fiducia e creare degli strumenti che garantiscano il benessere per incoraggiare il ritorno alla produttività”.“In ambito pensionistico è necessario valutare l’impatto della recessione economica e dei nuovi tempi di lavoro (part time, smartworking) sui piani di pensionamento – aggiunge Andrea Scaffidi, Head of Retirement di Willis Towers Watson in Italia -. Nell’operatività post-crisi saranno invece fattori fondamentali la creazione di canali di educazione finanziaria a supporto dei dipendenti e la digitalizzazione dei processi”.I risultati del Global Benefits Attitudes Survey 2019-2020 si basano sulle risposte di oltre 40.000 dipendenti in tutto il mondo, di cui 1.011 in Italia. Il sondaggio è stato condotto tra luglio e settembre 2019.

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Azienda Italia: Posti lavoro bruciati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

“I numeri della crisi che abbiamo calcolato sono impressionanti”: si apre così una nota stampa di Azienda Italia, associazione tra imprenditori, professionisti e lavoratori impegnati per dare risposte e soluzioni alla crisi. “Le imprese artigiane in Italia sono 1,3 milioni, con 2,8 milioni di lavoratori interessati. E’ un settore già sfiancato da 10 anni di crisi, ed è a rischio chiusura un terzo delle imprese artigiane con una perdita potenziale di 750.000 posti di lavoro. Nel primo trimestre hanno già chiuso 35.000 imprese di questo tipo”, aggiunge il Segretario di Azienda Italia, Andrea Minazzi. Non va meglio per il Commercio. “Il 2020 che avrebbe dovuto essere l’anno della speranza è diventato anno della disperazione. Con 1,35 milioni di aziende coinvolte, 600.000 delle quali con obbligo di chiusura durante il lockdown, le imprese commerciali annoverano 1milione di posti a rischio a fronte di 300.000 aziende che non riapriranno o chiuderanno entro l’anno. Il 60%degli occupati nell’impresa trova lavoro nelle micro e piccole imprese (sotto 20 occupati) che sono quelle più a rischio per la difficoltà che sussistono per accedere ai finanziamenti, malgrado le rassicurazioni del governo”, prosegue Minazzi. “Abbiamo calcolato che sono 2.2 milioni in tutto gli italiani che hanno già perso o che stanno correndo oggi il serissimo rischio di perdere il lavoro. E’ a questo punto indispensabile mettere insieme le migliori energie in un grande progetto di coesione nazionale per ridare al sistema-Paese un orizzonte di certezza, agendo concretamente per snellire i processi e dare ossigeno alle imprese. Non c’è più un solo giorno da perdere”, conclude Minazzi, per Azienda Italia.

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Cosa serve a un’azienda per riconvertirsi ai tempi del COVID?

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

L’intuizione non basta: serve una buona dose di competenza e un ottimo livello di professionalità per riorganizzare un’azienda. E’ quanto è successo a un’impresa che da sempre si occupa di prodotti per la salute e il benessere e che, in un momento come questo, ha deciso di adattarsi alle nuove esigenze del mercato per offrire dispositivi protettivi (mascherine, saturimetri, termometri e gel) “Oltre alla preoccupazione principale di capire come gestire un’azienda in questo momento, quella che psicologicamente mi ha messo a dura prova”, interviene Rino BERTRAND, titolare di Mybeneft “è stata la reazione di chi ha cercato di scoraggiare la scelta che stavo maturando. E’ stata un’evoluzione così rapida che non potevo permettermi di sbagliare alcun passaggio, compreso quello di dar retta a chi non credeva nel mio progetto. Ma ogni passo è stato fatto correttamente e ora mi ritrovo con una nuova realtà che sto esplorando e imparando a conoscere, con la grande soddisfazione di aver mantenuto il lavoro ai miei dipendenti”. “Un imprenditore deve intuire subito cosa quali sono i meccanismi che stanno facendo rallentare il proprio business e avere la prontezza di valutare se ci sono le condizioni per cambiare. Voglio precisare questo aspetto, perchè è da questo presupposto che si decidere la strategia. L’enorme trasformazione tutt’ora in corso, è stata possibile perchè da sempre la mia azienda si occupa di fornire prodotti legati al benessere. Si è trattato per noi di un upgrade in termini di competenza, validata da certificazioni che confermano l’esatta procedura della filiera, fino al consumatore finale”, continua Bertrand.
Serve sangue freddo e intraprendenza per portare aventi un nuovo percorso, fatto inizalmente di procedure e aspetti burocratici che possono mettere a rischio la pazienza di Giobbe.
“Ho studiato il nuovo scenario e, affidandomi alla consulenza del mio legale e di persone competenti, ho seguito l’iter burocratico mentre erano in corso le pratiche per l’invio della merce richiesta all’estero. Ho curato ogni singolo dettaglio, anche il più banale, per non rischiare di sottovalutare nulla”, prosegue Bertrand.

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Produzione intensiva di salvavita in ogni azienda

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

«Nonostante l’appello rivolto dalla Commissione UE a tutti i Paesi dell’Unione a oggi non c’è ancora un sistema univoco europeo per la gestione dei trasporti in particolare dei prodotti farmaceutici e sanitari in genere: le azioni totalmente diverse dei singoli stati membri e anche dei Paesi extra UE stanno causando numerosi problemi e le auspicate “green lanes” per il trasporto farmaceutico stanno funzionando a singhiozzi, creando non pochi problemi alle aziende».A fare il punto sulle criticità della supply chain del settore è Enrique Häusermann, presidente Assogenerici: «Le nostre aziende – spiega – stanno svolgendo un ruolo cruciale per la salute dei pazienti affetti da Covid-19, riuscendo a produrre e fornire in modo incessante in tutta Italia farmaci salvavita a costi accessibili ai medici delle Regioni impegnate nell’emergenza. E l’Unità di Crisi AIFA – che coopera costantemente con le associazioni industriali di settore – sta garantendo procedure snelle, rapide ed efficaci, come ad esempio l’importazione rapida di prodotti dall’estero, garantendo al contempo tutti i requisiti di qualità dei prodotti. L’importazione di 1,5 milioni di compresse di idrossiclorochina dagli USA, garantito da una delle nostre associate, è solo uno dei tanti esempi». A preoccupare non solo le aziende italiane, bensì tutto il comparto europeo, sono le barriere che ancora ostacolano la circolazione di beni essenziali come quelli afferenti alla filiera della salute.Per quanto riguarda il trasporto su strada, molte delle aziende di trasporto hanno creato un team italiano dedicato di autisti / trasportatori che assume il controllo dei rimorchi internazionali appena oltre i confini nazionali.Parzialmente risolta – ma comunque soggetta a grandi rallentamenti per i controlli di polizia sanitaria – la percorribilità al Brennero, restano numerose criticità legate alle scelte dei singoli Paesi in tema di gestione delle frontiere.Paesi come Croazia, Romania, Turchia rifiutano le spedizioni provenienti dall’Italia: in questo e in altri casi le procedure vengono elaborate tramite il Cross-Dock di Genk, in Belgio, con ovvi rallentamenti soprattutto per i camion non a pieno carico.In altri casi vengono imposte regole o procedure particolarmente restrittive ai conducenti dei mezzi: in Bielorussia i trasportatori stranieri possono utilizzare solo di aree selezionate per sosta, pasti e rifornimento; in Bulgaria l’operazione di transito e carico/scarico merci deve essere effettuata nelle 24 ore; il confine ungherese-sloveno resta chiuso e le spedizioni vengono reistradate tramite Belgio e Germania. Le autorità polacche hanno istituito un punto di unto di attraversamento per il passaggio rapido di camion con medicinali, ma per utilizzare è necessario inviare in anticipo i documenti del camion e dell’autista. La Lituania ridotto i valichi d’accesso sono accettate solo merci di importazione con destinazione Lituania.

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Figura del “Social manager”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 febbraio 2020

Up Day, smart company che opera nel mercato dei servizi alle imprese e alla persona con sede a Bologna, arricchisce di valore la propria offerta di welfare aziendale. Ha, infatti, introdotto la figura del “social manager” per assistere il personale orientandolo nell’ambito delle diverse forme di welfare disponibili, con l’obiettivo di ottimizzare le risorse e migliorare le condizioni di lavoro, motivando il personale e armonizzando il work life balance di ogni dipendente. Il social manager assolve diverse funzioni:
Ascolta ogni dipendente, determinando bisogni e aspettative connesse al benessere in azienda e nella sfera privata;
Accompagna il personale nella fruizione ottimale delle misure di welfare aziendale rese disponibili dall’azienda, in virtù degli accordi collettivi nazionali e territoriali;
Favorisce l’integrazione del piano di welfare con la politica sociale dell’azienda, collaborando per la gestione di iniziative filantropiche in ambito aziendale;
Pianifica e coordina le iniziative formative e divulgative legate al welfare aziendale come incontri one to one con il singolo lavoratore o eventi più allargati;
Assiste il personale extra comunitario nelle pratiche connesse al proprio stato civile e amministrativo;
Sostiene il personale, solo su esplicito mandato della direzione aziendale, nei momenti transazionali della vita come matrimoni o divorzi, malattie o lutti ed eventi avversi in generale, facilitandone i negoziati di adattamento.
Il social manager Up Day opera a stretto contatto con il welfare manager dell’azienda cliente, pur mantenendo autonomia di gestione e disciplinare.Incontra il personale in sede – presso i Welfare Points –, ed effettua colloqui tramite numero verde, e-mail e skype, sempre previo appuntamento concordato dall’apposita sezione del portale DayWelfare attraverso la quale vengono anche veicolati servizi, comunicazioni, aggiornamenti.Ogni sua attività è tracciata e dettagliata all’azienda cliente, nel rispetto della privacy dei soggetti coinvolti: l’azienda potrà quindi avere reportistica periodica sulle ore lavorate, sul numero dei dipendenti incontrati, sulle risposte fornite, sulle pratiche avviate o sospese e così via. Inoltre, sarà anche rilevata la soddisfazione del personale rispetto ai servizi forniti.

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ArcelorMittal conferma: lasciamo l’Italia. Il 29 sciopero generale

Posted by fidest press agency su sabato, 16 novembre 2019

L’incontro con la direzione di ArcelorMittal Italia che si è tenuto ieri presso il Ministero dello Sviluppo Economico ha definitivamente chiuso ogni polemica sulla questione dello scudo penale. La dottoressa Morselli ha, dopo due ore di confronto, dichiarato che la decisione di lasciare l’Italia è stata presa in via definitiva, invitando tutti a non perdere tempo cercando di far cambiare idea all’azienda perché ciò non è possibile, lasciando così sbigottiti i vertici di CGIL CISL UIL che avevano più volte dato disponibilità a rivedere, in peggio, l’accordo sottoscritto in sede ministeriale.Le ragioni di tale scelta, quelle dichiarate, sarebbero legate al fatto che le condizioni dello stabilimento di Taranto non corrisponderebbero a quelle prospettate da governo e commissari. Lo stato delle acciaierie, per quanto attiene alla sicurezza ed alle emissioni nocive, è, per dichiarazione esplicita della Morselli, fuori da ogni legalità, ovvero, sempre testuali parole, si lavora in condizioni criminali. Altro punto che avrebbe condotto la multinazionale a recedere dal gruppo ex Ilva sarebbe la venuta meno dello scudo penale. Tuttavia oltre a queste risicate dichiarazioni formali la Morselli si è rifiutata di rispondere nel merito alle tante osservazioni sulle mille contraddizioni nel comportamento della multinazionale. La verità è che la scelta di Arcelormittal si fonda su logiche e strategie internazionali, l’investimento italiano è solo uno dei tanti, assolutamente sacrificabile, anche considerando l’alto costo per l’efficientamento dello stabilimento. Ora serve un piano B. Abbiamo chiesto al governo di convocare con urgenza il tavolo di crisi a Palazzo Chigi. Occorre programmare un intervento pubblico direttamente nella proprietà dell’ex Ilva.L’obbiettivo è la programmazione della chiusura delle fonti inquinanti, le bonifiche e un piano straordinario per la riconversione dello stabilimento, per garantire occupazione, salari e reddito per i dipendenti ArcelorMittal, per quelli in cassa integrazione nel bacino di Ilva in AS e per tutti quelli degli appalti. Se necessario anche entrando in rottura con i divieti dell’Unione Europea. Senza una nuova politica industriale fondata sull’intervento diretto dello stato in economia l’Italia continuerà ad essere ostaggio dei tanti, piccoli e grandi, profittatori e il suo patrimonio industriale continuerà a perdere spessore e ruolo nella divisione internazionale del lavoro. Un processo di impoverimento che infine scarica tutto sulle lavoratrici ed i lavoratori. Povero quel paese che ha pregato, inutilmente, ArcelorMittal di restare. Ai tanti lavoratori che hanno conosciuto il vero volto della multinazionale, non mancherà affatto.
Il prossimo 29 novembre USB ha proclamato lo sciopero generale con manifestazione nazionale a Taranto . Occorre liberare la città dai veleni dell’acciaieria.

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Energia: Tecno diventa azienda certificata Elite

Posted by fidest press agency su martedì, 5 novembre 2019

Londra. L’azienda ha ricevuto a Londra, durante la cerimonia ufficiale dell’Elite Day, il Certificato a testimonianza di una crescita superiore al 20 per cento l’anno negli ultimi due anni e un riconoscimento che conferma il percorso di crescita del Gruppo, oggi ancora più competitivo nell’ambito dei mercati internazionali e maggiormente visibile e attraente nei confronti di investitori e mercato.
L’azienda, fondata e guidata dall’imprenditore Giovanni Lombardi, è una Esco certificata dal 2005, specializzata in servizi di efficientamento energetico e produttivo, per la sostenibilità ambientale , attraverso l’innovazione di processo, ha vinto a maggio, per il secondo anno consecutivo, il Premio di Deloitte per le Best Managed Companies ed è stata selezionata come migliore azienda italiana 2019 nella categoria “The Customer and Market Engagement Award” per l’European Business Award.Tecno è stata tra le prime imprese a promuovere in Italia il servizio di Control Energy Management, conta oggi oltre 2900 aziende clienti in tutti i settori produttivi. Fondata nel 1999, è leader nei servizi alle imprese per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale in chiave di Industria 4.0. Con sedi in Italia, a Milano, Bologna e Napoli, e all’estero, a Berlino e Parigi, Tecno è un punto di riferimento anche nei processi digitali applicati a tutti i tipi di prodotti al servizio delle aziende. La digitalizzazione dei processi produttivi, infatti, rende possibile ai clienti migliorare ed efficientare la produttività e risparmiare tempo e risorse.
A maggio Deloitte ha premiato l’azienda, per il secondo anno consecutivo tra le Best Managed Companies italiane, e a dicembre il Premio European Business Award come migliore azienda italiana del 2019 nella categoria “The Customer and Market Engagement Award”. Nel ritirare il riconoscimento il Ceo di Tecno Claudio Colucci ha dichiarato: “È un traguardo importante, fondamentale per la nostra azienda. L’esperienza del percorso Elite ci ha permesso di crescere sia come team che singolarmente, proiettandoci nella dimensione ambiziosa a cui aspiriamo con una consapevolezza completa dei nostri mezzi e delle nostre capacità.
La crescita di fatturato ed utile pari al 20 per cento e l’incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo evidenziano il contributo del programma Elite alla nostra crescita.”

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Alitalia: Rilnciare l’azienda

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

“Approvato con il parere favorevole del governo un ordine del giorno sulla salvaguardia della compagnia di Bandiera. Prendiamo atto che il governo dovrà ora mettere in campo tutte le iniziative possibili, per la definizione finale del nuovo consorzio societario di Alitalia, e del varo di un progetto industriale che determini il rilancio dell’azienda e tuteli contestualmente gli interessi strategici nazionali legati al traffico economico, commerciale, culturale e turistico. La Nazione deve avere un vettore nazionale competitivo sul mercato, per affrontare la competizione globale, anche grazie alla sua consolidata storia internazionale. È necessario, come richiesto dai principali sindacati del trasporto aereo, investire nella flotta di lungo raggio, nella manutenzione leggera e pesante e in una gestione aeroportuale industriale non affidata alla sola logica dei facili incassi commerciali. La costituzione della nuova “cordata” tenga conto del mantenimento dei livelli occupazionali attuali e del rilancio complessivo della compagnia di bandiera. E’ quanto dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera commentando il via libera della Camera all’odg su Alitalia di cui è primo firmatario.

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L’azienda del Tecnopolo di Castel Romano a Roma è tra i 7 finalisti della European Health Catapult

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 ottobre 2019

La finale si disputerà il 2 e 3 dicembre a Parigi. Takis con i suoi progetti avanzati ha presentato un vaccino terapeutico personalizzato contro il cancro alla European Health Catapult guadagnandosi il posto in finale. Un risultato raggiunto grazie alla realizzazione di un vaccino terapeutico personalizzato contro il cancro. Si tratta, quindi di una nuova sfida che punta alla medicina personalizzata, della genomica e delle terapie cellulari che molti intravedono come un percorso necessario sul quale investire. Il genoma di ciascun tumore, infatti, presenta mutazioni che differiscono da paziente a paziente e generano proteine anomale chiamate neoantigeni, assenti nelle cellule sane. Il vaccino progettato da Takis istruisce le cellule del sistema immunitario a riconoscere i neoantigeni tumorali e ad annientare solo le cellule che li esprimono. Ma poiché ogni tumore è diverso, ciascun paziente ha bisogno di una terapia su misura: il punto di partenza è il sequenziamento del genoma tumorale, che aiuta i ricercatori a costruire un vaccino ad hoc. Si tratta di un progetto innovativo, che i ricercatori di Takis stanno portando avanti con competenza ed entusiasmo. E che alla European Health Catapult, alla quale hanno partecipato 42 start up in Europa, ha già catturato l’interesse degli investitori, confermando ancora una volta l’eccellenza della ricerca italiana in campo oncologico. “Siamo orgogliosi di questo risultato– ha dichiarato Luigi Aurisicchio, CEO di Takis –. In questi anni abbiamo intrapreso molti progetti e ci siamo dedicati alla messa a punto di terapie sempre più mirate ed efficaci contro il cancro. Il merito è, anche e soprattutto, dei nostri ricercatori, che mettono la passione in quello che facciamo giorno dopo giorno per aiutare i pazienti in oncologia”. Dello stesso avviso anche Fabio Palombo, responsabile del programma di ricerca: “Grazie alla crescente conoscenza in Immuno-Oncologia, al Next Generation Sequencing e a tecnologie sempre più efficaci, è possibile oggi pensare a approcci di medicina personalizzata inconcepibili fino a pochissimi anni fa. E noi Italiani con le nostre idee e la nostra fantasia, possiamo dare un grandissimo contributo a questo campo in continua evoluzione”.Con la sua esperienza nelle terapie innovative contro il cancro, Takis è l’unica azienda italiana ad aver raggiunto questo traguardo, dimostrando di essere tra le 7 migliori imprese biotech in Europa. Merito di un’intensa attività di ricerca, che ha saputo intercettare i temi più all’avanguardia nella lotta ai tumori di questi ultimi anni. Come ad esempio l’immunoterapia, che sfrutta il sistema immunitario per combattere il cancro, dando vita a terapie potenzialmente più efficaci di quelle tradizionali, e soprattutto più mirate. La produzione scientifica di Takis, infatti, appare sempre più orientata al futuro, che è quello della medicina di precisione e su misura del paziente. Una possibilità che oggi, grazie alla conoscenza approfondita del genoma umano, si sta facendo sempre più concreta.

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Imprese, oggi in azienda fino a 5 generazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

Milano, 16 settembre 2019 – Da una parte, l’aumento dell’età pensionistica, che ha portato le persone a restare in azienda più anni di quanto avveniva in passato. Dall’altra parte, seppur meno marcata, l’entrata anticipata di tanti giovani nel mondo del lavoro, dettata dalla necessità di creare un reddito il prima possibile in risposta della crisi economica degli ultimi anni.Questi due fattori insieme hanno portato, per la prima volta, al coesistere in azienda non tre, non quattro, ma ben cinque generazioni diverse.Non si tratta di puri dati statistici che non hanno effetti concreti sulla gestione o sull’operatività delle imprese, ma una realtà concreta che tante aziende si trovano a gestire. Una realtà con estremi talmente distanti, tanto da poter spaventare le Risorse Umane.
Ci sono infatti i veterani, ovvero i lavoratori over 60, tendenzialmente fedeli a un datore di lavoro per lunghissimo tempo, portati alla comunicazione faccia a faccia e di stampo formale. Ci sono poi i baby boomers, contraddistinti da una forte etica del lavoro, e i lavoratori della Generazione X, che compongono la più grande fetta della popolazione lavorativa e che per primi si sono avvicinati alle nuove tecnologie.All’estremo opposto, ci sono i Millennials e giovanissimi della Generazione Z, nativi digitali che hanno abbandonato l’ideale del posto fisso, iperconnessi e portati alla comunicazione costante online.Il primo compito, per le aziende, è quello di comprendere quali sono le differenti esigenze dei propri dipendenti di generazioni diverse. E questo deve essere fatto sia per ottimizzare la produttività, sia per poter poi sfruttare queste conoscenze per attirare nuovi talenti.
«Un’azienda che non dedica tempo e risorse per capire i diversi modi di collaborare, di comunicare e di lavorare dei propri collaboratori, perde una grossa opportunità» spiega Carola Adami, amministratore delegato della società di head hunting Adami & Associati «e rischia allo stesso tempo non solo di allontanare nuove preziose risorse in grado di accompagnare lo sviluppo del business, ma anche di perdere i talenti già presenti in azienda. L’ambiente di lavoro è infatti uno dei fattori fondamentali in base ai quali un dipendente decide se restare in azienda o se cercare lavoro altrove».Rispondere alle preferenze di un 2 o 3 generazioni di collaboratori non è particolarmente complicato: è quello che le migliori aziende hanno sempre fatto.Oggi, invece, le stesse aziende si trovano a misurarsi con le esigenze di ben 5 generazioni, ognuna delle quali ha delle priorità differenti.Fino a qualche anno fa erano pochissime, per esempio, i reparti HR che mettevano al centro dei propri sforzi i valori della sostenibilità ambientale. Oggi, invece, le cose devono cambiare, in quanto – con l’inserimento di risorse delle nuove generazioni – la sostenibilità ambientale è un valore importante da considerare per il 61% dei lavoratori.A rivelarlo è stato uno studio HP, con l’Amministratore Delegato di HP Italy Tino Canegrati a sottolineare che «per i dipendenti di oggi e di domani la responsabilità sociale è diventato un must, la cui importanza è solo destinata ad aumentare».Si sommano priorità differenti, e insieme a esse entrano in azienda anche nuove opportunità di comunicazione, di condivisione e di collaborazione, rivoluzionando dall’interno il modo di lavorare.«La presenza contemporanea di generazioni tanto diverse, sommata alla forte rivoluzione tecnologica in corso, può spaventare i reparti HR di qualsiasi azienda. Eppure proprio grazie alle nuove tecnologie è possibile sfruttare al massimo le risorse multigenerazionali presenti in azienda, valorizzando al massimo il potenziale di ogni singolo collaboratore» spiega Adami, aggiungendo che «in una fase di cambiamento come quella che stiamo vivendo in questi ultimi anni, poter contare su un’ampia gamma di punti di vista è senza ombra di dubbio un vantaggio competitivo».

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Valica tra le aziende premiate nel campo dell’innovazione digitale

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

La Regione Lazio ha assegnato l’importante riconoscimento “Lazio 2030 – Comunità degli innovatori” a Valica, Tourism Marketing Company da anni impegnata nella promozione del turismo nel campo digitale.Il premio, che si ricollega alle attività di promozione del digitale e delle nuove tecnologie promosse dal Fondo europeo di sviluppo regionale 2014 – 2020, è simbolicamente rappresentato da una targa voluta dall’Amministrazione Regionale, come riconoscimento per il lavoro svolto in questi anni, in termini di innovazione nel proprio settore e creazione di valore per il territorio.Non solo progetti editoriali e commerciali di rilevanza internazionale. Valica è infatti risultata vincitrice di un bando per lo sviluppo di strumenti innovativi, presentando il progetto per un chatbot ideato per rispondere alle specifiche esigenze della Regione Lazio.Basata su un avanzato sistema di intelligenza artificiale, questa chat interattiva sarà in grado di fornire numerose informazioni turistiche ai visitatori della Regione Lazio. Uno strumento, disponibile in quattro lingue, per orientarsi con più facilità, di facile utilizzo, dalle risposte immediate, utile non solo per i turisti ma anche per i residenti. Il lancio del chatbot avverrà tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020.
La fruizione dei materiali digitali, nell’ambito turistico e non solo, è in costante evoluzione. Il ricorso ai chatbot, agli assistenti vocali e alle ulteriori forme di trasformazione degli ambienti web sta trasformando il modo con il quale gli utenti e le aziende si approcciano al contenuto. Per questo motivo l’intero ecosistema Valica, che oggi può oggi contare su ventotto siti nell’ambito Travel, Food e Lifestyle, è esso stesso in evoluzione costante.Tutti i siti Valica riescono a “intercettare un vasto pubblico, offrendo opportunità di promozione e possibilità commerciali estremamente ampie”, ha dichiarato Luca Cotichini, per il quale nell’immediato futuro dell’azienda ci sono “numerose novità, prodotti e prototipi che valorizzeranno e renderanno ancora più soddisfacente la user experience” degli utenti.Tra i portali di maggiore rilevanza nel Network troviamo Paesionline.it, che da quasi vent’anni è il sito di riferimento per conoscere le destinazioni e condividere le proprie esperienze di viaggio; Turisti per caso, entrato a far parte di Valica nel 2018 e che raccoglie il testimone della decennale esperienza di Syusy Bladi e Patrizio Roversi; Travelfool.it, marketplace di offerte di viaggi che mette in comunicazione diretta realtà del settore turistico con il viaggiatore.

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Alitalia. Ruspandini (FdI): quali prospettive per azienda?

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 maggio 2019

“Su Alitalia siamo arrivati al termine di una corsa che non ha mai avuto un traguardo definito e chiaro anzi, sempre offuscato e sfuggente. Tra pochi giorni scadrà l’ultimatum a Ferrovie dello Stato per la presentazione della nuova compagine societaria e scadranno i termini per la restituzione del prestito allo Stato, pena l’applicazione delle sanzioni europee. Ad oggi non è ancora pervenuta alcuna soluzione. Il governo tace, gli organi di stampa fanno finta di non vedere ma il tempo passa inesorabile. E’ giunto il momento di fare chiarezza e luce su una trattativa che è rimasta troppo segreta. Lo si deve al popolo italiano che, a causa di gestioni scellerate, ha messo sul piatto Alitalia 7 miliardi di euro negli ultimi anni. Ma lo si deve soprattutto ai lavoratori che ormai versano in uno stato d’animo di rassegnazione e acquiescenza. Le ripercussioni di un ennesimo fallimento sarebbero gravissime, mettendo sul piano internazionale in evidenza l’incapacità del governo di porre fine ad una crisi del comparto aereo, fondamentale per una Nazione come la nostra a vocazione turistica. I danni sarebbero disastrosi per tutta l’Italia, in particolare per il bacino romano dove risiede la maggior parte del personale Alitalia, causando una crisi economica anche sull’indotto interessato. Per queste ragioni, Fratelli d’Italia si attende un intervento immediato, e attraverso un’interrogazione parlamentare chiederò che sia fatta chiarezza su una vicenda sempre più preoccupante”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Massimo Ruspandini, componente della Commissione Lavori pubblici e Comunicazioni.

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Il colloquio di lavoro è un passaggio decisivo per l’assunzione in un’azienda

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2019

Arrivare preparati a tale appuntamento evitando gli “errori” più comuni e che spesso si riscontrano nei colloqui può rappresentare una delle carte determinanti per trovare un lavoro. Troppo spesso diamo per scontato che i giovani sappiano come comportarsi in queste circostanze e invece non è così. Ci sono dinamiche e modalità di approccio specifiche che bisogna conoscere bene prima di affrontare con possibilità di successo un colloquio. Trovare lavoro è un lavoro e non si può improvvisare. A tal scopo Orienta ha promosso un’iniziativa rivolta agli studenti universitari e legata ai Career Day delle Università denominata“i segreti del colloquio di lavoro”. Si tratta di un programma in due step che prevede una formazione teorica sui principali aspetti e informazioni utili sul colloquio di lavoro fornendo nozioni anche di carattere psicologico e una parte pratica in cui vengono coinvolti i manager delle risorse umane delle aziende principali del territorio per una simulazione “reale” di un colloquio di lavoro. Dall’esperienza sul campo e dai primi incontri svolti con gli studenti universitari – la prima tappa si è svolta presso l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara – emergono chiaramente delle lacune che il programma promosso da Orienta intende colmare con l’obiettivo di preparare al colloquio nel miglior modo possibile migliaia di studenti.
Alcune cose da fare (e sapere). Prima di presentarsi ad un colloquio, importantissimo nonché essenziale è informarsi riguardo l’azienda per la quale si aspira. A fare la differenza può essere anche il portamento, piuttosto che il mostrarsi curiosi e pronti a mettersi in gioco. Parlare di se stessi va benissimo, come com’è normale essere nervosi, l’importante è riuscire a far emergere le proprie competenze, mettere in luce i propri punti di forza e mostrare di possedere le cosiddette soft skills, ossia quelle indispensabili doti umane che fanno la differenza Le soft skills o competenze trasversali, come lo spirito di sacrificio, la determinazione, il saper stare con gli altri, un giusto senso del dover e così via, sono valori decisivi per un’assunzione. È bene, inoltre, fare domande pertinenti, essere convincenti ma soprattutto, per prima cosa, essere se stessi.
Altre da non fare. Una delle cose peggiori che capita talvolta di riscontrare è vedere giovani candidati farsi accompagnare dai genitori, entrambi, oppure dalla fidanzata o dal fidanzato. Un’idea originale del colloquio di gruppo di tipo “familiare”, che prevede, non troppo di rado, la partecipazione attiva degli stessi genitori alle domande di rito. Alcuni atteggiamenti duranti il colloquio, poi, sono da censura. C’è chi si presenta con gli occhiali da sole, chi risponde ad un sms o ad una telefonata mentre sta interloquendo con il selezionatore, chi lo scambia per un amico o un’amica o uno di famiglia, e chi pensa di essere in discoteca o al bar. Evitare l’inadeguatezza nell’abbigliamento.

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Area Mind: spostare l’azienda a rischio di Incidente Rilevante per la sicurezza di studenti e lavoratori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Un tavolo tecnico finalizzato al trasferimento di un’azienda di trattamento di rifiuti pericolosi per scongiurare possibili ripercussioni da incidente rilevante nell’area Mind. Lo chiede il M5S Lombardia con una mozione (in allegato) depositata nella giornata di ieri dalla consigliera regionale Monica Forte.Forte dichiara: “La mozione è la sintesi di un lavoro documentale, di confronto e di analisi minuziosa che portiamo avanti da diversi anni sul futuro dell’area Expo con l’obiettivo di tutelare al massimo i futuri fruitori dell’area ora denominata Mind.Al confine, a poche decine di metri, c’è infatti un impianto che tratta una media di 150 mila tonnellate di rifiuti pericolosi all’anno, la ditta Ecoltecnica, a rischio d’incidente rilevante per le normative vigenti.L’impianto negli ultimi anni, a dimostrazione della sua pericolosità, è stato interessato da due incidenti. Un incendio di vernici, diluenti e olii usati occorso nel 2004 ha costretto alla chiusura dell’autostrada con l’intervento di oltre 100 vigili del fuoco. Nel gennaio del 2018 è scoppiato un camino dell’impianto tritarifiuti per il quale intervenne il gruppo nucleare batteriologico radiologico e chimico dei Vigili del fuoco. Voglio ricordare che nell’area la concentrazione di aziende a rischio è molto elevata e, in caso di incidenti, può verificarsi un effetto domino. Proprio per questo sono necessari interventi immediati: l’urbanizzazione dell’area va guidata garantendo la totale sicurezza di chi vivrà o lavorerà a Mind e ovviamente nelle aree limitrofe”.

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MotorK unica italiana tra le 50 più importanti d’Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 9 febbraio 2019

MotorK, l’azienda italiana che sta innovando a livello europeo l’intero comparto digitale automotive, è stata inserita nella lista 2019 di Tech Tour Growth 50, riconoscimento riservato alle più importanti Scale-Up tecnologiche d’Europa – quelle che hanno maggiori possibilità di trasformarsi in “unicorno” e di oltrepassare il tetto di 1 miliardo di dollari di valutazione. Tra le 50 fuoriclasse premiate, MotorK è l’unica azienda nata in Italia: se il nostro Paese torna ad essere presente per la prima volta dopo 3 anni, è la Germania ad annoverare il numero maggiore di premiati (ben 13), seguita da Svizzera (9) e Francia (8).
Tech Tour ha monitorato e valutato – con il supporto di un comitato selezionatore composto da investitori internazionali – oltre 300 aziende tecnologiche europee di valutazione inferiore al miliardo di dollari. Il comitato ne ha analizzato le prospettive di crescita, l’impatto sul mercato e le traiettorie dei percorsi di sviluppo. L’inserimento di MotorK nella lista rappresenta un riconoscimento importante, soprattutto per il forte impegno in innovazione, ricerca e sviluppo che contraddistingue da sempre l’azienda.

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Lavoratori over 50: ecco come e perché valorizzarli in azienda

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

Milano. L’attuale mercato del lavoro si muove sempre più decisamente in direzione dell’innovazione e della digitalizzazione, e non deve quindi stupire che le aziende siano alla costante ricerca di giovani talenti cresciuti insieme alle nuove tecnologie.Sarebbe però sbagliato, per le imprese, concentrarsi unicamente sui Millennials: la maggior parte della forza lavoro, infatti, è costituita da over 50, i quali hanno di fronte a sé ancora parecchi anni prima dell’agognata pensione. I numeri sono chiari e non lasciano spazio a fraintendimenti: in Italia gli occupati tra i 25 e i 34 anni sono in totale 4 milioni, gli occupati over 50 sono più del doppio, superando gli 8 milioni e mezzo.
«In un contesto dominato dalla digital trasformation, esistono tutt’oggi molti ruoli per i quali il driver principale resta il bagaglio esperienziale» spiega Carola Adami, head hunter di Milano e fondatrice dell’agenzia di selezione del personale Adami & Associati. «Parliamo di figure come i responsabili vendite, medici specializzati, direttori commerciali, capi progetto e via dicendo, per i quali la maturità personale e il know how consolidato sono caratteristiche cruciali».Non va peraltro dimenticato, sottolinea Adami, che «a partire dalla riforma del lavoro 2012 in Italia sono stati introdotti degli incentivi per l’assunzione degli over 50, i quali restano attivi anche nel 2019, dopo aver dato manforte alla ripresa dell’occupazione negli ultimi anni».Ma come si sentono gli occupati over 50?
Stando a uno studio effettuato da Valore D e dall’Università Cattolica di Milano, solamente il 31% dei lavoratori di questa fascia si sente effettivamente attivo e valorizzato. Il 46% lamenta invece di essere in difficoltà, laddove il 23% degli intervistati si definisce smarrito. La volontà, nella maggior parte dei casi, è quella di fare di più, di poter mostrare il proprio valore, di rimettersi in gioco. Non deve stupire, quindi, il titolo della ricerca, ovvero ‘Talenti senza età’.Per le aziende, dilapidare l’esperienza e la passata formazione dei lavoratori ultracinquantenni è uno spreco imperdonabile, soprattutto pensando al fatto che gli occupati over 50 sono destinati ad aumentare ulteriormente. Da qui la necessità, sottolineata dagli autori dello studio, di predisporre delle strategie di Ageing management per gestire al meglio il capitale umano. Alcune grandi aziende, del resto, ci hanno già pensato.Il gruppo assicurativo Zurich, per esempio, ha iniziato di recente ad affiancare lavoratori di generazioni diverse in un sistema di cross mentoring, così da mettere a confronto l’esperienza degli over 50 con le competenze digitali dei più giovani. L’esperimento, affermano dalle Risorse Umane del gruppo svizzero, si sta dimostrano più efficace rispetto ai tipici corsi di formazione.La multinazionale giapponese NTT Data negli ultimi anni ha iniziato invece recentemente ad assumere un alto numero di over 50, avendo notato che i team intergenerazionali lavorano meglio: l’esperienza dei lavoratori più maturi, infatti, permette di gestire in modo efficace anche le situazioni più complesse. (fonte: ComunicatiStampa.net)

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3M si conferma nuovamente azienda leader in tema di sostenibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 dicembre 2018

Per il diciannovesimo anno consecutivo il Dow Jones Sustainability Index ha riconosciuto all’azienda di St. Paul l’eccellente livello del suo impegno, inserendola nel ristrettissimo numero di società costantemente presenti nell’Index (DJSI). 3M, società che traduce la scienza in soluzioni che migliorano la vita, vanta un impegno di lunga data nella sostenibilità. Tutto è iniziato negli anni ‘70 con il Programma 3P (Pollution Prevention Pays), una serie di impegni che si sono tradotti sia in azioni concrete nel rispetto dell’ambiente sia in centinaia di miglioramenti di prodotto e processo, formando così le basi di una la cultura permeata nell’organizzazione. Oggi l’azienda traguarda agli Obiettivi di Sostenibilità 2025 in un percorso che si concentra su acqua, clima ed energia, per continuare a dimostrare concretamente che le buone pratiche, oltre ad essere positive per il pianeta, sono anche positive per il business.La sostenibilità è oggi un approccio integrato nelle pratiche di business di 3M: nello sviluppo di nuove soluzioni per i clienti l’azienda mantiene il proprio impegno a ridurre l’impatto in termini ambientali attraverso prodotti e soluzioni, ma anche aiutando i clienti ad essere sostenibili a loro volta con vantaggi economici.Questo impegno ha permesso a 3M di raggiungere numerosi importanti obiettivi nel 2018:
· riduzione del 68,1% delle emissioni di gas serra rispetto al 2002
· energia elettrica ricavata per il 30% da fonti rinnovabili
· investimenti per la tutela dell’ambiente, programmi di formazione e programmi per le comunità di entità superiore a 70 milioni di dollari
· nuovo processo di valutazione dei fornitori che ne misura il livello di sostenibilità sociale e ambientale
· lancio di un prodotto innovativo – i granuli riducismog 3M™- che, applicato sulle tegole, sfrutta la luce del sole per ripulire l’aria dallo smog.
Il DJSI – creato da analisti e ricercatori che studiano in modo approfondito le strategie ambientali, sociali ed i risultati economici delle imprese – non è però l’unica classifica a premiare 3M.Per il 2018 l’azienda è stata infatti inserita da EcoVadis nella categoria «Gold», tra le primissime aziende al mondo (1% della classifica) in termini di responsabilità sociale (ambiente, sociale, etica e catena logistica) per tutte le categorie industriali. EcoVadis gestisce la prima piattaforma collaborativa che permette alle aziende di verificare la performance di sostenibilità dei fornitori, in 150 settori e 110 paesi, con l’obiettivo di migliorare le pratiche ambientali e sociali sfruttando l’influenza delle catene logistiche globali.

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La Cooperativa Latte Arborea ha acquisito l’azienda CAPLAC di Capannori (LU)

Posted by fidest press agency su sabato, 2 giugno 2018

Si tratta della cooperativa toscana operante nel settore lattiero-caseario italiano col marchio S.Ginese. Nata nel 1949, l’azienda rappresenta storicamente una realtà importate per il tessuto economico della Lucchesia e ha una distribuzione attiva in tutta la Toscana e parte della Liguria.“Questa operazione – commentano Francesco Casula, Direttore Generale di Latte Arborea e Gianfilippo Contu Presidente del Consiglio di Amministrazione di Latte Arborea – , conferma la nostra volontà di crescita e specializzazione nel mercato lattiero-caseario iniziata con le acquisizioni di Fattorie Girau e Trentinalatte. Il conseguimento a titolo definitivo della Caplac, dà seguito all’attività realizzata durante il periodo di affitto della società toscana iniziato nel febbraio 2017”. Latte Arborea – tra i primi produttori di latte alimentare a livello nazionale e leader nel mercato lattiero-caseario in Sardegna – darà continuità alla commercializzazione dei prodotti a marchio S. Ginese per i suoi mercati storici. Questa operazione segue quella dello scorso febbraio in cui la cooperativa sarda ha acquistato dal gruppo tedesco Livia l’azienda produttrice di yogurt Trentinalatte spa, tra i primi operatori in Italia nel segmento delle private label e presente sul mercato con i brand “Trentina” e “Collina Felice”. Meno recente, invece, nel 2013, l’acquisizione di Fattorie Girau, l’azienda specializzata nel settore ovicaprino. Grazie alle tre operazioni la società cooperativa sarda ha incrementato le sue capacità produttive e il suo fatturato. Recentemente la società ha avviato anche un percorso di internazionalizzazione con una decisa accelerazione dell’export di latte alimentare, panna, burro e mascarpone in Cina, Hong Kong, Vietnam, Macao, Corea del Sud e Filippine e per il futuro guarda anche ai mercati di Taiwan, Singapore e Malesia.

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