Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘azienda’

Valica tra le aziende premiate nel campo dell’innovazione digitale

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

La Regione Lazio ha assegnato l’importante riconoscimento “Lazio 2030 – Comunità degli innovatori” a Valica, Tourism Marketing Company da anni impegnata nella promozione del turismo nel campo digitale.Il premio, che si ricollega alle attività di promozione del digitale e delle nuove tecnologie promosse dal Fondo europeo di sviluppo regionale 2014 – 2020, è simbolicamente rappresentato da una targa voluta dall’Amministrazione Regionale, come riconoscimento per il lavoro svolto in questi anni, in termini di innovazione nel proprio settore e creazione di valore per il territorio.Non solo progetti editoriali e commerciali di rilevanza internazionale. Valica è infatti risultata vincitrice di un bando per lo sviluppo di strumenti innovativi, presentando il progetto per un chatbot ideato per rispondere alle specifiche esigenze della Regione Lazio.Basata su un avanzato sistema di intelligenza artificiale, questa chat interattiva sarà in grado di fornire numerose informazioni turistiche ai visitatori della Regione Lazio. Uno strumento, disponibile in quattro lingue, per orientarsi con più facilità, di facile utilizzo, dalle risposte immediate, utile non solo per i turisti ma anche per i residenti. Il lancio del chatbot avverrà tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020.
La fruizione dei materiali digitali, nell’ambito turistico e non solo, è in costante evoluzione. Il ricorso ai chatbot, agli assistenti vocali e alle ulteriori forme di trasformazione degli ambienti web sta trasformando il modo con il quale gli utenti e le aziende si approcciano al contenuto. Per questo motivo l’intero ecosistema Valica, che oggi può oggi contare su ventotto siti nell’ambito Travel, Food e Lifestyle, è esso stesso in evoluzione costante.Tutti i siti Valica riescono a “intercettare un vasto pubblico, offrendo opportunità di promozione e possibilità commerciali estremamente ampie”, ha dichiarato Luca Cotichini, per il quale nell’immediato futuro dell’azienda ci sono “numerose novità, prodotti e prototipi che valorizzeranno e renderanno ancora più soddisfacente la user experience” degli utenti.Tra i portali di maggiore rilevanza nel Network troviamo Paesionline.it, che da quasi vent’anni è il sito di riferimento per conoscere le destinazioni e condividere le proprie esperienze di viaggio; Turisti per caso, entrato a far parte di Valica nel 2018 e che raccoglie il testimone della decennale esperienza di Syusy Bladi e Patrizio Roversi; Travelfool.it, marketplace di offerte di viaggi che mette in comunicazione diretta realtà del settore turistico con il viaggiatore.

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Alitalia. Ruspandini (FdI): quali prospettive per azienda?

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 maggio 2019

“Su Alitalia siamo arrivati al termine di una corsa che non ha mai avuto un traguardo definito e chiaro anzi, sempre offuscato e sfuggente. Tra pochi giorni scadrà l’ultimatum a Ferrovie dello Stato per la presentazione della nuova compagine societaria e scadranno i termini per la restituzione del prestito allo Stato, pena l’applicazione delle sanzioni europee. Ad oggi non è ancora pervenuta alcuna soluzione. Il governo tace, gli organi di stampa fanno finta di non vedere ma il tempo passa inesorabile. E’ giunto il momento di fare chiarezza e luce su una trattativa che è rimasta troppo segreta. Lo si deve al popolo italiano che, a causa di gestioni scellerate, ha messo sul piatto Alitalia 7 miliardi di euro negli ultimi anni. Ma lo si deve soprattutto ai lavoratori che ormai versano in uno stato d’animo di rassegnazione e acquiescenza. Le ripercussioni di un ennesimo fallimento sarebbero gravissime, mettendo sul piano internazionale in evidenza l’incapacità del governo di porre fine ad una crisi del comparto aereo, fondamentale per una Nazione come la nostra a vocazione turistica. I danni sarebbero disastrosi per tutta l’Italia, in particolare per il bacino romano dove risiede la maggior parte del personale Alitalia, causando una crisi economica anche sull’indotto interessato. Per queste ragioni, Fratelli d’Italia si attende un intervento immediato, e attraverso un’interrogazione parlamentare chiederò che sia fatta chiarezza su una vicenda sempre più preoccupante”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Massimo Ruspandini, componente della Commissione Lavori pubblici e Comunicazioni.

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Il colloquio di lavoro è un passaggio decisivo per l’assunzione in un’azienda

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2019

Arrivare preparati a tale appuntamento evitando gli “errori” più comuni e che spesso si riscontrano nei colloqui può rappresentare una delle carte determinanti per trovare un lavoro. Troppo spesso diamo per scontato che i giovani sappiano come comportarsi in queste circostanze e invece non è così. Ci sono dinamiche e modalità di approccio specifiche che bisogna conoscere bene prima di affrontare con possibilità di successo un colloquio. Trovare lavoro è un lavoro e non si può improvvisare. A tal scopo Orienta ha promosso un’iniziativa rivolta agli studenti universitari e legata ai Career Day delle Università denominata“i segreti del colloquio di lavoro”. Si tratta di un programma in due step che prevede una formazione teorica sui principali aspetti e informazioni utili sul colloquio di lavoro fornendo nozioni anche di carattere psicologico e una parte pratica in cui vengono coinvolti i manager delle risorse umane delle aziende principali del territorio per una simulazione “reale” di un colloquio di lavoro. Dall’esperienza sul campo e dai primi incontri svolti con gli studenti universitari – la prima tappa si è svolta presso l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara – emergono chiaramente delle lacune che il programma promosso da Orienta intende colmare con l’obiettivo di preparare al colloquio nel miglior modo possibile migliaia di studenti.
Alcune cose da fare (e sapere). Prima di presentarsi ad un colloquio, importantissimo nonché essenziale è informarsi riguardo l’azienda per la quale si aspira. A fare la differenza può essere anche il portamento, piuttosto che il mostrarsi curiosi e pronti a mettersi in gioco. Parlare di se stessi va benissimo, come com’è normale essere nervosi, l’importante è riuscire a far emergere le proprie competenze, mettere in luce i propri punti di forza e mostrare di possedere le cosiddette soft skills, ossia quelle indispensabili doti umane che fanno la differenza Le soft skills o competenze trasversali, come lo spirito di sacrificio, la determinazione, il saper stare con gli altri, un giusto senso del dover e così via, sono valori decisivi per un’assunzione. È bene, inoltre, fare domande pertinenti, essere convincenti ma soprattutto, per prima cosa, essere se stessi.
Altre da non fare. Una delle cose peggiori che capita talvolta di riscontrare è vedere giovani candidati farsi accompagnare dai genitori, entrambi, oppure dalla fidanzata o dal fidanzato. Un’idea originale del colloquio di gruppo di tipo “familiare”, che prevede, non troppo di rado, la partecipazione attiva degli stessi genitori alle domande di rito. Alcuni atteggiamenti duranti il colloquio, poi, sono da censura. C’è chi si presenta con gli occhiali da sole, chi risponde ad un sms o ad una telefonata mentre sta interloquendo con il selezionatore, chi lo scambia per un amico o un’amica o uno di famiglia, e chi pensa di essere in discoteca o al bar. Evitare l’inadeguatezza nell’abbigliamento.

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Area Mind: spostare l’azienda a rischio di Incidente Rilevante per la sicurezza di studenti e lavoratori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Un tavolo tecnico finalizzato al trasferimento di un’azienda di trattamento di rifiuti pericolosi per scongiurare possibili ripercussioni da incidente rilevante nell’area Mind. Lo chiede il M5S Lombardia con una mozione (in allegato) depositata nella giornata di ieri dalla consigliera regionale Monica Forte.Forte dichiara: “La mozione è la sintesi di un lavoro documentale, di confronto e di analisi minuziosa che portiamo avanti da diversi anni sul futuro dell’area Expo con l’obiettivo di tutelare al massimo i futuri fruitori dell’area ora denominata Mind.Al confine, a poche decine di metri, c’è infatti un impianto che tratta una media di 150 mila tonnellate di rifiuti pericolosi all’anno, la ditta Ecoltecnica, a rischio d’incidente rilevante per le normative vigenti.L’impianto negli ultimi anni, a dimostrazione della sua pericolosità, è stato interessato da due incidenti. Un incendio di vernici, diluenti e olii usati occorso nel 2004 ha costretto alla chiusura dell’autostrada con l’intervento di oltre 100 vigili del fuoco. Nel gennaio del 2018 è scoppiato un camino dell’impianto tritarifiuti per il quale intervenne il gruppo nucleare batteriologico radiologico e chimico dei Vigili del fuoco. Voglio ricordare che nell’area la concentrazione di aziende a rischio è molto elevata e, in caso di incidenti, può verificarsi un effetto domino. Proprio per questo sono necessari interventi immediati: l’urbanizzazione dell’area va guidata garantendo la totale sicurezza di chi vivrà o lavorerà a Mind e ovviamente nelle aree limitrofe”.

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MotorK unica italiana tra le 50 più importanti d’Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 9 febbraio 2019

MotorK, l’azienda italiana che sta innovando a livello europeo l’intero comparto digitale automotive, è stata inserita nella lista 2019 di Tech Tour Growth 50, riconoscimento riservato alle più importanti Scale-Up tecnologiche d’Europa – quelle che hanno maggiori possibilità di trasformarsi in “unicorno” e di oltrepassare il tetto di 1 miliardo di dollari di valutazione. Tra le 50 fuoriclasse premiate, MotorK è l’unica azienda nata in Italia: se il nostro Paese torna ad essere presente per la prima volta dopo 3 anni, è la Germania ad annoverare il numero maggiore di premiati (ben 13), seguita da Svizzera (9) e Francia (8).
Tech Tour ha monitorato e valutato – con il supporto di un comitato selezionatore composto da investitori internazionali – oltre 300 aziende tecnologiche europee di valutazione inferiore al miliardo di dollari. Il comitato ne ha analizzato le prospettive di crescita, l’impatto sul mercato e le traiettorie dei percorsi di sviluppo. L’inserimento di MotorK nella lista rappresenta un riconoscimento importante, soprattutto per il forte impegno in innovazione, ricerca e sviluppo che contraddistingue da sempre l’azienda.

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Lavoratori over 50: ecco come e perché valorizzarli in azienda

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

Milano. L’attuale mercato del lavoro si muove sempre più decisamente in direzione dell’innovazione e della digitalizzazione, e non deve quindi stupire che le aziende siano alla costante ricerca di giovani talenti cresciuti insieme alle nuove tecnologie.Sarebbe però sbagliato, per le imprese, concentrarsi unicamente sui Millennials: la maggior parte della forza lavoro, infatti, è costituita da over 50, i quali hanno di fronte a sé ancora parecchi anni prima dell’agognata pensione. I numeri sono chiari e non lasciano spazio a fraintendimenti: in Italia gli occupati tra i 25 e i 34 anni sono in totale 4 milioni, gli occupati over 50 sono più del doppio, superando gli 8 milioni e mezzo.
«In un contesto dominato dalla digital trasformation, esistono tutt’oggi molti ruoli per i quali il driver principale resta il bagaglio esperienziale» spiega Carola Adami, head hunter di Milano e fondatrice dell’agenzia di selezione del personale Adami & Associati. «Parliamo di figure come i responsabili vendite, medici specializzati, direttori commerciali, capi progetto e via dicendo, per i quali la maturità personale e il know how consolidato sono caratteristiche cruciali».Non va peraltro dimenticato, sottolinea Adami, che «a partire dalla riforma del lavoro 2012 in Italia sono stati introdotti degli incentivi per l’assunzione degli over 50, i quali restano attivi anche nel 2019, dopo aver dato manforte alla ripresa dell’occupazione negli ultimi anni».Ma come si sentono gli occupati over 50?
Stando a uno studio effettuato da Valore D e dall’Università Cattolica di Milano, solamente il 31% dei lavoratori di questa fascia si sente effettivamente attivo e valorizzato. Il 46% lamenta invece di essere in difficoltà, laddove il 23% degli intervistati si definisce smarrito. La volontà, nella maggior parte dei casi, è quella di fare di più, di poter mostrare il proprio valore, di rimettersi in gioco. Non deve stupire, quindi, il titolo della ricerca, ovvero ‘Talenti senza età’.Per le aziende, dilapidare l’esperienza e la passata formazione dei lavoratori ultracinquantenni è uno spreco imperdonabile, soprattutto pensando al fatto che gli occupati over 50 sono destinati ad aumentare ulteriormente. Da qui la necessità, sottolineata dagli autori dello studio, di predisporre delle strategie di Ageing management per gestire al meglio il capitale umano. Alcune grandi aziende, del resto, ci hanno già pensato.Il gruppo assicurativo Zurich, per esempio, ha iniziato di recente ad affiancare lavoratori di generazioni diverse in un sistema di cross mentoring, così da mettere a confronto l’esperienza degli over 50 con le competenze digitali dei più giovani. L’esperimento, affermano dalle Risorse Umane del gruppo svizzero, si sta dimostrano più efficace rispetto ai tipici corsi di formazione.La multinazionale giapponese NTT Data negli ultimi anni ha iniziato invece recentemente ad assumere un alto numero di over 50, avendo notato che i team intergenerazionali lavorano meglio: l’esperienza dei lavoratori più maturi, infatti, permette di gestire in modo efficace anche le situazioni più complesse. (fonte: ComunicatiStampa.net)

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3M si conferma nuovamente azienda leader in tema di sostenibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 dicembre 2018

Per il diciannovesimo anno consecutivo il Dow Jones Sustainability Index ha riconosciuto all’azienda di St. Paul l’eccellente livello del suo impegno, inserendola nel ristrettissimo numero di società costantemente presenti nell’Index (DJSI). 3M, società che traduce la scienza in soluzioni che migliorano la vita, vanta un impegno di lunga data nella sostenibilità. Tutto è iniziato negli anni ‘70 con il Programma 3P (Pollution Prevention Pays), una serie di impegni che si sono tradotti sia in azioni concrete nel rispetto dell’ambiente sia in centinaia di miglioramenti di prodotto e processo, formando così le basi di una la cultura permeata nell’organizzazione. Oggi l’azienda traguarda agli Obiettivi di Sostenibilità 2025 in un percorso che si concentra su acqua, clima ed energia, per continuare a dimostrare concretamente che le buone pratiche, oltre ad essere positive per il pianeta, sono anche positive per il business.La sostenibilità è oggi un approccio integrato nelle pratiche di business di 3M: nello sviluppo di nuove soluzioni per i clienti l’azienda mantiene il proprio impegno a ridurre l’impatto in termini ambientali attraverso prodotti e soluzioni, ma anche aiutando i clienti ad essere sostenibili a loro volta con vantaggi economici.Questo impegno ha permesso a 3M di raggiungere numerosi importanti obiettivi nel 2018:
· riduzione del 68,1% delle emissioni di gas serra rispetto al 2002
· energia elettrica ricavata per il 30% da fonti rinnovabili
· investimenti per la tutela dell’ambiente, programmi di formazione e programmi per le comunità di entità superiore a 70 milioni di dollari
· nuovo processo di valutazione dei fornitori che ne misura il livello di sostenibilità sociale e ambientale
· lancio di un prodotto innovativo – i granuli riducismog 3M™- che, applicato sulle tegole, sfrutta la luce del sole per ripulire l’aria dallo smog.
Il DJSI – creato da analisti e ricercatori che studiano in modo approfondito le strategie ambientali, sociali ed i risultati economici delle imprese – non è però l’unica classifica a premiare 3M.Per il 2018 l’azienda è stata infatti inserita da EcoVadis nella categoria «Gold», tra le primissime aziende al mondo (1% della classifica) in termini di responsabilità sociale (ambiente, sociale, etica e catena logistica) per tutte le categorie industriali. EcoVadis gestisce la prima piattaforma collaborativa che permette alle aziende di verificare la performance di sostenibilità dei fornitori, in 150 settori e 110 paesi, con l’obiettivo di migliorare le pratiche ambientali e sociali sfruttando l’influenza delle catene logistiche globali.

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La Cooperativa Latte Arborea ha acquisito l’azienda CAPLAC di Capannori (LU)

Posted by fidest press agency su sabato, 2 giugno 2018

Si tratta della cooperativa toscana operante nel settore lattiero-caseario italiano col marchio S.Ginese. Nata nel 1949, l’azienda rappresenta storicamente una realtà importate per il tessuto economico della Lucchesia e ha una distribuzione attiva in tutta la Toscana e parte della Liguria.“Questa operazione – commentano Francesco Casula, Direttore Generale di Latte Arborea e Gianfilippo Contu Presidente del Consiglio di Amministrazione di Latte Arborea – , conferma la nostra volontà di crescita e specializzazione nel mercato lattiero-caseario iniziata con le acquisizioni di Fattorie Girau e Trentinalatte. Il conseguimento a titolo definitivo della Caplac, dà seguito all’attività realizzata durante il periodo di affitto della società toscana iniziato nel febbraio 2017”. Latte Arborea – tra i primi produttori di latte alimentare a livello nazionale e leader nel mercato lattiero-caseario in Sardegna – darà continuità alla commercializzazione dei prodotti a marchio S. Ginese per i suoi mercati storici. Questa operazione segue quella dello scorso febbraio in cui la cooperativa sarda ha acquistato dal gruppo tedesco Livia l’azienda produttrice di yogurt Trentinalatte spa, tra i primi operatori in Italia nel segmento delle private label e presente sul mercato con i brand “Trentina” e “Collina Felice”. Meno recente, invece, nel 2013, l’acquisizione di Fattorie Girau, l’azienda specializzata nel settore ovicaprino. Grazie alle tre operazioni la società cooperativa sarda ha incrementato le sue capacità produttive e il suo fatturato. Recentemente la società ha avviato anche un percorso di internazionalizzazione con una decisa accelerazione dell’export di latte alimentare, panna, burro e mascarpone in Cina, Hong Kong, Vietnam, Macao, Corea del Sud e Filippine e per il futuro guarda anche ai mercati di Taiwan, Singapore e Malesia.

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L’azienda che produce innovazione

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2018

Bologna Martedì 27 marzo dalle ore 17:30 alle ore 20:00 c/o Scrambler Ducati Food Factory, – Via Stalingrado 27/6. Innovazione aziendale non è necessariamente tecnologia, ma anche innovazione organizzativa e delle competenze, è su questo concetto che si basa l’Open Organization. L’azienda open è più efficiente, più rapida, più capace di soddisfare i clienti.
Il dibattito aperto coinvolgerà Stefano Gallotti – Scrum Master ING BANK Italia che racconterà l’esperienza open che ING BANK ha intrapreso da qualche tempo e che sta portando nuova linfa alle persone che ci lavorano in questa azienda e ai risultati in termini di performance anche economiche. Il gruppo bancario ha spostato la sua organizzazione tradizionale in un modello “agile” ispirato a società come Google, Netflix e Spotify. Il nuovo approccio di ING ha già migliorato il “time-to-market”, rafforzato l’impegno dei dipendenti e aumentato la produttività.
Paolo Bruttini – Presidente Forma del Tempo, nonché organizzatore dell’evento, con il suo team ha messo a punto un metodo per far diventare un’azienda open. Cosa deve fare un’azienda per andare in questa direzione? Bruttini parlerà, tra le altre cose, di alcuni step imprescindibili per il cambiamento Open. Sarà anche l’occasione per presentare una nuova professionalità lavorativa: l’Open Agent, colui che connette saperi e culture diverse.
L’Open Agent sa parlare i linguaggi di diverse tribù aziendali, capendo che aria tira, quali sono i crucci e le scoperte e mettendole in connessione. L’Open Agent favorisce l’autoorganizzazione. Lui non è un capo, semmai facilita i lavori di progetto. “Il metodo che abbiamo messo a punto in questi anni di ricerca, – racconta Bruttini – , ha ben chiara una cosa: non può esserci cambiamento se non lo si sogna, lo si prova, lo si discute, lo si cambia, lo si negozia, lo si tenta, lo si sbaglia. Non può esserci cambiamento se non si innesca un processo collettivo di comprensione ed adattamento.“Per partecipare è necessaria la registrazione su http://www.openorganization.it
Forma del Tempo è una società di consulenza dedicata al cambiamento organizzativo e all’innovazione, attiva sul mercato nazionale dal 1996. Gestisce la complessità e il cambiamento all’interno delle aziende, con la consapevolezza che generare valore oggi significa investire su due asset fondamentali: la crescita del Capitale Umano e lo sviluppo del Capitale Sociale.

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Tecnest cresce a doppia cifra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

FabioPettarinOltre 4 milioni di euro di fatturato e una crescita a doppia cifra. Tecnest, azienda friulana con sede a Tavagnacco (UD), ha chiuso il 2017 con un incremento di oltre il 10% dei volumi di affari mantenendo così il trend di crescita da tre anni. Leader nelle soluzioni informatiche e organizzative per la gestione dei processi di produzione e supply chain, Tecnest ha arricchito il portafoglio clienti del 9%, arrivando a sviluppare nell’anno 50 nuovi progetti per aziende di piccole, medie e grandi dimensioni in tutta Italia che operano nei settori della plastica, della cosmetica, della carta, elettronica e metalmeccanico.«Oltre ai risultati aziendali, il 2017 è stato per noi un anno significativo dove passato e futuro si sono uniti: abbiamo festeggiato i 30 anni di storia aziendale, ripercorrendo le tappe principali di quel cammino che ci ha portato ad essere un player di valore per le aziende del manifatturiero», racconta Fabio Pettarin, presidente di Tecnest. «Nel 2017 abbiamo anche lanciato la nostra nuova soluzione FLEX for Industry 4.0 che, facendo propri i nuovi paradigmi dell’industria 4.0, crea interconnessioni all’interno della fabbrica per migliorare la gestione dei processi produttivi, quindi aumentarne la competitività».Del resto, davanti ad una quarta rivoluzione industriale che è ormai entrata nel vivo, il passaggio ad una sempre maggiore digitalizzazione delle fabbriche non è più rinviabile. Soprattutto in un Paese come l’Italia che rappresenta la seconda nazione manifatturiera d’Europa dopo la Germania. «È la sfida che si pone oggi in modo prepotente», sottolinea Pettarin. «Rispetto al passato è però cambiato l’approccio dell’impresa ai temi dell’interconnettività e della gestione della produzione. È cambiata la sensibilità degli imprenditori e dei manager: se fino a qualche tempo fa potevano essere scettici ai temi dell’innovazione applicati ai processi di produzione, adesso c’è maggiore attenzione. tecnestPer il manifatturiero è ormai imprescindibile la necessità di mantenersi competitivo affidandosi a soluzioni che sappiano gestire al meglio i processi di produzione, dalla progettazione fino alla consegna arrivando a coinvolgere anche la logistica». In questa direzione, un impulso importante è stato dato anche dalle agevolazioni promosse dall’ultima Legge di Bilancio per investimenti strumentali per trasformare l’impresa in chiave tecnologica e digitale 4.0.La prospettiva è di ulteriore crescita. «FLEX for Industry 4.0 permette di sviluppare un nuovo paradigma di soluzioni integrate per la gestione della fabbrica moderna», continua il presidente di Tecnest. «Di fatto, operando sul connubio delle nuove tecnologie compliant con i paradigmi dell’Industry 4.0, apre nuove strade e nuove possibilità di intervento per arrivare ad un’ottimizzazione dei processi produttivi. L’obiettivo è sempre la competitività». Interconnessione è la parola d’ordine e su questa linea si inserisce anche la nuova soluzione sviluppata per il settore dello stampaggio di materie plastiche. «In collaborazione con un importante produttore italiano di presse a iniezione, nel 2017 abbiamo sviluppato una soluzione software OEM (Original Equipment Manufacturing) che si interfaccia con le macchine per lo stampaggio secondo il protocollo Euromap 63. La soluzione è conforme alle specifiche del piano nazionale Industria 4.0 e pertanto iperammortizzabile». (foto: Fabio Pettarin, tecnest)

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Azioni globali: la qualità si farà strada

Posted by fidest press agency su sabato, 20 gennaio 2018

David DuddingA cura di David Dudding, Gestore portafoglio azionario globale di Columbia Threadneedle Investments. Dopo un anno nel complesso positivo per i titoli di alta qualità che prediligiamo, le valutazioni in alcune parti del mercato hanno iniziato ad apparire eccessive. Riteniamo tuttavia che alcuni investitori siano stati troppo frettolosi nell’attribuire tale giudizio a intere categorie del mercato, poiché non hanno tenuto conto dei forti vantaggi competitivi e dei positivi profili di crescita di lungo termine delle aziende di alta qualità in questi settori.Ciò è particolarmente vero per le società tecnologiche, dove i profitti esplosivi dei cosiddetti titoli “FANG” (Facebook, Amazon, Netflix e Google – ora Alphabet) sono stati ampiamente documentati. Negli ultimi 12 mesi abbiamo leggermente ridotto la nostra esposizione ad alcune azioni tecnologiche che apparivano sopravvalutate.Tuttavia, a nostro avviso, altri titoli tecnologici non sono affatto onerosi e nel 2018 potrebbero persino realizzare performance superiori a quelle del 2017. È un dato di fatto che se ritenessimo un’azione sopravvalutata in rapporto alle sue prospettive di crescita di lungo periodo non la deterremmo.La chiave è concentrarsi il più possibile su specifici titoli, valutando i fondamentali delle singole società e non quelli dei settori nel loro complesso.Microsoft è un buon esempio del perché è necessario valutare i titoli in rapporto ai loro meriti individuali. Contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere, i multipli della società non raggiungono i livelli comunemente associati ai giganti tecnologici. Alla data della redazione del presente documento, Microsoft quota a circa 30 volte gli utili, il che non la rende né conveniente né costosa.1 Inoltre, grazie al crescente slancio della sua piattaforma cloud (Azure), Microsoft si annuncia come una delle società che nel 2018 potrebbero realizzare performance superiori a quelle del 2017.Quando esaminiamo i vantaggi competitivi, ci soffermiamo sulle aziende che sono protette dai cosiddetti “fossati economici”. È dunque positivo osservare che gli utenti di lunga data dei software e dei server Microsoft, quando si pongono alla ricerca di soluzioni di cloud computing, favoriscono la società con cui hanno familiarità. Negli ultimi trimestri Azure ha evidenziato una crescita molto più sostenuta di Amazon Web Services, il pacchetto di servizi leader nel mercato delle infrastrutture cloud.2 La fiducia che molti utenti ripongono nel marchio Microsoft ha creato un fossato economico che rafforza il vantaggio competitivo dell’azienda.
La principale minaccia per la crescita di titoli come Amazon, Facebook e, eventualmente, Microsoft nei prossimi 12 mesi non è costituita dalle loro valutazioni, ma piuttosto dai crescenti rischi politici e regolamentari.I governi mondiali sono alla ricerca di soluzioni per rafforzare il proprio controllo sui giganti tecnologici e per aumentare l’imposizione fiscale a loro carico. Il programma del ministro delle finanze britannico Philip Hammond, annunciato nella finanziaria di novembre, di valutare l’idea di tassare le società tecnologiche sulla base delle loro vendite nel Regno Unito, potrebbe costituire un segnale di ciò che ci aspetta. In seguito al riconoscimento dell’influenza che le interferenze russe su Facebook e Google potrebbero aver avuto sui risultati elettorali statunitensi nel 2016, le richieste di un inasprimento della regolamentazione si sono intensificate.
Il rischio regolamentare, non solo nel Regno Unito ma a livello globale, è il motivo per cui Alphabet, con un P/E pari a 36 alla data di redazione del presente documento1, è a nostro avviso conveniente. La minaccia di norme più severe nel settore tecnologico è un fattore che nel 2018 monitoreremo attentamente. (foto: David Dudding)

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CV at lunch: Incontro aziende-studenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 dicembre 2017

Roma Martedì 19 Dicembre 2017, ore 12:30 Dipartimento di Ingegneria Via Vito Volterra 62. Il Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre organizza la seconda edizione del “Cv at lunch”, un evento per favorire l’incontro tra aziende e laureandi.
L’evento è organizzato per gli studenti degli ultimi anni dei corsi di laurea e laurea magistrale del Dipartimento di Ingegneria, ma è aperto anche agli studenti di altri Dipartimenti dell’Ateneo.
Il Dipartimento allestirà un servizio di ristoro al quale avranno libero accesso tutti gli studenti e, nello stesso locale, le aziende che parteciperanno all’evento avranno a disposizione uno spazio per interagire con gli studenti, raccogliere i loro CV, svolgere colloqui.La registrazione non è obbligatoria, ma gradita.http://www.ingegneria.uniroma3.it/?p=27751

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Merck è tra le 400 aziende dove si lavora meglio in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

merck1È quanto emerge dall’indagine realizzata dalla società tedesca indipendente “Statista”, pubblicata sul settimanale Panorama, che riporta le aziende dove si lavora meglio in Italia secondo l’opinione dei lavoratori. La ricerca è stata condotta, in maniera anonima attraverso diversi pannelli online, su un campione rappresentativo di 15.000 lavoratori dipendenti impiegati a tempo parziale o a tempo pieno in aziende con almeno 250 addetti.Tra le varie domande dell’indagine, ai dipendenti intervistati è stato chiesto di esprimere la volontà di raccomandare il proprio o altri datori di lavoro. I risultati di questi due elementi sono stati combinati per calcolare il punteggio finale, attribuendo un peso maggiore al punteggio diretto, cioè alla disponibilità dei partecipanti a raccomandare il proprio datore di lavoro.“Questo riconoscimento è una conferma importante dell’impegno che Merck porta avanti quotidianamente nei confronti dei propri dipendenti – ha affermato Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck in Italia. -Siamo un’azienda che fa dell’innovazione un proprio punto di forza. Ma questo approccio non si applica solo alle soluzioni terapeutiche e digitali per rispondere ai bisogni dei pazienti, delle persone che se ne prendono cura e degli specialisti della salute. Innoviamo anche promuovendo idee volte a creare un ambiente lavorativo positivo ed ingaggiante, all’interno del quale le nostre persone possono crescere ed esercitare le proprie potenzialità per aiutarci a realizzare la nostra mission: fare una concreta differenza nella vita dei pazienti”.Il 2017 è un anno di importanti riconoscimenti per Merck in Italia. La presenza nella classifica delle 400 aziende dove si lavora meglio si va ad aggiungere all’esclusiva certificazione Top Employers Italia 2017, assegnata ai datori di lavoro che offrono condizioni di eccellenza ai propri dipendenti, sviluppano il talento a tutti i livelli dell’organizzazione e si impegnano ad ottimizzare continuamente i processi lavorativi. Inoltre, Merck è stata inserita tra le prime 10 aziende farmaceutiche italiane nella classifica Italy Pharma RepTrak® del Reputation Institute.

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“Da Raggi e M5s interesse per bigliettazione ma non per futuro azienda”

Posted by fidest press agency su martedì, 1 agosto 2017

datacenter1“La bigliettazione di Atac sembra essere stato l’unico cruccio della giunta a 5 stelle in un anno di governo. Il 2 settembre 2016 – l’assessore ai Trasporti, Linda Meleo dichiarava:’ oggi abbiamo individuato il nuovo amministratore unico di Atac, sarà l’ingegnere Manuel Fantasia, risponde ai requisiti per riuscire a portare a termine gli obiettivi del programma M5s in tema trasporti. In particolare ci aiuterà ad attuare una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda la bigliettazione.’ Il 15 settembre dello stesso anno, nel giorno dell’investitura dell’ingegner Fantasia il sindaco Raggi ci teneva a sottolineare che ‘prima di tutto dovremo riorganizzare Atac. Una delle mission sarà rivoluzionare la bigliettazione. Stiamo lavorando per avere un e-ticket, un biglietto elettronico ricaricabile che permetterà di muoversi su bus, metro e tram’. Un interesse quasi morboso che non può destare qualche sospetto.Tutti attenti alla nuova bigliettazione dell’azienda capitolina e come dichiarato dal dimissionario D. G. Rota anche il presidente della commissione mobilità Enrico Stefàno non perdeva occasione per proporgli società specializzate in bigliettazione. Raggi, Meleo, Fantasia e Stefàno così attenti alla bigliettazione quanto distratti su bilanci e piani industriali. Un anno di chiacchiere e attenzioni per società di bigliettazioni, promozioni e assetti interni. L’Atac a 5 stelle: 4 manager silurati, nessun piano industriale, bilancio in alto mare e sempre più profondo rosso. Con il rischio paventato dall’assessore Mazzillo che ad essere travolta sia l’intera amministrazione capitolina.”Così in una nota la consigliera del PD capitolino Ilaria Piccolo.

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Per le Aziende conoscere il cliente è fondamentale

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

pirellone-milanoMilano. Le aziende credono di conoscere i loro clienti, ma non è vero o non li conoscono abbastanza. In realtà, infatti, il 42% dei consumatori non si sente né ascoltato né compreso, come emerge da una recente ricerca internazionale realizzata da ResearchScape per Talend. La survey ha indagato su un campione di 1094 consumatori dai 18 anni in avanti, di 4 nazioni diverse, con interviste on line avviate in marzo 2017. Lo scopo dello studio era di capire tra l’altro il comportamento dei consumatori per influenzare le loro decisioni di acquisto e migliorare il servizio clienti, con lo scopo ultimo di aumentare i fatturati e creare fidelizzazione a fronte di una tendenza all’infedeltà ai brand, al calo dei consumi e a scelte sempre più autonome.
Di quanto sia necessario oggi conoscere meglio i propri clienti e delle tecnologie disponibili, si è discusso nel corso di una tavola rotonda dal titolo “La Centralità del cliente: metodi per un dialogo diretto ed efficace”.
Hanno partecipato al confronto: Angela Perego, SDA Bocconi School of Management, Alberto Bruno, Amministratore unico di BRAL, distributore Perfetti Van Melle (confetteria); Alfonso Marra, AD di Klompan International (multinazionale dei tessuti tecnici da lavoro), Carlo Scarbolo, Business Analysis e CRM di Cattolica Assicurazioni, Matteo Rivolta, Presidente e AD di RIFRA Milano (arredi), Michele Pagani, AD, CRO e General Manager di Serralunga (arredi) e Bernard Cantournet, che propone BES, una nuova metodologia di ricerca di mercato cross channel, che utilizza un algoritmo proprietario e un nuovo approccio visual e raggiunge i soggetti con strumenti multipiattaforma.
Il messaggio complessivo emerso dal workshop è stato quindi incentrato sulla necessità di cambiare i paradigmi di analisi dei consumatori, esplorando nuove strade per sviluppare il necessario dialogo confidenziale con il proprio cliente.
“La raccolta e l’analisi dei dati deve essere velocissima – insiste Angela Perego – per permettere all’impresa d’interagire con il suo mercato di riferimento attraverso proposte collegate al comportamento attuale dei clienti”.
“Sfide importanti – sottolinea Angela Perego – determinate dal fatto che non è più l’azienda a guidare gli acquisti del consumatore, ma è il cliente a decidere quando, se e come comprare”. Anche nel B2B si sente l’esigenza di una relazione costante con l’end-user: “C’è distonia tra canale commerciale e produttore, che non sa nulla del mercato a cui rivolge l’offerta – dice Michele Pagani di Serralunga, azienda del settore arredo che conta € 30 mld di fatturato in Italia -. Per questo occorre mettere in comune quello che si sa del cliente con un CRM dotato dei campi necessari secondo una strategia commerciale evoluta e personalizzata. Per aumentare i ricavi la conoscenza del consumatore finale è fondamentale”.
Per Alfonso Marra di Klopman, azienda manifatturiera che produce tessuto tecnico per l’abbigliamento da lavoro e che utilizza le survey di BES, “il passaggio, per la nostra azienda, dal monopolio al regime di concorrenza ci ha spinto a creare differenziazione competitiva sviluppando la comunicazione non solo col cliente diretto B2B, ma anche con il brand che adotterà la divisa, ovvero l’end-user. Un processo conoscitivo molto complesso, ma siamo arrivati ad un livello soddisfacente.” Sempre nel B2B un originale punto di vista lo porta Matteo Rivolta, Presidente e CEO di RIFRA Milano: “A guidare le nostre scelte di mercato non è il singolo cliente bensì la concorrenza. Questa strategia aziendale è data dal fatto che produciamo prodotti innovativi sui quali quindi eventuali clienti non potrebbero esprimere richieste. Proprio per questo motivo, la comunicazione on e off line è mirata non ai prodotti ma al brand, per creare una relazione di fiducia continuativa”.
“Anche l’esperienza di BES conferma i dati della ricerca, – conclude il CEO di BES, Bernard Cantournet -. Oggi le aziende sostengono di voler conoscere bene il cliente, cercano risposte sui social e con i Big Data, ma non fanno la cosa più semplice che è chiedergli direttamente cosa vuole, chi è, cosa si aspetta. La comunicazione monodirezionale azienda-cliente è una strategia superata. I clienti non sono più dei soggetti passivi da spingere all’acquisto, ma chiedono di essere ascoltati attivamente dai brand così come dalle istituzioni. I tradizionali metodi di intervista dei consumatori, però, risultano spesso inefficienti e rischiano di diventare addirittura controproducenti, se riportano in azienda una visione parziale e faziosa della realtà. In un contesto economico mutevole, dato da una concorrenza esasperata, da un ridotto potere d’acquisto e da una tecnologia pervasiva, serve innovazione anche nel settore delle indagini di mercato. I nuovi strumenti basati sulla Business Intelligence e sugli algoritmi permettono di instaurare un dialogo con i soggetti come se ci si trovasse a prendere un caffè con ognuno di loro. Questo è quanto offre il Metodo BES Sapere, Comprendere, Decidere, già applicato con successo in diverse aziende come la rivista ‘L’Impresa’ – Gruppo Il Sole 24 Ore, la onlus ‘Rondine’, nota come Cittadella della pace, Klopman International, Assicurazioni Generali, IPSEN Innovation for patient care, VITEC Group, BNP Paribas e Carrefour. (foto: Bernard Cantournet)

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Scuola in azienda: alternanza o alleanza formativa?

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2016

alleanza-scuola-aziendaTorino 13 dicembre presso l’Istituto Edoardo Agnelli in corso Unione Sovietica 312, dalle ore 18.00 alle ore 20.00 studenti, aziende, enti raccontano le loro esperienze formative attraverso stand espositivi. Centralità dunque agli studenti, protagonisti della loro formazione non solo sui banche di scuola, ma anche nel mondo del lavoro. Avranno 2 ore per trasmettere il loro entusiasmo e presentare buone prassi.
Gli studenti saranno accompagnati dai loro tutor aziendali e scolastici anche in questa fase di esposizione, come in quelle precedenti di progettazione, realizzazione e valutazione dell’esperienza.
Nutrita la partecipazione: il Direttore Generale dell’Ufficio scolastico Regionale per il Piemonte, il Rettore del Politecnico di Torino, dell’Unione Industriale e rappresentanti del Mesap e dell’Api. Si confida anche nella partecipazione della Camera di Commercio di Torino, sempre molto sensibile alla formazione dei giovani.
La scuola Salesiana Edoardo Agnelli vede nell’alleanza formativa con enti ed aziende un’esperienza significativa per avvicinare gli studenti al mondo del lavoro. Il contesto reale in cui si svolgono i percorsi di alternanza favoriscono l’apprendimento: attraverso il fare, accompagnato da tutor scolastico e aziendale, gli studenti sviluppano le loro competenze disciplinari e trasversali.
L’obiettivo della scuola è di ripensare l’intera didattica in dialogo con esperti dei vari settori per ridurre il divario tra ciò che si insegna in aula e ciò che viene richiesto sul lavoro. A motivo di questa sinergia sempre più stretta tra scuola e lavoro ci piace chiamare questa rinnovata modalità di apprendimento alleanza formativa piuttosto che alternanza, perché le varie parti collaborano per una proficua ristrutturazione dei percorsi formativi degli studenti (foto: alleanza scuola azienda)

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Poste:”Piano riorganizzazione da rivedere. Utenti insoddisfatti”

Posted by fidest press agency su sabato, 7 maggio 2016

poste“A un anno dalla presentazione del progetto di riorganizzazione di Poste siamo insoddisfatti. Poste italiane ha sempre basato la sua forza su due capisaldi: fiducia degli utenti e capillarità del servizio. Se tralascia di soddisfarli crolla il sistema”.
Così il vicepresidente della Commissione trasporti, poste e telecomunicazioni, Vincenzo Garofalo, nel corso dell’audizione dell’Amministratore delegato di Poste Italiane SpA, Francesco Caio, sulle prospettive di sviluppo del Gruppo.
“La grandezza di un’azienda si misura dal grado di soddisfazione degli utenti. Centri di raccolta sovraccarichi, bollettini che arrivano in ritardo, cittadini costretti a file interminabili per recuperare la posta, imprenditori e professionisti che non sono posti nelle condizioni di lavorare perché i documenti che aspettano non sono consegnati per tempo, ci raccontano di un’Azienda che ha perso di vista i suoi obiettivi.
Poste, come ha sottolineato oggi l’AD, senza il servizio postale è nulla. Sono certo- ha concluso Garofalo- vista la disponibilità e le indubbie capacità, che l’ingegnere Caio terrà conto dei rilievi mossi oggi in Commissione e saprà in tempi brevi predisporre gli aggiustamenti necessari ad aumentare il livello di soddisfazione degli utenti”.

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QUI! Group chiude il 2015 con un fatturato di 650 milioni di euro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 gennaio 2016

gregorio fogliani

Si tratta di una crescita pari a 40 milioni, +7% rispetto al 2014, con aree di business che hanno raggiunto fino al +10% e con un Ebitda raddoppiato rispetto allo scorso anno. Prima azienda a capitale interamente italiano nel settore dei titoli di servizio per il welfare aziendale e sociale, nei sistemi di pagamento e nei circuiti di loyalty, è diventata una delle maggiori realtà del settore in Italia. E ora guarda all’estero: Stati Uniti e Sud America.In Brasile, il Gruppo genovese ha costituito QUI! Group Brasil, acquistato una società di pagamenti e prevede, entro marzo, di chiudere alcune partnership strategiche, tra cui quella con un’importante media company, per emettere milioni di carte di pagamento con sevizi a valore aggiunto (QUI! Group è autorizzata a operare come IMEL, Istituto di moneta elettronica autorizzato da Banca d’Italia. Questo gli permetterà di affermarsi definitivamente, anche all’estero, nel settore dei pagamenti e dei circuiti di fidelizzazione. “Abbiamo iniziato a operare in Brasile e contiamo di riuscire a emettere le prime carte di pagamento entro il primo semestre 2016. Per il prossimo biennio guardiamo invece al Messico e agli Stati Uniti, due paesi in cui stiamo già stingendo accordi importanti e facendo scouting di talenti – afferma Gregorio Fogliani, presidente di QUI! Group. – La strategia che punta all’innovazione continua sta pagando anche all’estero. In Italia intanto continuiamo a fare investimenti, soprattutto in ricerca e sviluppo: 15 milioni negli ultimi tre anni, anche per consolidare due poli di eccellenza tecnologica, Genova e Napoli, per l’innovazione nei settori di business del Gruppo, con l’inserimento in azienda di giovani talenti selezionati attraverso le collaborazioni con le università – prosegue Gregorio Fogliani. – Payment e loyalty sono sicuramente due settori dove saremo molto impegnati nel 2016. Abbiamo intenzione, anche attraverso le partnership che saremo in grado di annunciare entro la primavera, di arrivare all’emissione di milioni di carte di pagamento e aumentare la rete di loyalty di decine di migliaia di esercizi. Questo ci posizionerà definitivamente come leader di mercato”, conclude Gregorio Fogliani. Nel 2015, ha contribuito alla crescita di QUI! Group anche l’aumento delle richieste del suo prodotto di punta, il buono pasto elettronico QUI! Ticket Electronic. Il Gruppo ha inoltre consolidato il suo ruolo nel settore pubblico: è stato riconfermato vincitore anche nell’ultima gara Consip per la fornitura di buoni pasto per la Pubblica Amministrazione in 5 lotti su 7 e ha stretto un accordo con ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) per rinnovare e digitalizzare il welfare pubblico degli enti locali interessati.
Il Gruppo, nell’ultimo anno, ha investito 2 milioni in formazione delle proprie risorse. Negli ultimi due anni, sono state 500 le assunzioni, per la gran parte di giovani, su cui il Gruppo, in cui l’età media delle risorse è 33 anni, crede fortemente.
QUI! Group, leader italiano nei titoli di servizio per Il welfare aziendale e sociale, nei sistemi di pagamento e nei circuiti loyalty, in 4 anni è passato a 440 (2010) a 650 milioni di euro di fatturato (2015) con oltre 20 milioni di fruitori dei propri servizi. Sono invece circa 180 mila i punti vendita convenzionati in Italia e oltre 1milione le carte prepagate in distribuzione. Il Gruppo è composto da QUI! Financial Services srl (finanziaria), QUI! Network srl (rete), Paybay (tecnologia) e Welfare Company srl (welfare). (foto: gregorio fogliani)

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Spina Group annuncia l’avvio della terza unità produttiva

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2015

spina groupSpina Group, storica azienda italiana a forte vocazione internazionale specializzata nell’offerta di soluzioni complete e personalizzabili per l’impiantistica industriale e attiva da oltre trenta anni nei settori dell’Oil & Gas, Energia, Industria e Trasporti, annuncia l’avvio della terza unità produttiva, Eurocavi a chiusura di un triennio di forti investimenti, fatturato in crescita e aperture di nuove sedi in tutto il mondo. Fondata nel 1990, Spina Group nasce come società fornitura di materiali elettrici e ricambi per l’industria. Seguendo un percorso evolutivo in controtendenza rispetto alla consuetudine, la Società ha aperto alla produzione, grazie all’acquisizione nel 2008 della società Schiavetti Tekno, azienda leader nella produzione di passerelle portacavi, e l’apertura nel 2011 di Atex srl, per la produzione di materiali antideflagranti.Con Eurocavi, azienda specializzata nella fornitura di cavi elettrici industriali standard e speciali, realizzati secondo le specifiche del cliente, il gruppo Spina avvia oggi la sua terza unità produttiva a completamento di un triennio di investimenti nella produzione per quasi 4 milioni di Euro.Contemporaneamente l’Azienda ha avviato un intenso programma di internazionalizzazione, con investimenti per l’apertura di sedi all’estero per seguire i principali clienti dell’Oil & Gas. Oggi Spina Group è presente in Egitto, Messico, Olanda, Nigeria ed Emirati Arabi. Il fatturato dell’intero gruppo Spina (incl. le unità produttive e le sedi all’estero) è raddoppiato negli ultimi tre anni, passando dai 7,8 milioni di Euro nel 2011 ai 16,3 milioni di Euro nel 2014. Anche le previsioni per il 2015 mostrano ulteriori segnali di crescita.In particolare le unità produttive del gruppo hanno fatto registrare fatturati in crescita nel passato triennio. La società Schiavetti Tekno ha raddoppiato il proprio fatturato dopo l’acquisizione da parte di Spina Group e la ristrutturazione, mentre Atex è cresciuta del 18%, più della media delle aziende dello stesso comparto, che si è attestata intorno al 13%. “Spina Group è un azienda in forte crescita e siamo orgogliosi oggi di annunciare l’avvio di una nuova realtà produttiva, Eurocavi”, ha dichiarato Marco Spina, Sales Director di Spina Group. “Spina Group è una delle poche aziende totalmente italiane che, in un periodo di forte crisi economica, ha deciso di investire pesantemente nel nostro Paese, dove vogliamo mantenere la produzione e dove continueremo ad investire. Parallelamente aumenteremo gli investimenti all’estero per rafforzare la presenza di Spina Group nei paesi dove operano i nostri principali clienti del settore Oil & Gas”. (foto: spina group)

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Il futuro del welfare è in azienda

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2015

andrea kellerSono sempre più numerose le aziende che offrono benefit e servizi di welfare ai propri dipendenti. La retribuzione del lavoro sta cambiando pelle e al fianco di quella monetaria sta crescendo il cosiddetto “salario sociale”, che permette di remunerare i dipendenti con una serie di servizi alla persona e iniziative di sostegno al potere d’acquisto. Parliamo della pensione integrativa e dell’assicurazione sanitaria, dell’offerta di servizi alla ristorazione come i buoni pasto e la mensa aziendale, buoni per la mobilità dei lavoratori tra casa e posto di lavoro, servizi di assistenza per i propri familiari, sia anziani che bambini, buoni spesa, sostegno alle spese scolastiche dei figli dei dipendenti, sostegno alle spese per la maternità e la paternità, conciliazione dei tempi di vita con quelli del lavoro e della famiglia, e cosi via. Alla base di tale crescita la consapevolezza che lo sviluppo del welfare aziendale conviene a tutti: alle imprese perché ottimizzano i costi e aumentano la produttività; ai lavoratori perché aumentano il loro benessere e il potere d’acquisto; allo Stato che tramite la leva delle risorse integrative garantite dalle aziende può rispondere meglio ai crescenti bisogni sociali.Nel libro appena uscito nelle librerie dal titolo “Il futuro del welfare è in azienda”, (edito da Guerini Next) a cura di Filippo Di Nardo e che ospita un’intervista ad Andrea Keller, Amministratore Delegato di Edenred Italia, si spiega a fondo perché il welfare aziendale sarà centrale nei prossimi anni.«Il welfare aziendale rappresenta una di quelle practice aziendali – spiega Andrea Keller nel libro – che meglio esprimono il ruolo economico-sociale dell’impresa. Il welfare aziendale, infatti, oltrepassa i confini aziendali per intersecarsi con tematiche più ampie legate al welfare state, alle relazioni industriali, al mercato del lavoro, alla responsabilità sociale dell’impresa, all’innovazione sostenibile e allo sviluppo del Terzo Settore. Non si tratta di iniziative volte solo ad un generico benessere dei propri lavoratori in una prospettiva sociale e con uno spirito di “buonismo”. Si tratta di iniziative per le quali l’azienda alloca risorse specifiche, consapevole, anche grazie agli innumerevoli e illustri studi in materia, che ogni euro investito in welfare aziendale ha un ritorno economico nel breve, nel medio e nel lungo periodo».Il welfare aziendale è il perno di un sistema virtuoso che permetterà di affrontare in modo efficace e sistemico le sfide che i moderni processi economici e sociali pongono a tutti i Paesi ma che richiede, a questo punto, una necessaria rivisitazione della normativa di riferimento per poter sprigionare appieno tutte le sue potenzialità. (foto: andrea keller)

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