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Posts Tagged ‘aziendale’

Come vincere le sfide della crescita aziendale grazie al cloud

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2021

A cura di Vladimir Cavalcanti – Channel Team Manager EMEA South e Country Manager Italia di Atlassian. Le sfide per un’azienda in espansione sono tantissime. Talvolta queste sono più impegnative per un’organizzazione ben strutturata di quanto lo siano per una startup, il cui modello di business è molto più snello.Le aziende tendono ad avere un numero di dipendenti più elevato, quindi più persone coinvolte in un processo di crescita, e si rivolgono a un maggior numero di clienti, i cui dati devono essere gestiti in sicurezza. Questi fattori espongono le aziende a diversi rischi quando devono affrontare un processo di espansione: cambiamenti culturali, ostacoli che danneggiano la produttività e vulnerabilità della sicurezza sono all’ordine del giorno. Se le imprese non riescono ad affrontare queste sfide su larga scala, mettono a rischio non solo il successo delle nuove iniziative, ma anche la loro stessa integrità.
Come fare per superare questi ostacoli? Una soluzione semplice e efficace è quella di spostare il maggior numero di attività, funzionalità e sistemi in cloud in modo da evitare di gravare sui server, limitare la produttività, danneggiare la cultura aziendale ed esporre i dati a rischi di sicurezza.Anche quando i dipendenti spostano i documenti su un Drive condiviso, spesso non seguono le corrette convenzioni di denominazione o sbagliano a gestire la cronologia delle versioni. Certo questo non è un grave problema per un’azienda di piccole dimensioni, ma quando si ha a che fare con 100, 500 o 5.000 dipendenti, ci troviamo di fronte ha una grossa sfida. Più grande è l’organizzazione, più grave diventa questo problema.Il cloud rappresenta una valida soluzione, in quanto permette di centralizzare tutte le informazioni, salvando le modifiche ai file in tempo reale e garantendo piena e costante accessibilità ai documenti per coloro che dispongono delle giuste autorizzazioni.La protezione dei dati è in cima alla lista delle sfide della scalabilità. Più grande diventa un’azienda o un progetto, maggiore è il volume di dati da gestire e più complessa e onerosa diventa la loro protezione. Più persone e dispositivi equivalgono a più account, più password e più possibilità di incorrere in errori che possono generare attacchi informatici.La mancanza di trasparenza è una delle principali minacce che un’azienda in espansione deve affrontare. Più grande diventa un’organizzazione o un progetto, più difficile è comunicare con ogni stakeholder. Man mano che l’organigramma diventa più affollato, i flussi di informazioni tendono a diventare confusionari, con alcuni manager e team che condividono ciò che deve essere condiviso e altri che fanno da collo di bottiglia.Ancora una volta la tecnologia cloud può aiutare un’azienda ad affrontare questa sfida, garantendo il continuo flusso di informazioni tra i team e offrendo una visione olistica delle attività.Le imprese possono evitare i problemi legati alla loro crescita spostando il maggior numero possibile di flussi di lavoro, file e funzionalità in cloud. Questo consentirà loro di aumentare la produttività, salvaguardare i dati e mantenere una cultura della trasparenza a livello aziendale.

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Edoardo Nesi: Economia sentimentale

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Collana Oceani, pp. 184, 16 euro La nave di Teseo Un nuovo saggio economico-romanzesco di Edoardo Nesi, che esce dieci anni dopo Storia della mia Gente e si rivolge allo stesso pubblico: gli italiani colpiti da un nuovo stravolgersi delle loro vite. È la cronaca dal vagare di un’anima in questi mesi assurdi, e se il virus e la quarantena rimangono sulla sfondo poiché irraccontabili e già vissuti, l’attenzione dell’autore si punta sui mutamenti tellurici dell’economia, e sull’impatto che hanno, hanno avuto e avranno, sulle nostre vite di sopravvissuti. “In questi giorni sospesi l’economia mi appare sempre più una scienza viva e umanissima, certamente la più adatta di tutte le discipline a raccontare la sostanza delle nostre vite e il fervore dei nostri sogni e la miseria delle nostre paure, una stupefacente generatrice di storie e di speranze, lontana anni luce dal gelo tagliente dei numeri coi quali si usa raccontarla.” in libreria dal 5 novembre.

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Piani welfare premiali e criteri di erogazione dei benefit

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2020

Con la recente Risoluzione n. 55/E del 25 settembre 2020, l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti sui regolamenti per il riconoscimento di credito da utilizzare in “welfare aziendale”. In particolare, è stato preso in esame un piano welfare a carattere premiale e incentivante per l’accrescimento della motivazione dei dipendenti, che al raggiungimento di un obiettivo minimo di fatturato per l’anno 2019, riconosca ai lavoratori un credito welfare per il 2020. Secondo la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, seppure la Risoluzione rappresenti un parere dell’Amministrazione finanziaria in riferimento ad una specifica fattispecie, dal quale non scaturisce nessuna efficacia vincolante, è opportuno valutarne i principali contenuti per comprendere i criteri di valutazione della validità del singolo piano di welfare.

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Webcast “Impatto del COVID-19 sulla Valutazione Aziendale in Italia”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

L’incontro virtuale, che ha visto la partecipazione di alcuni dei maggiori specialisti, ha affrontato temi di stringente attualità, analizzando l’impatto della pandemia sulla valutazione del valore d’impresa, dei beni aziendali e sugli investimenti nel settore immobiliare nel nostro Paese.
In apertura, Gregorio De Felice, Chief Economist & Head of Research di Intesa Sanpaolo, ha offerto il suo punto di vista sull’attuale situazione macroeconomica: “La crisi che stiamo vivendo ha caratteristiche peculiari rispetto a quelle del passato: non è infatti derivante da bolle speculative, da problematiche del mercato immobiliare o dall’insolvibilità dei mutui subprime. La sua origine è legata alla necessaria chiusura improvvisa delle aziende da parte dei governi, che ha causato uno shock dell’offerta e l’interruzione delle catene del valore. Il secondo shock riguarda il lato della domanda, con redditi che diminuiscono più che proporzionalmente rispetto ai sussidi. I due shock congiunti possono determinare l’innesco di circoli viziosi e il raggiungimento da parte di molte aziende di soglie che conducono alla chiusura. Un terzo shock riguarda poi la tenuta dei conti pubblici, con l’Italia in una posizione di particolare vulnerabilità, a causa dell’aumento delle spese sanitarie e degli interventi diretti ed indiretti: sostegni a famiglie e imprese e rinvio e riduzione delle entrate tributarie. Infine, il quarto shock è di natura finanziaria, legato alla perdita di ricchezza delle famiglie provocata dal crollo dei mercati e dal rischio di un eccessivo assorbimento di capitale per i sistemi bancari.”
“Le possibili previsioni sugli impatti della crisi dipendono in larga parte dalla lunghezza temporale delle restrizioni e dall’entità delle misure di stimolo monetario e fiscale. Quello che pare inevitabile è una forte contrazione del PIL delle principali economie mondiali per il 2020, con una stima di diminuzione del PIL globale attorno al 3% e un aumento del debito pubblico e privato. Per l’Italia, oltre alle misure nazionali, sarà importante capire le mosse europee: una prima risposta è stata l’attivazione di un fondo di garanzia della BEI da 25 miliardi di euro, il lancio del programma SURE per contenere gli effetti negativi della disoccupazione e l’attivazione di una linea di credito del MES fino al 2% del PIL. A questo punto, diventa determinante il Consiglio Europeo del prossimo 23 aprile, in cui si discuterà di un recovery fund che potrebbe raggiungere anche i 1.000 miliardi di euro, temporaneo e mirato ai costi della crisi e ad una forte azione di rilancio delle economie europee” ha concluso De Felice.“Considerando invece gli impatti diretti nei bilanci delle Società, in particolare per le quotate, ma non solo, sarà importante verificare la tenuta del valore di beni tipicamente soggetti ad Impairment Test. E’ verosimile ipotizzare che gli Impairment Test su avviamenti e/o altri beni a vita utile indefinita effettuati al 31 dicembre 2019 dalle Società non recepiscano ancora gli effetti del COVID-19 in quanto a quella data non si era ancora manifestato. Adesso però, per effetto della pandemia, l’andamento economico a livello globale – con forte caduta dei valori di mercato -, l’effetto del lockdown sui risultati aziendali, l’instabilità e l’incertezza attuale, generano un cosiddetto “triggering event” che potrebbe implicare la necessità di condurre nuovi Impairment Test prima della fine dell’anno 2020. A fronte di questo nuovo scenario economico, occorre quindi chiedersi se i business plan già redatti dalle Società siano ancora validi, o se le aziende si siano già attivate per rivederli, in maniera più o meno marcata a seconda dei settori e dei Paesi di attività. In ogni caso occorre tener presente che l’effetto sui piani interesserà non solo gli aspetti economici, ma anche quelli patrimoniali, in quanto ci potranno essere dei ritardi negli investimenti previsti e si potrà assistere ad un’ulteriore dilazione dei pagamenti, con conseguenti effetti sul capitale circolante e sui cash flow e con possibili effetti anche sui covenant finanziari. Sarà quindi necessario da parte dei valutatori una revisione più attenta dei piani delle Società, capire l’andamento della volatilità e considerare diversi scenari di piano.” Infine, Paola Ricciardi, Country Manager Duff & Phelps in Italia e Responsabile della Divisione Real Estate, ha fornito una panoramica sui possibili impatti della pandemia nel settore Real Estate in Italia, commentando: “La crisi agisce da catalizzatore nelle situazioni di stress e riporta gli investitori a essere ancora più selettivi rispetto al passato. Quindi per la componente immobiliare l’invito è quello di valutare una corretta gestione del patrimonio.”L’incontro è stato organizzato da Duff & Phelps con il patrocinio di AIFI, American Chamber of Commerce in Italy e ANDAF.

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Una squadra di professionisti per fare il check up aziendale alle piccole e medie imprese

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

Lo sarà per quelle colpite dalla crisi legata all’emergenza covid 19. L’Associazione Prodeitalia schiera le sue migliori competenze per aiutare le imprese a capire da dover ripartire quando l’emergenza sarà finita. Si chiama Protocollo Bridge il progetto che potrà durare fino a 18 mesi e che servirà a verificare l’equilibrio complessivo prima e durante l’attuale crisi coronavirus delle imprese, con l’obiettivo di classificare lo “stato di salute” e le probabilità di riattivarsi e tornare, nel tempo, ad una gestione più agile e sostenibile.<> afferma il presidente dell’Associazione Prodeitalia Giorgio Bergo.Stando all’analisi della situazione attuale fatta dall’Associazione Prodeitalia (da tempo impegnata sul fronte del Sovraindebitamento e della Crisi d’Impresa) le piccole e medie imprese si trovano ad avere a che fare con problematiche quali: mantenimento delle risorse produttive prima fra tutte i dipendenti, la gestione dei fornitori, in particolare quelli strategici come le banche, la conseguente riorganizzazione gestionale, economico e finanziaria, la gestione dell’invenduto e la cura dei propri clienti, la riorganizzazione degli spazi e la loro sanificazione e molto altro ancora<> conclude il presidente dell’Associazione Prodeitalia Giorgio Bergo.Lo scopo del Protocollo è aiutare le aziende a ragionare sul futuro, per organizzarsi al meglio tanto da non farsi trovare impreparate rispetto alle prime riaperture ovvero quando rimarranno in vigore distanze sociali e misure di sicurezza a tutela di lavoratori e terzi

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Come cambiare la comunicazione aziendale

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

«I social media sono un luogo dove le persone vanno primariamente a parlare di ciò che gli accade nella loro vita privata, soprattutto con le persone che contano per loro. Le aziende sono sempre state un ospite necessario, e non sempre felicemente invitato, perché mentre tutti abbiamo i nostri interessi lavorativi, nessuno va sui social media per consumare intenzionalmente la pubblicità -spiegano Marino Pessina e Chiara Porta, Ceo e direttore responsabile dell’agenzia di comunicazione giornalistica Eo Ipso (www.eoipso.it)-. In questo momento le tradizionali strategie aziendali messe in atto sui social rischiano di essere inadeguate. Alla luce della situazione attuale, le aziende che già utilizzano regolarmente i social devono apportare profonde modifiche al linguaggio usuale e quelle che tendono a ignorare o utilizzare poco i social hanno la necessità di creare una conversazione con il pubblico, sfruttando l’intero ecosistema digitale e tutte le diverse tessere all’interno di ciascuna piattaforma. Stare zitti in attesa che tutto passi non aiuterà, servirà solo a farvi scomparire a poco a poco. Comunicare, quindi, ma farlo con uno scopo. Promuovendo al contempo un senso di sostegno, comunità e riconoscimento di ciò che il mondo sta vivendo in questo momento».Si lotta per sopravvivere, anche se si è chiusi. La domanda che tutte le aziende si dovrebbero porre in questo momento per impostare una strategia di comunicazione sui social è: “Come posso usare la mia presenza sui social media per supportare la mia comunità?” L’obiettivo non è quello di promuovere la propria attività, ma di offrire leadership e supporto durante questo periodo senza precedenti. Questa è un’opportunità fenomenale per creare connessioni significative. Un’opportunità che, lo speriamo vivamente, non si ripeta più in questo modo.

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TÜV Italia garantisce l’operatività aziendale grazie al Remote Audit

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2020

Le situazioni di emergenza, come quella attuale caratterizzata dalla diffusione del virus Covid-19, rappresentano un’enorme minaccia anche per la continuità operativa delle aziende. Nell’emergenza attuale, si parla molto di contromisure quali lo smart working e l’home office per garantire il corretto prosieguo delle attività lavorative.La possibilità di effettuare audit da remoto rappresenta anch’essa un’opportunità per le aziende che necessitano di garantire la propria continuità operativa confermando la validità e il mantenimento del proprio sistema di gestione. L’audit da remoto o a distanza (remote audit) è una delle tecniche di audit contemplate nell’ultima versione della norma ISO 19011 (26 luglio 2019) e rese possibili con l’avvento di nuove tecnologie di comunicazione.L’audit da remoto viene concordato insieme dall’ente di certificazione e dal cliente, che stabiliscono tempi e modi per il suo svolgimento. In TÜV Italia la pianificazione avviene esattamente come per un audit tradizionale che prevede la presenza fisica dell’auditor durante la visita ispettiva. Per effettuare audit da remoto è estremamente importante l’impiego di adeguate tecnologie digitali, che permettano di connettere auditor e azienda da lontano senza problemi, in modo facile e immediato per tutti i soggetti coinvolti.
Sono diversi i benefici di un audit da remoto, in prima istanza la possibilità di mantenere la certificazione e di assicurare quindi la continuità operativa. Ma non solo, riducendo i vincoli legati agli spostamenti fisici delle persone, si favorisce l’efficienza sia in termini di tempo che di risorse; l’utilizzo di tool digitali permette un’archiviazione elettronica più sicura e veloce delle evidenze oggettive; lo svolgimento dell’audit in una sorta di “stanza virtuale” consente di creare team eterogenei di auditor sia culturalmente che geograficamente. La modalità da remoto si adatta particolarmente alla verifica dei processi trasversali e più documentali, mentre per gli ambienti produttivi è sempre auspicabile una visita ispettiva fisica da parte dell’auditor.
Marco Airaghi, Lead Auditor TÜV Italia, afferma: “Sicuramente durante l’attività di audit da remoto si perdono alcune sfumature che tipicamente emergono dall’incontro tra le persone, ma le aziende apprezzano il ricorso a nuove tecnologie di comunicazione così come la maggior flessibilità nella pianificazione degli audit. La modalità da remoto si adatta particolarmente alla verifica dei processi trasversali e più documentali mentre per gli ambienti produttivi è sempre auspicabile una visita ispettiva fisica. Per questo credo che l’integrazione tra audit fisici e audit da remoto sarà sempre più diffusa in futuro”. (By Federico Maggioni Account Executive http://www.sangallimc.it)

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Credimi consolida il piano di welfare aziendale

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

Credimi, il più grande digital lender per le imprese in Europa Continentale, consolida il piano di welfare aziendale e si arricchisce di pacchetti innovativi, tra cui la possibilità di far rientrare le spese per la casa nel pacchetto retributivo, di lavorare da remoto per lunghi periodi, di seguire corsi di formazione all’estero a spese dell’azienda e di acquistare materiali formativi anche per la famiglia attraverso un budget dedicato.L’ampliamento del piano di welfare è frutto di una strategia e attenzione alla persona che caratterizza Credimi sin dalla sua nascita e che ha contribuito a convincere il 25% dei suoi collaboratori a rientrare in Italia dall’estero per sposare l’ambizioso progetto della Società fondata da Ignazio Rocco.
Tra le aziende più innovative in fatto di welfare, Credimi ha da subito creato piani su misura per i membri della sua squadra – 43 professionisti, in gran parte tra i 28 e i 35 anni, che detengono anche il 50% del capitale sociale – con benefit che hanno inciso positivamente sulla creazione e motivazione del team. Tra i più significativi, la possibilità di far rientrare le spese per la casa nel pacchetto retributivo, uno strumento che ad oggi utilizza il 20% dei dipendenti, ottenendo un beneficio fiscale e risolvendo un problema primario come quello dell’abitazione. Un’opportunità fondamentale per Credimi, considerando che la maggior parte del team è stato reclutato da Ignazio Rocco negli hub tech europei e nelle sedi internazionali di aziende come Google.
La parte più innovativa del piano riguarda lo smart working: anziché riconoscere la possibilità di lavorare fuori dall’ufficio per un giorno a settimana, Credimi dà ai dipendenti la scelta di farlo per un totale di sei settimane l’anno (di cui fino a due consecutive) per poter gestire al meglio le proprie esigenze famigliari. In chiave di valorizzazione dei talenti, sarà inoltre possibile lavorare dall’estero per quattro settimane l’anno in città che abbiano una forte vocazione all’innovazione, con la presenza di distretti tecnologici, digitali, fintech: un’occasione di confronto con realtà diverse che possano accelerare la crescita professionale. A livello fiscale, tutti i dipendenti potranno contare sui vantaggi garantiti dal Welfare Flexi Benefit: accedendo a questo programma, potranno allocare a loro piacimento una cifra compresa tra 4mila e 10mila euro (a seconda del proprio contratto) per acquistare viaggi, corsi di formazione, libri, ma anche per coprire spese di formazione per figli e familiari. Un pacchetto di benefit che aumenta la capacità di spesa dei dipendenti e la loro soddisfazione in azienda.

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Partnership per la diffusione del Welfare Aziendale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

E’ un servizio rivolto a Piccole, Medie e Grandi Imprese italiane impegnate in percorsi strutturati di Compensation & Benefit.Grazie ad Easy Welfare, ManpowerGroup allarga la suite di prodotti HR erogabili alle proprie aziende clienti. La piattaforma tech fornita dal provider è in grado di unire ben oltre 11.000 fornitori nazionali e locali: oltre ai classici servizi di rimborso effettuabili direttamente online, Easy Welfare mette a disposizione la più ampia gamma di flexible benefit (viaggi, hotel, card benzina, shopping, ticket cinema, ingressi termali & CO).Secondo i dati dell’Osservatorio Welfare di Easy Welfare il credito welfare medio disponibile nel corso del 2018 per il campione di beneficiari analizzato risulta pari a circa 780€ pro-capite, ovvero circa il +21% in più rispetto alle somme riferite al 2017.

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“La Scala” lancia un piano di welfare aziendale

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2016

marco-pesentiLa Scala Studio Legale, in occasione del suo 25esimo anno di attività, avvia un piano di welfare aziendale con l’obiettivo di migliorare la conciliazione tra lavoro e vita privata dei componenti dello Studio. Ad averne accesso sono sia lo staff che gli avvocati, per un totale di 190 persone. Il piano, che va ad aggiungersi ai bonus di risultato senza sostituirli, è stato strutturato con il supporto della società specializzata in welfare aziendale Eudaimon e prevede 3 tipologie di benefici: il Bonus welfare, il Bonus scuola e il Bonus bebè.
Il Bonus welfare, esteso a tutti i componenti dello Studio, è flessibile e spendibile in iniziative legate alla salute, al tempo libero e alla famiglia. Comprende la possibilità di prenotare esami e visite presso strutture convenzionate, adoperare servizi di baby sitting, accedere a palestre o centri wellness o optare per attività legate all’intrattenimento. Come, tra le altre, l’acquisto di libri e riviste, elettronica e corsi. Il Bonus scuola è rivolto ai componenti dello Studio con figli in età scolare, dai 6 ai 19 anni. E’ spendibile per le rette scolastiche, i corsi di formazione, le vacanze studio all’estero e il rimborso dei libri scolastici.
Il Bonus bebè è un bonus una tantum erogato al momento della nascita, valido per ogni bambino nato dal 1° gennaio 2014 a oggi.
Lo Studio investe così fino a 3.600 euro per l’istruzione e la cura di ciascun figlio dei componenti dello Studio che utilizzano i bonus bebè e scuola.“Siamo tra i primi studi legali in Italia – se non addirittura il primo – ad aver avviato un’iniziativa di questo tipo” ha dichiarato Marco Pesenti, Senior Partner e cofondatore di La Scala Studio Legale: “In un video dedicato ai 25 anni dello Studio, la parola più utilizzata per descriverci è stata famiglia e il piano di welfare rientra in questa mentalità. Per noi si tratta di un’iniziativa solidaristica che sviluppa ulteriormente alcune prassi già consolidate in questi anni che comprendono, ad esempio, trattamenti di tutela del professionista in termini di mantenimento del posto di lavoro e dello stipendio in casi come l’infortunio o la malattia.”
Il budget stanziato per il programma di welfare è pari a circa 50.000 euro, che corrisponde allo 0,3% del fatturato annuo dello Studio (€ 17.400.000 nel 2015).“Il piano ha per ora una durata biennale. E’ nostra intenzione renderlo permanente, arricchirne le componenti e migliorarne, grazie ai suggerimenti e alle valutazioni di collaboratori e dipendenti, i servizi“ ha concluso Pesenti. La Scala Studio Legale fondato nel 1991, La Scala offre ai propri clienti, da venticinque anni, una gamma completa e integrata di servizi legali. Tra i primi studi legali nel contenzioso bancario e fallimentare, è oggi leader riconosciuto nei servizi di recupero crediti giudiziale. E’ inoltre attivo nei servizi professionali dedicati alle imprese, nonché nel diritto civile e di famiglia.
Dopo la sede principale di Milano, nel corso degli anni sono state aperte le altre sedi di Roma, Torino, Bologna, Vicenza, Padova, Firenze, Ancona.
Oggi lo Studio comprende circa 120 professionisti e uno staff di oltre 80 persone, e assiste stabilmente tutti i principali gruppi bancari italiani, numerose imprese industriali e commerciali, importanti istituzioni finanziarie.
Dal 2000 pubblica IUSLETTER che, nata come rivista bimestrale, nel 2012 è diventata un vero e proprio portale web di informazione giuridica, quotidianamente aggiornato. (foto: Marco Pesenti)

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Frost & Sullivan: Cloud computing aziendale in crescita, grazie ai nuovi lavoratori mobili

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 luglio 2014

cloudCon la maturazione delle tecnologie cloud e l’aumento della consapevolezza dei loro benefici, sempre più organizzazioni in Europa e Stati Uniti stanno implementando soluzioni cloud per ridurre i costi IT e ottimizzare le operazioni. Le aziende statunitensi sono più avanti delle controparti europee nei livelli di adozione del cloud, a causa della maggiore esposizione alla tecnologia e delle migliori condizioni macro-economiche. Similmente, le grandi aziende stanno adottando tecnologie cloud più rapidamente rispetto alle piccole e medie imprese, a causa della necessità di ottimizzare l’infrastruttura di comunicazione esistente, più grande e complessa. Una nuova analisi di Frost & Sullivan, intitolata “Future of Cloud Computing Technologies in Enterprises in the United States and Europe”, rileva che quasi sei utenti di servizi cloud su dieci (57%) sono identificati come ‘dipendenti dal cloud’, mentre il 43% resta ‘in ritardo sul cloud’ o con un’opinione sfavorevole del cloud. Tra gli intervistati, circa il 70% degli statunitensi e il 56% degli europei che attualmente utilizzano tecnologie cloud trovano queste soluzioni altamente efficaci, indicando che l’esposizione a queste tecnologie può portare ad una maggiore adozione. “La maggior parte degli utenti dipendenti dal cloud si trova negli Stati Uniti, specialmente in ambito produttivo, nelle aziende con 20-500 dipendenti e nelle aziende con oltre 10.000 dipendenti, – afferma Karolina Olszewska, analista di Frost & Sullivan. – In futuro, tuttavia, si prevede che i decisori IT negli Stati Uniti, il settore governativo e le piccole imprese mostreranno l’aumento più significativo nell’adozione di tecnologie cloud.” Oltre la metà delle aziende intervistate in Europa e Stati Uniti ha già spostato il 50% o più delle proprie soluzioni di comunicazione aziendale sul cloud. Entro i prossimi tre anni, è probabile che quasi un quarto migrerà il 76% o più delle proprie soluzioni di comunicazione al cloud. In entrambe le regioni, i server email e le app collaborative sono in cima alla lista delle soluzioni di comunicazione aziendale trasferite al cloud. Tuttavia, solo il 27% degli utenti di servizi cloud ha spostato i propri sistemi di telefonia al cloud. Tra le soluzioni che devono ancora fare questo passaggio, le app collaborative offrono il potenziale di crescita maggiore.“Si prevede che la quota di lavoratori remoti e mobili aumenterà nel corso dei prossimi tre anni e cambierà i requisiti tecnologici aziendali, – conclude Olszewska. – L’impatto dei costi necessari a supportare queste nuove esigenze di business sarà avvertito più intensamente dai decisori IT negli Stati Uniti rispetto a quelli in Europa.” Lo studio “Future of Cloud Computing Technologies in Enterprises in the United States and Europe” è un servizio di Customer Research e fa parte del programma Conferencing & Collaboration Growth Partnership Service. L’analisi, un’indagine via web condotta su 1028 decisori IT impiegati in aziende negli Stati Uniti e in tutta Europa, misura l’attuale utilizzo e i futuri scenari dell’IT, in particolare delle tecnologie di cloud computing.

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Galgani: “Un campus per la formazione aziendale e professionale”

Posted by fidest press agency su domenica, 15 settembre 2013

“La Scuola di Scienze Aziendali è un’eccellenza, un esempio unico nel nostro Paese, il cui valore è ancora più elevato in periodi come questi, nei quali si ascoltano continue recriminazioni sullo scarso collegamento tra il mondo dell’istruzione e quello del lavoro. La Scuola diretta da Piero Baldesi, nei suoi 28 anni di vita, ha diplomato 2.500 giovani e ha coinvolto 900 aziende italiane e internazionali; è oggi un modello di efficienza, il 90 per cento degli studenti che esce da queste aule trova lavoro nel giro di un anno e il 65 per cento viene assunto nella stessa azienda dove ha svolto lo stage curricolare”. Con queste parole il presidente della Camera di Commercio di Firenze, Vasco Galgani, ha descritto i successi della Scuola di Scienze Aziendali nel corso dell’Open Day 2013, durante il quale è stato presentato ai futuri studenti e ai genitori il prossimo corso in gestione d’impresa, le cui iscrizioni scadranno il 30 settembre.Galgani ha anche delineato un progetto sul possibile sviluppo della Scuola fondata da Comune di Firenze, Provincia di Firenze, Confindustria Firenze e la Camera di Commercio in rappresentanza di tutte le categorie economiche: “E’ arrivato il momento di valorizzare ancora di più le Scienze Aziendali, ampliarne gli spazi e inserirle in un contesto dedicato alla formazione d’eccellenza, insieme all’ISIS Leonardo Da Vinci e alla Scuola Superiore di Tecnologie Industriali. Con le istituzioni e le associazioni di categoria stiamo studiando la nascita di un vero e proprio campus per la formazione aziendale e professionale a Firenze Nova, con l’obiettivo di farlo diventare un punto di riferimento per l’intero territorio toscano”.Il progetto potrebbe rientrare negli interventi che la Camera di Commercio di Firenze ha predisposto nell’ambito della formazione, per i quali solo nell’ultimo anno sono stati erogati un milione e mezzo di euro. “Così come l’Università Luiss rappresenta l’eccellenza nel mondo accademico, vorremmo che il nuovo campus divenisse un investimento per la formazione media superiore in modo dare risposta alle imprese nella loro ricerca di personale specializzato”, ha aggiunto Filippo Salvi, presidente della Scuola di Scienze Aziendali, specificando che il nuovo campus con residenze, biblioteca, laboratori e spazi didattici sarebbe collocato in un’area particolarmente favorevole perché ben collegata attraverso strade, ferrovia e tramvia.Parole condivise dal direttore della Scuola di Scienze Aziendali, Piero Baldesi: “Per i ragazzi, frequentare la scuola come un’azienda con il badge d’ingresso, gli stages a Firenze e nel mondo e parlare con imprenditori di successo, rappresenta un mix apprezzato. Qualcosa che avvicina la nostra istruzione al sistema tedesco, riconosciuto come il migliore per quanto riguarda l’alternanza fra scuola e lavoro e per la vicinanza della scuola al mondo dell’impresa”.

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Privacy e Sicurezza aziendale

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

In Italia, la maggior parte delle PMI e la quasi totalità delle grandi imprese è dotata di strumenti informatici per regolare l’accesso a Internet degli utenti e prevenire azioni di tipo illegale che potrebbero compromettere la sicurezza aziendale – strumenti che registrano tuttavia tutti gli accessi e le informazioni personali degli utenti. GFI Software, noto fornitore di infrastrutture per piccole e medie imprese (PMI), è la prima azienda ad offrire una soluzione di Content Security per raccogliere i log comprovanti gli accessi degli amministratori di sistema ed adempiere alle richieste del DL 196/03 in materia di protezione dei dati personali. La soluzione rappresenta uno strumento fondamentale per aziende e utenti, sciogliendo lo spinoso paradosso in tema di tutela della Privacy che tutte le aziende sono chiamate a rispettare.
GFI WebMonitor™, nota soluzione che offre strumenti completi per il  filtraggio e la regolazione del traffico Web, integra oggi una novità a livello mondiale con l’acquisizione della certificazione “Ethics”. Si tratta dell’unico prodotto oggi in grado di offrire alle aziende tutte le informazioni utili ad identificare l’autore di un illecito commesso sul Web, tutelando appieno la Privacy degli utenti sulla propria rete.

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Standard aziendale per la gestione dei dati

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2009

Siemens PLM Software, business unit della divisione Industry Automation di Siemens e leader nella fornitura di software e servizi per la gestione del ciclo di vita dei prodotti (PLM), ha annunciato che Siemens AG ha adottato il software Teamcenter® come standard aziendale per la gestione dei dati di prodotto (PDM). Teamcenter, la suite PLM più diffusa al mondo, fungerà da piattaforma per il processo di implementazione del PLM in Siemens. “Siemens è un leader dell’innovazione, che definisce le direttrici dell’evoluzione tecnologica in tutti i campi in cui opera,” ha dichiarato il Dott. Norbert Kleinjohann, CIO, Siemens AG. “Il PLM è un essenziale promotore d’innovazione. Teamcenter offre la gamma di funzionalità, la scalabilità e i costi di gestione contenuti di cui abbiamo bisogno per creare valore in tutte le nostre attività.” Gli strumenti software PDM inclusi in Teamcenter mettono a disposizione le funzionalità chiave per realizzare un processo PLM completo. Come nuovo standard aziendale di Siemens, e in tutte le sue implementazioni all’interno dell’organizzazione globale del Gruppo, Teamcenter sarà destinato ad aree funzionali dell’ingegnerizzazione e della progettazione di prodotto (fra cui la gestione della struttura di prodotto, la gestione delle configurazioni, la gestione dei flussi di lavoro e dei rilasci di prodotto). La decisione di standardizzare l’attività su Teamcenter ha effetto immediato e coinvolge tutte le unità di Siemens e le società in cui Siemens detiene partecipazioni di maggioranza.

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A fianco degli operai della INNSE

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2009

Il Partito Comunista dei Lavoratori manifesta la propria solidarietà alla lotta degli operai dell’Azienda INNSE di Milano contro un cinico padrone rottamaio, patrocinato a suo tempo dalla Lega Nord; e contro ogni intervento, a suo supporto, di magistratura e carabinieri. Il caso INNSE è emblematico di come i lavoratori possano contare solo sulla propria forza e determinazione, non su promesse istituzionali. La volontà degli operai della INNSE di impedire ad ogni costo il sequestro dei macchinari, è in questo senso esemplare. La lotta dei lavoratori della INSE non può restare isolata. L’occupazione operaia delle aziende che licenziano si pone sempre più come necessità generale. Nessuna crisi aziendale verrà “risolta” da un nuovo capitalista compratore, che in realtà è sempre uno speculatore di passaggio, come  si è rivelato il Dott. Genta. Può e deve essere affrontata dentro una vera mobilitazione unitaria e generale per la nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo operaio di tutte le aziende che licenziano. Dal caso INNSE il PCL trae nuove ragioni per avanzare questa proposta di lotta all’intero movimento operaio e sindacale. (Marco Ferrando, Partito Comunista dei Lavoratori (PCL)

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Medici pronti a sit-in di protesta

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2009

Entro la settimana in corso la dirigenza medica deciderà se trasferire in altra locazione la postazione della Continuità Assistenziale CA (ex guardia medica) di Fiuggi; spesso bersaglio di tossico-dipendenti e pazienti con problemi psichici che mettono a rischio l’incolumità degli operatori sanitari. Qualora il trasferimento venisse negato, i camici bianchi addetti al servizio, daranno il via ad un sit-in di protesta presso la struttura in questione.  «Siamo propensi a cercare delle soluzioni che mettano d’accordo tutti, ma anche disposti ad organizzare un sit-in di protesta per far valere le nostre ragioni – ha dichiarato Meri Nannucci, responsabile regionale e aziendale per la Continuità Assistenziale dello Smi-Lazio (Sindacato Medici Italiani) – Ma non possiamo prendere in considerazione quanto proposto sinora dai referenti aziendali; ovvero montare grate e porte blindate presso la sede di CA. Né tanto meno sarebbe utile l’installazione di un video-citofono per valutare la tipologia dei pazienti che chiedono assistenza. Non si può stabilire se visitare o meno l’utenza, perché si andrebbe incontro all’omissione di atti d’ufficio. Lo scorso mese di giugno, durante un turno – aggiunge la sindacalista – una collega è stata costretta, sotto minaccia, a prescrivere dei farmaci ad un tossico-dipendente. Come difendersi dai comportamenti aggressivi? Siamo arrivati al punto che alcuni residenti si fermano in sede per dare sostegno ai medici, creando così una staffetta di solidarietà. Alla luce di tutto questo – conclude Meri Nannucci – chiediamo ancora una volta alla Asl di Frosinone di trasferire la Continuità Assistenziale di Fiuggi in un luogo sicuro in cui poter offrire il massimo dell’assistenza sanitaria».

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