Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Posts Tagged ‘aziende’

Le aziende e il riscatto ai criminali informatici

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2022

LAS VEGAS, NV: VeeamON. Le aziende stanno perdendo la battaglia contro il ransomware, secondo il Veeam® 2022 Ransomware Trends Report, il 72% delle aziende ha subito attacchi parziali o completi ai propri archivi di backup, con un impatto drammatico sulla capacità di recuperare i dati senza pagare il riscatto. Veeam Software, leader nelle soluzioni di backup, ripristino e data management per la Modern Data Protection, ha rilevato che l’80% degli attacchi andati a buon fine ha preso di mira vulnerabilità note, sottolineando l’importanza di applicare patch e aggiornare il software. Quasi tutti gli aggressori hanno tentato di distruggere i repository di backup per disabilitare la capacità di recupero dei dati senza pagare il riscatto. Il Veeam 2022 Ransomware Trends Report rivela i risultati di un sondaggio condotto da una società di ricerca indipendente che ha coinvolto 1.000 leader IT le cui aziende sono state attaccate con successo da ransomware almeno una volta negli ultimi 12 mesi, rendendolo uno dei report più importanti del suo genere. Il report, primo nel suo genere, esamina i principali insegnamenti tratti da questa tipologia di attacchi, il loro impatto sugli ambienti IT e le misure adottate per implementare strategie per la Modern Data Protection che siano in grado di garantire la continuità aziendale. La ricerca ha intervistato specificamente quattro figure IT (CISO, professionisti della sicurezza, amministratori di backup e operazioni IT). Tra le aziende intervistate, la maggior parte (76%) ha pagato il riscatto per porre fine a un attacco e recuperare i dati. Sfortunatamente, mentre il 52% ha pagato ed è riuscito a recuperare i dati, il 24% non è stato in grado di recuperare alcun dato nonostante il pagamento. Inoltre, il report rivela che il 19% delle aziende non ha pagato alcun riscatto perché è riuscito a recuperare i propri dati. È a questo che deve aspirare il restante 81% delle vittime informatiche: recuperare i dati senza pagare il riscatto. La superficie di attacco per i criminali è molto ampia. Il più delle volte i cybercriminali hanno avuto accesso agli ambienti di produzione attraverso utenti che hanno cliccato su link dannosi, visitato siti web non sicuri o risposto a messaggi di phishing, sottolineando quindi come sia possibile evitare molti incidenti. Una volta ottenuto l’accesso all’ambiente IT, non si rilevano grandi differenze nei tassi di infezione tra i server dei data center, le piattaforme degli uffici remoti e i server ospitati nel cloud. Nella maggior parte dei casi, gli intrusi hanno sfruttato vulnerabilità note, tra cui quelle dei sistemi operativi e degli hypervisor più comuni, delle piattaforme NAS e dei database server, senza lasciare nulla di intentato e sfruttando qualsiasi software senza patch o, più semplicemente, obsoleto. Infine, i tassi di infezione significativamente più alti sono stati riportati dai professionisti della sicurezza e dagli amministratori di backup, rispetto alle operazioni IT o ai CISO, evidenziando come coloro che sono più vicini ad un problema, riescono a vederlo con più chiarezza. Gli intervistati hanno confermato che il 94% degli aggressori ha tentato di distruggere i repository di backup e, nel 72% dei casi, questa strategia ha avuto un successo almeno parziale. La rimozione del backup di un’azienda è una strategia di attacco molto diffusa poiché aumenta la probabilità che le vittime non abbiano altra scelta che pagare il riscatto. L’unico modo per proteggersi da questo scenario è disporre di almeno un livello immutabile o air-gapped all’interno del framework per la protezione dei dati: una strategia utilizzata dal 95% degli intervistati. Molte aziende hanno infatti dichiarato di avere un certo livello di immutabilità o di supporti air-gap in più di un livello della loro strategia su disco, cloud e nastro.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il motore delle aziende a conduzione familiare: l’azionariato attivo

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2022

A cura di Duncan Downes, Senior Client Portfolio Manager e Cyril Benier, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. È un problema che ha ossessionato gli economisti per decenni, ma il dilemma principale-agente, vale a dire la tendenza dei proprietari e dei dirigenti senior di una società a orientarsi in direzioni diverse, è una questione che dovrebbe interessare anche agli investitori azionari. Il sorgere di conflitti di questo tipo, infatti, solitamente ha un effetto negativo sui risultati aziendali e, in ultima analisi, sui rendimenti dell’investimento.Le società a conduzione familiare quotate offrono agli investitori la possibilità di evitare la trappola principale-agente: non solo queste aziende, per loro stessa natura, vedono coincidere gli interessi dei proprietari e dei manager, ma hanno anche imparato ad adeguare il loro modello operativo man mano che crescono e si trasformano in aziende più complesse.In altre parole, le aziende a conduzione familiare di oggi hanno scoperto nuovi modi per conservare le caratteristiche del cosiddetto “azionariato attivo” dei loro fondatori. Ciò si è rivelato fondamentale per il loro successo commerciale.Le ricerche dimostrano che, grazie alla loro leadership stabile, le aziende a conduzione familiare ottengono risultati migliori rispetto alle altre tipologie di aziende. Gestiscono le proprie finanze in modo più prudente, investono di più in innovazione e ricerca e sviluppo e, solitamente, non perseguono costose fusioni e acquisizioni.[1] Tendono anche a prendere più seriamente le questioni ambientali, sociali e di governance, ottenendo punteggi ESG migliori rispetto alle società quotate non a conduzione familiare. I ricercatori hanno raccolto dati su 2.000 società quotate, metà delle quali guidate dai CEO fondatori, per determinare se esistesse un rapporto tra questi e la performance finanziaria di un’azienda.Hanno scoperto che le società dirette dal fondatore hanno attirato valutazioni di borsa di quasi il 10% più elevate rispetto alle società senza fondatori nel consiglio di amministrazione. Col tempo, tuttavia, i vantaggi diminuiscono. Lo stesso studio ha scoperto che i fondatori diventano più preziosi per l’azienda quando cambiano ruolo e trasmettono le responsabilità operative e di strategia aziendale a manager professionisti, mantenendo però una certa influenza sulla cultura aziendale. Vi sono segnali che indicano come le aziende a conduzione familiare stiano migliorando nell’attenuare il rischio di avere fondatori-manager più a lungo di quanto sarebbero utili.Nel 2019, il fondatore del marchio sportivo Under Armour, Kevin Plank, ha lasciato il posto di CEO, consegnando le redini all’allora direttore operativo David Bergman. Plank non ha però abbandonato l’azienda. Ha invece assunto i ruoli di presidente e responsabile del marchio: una mossa che gli ha permesso di mettere a frutto la sua esperienza e rimanere parte integrante della cultura aziendale.Le aziende a conduzione familiare, quindi, hanno scoperto nuovi modi per conservare quella particolare energia imprenditoriale propria dei loro visionari fondatori. Riteniamo che i segni distintivi del cosiddetto “azionariato attivo” (pianificazione a lungo termine, management che rischia in proprio, elevati investimenti in innovazione) siano comuni a un universo di aziende a conduzione familiare quotate che continua a espandersi: aziende giovani e società mature, che hanno un membro della famiglia fondatrice come CEO o la cui proprietà familiare mantiene un’influenza senza essere nel consiglio di amministrazione. Questo, a nostro avviso, è ciò che li rende investimenti azionari potenzialmente di qualità superiore. (abstract da https://www.am.pictet/it/italy/articoli/2022/idee-di-investimento/03/il-motore-delle-aziende-a-conduzione-familiare-l-azionariato-attivo

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Aziende: Crisi del personale

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2022

Dagli aspiranti camerieri che chiedono “di poter lavorare in nero per non perdere il reddito di cittadinanza” ai candidati che, dopo un primo colloquio, spariscono letteralmente nel nulla. Da quelli che si rifiutano di lavorare nel fine settimana a cuochi e baristi con famiglia e mutuo a carico che, a causa della pandemia, hanno abbandonato la professione in favore di occupazioni più stabili. Senza dimenticare gli ‘scippi’ di collaboratori tra locali concorrenti (“50 euro in più e ti salutano”). Sono queste alcune delle facce della crisi del personale che da diversi anni a questa parte attanaglia hotel, ristoranti e bar di tutta Italia. I nodi del mercato del lavoro saranno al centro dell’edizione 2022 di “Camerieri Venditori”, il corso dal vivo dedicato alla vendita professionale di sala, in programma martedì 29 marzo al Palazzo dei Congressi di Riccione (Rimini). In arrivo 1.350 persone da tutta Italia.”Non è più pensabile che basti uno stipendio a tenere stretto un dipendente di valore – afferma Giuliano Lanzetti – Sono d’accordo con chi afferma che non si può continuare con politiche retributive al ribasso. Nella mia attività siamo arrivati a garantire vitto e alloggio per essere più competitivi pagando cifre importanti a portarli di ricerca personale. Occorrono poi formazione continua e anche un sistema di incentivi progressivi, basato non solo sui numeri, che porti il cameriere a crescere professionalmente ma anche a vedere ricompensati i propri sforzi. Per le aziende serie il personale è un valore aggiuntivo, su cui investire, da formare, e retribuire degnamente. Non dobbiamo dimenticare che i collaboratori di talento sono come delle mosche bianche: non sono le aziende a sceglierli, ma loro a scegliere le aziende”.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Risorse umane: La maggior sfida per le aziende italiane nel 2022

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2022

Secondo una recente ricerca di SD Worx, leader europeo nei servizi di gestione delle risorse umane e delle paghe, in tutta Europa, e in particolare in Italia, la cura dei dipendenti sarà la priorità per le aziende nei prossimi 12 mesi.”La pandemia ha avuto un serio impatto su come organizziamo il nostro lavoro. Per questo le aziende stanno investendo più tempo e sforzi nel loro asset più importante: le persone. Le aziende si dovranno prendere cura dei propri dipendenti in modo genuino, più che mai, e questa è la loro principale sfida per il prossimo anno”, ha dichiarato Federico Fedele, Direttore Generale di SD Worx Italy.A confermarlo i dati provenienti da uno studio annuale, “The Future of Work and People”, che SD Worx ha realizzato coinvolgendo più di 2700 responsabili HR e 5000 dipendenti in tutta Europa. “Le ricadute delle prime ondate di Covid e la successiva incertezza economica sono state affrontate. Ora è il momento di tornare a concentrarsi sulla crescita. E questo ispira le aziende a rimettere al centro il capitale più importante: le persone. Le 5 principali sfide HR, per quanto riguarda la metà delle aziende europee, riguardano la (ri)connessione con la forza lavoro e la sua responsabilizzazione: il benessere e la resilienza dei dipendenti, l’esperienza dei dipendenti nella relazione con l’azienda ed il loro grado di coinvolgimento, l’attrazione di nuovi talenti, l’occupabilità sostenibile, lo sviluppo dei talenti” ha affermato Federico Fedele che ha poi aggiunto: “L’Italia non fa eccezione: il benessere e la resilienza dei dipendenti sono al primo posto nella lista delle priorità”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Isoclima acquisisce due aziende in Nord America

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2021

Il Gruppo Isoclima, leader mondiale nelle soluzioni trasparenti e in vetro ad alte prestazioni, annuncia l’acquisizione di Global Security Glazing e Dlubak Specialty Glass Corporation da SSI Consolidated Holdings. Fondato a Este (PD) nel 1977, il Gruppo Isoclima, in collaborazione con aziende leader mondiali nei settori automobilistico, aerospaziale, marittimo e ferroviario, ha sviluppato una serie di prodotti che hanno rivoluzionato il mercato, offrendo soluzioni innovative e ad elevata tecnologia, quali ad esempio Omniarmor, Omnilite, Isolite.Il Gruppo Isoclima è un leader globale nel panorama delle soluzioni per vetrate ad alte prestazioni. Il marchio Isoclima rappresenta l’eccellenza nello sviluppo di prodotti di design, progettati per fornire sicurezza a terra, in mare e in aria. Isoclima progetta e produce soluzioni di vetratura e trasparenti personalizzate di alta qualità e hi-tech, anticipando le aspettative dei clienti in termini di innovazione ed eccellenza. Ha tre siti di produzione in Europa e uno in Messico, con quasi 1.000 dipendenti in tutto il mondo. Global Security Glazing e Dlubak Specialty Glass sono leader di mercato da oltre 60 anni e sono note per la loro capacità di fornire soluzioni complete ai requisiti di vetrature di sicurezza, di protezione, vetro speciale e architettonico. Le due aziende gestiscono impianti di produzione certificati ISO 9001:2015 rispettivamente in Alabama e in Pennsylvania.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Apertura al cambiamento delle aziende italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2021

Partiamo da un dato: il World Economic Forum, nel suo report Future of Work, ha stimato che nei prossimi 5 anni il 50% della popolazione lavorativa dovrà adeguare le proprie competenze per tenere il passo con la competizione sempre più incalzante. La strada è già segnata e, inevitabilmente, si dipana lungo i binari della Trasformazione Digitale, ovvero quel processo di integrazione delle tecnologie digitali in tutti gli aspetti del business, che comporta all’interno delle organizzazioni cambiamenti sostanziali a livello di strumenti, cultura, operazioni e generazione di valore. Facile a dirsi, un po’ meno ad attuarsi.E qui entra in gioco Smartive, una full-service company al 100% italiana e focalizzata nel supportare le aziende e le organizzazioni – collaborando con Leadership Team, Direzioni HR / Digital & Innovation – nei processi di change management, proponendo percorsi studiati su misura in grado di coinvolgere in maniera diretta le singole persone impegnate con ruoli e mansioni diversi all’interno dell’azienda stessa.A guidare la strada, fin dal via iniziale di ogni percorso, sono le indicazioni fornite dalla SmartiveMap, un tool di people analytics, capace di inquadrare il livello di attitudine e la propensione alla trasformazione digitale dell’intera popolazione aziendale. Un test online che restituisce all’utente il proprio report con punteggi e confronti con il benchmark e all’azienda un cruscotto di analisi di dati relativi all’assessement, consultabile in real time.Incrociando skill, background e attitudini personali oltre che professionali, la SmartiveMap identifica 5 profili, dal più propenso verso il cambiamento digitale e dotato di elevati livelli di competenza al meno aperto nei confronti dell’innovazione e meno pratico nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Nell’ordine: Embracer, Believer, Ally, Skeptic e Resister.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuova business unit dedicata alla ricerca del talento per le aziende

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2021

L’Istat prevede che in Italia ci sarà una crescita sostenuta del Pil (+4,7% nel 2021 e +4,4% nel 2022) a cui si accompagnerà un’evoluzione dell’occupazione. Le imprese, però, stanno affrontando un talent shortage, cioè una difficoltà nell’individuazione di talenti, sempre più forte. Zeta Service, realtà specializzata in paghe, amministrazione del personale, consulenza del lavoro, consulenza HR, ha creato Individua una nuova divisione che, completando l’offerta dell’azienda, si occuperà di talent acquisition, con lo scopo di incrociare i destini di persone e aziende, per realizzare progetti, supportando la people strategy e la crescita delle organizzazioni. Ogni progetto di ricerca di Individua è diverso perché costruito sulla base dell’identità dell’azienda cliente e la strategia operativa di ricerca evolve durante il processo, grazie a un continuo scambio di informazioni. Anche le prove di selezione sono sempre nuove, in base all’ecosistema aziendale e alle necessità dell’hiring manager. Individua è guidata dalla responsabilità di creare un progetto di felicità per il candidato e di successo organizzativo per l’azienda. «Crediamo che l’esperienza della ricerca – afferma Ivan Moretti Board Member di Zeta Service – debba essere in ogni caso un momento di apprendimento e miglioramento per tutti. Restiamo al fianco dell’azienda e del candidato anche dopo l’inserimento, nella fase di ingresso nel team e di ingresso nel ruolo». Non solo, la business unit offre un supporto strategico e flessibile all’HR, dai servizi RPO, dedicando un proprio professionista al progetto che si occuperà di tutte le fasi (dall’analisi all’inserimento), agli assessment di selezione e sviluppo, fino all’Exit Interview, per dialogare con le persone che lasciano l’azienda, così da conoscere le loro motivazioni e trasformarle in azioni di miglioramento.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Dove lavorare? Le migliori aziende al mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2021

100 paesi coinvolti, 7500 indagini effettuate, oltre 3 milioni di risposte ottenute e 20 milioni di collaboratori rappresentati: questi sono i numeri che mettono in luce il minuzioso lavoro di analisi messo in atto da Great Place to Work, company leader nell’analisi del clima aziendale e dell’employer branding, per la realizzazione della classifica dei World’s Best Workplaces, consultabile al seguente link: greatplacetowork.it. Dal punto di vista operativo, le organizzazioni vengono valutate sulla base delle modalità messe in atto per creare eccellenti luoghi di lavoro e, allo stesso tempo, viene preso in considerazione anche l’impatto che le stesse imprese generano nei confronti delle persone e delle comunità. Per essere considerate, le aziende devono comparire almeno in 5 classifiche Best Workplaces all’interno di una o più regioni geografiche (Asia, Europa, America Latina, Africa, Nord America o Australia) in un arco di tempo che comprende l’intero 2020 e l’inizio del 2021. Ma non è tutto, infatti, le organizzazioni presenti nella classifica delle migliori al mondo devono avere almeno 5mila collaboratori in tutto il globo e, di questi, almeno il 40% devono trovarsi al di fuori del Paese in cui si trova l’headquarter aziendale.Restando in ottica classifica, un dato spicca maggiormente rispetto ad altri, ovvero il fatto che l’Italia, come in occasione degli Europe’s Best Workplaces, conquista la medaglia d’argento. Infatti, il Bel Paese è il 2° paese europeo, dietro solo al Regno Unito, per numero di filiali premiate, ben 12. Il podio di quest’anno è composto da DHL, 1° in classifica poiché premiata in 38 paesi diversi, seguita da Cisco, premiata in 22 e, infine, Hilton, in 21. “Coinvolgere un numero così elevato di aziende e collaboratori per la realizzazione della classifica è un traguardo che ci rende particolarmente orgogliosi e soddisfatti del nostro operato – afferma Alessandro Zollo, Amministratore Delegato di Great Place to Work Italia – Il lavoro svolto per raccogliere tutto il materiale necessario è stato notevole e proprio per questo motivo siamo ancora più entusiasti di vedere che l’Italia è addirittura sul podio dei paesi europei con il maggior numero di filiali premiate. Studiare la People Experience è e sarà sempre la base del nostro lavoro perché le aziende, soprattutto in questo momento, hanno necessità di comprendere le esigenze dei propri collaboratori per iniziare quel processo di trasformazione aziendale che sta influenzando il panorama globale. Il benessere organizzativo, la diversity e l’Inclusion (D&I), la sostenibilità e il lavoro ibrido sono oggi le tematiche più ricorrenti nelle nostre survey e questi argomenti entrano istantaneamente nelle agende degli Amministratori Delegati in tutto il mondo”.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

7 aziende su 10 hanno difficoltà nell’assumere nuovo personale a causa del talent shortage

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

Individua riduce al minimo i tempi di assunzione, creando l’intreccio perfetto tra i desideri del candidato e quelli dell’azienda. L’Istat prevede che in Italia ci sarà una crescita sostenuta del Pil (+4,7% nel 2021 e +4,4% nel 2022) a cui si accompagnerà un’evoluzione dell’occupazione. Le imprese, però, stanno affrontando un talent shortage, cioè una difficoltà nell’individuazione di talenti, sempre più forte. Zeta Service, realtà specializzata in paghe, amministrazione del personale, consulenza del lavoro, consulenza HR, ha creato Individua una nuova divisione che, completando l’offerta dell’azienda, si occuperà di talent acquisition, con lo scopo di incrociare i destini di persone e aziende, per realizzare progetti di felicità, supportando la people strategy e la crescita delle organizzazioni. Da oltre 10 anni nella top 10 delle migliori aziende in Italia del Great Place To Work Institute®, e da 3 anche in quella europea, l’azienda guidata da Silvia Bolzoni e i figli Debora e Ivan Moretti mette a disposizione un metodo scientifico, creativo e umano per la ricerca dei talenti. Il metodo INDIVIDUA, infatti, è stato studiato per ridurre al minimo i tempi di assunzione e creare l’intreccio perfetto tra i desideri della persona e quelli dell’azienda. Con coerenza etica e metodologica, la nuova business unit aiuta le imprese a far fiorire il loro potenziale, basandosi su metodologie come la Behavioral Event Interview (BEI), l’analisi Person-Organization Fit e lo studio delle più attuali dimensioni dell’intelligenza emotiva. Prevede differenti approcci, dalla gamification allo studio dei comportamenti e delle motivazioni, con accreditamento Insights TTi e accreditamento EQ TTI sul quoziente emotivo.Ogni progetto di ricerca di Individua è diverso perché costruito sulla base dell’identità dell’azienda cliente e la strategia operativa di ricerca evolve durante il processo, grazie a un continuo scambio di informazioni. Anche le prove di selezione sono sempre nuove, in base all’ecosistema aziendale e alle necessità dell’hiring manager. Individua è guidata dalla responsabilità di creare un progetto di felicità per il candidato e di successo organizzativo per l’azienda. «Crediamo che l’esperienza della ricerca – afferma Ivan Moretti Board Member di Zeta Service – debba essere in ogni caso un momento di apprendimento e miglioramento per tutti. Restiamo al fianco dell’azienda e del candidato anche dopo l’inserimento, nella fase di ingresso nel team e di ingresso nel ruolo».Non solo, la business unit offre un supporto strategico e flessibile all’HR, dai servizi RPO, dedicando un proprio professionista al progetto che si occuperà di tutte le fasi (dall’analisi all’inserimento), agli assessment di selezione e sviluppo, fino all’Exit Interview, per dialogare con le persone che lasciano l’azienda, così da conoscere le loro motivazioni e trasformarle in azioni di miglioramento.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le migliori aziende per cui lavorare in Europa nel 2021

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2021

21 paesi del Vecchio Continente partecipanti, 150 aziende premiate e 3.000 imprese coinvolte: sono questi i numeri della classifica “Europe’s Best Workplaces 2021” di Great Place to Work®, azienda leader nello studio e nell’analisi del clima aziendale e dell’employer branding. Il ranking, suddiviso in quattro categorie (Large, Medium, Small e Multinational Companies) in base al numero di collaboratori presenti, registra una grande crescita in termini di partecipazione: la classifica, per l’occasione, è stata estesa di 25 posizioni e ciò ha portato anche ad una conseguente crescita del numero di premi, passati da 125 a 150 in totale. Le organizzazioni premiate hanno registrato l’88% di media Trust Index, un dato di 8 punti superiore alla media delle imprese non premiate. Per quanto riguarda i settori di riferimento, l’IT si prende la scena con il 32% di aziende classificate, seguono con grande distacco l’asset dei servizi professionali (14%) e quello dei servizi finanziari e assicurazioni (13%). Facendo invece un focus sull’Italia, il Bel Paese conta ben 20 organizzazioni in classifica, di cui 14 local entities di aziende multinazionali. Ma non è tutto, infatti, per la prima volta l’Italia è presente nel segmento dedicato alle Large Companies con due aziende, ovvero Illimity, gruppo bancario italiano ad alto tasso tecnologico fondato nel 2018, ed Elettronica, dal 1951 specialista nazionale della Difesa Elettronica. Risulta rilevante anche la categoria Medium Companies che vede la presenza di 3 aziende premiate: Biogen Italia, Zeta Service e Insight Technology Solutions e la categoria Small Companies, in cui è premiata Camasia. La classifica completa è consultabile al seguente link: greatplacetowork.it/ecco-la-classifica-europea-2021. “Vedere così tante aziende italiane nella classifica degli Europe’s Best Workplaces ci rende particolarmente orgogliosi e, soprattutto, fiduciosi in vista di un futuro sempre più in crescita – afferma Alessandro Zollo, Amministratore Delegato di Great Place to Work Italia – Le indagini su cui si basano i risultati che hanno portato a realizzare questa classifica sono state svolte in un periodo estremamente complesso, in cui le organizzazioni eccellenti si sono spinte oltre al consueto per supportare le persone appartenenti al proprio clima aziendale: da segnalare a questo proposito che l’82% dei collaboratori degli Europe’s Best Workplaces afferma che in azienda le persone sono pronte a dare qualcosa in più per portare a termine il lavoro. Ciò è sicuramente frutto di un ottimo lavoro svolto in termini di benessere organizzativo. Tenere sotto stretta osservazione l’employee experience dei singoli professionisti consente, in seguito, ai leader d’impresa di costruire ottime basi per sviluppare percorsi di change management o trasformazione aziendale finalizzati a migliorare sia il clima organizzativo sia i risultati economici dell’impresa in quanto tale”. By Giacomo Beretta

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le aziende cinesi possono continuare a fare profitti?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2021

By Jian Shi Cortesi, Investment Director Azionario Cina e Asia di GAM. A seguito di una significativa correzione estiva nelle azioni cinesi, dovuta principalmente al cambiamento normativo, è importante guardare oltre i movimenti del mercato e concentrarsi sui driver sottostanti alla politica e considerare ciò che probabilmente accadrà nei prossimi mesi. La Cina sta subendo un cambiamento di paradigma in ambito politico, verso la “prosperità comune”. In precedenza, le autorità si erano accontentate della creazione di ricchezza. Attualmente l’1% più ricco possiede il 30% della ricchezza cinese e il resto possiede meno del 10%. Un crescente divario di ricchezza sta creando alcune tensioni sociali. Questo non è dissimile da altri paesi, e quei paesi hanno spesso visto la frustrazione per il divario di ricchezza incanalata sotto forma di elezioni. In Cina, con la missione di “servire il popolo”, il governo ha delineato tre divari di ricchezza da affrontare – urbano contro rurale, ricco contro povero e regioni costiere contro aree interne con redditi inferiori alla media. L’obiettivo finale è una società più armoniosa, una minore tensione sociale e un migliore benessere fisico e mentale per i cittadini. Non si tratta di un’uguaglianza di ricchezza e di reddito, ma piuttosto di aiutare i poveri a progredire. Come abbiamo visto, il cambiamento normativo riguarda molti settori, tra cui internet, il settore housing e il tutoraggio. Le aziende cinesi possono continuare a fare profitti? Siamo fiduciosi che molte possano adattarsi bene. In sostanza, la Cina non è contro le aziende private, poiché il settore è cruciale per la crescita economica – le aziende private sono responsabili della creazione del 90% dei nuovi posti di lavoro. In futuro, la Cina continuerà ad affrontare lo stesso dilemma politico – un eccessivo irrigidimento normativo nei settori può portare al panico, alla riduzione degli investimenti e a una minore crescita economica, mentre una regolamentazione meno rigida causa disordine e aumenta la possibilità di frodi e di bassi standard. Ci aspettiamo che i cicli politici continuino a guidare il mercato azionario cinese. Per ora, l’incertezza politica ha fatto scendere i prezzi delle azioni e sta creando opportunità di acquisto. Le aziende “Rising Star” possono anche beneficiare di un campo di gioco più livellato in vari settori. Negli spazi del consumo e della tecnologia, le valutazioni di alcune società appaiono interessanti dopo la correzione e nel lungo termine continuiamo a vedere opportunità nelle energie rinnovabili, nella tecnologia, nei semiconduttori e nella produzione di fascia alta.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Alla fine del 2020 si prevedeva il 26% in più di aziende in insolvenza”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2021

Un dato spaventoso che ci ha, da subito, fatto introdurre norme a sostegno delle imprese, ma anche disposizioni che dessero più tempo, a quelle in crisi, di riorganizzarsi. Così è nato il grande lavoro sul decreto “Crisi d’Impresa”, che mette al centro l’interesse del Paese consentendo alle imprese di mantenere la continuità aziendale e permette loro di accordarsi coi creditori, ricorrendo a strumenti più facili e snelli, il più possibile fuori dai Tribunali. È un chiaro segnale di fiducia nei confronti di questi imprenditori.A Benevento ho partecipato ad un’importante occasione di confronto, con professionisti ed operatori del settore, anche in previsione della fase parlamentare di conversione del Decreto. Quanto fatto, fino ad oggi, rappresenta il primo tassello di un progetto molto più ambizioso. La piccola e media impresa, il mondo dell’artigianato, hanno fatto grande il nostro Paese ed oggi possono dare una spinta decisiva alla ripartenza.Serviranno altre misure da introdurre velocemente, come quelle di re-shoring o ulteriori iniziative per favorire l’internazionalizzazione delle nostre imprese. Ma siamo sulla buona strada. L’Italia riparte anche da qui”. Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, dopo essere intervenuta al convegno “Prevenzione e gestione della crisi: una nuova cultura d’impresa”, organizzata, tra gli altri, dall’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e dalle locali Sezioni dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dell’Unione dei Giovani Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

“Le aziende hanno capitalizzato il loro potere di mercato”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Ma secondo una fonte citata dal Financial Times, un altro fattore potrebbe aver giocato un ruolo in questa trattativa: “Le aziende hanno capitalizzato il loro potere di mercato e hanno messo in campo il solito argomento farmaceutico: i vaccini funzionano, quindi ne aumentiamo il ‘valore’. .”Questo potere di mercato (un’azienda può fissare un prezzo più alto del suo costo di produzione perché gli acquirenti non hanno scelta) è particolarmente visibile se prendiamo l’esempio dell’Italia (e non solo), dove la stragrande maggioranza di vaccinazioni avvengono con il Pfizer. Una situazione di monopolio a cui, se aggiungiamo le minori vaccinazioni di Moderna, Astrazeneca e Janssen è comunque un oligopolio che non può escludere accordi fra le varie aziende per aumentare insieme i prezzi (come è già avvenuto per Pfizer e Moderna).Alle informazioni sull’aumento del prezzo di Pfizer, un rappresentante della commissione, citato da Reuters, aveva spiegato che il costo avrebbe tenuto conto delle varianti.Ma poche settimane prima due dirigenti di Pfizer avevano annunciato in una conferenza con gli investitori che un aumento dei prezzi era possibile, ma per ragioni finanziarie: “Se si guarda a come vengono determinati domanda e prezzi attuali, è chiaro che non sono è da quelle che definirei normali condizioni di mercato o normali forze di mercato… Sono determinati dalla situazione pandemica in cui ci troviamo e dalla necessità che i governi ottengano dosi da vari fornitori di vaccini”, aveva detto il direttore finanziario del gruppo, Frank D’Amelio.“[Ma] le normali forze di mercato alla fine riprenderanno il controllo. Fattori come l’efficacia, la possibilità di richiamo della vaccinazione e l’utilità clinica diventeranno molto importanti. E francamente, la vediamo come un’opportunità, in termini di domanda e prezzo, visto il profilo del nostro vaccino”, concluse, citando una “significativa possibilità” di aumentare il prezzo per dose.Per capire meglio il contesto, è bene ricordare che l’Unione Europea aveva pagato meno di altri (come Uk, Usa o Israele) per i primi ordini di vaccini.Ci sembra evidente che le aziende (Pfizer come le altre, in testa) hanno a cuore prima di tutto il capitale dei propri azionisti. E che “l’appetito vien mangiando”. La salvezza dell’umanità? In fondo a destra. Aspettiamo le conseguenti iniziative dell’Ue, in ritardo visto che questo appetito era noto da marzo, oltre che insito nel nostro sistema economico capitalistico. Vincenzo Donvito, Aduc

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Migliorare l’employee experience sarà una delle priorità delle aziende europee nella fase post-pandemica

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2021

Man mano che le aziende passano a nuove modalità di lavoro, si contano sempre più organizzazioni in Europa occidentale che stanno dando massima priorità al miglioramento dell’employee experience, secondo una nuova survey realizzata da Willis Towers Watson. Tuttavia, sebbene i datori di lavoro riconoscano che ci vorrà tempo per adattarsi alla nuova realtà e che questo richiederà un modello di lavoro ibrido, molti non sono pronti ad affrontarne le sfide. Quasi tutte le aziende (91% del totale) hanno dichiarato che migliorare l’employee experience sarà un’importante priorità nel corso dei prossimi tre anni, un forte incremento rispetto al 40% del periodo pre-pandemia. Le motivazioni sono molte: la maggior parte dei partecipanti crede che un’employee experience positiva sia un fattore chiave per il benessere dei dipendenti (81%), l’engagement (74%), la produttività (68%) e l’attraction e retention dei talenti in azienda (67%). La 2021 Employee Experience Survey ha appurato che ci vorrà tempo per adattarsi pienamente alla realtà post-pandemia. Solo il 9% ritiene che la pandemia abbia sufficientemente rallentato per poter porre fine alle politiche e ai programmi temporaneamente messi in atto per l’emergenza sanitaria. Il resto dei partecipanti ha indicato che sarà pronto a farlo durante la seconda metà di quest’anno (42%), oppure nel 2022 e negli anni a venire (49%). Inoltre, mentre i datori di lavoro si aspettano che la proporzione dei dipendenti che lavorano principalmente da remoto scenda dall’attuale 51% al 21% nel corso dei prossimi tre anni, prevedono che un dipendente su tre (34%) lavorerà in modalità ibrida in ufficio e da remoto, raddoppiando l’attuale proporzione (17%). Infatti, quasi nove aziende su dieci (87%) riconoscono che la nuova realtà del mercato del lavoro richiederà un modello ibrido per diversi ruoli lavorativi. Tuttavia, molte non sono pronte a realizzare ciò. Solo quattro su dieci partecipanti nell’Europa occidentale (42%) stanno programmando di adattare i percorsi di carriera in risposta ai cambiamenti della modalità in cui il lavoro viene svolto e una percentuale simile (39%) sta ridefinendo i pacchetti di Total Rewards al fine di tener conto di differenti profili professionali. Oltre la metà delle aziende (57%) dichiara flessibilità riguardo a dove e quando il lavoro viene svolto. L’uso della digitalizzazione per trasformare l’employee experience in modo radicale sarà fondamentale nel corso dei prossimi tre anni secondo una ampia quota di partecipanti (75%). E gli ambiti in cui le aziende hanno dichiarato di essere interessate a migliorare l’employee experience, migliorando l’offerta o modificando alcuni elementi dei loro programmi per venire incontro ai bisogni dei loro dipendenti, includono: learning & development (63%); formazione manageriale (61%); inclusion & diversity (61%) e organizzazione flessibile del lavoro (59%).

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nord America, previsioni di crescita commerciale a più velocità per le aziende

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2021

Amsterdam/Roma. Previsioni ottimistiche di crescita del business per oltre l’80% delle aziende intervistate in Messico. Decisamente più pessimiste in tal senso le aziende canadesi (36%), mentre quelle statunitensi si dimostrano caute nell’azzardare previsioni di crescita commerciale nei prossimi mesi. Percezioni diverse tra le aziende del Nord America, a causa del perdurare della pandemia e delle differenti modalità di gestione dell’emergenza pandemica a livello locale. Ad approfondire tali tematiche ci pensa il Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento tra aziende a livello internazionale, edizione di luglio 2021 dedicata al Nord America.Gordon Cessford, direttore regionale Atradius per il Nord America, ha commentato: “Potrebbero essere molte le ragioni alla base di questa differenza di percezione del futuro. Sebbene appartengano ad un ambiente di business con delle specifiche interdipendenze a livello di catene di fornitura, ciascun Paese ha affrontato il contesto pandemico in maniera diversa. In Messico, gli interventi governativi meno restrittivi in tema di contenimento del virus hanno avuto come conseguenza per le aziende il proseguimento degli scambi commerciali senza interruzioni. Per il Canada si può dire il contrario”.Il sondaggio è stato condotto da Atradius nel secondo trimestre del 2021, un anno dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità aveva dichiarato il Covid-19 pandemia globale. Oltre a raccogliere opinioni che riflettono la fiducia delle imprese, il sondaggio ha analizzato lo stato di salute delle imprese attraverso alcuni indicatori chiave che rilevano i trend di utilizzo del credito commerciale, i termini di pagamento, il DSO e le modalità di gestione degli impatti delle criticità delle tempistiche di pagamento delle fatture sull’andamento del business.Dai risultati del sondaggio emerge che più della metà del totale delle operazioni commerciali tra imprese, effettuate da fornitori del Nord America è stato effettuate a credito e il 44% delle aziende ha riferito un maggior ricorso all’utilizzo del credito commerciale a seguito della pandemia. Per quanto riguarda i singoli Paesi dell’area, sono gli Stati Uniti a mostrare la percentuale più alta riguardo ai ritardi di pagamento e ai crediti inesigibili.Nonostante l’ottimismo riferito dalle imprese del Messico, la pandemia si trova in cima alla lista delle preoccupazioni delle imprese di tutta la regione. In particolare, le aziende hanno indicato come principale fonte di preoccupazione l’imprevedibilità legata all’andamento della pandemia e la salvaguardia dei livelli di liquidità. Il Barometro sui comportanti di pagamento tra aziende del Nord America – USMCA 2021 è stato condotto negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. I report possono essere scaricati dal sito web di Atradius all’indirizzo https://group.atradius.com (sezione Pubblicazioni).

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Torna l’ottimismo delle aziende

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

Secondo l’ultimo International Business Report (IBR), analisi che il network di consulenza internazionale Grant Thornton, effettua a livello globale sui dirigenti di oltre 2500 imprese del mid-market, nei primi sei mesi dell’anno si registra un deciso aumento dell’ottimismo da parte delle aziende italiane (+20% rispetto a sei mesi fa) per quel che riguarda le aspettative economiche per i prossimi 12 mesi, con ben il 53% delle aziende fiduciose sulla ripresa. La performance italiana supera il trend di miglioramento su scala mondiale (+12%, al 69%), che tocca in ogni caso il livello più alto non soltanto pre-Covid ma dal 2018 a oggi. Anche in Europa si registra un deciso aumento dell’ottimismo che cresce addirittura del 26% rispetto al 2° semestre 2020, con ben il 62% di imprese UE positive sul prossimo anno.Un quadro di ripresa generale che – secondo Grant Thornton – riflette il clima di maggior fiducia sulle aspettative future delle imprese verso i fattori chiave della crescita economica quali fatturato, redditività e occupazione, e che preannuncia per il business un anno di ripresa e di ulteriore apertura verso l’estero e rivolta a mercati nuovi e inesplorati. Per quanto riguarda la situazione italiana, il 43% delle imprese italiane si aspetta un aumento dei ricavi nei prossimi 12 mesi, dato in netta crescita rispetto al 34% registrato nel 2° semestre 2020. Al contrario, solo il 23% prevede una diminuzione. Osservando la media globale, sale addirittura al 57% la quota delle imprese che stimano un aumento nei ricavi, in crescita di 12 punti percentuali rispetto al 2° semestre 2020.Relativamente alle performance delle diverse industries, spiccano TMT (Technology, Media & Telecoms) e Servizi finanziari, tra i più ottimisti (il 77% degli operatori intervistati si è detto fiducioso sui prossimi 12 mesi) e l’Oil & Gas, al contrario, tra i meno ottimisti (lo è “solo” il 47% del comparto).

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

LGIM torna a fare pressione sulle aziende perché siano più responsabili sul clima

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

Londra. Legal & General Investment Management (LGIM), uno dei più grandi asset manager al mondo, ha pubblicato oggi il suo report annuale denominato “Climate Impact Pledge”, rivelando che disinvestirà da quattro nuove società che non hanno attuato azioni sufficienti per affrontare i rischi legati al cambiamento climatico. Lanciato nel 2018, questo è il primo Climate Impact Pledge con l’approccio rafforzato di LGIM annunciato lo scorso anno, che ha visto l’asset manager impegnarsi per espandere le sue attività di engagement verso 1.000 aziende a livello globale in 15 settori chiave per il contrasto al cambiamento climatico, responsabili di oltre il 50% delle emissioni di gas serra da parte di imprese quotate. Le aziende che falliranno nel raggiungere gli standard minimi saranno soggette a sanzioni esercitate tramite il diritto di voto di LGIM nei loro board, così come a possibili disinvestimenti da fondi di LGIM per un valore di circa 67 miliardi di euro, inclusi quelli appartenenti alla gamma Future World, e da tutti i default fund quali L&G Workplace Pensions e L&G MasterTrust.Quest’anno, LGIM disinvestirà da Industrial and Commercial Bank of China, AIG, PPL Corporation e China Mengniu Dairy, che non sono state in grado di rispondere in maniera soddisfacente all’engagement e/o hanno violato le limitazioni su impiego di carbone, disclosure sulle emissioni e deforestazione. Queste società si aggiungono a China Construction Bank, MetLife, Japan Post, KEPCO, ExxonMobil, Rosneft, Sysco, Hormel e Loblaw, che rimangono nella lista di esclusione di LGIM e devono ancora intraprendere azioni concrete per essere riammesse.LGIM è inoltre lieta di annunciare che il retailer statunitense del settore alimentare, Kroger, in precedenza inserito nella lista di esclusione, sarà reintegrato in fondi rilevanti a seguito dei miglioramenti nelle sue politiche sulla deforestazione e nella disclosure, così come per i suoi sforzi nel promuovere prodotti a base vegetale meno inquinanti. Kroger si affianca alla casa automobilistica Subaru e alla compagnia petrolifera Occidental Petroleum che sono state anche loro reintegrate negli anni passati.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La ripartenza digitale è un volano per la crescita delle aziende?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2021

Webinar AVM: 29 giugno 2021 – ore 15.30. Per la digitalizzazione delle attività delle micro, piccole e medie imprese italiane è fondamentale conoscere quali siano le reali opportunità in termini, per esempio, di contributi digitali, voucher connettività e 4.0, investimenti per la fibra ottica e altro ancora.Ma è davvero tutto chiaro, gli imprenditori sono al corrente delle varie iniziative che le istituzioni stanno mettendo in atto? Si parla molto di Decreto Semplificazioni, di PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e contributi a fondo perduto delle Camere di Commercio, ma tutto questo cosa offre realmente alle aziende? Sappiamo che il Governo è già al lavoro con l’obiettivo per il 2026 di portare la banda ultra larga su tutto il territorio nazionale; per le imprese diventa strategico essere pronte a questo appuntamento avendo creato una rete aziendale in grado di rispondere alle esigenze di oggi e dei prossimi anni.Il webinar AVM del 29 giugno alle ore 15.30 ha l’obiettivo di far chiarezza – grazie alla consulenza di Gabriele Matteo Fiorentini, avvocato esperto di diritto delle telecomunicazioni – su vari aspetti legati alla digitalizzazione. Nello specifico, si parlerà delle disposizioni legali e regolamentari in materia di scelta dei dispositivi di connessione, in termini di diritti per il consumatore ed economici, affinché le imprese siano correttamente informate e capaci di affrontare la ripartenza digitale comprendendo quali siano gli strumenti e potendo esercitare il diritto di scegliere la miglior dotazione che consenta di personalizzare la CPE (Customer Premises Equipment) per rispondere alle caratteristiche specifiche del proprio business.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lobbying e Advocacy, per ripartire sempre più aziende investono nella consulenza

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

Le apprensioni legate alla pandemia stanno progressivamente lasciando spazio agli obiettivi della ripresa economica. La strategia e l’organizzazione all’interno delle aziende è diventata fondamentale in questa fase. Sempre più soggetti si stanno rivolgendo ai professionisti per il proprio posizionamento e l’analisi del quadro legislativo comunitario, nazionale e regionale. “Molte aziende stanno programmando la ripartenza, anche in correlazione a una crescita di cui tutto il Paese potrà beneficiare nei prossimi anni grazie al PNRR. È chiaro che gli attori che saranno in grado di leggere le prospettive a medio e lungo termine, riusciranno ad essere un passo più avanti rispetto agli altri. Negli ultimi mesi stiamo ricevendo un aumento della richiesta di consulenza strutturata che potremmo stimare attorno al 20%”. Così Claudio Di Mario, Founding Partner di ADL Consulting, società di consulenza strategica, public affairs e comunicazione istituzionale. L’azienda, partner del MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business per la formazione executive, è specializzata in attività di digital lobbying, advocacy e change management.A livello strategico sono cambiate anche le priorità. Temi come quello della transizione ecologica e digitale investiranno tutte le organizzazioni: “Si tratta di priorità strategiche che sono seconde solo all’emergenza legata al piano vaccinale” – spiega Marialessandra Carro, partner di ADL Consulting – “Le attività di lobbying possono contribuire a migliorare la qualità di tutti i processi decisionali pubblici e in questa fase risultano fondamentali per interpretare e accompagnare alcune scelte legislative legate al PNRR di Next Generation EU. L’utilizzo innovativo, avanzato e dinamico di smart data, accompagnato da analisi robuste ed efficaci, rappresenta oggi una condizione indispensabile per prendere decisioni migliori”.In questa ripresa i professionisti dei public affairs si sono affidati sempre più a servizi di consulenza ed esperti esterni all’azienda per il monitoraggio legislativo e la verifica delle informazioni. Determinante è diventata anche la lettura degli open government data. Il tempismo nelle campagne di stakeholder engagement o di advocacy sarà un elemento capace di fare la differenza nella crescita, nel posizionamento, nella prevenzione e gestione delle crisi.I partner di ADL Consulting affrontano le opportunità del settore anche nel nuovo libro “Digital lobbying”. Un volume interamente dedicato alla gestione strategica delle relazioni istituzionali attraverso smart data e strumenti digitali per una migliore comprensione della realtà. Il testo, pubblicato da Carrocci Editore, è firmato da Marialessandra Carro e Claudio Di Mario, con la prefazione di Alberto Bitonti.Nel libro vengono presentate le sei fasi chiave del metodo di digital lobbying: monitoraggio, analisi, valutazioni strategiche, posizionamento, azione, valutazione dei risultati. Si analizza il valore dei canali digitali e della trasformazione dei big data in smart data. Vengono inoltre discussi gli asset di intelligenza artificiale, open data, sentiment analysis e le analisi applicate alle reti social come elementi chiave per il supporto alle decisioni dei vertici di imprese e organizzazioni.Un testo che si rivolge a un pubblico di professionisti dei public affairs, di organizzazioni private o del terzo settore, agenzie, consulenti, digital strategist e figure decisionali che operano all’interno dell’azienda sul capitale relazionale: asset strategico di ogni impresa che vuole portare le proprie strategie di lobbying e advocacy a un livello più avanzato, in una logica data-driven, strategica e misurabile. Un target è rappresentato da aziende medio-grandi, che mettono al centro della loro attività di rappresentanza degli interessi analisi basate sui dati e l’opportunità di prendere decisioni in modo rapido e coordinato.La società ha sviluppato inoltre il software KMIND® (Knowledge Management per il Public Affairs): una piattaforma unica e integrata che supporta le aziende nel gestire le loro relazioni con i decisori pubblici, in maniera trasparente e misurabile, mediante una dashboard di strumenti smart. Il software connette e analizza dati e informazioni provenienti dall’interno e dall’esterno del perimetro aziendale, grazie a un sistema di business intelligence che consente l’archiviazione e l’utilizzo dei dati a fini strategici.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La lista delle aziende nelle quali crescere professionalmente in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2021

LinkedIn, il più grande network professionale online al mondo, annuncia oggi la lista Top Companies 2021 Italia, la prima in assoluto per il nostro Paese. La lista comprende le 25 aziende considerate dagli italiani come luoghi di lavoro che offrono le migliori prospettive di carriera.In questa prima edizione per l’Italia, circa il 50% delle aziende è di origine italiana o a partecipazione italiana, a partire da Intesa Sanpaolo e Generali, ai primi posti, oltre ad altre importanti aziende riconosciute anche all’estero come ENI, Leonardo, TIM, Enel e Banca Mediolanum.La lista completa delle Top Companies Italia 2021 comprende: Intesa Sanpaolo; Accenture; Stellantis; Generali; UniCredit; Comcast (Sky); Deloitte; STMicroelectronics; BNP Paribas; Eni; Leonardo; GSK; Capgemini; PwC; ABB; Reply; Enel Group; TIM; Volkswagen AG; Deutsche Bank; Banca Mediolanum; AXA; Essilor-Luxottica; Siemens; Johnson & Johnson.Per la compilazione della lista Top Companies 2021, la redazione di LinkedIn Notizie e i data scientist di LinkedIn hanno condotto un’analisi relativa alla percezione degli utenti su alcuni temi chiave, come ad esempio cosa significhi riuscire a costruirsi una buona carriera professionale e li hanno mixati con i dati unici dalla piattaforma LinkedIn. Allo stesso modo, sono stati presi in considerazione sette elementi fondamentali che esaminano le informazioni relative al rapporto delle aziende con i propri dipendenti, ciascuno dei quali rappresenta un importante indicatore di crescita all’interno della realtà aziendale:Capacità di avanzamento: monitora le promozioni dei dipendenti all’interno di un’azienda e tiene traccia di quando si trasferiscono in una nuova azienda, sulla base di qualifiche lavorative standardizzate.Sviluppo delle competenze: considera come i dipendenti dell’azienda acquisiscono competenze durante il periodo di assunzione, basate su competenze standardizzate da LinkedIn.Stabilità dell’azienda: monitora i tassi di abbandono nel corso dell’ultimo anno, nonché la percentuale di dipendenti che resta nell’azienda per almeno tre anni.Opportunità esterne: considera la strategia di contatto dei recruiter nei confronti dei dipendenti dell’azienda, indice della richiesta di lavoratori provenienti da tali aziende.Affinità aziendale: misura quanto è di supporto la cultura aziendale ed esamina il volume di collegamenti su LinkedIn tra i dipendenti, considerando le dimensioni dell’azienda. Diversità di genere: misura i livelli relativi alla parità di genere all’interno di un’azienda e delle sue filiali.Background accademico: considera la varietà dei livelli di istruzione tra i dipendenti, da nessuna laurea fino al possesso di un PhD, indice dell’impegno ad assumere un’ampia gamma di professionisti.Per essere ritenute idonee, le aziende devono avere in organico almeno 500 dipendenti nel Paese alla data del 31 dicembre 2020 e il tasso di riduzione del personale, comprensivo di dimissioni e licenziamenti, non deve essere superiore al 10% (in base ai dati di LinkedIn e agli annunci pubblici). Vengono classificate solo le società madri; le filiali controllate a maggioranza e i relativi dati sono inclusi nel punteggio totale dell’azienda madre. I conteggi dei dati vengono normalizzati in base alle dimensioni dell’azienda sull’insieme delle aziende idonee per la classifica. L’intervallo di tempo considerato va dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020. Tutti i dati vengono utilizzati in forma aggregata e/o anonima. Sono escluse tutte le aziende e agenzie di recruiting e per la ricerca del personale, gli istituti didattici e le agenzie governative. Sono escluse anche LinkedIn, la sua società madre Microsoft e le filiali di Microsoft.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »