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Isoclima acquisisce due aziende in Nord America

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2021

Il Gruppo Isoclima, leader mondiale nelle soluzioni trasparenti e in vetro ad alte prestazioni, annuncia l’acquisizione di Global Security Glazing e Dlubak Specialty Glass Corporation da SSI Consolidated Holdings. Fondato a Este (PD) nel 1977, il Gruppo Isoclima, in collaborazione con aziende leader mondiali nei settori automobilistico, aerospaziale, marittimo e ferroviario, ha sviluppato una serie di prodotti che hanno rivoluzionato il mercato, offrendo soluzioni innovative e ad elevata tecnologia, quali ad esempio Omniarmor, Omnilite, Isolite.Il Gruppo Isoclima è un leader globale nel panorama delle soluzioni per vetrate ad alte prestazioni. Il marchio Isoclima rappresenta l’eccellenza nello sviluppo di prodotti di design, progettati per fornire sicurezza a terra, in mare e in aria. Isoclima progetta e produce soluzioni di vetratura e trasparenti personalizzate di alta qualità e hi-tech, anticipando le aspettative dei clienti in termini di innovazione ed eccellenza. Ha tre siti di produzione in Europa e uno in Messico, con quasi 1.000 dipendenti in tutto il mondo. Global Security Glazing e Dlubak Specialty Glass sono leader di mercato da oltre 60 anni e sono note per la loro capacità di fornire soluzioni complete ai requisiti di vetrature di sicurezza, di protezione, vetro speciale e architettonico. Le due aziende gestiscono impianti di produzione certificati ISO 9001:2015 rispettivamente in Alabama e in Pennsylvania.

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Apertura al cambiamento delle aziende italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2021

Partiamo da un dato: il World Economic Forum, nel suo report Future of Work, ha stimato che nei prossimi 5 anni il 50% della popolazione lavorativa dovrà adeguare le proprie competenze per tenere il passo con la competizione sempre più incalzante. La strada è già segnata e, inevitabilmente, si dipana lungo i binari della Trasformazione Digitale, ovvero quel processo di integrazione delle tecnologie digitali in tutti gli aspetti del business, che comporta all’interno delle organizzazioni cambiamenti sostanziali a livello di strumenti, cultura, operazioni e generazione di valore. Facile a dirsi, un po’ meno ad attuarsi.E qui entra in gioco Smartive, una full-service company al 100% italiana e focalizzata nel supportare le aziende e le organizzazioni – collaborando con Leadership Team, Direzioni HR / Digital & Innovation – nei processi di change management, proponendo percorsi studiati su misura in grado di coinvolgere in maniera diretta le singole persone impegnate con ruoli e mansioni diversi all’interno dell’azienda stessa.A guidare la strada, fin dal via iniziale di ogni percorso, sono le indicazioni fornite dalla SmartiveMap, un tool di people analytics, capace di inquadrare il livello di attitudine e la propensione alla trasformazione digitale dell’intera popolazione aziendale. Un test online che restituisce all’utente il proprio report con punteggi e confronti con il benchmark e all’azienda un cruscotto di analisi di dati relativi all’assessement, consultabile in real time.Incrociando skill, background e attitudini personali oltre che professionali, la SmartiveMap identifica 5 profili, dal più propenso verso il cambiamento digitale e dotato di elevati livelli di competenza al meno aperto nei confronti dell’innovazione e meno pratico nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Nell’ordine: Embracer, Believer, Ally, Skeptic e Resister.

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Nuova business unit dedicata alla ricerca del talento per le aziende

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2021

L’Istat prevede che in Italia ci sarà una crescita sostenuta del Pil (+4,7% nel 2021 e +4,4% nel 2022) a cui si accompagnerà un’evoluzione dell’occupazione. Le imprese, però, stanno affrontando un talent shortage, cioè una difficoltà nell’individuazione di talenti, sempre più forte. Zeta Service, realtà specializzata in paghe, amministrazione del personale, consulenza del lavoro, consulenza HR, ha creato Individua una nuova divisione che, completando l’offerta dell’azienda, si occuperà di talent acquisition, con lo scopo di incrociare i destini di persone e aziende, per realizzare progetti, supportando la people strategy e la crescita delle organizzazioni. Ogni progetto di ricerca di Individua è diverso perché costruito sulla base dell’identità dell’azienda cliente e la strategia operativa di ricerca evolve durante il processo, grazie a un continuo scambio di informazioni. Anche le prove di selezione sono sempre nuove, in base all’ecosistema aziendale e alle necessità dell’hiring manager. Individua è guidata dalla responsabilità di creare un progetto di felicità per il candidato e di successo organizzativo per l’azienda. «Crediamo che l’esperienza della ricerca – afferma Ivan Moretti Board Member di Zeta Service – debba essere in ogni caso un momento di apprendimento e miglioramento per tutti. Restiamo al fianco dell’azienda e del candidato anche dopo l’inserimento, nella fase di ingresso nel team e di ingresso nel ruolo». Non solo, la business unit offre un supporto strategico e flessibile all’HR, dai servizi RPO, dedicando un proprio professionista al progetto che si occuperà di tutte le fasi (dall’analisi all’inserimento), agli assessment di selezione e sviluppo, fino all’Exit Interview, per dialogare con le persone che lasciano l’azienda, così da conoscere le loro motivazioni e trasformarle in azioni di miglioramento.

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Dove lavorare? Le migliori aziende al mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2021

100 paesi coinvolti, 7500 indagini effettuate, oltre 3 milioni di risposte ottenute e 20 milioni di collaboratori rappresentati: questi sono i numeri che mettono in luce il minuzioso lavoro di analisi messo in atto da Great Place to Work, company leader nell’analisi del clima aziendale e dell’employer branding, per la realizzazione della classifica dei World’s Best Workplaces, consultabile al seguente link: greatplacetowork.it. Dal punto di vista operativo, le organizzazioni vengono valutate sulla base delle modalità messe in atto per creare eccellenti luoghi di lavoro e, allo stesso tempo, viene preso in considerazione anche l’impatto che le stesse imprese generano nei confronti delle persone e delle comunità. Per essere considerate, le aziende devono comparire almeno in 5 classifiche Best Workplaces all’interno di una o più regioni geografiche (Asia, Europa, America Latina, Africa, Nord America o Australia) in un arco di tempo che comprende l’intero 2020 e l’inizio del 2021. Ma non è tutto, infatti, le organizzazioni presenti nella classifica delle migliori al mondo devono avere almeno 5mila collaboratori in tutto il globo e, di questi, almeno il 40% devono trovarsi al di fuori del Paese in cui si trova l’headquarter aziendale.Restando in ottica classifica, un dato spicca maggiormente rispetto ad altri, ovvero il fatto che l’Italia, come in occasione degli Europe’s Best Workplaces, conquista la medaglia d’argento. Infatti, il Bel Paese è il 2° paese europeo, dietro solo al Regno Unito, per numero di filiali premiate, ben 12. Il podio di quest’anno è composto da DHL, 1° in classifica poiché premiata in 38 paesi diversi, seguita da Cisco, premiata in 22 e, infine, Hilton, in 21. “Coinvolgere un numero così elevato di aziende e collaboratori per la realizzazione della classifica è un traguardo che ci rende particolarmente orgogliosi e soddisfatti del nostro operato – afferma Alessandro Zollo, Amministratore Delegato di Great Place to Work Italia – Il lavoro svolto per raccogliere tutto il materiale necessario è stato notevole e proprio per questo motivo siamo ancora più entusiasti di vedere che l’Italia è addirittura sul podio dei paesi europei con il maggior numero di filiali premiate. Studiare la People Experience è e sarà sempre la base del nostro lavoro perché le aziende, soprattutto in questo momento, hanno necessità di comprendere le esigenze dei propri collaboratori per iniziare quel processo di trasformazione aziendale che sta influenzando il panorama globale. Il benessere organizzativo, la diversity e l’Inclusion (D&I), la sostenibilità e il lavoro ibrido sono oggi le tematiche più ricorrenti nelle nostre survey e questi argomenti entrano istantaneamente nelle agende degli Amministratori Delegati in tutto il mondo”.

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7 aziende su 10 hanno difficoltà nell’assumere nuovo personale a causa del talent shortage

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

Individua riduce al minimo i tempi di assunzione, creando l’intreccio perfetto tra i desideri del candidato e quelli dell’azienda. L’Istat prevede che in Italia ci sarà una crescita sostenuta del Pil (+4,7% nel 2021 e +4,4% nel 2022) a cui si accompagnerà un’evoluzione dell’occupazione. Le imprese, però, stanno affrontando un talent shortage, cioè una difficoltà nell’individuazione di talenti, sempre più forte. Zeta Service, realtà specializzata in paghe, amministrazione del personale, consulenza del lavoro, consulenza HR, ha creato Individua una nuova divisione che, completando l’offerta dell’azienda, si occuperà di talent acquisition, con lo scopo di incrociare i destini di persone e aziende, per realizzare progetti di felicità, supportando la people strategy e la crescita delle organizzazioni. Da oltre 10 anni nella top 10 delle migliori aziende in Italia del Great Place To Work Institute®, e da 3 anche in quella europea, l’azienda guidata da Silvia Bolzoni e i figli Debora e Ivan Moretti mette a disposizione un metodo scientifico, creativo e umano per la ricerca dei talenti. Il metodo INDIVIDUA, infatti, è stato studiato per ridurre al minimo i tempi di assunzione e creare l’intreccio perfetto tra i desideri della persona e quelli dell’azienda. Con coerenza etica e metodologica, la nuova business unit aiuta le imprese a far fiorire il loro potenziale, basandosi su metodologie come la Behavioral Event Interview (BEI), l’analisi Person-Organization Fit e lo studio delle più attuali dimensioni dell’intelligenza emotiva. Prevede differenti approcci, dalla gamification allo studio dei comportamenti e delle motivazioni, con accreditamento Insights TTi e accreditamento EQ TTI sul quoziente emotivo.Ogni progetto di ricerca di Individua è diverso perché costruito sulla base dell’identità dell’azienda cliente e la strategia operativa di ricerca evolve durante il processo, grazie a un continuo scambio di informazioni. Anche le prove di selezione sono sempre nuove, in base all’ecosistema aziendale e alle necessità dell’hiring manager. Individua è guidata dalla responsabilità di creare un progetto di felicità per il candidato e di successo organizzativo per l’azienda. «Crediamo che l’esperienza della ricerca – afferma Ivan Moretti Board Member di Zeta Service – debba essere in ogni caso un momento di apprendimento e miglioramento per tutti. Restiamo al fianco dell’azienda e del candidato anche dopo l’inserimento, nella fase di ingresso nel team e di ingresso nel ruolo».Non solo, la business unit offre un supporto strategico e flessibile all’HR, dai servizi RPO, dedicando un proprio professionista al progetto che si occuperà di tutte le fasi (dall’analisi all’inserimento), agli assessment di selezione e sviluppo, fino all’Exit Interview, per dialogare con le persone che lasciano l’azienda, così da conoscere le loro motivazioni e trasformarle in azioni di miglioramento.

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Le migliori aziende per cui lavorare in Europa nel 2021

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2021

21 paesi del Vecchio Continente partecipanti, 150 aziende premiate e 3.000 imprese coinvolte: sono questi i numeri della classifica “Europe’s Best Workplaces 2021” di Great Place to Work®, azienda leader nello studio e nell’analisi del clima aziendale e dell’employer branding. Il ranking, suddiviso in quattro categorie (Large, Medium, Small e Multinational Companies) in base al numero di collaboratori presenti, registra una grande crescita in termini di partecipazione: la classifica, per l’occasione, è stata estesa di 25 posizioni e ciò ha portato anche ad una conseguente crescita del numero di premi, passati da 125 a 150 in totale. Le organizzazioni premiate hanno registrato l’88% di media Trust Index, un dato di 8 punti superiore alla media delle imprese non premiate. Per quanto riguarda i settori di riferimento, l’IT si prende la scena con il 32% di aziende classificate, seguono con grande distacco l’asset dei servizi professionali (14%) e quello dei servizi finanziari e assicurazioni (13%). Facendo invece un focus sull’Italia, il Bel Paese conta ben 20 organizzazioni in classifica, di cui 14 local entities di aziende multinazionali. Ma non è tutto, infatti, per la prima volta l’Italia è presente nel segmento dedicato alle Large Companies con due aziende, ovvero Illimity, gruppo bancario italiano ad alto tasso tecnologico fondato nel 2018, ed Elettronica, dal 1951 specialista nazionale della Difesa Elettronica. Risulta rilevante anche la categoria Medium Companies che vede la presenza di 3 aziende premiate: Biogen Italia, Zeta Service e Insight Technology Solutions e la categoria Small Companies, in cui è premiata Camasia. La classifica completa è consultabile al seguente link: greatplacetowork.it/ecco-la-classifica-europea-2021. “Vedere così tante aziende italiane nella classifica degli Europe’s Best Workplaces ci rende particolarmente orgogliosi e, soprattutto, fiduciosi in vista di un futuro sempre più in crescita – afferma Alessandro Zollo, Amministratore Delegato di Great Place to Work Italia – Le indagini su cui si basano i risultati che hanno portato a realizzare questa classifica sono state svolte in un periodo estremamente complesso, in cui le organizzazioni eccellenti si sono spinte oltre al consueto per supportare le persone appartenenti al proprio clima aziendale: da segnalare a questo proposito che l’82% dei collaboratori degli Europe’s Best Workplaces afferma che in azienda le persone sono pronte a dare qualcosa in più per portare a termine il lavoro. Ciò è sicuramente frutto di un ottimo lavoro svolto in termini di benessere organizzativo. Tenere sotto stretta osservazione l’employee experience dei singoli professionisti consente, in seguito, ai leader d’impresa di costruire ottime basi per sviluppare percorsi di change management o trasformazione aziendale finalizzati a migliorare sia il clima organizzativo sia i risultati economici dell’impresa in quanto tale”. By Giacomo Beretta

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Le aziende cinesi possono continuare a fare profitti?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2021

By Jian Shi Cortesi, Investment Director Azionario Cina e Asia di GAM. A seguito di una significativa correzione estiva nelle azioni cinesi, dovuta principalmente al cambiamento normativo, è importante guardare oltre i movimenti del mercato e concentrarsi sui driver sottostanti alla politica e considerare ciò che probabilmente accadrà nei prossimi mesi. La Cina sta subendo un cambiamento di paradigma in ambito politico, verso la “prosperità comune”. In precedenza, le autorità si erano accontentate della creazione di ricchezza. Attualmente l’1% più ricco possiede il 30% della ricchezza cinese e il resto possiede meno del 10%. Un crescente divario di ricchezza sta creando alcune tensioni sociali. Questo non è dissimile da altri paesi, e quei paesi hanno spesso visto la frustrazione per il divario di ricchezza incanalata sotto forma di elezioni. In Cina, con la missione di “servire il popolo”, il governo ha delineato tre divari di ricchezza da affrontare – urbano contro rurale, ricco contro povero e regioni costiere contro aree interne con redditi inferiori alla media. L’obiettivo finale è una società più armoniosa, una minore tensione sociale e un migliore benessere fisico e mentale per i cittadini. Non si tratta di un’uguaglianza di ricchezza e di reddito, ma piuttosto di aiutare i poveri a progredire. Come abbiamo visto, il cambiamento normativo riguarda molti settori, tra cui internet, il settore housing e il tutoraggio. Le aziende cinesi possono continuare a fare profitti? Siamo fiduciosi che molte possano adattarsi bene. In sostanza, la Cina non è contro le aziende private, poiché il settore è cruciale per la crescita economica – le aziende private sono responsabili della creazione del 90% dei nuovi posti di lavoro. In futuro, la Cina continuerà ad affrontare lo stesso dilemma politico – un eccessivo irrigidimento normativo nei settori può portare al panico, alla riduzione degli investimenti e a una minore crescita economica, mentre una regolamentazione meno rigida causa disordine e aumenta la possibilità di frodi e di bassi standard. Ci aspettiamo che i cicli politici continuino a guidare il mercato azionario cinese. Per ora, l’incertezza politica ha fatto scendere i prezzi delle azioni e sta creando opportunità di acquisto. Le aziende “Rising Star” possono anche beneficiare di un campo di gioco più livellato in vari settori. Negli spazi del consumo e della tecnologia, le valutazioni di alcune società appaiono interessanti dopo la correzione e nel lungo termine continuiamo a vedere opportunità nelle energie rinnovabili, nella tecnologia, nei semiconduttori e nella produzione di fascia alta.

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“Alla fine del 2020 si prevedeva il 26% in più di aziende in insolvenza”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2021

Un dato spaventoso che ci ha, da subito, fatto introdurre norme a sostegno delle imprese, ma anche disposizioni che dessero più tempo, a quelle in crisi, di riorganizzarsi. Così è nato il grande lavoro sul decreto “Crisi d’Impresa”, che mette al centro l’interesse del Paese consentendo alle imprese di mantenere la continuità aziendale e permette loro di accordarsi coi creditori, ricorrendo a strumenti più facili e snelli, il più possibile fuori dai Tribunali. È un chiaro segnale di fiducia nei confronti di questi imprenditori.A Benevento ho partecipato ad un’importante occasione di confronto, con professionisti ed operatori del settore, anche in previsione della fase parlamentare di conversione del Decreto. Quanto fatto, fino ad oggi, rappresenta il primo tassello di un progetto molto più ambizioso. La piccola e media impresa, il mondo dell’artigianato, hanno fatto grande il nostro Paese ed oggi possono dare una spinta decisiva alla ripartenza.Serviranno altre misure da introdurre velocemente, come quelle di re-shoring o ulteriori iniziative per favorire l’internazionalizzazione delle nostre imprese. Ma siamo sulla buona strada. L’Italia riparte anche da qui”. Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, dopo essere intervenuta al convegno “Prevenzione e gestione della crisi: una nuova cultura d’impresa”, organizzata, tra gli altri, dall’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e dalle locali Sezioni dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dell’Unione dei Giovani Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

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“Le aziende hanno capitalizzato il loro potere di mercato”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Ma secondo una fonte citata dal Financial Times, un altro fattore potrebbe aver giocato un ruolo in questa trattativa: “Le aziende hanno capitalizzato il loro potere di mercato e hanno messo in campo il solito argomento farmaceutico: i vaccini funzionano, quindi ne aumentiamo il ‘valore’. .”Questo potere di mercato (un’azienda può fissare un prezzo più alto del suo costo di produzione perché gli acquirenti non hanno scelta) è particolarmente visibile se prendiamo l’esempio dell’Italia (e non solo), dove la stragrande maggioranza di vaccinazioni avvengono con il Pfizer. Una situazione di monopolio a cui, se aggiungiamo le minori vaccinazioni di Moderna, Astrazeneca e Janssen è comunque un oligopolio che non può escludere accordi fra le varie aziende per aumentare insieme i prezzi (come è già avvenuto per Pfizer e Moderna).Alle informazioni sull’aumento del prezzo di Pfizer, un rappresentante della commissione, citato da Reuters, aveva spiegato che il costo avrebbe tenuto conto delle varianti.Ma poche settimane prima due dirigenti di Pfizer avevano annunciato in una conferenza con gli investitori che un aumento dei prezzi era possibile, ma per ragioni finanziarie: “Se si guarda a come vengono determinati domanda e prezzi attuali, è chiaro che non sono è da quelle che definirei normali condizioni di mercato o normali forze di mercato… Sono determinati dalla situazione pandemica in cui ci troviamo e dalla necessità che i governi ottengano dosi da vari fornitori di vaccini”, aveva detto il direttore finanziario del gruppo, Frank D’Amelio.“[Ma] le normali forze di mercato alla fine riprenderanno il controllo. Fattori come l’efficacia, la possibilità di richiamo della vaccinazione e l’utilità clinica diventeranno molto importanti. E francamente, la vediamo come un’opportunità, in termini di domanda e prezzo, visto il profilo del nostro vaccino”, concluse, citando una “significativa possibilità” di aumentare il prezzo per dose.Per capire meglio il contesto, è bene ricordare che l’Unione Europea aveva pagato meno di altri (come Uk, Usa o Israele) per i primi ordini di vaccini.Ci sembra evidente che le aziende (Pfizer come le altre, in testa) hanno a cuore prima di tutto il capitale dei propri azionisti. E che “l’appetito vien mangiando”. La salvezza dell’umanità? In fondo a destra. Aspettiamo le conseguenti iniziative dell’Ue, in ritardo visto che questo appetito era noto da marzo, oltre che insito nel nostro sistema economico capitalistico. Vincenzo Donvito, Aduc

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Migliorare l’employee experience sarà una delle priorità delle aziende europee nella fase post-pandemica

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2021

Man mano che le aziende passano a nuove modalità di lavoro, si contano sempre più organizzazioni in Europa occidentale che stanno dando massima priorità al miglioramento dell’employee experience, secondo una nuova survey realizzata da Willis Towers Watson. Tuttavia, sebbene i datori di lavoro riconoscano che ci vorrà tempo per adattarsi alla nuova realtà e che questo richiederà un modello di lavoro ibrido, molti non sono pronti ad affrontarne le sfide. Quasi tutte le aziende (91% del totale) hanno dichiarato che migliorare l’employee experience sarà un’importante priorità nel corso dei prossimi tre anni, un forte incremento rispetto al 40% del periodo pre-pandemia. Le motivazioni sono molte: la maggior parte dei partecipanti crede che un’employee experience positiva sia un fattore chiave per il benessere dei dipendenti (81%), l’engagement (74%), la produttività (68%) e l’attraction e retention dei talenti in azienda (67%). La 2021 Employee Experience Survey ha appurato che ci vorrà tempo per adattarsi pienamente alla realtà post-pandemia. Solo il 9% ritiene che la pandemia abbia sufficientemente rallentato per poter porre fine alle politiche e ai programmi temporaneamente messi in atto per l’emergenza sanitaria. Il resto dei partecipanti ha indicato che sarà pronto a farlo durante la seconda metà di quest’anno (42%), oppure nel 2022 e negli anni a venire (49%). Inoltre, mentre i datori di lavoro si aspettano che la proporzione dei dipendenti che lavorano principalmente da remoto scenda dall’attuale 51% al 21% nel corso dei prossimi tre anni, prevedono che un dipendente su tre (34%) lavorerà in modalità ibrida in ufficio e da remoto, raddoppiando l’attuale proporzione (17%). Infatti, quasi nove aziende su dieci (87%) riconoscono che la nuova realtà del mercato del lavoro richiederà un modello ibrido per diversi ruoli lavorativi. Tuttavia, molte non sono pronte a realizzare ciò. Solo quattro su dieci partecipanti nell’Europa occidentale (42%) stanno programmando di adattare i percorsi di carriera in risposta ai cambiamenti della modalità in cui il lavoro viene svolto e una percentuale simile (39%) sta ridefinendo i pacchetti di Total Rewards al fine di tener conto di differenti profili professionali. Oltre la metà delle aziende (57%) dichiara flessibilità riguardo a dove e quando il lavoro viene svolto. L’uso della digitalizzazione per trasformare l’employee experience in modo radicale sarà fondamentale nel corso dei prossimi tre anni secondo una ampia quota di partecipanti (75%). E gli ambiti in cui le aziende hanno dichiarato di essere interessate a migliorare l’employee experience, migliorando l’offerta o modificando alcuni elementi dei loro programmi per venire incontro ai bisogni dei loro dipendenti, includono: learning & development (63%); formazione manageriale (61%); inclusion & diversity (61%) e organizzazione flessibile del lavoro (59%).

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Nord America, previsioni di crescita commerciale a più velocità per le aziende

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2021

Amsterdam/Roma. Previsioni ottimistiche di crescita del business per oltre l’80% delle aziende intervistate in Messico. Decisamente più pessimiste in tal senso le aziende canadesi (36%), mentre quelle statunitensi si dimostrano caute nell’azzardare previsioni di crescita commerciale nei prossimi mesi. Percezioni diverse tra le aziende del Nord America, a causa del perdurare della pandemia e delle differenti modalità di gestione dell’emergenza pandemica a livello locale. Ad approfondire tali tematiche ci pensa il Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento tra aziende a livello internazionale, edizione di luglio 2021 dedicata al Nord America.Gordon Cessford, direttore regionale Atradius per il Nord America, ha commentato: “Potrebbero essere molte le ragioni alla base di questa differenza di percezione del futuro. Sebbene appartengano ad un ambiente di business con delle specifiche interdipendenze a livello di catene di fornitura, ciascun Paese ha affrontato il contesto pandemico in maniera diversa. In Messico, gli interventi governativi meno restrittivi in tema di contenimento del virus hanno avuto come conseguenza per le aziende il proseguimento degli scambi commerciali senza interruzioni. Per il Canada si può dire il contrario”.Il sondaggio è stato condotto da Atradius nel secondo trimestre del 2021, un anno dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità aveva dichiarato il Covid-19 pandemia globale. Oltre a raccogliere opinioni che riflettono la fiducia delle imprese, il sondaggio ha analizzato lo stato di salute delle imprese attraverso alcuni indicatori chiave che rilevano i trend di utilizzo del credito commerciale, i termini di pagamento, il DSO e le modalità di gestione degli impatti delle criticità delle tempistiche di pagamento delle fatture sull’andamento del business.Dai risultati del sondaggio emerge che più della metà del totale delle operazioni commerciali tra imprese, effettuate da fornitori del Nord America è stato effettuate a credito e il 44% delle aziende ha riferito un maggior ricorso all’utilizzo del credito commerciale a seguito della pandemia. Per quanto riguarda i singoli Paesi dell’area, sono gli Stati Uniti a mostrare la percentuale più alta riguardo ai ritardi di pagamento e ai crediti inesigibili.Nonostante l’ottimismo riferito dalle imprese del Messico, la pandemia si trova in cima alla lista delle preoccupazioni delle imprese di tutta la regione. In particolare, le aziende hanno indicato come principale fonte di preoccupazione l’imprevedibilità legata all’andamento della pandemia e la salvaguardia dei livelli di liquidità. Il Barometro sui comportanti di pagamento tra aziende del Nord America – USMCA 2021 è stato condotto negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. I report possono essere scaricati dal sito web di Atradius all’indirizzo https://group.atradius.com (sezione Pubblicazioni).

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Torna l’ottimismo delle aziende

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

Secondo l’ultimo International Business Report (IBR), analisi che il network di consulenza internazionale Grant Thornton, effettua a livello globale sui dirigenti di oltre 2500 imprese del mid-market, nei primi sei mesi dell’anno si registra un deciso aumento dell’ottimismo da parte delle aziende italiane (+20% rispetto a sei mesi fa) per quel che riguarda le aspettative economiche per i prossimi 12 mesi, con ben il 53% delle aziende fiduciose sulla ripresa. La performance italiana supera il trend di miglioramento su scala mondiale (+12%, al 69%), che tocca in ogni caso il livello più alto non soltanto pre-Covid ma dal 2018 a oggi. Anche in Europa si registra un deciso aumento dell’ottimismo che cresce addirittura del 26% rispetto al 2° semestre 2020, con ben il 62% di imprese UE positive sul prossimo anno.Un quadro di ripresa generale che – secondo Grant Thornton – riflette il clima di maggior fiducia sulle aspettative future delle imprese verso i fattori chiave della crescita economica quali fatturato, redditività e occupazione, e che preannuncia per il business un anno di ripresa e di ulteriore apertura verso l’estero e rivolta a mercati nuovi e inesplorati. Per quanto riguarda la situazione italiana, il 43% delle imprese italiane si aspetta un aumento dei ricavi nei prossimi 12 mesi, dato in netta crescita rispetto al 34% registrato nel 2° semestre 2020. Al contrario, solo il 23% prevede una diminuzione. Osservando la media globale, sale addirittura al 57% la quota delle imprese che stimano un aumento nei ricavi, in crescita di 12 punti percentuali rispetto al 2° semestre 2020.Relativamente alle performance delle diverse industries, spiccano TMT (Technology, Media & Telecoms) e Servizi finanziari, tra i più ottimisti (il 77% degli operatori intervistati si è detto fiducioso sui prossimi 12 mesi) e l’Oil & Gas, al contrario, tra i meno ottimisti (lo è “solo” il 47% del comparto).

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LGIM torna a fare pressione sulle aziende perché siano più responsabili sul clima

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

Londra. Legal & General Investment Management (LGIM), uno dei più grandi asset manager al mondo, ha pubblicato oggi il suo report annuale denominato “Climate Impact Pledge”, rivelando che disinvestirà da quattro nuove società che non hanno attuato azioni sufficienti per affrontare i rischi legati al cambiamento climatico. Lanciato nel 2018, questo è il primo Climate Impact Pledge con l’approccio rafforzato di LGIM annunciato lo scorso anno, che ha visto l’asset manager impegnarsi per espandere le sue attività di engagement verso 1.000 aziende a livello globale in 15 settori chiave per il contrasto al cambiamento climatico, responsabili di oltre il 50% delle emissioni di gas serra da parte di imprese quotate. Le aziende che falliranno nel raggiungere gli standard minimi saranno soggette a sanzioni esercitate tramite il diritto di voto di LGIM nei loro board, così come a possibili disinvestimenti da fondi di LGIM per un valore di circa 67 miliardi di euro, inclusi quelli appartenenti alla gamma Future World, e da tutti i default fund quali L&G Workplace Pensions e L&G MasterTrust.Quest’anno, LGIM disinvestirà da Industrial and Commercial Bank of China, AIG, PPL Corporation e China Mengniu Dairy, che non sono state in grado di rispondere in maniera soddisfacente all’engagement e/o hanno violato le limitazioni su impiego di carbone, disclosure sulle emissioni e deforestazione. Queste società si aggiungono a China Construction Bank, MetLife, Japan Post, KEPCO, ExxonMobil, Rosneft, Sysco, Hormel e Loblaw, che rimangono nella lista di esclusione di LGIM e devono ancora intraprendere azioni concrete per essere riammesse.LGIM è inoltre lieta di annunciare che il retailer statunitense del settore alimentare, Kroger, in precedenza inserito nella lista di esclusione, sarà reintegrato in fondi rilevanti a seguito dei miglioramenti nelle sue politiche sulla deforestazione e nella disclosure, così come per i suoi sforzi nel promuovere prodotti a base vegetale meno inquinanti. Kroger si affianca alla casa automobilistica Subaru e alla compagnia petrolifera Occidental Petroleum che sono state anche loro reintegrate negli anni passati.

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La ripartenza digitale è un volano per la crescita delle aziende?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2021

Webinar AVM: 29 giugno 2021 – ore 15.30. Per la digitalizzazione delle attività delle micro, piccole e medie imprese italiane è fondamentale conoscere quali siano le reali opportunità in termini, per esempio, di contributi digitali, voucher connettività e 4.0, investimenti per la fibra ottica e altro ancora.Ma è davvero tutto chiaro, gli imprenditori sono al corrente delle varie iniziative che le istituzioni stanno mettendo in atto? Si parla molto di Decreto Semplificazioni, di PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e contributi a fondo perduto delle Camere di Commercio, ma tutto questo cosa offre realmente alle aziende? Sappiamo che il Governo è già al lavoro con l’obiettivo per il 2026 di portare la banda ultra larga su tutto il territorio nazionale; per le imprese diventa strategico essere pronte a questo appuntamento avendo creato una rete aziendale in grado di rispondere alle esigenze di oggi e dei prossimi anni.Il webinar AVM del 29 giugno alle ore 15.30 ha l’obiettivo di far chiarezza – grazie alla consulenza di Gabriele Matteo Fiorentini, avvocato esperto di diritto delle telecomunicazioni – su vari aspetti legati alla digitalizzazione. Nello specifico, si parlerà delle disposizioni legali e regolamentari in materia di scelta dei dispositivi di connessione, in termini di diritti per il consumatore ed economici, affinché le imprese siano correttamente informate e capaci di affrontare la ripartenza digitale comprendendo quali siano gli strumenti e potendo esercitare il diritto di scegliere la miglior dotazione che consenta di personalizzare la CPE (Customer Premises Equipment) per rispondere alle caratteristiche specifiche del proprio business.

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Lobbying e Advocacy, per ripartire sempre più aziende investono nella consulenza

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

Le apprensioni legate alla pandemia stanno progressivamente lasciando spazio agli obiettivi della ripresa economica. La strategia e l’organizzazione all’interno delle aziende è diventata fondamentale in questa fase. Sempre più soggetti si stanno rivolgendo ai professionisti per il proprio posizionamento e l’analisi del quadro legislativo comunitario, nazionale e regionale. “Molte aziende stanno programmando la ripartenza, anche in correlazione a una crescita di cui tutto il Paese potrà beneficiare nei prossimi anni grazie al PNRR. È chiaro che gli attori che saranno in grado di leggere le prospettive a medio e lungo termine, riusciranno ad essere un passo più avanti rispetto agli altri. Negli ultimi mesi stiamo ricevendo un aumento della richiesta di consulenza strutturata che potremmo stimare attorno al 20%”. Così Claudio Di Mario, Founding Partner di ADL Consulting, società di consulenza strategica, public affairs e comunicazione istituzionale. L’azienda, partner del MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business per la formazione executive, è specializzata in attività di digital lobbying, advocacy e change management.A livello strategico sono cambiate anche le priorità. Temi come quello della transizione ecologica e digitale investiranno tutte le organizzazioni: “Si tratta di priorità strategiche che sono seconde solo all’emergenza legata al piano vaccinale” – spiega Marialessandra Carro, partner di ADL Consulting – “Le attività di lobbying possono contribuire a migliorare la qualità di tutti i processi decisionali pubblici e in questa fase risultano fondamentali per interpretare e accompagnare alcune scelte legislative legate al PNRR di Next Generation EU. L’utilizzo innovativo, avanzato e dinamico di smart data, accompagnato da analisi robuste ed efficaci, rappresenta oggi una condizione indispensabile per prendere decisioni migliori”.In questa ripresa i professionisti dei public affairs si sono affidati sempre più a servizi di consulenza ed esperti esterni all’azienda per il monitoraggio legislativo e la verifica delle informazioni. Determinante è diventata anche la lettura degli open government data. Il tempismo nelle campagne di stakeholder engagement o di advocacy sarà un elemento capace di fare la differenza nella crescita, nel posizionamento, nella prevenzione e gestione delle crisi.I partner di ADL Consulting affrontano le opportunità del settore anche nel nuovo libro “Digital lobbying”. Un volume interamente dedicato alla gestione strategica delle relazioni istituzionali attraverso smart data e strumenti digitali per una migliore comprensione della realtà. Il testo, pubblicato da Carrocci Editore, è firmato da Marialessandra Carro e Claudio Di Mario, con la prefazione di Alberto Bitonti.Nel libro vengono presentate le sei fasi chiave del metodo di digital lobbying: monitoraggio, analisi, valutazioni strategiche, posizionamento, azione, valutazione dei risultati. Si analizza il valore dei canali digitali e della trasformazione dei big data in smart data. Vengono inoltre discussi gli asset di intelligenza artificiale, open data, sentiment analysis e le analisi applicate alle reti social come elementi chiave per il supporto alle decisioni dei vertici di imprese e organizzazioni.Un testo che si rivolge a un pubblico di professionisti dei public affairs, di organizzazioni private o del terzo settore, agenzie, consulenti, digital strategist e figure decisionali che operano all’interno dell’azienda sul capitale relazionale: asset strategico di ogni impresa che vuole portare le proprie strategie di lobbying e advocacy a un livello più avanzato, in una logica data-driven, strategica e misurabile. Un target è rappresentato da aziende medio-grandi, che mettono al centro della loro attività di rappresentanza degli interessi analisi basate sui dati e l’opportunità di prendere decisioni in modo rapido e coordinato.La società ha sviluppato inoltre il software KMIND® (Knowledge Management per il Public Affairs): una piattaforma unica e integrata che supporta le aziende nel gestire le loro relazioni con i decisori pubblici, in maniera trasparente e misurabile, mediante una dashboard di strumenti smart. Il software connette e analizza dati e informazioni provenienti dall’interno e dall’esterno del perimetro aziendale, grazie a un sistema di business intelligence che consente l’archiviazione e l’utilizzo dei dati a fini strategici.

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La lista delle aziende nelle quali crescere professionalmente in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2021

LinkedIn, il più grande network professionale online al mondo, annuncia oggi la lista Top Companies 2021 Italia, la prima in assoluto per il nostro Paese. La lista comprende le 25 aziende considerate dagli italiani come luoghi di lavoro che offrono le migliori prospettive di carriera.In questa prima edizione per l’Italia, circa il 50% delle aziende è di origine italiana o a partecipazione italiana, a partire da Intesa Sanpaolo e Generali, ai primi posti, oltre ad altre importanti aziende riconosciute anche all’estero come ENI, Leonardo, TIM, Enel e Banca Mediolanum.La lista completa delle Top Companies Italia 2021 comprende: Intesa Sanpaolo; Accenture; Stellantis; Generali; UniCredit; Comcast (Sky); Deloitte; STMicroelectronics; BNP Paribas; Eni; Leonardo; GSK; Capgemini; PwC; ABB; Reply; Enel Group; TIM; Volkswagen AG; Deutsche Bank; Banca Mediolanum; AXA; Essilor-Luxottica; Siemens; Johnson & Johnson.Per la compilazione della lista Top Companies 2021, la redazione di LinkedIn Notizie e i data scientist di LinkedIn hanno condotto un’analisi relativa alla percezione degli utenti su alcuni temi chiave, come ad esempio cosa significhi riuscire a costruirsi una buona carriera professionale e li hanno mixati con i dati unici dalla piattaforma LinkedIn. Allo stesso modo, sono stati presi in considerazione sette elementi fondamentali che esaminano le informazioni relative al rapporto delle aziende con i propri dipendenti, ciascuno dei quali rappresenta un importante indicatore di crescita all’interno della realtà aziendale:Capacità di avanzamento: monitora le promozioni dei dipendenti all’interno di un’azienda e tiene traccia di quando si trasferiscono in una nuova azienda, sulla base di qualifiche lavorative standardizzate.Sviluppo delle competenze: considera come i dipendenti dell’azienda acquisiscono competenze durante il periodo di assunzione, basate su competenze standardizzate da LinkedIn.Stabilità dell’azienda: monitora i tassi di abbandono nel corso dell’ultimo anno, nonché la percentuale di dipendenti che resta nell’azienda per almeno tre anni.Opportunità esterne: considera la strategia di contatto dei recruiter nei confronti dei dipendenti dell’azienda, indice della richiesta di lavoratori provenienti da tali aziende.Affinità aziendale: misura quanto è di supporto la cultura aziendale ed esamina il volume di collegamenti su LinkedIn tra i dipendenti, considerando le dimensioni dell’azienda. Diversità di genere: misura i livelli relativi alla parità di genere all’interno di un’azienda e delle sue filiali.Background accademico: considera la varietà dei livelli di istruzione tra i dipendenti, da nessuna laurea fino al possesso di un PhD, indice dell’impegno ad assumere un’ampia gamma di professionisti.Per essere ritenute idonee, le aziende devono avere in organico almeno 500 dipendenti nel Paese alla data del 31 dicembre 2020 e il tasso di riduzione del personale, comprensivo di dimissioni e licenziamenti, non deve essere superiore al 10% (in base ai dati di LinkedIn e agli annunci pubblici). Vengono classificate solo le società madri; le filiali controllate a maggioranza e i relativi dati sono inclusi nel punteggio totale dell’azienda madre. I conteggi dei dati vengono normalizzati in base alle dimensioni dell’azienda sull’insieme delle aziende idonee per la classifica. L’intervallo di tempo considerato va dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020. Tutti i dati vengono utilizzati in forma aggregata e/o anonima. Sono escluse tutte le aziende e agenzie di recruiting e per la ricerca del personale, gli istituti didattici e le agenzie governative. Sono escluse anche LinkedIn, la sua società madre Microsoft e le filiali di Microsoft.

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Nuova opportunità per le aziende dell’asse Spilimbergo-Maniago

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

Per loro vi è la possibilità di essere coinvolte nel progetto di Cross Fertilization che vede protagonisti da una parte il Consorzio NIP- Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone e dall’altra la Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo. Si tratta di una collaborazione volta a favorire l’innovazione e il trasferimento tecnologico, attraverso la possibilità per i team di lavoro delle imprese manifatturiere del territorio di beneficiare dell’impulso creativo derivante da un contesto socio-culturale dinamico com’è quello della Scuola Mosaicisti del Friuli.La prima azienda che ha già colto questa opportunità è la SIAP Spa insediata proprio in Zona industriale NIP di Maniago, che rappresenta il centro d’eccellenza del Gruppo Carraro per la componentistica e l’ingranaggeria di qualità. Il Vicepresidente del Gruppo e Presidente di SIAP, Tomaso Carraro, ha infatti visitato la sede della Scuola Mosaicisti insieme a Paolo De Col, che non solo è Direttore Generale e Consigliere d’amministrazione di SIAP ma è anche consigliere del CDA proprio del Consorzio NIP. Un incontro stimolante che ha messo in luce come sia possibile combinare l’arte con lo sviluppo imprenditoriale del territorio.

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Percorsi di videoformazione on line da parte delle aziende

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2021

Com’è cambiata la formazione per le imprese durante il 2020, l’anno della pandemia? Quali sono gli strumenti utilizzati per la formazione a distanza? Quali le priorità da soddisfare per rimare al passo coi tempi in questa fase di emergenza sanitaria? A queste domande sono state chiamate a rispondere le imprese coinvolte nella survey Fòrema 2021. Lo studio annuale promosso dall’ente di formazione di Assindustria Venetocentro di Padova, diretto da Matteo Sinigaglia. Un’indagine incentrata sui cambiamenti nel mondo della formazione avvenuti nell’ultimo anno, l’anno dell’emergenza Covid-19. “La ricerca è stata completata a gennaio 2021. Ha coinvolto 104 aziende, +20% rispetto alla stessa ricerca effettuata ad inizio 2020”, spiega Roberto Baldo, responsabile delle attività finanziate di Fòrema. “Realtà rappresentative del sistema industriale e delle specializzazioni produttive venete. Coinvolte per il 47% piccole imprese, 39% medie imprese e per il 14 % grandi imprese. A queste è stato chiesto come il Covid abbia modificato i fabbisogni formativi rispetto allo scorso anno, come vengono valutate le nuove metodologie formative a distanza e alcune opinioni rispetto ad alcuni temi di frontiera. I settori coinvolti sono stati diversi, a partire dal metalmeccanico (quasi 50% degli intervistati), per proseguire con i settori moda, sport e calzatura, edilizia e costruzioni, cartotecnico, legno e arredo, alimentare, gomma e plastica, commercio e grande distribuzione, servizi innovativi e tecnologici”.Il 2020 è stato anche l’anno in cui i sistemi formativi hanno sperimentato le nuove modalità di erogazione dei percorsi. Dalla videoformazione sincrona (compresenza a distanza dei partecipanti), alle varie forme di elearning asincrono (pillole o tutorial online), all’implementazione di sistemi completi per la gestione del ciclo formativo (LMS – learning management system). L’approccio alla video formazione “in diretta” appare più semplice rispetto all’elearning asincrono (42% vs 35%), e in generale l’utilizzo dei nuovi canali non sembra rappresentare un ostacolo (solo il 16% li vede come un limite) alla formazione. Per le aziende manifatturiere i temi prioritari sono ancorati al mondo fabbrica. Dall’impatto della digitalizzazione dei processi (21%) e dall’esigenza di portarli ad efficienza (19%), ai conseguenti interventi di aggiornamento delle competenze del personale (20%). Il tema della sostenibilità è più sentito in questo rispetto al resto dei settori (16%). Il 2021 è anche l’anno del nuovo bilancio dell’Unione Europea e dei programmi di finanziamento che verranno messi a disposizione delle Regioni e dei Paesi membri. Secondo le imprese, l’utilizzo dei fondi per la formazione dovrà essere indirizzato prioritariamente alla riconversione professionale (reskilling) e apprendimento permanente (50% priorità alta o massima), alla qualità dell’offerta di competenze sul territorio (39%), all’inclusione sociale attiva dei gruppi svantaggiati (36%). Per contro i temi dell’accesso al mercato del lavoro e alle opportunità formative mostrano la minore incidenza relativa. FÒREMA Nata a Padova nel 1983 in seno all’Associazione degli Industriali con l’obiettivo di formare i propri associati, dal 2012 ha iniziato a concentrarsi nella formazione esperienziale applicata allo sviluppo delle persone.

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Con il COVID-19 e il climate change, cresce l’engagement di LGIM verso le aziende

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Legal & General Investment Management (LGIM), uno dei più grandi asset manager al mondo, ha pubblicato il suo decimo “Active Ownership” report annuale. La società rivela che nel corso del 2020 ha aumentato del 21% le azioni di engagement con le aziende e ha continuato a esercitare il suo diritto di voto a livello globale, opponendosi all’elezione di oltre 4.700 amministratori di società, con l’obiettivo di apportare cambiamenti positivi nelle aziende in cui investe. Il 2020 è stato un anno eccezionale per l’engagement. A marzo LGIM ha scritto alle aziende presentando suggerimenti costruttivi su come affrontare la pandemia in corso e i relativi lockdown, dal sostegno ai dipendenti alla raccolta di capitali. Oltre al crescente focus su temi quali la retribuzione dei dirigenti, la governance dei consigli di amministrazione e le disuguaglianze di reddito, la stewardship di LGIM ha continuato a far luce sulla diversity di genere ed etnica delle aziende, nonché sulla minaccia di lungo termine del cambiamento climatico. Nel 2020, LGIM ha ampliato i suoi UK Principles of Executive Pay per evidenziare che aumenterà i controlli su quelle società che hanno ricevuto sostegno dal governo o dagli azionisti – tramite capitale aggiuntivo o dividendi sospesi – o quelle che hanno effettuato licenziamenti del personale, ma hanno continuato a pagare bonus ai dirigenti. LGIM è stata coinvolta in 145 consultazioni sulle retribuzioni – rispetto alle 96 del 2019 – riguardanti le modifiche alle politiche da sottoporre agli azionisti alle assemblee generali del 2021 e le ulteriori incertezze sulla pandemia di COVID-19. Nel 2020, sono state 341 le proposte di adozione di una nuova politica retributiva presso le società del Regno Unito, ed LGIM ha espresso voto contrario per 128 (il 37,5%). Di queste, 82 (il 64%) riguardavano politiche con requisiti di partecipazione azionaria successiva all’uscita che non soddisfacevano i principi retributivi individuati da LGIM. All’inizio del 2020, LGIM ha annunciato la sua decisione di votare contro tutte le società in cui i ruoli di presidente del consiglio di amministrazione e CEO fossero congiunti e nel corso dell’anno ha votato contro 411 società in cui le due funzioni erano unite. Solo in Nord America, ha espresso voto contrario nei confronti di 280 amministratori con ruoli non separati e ha sostenuto 42 proposte degli azionisti che chiedevano un presidente indipendente.LGIM ha rafforzato il suo engagement sui temi della diversity nel 2020, lanciando campagne di alto profilo per promuovere una maggiore diversity etnica all’interno dei consigli, impegnandosi nel contempo sulla diversity di genere e di leadership in Giappone.

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Klarna ricerca nuovi talenti in Italia per la crescita del business

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2021

A distanza di pochi mesi dal lancio di “Paga in 3 rate” in Italia e dall’apertura ufficiale della nuova sede di Milano, Klarna – leader globale nei servizi di pagamento e di acquisto, è alla ricerca di nuove figure da inserire nel team italiano per supportare il business in rapida crescita a livello sia locale, sia internazionale. I profili selezionati andranno a rafforzare i dipartimenti Engineering (per lo più Software Engineer), Commercial, Product Management e Service Delivery e molti altri in arrivo.Con 90 milioni di utenti e oltre 200.000 merchant a livello globale, dopo Stoccolma e Berlino, Klarna ha scelto Milano come sede del suo quarto tech-hub europeo, passando in pochi mesi da 10 a 72 persone nel team: esperti che si dedicano allo sviluppo di servizi nuovi nell’ambito degli acquisti e della gestione dei pagamenti digitali, per offrire ai brand soluzioni che semplifichino l’esperienza di shopping. Ospitati nel cuore del capoluogo lombardo, gli uffici di Klarna rispecchiano l’atmosfera moderna e cosmopolita della città, principale polo del fintech in Italia.
Combinando il respiro innovativo e lo stile unico che caratterizzano le realtà più all’avanguardia, Klarna ha scelto di investire sul capitale umano attraverso un piano di espansione che prevede di raddoppiare il suo organico entro il 2022, da inserire in un ambiente stimolante in grado di liberare il potenziale di ciascuno.La filosofia di Klarna si basa sull’idea che il successo si possa raggiungere mettendo a frutto i talenti delle persone: chi entra a far parte del team non viene vincolato a un ruolo predefinito, ma ha la possibilità di seguire un percorso di carriera atipico (irregular career path), spaziando in ambiti differenti sulla base delle proprie inclinazioni. Il comun denominatore per qualsiasi strada si scelga di intraprendere è l’elevata autonomia professionale e decisionale offerta da un approccio orientato al risultato, che prevede orari di lavoro flessibili.In Italia, Klarna propone fin da subito contratti di lavoro a tempo indeterminato, insieme a programmi di welfare aziendale e a una dotazione tecnica personalizzabile di primo livello. Inoltre, è previsto un percorso di formazione on-the-job che favorisce l’immediata crescita professionale e dà l’opportunità di mettersi alla prova in un ambiente lavorativo giovane, dinamico e internazionale. In tale contesto, la sede di Milano rappresenta un punto di riferimento, dove i colleghi possono confrontarsi e condividere idee o progetti nuovi per le implementazioni locali o globali.I candidati ideali sono in possesso di una buona conoscenza della lingua inglese e, per i profili in ambito engineering, di una comprovata esperienza nel settore (il diploma di laurea non rappresenta un requisito indispensabile).Per entrare a far parte del team di Klarna è possibile consultare i dettagli sulle posizioni aperte e inviare la propria candidatura compilando il form sulla pagina web dedicata.

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