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GAM: Nel 2023 Tech e Asia favoriranno l’azionario europeo

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2023

A cura di Niall Gallagher, Investment Director, Azioni europee di GAM. Il 2022 è stato un anno tumultuoso, i prezzi dell’energia in Europa hanno raggiunto livelli senza precedenti a seguito dell’invasione russa in Ucraina, mentre l’inflazione è risalita dopo una lunga pausa. Nonostante tali ostacoli persistano, abbiamo già assistito a un’ampia correzione dei mercati azionari, i PE a termine in Europa sono pari a 11 rispetto a una media a lungo termine di 14. Questa brusca svalutazione del mercato, unitamente all’aumento significativo dei rendimenti obbligazionari e alle correzioni delle valute, indica che buona parte della correzione probabilmente è già avvenuta. A nostro giudizio, è iniziata una nuova fase per i mercati, infatti sia le pressioni inflazionistiche (e dunque i tassi di interesse) che i prezzi dell’energia, soprattutto in Europa, resteranno più alti più a lungo. Ciononostante, la tenuta degli utili delle società europee appare evidente dai resoconti del 2022. Anche se ci aspettiamo qualche momento di debolezza nel 2023, in generale le prospettive sono positive soprattutto grazie all’esposizione delle società europee alla crescita globale (oltre il 50% dei ricavi viene generato al di fuori dell’Europa). Il settore finanziario continua a essere importante per noi dato che il rialzo dei tassi di interesse determina una migliore redditività. Inoltre, una situazione patrimoniale più solida grazie alla regolamentazione adottata dopo la crisi finanziaria globale e i consumatori meno indebitati comportano, nel complesso, una minima erosione degli impieghi. Continuiamo a concentrare l’attenzione anche sul settore energia, in previsione dei prezzi dell’energia più elevati nel medio termine, e cerchiamo in particolare le società nella fase di transizione dai carburanti fossili alle fonti alternative. La tecnologia continua ad avere effetti rivoluzionari. Noi ricerchiamo le società che beneficeranno dei cambiamenti strutturali in corso, come il passaggio dai servizi offline a quelli online, che avrà effetti positivi su alcuni rivenditori e sul settore fintech. Digital 4.0 continuerà a rappresentare un fattore di crescita per cloud computing, Internet of Things, 5G e fabbriche digitali, per esempio, mentre i semiconduttori resteranno al fulcro della crescita e in questo senso le società europee sono leader globali. Infine, l’Asia sembra finalmente emergere dai continui lockdown per il Covid e ciò dovrebbe favorire la crescita delle classi medie. Entro il 2030, l’Asia rappresenterà due terzi della popolazione mondiale appartenente alle classi medie. Tale tendenza dovrebbe favorire, in particolare, le principali società del lusso con sede in Europa.

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Capital Group: Le azioni non statunitensi possono contrastare la forza del dollaro USA?

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 novembre 2022

Steve Caruthers, Specialista degli investimenti azionari di Capital Group. Non si può negare che l’inarrestabile rialzo del dollaro USA abbia rappresentato una sfida per gli investitori in azioni non statunitensi. L’effetto della conversione valutaria (ovvero perdite e guadagni derivanti dalla conversione dei rendimenti d’investimento non statunitensi in dollari USA) ha influenzato negativamente i risultati del portafoglio azionario globale. Le oscillazioni valutarie possono interessare gli investitori sotto due aspetti. Oltre agli effetti della conversione a livello di portafoglio, le società all’interno di un portafoglio possono subire impatti commerciali. Tuttavia, un dollaro forte non sempre rappresenta una notizia negativa per le società non statunitensi. Nell’economia globale odierna, è comune per le società multinazionali avere fonti di reddito diverse in termini geografici, nonché centri di produzione e fornitori dislocati in tutto il mondo. Ad esempio, al 14 settembre 2022, le società dell’S&P 500 Index generano circa il 40% dei loro ricavi da Paesi al di fuori degli Stati Uniti. Quando il dollaro è forte, questa dinamica può mettere sotto pressione i profitti di tali società, dato che il denaro proveniente dall’estero non ha lo stesso valore di quando il dollaro è debole.L’inverso può avvenire anche per le società non statunitensi. Diversi settori del MSCI Europe Index, ad esempio, generano ingenti ricavi in dollari USA. Tra i settori che potrebbero di norma beneficiare di un’ampia dispersione tra il dollaro USA e le altre valute figurano quelli automobilistico, dell’elettronica, dei costruttori navali, dei macchinari, aerospaziale e difesa, e dei beni di lusso.Ci sono diversi fattori concorrenti che possono determinare i profitti al di là delle oscillazioni valutarie, e molte società coprono le loro esposizioni valutarie per proteggere i loro bilanci da oscillazioni inaspettate. Tuttavia, ci sono numerosi esempi di società non statunitensi che indicano il dollaro forte come vantaggioso per i loro profitti quest’anno.Una di queste è la società aerospaziale britannica BAE, che realizza circa il 47% dei suoi ricavi in dollari. Durante l’ultima teleconferenza sugli utili di BAE, i dirigenti hanno spiegato che “se l’attuale tasso (di cambio) del dollaro dovesse persistere per tutto l’anno, si registrerà un beneficio significativo per i risultati riportati”. Se la sterlina dovesse indebolirsi di altri 10 centesimi rispetto al dollaro, la società stima che le sue previsioni sugli utili al lordo di interessi e imposte (EBIT) potrebbero essere riviste al rialzo fino al 10%.Il gigante dei beni di consumo discrezionali francese LVMH, che possiede Louis Vuitton, produttore di beni di lusso, fornisce un’altra illustrazione convincente dell’impatto positivo che un dollaro forte può avere sulle società non statunitensi. In una recente presentazione per gli azionisti, LVMH (i cui ricavi sono per il 27% circa in dollari) ha osservato che gli effetti valutari hanno incrementato i suoi profitti di oltre 400 milioni di euro nel primo semestre 2022. L’impatto valutario da solo ha rappresentato circa il 19% del miglioramento del risultato operativo su base annua.Anche il produttore di medicinali francese Sanofi ha beneficiato del dollaro forte. Ha riferito che gli effetti valutari hanno aumentato le sue vendite di quasi 1 miliardo di euro nel primo semestre del 2022 e hanno incrementato i suoi utili per azione di 0,19 euro. Il dollaro è in aumento per una buona ragione e potrebbe non aver ancora raggiunto il suo picco. L’economia statunitense è più forte di quella degli altri principali Paesi e la Federal Reserve statunitense sta attuando una stretta aggressiva per attenuare l’impatto delle pressioni inflazionistiche. Una gestione attiva può aiutare a individuare quali società potrebbero trarre vantaggio da un dollaro forte. Le forti oscillazioni valutarie di quest’anno stanno favorendo alcune società, ma le ripercussioni dell’apprezzamento del dollaro possono essere molto diverse. A nostro avviso, la ricerca è fondamentale per valutare i probabili effetti delle valute sulle prospettive di una determinata impresa e sul potenziale di rendimento dei suoi titoli. (abstract by http://www.verinieassociati.com)

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Considerare le small cap nelle fasi turbolente

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2022

A cura di Nicolas Janvier, Responsabile azionario USA, EMEA di Columbia Threadneedle Investments. È stato un decennio incredibile per le azioni statunitensi. Più di 10 anni di globalizzazione nel corso dei quali le principali società dell’S&P 500 si sono trovate in una situazione che calzava loro a pennello: un’onda tecnologica cavalcata dalle grandi aziende di alta qualità, come Amazon, Alphabet, Apple, Microsoft. Si è trattato di un’ondata globale, che ha visto la Cina e l’India, e non gli Stati Uniti e l’Europa, registrare la crescita più marcata; eppure, sono stati i giganti tecnologici statunitensi a trarne vantaggio. Ma negli ultimi anni, dopo la pandemia di Covid-19 e ora con il conflitto tra Russia e Ucraina, un nuovo contesto ha iniziato ad emergere: un panorama caratterizzato da deglobalizzazione, aumento dei prezzi, inflazione persistente ed elevata, rialzo dei tassi d’interesse e recessione. Le connessioni globali instauratesi nel corso degli ultimi decenni, in particolare lungo le catene alimentari e le forniture energetiche in Europa, ad esempio, stanno iniziando a evidenziare difficoltà. La dipendenza da altri paesi, in particolare dalla Russia per quanto riguarda il gas, non è auspicabile. Negli Stati Uniti, la situazione è leggermente diversa. Godono infatti di una relativa sicurezza energetica grazie a un’elevata produzione nazionale e non importano risorse alimentari tanto quanto l’Europa. Tuttavia, nonostante un continuo aumento dei tassi e il rischio di recessione, stanno dando prova di una certa capacità di tenuta. I consumatori statunitensi dispongono di un enorme potere d’acquisto, grazie al massiccio pacchetto di stimoli da 5.000 miliardi di dollari stanziato per proteggere le famiglie e le imprese dallo shock economico causato dalla pandemia di Covid-19. I risparmi hanno raggiunto quasi il 35% del reddito disponibile in seguito a questa misura, un “salvadanaio” da cui si continua ad attingere ancora adesso, il che significa che la domanda di beni e servizi resta elevata. Non cercheremo di prevedere l’andamento del contesto macro, ma ci atterremo al nostro processo d’investimento, che consiste in una selezione dei titoli di tipo bottom-up e basata sulla ricerca. L’intensità della nostra ricerca, condotta sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito, ci consente di effettuare un’analisi più approfondita e di individuare le aziende che riteniamo siano costantemente in grado di migliorare la redditività del capitale investito, gli utili e la generazione di free cash flow, e che integrano considerazioni di investimento responsabile nei loro modelli di business. Sono queste le società ben posizionate per sovraperformare nell’arco di un ciclo di mercato Gestire i portafogli che dispongono delle migliori idee a livello di singoli titoli può aiutarci ad affrontare le turbolenze di mercato e a conseguire regolarmente solidi rendimenti corretti per il rischio. http://www.columbiathreadneedle.it

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Robeco: Le azioni dell’Asia-Pacifico in attesa di emergere dall’ombra del dollaro

Posted by fidest press agency su martedì, 1 novembre 2022

A cura di Joshua Crabb, Head of Asia Pacific Equities di Robeco. Lo scenario per i mercati azionari globali rimane cupo, con l’aumento dell’inflazione che ha portato a forti rialzi dei tassi d’interesse negli Stati Uniti, la crisi energetica, la recessione in Europa e l’incertezza del mercato immobiliare nella Cina colpita dal Covid. A causa di questa combinazione di fattori e della generale avversione al rischio, il dollaro USA ha raggiunto all’inizio di settembre 2022 i massimi di due decenni. Il divario tra le valutazioni delle azioni dell’Asia-Pacifico e quelle degli Stati Uniti si è attestato su livelli estremi che non si vedevano dalla fine degli anni ’90, quando l’area attraversava una crisi debitoria. Riteniamo che i fondamentali non giustifichino questa divergenza nelle valutazioni e che ciò rappresenti un’opportunità per gli investitori che desiderano diversificare dall’Europa o dagli Stati Uniti, o impiegare un po’ di liquidità. La nostra convinzione a medio termine è che questo divario nelle valutazioni si ridurrà nei prossimi cinque anni e che i titoli value asiatici sovraperformeranno. La tempistica è complicata; tuttavia, da un punto di vista storico, l’opportunità appare chiara. Siamo costruttivi anche su alcuni titoli azionari del Giappone, dove le riforme di corporate governance stanno consentendo di sbloccare valore in un mercato che ha attraversato un lungo periodo di stagnazione. Dal 2016, le società giapponesi sono state indirizzate a puntare a un ROE (Return on Equity, l’indice di redditività del capitale proprio) dell’8%, con gli azionisti incoraggiati a votare contro il reintegro dei consigli di amministrazione che non riescono a raggiungere tale obiettivo per tre anni di fila. La conseguente attenzione alla redditività e all’efficienza dei bilanci ha visto un aumento dei margini di profitto.Con lo yen ai minimi storici rispetto al dollaro, le aspettative di inflazione ancorate, la politica monetaria giapponese completamente svincolata dalla Fed e il “self help” sopra descritto, potrebbe essere proprio questo il momento opportuno per un ingresso o un aumento dell’esposizione. Anche in Cina, che è rimasta bloccata dalla politica “zero-Covid”, riteniamo che le valutazioni riflettano già le prospettive negative. All’interno dell’ampio universo azionario dell’Asia-Pacifico, riteniamo che vi siano società i cui prezzi azionari non riflettono il reale potenziale dell’azienda e che si rivaluteranno a un livello più alto; è su queste società che si dovrebbe concentrare l’investimento, piuttosto che su aziende con valutazioni paragonabili a quelle dei competitor statunitensi. In questa categoria rientrano i titoli finanziari che beneficeranno dell’aumento dei tassi d’interesse, i marchi di prodotti hardware meno alla moda del settore tecnologico e alcune società impegnate a sostenere la transizione energetica. Navigare nell’attuale contesto è impegnativo, perciò il processo dovrebbe iniziare laddove si riscontri del valore in modo evidente.

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Azioni globali, alla ricerca di un faro per superare la tempesta

Posted by fidest press agency su domenica, 23 ottobre 2022

A cura di Richard Mercado, Gestore del fondo Comgest Growth World di Comgest. Le dinamiche di mercato nel 2022 sono state dominate dai rendimenti obbligazionari e dai tassi di interesse. Negli Stati Uniti, i rendimenti sono stati rivisti al rialzo da 0,50 punti base a 3,50 dall’aprile 2022, per un aumento di sette volte. Le aziende hanno generalmente risentito di un contesto così difficile, ma le società di qualità tendono a sovraperformare anche in queste condizioni di mercato. Infatti, sei delle ultime otto volte in cui si sono avuti contesti inflazionistici, le aziende di qualità hanno ottenuto buoni risultati. Inoltre, in caso di recessione dovrebbero fare altrettanto. Le aziende Quality Growth hanno solitamente attività che generano free cash flow e margini elevati, hanno in genere modelli di business privilegiati e possono essere considerate agnostiche all’andamento dell’economia. Tuttavia, a causa del free cash flow a lungo termine sono state colpite dall’aumento dei rendimenti obbligazionari e degli spread, e, di conseguenza, abbiamo assistito a un impatto sui multipli di mercato e a una compressione delle valutazioni. Le società quality growth tendono a sovraperformare anche in questo difficile contesto di mercato. Le aziende quality growth hanno solitamente attività che generano free cash flow e margini elevati e sono ben equipaggiate anche in presenza dei peggiori rischi di ribasso, come dimostrato in questi ultimi tre anni turbolenti.

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Robeco: Le prospettive sull’obbligazionario migliorano, come adeguare il portafoglio?

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

A cura di Erik Keller, Client Portfolio Manager Global Credits di Robeco. Il primo semestre 2022 è stato il peggior periodo per l’obbligazionario dal 1788, se prendiamo come riferimento il mercato dei Treasury USA. I mercati obbligazionari globali hanno subito un repricing molto pronunciato nel corso di quest’anno, con un rialzo dei tassi d’interesse e un allargamento degli spread creditizi. Tuttavia, i rendimenti nominali delle diverse asset class obbligazionarie hanno raggiunto livelli che non si vedevano da un decennio. Con l’aumento dei rendimenti, l’opportunità di generare un reddito più elevato nei prossimi anni è cresciuta in misura sostanziale. Di conseguenza, le obbligazioni stanno diventando un’alternativa interessante ad altre asset class. In aggiunta, questi strumenti offrono l’ulteriore beneficio di una volatilità molto più bassa rispetto a quella delle azioni. La storia insegna che, nei periodi come questo, le obbligazioni dovrebbero offrire nuovamente una copertura rispetto alle azioni. Agli attuali livelli, le obbligazioni sono in grado di assorbire ulteriori aumenti dei rendimenti cedolari prima che i rendimenti totali dell’asset class tornino sottozero.Ad esempio, un portafoglio di obbligazioni a breve scadenza di alta qualità offre attualmente un rendimento del 3,9% con una duration di 3 anni (fonte: Bloomberg Global Agg Corp 1-5 years). Sarebbe necessario un aumento del rendimento cedolare di circa 130 punti base (pb) prima che il rendimento totale diventi nuovamente negativo. Anche se nei portafogli a più lunga scadenza la sensibilità all’aumento dei tassi è maggiore, la maggiore protezione offerta dai rendimenti cedolari ha migliorato notevolmente i livelli di pareggio.Vi sono altri motivi per cui riteniamo che le obbligazioni si comporteranno di nuovo come tali, offrendo diversificazione contro la volatilità dei mercati azionari.Se è vero che le obbligazioni non amano l’inflazione, è altrettanto vero che prosperano durante una recessione. Storicamente, le obbligazioni hanno sovraperformato le azioni nelle fasi recessive. Dato che i rischi di recessione sono aumentati rispetto a un anno fa, i prezzi delle obbligazioni dovrebbero godere di maggior supporto, mentre i corsi azionari potrebbero subire ricadute negative. Pertanto, le obbligazioni potrebbero tornare a essere un elemento di diversificazione in un quadro di crescita economica più lenta.Storicamente le obbligazioni hanno offerto una buona diversificazione rispetto alle azioni. Persino nella prima parte del 2022 (da inizio anno al 31 luglio), mentre le azioni hanno archiviato un ribasso del 14%, le obbligazioni hanno ceduto un più moderato 6,7%, dimostrando di poter contribuire a limitare la volatilità anche nelle fasi in cui arretrano insieme ai titoli azionari.Oltre ai potenziali vantaggi di diversificazione offerti dalle obbligazioni, gli investitori riconoscono anche la capacità di questi strumenti di generare rendimento e hanno storicamente assunto un’esposizione all’asset class per beneficiare di questa proprietà. In genere, il rendimento cedolare è la principale determinante delle performance obbligazionarie a lungo termine, ma nel contesto di rendimenti bassi e persino negativi che ha caratterizzato gli ultimi anni, le plusvalenze hanno assunto un ruolo più importante.La buona notizia è che, con l’aumento dei rendimenti, le obbligazioni sono tornate a fornire reddito agli investitori e i rendimenti saranno nuovamente un driver dominante delle performance obbligazionarie. L’attuale aumento dei rendimenti si traduce in un reddito più elevato per gli investitori obbligazionari in futuro. Se da un lato i rendimenti dei titoli di Stato iniziano a sembrare interessanti, dall’altro gli spread creditizi si sono allargati notevolmente e offrono adesso una remunerazione più appetibile per il rischio di credito. Tale remunerazione è giustificata alla luce degli accresciuti rischi di recessione e dell’inasprimento delle condizioni finanziarie.Vista l’ulteriore incertezza che ci attende, riteniamo che gli investimenti nel credito di alta qualità con un basso rischio di default offrano un discreto valore agli investitori. A nostro avviso, il debito bancario e assicurativo sembra conveniente e anche il credito cross-over (BB/BBB) offre interessanti opportunità d’investimento.L’aumento dei tassi e degli spread creditizi potrebbe consentire alle obbligazioni di fornire un rendimento più elevato agli investitori nei prossimi anni. La storia insegna che, nel lungo periodo, le obbligazioni hanno fornito diversificazione e contribuito a ridurre la volatilità dei portafogli. Ciò è dovuto al fatto che questi strumenti possono offrire performance positive negli anni in cui i mercati azionari sono in calo. Visto il deterioramento delle prospettive economiche, riteniamo molto probabile che le obbligazioni possano tornare a fornire una copertura contro la volatilità dei mercati azionari. Gli investitori dovrebbero quindi considerare la possibilità di ricostituire la propria esposizione obbligazionaria.

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Forever bambù cede le azioni di Merida Italy

Posted by fidest press agency su martedì, 16 agosto 2022

Cernusco sul Naviglio (Milano) Forever Bambù, società italiana leader in Europa per la coltivazione del bambù gigante, ha appena completato la cessione del suo pacchetto azionario, pari al 29,49%, di Merida Italy, filiale italiana con sede a Reggio Emilia del colosso taiwanese Merida Corporation, primo produttore al mondo di biciclette, ad un club deal di investitori veronesi guidato da Emanuela Zanoni. Si chiude così la fortunata esperienza di Forever Bambù nel mondo bike: un’operazione partita a febbraio 2021 con un aumento di capitale da 2 milioni di euro, di cui 750 mila sottoscritti da Forever Bambù. Con la cessione, il gruppo fondato da Emanuele Rissone ha ottenuto una plusvalenza del 47% in appena 18 mesi. Merida Italy, fondata nel 2015 da Paolo Fornaciari (Presidente e CEO) e Paolo Ferretti, è partecipata al 30% da Merida International e ha l’esclusiva per l’importazione e la distribuzione di biciclette e accessori per i marchi della casa madre in Italia, Croazia, Serbia Slovenia e Montenegro. La società, che nel 2019 aveva registrato un fatturato di 8,5 milioni di euro, salito nel 2020 a oltre 9, è arrivata nel 2021 a 13 milioni. Advisor dell’operazione è stato Antonio Quintino Chieffo, CFO di Forever Bambù e fondatore di AC Finance e di Bemycompany Capital Partners, holding industriale che già lo scorso marzo aveva ceduto il 14% delle quote di Merida Italy registrando una plusvalenza del 40%. “Siamo orgogliosi del risultato ottenuto, del percorso fatto insieme e di questa cessione a un club deal costituito da imprenditori seri che sono certo daranno seguito all’illuminato percorso intrapreso”. Per saperne di più: http://www.foreverbambu.com

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Schroders promuove l’enfranchisement per semplificare la struttura a doppia classe di azioni

Posted by fidest press agency su domenica, 1 Maggio 2022

Il Consiglio di Amministrazione di Schroders annuncia di aver lanciato alcune proposte che porteranno all’enfranchisement (concessione del diritto di voto) delle Azioni Ordinarie Senza Voto (“Azioni Senza Voto”). Ciò consentirà a tutti gli azionisti che condividono gli stessi benefici e rischi economici di avere anche gli stessi diritti di voto. Aumenterà, inoltre, la liquidità delle azioni.In base all’enfranchisement, ogni Azione Senza Voto sarà convertita in un’Azione Ordinaria e tutte queste azioni ridenominate avranno gli stessi diritti delle Azioni Ordinarie esistenti, compresi i pieni diritti di voto. Secondo i termini proposti dell’enfranchisement, i titolari di Azioni Ordinarie riceveranno un’emissione bonus di tre Azioni Ordinarie aggiuntive per ogni 17 Azioni Ordinarie detenute a una data di registrazione da determinare, al fine di compensarli per la diluizione dei diritti di voto. Il Consiglio ritiene che questi termini siano equi per entrambe le classi di azionisti e riflettano lo sconto a lungo termine tra le Azioni Senza Voto e le Azioni Ordinarie.Gli azionisti di entrambe le classi di azioni dovranno votare separatamente per le proposte. Ulteriori dettagli, comprese le risoluzioni relative all’enfranchisement, saranno esposti in una circolare per gli azionisti che sarà pubblicata prima dell’Assemblea Generale, che si terrà a tempo debito, e richiederà l’approvazione del 75% dei voti espressi da ciascuna classe di azionisti.Il Principal Shareholder Group (“PSG”), che comprende gli interessi della famiglia Schroder, detiene circa il 47,93% delle Azioni Ordinarie e il 20,44% delle Azioni Senza Voto. I membri del PSG hanno indicato la loro intenzione di sostenere le proposte. Insieme ad altri azionisti senza diritto di voto che sono stati consultati, i titolari di oltre il 40% delle Azioni Senza Voto si sono pronunciati a favore delle proposte formulate. A seguito dell’enfranchisement, la partecipazione del PSG alle Azioni Ordinarie sarà di circa il 43,11%.

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Azioni e obbligazioni Carige: Nuova vittoria per Martingale Risk

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2022

Martingale Risk,ha ottenuto una sentenza favorevole da parte dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), permettendo il recupero di 15mila euro a favore di alcuni imprenditori Emiliani. In seguito all’analisi della società di ingegneria finanziaria e di consulenza legale leader in Italia, è emerso come la banca intermediaria abbia venduto obbligazioni Carige senza fornire al cliente alcuna informazione sulla natura delle stesse, venendo meno ai propri obblighi informativi. Al cliente, non era stato neanche sottoposto correttamente il questionario di profilatura MIFID, anch’esso obbligatorio. Elementi che hanno reso possibile la richiesta di rimborso, ottenendo giustizia.Dal 2009 ad oggi, Martingale Risk vanta un curriculum impressionante di successi. Con il suo operato supporta aziende e privati che hanno subito perdite a causa di costi illegittimi sostenuti verso istituti di credito o intermediari bancari. La società è attiva anche nel risarcimento di perdite da investimenti per azionisti e obbligazionisti dalla banca stessa o tramite intermediario finanziario, come nel caso degli imprenditori che hanno acquistato titoli Carige.Martingale Risk si occupa della mediazione diretta con la banca controparte, al fine di recuperare le perdite del cliente. Qualora non bastasse, procede di fronte all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) o, se necessario, tramite vera e propria causa in tribunale. Il suo valore aggiunto è quella di offrire ai privati una soluzione completa, tecnica e legale. Banca Carige S.p.A., ha una grande rilevanza a livello nazionale, con 503 sportelli sul territorio italiano e oltre un milione di clienti. Nonostante abbia sempre perseguito valori come prudenza, lungimiranza, sobrietà e competenza, a partire dal 2012 vive un periodo burrascoso. Una situazione di difficoltà economico/patrimoniale imputabile a una gestione che negli anni si è rivelata poco trasparente e oculata. Nel tempo, infatti, l’istituto ha bruciato oltre 2 miliardi di euro. Gli azionisti di Banca Carige hanno perso circa l’82% del valore delle loro azioni in un anno. Il 98% in 3 anni. La redditività della banca si è indebolita a causa del progressivo deterioramento della qualità dei propri crediti e della diminuzione dei proventi di gestione attivi. Nel 2019, la Borsa Italiana ha sospeso Carige dalle negoziazioni, per poi riammetterla solamente il 27 luglio 2021. Dopo la sospensione, la banca ha perso il 58% durante la prima seduta.Con le sue analisi, Martingale Risk ha dimostrato come la banca intermediaria abbia venduto obbligazioni Carige senza fornire al cliente alcuna informazione sulla natura delle stesse. Agli investitori era anche stato omesso il reale rischio insito nell’operazione di acquisto dello strumento finanziario. Al cliente, tra l’altro, non era stato neanche sottoposto correttamente il questionario di profilatura MIFID, essenziale per valutare l’adeguatezza e l’appropriatezza dell’investimento rispetto alle competenze in materia finanziaria dell’investitore. La banca intermediaria è quindi venuta meno ai propri obblighi informativi, di trasparenza e correttezza, stabiliti per legge da normative nazionali ed europee. Chiunque sia in possesso di azioni od obbligazioni Carige, e pensi di aver registrato delle perdite in seguito all’acquisto, può rivolgersi a Martingale Risk. Con l’analisi preliminare gratuita e non vincolante, gli esperti tecnico legali studieranno il caso per capire se e quanto è possibile contestare all’istituto bancario.

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Una strada al rialzo turbolenta per le azioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2022

A cura di Melda Mergen, Responsabile azionario globale di Columbia Threadneedle Investments. Nonostante la persistente incertezza causata dal coronavirus, gli investitori dovrebbero prepararsi a una sovraperformance dei settori ciclici nel primo semestre dell’anno. La nostra Responsabile azionario globale identifica i catalizzatori chiave per i mercati azionari.Siamo entrati nel 2021 con la prospettiva che i nuovi vaccini avrebbero tenuto a bada il Covid-19, e questo risultato ha avuto un effetto trasformativo nei mercati sviluppati. Il coronavirus però non accenna a scomparire e il suo impatto continuerà a farsi sentire nel 2022, con l’evolvere della pandemia. Le nuove terapie volte a prevenire un decorso grave della malattia sono molto promettenti, ma a nostro parere nel 2022 i riflettori resteranno puntati sul Covid e sul ritorno alla normalità.Un aspetto importante della ricerca il prossimo anno sarà misurare l’esposizione delle imprese ai persistenti effetti del Covid, nonché i mutamenti a lungo termine indotti dal virus. Un altro strascico significativo riguarda le aspettative di sovraperformance dei titoli ciclici nel primo semestre 2022, specialmente tenuto conto delle attese di un protrarsi delle riaperture economiche e di una crescita del PIL superiore alla media.La pandemia ha causato l’interruzione di molte catene di produzione, costringendo alla chiusura di stabilimenti produttivi in tutto il mondo. Per i settori con una gestione delle scorte di tipo “just-in-time”, la situazione si è rivelata particolarmente difficile, poiché la ricostituzione delle giacenze esaurite si è dimostrata quasi impossibile o, nel migliore dei casi, molto onerosa. Prevediamo un miglioramento di alcuni aspetti connessi alle filiere produttive nel corso del 2022, ma riscontriamo ancora una fitta lista di ordini inevasi e notevoli variazioni tra le imprese in termini di accesso ai materiali e capacità di trasferire i costi sui consumatori.La paralisi delle catene di produzione ha spinto molti a ipotizzare che le aziende avrebbero trasferito in massa le proprie operazioni fuori dalla Cina o addirittura rimpatriato le proprie attività produttive. Tuttavia, un cambiamento radicale sembra improbabile alla luce degli ingenti investimenti richiesti. Ciò che invece cambierà, presumibilmente, è la quantità di scorte che le imprese decidono di mantenere. Ciò significa che, nell’ambito della ricerca fondamentale, aspetti come i livelli delle giacenze e il potere di prezzo assumeranno una grande importanza. In questo scenario vi saranno inevitabilmente vincitori e perdenti, e un posizionamento attivo indirizzerà gli investitori verso il successo, soprattutto nel contesto delle opportunità cicliche nel primo semestre dell’anno.Storicamente si registra una correlazione tra rialzo dei tassi d’interesse e calo delle valutazioni azionarie. L’aumento dei tassi nel 2022 potrebbe mettere sotto pressione i multipli azionari, per cui è importante che gli investitori siano consapevoli di ciò per cui pagano. Per chi ha un’esposizione value inferiore alla propria allocazione strategica, il 2022 potrebbe offrire un contesto propizio per incrementarla. Ciò detto, puntare sui titoli sottovalutati non è una tesi d’investimento; in un contesto di accresciuta dispersione, è essenziale valutare i fondamentali di un’azienda rispetto al prezzo.Le azioni sono costose nella maggior parte delle regioni, ma su base relativa le valutazioni sono più interessanti in Europa e nei mercati emergenti rispetto agli Stati Uniti. Le notizie relative alla Cina e le pressioni inflazionistiche potrebbero innescare una certa irrequietezza rispetto ai mercati emergenti, ma un’allocazione strategica appare comunque sensata a condizione che sia in linea con la propria tolleranza al rischio. (abstract : http://www.columbiathreadneedle.it)

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Robeco: È probabile che i rendimenti azionari si concentreranno sul breve periodo

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2021

A cura di Colin Graham, Head of Multi Asset Strategies e Co-Head of Sustainable Multi Asset Solutions di Robeco: Con l’emergere di Omicron, l’ultima e più contagiosa variante del Covid-19, gli investitori sono stati costretti a rivedere le loro previsioni per il 2022. Le azioni sembrano rimanere la scelta migliore, ma è probabile che i rendimenti si concentrino più sul breve che sul lungo periodo, quando le banche centrali inizieranno ad alzare i tassi d’interesse. Per noi, lo slancio economico, i tassi d’interesse e la liquidità volgeranno tutti nettamente a favore degli asset rischiosi, anche se un eventuale lockdown degli Stati Uniti potrebbe indurci a mettere in discussione queste prospettive. Pertanto, i rendimenti azionari arriveranno più facilmente quest’anno, piuttosto che l’anno prossimo o quello successivo – cioè, si concentreranno sul breve periodo. L’eccesso di liquidità che deteniamo ora si ridurrà sostanzialmente una volta che il ciclo restrittivo si troverà nella sua fase più acuta nel 2023 e 2024. Ed è molto probabile che la Banca d’Inghilterra e anche la BCE si accoderanno alla Fed per una stretta entro il 2023 o il 2024. La correlazione tra i rendimenti del mercato azionario e l’espansione del bilancio delle banche centrali è stata molto elevata e positiva. Se l’espansione del bilancio rallenta, anche i rendimenti azionari tenderanno sicuramente a concentrarsi sul breve periodo per le stesse ragioni. Per le azioni, in rapporto alla crescita nominale che sostiene l’azionario e l’obbligazionario, le aspettative di utili sono troppo basse l’anno prossimo. Pensiamo che le aspettative di utili saliranno nel corso del prossimo anno: attualmente i margini sono elevati, ma inizieranno a scendere quando i costi dei fattori produttivi e in particolare del lavoro inizieranno a salire più avanti nel corso del 2022. Almeno per i prossimi trimestri, quindi, intravediamo effettivamente un maggiore potenziale di rialzo nelle azioni, portando con sé premi al rischio più positivi rispetto a quelli obbligazionari. Per quanto riguarda la Cina, permangono tensioni con gli Stati Uniti e un potenziale focolaio di crisi legato alla contesa sull’isola “separatista” di Taiwan. Tuttavia, Pechino deve dare la precedenza alle questioni interne perché il quadro di crescita generale si sta indebolendo e sinora l’aumento dei consumi langue. Il Paese sta ancora cercando di risolvere i problemi del debito e la questione immobiliare. I mercati del credito cinesi sono sotto pressione e il ciclo di espansione del credito si sta deteriorando; quindi, la Cina cercherà di stimolare la crescita e la prosperità. Il governo potrebbe cercare fuori dai suoi confini una causa che unisca il popolo e quindi potrebbe accrescere deliberatamente le tensioni nello stretto di Taiwan e nel Mar Cinese Meridionale, ma non è detto che questa prova di forza si trasformi in qualcosa di più serio. http://www.verinieassociati.com/

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La crescita rallenta ma le azioni continuano a sovraperformare

Posted by fidest press agency su sabato, 6 novembre 2021

A cura di Richard Flax, Chief Investment Officer Moneyfarm. Di recente abbiamo notato indicatori che mostrano un rallentamento della spinta economica in molte aree chiave. Le azioni, tuttavia, continuano a performare in senso positivo. Come si spiega? Partiamo dalla teoria. È possibile mettere in relazione crescita economica e rendimenti azionari? Le evidenze sono contrastanti soprattutto nel breve e nel medio termine. Un’ampia letteratura sostiene che la correlazione sia piuttosto scarsa. Il primo punto da menzionare riguarda le valutazioni: se la crescita è forte, ma le valutazioni sono elevate, ciò potrebbe suggerire il fatto che le azioni prezzino già tale crescita. Una relazione più interessante potrebbe esserci tra la crescita economica e gli utili aziendali. Anche questa relazione non è, tuttavia, così chiara. In termini di dati storici, è notevole il caso della Cina, dove una crescita molto forte del PIL reale non si è sempre tradotta in una migliore redditività aziendale.Aggiungiamo che la crescita del PIL reale potrebbe non essere la metrica più importante per gli investitori azionari. Dopotutto, gli investitori sono interessati ai rendimenti nominali. Tutto considerato, ci sembra di poter dire che la crescita economica a breve termine potrebbe non essere il driver più importante per i rendimenti azionari. L’attuale contesto di crescita sembra un po’ più debole di quanto ci saremmo aspettati alcuni mesi fa. Ecco alcuni grafici per illustrare il punto. Il primo mostra le previsioni per il PIL degli Stati Uniti per il 2021 e suggerisce che le previsioni sono positive ma sono state riviste al ribasso durante il secondo semestre. Niente di drammatico, ma la direzione del trend (un rallentamento della forte ripresa recente) sembra abbastanza chiara. Lasciando in pace i cinici per un momento, sembra chiaro che le aziende statunitensi quotate abbiano continuato a fare bene nel terzo trimestre. Ma forse questo non coglie appieno l’intera portata delle sfide – catena di approvvigionamento, inflazione – che si stagliano all’orizzonte. Guardando i dati forniti da Reuters, possiamo vedere che, per le società che hanno segnalato finora, in media le aspettative per il prossimo trimestre sono diminuite solo marginalmente (di meno dell’1%). Questi cambi nelle aspettative sono probabilmente la conseguenza dei segnali che le aziende mandano agli analisti per indicare un trend di rallentamento. Sfortunatamente, non disponiamo di dati esaustivi per stabilire con certezza se si tratti di una tendenza fisiologica dopo mesi di forte espansione o del sintomo di un rallentamento più strutturale dell’economia. Ma si tratta di un altro indizio da considerare nell’ambito delle nostre valutazioni sui mercati e dell’economia nei prossimi mesi. (abstract) http://www.moneyfarm.com

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Progretto internazionale sulle azioni di tutorato

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2021

Camerino Esplorare il potenziale dell’intelligenza artificiale per prevedere il successo accademico, rilevare in anticipo gli studenti a rischio di abbandono e sviluppare servizi di tutoraggio innovativi per fornire un supporto tempestivo e personalizzato agli studenti: questi sono stati i temi trattati nel primo meeting transnazionale di STAR.APP, tenutosi presso l’Università di Camerino. I lavori sono stati aperti dalla Delegata del Rettore per il Tutorato, prof.ssa Loredana Cappellacci, che ha ringraziato le università straniere e tutti i partner di progetto per il lavoro svolto durante i lunghi periodi di lockdown, rivolgendo anche un ringraziamento particolare al coordinatore scientifico del progetto, prof. Renato De Leone, docente della sezione di Matematica di Unicam e Delegato del rettore la mobilità internazionale.STAR.APP è un progetto finanziato dal programma Erasmus+ e coinvolge 6 partner di 5 paesi europei. Il progetto fa incontrare e comunicare saperi legati all’orientamento, alla pedagogia e all’intelligenza artificiale per sviluppare servizi di tutorato efficaci ed innovativi per gli studenti universitari. https://www.star-app.eu/

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Ammissione a quotazione delle azioni ordinarie ATON Green Storage S.p.A.

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2021

Spilamberto (Modena). ATON Green Storage S.p.A (PMI Innovativa) (“ATON” o la “Società”) operante nel mercato dell’ingegnerizzazione e produzione di sistemi di accumulo di energia per impianti fotovoltaici comunica che, in data odierna, Borsa Italiana S.p.A. ha disposto l’ammissione a quotazione delle azioni ordinarie ATON Green Storage S.p.A. su AIM Italia, mercato organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A. Nell’ambito del collocamento sono state offerte in sottoscrizione n. 2,5 milioni di azioni ordinarie dinuova emissione. Il prezzo di offerta è stato fissato in Euro 4,0 per azione, per una raccolta complessiva di € 10 milioni. La domanda complessiva, che al prezzo di offerta ha superato di quasi 5 volte il quantitativo di azioni offerto, è pervenuta da primari investitori qualificati italiani ed esteri. Alla data di inizio delle negoziazioni la capitalizzazione di mercato ed il flottante previsti di ATON saranno, rispettivamente, pari a circa Euro 30 milioni ed al 33.33% del capitale sociale della Società.

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Le azioni value guideranno i rendimenti del resto dell’anno?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2021

A cura di Richard Flax, Chief Investment Officer Moneyfarm. Il primo trimestre di quest’anno è stato molto fluido e ricco di spunti. Uno dei movimenti più interessanti è senza dubbio quello dei tassi sulle obbligazioni governative statunitensi a lungo termine. Il tasso di interesse sui titoli di stato a 10 anni è aumentato costantemente nel corso del trimestre. A inizio gennaio era dello 0,91%, ha chiuso il trimestre all’1,74%. Un movimento così netto non è stato sicuramente ideale per la parte obbligazionaria dei portafogli (i quali in generale hanno performato positivamente, trainati dalla componente azionaria). Se volessimo trovare una lettura positiva, l’aumento dei rendimenti obbligazionari è il sintomo di una considerevole ripresa economica nel 2021. Molti indicatori, sia nell’industria sia nei servizi, hanno già cominciato a dare segnali forti in questo senso. L’aspetto problematico è sicuramente la possibilità di vedere un aumento dell’inflazione, ma come abbiamo già avuto modo di dire, non ci aspettiamo di vedere un’accelerazione talmente sostenuta da costringere le banche centrali a una stretta monetaria.Il secondo tema che ha caratterizzato il trimestre è la rotazione azionaria, un movimento che avevamo in qualche modo anticipato già alla fine dello scorso anno. Abbiamo visto gli investitori spostare la loro attenzione dai cosiddetti titoli growth ai titoli value, aziende che hanno sofferto lo scorso anno le cui prospettive potrebbero migliorare con l’accelerazione dell’economia globale. Nel 2020, il principale indice growth ha sovraperformato la sua controparte value di circa il 35%. Nel primo trimestre di quest’anno, value ha battuto growth di oltre il 9,5%. In terzo luogo, gli investitori rimangono affascinati dalle aziende e dalle tecnologie dirompenti. Le criptovalute e le cosiddette SPAC (Special Purpose Acquisition Company) continuano a suscitare un notevole interesse. Enormi flussi di investimento continuano a confluire in investimenti “sostenibili”. Questa rincorsa verso l’innovazione sta condizionando anche la direzione delle politiche. Ad esempio, l’amministrazione statunitense è già stata piuttosto attiva sul fronte fiscale, avanzando proposte per aumentare le aliquote dell’imposta sui profitti delle aziende e introducendo un’aliquota fiscale globale minima per ridurre l’elusione fiscale da parte delle multinazionali. Quarto: abbiamo ricordato i potenziali colli di bottiglia nell’economia globale. Il blocco del Canale di Suez da parte della nave portacontainer Ever Given ha ricordato in modo suggestivo quanto ancora le catene del valore mondiali dipendano da pochi snodi cruciali. Quinto, l’ascesa della Cina continua. Il governo cinese è diventato sempre più attivo nella sua diplomazia e le sue relazioni con gli Stati Uniti sembrano piuttosto gelide. Dal punto di vista economico vediamo invece il dragone andare in controtendenza. Mentre il resto del mondo sta cercando di accelerare la crescita, le autorità cinesi sembrano frenarla, cercando di limitare il livello di leva di un’economia che resta fortemente dipendente dal credito. Con la ripresa economica in Cina più avanzata che altrove, questo potrebbe rivelarsi un processo decisionale efficace. Sesto punto, la Brexit. Inevitabilmente, con l’economia bloccata dal Covid-19 è difficile ottenere un quadro completo delle effettive conseguenze dell’uscita del Regno Unito dall’Ue, un banco di prova non solo per quanto riguarda il futuro di quella che resta la quinta economia globale, ma anche per la solidità del progetto europeo (che risulterebbe sicuramente indebolito se, oltre a una migliore gestione del piano vaccinale, il Regno unito centrasse anche la ripresa economica in modo efficace). I primi segnali non sembrano particolarmente buoni per le future relazioni Regno Unito-Ue. Infine, sul fronte sanitario il lancio della campagna vaccinale è stato agrodolce. Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno mostrato alcuni notevoli successi, un netto miglioramento rispetto alle loro prestazioni pandemiche del 2020. L’Ue, in particolare, è rimasta indietro e le disparità nella diffusione dei vaccini a livello globale rimangono una fonte di preoccupazione, non solo per i possibili effetti della pandemia nei paesi rimasti indietro ma, soprattutto, perché continuano ad emergere nuove varianti. Abbiamo deciso, tuttavia, di aumentare il livello di rischio dei portafogli, convinti che questo ci aiuterà a cogliere importanti opportunità di rendimento nel lungo termine. Continuiamo a guardare avanti, analizzando tutti i nuovi trend che caratterizzano l’economia mondiale.

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Azioni europee: l’apice del pessimismo è ormai alle nostre spalle

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

A cura di Ann Steele, Gestore di portafoglio di Columbia Threadneedle Investments. Vi sono motivi di ottimismo per il 2021. Dimenticatevi la ripresa a forma di “U”; la lettera del 2021 è la “V” di “vaccino”. Secondo il nostro scenario di riferimento, nella prima parte del 2021 in Europa si assisterà alla distribuzione dei vaccini, che consentirà a imprese e consumatori di iniziare a tornare alla normalità. Anche in caso di ritardi e ulteriori chiusure, l’impatto economico del Covid-19 dovrebbe ridursi notevolmente nel nuovo anno. Ci aspettiamo una netta ripresa degli utili delle società penalizzate dal virus, nonché sostegno dalle misure di stimolo fiscale a livello europeo, iniezioni di liquidità dalle banche centrali e una ripartenza per aziende e consumatori.La disoccupazione dovrebbe salire, ma molti dei consumatori europei che hanno mantenuto il lavoro hanno costituito riserve di liquidità, come dimostrato dal saggio di risparmio delle famiglie nell’eurozona, che nel secondo trimestre 2020 ha raggiunto un record massimo del 24,6%.1 L’Unione europea ha approvato un pacchetto di stimoli da 750 miliardi di euro2 per contrastare la pandemia, inoltre il quantitative easing e i tassi d’interesse ai minimi storici della Banca centrale europea, della Bank of England e di altri istituti centrali europei dovrebbero protrarsi nel 2021.Numerose società europee hanno tagliato i costi e migliorato l’efficienza operativa sulla scia del Covid-19. Ragion per cui la nostra tesi centrale parte dal presupposto che le azioni europee godano di un buon supporto. Ciononostante, riteniamo che alcune aziende non sopravviveranno o saranno penalizzate dalla crisi. Quindi, data la presenza di leader e fanalini di coda, le performance come sempre dipenderanno dalla selezione dei titoli.Siamo dell’idea che i vincitori europei del 2021 ricadranno in due categorie. La prima è composta da società competitive a livello mondiale con marchi validi, solidi team dirigenziali e un forte potere di fissazione dei prezzi. Spesso i modelli di business di queste aziende hanno salvaguardato i loro utili nel 2020 e in alcuni casi, come sanità e tecnologia, hanno permesso loro di trarre vantaggio dal contesto di “nuova normalità”.La seconda riunisce quelle società che hanno subito un calo degli utili ma anche un crollo delle quotazioni, titoli fortemente ipervenduti a fine anno, che in alcuni casi non meritavano una punizione così severa. Ci aspettiamo che molti di questi titoli evidenzino una solida ripresa degli utili nel 2021. Inoltre, mentre il 2020 volge al termine, molte società europee sono talmente a buon mercato da farci ipotizzare un boom delle operazioni di fusione e acquisizione.Alla luce di ciò, proprio come nel 2020, la selezione dei titoli sarà fondamentale e farà leva sui maggiori punti di forza di Columbia Threadneedle Investments, dove le decisioni di investimento sono supportate da un team completo di analisti settoriali esperti.
Oltre al vaccino, altri due temi influiranno sui mercati azionari europei all’inizio del 2021: i rapporti tra Londra e Bruxelles dopo la Brexit e l’impatto dell’arrivo di Joe Biden alla presidenza degli USA.Occorre mettere in conto potenziali perturbazioni degli scambi commerciali tanto per le imprese britanniche quanto per quelle europee l’anno prossimo, a causa della riorganizzazione delle catene di produzione. Tuttavia, tenuto conto della buona volontà di entrambe le parti di appianare i dissidi, prevediamo che eventuali problematiche di grossa entità avranno vita breve.Da parte sua, la vittoria di Biden ha già prodotto un impatto positivo sui mercati globali: gli indici azionari hanno messo a segno forti rialzi all’indomani delle elezioni e man mano che venivano annunciate le alte cariche della nuova amministrazione. Il clima tornerà probabilmente in primo piano a livello globale, specialmente alla luce dell’imminente Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico nonché della promessa della Cina di azzerare le emissioni nette di carbonio entro il 2060. Ciò è positivo per le strategie che applicano criteri ambientali, sociali e di governance (ESG). Il 2020 è stato un anno complesso per gli investitori. Dal suo punto di minimo al suo punto di massimo (durante il lockdown di marzo, all’apice del pessimismo), l’Euro Stoxx 50 Index ha ceduto quasi il 40%.4 Ma alle porte del 2021 il pessimismo è ormai acqua passata. E per gli investitori azionari ciò significa che vi sono potenziali guadagni da inseguire.

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“Quali sono le prospettive per le azioni e i mercati statunitensi?”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 gennaio 2021

A cura di Nicolas Janvier, Responsabile azionario USA, EMEA di Columbia Threadneedle Investments. Oggi a mezzogiorno, come previsto dalla Costituzione degli Stati Uniti, Joseph Robinette Biden Jr, presterà giuramento come 46° presidente degli Stati Uniti. Ogni elezione presidenziale americana è controversa; tuttavia, la straordinaria faziosità della stagione elettorale ha portato a quello che di solito è un periodo di “buoni rapporti”, in quanto il potere passa da un’amministrazione all’altra. Mentre i Democratici hanno ora il controllo effettivo sia della Camera dei Rappresentanti sia del Senato, la debole maggioranza della Camera, insieme ad un Senato diviso, metterà probabilmente alla prova l’abilità politica del nuovo Presidente nel mettere in atto il suo programma.
Naturalmente, l’amministrazione statunitense entrante influenzerà anche il mondo del business. La nostra ricerca indica che ci saranno chiari vincitori e perdenti di settore in una presidenza Biden. Tuttavia, i cambiamenti nelle amministrazioni presidenziali raramente portano a cambiamenti sostanziali e radicali nell’economia statunitense, anche quando si passa da un’amministrazione conservatrice a una liberale, o viceversa. In termini di performance complessiva del mercato, abbiamo visto i mercati performare bene sia sotto i presidenti repubblicani sia sotto quelli democratici. Tuttavia, ci sono aspetti su cui gli investitori potrebbero voler rivolgere la loro attenzione.Il percorso dell’introduzione del vaccino Covid-19 sarà probabilmente al centro dei primi giorni di lavoro di Biden, che si è impegnato ad effettuare 100 milioni di vaccinazioni nei suoi primi 100 giorni. Per mitigare l’impatto della pandemia, prevediamo un nuovo ciclo di stimoli, un pacchetto che comprende una combinazione di sostegno aggiuntivo alle piccole imprese e pagamenti diretti alle famiglie, tra le altre cose, che sarà il primo ordine del giorno per la nuova amministrazione e il Congresso. Questo impegno potrebbe fare la differenza, poiché lo stimolo fiscale a breve termine è un ponte importante che potrebbe aiutare a superare il baratro dell’economia derivante dall’attuale crisi sanitaria.Nel corso del 2020, l’S&P 500 ha prodotto un rendimento totale di oltre il 18%, un risultato notevole se si considera che ha sopportato la più rapida discesa in un bear market della storia; utilizzando solo 16 sessioni di trading per scendere del 20% a marzo, e scendendo di oltre il 30% dal punto di massimo. Ma con le azioni che ora sono di nuovo vicine ai massimi storici, trainate da stimoli fiscali e monetari e dall’accesso a vaccini efficaci sempre più forti, la domanda principale per gli investitori dei mercati azionari statunitensi è come posizionare i loro portafogli per un’economia che torna alla normalità dopo lo shock del Covid-19? In questo contesto, crediamo che un approccio attivo e disciplinato, alimentato da una profonda ricerca di base, abbia senso.Per quanto riguarda i settori, è probabile che ci saranno vincitori e vinti a causa dei cambiamenti di politica, mentre gran parte del contesto politico ed economico continuerà a essere in evoluzione. Pertanto, il nostro team di US Equity sta lavorando a stretto contatto con il nostro team di Ricerca Fondamentale per analizzare i temi principali che guideranno il nostro posizionamento di settore e la selezione dei titoli nei mesi e negli anni a venire. Con l’aumento della volatilità e la crescente dispersione dei rendimenti azionari, è più importante che mai contenere il fenomeno. Capire come le singole aziende si comporteranno probabilmente in un ambiente dominato dai principali temi che abbiamo identificato, è probabile che si presentino opportunità significative nei prossimi trimestri e anni. Si tratta di una situazione che favorisce fortemente un approccio attivo e bottom up alla selezione dei titoli basato sulla ricerca fondamentale.
La transizione pacifica del potere in America risale al 1797, quando George Washington passò le responsabilità dell’Ufficio del Presidente degli Stati Uniti a John Adams. Dato il divario politico che il Paese sta conoscendo in questo momento, sarà importante che gli investitori superino una tendenza a reagire in maniera emotiva. La storia ci dice che l’economia e i mercati andranno avanti. Rimarremo impegnati a sostenere i nostri clienti e a mantenere il loro successo come nostra priorità.

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Importanti cambiamenti all’orizzonte per il 2021: Azioni europee

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

A cura di Columbia Threadneedle Investments. By Ann Steele Gestore di portafoglio, Azioni europee. Nel 2021 il mondo cambierà! La Brexit si sarà conclusa, vi sarà un nuovo presidente alla Casa Bianca e i vaccini contro il Covid-19 saranno disponibili. I trend negativi del 2020 non si sono ancora del tutto esauriti, ma possiamo essere ottimisti. Ci aspettiamo una netta ripresa degli utili di società penalizzate dal virus, nonché sostegno dalle misure di stimolo fiscale, abbondante liquidità e una ripresa per le aziende e i consumatori. L’Europa vanta un gran numero di aziende solide con marchi validi, competitive a livello globale e che possono contare su un eccellente potere di prezzo e su un’ottima gestione. Gli utili dovrebbero recuperare terreno e le società che hanno retto alla crisi e che sono state ipervendute nel 2020 dovrebbero registrare un rimbalzo. Alcune aziende non sopravviveranno o saranno penalizzate dalla crisi. Quindi, data la presenza di leader e fanalini di coda, le performance come sempre dipenderanno dalla selezione dei titoli. La Brexit potrebbe danneggiare notevolmente le imprese sia europee sia britanniche. Un’uscita senza accordo è ancora possibile, ma appare più probabile un accordo “di base”, in quanto la buona volontà di entrambe le parti dovrebbe assicurare il raggiungimento di un’intesa. Tuttavia la complessità delle catene di produzione e delle operazioni continua a far temere potenziali destabilizzazioni. Nel 2021, Joe Biden potrebbe concordare un’agenda globale comune con la Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, con un nuovo orientamento degli Stati Uniti sul tema. Tenuto anche conto del recente annuncio dell’intenzione della Cina di azzerare le emissioni nette di carbonio entro il 2060, tali sviluppi potrebbero inaugurare l’avvio di una politica coerente su scala globale; è quindi essenziale rivalutare il posizionamento sui temi ambientali a livello mondiale.

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Covid-19: “Azioni immediate, ma le scuole restino aperte”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2020

Intervenire subito con chiusure nelle aree più a rischio, potenziare test e tracciamento, mantenere aperte le scuole per i ragazzi fino ai 14 anni. Sono queste alcune delle richieste espresse da 12 tra i più importanti medici e ricercatori italiani, contenute in un documento inviato al governo e ai membri del Comitato Tecnico Scientifico, in vista della firma del nuovo DPCM prevista per oggi. Il testo, sottoscritto tra gli altri da Antonella Viola, immunologa dell’Università di Padova, e Susanna Esposito, ordinaria di Pediatria dell’Università di Parma e consulente dell’OMS, si sottolinea la gravità della situazione in Italia: «Tutti i dati confermano la forte criticità della diffusione di SARS-CoV-2 nel Paese. La maggior parte delle Regioni italiane presenta le caratteristiche descritte nello scenario n. 4 del Piano redatto dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità» Questo quadro, continuano gli autori del documento, «impone azioni restrittive da attuarsi rapidamente».Le misure richieste nel documento vanno dalla costituzione di “zone rosse” per un periodo minimo di 3 settimane nelle città di Milano, Napoli, Roma e Genova. Nel resto del Paese si individua come prioritaria l’assunzione di personale sanitario, l’adeguamento tecnologico per le attività di test e tracciamento, e il potenziamento del trasporto pubblico nelle aree a maggior rischio.Gli scienziati domandano, inoltre, l’inserimento nel prossimo pacchetto di misure previste dal governo l’obbligo allo smart working per tutte le attività dei settori pubblici e privati effettuabili in modalità agile e la sospensione per un periodo di due settimane delle attività non essenziali.Particolare attenzione è riservata al tema delle scuole: secondo gli autori, è «essenziale» che i servizi educativi 0-6 anni, le scuole elementari e medie continuino le attività educative e didattiche in presenza. «La loro chiusura avrebbe conseguenze psicologiche, educative e sociali drammatiche, a fronte di una non significativa riduzione dei contagi». Bocciata anche l’ipotesi, circolata negli ultimi giorni, di spostare in didattica a distanza i ragazzi di terza media. Per quanto riguarda i più piccoli, le scuole aperte avrebbero anche conseguenze economiche: «la frequenza a questi servizi dei bambini di 0-6 anni consentirebbe l’attività lavorativa dei genitori».Una strategia differente viene invece individuata per le università, per le quali i medici chiedono il passaggio alle lezioni online al 100% per il primo semestre dell’anno accademico, ad eccezione dei tirocini professionalizzanti e delle attività di laboratorio.Gli autori concludono chiedendo «l’elaborazione di una strategia di medio-lungo periodo», in cui le scuole aperte devono essere considerate dal governo come un servizio essenziale.

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Le azioni aurifere sono sempre più una fonte di reddito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

Dopo la fusione tra Barrick e Randgold e la successiva acquisizione di Goldcorp da parte di Newmont, entrambe le società hanno costantemente mostrato di volersi focalizzare sui rendimenti per gli azionisti piuttosto che sull’aumento dei volumi gestiti. Entrambe hanno aumentato i dividendi ed enfatizzato il fatto che dispongono di asset dalla durata e dalla diversificazione ritenuti adatti per mantenere questi pagamenti per molto tempo. Tutto ciò non è passato inosservato alle altre società del settore, molte delle quali si stanno sforzando per raggiungere questi risultati, né agli investitori in cerca di reddito. Questo aspetto è stato messo in mostra nel report di Berkshire Hathaway, che quest’anno si è esposta a Barrick per 500 milioni di dollari. Molti sono rimasti stupiti dato che Warren Buffet è sempre stato considerato scettico nei confronti dell’oro, avendo egli stesso affermato che “manca di utilità” e “non produce nulla”.In ogni caso, questa mossa evidenzia l’attuale forza intrinseca del settore estrattivo connesso al metallo giallo, che poi è ciò che gli permette di sostenere l’aumento dei dividendi, quando tutti gli altri settori hanno dovuto tagliarli. I rendimenti aggregati sono sempre stati il fulcro della filosofia di investimento di Buffet e, dopo molti anni passati ad inseguire unicamente la crescita, le imprese nel settore si sono ora maggiormente concentrate nell’aumentare i ritorni e restituire parte dei guadagni che hanno generato agli azionisti. Ci aspettiamo che sempre più investitori generalisti inizieranno ad osservare più attentamente questo settore e che le imprese che vi operano inizino ad indirizzare il loro business sempre di più verso l’attrazione di questo gran numero di investitori di lungo periodo.Ci aspettiamo che l’attuale prezzo dell’oro resti stabile; la combinazione tra rendimenti reali negativi, importanti stimoli fiscali da parte delle banche centrali e un dollaro indebolito sosterrà la domanda. La correlazione negativa tra oro e rendimenti reali è ormai più che acclarata e i recenti interventi delle banche centrali hanno rafforzato la possibilità di utilizzare oro e azioni aurifere come fattore di diversificazione del portafoglio nel lungo periodo.Confermiamo anche la nostra previsione sul potenziale di crescita di questi titoli, nonostante gli alti guadagni già conseguiti quest’anno. Le azioni forniscono certamente una leva positiva nei confronti dell’aumento del prezzo dell’oro; tuttavia, anche se le sue quotazioni dovessero mantenersi all’interno del range attuale, è pur sempre vero che le società del settore stanno godendo di margini e produttività molto elevati e, nella maggior parte dei casi, di alti livelli di flussi di cassa netti. I bilanci sono solidi, i team di management sono cresciuti, il loro focus è maggiormente concentrato sui flussi monetari e sui rendimenti e meno sui volumi.Inoltre, dato che gli investitori sono attenti alle implicazioni di lungo periodo della pandemia, è probabile che aumenti la loro diffidenza verso l’esposizione ai debiti sovrani. Questo accresce ulteriormente l’attrattiva dell’oro e, se la commodity in sé non offre opportunità di reddito, le azioni lo fanno tramite i dividendi, che stanno crescendo sempre di più.In sintesi, guardando al futuro, se da un lato c’è incertezza rispetto al quadro macroeconomico, dall’altro, a nostro avviso, possiamo essere certi che l’oro e le azioni aurifere continueranno a rivestire un ruolo strategico all’interno di un portafoglio.

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