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Cefla diventa maggiore azionista di Stern Weber Polska

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

Cefla ha sottoscritto un accordo per l’acquisizione di una quota di maggioranza di Stern Weber Polska, storico partner nella distribuzione dei marchi Cefla Medical Equipment in Polonia. Stern Weber Polska, fondata nel 1993 a Varsavia da Krzysztof Błażejczyk, è uno dei primi distributori di macchinari e attrezzature per cliniche odontoiatriche in Polonia con un fatturato di oltre 15 mln di Euro equivalenti, generato con il contributo di uno staff di circa 40 persone e grazie anche alla collaborazione con oltre 120 tecnici autorizzati operativi su tutto il territorio polacco.
Stern Weber Polska vanta un rapporto ventennale con Cefla di cui è storico distributore per i principali marchi di prodotto in Polonia, la nazione che costituisce l’area europea che ha visto e auspicabilmente vedrà i maggiori tassi di crescita nel settore dentale nei prossimi anni.L’operazione condotta da Cefla segue una specifica strategia, riferita al solo mercato polacco, di sostegno e sviluppo delle alte quote di mercato che i prodotti Cefla Medical Equipment hanno conquistato negli anni coniugando prestazioni, qualità e servizio.
Cefla è un gruppo industriale che opera a livello internazionale in differenti ambiti produttivi attraverso 5 Business Unit: Engineering, Shopfitting, Finishing, Medical Equipment, Lighting.Il presidente di Cefla Gianmaria Balducci ha dichiarato: “Abbiamo ritenuto importante perseguire l’acquisizione della maggioranza di Stern Weber Polska indipendentemente dalla situazione di emergenza che in questo momento si vive a livello mondiale. Tale operazione è un segnale di come Cefla continui a investire nel proprio business sia in Italia che all’estero, guardando al futuro, anche in un periodo di crisi che colpisce indirettamente tutte le attività economiche e produttive”.Nell’operazione Cefla è stata assistita dallo Studio Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners e dallo Studio Wardynski & Partners in qualità di advisor legali e da Ernst & Young come consulente per la due diligence sugli aspetti societari.

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Telecom Italia in mani spagnole?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 gennaio 2010

La difesa dell’italianità di alcune aziende (Telecom, Alitalia, ecc..) e’ una boiata pazzesca. Lo confermano le indiscrezioni sul passaggio di Telecom Italia sotto il controllo esclusivo degli spagnoli di Telefonica. Un’ipotesi che al di la’ delle smentite e’ tra quelle al vaglio dei protagonisti  Una confusione prevedibile vista l’impostazione posticcia dell’azionariato attuale di Telecom Italia. Partorito proprio per garantire soci italiani a controllo del gestore, con l’ennesima cassaforte a garantire il comando a pochi e qualificati soci (Telco), e senza un credibile piano industriale condivisibile da Telefonica e soci italiani (Mediobanca, Generali e Intesa Sanpaolo e, fino a poco fa, la famiglia Benetton). La missione era impossibile, visto che il gestore spagnolo ha interessi concorrenti a quelli di Telecom Italia. Presto analogo destino toccherà ad Alitalia che inevitabilmente sara’ abbracciata da Air France. Ora si aprono due scenari.1 – Telecom Italia si fonde strategicamente con Telefonica e segue il suo destino (d’altronde Enel non ha comprato Endesa, il principale gestore elettrico spagnolo?) e la politica lascia fare il suo corso al mercato, badando esclusivamente a tutelare il servizio indispensabile agli utenti italiani e non più i soci e le loro (dis)avventure finanziarie. Se così fosse, occorrerà che le autorità competenti tutelino gli interessi degli azionisti di minoranza di Telecom Italia. 2 – Oppure scatterà di nuovo il riflesso incondizionato della politica italiana che si mobilitera’ per tutelare l’italianita’ di Telecom Italia. E da qui si potrebbero aprire nuovi scenari che, tra l’altro, non escludono una fusione tra il gestore telefonico e Mediaset, il coinvolgimento di Poste Italiane … e la valanga di polemiche conseguenti. Eppure la soluzione, a disposizione dei vari governi c’è. Telecom Italia da anni viene meno ai suoi impegni in fatto di garanzia del servizio universale (fornitura linea base), avendo trascurato la manutenzione e lo sviluppo della rete dell’ultimo miglio. Questo fatto legittima lo scorporo della rete da Telecom Italia, per affidarla ad altro soggetto giuridico con le risorse finanziarie adeguate e una strategia industriale coerente. Si eliminerebbe il problema dell’italianità che tanto accalora e darebbe maggiori garanzie agli utenti che sono interessati al tipo di prestazioni di una rete telefonica e non alla nazionalità dell’azionista.

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