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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘azionisti’

Tutela degli azionisti delle banche popolari

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 ottobre 2018

Bari, martedì 30 ottobre alle ore 16 incontro pubblico promosso dalla Camera Arbitrale e della Mediazione della CCIAA di Bari, in collaborazione con il Comitato per la tutela degli azionisti della Banca Popolare di Bari e tutte le Associazioni di consumatori componenti, che si svolgerà presso la Camera di Commercio. Nel corso della riunione saranno descritte sia le novità succedutesi negli ultimi mesi, sia tutte le azioni che si stanno svolgendo e da intraprendere in sede di proposta legislativa, civile, penale, e dinanzi alle Autorità di Vigilanza.INTERVENTI:
SALUTI Alessandro Ambrosi – Presidente della CCIAA di Bari e Avv. Marina Del Vecchio – Vice presidente della Camera Arbitrale e della Mediazione
Avv. Antonio Pinto – responsabile Confconsumatori: La tutela degli azionisti attraverso la Consob
Avv. Vincenzo Laudadio – responsabile Adusbef: La tutela degli azionisti attraverso il contenzioso in sede civile.
Dr. Andrea Cardinale – responsabile di Unione Nazionale Consumatori: La tutela degli azionisti attraverso la Banca d’Italia.
Dr. Francesco Decanio – responsabile Assoconsum: La tutela degli azionisti attraverso lo strumento della mediazione e conciliazione.
Avv. Alessandro Amato – responsabile Codacons: La tutela degli azionisti in sede penale.
Dr. Canio Trione – Presidente del Comitato per la tutela degli azionisti: La tutela degli azionisti attraverso una legge.
Modera l’incontro il Dr. Vincenzo Riglietta – responsabile di Adiconsum.

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Banche venete: gli azionisti lasciati senza alcuna tutela!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

bancaIn sede di conversione del decreto legge “salvabanche” devono essere assunte misure a tutela degli azionisti.“Incredibilmente l’operazione di salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca non comprende gli azionisti e cioè centinaia di migliaia di persone alle quali sono state vendute fraudolentemente le azioni, poi rivelatesi carta straccia”. E’ quanto dichiara l’Avv. Valentina Greco, legale dell’Unione Nazionale Consumatori, che prosegue: “si stigmatizza con forza la decisione del Governo che non può lontanamente pensare di lasciare sul lastrico tutti coloro che alle due banche hanno affidato i risparmi di una vita”. “Sarebbe opportuno – incalza Valentina Greco – che il Governo si comportasse responsabilmente modificando il decreto legge appena approvato, restituendo così tutela a soggetti del tutto incolpevoli, vittime di gravissimi illeciti recentemente accertati dalla Consob, che ha pubblicato numerosi provvedimenti sanzionatori a carico delle due banche”.

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Banche Venete e azionisti. Siamo messi molto male… e non ci sono uscite?

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 giugno 2017

BANCA

Ora che il Fondo Atlante ha detto no al salvataggio di Banca popolare Vicenza e Veneto Banca, che cosa succede per gli azionisti? Male, molto male. E’ bene ricordare che gli azionisti, nella maggior pare dei casi sono diventati tali per motivi diversi da quelli che dovrebbero spingere un risparmiatore all’investimento dei propri risparmi. Il cliché non e’ una novita’. Ogni volta che una banca sta per tirare le cuoia, come anche in questa occasione, ecco la pletora di risparmiatori/azionisti che: “ci fidavamo del direttore con cui spesso andavamo a prendere il caffe’ nella piazza del nostro paese”, “per noi era come il parroco”, e via cosi’. Tutte persone che magari avevano investito ingenti somme (per loro) e tutte in una sola banca, che e’ il massimo del cattivo investimento che, invece, andrebbe sempre diversificato… ma, per l’appunto, sono rimasti vittime dei promotori di quella banca (che promuovo il prodotto/denaro del loro datore di lavoro come un venditore promuove un aspirapolvere), e non si sono rivolti, magari, ad un consulente indipendente; vittime spesso anche di ricatti tipo “ti faccio
il mutuo se compri un po’ di azioni”, etc, piu’ o meno spacciati come passi “obbligatori” per l’avvio del rapporto; e tutto, ovviamente, non prendendo spesso in considerazione le norme che prevedono la profilazione dell’investitore per saggiare tipologia e consapevolezza al tipo di investimento .
In questo contesto, la vittima, oltre a chiedere l’intervento delle Autorita’ (Bankitalia e Consob) che avrebbero dovuto vigilare e che pare lo abbiano fatto poco e male, se non aderisce alle varie proposte che vengono fatte per dargli “quattro centesimi” al posto delle migliaia di euro che aveva a suo tempo devoluto alla specifica banca, gli rimane solo la possibilita’ della causa individuale, valutando gli eventuali risvolti anche penali di cui e’ stato vittima nella fase di convincimento e induzione dell’investimento.
Per capire in quale contesto ci stiamo muovendo, visto il rifiuto del Fondo Atlante di intervenire in attesa che un qualche privato si faccia avanti, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, per il salvataggio di queste banche ha escluso il ricorso al bail-in (il prelievo forzato di somme per chi ha un deposito superiore a 100.000 euro)… ma fino a quando? Non sarebbe la prima volta che un ministro cambia idea o viene smentito da altri che decidono per lui. E, se cio’ avvenisse, capiremmo tutti meglio come questa norma comunitaria sia massacrante del concetto e della pratica del risparmio, nonostante l’art. 47 della Costituzione ci dica che: la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Un massacro che al momento, nonostante tutto, vede sempre i risparmiatori nella veste di pagatori obbligati, e i responsabili delle gestioni di queste banche sempre premiati (stipendi alti, buonuscite,trasferimenti ad altri istituti, e approdi di vario tipo alla politica, economica e non solo). (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Oil Insurance Limited (OIL) dichiara un dividendo di 250 milioni di dollari

Posted by fidest press agency su martedì, 28 marzo 2017

hamiltonHAMILTON, Bermuda./PRNewswire/ OIL insurance ha tenuto l’assemblea annuale degli azionisti 2017 presso l’Hamilton Princess Hotel. Nel corso dell’assemblea, è stata effettuata la revisione ed approvazione del bilancio annuale 2016 nonché l’elezione dei membri del CdA.
Per il 2016, OIL ha registrato una perdita tecnica di 62,0 milioni di dollari. Includendo i proventi da investimenti e le spese amministrative, il reddito netto di OIL per l’anno è stato di 210,4 milioni di dollari. Dopo la revisione dei dati finanziari di fine anno, gli azionisti hanno approvato il bilancio e conto economico e hanno riconfermato l’incarico di KPMG come revisori dei conti per l’esercizio 2017.Inoltre, la società ha comunicato in occasione dell’assemblea annuale degli azionisti che il Consiglio di Amministrazione ha dichiarato un dividendo per un importo aggregato di 250 milioni di dollari per tutti gli azionisti risultanti entro il 1° gennaio 2017. Tale dividendo sarà pagato circa il 30 giugno 2017 come riconoscimento per il continuo successo e la solida situazione finanziaria di OIL. Infine, l’assemblea degli azionisti ha approvato tre modifiche minori al piano di rating e premi.Bertil C. Olsson, Presidente e AD, ha commentato che “Oil Insurance Limited è impegnata a fornire valore a lungo termine ai suoi membri offrendo limiti significativi relativi alle polizze con termini e condizioni ampi, restituzione del capitale in eccesso tramite crediti sui premi e dividendi quando opportuno nonché considerando almeno potenzialmente ulteriori coperture per migliorare la proposta di valore complessiva dell’essere un membro”.George Hutchings, Vicepresidente senior e Direttore operativo, ha dichiarato che “Il 2016 ha segnato il completamento del nostro processo di pianificazione strategica dopo che il Consiglio di Amministrazione ha approvato il piano strategico della società in occasione della riunione di dicembre del CdA. Nei prossimi anni, OIL metterà in atto il piano approvato concentrandosi sull’offerta di prodotti della società, sui servizi per i membri e su marketing e distribuzione”.Dopo l’aggiornamento dell’assemblea annuale degli azionisti, il Consiglio di Amministrazione si è riunito e ha eletto Roberto Benzan come Presidente del Consiglio di Amministrazione e Theo Guidry come Vicepresidente.Benzan ha notato che “Il dividendo di 250 milioni di dollari dimostra l’impegno del Consiglio di Amministrazione a restituire valore agli azionisti di OIL quando è prudente farlo”. Ha inoltre aggiunto che “OIL è saldamente posizionata su fondamenta fortissime create nei 45 anni di attività dell’azienda. In quel lasso di tempo, l’azienda si è costantemente concentrata sul valore per gli azionisti. Il Consiglio di Amministrazione è entusiasta di perseguire il nostro piano strategico, dato che rafforzerà ulteriormente la nostra complessiva proposta di valore per gli azionisti”.Per ulteriori informazioni sulle coperture di OIL per proprietà e sul relativo valore, vedere http://www.oil.bm.Oil Insurance Limited (OIL) assicura oltre 3.000 miliardi di dollari di attività globali per più di cinquanta membri con limiti di proprietà fino a 400 milioni di dollari per un totale di più di 19 miliardi di dollari nel complesso delle attività con rating A. I membri sono società pubbliche e private di medie o grandi dimensioni nel settore energetico con almeno 1 miliardo di dollari in beni fisici di proprietà e rating “investment grade” o equivalente. I prodotti offerti comprendono Cose e beni patrimoniali (Danni fisici), Tempeste, Inquinamento non graduale, Controllo dei pozzi, Terrorismo, Ciber, Costruzioni e Merci. I settori industriali protetti da OIL includono Esplorazione e produzione offshore e onshore esplorazione, Raffinazione e marketing, Petrolchimico, Minerario, Condutture, Utenze elettriche e altri settori correlati nel campo energetico.

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Parlamento Europeo: Voto finale su diritti degli azionisti e retribuzione degli amministratori

Posted by fidest press agency su sabato, 11 marzo 2017

BruxellesBruxelles. Nuove regole che mirano a vincolare gli obiettivi delle grandi aziende dell’UE alle prestazioni di lungo periodo, tramite il rafforzamento della partecipazione dei propri azionisti, saranno discusse lunedì e votate martedì. Gli azionisti avranno voce in capitolo sulla retribuzione degli amministratori e sarà resa più agevole l’identificazione degli azionisti da parte delle imprese.Tali strumenti, concordati informalmente da Parlamento e Consiglio nel dicembre 2016, darebbero il potere agli azionisti di votare le politiche di remunerazione degli amministratori e di collegarle più strettamente alle prestazioni a lungo termine delle aziende.Consentirebbero inoltre alle aziende di identificare più facilmente i propri azionisti e quindi facilitare il dialogo, oltre a rendere più facile, per gli azionisti, l’avvalersi dei propri diritti, come quelli di partecipazione e di voto alle assemblee generali.Allo stesso modo, i nuovi requisiti di trasparenza aiuterebbero gli investitori istituzionali e i gestori patrimoniali, spesso importanti azionisti di società quotate nell’UE, a intensificare il loro impegno di azionisti nelle strategie di investimento.

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Mitel annuncia l’accordo definitivo per l’acquisizione di Polycom

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2016

mercato globaleCernusco sul Naviglio. Mitel (Nasdaq:MITL) (TSX:MNW) and Polycom (Nasdaq:PLCM) annunciano che lo scorso 15 aprile hanno stipulato un accordo definitivo di fusione secondo cui Mitel acquisirà per contanti e scambio di azioni tutte le azioni ordinarie Polycom in circolazione, per un valore di circa 1,96 miliardi di dollari. In base ai termini dell’accordo, gli azionisti Polycom avranno diritto a 3,12 dollari in contanti e 1,31 azioni ordinarie di Mitel per ogni azione ordinaria di Polycom, o 13,68 dollari in base al prezzo di chiusura di un’azione ordinaria Mitel al 13 aprile 2016. La transazione ha rappresentato un premio del 22% per gli azionisti Polycom, valutato sui prezzi “non influenzati” delle azioni Mitel e Polycom del 5 aprile 2016 e si prevede si chiuda nel terzo trimestre del 2016 con l’approvazione degli azionisti, degli organi di regolazione la regolamentazione di altre condizioni di chiusura.
Il settore della Communicazione e Collaborazione sta attraversando un periodo di intenso cambiamento che sta rapidamente ridisegnando il panorama competitivo abbattendo le barriere tra mercati precedentemente distinti e domini tecnologici. Attraverso una serie di acquisizioni strategiche, Mitel ha capitalizzato con successo sulle dinamiche di mercato e ha trasformato la società per aiutare i clienti a operare in modo più efficiente ed economico. La fusione di Mitel e Polycom creerà un nuovo leader del settore unendo la leadership riconosciuta di Mitel come pioniere nelle comunicazioni globali con quella di Polycom, che vanta un portfolio completo per il mercato delle audio e videoconferenze.La nuova società avrà sede a Ottawa (Canada) e opererà sotto il nome di Mitel, pur mantenendo il marchio Polycom. Richard McBee, Amministratore Delegato di Mitel guiderà la nuova società. Steve Spooner, Direttore Finanziario di Mitel, manterrà il suo ruolo. AL completamento della transazione proposta, si prevede che gli amministratori di Polycom assumeranno due posizioni nel board di Mitel. Una volta unita, la nuova società avrà una forza lavoro mondiale di circa 7.700 dipendenti.”Mitel – ha affermato Rich McBee, CEO di Mitel – ha una visione semplice per fornire ai clienti soluzioni funzionali di comunicazione e collaborazione. Per dar vita a questa visione stiamo metodicamente sistemando i pezzi del puzzle che permettono di fornire una customer experience senza soluzione di continuità tramite qualsiasi dispositivo e qualsiasi ambiente. Polycom è uno dei marchi più rispettati nel mondo ed è sinonimo di alta qualità e capacità di ottenere audio e videoconferenze innovative che sono oggi la norma per le attività quotidiane. Insieme ai sistemi di comunicazione vocale di Mitel, la nuova società avrà le capacità e la tecnologia necessaria per fornire soluzioni davvero integrate ad aziende e fornitori di servizi in ambienti aziendali, mobili e cloud.”
“Polycom e Mitel insieme – ha dichiarato Peter Leav, Presidente e CEO di Polycom – vogliono portare un valore significativo ad azionisti, clienti, partner e dipendenti in tutto il mondo. Siamo ansiosi di lavorare a stretto contatto con il team di Mitel per assicurare una transizione graduale e unacontinua innovazione per portare il luogo di lavoro del futuro ai nostri clienti.” Scala mondiale e dimensione strategica portano vantaggi chiave ai clienti. La nuova società offrirà ai clienti una tecnologia integrata sostenuta da un impressionante ecosistema di partner. Le posizioni chiave di mercato includono:
· n.1 nelle comunicazioni cloud per il business (Fonte: Synergy Research Group, March 2016)
· n.1 nelle estensioni IP/PBX in Europa (Fonte: MZA Limited, March 2016)
· n.1 nei telefoni per conferenze (Fonte: Frost & Sullivan, Global Audio Conferencing Endpoints, November 2015)
· n.1 in sistemi Open SIP (Fonte: Synergy Research Group, September 2015)
· n.2 in sistemi di videoconferenza (Fonte: Q4 2015 UC Market Tracker – Telepresence Market Share Data Reports, February, 2016)
· n.2 nell’audio installato (Fonte: Frost & Sullivan, Global Audio Conferencing Endpoints, November 2015)
· Installazioni in oltre l’82% delle aziende Fortune 500
· Profonda integrazione dei prodotti con soluzioni Microsoft
· Implementazioni mobile in 47 delle 50 magiori economie del mondo
· Un portfolio combinato con più di 2.100 brevetti e più di 500 brevetti in corso di registrazione
· Presenza globale nei cinque continenti con circa 7.700 dipendenti in tutto il mondo
La piattaforma avanzata prevede di conseguire una crescita profittevole con opportunità di sinergie e significativa riduzione della leva finanziaria del debito
La nuova società avrà una piattaforma finanziaria significativamente più ampia con portata, scala e leva operativa necessaria per espandersi strategicamente in un mercato in continua evoluzione. I dati di sintesi della transazione includono:
· Diversa base di reddito con vendite pro forma di circa 2,5 miliardi di dollari nel 2015
· Forte generazione di flussi di cassa con EBITDA pro forma di circa 350 milioni di dollari nel 2015
· Rafforzamento del bilancio con leva del debito netto pro-forma 2015 di Mitel ridotto da 3,8 a 2.1
· Previsione di crescita per gli azionisti Mitel nel 2017
· Sinergie operative anticipate di circa 160 milioni di dollari entro il 2018, guidate dall’ottimizzazione della supply chain, dal consolidamento dei servizi e delle economie di scala.

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Assemblea degli azionisti di Intesa Sanpaolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2011

L’Associazione dipendenti di Banca Intesa chiede che le best practice della democrazia economica, già ampiamente diffuse in varie realtà europee, e soprattutto in quelle che meglio e prima hanno saputo uscire dalla crisi economico-finanziaria, vengano estese anche all’Italia, ad iniziare proprio dal Gruppo Intesa Sanpaolo. A presentare questa istanza, per certi versi totalmente innovativa per lo scenario creditizio nazionale, è stato, nel corso dei lavori della recente Assemblea dei soci di Intesa Sanpaolo, il vicepresidente dell’ADBI, Associazione Dipendenti Banca Intesa, Claudio Gulinello. Nel proprio intervento, Gulinello, a nome dell’ADBI, ha esposto il fermo convincimento che i lavoratori di Intesa Sanpaolo possano e debbano essere maggiormente coinvolti nella vita aziendale, “perché i dipendenti sono e dovrebbero essere gli attori principali dei piani industriali e dei bilanci sociali”. Gulinello, che è anche segretario nazionale di Unità Sindacale Falcri Silcea, il sindacato autonomo del settore del credito nato in gennaio dall’integrazione di Falcri e Silcea ed aderente alla Confsal, prima confederazione autonoma italiana, ha poi proseguito ricordando il forte interesse che gli economisti e la stampa di settore rivolgono al tema della partecipazione dei dipendenti alla vita dell’impresa, anche mediante la presenza di loro rappresentanti negli Organismi e nei Comitati di Sorveglianza delle banche, una favorevole circostanza, questa, che è già realtà in quei paesi europei (Germania e Svezia in particolare) che meglio hanno reagito alla situazione di crisi verificatasi in questi ultimi anni. Il vicepresidente di ADBI ha pertanto invitato il top management di Intesa Sanpaolo, pur in presenza di una legislazione italiana ancora debole in materia, a fare proprio l’invito all’attuazione di forme virtuose di democrazia economica, “in un’ottica di trasparenza e coesione aziendale sempre migliori”. L’ADBI ha fatto sentire la propria voce nell’assemblea di Intesa Sanpaolo anche per ribadire con determinazione di “non poter accettare che le politiche aziendali rivolte al contenimento dei costi vadano a ricadere solo ed esclusivamente sulla forza lavorativa, anche attraverso iniziative gestionali che producono tensione occupazionale”.

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Marchionne e il crollo vendite auto

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2011

La Slai cobas Fiat Alfa Romeo ha rilasciato il secondo comunicato: “Come già denunciato chiaramente dallo Slai cobas da oltre due anni oggi nessuno può più far finta di non accorgersi del fatto che Marchionne ha portato la Fiat sull’orlo del tracollo industriale. I risultati disastrosi del “piano” del pluripagato amministratore delegato vengono sottolineati dai dati delle immatricolazioni di marzo: su un mercato nazionale in flessione di circa il 28% Sergio, con la sua “strategia” riesce a far peggio di tutte le altre case automobilistiche ottenendo una flessione delle vendite Fiat del 32%! E, intanto, quanto più crollano le vendite, la Fiat più lo paga mentre l’azienda se ne sta andando dall’Italia: è questo il succo dell’ultima assemblea degli azionisti, al di là di qualche ambigua e balbettata smentita. Per chiudere in bellezza 112 anni di “storia patria”, la coppia Marchionne-Elkann ha comunicato che distribuirà agli azionisti per lo meno 100 (cento) milioni di euro di dividendi nel 2011 con cui potranno festeggiare il prospettato orizzonte industriale americano a stelle e strisce. È questo il corrispettivo economico degli stipendi annuali di 8/9.ooo operai in cassa ntegrazione. A Torino si sta concludendo la storia della Fiat nata nel 1899. Ora di Fiat ce ne sono due, una che non fa auto, ed un’altra, scorporata, che fa camion e trattori. In sostanza la Fiat Auto non c’è più, c’è la Chrysler, salvata dal fallimento dalle pensioni degli operai americani. Del resto, nel “cuore” della famiglia Agnelli e non solo di Marchionne, c’è sempre stata l’America. L’ha ricordato John Elkann narrando agli azionisti che il suo trisnonno senatore – quello che inaugurò la fabbrica di Mirafiori insieme a Benito Mussolini, ma questo John ha dimenticato di dirlo – già nel 1906 sbarcò a Detroit per fare affari con i fabbricanti locali di automobili, mentre in Italia, già all’epoca, la Fiat viveva con le commesse militari del governo Giolitti costruendo autoblindo per la prima guerra di Libia. Ma c’è chi non si arrende: quella larga parte di operai che, insieme allo Slai cobas e consapevoli delle speculazioni finanziarie in atto per fare salire le azioni in borsa man mano che la Fiat deindustrializza, hanno Votato NO al referendum di Marchionne consentendo, oggi, l’avvio di una prospettiva di reale organizzazione e mobilitazione a difesa dei livelli occupazionali (per tutti i lavoratori inclusi quelli delle terziarizzate e dell’indotto), e della democrazia, contro le pretese schiavistiche: insieme possiamo farcela! Per questo chiediamo a tutti i lavoratori di “schierarsi e mettersi in moto” perché sappiamo che, solo così, anche questa volta, sarà possibile farcela: lo abbiamo già dimostrato nel 1982 sconfiggendo il tentato licenziamento di 2.000 operai messi in cig a “zero ore” e per anni con vere e proprie liste di proscrizione”.

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Fiat meglio senza Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 ottobre 2010

“Non mi sorprende assolutamente quello che dice Marchionne, lui è pagato per dirlo. L’unico criterio di guida delle corporation è la massimizzazione a breve termine del rendimento finanziario, nella rincorsa continua al profitto, meglio se extra per dare soddisfazioni trimestrali agli azionisti”. Questo il severo commento di Emanuela Ferrari, viceresponsabile per le Attività Produttive e l’Industria dell’Italia dei Diritti, dopo le parole pronunciate nella trasmissione televisiva “Che tempo che fa” dall’amministratore delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne, il quale ha dichiarato polemico che “la Fiat potrebbe fare di più se potesse tagliare l’Italia”. Questa frase ha innescato immediatamente un acceso dibattito politico nel quale sono intervenuti i maggiori leader di partiti e sindacati italiani, divisi tra chi condivide e chi critica aspramente le posizioni espresse dal numero uno del Lingotto.
“Fin dai secondi anni ’70  – prosegue la Ferrari approfondendo la sua analisi – la principale forza propulsiva dell’economia mondiale è stata l’incessante tentativo delle grandi imprese di riportare con tutti i mezzi possibili il tasso di profitto ai maggiori livelli di vent’anni prima. Tra questi mezzi rientrano la riduzione del costo del lavoro, l’aumento dei prezzi rispetto alle retribuzioni, l’attacco ai sindacati condotto direttamente dallo Stato, che ha reso questi ultimi parte del sistema, passivi e conniventi, e la delocalizzazione delle unità produttive in zone del mondo dove i salari sono minori. Quindi – si domanda ironica l’esponente del movimento fondato da Antonello De Pierro – dov’è la novità? Solo il fatto che Marchionne lo abbia detto in televisione chiaro e tondo davanti a milioni di italiani, dando il benservito al Paese senza andare molto per il sottile?”.
Emanuela Ferrari indica la via da seguire: “Il Governo la smetta di pensare ai Marchionne di turno e investa il proprio tempo e le proprie energie per combattere la corruzione e l’evasione fiscale, affinché si possa imprimere fiducia agli investimenti esteri, ricreare occupazione e soprattutto dare ossigeno alle Pmi,  che sono in apnea a causa della crisi, senza perdere tempo ulteriore a rincorrere una gratitudine morale che non ci sarà”.

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“Operazione Trasparenza”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2009

Lettera aperta di Bolognetti (Radicali) ai Ministri Brunetta e Prestigiacomo Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e componente della Direzione Nazionale di Radicali Italiani Gentili Ministri Stefania Prestigiacomo e Renato Brunetta, circa un anno fa, nel maggio del 2008, il Ministro Brunetta ebbe a varare un’apprezzabile iniziativa intitolata “Operazione trasparenza”. Il 24 maggio del 2008, nel corso di una conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, il Ministro pronunciò parole chiare, affermando che “la Pubblica amministrazione deve essere trasparente come una società quotata, che risponde agli azionisti”.  In quell’occasione, il Ministro Brunetta ebbe ad aggiungere che gli azionisti della pubblica amministrazione “sono i cittadini”. Con queste premesse, tocca segnalare a entrambi che sul sito Ministero dell’ambiente non sono consultabili importanti documenti inerenti ai siti di bonifica di interesse nazionale. Ne ho personalmente fatto esperienza, avendo presentato, in data 26 novembre 2009, una richiesta finalizzata ad acquisire i verbali delle “Conferenze di servizio decisorie” inerenti al sito di bonifica di interesse nazionale della Val Basento. Quello che è accaduto è che, dopo aver trascorso circa un’ora al telefono, dagli uffici di via Colombo hanno risposto invitandomi a recarmi presso gli uffici del Ministero. Quando ho chiesto agli uffici preposti se non fosse possibile -essendo io residente a Latronico in provincia di Potenza- ricevere a mezzo posta elettronica i verbali, mi hanno risposto “non è possibile”. I verbali non sono in rete e quindi non possono essere consultati con facilità. L’unico modo per poterne entrare in possesso è quello di recarsi presso gli uffici del Ministero. Signori Ministri, trasparenza per noi Radicali significa anche, o forse soprattutto, facilità di accesso ai dati e ai documenti prodotti dalla pubblica amministrazione, soprattutto quando dati e documenti riguardano situazioni di inquinamento ambientale che mettono a repentaglio la salute dei cittadini “azionisti”. Di tutta evidenza la risposta che abbiamo ricevuto dal Ministero dell’Ambiente non va in questa direzione. Proviamo ad immaginare che un cittadino “azionista” di Palermo o di Cagliari abbia la necessità di consultare i documenti da noi richiesti: è giusto chiedergli di farsi un viaggio a Roma per poterne entrare in possesso? Signori Ministri, nel rinnovare l’apprezzamento per il tentativo teso a modernizzare la pubblica amministrazione, voglio rivolgervi pubblicamente una richiesta affinché importanti documenti inerenti alle attività di bonifica siano resi di facile consultazione attraverso la pubblicazione sul sito del Ministero dell’Ambiente. E’ questa l’unica strada praticabile per onorare il diritto a conoscere per deliberare in un ambito decisivo per la salute dei cittadini”.

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Novità per gli azionisti di Alitalia

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2009

Il componente nazionale del  Dipartimento Tematico Nazionale dell’Italia dei Valori “Tutela del Consumatore” Giovanni D’Agata sottolinea che Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri pomeriggio la manovra d’estate che contiene importanti novità per gli azionisti della vecchia compagnia di bandiera. Gli azionisti potranno cedere i titoli al Tesoro per un controvalore determinato sulla base del valore medio di borsa delle azioni nell’ultimo mese di negoziazione ridotto del 50%, pari a 0,2722 del valore nominale” Proprio nel Tribunale di Lecce è stata avviato il primo giudizio civile per il risarcimento del danno da parte di numerosi azionisti, difesi dal prof. Fernando Greco  e dall’avv. Francesco D’Agata, al fine di individuare la responsabilità del Presidente del Consiglio per aver interferito nella relazione commerciale in fieri tra Alitalia ed Air France.  Ciò ha reso sempre più impervia la prosecuzione delle trattative con Air France fino al punto in cui Air France ha deciso di ritirarsi dalle trattative, in considerazione delle avversioni italiane ed in particolare di colui che si proponeva come possibile futuro capo del Governo. Nello stesso giudizio, gli azionisti intervenuti  hanno formulato  la chiamata in causa del Ministero dell’Economia evidenziando che l’ostinata preservazione, nel tempo, dell’attività di Alitalia, malgrado lo Stato irreversibile e conclamato di crisi, abbia di fatto depauperato il patrimonio della società con evidente pregiudizio delle ragioni dei risparmiatori azionisti. Secondo gli azionisti le costanti rassicurazioni istituzionali in ordine alla continuità aziendale di Alitalia ed al rinvenimento di imprenditori disponibili ad acquistare la partecipazione di controllo detenuta dal Ministero dell’Economia  in Alitalia, avrebbero orientato i comportamenti economici dei piccoli azionisti che confidavano nel dichiarato impegno dello Stato ad attuare ogni misura idonea ad evitare lo stato di insolvenza della società. Il Ministero ha, per gli azionisti, una responsabilità anche nei confronti degli azionisti che hanno investito i propri risparmi acquistando o mantenendo la azioni della Compagnia di bandiera; si tratta di un danno da affidamento incolpevole nelle dichiarazioni del Ministero dell’Economia tese a rassicurare il mercato circa il mantenimento della continuità aziendale di Alitalia. Proprio di recente il Presidente Berlusconi era  intervenuto direttamente e personalmente lanciando un segnale di attenzione improntato alla individuazione di soluzioni miranti alla realizzazione degli interessi generali di migliaia di risparmiatori (azionisti ed obbligazionisti) rimasti imbrigliati nella rete di Alitalia. La scelta del Governo di aprire agli azionisti il risarcimento rappresenta, quindi,  una conseguenza dell’azione intrapresa dai piccoli azionisti e del conseguente impegno assunto dal Presidente del Consiglio e dal Ministero dell’Economia. Come sottolineano l’avv. Fernando Greco e l’avv. Francesco D’Agata “il Governo risponde all’appello che più volte gli azionisti di minoranza hanno lanciato. Abbiamo invitato il Governo a risarcire oltre agli obbligazionisti anche gli azionisti Alitalia. Certo i parametri individuati dal Governo per gli azionisti non sono soddisfacenti tenuto conto che si prende in considerazione il valore delle azioni dell’ultimo mese ed il limite del risarcimento in 50.000 euro. Siamo però fiduciosi che in sede di conversione del decreto ci sarà un ampliamento tenuto conto che la volontà di risarcire gli azionisti rimasti imbrigliati nella rete Alitalia è condivisa da tutte le forze politiche, anche dell’opposizione che spingono per un risarcimento integrale”. Il componente dell’Italia dei valori Giovanni D’Agata ritiene, allo stato, del tutto insufficienti le misure individuate dal Governo per gli azionisti della vecchia compagnia di bandiera, oggi in amministrazione straordinaria, e sottolinea che l’Italia dei valori si batterà, in sede di conversione del decreto, per ottenere il risarcimento integrale.

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A proposito degli azionisti Alitalia

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2009

Il componente del Dipartimento Tematico di Tutela del Consumatore dell’Italia dei Valori, Giovanni D’Agata,  comunica alcune novità nella vicenda degli azionisti  Alitalia.  Nell’azione civile promossa dall’avv. Francesco Toto  gli azionisti di minoranza  intervenuti nel giudizio avviato innanzi al Tribunale di Lecce contro l’On.le Berlusconi, rappresentati e difesi dal prof. avv. Fernando Greco, dall’avv. Francesco Toto e dall’avv. Francesco D’Agata, hanno chiesto al giudice l’autorizzazione alla chiamata in causa del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Come è noto nel marzo del 2009 l’avv. Francesco Toto, azionista di Alitalia, ha notificato un atto di citazione in giudizio innanzi al Tribunale di Lecce dell’On.le Berlusconi richiedendo il risarcimento del danno patrimoniale e biologico del convenuto in via extracontrattuale per illecita interferenza nell’altrui relazione commerciale. In particolare le esternazioni del Presidente del Consiglio orientate alla censura della convenienza economica del piano di acquisto proposto da Air France hanno dato vita ad una indebita interferenza nella relazione contrattuale in fieri tra Air France Klm ed Alitalia. Come sottolineava testualmente in data 14 febbraio 2008, Pierre Henri Gourgeon, Direttore Generale di AFK (Ilsole24Ore.com del 14.02.08) “se la posizione del prossimo Governo è favorevole ad un accordo con Air France Klm andremo avanti, in caso contrario ci fermeremo”. A ciò si aggiungano le promesse del presidente.. Berlusconi, che in sostanza promise che CAI avrebbe risanato e rilanciato Alitalia. La promessa di un’alternativa più vantaggiosa rispetto a quella formulata da Air France ha ingenerato un affidamento nei destinatari delle sue dichiarazioni che senza loro colpa si sono determinati ad adottare comportamenti economici. L’evoluzione della vicenda, ha dimostrato o che l’On. Berlusconi non solo non si e’ affatto adoperato affinche’ CAI realizzasse il fatto da lui promesso ma, ammesso che si sia a cio’ adoperato, non ha comunque ottenuto cio’ che aveva piu’ volte promesso, con gravissimo danno per i risparmiatori che avevano riposto affidamento nelle sue affermazioni. Con l’intervento spiegato nell’interesse degli azionisti di minoranza si sottolinea che le rassicurazioni prestate dallo Stato in ordine alla continuità aziendale di Alitalia ed al rinvenimento di imprenditori disponibili ad acquistare la partecipazione di controllo detenuta dal MEF in Alitalia, abbiano indotto nel tempo gli investitori ad acquistare sul mercato azioni ed obbligazioni Alitalia, confidando nell’impegno dello Stato italiano di evitare l’insolvenza della società. Al contempo si rileva il danno per protrazione ingiustificata dell’attività di un’impresa in crisi irreversibile, subito dagli azionisti, i quali hanno investito i propri risparmi acquistando le azioni della compagnia di bandiera, sia il danno da affidamento incolpevole nelle dichiarazioni del MEF tese a rassicurare i creditori ed il mercato e quindi gli azionisti circa il mantenimento  della continuità aziendale in Alitalia, patito da coloro che hanno acquistato sul mercato le azioni. A ciò si aggiungano le dichiarazioni rese dal Presidente del Consiglio nell’agosto del 2008 circa la necessità di non abbandonare i piccoli risparmiatori che in Alitalia avevano creduto investendo in titoli azionari della vecchia compagnia di bandiera. A questo punto, la prima udienza, gia’ fissata per il 15/12/2009 innanzi al Tribunale Civile di Lecce, potrebbe slittare qualora il giudice autorizzi  gli azionisti di minoranza alla chiamata in causa del Ministero delle Finanze.

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La cassa di San Marino cresce nei conti

Posted by fidest press agency su domenica, 31 maggio 2009

È un bilancio 2008 più che positivo, quello approvato oggi dall’Assemblea degli azionisti della Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino. I risultati dell’esercizio dello scorso anno  presentano crescite rilevanti sia nel comparto della raccolta diretta (+9,20%, ovvero da 2,806 miliardi a 3,064 miliardi) sia in quello degli impieghi (+6,14%, ovvero da 2,345 miliardi a 2,488 miliardi). Dal punto di vista economico, il margine di interesse conseguito e’ stato di 79,8 milioni di €, sostanzialmente in linea con quello del 2007 (82,4 milioni), mentre l’utile netto di esercizio (7,5 milioni) presenta un andamento in crescita rispetto a quello conseguito lo scorso esercizio (7,24 milioni). I notevoli accantonamenti praticati consentono al Fondo Rischi Bancari Generali di raggiungere l’ammontare di 222,3 milioni; nel complesso il patrimonio della Cassa, tra capitale e riserve, raggiunge al 31 dicembre la somma di 647 milioni, che consente al coefficiente di solvibilità (oltre 18%, calcolato come rapporto tra il patrimonio di vigilanza e l’attivo ponderato per i rischi) di mantenersi ben al di sopra del limite dell’11% previsto dalla normativa vigente. Invariati rispetto all’anno precedente i costi amministrativi (25,9 milioni) a monte di numerose nuove attività avviate, soprattutto in vista del raggiungimento degli standard normativi nazionali e internazionali. Risente parzialmente dell’andamento dei mercati, che ha influito sul numero delle transazioni effettuate dalla clientela, nonché sui risultati del portafoglio di proprietà (valorizzato secondo le nuove disposizioni emanate dall’Organo di Vigilanza) il margine di intermediazione, che si assesta a quota 71,7 milioni. La Cassa di San Marino si conferma un soggetto in ottima salute, in grado di rinnovare i successi degli esercizi precedenti, pure in un momento di difficoltà dell’economia mondiale e di particolare tensione per le vicende che coinvolgono i rapporti con l’Italia. In particolare i clienti e il mercato continuano a premiare con la propria fiducia la validità delle scelte operate dalla Cassa di Risparmio, perseguite in questi anni e che l’hanno messa al riparo da un mercato finanziario ancora incerto e volatile.

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Assemblea ordinaria di Gemina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2009

E’ stato approvato il bilancio dell’esercizio 2008  L’Assemblea degli azionisti di Gemina, presieduta dal Dr. Guido Angiolini, si è riunita a Milano in sede ordinaria  ha approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2008, che ha chiuso con un  risultato netto di 13,9 milioni di euro (risultato netto di 13,4 milioni di euro al 31 dicembre 2007), e ha attribuito un dividendo di euro 0,05 a ciascuna azione di risparmio, per complessivi  188 mila euro, destinando a riserva legale 0,7 milioni di euro e riportando a nuovo l’utile  residuo di 13 milioni di euro.  Il dividendo spettante agli azionisti di risparmio verrà messo in pagamento a decorrere dal 21  maggio 2009, previo stacco della cedola n. 35 dalle azioni di risparmio, in data 18 maggio  2009.  All’Assemblea è stato altresì presentato il bilancio consolidato di Gruppo che chiude con una  perdita di competenza del Gruppo di 33,8 milioni di euro a fronte di una perdita di 17,1 milioni  di euro nel 2008.  L’Assemblea ha autorizzato l’acquisto, in una o più volte e per un periodo di diciotto mesi con le modalità consentite dalla normativa applicabile, di massime n. 80.000.000  di azioni ordinarie e di risparmio Gemina, ad un prezzo non superiore del 20% e non inferiore  del 20% rispetto al prezzo di riferimento del titolo rilevato sul Mercato Telematico Azionario nella seduta di borsa precedente ad ogni singola operazione, utilizzando per gli acquisti riserve  disponibili, come risultanti dall’ultimo bilancio approvato al momento dell’effettuazione  dell’operazione.  L’Assemblea ha altresì autorizzato il Consiglio di Amministrazione ad alienare, in ossequio  alla normativa applicabile, in ogni momento, in tutto o in parte, in una o più volte, anche prima di aver esaurito gli acquisti autorizzati, le azioni proprie acquistate in base alla odierna delibera,  ad un prezzo stabilito di volta in volta dal Consiglio di Amministrazione, avuto riguardo  all’andamento dei prezzi nel periodo precedente all’operazione ed al migliore interesse della  Società.  Gemina non detiene attualmente azioni proprie. L’Assemblea ha provveduto a integrare il Consiglio di Amministrazione nominando nella  carica di Consigliere l’Ing. Stefano Cao, già cooptato dal Consiglio di Amministrazione nella riunione del 16 marzo scorso.  Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi al termine dei lavori assembleari, ha nominato Stefano Cao membro del Comitato Esecutivo.

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Assemblea degli Azionisti di ADR approva il bilancio 2008

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2009

L’Assemblea degli Azionisti della società Aeroporti di Roma, riunitasi in prima convocazione sotto la presidenza di Fabrizio Palenzona, ha approvato il bilancio d’esercizio della società relativo all’anno  2008, che si chiude con una perdita di 7,0 milioni di euro che, conformemente  alla proposta già formulata dal Consiglio d’Amministrazione, è stata  interamente ripianata mediante l’utilizzo degli utili portati a nuovo. L’Assemblea ha nominato l’ing. Stefano Cao, l’ing. Marco Troncone e l’ing.  Valerio Bellamoli, già cooptati in sede consiliare l’11 marzo u.s., componenti  del Consiglio di Amministrazione.  Il Presidente Palenzona ha voluto ringraziare il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, che nella sua qualità di azionista ha voluto prendere parte  all’Assemblea.  Nelle sue comunicazioni, il Presidente ha inoltre informato l’Assemblea che in  data 10 aprile u.s. l’agenzia Standard and Poor’s ha reso pubblico di aver  rivisto il rating della società, portandolo da BB+ con credit watch negativo a BB con outlook stabile.  La variazione del rating non ha effetto sul costo del debito.

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Berlusconi citato in giudizio

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2009

Gli azionisti di minoranza di Alitalia Linee Aeree SpA, pesantemente danneggiati dalla operazione di cessione della ex Compagnia di Bandiera, hanno dato formale avvio all’azione legale. Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, a cui gli azionisti si sono rivolti per la loro tutela, comunica che la prima udienza innanzi al Tribunale Civile di Lecce è fissata a luglio  L’avv. Francesco Toto, ha provveduto a notificare all’On. Silvio Berlusconi un atto di citazione in giudizio a comparire innanzi al Tribunale Civile di Lecce, al fine di ottenere la condanna al risarcimento del danno subito.  Per l’avv. Toto si configura la responsabilità ex art. 2043 c.c. (per la tutela in via extracontrattuale del diritto di credito) dell’On.le Berlusconi per illecita interferenza nell’altrui relazione commerciale. In particolare le esternazioni del Presidente Berlusconi orientate alla censura della convenienza economica del piano di acquisto proposto da Air France, hanno dato vita ad una indebita interferenza nella relazione contrattuale in fieri tra Air France Klm ed Alitalia. Proprio nel momento decisivo e più delicato della trattativa per la cessione della compagnia di bandiera, le affermazioni dell’On.le Berlusconi portarono Air France-Klm a fare un passo indietro, malgrado Alitalia avesse ritenuto nel dicembre 2007 che la proposta non vincolante trasmessa da Air France-Klm offrisse alla società la soluzione appropriata per la salvaguardia del complessivo patrimonio dell’azienda. Ancora, nel piano proposto da Air France era prevista una OPS (offerta pubblica di scambio) che avrebbe salvaguardato le ragioni degli azionisti di minoranza. Per di più alle esternazioni dell’On.le Berlusconi circa la maggiore vantaggiosità dell’operazione che avrebbe proposto la “Cordata di patrioti” non è seguito alcun riscontro atteso l’assoluto azzeramento delle minoranze azionarie e dei loro diritti.   Difendono l’avv. Toto il prof. avv. Fernando Greco, docente di “Diritto dei consumatori e del mercato” nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento e l’avv. Francesco D’Agata, del Foro di Lecce.   Lo smembramento di quella che dallo stesso On. Berlusconi è stata definita “bad company” ha procurato agli azionisti di minoranza un danno pari al totale azzeramento del capitale azionario, lasciando come unica ed estrema alternativa quella del ricorso alla Giustizia Civile Ordinaria al fine di ottenere la riparazione dei danni subìti. La prima udienza, salvo differimenti, è fissata a luglio presso il Tribunale Civile di Lecce e chiunque riterrà di avere interesse a farlo potrà intervenire nel celebrando processo nei modi previsti dal vigente codice di procedura civile.

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