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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘badanti’

Over 60 chiedono di rendere obbligatorio green pass per badanti e colf

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Gli anziani chiedono l’obbligatorietà della vaccinazione per i collaboratori domestici, badanti e colf. È quanto emerge dall’indagine condotta da Senior Italia FederAnziani su un campione di 464 over 60, destinata a scattare una fotografia dell’attuale percezione della pandemia e della campagna vaccinale nella popolazione ultrasessantenne. Quel che emerge, inoltre, è che tra gli over 60 aderenti a Senior Italia FederAnziani, e quindi già sensibilizzati rispetto all’importanza del vaccino, e abitualmente coinvolti in campagne di informazione sulla prevenzione e la salute, c’è un’elevatissima propensione alla vaccinazione: dei 464 intervistati, infatti, soltanto 4 hanno ammesso di non essersi vaccinati e di non avere alcuna intenzione di farlo per paura delle reazioni avverse o perché contrari del tutto alle vaccinazioni. Eppure il 54% del campione dichiara di conoscere uno o più over 60 che non hanno fatto e non intendono fare la vaccinazione, a riprova di una diffusa resistenza tra il resto della popolazione anziana estranea a circuiti di socialità nei quali la cultura vaccinale si diffonde con maggior efficacia. Eppure il Covid fa ancora paura: a temerlo, infatti, è il 78,9% degli intervistati. La paura viene proprio da tutti quegli anziani che hanno badanti e colf in casa, di cui non si ha la certezza se abbiano fatto la vaccinazione o meno, e per i quali il 92% degli intervistati vorrebbe che fosse obbligatoria. In Italia ci sono circa 2 milioni di collaboratori domestici di cui il 57, 6% irregolari; nel 52% di casi di tratta di colf e nel 48% di casi di badanti.Nella popolazione intervistata, aderente alla rete Senior Italia, è già elevata la propensione alla vaccinazione, dato che il 63,4% degli intervistati si sottopone abitualmente alla vaccinazione antinfluenzale stagionale. E per quanto riguarda la vaccinazione anti Covid-19, la risposta è ancora più soddisfacente: ha infatti completato il ciclo vaccinale con entrambe le dosi l’84,7% del campione; il 13,1% ha fatto soltanto la prima dose; lo 0,2% ha dato l’adesione per fare il vaccino e ha già l’appuntamento; l’1,1% ha dato adesione per fare il vaccino e sta aspettando l’appuntamento. Solo lo 0,9%, dunque, non farà il vaccino. Insomma, si contano sulla punta delle dita le persone che non nutrono fiducia nella vaccinazione, a riprova dell’efficacia di campagne costanti dedicate all’informazione sanitaria. A trainare la campagna vaccinale, infatti, è la ferma convinzione dei senior che sia necessario vaccinarsi per fermare il virus e tornare alla normalità, opinione espressa dal 77% degli intervistati, seguita dalla paura del Covid e delle sue conseguenze, principale motivazione al vaccino per il 14,3% dei rispondenti. Il 4,8% dei rispondenti che si sono vaccinati o stanno per farlo punta soprattutto a evitare restrizioni alla propria libertà personale e desidera tornare a viaggiare e a partecipare ad attività ludiche; il consiglio dei familiari favorevole al vaccino è l’elemento determinante per il 2% del campione, e quello del medico per l’1,8%. Tuttavia il 54% degli intervistati dichiara di conoscere una o più persone con più di sessant’anni che non hanno fatto e non faranno la vaccinazione. Alla domanda relativa all’immagine delle aziende farmaceutiche relativamente al loro ruolo nel periodo della pandemia, il 19,4% ritiene che la loro immagine sia migliorata, il 13,2% che sia peggiorata, il 22,2% non ritiene che ci siano variazioni significative, mentre il 45,2% degli intervistati non si esprime. La comunicazione istituzionale sulla vaccinazione anti Covid 19 ha incoraggiato la popolazione a vaccinarsi secondo il 74,4% degli intervistati, mentre ha mancato il suo obiettivo per il 12,9% dei rispondenti.

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Domina: con l’estate alle porte colf e badanti in ferie, le famiglie lasciate senza assistenza

Posted by fidest press agency su domenica, 30 maggio 2021

Con l’estate alle porte le famiglie devono fare i conti con ferie e con i problemi che si presenteranno a causa della mancata assistenza. Secondo il Rapporto annuale sul lavoro domestico 2020, elaborato dall’Osservatorio DOMINA, i lavoratori domestici in Italia sono il 70,3%, di cui 67mila provenienti dalle Filippine, 58mila dall’America del sud, 45mila dall’Asia orientale, 29mila dal nord Africa, 18mila dall’Africa centro sud, 15mila dall’America centrale, 13mila dall’Asia medio orientale. I numeri si riferiscono alla sola componente regolare che, con un permesso di soggiorno in vigore, potrebbero uscire e rientrare in Italia senza problemi.“Nel 2020 sono state poche le assistenti familiari che sono andate in vacanza per paura del contagio o perché i tempi delle quarantene, in entrata e in uscita, avrebbero creato più stress che riposo” a dirlo Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di lavoro domestico. “Quest’anno – continua Gasparrini – molte lavoratrici domestiche hanno deciso di andare in vacanza con i giorni di ferie maturati e quelli accumulati l’anno passato, allungando così il periodo di mancata assistenza di familiari bisognosi di cure” “La Soluzione per molte famiglie -conclude la nota – sarà rinunciare alle tanto attese ferie estive o in alternativa investire in una struttura con ulteriore aggravio sul bilancio familiare”

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Sicurezza sul lavoro per colf e badanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2020

È più probabile rimanere vittima di un incidente domestico piuttosto che di uno stradale: l’Istat nel 2018 ha quantificato in 3,2 milioni gli infortuni nelle case. Le categorie più colpite sono donne, anziani, bambini. Per ogni fascia d’età è poi possibile osservare l’incidenza di chi ha subito incidenti sulla popolazione di riferimento: l’incidenza media è del 13,4 per mille, ma cresce notevolmente tra le fasce più anziane (21,3 per mille tra i 75 e i 79 anni e 34,3 per mille tra gli over 80). Circa 300mila bambini, spesso sotto i cinque anni, sono vittima di incidenti in casa.E i lavoratori domestici non ne sono immuni: l’Inail nel 2019 ha calcolato che ogni 10mila lavoratori domestici, si sono verificati 58,1 infortuni a colf e 38,2 a badanti. Più di 4.500 gli incidenti totali denunciati.Questi e altri dati, elaborati dall’Osservatorio nazionale DOMINA con la collaborazione della Fondazione Moressa, saranno pubblicati a gennaio nel “Rapporto annuale 2020 sul lavoro domestico”. Ecco i principali rischi elencati nei Quaderni dell’Ente: pulizia e igiene della casa, corrente elettrica, utilizzo di scale e sgabelli, uso del gas, movimentazione e sollevamento di carichi. La tutela della salute e della sicurezza sono alcuni degli elementi chiave anche per favorire la crescita e la professionalizzazione del settore. Ad aggravare la situazione sicurezza, la pandemia in corso. Il lavoro domestico, riconosciuto “essenziale” dal governo, è altamente esposto a rischi: le relazioni interpersonali necessarie tra badante e anziano o tra baby-sitter e bambino, per esempio, non possono assicurare il distanziamento previsto per cercare di evitare il contagio. Diventano indispensabili, allora, informazioni corrette, dispositivi di protezione e procedure di sanificazione degli ambienti e degli oggetti all’interno delle case. La mancanza di sicurezza è spesso associata al lavoro irregolare che nel settore, secondo le stime DOMINA, supera il 57%: i controlli dell’Ispettorato nazionale del lavoro, nel corso del 2019, hanno accertato pratiche irregolari nel 58,4% dei casi controllati (in diminuzione rispetto al 2015, quando superavano il 72%) e lavoro nero nel 24% dei casi. Leonardo Alestra, direttore generale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, nel Rapporto annuale 2020 sul lavoro domestico, afferma: “L’assioma lavoro irregolare – lavoro insicuro è ampiamente confermato nell’ambito del lavoro domestico, laddove gli infortuni sono all’ordine del giorno, sebbene non balzino frequentemente agli onori della cronaca”.

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Mettere al centro il lavoro domestico regolare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

La regolarizzazione di colf e badanti consentirà tutele e diritti per oltre 1 milione di lavoratori, di cui circa 200 mila senza permesso di soggiorno, e incrementerà gli introiti dello Stato che risparmia già, grazie al settore, 10 miliardi di euro annui”.
Queste le parole di Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di lavoro domestico. Senza l’investimento delle famiglie infatti la spesa pubblica per l’assistenza degli anziani in strutture raggiungerebbe i 31,3 miliardi di euro, +45% rispetto ai 21,6 miliardi attuali. “Il prossimo passo per rilanciare il settore del lavoro domestico nel post Covid-19 – prosegue Gasparrini – è la deducibilità del 15% della retribuzione per i collaboratori domestici e del 30% della retribuzione per le badanti”.’Gli oneri contributivi a carico delle famiglie datori di lavoro domestico – prosegue Gasparrini – sono un altro ostacolo all’emersione dal nero, è necessario adottare politiche che alleggeriscano il carico fiscale, riducendo il divario tra il costo di un lavoratore regolare e quello di uno irregolare”.

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Migranti. Fazzolari (FdI): governo rimpatria badanti ucraine e si tiene mafia nigeriana

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

“Vergognosa pagliacciata dei ministri Di Maio e Bonafede sui rimpatri. Oggi questi scienziati prestati alla politica hanno annunciato un decreto ministeriale con cui si stabiliscono 13 ‘Paesi sicuri’ per i quali saranno negate in automatico le richieste di asilo, in modo, in teoria, da accelerare i rimpatri dei clandestini. Tra questi Stati figura l’Ucraina, dove è in corso una guerra civile che ha fatto negli ultimi anni più di 14mila morti e 28mila mutilati, ma in compenso non figurano gli Stati principali di provenienza dei clandestini finti profughi come Nigeria, Pakistan, Bangladesh, Costa d’Avorio, nei quali non è in corso alcuna guerra. Il risultato di avere degli incompetenti al governo? L’Italia dedicherà tempo e risorse per rimpatriare le badanti ucraine, anche se provengono da zone di guerra, si terrà i componenti della mafia nigeriana e continuerà a pagare senza alcun motivo vitto e alloggio a pakistani, bengalesi e clandestini vari sedicenti richiedenti asilo. Altro che 13 ‘Paesi sicuri’, gli Stati sicuri dove rimpatriare i clandestini sono la quasi totalità dei 200 Stati esistenti al mondo, con pochissime eccezioni, che sicuramente non riguardano gli Stati incomprensibilmente dimenticati dal governo rosso giallo”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile del programma di FdI.

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No all’aumento del costo badanti

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Il decreto dignità farà aumentare i costi a carico delle famiglie che hanno in casa, una badante oppure una baby sitter. Fratelli d’Italia si batterà in Parlamento affinché il lavoro domestico venga escluso dal rincaro previsto e per la reintroduzione dei voucher per le famiglie.
Con questo provvedimento, l’intento del governo di contrastare la precarietà rendendo meno vantaggiosi i contratti a termine nel lavoro privato, non ha escluso il lavoro domestico, che vedrà invece un aumento di tassazione sulle famiglie pari allo 0,5%.Bisogna avere ben presente che, nella maggioranza dei casi, chi assume del personale per lavori domestici lo fa per necessità: chi ha in casa persone malate o anziani, chi per esigenze di lavoro ha bambini piccoli da accudire. Queste figure sono di aiuto alle famiglie e colmano una mancanza di servizi da parte dello Stato, il quale non prevede per le famiglie agevolazioni specifiche, come ad esempio lo sgravio dei contributi pagati sull’imponibile dei loro redditi personali, ma ad oggi permette di detrarre solo una quota.Inoltre Il mercato del lavoro domestico conta circa 800.000 addetti regolari, ma si stima che ci siano altrettanto addetti non regolari, agevolando così l’evasione fiscale. Le regole di questo settore andrebbero migliorate per agevolare e andare incontro alle famiglie, nucleo fondamentale della società”. È quanto dichiarato dal Senatore di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra.

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Colf e badanti e presenza migranti

Posted by fidest press agency su martedì, 10 luglio 2018

Gli stranieri rappresentano il 73,1% dei lavoratori domestici regolari (dati INPS). La quota di nazionalità Filippina si attesta all’8% (la maggior parte impiegati come colf), l’America del Sud arriva al 6,8% mentre a farla da padrona è ancora l’Europa dell’Est da cui proviene quasi la metà dei lavoratori stranieri con il 43,8% (378.258 unità).La cura della casa e l’assistenza a persona richiedono competenze specifiche e DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico sta formando lavoratori in tutta Italia.“Con i corsi 2018, 36 al momento quelli approvati, formeremo più di 1.000 lavoratori domestici – a dirlo Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA”.“La grande novità di quest’anno – prosegue Gasparrini – è rappresentata da accordi con Ambasciate e Consolati. Sono stati già avviati corsi patrocinati dall’Ambasciata delle Filippine, della Moldavia e dal Consolato del Perù. Una collaborazione voluta in virtù della forte presenza di lavoratori stranieri nelle famiglie.” “L’iniziativa formativa è gratuita – continua la nota – perché i corsi sono progettati per agevolare l’inserimento diretto nelle famiglie di figure professionali in grado di svolgere attività di carattere domestico e di assistenza alla persona: il percorso formativo affianca, infatti, attività teorica e attività di laboratorio prevedendo anche verifiche delle competenze acquisite”.

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Anziani e costo badanti

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

federanziani“La situazione dei pensionati over 75 d’Italia è diventata insostenibile – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, sindacato Famiglie Datori di Lavoro Domestico – secondo gli ultimi dati Istat 1 milione e 200 mila anziani ultrasettantacinquenni ha gravi difficoltà in almeno un’attività di cura della persona come mangiare, vestirsi o lavarsi e i più colpiti sono gli anziani con i redditi più bassi. Considerato che il costo annuo di una badante per persona non autosufficiente oscilla tra i 14.000 e i 21.000 Euro (assistente CS e DS del CCNL lavoro domestico), i nuovi dati Istat, uniti alla stima della Ricerca DOMINA secondo cui il 70% dei pensionati ha un reddito inferiore ai 14.600, delineano un chiaro stato di emergenza nel settore dell’assistenza. Solo l’8% dei pensionati potrebbe permettersi la badante e sono proprio quelli con i redditi più bassi ad essere maggiormente colpiti da malattie croniche gravi (46% a fronte del 39% delle classi più abbienti) e da gravi riduzioni di autonomia nelle attività di vita quotidiana (1,2% a fronte dell’8% delle classi più abbienti). “Per consentire ai nostri anziani di condurre una vecchiaia serena e di ricevere l’assistenza che meritano – prosegue Gasparrini – è necessario attuare immediatamente un piano di defiscalizzazione e decontribuzione che consenta alle famiglie di sostenere i costi delle badanti”.

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Riconoscere i diritti dei lavoratori domestici e delle badanti nell’UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 maggio 2016

inpsAi lavoratori domestici e ai prestatori di assistenza, la maggior parte dei quali sono donne migranti, dovrebbe essere garantito uno status giuridico comunitario. In una risoluzione votata giovedì, i deputati affermano che il riconoscimento della professione dovrebbe scoraggiare il traffico di esseri umani e lo sfruttamento. Nel testo, s’invita inoltre a stabilire modelli di facile interpretazione per le relazioni giuridiche tra lavoratori e datori di lavoro, citando esempi virtuosi in Belgio e in Francia, per mettere fine alla precarietà e al lavoro domestico sommerso.”I lavoratori domestici e i badanti ci permettono di seguire la nostra carriera e approfittare della nostra vita sociale. A loro affidiamo le nostre case, i nostri figli, i nostri genitori. Ma, sono invisibili, non dichiarati, vittime di insicurezza e di esclusione sociale. Inoltre, la maggior parte sono donne, che lavorano per tante ore, senza giorni di riposo, senza copertura medica o piani pensionistici”, ha dichiarato la relatrice Kostadinka Kuneva (GUE/NGL, EL).
“L’invecchiamento della nostra popolazione e il fatto che le donne stiano entrando nel mercato del lavoro significa che ne abbiamo una sempre maggiore necessità. Eppure, gli Stati membri dell’UE continuare a permettere loro di lavorare nell’economia sommersa”, ha aggiunto.La risoluzione è stata approvata con 279 voti favorevoli, 105 voti contrari e 204 astensioni.
Nel testo si sottolinea la necessità di un’adeguata rappresentazione dei lavoratori domestici e dei badanti in tutte le leggi nazionali in materia di lavoro, sanità, assistenza sociale e anti-discriminazione, oltre alla possibilità per i lavoratori domestici di aderire alle organizzazioni di sindacali. Inoltre, gli Stati membri dovrebbero garantire un accesso più ampio a cure di qualità a costi accessibili, ad esempio per i bambini e per gli anziani, così da scoraggiare l’assunzione illegale di badanti ma anche fornire possibilità di carriera per questo tipo di lavoratori domestici in servizi di assistenza sociale.I deputati chiedono la “professionalizzazione” del lavoro domestico per trasformare la precarietà e il lavoro femminile sommerso in un lavoro riconosciuto, che consentirebbe ai lavoratori domestici e alle badanti di godere di diritti sociali. Hanno inoltre invitato la Commissione a proporre una normativa per il riconoscimento dello status di assistenti non professionisti, che offra loro la retribuzione e la protezione sociale durante il periodo in cui sono occupati.
Nel testo si specifica che la maggior parte dei collaboratori domestici e dei prestatori di assistenza sono donne immigrate, molte delle quali vivono in una condizione irregolare e si sottolinea che la loro integrazione sociale e culturale sarebbe facilitata dall’integrazione nel mercato del lavoro.Nella risoluzione si sottolinea la necessità di meccanismi di ispezione e sanzioni efficaci, che possono fermare il traffico di esseri umani e lo sfruttamento, anche di tipo economico, dei lavoratori domestici.

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Giovani badanti in pensione di reversibilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2011

Secondo quanto riportato da Manageritalia, associazione dei dirigenti del terziario privato, in Italia risulta in aumento il numero di matrimoni contratti fra marito anziano e giovane moglie straniera, e di conseguenza anche il numero di pensioni di reversibilità assicurate a donne sotto i 60 anni.  Dallo studio condotto emerge, infatti, che nel 2008 le pensioni in oggetto siano state circa il 10 per cento, ma di queste, quasi la metà, sono state assegnate a vedove under 50. Prassi diffusa è pertanto il matrimonio ‘siglato’ con un coniuge durante i suoi ultimi mesi di vita, o addirittura in punto di morte, così da comportare il beneficio di un trattamento pensionistico per decenni. Tutto questo non senza un forte aggravio per le casse degli enti previdenziali. Ad esprimersi in merito alla questione è il viceresponsabile per la Pubblica Amministrazione dell’Italia dei Diritti, Andrea Guazzi: “Il quadro riportato appare sicuramente come il sintomo finale di un problema estremamente complesso, che andrebbe risolto a monte e con la dovute precauzioni, ma soprattutto con la volontà di farlo. Il sistema previdenziale e assistenziale deve essere senza alcun dubbio ripensato – continua nel suo ragionamento l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro –, senza ovviamente inasprire situazioni di per sé non facili. A questo proposito mi viene in mente la felice frase detta dal segretario del PD Bersani che racchiude appieno il mio pensiero, ovvero la necessità delle nostre istituzioni di vedere le cose con gli occhi dei più deboli, e aggiungerei senza alcuna discriminazione”. “Quanto meno è urgente sulla questione pensioni – conclude Guazzi – un piano di controllo più penetrante, e magari proporre delle alternative valide all’assistenza privata per gli anziani i quali, troppo spesso, sono le uniche vittime che rischiano di essere lasciate in balia degli eventi”.

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Immigrazione e regolarizzazione badanti 2009

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2010

Le ultime pronunce dei giudici in materia di regolarizzazione degli stranieri hanno tutto il sapore della beffa, e l’intera vicenda “regolarizzazioni” rappresenta l’ennesima, sfiancante, anomalia italiana. Ripercorriamo i fatti La legge 102 del 2009 consente la regolarizzazione di colf e badanti clandestini: il datore di lavoro dichiara l’esistenza del rapporto, lo regolarizza e lo straniero ottiene un permesso di soggiorno. Fra i requisiti previsti dal decreto, il non aver subito condanne penali, anche non definitive, per i reati per i quali e’ previsto l’arresto obbligatorio o facoltativo (artt. 380 e 381 c.p.p.). Cosa vuol dire? Che non bisogna avere subito condanne penali per i reati elencati in quegli articoli o per i reati la cui pena edittale non sia superiore a certi limiti? La legge non lo dice, i datori di lavoro e gli stranieri non vi prestano molta attenzione, e le domande vengono presentate.
E’ solo a marzo che, benche’ i dubbi sull’interpretazione della norma fossero stati avanzati sin da subito, il Ministero dell’Interno si “sveglia” e chiarisce con la Circolare n. 1843 del 17 marzo 2010 che interpretera’ la legge negando la regolarizzazione anche agli stranieri che dopo aver ricevuto un foglio di via non abbiano ottemperato all’ordine di allontanamento del Questore e siano stati fermati ad un successivo controllo (art. 14, comma 5ter, del testo Unico sull’immigrazione d. lgs. 286 del 1998). Un chiarimento tardivo, che avrebbe avuto senso se fatto all’indomani dell’entrata in vigore della legge, prima ancora della scadenza del termine per presentare la domanda. Ormai la frittata e’ fatta e la legge sulle regolarizzazioni viene soprannominata “sanatoria truffa”, perche’ tanti stranieri hanno partecipato alla regolarizzazione e si sono poi visti respingere la domanda, con tanto di espulsione. Passano i mesi, puntuali iniziano ad arrivare i primi dinieghi sulla base della circolare, e gli stranieri iniziano a fare ricorso al Tar. E quella che era stata soprannominata una sanatoria truffa diventa la “sanatoria beffa”. Beffa perche’ i vari Tar italiani iniziano a decidere in maniera diversa, c’e’ chi da’ ragione agli stranieri, chi gli da’ torto, e quindi il destino della propria regolarizzazione e’ affidato al luogo in cui si vive, al Tribunale che decidera’. I primi fortunati sono i Toscani: il Tribunale Amministrativo Regionale da’ ragione agli stranieri perche’ secondo i giudici il reato previsto dall’articolo 14, comma 5 ter non rientra tra quelli elencati negli articoli 380 e 381 del ccp, poiche’ espressamente escluso da altro comma dello stesso articolo. Di parere opposto il Tar dell’Umbria, che rigetta il ricorso di un cittadino straniero con una vicenda molto simile a quella toscana. Interviene allora il Governo che ribadisce, in risposta ad una interpellanza parlamentare tramite il sottosegretario all’Interno, la correttezza della circolare. E aggiunge: non potra’ regolarizzarsi “lo straniero che senza giustificato motivo permanga illegalmente nel territorio dello Stato in violazione dell’ordine impartito dal questore di allontanarsi entro cinque giorni, se l’espulsione o il respingimento sono stati disposti per ingresso illegale nel territorio nazionale ai sensi dell’articolo 13, comma 2 lettere a) e c), ovvero per non aver richiesto il permesso di soggiorno o non aver dichiarato la propria presenza nel territorio dello Stato nel termine prescritto in assenza di cause di forza maggiore, ovvero per essere stato il permesso revocato o annullato”. Mentre “è fuori dall’applicazione dell’articolo 381 la seconda fattispecie di reato -sempre prevista dall’articolo 14, comma 5-ter, del predetto decreto legislativo- che punisce con la reclusione da sei mesi ad un anno, lo straniero che permanga illegalmente nel territorio dello Stato, in violazione dell’ordine impartito dal questore di allontanarsi, se l’espulsione è stata disposta perché il permesso di soggiorno è scaduto da più di 60 giorni e non ne è stato richiesto il rinnovo, ovvero se la richiesta del titolo di soggiorno è stata rifiutata, ovvero se lo straniero si è trattenuto nel territorio dello Stato in violazione dell’articolo 1, comma 3, della legge 28 maggio 2007, n. 68, riguardante i soggiornanti di breve durata”. Chiaro, vero? Di tutta risposta, pochi giorni dopo si pronuncia anche il Tar Veneto, che appoggia l’orientamento toscano, cui si aggiungono, nell’ultima settimana, le pronunce del Tar Lombardia e del Tar Marche. L’orientamento prevalente rassicura, ma siamo certi che ci vorra’ anche del tempo prima della parola “fine”. A prescindere da quale sara’ l’orientamento dei giudici, tutta questa situazione si sarebbe potuta evitare con una norma chiara, o con una circolare ministeriale tempestiva. (Emmanuela Bertucci, legale, responsabile Aduc-Immigrazione)

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«Badanti, servono correttivi alla legge »

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2009

Rimane ancora sommerso il 33% delle collaboratrici domestiche extracomunitarie «La causa dello scarso numero di richieste di regolarizzazione delle badanti extracomunitarie finora pervenute al Viminale, risiede nella restrittività della legge n. 102 del 3 agosto 2009, che necessiterebbe di alcuni correttivi». Enzo Ciccarelli, presidente nazionale dell’Associazione nazionale anziani e pensionati (Anap) di Confartigianato Persone, che rappresenta circa 230 mila associati, commenta i dati resi noti dall’Assindatcolf – l’Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico aderente a Confedilizia – secondo cui mancherebbero all’appello almeno il 33% delle richieste inizialmente preventivate. Secondo le aspettative del Ministero dell’Interno, le domande di regolarizzazione, alla data di scadenza del 30 settembre, dovrebbero attestarsi sulle 500 mila unità: ma, ad oggi, sono ancora soltanto 145 mila. «Secondo la legge 102 del 2009 – spiega Ciccarelli – si può richiedere la regolarizzazione se si lavora almeno 20 ore settimanali con un solo datore di lavoro. Ma di frequente accade che una badante, o ancor più spesso una colf, divida la propria prestazione con più famiglie e raggiunga le 20 ore solo grazie al servizio svolto presso più datori di lavoro. La legge, per ora, non le consente di mettersi in regola. Ma così resta una quota di
lavoro sommerso e clandestinità». C’è ancora molto da lavorare anche sulla possibilità di detrazioni fiscali delle spese per le badanti. «L’attuale limitazione a soli 2.100 euro annui della detrazione fiscale per addetti all’assistenza personale – prosegue il presidente di Anap – dovrebbe essere rivista e chiarita in presenza di rapporto di lavoro dipendente domestico o di badantato, garantendo la piena detraibilità della spesa. Un pensionato a trattamento pensionistico minimo non può permettersi di pagare una badante: il più delle volte sono i figli che si fanno carico di queste spese e a loro dovrebbe essere concessa la possibilità di una detrazione totale». Il patronato di Confartigianato, l’Inapa si è attivato per aiutare gli anziani nella compilazione delle domande di regolarizzazione. «L’Inapa – conclude Ciccarelli – diffuso in tutta Italia, finora ha fornito informazioni a circa 25000 persone, sui criteri e i parametri per la richiesta di regolarizzazione delle badanti extracomunitarie. E purtroppo costatiamo che molte badanti extracomunitarie non possiedono le condizioni per chiedere la regolarizzazione: ciò non dipende né da loro, né dalla cattiva volontà dei loro datori di lavoro. Se dovesse accadere che badanti e colf non riuscissero ad essere regolarizzate in modo diffuso, e fossero espulse, si acuirebbe l’emergenza derivante da un già carente supporto, nel nostro Paese, di assistenza domiciliare, case di riposo e comunità alloggio».

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Kermesse teatrale a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2009

Badanti Boni.epsRifugiati, Boni.epsRoma Teatro dell’Orologio dall’11 al 20 settembre prossimo Via dei Filippini 17/a sarà presentato Teatro dei popoli kermesse teatrale divisa in due episodi, due atti di uno stesso spettacolo, curati e scritti da due registi. Migration revue (i rifugiati) per la regia di Dani Horowitz e Struggimenti (le badanti) di Claudia Della Seta e Yossefa Even Shoshan, per la regia di Claudia Della Seta e Glenda Sevald. Lo spettacolo nasce da due laboratori. Quello  per la messa in scena di Migration Revue si è svolto a Roma al Centro Enea per i rifugiati politici con alcuni rifugiati che non solo hanno ispirato la scrittura dei testi, ma che diventeranno per l’occasione attori dello spettacolo. Quello per Struggimenti (le badanti) si è svolto a Prato, presso l’Officina Giovani – Cantieri Culturali, e ha visto attrici protagoniste ed un gruppo di badanti di diverse nazionalità lavorare congiuntamente. I partecipanti al laboratorio e allo spettacolo provengono da Afghanistan, Bangladesh, Irak, Regno Unito, Ukraina, Israele, Filippine e Polonia. Come nella tradizione di Afrodita Compagnia, sono affiancati da attori professionisti italiani: Mauro Marino, Stefano Viali, Claudia Della Seta, Sofia Diaz, Annalisa Lanza e Olek Mincer. Il risultato dei due lavori si fonde in due episodi: quello che ha gli uomini per protagonisti (Migration Revue) più realistico, sobrio ed emozionalmente più  riservato e doloroso e quello delle donne (Struggimenti), più onirico fantastico e passionale. Due elementi accomunano gli spettacoli: la presenza in Struggimenti di una donna pecora e una donna lupa e in Migration di un uomo cane ed il fatto che l’illuminazione scenica sia affidata esclusivamente a torce a pile. Il lavoro musicale dei due spettacoli si concentra in Struggimenti sulla musica italiana dagli anni 60 agli anni 80 e in  Migration sulle Ninna nanne da tutto il mondo.  Afrodita Compagnia nasce nel 2005, attiva tra l’Italia e l’Israele, collabora con il Teatro Arabo-Ebraico di Jaffa e con il Kibbutzim College of Education, in Israele, e annovera artisti e tecnici Italiani, Arabi e Israeliani. Afrodita si occupa di mediazione culturale e linguistica, è per questo che da sempre le sue produzioni sono caratterizzate dalla  messa in scena di spettacoli in lingua diversa da quella madre degli attori. La Compagnia ha collaborato con autori come Isabel Allende, Erri De Luca, Anita Diamant, e musicisti emergenti come MC Karolina e Mira Awad. (badanti, rifugiati)

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Badanti, che brutta parola

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Una ricerca, tempo fa. sul lavoro svolta a cura dalle donne immigrate e realizzata dall’Associazione Tre D (Donne d’Europa Doc) di Genova e da Studio Come di Roma per la Regione Liguria la riproponiamo in quanto, di là delle cifre, prospetta un problema di grande attualità.”In Italia ci sono 10.000.000 anziani di cui 2.000.000 pur essendo privi di autonomia vivono a casa. La ricerca studia il fenomeno dell’assistenza privata svolta da donne immigrate al fine di riconoscere il valore del loro lavoro sia professionale che sociale. Il loro è un aiuto concreto spesso insostituibile che sviluppa nuove competenze professionali nel settore della cura e costruisce forti legami sociali tra le donne italiane e straniere. Dalle oltre 40 interviste realizzate si sono individuati “buoni esempi” nello svolgere un lavoro di cura bene fatto (lavoro di cura doc). I rischi tipici di questo lavoro – sfruttamento e non rispetto del contratto, precarietà, isolamento, ecc. vengono superati con abilità e intelligenza emotiva e competenze tecniche/infermieristiche. Al rapporto di ricerca segue il breve vademecum “Dall’una all’altra: parole di cura” realizzato con le stesse frasi delle lavoratrici (frasi che diventano “buone prassi” da diffondere) hanno l’obiettivo di: migliorare l’immagine pubblica di questo lavoro, segnalandone complessità e ricchezza, sia tra le lavoratrici che tra le famiglie; sollecitare politiche pubbliche di sostegno alla professionalità e alla conciliazione tra lavoratrici e famiglie.

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Senza badanti straniere a rischio l’assistenza ai malati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2009

«Non regolarizzare la situazione delle badanti straniere aggraverebbe la già delicata situazione dell’assistenza sanitaria a domicilio. La loro posizione va dunque non solo risolta, ma va previsto un periodo di formazione professionale per quanti si dedicano all’assistenza di un anziano o di una persona disabile, soprattutto se malata d’Alzheimer». L’Associazione nazionale anziani e pensionati (Anap) di Confartigianato persone, attraverso le parole del segretario nazionale Fabio Menicacci, saluta positivamente lo spiraglio d’intesa apertosi tra il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, e quello dell’Interno, Robero Maroni, sulla questione della clandestinità delle badanti straniere. È atteso infatti per i prossimi giorni un emendamento al decreto anticrisi che consentirà alle famiglie (a partire da settembre) di regolarizzare la situazione di colf e badanti in nero, versando per loro i contributi pregressi. «Secondo i dati Istat – spiega Menicacci – le famiglie con almeno una persona disabile e bisognosa di assistenza, nel 2005, erano 2.384.919. Di queste solo 499.421 usufruiscono di assistenza domiciliare erogata da servizi pubblici. Sono ancora 770.039 le famiglie che avrebbero bisogno di assistenza sanitaria a domicilio, mentre 271.028 non possono contare sull’aiuto di nessuno, neppure in caso di bisogno. Già solo le badanti che assistono i malati di Alzheimer, secondo una stima del Cergas (Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria, ndr), sono 88.415, pari al 7,8% delle persone straniere che lavorano nel nostro Paese come colf e badanti».

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Immigrazione-badanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

Intervento della sen.DonatellaPoretti, parlamentare Radicali-Pd: “Peccato che per sentire parole e proposte ragionevoli occorresse approvare un provvedimento crudele e criminogeno come il ddl sicurezza che introduce il reato di clandestinita’. Poco importa se si sia dovuto aspettare la mobilitazione del Vaticano per richiamare i cattolici al dovere morale dell’accoglienza. Meglio tardi che mai, e quindi diamo il benvenuto al sottosegretario Carlo Giovanardi che sposa la nostra proposta di un provvedimento urgente per regolarizzare le centinaia di migliaia di immigrati presenti in maniera illegale in Italia, ma che gia’ lavorano nel nostro Paese. A fronte della politica criminogena proposta dal Governo, infatti, l’Italia vive nell’ipocrisia di un welfare e di uno Stato sociale che si fonda su badanti, colf e baby sitter illegali e clandestine solo perche’ il nostro Paese non rilascia i nullaosta per persone di cui conosce tutto: nome e residenza del datore di lavoro, nome e luogo di lavoro dell’immigrato! Delle oltre 740 mila richieste del 2007 solo 170 sono andate a buon fine, le altre aspettano ancora l’emanazione di nuovi decreti flussi. Questa della regolarizzazione e di un decreto flussi che intervenisse urgentemente nel merito erano le proposte dei Radicali tradotte anche in un ordine del giorno collegato al ddl sicurezza, mai esaminato perche invece di votare in merito si e‘ scelto il voto di fiducia.”

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Anziani e badanti: quale futuro?

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2009

(Centro Maderna) La badante è un fenomeno tutto italiano. Cosa l’ha prodotto? A chi è utile? Sicuramente alle famiglie, ma anche allo Stato: solleva infatti le famiglie da compiti sempre più difficili e permette allo Stato di lasciare le cose come stanno, cioè di scaricare sulle spalle in primo luogo delle donne la responsabilità di curare e assistere minori e anziani. L’allungamento della speranza di vita e il declino delle nascite hanno alimentato il processo di invecchiamento del nostro paese. Le badanti rappresentano la risposta spontanea, privata, a queste esigenze; suppliscono alle inadempienze della politica e all’indebolimento delle famiglie e delle reti di aiuto familiare. La ricerca pubblicata nel volume getta nuova luce sulle dimensioni e sulla natura del fenomeno: soluzione eccezionale al problema dell’invecchiamento, congela una situazione in cui famiglie e donne continuano a svolgere un ruolo da protagoniste. E dopo? (Da: http://www.edizionilavoro.it)
Sgritta Giovanni Battista, “Badanti e anziani in un welfare senza futuro”, Edizioni Lavoro, Roma, 2009, pp. 224, € 16,00.

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Le competenze delle assistenti di anziani

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2009

(Centro Maderna) Talenti di cura è il nome del progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma di apprendimento permanente-Progetti multilaterali di trasferimento dell’innovazione Leonardo da Vinci. Il Progetto, di cui è capofila il Consorzio Anziani e non Solo, concerne la validazione delle competenze acquisite nell’esperienza lavorativa da parte delle “badanti/assistenti familiari” e si propone la trasferibilità del modello francese di validazione delle competenze acquisite con l’esperienza lavorativa (VAE) da parte delle operatrici del lavoro di cura.  Nell’ambito del prossimo workshop di Bologna, che si terrà il 17 aprile, verranno illustrati i risultati della sperimentazione effettuata su 60 assistenti familiari di diversi contesti territoriali italiani. Tutta la documentazione relativa al progetto è consultabile all’indirizzo: http://www.talentidicura.it. Il workshop “Talenti di cura: il modello italiano di validazione delle competenze delle Assistenti familiari”, si terrà presso la Torre Legacoop -Sala “A” viale Aldo Moro, 16 a Bologna.

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Badanti italiane in Friuli

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2009

L’associazione Federcasalinghe- Donneuropee segnala un aumento di iscrizioni da parte di donne italiane ai corsi per imparare la professione di badante. Tale incremento si è mostrato significativo in Friuli Venezia Giulia dove in sole 24 ore sono arrivate all’associazione circa novanta domande di iscrizione da parte di donne italiane. Significativa è inoltre la domanda da parte delle famiglie friuliane di assumere donne italiane per ricoprire tale ruolo professionale. ll responsabile dell’Italia dei Diritti per il Friuli Venezia Giulia Luigino Smiroldo commenta positivamente tale fenomeno: ” E’ buono che ci sia concorrenza anche per questa figura professionale. Le donne friulane in questo periodo di crisi hanno visto l’attività di badante come una buona opportunità lavorativa. Non c’è nulla di svalutante infatti nello svolgere questa professione che anzi è ammirevole e molto dignitosa”.

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